• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Transontologia Transontology
 

Transontologia Transontology

on

  • 2,161 views

 

Statistics

Views

Total Views
2,161
Views on SlideShare
2,161
Embed Views
0

Actions

Likes
0
Downloads
6
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    Transontologia Transontology Transontologia Transontology Document Transcript

    • ....................tr@nsontologi@ .......................sublime......... ..................... si è in presenza dell'arkè o transpriorità o transingolarità della sublatione sublime . Si delinea una gestell o struttura sublime della sublatione, o impianto dell'evento o la sublime ontopologia sul sentiero di una analitica dell'esserci o dasein- analytik assentemente presente in kant, per interpretare l'analitica della transbellezza e l'analitica del sublime. Si approderà nella sinuosa transontologia del sublime o sublyme quale bellezza-sublime plotiniana o sublime-nella-bellezza heideggeriana, già assentemente compresenti nella prioritaria ermeneutica del sublime longiniana o burkeiana. Si offrirà dispieganza delle contemplanze del sublime nella classicità, quale sublime della transmathesis o pitagorico o platonico, o svelatenza di anassimandro sia nell'apeiron sia nell'archè, quale sublime dei quanta infiniti o del senza-fine e del senza-limiti o transapeiron: presente assentemente nell'analitica kantiana quale sublime matematico o gegenstand sublime, ovvero quale evento sublime della transcendenza, presente solo nell'evidenza ideale della transpurezza sublime, quale sublatione eccelsa e nobile magnanimità o magnitudine kolossale , sempre al di là e sempre al di sopra o sempre oltre il sensibile e del percepibile, quasi fosse l'alterezza sublime proustiana o l'archegete della sublime ontopologia sublime. Lì c'è l'archegeta transvisione della sublatione sublime in transcendenza, sia pure solo nell'esserci pensante che contempli la transcendenza dei fenomeni ideali o l'invisibile o l'ideale sublime. L'apeiron dei quanta però non è mai irreversibile, già per l'archegete della ontopologia sublime Schelling c'è sempre un senza fine o infinitezza, o una infinità d'imago nell'esserci o abissalità senza fondale ove c'è l'eventuanza o si dà diafanè la transvedenza del sublime, quale klinamen o ab-scissa dell'archè o dell'eventurarsi sublime della sublatione o svelatenza o transingolarità o transereignis o transvedenza della splendenza sublime. A quella transvisione quantica si aggiunse nel corso del tempo una dinamica del sublime interpretata dal pensiero della dynamis aristotelica, quale sublatione in concordanza o dispieganza o enucleanza o coniuganza kategorica del dynon o phyon eraklitiano, quale eventuanza dell' abissale abnegarsi dell'esserci disubissato o che si transpieghi nell'evidenziarsi svelatenza senza fine, quale risplendenza sublime o transplendenza sublime o tramontanza o splendenza sublime o splendezza: qui la transpurezza è transkatarsi o depurarsi o abnegarsi, e la sua transfenomenica o transmorfia suscita quel sentimento o quella sublatione o transtensione o quella intermittenza che tanta fortuna avrà nel pensiero di Burke e di Kant, tanto da evidenziarsi in diafanè o transfenomeno del sublime o noumeno del sublime, ovvero il sublime fenomenico e il sublime noumenico nella transcendenza quale sublatione dell'esserci. La sublime aritmetica o geometria o matematica innata nelle stelle, è inerente nel kosmos o è sublime kosmesi la più bella tra le forme o varietà o manifolds attraverso le quali l'idea, la transmonade essenziale di bellezza può essere visibile o lì si colga l'idea di bellezza, nella sua purezza quale transcendenza della sublatione dell' essere: lì un attimo di bellezza è un attimo d'esistenza. In quell' istante c'è l'eventuanza che c'è in tutta l'eternità. L'essenza della bellezza è l'essenza dell'idea, o è la sua completezza senza dolore o angoscia: è la bellezza della forma visibile o percepibile quale Essenza. Ma tale elevatezza della bellezza, o sublatione è la trascendenza dell' essere, o la sublazione del dasein quale sublazione della simmetria delle forme della bellezza o la sublatione della bellezza della forma, o la sublatione della bellezza stessa. Qui c'è la completa armonia o transarmonia afenomenica in sublatione, quale purezza dell'immaginarsi sublatione della bellezza, o la sua contemplanza quale arte della sublatione nella bellezza. Quella bellezza che si dà dalla perfetta sublatione è il sublime che trascenda se stesso, o che trascenda la bellezza che così trascenda se stessa, o è l'EREIGNIS del
    • sublime o dispieganza dell' Essere eventuanza dell'Ereignis sublime. Ereignis, o evento della transcendenza della sublatione dell'essere, è il pensiero sublime che si pensi sublime pensiero dell'essere sublime, o originale eventuanza dell' essere sublime. Il pensiero sublime è l' originale pensiero dell'essere archegeta perchè è il pensiero dell'evento sublime dell'essere abissale o eventuanza dall'Abgrund, o l'eventuarsi dalla verità abissale del sublime ecstatico dell' essere sublime. La verità dell'essere sublime è l' Ereignis sublime abissale, quale sublime Ereignis abissale della verità dell' Essere o sublatione sublime dell' Essere o Lichtung del sublime, o Essere in cui risplende il sublime. L'Essere sublime è dispieganza nello spazio-tempo della sublatione sublime dell'eventuanza. La verità dell'essere sublime eventuanza è l' Ereignis, ed è l' Essere sublime che transpieghi la verità dell' Essere sublime come evenienza o transpieganza dell' essere. La morte non è un evento che ponga fine al Dasein, così il sublime: è sempre presente nel Dasein- sublatione, come possibilità di impossibilità o transpieganza del suo essere sublime. La morte è sublime nulla, l'altro-che-entità, il non ente, il niente o l'abneganza sublime o l' Ereignis sublime, o transaletheia sublime dell' Ereignis o EREIGNIS della svelatezza del sublime, quale eventuanza sublime a fondamento della verità ecstatica. La perfetta sublatione del sublime, quale eventuanza in elevatezza transexcelsa della transpieganza dell'Essere. L'infinito quantico, infinitamente grande o infinitamente piccolo, è di per sé l'infinita sublatione dell'eventuanza sublime. L'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo sono l'eventuarsi della sublime sublatione infinita Quantica di per sé connessa o quantica sublatione, o quantica infinita sublatione sublime della transpieganza. Quell'essere sublatione quantica infinita è in se stessa sublime eventuanza in excstasi, o è l'auto-sublatione quantica, l'al di là sublime della sublatione transinfinita: la transublazione del sublime nell'eventuanza della transverità. La sua qualità è il suo essere-per-sé o il suo eventuarsi sublime o transublatione della transinfinitezza non più al di fuori di essa, ma in sé quale essersi o transpiegarsi o eventuanza in excstasi: il suo essere al di là e al di sopra, o sempre nell'oltre transpieganza dell'eventuarsi essere quantica infinita è la sublatione di se stessa, quale estetica bellezza ideale. Così il suo essere al di là di se stessa o al di sopra o nell'oltre transpieganza è sublime come oltre-bellezza ideale, o essere-per-sé sublime eventuanza della transublatione transinfinita. LONGINUS nel suo sublime vago e superlativo eventuò la filosofia ecstatica del sublimarsi o la sublatione estatica sublime soprannaturale e sconvolgente, o il mostrarsi asimmetrico della transpieganza dell'eventuanza. John Donne transpiegò Sublimi idee nella bellezza celeste e nobile metafisica subliming, o sublimation dell'eventuanza sublime. Pery-Hypsous o Peri Hupsous transvelò l' ekstasis dell'essere sublime o l'eventuanza dell'ekstasy quale sublatione della bellezza classica, o al di là della bellezza ideale. Per l'archegete della ontopologia sublime LONGINUS è la naufraganza, o il Peri Hupsous quale sublime transpieganza della naufraganza. Peri Hupsous è la sublatione sublime dell'eventuanza della transpieganza transinfinita. LONGINUS , il sublime archegete LONGINUS transvelò nell'arte l'eventuarsi della transpieganza della bellezza estetica che non doveva essere per coercizione anche regolare, razionale, ordinata, misurata e armoniosa, ma abnegarsi nell'eventuanza sublime. LONGINUS ispirò la sublatione sublime che si transveli al di là e al di sopra, o oltre le regole della bellezza ideale canonica. LONGINUS consentì l'eventuarsi della sublatione estatica nella transpieganza Sublime, quale pensiero poetante di Sappho, l'archegeta Saffo è sempre là nella sublatione estatica subissata dall'eventuanza dell'abnegarsi sublime. LONGINUS l'archegete del sublime transpiegò la potenza dinamica sublime nella poesia: l'annichilirsi o l'annullarsi o l'annietarsi o l'abnegarsi nella naufraganza diluviana o nella tempesta oceanica, o per sublime sublatione essersi subissati nelle tempeste vulcaniche. LONGINUS svelò l'eventuanza della luna sublime o la sublatione sublime dei phaenomena nei cieli astrali o infernali, non solo come una forma superlativa della
    • bellezza, ma come una nuova e sublime transpieganza estetica, o bellissima eventuanza del sublime. Sublimity o Sublimità è la sublime poesia dell'archegete Saffo, come bellezza sublime che transpieghi l'aldilà della bellezza, quale estasi della sublatione sublime o Sublime transpoiesis dell'eventuanza. Profonda solitudine dell'archegete è l'abnegarsi sublime, ma in modo che susciti terrore in sè: è la differenza tra sublimità e bellezza, un equilibrio instabile o transtabile, è il muoversi transinfinito dell'essersi in dispieganza, o dell'essere dell'ente dinamico o l'eventuarsi sublime della sublatione nella transpieganza: il piacere della bellezza è sublimato nell'eventuanza dell'aldilà o dell'oltre quale sublime bellezza in estasi sublime, o sublatione estatica che attrae e transpiega, in compresenza della paura o timore o terrore o angoscia. Il sublime è la più forte emozione, o la più sublime o l'excelsa, che la transmente sia in grado di sentire, la più potente di tutte le passioni o la potenza dinamica o la volontà di potenza o l'omnipotenza o la transpotenza, è l'intensità transinfinita della sublatione o alterezza sublime dell'eventuanza.LONGINUS transvelò la sublimità e la situò nella poesia, inventò l'aldilà della bellezza quale dispieganza della sublatione sublime estatica, sia pure intrisa di orrore soprannaturale sublime, quale Analitica del Sublime prioritaria o fondamentale, nel senso del fondersi e transpiegarsi della sublatione sublime nella bellezza ideale. La dispieganza dell'eventuanza sublime quale Dasein si esprime nel sentimento dell'angoscia o sublatione diseventuale o abnegarsi, o annegarsi o annularsi o annichilirsi. Il Dasein sublime in excstasi invece è la sublatione sublime dell'eventuanza, o Ereignis sublime Ontologico della transpieganza dell' Essere e mostrarsi sublime, o è il transmostrarsi sublime dell'Essere nella sua transverità sublime o Essere l'eventuarsi sublime dell' Essere o è l'Essere-in-eventuanza, Dasein sublime, oltre che essere l'eventuarsi dell' essere sublime quale mistero dell' essere. Essere sublime in Dasein sublime quale sublatione dell'eventuanza dell' essere evento e disevento dell' Essere in sé, o dell'Essere che si mostri o si dimostri nel sublime. Essere transpieganza del Dasein sublime o sublatione del Dasein della verità dell'essere. La verità dell'essere è la transpieganza dell'essere transinfinito nel Dasein sublime, o Ereignis sublime della sublatione del Dasein dell' essere sublime Ereignis. Dasein è il sublime dell'essere, o è il sublime della verità dell'essere. Dasein transvede la verità sublime dell'essere sublime, quale aletheia sublime dell' Essere. Essersi sublimanza nel Dasein che consenta all'Essere sublime la transpieganza transinfinita nel Dasein, o Essere EREIGNIS sublime del sublime Dasein dell'Essere transpieganza nel DASEIN sublime. Nel rivelarsi sublime, Dasein dell'Essere, c'è l'eventuanza del Dasein sublime dell' Essere transinfinito, o Essere evento transinfinito dell' Essere excstasi della verità dell' Essere sublime Dasein. L' Essere sublime è e sarà per sempre il mistero per il Dasein, giacchè mai l'eventuarsi dell'essere nel Dasein si transpiegherà quale Ideale, o transpurezza della katarsi o vivenza dei e nei sensi o nell' intuizione di forme dell' essere fenomenale, o nell'idealismo trascendentale. La sublimità trascende la stessa ragione o il nous o la noumenica, è sublime sublatione della terribile e caotica dispieganza dell'esserci sublime. Così l'immenso oceano o mare agitati da tempeste sublimi si svelano quale dynamica sublime della transinfinita matematica sublime della topologia dell'essere sublime o transmathesis sublime, o quale Idea sublime dell' Infinito sublime o tranfinitezza o transapeiron dell'essere sublime. Hölderlin è l'archegete sublime dell'ontopologia sublime transpoiesis excstatica dell'imago sublime Kaspar D. Friedrich , o Kaspar D. Friedrich è l'archegete dell'Ereignis Sublime quale evento della dispieganza dell'esserci Sublime sublatione del sublime matematico, al di là dell'idea di infinito, quale transinfinitezza dell'essere transphysis sublime o transmathesis sublime. L'inizio del sublime, o l'eclissi della bellezza ideale, si eventuò nell' Essere della transphysis o Physis sublime dell' aletheia della transphysis: l'archegete dell'ontopologia sublime Kaspar D.Friedrich transvelò la physis excstatica
    • dell'essere eventuanza della Physis quale Essere-physis-sublime, o Aletheia sublime della physis. L' Essere la transphysis è l'eventuarsi dell'essere nel sublime imago dell'archegete Kaspar D. Friedric, quale Dasein sublime o Poiesis sublime dell' essere Physis sublime, o transpoiesis della sublatione della physis quale immensità dell' essere. L' imago sublime della transphysis dell'archegete Kaspar D. Friedrich è il sublime dinamico, quale eventuarsi della matematica sublime o sublime transmathesis o topologia dell'essere sublime. Nel sublime archegete Kaspar D. Friedrich si transpiega la profonda e transfinita libertà dell'essersi in sublatione sublime. Per l'archegete Kaspar D. Friedrich il sublime è trascendenza ontologica quale sublatione del razionale o del nous o della noumenica, o essere superiore dell'ideale quale transontologia dell'essere sublime. Schelling e Hölderlin e Kaspar David Friedrich sono gli archegeta dell'imago sublime o la dispieganza della sublimità della transphysis sublime in sublatione trascendente Sublime. Kaspar D.Friedrich transvelò l'abissale transvisione del sublime nella transphysis o nella transmathesis sublime quale topologia sublime dell'esserci, quale transinfinitezza abissale sempre di fronte, gegenstand-imago-sublime, e sempre aldilà, oltre in trascendenza o in sublatione sublime excstatica. Il sublime archegete Kaspar D.Friedrich è l'estatica sublatione dell'essersi infinito transvisionario che contempli direttamente il disvelarsi della transverità sublime, quale sublime transpurezza katartika o rivelazione sublime dell'imago sublime. Nel corso della transtemporalità sublime È stato fondamentale il mito dell'imago Sublime di Kaspar D.Friedrich, o la sua iconomorfia sublime quale modello apocalittico sublime in estetica sublime. Nella sublime imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich l'annientarsi o l'annichilirsi o l'abnegarsi di sé svelò il sublime dinamico, o la sublime transmathesis sublime della matematica sublime dell'essersi sempre di fronte con l'imago sublime transinfinitezza, con la transtabilità in pericolo sublime, simile al sublime delle imago sublimi delle vestigia, asimmetrie nella simmetria, decostruite dalla instabilità della transpazialità transinfinita in exkstasis. L'excstasi della sublime imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich è instabile, o meglio è transtabile quale stabilirsi dell'evento dell'imago dell'essere sublime, quale transinfinita matematica sublime, o transmathesis sublime dell'essersi transphysis sintagmatica sublime. E' l'excstatica sublimità dell'imago sublime immaginaria di Kaspar D.Friedrich in excstatica sublatione sublime transvisiva della transpazialità, o Transvisione della transcendenza sublime della sublatione excstatica dell'essersi, o estetica della transcendenza dell'essere sublime o estensione estetica della bellezza sublime. La bellezza per Kaspar D.Friedrich è La bellezza sublime dell’imago sublime dell'essere senza fine, senza confine e senza transtelos, è transevidenza In-fondata e imago abissale, excstasi della bellezza sublime che si dà nel mondo, c’è nell'essersi sublime bellezza o estetica excstatica della transinfinitezza. La sublime bellezza è l’estetica che si svelò in imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich quale bellezza sublime che si dà in dispieganza della verità sublime: il sublime è l' evento della verità dell'essersi imago sublime. Il luogo transcendenza è l'imago sublime dell'archegete Kaspar D.Friedrich, quale sublatione topologica dell'essere sublime o transpazialità transinfinita sempre oltre o aldilà delle ontologie regionali dell’etica, dell’estetica fenomenica o epistemica, perchè il Gegenstand si svela sempre quale transphysis sublime. La transpazialità della verità in Kaspar D.Friedrich è l' Abgrund dell' imago sublime in sublatione transcendentale, quale verità della transcendenza sublime, la quale precede e rende possibile ogni altra verità fenomenica o epistemica o empirica o noumenica. Qui c'è il mostrarsi della Verità sublime, quale estetica excstatica della sublime imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich o singolarità davanti-alla-sguardo, o senso dell’essere come evento priorità prima del fenomeno o Essere sublime dell'eventuanza. Pareyson disvelò l’intenzionalità estetica del sublime enigmatico quale Bellezza sublime della esteticità nulla, quasi fosse l'analisi topologico-transcendentale dell’esteticità sublime o sublazione superiore
    • della conoscenza epistemica. È l' esteticità sublime dell'archegete Kaspar D.Friedrich che si dà nell'imago fondersi abissale quale esteticità che si sottrae o si annulla, si nega o è l'abnegarsi transpaziale e transtemporale della transcendenza fenomenica, per eventuarsi poi in sublime imago dell' essersi eventuale. Kaspar D.Friedrich libera la natura o la transphysis nell’esteticità della bellezza sublime o È la bellezza che si rimette in gioco nel sublime, o è il sublime che si dà quale sublatione della bellezza ideale al di là della epistemica o fenomenica o noumenica. Hölderlin è l'archegete sublime dell'eventuanza estetica in excstasi: per Kaspar D.Friedrich, o per l'archegete Hölderlin, non esiste più la frattura o la differenza ontologica tra poesia e pensiero, o tra essersi e transphysis sublime o imago sublime e transmathesis sublime. Hölderlin svelò il Gegenstand sublime che ci sta di-fronte quale imago sublime: il Gegen-stand sublime della sublatione che ci sta di-fronte è l'eventuarsi del sublime Gegen-stand dell'eventuanza sublime dell'essersi, sempre al di là del categorico o della vivenza o della mondità o mondanità o della bellezza ideale o della Fenomenica estetica o noumenica. Nell’evidenza della bellezza si dà La fenomenicità del fenomeno della bellezza, ma il sublime Kaspar D.Friedrich eccede quella transevidenza per essere la transvedenza della sublime sublatione excstatica dell'essersi libertà nella bellezza sublime o eccedenza della libertà nel sublime, o l’eccedenza excstatica sublime dell'imago sublime. La transpazialità sublime di Kaspar D.Friedrich è la struttura ontologica dell'eventuarsi del sublime nelL’esteticità, o nella razionalità dell’estetico o dell'epistemica o della fenomenica o noumenica bellezza. La bellezza sublime di Kaspar D.Friedrich è il senso che si dà in sublatione, è l’intenzionalità sublime dell'eventuanza dell’essere-nel-mondo: la bellezza sublime non è più solo fenomeno o noumeno, ma si dà quale imago sublime dell'Ereignis sublime dell'essersi. Si dà quale bellezza sublime dell'eventuarsi dell'essere . L’esteticità dell'imago sublime dell'archegete Kaspar D. è l’eccedenza excelsa della Bellezza quale imago sublime per eccellenza dell'essersi. Nietzsche criticò il disinteresse kantiano e difense la bellezza ideale. L’accusa a Kant è rivolta al suo quietismo della volontà, o fiacchezza, o agli ideali della conoscenza fenomenica. Per Heidegger il disinteresse non è indifferenza o una sospensione della volontà, Schopenhauer, al contrario è il più alto sforzo dell' essenza: è nel disinteresse che emerge e si dà la relatività con il gegenstand sublime. La bellezza è l’apparire nella luce del fenomeno dell' apparenza è l’essere-il-piacere o l'esserci-del- piacere o l'essersi-piacere, non l'abnegarsi, non la sua privatezza, non la sua sussunzione funzionale o subornazione a uno scopo o a una utilità, nemmeno però l'abnegarsi nella noumenica. Il piacere estetico trova se stesso solo nell'essersi. Il piacere è se stesso quando non è di nessuno: solo così può essere di ogni esserci . Nel piacere estetico ogni essersi è libera singolarità, o singolarità in perenne transcendenza sublime. La singolarità dell'archegete Kaspar D. Friedrich è l'imago dell'essersi sublime o singolarità del sublime, o lo stabilirsi dell'eventuanza del sublime nell’essere come nella transphysis dynamis o nella transmathesis transinfinita estetica excstatica. La dimensione del disinteresse è il luogo dell' evento sublime, dell' apparenza libera o del mostrarsi dell' essere sublime. La bellezza sublime quale non-ente, niente, nulla, o evento sublime dell'essere in eccedenza o sublatione sublime sempre al di là della natura calcolata, o della sua matematizzante fenomenica ideale o noumenica. Il senza-interesse è una forma dell'icona del lasciar-essere l'eventuarsi del sublime, o lì c’è il mostrarsi o il manifestarsi dell'abnegarsi dell’essere sublime. Il “luogo” della bellezza sublime e la sua origine si dà nell'epigenesi dell'archegete Kaspar D. Friedrich quale evento della bellezza sublime o imago sublime del consenso, evento del senso dell'Essere sublime o La transEVIDENZA o transvedenza sublime estetica excstatika. La bellezza sublime è la forma dell'eventuarsi dell'essersi purezza dell’evento sublime, o incompletezza della bellezza ideale o libertà dell’evento del sublime nella bellezza
    • fenomenica, categoriale, noumenica, quale Gegenstand sublime o singolarità o transmonade sublime. L’esteticità dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich é la sublime libertà dell’evento sublime della sublatione sublime nella bellezza. L’evento sublime nella bellezza è la purezza dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich: è la vaga erranza e naufraganza nel mondo, è la singolarità sublime dell'evento nella bellezza, è il nulla o l'abnegarsi dell'essersi. La potenza dynamis sublime intensità dell’evento senza fine, senza transtelos, senza translogos, è la libertà sublime dalla cronotopia e dalla kronologia della mondità o della mondanità. L’evento sublime è la differenza ontologica dal fenomeno o noumeno del sublime. La sublime bellezza dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich è l’al di là del fenomeno e del noumeno, è l’al di là della temporalità, transinstabile equilibrio del nulla sublime senza fine e senza perché, o solo epigenesi dell'Ereignis sublime Singolarità. La sublime bellezza si dà nella singolarità o nella transcordanza, quale concordanza dell’evidenza del sublime nella bellezza. La bellezza sublime è il mostrarsi dell'evento dell'essersi quale evento del sublime nella bellezza estetica, o singolarità sublime nella bellezza quale enigma dell'essersi: esteticità della imago della singolarità sublime. La singolarità sublime si dà nella bellezza quale evento dell'essersi senza fine, senza nulla, senza tempo. È fondamento dell' eterno ritorno del sublime nella bellezza. La sua singolarità a-temporale non rappresenta più nulla, è solo se stessa, pura apparenza o evento della singolarità sublime: aldilà del fenomeno della purezza o noumeno. È la singolarità che eventua se stessa, fonda la sublimità dell'evento dell'essere. Qui è la singolarità sublime a gettarsi o abnegarsi nella dispieganza dell' eidos, o evidenziarsi o mostrarsi nella bellezza ideale. L’eidos dell'imago sublime dell'archegete Kaspar D. Friedrich, o della singolarità iconica Kaspar D. Friedrich è La sublime bellezza che si eventua aldilà della purezza fenomenica o noumenica, quale evento sublime di-fronte, o Gegen- stand-sublime infondatezza. Nella Recherche Proust disvelò il pensiero poetante della bellezza sublime: È l’essersi-com-presi dal sublime nella bellezza o dell' essere sublime che c'è o si eventua dal nulla, così che è la bellezza sublime a pensarsi e a farci pensare. La bellezza ideale Platonica svelò la sua essenza nell’apparire, nell’essere la più apparente o apparenza ideale, evidenza della purezza, invece l'archegete del sublime Proust dis-velò La verità sublime nella bellezza, aldilà dell'adeguatezza ideale. La verità sublime non è più la Platonica visione ideale, o la fenomenica o noumenica purezza ma la singolarità dell'evento sublime nella bellezza: l’essere è l'evento sublime nella sua singolarità o alterezza o sublatione sublime. Kaspar D. Friedrich E' IL PENSIERO DELl'icona sublime nelLA BELLEZZA non più ideale, ma singolarità dell'evento della dissonanza nella consonanza, quale transonanza sublime, o discordanza nella concordanza quale transcordanza sublime. Rimbaud è l'archegete sublime della singolarità sublime della transpoiesis o Silesius con la sua bellezza sublime che si dà senza perchè, quale Gegenstand sublime dell'eventuanza, o Proust con lo stile come visione sublime: l'alterezza o la sublazione sublime Proustiana svelò l'evidenza dolorosa, quale verità sublime inedita che dischiude l'evento sublime dell'esserci: e adesso, guardate! Ed ecco che il mondo, il quale non è stato creato una volta per tutte, ma lo è ogniqualvolta sorge un nuovo evento sublime ci appare nella sua differenza ontologica perfettamente sublime.È proprio la sublime differenza che crea l’evidenza della verità sublime, capace di vedere e sentire più profondamente le differenze:la sublime bellezza dello stile è il segnale che il pensiero si elevi, che abbia scoperto e stabilito i nessi tra eventi sublimi e fenomeni sublimi e noumeni sublimi che la contingenza lasciò separati. Una imago o una icona o un quadro di Kaspar D. Friedrich è nella sublime bellezza un evento sublime del pensiero
    • poetante: tra il transvisibile sublime il pensare sublime c'è l'evento sublime dell'essere luce del pensiero, la luce si pensa o si eventua nel pensiero poetante dell'esserci. L’immagine dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich non è una simulazione del mondo sensibile o simulazione dell’idea Platonica, è Essa stessa un’idea sublime o l'idea del sublime quale estetica excstatica, o meglio il pensiero della sublazione sublime oltre la categorialità fenomenica o noumenica o epistemica. Nel colore sublime di Kaspar D. Friedrich c’è il pensiero sublime. La pittura sublime di Kaspar D. Friedrich, per l'archegete dell'ontopologia sublime Proust, non solo pensa, ma è l'eventuanza dell'essere sublime. Nel sublime gli infiniti vortici viventi abitano il caos, l' invisibile, l'indicibile. Il pensiero sublime abita il colore o abita il suono quale translogos estetico exstatico, i colori pensano, i profumi raccontano mondi e idee, il colore pensa da sé. L’esserci sublime dell'archegete Kaspar D. Friedrich non è altro che il suo essere evento sublime, o della sublatione creata dal sublime. La sublime imago di Kaspar D. Friedrich si dà come evento sublime del sublime. È la singolarità sublime che crea se stessa ed è la verità della singolarità sublime, quale estetica estatica dell’evento sublime o il rivelarsi o mostrarsi o abnegarsi o manifestarsi dell'Estetica della Transcendenza sublime. La bellezza sublime ha sempre avuto una relatività con la verità, Platone ne svelò la visibilità o luminosità o splendezza. Platone Ideò La bellezza della verità nell’apparenza. L’adaequatio di res e intellectus, nella bellezza, è un’intuizione eidetica libera della presenza fenomenica o noumenica. La bellezza sublime è invece sempre eccedente, è l'excstasi della sublatione nel suo esserci. La bellezza sublime è nel luogo in cui non ha luogo nulla, nulla che non sia l’aver-luogo del luogo stesso, una figura che si configura e si costella, quando sono sospesi significato, causalità,cronologia e intenzionalità. La bellezza sublime è il Gegen-stand della transpazialità: un difronte o rivelarsi senza Grund, o senza fondo o senza fondatezza. Per l'archegete Kaspar D. Friedrich la sublime bellezza è l’eccedenza excstatica dell'eventuanza. Non è mai una semplice presenza ideale, o fenomenica o noumenica o epistemica. Kaspar D. Friedrich è l’evento sublime della singolarità del sublime, o la Differenza ontologica del pensiero sublime poetante, è l'Essere sublime. L'essere Differenza è l'evento dell'ontopologia sublime. Più nel profondo è l’Essere sublime che si dà, quale eventuanza sublime. C’è un’apertura, una fessura, una piega ontologica che lascia dispiegare l’essere sublime. In tali eventi sublimi l’essere è la stessa Differenza. L’essere è l’essere dell'eventuarsi del sublime. Il sublime è l’aldilà ontologico dell’eventuanza dell'essersi. Nello spazio sublime dell'archegete dell'ontopologia sublime Kaspar D. Friedrich La bellezza è il ‘caos’ ed è singolarità: o meglio è il kaosmos nella transingolarità o l'indeterminatezza quale transapeiron nell'archè prioritaria, o caos nell’assenza del fondamento o nella singolarità della bellezza sublime della transphysis come l’al di là di ogni principio del piacere. La singolarità sublime Si dà e si immagina senza alcun modello, esprime l'evento sublime Kaspar D. Friedrich nelle singolarità e nelle differenze, dispiega la curvatura della sublatione sublime dell'ab- Grund excstatico, ove c'è la dispieganza degli eventi sublimi. Kaspar D. Friedrich è la singolarità dell’evento sublime nella bellezza, la singolarità della differenza dell'eventuanza. The Sublime Is Kaspar D. Friedrich. Ma nessuno si è mai chiesto del perchè esista una musa della bellezza e non ci sia una transmusa dell'eventuarsi del sublime. Forse il pensiero dell'archegete Plotino viene in sublata svelatenza: già Sul sublime-nella-bellezza o sublime-in-svelatezza e sublatione Plotino iniziò con il rifiutare la tradizionale classicità della bellezza come armonia e proporzione, e sostenenne che quella pare riferirsi o situarsi esclusivamente alla simmetria. Al contrario, la bellezza risiede innanzi tutto negli oggetti e nelle qualità , in quanto ogni allontanarsi dalla transmonade verso la molteplicità equivale a un perdersi in perfezione. Epigenesi della bellezza-sublime è l’imprimersi di una forma o l'evidenziarsi dell’idea pervasa da sublazione spirituale soprasensibile o sopraelevatezza transexcelsa o svelatenza del sublime-nella-bellezza. Plotino ripresentò la tematica dell' anagogica della bellezza Platonica, là ove l'eterno ritorno dell’anima verso la transfera delle idee si evidenzi
    • con la contemplanza e sublanza, rivolta a forme di bellezza spirituali e immateriali o sublazioni ideali. Platone situò la contemplanza della bellezza in sé, divina e monade quale forma della bellezza o dell' evidenziarsi transvisibile nell'ideale dalla transmente, quale armonia invisibile o armonizzarsi o transonanza musicale o musica della natura stessa o svelatenza o sublatione della physis o essere estatico-nel-mondo dell'essere. L'evidenziarsi del fenomeno musicale ontologico, coniugato alla struttura temporale del suono, o alle specificità estetiche, e recettive o al percepirsi dimensionale dell’ascolto è il gettarsi dell'interesse o il mettersi in luce o il costituirsi dei nessi che coniugano le categorie concettuali tradizionalmente impiegate dalla fenomenologia della musica in sublationi estetiche del suono sublime. La musica o un suono? Cosa c'è in risonanza o ci sia nell'eventuarsi in transonanza? I possibili eventi o interpretazioni? All’origine, la musica pare risolversi tutta nella filosofia, come modello dell’attività del relazionarsi o dell' armonizzarsi dei suoni dall'acuto al grave, all’intonazione del modello scalare: il filosofo è già musicista, come narrò Platone Fedone nel sogno fa già musica altissima o sublatione sublime. Nel Sofista la filosofia è musica, perché evidenzia le modalità dell'accordarsi e dispiegarsi nella completezza. Musica e filosofia sono l’interpretazione pitagorica dei paradigmi di relatività del fondarsi, al di là del relazionarsi mondano ma quale sublime sublatione. Filosofo e musicista sono una destinanza nell’oblio: hanno una vocazione per la musica ma si dedicano alla filosofia o viceversa. Sono persi o presi in una naufraganza che sfugge: le relazioni fra musica e filosofia si svelano nell'eventuarsi della transpoiesis sublime, o nel crearsi della sublatione estetica estatica. Lì la filosofia è musica o la musica è il mondo che canta, e la musica è il sublimarsi nella filosofia, ma con profonda asimmetria sublime. Quel situarsi sublime in sublatione estatica è l'eventuarsi di una tragicità immanente, quasi una destinanza che ancora è in attesa di una risposta che non si è data e non si darà mai. Problematica o interpretazione che viene in luce o è l'eventuarsi della musica sublime all’interno della bellezza estetica della musica stessa, Quale transonanza excstatica della sublatione musicale o il sollevarsi sublime della biforcazione tragica, nella quale il filosofo vede scissa la transmonade musicale o dell'INDETERMINAtezza Sublime della transonanza o transvisibilità ideale poetante. Lì c'è l'evento sublime che si eventua in trascendenza ontologica, o la transontologia sublime dell' Essere Kaspar D. F. è l'evento che dispiega la verità sublime ed è il fondamento del sublime o autosvelamento dell'essere che è senza fine. Kaspar D. Friedrich è la struttura ontologica della sublatione sublime, è ontologicamente inseparabile dal sublime perché è l'essere eventuanza del sublime dell'essere. L'immagine ontologica dell'essere sublime è l'archegete Kaspar D. Friedrich che si eventua nell'imago sublime ontologicamente, secondo il sublime dell'essere o l'eventuarsi dell'essersi. L'accadere della verità sublime è l'evento dell'essere sublime, è l'evento che si eventua, è l'increspatura dell'onda, l'abisso di cui non si può mai trovare il fond-o-amento: c'è l'archegete Kaspar D. Friedrich Dietro l'immagine del sublime o nell'abisso del non-fondamento sublime o la stabilità strutturale dell'archegete dell'ontopologia sublime René Thom! L'ì c' è un continuo abnegarsi nell'abisso del non-fondamento, la vertigine del sublime, Niente sublime, destinanza sublime insensata, atroce, inafferrabile, Vuota abissalità della sublatione sublime vertigine dell'Abisso. Il darsi sublime ed abissale del suono, al di là della bellezza musicale quale sublazione estatica del sublime nella transonanza sfugge ad ogni semplificazione logica, ed è irriducibile ad una sistemica formale o adeguatezza ideale. Gli aspetti udibili, quali ritmo, forma, densità o rarefazione di eventi sonori, sono la morfologia del suono estetico-musicale in evidenza spaziale ideale o eventuarsi ontologica, quale opera eventuale transpoietica, mistica e fisica, tattile e riflessiva in evidenza o un eventuarsi sublime dell'indeterminata sublatione. La fenomenica è il mostrarsi del sonoro quale purezza del suono. Un suono non possiede nulla, nè ha il suo essere nel fenomeno sonoro. La struttura ontologica
    • della musica è la transonanza sublime dell'eventuarsi dell'essere o la transarmonia sublime, lì c’è una strutturarsi dell'eventuarsi della transtemporalità. L’indeterminatezza sublime si eventua nelle consonanza dell' altezza, durata, timbro, intensità per eventuare dissonanze o transonanze quale s-fondatezza dell’eventuarsi excstatico dell'estetica della bellezza musicale, o l’idea della bellezza o la fine dell’estetica o l’essenza estetica, o il suo essere-per-i-sensi o estetica del fenomeno creativo. La composizione musicale quale evento sublime è l'eventuarsi della decostruzione della transmathesis sublime: matematica sublime dell'excstatica estetica mistica di eventi della verità. Gli eventi sonori sublimi o cromodinamici sublimi della transtemporalità musicale sono la disvelanza del sublime nella bellezza , o è l’eventuarsi del sublime essere dispieganza della singolarità. La transtemporalità nella musica sublime è la transonanza sublime dell'eventuarsi o abnegarsi, sistole e diastole, dell'essersi, è transpazialità o insorgenza di fenomeni o noumeni, è immanenza di presenza e assenza, o eventi sublimi assentemente presenti o presentemente assenti, oltre la simmetrica bellezza ideale; è il vuoto abissale sublime che accoglie l’eventualità del mostrarsi, o il manifestarsi transpazio- temporale dell’evento transpoetanza. La bellezza sublime risiede nelle composizioni timbriche in assenza di strutture di referenza; nell’accadere discontinuo di suoni e silenzi sublimi; nell’emergenza delle transonorità dalla risonanza o dissonanza creata dagli eventi transarmonici. Il tempo musicale della bellezza ideale si disvela così quale misura vuota, come se fosse bolla fullerenica o transmonade che scoppia sulla superficie del silenzio: il centro attorno a cui gravitano tutte le forze, le diramazioni, le infinite possibilità, è sublime silenzio. Il silenzio è transcentro abissale immobile, é spinta ad agire, impulso, motore immobile della dynamis sublime, quale eventuanza della transmathesis sublime: il silenzio sublime è il fondamento abissale, principio o priorità della musica sublime, il suono sublime esiste, si manifesta, si espande e si esaurisce è il mostrarsi della dinamica sublime o cromodinamica sublime. La dinamica sublime del mostrarsi ed abnegarsi dell'evento musicale, o manifestarsi del fenomeno o noumeno sonoro è l'eventuarsi dell' essere e non è altro che il sublime. Il suono sublime ha una eccedenza excstatica che non si lascia imbrigliare nelle simmetrie matematiche: l’evento della transonanza sublime è la dispieganza degli eventi sonori sublimi misteriosi, il suono si eventua in latenze cromodinamiche che consentono all'esserci di ascoltarsi, di scoprirsi, di incontrare se stesso, attraverso le dispieganze che il suono dell’evento sonoro sublima aldilà della parola, della semantica di referenza. La musica è Il dispiegarsi della transtemporalità dell'evento dell'essersi sublime, o struttura ontologica transarmonica della temporalità sublime. Il tempo della musica sublime è la temporalità musicale dell'eventuarsi ed abnegarsi dell'essersi sublime: la musica sublime è la disvelanza della bellezza al di fuori della purezza o transvisibilità, quale sublime bellezza che vola lontano dall’ideale apparenza fenomenica o noumenica per eventuarsi in excstatica catarsi sublime, o l’idea di un sublime musicale o transfonico. La sublazione sublime o transexcelsa dell'archegete Leibniz si svela invece nell' essere della transmonade o archemonade quale intenzionalità ontologica- metafisica. Leibniz ideò l'epigenesi: nulla c'è senza il sublime matematico, o nulla c'è senza il sublime nella bellezza o il sublime nella transmonade. La sublatione transexcelsa si eventua già nella transmonade o archemonade quali singolarità o punto métaphysique, o sublation dei metafisici punti prioritari dell'essere delle transentità. Qualsiasi transentità che è di per sé è costituito come transmonade. Leibniz svelò la sublatione excelsa della transelevatezza del sublime nella bellezza, non c'è bellezza senza sublime e non c'è sublime senza bellezza, anzi solo il nulla è senza sublime bellezza. Il sublime è già nella bellezza, giacchè la sublatione si eventua nella transmonade afenomenica quale transexcelsa transinfinita nell'archemonade, o transapeiron sublatione nella sigolarità sublime della bellezza, non dopo o nel futuro nè post, ma sempre nella priorità transinfinitezza
    • della sua essenza. Il fenomeno della sublazione dinamica si transevidenzia, quale ideale della bellezza sublime, solo dopo essere già stato sublatione della transmonade sublime. Leibniz ci dà la svelatenza della sublatione o sublazione o essere eventuanza sublata, quale essere sublime o sublimanza che si sottrae sublime o è l'abnegarsi in transinfinita sublazione, o transublazione transexcelsa o sublanza o transublanza o elevazione o sollevamento o transelevatezza, che possano essere più facilmente comprensibili in termini di sublimanza, una sublime sublatione della transvisione estetica: la sublazione è la sublimanza della bellezza, la sublazione leibniziana è la sublimanza della transmonade, è la sublimanza dell'esserci, la sublimanza del dasein, è la sublimanza dell'intenzionalità sublime nella bellezza estetica, è la transexcelsa sublimanza dell'eventuanza dell'essere. L' up-sollevamento o Aufhebung è solo la sublation ideale dell' entità o superentità o ontica, giammai la sublazione exstatica della sublimanza ontologica dell'eventuanza dell'essere. Dopo l'idea della natura attiva, come slancio della sublazione sublime nella bellezza transestetica, l'archegete dell'ontopologia sublime Leibniz svelò anche la sublatione dinamica o dynamis sublation del sublime dinamico, lì lo slancio è la gettanza della sublimanza o della sublazione dell'essere. Quella è la caratteristica fondamentale della transmonade in sublazione, quale struttura ontologica dello slancio della sublimanza. Se si interpreta l'essenza della sublatione quale transmonade in sublimanza quale slancio dell' essere sublime, quale transperfezione o transcompletezza della transmonade sublime l'intenzionalità sarà la sublazione excstatica o la gettanza della sublatione o lo slancio sublation del sublime. Leibniz pensò anche la sublatione fenomenica o noumenica o epistemica o ontica, ma la sublazione ontologica del Dasein, la costituzione dell'esserci quale essere sublime in sublimanza svelò all'archegete dell'ontopologia Leibniz il modello per la comprensione della sublation-monadology: una transmonade sublime indivisibile e completa, paragonabile alla dasein-sublation. Quell' idea di essere una metafisica sublation in sublatione metafisica o transcendenza quale transublatione o in transublimanza è la struttura fondamentale della transmonade sublime, o l'idea di essere transublation senza limiti o sublatione dell'infinito o del transapeiron o del transfinito quale transinfinitezza della transublimanza del Dasein sublime, quale idea della sublatione dell' essere o essere inteso come Dasein estatica del sublime o Dasein-sublation-Leibniziana ontologica del sublime nella bellezza. La transmonade ontologica è lo slancio della sublation-dasein e non deve essere intesa come una speciale forza dello spirito, ma in una modalità ontologicamente strutturale: la monade non è anima, al contrario l'anima è una possibile morfogenesi della monade. La dinamica della sublatione non è un evento occasionale ma è, essenzialmente, La struttura ontologica estatica della dynamis- sublation. Anche per l'archegete Plotino la transvisione della bellezza sensibile è fondamentale nella katarsi e ascesi e purezza : L’anima purificata diventa transforma, una ragione, si fa tutta incorporea, intellettuale ed appartiene interamente al divino, ov’è la fonte della bellezza e del sublime-nella-bellezza, la bellezza-sublime dell’anima consiste nel rassomigliare al dio o nella svelatezza della transmorfia divina, poiché da lì deriva la bellezza-sublime e la natura essenziale dell' essere. Transvisione di svelatenza delle immagini della vera fonte della bellezza- sublime in sé, la bellezza-sublime a tutte le transentità la dà rimanendo in sé, senza ricevere nulla in sé. Platone non aveva condannato l’arte mimetica, mimetike techne , ma solo quella che imiti il sensibile e non il modello intelligibile, o l’idea. Plotino sostiene che l’ arte si sviluppi da un’idea presente nella transmente capace di imprimere o transformare: l’arte non è più così imitatio dell’ingannevole mondo delle apparenze sensibili, né subordinata alla contemplanze di un’essenza metafisica e sovraindividuale, bensì è in sè un’idea di bellezza sublime, o è la svelatenza del sublime-nella-bellezza: una tesi Plotiniana destinata alle poetiche della sublatione platonica , per la transvedenza o svelatenza del transmito di Kalypso la
    • disvelatezza della sublatione sublime-nella-bellezza, quale transbellezza in transestasy transtabile, diafanè, fluttuante sublazione, phyon o dynon o transmorfia o transplendenza sublime o splendezza sublime in sublatione transdelirante assentemente presente, o che si sveli solo nell'infinito o nella transinfinitezza o nel senza-fine o nell'abisso del senza-entità della transvedenza o che aleggi sempre entousiasta , nella sublatione sempre ab-scissa dell'essere-sublyme in transublimanza o transexcelsa alterezza, quale svelatenza della bellezza-sublime o sublime-nella-bellezza, o come disvelò Proklos la sublimanza quale elevatezza o sublatione sublime della bellezza. Proclo o l'archegete dell'ontopologia sublime Proklos per primo ideò la sublimanza quale sublatione o alterezza della bellezza ideale, quale excstasi excelsa della bellezza nel sublime o sublime nella bellezza, in un sistema ancora ontotheologico ma che disvelò la sublazione sublime. La trascendenza della sublazione transestetica è l' infinito sublime, o transapeiron nell'archè, o trascendenza sublatione del dasein o struttura ontotheo-logica del sublime: Sublazione sublime dell' essere Divina khora o il nulla sublime al di là dell' essere bellezza ideale, o il vuoto abissale quale nulla sublazione del nulla, quale transpazialità in sublatione sublime o Divinità che c'è ma sempre al di sopra o come l'al di là nel mezzo del dasein, o essere sublime sublatione nella bellezza ideale. La trascendenza della sublation- dasein transeleva, dà la transelevatezza dell'alterezza dell' essere, quale Dasein-sublation sublime sempre al di là e al di sopra della bellezza ideale platonica o kantiana, per essere sempre una sublatione mistica che trascenda l'estetica del cielo e della terra, o del kosmo quale armonia kosmetica. Proklos ideò la purezza della sublatione cosmica quale trascendenza del dasein sublime quale trascendenza della sublazione, o transublatione sublime sempre aldilà dei modelli ideali della bellezza Platonica, o quale decostruzione della mistica Platonica o della visione estetica dionisiaca. Proklos svelò l'idea del sublime quale trascendenza dell'alterezza o della sublazione mistica, per disvelarsi nella transfera cosmica, e transformare anche la Divina bellezza, una tesi incredibile o inaudita per un neo Platonico. Lì il sublime è sublatione come un grande Daimon, che l'archegete Proklos immagina come una cosmica sublatione dell'universo sublime. La Trascendenza della sublatione è la transinfinitezza anche nella profondità dell'essere abissale, o transinfinito sublime del dasein-sublation , in una discendente spirale per essere l'essere di per sé sublime sublatione che soggiorni nella bellezza ideale. Il Sublime è in grado di tornare in se stesso, è sublatione transinfinitezza per l'archegete Proklos, e se ritorna in se stesso è perfetto da sé, soggiorna in sè o nella bellezza ideale, è l'essere in sublazione dell' essere nel non-essere o nell'essere dell'entità o nel niente o nel nulla. Essere la sublatione sublime dell'Essere: così parlò però per prima Kalypso. Il transmito del sublime iniziò con la transvedenza della sublatione sublime, quando tutti fuggirono dalla distruzione o dalla katastrophè. Solo l'eroe della naufragranza svoltò altrove, quale prima katastrophè sublime, verso il transmito della Nympha Kalypso, la dea della bellezza sublime diafanè in sublatione o la singolarità primigenia della transmusa del sublime. Gli dèi della bellezza Olimpica o la dea della lucentezza o della splendezza, desolati, disvelano la destinanza della naufraganza in un isola boscosa quale ombelico di tutti i mari. Una dea sublime abita o soggiorna nella transradura sublime figlia di Atlas, il mago o padre della magia o dei miraggi sublimi. E' la transmusa della transvedenza abissale che abita le profondità dell'isola di Ogigia, è la Nympha del sublime o la Nympha Kalypso, è la dea dell' essere sublime o Kalypso distesa nel mare sublime, con brezze ariose, oltre l'oceano sconfinato, superiore, immersa nel mare e nella transonanza dei gabbiani, sulle violette increspature dell'oceano. Là la Nympha Nello spazio della transradura sublime interna accoglie l'eroe della naufraganza, lei stessa la dea sublime, cantando con una bella voce,
