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Gtv Notizie 2013 Numero 1-2
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Gtv Notizie 2013 Numero 1-2

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Periodico dell'associazione Gruppo Trentino di Volontariato Onlus - Numero dedicato all'anno della cooperazione idrica

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  • 1. Periodico trimaestrale del Gruppo Trentino di Volontariato OnlusAnno XII ­N. 1/2 maggio 2013 ­Poste Italiane s.p.a. ­Spedizione in abbonamento postale ­D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 2, DCB Trento2013: Anno internazionaledella cooperazione idrica12 maggio 2013: Assemblea dei Soci
  • 2. GTV Notizie 1/2 2013Periodico dell’AssociazioneGruppo Trentino di Volontariato ONLUS1.500 copieChiuso in redazioneil 30 aprile 2013DirettoreLuigina MorandiDirettore ResponsabileRenzo GrosselliComitato di RedazioneFrancesca AnziAnna BrianOnorio ClauserThomas FestiChiara GadottiPaola OttomanoLuca PenasaLaura PrettoBeatrice VallineFoto e immaginiLuca BrentariAnna BrianJustin MottMarco OberoslerLorenzo ViesiGraficaM lab Communication DesignStampaNuove Arti GraficheGTV ­Gruppo Trentinodi VolontariatoVia San Marco, 338122 Trento+ 39 0461 986696www.gtvonline.orginfo@gtvonline.orgC.F. 01662170222Autorizz. del Tribunale di Trento n. 1100del 03.10.2001Spedizione in Abbonamento Postaleart. 2 comma 20/c legge 662/96 ­filiale di TrentoEDITORIALE - di Laura PrettoAcqua, elemento basedello sviluppoCi trovi a Trento, in via San Marco 3SommarioEditorialeAcqua, elemento base dello sviluppo .....................................................................................................................................................................3GTV nel Sud Est AsiaticoAnno internazionale dell’acqua.......................................................................................................................................................................................4Igene scolastica...........................................................................................................................................................................................................................5Intervista ad Avelino..............................................................................................................................................................................................................6Accesso e qualità dell’acqua............................................................................................................................................................................................7Da Besenello a Timor passando da Trento........................................................................................................................................................8GTV in TrentinoUna foresta di racconti........................................................................................................................................................................................................9Diario dal Vietnam..................................................................................................................................................................................................................10Libero di scegliere.................................................................................................................................................................................................................1240 anni di solidarietà tra Italia e Viet Nam...................................................................................................................................................14Appuntamenti .............................................................................................................................................................................15SIAMO QUIAbilio una notte ha sognato un cobra. È ungiovane ingegnere dedito al lavoro con le co-munità e non vorrebbe credere agli esserisovrannaturali protettori delle fonti d’acqua,ma il cobra gli è apparso in sogno e gli havietato di utilizzare l’acqua di quella sorgente.Ma Abilio sta costruendo un acquedotto perportare acqua potabile in un villaggio di TimorEst e quella sorgente è l’unica disponibile. Nelsogno prova a spiegare al cobra l’importan-za di quella fonte per l’intera comunità, cheacqua è vita, è bere, è lavarsi, è cucinare, èirrigare, è fondamentale per la popolazione.Con abilità riesce a convincere il cobra che gliconcede il permesso di sfruttare la sorgenteper il bene della comunità. Abilio puo cosi con-tinuare la costruzione dell’acquedotto, senzascontrarsi con tabù legati alla cultura animistae alla tradizione, e la comunità avrà accessosicuro all’acqua.Accesso all’acqua. Concetto ormai dato perscontato da noi, che ci aspettiamo di averladisponibile ad ogni ora del giorno, di averlain casa, di averla in quantità quasi illimitate,di averla pulita. Ma in molti Paesi del Mondopurtroppo è spesso una risorsa scarsa, nonaccessibile, inquinata, distante dall’abitazione,causa di diatribe tra le comunità. Dal 1992, il22 marzo di ogni anno è dedicato alla tema-tica “acqua” nelle sue diverse forme e infini-te sfaccettature: acqua bene comune, acquacome concausa di conflitti transnazionali, ac-qua contaminata, acqua origine di vita, acquadirompente nelle inondazioni, acqua oro blu, ...Quest’anno si discute di “cooperazione nelsettore idrico” e questo numero di GTV noti-zie è dedicato a questa tematica che, negli ul-timi anni, è diventata sempre più centrale neiprogetti di