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Social Media: da passatempo a strumenti per il business - CMI luglio 2012
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Social Media: da passatempo a strumenti per il business - CMI luglio 2012

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Una indagine commissionata da Google evidenzia come sta cambiando la percezione dei social media nel management. ...

Una indagine commissionata da Google evidenzia come sta cambiando la percezione dei social media nel management.
E non è da sottovalutare il loro impatto sulle opportunità di crescita professionale.

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Social Media: da passatempo a strumenti per il business - CMI luglio 2012 Document Transcript

  • 1. Luglio/Agosto 2012 CMI Customer Management Insights8Una recente indagine commissionata da Google evidenzia comesta cambiando la percezione dei social media nel management.E non è da sottovalutare il loro impatto sulle opportunità di crescitaprofessionale.non lo fa è destinato ad assumere un ruolo marginale o auscire dal mercato”;• il 68% è convinto che le aziende che credono nei socialmedia possano attrarre i migliori talenti, cioè li percepiscecome leva dell’employer branding: “Le nuove generazionisono cresciute insieme ai social media: un business chenon abbia una presenza social è virtualmente irrintraccia-bile dai candidati”, conferma un Direttore del Personale diuna società olandese;• i professional si attendono in generale un incremento diproduttività del 20% dall’adozione dei Social Tool.Contrariamente a quanto si possa pensare, l’adozione deisocial media in azienda non è più limitata agli operatoridel mondo della comunicazione: il settore creative/media(77%) è in pole position ma consumer/FMGC (74%) e retail(72%) seguono a ruota. Interessante notare come il mani-fatturiero inizi ad avere una percentuale di adozione nontrascurabile (59%) (Figura 1).Utilizzatori dei Social Tool risultano essere più i managerche altri dipendenti: il 71% dei senior manager intervistatiusa i social media almeno una volta alla settimana controil 49% dei dipendenti aziendali in ruoli junior. Si sta quindimodificando la percezione secondo la quale i social networksiano per le imprese una minaccia per la produttività ed unostrumento il cui utilizzo vada rigidamente controllato o ad-dirittura proibito.Secondo gli intervistati più entusiasti i Social Tool contribui-scono a un utilizzo più efficace del tempo, permettendo unrisparmio negli spostamenti per visite a clienti o riunioni inaltre sedi aziendali tra le 2,8 e le 3,5 ore a settimana.In termini di incremento di produttività i senior managerstimano una maggiore velocità decisionale (26%), rapiditànell’erogazione dei servizi (24%), qualità del lavoro (22%),financial performance (22%), rapidità nello sviluppo di nuoviprodotti (21%). Anche se con percentuali leggermente di-Social Media: da passatempoa strumenti per il businessRoberto GrossiLa crescente adozione dei social media all’interno delleaziende stimola nuovi approcci organizzativi basati sul coin-volgimento diffuso, la collaborazione, la condivisione dellaconoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali in-terne ed esterne all’organizzazione. In altre parole, i socialnetwork non sono più concepiti come un semplice passa-tempo ma iniziano a essere apprezzati come strumento dibusiness. Questo è quanto emerge da una recente indaginecommissionata da Google Emea (Europe Middle East andAfrica) per fare il punto sull’adozione nelle aziende dei nuovistrumenti di marketing digitale.Lo studio è stato condotto da Millward Brown, società ame-ricana di ricerche di mercato, che ha raccolto durante i primimesi del 2012 le opinioni di oltre 2700 dipendenti (managere non) in Europa (Francia, Germania, Italia, Olanda, Spa-gna, Svezia e Regno Unito). In generale, i numeri riportatinella ricerca sono pesati rispetto al prodotto interno lordodelle nazioni oggetto dello studio per tenere conto delleloro diverse realtà socio-economiche. Il principale dato cheemerge dalla ricerca è che le organizzazioni utilizzano ormaidiffusamente al loro interno le piattaforme social ed attribu-iscono a questi strumenti dei benefici tangibili.Ma cosa spinge le aziende verso i Social Tool?Uno dei principali driver è certamente il desiderio di miglio-rare il flusso delle informazioni all’interno delle organizza-zioni: molti “professional” considerano i social media comestrumento importante per trovare in maniera rapida infor-mazioni, persone o competenze (41% degli intervistati), percollaborare e condividere competenze (37%), per allargarela propria cerchia di influenza (34%) e per ridurre il numero ela lunghezza delle email (31%).Un approccio più orientato al business guida alcune opinio-ni messe in evidenza da questa indagine:• Il 70% dei professional crede che i Social Tool possanocontribuire a modificare le strategie di business;• il 69% li vede come strumento di vantaggio competitivo:“Solo le aziende in grado di utilizzare e condividere rapi-damente il proprio patrimonio informativo potranno cre-scere con tassi elevati ed essere maggiormente competi-tive – dice un Junior Manager del settore IT inglese – ChiRoberto GrossiTitolare di Social Media EasyPluriennale esperienza nel marketingdi prodotti e servizi ad alto contenutotecnologico. Si occupa di consulenza eformazione alle aziende su web e socialmedia marketing