    • una sublime armonia afenomenica o transonanza o transcordanza, alla sua transvedenza, diafanè, transvisibile in una navetta dorata. L'ingresso è diafanè malvarosa in transvedenza e profuma di cipresso, sotto gli archi delle cave c'è una vasta distesa, o sublatione della transpazialità, di giardini di vite: qui ha avuto inizio la vicenda o il transmito della sublatione sublime, come le acque cristalline e violette in diafanè, lì nella meraviglia per la transvedenza dell'essere sublime. Kalypso la sublime dea si svelò quale sublatione faccia a faccia in nobile alterezza, quasi estranea all' eroe della naufraganza, ma dentro la singolarità quale sublazione transinfinita nell'archè: seduta sulla riva o sulla transradura transpaziale abissale in transplendenza e sublatione e pianse nel suo cuore con lacrime, sospiri, dolori, doglianze. Kalypso la sublatione del sublime in transonanza e transcordanza con l'ermeneuta Hermes, seduto in sedia lucente, iniziò a interrogare o interpretate la dea della sublatione sublime: Quale è la missione qui, Hermes, dio della bacchetta dorata? Lei è la dea della sublime accoglienza o coniuganza sublime che consenta alle desideranze delle sublationi sublimi con ambrosia, mescolata con nettare di malvarosa. Kalypso la dea sublime della sublatione al Dio ermeneuta Così si svelò: La dea Kalypso della sublatione sublime transradura transpaziale abissale Ogigia, mondità sublime e subliminare e luogo di vento e onda che transconcorda in transonanza. Dea sublime, notte- tempo, dopo aver trascorso il giorno seduta sulla spiaggia rocciosa sublime, e soggiornato in transcordanza con uno spargimento di lacrime e angosce e doglianze in contemplanza transvedenza così parlò Kalypso: Ascolti infelice eroe della naufraganza. Venga qui e prenda gli strumenti di bronzo, tagli e costruisca in elevatezza, in modo tale che si possa procedere nel nebbioso oceano. Io stessa le darò vestiti da indossare e invierò un giusto vento che le consenta la sublatione sano e salvo la salvezza, grazie alla sublime divinità. Le sue parole finì, così parlò la sublatione sublime ed uscì rapida in volo: Dea della sublatione sublime o dell'abisso sublime, così sconcertante e così pericolosa. Sublimi parole della sublatione o così parlò Kalypso dal sorriso sublime e carezzevole più solenne e più temibile e più beata degli dèi, in seno nelle insenature abissali sublimi transinfinite della divinità della sublime Dea Kalypso, mentre le sue ancelle transversavano nettare e ambrosia. Kalypso la dea sublime della sublatione parlò così. Allora, la mente è saldamente fissata nell'eterna sublatione del ritorno? Và eroe della naufraganza e la gioia sublime sia lì, al di là nella sublime sublatione. Così parlò Kalypso la transmusa della sublatione sublime e affondò il sole e le tenebre, quindi il piacere l'un l'altra con le Nymphe in lungo mantello argentato, grazioso e delicato: un bel giro d'oro in cingoli sulla sua vita e una sciarpa scivolò sulla sua testa. Poi transformò la mente dell'eroe della naufraganza per la partenza. Lei gli donò una grande ascia di bronzo, facile da esercitare, con doppia lama, bella e lucida, transportò di gran lunga alberi ad alto fusto in piedi lì, torreggianti in abete bianco, pronti per restare a galla facilmente in transequilibrio transtabile. Kalypso diafanè sorgeva nella transplendenza, tornata ad essere la dea dell'eterno ritorno del sublime, iniziò ad abbattere alberi. Quindi la dea del sublime attraversò le transtringhe e li connesse in transcordanza o in esattezza, in una armonia invisibile di coniuganze sublimi transvisibili. Nel frattempo la dea del sublime transportò frammenti di veli per le vele della navetta dell'eterno ritorno sublime e la chiamò Lady Kalypso; bagnò e rivestì in dolci indumenti profumati l'eroe della naufraganza e a bordo gettò un' altra e più grande fragranza per un giusto vento caldo e gentile! Che cosa sarà di me? Così parlò Kalypso: che cos'è che si dà nel giorno sublime? che cos'è che si dà nel tempo sublime? che cos'è che dà i sogni sublimi? che cos'è che dà l'universo sublime? che cos'è che dà la notte sublime? che cos'è che dà le stelle sublimi? che cos'è che dà alle pupille il sublime? che cos'è che dà il sublime? che cos'è che dà il mito del sublime? che cos'è che dà il silenzio sublime? che cos'è che dà l'anima sublime? l'essere sublime? essere assentemente presente nel sublime o
    • essere presentemente assente nel sublime? La transvedenza diafana dell'essere sublime dell'essere o essere il sublime dell'essere o essere sublime in essere? Tenera è la morte sublime, tenera è la morte quando s'annuncia con le stelle sublimi, quasi fossero pupille volanti del sublime. Oh quanti giorni ancora e poi il nulla sublime? Si vedranno le pupille sublimi nella notte sublime, quando saliranno al cielo quali stelle, oh le regalo il nulla sublime, perchè si possa colmare d'infiniti baci, mah i sogni che aleggiano la morte sono già giunti in punta di piedi, prima della fine dei tempi, quando la follia approda al mattino, prima che la luna sublime eclissi e il sole canti le lodi al cielo. Oh arriverò a sognare il vuoto sublime, pieno di sublime, denso di sublime? Ah essere più imprevedibile delle onde, più libera dei sogni, più lontana delle galassie, quale essenza errante nell'universo del tempo sublime, ah l'abisso sublime dei sogni ove ogni luce narra la transinfinità sublime, quale essenza che possiede in sé l'indeterminatezza del sublime. Nell'anno della morte e della creatività venne la dea del sublime per l'ultima volta, nei secoli, tra un secolo, così parlò Kalypso, avrà un quarto d'ora ancora soltanto e così nei secoli che seguiranno: saranno transinfiniti quarti lunari sublimi per transinfiniti secoli sublimi. Venne dalla bianca neve per la naufraganza nel mare del sublime, ove è inebriante naufragare, per l'ultima volta, nel secolo di un tempo sublime al tramonto, quale splendenza sublime o quale archè dell'essere sublime o quale nuova inizialità dell'esserci sublime, sì ma con chi? Poiesis sublime o transpoiesis, come la dea del sublime nel deserto, come la dea nel nulla sublime si svelò nella transplendenza, solo di sé ma non disse nulla disvelò la sua misterica bellezza sublime. Ah solo un tempo sublime ci dà la vivenza sublime, mentre gli universi si giocano l'esistenza. Ah a volte la sera sublime viene d'incanto, senza la transvedenza mondana, senza pace, senza terrore, senza volare. Si ascolta la transonanza del sublime con il senso dell'attesa delle parole dell'incanto, che fu sublime, in un epochè di dasein e di morte. Lì si sogna la dea degli eventi sublimi, senza averla mai vista, nè udito il fascino della sua transphonè, ma la si sogna così come è in transvedenza: sublime, altera, fin al punto d'infilzare i cuori con la luce dei suoi occhi e lasciare alla deriva gli esseri della speranza. Sublime l'accolse morente, dopo la battaglia e l'incontrò di notte alla luce degli incanti sublimi:canti? Le chiese. Mai, rispose. Ah le stelle , non sono mai lì per rispondere ai sogni sublimi dell'essere. Ah perchè c'è la transvedenza stellare? Perchè c'è la transvedenza nel mondo? Perchè d'improvviso, d'incanto, senza attendere né preghiere nè desideri? perchè quando la luce scompare e le ali della notte paiono avvolgere ogni orizzonte, ogni evento, ogni tempesta, solo allora la stella del creato lancia al mondo la sua seducenza sublime e fa volare i sogni nella transmente senza luce nè splendore? perchè l'altera si disvela verso sera, quando ogni speranza del giorno è nulla e induce a pensieri disperati e disperanti? perchè la stella è indifferente ai giorni a alle notti e all'essere e alla morte? E appare solo quando la sua intenzionalità lo desideri? Ah essere accolti nel genio sublime della sua essenza e con sorpresa, quasi fosse una guerra lampo: alle domande rispose con un sorriso sublime e indicibile: chi credi che decida? La dea del sublime da sola, giacchè è inizialità dell'erranza sublime: gli eventi sublimi sono già nella transmente, perchè transinfinita e sempre oltre gli altri genii. Ah volare oltre l'orizzonte per assistere all'evento del sublime, ma la notte dissipa le sue ombre e le ali non spuntano al calar del sole, forse sarà per un'altra sera, quando l'atmosfera brillerà di nuovo con la luce sublime e l'incanto svelerà all'essere i misteri sublimi del mondo, solo allora la dea del sublime accoglierà la desideranza, perchè solo allora la dea sublime desidererà salvarci. Oh già l'universo imbruna e aldilà del tempo scelto dagli eventi i venti secolari trascorrono, col senso del sublime nulla:
    • prima? Chissà? Poi? Ci sarà? Forse la sua transvedenza diafana lascerà credere d'essere lì per il nulla ed invece è con la testa nei suoi pensieri e con la transmente nei pensieri della divinità sublime, con il corpo nei desideri e con la transmente nei pensieri del nulla sublime, del niente sublime ma mente sapendo di mentire, senza venire al mondo, senza essere presente all'essere quale sublime transpoiesis in estasi sublime, quale splendenza in estasi tra i sentieri che si biforcano, l'invisibile presenza della divinità sublime s'eleva e indica la via della sublime destinanza, aldilà sublime o là nelle colline tra il mare e il cielo, lì la dea del sublime offrirà i suoi doni all'essere che lasciò la sua vita agli inferi, per svelare il sorriso della seducenza sublime, che riempì la transmente, ogni attimo, dal fuggente al mai giunto in prossimità degli eventi sublimi. Non c'è più la desideranza: è la flebile luce che s'offre alla assurda essenza del bruciare per esistere. Ah l'estasi sublime è svanita nel nulla, nel niente si vive una sola volta, la prossima non ci sarà: né in cielo, né nel creato dell'evidenza ideale. Ah l'estasi sublime che si lascia consumare piano, quasi fosse prelibata delizia della notte sublime, la quale arriva in punta di piedi e mai lascerà l'essere silente, con i suoi occhi splendendi più delle stelle vicine o che brillano in lontananza siderale. Si desidera allora aprire la porta ed uscire dall'incubo che assale ogni orizzonte e lascia solo il nulla, quale unica consolazione della sera che arriva prima del brillio stellare e si lascia andare alla deriva: non si gioca più con la sorte, né si ascolta più la voce delle illusioni, si ignora l'assenza assoluta, si mitiga il vuoto con il vento dell'evidenza ideale, si lascia alle lusinghe il tempo necessario per sparire. Da lontano si sogna le estati senza estasi, senza parole per parlare al cuore più profondo degli universi e si chiede a chi lì vi abiti, per quale ragione la luce abbia abbandonato la sua essenza estatica ed ora opprima quale ferita della transmente? Ah come è sublime amare quando si pensa al suicidio al mare, ah il tempo dell'esserci può essere letale. Lì lunghi anni son trascorsi d'incanto sublime solo per attenuare il risveglio: la sera sublime richiama le sue stelle e la luce raccoglie le sue ultime transvisioni, per sparire e riposare, ah dove andare? Se chi si vuol raggiungere ama il sublime errare? Altrove? Là ove la voce non risuona mai nell'udito della transonanza? E i transensi si perdono tra transinfinite varietà come fiori senza profumi e lumi con la forma delle ombre sublimi? Addio ai pensieri che giocano solo con le illusioni e lasciano all'incanto il sublime: tanti anni luce saranno mitiche immagini sublimi? ah il profumo della partenza è sublime o è intenso come quello del suo arrivo. Sublime giacchè si sogna d'essere aldilà dei paradisi perduti per delirare con il peccato e il senso dell'essere sublime, in un mondo sublime che parlerà alla sera sublime e alla luna? Mai si saprà. Con i raggi di luce sublime, unico regalo della dea della desideranza sublime, la transmente naufraga nel tempo sublime: nell'essenza dell'essere sublime, quale abisso ob-scuro sublime che scava dentro l'exsistenza per colmare il niente sublime. Ah l'abisso sublime che s'insinua denso d'oscurità, abitato dalla dea del sublime più atroce, quale assenza assoluta dello s-guardo astrale o della transvedenza, che male, ora, ma non vale, presto sarà diverso, lì nell'universo sublime che non c'è più, nè mai più ci sarà, chissà? Lì la sera sublime del dì della transonanza si ascoltano i passi della transcordanza sulla catastrofe sublime, con i pensieri del corpo più dolce dei sogni: solo lì tra la luna che s'imbruna e la sera sublime del dì dell'evento sublime della splendezza, lì sorgerà quella luce sublime che incanta anche la notte più buia e più tersa dell'anno sublime: chi sparirà per primo? Forse chi apparirà tra un mito e un sogno? O chi lancerà un sussurro più profondo d'un abisso sublime? Oh la vertigine sublime dell'assenza com-prende i transensi e l'essere sublime vacilla sull'orlo della voragine transinfinita e guarda il nulla sublime abissale attante in deriva dell'universo: là ove è perso ogni transenso e il sublime regna con l'assoluto. Ah ci fosse almeno
    • il tempo per osservare la fine dell'essere nella profondità sublime abissale dell' essenza sublime con quella leggerezza che invita al disincanto sublime , oggi non si sarebbe più qui a tremare per il niente che s'inabissa nell'essenza dell'essere e lo riempie di sublime, con la densità che rende estatica anche la bellezza terribile del sublime: perchè la catastrofe sublime che tutto divora ora dimora nel nulla sublime abissale. Lì là in fondo nell'abissale icona dell'essenza del sublime o transvedenza diafana del sublime, là nell'abissale catastrofe sublime in diafanè nell'essenza dell'essere sublime abita sovrana. Ah l'angoscia sublime che pervade l'essere sublime, quando il nulla precipita nell'abissalità e naufraga con l'estasi sublime. Là lì si abita nel vuoto sublime catastrofico che inabissa il transenso del niente sublime, il sommerso che inabissa l'immerso sublime: è la catastrofe della transmorfia sublime che capovolge l'essere e lascia prevalere il niente sublime. E' una piccola increspatura che dà l'entusiasmo al nulla sublime, nella transvedenza in luce diafana inabissando l'essenza della storia e il transenso della storia, quale storia del transenso del sublime nulla. Lì là ove abitano coloro che son morti per la dea del sublime. Lì non c'è paradiso, né inferno, né limbo, né purgatorio si abita il luogo del sublime in fiore: non è un luogo sacro giacchè la dea del sublime li ha sacrificati, è una transtopia d'attesa della divinità sublime o una transpazialità abissale sublime: si è abbandonati lì per sempre e non si desidera l'eterno ritorno nel mondo , né si aspira ad un altro mondo. La transvivenza continua lì tra il colore e i profumi della dea del sublime che li circonda con l'unica consolazione possibile: essere sublimi nella transtopia sublime dell'essere sublime o nella transpazialità abissale sublime? Perchè la dea del sublime li cura come se fossero in estasi abissale sublime? Fiori sublimi tra fiori sublimi? Ah lì l'assenza invade la transmente e la riempie di presenze simili all'assenza o al nulla sublime. A niente giova pensare quale sarà la destinanza, in una esistenza ove al nulla succeda il nulla, senza posa, né timore che al transenso del niente prevalga una ipotetica salvezza. A cosa pensare quando nulla è possibile per sedurre l'essere sublime? E' meglio chiudere la transmente per precludere qualsiasi desideranza per placare i dolori del senso del nulla sublime. Ancora un attimo e tutto scomparirà e i ricordi saranno abitati dalle presenze fantasma parlanti la lingua dei morti. Si spera d'accedere subito alle prossime stagioni, senza attendere eventi che preannuncino già incontri nefasti. Alle volte è possibile ascoltare la transonanza della voce sublime e lontana, ma il transenso dei desideri è sempre rivolto verso altre stelle con la transmente ancora densa di transcordanza di pensieri inutili e si decide di lasciare a chi sappia meglio abitare il mondo, la gloria, la destinanza. Mai più si sognerà l'essenza degli sguardi, mai più s'ascolterà la transonanza della voce che chiama, perchè da sé non si sente troppo desiderata, mai più il vuoto denso d'essenze sarà abitato dalla luce generata dal nulla sublime abissale: ah dea del sublime, ah dee perchè avete abbandonato l'esserci? Lì l'incanto c'è quando la splendenza sublime si sveli e s'elelevi più bella delle meraviglie del mondo, ignari del perchè si lascia partire un soffio di desideranza che increspa ed aleggia, d'improvviso l'immensità vacilla, barcolla, danza all'interno del sublime transequilibrio ed ancora di più la transonanza incanta, quasi ci fosse una transintenzionalità con il soffio della transvivenza: quasi volesse danzare tra le onde sublimi in transcordanza. Ah mai illusione balenò all'orizzonte più terribile e sublime: d'incanto così all'improvviso ci fu la transmorfia sublime degli eventi: d'impeto ammainò e riversò la sua essenza sublime nelle acque agitate e tempestose: un immenso fragore s'udì in tutti i luoghi del globo e la dea del sublime inabissò tracimando con moti ondosi altisonanti mai visti, né uditi in transonanza transudita: quel che fu la più transtabile che si conoscesse s-pro-fondò negli abissi con la sua sublime transvivenza glaciale. Ah la catastrofe sublime: un soffio può
    • far capovolgere le immensità più eccelse, tanto da generare l'attante della transmorfia sublime che farà naufragare l'esserci: è il soffio dell'essere sublime che genera la catastrofe sublime per mutarsi in essere abissale sublime. Ah il soffio di desideranza dell'essere sublime si dà quale catastrofe sublime, prossimità del naufragare, quale destinanza dell'essere per la morte sublime. Alla presenza dell'essenza sublime della transonanza dell'incanto, al balenare del miraggio sublime immenso e transinfinito l'essere sublime è in diafana transvedenza quale estasi sublime, quale respiro che sente la vicinanza del sublime, ma quel soffio farà vacillare l'immensa la sublime e transinfinita esistenza glaciale. L'equilibrio fondante la transtabilità dell'esistenza dell'essere sublime si svelerà oscillante e transonante. Una transonanza transinfinitesima genera l'abisso sublime ove l'essere sublime naufragherà: dall'incanto sublime alla morte sublime: dal miraggio sublime al naufragio sublime. Ah l'abisso sublime che si disvela nella sua ellittica curvatura sublime: si vive solo la superfice del mondo trafitti dal raggio del nulla sublime ed è subito morte sublime, l'essere sublime è solo sulla transvarietà transferica trafitto dal raggio abissale sublime ed è subito sublime abissale in diafana aldilà. La dea sublime distese le sue intime essenze mentre disvelò al transtempo il suo essere nuda al mondo. Ahah essere in nuce, ah essere in luce: lunghi anni sulle ali dell'estate sono state le sole volte in cui la vita sorse senza dinieghi né divieti. Ah le ore grandi come un secolo, ah le cose piccole come galassie, si svelarono diafane in transvedenza animate come nuvole d'un giorno assolato e solo, scorto dietro l'angolo della morte sublime. Lì la sorte verrà ancora a spiegare la transmente, mentre le nubi lanciano al mondo ombre colme d'attesa e di tormenti. Si transente già la gioia che s'avvicina a passi lenti. Ma menti? Ah le montagne viola o lillà, la notte sublime lì là in prossimità della mondità con la velocità della destinanza, più rapida d'un uccello da preda, prenda, prenda, predante la preda fuggitiva lì là, che al fine si dà, giacchè non ce la fa. Si farà ancora in tempo a spengere le luci prima del sonno dell'attesa e del riposo: denso di sogni ed incubi e vuoti di mente. Lì è ancora giorno e il sole tarda a tralasciare, sarà ancora preda della nostalgia della bella estate che si svela alla sera sublime con l'abito delle stelle fisse, mobili, cangianti ma senza tanti allori per piangere e per sognare: con la sorte oltre la morte sublime. Avrò ancora sogni da vendere e gioie da acquistare, ma non so più se c'è la diafana tranvedenza o se la luce segua ancora il destino dei viventi o la nostalgia dei morti. Proverò ad essere una tranvedenza con la sera dietro le spalle e la notte sublime e buia quale transvivenza, ma sarà una nube nera come l'incanto della morte sublime ad avvisare le ultime speranze con il fascino del nulla sublime. Ahah udrò ancora il sole cantarmi le melodie dell'armonia afenomenica della transonanza in diafana tranvedenza che lascia al mondo il mistero dell'evento sublime, ma all'ultima ora la destinanza sublime sorprenderà con la fantasia dei fiori e la luna da sola apparirà all'orizzonte degli eventi sublimi: lascerà sognare senza fare del male: con la follia sublime negli occhi: ah come è vuota la notte sublime senza i sogni del transdicibile. Ora son trascorsi millenni luce e dell'attimo del cosmo e dell'universo non c'è traccia: nulla, né del destino, né della transvivenza così densa, così tersa, così casta, così vicina al nulla sublime e senza fasti. Qui correrò ancora un'altra volta per raggiungerla con le ali del destino sublime e l'ultimo raggio che provenga dall'aldilà sublime e insegua senza sosta una luce sublime e misteriosa e senza transenso, poi mi volterò ancora una volta per vedere gli occhi di chi decise la sorte del mondo, prima che sia fuori per sempre e transenta il transaudibile con la musica della transonanza o la la transcordanza sulle note del nulla sublime, o con i sogni sublimi abitati dagli occhi dell'essere sublime: lei è sublime, è la risonanza della transonanza in transcordanza, amante del disordine, in lei c'è la leggerezza ma anche la tristezza d'una nuvola a primavera, lei è sublime amante della transvedenza, in lei c'è la luce
    • ma anche il buio atroce d'una nebbia subliminare, lei è sublime nemica delle tenebre: è caotica come il sole, ma le piace il perielio sublime di venere, non saprei bene se le piace la nostalgia della pace o l'ira della vittima che tace, ma sublime lei è e sarà, non mi sogni più, ho le labbra grosse da attraversare, la sera o al mattino: non fa differenza, tanto ci sarà sempre chi avrà gli occhi per ridere e lo sguardo finto metallo. Ogni sera al tramonto alzi gli occhi al cielo e pensi: quando era sublime la mia giornata, tant'è che non riuscivo mai a sapere quando il lunedì venisse, c'è, ci sono? Sì, sì, ancora un altro poco ed andrò a dormire, sognerò gli occhi tristi della sera e la luna sublime mi farà compagnia, col raggio blu dell'estate e col raggio rosa dell'autunno, ma non mi sogni più, non farà bene sostare sulle piazze di notte e cantare come i grilli dei conventi e le sere passate ad urlare: dio, dio, non molestare gli organi e i letti e le strane passioni dei gatti. AH gli occhi di metallo lucido li ho visti una domenica pomeriggio in vitro, in vetro, dietro le vetrate virtuali, ma non mi sogni mai più, o i sogni sublimi non ci lasceranno più. Sublime è il tramonto dei sogni: è il tramonto sublime dei sogni. Fra un poco verrà la sera ed uscirai di qui libero come gli uccelli del mare che vanno a pescare di notte il sangue blu, ma non ci sarà più. Adoro ancora la sera restare a guardare la notte sublime e più buia, con le stelle annoiate d'essere fisse e il creato che è lì che attende i desideri dei nostri sogni sublimi. Ancora una volta e tutto sarà scomparso sulla faccia della terra: non c'è più pioggia, non c'è più luce, non c'è più un dio che produca un miracolo stanco o appena più in linea con l'orizzonte e l'universo, ah mi sentii persa tra le sublimi transcordanze come una gru a primavera, ma c'era il sole e c'era il mare e a me veniva voglia di cantare le nenie da bambina, quando l'età incrina e la soglia tra la vita e la morte torna a vacillare. E' la transonanza sublime. Ancora un solo attimo e poi si potrà morire: mi guardò per l'ultima volta con gli occhi più lucenti della transfera del circolo polare artico , ma non si smosse dalla destinanza. Subì ancora una volta la sorte avversa: aveva un diadema con la veste più vaporosa della serata, di quelle che quando ballano fanno vacillare il mondo e il cuore, e si inizia a tremare come se si fosse sottozero all'equatore. Oh la musica era bella sì, ma si cantava da folli, si suonava la transonanza dell'infanzia maledetta e le vesti che volavano sublimi e senza senso, ma quella notte sublime non si lasciò alla sorte il privilegio di fare le scarpe. Capii all'improvviso che il tempo della giovinezza era pallido e il tempo del sorriso già dietro le spalle dei vecchi platani d'un giardino verde e rosa, blu e glicine, sublime lillà, lì là quando sorgerà ancora il tempo della pazienza fuggitiva e secolare, quando la sorte guarirà gli incubi che accompagnano la luce del giorno. Quando verrà? Ora che non ci sarò più? Oh spinga, spinga forte: la navetta dovrà tremare con la forza d'urto delle corazze e la bellezza sublime degli sguardi di fanciulle prima che per loro sia già sera o notte sublime e fonda: addio, addio, affondi pure negli abissi sublimi del tempo, tanto non ci sarà mai più chi le darà la luce sublime dell'inverno a sole spento, oh mare, mare non mi lasciare di notte a naufragare, con le stelle della notte sublime che guardano le volte del creato tutte le volte che il loro sorriso si volge al passato, oh non gridi invano, tanto gli astri sono tutti folli, oggi ti dicono che potrai trovare i tuoi sogni nel cassetto, domani nel letto e un altro giorno ancora non si sa dove o si speri o si spara. Oh attenda pure un altro anno, tanto dovrà arrivare ancora con lingue piene di vento e la chioma nera e china e bianca, come l'alba sublime, ah ci sono giorni in cui la sera non arrivi mai e il tramonto duri il transtempo transinfinito che serve per morire, nascere e rivivere in altri luoghi, in altri mari, in altri mondi o in altri universi sublimi, senza sentirsi persi, né tremanti di gioia o di paura, ma solo vuoti, soli, come il sole nella transradura abissale della foresta sublime e
    • nera, nel cuore del continente più antico d'ansie e di timori sublimi, come quando pare che non ci sia più niente da fare per restare ancora in vita. No, non mi sogni più con la gioia sublime del cuore e il sorriso perso per strada mentre si cercavano le viole. Non è ancora giunto il transtempo in cui la notte sublime avrà lasciato le sue spoglie alle stelle e vestirà la corolla con i fiori roridi di pianto. No , non mi sento stanca: è solo il soffio della vita che accompagna la notte sublime con il dolore della morte sublime e al mattino fugge via, con la velocità dei sogni sublimi. E' sveglio? sono le otto del mattino e la sua sorte sta partendo, non so più dove andare ed ho una gran voglia di morire, ma fra poco sognerò di entrare in quella luce che fin allora mi uccise tutti i sogni a occhi chiusi e a occhi aperti. Ma, la prego, non apra, perchè è la morte che attende con l'arma bianca e nera vicino al mare, oh no, no, non so soffrire, ma fra poco morirò e mai più la rivedrò, la sogno sempre, sempre, oh come è dolce il tempo, oh come è forte il vento, ma fermare non si può e dove andrà, non lo so, ma non si volti mai, non si giri e ri-giri mai, giammai vorrò che i suoi sogni siano spenti come i miei, non si fermi più. Sento già suonare. Quella porta è già aperta e il sole del transinfinito già splende in altomare, mi vien voglia di gridare, ma la mia voce non suona più, le mani e i piedi sono immobili, come il respiro, il mio povero cuore non mi batte e ri-batte più ed il mitico corpo già si sente giù, giù, giù fin nell'abisso, da dove non non si sale più su, sussù non lasci, non lasci, ma non si fermi, continui almeno lei a sognare, ad occhi chiusi o ad occhi aperti, tanto per sognare il sublime non serve guardare. Oh mi spinge oltre quel tempo della vita mortale, lì ove le onde fuggitive e stanche varcano le soglie dei sogni e sostano un istante transinfinito per contemplare le bellezze sublimi lunari o lunatiche? Oh si lasci guardare, è bella solo come il sole all'alba, che non guardo mai, perchè mi piace di più sognare il sole tramontante, con i suoi raggi sublimi ultraviolentiviola che volano da qui a lì senza il timore delle distanze o degli ostacoli o delle remore o dei dinieghi . Lei ci ri-penserà, si dà? si darà ? si sottrae, si kripta, si dekrypta, si vela e si disvela, è la verità bellezza, la legge dura della dolcezza del sublime, un nobile fenomeno della seducenza astrale, le stelle son lì solo per farsi con-templare, guai a chi pro-getti la prossimità, ikaro-docet? così la finirà di farsi del male da soli? così parlò Kalypso prima del diluvio universale, niente male, aldilà delle stelle e non solo quelle, ma di sola bellezza non si salva il mondo. Oh non è così? Oh è dolce come il mare salato, ma di dolcezza si vive una sola volta. Oh si regali un sogno sublime abissale o vuoto come la grazia pregnante dell'universo denso d'incubi e di orrorose tragicità. Oh faccia sognare il sublime della transplendenza per irradiare l'intermittenza aurorale del miraggio boreale quale brillanza astrale, ma di luci soffuse e terse si può anche perire o svenire, o sbranare dall'eroina versus semidei.Ohh, oh si lasci affondare: è sublime come le stelle, ma quelle non se ne stanno lì a guardare: son fisse, mai fesse, ma fissate, replicanti, in armonia afenomenica transonante la medesima melodia armoniosa e tediosa mormorante: domani, domani? sì, domani, potrà annegare o volare, o morire o soffrire, ma non lasciare, non lasci mai più, le stelle amano essere viste a distanza siderale, guai a toccare il fondale universale, si può s-pro-fondare nell'abisso sublime, senza mai più tornare tra l'aurora e l'infinito o transinfinito: è finito? è già tutto irreversibile abissale? Oohh non lasciare, anzi si lasci attraversare senza fiatare, come già si lasciano oltrepassare i suoi occhi dalle intermittenze delle desideranze, che danze! E' finita: con il sorriso sornione della perfida albione, appena baciata dalla fortuna bendata, anzi cieca come la sua anima dis- animata, che corre e fugge via, per non tornare mai alla deriva, strane onde fuggenti, saranno le superonde della stranezza sublimi che spezzano e frantumano la transpazialità -transtemporale, ma così difficili da catturare dai miti sublimi? Quanti quanti ancora? Chissà, è l'indeterminatezza sublime della stranezza, bellezza, che spro- fondatezza. Ora e mai più non ha più senso ascoltare le voci degli abissi sublimi della memoria dei ricordi diafani, non ha più senso alleviare con il
    • miele eterno l'eterno ritorno, sì ma dove? Si è soli con la desideranza della morte sublime, ah si inveisce ogni volta , quando appare il sublime ed abissale sguardo, non ha più senso spendere le lacrime della noia senza ascoltare la voce dell'aurora: che sale saliente ogni volta che l'esserci sublime muore. Ora ho anche io lasciato alle luci della notte sublime il vago sopore dell'anima morente, in mente, ah verrà la morte ed avrà gli occhi dell'eternità sublime. Si ascolta sempre la voce dell'anima: in silenzio: senza il clamore dell'eternità sublime. No non ci sono più sogni da vendere, nè vendette da sognare, nè ricordi sublimi da regalare a chi viene e và soltanto per mostrare il volto del bene o il volto del male o ambedue anfibologici, la sapienza consiglia di sorridere, sempre, o per lo più ogni tanto: almeno quando la presenza della transvivenza sfiora il fiore del tramonto sublime: chi rimpiangerà mai più i giorni lontani dell'infinito ritorno del sublime? In un giorno di maggio ci fu l'inizio della fine: una sola volta vidi volare la luce dell'eternità , quando la sera svelò lo sguardo della morte sublime, con gli occhi sublimi della divinità: non c'è più quella sera rischiarata dalla voce luminosa della tempesta sublime e perciò perfetta, non c'è più tempo per sognare una luce antica e amica che ri-veli il transenso dell'essere e, o, la deriva dell'infinito transinfinito ritorno che mai, se mai, verrà senza arrivi e senza partenza, ma solo una vaga presenza, come la luce sublime dei suoi occhi di là , dall'abysso infinito che mai lascerà, libero d'essere simile ai sogni pensati nel buio della notte sublime. Non ha più senso ascoltare il colore dei suoi occhi, se la sera la noia assale ed invade la memoria sognante, nel vuoto spazio della notte sublime c'è il nulla sublime che canta con la voce della seducenza astrale in transonanza: solo la transcordanza della morte ci può salvare, nel vuoto eterno del nulla sublime, una sola transonanza che canti: una canzone in transcordanza: su, sussù, non tremi, le stelle non stanno lì solo a guardare, la dea del sublime non ci ha abbandonato abita lì là in un campo di ogigia, la xhorà del sublime, lillà in un campo di ogigia la xhorà sublime abita Kalypso la sublime dea della diafanè, lì là ove la dea si getta in transplendenza in un campo, in una transradura fiorita di lillà , di ogigia la transpazialità abissale del sublime, lì scende in campo insieme all'eroe della naufraganza, là in una transradura luminosa in transplendezza di ogigia, la xhorà lillà. L'essere sublime si getta sul campo di ogigia la xhoràlillà, lì là la ricamata seducenza della dea del sublime si svela e disvela nella transcordanza sublime che seduce la dea Kalypso-lillà , in una transradura sublime fiorente di ogigia la sublime xhoràlillà, lì là ove l'essenza della dea sublime si getta, si dà , sì, sissì, la rugiadosa transradura sanguigna, ruggiosa, brillosa, luminosa, transplendente, seduce lì la dea del sublime in un campo di ogigia la xhoràlillà, lì là si disvela l'aletheia sublime, la verità sublime si svela in una transradura di lillà , l' essenza della dea sublime si svela sul campo, si dà in campo lì là, sì in quella divina transradura sublime il padre o la madre sono figli dell'essere sublime, o sono figli di se stessi, la madre è figlia dell'essere sublime, o la madre è figlia di sè, così come iddio è figlio di se stesso o il dio è figlio dell'essere o la dea madre è figlia di se stessa o la madredea madreperlacea è figlia dell'essere sublime: la natura della dea sublime è figlia dell'essere sublime, la physis sublime della divina è figlia di sè e si dà da sè , sì, si svela da sè , si getta da sè, si pro-getta da sè in un campo di lillà , si fonda da sè in una transradura radiosa in transplendenza diafana di ogigia xhoràlillà lì là. Ah essere figli della transradura sublime vuota, sgombra, libera, disertata,annullata, annichilita, svuotata, diradata, diafana in eterna diradanza e transplendenza, figli della transpregnanza sublime della divina splendenza, figli della sua desideranza sublime, figli della sua ontogenesi o dell'essere sublime transpregnante che si dà da sè o dà sè o dà la transpregnanza all'essere sublime. Ah la fanciulla transpregnante dell'essere sublime che dà luce e dà alla luce figli dell'essere sublime pregnante, o dell'essere sublime in estasi sublime in un campo di ogigia la xhoràlillà, lì là solo la dea del sublime ci può creare. Ah essere disvelanza sublime della transmonade vuota in exstasy sublime, quale deliranza che danza nella diradanza sublime dell'aletheia
    • dell'essere sublime, senza il nulla, senza altri dei, né altri eroi, né entità o superentità, solo il suo evento sublime che si dà: viene in sogno l'evento sublime della dea sublime che si dà nella diradanza che danza con l'imago dell'eternità transvedenza. Viene in sogno con la luce dell'eterno ritorno della transvedenza, all'alba di un altro giorno sublime con solo un ultimo desiderio nei pensieri, ma non viene mai in mente, né oggi né mai. Lì i sogni si svelano con lo sguardo della diafana transplendenza del sublime nella bellezza, o dell'essere sublime nella bellezza dell'ente ideale, o con la luccicanza sublime dell'exystenza senza presenza, o solo con l'assenza sublime, mentre sussurra sempre ai transensi di svelare solo l'imago della diafana transvedenza: tanto per la ricerca del tempo dell'eventuale ritorno c'è sempre innanzi l'infinitezza o la sublime transinfinitezza. Ho solo un sogno da raccontare, ma non lo svenderò per qualche virtù virtuale, ho troppi sensi nascosti e silenti e inauditi e indicibili: forse un giorno aleggerà nella mondità la sua eterna presenza, ma è già sera, è già troppo tardi per credere ancora alle fabule con o senza dormienti, senza sogni. Una sola volta, se mai ci sarà, forse verrà la dea del sublime con in seno un sogno senza senno, insensato, ma non ci sarà più il tempo per sognare l'imago imaginaria degli eventi, giacchè non c'è più il tempo imaginario dell'imago eventuale. A nulla pensa il nulla sublime che sogna o immagini l'evento sublime del suo infinito ritorno dall'abisso animato, ove la luccicanza dell'evento sublime si dà, senza nulla chiedere, sino al terminale dei nostri sogni insonni salienti abyssali, come una kuspyde sublime imaginaria che attrae il chiasma eventuale, ahhh l'evento sublime dell'essere chiasmale, sublime interattanza dell'interagenza kuspydale, ewentuanza sublime, l'essere sublime s'eventua da sè, senza la legge che non c'è, senza il translogos che non c'era, senza il dio che mai ci sarà. Ah l'essere sublime s'eventua aldilà del dio che non c'è più, ah l'essere sublime si dà luce da sé, senza il dio del bene e del male che non c'è mai più, ah l'essere sublime s'eventua aldilà del bene e del male che non c'è più. L'essere della sublimanza si dà alla luce da sé, aldilà del dio dell'eterno ritorno che non c'è mai più. Ah l'essere sublime si dà luce e si darà alla luce aldilà del tempo che non c'è, aldilà del tempo dell'eterno ritorno che non ci sarà mai più. Madre sublime della sublymanza, oh eventuanza sublyme nei suoi occhi c'è l'essenza della nostra morte eterna, non saprei come e senza un perchè, né saprei come mai la notte sublime si nascose nel letto delle nuvole e si rivelò all'alba con il raggio di luce sublyme di un tempo che fu e che sarà: oh quante volte gli occhi hanno visto l'invisibile sublyme senza scorgere la disvelanza sublyme dell'essere? A chi si rivolga il tempo quando pensi alla destinanza e giochi con le sorti degli universi? La dea sublyme non gioca mai con la mondità, ma soffia le sue auree sublymi nei pensieri delle stelle che mai guardano a ieri, ma illuminano i sentieri della destinanza sublyme dell'essere. Madre della sublymanza ed eterna eventuanza che guardi e contempli senza parole e getti e lanci i segni degli ewenti sublymi della destinanza senza deklyni, come il volgersi dell'eventuarsi astrale degli immensi ed infiniti universi, né replicante o klonante come le stagioni del cuore della natura, o le intermittenze sublymi della notte o del giorno in disperanza disanimata della destinanza della sublatione sublyme. Ma solo lì la singolarità sublyme dell'evento dà alla luce la destinanza dell'excstasy sublyminare che dagli abyssi sublymi sorge, si dà in risplendenza, si ewentui quali luci della vivenza sublyme delle aurore senza più le scorie di ieri e senza più le pre-visioni del domani: oh madre sublyme della destinanza dia all'essere l'ewentuanza o l'invisibile sogno sublyme, affinchè l'esserci possa raggiungere le lontananze sublymi delle luci boreali e naufraghi nel sublymynare abysso degli ewenti waghi, ewanescenti ma pregnanti di miraggi della desideranza sublyme. AH ascoltai la sera sublime con i pensieri rivolti verso le veglie ed ora si è qui
    • ad attendere gli ewenti sublymi velati di presagi e ricordi. Non saprei quando possa durare l'attesa dei sogni sublymi, né se la notte sublyme della destinanza salvi dalle spire degli abissi della sublimanza, ma se la madre dell'eterna sublymanza e della destinanza sublyme disvelasse agli sguardi il tramonto e giammai invocasse il deklyno eterno degli abissi sublymi, l'eternità abiterà le menti sublymi quale gioia sublyme senza fine e senza fini, e grazia sublyme fluttuante nelle tempeste di tutti i wenti degli ewenti abissali della destinanza sublyme. Ora si è oltre gli ewenti sublymi della destinanza abissale, trascorsi all'ombra degli abyssi tenebrosi e il sentiero abissale non svela radure sublymi della transplendenza, ma solo abyssi sublymi ove possa naufragare la destinanza senza ritorni ewentuali. Oh che i volti sublymi che giungano in-contro siano l'eventuarsi dell'esserci, e se così non fosse e mai vada si sia preda della destinanza abissale sublyme, altro tempo non è più necessario per calpestare il nulla sublyme o il niente abyssale che svuoti le sfere della mondità abissale senza anime né sensi. SI attenderà che l'ewento sublyme dell'essere si sveli dagli abyssi sublymi con le luci delle aurore delle destinanze: meglio il bagliore sublime della sublazione dell'ewentuanza dell'essere che la lenta transcendenza negli abissi kaosmici: così parlò Kalypso la sublime dea o musa o transmusa dell'eventuanza. Le interpretazioni della transestetica transestatica quella transplendenza della sublazione dell'eventuanza sublime dell'abissalità transgettano nel pensiero in mondità. Quel che seguirà è intriso di quella transpregnanza e transalienza in transplendenza sublime o transplendezza dell’essere, o storia dell'oblio dell'essere sublime o storia dell'eventuanza della sublatione sublime. L'essere sublime è il nullo fondamento di una nullità sublime. Il Dasein sublime è l'evento fondamentale della gettatezza sublime dell'esserci: essere-nel-mondo è l'essere nel sublime o essere nell'excstatica transradura sublime o Lichtung sublime dell'essere, o nella verità sublime dell'eventuanza dell'essere o nell'eventuanza excstatica del sublime come cura sublime dell'esserci sublime. Nel sublime star- fuori nella transradura il Dasein-sublime, o L'essere-nel-mondo-sublime, soggiorna in excstasi nella sublime naufraganza abissale. Il soggiornare sublime nella naufraganza abissale è la sublime transradura della sublatione ove abita poeticamente la sublime eventuanza dell'essersi sublime, lì l'essere dimensiona l'excstaticità della eventuanza della sublatione sublime. È solo con tale sfondo abissale e transinfinitezza dell'essere in sublatione che si eventua la verità sublime dell'essere. La bellezza ideale o fenomenica o noumenica o epistemica si dà ragione e propone fini, impone regole, dispone mezzi e adatta ogni cosa ai modi dell'azione, si dispiega ed è ovunque ed in priorità un porre-innanzi, una presentanza del dominio imperativo categorico in ideale transcendenza. La bellezza mondana ha agito troppo e pensato troppo poco, giacchè la definizione di fini, di mete e di mezzi è sin dall'epigenesi inadeguata nell' abnegarsi in eventuanza della sublatione sublime o Ereignis sublime: nessuno ideò la bellezza dell'evento o l'eventuarsi della bellezza, giacchè lì c' è l' eventuanza del sublime o la sublatione sublime dell' Essere o l'essere che si eventua nel sublime. L'evento sublime dell'essere transgetta l'eventuanza della sublatione dell'essere nel sublime: l'evento sublime è il mostrarsi o manifestarsi nell'evento, o nella struttura ontologica dell'evento, nella dispieganza della verità sublime dell'essere e consentì di pensare l'essere nella sua eventuanza. È l'essere sublime che si eventua nel sublime, in una transradura sublime dell'essere evento della sublatione sublime. L'eventuanza del sublime abita poeticamente sia la fondatezza che l'essere fondamento infondato o Ab- Grund sublime, ogni fondazione è inadeguata all'essere come fondatezza del sublime, giacchè ogni fondazione non può che ridurre l'essere ad entità: il pensiero sublime pensa la verità sublime dell'essere, giammai la verità della metafisica della bellezza estetica ideale o la tecnica del disvelamento, ma la verità come aletheia sublime transpoiesis della disvelatezza sublime. Anche la physis, la sorgenza-di-per-sé, è sublatione
    • sublime abnegarsi dal nascondimento al mostrarsi o manifestarsi sublime; nella sublime disvelatezza si fonda la sublime téchne: la téchne è la poietica sublime della sublatione dell'eventuanza sublime dell'essersi, è la sublime disvelanza, la dispieganza sublime, la disvelanza sublime ove accade l'eventuanza dell'aletheia sublime, la sublime verità della sublatione dell'essersi. Gestell sublime che si disveli sublatione sublime della Gestell della disvelatezza dell'eventuanza della disvelatezza sublime, o aletheia del sublime quale cura o custodia di ciò che è libertà sublime o sublime disvelatezza. Il sublime è là ove c'é il pericolo e lì c'è la sublatione sublime che salva la verità sublime dell'essere o l' eventuanza sublime: solo il Dio o la dea del sublime può salvare l'eventuarsi sublime dell'essersi. La storia della metafisica della bellezza ideale fenomenica o noumenica epistemica è la storia della dimenticanza dell'essere sublime, quindi storia del nichilismo estetico, storia dell'oblio del sublime o della differenza ontologica della sublatione sublime dell'essere. La metafisica della bellezza ideale ideata da Platone evidenzia nell'essere la sola idea estetica o fenomenica, o noumenica epistemica. Platone ideò l'idea dell'evidenza dell'essere che è l'entità stessa dell'ente, o l'essere dell'ente o idea a priori platonica quale idea dell'ente nel suo essere ente dell'essere bellezza estetica che si mostri nei fenomena. È l'inizio della bellezza ideale metafisica, Nietzsche ne rappresenta l'estrema completezza, come volontà di potenza dinamica della bellezza fenomenica, cioè dell' estetica fondamentale della bellezza dell'ente o dell'essere entità. L'essere entità in Nietzsche è ancora la bellezza fenomenica ideale o noumenica epistemica sia pure la purezza-gaia- scienza nietzscheiana. Platone ideò l'archetipo della metafisica della bellezza e Nietzsche pensò l'essere assolutamente in senso platonico e la metafisica della bellezza tragica, apollinea o dionisiaca, nell'ideale interpretanza platonica, quale adequatio, estetica metafisica della bellezza ideale fenomenica, con l'essere entità: Nietzsche è l'ultimo metafisico della analitica della bellezza ideale. È l'essere bellezza ideale dell'entità di Nietzsche che si dà quale estetica ideale nichilista o volontà di potenza dinamica, o eterno ritorno dell'ideale bellezza fenomenica; pensare l'essere quale bellezza ideale estetica dell'ente è la volontà di potenza dinamica dell'eterno ritorno della metafisica della bellezza fenomenica dell'essere entità, bellezza ideale del mondo immagine. Nietzsche ideò così il nichilismo della bellezza quale estetica del non-ente, del niente, del nulla o la bellezza dell'essere dell'ente nella sua relatività con l'estetica del nulla, o bellezza del nichilismo o ideale bellezza del ni-ente o nichilismo della bellezza fenomenica o noumenica epistemica. È la Gestell del sublime o il suo eventuarsi quale sublatione del nichilismo o la nientità dell'ente, quale transradura della verità sublime dell'essere che si eventua quale eventuanza della sublime sublatione della grande potenza del nulla che dispiega La verità sublime, la destinanza sublime, la transradura sublime dell' essere sublime o l’eventuarsi dell’essere libertà sublime. La differenza ontologica del sublime è la struttura ontologica sublime dell’essere. Platone ideò il fenomeno dell'evento dell’essere entità quale fondamento dell’apparenza, o evidenziarsi dell’essere bellezza delle entità: l’evento del sublime si iscrive ancora nel fenomeno del sublime sia pure nella purezza fenomenica ermeneutica. Ernesto Grassi e Luigi Pareyson svelarono nell'estetica della bellezza del Dasein la purezza o la priorità dell' a-priori, o la struttura ontologica o la filosofia ermeneutica della verità inesauribile. Verità e interpretanza infinita della differenza ontologica, quale priorità della fondatezza dell’estetica della bellezza: è l'ermeneutica fenomenica di Pareyson dell’essere bellezza ideale della libertà o l’essere entità nel suo essere svelato quale verità, o mostrarsi o manifestarsi bellezza della purezza ideale dei fenomena, l’ente dell’essere verità dell’essere. Hölderlin eventuò la transpazialità del sublime o dell’abitare poeticamente la naufraganza della transtemporalità, o la naufraganza dileguante del sublime che è l'abnegarsi verso l'epigenesi prioritaria densa e intrisa di pregnanza sublime o sublime presagio, si è nel sentiero in cammino