cooperazione che portiamo avantiin Vietnam e, grazie alla collaborazione conl’Associazione Santi Martiri Anauniesi, a TimorEst. È un tema sempre più centrale perchéconsideriamo prioritario garantire l’accessoad acqua in qualità e quantità come dirittodi tutti e perché abbiamo individuato proprionella carenza idrica e infrastrutturale un re-ale ostacolo allo sviluppo, soprattutto quandooperiamo nelle zone rurali. All’acqua infattisono strettamente legati concetti di salute,igiene, equità di genere, sicurezza alimentare.Insomma si parla di “acqua” come parte delbenessere economico e sociale, come basedello sviluppo sostenibile di un’intera comunità.Lavorando in quest’ambito, negli anni ci siamoscontrati con credenze e tradizioni radicateche ci impongono di metterci continuamentein discussione. Spesso le difficoltà incontratesono state più socio-culturali che tecniche.Ci sembra infatti incredibile che vada lascia-to uno zampillo di acqua scorrere durante lanotte per abbeverare gli spiriti della fonte,anche se l’acqua a disposizione è poca.Ci sembra impossibile che i governi centraliquasi si disinteressino delle aree rurali cherimangono prive di infrastrutture e che quin-di la popolazione vada direttamente formatasu aspetti tecnici in modo da saper gestire eriparare i propri acquedotti. Ma lo sforzo dicomprendere come è strutturata una societàe le differenze culturali fa parte del vero co-operare in un contesto terzo e senza il ruo-lo di mediazione dei nostri cooperanti e deipartner locali sarebbe veramente difficile pernoi portare a termine dei progetti efficaci erealmente accettati.Nelle prossime pagine capiremo, ascoltandole voci di chi opera attivamente in loco, comestanno procedendo i nostri progetti e comestiamo affrontando quest’importante sfida dimigliorare l’accesso alla risorsa acqua per lecomunità con le quali lavoriamo da anni.32SommarioEditoriale32
  • 3. 4 5Testo a cura di Paola Ottomano // Foto di Luca BrentariAnno internazionaledell’acquaNel dicembre 2010 l’Assemblea Generale del-le Nazioni Unite ha dichiarato il 2013 l’“AnnoInternazionale per la Cooperazione Idrica”. Iltema specifico di quest’anno è la relazione traacqua e povertà e, con dodici mesi di eventied iniziative, le UN ci invitano a riflettere sulfatto che non può esservi sviluppo e benes-sere globale senza un giusto ed equo accessoalle risorse idriche. A patrocinare l’Anno In-ternazionale dell’Acqua è l’UNESCO, organiz-zazione scelta all’interno del Sistema NazioniUnite per il suo approccio multidisciplinarealle problematiche globali e per il suo impegnoa vantaggio delle popolazioni impoverite.GTV, consapevole dell’importanza delle risor-se idriche nei processi di sviluppo, in nume-rose occasioni ha lavorato con le comunitàsul buon utilizzo e l’ottimizzazione dell’acquae, al momento, sta realizzando tre progettiche hanno come elemento centrale l’acqua.“Acqua buona perViet Trong” ha l’o-biettivo di fornirel’accesso all’acquapotabile per usodomestico a tuttele famiglie residen-ti nel villaggio di VietTrong: questo verrà resopossibile dalla costruzionedi un acquedotto, dal quale lesingole famiglie potranno convogliarel’acqua alla propria abitazione.“Acqua e comunità” è mirato ad ottimizzarel’uso delle risorse idriche per utilizzo do-mestico ed agricolo. Nello specifico, è stataprevista la riparazione dell’acquedotto di AnLac e la formazione degli abitanti ad una cor-retta manutenzione della rete idrica e ad uncorretto uso dell’acqua. Il progetto prevede,inoltre, la creazione di bacini di raccolta di ac-qua piovana perl’allevamento dipesci e per usoagricolo.Infine, un pro-getto di “Igienescolastica” inten-de, da un lato, por-tare le infrastruttureigienico sanitarie dellescuole allo standard minimorichiesto dal governo vietnamita,dall’altro, sensibilizzare insegnanti ed alunnisull’importanza di rispettare le pratiche diigiene quotidiana (a cominciare dal semplicelavaggio delle mani).Potete trovare maggiori informazioni su-gli eventi e sulle iniziative sul sito ufficialedell’Anno dell’acqua www.unwater.org/wa-ter-cooperation-2013/en/Igiene scolasticaTitoloIgiene scolastica: sensibilizzazione sul tema dell’igiene attraverso lascuola in 3 comuni del Nord Est del VietnamLuogoComune di An Lac, Distretto di Son Dong, Provincia di Bac Giang,Vietnam settentrionalePartner localiComitato popolare di Son DongDipartimento dell’educazioneCSDS (Centre for Sustainable Development Studies)Partner ItalianiCooperativa CETAssociazion Italia- NicaraguaSanti Martiri Anauniesi (ASsMA)Comune di RonconeDurata12 mesiBeneficiari direttiPersonale scolastico docente e non;scolari;genitori degli scolari;un membro del Centro di Salute per ciascuna delle scuole del pro-getto.Beneficiari indirettiFamiglie degli studenti presenti e future delle scuolePopolazione delle comunità di appartenenza (si stimano circa 1800-2000 persone) residenti in quattro comuni: Thanh Son; Tuan Mau,An Lac, Van Son.Volontari di SDC (Sustainable Development Centre), che avrannol’opportunità di migliorare la propria esperienza di lavoro sul campoe la propria abilità nell’organizzazione di attività di sensibilizza-zione.Enti finanziatoriProvincia Autonoma di Trento (PAT)ContestoL’area del distretto di Son Dong è caratterizzata da un basso livel-lo di conoscenze sul tema delle pratiche igieniche di base che portala popolazione a non applicare corretti comportamenti igienici ead utilizzare la toilette scorrettamente fino a non possedere latoilette all’interno delle case.La scarsa igiene contribuisce all’insorgere di malattie quali ladiarrea, dermatiti, intossicazioni alimentari, infezioni da parassitiintestinali, infezioni, tifo e colera. Secondo