  • 2. 9Luglio/Agosto 2012www.cmimagazine.itverse, queste opinioni sono confermate dal personale conminore anzianità aziendale, che attribuisce ai Social Tool an-che un impatto tangibile sulle opportunità di crescita pro-fessionale: l’86%degli intervistati attivi sui social networkha ricevuto una promozione ed il 72% la prevede a breve(Figura 2).I Social Tool sembrano essere un elemento di successo nonsolo per le prospettive di carriera individuali ma anche perle aziende in forte crescita, definendo come tali le impreseche hanno visto nel 2011 una crescita rispetto all’anno pre-cedente di almeno il 10%, e che ammontano al 15% delleaziende oggetto dell’analisi.La maggioranza degli intervistati in questa categoria attri-buisce ai social media impatti significativi in termini di risul-tati: espansione e crescita della società (81%), collaborazio-ne e “knowledge sharing” (80%), incrementi di efficienza eproduttività (66%) e benefici nell’incremento delle vendite(59%).Questi dati avvalorano la tesi che le aziende di successo sia-no quelle in grado di stimolare la creatività e l’innovazione,migliorando la qualità del lavoro e facilitando la scambio dinuove idee. In questo scenario i social media svolgono ilruolo di piattaforme collaborative, un concetto certamentenon nuovo ma che sta ora trovando una decisa diffusioneed una maggiore valorizzazione. Questo è particolarmentevero in Italia dove, secondo lo studio, il 70% delle aziende increscita utilizza le tecnologie social per supportare il miglio-ramento della qualità e facilitare l’innovazione.Nella classifica delle nazioni più entusiaste dei social media,l’Italia figura al primo posto insieme alla Spagna (74%) e ad-dirittura prima del Regno Unito (65%), nazione a cui si attri-buisce generalmente una cultura digitale superiore a quel-la del nostro paese. Seguono Svezia (62%), Francia (61%),Olanda (55%) e Germania (53%).Qualche riflessioneI risultati di questa indagine suggeriscono qualche ulterioreriflessione. La prima è che i social media stanno decisamen-te accelerando il processo di adozione da parte delle azien-de del cosiddetto paradigma dell’Enterprise 2.0, termine in-trodotto da Andrew McAfee nel 2006 per identificare quelleorganizzazioni che utilizzano le piattaforme social sia all’in-terno dell’azienda che nelle relazioni con altre imprese e neirapporti con clienti, partner e fornitori. Molti degli intervi-stati hanno infatti enfatizzato il ruolo dei Social Tool comestrumento per creare delle reti collaborative all’interno edall’esterno dell’organizzazione.Le aziende sposano effettivamente sempre di più le dina-miche e le modalità di interazione introdotte dai social net-works, come testimonia l’offerta sempre più qualificata disoluzioni per l’Enterprise Social Networks (ESN). Anche i BigPlayer del software stanno scendendo in campo e Microsoftha annunciato alla fine di giugno l’acquisto di Yammer, unadelle aziende leader nel settore ESM.Acquisire una certa familiarità con i social network diventaun “must” per i professional a qualsiasi livello, come dimo-strano i dati indicati in Fig. 2 e relativi alle prospettive dicarriera degli utenti maggiormente attivi nel mondo digita-le. Diventa fondamentale tenersi aggiornati, eventualmenteanche in maniera autonoma se non si ha la fortuna di lavora-re in aziende che credono fortemente nell’utilizzo dei social,per mantenere una propria competitività nel mondo del la-voro. Come sottolinea Brian Solis, uno dei maggiori espertidi marketing digitale riconosciuti internazionalmente, dob-biamo avere la consapevolezza che viviamo in un mondo incui la tecnologia cambia più velocemente di quanto facciala nostra capacità di adattamento, il cosiddetto darwinismodigitale.Rileviamo, comunque, che in Italia esiste ancora una certacontraddizione tra le potenzialità percepite e l’effettivo uti-lizzo in ambito business degli strumenti social. Accanto aidati confortanti dell’indagine di Google abbiamo anche evi-denze non altrettanto positive. di una certa inerzia da partedelle PMI italiane e di una carenza di approccio strategico(cfr. l’indagine “Quanto è Social la tua Azienda?”, di AIDiM,ANVED ed eCircle – febbraio 2012).Concludiamo sottolineando che le opportunità offerte daisocial media sono allettanti e possono offrire un vantaggiocompetitivo alle imprese di qualsiasi dimensione, a pattoche venga dedicata la giusta attenzione allo sviluppo dellecompetenze e alla individuazione di partner qualificati per laformazione e la consulenza, evitando economiche ma ineffi-caci scorciatoie (es. profili social non movimentati, acquistofalsi fan/followers, crowdturfing, social spamming).Figura 1: Utilizzo Social Media in azienda per settore merceologi-co (Fonte: Google EMEA, Millward Brown, 2012)Figura 2: Utilizzo Social Media e prospettive di carriera(Fonte: Google EMEA, Millward Brown, 2012)