    • verso l'eventuanza sublime che viene o verrà a salvarci: non è più l’immagine o l'imago del sublime ad essere pensata a partire dalla bellezza, quanto l'estetica della bellezza ideale fenomenica della bellezza ad essere pensata a partire dall’icona o imago o immagine dell'eventuanza del sublime che verrà a salvarci, anche là ove c'è il pericolo o il terrore o l'angoscia o la tragedia. L’immagine o l'imago del sublime non si nasconde più nell'oblio ideale fenomenico, o nella purezza della bellezza visibile o evidente nell'idea dell'essere entità, è perciò invisibile o afenomenica o anoumenica o aepistemica e asimmetrica o incalcolabile, indicibile, inaudita, indecidibile, incommensurabile. L’essersi disvelato nel sublime consente all'essere d'essere l'eventuanza sublime dell'Ontopologia Del Dasein sublime, e non più solo l'ideale fenomeno dell'essere entità della bellezza ideale della purezza della transcendenza noumenica o epistemica o metafisica della bellezza dell’esserci, quale Metaphysik des Daseins. Lì il sublime Dasein si eventua nella sublatione sublime dall'Abgründ sublime quale eventuanza sublime della purezza della bellezza ideale, o eventuarsi del Dasein sublime. Nietzsche e prima di lui Leibniz idearono il nulla quale fondatezza estetica sia del fenomeno della bellezza sia della sublime bellezza: nihil est sine ratione, anche la purezza fenomenica della bellezza sublime. Niente è senza translogos o ideale o noumenico o epistemico, neanche l'essere dell'entità. Leibniz disvelò l'eventuarsi della bellezza sublime quale verità sublime che non si dà più come adaequatio rei et intellectus, ma quale disvelanza dell'essere transmonade sublime, quale svelatezza che eventui anche il fenomeno o il noumeno o l'epistemè dell’evidenza ideale dell’essere dell'entità. Tale sublime svelatezza è la verità sublime dell’essere sublime, o verità ontopologica sublime. Tra verità sublime ontologica dell'eventuanza dell'essere e verità ontica della bellezza ideale dell’ente si dà la differenza ontopologica sublime dell' essere. L’essere sublime si dà nell'eventuanza quale svelatezza che consenta la sublatione sublime. Lo svelarsi del sublime nella bellezza ideale fenomenica o noumenica epistemica dell’entità è l’essenza della fondatezza dell'essersi eventuanza sublime: lì c'è il non-ente, niente, nulla o verità sublime che si biforchi in ontica fenomenica ideale della purezza della bellezza e transcendenza ontopologica o transontologia sublime dell'eventuanza. La svelatezza, il mostrarsi o il manifestarsi dell'evento sublime nella bellezza ideale è consentita dall'abnegarsi sublime della differenza transontologica della sublatione sublime: quell'eventuanza è la fondatezza della differenza ontopologica quale trascendenza sublime della sublatione dell’esserci. L’esserci è l'eventuanza sublime della trascendenza, l’esserci trascende, perché mai si adegua all’entità, ma l' eventua nella sublatione o nella svelatezza dell'essere sublime nella bellezza. La trascendenza ontopologica è il sublime nella bellezza: trascendenza o sublatione sublime dell'essere che si dà oltre, aldilà ed al di sopra, oltrepassa la fenomenica bellezza. È trascendenza sublime cioè sublatione sublime che trascende la bellezza ideale, oltrepassa il fenomeno della purezza della bellezza. L’esserci sublime si eventua nella trascendenza sublime come essere-sublime-nel-mondo, o essere sublime nella purezza e bellezza della mondità. La sublazione sublime nel trascendere progetta il mondo sublime: è archegeta dell'ontopologia sublime. Solo il pro-getto sublime che si dà oltre l’entità consente all’entità di mostrarsi sublime o manifestarsi o abnegarsi come sublime nella bellezza o archegeta dell'ontopologia sublime. L’accadere dell'eventuanza sublime progetta l'aldilà sublime, l' oltre entità, quale sublime dell’essere dell’esserci sublime, o sublatione sublime dell’essere-nel-mondo-sublime: l’esserci trascende la sublatione sublime nel suo essere morfogenesi sublime del mondo, archegeta dell'ontopologia sublime. L’oltrebellezza ideale fenomenica, l'aldilà della sublatione sublime verso la mondità è la libertà sublime dell'essersi, è la transcendenza sublime in sè per sé, è la libertà della sublatione sublime quale libertà in transinfinitezza. Se così non fosse la libertà sarebbe solo la libertà ideale fenomenica o noumenica epistemica. La libertà sublime della transcendenza è traninfinitezza sublime della sublatione della transfinitezza, quale transcendenza autopoietica dell’in-vista-di, l’esserci
    • sublime si dà nell’eventuanza sublime della transinfinitezza, cioè nell'essere sublime in se stesso o libertà sublime dell'evento della transfinitezza sublime. Solo la libertà sublime può eventuare l’esserci sublime nell'eventuarsi mondo sublime o quale archegeta dell'ontopologia sublime, nell'abnegarsi e mostrarsi transfinitezza sublime. Il mondo non è mai in sè sublime, ma si dà o si eventua quale mondità sublime, perché l’esserci sublime, nella sua trascendenza sublime è l'eventuanza della libertà sublime, l’esserci sublime può pro-gettare il sublime davanti a sé, e così una mondità sublime quale eventuarsi dell'essere sublime transfinitezza o essere archegeta dell'ontopologia sublime. Nella libertà sublime c'è l’origininale epigenesi della fondatezza sublime, o ontopologia sublime dell'archegeta. La libertà sublime è libertà della sublime fondatezza, quale eventuanza della fondatezza s-fondata, quale eventuarsi sublime dall' abisso sublime, o sublime Ab-grund quale fondale della transinfinitezza del nulla sublime o essere sublime dell’esserci transfinitezza Sublime del Dasein. Platone ideò l' evidenza della bellezza nell'essere dell'ente o suo fenomeno o noumeno epistemico, ma quando nell'angoscia si eventua o si evoca il nulla l’esserci è in transcendenza sublime o sublatione sublime della transfinitezza. Come interpretare allora l'eventuarsi del nulla sublime, o il niente sublime abissale excstatico della transinfinitezza? Il non-essere sublime in sublatione excstatca è inaudibile, indicibile, indecidibile,impensabile transinfinitezza asimmetria o supersimmetrica o transimmetrica angosciosa possibilità del nulla sublime nella sublime transcendenza dell’esserci transfinitezza in excstasi Sublime. L’aletheia sublime del nulla sublime è la divelatezza della verità sublime della transinfinitezza, o la sublatione sublime della transfinitezza sublime quale nulla sublime, non-ente sublime, niente sublime, Dasein sublime del nulla abissale: lì la verità sublime o sublime svelatezza è velatezza dell'excstasi abissale o nulla o niente, ed è non-svelatezza o non-verità autentica dell’essenza della verità ma nella transfinitezza della disvelanza in sublatione sublime. Nel velamento dell’entità, quale fenomeno ideale della bellezza si dà il mistero dell'eventuanza della sublatione sublime. L’esserci sublime cura e custodisce l'evento sublime dal nulla o dal niente o dalla bellezza ideale fenomenica, o dalla non-svelatezza o dalla non-verità autentica del non-ente. L’autentico evento sublime o della verità sublime è il mistero sublime della transinfinitezza. La non-verità è la naufraganza o l'erranza abissale, o l'abnegarsi dell'Essere nell'entità fenomenale della bellezza ideale. Ma quale evento sublime si dà nella verità quando nella verità si coniughi svelatezza e non-svelatezza? Che verità c'è nell'eventuanza della bellezza ideale fenomenica intrisa di sublatione sublime, o del nulla abissale denso e pregnante di eventi dell'essersi? Lì il Dasein sublime si eventua quale differenza transontologica della transinfinitezza, o come abissalità tragica del sublime Dasein o excstatico Ereignis sublime o Ereignis della transinfinitezza del nulla abissale: Eregnis sublime dell' Eregnis excstatico abissale. Eraclito svelò la sublatione sublime quale archegete dell'ontopologia sublime, Hölderlin disvelò in Eraclito la sublatione sublime dell’ontopologia del sublime. Hölderlin eventuò il sublime nel mistero o nell'enigma, o nel Perché c’è il sublime e non piuttosto l'ideale bellezza fenomenica, o noumenica epistemica, o il niente o il nulla? O perche si dà l'evento della sublatione sublime dell'aldilà: solo per decostruire la bellezza ideale fenomenica e superarla? Leibniz e Schelling idearono il mistero o l'enigma: perchè c'è il nulla sublime o il sublime nulla o il nulla afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico? Perchè c'è l’angoscia sublime o la sublime angoscia del nulla? Esistono eventi sublimi, o anche fenomeni originali, che sfuggono alla comprensione categoriale, o analitica dell’esserci o del niente o del nulla. Le categorie sono adeguate solo per la bellezza fenomenica dell’entità mondana, non per l’esserci sublime o il nulla sublime afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico. Essere il nulla sublime o essere sublime del nulla, ecco l'eventuanza ancora indicibile, o indicibile o inaudida o transonanza dell'eventuanza transmitica archegeta Kalypso. L’essere sublime del nulla
    • sublime è sempre un evento sublime e giammai un fenomeno o un moumeno, è l’eventuarsi sublime del Sich-Ereignen, dell’essere eventuanza sublime del nulla sublime afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico. Solo quella sublatione abissale sublime consente all’esserci di ergersi aldilà, o oltre la bellezza ideale fenomenica dell’entità. Hölderlin ideò l'interpretanza sublime:Non si è più nella vivenza sublimi, bensì è il sublime che c'è nella vivenza ad eventuare la sublatione sublime, è il sublime che c'è nel nulla che si eventui quale nichilismo o decostruzione o sublatione sublime della bellezza ideale fenomenica. Hölderlin eventuò il sublime nel mito o sublime poesia tragica per la disvelanza ontopologica o Sublime transpoiesis tragica nel mythos, quale cura della verità o sublime inlatenza della verità sublime dell’ Essere archegete dell'ontopologia sublime: nel mito sublime tragico si è stabilito o vi abita poeticamente l’esserci del Sublime o dell’abisso tragico. Hölderlin Non disvelò più principi o idee della bellezza o priorità o fenomena o noumeni epistemici ermeneutici quali paradigmi dell' essere, ma l'esserci sublime stesso o la singolarità della transinfinitezza quale eventuarsi sublime dell’essere, o il suo movimento o muoversi nel mostrarsi sublime, o manifestarsi e abnegarsi o sottrarsi o annientarsi o annichilirsi nella sublime differenza ontopologica. Hölderlin eventuò L’apparenza dell’essere sublime, la sua transtabile progettanza che non solo si dà sempre in sorgenza sublime, ma cura e custodisce la sublatione sublime nella sua stabilità o transtabilità sublime: essere sublime significa sublatione dell'ontopologia dell'archegete o è l'eventuarsi della stabilità strutturale sublime, o stabilità strutturale ontopologica o la transtabilità sublime della katastrofè sublime. L’essere archegete dell'ontopologia è L’essere sublime oltre o al di là delL’apparenza e dell’evidenza fenomenica ideale: l’essere sublime archegete si eventua aldilà del nascondersi nella latenza della bellezza ideale dell'entità, si dà quale sublime non-latenza o quale sublime stabilità strutturale ontopologica in luce che si dà alla luce, o è transtabilità ontopologica della non-latenza o splendezza sublime. Hölderlin è l'archegete dallo sguardo più profondo e abissale sublatione sublime. Hölderlin è l'archegete ontopologico che si getta excstaticamente nell’abisso dell’essere sublime, o nella tragedia sublime dell’essere, lì il principio è la fine, la transtabilità è l'abissalità, l'archè è la transinfinitezza, la bellezza è il sublime, la vivenza è l'essere per la morte sublime. L’essere sublime è l'eventuanza dell'aldilà, dell'oltreparenza, sublatione e sublime evento dell'oltrebellezza fenomenica ideale, transtabilità strutturale ontopologica dell'eventuarsi sublime nella bellezza, è il mostrarsi o l'abnegarsi o manifestarsi dell’essere sublime nella bellezza, è l'instabilità strutturale ontopologica della katastrofè sublime. L’essere sublime si eventua nella bellezza ideale fenomenica e quella sublatione sublime è l’evento sublime o il mostrarsi, o l'abnegarsi o il manifestarsi della transpoiesis sublime, quale pensiero poetante del sublime o poesia pensante del sublime o tragedia sublime, o instabilità strutturale abissale o indeterminatezza ontopologica del sublime dispiegarsi della differenza ontopologica sublime. Hölderlin è l'archegete ontopologico che apre e si apre al sublime, è l'epigenesi del pensiero poetante sublime o la transtabilità sublime della sublatione sublime, o la nuova eventuanza sublime della svelatezza della verità quale Ereignis sublime, o evento sublime della verità dell’essere. Hölderlin è l'archegete ontopologico dell’Eregnis sublime, è la storia dell’essere sublime quale destinanza sublime dell’angoscia excstatica sublime. L’ascolto della transonanza sublime dell’essere sublime è la sublatione sublime dell’onto- topologia dell'essere sublime, è lo sprofondare abissale nel sublime dell’essere aldilà o oltre l’oblio del sublime per eventuarsi transoblio sublatione della bellezza ideale fenomenica o evento sublime dell’essere-mondo- ontopologico della transinfinitezza. Hölderlin è l'archegete della sublime transontologia della differenza. Differenza transontologica è la sublatione dell'evento dell’essere sublime dall’entità ideale fenomenica o noumenica epistemica. Di quale evento sublime ontopologico si tratta?La verità sublime è il mostrarsi, abnegarsi, manifestarsi dell'excstasi della transinfinitezza
    • dell’essere. Hölderlin è l'archegeta dell' eristica ontopologica sublime dell'ontopologia sublime della dea Eris che si eventui quale nullo fondamento o non-fondamento o fondatezza abissale del sublime, l’essere sublime nel nulla sublime afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico, o eristica ontopologica dell'essere sublime nulla sublime. Il sublime si eventua anche nel nulla, sull’abissale fondatezza, anzi il sublime è il nullo fondamento dell'essersi o la dismisura del nulla o del niente quale eventuanza del sublime. Perciò c'è il sublime piuttosto che il nulla, quale differenza ontopologica che si dà al di là di tutte le differenze del niente, o della bellezza ideale fenomenica o noumenica epistemica, tale da eclissare tutti i fenomena. Per l'archegete Hölderlin l’essere è la sublime dinamica della differenza ontopologica sublime che si dà quale sublatione sublime della transinfinitezza, l’essere eventuanza sprofonda nell'Essere sublime, l’essere è il dispiegarsi della differenza sublime nel pensiero poetante sublime: è il transoblio o sublatione sublime dell’essere. Hölderlin è l’evento sublime del tragico nulla o evento sublime del nulla afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico, o l'eventuarsi della verità sublime quale aletheia sublime del nulla, o non-verità della non-entità. Il sublime Ge-Stell l'archegete dell'evento è l’essere sublatione sublime ontopologica del sublime. @) tr@nsestetic@ excst@tic@ Il sublime dilata le transmittenze del cuore in sistole e diastole, eventuanza e abneganza, si concentra nell'attenzione della transtabilità ontopologica e nella transtensione o transvidenza. È stancante: è la transestetica sublime o transplendenza sublime o transluccicanza sublime o risplendezza o transrisplendezza sublime o splendenza della transvidenza sublime dell'eventuanza. La bellezza discioglie la transpurezza dell'anima : si percepisce una differenza transfenomenica o una incongruenza transpaziale nella transestetica, presente nell'epigenesi longiniana del sublime, ma non ancora una differenza noumenica nella transbellezza o nel sublime. Qui il sentimento o la transintenzionalità sublime consiste in una vibrazione o alternazione alternanza rapida dei sensi, o alterità o alterezza o splendenza o splendezza dell'esserci. Il dinamicamente sublime o dynon o phyon o splendezza sublime è simile alla transpotenza transdinamica o transmorfia transevidente in natura irresistibile e terribile, ma se si è al sicuro, si rimane disinteressati e perciò non c'è più un ob-getto o gegenstand che incuti paure. Dio è terribile ma l'uomo non ha paura. Anzi solo la dea del sublime quale ultima Dea o ultima degli dei ci può salvare, o solo il sublime o la splendenza sublime salverà il mondo. Quella è la differenza: il sublime è il coraggio della transpurezza dell'anima e consente la transevidenza della transtabilità transepistemica, ma solo perchè c'è l'alterezza dell'esserci o l'evento della splendezza della transvidenza sublime. La natura è sublime perché eleva, innalza l'evidenza ideale all'esposizione eccelsa o la svela nell'eventuarsi della transplendenza o transplendezza, là ove l' esserci è l'unico capace di comprendere o transvedere la sublimità, anche al di sopra della stessa natura, quale sublimità transautentica che si sveli nell'eventuarsi della libertà transestetica dell'alterezza o nella splendenza sublime. Tale libertà è l'eventuanza al di là della natura: interagenza intima tra il sublime o il dinamicamente sublime, è l'ontopologia della libertà. C'è sublime quale libertà che trascenda la natura, o sublatione sublime dell'eventuanza ontopologica. Il sublime dell'evento sublime o la transvedenza delLa sublimità, la sublime transpurezza, il dinamicamente sublime è sempre in transrelatività o in transevidenza transkategorica o in interagenza o transagenza con la libertà. E' la problematica della transdifferenza transkategorica tra il matematico sublime e il dinamicamente sublime, o della
    • differenza analitica tra la transbellezza e il sublime:entrambi esigono l'inclinazione o il klinamen o la transevidenza del trans- essere e la transensibilità del piacevole; il trans-essere è pensato nella transpurezza della transvivenza o l'analitica della transbellezza della natura interessante la transmorfia della transevidenza o la forma del transente, che esiste che c'è, che si dà quale esserci o dasein-analytik; il sublime invece si trova di fronte un gegenstand, sempre non-ente o transente infinito o transinfinito o transentità abissale senza-fine, senza fondo, un ni- ente, un nulla afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico, un essere eventuanza che viene in-contro quale transente informale, l'infinitezza o l'evento della transinfinitezza, o la completezza transkategorica della transmonade o dell'arkè o della transingolarità infinitesima nel suo subliminare ed infinitamente irreversibile apeiron, nell'essere sempre senza fine e senza un fine o un transtelos, lì è in interagenza la piacevolezza del trans-essere con la qualità o in transagenza transevidente, o la quantità kolossale e magnanima e perciò alta e nobile quale eccellenza o quale alterezza o quale transevidenza della transplendenza sublime dell'evento sublime. Nell'analitica della transbellezza c'è la seducenza quale attrazione transfenomenica, senza la presenza di una immagine quale transevidenza seducente; la transestetica transexcstatica sublime invece è presente immediatamente nell'evento quale compresenza di immagine pensante o come emozione o transintenzionalità della transevidenza ideale dell' esserci o del non ente, niente, nulla afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico, sacra superentità divina, incongruente e incompatibile con le attrazioni e con la seducenza, anzi prossima al timore e all'angoscia; l'esserci lì si concentra non soltanto in presenza transtabile del transente, ma è sospinto al di là , tanto da non afferrare o percepire la completezza transkategorica dell'arkè o la transevidenza ideale, quale transingolarità dell'apeiron e per-ciò incapace nel concentrarsi con il trans-essere, o una desideranza, ed allora si transevidenzia quale transenso, contrastante, di ammirazione o tensione o attenzione, quale desideranza anche negativa, o non desideranza o dispiacere o timore o tremore o paura ed angoscia. La differenza più importante e più transevidente, sempre transfenomenica o transkategorica , è quella dell'analitica del sublime o della transbellezza dell'esserci o dasein-analytik : qui il sublime si pensa quale transensibilità che si esprima nella sensibilità transestetica, la quale non desidera concentrarsi in una transevidenza transideale o non si possa sacrificare nell'evidente: il visibile si concentra nella bellezza come se ci fosse insistenza dello stesso ob-getto o intenzionalità transevidente ideale, la transpurezza desidera un'armonia della transevidenza ideale e completezza fra il principio e l'inclinazione, perché tutta la transtensione o l'attenzione si trans- getti, giacchè si transente ancora in incompletezza, quale virtù non perfetta: svelare la transevidenza del sublime nella transbellezza è il concentrarsi della transbellezza filosofica o transofia. Infinitezza sublime, o sublime transinfinitezza dell'eventuanza sublime dell'essere che si dà oltre o al di sopra o al di là della bellezza ideale fenomenica, lì la verità sublime si dà al di là quale eventuanza dell'essere sublime ontopologica. L'eccedenza dell'evento sublime è la verità nella sua infinitezza o è la paradossalità sublime dell'essere. Schelling ideò una transcendenza sublime al di là dello spazio e del tempo, quale sublatione sublime della bellezza fenomenica. Quale analisi della tragedia nella Poetica, in transalienze o transpregnanze della tragedia, come nell'esperienza di paure e compassioni che si concentrino in catarsi delle emozioni. Aristotele appare ob-scuro nello svelare la transevidenza catartica. C'è la bellezza transevidente ideale e c'è la bellezza- sublime o plotiniana, due eventi della transingolarità in continuità: la transbellezza è leggerezza in equilibrio transtabile, è una qualità debolmente decorativa . Nell'alterezza c'è la più ob-scura bellezza- sublime o transarmonia afenomenica eraklitiana, la quale si dispiega
    • in profondità sublime o dynon o phyon e verità, o transbellezza sublime o evento splendezza. La differenza tra le due estremità, o meglio la differenza tra i due spazi ontopologici che si incontrino come in un nastro di Mo@bius, svela l'analitica della transbellezza dell'esserci: se un fiore, un tramonto, un poema, un dipinto, o un brano musicale: qualsiasi bellezza possa essere transvisibile anche come bellezza sublime, o se sia adeguata alla transfenomenica ermeneutica. Il differenziale nel continuo è evidente nella consapevolezza dell'analitica transfenomenica del sublime, nella bellezza o della transbellezza nel sublime, quale evento sublime della splendenza. La transfenomenica ermeneutica della transbellezza è ontopologicamente connessa con la profondità e la verità, l'abisso e la svelatezza, e non è una transbellezza che si adegui nelle transcategorie della transbellezza quale evento della sublime-bellezza. L'analitica del sublime eventua una complessità della transbellezza. L'analitica della transestetica del sublime si evidenzia o emerge come una più complessa ermeneutica della transbellezza, quale transbellezza filosofica o transofia o trascendenza o sublatione della transbellezza o sublime bellezza. Quella interpretanza dell'analisi della transbellezza connessa con i commenti di Aristotele sulla tragedia possono delineare l'emergere di un nuovo transparadigma. Nell'Analitica si distingue il sublime dalla bellezza transfenomenica: è bella la bellezza modello in un ob-getto, quale evidenza ideale o principio di pensiero nell'ob-getto, senza che l'ob-getto stesso abbia utilità. Qualcosa è nella sua evidenza ideale bella, in contrastanza ad utile, ma l'ob-getto in sè è inutile, è disinteressante categoricamente, mentre dà il piacere. Un fiore è bello per la sua evidente organicità, la sua simmetria i suoi colori come evidenze ideali utili in un transente, ma la transentità è essenzialmente inutile: così si pensò la transbellezza senza telos. Il sublime in contrastanza ontopologica è l'epigenesi dell'eristica excstatica. È l'evento aldilà del transfenomeno ideale intuente, o è l'oltre il comprendere apprensivo che incontri qualche transentità evidente che non si possa razionalizzare o contenere, o quando Non si possa determinare una epigenesi o principio di organicità che delimiti la transentità, giacché non si possano determinare i limiti o confini all'entità quale ob-getto sublime, o evento sublime della transinfinitezza. Nè si possano determinare i limiti del transente che si sveli da sè, perché quell'entità, quale gegenstand, sfida l'evidenza ideale o i poteri di presenza dell'evidente idea, e quel nesso tra la prote philosophia o ontologia fondamentale e la theologike episteme o metaontologia o anche il translogos del concentrarsi delle ontologie regionali, quale interagenza tra prote philosophia e theologike episteme, o tra ontologia fondamentale e metaontologia. Heidegger non dispiegò mai quella che si svelò essere la metaontologia sublime, ma lì c'è l'epigenesi o l' Ereignis sublime o l’essere-sublime-eventuanza. Già nel concetto aristotelico di physis c'è in essere il sublime dinamico, quale dynon o evento che si inabissa o si sottrae senza fine e si sublima nel transinfinito. Che cosa sono i physei onta? Sono quegli enti che hanno in sé il principio del movimento o la dynamis sublime, o la transintenzionalità ontologica sublime heideggeriana della physis o physei onta che si sublimano dinamicamente, quale eterna presenza o evidenza ideale della transmonade in epigenesi del movimento, tant'è che l’essere-sublime-eventuanza si transgetti in una ontologia regionale, o nella transestetica estatica dell’evento sublime: nullo fondamento di una nullità sublime incompatibile con la bellezza ideale fenomenica, incongruente come il più grande quasi infinito, apparirà così il sublime quale grande terrore e stupore; eventi sublimi e varietà d'evidenze possibili o idee con più alterezza di quella bellezza fatale, quale aspetto maestoso! Lei transporta una dea, e lei guarda una regina. Ecco una parola che non svelò alcun particolare della bellezza; nulla o alcuna evidenza ideale della personalità; nessuno ha detto una parola in evidenza ideale o immagina brillanti colori, o immagina la fragranza di una rosa, immagina l' origine della sublymanza, nel senso della sublyme-bellezza: il costruire un tempio di Zeus, oppure la svelatezza ab-scissa, ovvero il portare-in-elevatezza una statua di Apollo quale ontopologia dell'archegete,
    • o il portare in scena una tragedia sublime, non è soltanto l’alterezza di una splendezza o sublymanza in quanto alterezza: è mitopoiesis o transpoiesis sublime. Consacrare per l'@rchegete è mitopoiesis sublime quale sacralità ontopologica, nel senso che nell’offerenza del sublyme il sacro viene svelato in splendenza o ciò che è sacro è il Dio che viene cercato nella svelatezza della sua vivenza, o nell'eventuanza in excstasi, dentro la disvelatezza della sua presenza. Alla mitopoiesis o transpoiesis sublime o splendezza del Dio, quale Divinità e splendenza in evidenza ideale svelata nella sublyme-bellezza, non accanto o dietro alle quali ci sia il Dio, bensì la splendenza evidente, si dà la presenza sublime transplendente. Ogni evidenza ideale nel senso dell’alterezza mitopoietica o transpoiesis è sempre ab-scissa eventuata, quale modalità di evidenza adeguata nel progetto o situarsi e mostrarsi nell' imago- statua, dicibile e decidibile nel translogos, o concentrarsi della transinfinitezza nella transmonade. All’inverso una evidenza ideale adeguata e un situarsi e mostrarsi non sono già una disposizione nel transenso dell’alterezza che pone-in-transgettatezza; infatti, si evidenzia il sublime da erigere, da disporre, che possieda già in sé il modello essenziale del disporre, sia cioè se stesso, in ciò che sia la sua transonanza sublime. Ma in che modo si raccoglie o si concentri la transonanza sublime autentica, che dispieghi l'ab-scindere e l'eventuarsi dell’essere-sublime? Di più, ove si evidenzi idealmente la metaontologia o metontologia, o transontologia sublime? La meta-ontologica è la transontologia dell'ontologia o della transepistemica, o della transestetica quali capacità di comprendere gli eventi sublimi dell'essere, non solo i fenomeni o i noumeni: o è una metaontologia o transontologica delle singole ontologie o una teoria ontologica in un’altra. Il metaontologico consiste nella costruzione e decostruzione o transdecostruzione della transontologia delle ontologie come con la sublation del rasoio di Ockham: si evidenzia la descrizione della transontologia sublime quali “distanze sublimi” o “buchi sublimi” o “eventi sublimi”, strutture transontologiche sublimi inerenti al sublime.Ma c’è anche una transontologia sublime delle transmonadi e dei transarithmoi, teoria ideata da Platone e lanciata da Aristotele, è stata dispiegata o evidenziata idealmente o sviluppata in una ontologia sublime della matematica sublime in Platone e Aristotele: i numeri sublimi o tutte le singolarità sono ontologicamente duplex, giacchè sono il translogos il situarsi e mostrarsi o la ri-unione di ciò che è distinto e distingue ciò che è unito. La transmonade è ciò che riunifica una molteplicità, o è il situarsi e mostrarsi della transinfinitezza nella transingolarità, il molteplice che si kripta o situa per mostrarsi nella sublimità numerica o nell'aritmos, ed è anche ciò che individua-isola la singolarità nel molteplice. Si è immersi nella ormai mitica distinzione tra uno-tutto, o il tutto situato e mostrato nell'uno o il transinfinito nella transmonade o l'apeiron nell'archè, quale transingolorarità che differenziò la sublime transinfinitezza nella transmonade, o l'apeiron nel transarchè. Ora c'è l'ontopologia sublime, l'@rchegete eventua l'endemonade dalla molteplicità nei due sensi, c'è un solo nome per una complessità eterogenea, c'è qui la connessione tra transontologia sublime e ontologie: essere, numero e transestetica sublime. C'è già nella classicità dell'@rchegete che lo on debba situarsi e mostrarsi quale en, ancora ermeneuticamente da svelare! Già, CHE COS’È L’ESSERE sublime o l'evento dell'essere sublime? L’essere sublime è l’essere evento sublime dell'ontopologia dell'archegeta, giammai del fenomeno ideale o noumenico epistemico: se c’è l’essere sublime dell'evento ontopologico, non può più esserci solo il fenomeno della bellezza ideale. Il sublime evento dell'essere è indicibile o dicibile solo nell'infinitezza sublime. Già PLATONE ideò l’essere evidenza della bellezza o l’essere potenza dinamica o L’essere fenomeno noumenico o L’essere spaziotemporalità kosmica, ma L’esserci categorico frantumò quell'armonia transestetica ontoteologica. BRENTANO svelò nella dynamis il movimento frattale dei fenomena frammentati: lì c'è l'intenzionalità DI UN ESSERE che attrae, l’essere attratte dalla purezza dell'armonia e perfezione della bellezza consentì ai fenomeni dell’Essere infinito di Esserci. II pensiero che è pensiero per sé, ha come oggetto ciò che
    • è di per sé la purezza della bellezza, Se è ciò che c’è di più esteticamente bello il suo pensiero è pensiero di pensiero della bellezza fenomenica ideale o noumenica epistemica. ARISTOTELE ideò così la Metafisica della bellezza, senza immaginare d'aver eventuato la dynamis sublime dell’essere, per l’ontologia fondamentale c'è finalmente il nesso tra sublime e matematica sublime o dinamica sublime. L'eventuanza ontopologica dell'archegete Heidegger è l'unica transontologia sublime metaontologica, Heidegger ideò esclusivamente la metaontologia sublime: ovvero la transontologia sublime dell’ontopologia. Si sa che la problematica metaontologica dell'archegete Heidegger introdusse per primo la sublime metaontologia, quale sublime metontologia per precisare e distinguere l' ontologia fondamentale dalla metafisica: già nel Sein und Zeit distinse le ontologie regionali, i fenomena ontologici di ciascuna scienza, e l’ontologia fondamentale,o la transontologia del transenso transestetico dell’essere, quale priorità o premessa o fondamento delle ontologie regionali fenomeniche anche estetiche. Heidegger transobliò in sublatione le problematiche di fondazione delle scienze o delle estetiche nelle transestetiche e tranepistemiche ontologiche. Heidegger chiarì che ci sia all’interno della metafisica una distinta o una differenza ontologica sia transestetica sia transepistemica dell’ontologia fondamentale, connessa transontologicamente alle ontologie scientifiche fenomeniche o noumeniche regionali: è il transoblio o sublatione della metaontologia. La metaontologia dell'@rchegete Heidegger è precisamente quella transontologia sublime che eventua le relazioni con le ontologie regionali fenomeniche della scienza e dell'estetica, a rigore la metaontologia e non l’ontologia è la sublime transontologia che sveli le problematiche ontologiche della scienza, le problematiche dell'estetica o della transestetica o della transepistemica e che cosa è o sia la metaontologia o il nesso tra ontologia e metaontologia, quale transontologia sublime dell’essere o la transestetica dell' essere transontologico. Ma la comprensione ontologica è possible solo con la problematica transontologica sublime, come metaontologia. Con metaontologia l'archegete Heidegger ideò il “capovolgimento” o metabolé sublime dell’ontologia dell’essere sublime, solo così la metaontologia si svela quale transontologia sublime dell'ontologia fondamentale, quale insieme di fondazione ed elaborazione dell’ontologia della sublime transtemporalità Heideggeriana meta-ontologica o transcendenza metaontologica sublime. Heidegger transobliò quale sublatione dalla metafisica classica la metaontologia e le transepistemiche o transestetiche, quali transontologie sublimi metaontologiche dell’essere: la metaontologia svelò l'archegete Heidegger non è una semplice scienza ontica induttiva, o una semplice sintesi kategorica kantiana che racchiuda i risultati delle singole scienze, quello che si divide apparentemente tra diverse ‘discipline’ e etichette è una sola epistemica ontologica sublime, così come la differenza ontologica è il fenomeno o meglio l'evento originario dell’esistenza metaontologica dell’essere, quale nesso tra ontopologia e matematica sublime o l’essere una singolarità transublime. Heidegger disvelò la sublatione sublime della transontologia o metaontologia con il pensiero di “oltrepassare la metafisica”, o svelare la sublazione della metafisica, o l’ontologia della presenza fenomenica e noumenica quale sublime sublatione transestetica e transepistemica meta-ontologica, o sublime transontologica transtemporale o transpaziale Heideggeriana, quale transdecostruzione della metafisica, o dell’“oltrepassamento della metafisica”. Heidegger transobliò quale sublatione la connessione tra ontologia e scienze specifiche, ontologia fondamentale e transestetica e transepistemica, ma la metaontologia è ancora nell'indeterminatezza ermeneutica, forse perché la sublime metaontologica è la bellezza ob-scura del sublime heideggeriano. Heidegger transobliò quale sublatione l'ontologia fondamentale con la differenza transontologica sublime tra ontologia e metafisica, o transcronia e transtopia o ontocronia e ontopia quali transontologia sublime dell’essere in transenso meta-ontologico. Heidegger distinse sempre l’ontologia dalla meta-ontologia, l’ontologia esistente e presente, sull’essere in quanto essere nella sua trascendenza ontologica o dell’essere in transvisione dell’essere stesso o nella transontologia squisitamente matematica sublime dell’essere che si dà nell'esserci o nel
    • discreto dei fenomena o noumena, quale Essere matematica sublime o transpazialità dell’apertura dell’essere transLichtung sublime, quale transradura della transpaziotemporalità sublime. La sublymanza è in sé una ab-scissa nella quale un mondo viene svelato dall'archegeta o in dinamica excstatica e, in quanto svelato, gettato in ab-scissa. Ma che cos’è un evento-sublime-nel-mondo? Ciò si eventua nella sublatione sublime: il mondo non è l’insieme delle cose-aderenze sussistenti in quanto risultato di un’enumerazione, eseguita in dettaglio o anche solo pensata, o fenomena o noumena. Il mondo mondifica e svela l'esserci sublime quale disvelanza, abneganza, dispieganza, prossimità, ampiezza e angoscia di ogni @rchegete. Quell'eventuanza sublime non viene mai incontro come oggetto, ma in sublatione o è il gegestand in sublatione sublime, trattiene excstatizzati la transpoiesis dell'@rchegete entro una transonanza, dai quali la grazia che chiama con un cenno e la sciagura che si abbatte con un colpo, proprie degli Dèi, hanno il loro evento o il restare-assente, quell'abnegarsi o eventuarsi è una modalità del sublime in cui il mondo mondifica quale sublatione sublime. Quei fenomena possono soccombere al disordine ed essere così un non-mondo: sia mondo o non-mondo, in ogni inoggettualità, più essente di qualsiasi delle cose sussistenti e sussunte, nelle quali, in modo conforme alla quotidianità, si crede d'essere di casa. Il mondo, però, è sempre l'indicibile; nel senso di in-contrastante o contrastanza. Ora, il mondo è ciò che il sublyme es-pone, cioè si eventua, e-rompe in sublatione e dispiega la svelatezza in transtabilità sublime, nella dimora sublime mondificante. Extra-ponendo la sublatione sublyme essenziale della svelatezza- di-mondo l'@rchegete disvela un vuoto sublime, o un nulla sublime excstatico quale essere-capace, e forse provoca persino una qualche impressione fenomenica ideale. Mentre il sublyme in transonanza, libera e custodisce e cura un mondo, è in ekstasy quella sublatione che si dà oltre il sussistente: l'indicibile si dà in singolarità nella quale l'abneganza sublyme si disvela, in virtù dell' ekstasy sublime riesce ad ergersi-fuori nella svelatezza, e di pro-curarsi la dimensione di sublatione sublyme. Mentre il sublyme eventua il mondo nella transonanza, crea se stesso, o la transpazilità ontopologica che situa e mostra da sè, il luogo nel quale giunge in excstasy l'@rchegete, nel sito-alterezza della sublatione sublime. L'ab-scissa come sublatione sublime o alterezza excstatika consacrante si dà quale fondatezza sublime della transinfinitezza, come disvelata libertà sublime della mondità. Quella eventuanza può sottrarsi o abnegarsi nell’inessenziale sublime sottrazione-di-mondo e della decostruzione-del-mondo certamente sussistente, ma che non c’è più, è in fuga. Quell'eventuanza dell' essere-via non è però un nulla, bensì è la fuga stessa, è transtabile sublyme ontopologico, e allora tale fuga si trova ancora soltanto con l’ab-scissa assentemente presente nell’essere-sublyme o nell'essere la transonanza dinamica transinfinita dell'apeiron nell'arkè, giacché l’essere-sublyme non può essere afferrato concettualmente dall’essere-epigenesi, bensì, al contrario, l’essere-epigenesi si eventua si dà quale essere-sublyme. Per l'eventuanza dell'ontopologia dell'archegete l’essere-sublyme in transonanza si dà in sublatione sublime quale abnegarsi situarsi mostrarsi in pietra, legno, metallo, colore, suono e lingua. Tutti fenomeni dell'ilemorfico che l'archegeta eventua situa mostra entro una morfogenesi. L’ilemorfica in referenza al sublyme è possibile sempre e in qualsiasi momento: disvela le interpretanze dell’essersi, lì l’esserci possiede ogni volta un sua evidenza ideale che si mostra nella sua morfologia, all’interno di tale morfogenesi, in quanto aderente al gegenstand, può esserci la pro-gettanza. Quell’interpretanza dell’essere dell’essente non è attinta dalla sperimentazione del sublyme, però la decostruzione è sublatiome sublyme sempre e in ogni momento, in virtù dell’essere quale essere-sublyme. Si delinei l’essere-sublyme quale alterezza o sublatione estatica, allora con ciò non può intendersi che sia costituito da una ilemorfia, o non solo e non tanto, giacchè il sublyme è transonanza dell'a- ilemorfico o immateriale o transcendenza della purezza dell'ente e del non-ente, quale niente o nulla sublime afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico. Ma cos' è l'ab-scissa della sublatione sublime in transonanza sublime? insistenti dissonanze? qualità delle sublimità? Ma cos' è la sublimità? sublimità dei fenomena noumena? Da secoli sublimità si
    • riferisce alle specifiche caratteristiche musicali di opere in angularity, o in dissonanza, per descrivere la musica sublime o metafisica excstasy, lì si eventua il meraviglioso regno della grazia infinita, la musica quale sublime sublatione della bellezza o sublimità dell'eventuanza nella transonanza. Sublimità è la transonanza tra la paura, o la violenta tempesta, o il pericolo, o l'autentico terrore e l'archegettanza della sublazione ontopologica, è la musica del diluvio sublime. Musica di un tumultuoso uragano, o Tempesta in dinamica sublime, o movimento inaudito, o la stessa violenza della natura o kataclisma sublime. Ma sempre ontopologico nulla sublime afenomenico anoumenico aermeneutico aepistemico, quale eventuanza della transinfinitezza o una grande e sublime sinfonia. L' apprensione lì supera la comprensione, o si dà quale sublatione sublime, dell' esserci nell'excstatica transcendenza. L' incapacità o l'inadeguatezza di fronte al gegestand sublime dell'essere transcendenza si dà in angoscia sublime, o sensazione del sublime o idea del Sublime, o trascendenza sublime quale inesorabile cromodinamica sublime in ascesa, o sublatione sublime dell'archegeta della sublimità: l'apparente consonanza, o l'apparenza fenomenica, si dà in dissonanza, appare quale excstatica dissonanza nella consonanza o lì si situa e si mostra in evidenza. Il misterioso oscillare della transcordanza della transtringa si dà quale differenza ontopologica musicale, o idea della dissonanza sublime che è però la transonanza excstatica che si situa nell'esserci con una sempre nuova e crescente sublatione sublime. Ma chi è la più sublime? La musica sublime o l'estetica musicale è l' estetica dell'excstasi, o la struttura ontopologica fondamentale della sublatione sublime dell'eventuanza dell'essersi. Si eventua lì la sublazione excstatica senza alcuna regolarità o aldilà di ogni regola ben precisa, al di là dell'ordine kosmico o armonioso, ma che si eventui quale sublatione delle preesistenze fenomenali o noumeniche. Accade allora, che l'immaginazione elabori in piena libertà il nuovo senso dell'esserci, quale transinfinitezza della illimitata sublimità. La libertà dell'immaginazione è la sublime ontopologia dell'archegeta che si da quale eventuanza del sublime. Mozart è l'@rchegete sublime o l'archegete dell'ontopologia sublime della creazione estetica excstatica. L'idea estetica fenomenica è una sequenza potenzialmente infinita di pensieri legati da nessi, non tutti logici, o una catena illimitata di pensieri, connessi l'uno con l'altro, rispondenti all’intenzionalità espressiva dell’@rchegete, non sempre situabili e di-mostrabili nel translogos evidente. Per ciò l'@rchegete eventua la sublatione più inquietante o angosciante quella dell'ontopologia sublime, eventuanza sublime che sorge dinanzi a quelle presenze che, pur suscitando orrore, spavento o smarrimento, dispieghino paradossalmente un piacere estetico. L'eventuanza piacevole sorge quando il terrore si attenua e quando l'@rchegete ammiri anche la dinamica sublime potenzialmente minacciosa, o la contempli senza paura e senza orrore, anzi l'evento sublime diventa tanto più attraente per quanto sia spaventevole l'apparenza dell'onnipotenza della natura. Lo stupore che confini con lo spavento, il sacro orrore che si provi alla visione di vertici vertiginosi che si elevino fino nei cieli, di profondi abissi in cui le acque precipitino furiose durante diluvi sublimi, di una profonda e ombrosa solitudine che ispiri tristi meditazioni non costituiscano più un timore, sono soltanto una prova dell'immaginario per l'@rchegete d' essere superiore alla natura kosmica arnoniosa o dissonante in sè e fuori di sè, sia sinfonica sia operistica. Grazie alla presenza del sublime possono essere situate e mostrate, o eventuate in sublatione sublime,dall'@rchegete le sublimi estetiche transonanze musicali. L'evento fondamentale della musica è il suono. Eulero scoprì che il suono musicale sorga da vibrazioni isocrone delle onde d’aria. Tuttavia la divisione del tempo e le proporzioni matematiche non siano percepibili per la loro rapidità o alterezza o alterità o alternanza, la matematica sublime mostra e svela il rythmos delle vibrazioni; la bellezza del suono musicale è già in sè, e la musica, in virtù dei suoi fenomeni sonori compositivi, è arte bella, e non semplicemente piacevole. Si può avvertire l'eco della teoria dell'@rchegete Leibniz per cui la percezione cosciente derivi da una molteplicità infinita di piccole percezioni inconsce: c'è la transinfinità nella transmonade. Ma il suono è per l'@rchegete Leibniz, la
    • transpoiesis di un calcolo matematico sublime inconscio afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico, exercitium arithmeticae occultum nescientis se numerare animi, non riconducibile a regole matematiche nella rigorosità e completezza, ma sempre intrise di paradossalità e ideterminatezza ontopologiche. Il duplice sviluppo, lungo l'asse diacronico della melodia e lungo l'asse sincronico dell'armonia, la dominante del tema dispiegano la sublatione sublime cromodinamica della transonanza musicale. Il tema musicale introduce la coerenza fenomenica noumenica che esprime l'idea estetica della coerenza fenomenale o noumenica epistemica, ma in quanta transfiniti, senza alcun limite e tendenzialmente transinfiniti, così quell'eventuanza consente all'@rchegete di svelare l'ontopolgia sublime, aldilà dell'ideale estetico fenomenale o della bellezza artistica dell’intenzionalità compositiva del musicista. Nella musica l'idea estetica, la presenza delle idee estetiche, può elevarsi fino a diventare sublime, ma con quei fenomena in fondo non si pensa niente, però per il loro variare vivace o per l'alterezza o alternanza e per il movimento cromodinamico si disvela la transonanza sublime. Non è l’armonia dei suoni o delle arguzie o la bellezza fenomenica a fondersi quale sublime, l'armonia kosmica pare sia sempre congiunta armonicamente in un alternarsi di tensioni e rilassamenti delle transtrighe elastiche, o è un movimento dinamico del piacere per un pensiero che in fondo non rappresenta niente, ma eventua un’attesa del sublime. L’attesa potrà essere colorata da una cromodinamica sublime, o gamma illimitata di tonalità transfinite o allusiva, intrisa di sublimi transonanze ove il ritmo musicale possa eventuare la transpoiesis o la sublatione sublime con movimenti sublimi tali da dispiegare la complessa sublimanza della musica, o abneganze pervadenti le strutture ontopologiche delle tematiche: una connessione profonda tra musica e fenomenica dei movimenti cromocronodinamici. Ma in quanto si elevi alla bellezza, la musica pare coinvolgere le idee estetiche e con la sua interna complessità sfugge a qualsiasi paradigmatica epistemica o noumenica o fenomenica: la musica si dà nella molteplicità indeterminata di significati in virtù della morfogenesi dei suoni e delle loro strutture ontopologiche o tematiche sublimi. Il consenso sublime si mostra o manifesta nell'abneganza capace di svelare nel pensiero poetante l'ontopologia della libertà, o la sublime tragedia o la naufragranza eroica e mitica: il sublime si situa nella musica e fonda la possibilità della composizione musicale con sublatione sublime più elevata nella sua astrazione con l'eventuanza dell'essersi, perché la transonanza disvela eventuanze sublimi al di là del fenomenale noumenico epistemico, la Musica sublime è la transpoiesis pensante per esprimere l'inesprimibile fantastico o misterico o tragico. PLOTINO è l'@rchegete delLA MUSICA subLIMe quale transvisione ontopologica dell'eventuanza dell'esserci aldilà delL'immagine Platonica, quale struttura ontologica piuttosto che ideale o fenomenale metafisica. L'ontopologia è la transonanza sublime della sublatione dell'essere, la metafisica è la musica della bellezza dell'essere che non c'è o c'è solo nell'oblio. Allora che cos'è la musica sublime? Platone ideò l'enigma: dov'è e com'è la musica che non c'è qui e dalla quale tuttavia la musica che c'è qui deriva e dipenda? Platone intuì che possa esserci là dove il pensiero fluttui, senza sforzo sistemico, senza aspirazioni ontoteologiche ma solo quale eventuanza sublime dell'essersi. Con l'eventuanza del sublime la problematica si sublima: non è tanto importante il fenomeno del vedere meglio il visibile, ma di vedere per la prima volta l'eventuarsi dell'invisibile, o l'invisibilità sublime, quando si scopra o si sveli la statua della dea lei la transmusa del sublime si anima, quale sublatione sublime, verità sublime sempre oltre o aldilà della bellezza ideale fenomenica, anche quando la Verità sublime sfugge sempre, per un soffio sublime o mistico ove si eventui l'excstasi sublime, quale sublatione della suprema verità della transonanza. Eraclito l'@rchegete dell'excstasi della sublatione sublime delLa Musica-Verità è l'eventuarsi dell'ontopologia sublime, quale transonanza della sublime matematica sublime, o dinamica sublime. Mozart quale @rchegete della transonanza sublime è l'eventuanza della dinamica sublime, o la morfogenesi d'onda o superonda o transonda del caos sublime dinamico, o caosmica sublime. Lì lo spazio-tempo dinamico, le vibrazioni, le trasformazioni, le composizioni o proiezioni, i movimenti di cambio o di pura velocità o di