un’indagine svolta dalMinistero della Salute e UNICEF sono emersi come maggiori dati lacarenza di latrine conformi agli standard minimi nazionali (18% degliintervistati) e la mancanza di consapevolezza rispetto all’utilità dilavarsi le mani per evitare l’insorgere di malattie. Solo l’11% del-le scuole possiedono latrine che rispettino gli standard nazionali,il 20% delle scuole non possiede l’accesso all’acqua, il 52% dellescuole non fornisce acqua potabile ai suoi studenti solo l’11% deglistudenti ha l’abitudine di lavarsi le mani dopo aver usato la toilette.SoluzioneIl progetto prevede che siano selezionate tre scuole elementaricon carenze infrastruttuali nelle quali verranno costruite toiletteconformi con le vigenti norme vietnamiti e organizzate attivita’ disensibilizzazione per gli studenti guidate dagli insegnanti e suppor-tate da un gruppo di giovani volontari di Hanoi.Queste attivita’ porteranno all’inserimento di pratiche igienicheall’interno della routine scolastica, cosi’ che poco a poco gli scolariinizino a percepirle come normali e diventino automatiche. Verrannorealizzate anche specifiche azioni che possano portare a mutarel’idea di toilette come un posto necessariamente sporco negli sco-lari, in modo da favorirne l’utilizzo. Le campagne saranno basate suuna metodologia ludica, che unisca i contenuti al gioco. I risultatidel progetto e delle campagne saranno riportati alle famiglie deigenitori attraverso un’apposita giornata durante la quale gli scolariguideranno i propri genitori a visitare le toilette e trasmetterannoi messaggi appresi durante la sensibilizzazione.Il progetto prevede anche attivita’ specifiche che impostino la so-stenibilita’ ed il mantenimento di quanto creato, sia a livello infra-strutturale che di sensibilizzazione attraverso accordi di manuten-zione delle infrastrutture e attivita’ di sensibilizzazione introdottedal progetto.Cosa puoi fare tu?Il tuo contributo è importante!Puoi effettuare la tua donazionesul conto corrente bancario:IBAN IT78 N0801 334 2900 0000 0307 219o tramite bollettino postale:c/c 1341339854GTVnelSudEstAsiaticoGTVnelSudEstAsiaticoscheda progetto
  • 4. 6 7TitoloAccesso e qualità dell’acqua: nuove conoscenze e competenze perla popolazione di Makadade - Ataturo -Timor Est.SettoreAcqua e SanitàLocalitàAnartuto, Bitie e lli Timur, tre delle quattro aldeas che fanno partedel Suco di Makadade, nel sub distretto di Atauro, distretto di Dili,Timor Est.Associazione proponenteSanti Martiri Anauniesi (ASsMA)Enti partnerGTV; Comune di BesenelloControparte localeBelunPeriodo di implementazione2012-2013Beneficiari diretticirca 320 abitanti coinvolti nella campagna di sensibilizzazione; 15membri dei Comitati per la gestione dell’acquedotto; un gruppo di15 persone composto da giovani tra i 15 e i 20 anniBeneficiari indirettitutti gli abitanti delle tre aldeas di Anartutu, Bitie e lli Timor, perun totale di 1654 personeContestoLa comunità di Atauro è ancora molto dipendente dalle precipita-zioni atmosferiche, che si registrano sostanzialmente solo durantela stagione delle piogge, che va da novembre a marzo. L’agricoltura,principale fonte di sussitenza, risente della scarsità e del mancatouso razionale delle risorse idriche, e cosi anche la salute della po-polazione è vulnerabile alla disponibilità e alla qualità dell’acqua. Laconoscenza delle risorse disponibili e una maggiore capacità di ge-stione e di controllo della qualità di queste contribuirà a migliorarela qualità della vita della popolazione.Descrizione progettoQuesta microazione si propone di rafforzare il livello di conoscenza,capacità e consapevolezza della popolazione di Makadade riguardoalle risorse idriche disponibili, in particolar modo affrontando i temidella qualità dell’acqua, della gestione delle infrastrutture e dellaprotezione ambientale. Si punta a sviluppare competenze comu-nitarie in materia di gestione delle risorse idriche, sensibilizzarela popolazione sulle tematiche ambientali e idriche e a conoscere,nello specifico, la disponibilità di acqua durante tutto l’anno, sia diacqua piovana che di acqua disponibile nelle sorgenti. Si intendelavorare con gruppi di giovani, con i Comitati di gestione dell’acque-dotto formatesi con un precedente intervento a Makadade e con lacomunità in generale, per garantire la sostenibilità dei precedentiprogetti e incrementare il senso di partecipazione attiva della co-munità nella gestione delle proprie risorse.Le attività previste riguarderanno : campagne di sensibilizzazione afavore della popolazione; creazione di un database geografico cheincluda tutte le fonti disponibili e informazioni su qualità e quantitàdi acqua, lo stoccaggio di quantità di acqua piovana durante la sta-gione delle piogge, per poi utilizzarla nei mesi secchi.Nello specifico:• una campagna di sensibilizzazione rivolta alla popolazione ri-guardo la conoscenza delle fonti a disposizione e del loropotenziale, della disponibilità meteorologica delle precipita-zioni e quindi l’uso razionale, la qualità e la protezione dellarisorsa idrica;• diffusione di buone pratiche di prevenzione della contamina-zione dell’acqua;• rafforzamento dei Comitati di gestione dell’acquedotto;• creazione di gruppi di giovani “educatori ambientali”;• mappatura e raccolta dati sulle fonti d’acqua;• condivisione e presentazione dei dati raccolti riguardo le ri-sorse idriche;• raccolta dati sulle precipitazioni.Enti finanziatoriProvincia Autonoma di TrentoCosa puoi fare tu?Il tuo contributo è importante!Puoi effettuare la tua donazionesul conto corrente bancario:IBAN IT78 N0801 334 2900 0000 0307 219o tramite bollettino postale:c/c 13413398Intervista ad