    • velocità differenziale nello spazio-tempo eventuano la dinamica sublime della singolarità della transonanza: transfibre sublimi di singolarità in transtringhe sublimi dispieganti singolarità morphologiche sublimi. Che cos'è se non l'evento sublime morfologico della transonanza? L'@rchegete eventua lì le meta-forme stabili, o equilibri di stabilità o transtabilità sublimi, più o meno elastiche o singolarità di transfibre di transtringhe Sublimi in libertà kromokronodynamis: sublazione degli eventi sublimi o eventi di sublime intensità, colore, densità, morbidezza, leggerezza, Rotondità, eventi transonanti nell'evento. Così come il sublyme si dà nel mondo, si eventua nella sua curvatura ellittica o iperbolica o metabolica o nella varietà chiasmale moebiusiana in relatività transmonadica delle singalarità virtuali, altrettanto si risprofonda nella pesantezza della pietra, nella durezza e nella lucentezza del metallo, nella compattezza e nella duttilità del legno, nello sfavillio e nella cupezza del colore, nella transonanza del suono e nella forza virtuosa della parola. Tutto ciò viene in luce per la prima volta nel sublyme, siano gravità, rilucenza, sfavillio, transonanza? O non è invece il gravare del masso e la lucentezza dei metalli, l'excstasy in alterezza e sublatione sublime o la duttilità dell’albero, la luce del giorno e il buio della notte sublime, la fluttuanza delle onde e il bisbigliare tra i rami? Come si potrà nominare o pensare o intuire, quale cognizione di adeguatezza sia tutto ciò? La singolarità virtuosa di quest’insuperabile completezza è la sublatione sublyme e con ciò non si intende il globo planetario, bensì la completezza, la varietà virtuosa di mare e monti, di tempeste ed aria, di giorno e notte sublimi, gli alberi e l’erba, l’aquila e il destriero. Quella sublatione sublyme che cos’è? Ciò che dispieghi transonanza e completezza e tuttavia sia reversibile nel chiasma moebiusiano ontopologico, quale eterno ritorno nell'essere in vista dell'essere sublyme all'indietro e trattenente e custodente quale abnegarsi e cura autentica dell'evento sublime che è dispiegato. La pietra grava, mostra pesantezza e proprio così si ritrae in se stessa; il colore si accende e resta tuttavia chiuso; il suono risuona e tuttavia non emerge nella svelatezza in completezza. Ciò che emerge nel disvelato, invece, è esattamente lo schiudersi ed è l’eventuarsi del sublyme. Tutte le cose rifluiscono nella relativa singolarità virtuale: nell'ontogenesi delle monadi virtuali che si schiudano c'è il medesimo incompreso o Non-compreso quale sublyme disvelatezza: qui la sua excstasy, là la dà come ciò che nella svelatezza si eventui sublime. La sublatione della sublymanza non è costituita dall'alterezza nel senso di una ilemorfia, bensì è l'ontogenesi dell' excstaticità instabile o transtabile, eventua il suo schiudersi come l'a-ilemorfia o la ilemorfica ob-scura o l'invisibile infinitesima pre-ilemorfica . Mentre in tal guisa la sublatione della sublymità sveli in sé l'alterezza, getta se stessa nell'excstasy come nel suo schiudentesi fondamento dell'eventuanza sublime; una fondatezza dell'@rchegete quale schiudentesi sempre e in modo conforme o aderente all’essenza, è un fondo abissale sublime. Entrambi gli eventi essenziali nell’essere-sublyme, quali alterezza e apertura e transonanza di mondo è la sublatione sublime, quale custodia o abnegarsi che si schiuda casualmente coniugati nel sublyme e in una referenza conforme e aderente o inerente kategoricamente all’essenza: entrambi sono quello che sono soltanto mentre prendono fondo nell’autentico evento fondamentale dell’essere-sublyme, la sublyme-bellezza, custodisce e cura si mostra e si rivolge nell'alterezza e non teme alcunché di chiuso, di ascoso anzi svela la sublatione dell'a-ilemorfico o a-ente, non ente, niente, nulla afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico. Ma nel suo schiudersi la sublatione sublime si lascia kriptare vuole essere e riprendersi o abnegarsi in sé: non può fare a meno del mondo , se deve risplendere nella transonanza dello schiudersi e del trattenersi: si è nella contesa in contrastanza eristika, quella contesa è l’intimità della transinfinitezza nell'archè quale sublyme evento della sublatione è al contempo l'eristika, poiché il sublyme nel fondamento della sua determinazione è eventuanza in contrastanza, è l'evento che accende e custodisce la contesa o l'eristika sublyme nella contrastanza. Poiché l'evento fondamentale dell’essere-sublyme è l'eventuanza eristica in contrastanza, perché la sublatione del sublime, nel
    • fondamento del proprio essere, dev’essere excstasi sublime in contrastanza eristika? In quale evento c'è il fondersi essere-sublyme? Quella è l'eventuanza del sublyme? il sublyme, quale eventuarsi in contrastanza eristyka, è prioritariamente e completamente presso Di sè, solo in dispieganza è autenticamente in ekstasy sublyme. Come accada l'eventuarsi di quella contesa? L’oscura asprezza e l’attrattiva pesantezza, la sua irrisolta impellenza e il suorisplendere quale sublatione sublime è la dissipantesi durezza del suo schiudersi. Ed è di avere limite nel taglio di contorno, nel taglio verticale e nel taglio orizzontale. Mentre schiudentesi deve venire l'autoevento nell’aperto, quella eventuanza sublime si dà intagliata, limitare tratteggiante . Qui, nel tratto fondamentale dell’essere- sublyme quale contenzione in contrastanza eristika, risiede il fondamento della necessità e relatività anamorfica o morfologica. Senza svelare ora l’origine della morfologia: quale evento si disveli in quella contenzione della contesa in eristika contrastanza? In tanto il sublyme è sublatione o contenzione in contrastanza, in quanto excstatizza, aprendosi in un mondo. Ma quella excstasi della sublatione sublime spinge dentro, sospinge innanzi il sublyme e gli dà la transonanza in una transradura. È l'ontogenesi entro cui l'alterezza è sublatione sublime schiusa in modo conforme o aderente o inerente al mondo e il mondo è svelato in sublatione con-forme-aderente-inerente.La sublatione della sublymanza dell'archegete fonda l'ontogenesi mentre svela, è la svelatezza della contrastanza in cui gli eventi e l'esserci giungono a stabilità o transtabilità, onde sostenerlo:la sublyme bellezza in quanto tempio cura e custodisce e trattiene la figura del Dio, al contempo, attraverso l’aperto porticato, lo lascia stare fuori nella radura, solo così c'è il fondarsi del sacro. Ergendosi in sublimanza sublime nel mondo il tempio si mostra, si dà, si eventua sublime nell'aprirsi. Attraverso il sublyme, per la prima volta l'alterezza si fa con-forme o inerenza o aderenza al mondo . Allo stesso tempo, nella sublatione sublyme le parole accadono virtuose nel nominare e il dire, attraverso i quali l’essere degli enti viene alla parola per la prima volta e, insieme con il dicibile, viene al mondo l’indicibile: si svela l'autopoiesis, vengono coniati in anticipo i grandi concetti dell’essere eventi del sublime. Nella sublyme-bellezza del pro-gettare e della transpoiesis e della morfologia in senso plastico-figurativo viene conquistato, contendendo, la contrastanza eristika, l'ontogenesi e fondatezza, in cui si fondi l'abitare poetante nell’evento della sublatione sublime, per aderire l'inerenza kategorica con l'eristica dell’essere. L’evento dell’essere-sublyme risiede nella contesa, la quale conquisti in sé, in contrastanza eristika, la svelata intimità del mondo. Con quella determinatezza essenziale dell’essere-sublyme viene in stabilità, o transtabilità sublime, l'alterezza dell'eristica quale virtuosità del sublyme. Quella è anche la presenza fenomenale dell'aderenza o adeguatezza consapevole, o consapevolezza dell'adeguatezza quale intuità apprensiva dell'essere dell'ente o sapere per sè . Di certo si è lontani dalla doxa e dall'epistemica per cui il sublyme sia l’imitazione di qualcosa di sussistente o semplice adeguatezza, o aderenza inerente, o sapere per sè dell'essere delle entità. Ma con ciò l'eventuanza del sublime come presenza non è in alcun modo superata, bensì soltanto occultata; infatti, sia che la sublatione sublime avvenga nella vivenza come “farsi sensibile dell’invisibile”, sia, al contrario, come farsi simbolo del visibile in un’immagine-sensibile, ogni volta, in simili determinatezze, si insinua la doxa pregiudiziale, secondo cui la presenza fondamentale del sublyme sarebbe la presenza intuibile, presenza dell'evidenza ideale fenomenica, del sapere per sè in adeguatezza con le entità fenomeniche o le intenzionalità dei fenomeni dinamici della purezza. Secondo tali paradigmi, senza dubbio autorevolissimi, il sublime della bellezza o sublime-bellezza significhi sempre e solo autenticità. Allegoria e simbolo si offrono quali presenze della bellezza-sublyme, nelle più diverse declinanze, e venga determinata una più elevata formazione plastico- figurativa. All’interno del sensibile quale fenomeno dell’arte vengono alla presenza il non-sensibile e il sovrasensibile. Se l'ilemorfico vale come il sensibile, allora avviene solo il fenomeno che accade sotto i sensi, che è
    • tale da divenire accessibile attraverso i sensi, ma dell’essere-sublyme non viene detto nulla; infatti il gravare di una pietra, l’opacità di un colore, timbro e fluidità di una costruzione linguistica certamente non vengono sperimentati senza i sensi, giammai attraverso di essi soltanto. Nella sua disvelatezza e completezza, l'alterezza o la sublatione sublime è tanto sensibile quanto non-sensibile o insensibile, o a-sensibile, o anestetica, quale presenza dell'immateriale o a-ilemorfica, an-ilemorfica o an-ente o non-ente o niente o nulla afenomenale anoumenico aepistemico aermeneutico. L’introduzione del “sensibile” coglie il poco del qualcosa di essenziale dell’essere-sublyme, giacchè lì la consapevolezza dell'adeguatezza, o intuire, entra in crisi, vacilla, è in vertigo per la presenza della profondità transinfinita della dynamis virtuosa, quale chiasma dell'anilemorfia, o anentità o non entità o abgrund o abisso o nullità o senza la fine, apeiron nell'arkè. Fu così che la distinzione tra sensibile e sovra-sensibile, o anestesia o anilemorfia o anentità divenne il paradigma per i molteplici tentativi di interpretazione allegorica e simbolica del sublyme in generale. Già la distinzione di ilemorfica e morfologica diventa decisiva per ogni successiva posizione occidentale nei confronti dell’eventuanza sublime, ossia in Platone, l'ylemorfica, intesa come il sensibile, è stata ritenuta come fenomeno inferiore di fronte all’idea, intesa come evidenza fenomenica superiore e non- sensibile, o insensibile o sovrasensibile o anestetica o anilemorfica, nel pensiero cristiano, il sensibile sublyme si prende cura così dell’aderenza o inerenza del sensibile: non presenta nulla, non dà niente, si eventua nella sublatione della nullità abissale. In alterità o sublatione in essere alterità o alterezza la sublatione eristica della contesa tra il sublyme eventua la svelatezza, ossia la radura alla cui luce l’eventuanza sublime venga incontro, quale gegenstand sublime, si fa incontro transformata dalla sublatione sublime. La sublatione sublime si eventua, si dà, si mostra, si presenta nel nulla afenomenica anoumenica aepistemica aermeneutica, o nel niente o nell'anentità o nell'anilemorfia perché, nella fondatezza dell'@rchegete, non c'è mai un già stante ed oggettuale o gegenstand, gettato,naturalmente, che sia già sublyme, non si dia mai o si presenti mai, o lasci intuire la consapevolezza dell'aderenza o dell'adeguatezza o il sapere per sè, bensì disveli aldilà o dispieghi oltre o disponga fuori la mondità, lì c' è l'excstasy in sublatione sublime, è l'excstatica alterezza intuita solo quale intenzionalità fenomenica o entrambe quelle perché c'è sublatione eristica della contesa sublime. In virtù della sublatione sublime o virtuosità sublime dell'eventuanza il sublyme è semplicemente e soltanto il sè, niente di più e comunque di più della bellezza ideale fenomenale noumenica. Ma allora cos'è l'eventuanza sublyme? Che sublatione sublime c'è nella mondità o nell'essersi?Ad onta di molteplici mutamenti, predomina ancora, fino ad oggi, quell’interpretazione del sublime alla quale Platone, ha dato l’avvio. In tale epigenesi divenne decisiva quell'apriorità preliminare del sublime. Dà ciò che si è disvelato intenzionalmente e spontaneamente dal sussistere naturale, ciò che è autopoiesis dell’esserci è la dinamica virtuosa che si dà nel fenomeno ontico o ontologico, a maggior ragione se riproduca fenomena della natura; infatti, quelle sono già copie di quei modelli che Platone ideò nelle evidenze fenomenali o “idee”. Ciò è adeguatezza all'essere delle entità, e così anche il sublime, divenne la riproducibilità di una copia di un modello o di un paradigma, anzi la sua autentica verità si dà solo quale adeguatezza ed aderenza alla paradigmatica purezza della trascendenza ideale fenomenica, poiché l'evidenza delle idee rappresentano l’essente autentico, ciò che le cose sono in verità, e per ciò il sublime è solo un’eco, una risonanza paradigmatica in fondo autenticamente irreale. Platone ideò la reversibilità tra ideale e fenomenale nel sublyme, in contrasto con la costituzione sensibile del sublyme, si getta in campo la fenomenica per cui si presenti una non- sensibilità. Grazie alla presenza dell'evidenza ideale il sublyme risulta volentieri più spirituale dei fenomena tangibili, stacca l’ombra dal fenomeno e tutt’intorno aleggia un afflato spirituale:il sublyme si sottrae dalla fenomenica, è purezza in apparenza; il blocco di marmo modellato di una statua ci dà l'evidenza della vivenza, ove, al contrario, in verità è solo
    • una gelida pietra. La sublymanza è un’apparenza perché non è il sè che si presenti, e tuttavia un’apparenza dell'eventuanza, giacché nella presenza dà pur sempre alla luce l'eventuarsi della transplendezza o dell'insensibilità spirituale. Interpretanze quelle dell'eventuanza del sublyme: il sublime non è così più solo fenomeno ideale noumenico, ma ora è la sublatione dell'eventuarsi dell'essersi in transplendenza. Ogni volta, l’essere sublyme interpreta nell’uno o nell’altro sempre l'irreale. E nondimeno è verità anche il contrario. Il tempio che si erge su un promontorio o in una valle in vertigo, la statua che se ne sta lì nella radura sacra, sono eventi in mezzo ad altro: terra e mare, sorgenti e alberi, aquile e serpenti e non solo e non sono mai e in ogni caso semplicemente sussistenti, ma presidiano il centro nella diradanza quale eventuarsi della sublatione in dispieganza o transplendezza sublime: sono così più reali di ciascuna entità, poiché ciascuno può annunciarsi per la prima volta come evento della splendezza in virtù del sublyme. L'ontogenesi della transplenenza sublime dell'@rchegete Hölderlin nella sua transpoiesis sublime è più reale di tutti i teatri, i films e le poesiole, più reale degli edifici in cui sono sistemate le librerie e le biblioteche, in cui compaiono, tangibili, i volumi delle sue opere complete. Più reale di tutto ciò è infatti l'evento dell'autopoiesis della transplendenza dell'@rchegete giacché transgetta l'ontogenesi sublime inesplorata del mondo, e custodita in seno nelle insenature mitiche: è davvero l’evento dell’essere-sublatione-sublyme della splendenza, incommisurabile a ciò che è di volta in volta sussistente e a ciò che solo nella presuntiva è autenticamente reale; è l’evento della sublatione sublime che si dà anche quale essere dell'ente o del non-ente, la non- entità, il niente, il nulla afenomenico aideale anoumenico aepistemico aermeneutico: non esistono sublimità delle entità, ma soltanto ekstasy degli eventi sublimi della transplendenza, tali da sollevare il proprio tempo all’altezza di sé e da trasformarlo con la loro sublatione sublime in splendezza. Più reale di tutto l’essente consueto è il sublyme evento in sublatione ontogenica dell’esserci, dell’esser-ci, dell'essersi in transplendenza. Quella solitudine o singolarità sublime di ogni eventuanza sublyme è il segno che, nella contesa, si getti in alterezza o in sublatione nel suo mondo. Il suo starsene lì è l'abnegarsi sublime, è la contenuta discrezione del ritroso restarsene-in-sé. Il situarsi nell'abnegarsi sublime però non significa che il sublyme si eccepisca dalla realtà; ciò è impossibile, giacché è già sospinto innanzi entro tale realtà come il suo sovvertimento e la sua confutazione. Se le manca la virtù, la potenza, la dynamis, la transplendezza allora non è più sublyme: l’originalità del sublyme si dà nella sublatione sublime dell'eventuanza. L'evento sublime, quale eristica come sublatione fondamentale nell’essere- sublyme si svela nell'enigma sublime: perché l'eventuanza erystika è la sublatione dell’essere-sublyme? Quell'enigma in transplendenza sia ora in cura. La sua splendezza è: l’essere-sublyme è l'eventuanza fondamentale dell'eristica? Dove, in quale ontopologia il sublyme è transplendenza? Esiste il sublyme di per sé splendezza, in qualche tempo e da qualche parte? Nondimeno è fondamentale svelare la splendenza, cosa mai il sublyme sia. La splendezza sublime resta sempre e soltanto un vuoto sublime, è semplicemente, soltanto e volta per volta sublyme? che cos'è il sublyme della transplendenza? non più che vuoto sublime?Mentre si eventui: ha fondamento l’essere-sublyme? che cos' è sublyme transplendezza, al principio e alla fine? Eristica epigenica della transpazialità nella cui radura l’evento sublime si mostri, è la splendezza che si dia nella svelatezza? Il mondo si fa inascoso e si schiude, ma nell'eventuanza della disvelanza. E mentre quest’intimità della svelatezza eristica tra il nascondentesi e il disascondentesi accada, ciò che fin lì valeva come il reale si rende finalmente svelato come l'evento della sublatione sublime della transplendezza. Emerge alla luce del giorno ed è splendenza, nella svelatezza, coprimento e distorsione ed abnegarsi dell’evento del sublime. Nell'eristica sublime accade la transplendezza della disvelatezza del contrastanza tra inascoso ed ascoso, il venir fuori di coprimento e accadere in sé è l’accadenza della splendente verità sublime. L’eventuarsi della verità sublime della transplendenza, non consiste nella concordanza o aderenza inerente della bellezza ideale fenomenica, bensì verità è l' accadenza sublime fondamentale
    • della svelatezza in transplendenza della disvelatezza dell’eventuanza sublime: in verità si eventua sia l’ascoso sia l'abnegarsi o il nascondersi, il mistero, la non-verità. Nella sublatione sublyme dell'eventuanza è in ekstasy l’accadere della verità in splendenza: nel sublyme, la verità è in transplendenza dell'ekstasy. La sublyme eventuanza della verità splendezza è l’essenza del sublyme. Verità non è più qui una qualsiasi verità, un singolo che di vero, qualcosa come un pensiero o un fenomeno noumenico, un’idea o un valore,che all’incirca vengano in presenza o inerenti nell'aderenza ilemorfica, bensì si eventua la sublatione sublime della splendenza verità, la svelatezza sublime: eventuanza del sublyme quale essere-sublyme. Nel sublyme, la verità accade come eventuanza-disvelanza della sublatione sublime:lì il sublyme si dà quale evento dell’origine del sublyme. La sublymanza è la verità in ekstasy sublime: da una parte il sublime e dall’altra la verità? E questa viene trapiantata in quella per mezzo del sublyme? Non è così, il sublyme non sussiste prima della verità, né questa prima del sublyme, bensì mentre si dà il sublyme, la verità accade si dà e si eventua nella disvelanza:perché la verità della transplendezza accada e ci sia l'evento in ekstasy della sublatione sublyme. Se la verità si eventui in ekstasy in priorità con il sublyme e nel sublyme, e non è dapprima sussistente da qualche parte, allora dovrà eventuarsi quale sublatione sublime. Donde viene l’originalità e la singolarità della disvelatezza dell’evento sublime? Forse, dal nulla? In verità è proprio così, se con il non-essente si intende quel sussistente che, in virtù del sublyme, viene sovvertito e confutato come l’eventuarsi dell'essere sublime. La verità non viene mai desunta dal o sussunta nel già sussistente: la svelatezza dell’eventuarsi sublime accade mentre viene progettata, in sublatione sublime eristika. Tutto il sublyme, nella transplendenza, è ontopoiesis, quale disvelatezza della completezza: è alterità del consueto ideale fenomenale noumenico. In virtù del progetto autopoietico, il consueto fenomemo ideale noumenico è durato fin qui e si dà inessente. L'autopoiesis non è escogitare fenomena a piacimento, non è un librarsi nell’irreale. Ciò che l'autopoietica in quanto progetto, tenendo separato, sveli e progetti in anticipo, disveli, si dà prioritariamente nell’eventuanza della splendenza sublime. La verità sublime quale evento della disvelatezza accade nel progetto,nella sublatione sublime della splendezza dell'autopoiesis. In transplendenza excstasy quale sublatione sublyme della verità, il sublyme è inerente o aderente all’eventuanza: non è puro arbitrio ricondurre l'architettonica, la plastico- figurativa e la musicale all'autopoietica e alla poesia? Sarebbe così se le si volesse interpretare a partire dalla parola: la parola, la “poesia”, è di per sé un evento dell'@rchegete progettante dell'ontopoiesis. L'eventuanza del sublime è la sublatione sublime dell'autopoiesis: il sublyme è l'ontopoiesis, l'eventuanza del sublyme quale sublatione eristica sublime. Senza lo sguardo o l'essere-in-vista- dell'essere nell’essenza sublime dell'autopoiesis, non si apprende l'evento sublime della verità, non si afferra in quale senso la sublymità sia l'eventuanza della verità splendezza. L’eventuarsi sublime dell'ontopoiesis si dispiega nella transonanza: ontopoiesis o l’eventuanza del sublyme è la transplendenza ab-scissa dell’essere sublime. Ma cosa significa essere eventuanza della splendenza sublime? Quell'eventuarsi, qui, si dà nella differenza sublime. Ma perchè se l' essere sublime lo si percepisca a fatica, sebbene sia o è più prossimo nell’essere, quale transinfinitezza nell'archè? L’essere è quell'eventuarsi sublime disascoso o svelato ed ascoso. L’esserci sublime è di per sé in virtù dell’essere-sublime: l’essere eventuanza in libertà, essere il fondamento, la fondatezza, l'evento della singolarità splendezza iniziante che si dà o si eventua quale dinamica della transplendenza ontopologica. Con l'eventuarsi della fondazione dell'@rchegete si dispiega la splendezza ontogenica nella singolarità in transcendenza, o sublatione sublyme in autopoiesis della transonanza dell’essere, il progettare la svelatezza come l’alterezza della transplendenza quale alterità dal consueto ideale fenomenico noumenico. Il progetto dell'@rchegete eventua la splendezza liberamente o la sublatione sublime, la quale non solo non comparve mai dal
    • sussistente e dal consueto ideale fenomenale noumenico e nemmeno può essere lì compresa. Il progetto è alterezza della transplendenza ab-scissa quale sublatione sublime della gettatezza della fondatezza. Così l'@rchegete dispiega l'alterezza sublime nell'ontogenesi di fondazione della transplendezza. La verità sublime della svelatezza è sempre disvelatezza della sublatione eristika, in cui l’eventuanza sublime si situi nella stabilità strutturale o nella transtabilità sublime e lì si kripti o dekripti quale abnegarsi e schiudersi nella transplendenza. In tale eventuanza la sublatione sublime si dà sempre gettata in quell’oscuro abisso? Entrambi gli eventi dell’essere sono possibili solo se l’esserci- sublyme sia transplendenza nella sublatione eristica sublime, ovvero si dà nel meson quale eventuanza per l’esserci. Mentre l’essere-sublyme è la sublatione sublime eristika, si eventua la transonanza sublyme. Nel progetto autopoietico dell'@rchegete, alterità dal consueto ideale fenomenico noumenico, la svelatezza si getta sempre svelata nell'eventuanza sublime della transplendenza, sempre progettata in anticipo, il progetto ontopoietico è splendenza dell’esser-ci-sublyme: l'eventuanza eristica nella sublime svelatezza excstatica è e si dà-in-transonanza quale sublyme- bellezza della transplendenza, o eventuanza eristica della transinfinitezza nella singolarità e c'è lì solo se il sublyme saprà essere sublyme. Il sublyme è già sempre gettato nella sua sublatione sublime eristica. Hölderlin è l'@rchegete che autopoietizza il sublyme della transplendenza. Ma quell'eventuanza in splendezza è sublyme, in modo conforme aderente e inerente all’eventuanza, è ontopoiesis. Se però il progetto è autopoiesis, allora la splendezza non sarà qualcosa di fenomenico ideale noumenica, ma la svelatezza dell’esserci sublyme, già in transplendezza. Ciò in cui il sublyme è gettato è l'excstasy della transplendenza, lo schiudentesi fondamento su cui la gettatezza dell'@rchegete viene a riposare. Il progetto dell'@rchegete aderisce all'inerenza dell’evento della transplendenza, è ab- gettanza della splendenza, progetta solo se dall’ascoso fondamento trae fuori una svelatezza, se ciò si dà-in-dinamica si dà-in-transonanza nel fondamento abissale quale destinanza ascosa e da disascondere. Nel progetto dell'@rchegete, fa ingresso nella disvelanza, al fondo, non un che di estraneo, bensì solo l'evento, fin qui ascoso,dell'esserci sublyme. Il progetto dell'@rchegete viene dal nulla aideale afenomenico anoumenico aepistemico aermeneutico, non discende dal fin qui vigente; viene dal nulla sublime perché in aggettanza, trae fuori l’eventuanza sublime ascosa e trattenuta destinanza della transplendenza e la getta nella fondatezza e la fonda in senso autentico, quale progettare la sublatione sublime della transonanza è al contempo, essenzialmente il fondare la transplendezza. La svelatezza può così eventuarsi splendezza della verità, in tal senso può accadere, solo se il progetto dell'@rchegete è un progetto fondante la transplendezza sublime. Ma fondante lo è mentre si dà la splendenza dell'evento sublime schiudentesi nella sublatione sublime, nella sua eristica sublime col mondo progettato. Poiché il sublyme in transplendenza è autopoiesis, è transonanza, è progettante fondare dell'@rchegete, o autoevento della transonanza nell'alterezza e nella svelatezza, cioè la verità della transplendenza nell'eristica transinfinita della sublatione sublime dell'essersi. La verità della splendenza accade solo quale svelatezza, si eventua in ekstasy solo nella splendezza della sublatione sublyme. L’eventuanza del sublyme, come transonanza dell’essere, è il fondamento della sublatione sublyme della transplendenza. L’essere del sublyme non consiste nel fatto che è sussistente come entità ideale fenomenica noumenica, ma che si eventui in transplendenza della disvelanza dell’essere sublatione sublyme. Perciò il sublyme è l'eventuarsi della transplendenza della sublatione excstatica dell'essersi, senz’altro, quale eminente alterezza, solo così è stabile in sé ed è transtabilità della transplendezza che si eventui dal nulla senza più alcun fenomeno o ideale noumenico o ermeneutico epistemico. L’eventuanza del sublyme è sublatione sublyme della transplendezza perché il sublyme è in essere l'eventuarsi della splendezza della verità nel pensiero poetante, nell’intrapresa o transpresa o intenzionalità sublyme. La sublymanza è l'ontogenesi della verità della transplendenza, è un'eventuanza della sublatione, il sublyme è la verità splendenza, è il fondamento dell'@rchegete sublime: ma il sublyme c'è? Esiste il sublyme di per
    • sé? cos'è il sublyme? Nel sublyme è in ekstasy l’accadenza della transplendenza della verità, nella sublatione sublyme la verità splendezza è in ekstasy. La sublymanza della verità è l’eventuanza del sublyme. La sublymanza è la verità in ekstasy: il sublime è la verità. Donde viene ? Forse, dal nulla sublime? è proprio così quell’oscuro abisso eventua la sublatione sublyme. L’inizio del sublyme è sempre la libertà dell'@rchegete, quale excstasy dell'esserci sublime. L’eventuanza del sublyme quale ekstasy della transplendenza s' eventua in verità splendezza quale @rchegete, ed è l’origine sublyme di Hölderlin: è l’essere-sublime che eventui l’aletheia ontopologica quale sublymanza dell’essere nel sublyme. C’è l’interessere tra le varietà di verità della transplendenza e c’è l’interesserci epistemico nel senso che tutte le varietà-verità si danno, si offrono alla mondità quale comprensione del mondo, mentre l'esserci comprende l'essere in transcendenza excstatica immaginaria, o in transcendenza ontica o fenomenica noumenica ideale, o analitica dell’essere delle entità, quale prova ontologica o ontopologica o ontoteleologica o transontologica dell’esistenza dell’essere- sublyme, o quale transcendenza transepistemica dell’esser-epistemè-del- sublyme o dell’essere transepistemica transontologica del sublyme. Anzi solo la verità ekstatika del sublyme discopre sia la transermeneutica sia la transepistemica transontologica dell’essere sublyme dell’esseRe, mentre la metafisica della verità o l'analitica o la fenomenica o l'ontica della verità si adeguano al paradigma trascendente della metafisica analitica. Qualora si desideri comprendere l’essere sublyme delle entità mondane è consentito anche privarsi dell’ontologia per affidarsi alla classica ermeneutica epistemica, o alla transcendenza epistemica o alla trascendenza analitica o alla trascendenza fenomenica per discoprire solo le verità delle entità della mondanità, o le verità metafisiche o le verità trascendenti analitiche fenomeniche ideali: l’ontopologia fondamentale del sublyme, la domanda sull’essere-sublyme dalla quale il pensiero sorge, viene invece declinata come analitica esistenziale del sublime, come descrizione accurata del sublime, rigorosa, ontologica della dimensione ontica del sublime in cui il fare e l’essere-sublyme quotidiano degli esseri si svolge quale transcendenza del sublime o transcendenza ontologica immaginaria del sublyme. Esserci nel sublyme, quale dasein nel sublyme, esistere nel sublime, o abitare poeticamente il mondo-tempo nel sublyme, è declinato da Heidegger in transcendenza excstatica del sublyme, dopo essere sempre stato solo analizzato in trascendenza dinamica o trascendenza analitica fenomenica noumenica kantiana, lì l'esserci o il dasein o l’esistenza è una posizione, quindi una problematica delle categorie di Aristotele, tradotte da Boezio in praedicamenta o pre-dire o prevedere : la prima categoria è la sostanza, o l'essere un praedicamentum, ma l’esistere non è un predicato, lì si nasconde una ontologica fondamentale, e fondamentalmente distruttrice dell’ontologia, o decostruzione ontopologica per cui il gegenstand sublime è inafferrabile o indicibile o invisibile o inconoscibile, di cui conosciamo solo le idealità fenomeniche noumeniche della transcendenza, e che spesso sconfina nella teoria dell’impossibilità dell’ontologia o dell'impensabile epistemico del noumenico: le cose sono in sé le persone sono per sé, perché essere come verità e identità è dei trascendentali, o summa genera dei medievali. L’essere è una singolarità sublime della transepistemica e per ciò transontologica. Il sublime della sublatione della singolarità sublime transepistemica transontologica si svela nell' esistenza dei numeri sublimi, o gli angoli e altre entità matematiche, o le menti e le emozioni, o la bellezza sublime, ma con differenze sublimi dalle transentità del gegenstand. L’eventuarsi sublime è un abneganza del numero sublime: qui evento sublime e numero sublime sono un' essere singolarità sublime della transcendenza della sublatione sublime. Sublime è l'essere @rchegete che getti la fondatezza dei numeri sublimi, perché il numero sublime dell’essere si può dire che c'è, della storia si può dire che ha una storia, dell’io che sia idendità, della bellezza che sia ideale o vaga o aderente o adeguata e ciascuno di essi può essere pensato in relazione agli altri:l’essere in relazione al numero sublime, e il numero in relazione agli enti, la storia in relazione agli enti, e la bellezza in relatività al vaga o aderente o adeguata o fenemenica o ideale o kategorica. Il
    • sublime dell’essere sublatione della transplendenza è l'eventuarsi della transcendenza ontopologica della sublime bellezza e per ciò anche la dispieganza transepistemica fenomenica, quale ontopologia della transestetica. Il sublime di quella trascendenza fenomenica analitica dell'in-vista-della-pro-spettiva è lo sguardo della trascendenza fenomenica ideale noumenica, o essere in-vista-della-prospettiva della transcendenza excstatica immaginaria ontopologica, quale pensiero poetante del sublime che osi inoltrarsi nella più originaria problematica del gegenstand sublime, quale contrastanza nell'essere dell'ente sublime in transcendenza o sublatione sublime spazio-temporale. L’ontopologia del sublime è quindi possibile solo o ancora come transcendenza o sublatione del sublime, giacchè la filosofia del sublime è ontopologia della sublatione sublime o della transcendenza della transpurezza o dell'essere-in-vista di prospettive transcendenti del sublime: la transcendenza temporale sublime si eventuò dalla transcendenza del sublime dell’esserci, ma in-vista-di-prospettiva ontopologica si presentò solo quale transcendenza analitica fenomenica ideale noumenica del sublime dell’esserci. Ciò che è ontopologicamente più sublime, talmente sublime da essere il sublyme, è transontologicamente il più sublime, anche perché non sembra aver bisogno di essere pensato, talmente è splendezza aderente inerente alla sublatione sublime dell'esserci, ed è la disvelatezza sublime, o è la transcendenza del sublyme quale excstasy transdinamica della mondità o dell'ontopologia sublime del mondo- esserci-mondo-in-libertà. Heidegger ha svelato e disobliato nel transoblio il darsi e l'eventuarsi del transublime, quale transesserci-ontopologico che transceli o transkripti in sè e per sè transenigmi su transenigmi. Se l'eventuanza transontologica dell'essere e dell'esserci preceda e transcenda, quale priorità-in-transcendenza, ogni distinzione tra anima e corpo, se l’evento della sublatione sublime dell’Esserci si eventui nella sua transplendezza, l’analitica esistenziale o l'analitica dell'esserci o la dasein- analytik precederà translogicamente, transfenomenicamente, analiticamente, onticamente, transepistemicamente e sopratutto transontologicamente ogni scienza, o epistemica e ogni sapere fenomenico ideale o ontico che si voglia, o ogni transcendenza transfenomenica o transcendenza ontica o ideale noumenica. Fra le strutture ontopologiche della sublatione sublime o gestell- sublyme dell'esserci sublyme nel mondo–sublime ci sono l’in-essere-sublyme, il con-essere-sublyme, l’essere-per-il-sublyme. Esserci-sublyme e mondità-sublime non si trovano in prossimità l’uno accanto all’altra ma l’esserci-sublyme è la mondità dell’essere-sublyme, perché l’essere soli è un fenomeno noumenico deficitario del con-essere. La sublatione sublyme è un evento costituente dell' essere-alla-fine-senza-fine dell'archegete sublyme che disveli l’alterezza della transplendezza sublime, sempre incompiuta indicibile ed inaudita quale futuro-anteriore della transcendenza excstatica dell'evento sublime, o transcendenza-che-si-eventui quale esserci sempre in vista dell'evento sublyme, mai solo del fenomemo sublime dell'evento. Lì il chiasma qualità-quantità si dà quale transinfinità, o non-finito o senza-la-fine o senza telos o negazione kategorica qualitativa del finito aderente o gegenstand, giacchè alla fine c'è sempre un oltre, un aldilà della sublatione o un essere-in-vista-dell'evento della transcendenza sublyme, o in transcendenza abissale sublyme: ma una ontopologia della transcendenza è ancora kriptata e non ancora gettata in vista per la trascendenza fenomenica ideale noumenica o trascendenza analitica. Se il fenomeno ideale noumenico primigenio della temporalità originaria e autentica è la sublatione sublime, l’esserci-sublyme è possibilità sempre in transcendenza della singolorità sublime, o in vista dell'evento della sublatione sublyme tant'è che il sublyme sia l'eventuarsi della trascendenza nella purezza, o semplice possibilità d’esserci della transcendenza sublyme, una eventuanza sempre sublime sublatione della transplendenza o d' essere sempre in vista della transcendenza abissale e senza fine, o senza la fine e sempre nell'indeterminatezza o della transcendenza indeterminata. L’esserci-sublyme non ha una fine, bensì c'è nel finito, è finito nell'infinito è transinfinitezza nel finito: è transinfinito sublime nella monade infinitesima, excstasy sublime della mondità, è excstasy della sublatione sublime dell'esserci transplendezza, è transcendenza transinfinita nel finito o nell'apriorità o nell'arkè o
    • nella transcendenza paradigmatica; ed è quell'essere-in-vista-della- transcendenza sublime che la Cura è la cura sublime dell' essere-sublyme- transcendenza-sublyme della singolarità in sublatione sublime della splendezza della transcendenza. La Cura è il tempo sublime excstatico, anche nella sua fenomenica ideale noumenica e quindi ontica e ontologica; la Cura è la sublatione sublime dell’essere transplendenza che sempre c'è senza-fine; la Cura è la transtemporalità sublime ekstatica come eventuanza della sublatione sublime della transpaziotemporalità, che si riveli senso dell’autentica cura quale excstatico esserci-sempre-in-vista-della-transcendenza sublyme. L’esserci-sublyme come Cura si declina negli eventi della sublatione sublime, del com-prendere, del poetare e l'eventuarsi dell’essere-sublyme della transplendezza o dis-chiusura, non solo curiosità fenomenica ideale noumenica del sublime, ma muoversi dinamico della sublatione splendezza dell'essere-senza-fine o essere-sempre-in-vista-della-transcendenza sublyme, eventuanze della transplendezza sublime. Il sublime ontopologico si dà anzitutto e per lo più nella Singolarità sublime densamente transinfinita o pregnante di transinfinità, che svela la differenza ontopologica sublime tra spazio-tempo endemonade e spaziotempo extramonade, quale esserci-sublatione-sublime nella mondità di un senza-fine. Heidegger è l'@rchegete in risonanza con l'excstasy sublime: la singolarità sublime è un evento della sublatione sublime differenzale, ma è dispiegante, per l'abnegarsi sublime, del fenomeno ontologico del costituirsi dell’esserci sublyme. Autenticità e inautenticità del Dasein-sublyme svelano in sè senso fenomenico, noumenico e ontologico, o differenze ontopologiche dell' abitare sublime, poeticamente sublime il mondo sublime. Eventuanza sublime è la differenza nell'ontopologia del sublyme tra paura e angoscia, quale transcendenza della sublatione sublime della singolarità sublyme. Mentre la paura sorge sempre dalla presenza del fenomeno ideale noumenico ermeneutico epistemico, l’angoscia si dà dalla sublatione sublime dell' essere nella vivenza sublime, la paura assale quando si è di fronte ad un ente o fenomeno noumenico mondano sia pure sublime. L’angoscia si dà in sublatione dall’essere-nel-mondo o essere-nell'abisso-abgrund-senza-fondo-senza-fine sublime. La sublimità dell’angoscia è l’essere-sublatione-sublime, la transcendenza della singolarità sublime nel mondo-sublime, quale essere sempre in apprensione dell'in-vista-della-transcendenza-sublyme: lì c'è la transcendenza dell'angoscia quale essere-sempre-in-vista-dell'evento sublime del niente, del non-ente, del nulla sublime afenomenico aideale anoumenico aermeneutico aepistemico. La Gettatezza–sublyme dell'essere-sublyme- @rchegete, quale transcendenza della gettanza sublyme si mostra in sublatione sublime dell'excstasy la gnostica-Heideggeriana, dispiegata quale abnegarsi sublime dell’esserci sublime e non può perciò essere una cadenza da un più puro e superiore stato-originario del quale non si abbia né fenomenica ontica, né comprensione ontologica, sia pure velato essere nel mondo, quale essere in vista della transcendenza del sublime, quale fondamento dell'@rchegete, di un essere-sublyme originario in transcendenza della sublatione sublime della singolarità. La cadenza o l'abnegarsi sublime, la gettanza o pro-gettanza sublime disvela l'eventuarsi della trascendenza transtemporale della sublatione dell’esserci-sublime. Il fondamento sublime dell’esserci-@rchegete, come essere nel mondo, è la transtemporalità del sublime quale ekstasy dell'ontocronia o transcendenza temporale o sublatione sublime della transtemporalità, la sua transtabilità sublime come apertura mai chiusa e mai compiuta, la sua transinfinità e transplendenza, il suo essere-senza-la-fine fondata sull'abgrund sublime dell'@rchegete, sul senza fondamento quale esserci- sublime-@rchegete che non ha tempo ma è transtemporalità della vivenza-sublime, vissuta, aperta, in eristica transplendezza, nella transcendenza transpazio-temporale della sublatione sublime immaginaria. Non è che l’esserci-@rchegete riempia con le sue istantanee una stringa elastica o dinamica o un segmento sussunto, o che dispieghi o estenda il sè, sì che il suo essere abneganza sia fin dall'arkè costituito come estensione o transcendenza exstatica dell'evento sublyme. Nell’essere dell’esserci c'è già l'eventuarsi dell'abneganza ontopologica sublime, o la fenomenica ideale della nascita e della morte. L’esserci sublime ontico o fenomenico esiste per nascita, e per nascita muore anche proprio nel senso
    • dell’essere-alla morte. Entrambi sono, finché l’esserci esiste, possibile eventuanza sublime dell'essere in vista della transcendenza dell’essere sublatione sublime dell’esserci, quale cura della gettanza degli eventi dell' @rchegete in transcendenza o sublatione sublyme. Nascita e morte si coniugano nell’esserci, nella singolarità sublime in transplendenza o in sublatione sublime o in transcendenza di gettanza e sfuggenza o abneganza o eventuanza-essere-alla-morte, quale transcendenza della singolarità sublyme. In cura sublime l’esserci è il sublime, è la transcendenza o sublatione sublyme. La transonanza sublime, la transtemporalità sublime dell’esserci-@rchegete è da sempre e senza-fine, per sempre nella transcendenza transtemporale exstatica della sublatione sublime, è il coniugarsi della struttura ontopologica sublime, o gestell-sublime, con la dinamica-sublime e matematica-sublime della transtemporalità, ontopologia sublime del Dasein-sublyme e excstasy-sublyme, o transcendenza dinamica del sublime, sia pure quale risonanza sempre in vista della transcendenza fenomenica ideale noumenica dinamica per la transcendenza epistemica, o com-prensione della sublime-temporalità-in-excstasy o ontocronia-sublime. Il tempo-sublyme non è né oggettivo né soggettivo, né naturale né della physis ma dell'esserci sublime quale ontocronia-in-estasy:enigma sublime della transtemporalità-sublyme sempre senza-fine, quale transcendenza enigmatica della ontocronia sublime . Un enigma che si chiarisce com-prendendo che il tempo, o la transpazialità o il transpaziotempo, o la transcendenza ontokronotopica non siano una entità fenomenica ideale noumenica, ma un accadenza di eventuanze nel mondo, una transcendenza transpazio-temporale, un eventuarsi della transontocronia dell'excstasy sublyme, in sublatione sublime della transplendezza nell’esserci-sublyme in cura, destinato a finire senza la fine e sapiente di tale transinfinitezza poiché si dà verità del sublime, c'è transcendenza dell'aletheia sublime solo nella misura o dismisura e fintanto ché vi è la sublatine sublime dell’esserci. L’essere nel mondo dell’esserci si dà nel suo abitare poeticamente il sublime, o essere- in-vista-della-transcendenza sublyme: la sua fondatezza si eventua nell’ontologia dell’esserci-@rchegete, o meglio la sua transcendenza fondante si dà nella sublatione sublime dell'esserci, nella struttura ontopologica della transcendenza sublyme, nell'eventuare una struttura ontopologica sublime quale offerenza di senso al mondo sublime, senza-fine, senza fondale, abissale Gegestand sublime, non una cosa, una sostanza o un oggetto, ma si dia come attuatrice di intenzionalità nel plesso della transcendenza della singolarità sublime, giacchè ogni entità nel suo essere differenza dall’esserci si sveli come insensata, destituita di qualunque senso, ci sia cioè solo la sublatione sublime della transcendenza sublime. L' acosalità afenomenica aideale anoumenica aermeneutica aepistemica dell’esserci-sublime, sia quale matematica infinita sublime, sia quale dinamica excstatika sublime è la fondatezza della trascendenza della singolarità sublime nel suo essere-sublime-transpaziale, quasi la dispieganza kantiana del dasein quale essere-nello-spazio: l’esserci sublime, nel suo essere-nel-mondo, è transpaziale o dasein-transpaziale-sublyme-in-estasy, l’esserci sublime occupa, letteralmente, lo spazio del sublime. Non è affatto sussunto nella porzione spaziale riempita dal suo corpo. La transpazialità dell’esserci-sublyme non consiste in un semplice occupare luoghi, ma nell’eventuanza della sublatione sublime che si dispieghi nella transradura sublime della transplendenza, illuminandola. Ecco perché l’esserci-sublyme è nel contempo sublime transpaziale originale e la sublatione sublime della transpazialità. Lì si disvelò la transcendenza sublime ontopologica: quale nuova teoria dell'esistenza o dasein-analytik, che presenti l' ontopologico dell'esserci, che si disveli dalla critica epocale dell'ontoteologia, dal nuovo senso di esistenza o dasein-analytik-ermeneutica, o situanza, determinazione completa, riflessione, forma, simbolo, esistenza, ovvero la problematica di una ontologia trascendentale delle categorie o la stessa ontologia dell'ente fenomenico ideale noumenico, o una ontologia della trascendenza. L'Analitica della bellezza ma sopratutto l'analitica del sublime svela un'immagine estetica-ontopologica della dimensione profonda dell'ontopologia della libertà: una nuova prospettiva capace di estendere l'ontologia del fenomeno nell'estetica è una dimensione del fenomeno che può rivelarsi solo al di fuori dell'epistemico conoscitivo, quale singolarità in
    • trascendenza dell'ente o estensione quantitativa e qualitativa che si coniuga con la bellezza della forma, quale esistenza e aderenza nel gegenstand ontologico della ontologia del soprasensibile. L' estetica svela il paradigma di un evento della tanscendenza o ereignis del sublime: eventuanza che non è né natura né libertà e che si presenta come un fondamento indeterminato, è la transcendenza-sublyme ontopologica della libertà sublime. Fenomenica e Razionalismo sono inadeguati per l'eventuarsi della trascendenza-sublime ontopologica della sublatione sublime. La transpazialità dell'esserci nell'analytik-dasein, o l'immagine quale singolarità sublime in transcendenza, è sublatione sublime nell' intenzionalità, quale transcendenza sublime della transpazialità: è l'origine della dinamica sublime della transcendenza ontopologica quale dispieganza della sublimità transpaziale. Il sublime in campo in sublatione sublime eventua la transplendenza quale transcendenza transpaziale, e che tutti gli eventi sublimi si svelino quali transcendenze del transpazio. Lo spazio sublime può essere Un campo di transestetica ove gli eventi sublimi sono presenti nella transcendenza transtemporale e transpaziale, ma possono essere transcendenze fenomeniche come un fenomeno ontico, o ontopologico della singolarità in transcendenza quale transcendenza della libertà ontopologica. La libertà sublime è l'essere-in-un-mondo per essere la transcendenza, o la sublatione sublime della libertà. Se l’esserci-sublyme è transpazio- tempo-sublime, o transontocronia sublyme in estasy lo è perché è una sublatione sublime transpazio-temporale, come eventuarsi sublime dell’essere dell'esserci sublime, quale transtemporalità o transpazialità sublyme abissale ove si teme di perdere il senso dell'essersi. La qualità del sublime consiste nell'essere transestetica excstatica della sublatione dell'eventuanza sublime, al di là dello stesso tempo ideale fenomenico noumenico, è l' illimitata transpazialità dell'evento sublime dell'essere transplendenza sublime. Ma l'eventuarsi transestetico dell' essere sublatione sublime è la transinfinitezza illimitata del dinamicamente sublime nella natura, è la transphysis dinamicamente sublime. Se la natura è la sublatione del dinamicamente sublime, deve essere più attraente del fenomeno ideale della sua bellezza, l'infinito stesso è più seducente del finito o dell'adeguatezza aderente fenomenica, giacchè essere sublime transinfitezza dispiega eventi sublimi al di sopra della natura, in sublatione sublime quale transgravità nella sublimità al di là dell'estetica fenomenica ideale noumenica. Ma essere il fondamento dell'evento sublime transestetico è la sublatione sublime che dà la più sublime transexcstasi estetica della sublimità del nulla sublime dell' Essere nulla, al di là di se stessa in transinfinito, che è sublime abisso: le fondamenta sublimi dell'archegete sono le sublationi sublimi del fondamento sublime della transbellezza sublime transinfinita. La sublatione sublime non consiste soltanto nel rapporto di esporre la stima del servizio del ragionevole nella presentanza della natura, per una possibile supersensible situanza. Lo stupore,il terrore, il timore o le miriadi emozioni che assalgono nella salienza o nel salire al cielo, o nell'odissea transpaziale siderale, o nell'abnegarsi negli abissi di gole profonde e rapide torrenziali di uragani in-furia, o inoltrarsi nei silenti meandri in ombra profonda, o soli con la propria malinconia: tutto ciò, quando si è in sicurezza esistenziale, non è nulla che incuta paura, è piuttosto l'intenzionalità sublime d' essere superiore al naturale, per disvelare una migliore sublatione della sensazione della bellezza del ben-essere. Per la fantasia l'adeguatezza con la ragione è la bellezza estetica, ma paradossalmente anche l'inadeguatezza della fantasia, giacchè lì c'è ancora l'idea della limitatezza finita del sublime, o non s'mmagina la transinfinitezza della sublimità. L'@rchegete fonda la sublimità nell'oceano nel tempo della naufraganza, o negli spazi sublimi astrali, o si dà quale fondarsi della sublime eventuanza dell'entusiasmo, o evento nell'anima dell'essere sublime. Nulla di più grande può esserci e nulla è impossibile: l'entusiasmo dell'@rchegete è il sublime, perché è una intenzionalità della sublatione sublime, o una gettanza sublime o uno slancio di misura più forte e più duratura oltre ogni ragionevole possibilità fenomenica ideale noumenica. Tale sublime