AvelinoCome ti chiami e quanti anni hai?Mi chiamo Avelino Pereira Fernandes e ho 29anni.Che cosa hai studiato?Mi sono laureato in Economia per lo sviluppo.Dove hai lavorato?Ho lavorato per l’associazione Prometeo, incui mi sono occupato della promozione diprodotti elettronici, e sono stato assistentedi progetto per Asia Foundation, una ONGamericana.Quali sono i settori che più tistanno a cuore?Credo sia molto importante occuparsi dellasanità pubblica, dell’educazione e del welfarein generale.In quale associazione lavori oggi?Al momento lavoro per la Roman Luan, unaONG di Atauro, Timor Est.Quali sono le principali attivitàdella tua associazione?Ci occupiamo di diversi ambiti.Nel campo dell’educazione scolastica abbiamoavviato cinque scuole dell’infanzia, una scuo-la comunitaria e una libreria pubblica. Tuttesono riconosciute dal governo e il personale ècomposto dagli stessi genitori degli studenti.Abbiamo realizzato un progetto di Ecoturismocomunitario, i cui proventi, tra l’altro, vengo-no utilizzati per finanziare gli altri progettidell’associazione.Nel campo della tutela ambientale, portiamoavanti diverse campagne di sensibilizzazionesulla tematica, dalla tutela dell’ecosistema ma-rino e forestale all’impatto dei cambiamenticlimatici. Le campagne si realizzano attraver-so percorsi di formazione e workshop per lecomunità.Quali sono i partner con cui lavori?Lavoriamo con UNESCO, per quanto concer-ne la parte di finanziamento ai progetti, conKopermik, una ONG Indonesiana, con BELUN,per la parte riguardante l’implementazionedei progetti, con GTV e con ASsMA.Quali sono i problemi più gravi cheti trovi ad affrontare lavorando aTimor Est?C’è la necessità di maggiorispazi per le attività edu-cative, così come diuno studentato.L’acqua rappresentauno dei maggioriproblemi di TimorEst: la mancanza ela qualità dell’acquaincidono profonda-mente sul settoredell’agricoltura; c’è la necessità di ricostruireo costruire ex novo un sistema di distribuzio-ne dell’acqua adeguato.La scarsità di risorse idriche ha gravi conse-guenze anche nel campo della sanità perchéle persone non hanno accesso a servizi igieni-ci adeguati. Sarebbe necessaria l’adozione dilatrine o di bagni a compostaggio.Che impressione hai avuto delcorso di HRM (Human ResourcesManagement) a cui hai preso par-te a Trento?Ho imparato molto: tutti gli strumenti che hoappreso mi saranno utili, specialmente nellagestione dei conflitti; nel migliorare le miecapacità di lavorare all’interno della mia as-sociazione e per la mia crescita professionalein generale.E cosa ti rimarrà dell’Italia?Mi sono trovato molto bene contutte le persone che hoconosciuto e ho amatotutte le città che hopotuto visitare qui,ma, soprattutto,mi piace la pizza.Accesso e qualità dell’acquascheda progettoTesto a cura di Thomas Festi // Foto di Luca Brentari e Marco Oberosler76GTVnelSudEstAsiaticoGTVnelSudEstAsiatico
  • 5. Una forestadi racconti“Chi vive in città forse non conosce la situa-zione delle scuole di montagna di una qua-rantina d’anni fa. Posso soltanto dire che nonc’era luogo più triste e meno adatto di queiposti per chi era in cerca di fortuna. Per ilresto, sarete voi lettori, con la vostra immagi-nazione a decidere se amarli o meno. “Quella di Nguyen Huy Thiep è una voce che,come tante, è stata isolata dal potere politicoin seguito allo scandalo provocato dai suoiracconti.Attraverso le sue parole veniamo a conoscen-za di un mondo lontano, non solo geografica-mente. La vita nelle campagne, scandita dairitmi della natura e del lavoro nelle risaie, lescuole di montagna in cui giovani insegnan-ti cercano di trasmettere la loro saggezzaagli alunni e affrontano la solitudine e l’iso-lamento, le tradizioni, gli spiriti della natura,le avventure e le riflessioni sul proprio paeseci vengono raccontate con lapacatezza e la delicatezza ca-ratteristiche dei popoli orientali.GTV, in collaborazione con la casaeditrice ObarraO, ha scelto di utiliz-zare tre raccolte di racconti di NguyenHuy Thiep per presentare il Vietnam ai ra-gazzi delle scuole trentine.Maurizio Gatti, editore degli scritti di Thiepin Italia, appassionato dell’ Asia, dopo averconosciuto personalmente lo scrittore vie-tnamita è venuto a Trento per incontrare iragazzi di alcune classi e, con il supporto dellefotografie scattate nei suoi numerosi viaggiin Vietnam, ha condiviso con loro le usanze, letradizioni e la storia di questo paese lontano.I ragazzi e gli insegnanti che hanno scelto dicollaborare con GTV si sono impegnati a leg-gere dei racconti a scelta tra quelli pubblicati,e ad individuare delle citazioni particolarmenteevo-cative.Q u e s t esaranno sele-zionate da GTV e da Il gioco degli specchi,partner insieme alla casa editrice in questoprogetto, e le più adatte verranno stampatesu cartoncini plastificati, legate ad una foto-grafia del Vietnam e affisse sugli autobus dilinea di Trento e Rovereto.Il concorso, pur nascendo all’interno di unpercorso il cui pubblico principale è compo-sto dagli studenti, è stato aperto a chiunqueavesse voglia di leggere uno dei racconti e diinviare la propria citazione. Questo è statopermesso grazie al Barycentro e alla Booki-que, caffè sociali e culturali di Trento che sisono resi disponibili a mettere a disposizionedi tutti i libri di Thiep.In maggio quindi, potrebbe capitarvi di es-sere seduti sull’autobus e di vedere attornoa voi fotografie di risaie, di vita nei campi odi montagne immerse nella nebbia. Leggendole parole che accompagnano l’immagine avretela possibilità di assaggiare i pensieri di quel-lo che è oggi considerato il più importantescrittore vietnamita contemporaneo.Da Besenello a Timorpassando per TrentoQuali rappresentanti di una piccola comuni-tà di 2.600 abitanti una delle sfide più dureappena siamo stati eletti nel maggio 2010 èstata quella di declinare in azioni concrete lenostre convinzioni e i nostri valori. Si trattavadi dar voce alle letture che avevamo fatto eai discorsi che avevamo condiviso nel dibattitopolitico: in particolare quelli sul tema oggi fintroppo inflazionato, ma non per questo menocogente, dei beni comuni, primo fra tutti ildiritto all’accesso all’acqua e la conseguentenecessità che essa sia in mano completamentepubblica.Per tutto il 2010 eravamo stati impegnati neimovimenti che si battevano in Italia, affinchési arrivasse ai referendum del giugno 2011.I risultati entusiasmanti ci hanno galvanizza-to in un primo momento: Besenello era statouno dei paesi in cui l’affluenza alle urne erastata più elevata con oltre l’80% degli elet-tori e la maggioranza assoluta degli italiani siera pronunciata perché l’acqua, bene comunefondamentale per la vita, fosse accessibile atutti e non considerata alla stregua di merceda acquistare e vendere.Benché i referendum abbiano costituito unmomento di democrazia fondamentale, passa-ta l’euforia è rimasto il duro lavoro di presidio,poiché tutt’oggi è assai difficoltoso dare unacompiuta applicazione di quei principi.Il compito di realtà che ci viene imposto èquello quotidiano di impegno sul fronte comu-nale, perché acqua pubblica significa per noiche il nostro acquedotto rimarrà gestito dalComune di Besenello. Significa che seguiamo inproprio la manutenzione della rete e curiamol’aspetto dei controlli sulla qualità dell’acquae della fatturazione. Significa che custodiamogelosamente le risorse idriche che il nostroterritorio ci garantisce cosi generosamen-te e le proteggiamo da minacce gravi comequella della progettazione della AutostradaValdastico Nord A31. L’ultimo anno, infatti, ciha visti impegnati nella battaglia contro que-sto progetto, la cui realizzazione causerebbecertamente la perdita delle falde acquiferedel massiccio della Vigolana, cioè le principalifonti di approvvigionamento idrico per il no-stro Comune, per l’Altopiano di Folgaria e La-varone e per molti comuni del versante versoVigolo Vattaro.Questo lungo percorso personale e ammini-strativo ci ha portati ad accostarci ai pro-getti di GTV.Da tempo grazie all’aiuto del nostro amicoMarino Cofler riflettevamo su come collabo-rare con Timor Est dove opera don FrancescoMoser, un missionario da decenni legato allapopolazione di Besenello. Ed è stato proprioper il tramite di Padre Chico, come lo chiama-no là, e grazie all’Associazione Santi MartiriAnauniesi, soprattutto nella persona di Pier-giorgio Corn, uomo di grande delicatezza esensibilità, che siamo arrivati a conoscere GTVe a partecipare poi al Progetto di accessoall’acqua per il Suco di Makadade ad Atauro.Le riflessioni sull’accesso all’acqua intesacome bene comune universale, unitamenteal desiderio di sostenere don Francesco e lepopolazioni di Timor, hanno trovato possibilitàdi concretizzarsi nel partenariato che GTV eASsMA ci hanno proposto.Questo progetto ci ha dato stimoli e sod-disfazioni. Abbiamo conosciuto Laura e Lucache si dedicano con generosità e competen-za. Abbiamo immaginato con Onorio cos’altrodi bello e importante si potrebbe realizzareper coinvolgere i nostri ragazzi e metterli incontatto con l’altro capo del mondo.E ancora, questa collaborazione ci ha permes-so di perseguire con decisione il proponimen-to di non cedere a quanti anche nel nostropiccolo paese insistevano nel dire: “Dobbiamopensare prima ai nostri in questo momento digrave crisi economica”. Ma chi sono i nostri?Non saremo stati buoni amministratori se nonavremo fatto del nostro meglio per ribadireche in questo nostro mondo globalizzato larazza umana potrà salvarsi solo si com-prenderà che siamo tutti sulla stessa barca:o sopravviviamo insieme, o andiamo a fondoinsieme. Cio vale tanto più se consideriamo imoniti degli scienziati sullo stato dell’ambientenel mondo e sullo spreco delle risorse che stadistruggendo il pianeta.Sono temi che oggi più che mai interessano lepiccole amministrazioni locali qui come a Timor.Siamo tutti chiamati ad agire come se fossimouna sola comunità. Il progetto per Atauro diGTV ce l’ha reso possibile.Testo a cura di Roberta Rosi (per il Comune di Besenello) // Foto di Luca Brentari Testo a cura di Chiara Gadotti // Immagini a cura di Lorenzo Viesi98GTVinTrentinoGTVnelSudEstAsiatico
  • 6. Diario dal VietnamSono partita per uno stage in Vietnam il 3gennaio 2013 e per tre mesi ho preso parteai progetti di GTV a Son Dong, un distrettoa nord est di Hanoi abitato principalmente dacontadini e agricoltori (foto pagina seguen-te). Assieme a Luca e a Que, lo staff di GTVVietnam, ho lavorato sul Sostegno A Distanzaed ho raccolto storie di vita a supporto delprogetto 60storie.L’Inverno vietnamita mi ha messa alla prova.La nebbia, densa, copriva la città e ne sfu-mava i confini; ovattava il rumore dei motorinie dei taxi che si sovrapponevano sulle stra-de ingarbugliate di Hanoi. Acclimatarsi non èstato facile e nemmeno regolare l’orologio seiore in avanti: mancavano il sonno e la fame, miaddormentavo per sfinimento e mi risveglia-vo a seconda dell’intensità della luce del soleproveniente dall’esterno. Un caos, insomma. Hoassaggiato cibi insoliti a cui non ero abituata,ho conosciuto nuove persone dagli accen-ti diversi, percorso vicoli stretti a bordo diun vecchio motorino lottando contro il ventogelido che penetrava nei vestiti, nelle ossa. Erimaneva li, intrappolato nella pelle. Ho dovutofarci l’abitudine, al freddo di gennaio. Dentroo fuori casa non faceva differenza, non c’eraverso che le estremità