    • intenzionalità dell'@rchegete è nobile alterezza o sublatione sublime transestetica excstatica, è l'estetica sublime dell'@rchegete, nulla di più nobile e più eccelso, è l' Essere Sublime al di là dell'ideale e fenomenica bellezza noumenica, quale sublimità Impetuosa, tensione dell' immaginazione nell' essere sollevati in sublatione sublime excstatica, o transequilibrio della transtabilità strutturale ontopologica. Così il sublime dell'@rchegete conferisce al suo esserci la sensazione d'essere illimitato, transinfinito, o in sublatione infinita, quasi non ci fosse più, o non c'è più, nulla di più sublime. La transVISIONe al di là di tutti i limiti della sensibilità ideale fenomenica noumenica consente all'@rchegete di affondare, naufragare e fondarsi in sublatione sublime o in transplendenza entusiasmante e transdelirante o transmania. La gioia nel sublime è sempre sublime, sia nella singolarità o nella transmonade che nella mondità o mondanità, perchè lì la dimensione è transinfinita e transinfinitesima, aldilà del translogos fenomenico ideale noumenico frattale dell'arithmos. Burke ideò il delizioso orrore, o la tranquillità nel terrore, quali ossimori fenomenici esistenziali dell'intenzionalità sublime nel ben-essere-sublime dell’esserci: nel sublime c'è l'apprensività, l'intuizione e la comprensione dell'intenzionalità sublime della kurvatura dello spazio-tempo cosmico e kaosmico, cronologico irreversibile e kairologico reversibile nel mikro e nel macro transinfinito e transinfinitesimo. Forse chi per primo eventuò la differenza tra spazio tempo endemonade in supersimmetria con lo spazio tempo della mondità disvelò il sublime leibniziano o meglio, la domanda leibniziana risuona: perchè esiste il sublime piuttosto che il nulla, perchè c'è la bellezza piuttosto che il niente, perchè si dà il sublime piuttosto che la bellezza, perchè c'è l'evento del sublime, perchè c'è l'excstasy sublime, perchè c'è la fenomenica sublime o la noumenica sublime o la metafisica del sublime o l'analitica del sublime o l'ermeneutica del sublime o la mitologia del sublime o l'ontoteologia o l'ontica del sublime? Quando si svelino quelle domande si è di fronte all'eventuanza leibniziana del sublime immaginario. Leibniz ideò nell'apocatastasi, Apokatastasis sublime, dei salti, dei varchi, dei momenti di sospensione, ed è lí che si nasconde Dio, con il suo disegno lungimirante. Ciò che sembra un continuum in realtà è un discretum, l'apparente ripetizione dell'identico non impedisce lo sviluppo di transinfinitesime virtualità nascoste: lì si kripta il sublime transinfinitesimo e si svela in una spirale che ascenda verso l'apocatastasy arcana e sublime, o transmente di Dio o essere sublime apocatastasy nella transmente di Dio, quale supersimmetria tra la transmonade divina e la transmonade mondità nell'endemonade transinfinitesima del dasein-analytik, quale sublatione sublime o asimmetria o contemplatezza riflettente. Ma c'è anche il nulla sublime ed il nulla è il nulla nell'endemonade divina o della mondità o dell'esserci, quale transinfinitamente niente o nulla abissalità sublime dell'essere che c'è, si eventua, si dà quale nulla sublime afenomenico aideale anoumenico aermeneutico aepistemico, o essere sublime dell'@rchegete che si getta nel fondamento, nel fondo dell'essere quasi ci fosse una specie di doppiofondo, una bistabilità abissale o transtabilità sublime che si eventui dal nulla sublime liberamente, è l'eventuarsi del mondo dal nulla sublime in modo perfettamente razionale e legittimo, quale doppiofondo. Fondamento della ragion d'essere dell'@rchegete. Ma fondamento del fondamento è la libertà sublime, il mondo è fondato sulla libertà sublime della purezza dell' evento sublime, paradossale eventuanza quale variante leibniziana dell' onpotologia del nulla sublime: eventi della sublime accadenza, si dispiegano dall'eventuarsi dal nulla sublime, o meglio dalla transmente sublime divina della transmusa Kalypso, in sublatione sublime: s'est trouvé tout inventé dans l'entendement divin avec une infinité d'autres, parce que cette suite d'evenements non è verità sublime? Ed è la libertà sublime, che c'è in sublatione sublime, priva di crepe e fratture entro cui spiri il vento della transinfinitezza sublime o del sublime transinfinito della libertà sublime del transtempo, o l'oggetto infinito quale gegenstand transinfinito o ob-getto sublime di Ricoeur declinato secondo paradigmi e stilemi sublimi, o essere l'esistenza
    • temporale sublime dell'excstasi dell'apokatastasy leibniziana, o di Agostino il quale nei suoi celebri paradossi sulla temporalità sublime disvelò l'esistenza di un oggetto sublime quale infinito sublime paradoxale: il tempo sublime non è mai quello che è, non è presente quando è presente, non è passato quando è passato, e quindi pretendere di misurarlo è come pretendere di misurare ciò che si sottrae a qualsiasi misura, giacchè si svela sempre quale dismisura sublime paradoxale. Aristotele nella Poetica ideò: l'imitazione è anzitutto imitazione di azioni che per loro natura scorrono lungo l'asse del tempo, ma azioni il cui contenuto è il mito sublime, la mitologia sublime della musa Kalypso, giacchè fondata sul gegestand infinito o con possibili interpretanza transinfinite. La poetica-sublime e la physis-sublime si svelano in due transtopie ontopologicamente separate, distinte e incongruenti, ma in un chiasma moebiusiano, la poetica-sublime svela eventi che sono per l'esserci sensibilità e destinanza, la physis-sublime invece si dà quale tempo o misura del movimento nello spazio o dynamis sublime, perciò la differenza è fenomenologica o ontica, ma non ontologica nel senso della dynamis dell'essere dell'endente, quali eventi del sublime, eventi che disvelano una struttura ontopologica: sono ontopologia della disvelatezza della transplendenza o sublatione sublime della luce, quale ermeneutica della differenza, per cui il senso si mostra negli opposti come altro da sé, inesauribile, eventuanza dell' abnegarsi. Excstasi della sublatione del sublime quale interpretanza transinfinita che disveli l'infinito trascorrere della formattanza sublime della sublatione della transplendenza: eventuarsi sublime che si eventui, nient'altro che evento, evento sublime che differisce da qualsiasi altro evento l'abbia preceduto quale fenomenico ideale noumenico. C'è verità sublime là ove si sostenga che il mondo sia sensato e sensibile, e c'è verità sublime là dove si sostenga che il mondo non abbia sensibilità ma solo il fenomeno ideale noumenico, o la metafisica della verità epistemica: non si pensi l'essere sublime che è e insieme l'essere che non è. Parmenide ideò così la metafisica della verità, o il pensiero ideale dell'essere: è la metafisica della verità che pensi l'essere epistemico e mai l'excstasy sublime dell'essere abissale, endepigenesi del nihilismo, quali phenomena della sublime disvelatezza. I phenomena sublimi degli eventi sublimi, quali endemorfie nella spazialità transinfinita o interpretanza transinfinita, si disvelano sempre irrudicibili al pensiero calcolante epistemico, anzi la loro disvelanza è una continua decostruzione della endedynamis sublime: sia quale cronocromodinamica quantica, sia quale ontodinamica sublime o ontokronia del endeniente, del non-ente, del nulla afenomenico aideale anoumenico aermeneutico aepistemico. Quella endedinamica sublime svela l'ontocronia nihilista dell'excstatica sublime Dasein-analytic, quale ontopologica sublime del Dasein-analytic: il Dasein quale essere- nella-verità del sublime Dasein. I phenomena degli eventi nihilisti sono sempre endefenomeni sublimi del non-ente, dell' endeniente, del nulla, comprensibili senza gli strumenti dell' endelogos o della sensibilità o della congruenza intuitiva, giacchè lì l'endentità non c'è, anzi lì si disvela solo l'abissalità excstatica dell'essere-sublyme quale Essenza e essenziale Ontogenesi del Nihilismo. Heidegger gettò il nulla sublime quale excstatica progettanza dell'essere: il Nothing sublime si dà, si eventua quale evento dell' endenulla sublime, anzi solo il nulla sublime getta la profondità abissale sublime, quale ab-senza delle endentità spazio-temporali sensibili o endepistemiche della metafisica della endeverità o dell'endelogos. I phenomena degli eventi nihilisti sublimi ex-sistono, nella loro Ex-sistenza che disveli la struttura ontopologica dell'essere sublime eventuanza existenziale ex-sistenza, quale pro-gettanza-re-gettata presentemente assente dal nulla abissale sublime. Heidegger pensò così all' endenulla quale evento abissale della sublatione sublyme dell'ontodynamis. La rosa è senza perchè, fiorisce perché fiorisce, quale auto-manifestarsi endentità dell'excstasy temporale o exstatica della transcendenza, in una danza cosmica che libera la luminosità intrinseca o la translucenza o auto-organizzazione, o Ereignis sublime o kronotopodynamica nella physis sublime o endedinamica sublime della endemondità. Perché c'è l'essere sublime quale eventuanza del Nulla
    • sublime? Nulla evento afenomenico aideale anoumenico? Perché c'è l' essere sublime quale eventuarsi della sublatione sublime del Nulla? Transplendenza sublime dell’essere-sublyme? Lichtung-sublyme o transTemporalità-sublime o transpazio libero del transtempo sublime in excstasy, Lichtung sublime nella transRadura del sublyme nell'estasy sublyme? Per l@rchegete Heidegger lo spazio accade, l’ek-sistere si dà nella transcendenza sublime del transpazio in vista dell' endemondo sublime, è la continuità e differenza ontopologica fra l’analitica esistenziale e l’ontopologia del sublyme. Ma che cos’è il disvelarsi in excstasy della sublatione sublime dell’essere-sublyme? Anzi che cos’è l'ende-gettanza della splendenza dell’essere-sublyme nel sublime? È la gettatezza-della-verità della destinanza dell’essere nell’aletheia sublime fondale, grund sublime ed abgrund sublime, del sublyme che eventui, si dà, si getti nell' endemondità. L’essere sublatione sublime si eventua nel sublyme quale aletheia, disvelatezza dell’ontopologia dell’essere, dell’esserci, dell’essere dell'endentità mondane: tutte endevarietà compresenti nella gettatezza-del-sublyme quale aletheia sublime ontopologica dell’essere ontoikona, ontoimagine, ontoimago, ontopoiesis sublimi. Il sublime delle endevarietà ontopologiche della endeverità dell’essere si danno, si eventuano, si gettano quale fondale o fondamenta dell'@rchegete della sublatione sublime. Lì là l'@rchegete è sempre in-essere-in-vista- della transcendenza sublime. Come mai solo la sublatione sublyme riesce a transcendere, o ad essere-in-vista-della-transcendenza dell'essere, o ad essere-in-vista-dell'essere dell'esserci quale dasein-analytik, o in transvedenza dell'essere-dell'endente nella sua purezza transcendente, quindi a transcendere sempre il corso della transtemporalità o dell’ontocronia? Tra le tante ipotesi quella più ontopologica è la messa in cura della endeverità dell’essere quale contemplanza della curvatura dello spaziotempo del passato, memoria, del presente, relatività o interagenza, del futuro, eterno ritorno della sublatione sublime. Solo nel sublyme l’aletheia ontopologica si cura, si getta, si eventua, si fonda quale @rchegete: giacchè l'endintenzionalità sublime si dà, si eventua quale transcendenza dell'essere-sempre-in-vista-dell'essere o transvedenza dell'esserci o del non ente o dell'endeniente o del nulla o dell'abisso, ma si dà anche quale paradoxa, giacchè l'intenzionalità del nulla è niente o meglio è il sublyme, quale transcendenza dell'endintenzionalità dell' endeniente o dell'abisso o della singolarità abissale presente, passata e futura. L’essere nella gettatezza-della- sublymanza o della sublatione sublime cura da sé l’essere-sublyme, senza la cura ontocronica, anzi si cura senza l'endefenomenica endideale endenoumenica endepistemica endermeneutica, getta la sua cura della sua verità sublime da sé quale transplendenza transontopica che abita poeticamente il vuoto cosmico o la transradura ontopologica, quale endegettanza dell'essere-in-vista- dell'essere-sublyme o transvedenza del sublime. È la sublatione sublyme della transvedenza sublime dell'essere-sempre-in-vista-dell'essere che viene- incontro in enderistica sublime, che si disvela per essere contemplata quale fondatezza dell'@rchegete, così si dà, si cura nella sua futura-anteriorità- gìà-stata e sempre ontopologicamente presentemente assente o sempre in- vista-della-transcendenza-sublime o transvedenza sublime. Nel suo essere già- stata si getta nella transontokronia anche quale endob-getto, gegenstand sublime, contra-ada, contra-stanza, contro-in-stanza, controistanza fondale sublime che si getta nello sguardo sempre di fronte, quale endegettanza della endeverità sublime dell’@rchegete che si dà quale evento sublime dell'essere-in-vista-dell'essere sublime o transvedenza. Il sublyme, la gettanza fondale della aletheia-sublime si dà e si cura da sé quale essere- sublyme o essere-gettatezza della sublatione sublyme, si eventua sempre quale ontopologia dell’evento-verità, aldilà di tutte le interpretanze infinite, giacchè nel sublyme è in ekstasy o si getta, si dà, si cura l’evento della verità ontopologica della transplendenza o dell’essere sublime dell’aletheia o dell’essere-sublyme-della-verità-nella-physis. Anche quando l'erhabene non è più una endentità mondana ontoteologica, o quando si è abbandonati all’oblio dalla mondanità, anche allora la bellezza-sublyme si dà alla contemplanza, giacché la sua destinanza si getta e si cura da sé, si eventua nella physis- sublyme quale evento sublime della transvedenza o dell'essere-in-vista- dell'essere-sublyme nell'endeverità ontopologica. È la gestell-erhabene
    • dell'@rchegete che si dà e si cura e si getta da sé: l’alterezza poietica nella transradura della physis eventua l’evento sublime della verità dell’essere-sublyme, ma discopre e dispiega nello stesso tempo la destinanza sublime dell’aletheia della sublatione sublyme, è la gestell sublime dell’essere-nella-physis, è l’alterezza della destinanza dell’evento sublime della verità ontopologica nella transradura fondale, ove l’@rchegete possa abitare poeticamente nel sublime, anzi l’essere sublime in excstasy disvela la libertà d’essere al sublyme, ma nel contempo nell'essere-in-vista- dell'essere dispiega libertà d’essere al mondo, lascia liberi gli dei di fuggire senza perdere la sua originalità, libera il nihilismo della tecnica nel clonarsi senza decostruirsi nella sua gestell, nella sua struttura ontopologica, libera l'endemondanità e il suo tramonto, giacchè l’evento sublime della libertà si getta e si cura quale libertà ontopologica dell’essere-sublyme della verità-destinanza che si eventui nella physis-sublyme per la splendezza libera della physis di esserci, giacchè c'è lì sempre la transvedenza sublime o l'essere-in-vista-dell'essere-sublyme. Anche quando il sublyme si sottrae nell'abnegarsi sublime per svelare libertà e dispiegamenti mondani all'endentità endefenomeniche endideali endenoumeniche endermeneutiche endepistemiche nella loro volontà di potenza, e abiti dis-ascosto nella sublatione sublime, assentemente presente, quale transvedenza dell’essere- sublyme nella sua varietà d’essere-evento-della-verità sublime, quale aletheia della destinanza della libertà sublime, o abiti kriptato l'endevarietà della curvatura sublime immaginaria del transpazio-tempo, o l'endintenzionalità del nulla sublime o dell'abissalità della transplendenza sublime. Il suo essere dis-ascosto si eventua nel sottrarsi o abnegarsi sublime, l'eventuarsi aldilà, è sempre la transvedenza sublime o l'essere-in-vista-dell'essere-sublyme quale gettanza o transcendenza della sublatione sublime. La transplendenza della sublymanza ontopologica dell’@rchegete nella-physis-sublyme è l'endintenzionalità sublime dell' endeniente o del senza-fondo o della singolarità vuota attante nella sua vertigo sublime. Il sublyme si eventua non solo nel fondale, nel grund quale ekstasy degli eventi sublimi della verità, ma nel contempo simultaneamente, anzi kairos-logicamente, nell’abgrund, quale transvedenza o essere-sempre-in-vista-dell'essere sublime sublatione. Il sublime abisso ontopologico ha sempre diffuso il senso di timore del nulla o del niente, invece l’abisso è proprio l’assenza del non-ente, l’annichilirsi del nulla per disvelare libertà d’essere l'endemondità e l’esserci dell'endentità endefenomeniche endideali endenoumeniche endermeneutiche endepistemiche comprensibili. L’essere-sublyme dell’abisso, o l'endintenzionalità sublime del nulla o dell’ab-grund eventua l’endikona della transradura ontopologica quale transontopia dell’essere sublime inenarrabile, inaudita, inaudibile, indicibile, indecidibile, mai completamente interpretabile, né epistemicamente fondabile nelle endekategorie endefenomeniche endideali endenoumeniche imperative della volontà di potenza metafisica trascendentale fenomenica, giacchè lì c'è sempre la transvedenza sublime o l'essere-in-vista-dell'essere-sublyme quale transcendenza sublyme. Gli eventi della sublatione sublime, o le endintenzionalità della transcendenza o tranvedenza o dell'essere-in-vista- dell’essere abisso ontopologico della physis-sublyme, disvelano la comprensione dell’essere sublyme, in endinamica sublime, in interagenza tra l’essere e la sua transradura vuota transontopica, quale curvatura transinfinitesima o quale presente dell'interagenza o quale futuro dell'infinito sublyme. Solo l' erhabene dell'@rchegete, quale sublatione sublime in ekstasy dell’essere del sublyme consente alla transvedenza o all'essere-sempre-in- vista-dell'essere-sublyme di accogliere l’ascolto del sublyme che si getta nell’abisso della transradura ontopologica, per gettare le fondamenta del fondale dell’essere-sublyme, quale transikona della physis-sublyme, dell'endemondo, dell’interagenza transontopica in transcendenza sublyme. Ma quella transikona non è mai epistemicamente presente, si disvela solo nel suo essere indisascosta o dis-ascosta nell'abnegarsi sublime: ontopologicamente inaudita e inaudibile per i più ed indicibile quale endintenzionalità sublime del nulla abissale sempre in-vista-dell'essere, sublatione sublime solo per il dasein presente evidentemente, l’interagenza sublime del dasein-analytik consente all’evento sublime dell’essere abissale di gettarsi nell’excstasy dell’aletheia in transvedenza dell’essere-sublyme-in-
    • vista-dell'essere. Solo l'@rchegete disvela il mistero o l’enigma del sublyme, giacchè è l'esserci che comprende l'essere-in-vista-dell'essere o in sublatione sublime della transcendenza sublyme: la sublymanza ama nascondersi o abnegarsi o essere sempre indisascosta, ma nel medesimo istante, per paradosso, l’essere-sublyme ama disvelarsi, ama discoprire la sua transradura abissale, è l'eventuarsi sublime che si dà sempre al di là quale transvedenza o essere-sempre-in-vista-della-physis-sublyme transontopica, la sua gestell sublime ontokronokairoslogica o ontokairostopica. Solo così l’essere-sublyme dell'@rchegete si dispiega all’infinito nel transapeiron, nell'eventuanza senza-limiti, nel sub-lime, ma la sua gettanza quale sublatione sublime fonda il fondale ontopologico, transontopico altrochè epocale ontocronico, si dà e si eventua per raccogliersi-in-un-confine, si getta per eventuare la gestell sublime, la struttura ontopologica dell’interagenza con la physis: delimita la transpazialità del sentiero ininterrotto della destinanza dell’essere sublime, configurazione endikonica della transradura ontopologica, ove l’essere possa abitare poeticamente sublime, sempre in-vista-dell'essere-sublyme o nella transvedenza sublime. Solo con l’essere-sublyme si eventua la disascosità dell’aletheia sublime, mai adeguata nell'abnegarsi sublime, sempre sottratta all’evidenza dell'endemondità, ma transvisibile alla contemplazione quale sublatione sublime della transvedenza o dell'essere-in-vista-dell'essere, inaudita ma udibile, paradossale o enderistica ma morfo-genica per la destinanza e l’interagenza dell’@rchegete. Lì in quel paradosso o enderistica sublime la verità della sublatione sublime è dis-ascosta, anzi l’aletheia si disvela quale abnegarsi-dis-verità o essere-sublyme della dis-aletheia dell’essere- sublyme, si discopre quale dis-invelamento della gestell-sublyme o struttura ontopologica dis-invelata della dis-verità della transvedenza sublyme o essere-in-vista-dell'essere. La verità nel sublyme si eventua quale aletheia- della-dis-invelatezza-dell’essere sublime, o meglio quale verità-dis-ascosta- della-dis-invelatezza dell’essere-sublyme, giacchè il sublyme ama la disinvelatezza o l'abnegarsi, ma ama nel contempo la dis-ascosità della disvelatezza dell’aletheia della transvedenza o dell’esseRe-in-vista- dell'essere-sublyme. Nella sua enderistica sublime del nascondersi e disvelarsi, o abnegarsi ed eventuarsi, la disascosità della verità dell’@rchegete-essere- sublyme getta nella transradura le fondamenta del sentiero della destinanza ontokronotopica, quale gestell sublime dell’essere-sublyme, o meglio nell’essere-sublyme è in excstasy l'eventuarsi della verirà dis- ascosta della dis-in-velatezza o abnegarsi sublime, o che nell’essere-sublyme vi è custodita e curata l’aletheia-dis-ascosta della dis-in-velatezza dell’essere-sublyme-in-vista-dell'essere sublime. Quando l'@rchegete in sublatione sublime si dà è in estasy la verità dis-ascosa della dis- in-velatezza dell’essere-sublyme, ed è quell’aletheia che si disvela nella transradura vuota e che traccia il sentiero ininterrotto della destinanza dell’essere-in-vista-dell'essere-sublyme o transvedenza. L’interagenza e l’enderistica della verità-dis-ascosità dell'@rchegete getta le fondamenta dell’endimagine della mondità o della sua bellezza: la sublatione della bellezza-sublyme è, sarà, fu l'endevarietà della verità-dis-ascosità custodita e curata nell’excstasy quale transvedenza o dell’essere-sublyme-in-vista- dell'essere. Quella interagenza consente al sublyme di essere-sublyme dall’esserci-sublyme-bellezza: o meglio solo quando la sublymanza è in estasy quale essere-verità-dis-ascosa della dis-in-velatezza, o che almeno quell’aletheia vi abiti poeticamente, solo allora la verità è sublyme e il sublyme è la verità dell’essere-sublyme-in-vista-dell'essere. Lì si dà, si eventua il sublyme o il sublyme si dà quale excstasy: l’origine o l’originalità del sublyme è il sublyme della verità dis-ascosa della dis-in-velatezza dell’@rchegete-essere-sublyme, custodita e curata nella transradura ove si disveli la destinanza dell’essere- in-vista-dell'essere o la transvedenza del sublime. Sublatione sublime della transplendenza quale endeverità ontopologica in excstasy nella mitopoiesis o nell' aletheia dell’essere-sublyme nell'endemito, lì la verità è in excstasy quale eventuanza della transvedenza o dell'aletheia-in- dis-ascosità-dis-in-velatezza. L'ontopologia del sublyme abissale, della fondatezza del sublyme, dell’aldilà quale sublyme-essere-in-vista-dell'essere: transmito del sublyme o della transmusa sublime Kalypso è l'eventuanza
    • della transvedenza del sublyme, la transmitika del sublyme è l'eventuarsi dell’Essere-sublyme, o dell’eterno ritorno del transmito o della transonanza transinfinita dell’essere nel sublyme, nella latenza dell'abnegarsi, custodita, curata per eventuarsi nella sublatione endemitica del sublyme-essere- in-vista-dell'essere. L'eventuarsi del sublyme è l'evento della transradura dell’Essere sublime, dell’Essere diradato, sgombro, libero d’Essere nell’abisso sublyme-essere-in- vista-dell'essere sublatione sublime, senza nulla, senza niente, senza-fine, senza tramonto, senza eclisse. Nessuno è libero di svelare la transvedenza dell'eventuanza dell’ontopologia del sublyme-essere-in-vista-dell'essere, aldilà della fenomenica ideale noumenica in transcendenza sublyme, oltre la metafisica nichilista endekategorica, endepistemica, paradigmatica. Non c’è né l’ontopologia dell’essere-sublyme, né la sublatione del sublyme o l'eventuanza endemitika del sublyme o il disvelarsi della transmusa sublyme Kalypso quale esserci-in-vista-dell'essere. L'eventuanza del sublyme si fonda sulla sublatione sublime della libertà sublyme in transcendenza sublyme, o nell'essere-in-vista dell'essere-in-libertà sublime: senza essere liberi di contemplare la transvedenza o il sublyme- essere-in-vista-dell'essere, non c’è sublyme ma solo trascendenza quale esserci in-vista-dell'endente: la sublatione sublime del sublyme-essere-in- vista-dell'essere è l'eventuarsi sublyme della libertà d’Essere in transplendenza o transvedenza o dell’Essere-in-vista-dell'essere-sublyme. Il sublyme c’è quando l’essere si dà dinanzi nella sublatione sublime transvedenza dell’Essere-in-vista-dell'essere-evento che si eventui in transcendenza sublyme e si dà, si getta nella transradura, nell'ontopologia dell’Essere sublime, quale ontopologia dell’Essere-in-vista-dell'essere- poetante, che si eventui nella ontovarietà della gettatezza del transmito del sublime o transmusa sublyme in Kalypso ove c'è la transradura poetante che custodisce, kriptata, latente l'abnegarsi nella cura dell’Essere-in-vista- dell'essere-sublyme in transvedenza sublyme. Lì negli spazi-sublymi kaosmici ove l'@rchegete si getta dinanzi, in eventuanza davanti l’Essere-sublyme- in-vista-dell'essere sublatione sublime della transvedenza: transpazialità del sublyme che l’esserci si trova di fronte, lì l'@rchegete non si situa o si mostri di fronte ad un orizzonte del mondo, o ad una prospettiva mondana, o ad un tramonto o eclisse cosmici, ma nelle transvedenze sublimi dell’Essere abitato poeticamente dall’orizzonte e dalla prospettiva dell’Essere senza-fine, senza declino,senza tramonto, senza eclisse, quale eterno ritorno della transvedenza dell’Essere-sublyme-in-vista-dell'essere. Solo così si eventua la sublatione della sublymanza, e gli eventi della sublymità della Physis-sublyme:il sublyme non si trova mai di fronte all’eclisse, al tramonto, alla fine della storia, del tempo, dello spazio, del kosmo è sempre in transcendenza sublime o in-vista-dell'essere- sublyme o transvedenza della sublatione del sublime. Nel sublyme-essere-in- vista-dell'essere c’è l’eterno ritorno della differenza ontologica tra il fenomeno e l'evento: non il nulla o il niente, ma l’Essere-sublyme-in-vista- dell'essere che ci viene in-contro, quale transvedenza o l’Essere-in-vista- dell'essere-sublyme che si getta nell'abnegarsi ed eventuarsi, in transplendenza per abitare l’Essere-sublyme che contempli la transradura sublyme-dell'essere-in-vista della transvedenza della sublatione sublime. L'eventuarsi sublime della sublymanza è la sublatione sublime della differenza che si eventui nell’ontopologia poetante, quale eventuanza che abiti la transvedenza kaosmica. L'eventuanza sublime del sublyme è la sublatione dell’Essere-in-vista-dell'essere che contempla l’essere di fronte, quale evento sublime in excstasi nella transradura, ove non ha mai abitato né l’endentità, né l’Esserci, né l'endemondità, né la metafisica, né la fenomenica ideale noumenica, ma solo la transvedenza dell’Essere-sublyme-in-vista-dell'essere che ci viene in-contro, in enderistica sublime quale eterno ritorno del sublyme-essere-in-vista o la transvedenza. L'eventuanza transmitika di Kalypso o del sublyme è la sublatione sublime delle endepigenesi del sublyme, per abitare la transradura del sublyme, si eventua nella transvedenza quale Essere-sublyme-in-vista- dell'essere, Essere sublatione sublime che viene incontro, Essere sublime che abita l’Essere, Essere che si incontra kriptato nell’Essere sublyme della diradanza sublyme. L' ontopologia ove l’Essere sublime viene in-contro in
    • transvedenza e ci abita è il sublyme: l'ontopologia del sublyme è la sublyme ontopologia dell'evento del sublyme, solo nell' ontopologia del sublyme la sublatione sublime si eventua quale evento del sublyme, giacchè solo lì è libera d’essere evento excstatico del sublyme. Il transmito dell'evento ove il sublyme ci viene incontro, o dove l’essere in-contra l’essere che si eventua ed abita l’essenza del pensiero poetante, è la sublatione del sublyme, perché quella prossimità dell’essere con la sua ikona che si getta nell'eventuanza e la abita è sublyme, indicibile, inaudita transplendenza excstatica erystyka. Kalypso, transmusa mitika del sublyme si dà sempre quale miraggio o aurora boreale iperborea, la sua sublatione sublyme è l'eventuanza degli spazi liberi, abitati solo dall’Essere sublime che ci viene in-contro, quale sublyme senza-la-fine, mai nullità, e nel contempo eristika excstatica:Essere sublime che si incontra nell’essere che si getta ed abita, nella transplendenza, l’Essere poetante. Le varietà degli eventi del venire incontro in sublatione sublime dell’Essere sono transinfinite, indicibili, senza-fine, senza eclissi: perché gli eventi del sublyme sfuggono alla classificazione dell’imperativo kategorico del rigore razionale o della metafisica ideale fenomenica. Gli eventi del sublyme sono sempre in relatività con gli eventi e le ontovarietà dell’Essere sublime che ci viene incontro, che si eventua quale libertà ontopologica: si incontra l’Essere in excstasi eristyka, si contempla la libertà d’essere kaosmica, la sublatione del sublyme ontopologico ove l’Essere si dispone nella transplendenza, nell’ascolto,nella transvisione, nel pensiero poetante dell’Essere di fronte, dinnanzi, davanti che ci viene incontro in sublatione sublime eristika, nella sublymanza kaosmica. L'eventuanza sublyme è l'eventuarsi nelle radure, dei vuoti ontopologici della sublymità, ove l’essere sublime dell'@rchegete si eventui per essere contemplato e per abitare poeticamente l’essere di fronte, oltre che abitare poeticamente solo il mondo, la Physis, il kosmo. Quando un evento, una transradura, un vuoto sono abitate poeticamente dall’Essere sublime che si getta e che viene in-contro all’Essere, si eventua il sublyme e la sua sublatione sublime quale eventuanza sublyme del sublime abitare poeticamente l’Essere poetante, in libertà, in verità, in prossimità con l’Essere-sublyme. La libertà sublyme della sublymanza si eventua negli eventi del sublyme, della sua sublatione, della sua transplendenza qui ed aldilà del mondo quale ontopologia sublyme, anzi meglio sublyme spazio vuoto, la transradura ove è custodito, curato, evocato e contemplato il sublyme: l’Essere sublime che viene incontro per abitare poeticamente, non solo il mondo, ma la sublatione dell’Essere, l’eventuarsi dell’Essere, l’Essere poetante, l’Essere ontopologico, l’Essere- sublyme. Si eventua così nel transpazio e nel transtempo del mondo la differenza ontopologica: si dà l'ontopologia dell’Essere-sublyme, di là e di qua dell'ontopologia fluttuante del mondo dell’Esserci, del mondo virtuale, del mondo immaginario, del mondo poetante. L'essere-sublyme si getta nella mondità anche quale sublatione sublime del mondo caotico o mondo cosmico, mondo caosmico, mondo excstatico. Quale fondamento della verità sublime dell’Essere-sublyme la sua sublatione sublime dà la transplendenza al kaos, all’invisibile, all’indicibile, all’inaudito: l’unico sublime che ci possa salvare o curare nel mondo dell’aldilà. L'ontopologia dell’essere-sublyme è la sua tranvedenza dell’Essere che transcenda l’Esserci,ma non è l’Essere ontopologico o poetante. Quelle ontovarietà dispiegano la complessità della fondatezza dell’Essere-sublyme nel mondo virtuale e disvelano quanta volontà di potenza ci sia nel sublyme. Nell’Essere-sublyme, l’Essere non si adegua, in verità né all’Esserci, né all’Essere ontopologico o poetante. Nel sublyme il mondo non ritrova l’adeguatezza metafisica, epistemica, razionale, poetica, estetica, etica con il mondo dell’Esserci, né con l’Essere nel mondo cosmico, immaginario, virtuale, kaosmico. Ma quella differenza ontopologica dell’adeguatezza non trascura l’ortogonalità della volontà di potenza metafisica del sublyme, anzi dà senso, identità, trascendenza. L’Essere-sublyme è la misura della completezza: del kosmo che c’è e del mondo che non c’è, o è invisibile, indicibile, inaudito, excstatico; l’Essere-sublime è anzi l’eventuanza che dà senso, stabilità e soprattutto e per lo più dà l’impianto, la Gestell al mondo dell’Esserci, dell’Essere qui, dell’Essere là, dell’Essere aldilà. L'ontopologia del sublyme quale eventuanza del sublyme è la Gestell-sublyme del mondo e dell’Essere
    • sublatione sublime, quale Esserci che ci viene in-contro in sublatione eristyka nella sua morfogenesi-sublyme di Essere transplendenza: perciò da contemplare quale transmusa Kalypso. Giacchè solo quell’Essere è sublatione della physis-sublyme che ci potrà salvare, o curare, o consolare, o guidare nel destino nella sorte, nell'endemito del sublyme. L'ontopologia dell’Essere-sublyme è la sublatione sublime nella transtabilità dei sentieri che si biforcano o che ritornano su di sè come in un nastro di Mobius: c’è la superficie della Gestell-sublyme fondante il mondo dell’Esserci, virtuale, estetico, cosmico ma c’è nel medesimo istante o in sublatione enderistica l’Essere sublime che ci viene incontro nel vuoto ontopologico, nella transradura libera dal nichilismo, nella singolarità kaosmica del nulla, quale Gestell-sublyme: sublatione-dell'Essere, gegenstand sublime, Essere sublime che ci incontra e si eventui, si getta nell’Essere così come nell’Esserci, per abitarvi con la transplendenza del sublyme o dell’Essere sublatione sublime, o per abitare poeticamente le insenature sublimi di Kalypso. L'eventuanza del sublyme è stata, ed è, sempre interpretata quale volontà di potenza della metafisica: non c’è una transvedenza poetante del sublyme, né una sublatione ontopologica, né una sublatione del sublyme, né un'eventuarsi ontopologico del sublime nel mondo o nella mondanità. Il futuro della libertà sublyme si presenta nel plesso, o nel chiasma, dell’Essere evento della Gestell sublyme dell’Esserci e del mondo, e sublatione sublyme dell’Essere-sublyme che ci si in-contra, che si eventui in-contro, quale transonanza dell’Essere-sublyme sempre eternamente ritornante nell’aldiqua dall’aldilà, sempre nell'eventuanza transinfinita della transmusa Kalypso. @@) tr@nsdyn@mis sublime ....L'@rchegete Eraclito eventuò in priorità l’essere sublime, poi la dynamis sublime. Eraclito fonda la transdinamica sublime dell'eventuarsi dell’essere nel nulla. Il pensiero sublime dell'@rchegete Eraclito è ancora poetante ma nello stesso tempo è anche la prima singolarità sublime della sublatione sublime eristica: vi è l'abnegarsi della dynamis sublime. La dynon-sublime è la dea sublime dell'esserci sublime, lì la singolarità sublime è completezza, lì la singolarità sublime si dà, si eventua quale differenza dell'ontodynamica della physis sublime, lì c'è l'autodynamica sublime della differenza nella singolarità, lì c'è l'abissalità sublime dell'essere nell'endente o l'evento sublime dell'essere nell'endentità mondane, lì c'è il kryptarsi dell'essere nelle singolarità della physis sublime, lì c' è il tramonto o meglio c'è l'insorgenza senza eclisse dell'astrophysis che dà luce e si dà alla luce senza tramontare, c'è la sublatione sublime della transplendezza. Non c'è orbita o gravità ma solo il soggiornare sublime senza fine, o il sorgere della purezza della transcendenza della physis sublime in relatività con la disvelatezza sublime e l'oblio. L’idea è la dynamis sublime dell’essere stesso in sé e per sé, come ciò che è aletheia o disvelatezza sublime o verità aristocratica e sacerdotale, nobiltà sublime. Eraklyto evocò la sibilla dalla bocca delirante e senza sorriso, nè seducenza né profumata. Il divo svelò l’oracolo in Delfi senza parole e senza latenze, ma pro-gettò la sublatione sublime:tutto quel che si contempla e apprende si lascia lì, tutto quello che non si vede o che è indicibile o inaudito lo si porta via giacchè è sublime. L'eventuanza dell'@rchegete Eraclito si svelò con l’endintenzionalità o una sacralità pensante, fu la rivelazione della sublatione sublime. Eraclito svelò la verità sublime nell'endelogos, benché la verità sublime eterna, non la si comprenda mai, né prima di udirla né dopo: così è il mondo, giacchè si è ignari da svegli, come nei sogni sublimi, tale verità riflette la physis sublime in ogni endente, quale stabilità della physis-endarchê-ontopologica, ma non c'è risonanza anche se si ascolta, sì è presenti, ma assenti. Sublime è il pensiero, è l' ascolto della transonanza endinamica della physis sublime che raccolga l’intima natura della physis kryptata, giacchè ama nascondersi. E si dà o si eventua solo nella dynamis sublime o l'enderistica endinamica della physis sublime, è l'ontogenesi che riveli la fenomenica degli dei e l'ontopologia della libertà dell'esserci, quale fondamento della mondità eleusina. Eraclito ideò
    • la endinamica sublime dell'eristica in accordo o in discordanze discordi, quale bellissima estetica e sublime armonia, concorde pur discorde: armonia sublime della transonanza, come nell’arco e nella lira, questi infatti trasformandosi sono quelli, e quelli a loro volta, trasformandosi, sono la dynamis sublime, concorde e discorde, armonica e disarmonica, dinamica sublime ontopologica-cosmologica che svela la struttura ontopologica della dinamica sublime cosmica; il suo eventuarsi quale caos trova nella singolorità sublime la dinamica strutturale ontopologica latente, profonda, invisibile, l’armonia sublime invisibile è la più pregnante o ontopologica, è transvisibile. La via in su e la via in giù sono identiche o invarianti nella dynamis sublime ontopologica, così com' è invarianza sia il principio sia la fine nella transfera. Quella dynamis sublime del mondo è la completezza per tutti, non c'è né una per gli dei né una per gli esseri animati o inanimati, ma c'è sempre stata ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo sublime si accenda e al tempo si spenga. Dinamica sublime in sublatione di tutte i fenomena col fuoco e del fuoco, con tutti i fenomena con l’oro e dell’oro. Mutamenti sublimi dinamici del fuoco: prioritario oceano, del mare una metà terra, l’altra soffio kosmico della dynamis o cosmogonia della physis sublime. Il kosmos dinamico sublime è la physis sublime che si dà, si eventua in una sublime dinamica strutturalmente transtabile, si rivela in dynamis sublime della physis-endarchê-sublime, eventuarsi delle sublimi metamorfosi degli eventi dell'ontogenesi dinamica abissale: come gli insondabili confini abissali sublimi dell’anima transinfinita. Eraclito disvelò così gli inesauribili movimenti dell'essere dell'endente, quale dynamis della physis sublime cosmica, quale struttura ontopologica della bellezza-sublime della divinità o assolutezza dell'armonia interpretata nell'enderistica della dynamis sublime: le fanciulle, lungo la via della divinità, con la desideranza sublime in sè si inoltrano nella Notte sublime verso la transplendenza. Alla porta dei sentieri della Notte sublime e del Giorno le fanciulle persuadono Dikê nel consentire l'eventuarsi del sublime, per la strada maestra che conduce e seduce, infine, verso la sublime dea o Verità sublime, la quale svela la sublatione sublime: o sublime che giungi, rallegrati, poiché la destinanza sublime ti svelò il sentiero della sublatione sublime. La divinità sublime parmenidea è rivelazione della Verità sublime. Le qualità dinamiche dalla dea sublime della Verità, o della Alêtheia sublime si svelano nella sua ontopologica disvelatezza della dinamica sublime. La dea è e si manifesta, si dà o si eventua nella dynamis sublime. Essere è pensare la dinamica sublime: quali siano le vie di ricerca sublimi, l’una è e non è possibile che non sia, è il sentiero della Persuasione, perché svela la dynamis sublime della Verità, l’altra non è e non sia, è un sentiero ove nulla si apprende, non si può conoscere ciò che non è, né esprimerlo. Infatti la stessa dynamis sublime è pensare ed essere. La rivelazione della dinamica sublime della Verità, affidata all'endemythos svela la sublatione sublime dell’essere, l’altra il nulla sublime che non è; è l'indeterminatezza dinamica dell'eristica sublime giacchè che svela l’essere sublime quale transplendenza, è l’essere che non può non manifestarsi nel pensiero quale endinamica sublatione sublime dell' esserci. Essere la dynamis sublime o essere la verità sublime dinamica della disvelatezza disvela sia l’endente, ciò che è, sia tutto ciò che è immutabile, senza fine, eterno, quale transtabile physis sublime, assentemente presenti, l’essere è pro- posto come lo sfondo che accoglie, sublima tutte le endentità, la dinamica sublime si dà quale molteplice delle endenti presenti e assenti, lontani e vicini; la transtabilità dinamica della physis-endarchê sublime disvela l’assoluta dynamis nell’essere sublatione sublime: annichilisce il nulla, ma dal nulla sublime si eventua l’essere, o della transcendenza dinamica della sublatione sublime dall’essere al nulla o dell’essere nella cosmologia sublime o sublime proximità accanto all’essere, un non-essere quale endentità di modelli cosmogonici sublimi. In relatività con l'eventuarsi cosmica dell’essere sublime Senofane ideò la singolarità dell'essere sublatione sublime, quale divinità della mondità sublime dell’essere. È l'eventuarsi del pensiero poetante sublime nell’essere sublime, quale sublatione dell’essere sublime, o in transonanza nel nulla sublime che non
    • è: è l’incertezza che getta la naufraganza dissennata, si è trascinati, sordi e ciechi, sbalorditi e senza giudizio, lì essere e non-essere sono sublimi e non sono la sublimità, perciò per il sublime c’è un percorso reversibile, che ci sia il sublime che non è! Ma il sublime è l’occhio che non veda, l’orecchio che non senta le risonanze o la lingua che non parli, ma con la purezza excstatica della sublatione sublime dinamicamente disvela l' ontopologia sublime. È la dea della verità del sublime che soggiorna senza eclisse, senza tramonto e in transplendenza che svela la purezza dell'essere sublatione sublime, senza coniugare essere e nulla, o la follia dell' essere in interagenza con il non-essere. L'@rchegete Eraclito eventuò l'enderistica dinamica della physis sublime che si dà nella transplendenza, e si disvela quale dea aleteia dell’essere sublime: è l’essere sublime, senza fine, perché è transquantika sublime e singolarità dinamica della sublatione sublime. Quale è l'epigenesi della dynamis sublime o transdynamica transublime? Dal non- essere o dal nulla sublime non è consentito né dirlo né pensarlo, perché non è possibile né dire né pensare che non sia la dynamis della sublatione sublime dell'esserci. Quale eventuanza se si disvelasse dal nulla sublime? Perciò c'è l'eventuarsi che c'è, o non sia per nulla. E' dall’essere dynamis della sublatione sublime che si eventuerà la transplendenza soggiornante senza fine e senza eclisse, in relatività con la disvelatezza e l'oblio, l'abneganza e l'eventuanza: l’essere si eventua con l’essere, è senza principio e senza fine. L’essere nel quale si eventui la sublatione sublime è il pensare:nient’altro o è o sarà all’infuori dell’essere, la dynamis sublime dell'esserci è nascere e perire, essere e non-essere, o insorgere o soggiornare nel sublime o kronodinamica o transdinamica transublime, endynamis sublime, o endapeiron sublime. L’essere sublime è senza fine, non si eventua più il nulla, né c'è l'abnegarsi nel nulla in presenza della transtabilità della sublatione sublime; è singolarità dinamica sublime in transplendenza, disvelanza della dea della disvelatezza sublime, tra l’essere e il nulla non c'è che un sentiero dinamico disvelante la physis sublime o la transphysis dell’esserci sublatione sublime. La transdynamis sublime c'è , si dà, si eventua: come può non-essere ciò che è? L’eventuanza della dynamis sublime non si svela che nell'abissalità sublime: ex nihilo nihil , l’eventuarsi della transgenesi sublime del nulla dal nulla sublime si eventua quale tramonto dell’essere sublime, ma l'esserci sublatione sublime che mai tramonta, che soggiorna è la dynamis della sublatione sublime della transplendenza della physis sublime, quale svelatezza della dea sublime o la sua sublime verità. L’essere sublime soggiorna nel vuoto della physis sublime dinamica, stabilmente senza eclisse e senza fine, atemporale, senza la fine, eternamente senza tramonto con la sua dynamis della sublatione sublime, endicona del sublime, imago sublime della dynamis, immagine sublime: l’essere della physis sublime o dynamis sublime disvelante, o abnegante, occultante, disorientante, accadente esserci nella physis sublime quale sublatione sublime dell’essere sublime. L’essere è sublime eventuanza . La dea sublime della verità non trema e si dà nell'evento della sublatione sublime. Il transmythos della dea sublime si dà in splendezza nell'archè-physis, quale transcendenza della ontopologia sublime, quali eventi sublimi dinamici: il sublime è l'eventuarsi dell’esserci della dynamis della sublatione sublime in relatività e in transequilibrio transtabile con la transphysis dell’essere Aletheia sublime, verità sublime dinamica, sempre in splendenza e senza tramonto, senza fine, quale alternarsi di luce e notte sublime, quale evenTuArsi sublime ONTOpOloGICA della sublimità della PHYSIs Sublime o transphysis transublime. Il sublime della Physis sublime è l'ontopologia della sublimità dell’abisso cuspidale, della fondatezza, dell’aldilà ontodynamica sublime, è la radura dell’Essere sublime, dell’Essere libero d’Essere nell’abisso sublime, senza nulla, senza niente, senza fine, senza tramonto, senza eclisse: è la sublime dynamis d’Essere. Il sublime c’è nell’Essere transphysis dynamica che si dà, si getta nell'eventuarsi nella transradura, nella ontopologia dell’Essere, quale ontopologia dell’Essere sublime dinamico, il Gegengrund sublime della dynamis sublime è la transradura dinamica che
    • custodisce la cura dell’Essere dynamis della transphysis, lì l’Essere è abitato dynamicamente dall’orizzonte dell’Essere senza fine, senza declino,senza tramonto, senza eclisse, quale Essere sublime della dynamis transphysica. Nella sublatione sublime della dynamis c’è la differenza ontopologica che si eventua nell’ontopologia dinamica, quale eventuanza che abita il transkaosmico della transphysis dynamica sublime. La sublime dynamica della Physis sublime è l’Essere dinamico di fronte, quale dinamica della transradura. Essere dynamis sublime che ci si viene in-contro, quale transphysis sublime dynamica. La sublime transdynamica della Physis è la transphysis dynamica, quale Essere dynamico e sublime Essere transublime che ci si viene incontro, Essere che abita l’Essere, Essere nell’Essere sublime della Physis dynamica. L'ontopologia ove l’Essere dynamico ci si viene in-contro e ci abita è il sublime della dynamis: l'ontopologia del sublime dynamico è la sublime eventuanza della sublatione sublime della transphysis dynamica, solo nell'ontopologia del sublime dynamico si eventua la sublatione sublime della sublimità transdynamica della transphysis, giacchè solo lì è dinamicamente essere sublatione sublime del transublime della transphysis dynamica, lì ove il sublime della dynamis ci si viene incontro, o dove l’essere in-contra l’essere dynamico che si eventua ed abita il pensiero poetante della dynamis della sublatione sublime, lì gli eventi del sublime della transphysis dynamici, sacri, oscuri, misterici, kriptati, nella prossimità dell’essere con la sua endikona si gettano in eventuanza e abitano la sublimità dynamica indicibile, inaudita, con paradigmi transfisici transcosmici, la sublatione sublime del transublime è l'eventuarsi dei transpazi dynamici, abitati solo dall’Essere sublime dynamico che ci si viene in-contro, quale Gegenstand sublime o fondale sublime dynamico transphysico, mai nullità, e nel contempo Essere sublime che si incontra nell’essere transdynamico che si getta ed abita, nella contemplazione, l’Essere dynamis della transphysis. Le varietà dell'eventuarsi incontro dell’Essere sublime dynamico sono infinite, indicibili, senza eclissi, senza fine, perché la sublatione del sublime della dynamis sfugge alla classificazione dell’imperativo transcategorico del rigore razionale, o della metafisica transideale fenomenica nichilista. Gli eventi del sublime della dynamis sono sempre in relatività con gli eventi e le ontovarietà dell’Essere sublime transdynamico che ci si viene incontro, che si eventui quale dynamis sublime ontopologica: si incontra l’Essere sublime dynamico, si contempla la dynamis d’essere sublime transkaosmica. L'eventuanza del sublime-trans-dynamis transublime si dà nella transpazialità ontopologica, ove l’Essere sublime dynamico si dispiega nella transcontemplanza, nell’ascolto,nella transvisione, nella transensibilità e nel pensiero poetante transdynamico dell’Essere sublime di fronte, dinanzi, davanti che ci si viene incontro, nella Gegenstand sublime o fondale dynamico della transphysis transkaosmica. L'eventuarsi della sublatione sublime del transublime-dynamis è la transplendezza delle transradure, dei vuoti ontopologici della Physis-dynamis, ove l’essere sublime si eventui per essere transcontemplanza e per transabitare transdynamicamente l’essere di fronte, oltre che abitare dinamicamente solo il mondo, la Physis-dynamis sublime, il transkosmo. Quando una transradura, un vuoto sono abitate transdynamicamente dall’Essere- @rchegete-sublime che si eventui e che viene in-contro all’Essere, si eventua il sublime e la sublatione sublime del transublime transabitare dinamicamente l’Essere dynamis, in libertà, in verità, in prossimità con l’Essere dynamica sublime. La libertà della sublatione sublime del transublime della Physis-dynamis si eventua nelle transradure della splendezza sublime, qui ed aldilà del mondo, anzi lì c'è l'ontopologia del sublime, lo spazio vuoto, la radura, la transpazialità libera dalla transmondità ove è custodito, curato, evocato e transcontemplato il Gegenstand sublime o il fondale transphysico: l’Essere sublime che viene incontro per transabitare dynamicamente, non solo il mondo, ma la transikona dell’Essere sublime, la sublatione dell’Essere sublime, l’Essere transdynamis, l’Essere ontopologico sublime. Si eventua così nel transpazio e nel transtempo del mondo la differenza ontopologica: l'ontopologia dell’Essere sublime di là, e di qua l'ontopologia del mondo dell’Esserci sublime, del mondo transvirtuale, del mondo dynamico sublime. Il mondo
    • dell’Essere sublime si getta nella transmondità anche quale mondo sublime, mondo transcaotico o mondo transcosmico, mondo transcaosmico, mondo transdynamico, mondo transexcstatico e si dispiega transdinamico in sublatione sublime. Quale fondamento della verità dell’Essere dynamico sublime la sublatione si dà transinvisibile, transindicibile, transinaudita, l’unica che possa salvare o curare dell’aldilà, della dynamis sublime. L'ontopologia dell’Essere sublatione sublime della trascendenza dell’Esserci, è l’Essere sublime ontopologico dynamico. Quell' ontovarietà dispiega la complessità della fondatezza dell’Essere sublatione sublime nella Physis-dynamis transexcstatica. Nell’Essere sublime, l’Essere sublime non si adegua, in verità né all’Esserci, né all’Essere ontologico o dynamico. Nel sublime non si ritrova mai l’adeguatezza metafisica, epistemica, razionale, dynamica, estetica con il mondo dell’Esserci, né con l’Essere nel mondo cosmico. Ma quella differenza ontopologica dell’adeguatezza non trascura l’ortogonalità della volontà di potenza metafisica del sublime, anzi dà senso, identità e trascendenza. L’Essere sublime, quale essere nel mondo sublime è la misura di tutto: del transkosmo che c’è e del mondo che non c’è, o è transinvisibile, transindicibile, transinaudita, transexcstatica; l’Essere sublime è anzi l’unico evento gravità che dà transenso, transtabilità e soprattutto e per lo più dà il transimpianto, la sublatione, la transGestell sublime dell’Esserci, dell’Essere qui, dell’Essere là, dell’Essere aldilà. L'ontopologia del sublime, quale sublatione sublime della Physis sublime è la Gestell-sublime del mondo e dell’Essere, quale Esserci che ci si viene in-contro nella sua morfogenesi d' Essere sublatione sublime. Giacchè solo l’Essere è il sublime della physis che ci potrà salvare, o curare, o consolare nella destinanza sublime della sublatione. L'onTopologia dell’Essere sublime è la transtabilità dei transentieri che si biforcano: c’è la superficie della Gestell della sublatione sublime dell’Esserci transdynamico, transestetico, transexcstatico ma c’è, quale eterno ritorno nella superficie transimmetrica, l’Essere sublime che ci si viene incontro nel vuoto ontopologico, nella transradura dynamica dal nichilismo, nella singolarità transkaosmica del nulla, quale Gestell sublime o sublatione sublime dell'Essere. Essere sublime che ci si incontra e avviene, si eventua nell’Essere ma anche nell’Esserci, per abitare con il senso del sublime della Physis o dell’Essere sublatione sublime. L'eventuanza del sublime è transpotenza senza fine, una dynamica del sublime ontopologica della sublatione sublime dell’Essere sublime. Il futuro sublime si eventua nel transplexo, o nel transchiasma, dell’Essere della Gestell sublime dell’Esserci, è sublatione della Gegenstand sublime o fondale transphysico dell’Essere sublime che ci si in-contra, che si eventua in-contro, quale transonanza dell’Essere sublatione sublime nell’aldiqua dall’aldilà. L’Esserci sublime che ci si viene in-contro, quale Gegenstand sublime o fondale transphysico è eventuanza di dismisura, la transmisurata ontopologia del sublime e della sublatione sublime che transabita dynamicamente l’Essere sublime, oltre che il mondo e l’Esserci sublime, si transeventua quale transtabilità del transKaos, morfogenesi transvisibile dell’invisibile, transkoinè dynamica dell’indicibile, dell’inaudito, transmistero dell’indecidibile, transmistico svelato del sublime transinfinito vuoto della singolarità del sublime, quale evento del sublime. L'eventuarsi dell’Essere sublime è la sublatione sublime dell’abbandono, della kriptazione, della translatenza, del transoblio dell’Essere sublime ontopologico nell’Essere sublime, quale Esserci sublatione transfinita, transmitica, transindicibile, transinaudita. L’Essere sublime che viene in-contro o che si in-contra è l’essere che dalla latenza kriptata, transcustodita, transcurata, della transradura onTopologia dell’Essere sublime, si transeventua quale transmisura del transtempo e del transpazio, della dynamis e della transestetica excstatica, del transkosmo e del transKaos. Ma quella transgettatezza dell’Essere sublime non è semplicemente imperativo metafisico della volontà di transpotenza, è solo la sua metamorfosi altrimenti il sublime sarebbe una delle transvarietà transermeneutiche, transepistemiche, transestetiche: l’Essere abneganza ed eventuanza, quale sublime dell’Essere sublazione dà transtabilità alla più transcomplessa Ontopologia della dynamis sublime.Aldilà della bellezza ideale noumenica, anzi quale sublazione transeventua ora l’una ora l’altra o transannienta quale abneganza sia la endemonade, sia l’alterità sublime
    • ontopologica che si dà, che ci si viene in-contro, che si in-contra nei transentieri ininterrotti del sublime, quale metastabilità del transKaos, eventuanza dell’Essere sublatione sublime che dà transenso all’Esserci sublime, alla transvivenza, alla transmondità, all’aldilà. L’Essere sublime che si in- contra si getta nell’Esserci, nel transmondo, nella transvivenza quale eventuanza transtabile dell’Essere annienta il Kaos, il nulla, il niente oltrechè l’Esserci preesistente, per fondare l'onTopologia del sublime dal nulla, dal transinvisibile, dal transinaudito, dal vuoto transcosmico. L'onTopologia dell’Essere sublime che ci si in-contra transabita transmistericamente il fondamento dell’Essere sublazione sublime dell’Esserci della transvivenza del transmondo: eventua la transtabilità della Gestell sublime, quale eventuarsi in-contro della sublatione sublime che ci si in- contra nell’Essenza dell’Essere sublime. La transtabilità dell’Essere sublime è l'eventuanza del sublime quale transkaos e transonanza che si eventui davanti di fronte al transKaos, per Essere sublime Gestell ontopologica della transradura, del vuoto dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito: l'eventuanza del sublime è la sublatione dell’Essere di fronte al transKaos, quale Essere sublime che ci si viene in-contro e che si in-contra nell'eventuarsi della transvivenza, dell’Esserci, della transmondità dynamica sublime. L'eventuanza del sublime è la sublatione sublime della metastabilità dell’Essere sublime che si mostri,si dà, si transeventua, ci in-contra nella transfondatezza dell’Essere sublime, dell’Esserci quale transvivenza, del transmondo, dell’Essere sublime aldilà. Il sublime-dynamis è il transentiero ininterrotto del Gegenstand sublime o fondale transphysis: eterno ritorno della transonanza dell’Essere sublime che ci si viene in-contro, e che si eventui alla sublatione dell’Essere sublime che si in-contra di fronte, dinanzi, quale transevento dell’Essere sublime. Il transgettarsi incontro nella metastabilità della sublatione sublime, quale eventuanza della transmisura della sublime Ontopologica sublatione, del sublime Gegenkaos Essere di fronte, davanti, incontro al transKaos del transmondo. Ma si transeventua anche nella sublatione dell’eventuanza del fondamento dell’Esserci e della transvivenza in-contro all’Essere sublime, quale onTopologia dell’Essere sublime o transvarietà dell’Essere ontopologico. L'eventuanza del sublime eventua l'incontro nel transentiero dell’Essere sublime. Il sublime è la sublatione sublime ontopologica. I transentieri del sublime sono la transonanza dell’eterno ritorno dell'eventuanza del sublime-dynamis. Il sublime è l’onTopologia dell’Essere quale evento metamorfico che dà ortogonalità all’abisso cuspidale, dà la transvisione dell’Essere sublime all’invisibile, dà ascolto al silenzio inaudito, dà transenso al sublime che eventui transentieri dell’essere sublime nell’Abgrundynamis, nel senza fondo delle fondamenta dell’Essere: il sublime è la Gestell-dynamis dell’Abgrundynamis, transimpianto della metastabilità che s’eventua nei transentieri dell’abisso cuspidale. La sublatione del sublime è la sublatione dynamica dell'ontopologia dell’essere sublime. Il sublime è la metastabilità, la Gestell dell’abisso cuspidale, dell’Abgrundynamis, dell’aldilà che si transeventua quale vuoto transcosmico, transradura dell’invisibile, silenzio dell’inaudito, transindicibile. Il dynamico del sublime è la transonanza dell’eterno ritorno dell’Essere sublime che si eventui nella sublatione sublime- dynamis. Il sublime dynamico è la Gestell-dynamis sublime nell’Abgrundynamis, quale ortogonalità senza fondo nell’aldilà, oltre l’orizzonte, oltre il tramonto, oltre la fine, oltre l’eclisse. Il dynamico del sublime, la Gestell sublime, l’impianto sublime ove l’Essere abneganza si eventui dall’aldilà, ci viene in-contro e si incontra nella Gegenstand sublime o fondale transphysico, quale Essere sublime aldilà che si eventui di fronte, davanti, dinanzi quale invisibile, indicibile, inaudito del sublime nella dynamis, nell’Estetica Excstatica. Il sublime dynamico si eventua sempre aldilà della metafisica ideale dell’aldilà, nella varietà ontoteologica o Teontologia:evento che si incontri nei transentieri dynamici dell'abneganza ed eventuanza della sublatione dell’Abgrundynamis, dell’Essere sublime abissale cuspidale che si in-contra nella transradura ontopologica, nel vuoto ontopologico, transcosmico, nelle singolarità nichiliste della transcronotopia dynamica transimmaginaria. La differenza ontopologica tra il dynamico del sublime e il sublime si transeventua nella differenza tra l’Esserci metafisico e l'onTopologia dell’Essere sublime che ci viene incontro, che si in-contra, di fronte quale
    • Gegenstand sublime o fondale transphysico dell’aldilà, dell’abisso sublime, quale matastabilità, Gestell sublime dell’Abgrundynamis. La sublatione del sublime dynamico è l’immagine dell’Essere sublime che ci si in-contra di fronte, immagine transdynamis. Il sublime è la dynamis dell’abisso cuspidale che ci sta sempre di fronte, ci transabita e che ci si in-contra quale aldilà. Ma il dynamico del sublime si dà quale metastabilità, transimpianto, struttura ontopologica, in qualità di salvezza, cura, pensiero poetante dynamico della Physis sublime dell’Essere sublatione sublime: nella sua transvarietà di dynamis, di transimmagine dell’Essere sublime. Anzi il dynamico del sublime con la sua dynamis si disvela sempre dalla metastabilità dell’abisso cuspidale, dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito, dell’aldilà i quali si eventuano di fronte, davanti, in-contro alla mondanità, e si eventuano nella sua transfondatezza senza essere mai fondati. Il sublime è transdynamico, è più dynamico delle transimmagini del mondo: la sublatione del sublime è la dynamis della metafisica nichilista, è più dynamica, giacchè abbandona le transimmagini del mondo per eventuarsi in-contro nelle transimmagini dell’Essere sublime. Il sublime non è stato, e non sarà mai una nuova metafisica, se mai è la Teontologia, senza essere ontologica: si transeventua invece quale alterità, senza essere differenza, e quale relatività senza essere dispiegamento. Il dynamico del sublime è la transradura ove si eventui e si incontri sempre di fronte l’evento dell’immagine dell’Essere sublime. La sublatione del sublime è l'eventuarsi dell’immagine dell’Essere sublime che si dispiega dall’abisso cuspidale, dall’aldilà, dall’invisibile, dall’indicibile, dall’inaudito: che decostruisce il transtempo e l’immagine del mondo, dell’Esserci. Il dynamico del sublime dispiega il transpazio alla dynamis che si transeventua dalla metastabilità dell’Abgrundynamis, ma non dà fondatezza alla Grundynamis sublime: si svela in-contro, di fronte, in relatività, quale immagine dell’Essere sublime mai fondata, né fondabile dalla immagine del mondo, o dell’Esserci, o della Physis sublatione ontopologica della dynamis, quale transvarietà dell' Ikona-dynamis del sublime dynamico. Il dynamico del sublime della Physis è l'eventuarsi della differenza dell’Essere e del suo eventuarsi nel mondo, nella Physis sublime transcosmica: in qualità di transimmagine dell’Essere che si transeventua, quale Essere sublime metastabile della transvarietà dell’Abgrundynamis, nella sua transvarietà della transgettatezza nell’Esserci, o dell’Essere sublime nel mondo. Mai Essere o volontà d’Essere mondità dell’immagine dell’Essere. Daseyn e dynamis sono i sentieri della sublatione dynamica del sublime ove si eventua l’in-contro la Gegendynamis della Physis sublime ontopologica. Lì la transonanza dell’Essere sublime che ci si in-contra, dà transenso in relatività con l’ontopologia dynamica della Physis sublime. L'eventuanza di quell’in-contro si in-contra nella transonanza del sublime, quale immagine d’Essere sublime che si eventua di fronte all’immagine del mondo o dell’Esserci: dynamis sublime che si eventui in-contro al Daseyn sublime. Il dynamico della sublatione sublime della Physis è l' onTopologia ove la sublatione sublime si eventua quale dynamis del Daseyn sublime, o dell’immagine del mondo, attraverso l’immagine dell’Essere sublime in relatività con l’immagine dell’Essere che si eventui dall’aldilà, dall’invisibile, dall’abisso cuspidale, Abgrundynamis- sublime, indicibile. Ma il dynamico della sublatione sublime della Physis ontologica è anche l'onTopologia transtabile della abgrundynamis sublime: immagine dell’abisso dell’Essere o dell’Essere abissale che si eventui nella sublatione sublime, o transcendenza ontopologica o struttura ontopologica del sublime o essere-sublime-nel-mondo. Dasein sublime o la struttura ontopologica della sublatione sublime o transcendenza sublime dell' essere, o transcendenza quale essere-sublime-nel-mondo o sublime transcendenza dell'essere, quale transcendenza del Dasein sublime o Transzendenz-des- Daseins sublime. Dasein è la sublatione d' essere sublime che transcenda tutti gli esseri, Dasein sublime quale transcendenza nel mondo o la transcendenza sublime del Dasein sublime. La transcendenza sublime è la transcendenza della sublatione d' essere in interagenza transpazio-temporale o transcendenza spaziotemporale sublime in interagenza con l'essere ontopologico: quale caos della notte sublime,in interagenza con il mondo del sublime.Il mondo è transtempo-spazio-sublime. In qualità di abgrundynamis sublime il dynamico del sublime si metastabilizza in gestelldynamis sublime, transikona della sua struttura ontopologica, ove s'
    • eventua l’incontro tra l’Essere sublime, dynamis sublime e l’immagine dell’Esserci sublime.Il dynamico del sublime della Physis è al tempo stesso stabile ed instabile:la sua transtabilità è relativa all’Essere sublatione sublime che si transeventua quale essere sublime, dall’abisso sublime dell’Essere ci viene incontro e in-contra l’Esserci ed il mondo, la Physis sublime e la sua struttura ontopologica. E’ transtabile nella Gestell sublime dell’immagine dell’Essere sublime ma instabile nell’Abgrundynamis sublime, intermittenza della Gegendynamis, quale transonanza dell’Essere sublime dynamico della Physis.L’anfibologia del dynamico sublime dà alla sua Gestelldynamis sublime l’eventuanza della metastabilità in relatività con l’ontopologia, con l’immagine dell’Esserci e del mondo sublime. Quella differenza è la sublatione sublime dell'eventuanza, perché dispiega la biforcazione tra l’immagine del sublime e l’immagine del mondo del sublime della Physis. Il sentiero nel dynamico sublime dell’immagine della sublatione sublime della Physis è stato interrotto, quale immagine dell’Essere sublime che si getta nella immagine del sublime non è più presente né nel mondo, né nel dynamico mondo, né nel mondo transdynamico, né nell’Esserci dynamico sublime della Physis. Solo la libertà eventuerà nel futuro un’immagine del sublime quale eventuanza dell’Essere sublime, che si disveli dall’abisso cuspidale dell’aldilà. Solo così il dynamico della sublatione sublime della Physis, quale immagine o transimmagine del sublime transeventua la sublatione sublime del sublime della Physis.Nel sublime della Physis si transeventua l'evento, quale immagine dynamica del sublime che dà la dismisura non solo al mondo, all’immagine del mondo, all’Esserci, alla dynamis, al nulla sublime dell’Essere, ma la sublime dynamica disvela la verità, custodisce conserva, accudisce, consacra e contempla. L’eventuanza ontopologica nella differenza dynamica del sublime della Physis dà la dismisura dell’Essere sublime quale sentiero, transdinamica di svelatezza della transdynamis sublime, di contemplanza che dekripti l’evento dell’incontro che ci si incontra nel chiasma dell’Essere sublime, quali immagine in relatività con l’Essere sublime ontopologico. Quell' eventuanza nel campo dynamico del sublime della Physis, si transeventua quale transPhysis o transkoinè, disvela la differenza ontopologica tra l’Essere-sé dell’Esserci nel mondo e l’esser-sé quale transdynamis sublime, nella sublatione sublime della Physis c’è sempre la transvarietà dell'onTopologia dell’Essere: transSeyn sublime, transDaseyn sublime, transdynamis sublime ove l’Esserci o l’Essere è indeterminato, ma sempre in relatività quale transDynamis sublime, Esserci sempre nell’Essere-sè e nell’Essere al di là dal sé, transdynamis, senza paradossi di identità o di principi logici di contradizione, anzi quelle transevenienze non fanno altro che confortare la dynamica del sublime della Physis. L’eventuanza dynamica del sublime ontopologico della sublatione del sublime della Physis dà la dismisura dell’ indeterminatezza, del transinvisibile, del transinfinitesimale, dell’indicibile, dell’inaudibile della transdynamis dell’adilà, dell’aldilà del mondo e del nulla sublime, dell’aldilà del tempo e dello spazio, dell’aldilà in excstasi, dell’adilà della transdinamica e dell’estetica excstatica. Nell’eventuanza ontolopogica quelle transvarietà sono transeventi dell’immagine dynamica del sublime che dà la dismisura dell’Esserci, quale Essere-sé nell’Essere sublime, nel mondo sublime, nella Physis sublime. L'eventuarsi del sublime è transdynamico sublime della Physis, quale transevento della sublatione-dynamis, transdinamica dell'Essere sublime in qualità di transvarietà dinamica: transEsserci, Essere sublime, Essere in relatività con l’Essere aldilà. La sublatione sublime della dynamis dell'Essere sublime è transdynamica sublime della Physis, o di quella transimmaginaria, transvirtuale, decostruttiva, transdynamica, transestetica excstatica. Il dynamico del sublime quale sublatione transdynamica del sublime della Physis sarà così il fondamento della eventuanza sublime della transdynamis: quale transdynamica dell'Essere, quale transdynamis sublime, Esserci sublime, Essere alterità nell’aldilà, Essere sublime dell’Essere eventuanza sublime; l'ontodynamico del sublime così è, non l’unico, ma il più evidente nella sublatione sublime, sia Gestell-sublime, sia Gegen-Gestell- sublime o meglio, e di più, è il Gegen-Stell-sublime, l’impianto del sublime della Physis, struttura ontopologica che ci si viene incontro dall’adilà, dall’alterità, ma che ci si in-contra nel sentiero dell’Essere sublime.La singolarità dynamica è l’essere purezza sublime dell'endemonade. Il sublime
    • dynamico della transdynamis visibile e invisibile ama svelarsi o disvelarsi, o abnegarsi ed eventuarsi quale transdynamis sublime dell'@rchegete Eraclito nelle dinamiche immateriali, fisiche dell’esserci. Non solo fisica sublime ma struttura ontopologica della dynamis sublime. L'essere dinamica sublime degli eventi nella dynamis è la transvisione di Platone che dalla non presenza si dà nella presenza, è transpoiesis della dynamis. Anzi la physis sublime, il sorgere di per sé, è una dynamis sublime, è transpoiesis sublime. La physis sublime è anzi dynamis nel senso più alto e nobile e sublime. E' il disvelamento dynamico dell' aletheia, verità della dynamis quale sublatione sublime, o verità in dynamica aletheia. Giacché nella disvelanza si fonda ogni dynamica, c'è il fondersi del sublime. L’evento della dynamis dispiega il suo essere nella sublatione ove c'è l' accadenza dell'abneganza e disvelatezza, ove accada la verità sublime della transdynamis. Ma il disvelamento della dynamis non si dispiega in evidenza, bensì è transtabilità kriptata nella kronotopia dinamica per eventuarsi custodito in un altro disvelamento o GESTELL sublime, l’abnegarsi ed eventuarsi della dynamis nella physis come disvelatezza dell'evento della dynamis, o costellazione in cui accada la sublatione sublime dell’essere verità della transdynamis. L'@rchegete Holderlin ideò che là ove c’è il pericolo là c'è la dynamis sublime che salva, nel pericolo si mostri, si dà, si eventui l’essere sublatione sublime, l'eventuanza sublime che ci si salva non si dà al di fuori della dynamis. Anzi, si fonda nella sua eventuanza, quale soggiornare senza tramonto o dynamis, là ove la verità sublime si dà come aletheia, come svelatezza della dynamis, là ove già da tempo soggiorna la dynamis e l’apertura alla transdynamis, si fonda la sublatione della dynamica, lì il grande sentiero non ha porte, miriadi di strade vi sboccano, quando si attraversa quella porta senza porta, si cammina liberamente tra cielo e terra. Si eventua nel mondo la transdynamis sublime, quale esserci di una relatività tra la transinfinitezza e l' aletheia della dynamis del cuore che non trema, della disvelatezza di quella transradura della transplendenza, o dynamica transradura luminosa non-dicibile del soggiornare nel mondo senza eclisse e senza fondatezza in naufraganza sublime. Come ci si può nascondere davanti all'eventuanza che mai tramonta o dynamis, eventuarsi che mai tramonta, evento sublime che transtabile sorge, emerge? Eraclito l'@rchegete ideò la dynamis della physis o insorgenza, il sempre perdurare disvelamento in contrastanza eristica dell’occulto. Ma il mai tramontante disvelò sia la disvelatezza che il nascondersi, o abnegarsi o eventuarsi. La physis ama nascondersi, eventuarsi, abnegarsi, la physis ama la transdynamis della sublatione sublime del nascondersi e del disvelarsi, non-nascondimento e occultamento sono in relatività transdinamica spazio- temporale. La physis è l'emergere ed è metamorfosi metabolica o katabolica o transbolica dell'eventuarsi e dell'abnegarsi, il sorgere è altrettale già sempre incline al chiudersi. Disvelamento e Nascondimento non sono pensati come due eventi distinti o differenti, bensì come una sola e medesima transdynamis, nella loro transtabile e irriducibile differenza ontopologica, la dynamis di astrophysis, quale transdynamis della physis. La physis è la transplendenza sublime dell'ontopolgia ove l’esserci @rchegete fonda l' abitare poetante. In ciò sorge e si eventui la physis nascondente e proteggente. Sublatione sublime ove l’esserci fonda l'abitare poetante nel mondo. Ma cos’è il mondo? Lì è ove si eventuino le dinamiche sublimi della dynamis. Da lì si può interpretare il mondo che non sia già aperto, ma che invece si apra a partire da un fondo che sia costantemente chiuso, mondo e astrophysis sono diversi l’uno dall’altro e tuttavia mai separati. Cioè il mondo si fonda sull'astrophysis e l'astrophysis sorge attraverso il mondo, c'è un chiasma sublime. Mai il mondo potrebbe disvelarsi se non dal richiudersi o abnegarsi dell'astrophysis. La transplendenza nella quale le dinamiche si elevano in sublatione sublime negli eventi. Nella transdynamis la sublatione sublime innalza l’alterità al di sopra di sè. Mondo e astrophysis sono sempre in dinamica sublime transeristica, poiché come tali si eventuano nella dynamis in abnegarsi ed eventuarsi, illuminazione e nascondimento nel corso della dynamica, si dà la singolarità dynamica che è contrasto che concorda e dalla dynamis l’armonia più bella è sublime, quell’armonia è la sublatione fondamentale con cui la physis si dispiega e disveleli la dynamis degli eventi. Analogamente la sublatione sublime seduce e at-trae le singolarità,
    • quale transeristica della Verità tra rivelazione e nascondimento: la dynamis sublime della sublatione della disvelatezza dynamica della singolarità eventua il mondo, ma l’eventuarsi del mondo è solo uno degli eventi fondamentali dell’essere dynamis sublime, nell'abnegarsi la dynamis si ritira e nel sottrarsi e ritirarsi si dà o emerge l'astrophysis. Eraclito l'@rchegete Pensò la dynamis sublime quale più potente armonia nascosta di quella che si dia nei fenomeni, quale sublimità degli eventi. L’Ereignis sublime è l’evento della dynamis, l'eventuarsi dell’Ereignis si disvela o si cela nell'abneganza: lo svelarsi e il ritrarsi, la disvelatezza e la velatezza della Physis, dell’Aletheia sublime, dell’essere e della verità sublime. Quella sublime dynamica è la Physis, che si eventua quale sublatione dell’Ereignis sublime dal quale la Dynamis sublime si eleva, si sublima per imprimere il suo movimento sublime. Dynamis sublime dell’esserci è la sublatione sublime, Dynamis è l'evento del sublime, è l’Ereignis sublime del MUTAMENTO della transdynamis sublime. Il mutamento della sublatione sublime dynamizza gli eventi e i fenomeni, è Aperta all’Aperto, si eventua nell'abnegarsi nei fenomena, si manifesta e si mostra nel mondo quale Ereignis sublime della dynamis. Allora l’essere dynamico @rchegete è l’Ereignis-dynamis, è l’Ereignis-dynamis sublime dell’essere dynamico: l’Ereignis-dynamis della sublatione sublime si eventua nella Lichtung- dynamis, nell'ontopologia della silente ferma calma dove da sempre l'@rchegete ERACLITO la contemplò quale dynamis dell'alterezza, dell'insorgenza che mai tramonta, o è metabolica o transbolica in mutamento dynamico, o transeristico fluire e trasformarsi di tutti gli eventi e fenomena. La quiete che si dia nei fenomena, non è altro che un instabile equilibrio fra forze e interagenze eristiche della dynamys disvelata. La verità sublime che la dynamis eventua è che nei endefenomena vi è una dynamis che li sovrasti. Eraclito svelò per primo l'ontopologia della dynamis, giacchè l'@rchegete ERACLITO ideò l'ontopologia della physis, prima di lui la dynamis sublime è indicibile, inaudita, incredibile, mitologica poietica, indicibilità e innominabilità fisica e metafisica, ermeneutica certamente non-epistemica e non-metafisica, è intraducibile e difficile da comprendere, dopo l'eventuarsi può essere pensata già come sublatione sublime della Dynamis sublime vuota. Il vuoto, o nulla sublime della dynamis, è la dynamis del Vuoto sublime Dynamis o l'evento che non c’è, quale instabile o transtabile dynamica sublime del vuoto o increspatura della dynamis del vuoto, del nulla sublime. Il vuoto dynamico non esiste: esiste solo ciò che è. Ma ciò che è esiste solo in quanto viene dal vuoto sublime dynamico. Il vuoto della dynamis non esiste, non può essere in alcun modo afferrato, però si dà quale essere dynamis o evento della dynamis sublime dell’essere, quale instabile e dynamico movimento del vuoto dynamico della physis sublime, è l’eccedenza della natura che genera e distrugge, è in gioco o scende in campo la sublatione della sublime potenza della dynamis. Ogni singolarità si eventua quale sublatione sublime, o dismisura o smisurato o il sublime dynamico. Negli eventi sublimi la dismisura, lo smisurato si eventuano nella discontinuità o rottura dynamica, o della dismisura sublime o physis, l’essere nel fui, l’essere già da sempre ciò che è, la perfezione dynamica sublime dell’essere, il già da sempre completezza nel movimento dynamico: non ha inizio, e ogni evento sublime si dà in quell'origine in- principiata, è l’origine dynamica perché conprende in sé tutto il movimento, è sempre in se stessa dynamis sublime. L’eventuanza è il caos- dynamis, configura il caos come lo spalancarsi, aprirsi, è nella dynamis della sublatione sublime; quindi l’origine è intemporale. Dentro il kaos si struttura stabilmente la dismisura dynamica e la misura, ma l’apertura originaria è originaria nel senso che non c'è tempo, si è sempre lì. Eraclito ideò la dynamis sublime del kaos come physis sublime Smisurata e senza misura, autosufficiente in sé, smisurata giacchè senza fondatezza o abissalmente fondata nella physis dynamica eccedente, incommensurabile aldilà di un possibile modello epistemico, quale sublatione sublime dynamis-ontopologica, una ontopologia della dynamis o sublime ontopologia dell'essere dynamis quale misura dello smisurato: la dynamis è misura di tutti i fenomena ma è misura dello smisurato nel senso che definisce la misura, è lo sfondo del meson aristotelico, perché il kaos è l'apertura, nel suo dispiegarsi, manifesta, mostra i fenomena in sublatione sublime. La singolarità sublime
    • dynamica è incommensurabile, è misura dello smisurato, misura i fenomena ne riconosce la dispieganza, il ritmo, la scansione,il kairos-dynamis, il movimento dynamico sublime. Aristotele ideò il kairos-dynamis stabile nelle dinamiche della physis o cosmesi: l'anelito infinito, la dynamis infinita, il sentirsi nulla di fronte alla Dynamis sublime, quale singolarità del nulla, o nulla dynamico e smisurato o dismisurato, quale nulla dynamico. Non c'è misura nella potenza della Dynamis: non si afferra mai e se la si trovi, si inabissa e si disperde nel labirinto Dynamico silenzioso e disperante, nel transapeiron. La dismisurata dynamis è la misura della sublatione sublime della physis, si dà dall'ontopologia della dynamis sublime, dall'infondatezza. L'ontopologia della dynamis sublime è l'infondatezza di quel nulla sublime ove si eventuò la dynamis del mondo, si svelò, si eventuò sullo sfondo della infondatezza, è sul transfondale della dynamis sublime. La grande formula leibniziana, perché c'è l'essere dynamis sublime piuttosto che niente, è la formula ontopologica che eventua anche la dynamis degli eventi sublimi e dei fenomena, oltre la mathesis sublime o la matematica sublime. Per svelare quel movimento non si sublima più dall’iniziale impulso, ma dall’assoluta quiete o transtabilità sublime dell’assoluto movimento della dynamis. Qui giganteggia l'@rchegete Leibniz, o la sua dynamis nell’evanescenza Dynamica sublime: cos’è il virtuale sublime, se non Dynamis? Dynamis sublime sarà allora la curvatura spaziotemporale della virtualità cosmica ontopologica della dismisura. Il senza-fondamento della dynamis è l'evento della sublatione sublime per i fenomena, o curvatura spaziotemporale, dynamis della physis.La dynamis sublime è la transfondatezza dell’@rchegete della curvatura dello spaziotempo dei fenomena, di ogni evento o fenomeno ontopologico, o la sublatione sublime della STRUTTURA DINAMICA sublime degli eventi. La struttura ontopologica della dinamica sublime è la purezza della transcendenza dal non-essere all'essere, o dall'essere al non-essere sublime ontopologico. Dynamis sublime che includa il movimento dell'essere e del non- essere, o la dynamica dell'essere-non-essere ontopologica. Nell'essere esiste il movimento, l'essere è, ma il non-essere non è una sorta di nulla che aleggi là per là nel vago, anzi la stessa struttura ontopologica dell'essere dynamis include l'alterità o la sublatione sublime. Non solo il non-essere è, il non-essere è l'altro, è la sublatione sublime. Dynamis sublime è l'alterità o l'insorgenza del non-ente che mai tramonta. Il non-essere è l'alterezza sublime-dynamis. Platone ideò l'essere del non- essere quale dynamis, anche solo ideale o eidos del non-essere, figura del non-essere, dynamis immaginaria senza la presenza dell'entità. L'essere è il non-essere quale dynamis sublime dell'alterità, così il movimento della dynamis dell'essere e del non-essere. Per Aristotele invece la dynamis tra l'essere e il non-essere ontologica, o metafisica di essere dynamis, si converte in epistemica o fenomenica. Aristotele ideò la dynamis quale movimento, trasformazione, cambiamento o movimento della physis mobile: là c'è qualcuno o qualcosa che si muove dall'essere al non-essere; ma chi si muove dynamicamente? Aristotele pensò all'esserci della potenza, dynamis, o essere alterità. E' lì che il movimento è l'essere-in-atto, quale momento dell'essere e momento del non-essere, dynamis, potenza della physica metafisica o fisica dell'esserci, è una struttura ontologica; una struttura ontologica dinamica, o metafisica dinamica o teoria dell'atto e della potenza. La potenza o dynamis è la possibilità, la potenzialità che ha la dynamis di un mutamento della physis- sublime dell'@rchegete Eraclito, poiché il fuoco non è staticità, ma sublatione mutevole. Eraclito ideò la dinamica sublime dell’essere fondatezza degli eventi e dei fenomena: un continuo flusso, panta rei, o essere sublatione sublime, volto nascosto della Natura transmicromacroscopica. Anassagora ideò l'ilemorfia infinitamente divisibile,sia nello spazio che nel tempo, ma quella divisione generò un sistema infinito, ulteriormente divisibile all’infinito, quale infinita varietà di tutti i fenomena. Solo l’equilibrio disvelò un cosmo ordinato, ma con equilibrio instabile, per cui ci fu il continuo cambiamento, mutamento e movimento dei fenomena; l’archè dei fenomena si inscrisse nei numeri, intesi quali punti geometrici, raffigurabili spazialmente, esistenze quasi fisiche, con precise figure geometriche. Lo spazio, che contenga in sé sia gli stazionari che i fenomena in movimento, può essere sia pieno che vuoto, ma la physis è il primo manifestarsi dell’essere nella Metafisica. Platone è
    • matematico sublime, Aristotele invece è fisico, non mitico, ma dynamico sublime, dove il dynamaion equivalga al pensiero. Il dynamaion è ciò che di per sé non è niente, è ciò che ancora non è, ma nello stesso tempo è il paradigma che non può essere emerso dal niente, e perciò generò autodynamicamente i Titani: Oceano, Yperìon, Divina, Fluente, Norma, Memoria, Ispirazione e Cronos, è il fenomeno mitologico del tempo in Cronos che odiò i suoi figli giganti e non consentì loro di venire alla luce, imprigionandoli, kryptandoli, le gocce del suo sangue sono ontodynamiche nel senso che eventuano le Erinni, i Giganti e le Ninfe, dalla schiuma del suo mare sgorgò e si eventuò Afrodite la dea dell'estetica excstatica, e le stelle quale corona del Cielo, Atlante offrì transtabilità alla volta stellata, e soffrì scosso dai colpi di Zeus contro i Titani, Zeus si scagliò dal Cielo per colpire i Titani, gettò la luce della transplendenza per annichilire i miti della preesistenza, Zeus divorò o ingoiò Metis, così evitò d' essere detronizzato o annihilito a sua volta dinamicamente. Cronos conquistò il mondo divorando e kryptando, in dinamica abneganza. Il figlio Zeus non venne divorato o annichilito o annientato per la genialità sublime della madre Fluente, nessuno fu estraneo alla dynamis sublime mitica, che annichilì perfino il Caos genesi della dynamis eterna e senza fine , indistruttibile e kaos-cosmo, antico, principio di tutto e di tutto fine, cosmo-archè, che si avvolge come transfera, dimora degli dei beati, che cammina con vortici di rombo, custode celeste e terrestre che tutto circondi, che ha nel seno sublime l’intollerabile sublatione della Natura, scura, indomita, svariata, cangiante, sublime transvedenza che tutto vede, che si dà quale Cronos-dynamis, beato, demone supremo dell'instabilità del tempontopologico trascendente e fenomenico. L’elevazione o sublatione sublime excstatica della temporalità si eventuò sublime dynamica da sé, tale che fu transvedenza con l’occhio dell’anima della bellezza sublime. La via è una fuga da singolarità a Singolarità, la sublatione sublime verso la contemplanza excstatica grazie alla immensa potenza dell’Essere dynamis: l' inconoscibilità e l'indicibilità non consentirono né discorso né scienza, nè epistemica nè ermeneutica, ma solo una contemplanza che si dia al di là delle categorie della comprensione, giacchè la dynamis sublime è in-formale, cioè, si trova al di là, oltre e al di sopra nell'essere ontopologico;ogni esserci che si trovi nell’universo è in bellezza sublime ontopologica, capace di contemplare la transvisione della transplendenza sublime. L' excstaticità sublime dell'@rchegete Plotino è la dynamis excstatica sublime del suo non essere, o non avere nessuna composizione, può eventuarsi quale transarchè della potenza o dynamis della sublatione sublime di tutti gli eventi o i fenomena. L'@rchegete dynamico del fondamento della dynamis excstatica che eventui l’essere, si trovi al di là dell’Essere e al di là della potenza quale autodinamica o autodeterminazione o dynamis della purezza sublime. La trascendenza della dynamis o sublatione sublime consente di comprendere la potenza:tutti eventi eventuati da lì, perché non c'è limitatezza di forma, è Dynamis sublime perché fu il nulla, tutto può abnegarsi ed eventuarsi, affinché l’Essere sublime possa esistere, non è Essere, semmai è l'epigenesi dell’Essere, contiene se stessa, include in sé tutti gli eventi sublimi, in verità tutti i fenomena in trascendenza, un movimento orientato verso un fine, senza la fine è il post-eventum della potenza inesauribile della physis sublime. La physis dynamica sublime quale movimento del kosmos o cosmesi della curvatura della physis, quale fondamento d’essere ontopologico degli eventi e dei fenomena, o un' interpretanza paradigmatica della physis Ontopologica, perché è l’essere, o gli enti o l'archêphysis. L'apeiron illimitato, infinito, indeterminato, senza fine, privo di limiti, qualitativi e quantitativi o dynamis del caos o differenza sublime tra archê ontopologica e translogica, o dynamis ontopologica, è la sublatione sublime della Fisica o l'infinito quale transarkè, poiché non è possibile né che esista invano, né che convenga un'altra potenza o dynamis. Tutto è transarchè o deriva dal suo eventuarsi, ma dell'infinito non vi è principio, perché altrimenti avrebbe un limite, è ingenerabile, poiché il generato ha una fine, è la dynamis dell'infinito: non vi è priorità, ma pare essere l'archè transinfinito d’ogni fenomeno e comprenda in sé tutti i fenomena all'infuori dell'infinito. E' la dynamis della sublatione sublime, è immortale e imperitura, l'apeiron nell'archè non
    • rinvia ad altra fondazione, tanto nella dimensione spaziale, o in quella della potenza, o dynamis di stabilità contro la minaccia del nulla, senza morte e senza distruzione, physis-dynamis-apeiron quale eventuanza che si dà al di là o transcendenza dynamica della temporalità. Alla illimitata potenza o dynamis è consentita una infinita ed eterna virtualità di movimento infinito, quale fondatezza delle interazioni: nell'infinito sublime, o moto eterno, sono possibili miriadi o innumerevoli transkosmoi o Micromacrocosmi o l’eternità del movimento, per cui si eventui la transformazione della physis o la potenza dinamica della sublatione sublime della physis; ma che cosa è l’essere-dynamis della physis? è l'excstasi sublime dell'@rchegete nei riti misterici eleusini e matematico astronomici o la poetica sublime, ascetica, orgiastica del culto di Dioniso? Dioniso-Zagreus frantumato in infiniti astrophysis dai Titani ri-sorge autodynamicamente, dalle ceneri, portando in sé, nell’oscura dynamis propria dell’involucro corporeo i Titani quali forze telluriche o sismiche dynamiche: la sua luce dynamica, immortale daimon si inabissò nell'esserci quale entousyasmos ontodynamico. Da lì quale transonanza dynamica l'ontodynamis si eventuò quale eventuanza e fenomena delle muse armoniche dell'aritmos: poiché si transvedeva che le note e gli accordi musicali consistessero nei numeri e tutti i fenomena si dimostrono loro a immagine dei numeri, e che i numeri fossero ciò che è priorità in tutta quanta la realtà, pensarono che i fenomena dei numeri fossero fenomena degli eventi della mondità e quindi il cielo fosse armonia della bellezza sublime nel numero. E le concordanze che riuscissero a mostrare fra i numeri e gli accordi musicali e i fenomena del cielo e l’intero ordinamento dell’universo, le raccolsero e le sistemassero in dynamica coerenza, i fenomena in muovono nel cielo dovessero essere dieci; ma la visione ne mostrò solo nove, allora introdussero la decimAntiterra, l’armonica, la dynamica matematica degli intervalli musicali o matematica dei fenomeni astrali, quale paradigma per svelare la natura delle endentità ideali, priorità della dynamis metafisica o epistemica ontologica delL’univeso, quale contemplanza della bellezza-sublime o struttura dynamica divina. La contemplanza dynamica del Cosmo o kosmos-dynamis fu l'armonia quale struttura ontologica della bellezza sublime. La sibilla in excstatica deliranza eventuò la sublatione sublime dell'@rchegete in deliranza dynamica sublime, l'@rchegete in Delfi non nascose, ma eventuò la dynamis sublime della physis-archê o del kosmos-dynamis o della dynamis-armonica ontopologica o essere dynamicamente nel cosmo. E' la dynamis cosmica dell’esserci che si nasconde, si krypta e si dekrypta, si eventui nell'abneganza astro-fisica del kosmos in relatività o interagenza con la potenza o dynamis cosmica, o l’essere-singolarità ontodynamica nella sua infinità, o essere sublatione sublime dynamica transpazialità cosmica. Essere-dynamis come transpaziotempo dynamico dell'eventuarsi che è, e può essere mondontopologico. La dynamis sublime ontopologica svela l' ontopologia della physis e si dissipa nel tramonto o nell'abneganza, nel klynamen, nell'insorgenza o dissolvenza o divengenza o mutare continuamente, così sempre sono invarianze immobili durante il ciclo dynamico della physis cosmica, l’apeiron-dynamis è l’alternarsi lineare al ciclo cosmico e l’introduzione di una forza-dynamis o apeiron- dynamis, o un vortice-dynamis d'infiniti fenomena eterni nello spazio vuoto. Che cos' ideò il dio o la dea della dynamis? che cosa nasconse quell’enigma? pseudès dòxa? La dynamis sublime è impronunciabile, indicibile, non può esserci né discorso, nè pensiero? il bello è un fenomeno che è di ciò che bello non è? Per nulla. Platone ideò l’essere dynamis illuminato dalla verità e dall’essere, quale potenza della trascendenza. Essere per sé dell'essere dynamis, l'essere in potenza o dynamis e l'essere in atto o dynamis attante. I confini del sublime non si trovano, qualora si cercassero, talmente sono profondi, abissali, dismisurati, transinfiniti: la dynamis contiene in sé la bellezza in sé, màthesis della dynamis o dynamis physis. Ogni màthesis dynamizza una conoscenza preesistente: màthesis o epistemik physis in relatività dynamica o perfezione cosmica, ogni fenomeno fisico può essere dynamico o potenza con in sé il principio di ogni mutamento, di ogni moto e priorità di mutamenti. Gottfried Wilhelm Leibniz ideò la dinamica sublime dell'@rchegete Leibniz, spiegò il moto quale dispieganza di forze, dynamis, si fondò sull'idea di dinamiche sublimi o fondamenta dinamiche. Ma la
    • dinamica d'attrazione non era riducibile in un equilibrio statico. L'@rchegete René Thom svelò che non sia possibile pensare nulla senza la matematica sublime o ontopologica: l’essere è la singolarità transinfinita della transplendenza, è la luce, è la dynamis sublime che trattiene la volta celeste e con-tiene insieme, non è semplice fondale o sfondo. L’infinità sublime è pura potenzialità, o sublatione sublime o transcendenza della purezza-dynamis o evidenza fenomenica, quale pura potenzialità o dynamis matematica sublime delle dinamiche: una variazione, fluttuazione non misurabile, un non-nulla al di sotto della misura, può determinare l’evoluzione di una dinamica, le dinamiche non-lineari cambiano la dynamis delle variabili spazio temporali o lo spazio-tempo della fisica o l' epifenomeno del movimento ontogenico. Le varianze della curvatura dello spazio nella relatività spazio-temporale ad intervalli infinitesimali dell’analisi non standard si ispirò al transinfinitesimale dell'@rchegete Leibniz. Nel P. Philateti l'@rchegete Leibniz ideò gli spazitempi sublimi postrelativistici di Kaluza. La singularité physique della dynamis della verità come un tenere-per-vero fonda la dynamis sublime o l' essere volontà di potenza, in tale consapevolezza si erge dinanzi all'endente della metafisica dinamica, è quell'evento Ereignis-dynamis nel quale la verità sull'endente muta e si spinge nella dynamis infinita sublime. Un evento fondamentale della dynamis o potenza non conosce fini in sè, ai quali giungere per fermarvisi, ma può solo ritornare in se stessa, senza che il movimento del mondo sfoci in qualche stato finale, sussistente in sè. E poichè l'attuarsi perenne e senza fini della dynamis è finito l'endente del ritorno deve essere eterno.Tale dynamis è costruttiva, poichè costruisce ciò che ancora non è presente, curando il fondamento; è distruttiva o decostruttiva poichè in ogni costruire è implicato il distruggere. La dynamis è l'elevarsi in alto del sublime infinito o la sublatione sublime dell'essere dynamis, o eventuarsi della dynamis dell'essere sublime. Nella dynamica sublime è l'endente-dynamis dell'essere- dynamis: l'ente in quanto ente è tale solo grazie all'essere; l'essere dynamis sublime in un ente dynamico. L'essere dynamis si fondò su quello che fra gli enti è il più ente dynamico. Perciò nella metafisica l'essere è impensato; ma anche la svelatezza dell'ente è impensata, poichè la metafisica pensa, sì, l'ente dynamico e non la dynamis delle entità, è l'eventuanza dell'abneganza o del sottrarsi dell'essere e dell' abbandono dell'entità o velatezza dell'essere dynamis, o l'oblio dell'essere dynamis. L'eventuanza dell'essere-dynamis è il sublime dell'essere della dynamis. L'eventuarsi dell'essere sublatione sublime della dynamis la fondatezza dell'essere sublime. All'inizio l'essere si apre nella transradura come schiudimento o physis e svelamento o alètheia sublime nella transtabilità dynamica, è stabile sublatione sublime che traspone qualcosa nel "fuori" e supera così dynamicamente il niente o l'endente. L'eventuanza dell'essere sublime è la dynamis dall'essere che si eventua nella fondatezza quale dynamis sublime che si sveli insorgente dynamica dal nulla sublime. Perchè vi è dynamis sublime e non piuttosto il nulla sublime? L'essere dynamis sublime è un fondare, e il fondare eventua in sè l'eventuanza dell'essere sublime in sublatione sublime del niente. Per l'@rchegete Leibniz, la Dynamis sublime è l'estremo scatenamento dynamico dell'essere nell'enticità, in virtù del quale quest'ultima diventa la razionalità scientifica o epistemica dynamica e che trasforma il mondo in una immensa dynamis della volontà di potenza. Di tale evento dynamico nell'aperto della transradura dynamica è custodita l'essere la dynamis sublime: l’essere sublime del movimento. Platone ideò il movimento come un non-essere, perché differente da quell’essere, la cui immutabilità è sempre e ovunque presente il mondo delle strutture immutabili quali numeri sublimi, o la misura dell' armonia o ordine e bellezza o L’EvENtuanZA DEL sublime MOVIMENTO dynamico. Ma che cos’è il movimento sublime? Non è, semplicemente, un non-essere-qui. Ma non è neanche solo un essere-qui. Infatti se il movimento si dà è insieme qualcosa che è qui e non è più qui: sono le aporie della sublatione sublime o del muoversi o dynamis o matematica e fisica sublime. Platone ideò la purezza ideale dei fenomena della dynamis sublime, l’universo non è che movimento incessante pensiero del pensiero dynamico: poiché l’essere dynamis sublime si dà o si eventua in transinfinitezza e il suo essere sublime si dà in una pluralità di eventi connessi, è transinfinita dynamis sublime transapeiron, illimitato, giacchè