del mio corpo riuscis-sero a scaldarsi. Cosi è iniziato il mio 2013, a12.246 km di distanza da casa. Ma quasi subitoho incontrato molte persone che hanno arric-chito la mia esperienza, che l’hanno resa unicanon solo dal punto di vista professionale.GTV in Vietnam ha sede in una struttura de-nominata “Casa Italia” e si trova al secondopiano di una tipica abitazione in stile orien-tale: soffitti alti, mobili scuri, scale di legno.L’ufficio è molto piccolo, lungo e stretto, nonera semplice incastrare li dentro quattropersone. Oltre a Luca e Que, infatti, divide-vo la scrivania con Trang, stagista come me.L’atmosfera mi è sembrata familiare fin dasubito, soprattutto per la presenza di molticooperanti giovani, vietnamiti e non, che lavo-ravano a Casa Italia. Con loro ho imparato aconoscere un Paese di cui avevo letto e sen-tito tanto, ho appreso molto sulla società esull’immenso patrimonio culturale vietnamita.È stato interessante soprattutto confrontarela realtà in cui sono cresciuta con una città inevoluzione come Hanoi; non ho potuto fare ameno di paragonare, commisurare e spiegare(spiegarmi) due culture cosi diverse ma condelle somiglianze particolari che le rendono inun certo senso simili. Ho trascorso tre mesitra Hanoi, la capitale del Vietnam, e Son Dong,il distretto in cui opera GTV.Ci impiegavamo quasi tre ore di macchinaper raggiungere An Chau, la cittadina nellaquale stazionavamo. Il viaggio era sempremovimentato da frequenti sobbalzi a causadelle immancabili buche sull’asfalto trasandatooppure per la semplice mancanza di quest’ul-timo. Alcuni dei villaggi nei quali ci recavamosi trovavano quasi al limitare della foresta diKhe Ro, cosi talvolta era più agevole spostarsia piedi piuttosto che con l’auto. Le personeche ho incontrato mi hanno raccontato cosasignifica per loro vivere in queste zone rurali,con tutte le difficoltà che incontrano.Mi hanno descritto com’è la loro vita quo-tidiana, come impiegano le loro giornate; edhanno rivolto a me le stesse domande, eranocuriosi di capire come si vive dall’altra par-te del mondo, un occidente che ai loro occhisignifica ricchezza e abbondanza, salute ebenessere. Ho incontrato delle persone moltosemplici che non si arrendono di fronte allafatica e ai sacrifici perché dentro di loro so-gnano di poter offrire un futuro migliore aipropri figli e al proprio villaggio. Conoscere gliabitanti di Son Dong, entrare nelle loro case,è stato interessante per comprendere dicosa si compone la loro quotidianità, da qualigesti e ritualità è caratterizzata. Riuscire acomunicare non è stato facile, ci si intendevatramite un inglese stentato oppure grazie aigesti; a volte finivo addirittura con l’imma-ginarmi le loro conversazioni per tentare dicapirci qualcosa! In ogni caso, l’ospitalità e ilcalore con cui eravamo accolti a Son Dong miha scaldato il cuore.Mi ha colpito soprattutto la fiducia che le fa-miglie e le autorità locali ripongono in Luca eQue, lo si capiva dalle loro espressioni e dalmodo in cui si rivolgevano loro. Più che visiteai beneficiari del progetto SAD sembravanovisite a parenti o zii lontani; ci si informavasulla salute dei figli, dei mariti o delle mogli...insomma come se si andasse a visitare qualchefamiliare. D’altronde Que ha visto crescere ibambini di questi villaggi ed è stata testimonedei cambiamenti della comunità di Son Dongpoiché fa parte dello staff di GTV da più didieci anni. Ecco perché le relazioni, come dice-vo anche prima, sono state una parte essen-ziale dell’esperienza in Vietnam, hanno toltoqualsiasi filtro alla percezione del contesto incui operavamo e vivevamo.Ho trovato una comunità vietnamita impegna-ta, unita e partecipe, desiderosa di aumentarela qualità della loro vita e quella dei loro figli.Hanno individuato punti di forza e debolezze,ce la stanno mettendo tutta per guadagnareuna maggiore serenità. Durante le missionia Son Dong ho incontrato persone semplicima con un’incredibile forza interiore ed unaincredibile determinazione a guardare consperanza al futuro. Inizialmente, ascoltando leloro storie, lo stomaco mi si attorcigliava eprovavo un grande senso di ingiustizia; ma conil passare del tempo ho intravisto in loro unavitalità ed una energia fuori dal comune, cosisono riuscita a guardare con positività anchele situazioni più dolorose e complesse.Non saprei quantificare quanto mi ha lascia-to, sia dal punto di vista professionale cheumano, questa parentesi vietnamita. Sicura-mente moltissimo. Torno in Italia ricordandomidi dare valore a qualsiasi piccola cosa appa-rentemente insignificante, a qualsiasi personao relazione. Torno con la consapevolezza chei momenti di crisi, come quello che il nostroPaese sta affrontando, possono diventareinvece una occasione per reinvestire sulla di-mensione comunitaria valorizzando i rapportiumani.Testo a cura di Anna Brian // Foto di Anna Brian1110GTVinTrentinoGTVinTrentino