    • se avesse limiti, allora avrebbe qualcosa fuori di sé o il non-essere-in-sè. Tutta la physis è sublatione sublime, è mobilità, anzi è l’attuanza della dynamis sublime. L'evento sublime è la dynamis della sublatione sublime o l'indeterminatezza, è indeterminatezza transintenzionale sublime, vi sono eventi nella indeterminatezza o transattanze della purezza immateriale, quali fondamento endogeno dell'essere Dynamis sublime, l' essere è ontopologico perciò il suo sublime è il tutto! Sublime profondità dello spazio cosmico. L' equilibrio dinamico fra sublatione sublime e transinfinitezza nella transpazialità vuota si dà quale evento di uno spazio-tempo tangente a curvatura nulla. Ciò disvela un intorno di transinfinitesimo evento della sublatione sublime della dynamis cronotopica. La distanza cronotopica fra due eventi è una geodetica dello spazio-tempo. Lo spazio-tempo curvo è un evento sublime spazio-temporale delle varietà differenziabili o dynamis- physis. La fisica sublime è una dynamis sublime o movimento di una potenza, Il cambiamento è una sublatione dal non essere all’essere oppure dall’essere al non essere, Il tempo e lo spazio sono grandezze continue quindi anche il movimento è continuo, movimenti, spazi e tempi sono divisibili all’infinito: in mezzo agli istanti c’è sempre un tempo.Esistono infiniti transinfiniti, Infinito in atto e infinito in potenza, transinfinitezza transpaziale: è Leibniz o l'@rchegete della physis sublime a disvelarlo. La sublime fisica dinamica ontopologica ove l'essere sublime dynamico è l'essere sublime matematico, la struttura ontopologica è la struttura dell'Essere dynamis che eventua la transvarietà dell'Essere, qualitativo, mobile, nobile e variabile. Non c'è una matematica sublime della qualità, neanche un sublime del movimento. Non vi è movimento sublime né numeri sublimi transinfiniti: è impossibile dare una deduzione matematica della qualità dinamica, non c'è una adaequatio della dynamis. Platone ideò un universo sferico sorretto dal niente, dal nulla sublime o una potenza dynamica. Ciò-che-si-muove-da-sè si muove secondo impetus imaginatio, o dynamis sublime. La priorità ideale fenomenica è immaginata sferica, o dynamis immaginarie vertiginose o dinamica del moto nel sublime essere, o essere nello spazio-tempo. Che cos’è il sublime movimento? Che cos’è il movimento della sublatione sublime del movimento dinamico? Il movimento sublime è il movimento dell'essere Dynamis o dinamica sublime. Nel Sofista Platone ideò la dynamis sublime, o la natura di ciò che è in movimento dal nulla sublime all'essere. Aristotele fu rapsodico, non sistematico nell’elaborare Che cosa sia l’essere? L’essere è virtualità sublime o dynamis, la dynamis è archè tes metabolès, priorità della sublatione sublime, l'eccedenza della potenza dinamica, la potenza che si transformi in attuanza o è l'immagine del sublime. Eventuarsi sublime in sé o sublatione sublime dinamica della potenza, lì ogni evento ha una struttura ontopologica: la dynamis, l'enérgheia e l'entelécheia. La dynamis sublime ontopologica dynamis-energheia-entelécheia, si eventua in sublatione sublime situata nell' ontopologica transtabile biforcazione dell'essere. L'eventuanza ontopologica si dà in sublatione sublime dinamica dell'essere. Dynamis della sublatione sublime o eventi sublimi della biforcazione ontopologica, o il mutamento ontopologico. PLATONE ideò l'essere quale dynamis della sublatione sublime: ciò che è, è ciò che ha potenza di esserci, dynamis ontopologica fondamentale, d y n a m i s che è atto, o fondamento della fisica sublime o l a p o t e n z a c h e a t t r a v e r s a e pervade o g n i a t t o della physis, è l’ontopologia dell’immediato tramonto, tenersi e at-tenersi, man-tenersi o essere la transtabilità nella priorità e nel più fondamentale significato dell’essere, poiché l’essere dynamis è la purezza dell' essere, fulminea, abbagliante transvisione della dynamis ontopologica d' essere evento della sublatione sublime, indeterminatezza nella transpazio-temporalità sublime. Priorità ontopologica della dynamis sublime quale fondatezza dell' essere dynamis. Essere sublime è l'essere transtabile, costante e continuo, che continuamente è, continuamente è presente, presenza. Se la dynamis è l'eventuarsi della sublatione sublime, o l'evento dell'aletheia sublime, ci sarà il SublImE deLL'ONToPOlogiA, che è il manifestarsi dinamico in essere della sublatione sublime dinamica, quale eventuanza più profonda del fenomeno del movimento ATTO E POTENZA IN ESSere- Dynamis o la potenzialità. La dynamis è fenomenica trascendentale o ontologia
    • fondamentale. L'ontologia è fondamentale perché lì c'è l'eventuarsi dell' Essere dynamis sublime. Il problema per la fenomenica è come catturare il movimento di forma, da potenziale ad attuale, o movimento ontologico nell'Essere, di un movimento dynamico-essere-sé o ONTOLOGIA DELla FENOMENIcA DInamis o movimento eterno, ove il tempo sia il movimento, il suo essere misurabile, cioè numerabile il movimento. L'infinito del tempo si dà tanto verso il passato quanto verso il futuro. Per Platone il mondo è intriso di divino, mosso dall' invisibile e la struttura del cosmo è eterna: il tempo non esiste, il passato perché non c'è più, il futuro perché non c'è ancora, il presente non è nel tempo perché separa ciò che è passato da ciò che è futuro, il tempo non è nell'istante, perché l'istante è dynamis sublime. Il futuro e il passato sono sublimità del presente. Le sublationi temporali excstatiche sublimi si ispirarono al Timeo di Platone, lì la vera dimensione ontologica del mondo è quella dell'eterno sublime; è solo la dimensione del cosmo e dell'essere fisico sublime. In Plotino la sublatione sublime si svelò nell'essere indivisibile sublime, o sublime infinitamente divisibile. Se c'è un movimento sublime c'è dynamis sublime o ontodinamica dell'essere dell'endente, quale cronodinamica sublime dell'essere con struttura ontopologica infinitamente divisibile, c'è una aporia, il passato è presenza di transinfinità sublimi, gli eventi sublimi del passato sono l' essere transinfinito, transapeiron, essere senza limiti, senza la fine o abisso cuspidale sublime. Il tempo sublime è la sublatione dell'essere, niente è misurabile se non dalla transmente, niente è misurabile se non c' è la transmente dell'esserci sublime. C'è sublime asimmetria tra passato e futuro:l' asimmetria metafisica fondò la metafisica della struttura fisica del mondo, o l'eventuarsi di transinfiniti transinfinitesimi sublimi. La fisica sublime c'è perchè c'è la sublatione sublime, si svolge, si dà quale movimento di una sua potenza, o dynamis sublime o la sublime ontodinamica dell'essere dell'endente transtabile nel transpaziotempo sublime. Leibniz ideò la dynamis sublime dell'essere dell'endente in una temporalità sublime extatica plotiniana quale disvelatezza della verità sublime o aletheia, o ontodinamica sublime della kronodinamica dell' endemonade. Leibniz o l'@rchegete Plotino eventuarono la sublatio sublime del non- ente, del niente, del nulla sublime abissale cuspidale, quale interspazio del finito ove abiti l'infinito o transapeiron nell'archè, o transpazialità sublime finita ove si dà l'infinita transtemporalità, quella si eventua in ontopologia della sublatione sublime qualitativa, e lì si eventua l'endemonade leibniziana o il Syntagma Philosophico della kronotopiadynamica. Leibniz disvelò così la transTemporalità Ontopologica quale kronodinamica sublime della verità o disvelatezza plotiniana, o ontopologia della verità sublime dell'ontopologia del transtempo ontodynamico, o ontopologia della sublatione sublime nonlineare o ab-scissa dall'esserci ontopologia della curvatura del transtempo o del transpaziotempo sublime. Leibniz immaginò fosse possibile una ontodinamica sublime transinfinita in uno spaziotempo finito o definito in endemonade, quale transapeiron nell'apriori o transarchè sublime o Spaziotemporalità sublime. L'idea che la relatività possa essere una teoria geometrica dello spazio tempo sublime è una disvelanza dell'ontologia della verità sublime, quale transTEMPORALità sublime ONTOpOloGIcA del transpazioTempo sublime Ontopologico, o in relatività all'excstasi sublime dell'esserci: le transvarietà , quali endemonadi del transpaziotempo ontopologico, in excstasy sublime TRANScendenti transfinite è già presente nell'@rchegete Leibniz nel suo paradigmatico Tempo-Evento nello spazioTempo-Immaginario, quale nonlineare ontopologia dell'evento sublime dell'endemonade. La nonlineare ontopologia sublime plotinoleibniziana svela una nonlineare transpaziotemporalità ontopologica in transcedenza transfinita, quale sublatione sublime della dynamis sublime transpaziotemporale ontopologia ontodinamica dell'esserci. Leibniz svelò l'infinito o l'infinitesimo nell'evento sublime della sublatione sublime della dynamis temporale finita, quale transpaziotemporalità ontopologica dell'evento sublime dell'esserci ontodynamico denso di transinfinite dimensioni, non solo quelle immaginate o quantiche della compresente m-theory, anzi quella non è altro che una transingolarità della pl- theory, quale ontodinamica sublime della multy-super-dimensionalità
    • dell'ontopologia Nonlineare della Curvatura del transpazioTempo, o nonlineare dynamica delle superdimensioni sublimi dell'endemonade. La nonlineare chaotica ontodynamica lì trovò la sua ontogenesi fino al Lorenz-model, ove c'è lo strange-attractor della celebre butterfly: eventi infinitesimi posso creare ontodinamiche imprevedibili ed indicibili. Lorenz modellò i suoi paradigmi sulla pl-theory o pl-Ontology dei creodi sublimi delle Monadi. Il sublyme è la gestell dell’essere-nella-physis, è l@rchegete che eventui la sublatione della aletheia-della-dis-invelatezza-dell’essere, quale verità-dis-ascosta- della-dis-inleratezza dell’essere-sublyme, giacchè il sublyme ama la disinvelatezza, ma ama anche la dis-ascosità della disvelatezza dell’aletheia dell’esseRe. Nella sua transeristica dell'eventuanza ed abneganza, del nascondersi e disvelarsi la disascosità della verità dell’essere-sublyme eventua nella transradura le fondamenta del sentiero della destinanza ontokronotopica dinamica, quale gestell dell’essere-sublyme o dell'@rchegete-essere-sublyme, lì è in excstasy sublime la verirà dis-ascosta della dis-in-velatezza, o che nell’essere-sublyme vi è custodita e curata l’aletheia-dis-ascosta della dis-in-velatezza dell’essere-sublyme. Nell'@rchegete c' è in excstasy sublime la verità dis-ascosa della dis-in-velatezza dell’essere-sublyme, ed è quell’aletheia che si disvela nella transradura vuota e che traccia il sentiero ininterrotto della destinanza della transdynamis sublime. L’interagenza e la transeristica di quella verità-dis-ascosità eventua le fondamenta della sublime bellezza o la sublatione sublime dinamica della transestetica excstatica: la bellezza sublime è, sarà, fu la transvarietà della verità-dis-ascosità custodita e curata nell’excstasy sublime dell’essere-sublyme. Quella interagenza consente al sublyme di essere-sublyme dall’esserci-@rchegete quando la sublymanza è in excstasy sublime, quale essere-verità-dis-ascosa della dis-in-velatezza, o che l’aletheia sublime vi abiti poeticamente, solo allora la verità è sublyme e il sublyme è la verità della sublatione dell’essere-sublyme. Lì si dà il sublyme o il sublyme si dà quale excstasy sublime: l’originalità del sublyme o dell'@rchegete è il sublyme della verità dis-ascosa della dis-in-velatezza dell’essere-sublyme, custodita e curata nella transradura ove si disveli la destinanza della dynamis-sublime ontopologia del sublyme abissale cuspidale,della fondatezza del sublyme ,dell’aldilà quale sublyme. L' eventuanza della sublatione sublyme è la dynamis-sublime nella transradura dell’Essere, dell’Essere diradato,sgombro,libero d’Essere nell’abisso cuspidale sublyme, senza nulla, senza niente, senza-fine, senza tramonto, senza eclisse. Il Gegen-Stell sublime dell'@rchegete, la struttura ontopologica del sublime è la metastabilità o transtabilità sublime che ci viene incontro, quale eventuanza sublime che ci incontra nella sublime ontodynamica della Physis o nel nulla sublime, o nel kaos sublime, o nell’abisso cuspidale sublime, o nell’Abgrundynamis sublime. L'eventuarsi metastabile dell’aldilà, o la transtabilità della sublatione sublime dell’alterità che ci si incontra sempre di fronte abissale si eventua di fronte e ci si incontra dall’alterità dall’aldilà, e viene ad abitare ontodynamicamente il dynamico campo della storia mitika dell’Essere animato.Solo il sapere dell’Essere consente di essere sempre di fronte ed incontro all’Essere mitiko nell’equilibrio del campo ontodynamico del mithos che consentirà di decostruire e creare il sentiero della storia del mithos della Physis. Il sapere dell’Essere mitiko si dispiega nel campo ontodynamico del mithos della Physis quale creazione della storia mitika del mithos, che dà fondatezza, getta nel mondo e nell’immagine del mondo mitiko le kategorie del mithos e la verità dell’Essere animato. Il sapere dell’Essere mitiko che ci viene in-contro e ci incontra nel campo ontodynamico del mithos della Physis, quale sapere mitiko dell’Essere animato, che getta nella storia mitika del mithos della Physis la sua creatività, la sua verità, la sua missione dell’Esserci, la sua immagine del mondo. Quella sapienza mitika dell’Essere mithos della Physis che si eventua sempre di fronte, quale Essere animato trascendente la semplice volontà di potenza metafisica teokratica, o nichilista o sinergetica kosmica per dispiegare, nel campo ontodynamico del mithos che crea la storia sulla volontà di verità del mithos, e sulla volontà animata, o volontà mitika della storia mitika. Mai sarà animata una nuova ontologia, ma è già trascendenza e tramonto della metafisica nichilista, epistemica, ermeneutica, paradigmatica che disvela
    • l’immagine del mondo quale creatività dell’immagine della storia della globalità del mondo. La volontà di verità mitika fonda la Teontologia, quale sapere dell’Essere animato nel campo sacro del mithos che crea la storia del mithos e l’immagine della storia dell’Esserci globale del kosmo: la storia mitika della Physis quale misura della storia del mondo, quale ATTRATTORE STRANO della dynamis. Prima di Leibniz non esisteva una teoria dei fondamenti della ragione: il primo assioma logico dei fondamenti della razionalità moderna è rinvenibile nella frase leibniziana: "nihil est sine ratione", niente è senza ragione ovvero nessun ente può esistere senza un fondamento, senza una razionalità. Ma quando si opera l' oltrepassamento della metafisica e quando si attua la "differenza ontologica", è ancora fondamentale quell'assioma leibniziano e, successivamente, hegeliano ? Le conoscenze razionali sono confutabili sia attraverso la messa in crisi dei fondamenti sia attraverso la costruzione di una metafisica che pone ai fondamenti originari dei problemi irrisolvibili, aporetici e paradossali.La logica è entrata in crisi irrimediabilmente.Tale crisi era già, in origine, permanente? La risposta è forse rinvenibile nella contrapposizione tra il nihil est sine ratione leibniziano e A.Silesio per cui la rosa è senza perché; poiché fiorisce di sé, non gliene cale; non chiede d'essere vista.Ora, di queste contemporaneità, sorgenti in simultanea, tra nascita dei fondamenti e crisi degli stessi è intrisa la storia della dynamis.E' la storia della dynamis che si ripete e che si ritrova ad un bivio, ad una biforcazione. Fin dall'origine, nella dynamis è presente questa biforcazione o differenza ontologica originaria: quale coesistenza di due dynamis dell'ente e l'eristica quale dinamica interna, dis-cordia dell'entità. Dynamis è disposizione l’in sé l’oggettivo per Aristotele; è l’astratto universale in generale, l’idea, ed è solo potentia. Invece l’energheia, la forma, è attività, ciò che si realizza, la negatività in un rapporto di sé, unificazione di dynamis energeia e entelechia. Per Hegel questa sostanza assoluta è in sé e per sé e non ha bisogno di alcun elemento ylemorfico. I due modi della rappresentazione dell’assoluto sono la ragione pensante e l’eterno cielo. L’in sé, l’oggetto è solo dynamis, il possibile.In accordo con l’interpretazione attivistica dell’ontologia anche nella definizione di dynamis o non sono pensati come due avvenimenti distinti e semplicemente giustapposti, bensì come una sola e medesima dynamis, tenendo sempre presente la loro irriducibile differenza ontologica, la dynamis di astrophysis/mondo e mondo/astrophysis quale dynamis della physis. La physis illumina ad un tempo ciò su cui e ciò in cui l’esserci fonda il suo abitare. In ciò che sorge è presente l'astrophysis come nascondente proteggente. Su di essa l’esserci fonda il suo abitare nel mondo. Ma cos’è il mondo? è il luogo dove cadono le dinamiche essenziali della dynamis. Da ciò si può pensare che il mondo non sia già aperto, ma che invece si apra a partire da un fondo che resta costantemente chiuso, mondo e astrophysis sono essenzialmente diversi l’uno dall’altro e tuttavia mai separati. Cioè il mondo si fonda sull'astrophysis e l'astrophysis sorge attraverso il mondo. Mai il mondo dunque potrebbe aprirsi se non a partire dal richiudersi in sé dell'astrophysis. La relazione nella quale le dinamiche si elevano all’autoaffermazione della propria essenza . Nella dynamis ognuno porta l’altro al di sopra di ciò che esso è. Mondo e astrophysis sono sempre in dinamico conflitto, poiché solo come tali prendono il loro posto nella dynamis di illuminazione e nascondimento. Ma sarebbe sbagliato pensare che il mondo sia solo l’aperto corrispondente all’illuminazione e l'astrophysis solo chiuso corrispondente al nascondimento, poiché la dynamis giunge al culmine nella semplicità di ciò che è intimo, per questo nel corso della dynamica, ha luogo la singolarità dynamica . Ciò che è opposto concorda e dalla dynamis l’armonia più bella è sublime,
    • quell’armonia è il modo fondamentale con cui la physis si dispiega e disveleli la dynamis degli eventi e l'astrophysis. Analogamente at-trae i contendenti verso l’origine della loro singolarità o quale eristica della Verità tra rivelazione e nascondimento: la dynamis in quanto disvelatezza dynamica della singolarità espone un mondo, ma l’esposizione di un mondo è solo uno dei due caratteri fondamentali di quell’essere dynamis, ciò in cui la dynamis si ritira e ciò che in questo ritirarsi essa lascia emergere è l'astrophysis. Eraclito Pensò la dynamis quale sublime e più potente armonia nascosta di quella che appare nei fenomeni o negli eventi. L’Ereignis è l’evento della dynamis e con cui l’Ereignis si disvela o ritorna: lo svelarsi e il ritrarsi, cioè la disvelatezza e la velatezza della Physis, dell’Aletheia, dell’essere e della verità. Quella natura dynamica è la Physis, che poggia su quell’Eriegnis dal quale la Dynamis originaria si leva per imprimere il suo moto. Dynamis dell’esserci è l'astrophysis, poiché l'astrophysis, come Dynamis originaria è l'evento dell'astrophysis è l’Ereignis del MUTAMENTO della dynamis. Il mutamento dell'astrophysis chiama e dynamizza è Aperto all’Aperto, fa si che nei fenomena si manifesti il mondo quale Ereignis della dynamis. Allora l’essere dynamico sarebbe un modo dell’Ereignis-dynamis e non l’Ereignis-dynamis un modo dell’essere dynamico. Così l’Ereignis-dynamis si eventua nella Lichtung-dynamis, nel luogo della silente ferma calma dove da sempre ERACLITO la contemplò quale dynamis dell'alterezza, dell'insorgenza che mai tramonta o è metabolica in mutamento dynamico o eristico fluire e trasformarsi di tutte le astrophysis. Lo stato di quiete che appare, nei fenomena, non è altro che un instabile equilibrio fra forze e interagenze eristiche della dynamys disvelata. La verità che la dynamis annuncia è che il conflitto dei fenomena è solo apparente, in quanto gli opposti sono una sola e medesima eventualità, in quanto al di là vi è una dynamis che li sovrasta. Eraclito svelò per primo l'ontologia della dynamis, giacchè ERACLITO dispiegò l'ontologia della physis e dell'astrophysis, prima di lui la dynamis è indicibile, inaudita, incredibile, mitologica poietica: indicibilità e innominabilità fisica e metafisica o forse solo ermeneutica certamente non-epistemica e non-metafisica, è intraducibile e difficile da comprendere, necessaria di un pensiero e di un pensare diverso per essere colta nella sua essenza, ma che può essere pensata già come comprensione della Dynamis vuota. Il vuoto, questo nulla della dynamis, è ciò che la dynamis è come recipiente che contiene non consiste affatto nell'ilemorfica ma nel Vuoto Dynamis o ciò che non c’è, quale instabile dynamica del vuoto o increspatura della dynamis del vuoto, del nulla. Il vuoto dynamico non esiste: esiste solo ciò che è. Ma ciò che è esiste solo in quanto viene dal vuoto dynamico. Il vuoto della dynamis non esiste, non può essere in alcun modo afferrato, però fa essere dynamis o evento della dynamis l’essere, quale instabile e dynamico movimento del vuoto dynamico della physis è l’eccedenza della natura che genera e distrugge è in gioco o scende in campo la sublime potenza della dynamis. Ogni singolarità ha a che fare con lo smisurato o il sublime dynamico. Nei momenti estremi lo smisurato si presenta nella forma di una discontinuità, di un’apparizione e di una rottura dynamica o della dismisura sublime o physis, l’essere nel fui, l’essere già da sempre ciò che è, la perfezione dynamica dell’essere, il già da sempre compiuto nel suo movimento dynamico: non ha inizio, e ogni evento astrophysico si inscrive in quell' inizio, origine in-principiata, non discende dall’origine: si è l’origine dynamica perché contiene in sé tutto il suo movimento, è sempre in se stessa dynamis. L’origine è il caos-dynamis, e la configura del caos è l'astrophysis, come lo spalancarsi nel momento dello spalancarsi, mi apro, mi spalanco, è nella dynamis dello spalancarsi; quindi l’origine è intemporale. Dentro il kaos si struttura stabilmente la dismisura dynamica e la misura, ma l’apertura originaria è originaria nel senso che non c'è tempo, si è sempre lì. Eraclito Pensò la dynamis del kaos come physis e astrophysis Smisurate e senza misura, autosufficienti in sé, smisurate giacchè senza fondatezza o abissalmente fondate nella physis dynamica eccedente, incommensurabile aldilà di un possibile modello epistemico, ma solo quale dynamis-ontologica, una ontologia della dynamis o un'ontologia dell'essere dynamis quale misura dello smisurato: la dynamis è misura di tutti i fenomena ma è anche misura dello smisurato nel senso che definisce
    • la misura: è lo sfondo della meson aristotelica, perché il kaos è l'apertura, nel suo dispiegarsi, manifesta anche i fenomena in un ordine astrophysico. La singolarità dynamica è incommensurabile, è misura dello smisurato, misura tutte i fenomena o meglio le definisce ne riconosce l'andamento, il ritmo, la scansione, il kairos-dynamis, il momento dynamico opportuno. Aristotele stabilisce quando il kairos-dynamis sia stabile nelle dinamiche astrophysiche della physis o cosmesimo: l'anelito all'infinito, la dynamis dell'infinito, il sentirsi nulla di fronte alla Dynamis sublime, quale singolarità del nulla, o nulla dynamico e smisurato o dismisurato che appare come nulla dynamico, nel senso di dynamis inafferrabile e immaginaria. Non c'è una misura mondana della potenza della Dynamis: non si afferra mai e che in un punto e non la si trovi, si inabissa e si disperde come in un labirinto Dynamico silenzioso e disperante nell'apeiron. La dismisurata dynamis è la misura dell'astrophysis, nata dall'ontologia della dynamis, dalla sua infondatezza. L'ontologia della dynamis è l'infondatezza, dal suo nulla dynamis il mondo dell'astrophysi si dà, si eventua è sullo sfondo della sua infondatezza, è anche sullo sfondo della sua dynamis. La grande formula leibniziana, perché l'essere dynamis piuttosto che niente è una formula ontologica che eventua anche la dynamis fenomenologica. Per spiegare il moto non si ragiona più a partire dall’impulso, ma dall’assoluta quiete o dall’assoluto movimento della dynami. Qui giganteggia Leibniz, o la dynamis nell’evanescenza Dynamica sublime: cos’è il virtuale, se non Dynamis. Dynamis sarà allora la curvatura spaziotemporale della virtualità cosmica o astrophysis ontologica della dismisura. Il senza- fondamento della dynamis è l'evento per una ermeneutica dell'astrophysis o per i fenomena della curvatura spaziotemporale possibile o dynamis della physis. La dynamis è l’artefice della curvatura dello spaziotempo dell'astrophysis degli stessi fenomeni epistemici o della spiegazione di un fenomeno, di ogni fenomeno ontologico o il senso dell' esserci della STRUTTURA DINAMICA degli eventi. La struttura ontologica della dinamica è la purezza della transcendenza dal non-essere all'essere, o dall'essere al non-essere ontologico. Dynamis che include il momento dell'essere e del non-essere o la dynamica dell'essere-non-essere ontologica. Nell'essere esiste il movimento, l'essere è ma il non-essere non è una sorta di nulla che aleggi là per là in modo vago, anzi la stessa struttura ontologica dell'essere dynamis includa l'alterità. Non solo il non-essere è, il non-essere è l'altro. Dynamis è dire che è altro o l'insorgenza del non-ente che mai tramonti. Il non-essere è l'altra dynamis. Platone Afferma l'essere del non-essere quale dynamis, anche solo quale ideale o eidos del non-essere, figura del non-essere, dynamis immaginaria senza la presenza dell'entità. L'essere è il non-essere quale dynamis dell'alterità. Platone pensò così il movimento della dynamis dell'essere e del non-essere. Per Aristotele invece la dynamis tra l'essere e il non-essere ontologica o metafisica di essere dynamis si converte in una epistemica o fenomenica astrofisica. Aristotele pensò la dynamis quale movimento, trasformazione, cambiamento o il movimento della astrophysis sempre mobile: c'è qualcuno o qualcosa che si muove dall'essere al non-essere; ma chi si muove dynamicamente? Aristotele pensò all'esserci che ha la potenza, dynamis, di essere alterità. E che il movimento è un modo di essere- in-atto, dynamei ontos entelekeia a ateles, quale momento dell'essere e momento del non-essere, dynamis, potenza dell'astrophysica metafisica o una astrofisica dell'essere, è una struttura ontologica; una struttura ontologica dinamica, o metafisica dinamica o teoria dell'atto e della potenza. La potenza o dynamis è la possibilità, la potenzialità che ha la dynamis di un mutamento della physis di Eraclito, poiché il fuoco non è una sostanza statica, ma sempre mutevole, Eraclito postulò una dinamica dell’essere, alla base di tutti i fenomeni: uno stato continuo di flusso , panta rei, o essere, la faccia nascosta della Natura, macroscopica e microscopica. Anassagora propose non solo che la materia fosse infinitamente divisibile,sia nello spazio che nel tempo, ma che la divisione
    • generasse un sistema infinito ulteriormente divisibile all’infinito, quale infinita varietà di tutti i fenomeni, fisici. Solo l’equilibrio tra di loro può generare un cosmo ordinato, ma è un equilibrio instabile, per cui il mondo è in continuo cambiamento: la discordia è necessaria perchè vi fosse mutamento e movimento dei fenomeni naturali, l’archè dei fenomeni però si incentrò nei numeri interi, intesi come punti geometrici, raffigurabili spazialmente, esistenze aventi consistenza fisica, secondo precise figure geometriche. L’esistenza dello spazio, che contiene in sé sia gli oggetti stazionari che quelli in movimento, e perciò può essere sia pieno che vuoto, ma la physis è la prima manifestazione dell’essere nella Metafisica aristotelica interpretata da un fisico, non un matematico. Platone è un matematico. Aristotele invece, non usa il discorso mitico, ma concetti come dynamis o energheia, dove il dynamaion equivale quasi a ciò che viene pensato nella methexis. Il dynamaion è ciò che di per sé non è niente, è ciò che ancora non è, ma nello stesso tempo è il paradigma di qualcosa che non può essere emerso dal niente, prende vita genera autodynamicamente i Titani: Oceano, Yperìon, Divina, Fluente, Norma, Memoria, Ispirazione e Cronos, si dà il fenomeno mitologico del tempo in Cronos che odia i suoi figli giganti e non consente loro di venire alla luce, imprigionandoli, kryptandoli, le gocce del suo sangue sono ontodynamiche nel senso che generano le Erinni, i Giganti e le Ninfe, dalla schiuma del suo mare sgorga nasce e si dà o si eventua Afrodite e le stelle quale corona del Cielo, Atlante sostiene la volta stellata, geme scosso dai colpi di Zeus contro i Titani, Zeus si scaglia dal Cielo per colpire i Titani, getta la luce che annichilisce i miti, Zeus divora o ingoia Metis ed evita di essere detronizzato, Cielo chiude i figli che ha generato nel seno. Cronos conquista il mondo divorando e kryptando. Il figlio Zeus non viene divorato per la ribellione della madre Fluente, nessuno è estraneo alla dynamis mitica, che scuote perfino il Caos genesi della dynamis eterna e senza la fine , indistruttibile e kaos-cosmo, antico, principio di tutto e di tutto fine, cosmo-archè, che si avvolge come sfera intorno alla terra, dimora degli dei beati, che cammina con vortici di rombo, custode celeste e terrestre che tutto circondi, che ha nel petto l’intollerabile necessità della Natura, scuro, indomito, svariato, dalle forme cangianti, che tutto vede, che hai Cronos per figlio, beato, demone supremo della instabilità del tempo ontologico trascendente e fenomenico. L’elevazione estatica della temporalità consiste in uno sforzo dynamico dell’anima di unirsi a sé, di distaccarsi da tutto quanto possa essere ostacolo, in modo tale che sia in grado di vedere con l’occhio dell’anima la bellezza sublime. La via è una fuga da singolarità a Singolarità, la risalita verso la contemplazione estatica grazie alla immensa potenza dell’Essere dynamis: la sua inconoscibilità e la sua indicibilità non consenteno né discorso né scienza, nè epistemica nè ermeneutica, ma solo una contemplazione che vada al di là delle categorie della comprensione in quanto la dynamis è in-formale, cioè, si trova al di là o nell'essere ontologico;ogni essere che si trovi nell’universo è in bellezza sublime ontologica, capace di contemplare la visione luminosa perennemente illuminata. La metafisica di Plotino è la dynamis estatica grazie al suo non essere, al suo non avere nessuna composizione, può diventare il principio della potenza o dynamis di tutti i fenomena. Questo è possibile soltanto in quanto la dynamis rimane in sé, indifferente , una sorgente che origina tutti i fiumi pur rimanendo sempre stabile in sé; oppure, come la vita di un albero immenso, ben fondata nella sua radice e presente e diffusa senza dissiparsi in tutte le parti: come il sole dal quale viene fuori un raggio alimentato dal suo centro senza che il sole cambi per niente, quale trascendenza della dynamis, il suo modo di essere superiore ad ogni altra forma di essere, totalmente distinto da tutto e, allo stesso tempo, presente in tutto grazie alla sua bellezza sublime. La dynamis del Sole dipende dalla luce e riceve tutta la sua potenzialità da sè, la
    • luna riceve la luce dal sole, il quale, a sua volta, la riceve dalla luce in sé o dal fondamento dynamico del fondamento della dynamis estatica che crea l’e, senza morte e senza distruzione, physis-dynamis-apeiron una forza che va al di là o transcendenza dynamica della temporalità. Alla illimitata potenza o dynamis è consentita una infinita ed eterna vitualità di movimento infinito quale fondamento delle interazioni: nell'infinito, un moto eterno, sono possibili innumerevoli kosmoi o Microcosmo o macrocosmo o l’eternità del movimento, per cui avviene la transformazione della physis o la potenza animatrice e dinamica della physis, ma che cosa è l’essere-dynamis della physis: è solo il calcolo dei movimenti celesti o la trasmigrazione delle anime o l'estasi nei riti misterici eleusini e matematicoastronomici o la poetica sublime, ascetica, orgiastica del culto di Dioniso? Dioniso-Zagreus frantumato in infiniti astrophysis dai Titani ri-sorge autodynamicamente, dalle ceneri , portando in sé, nell’oscura dynamis propria dell’involucro corporeo i Titani quali forze telluriche o sismiche dynamiche:la sua luce dynamica, immortale daimon si inabissò nell'esserci quale entousyasmos ontodynamico. Da lì quale risonanza dynamica l'ontodynamis si eventuò quale fenomena delle muse armoniche dell'aritmos: poiché vedevano che le note e gli accordi musicali consistevano nei numeri e, poiché tutte le altre cose, parevano a loro che fossero fatte a immagine dei numeri e che i numeri fossero ciò che è primo in tutta quanta la realtà, pensarono che gli elementi dei numeri fossero elementi di tutte le cose, e che tutto quanto il cielo fosse armonia e numero. E tutte le concordanze che riuscivano a mostrare fra i numeri e gli accordi musicali e i fenomeni e le parti del cielo e l’intero ordinamento dell’universo, le raccoglievano e le sistemavano in dynamica coerenza: i corpi che si muovono nel cielo dovevano essere dieci; ma, dal momento che se ne vedono soltanto nove, allora ne introducevano un decimo: l’Antiterra: costoro sembrano ritenere che il numero sia principio non solo come costitutivo materiale degli esseri, ma anche come costitutivo delle proprietà, pongono, poi, come elementi costitutivi del numero il pari e il dispari; di questi, il primo è illimitato, il secondo limitato. L’Uno deriva da entrambi questi elementi, perché è, insieme, e pari e dispari. Dall’Uno, poi, procede il numero; e i numeri, costituirebbero tutto quanto l’universo: limite illimite dispari pari uno molteplice destro sinistro maschio femmina fermo mosso retto curvo luce tenebra buono cattivo quadrato rettangolo. Aristotele rivela:l’armonica, con la dynamica matematica degli intervalli musicali è lo stesso metodo matematico dei fenomeni astrali quale paradigma per svelare la natura degli enti: principio della dynamis metafisica o epistemica ontologica delL’univeso quale contemplazione della bellezza-sublime o struttura dynamica divina. La contemplazione dynamica del Cosmo o kosmos-dynamis è l'armonia quale struttura ontologica dell'astrophysis o bellezza sublime. La sibilla dalla bocca delirante dice cose di cui non si ride, ma lì c'è la deliranza dynamica sublime. Il signore oracolo in Delfi non dice e non nasconde, ma accenna la dynamis sublime della physis-archê o del kosmos-dynamis o della dynamis- armonica ontologica o essere dynamicamente nel cosmo. E' la dynamis cosmica dell’esserci che si nasconde, si krypta e si dekrypta nell'astro-fisica del kosmos in relatività o interagenza con la forza, o potenza o
    • dynamis cosmica o l’essere-singolarità ontodynamica nella sua infinità, o dell’essere come dynamica spazialità cosmica. Essere-dynamis nell’universo come spazio dynamico di tutto ciò che è e può essere nel mondo ontologico. La dynamis ontologica svela la consistenza ontologica della physis e dell'astrophysis e si dissipa nel tramonto , nel klynamen, nell'insorgenza o dissolvendosi o divengendo nel mutare continuamente, così sempre sono invarianze immobili durante il ciclo dynamico della physis cosmica. Insieme dynamico, il venire all’esistenza di tale genere di cose è un’alterazione, mentre per altri è unione e separazione, che cioè fosse prodotto da esseri e da esseri preesistenti, inattingibili dai sensi . Pertanto la loro dynamis è mischiato in tutto perché la visione è quella degli enti astrophysici caotici. Ma le cose appaiono differenti e i loro nomi cambiano in rapporto a ciò che per quantità prevale nella mistione degli illimiti: non c’è nessun ente che sia assolutamente, ma ciò di cui ciascuna entità contiene di più, questa appare essere la sua physis. L’interpretazione di Aristotele è qualità unica dell’ordinamento e separazione dei contrari dalla miscela e la loro reazione reciproca nel vortice in cui ancora ruotano gli astrophysis. Il contenuto cosmogonico dei frammenti delinea uno svolgimento aperto, irreversibile, che ha nel tutto infinito e indifferenziato, l’apeiron-dynamis, la progressiva azione di un motore forza discriminante: è l’alternativa lineare al ciclo cosmico e l’introduzione di una forza-dynamis motrice intelligente, apeiron-dynamis rigorosamente dinamica, diakosmein cosmogonico è un vortice dynamis, capace di innescare la disgregazione dell’intero originario attraverso l’emergenza delle polarità fondamentali dynamiche cosmiche: infiniti elementi eterni nello spazio vuoto. Che cosa mai vuole dire il dio o la dea della dynamis? che cosa nasconde sotto l’enigma, che cosa intendiamo in generale, con immagine dynamica:alethinòn o òntos òn? pseudès dòxa? La dynamis è impronunciabile, indicibile, cosa che non può essere oggetto né di discorso, né di pensiero? invece di essere, definiscono un mobile o ghènesis che sono come quelle cui inerisce la potenza di subire o di fare, dynamis toù pàschein kài poièin, anche quando si tratti di azione? E così l’essere, appunto per questa ragione, essendo conosciuto dalla conoscenza, per tanto, per quanto è conosciuto, si muove perché subisce un’azione, la qual cosa non può accadere per ciò che sta in quiete. Ci faremo persuadere così facilmente che in realtà il moto o kìnesis, la psychè, l’intelligenza o phrònesis non ineriscono a ciò che assolutamente è, ch’esso né vive né pensa? E’ però possibile che avendo anima, stia assolutamente immobile, pur essendo appunto animato? Dobbiamo dunque ammettere che anche ciò che si muove e il moto stesso sono cose che sono, che per le cose che sono immobili, non vi è in nessuna, in nessun luogo, intelletto assolutamente, se tutte le cose si spostino, si muovano, per questo stesso discorso verremo ad escludere ancora per le cose che sono. Per chi muove da tutti i punti di vista ciò che è, ma, come la preghiera dei fanciulli vuole che quanto è immobile anche si muova, bisogna dire che ciò che è tò òn ed il tutto tò pan sono immobili ed in movimento: ciò che è, in quanto tale, la quiete e il moto. Perché il moto starebbe e la quiete si muoverebbe. Uno dei due infatti, quale si sia, nell’un caso e nell’altro, costringerà l’altro a mutarsi nell’opposto, in quanto sarà venuto a partecipare del suo opposto. Partecipano ambedue dell’identico e del diverso, dunque il moto è l’identico o il diverso o così della quiete, il moto è identico e pure non è identico, è identico e non è identico. E se mai il moto come tale partecipasse in qualche modo della quiete, non sarebbe per nulla assurdo dire che il moto è statico? Quindi il moto è diverso da ciò che è? Allora è chiaro che realmente il moto non è come essere, ed è in quanto partecipa di ciò che è? Ebbene? Su questa base forse dobbiamo dire che per noi il bello è a maggior ragione una cosa che è di ciò che bello non è? Per nulla. Più difficile da conoscere è se l'essere e l'uno siano essenze delle cose che sono e ciascuno di essi sia, l'uno essere, l'altro uno, non essendo qualcos'altro, o se si debba cercare che cosa sono l'essere e l'uno, essendovi un'altra physis; gli uni infatti ritengono che la
    • natura dell’essere e dell’uno sia in un modo, gli altri nell’altro. Platone pensò l’essere dynamis illuminato dalla verità e dall’essere, è potenza trascendente: essere si dice in senso accidentale e per sé kath’autò. Essere per sé sono dette tutte le accezioni che ha l'essere secondo le figure delle categorie; tante sono le figure delle categorie e altrettanti i significati dell'essere dynamis. Poiché, dunque, alcune delle categorie significano l'essenza, altre la qualità, altre la qùantità, altre la relazione, altre l'agire o il patire, altre il dove e altre il quando: ebbene, l'essere dynamis ha significati corrispondenti a ciascuna di queste. Inoltre, l'essere e l'è significa, ancora, che una cosa è vera e il non-essere e il non-è significa che non-è vera, ma falsa; e questo vale tanto per l'affermazione quanto per la negazione, l'essere o l'ente significa, da un lato, l'essere in potenza o dynamis e, dall'altro, l'essere in atto o dynamis attante. I confini dell'anima, psychès peirata, non si trovano, quando si cercassero, talmente sono profondi, l'anima seguita ad esistere conserva potere e intelligenza:dynamis: c’è chi, ponendo intorno alla terra un movimento vorticoso, immagina che sia tenuta ferma da questo moto del firmamento; e c’è chi immagina la terra come una madia piatta, e sotto le pone l’aria come sua base e sostegno. Ma quel potere o dynamis onde cielo e terra si trovano disposti come fu possibile un giorno fossero disposti nel modo migliore, codesto potere dynamico né lo ricercano né credono abbia alcuna sua forza divina; bensì credono di poter ritrovare un Atlante assai più forte e più immortale di questo, e meglio capace di contenere in sé , la bellezza in sé, màthesis della dynamis: o dynamis contemplata dalla metà archès o immaginazione eikasìa-archà-physis. Ogni màthesis dynamizza una conoscenza preesistente: màthesis o epistemik physis in relatività dynamica o perfezione cosmica. In particolare utiliza l'idea di forza come essenza della materia e di spazio come relazione della dynamis inseriti in una armonia prestabilita o l'essenza assoluta dello spazio, che assieme al tempo assoluto sono dal punto di vista epistemologico aristotelico forza o dynamis dell'ordine cosmico, Specimen dynamicum. In esso senza mai separare il rigore della prudenza storica dalla dynamis di una raffigurazione ermeneutica, produce una nuova visione dotata di regole morfo-sintattiche e ogni fenomeno fisico può essere ricondotto a fenomeni dynamici o potenza generatrice con in sé il principio di ogni mutamento, di ogni moto e principio di mutamenti. La fisica di Aristotele fu la scienza generale dei mutamenti nella natura; i fenomeni fisici erano quindi ridotti agli urti tra le particelle considerate indivisibili. L'unico effettivo antagonista della concezione meccanicistica fu Gottfried Wilhelm Leibniz che propose una paradigmatica del tutto alternativa:la dinamica di Leibniz. La nascita della dinamica , ovvero una teoria che spiegò il moto quale effetto di forze, dynamis , l'equivalenza cinematica si fondò sull'idea di forze esterne quali cause dinamiche che determinano le deviazioni dal moto rettilineo-uniforme inerziale o "fondamento" dinamico . Ma la dinamica d'attrazione non era riducibile ad un meccanismo di puri urti, agendo a distanza nel vuoto, erano comunque comprese in termini di un meccanismo di bilanciamento in un equilibrio statico. Il mondo-macchina o 'assolutezza' del moto, sottostante alle apparenze cinematiche, è propria di un moto ridotto a differenza di posizione: il moto non ha una realtà propria; assoluta e reale è solo una differenza di posizione che, comparendo nei moti rotatori, permette di rivelare una rotazione assoluta, quindi un moto assoluto ed uno spazio ed un tempo assoluti, esistenti indipendentemente dai fenomeni fisici. E' la negazione della relatività del moto su un piano dinamico che sembrava determinare l'affermazione della cosmologia . Ed è lo spazio assoluto, coincidente con lo spazio infinito della geometria euclidea, che si impose definitivamente sulla concezione del cosmo spazialmente finito aristotelico-tolemaico. René Thom sosteneva esistesse una priorità ontologica del continuo sul discreto e cita Aristotele, la Fisica: E’ chiaro che l’illimitato apeiron è causa solo in quanto hyle e il suo essere è privazione, mentre il sostrato in sé è il continuo e il sensibile o l’infinito ha per sostrato il continuo. Dunque, dobbiamo all’autorità di Aristotele una visione che vi sia una continuità liscia, senza salti né lacune, che è lo sfondo impercettibile su
    • cui si stagliano gli eventi, le trasformazioni, le faglie, le increspature dell’essere. Il continuo è il sostrato, il supporto, lo sfondo su cui, grazie a cui si pongono in rilievo le varie figure e forme : non è possibile pensare nulla senza riferimento al continuo della fisica e della metafisica aristotelica e della matematica ontologica o cosmologica, o ontologico in senso pieno: le cose divine si muovono in continuità, con il sole, gli astri, la luna e tutto il cielo, l’essere è uno e continuo e l’infinito è continuo perchè tiene insieme l’universo: la luce è il legame del cielo, la forza che tiene unita la volta celeste e con-tenere, tenere insieme: non semplice fondale o sfondo.Thom, L’antériorité ontologique du continu sur le discret: synektike dynamis, la potenza coesiva, relazionale, ricordata dal pensiero di Aristotele. Nella Fisica Aristotele esordì: Se l’uno è continuo, l’uno è molti, essendo il continuo divisibile all’infinito : l’infinito è continua divisibilità o aggiunta, o come divisibilità di un continuo all’infinito apeiron, vagamente sentita come energia relazionale del cosmo, come forza coesiva tra gli eventi naturali: la sua qualità è la divisibilità infinita: grandezza, tempo, movimento, e dunque mutamento sono forme del continuo, che lì esprime la sua totale fisicalità: corpo, movimento del corpo, tempo, spazio. Il tempo inteso come linea del tempo, un tempo spazializzato in cui l’istante equivale al punto sulla linea, spazio della fisica aristotelica compiutamente geometrizzato, dove il continuo non è più forza naturale, cosmica che compone, armonizza, mette in relazione, ma sostrato materiale e sensibile composto secondo il continuo lineare. Aristotele pone così il problema della differenza tra gli enti e della loro identità. La linea non può però mai essere divisa simultaneamente in tutti i suoi possibili punti, o il tempo nei suoi infiniti istanti. La continuità, come l’infinità, è pura potenzialità, o transcendenza della purezza-dynamis o evidenza fenomenica quale pura potenzialità o dynamis precategoriale fisico-matematica delle dinamiche classiche quali fluttuazioni o perturbazioni. Invece, con la geometria dei sistemi dinamici si dà centralità a fenomeni possibilmente al di sotto dell’intervallo della misura fisica: una variazione, fluttuazione non misurabile, un non-nulla al di sotto della misura, può determinare l’evoluzione di una dinamica. Solo il continuo, non ponendo limiti inferiori alla misura classica ha consentito di sviluppare quelle dynamis analitiche. La misura fisica è per principio approssimata: è un intervallo dinamico o punto euclideo, senza dimensioni, punto di partenza o di passaggio di traiettorie o linee senza spessore. La fisica classica è deterministica e descrive perfettamente la dinamica, matematica nel continuo, l’aleatorio, l’incertezza delle dinamiche non-lineari cambiano la dynamis delle variabili spazio temporali o lo spazio-tempo della fisica classica o l' epifenomeno del movimento ontogenico. Le variazioni locali della metrica, correlate alla curvatura dello spazio della relatività spazio-temporale, o continuo del movimento, ad intervalli infinitesimali dell’analisi non standard, che riprende il concetto di infinitesimale di Leibniz. Nel Pacididius Philateti, Leibniz introduce due interessanti esempi per spiegare la propria visione del movimento, del cambiamento e del continuo: si considera il passaggio dallo stato di moto a quello di quiete di una sfera assoluta posta sopra una tavola perfettamente piana, il problema è quello dello stato di passaggio del punto di congiunzione o l'ituizione degli spazitempi postrelativistici di Kaluza-k. Se si immagina tale punto come intermedio c'è uno stato contemporaneo di moto/quiete. Se invece si propenda per un passaggio nel quale ad uno stato di moto segue immediatamente uno stato di quiete, sembra che si guadagni in precisione ma si perda l’intuitività di tipo ontologico: non esiste così un'interazione a distanza. Stelle e pianeti non possono comunicarsi le loro reciproche distanze e quindi non possono "sapere" con quale intensità attrarsi, in ultima analisi dunque, non possono proprio attrarsi.