  • 7. Libero di scegliereVolontario motivato e impegnato per il suoPaese, Huan è un ragazzo che, come tantialtri, sta cercando la propria strada lontanodai condizionamenti sociali e culturali del suotempo.Dimostra meno dell’età che ha, Huan, la battu-ta pronta e lo sguardo sorridente; a vederlocosi sembrerebbe uno studente appena en-trato all’Università. Invece di strada in questianni ne ha fatta molta, Nguyen Doan Huan, 27anni e una laurea in Studi Internazionali.“Sono cresciuto in una famiglia di contadi-ni, i miei genitori sono contadini e anche lemie sorelle. Ho 3 sorelle. In Vietnam non c’èeguaglianza tra uomini e donne, per cui i mieigenitori, dopo aver avuto 3 figlie, volevano unfiglio maschio e questa è la ragione per cuisono nato!”Una realtà tradizionalista e conservatrice,dunque, quella da cui proviene, sebbene la suacasa sia poco lontana dal centro della caoti-ca Hanoi. Ma Huan ha sempre creduto nellapossibilità di cambiare, di costruire un futurodiverso, tutto suo, realizzando i propri sogni.Sono parole di una semplicità disarmante, lesue, ma dai suoi occhi trapela una determina-zione che non si incontra cosi spesso.Soprattutto quando si parla di cambiamentoin un paese come il Vietnam, dove il peso dellatradizione è ancora molto forte: “È molto dif-ficile per i giovani non lasciarsi condizionare[...] Molto spesso infatti si lasciano guidareciecamente dai valori della società “vecchia”e sorpassata, in cui l’importante era avereun buon lavoro, essere sposati e con dei figlial seguito. Spesso i giovani sono intrappolatinelle decisioni che la società prende al postoloro, le accettano senza seguire cio che inve-ce davvero vorrebbero realizzare nella lorovita”. Grazie alle varie attività di volontariato,Huan è riuscito a cambiare la propria vita, adarricchirla, rendendola proprio come la de-siderava. Ha iniziato quasi per gioco, comesuccede a molti; all’inizio è facile pensare soloalla parte divertente dell’essere volontari, mapiano piano ci si accorge che qualcosa stacominciando a cambiare nel modo di pensaree di vivere le esperienze: “anch’io partecipa-vo alle attività di volontariato perché volevoconoscere e divertirmi. Prima di tutto volevoimparare l’inglese, cosi ho cominciato a fre-quentare gruppi di volontariato internazionali[…], ma con il passare del tempo ho cambiatole mie prospettive [...] ed ora che ho una con-sapevolezza ancora diversa, sono diventatomentore di SDC. Non è facile questo compito,ma lo trovo interessante perché ho la possi-bilità di lavorare con i ragazzi più giovani, conla nuova generazione.”SDC (Sustainable Development Club) èun’Associazione di volontariato vietnamitanata nel Novembre 2011 ad Hanoi, per vo-lere di alcuni studenti attivi nel campo dellosviluppo sostenibile al fianco di CSDS (Centerfor Sustainable Development Studies), unaONG locale, e del GTV- Gruppo Trentino diVolontariato. Huan conosce molto bene que-sto ambiente, infatti in passato ha lavoratocon VPV (Volunteers for Peace Vietnam), CIAI(Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) e infine perlo stesso GTV, con l’incarico di responsabiledel progetto ecoturismo, nel 2011: “Ricordoche c’erano le vacanze estive ed io non avevoniente da fare. Un mio amico doveva andarenella foresta di Khe Ro a fare delle ricerche.Mi ha proposto di assisterlo ed io sono par-tito insieme a lui, tanto non avevo niente dafare qui in città […] cosi quando sono tor-nato ho capito […] che volevo fare dell’altro,ho capito che qualcosa doveva cambiare”. Daquel momento è iniziata per Huan una lungacollaborazione con GTV, che lo ha coinvol-to ogni giorno sempre di più: “Conoscendomeglio il progetto ecoturismo ho capito cheavrei potuto dare il mio contributo per mi-gliorare le condizioni della popolazione chevive la foresta di Khe Ro […] Incontrandoi turisti, le persone del posto possono rac-contare la loro storia, trasmettere la lorocultura e raccontare quali sono le loro radici,hanno la possibilità di relazionarsi a nuovepersone, hanno la possibilità di raccontarela loro vita quotidiana e sentire altre storieprovenienti da altri luoghi e da altre realtàche non conoscono. Possono quindi arricchir-si. Il bello di questo progetto è proprio loscambio reciproco che sta alla base dell’ideadel turismo di comunità.”. L’impegno di Huancon SDC si pone in continuità con questaesperienza, “Io voglio continuare a promuo-vere il volontariato, soprattutto tra i giovani.Voglio credere che il ruolo della società civilepossa accrescere la sua importanza semprepiù [...] Io spero che le persone si sentanosempre più coinvolte nella vita della societàper contribuire a migliorarla e a renderlasempre più simile a cio che vogliono davvero.La nuova generazione deve cambiare, devefar emergere il proprio modo di pensare, cheè diverso da quello dei genitori o delle altrepersone più grandi. Quindi per me la cosa piùimportante è il pensiero di ognuno, il qualedeve diventare fondamentale per la società”.La cooperazione di comunità trentina in Mozabico,Balcanie e Vietnam attraverso gli occhi dei suoiprotagonisti60 volti della cooperazione di comunità trentina raccolti in un blog che rac-conta esperienze, impegno, vite, di persone che in Trentino, in Mozambico, neiBalcani e in Vietnam sono coinvolte dai progetti del Consorzio Associazioni conil Mozambico onlus, dell’Associazione Trentino Balcani e di Gruppo Trentino diVolontariato – GTV onlus.Il progettoIl progetto 60Storie nasce dal desiderio di tre organizzazioni trentine (Con-sorzio Associazioni con il Mozambico onlus, dell’Associazione Trentino Balcani edi Gruppo Trentino di Volontariato – GTV onlus), che da più di dieci anni sonoprotagoniste di percorsi di cooperazione e solidarietà internazionale, di rac-contarsi e raccontare le proprie iniziative, attraverso uno strumento semplice,coinvolgente ed emozionante: le storie personali.In seguito ad una formazione dedicata allo storytelling, organizzata dal Centro diFormazione alla Solidarietà Internazionale nel 2012, le tre associazioni hanno de-ciso di intraprendere un percorso di valorizzazione dei vissuti e delle esperienzepersonali di operatori, beneficiari, volontari, etc, che in prima persona hannocontribuito alla realizzazione delle numerose iniziative promosse sia in Trentinoche nei territori di lavoro (Mozambico, Balcani e Vietnam).L’obiettivo di questa iniziativa è duplice: condividere testimonianze e vissuti per-sonali per raccontare da punti di vista diversi da quelli progettuali e tecnici iprogetti promossi e far conoscere un approccio alla cooperazione che mette alcentro le persone e lo scambio tra comunità.Per tutto il 2013, ogni settimana verrà pubblicata una nuova storia sul blog:www.60storie.comTesti a cura di Anna Brian e Chiara Gadotti // Foto archivio GTV1312GTVinTrentinoGTVinTrentino
  • 8. martedi 21 maggio 2013 - Barycentro (Trento)Il mio Vietnamcon Lien NguyenNon una lezione scolastica, ma una lezione sentimentale,carica cioè di contenuti affettivi, tenuta da immigratistranieri sul propio Paese d’origine.L’iniziativa è promossa da Il Gioco degli Specchi all’internodel ciclo “Lezioni di geografia Sentimentale”Appuntamentisabato 25 maggio 2013 - Nomidomenica 12 maggio 2013 - Centro Mariapoli (Cadine)Kanga Dei 2013Assemblea annuale dei socie approfondimento sul SADGTV sarà presente al Kanga Dei con uno stand delle ore18.00 nella piazza delle feste di Nomi.Troverete un ampio assortimento di artigianato vietnamita emateriale informativo in merito all’associazione e ai progettidi sviluppo implementati nel Sud Est Asiatico.Per informazioni visita il sito: www.kangadei.orgGTV vi invita a partecipare alla giornata dedicata all’assembleaannuale dei soci e al Sostegno a Distanza.Ore 11.00: Assemblea dei soci aperta a tuttiOre 13.00: PranzoOre 14.30: Approfondimento sul SAD e laboratori per i più piccoli40 anni di solidarietàtra Italia e Viet NamSi terrà presso l’area archeologica di PiazzaLodron, 31 a Trento, dal 15 al 23 maggio 2013,la Mostra della SOLIDARIETA’ Viet Nam Italia– Italia Viet Nam “60 – 70” promossa dall’As-sociazione Italia Viet Nam Nazionale ed or-ganizzata dalla collaborazione fra “Amici dellaNeonatologia Trentina” e “Gruppo Trentino diVolontariato”.La Mostra ha lo scopo di essere il raccordotra gli attuali rapporti dei nostri due Popoli egli avvenimenti che hanno caratterizzato glianni 50/70 del secolo scorso, per la sconfittadel colonialismo francese e dell’imperialismoamericano, per l’autodeterminazione e l’unitàdel Paese. Si inserisce come apporto storiconelle celebrazioni del 40° anniversario dell’av-vio delle relazioni diplomatiche tra Italia eVietnam che si celebrano per tutto il 2013.Quello che ci siamo preoccupati di far emer-gere è il carattere internazionalista dellalotta vietnamita e la particolarità della soli-darietà italiana ed internazionale, che è statouno dei tre fattori che hanno permesso lavittoria sugli Usa.La Mostra, aperta dal messaggio di Ho ChiMinh al Popolo Italiano, consegnato ad Ha Noi,nel Marzo del 1967 ad Elio Basso, è compostada 17 panelli illustrativi e da 10 manifesti, ilcui testo è in italiano, vietnamita e in inglese.L’esposizione sviluppa un percorso che va dal-le celebrazioni del 40esimo alla collocazionedella lotta del Viet Nam nel contesto storicoed internazionale; la solidarietà italiana e legrandi campagne nazionali indette dalle As-sociazioni Italia Viet Nam (la raccolta del chi-nino, la donazione del sangue ai combattenti,la raccolta dei fondi per l’ospedale di Ha Noie per i materiali inviati con la nave Australeecc…) .Il visitatore sarà accompagnato da un PER-CORSO SONORO che ha tre distinti momenti:1. il Viet Nam – i suoni e l’ambiente;2. la guerra, i crimini giornalieri, i rumori, letragedie;3. la presa di coscienza al di fuori del VietNam, la solidarietà internazionale, le voci,la musica.L’ingresso alla mostra è gratuito e gli orari diapertura sono i seguenti:dal lunedi al sabato10.00 – 12.00 15.00 – 19.00domenica10.00 – 13.00 14.00 – 19.00Si ringrazia per la concessione dell’areaarcheologica Lodron:Testo a cura di Carlo Ceolan // Foto archivio GTVUn sentito ringraziamento a:1514AppuntamentiGTVinTrentino
  • 9. 15SOSTIENIGTVSCHEDA DI ADESIONEIl sottoscritto, preso atto delle finalità dellAssociazione GTV Gruppo Trentino di Volontariato:chiede di aderire come Socio Ordinario (secondo lart. 3 dello Statuto, quota annuale di € 30)chiede di ricevere gratuitamente "GTV Notizie", senza iscriversi allAssociazioneNome e Cognome___________________________________________________________Indirizzo__________________________ CAP________ Località______________________Telefono __________________________email____________________________________I dati personali forniti saranno conservati nel rispetto del d. lgs 196/2003 (tutela della privacy dei dati personali)GTV ringrazia tutti coloro che hannopartecipato ai momenti di incontrocon lassociazione, i sostenitori e ivolontari per limpegno e la vicinanza!Un particolare ringraziamento va ad AnnaBrian e a Carlo Ceolan che da maggio 2011allaprile di questanno hanno supportato leattività dellassociazione durante la loroesperienza di Servizio Civile Volontario inGTV.Un sentito ringraziamento per la passione elentusiasmo che hanno sempre portato conloro ogni giorno!► Aderendo al programma Sostegno a DistanzaAttraverso il disegno di una piccola sostenitricevolgiamo lo sguardo alla foresta di Khe Ro, dove GTVha in corso un progetto per la tutela della biodiversità.Grazie Noemi e Iris per gli splendidi disegni!Gruppo Trentino di Volontariato Onlus+39 0461 986696 / info@gtvonline.org / www.gtvonline.org• Con una donazione sul conto corrente bancarionumero IBAN: IT78 N080 1334 2900 00000 307 219o tramite bollettino postale, presso ogni ufficio postale: c/c 13413398• Destinando il cinque per mille a GTV: c.f. 01662170222• Acquistando i prodotti dell’artigianato locale, che abbiamo presso la sede a Trentoin via S.Marco 3• Venendo a trovarci durante gli eventi in Trentino• Diventando socio: compila la scheda di adesione qui sottoCome sostenere le attività di GTV

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