    • Einstein spiegherà, infatti, che la massa si muoverà in uno spazio deformato e quella deformazione lo farà muovere "come se" esistesse la forza attrattiva descritta da Newton. Ma la forza attrattiva non esiste. L'avvallamento non avrà la forma dei vortici di Leibniz ma è qualcosa che "tocca" il corpo, che interagisce direttamente: nessuna interazione a distanza, ma senza interazione dynamica non c'è l'interazione, non può esserci un'interazione a distanza. La singularité physique della dynamis intesa come trasfigurazione imperativo-inventiva, prospettivo-orizzontica o l'interpretazione della verità come un tenere-per-vero che ha il carattere di un comando, e il vero come adattamento al caos, fonda il carattere inventivo e imperativo di una potenza che guarda lontano intorno a sè la dynamis che sa di essere volontà di potenza, in tale consapevolezza si erge dinanzi all'ente fino all'incondizionato progetto-guida della metafisica. La distinzione di queste due determinazioni, che regge la metafisica e la cui origine è rimasta occulta, ha il fondamento nella distinzione platonica dell' ontos on e del me on. Il primo è l'ente essente, che è in modo vero e proprio, nella cui presenza sono uniti il che cosa un ente è e il che è. Il secondo è quello apparente, che mostra il che cosa è solo in modo offuscato, e che quindi non è veramente, pur non essendo un niente. Tale distinzione si presenta successivamente in forme diverse essentia, existentia, viene infine alla luce nel compimento della metafisica: il che cosa la volontà di potenza, in quanto essenza, è l'unico e autentico che è dynamis. Si attua il rovesciamento del platonismo, si pretende di avere assunto la preminenza sull'essere, mentre con la sua stabilizzazione, è portata a compimento soltanto la supremazia dell'essere come presenza e stabilità. La conseguenza di questo ultimo stadio della metafisica, si manifesta nella corrispettiva determinazione dell'essenza della verità. Essendo svanita anche l'ultima risonanza della alètheia, la verità diventa suprema volontà di potenza o dynamis: in un mondo in cui solo l'ente, e non l'essere, è essenziale. Il nichilismo dinamico è quell'evento Ereignis-dynamis nel quale la verità sull'ente nel suo insieme muta e si spinge nella dynamis infinita sublime. Un evento fondamentale della metafisica della volontà di potenza, che rappresenta una svolta decisiva nella metafisica. La dynamis o potenza non conosce fini in sè, ai quali giungere per fermarvisi, ma, in quanto superpotenziamento, può solo ritornare in se stessa, senza che il movimento del mondo sfoci in qualche stato finale, sussistente in sè. E poichè l'attuarsi perenne e senza fini della dynamis o volontà è finito nelle sue posizioni e nelle sue forme, l'ente nel suo insieme deve far ritornare l'uguale, e tale ritorno deve essere eterno. Tale dynamis è costruttiva, poichè costruisce ciò che ancora non è presente, curando il fondamento; è distruttiva o decostruttiva poichè in ogni costruire è implicato il distruggere. La dynamis è l'elevarsi in alto del sublime infinito o la storia dell'essere dynamis o storia della dynamis metafisica dell'essere sublime. Nella metafisica dynamica attraverso la perenne domanda che chiede che cosa è l'ente-dynamis si domanda dell'essere- dynamis: l'ente in quanto ente è tale, grazie all'essere; ma l'essere dell'ente è pensato partendo dall'ente. Ne consegue che la metafisica non pensa l'essere in quanto essere: lo pensa partendo dall'ente e arrivando all'ente. Essa traspone l'essere dynamis in un ente dynamico, sia esso l'ente sommo nel senso della causa suprema, o invece l'ente nel senso del soggetto quale condizione dell'oggettività, o nel senso della soggettività incondizionata. L'essere dynamis viene dunque fondato su quello che fra gli enti è il più ente dynamico. Perciò nella metafisica l'essere rimane impensato; ma anche la svelatezza dell'ente rimane impensata, poichè la metafisica pensa, sì, l'ente dynamico e non la dynamis delle entità: è la storia del sottrarsi dell'essere e del conseguente abbandono dell'ente: occorre invece che il pensiero vada incontro all'essere nel suo rimanere assente instaurando il dominio dell'ente, che appare come la volontà di potenza, porta a compimento il destino della completa velatezza dell'essere dynamis, la metafisica della dynamis perviene alla sua forma estrema, e solo in questa forma diviene comprensibile la sua essenza, che consiste nell'oblio dell'essere dynamis. La metafisica come storia dell'essere-dynamis è la storia dell'essere come metafisica della dynamis. La storia dell'essere come metafisica della
    • dynamis comincia con la distinzione tra che cosa un ente è e il fatto che è, oppure ciò che può essere: la possibilità della dynamis, e rimane senza fondamento, si cela l'essere stesso. All'inizio della sua storia, l'essere si apre nella radura come schiudimento o physis e svelamento o alètheia; di qui giunge nella forma della presenza e della stabilità dynamica. Per Aristotele, ciò che è stabile e presente ha il carattere fondamentale del movimento o della quiete, nella quale il movimento si è concluso, ed è connotato come dynamis-èrgon ed enèrgheia, nel mutamento della enèrgheia nella actualitas, in cui viene definitivamente misconosciuta l' impronta greca dell'essere dynamis: all'inizio, l'ente in quanto èrgon è ciò che è lasciato libero nell'aperto dell'essere presente; quando l'enèrgheia si trasforma nell'actualitas, l'èrgon diviene l'opus dell'operari; l'essenza in tutta la sua purezza in quell'ente che realizza in senso sommo l'essenza dell'essere, in quanto non può mai non essere: in termini ontoteologici è Dynamis, ente dynamico: l' existentia è l'actualitas, una efficienza che traspone qualcosa nel "fuori" e supera così dynamicamente il niente. L'essenza dell'essere è dato ora dall'essere che costituisce il tratto fondamentale dell'existentia che, fin dall'inizio della metafisica, ha la preminenza rispetto all'essentia, quale dynamis o impellente possibilità. L' existentia si svela come l'insorgere dynamico contro il nulla: Perchè vi è dynamis e non piuttosto il nulla? L'essere dynamis è un fondare, e il fondare deve avere in sè l'essenza di accordare preferenza all'essere rispetto al niente. Per Leibniz, l'ente Dynamis è existificans. La volontà di potenza rappresenta l'estremo scatenamento dynamico dell'essere nell'enticità, in forza del quale quest'ultima diventa la razionalità scientifica o epistemica dynamica e che trasforma il mondo in una immensa dynamis della volontà di potenza. Di tale evento dynamico nell'aperto della radura dynamica è custodita dall'essere la dynamis: Aristotele interpreta in generale ciò che cade con la dynamis del sasso che vuole tornare dai suoi sassi; lo stesso vale per il fuoco che avvampa verso l’alto, per raggiungere gli altri fuochi, nel cielo: che cosa c’è di nuovo, dunque, nel modo aristotelico di fare filosofia partendo dalla fisica? Fisica significa: comprendere l’essere del movimento; Platone concepiva ancora il movimento come un non-essere, perché differente da quell’essere, la cui immutabilità, è sempre e ovunque presente il mondo delle strutture immutabili come i numeri e le figure si rispecchi negli eventi di questo mondo, e ciò trovi espressione nel concetto di misura e armonia, di ordine e bellezza o L’ESSENZA DEL MOVIMENTO dynamico. Quando Aristotele parla del movimento, intende l’essenza di ciò che è mosso: non quale astrattezza di spazio, tempo e velocità, nella quale i punti son astratti, bensì proprio la diversità degli enti, che partecipano del movimento, in un mondo tutto pieno, nel quale ci sono enti di diverso tipo, ciascuno con un movimento differente. Ma che cos’è, in generale, il movimento? Non è, semplicemente, un non-essere- qui. Ma non è nemmeno, soltanto, un essere-qui. Infatti, se di movimento si tratta, è insieme qualcosa che è qui e non è più qui: sono le aporie DI ARISTOTELe di una fisica qualitativa che a trapassare in metafisica. Pertanto, se ogni conoscenza razionale è o pratica o poietica o teoretica, la fisica dovrà essere conoscenza teoretica, ma conoscenza teoretica di quel genere di essere che ha potenza di muoversi o dynamis: oltre ad occuparsi dei corpi terreni, caratterizzati dall’essere passeggeri e non eterni, Aristotele fa rientrare nel campo d’indagine della fisica anche lo studio dei corpi celesti. Con quest’operazione, egli pone l’astronomia come scienza fisica e non come scienza matematica quale era per Platone, poiché gli astri sono anch’essi corpi in movimento, benché non siano soggetti al divenire, ma esistenti sempre e necessariamente in quanto composti non già dei quattro elementi, bensì dell’etere; gli orizzonti della fisica finiscono per spaziare dalla terra al cielo, o confine tra il mondo terrestre e quello celeste, popolato dai corpi eterni – è segnato dalla luna, che divide il mondo sublunare da quello sopralunare o astrofisica che presenta caratteristiche fluttuanti. La materia e la forma non sono separabili l’una dall’altra, la materia non sempre si lascia dominare dalla forma, a volte le si oppone: eterna è invece la loro vicenda di trasformazione, poiché eternamente si trasformano l’uno nell’altro. Il mondo sublunare, di natura sferica, viene così a configurarsi come una
    • serie di cerchi concentrici al cui centro c'è l’elemento più pesante e alla periferia quello più leggero. I corpi celesti, invece, si muovono di moto circolare. La luna segna il confine tra i due mondi sublunare e sopralunare, ma tra essi non c’è separazione netta: c’è anzi una zona intermedia in cui si situano i fattori meteorologici. Aristotele parla del moto solare come causa dei moti sublunari: quale dynamis ciclica del mondo sublunare. I corpi celesti non si muovono tutti allo stesso modo: ciascuno di essi descrive nel suo tragitto una sfera e l’insieme complessivo di tali sfere dà un insieme concentrico che ha al suo centro la Terra. Come la Terra occupa il centro del mondo, così la periferia è occupata dal “cielo delle stelle fisse”, che chiude l’estremità del mondo. Le stelle fisse hanno moto eterno, circolare e semplice: via via che dall’alto si scende verso la luna, i moti dei pianeti presentano sempre maggiori irregolarità di velocità: quale è il principio motore che mette in movimento i corpi celesti? Aristotele propone ben due diverse possibili risoluzioni , dapprima egli riconosce che ogni sfera ha un proprio motore dotato di determinate caratteristiche: deve essere una sostanza dynamica, deve essere atto puro della dynamis l’universo stesso non è che movimento incessante pensiero del pensiero dynamico: poiché l’essere dynamis si dà o si eventua in molti modi e il suo essere si dà in una pluralità, tutti in qualche modo connessi è infinita dynamis apeiron, illimitato, giacchè se avesse limiti, allora avrebbe qualcosa fuori di sé e quel qualcosa sarebbe il non-essere, se l’essere si muovesse, si muoverebbe verso ciò che non è, verso il non-essere o l’immobilità assoluta dell’essere? Aristotele svelò per primo l’indeterminatezza della materia. Tutta la physis è mobilità, anzi è l’attualizzazione di una dynamis o potenzialità, ca, ma l’atto si identifica con la forma, la potenza con la materia. La potenzialità della materia, infatti, è tale per cui essa può essere diversamente da come dovrebbe :Aristotele è enigmatico: un evento è la dynamis dell'indeterminatezza, è sì indeterminatezza intenzionale ma che distingue tra ciò che avviene kata fusin e ciò che avviene para fusin, vi sono eventi nella indeterminatezza, ma tutto si muove in vista del motore immobile; nel De caelo a muoversi direttamente in vista del motore immobile è solamente il “primo mobile”, cioè il cielo delle stelle fisse. Il movimento uniforme ed eterno del primo cielo che regola il movimento degli altri cieli deve trovare l'atto puro, immateriale, è il fondamento intrinseco dell'essere Dynamis, l' essere è in un luogo, perciò il luogo è il primo immobile e tutte le cose sono nel cielo: chè il cielo, s' intende, è il tutto! Il luogo, invece, non è il cielo, ma , per così dire, l' estremità del cielo, ed è immobile contiguo al corpo mobile: il cielo non è affatto in un' altra cosa è la dynamis del Cosmo. Ma come vi potrà essere un movimento naturale lungo il vuoto e l' infinito, se in questi non persiste alcuna differenza? Ma ogni movimento è in un tempo, e in ogni tempo è possibile che si attui un movimento, ed è possibile che tutto ciò che è mosso, si muova. Lo spazio è finito e limitato dalla sfera del cielo. La sfera del cielo è uno spazio finito e illimitato a due dimensioni con curvatura costante positiva. Lo spazio racchiuso dalla sfera del cielo è pieno, finito e limitato: esso non è né omogeneo né isotropo per cui non può essere considerato uno spazio globale euclideo a tre dimensioni. D' altra parte, nell' ambito di un' astronomia geocentrica non è possibile misurare la dimensione della profondità dello spazio cosmico. La geometria di Euclide non è una teoria dello spazio, ma una teoria degli oggetti, considerati in astratto, per le loro dimensioni e per le forme che li delimitano, come grandezze infinitamente divisibili: un' algebra geometrica, un algoritmo. Il tempo infinito non è più misurato dal numero di rotazioni della sfera del cielo. L' equilibrio dinamico fra gravitazione e inerzia consente che l' universo possa essere considerato un' infinita estensione di spazio vuoto. Poichè i corpi sono costituiti da entità indivisibili interagenti a distanza, anche all' interno dei corpi prevale lo spazio vuoto. La varietà non euclidea spazio-temporale è continua e differenziabile, cioè ammette in ogni evento uno spazio-tempo tangente a curvatura nulla. Ciò significa che un intorno sufficientemente piccolo di un qualunque evento è una dynamis cronotopica. La distanza cronotopica fra due eventi è una geodetica dello spazio-tempo. Lo spazio-tempo curvo è pieno di campi e di energia, un evento spazio-temporale delle varietà differenziabili o dynamis-physis. La fisica è un movimento di una potenza, Il cambiamento
    • è un passaggio dal non essere all’essere oppure dall’essere al non essere, Il tempo e lo spazio sono grandezze continue quindi anche il movimento è continuo, movimenti, spazi e tempi sono divisibili all’infinito: in mezzo agli istanti c’è sempre un tempo. Esistono infiniti tipi di infinito , Infinito in atto e infinito in potenza, ma L’infinito può esistere solo in potenza, Lo spazio è infinitamente divisibile, ma la fisica matematizzata non è l’unico sapere : è Leibniz o l' ermeneutica della physis. La nascita della «fisica» in Aristotele è costituito dalla insistenza sul motore per spiegare il movimento eterno e continuo del cielo o ontologica del motore immobile. Per realizzare il proprio fine, che è quello di muoversi eternamente, il cielo deve essere mosso dal motore immobile: Il cielo è una vasta sfera che ruota attorno a un asse, come ci induce a pensare la rivoluzione circolare delle stelle sempre visibili. La Terra è una sfera: Ma una cosmologia presuppone una filosofia della natura, o almeno una fisica dinamica ontologica paradigmatica ove il moto possa essere una relazione che spieghi l'essere dynamico con l'essere matematico, la struttura della scienza è la struttura dell'Essere dynamis che possa afferrare la varietà dell'Essere, qualitativo, mobile e variabile. Non c'è una teoria matematica della qualità, neppure una del movimento. Non vi è movimento né numeri, non una dinamica: è impossibile dare una deduzione matematica della qualità dinamica, non c'è una adaequatio della dynamis. Platone ipotizzò un universo sferico geocentrico dove la Terra ha una forma sferica e non è sorretta da niente. Intorno inseriti in sfere concentriche, sono presenti gli astri "fissi" e "vaganti". Invece Eudosso pensò un modello secondo cui l'universo è costituito da sfere omocentriche di diverse dimensioni. L'universo aristotelico oltre ad essere sferico è anche finito perché avendo un centro non può essere infinito, introduce lo spazio relazionale, inteso come luogo o posizione relativa o una potenza dynamica. Ciò-che-si-muove-da-sè si muove secondo impetus imaginatio, o immaginare la dynamis . La priorità aristotelica del moto circolare è immaginata come perfettamente sferica o dynamis immaginarie vertiginose o dinamica del moto nella presenza dell’essere o essere nello spazio-tempo come luogo in cui si trova un ente, l’altro come il tempo in cui esso si muove. Che cos’è il compiersi del movimento? Il movimento si compie non quando l’ho già compiuto: se sono già arrivato, il movimento è terminato, non c’è più moto, ma quiete. Che cos’è invece il movimento in quanto movimento? Il movimento come tale: il movimento dev’essere descritto come intreccio di dynamis ed enèrgheia. Dynamis o dinamica, Nel Sofista Platone pensò la dynamis, o la naturapazio-tempo sull'ontologia dello spaziotempo disoblia quel paradigma o quell'ontologia della monade o quanta immaginarii dell'ontologia dello spaziotempo. String sigma-model action: the classical theory Light-cone gauge sublime Conformal field theory and string interactions Conformal field theory Background fields Vertex operators The structure of string perturbation theory The linear-dilaton vacuum and noncritical strings Witten's open-string field theory Strings with world-sheet supersymmetry sublime
    • Ramond--Neveu--Schwarz strings Global world-sheet supersymmetry sublime Constraint equations and conformal invariance Boundary conditions and mode expansions Canonical quantization of the RNS string Light-cone gauge quantization of the RNS string Strings with space-time supersymmetry sublime The D0-brane action sublime The supersymmetric string action sublime Gauge anomalies and their cancellation T-duality and D-branes The bosonic string and Dp-branes D-branes in type II superstring theories Type I superstring theory T-duality in the presence of background fields World-volume actions for D-branes The heterotic string sublime Nonabelian gauge symmetry in string theory Fermionic construction of the heterotic string Toroidal compactification sublime Bosonic construction of the heterotic string M-theory and string sublime Low-energy effective actions M-theory sublime M-theory dualities String geometry sublime Orbifolds sublime Calabi--Yau manifolds: mathematical properties Examples of Calabi--Yau manifolds Calabi--Yau compactifications of the heterotic string Deformations of Calabi--Yau manifolds Special geometry Type IIA and type IIB on Calabi--Yau three-folds Nonperturbative effects in Calabi--Yau compactifications Mirror symmetry
    • Heterotic string theory on Calabi--Yau three-folds K3 compactifications and more string dualities Manifolds with G2 and Spin holonomy Flux compactifications Flux compactifications and Calabi--Yau four-folds Flux compactifications of the type IIB theory Moduli stabilization Fluxes, torsion and heterotic strings The strongly coupled heterotic string The landscape Fluxes and cosmology Black holes in string theory Black holes in general relativity Black-hole thermodynamics Black holes in string theory Statistical derivation of the entropy The attractor mechanism Small BPS black holes in four dimensions Gauge theory / string theory dualities Black-brane solutions in string theory and M-theory Matrix theory The AdS / CFT correspondence Gauge / string duality for the conifold and generalizations Plane-wave space-times sublimestring theory-M-sublime in superstring theory- sublime-string p-brane actions-sublime The string action-sublime String sigma-model action: the classical theory Light-gauge sublime-field theory and string interactions The structure of string-sublime- theory The strings-sublime-string field theory
    • Strings supersymmetry sublime-Sublime-strings Global world-sheet supersymmetry sublime Strings with space-time supersymmetry sublime The D0-brane action sublime The supersymmetric string action sublime The sublime string and Dp-branes D-branes in sublime superstring theories superstring theory-sublime- presence of background fields sublime for D-branes The string sublime-gauge symmetry in string theory Toroidal compactification sublime M-theory and string sublime M-theory sublime M-theory-sublime-String geometry sublime Orbifolds sublime manifolds: mathematical sublime-manifolds Special geometry-sublime Mirror symmetry-sublime- string theory-sublime-K-sublime-Manifolds Sublime strings The sublime string Black holes in string theory-Black holes in sublime-Black-hole ontodynamics Black holes in string theory-Sublime-The attractor sublime Small Sublime black holes in four dimensions-sublime Gauge theory-sublime / string theory sublime Black-brane sublime in string theory-sublime and M-theory-sublime Matrix theory Gauge / sublime......wave space-times sublime apeiron sublime tra la regione della topologia sublime fluttuante, o di Planck e la cronospazialità immaginaria sublime di Hawking: o, se si desidera, tra Wheeler e la teoria delle supercorde di Veneziano, al presente evoluta in teoria delle varietà o membrane di Scheroh, Schwarz,Khuri, Minasian, Lu,Duff, Witten, Howe, Howe,Kellogg, Hull,Townsend, Polchinsky, Dirichlet, Banks, Shenker, Susskind e altri. Se quella assenza interpretativa non esistesse, si penserà che qualcuno abbia risolto il principio di indeterminazione. Ma così, non ci sarebbero più problemi di cromodinamica sublime quantica, o
    • supergravitazionale sublime o relativistica. Esiste, invece, tra la dimensione 10 - 35 e la 10- 18, ove si calcola l’unificazione di tutte le interazioni fondamentali,una mondità o un cosmo infinitesimo o un chaos, meglio un chaosmos infinito, sublime tutto da esplorare. Forse lì non c’è il sublime o il nichilismo assoluto , non regna l’instabilità fluttuante del tempo e della spazialità, ove il principio di indeterminatezza si svela quale principio ermeneutico o d’interpretanza catastrofica. Si potrà invece classificare una varietà topologica che disveli un’area sublime, ove fluttuino singolarità sublimi metastabili,interpretabili con una nuova ermeneutica quantistica, o se non si creasse suscettibilità, una vera e propria ontologia quantica sublime. Là nella dimensione metastabile sublime, compresa tra il 10- 18 ed il 10- 33, vigerà sempre ed eternamente il principio di indeterminatezza, ma sarà presente, o apparentemente assente,l’ermeneutica dell’interpretanza morfogenica, o morfologica sublime od ontologica sublime. C’è un chiasma sublime di interagenza tra le due o tre mondità: la stabile o cronotopica immaginaria; la instabile, fluttuante sublime e chaotica sublime; la metastabile e metamorfica od ontologica sublime, ove si svela la morfologia dell’ermeneutica quantica sublime. Lì le singolarità si eventuano in trivarietà a densità assoluta o relativa. Quando gli eventi sublimi virtuali trovano una morfogrnesi chaosmica in sé, la loro metastabilità si disvelerà in una trivarietà a curvatura positiva o negativa, genesi di eventuale materia, o energia, o antimateria. La morfogenesi subquarkica è l’evento sublime metastabile che genera più interessere sublime: se si desidera interpretare la sua morfologia dinamica superficiale,l’ermeneutica coinciderà con le teorie delle supercorde o delle membrane, ove le dimensioni energetiche sono eventuabili con la supersimmetria quantistica o graviquantica; se invece si immergesse la sonda nell'intimità sublime chaosmica della varietà, scelta trinitaria per consentire una simmetria con gli eventi graviquantici, si disvelerà la mondità autentica della ontologia quantica sublime. La trivarietà vuota, nella sua spazialità sublime topologica, è abitata dall’orbita di un superquark, o gluone, o gravitino, o leptone, o neutrino virtuale nel toroide di destra, sinistra, centro; ma anche nella spazialità animata nucleare si eventueranno presenze vuote, o nulle, o neutre, o virtuali, o immaginarie sublimi. La loro morfologia sarà super simmetrica ai graviquark o fotogluoni, ma con incastri inifitesimi ed infiniti dalla dimensione 10- 18 fino alla topologia fluttuante del 10- 35. Si è in presenza di varietà supersimmetriche sublimi virtuali ed immaginarie e metastabili,supergravita zionali,le quali si eventuano nel nucleo eccentrico animato della trivarietà del subquark, o subgluone, o subgravitone declinabili e classificabili con un ermeneutica quantica in: morfoquarks, o ontoquarks, o archiquarks infinitesimi o chaosmici: ove sarà impredicibile ed imprevedibile l’essenza ontologica, ma previsibile ed interpretabile l’essenza morfologica e topologica, tanto da eventuare, anche una possibile epistemologia o modellistica matematica computabile, ma, già da ora l’assenza di una ontologia quantica sublime. Là, si disvelerà l’essere chaosmico infinito ed infinitesimale degli arkquarks: essenze virtuali ed immaginarie della cronotopia supersimmetrica delle trivarietà metastabili, nella dimensione di Gödel, prossime e comprese tra la dimensione di 10- 18 e quella di 10- 33.
    • Al di là , o se si desidera al di sopra, della regione instabile di Planck o al di qua, o al di sotto, della regione stabile o iperstabile del tempo immaginario di Hawking, c’è l’area metastabile e chaosmica sublime virtuale ed immaginaria di Gödel, ove s’eventuano le varietà dell’ermeneutica quantica, o graviquantica, interpretabile e classificabile con l’ontologia quantica sublime. Le singolarità sublimi morfogeniche disvelano modelli di arquarks orbitanti intorno ad eccentrici ontoquarks: supersimmetrici e dimensional mente sinestetici, si danno quale fondatezza degli eventi sublimi virtuali ed immaginari metastabili,interpretabili quali prodromi delle super stringhe, o supergravità,supercorde, o membrane unificanti le interagenze fondamentali, oppure potranno essere la morfogenesi degli eventi sublimi disvelati nelle dimensioni dell’alterità chaosmica: buchi neri, sinergie delle cronotopie, solitoni virtuali, tempo immaginario originario, metastabilità topologica della regione fluttuante di Planck. Lì, nell’universo sublime, si presenteranno quali singolarità infinite; nella microfisica quali physis infinitesima sublime. Le presenze sublimi di ontoquarks nell’animato vuoto eccentrico degli archiquarks, o la loro assenza, eventueranno i modelli supersimmetrici dei gravifotoni o dei leptoni, la loro carica elettromagnetica, la super gravità o gravità quantica e l’interagenza deboleforte. Dentro la monade sublime trivarietà è possibile fermarsi nell’interpretanza superficiale o dimensionale, o, se si desidera, è consentito inoltrarsi nella ermeneutica ontologica della physis sublime, fin là ove disvelasse l’instabilità assoluta o il chaos fluttuante di Planck. Quelle singolarità sublimi metastabili chaosmiche, potranno essere, più formalmente, dei vari attrattori quantistici o attanti quantici sublimi. Meglio: gli arkquarks possono essere attrattori quantistici, prossimi alla teoria della supergravità o superstringhe, o supercorde, o supermembrane supersimmetriche o alle teorie della grande unificazione delle interazioni fondamentali, là ove sarà vigente il principio di indeterminatezza, ma la cui morfologia sarà interpretabile con l’ermeneutica quantistica sublime. L’ontoquark potrà essere, invece, l’attante quantico, strano o chaosmico,che dà alla luce le singolarità sublimi metastabili dal nulla,eternamente instabile, del kaos di Planck lì vigerà, come sempre, l’indeterminatezza, ma la morfogenesi topologica, virtuale e immaginaria, può essere passibile d’interpretanza con l’ontologia quantica sublime. La sinestesia tra l’attante e l’attrattore chaosmici, o strani, o virtuali, o immaginari, darà senso all’essere degli eventi sublimi morfogenici metastabili: quando le orbite topologiche della trivarietà saranno abitate dagli ontoquarks e le trisfere animate eccentriche vuote, l’attante arkquark disvelerà le interegenze leptoniche,gravimagnetiche, neutriniche,gluoniche,fotoniche. Qualora le orbite della trivarietà topologica si presentassero vuote, mentre le eccentriche animate trisfere abitate singolarmente, o totalmente, o perzialmente dagli ontoquarks, l’attante arquark svelerà le supersimmetrie nucleari dell’interagenza forte, le forze elettrodeboli, i fenomeni polari, i paradossi della quinta antigravità o supergravitazionali, le singolarità chaosmiche dei buchi neri aggettanti e dissipanti raggi fotonici. Si è in presenza d’una ermeneutica quantistica, utile per creare il sintagma delle interagenze fondamentali ma anche si eventuerà la morfogenesi primigenia della ontologia quantica della physis sublime animata. .... Teoria delle stringhe sublimi
    • Stringa sublime Stringa transublime Teoria delle superstringhe sublimi M-teoria sublime Supergravità sublime Fisica sublime degli eventi sublimi In fisica sublime teorica, la M-teoria combina matematicamente le cinque teorie delle superstringhe e la supergravità ad 11 dimensioni, nonché le quattro interazioni fondamentali. Il significato della M-sublime Caratteristiche della M-teoria-sublime Il fisico teorico Witten, il primo a proporre questa teoria, non ha specificato quale sia il preciso significato della lettera M-sublime..... potrebbe essere "magia", "matrice" o "mistero"; è stato anche suggerito il significato di "membrana" o "teoria madre".......la lettera maiuscola M potrebbe essere, se ruotata di 180°, la W iniziale del cognome ; oppure ancora, starebbe per "murky", parola inglese per indicare qualcosa di torbido, di difficilmente visibile...o transvisibile sublime, quindi nè visibile, nè invisibile..solo forze, niente materia, sia stringhe chiuse che aperte; incongruenza maggiore: una particella con massa immaginaria, chiamata tachione sublime o translucenza sublime....Supersimmetria tra forze e materia, con stringhe sia aperte che chiuse, nessun tachione.....Supersimmetria tra forze e materia, solo stringhe chiuse, nessun tachione, fermioni privi di massa ..... Supersimmetria tra forze e materia, solo stringhe chiuse, nessun tachione, fermioni privi di massa con spin in un'unica direzione (chirali) ... Supersimmetria tra forze e materia, solo stringhe chiuse, eterotiche, cioè le stringhe che si muovono verso destra differiscono da quelle che si muovono a sinistra, nessun tachione, gruppo simmetrico.....Supersimmetria tra forze e materia, solo stringhe chiuse, eterotiche, cioè le stringhe che si muovono verso destra differiscono da quelle che si muovono a sinistra, nessun tachione, gruppo simmetrico E8×E8 Un'evoluzione dello spazio-tempo di stringa sublime può essere descritta in matematica sublime dalle funzioni come Xµ(s,t) che rappresentano il modo in cui le coordinate (s,t) del piano bidimensionale della stringa variano nello spazio-tempo Xµ. Una delle interpretazioni sublimi di questo risultato è che l'undicesima dimensione è sempre presente, ma invisibile,o transvisibile sublime.... sia perché il suo raggio è proporzionale alla costante di accoppiamento della stringa, sia perché la teoria tradizionale perturbativa di stringa presume che sia infinitesimale transmonade sublime. Un'altra interpretazione è che la dimensione non sia un concetto fondamentale della M- teoria. superstringhe sublimi e supergravità..... sono cinque le teorie di superstringa : tutte consistenti; consistenza è il primo indizio che permette di pensare che esse siano anche in qualche modo legate l'una all'altra. Come i loro stessi nomi suggeriscono, alcune di loro sono chiaramente in relazione..... significa che la descrizione matematica sublime è sicuramente un risultato quantistico, sia perché si può costruire ogni tipo di spazio sublime . Quindi si può passare con molta facilità da una teoria all'altra. superstringhe sublimi...o....M-teoria-sublime .....La teoria rappresenta le stringhe come oggetti estremamente piccoli e difficili da
    • "vedere"....transvisibili sublimi ma mai nulli, transmonadi sublimi...trans-M-theory... La teoria quantistica adatta e considera, piuttosto che le stringhe, particelle che si muovono nello spazio-tempo: è ciò che è conosciuto come teoria quantistica dei campi. Poiché le stringhe comprendono anche l'interazione gravitazionale.... si muovono in un campo gravitazionale. La teoria delle stringhe gode di supersimmetria sublime o trans-M....in 10 dimensioni esistono teorie di supergravità.........con l'ausilio della topologia sublime ... in uno spazio-tempo 11-dimensionale, si ottiene la supergravità sublime..... la supergravità 11-dimensionale non è di per se stessa visibile ma solo transvisibile: M-teoria, in 11 dimensioni ....su un cerchio si riproduce la superstringa sublime mentre nella sfera o transfera della transmonade c'è la trans-M-sublime.... applicandole ad un segmento si ricade nel caso della superstringa transentità ......ob-getti multidimensionali ..... Le proprietà non perturbative fondamentali delle p-brane derivano da una loro classe speciale, chiamate p-brane di Dirichlet . Esse potevano essere immaginate come incapaci di staccarsi da certe regioni di spazio, sebbene perfettamente libere di muoversi ......il punto terminale delle stringhe è libero di muoversi, ma nessun "momento" può fluttuare dentro o fuori la parte terminale della stringa. La T-dualità presuppone l'esistenza di stringhe aperte con posizioni fissate nelle dimensioni, che non sono altro che trasformazioni di tipo T. Generalmente, nelle teorie ...si possono immaginare stringhe aperte con specifiche posizioni del punto terminale in qualcuna delle varie dimensioni: da ciò si deduce che esse devono terminare su una superficie preferenziale. Apparentemente questo fatto sembrerebbe rompere l'invarianza relativistica della teoria, introducendo un paradosso. Anche la dissoluzione di questo paradosso è affidata al fatto che le stringhe terminano su un ob-getto dinamico sublime p- dimensionale cioè la Dp-brana. Ma non tutte le stringhe sono confinate su brane: l’esistenza di stringhe chiuse, riesce incredibilmente a spiegare anche la debolezza della gravità rispetto all’elettromagnetismo: la gravità non è più debole dell’elettromagnetismo, ma semplicemente appare essere tale. Il motivo risiede proprio nelle stringhe chiuse: la particella elementare responsabile della forza gravitazionale, il gravitone, essendo corrispondente ad una stringa a loop, non è in alcun modo legato alla brana ed è per questo motivo che riesce a sfuggirle, facendo così sembrare meno intensa la forza . L'importanza delle D-brane deriva dal fatto che esse permettono di studiarne le eccitazioni o l'exstasy sublime..... la più notevole delle quali è lo studio dei buchi neri....Strominger e Vafa hanno dimostrato che la tecnica delle D- brane può essere usata per conteggiare i microstati quantici associati alle classiche configurazioni dei buchi neri. Il primo più semplice caso esplorato sono stati i buchi neri carichi estremi statici in 5 dimensioni....Hawking .... generalizzato ai buchi neri quadridimensionali così come a quelli vicini all'estremità o rotanti....un notevole successo....una visione sì coerente, ma solo superficiale ed escludeva la trattazione degli elementi veramente fondamentali. Per analogia, è come considerare l’acqua come un fluido continuo ed incomprimibile, situazione inadeguata quando si tratta dell’evaporazione, ovvero di quei fenomeni a più alta energia, per cui è necessario lo studio dei comportamenti molecolari. Così.... evolvessero nel tempo.... mentre la supergravità considera lo spazio- tempo come un continuo, la teoria delle matrici predice che a piccole distanze smetta di essere valido ciò che è conosciuto come “geometria non-commutativa”, qualcosa di molto simile al modo in cui la continuità dell’acqua si interrompe per cedere il posto alla descrizione molecolare....ovvero c'è sublimità nella transmonade o nella trans-M-sublime...Gli antichi greci classificati di ogni numero naturale n come "carenti", "abbondante", o "perfetto" a seconda che s (n) è stato inferiore, uguale o superiore a 2n. Si noti che il numero 12 ha 6 divisori, e la somma di questi divisori è 28. Entrambe le 6 e 28 sono perfetti
    • numeri. Let's riferiscono a un numero naturale n come "sublime", se la somma e il numero dei suoi divisori sono sia perfetto. Do esistono qualsiasi sublime numeri diversi da 12? 6086555670238378989670371734243169622657830773351885970528324860512791691264
    • ............................transontologia .......................sublime......... ..................... si è in presenza dell'arkè o transpriorità o transingolarità della sublatione sublime . Si delinea una gestell o struttura sublime della sublatione, o impianto dell'evento sul sentiero di una analitica dell'esserci o dasein-analytik assentemente presente in kant, per interpretare l'analitica della transbellezza e l'analitica del sublime. Si approderà nella sinuosa transontologia del sublime o sublyme quale bellezza-sublime plotiniana o sublime-nella-bellezza heideggeriana, già assentemente compresenti nella prioritaria ermeneutica del sublime longiniana o burkeiana. Si offrirà dispieganza delle contemplanze del sublime nella classicità, quale sublime della transmathesis o pitagorico o platonico, o svelatenza di anassimandro sia nell'apeiron sia nell'archè, quale sublime dei quanta infiniti o del senza-fine e del senza-limiti o transapeiron: presente assentemente nell'analitica kantiana quale sublime matematico o gegenstand sublime, ovvero quale evento sublime della transcendenza, presente solo nell'evidenza ideale della transpurezza sublime, quale sublatione eccelsa e nobile magnanimità o magnitudine kolossale , sempre al di là e sempre al di sopra o sempre oltre il sensibile e del percepibile, quasi fosse l'alterezza sublime proustiana. Lì c'è la transvisione della sublatione sublime in transcendenza, sia pure solo nell'esserci pensante che contempli la transcendenza dei fenomeni ideali o l'invisibile o l'ideale sublime. L'apeiron dei quanta però non è mai irreversibile, già per Schelling c'è sempre un senza fine infinitesimo, o una infinità d' imago nell'esserci o abissalità senza fondale ove c'è l'eventuanza o si dà diafanè la transvedenza del sublime, quale klinamen o ab-scissa dell'archè o dell'eventurarsi sublime della sublatione o svelatenza o transingolarità o transereignis o transvedenza della splendenza sublime. A quella transvisione quantica si aggiunse nel corso del tempo una dinamica del sublime interpretata dal pensiero della dynamis aristotelica, quale sublatione in concordanza o dispieganza o enucleanza o coniuganza kategorica del dynon o phyon eraklitiano, quale eventuanza dell' abissale abnegarsi dell'esserci disubissato o che si transpieghi nell'evidenziarsi svelatenza senza fine, quale risplendenza sublime o transplendenza sublime o tramontanza o splendenza sublime o splendezza: qui la transpurezza è transkatarsi o depurarsi o abnegarsi, e la sua transfenomenica o transmorfia suscita quel sentimento o quella sublatione o transtensione o quella intermittenza che tanta fortuna avrà nel pensiero di Burke e di Kant, tanto da evidenziarsi in diafanè o transfenomeno del sublime o noumeno del sublime, ovvero il sublime fenomenico e il sublime noumenico nella transcendenza quale sublatione dell'esserci. La sublime aritmetica o geometria o matematica innata nelle stelle, è inerente nel kosmos o è sublime kosmesi la più bella tra le forme o varietà o manifolds attraverso le quali l'idea, la transmonade essenziale di bellezza può essere visibile o lì si colga l'idea di bellezza, nella sua purezza quale transcendenza della sublatione dell' essere: lì un attimo di bellezza è un attimo d'esistenza. In quell' istante c'è l'eventuanza che c'è in tutta l'eternità. L'essenza della bellezza è l'essenza dell'idea, o è la sua completezza senza dolore o angoscia: è la bellezza della forma visibile o percepibile quale Essenza. Ma tale elevatezza della bellezza, o sublatione è la trascendenza dell' essere, o la sublazione del dasein quale sublazione della simmetria delle forme della bellezza o la sublatione della bellezza della forma, o la sublatione della bellezza stessa. Qui c'è la completa armonia o transarmonia afenomenica in sublatione, quale purezza dell'immaginarsi sublatione della bellezza, o la sua contemplanza
    • quale arte della sublatione nella bellezza. Quella bellezza che si dà dalla perfetta sublatione è il sublime che trascenda se stesso, o che trascenda la bellezza che così trascenda se stessa, o è l'EREIGNIS del sublime o dispieganza dell' Essere eventuanza dell'Ereignis. Ereignis, o evento della transcendenza della sublatione dell'essere, è il pensiero sublime che si pensi sublime pensiero dell'essere sublime, o originale eventuanza dell' essere sublime. Il pensiero sublime è l' originale pensiero dell'essere perchè è il pensiero dell'evento sublime dell'essere abissale o eventuanza dall'Abgrund, o l'eventuarsi dalla verità abissale del sublime ecstatico dell' essere sublime. La verità dell'essere sublime è l' Ereignis sublime abissale, quale sublime Ereignis abissale della verità dell' Essere o sublatione sublime dell' Essere o Lichtung del sublime, o Essere in cui risplende il sublime. L'Essere sublime è dispieganza nello spazio-tempo della sublatione sublime dell'eventuanza. La verità dell'essere sublime eventuanza è l' Ereignis, ed è l' Essere sublime che transpieghi la verità dell' Essere sublime come evenienza o transpieganza dell' essere. La morte non è un evento che ponga fine al Dasein, così il sublime: è sempre presente nel Dasein- sublatione, come possibilità di impossibilità o transpieganza del suo essere sublime. La morte è sublime nulla, l'altro-che-entità, il non ente, il niente o l'abneganza sublime o l' Ereignis sublime, o transaletheia sublime dell' Ereignis o EREIGNIS della svelatezza del sublime, quale eventuanza sublime a fondamento della verità ecstatica. La perfetta sublatione del sublime, quale eventuanza in elevatezza transexcelsa della transpieganza dell'Essere. L'infinito quantico, infinitamente grande o infinitamente piccolo, è di per sé l'infinita sublatione dell'eventuanza sublime. L'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo sono l'eventuarsi della sublime sublatione infinita Quantica di per sé connessa o quantica sublatione, o quantica infinita sublatione sublime della transpieganza. Quell'essere sublatione quantica infinita è in se stessa sublime eventuanza in excstasi, o è l'auto-sublatione quantica, l'al di là sublime della sublatione transinfinita: la transublazione del sublime nell'eventuanza della transverità. La sua qualità è il suo essere-per-sé o il suo eventuarsi sublime o transublatione transinfinita non più al di fuori di essa, ma in sé quale essersi o transpiegarsi o eventuanza in excstasi: il suo essere al di là e al di sopra, o sempre nell'oltre transpieganza dell'eventuarsi essere quantica infinita è la sublatione di se stessa, quale estetica bellezza ideale. Così il suo essere al di là di se stessa o al di sopra o nell'oltre transpieganza è sublime come oltre-bellezza ideale, o essere- per-sé sublime eventuanza della transublatione transinfinita. LONGINUS nel suo sublime vago e superlativo eventuò la filosofia ecstatica del sublimarsi o la sublatione estatica sublime soprannaturale e sconvolgente, o il mostrarsi asimmetrico della transpieganza dell'eventuanza. John Donne transpiegò Sublimi idee nella bellezza celeste e nobile metafisica subliming, o sublimation dell'eventuanza sublime. Pery-Hypsous o Peri Hupsous transvelò l' ekstasis dell'essere sublime o l'eventuanza dell'ekstasy quale sublatione della bellezza classica, o al di là della bellezza ideale. Per LONGINUS è la naufraganza, o il Peri Hupsous quale sublime transpieganza della naufraganza. Peri Hupsous è la sublatione sublime dell'eventuanza della transpieganza transinfinita. LONGINUS , il sublime LONGINUS transvelò nell'arte l'eventuarsi della transpieganza della bellezza estetica che non doveva essere per coercizione anche regolare, razionale, ordinata, misurata e armoniosa, ma abnegarsi nell'eventuanza sublime. LONGINUS ispirò la sublatione sublime che si transveli al di là e al di sopra, o oltre le regole della bellezza ideale canonica. LONGINUS consentì l'eventuarsi della sublatione estatica nella transpieganza Sublime, quale pensiero poetante di Sappho, Saffo è sempre là nella sublatione estatica subissata dall'eventuanza dell'abnegarsi sublime. LONGINUS transpiegò la potenza dinamica sublime nella poesia: l'annichilirsi o l'annullarsi o l'annietarsi o l'abnegarsi nella naufraganza diluviana o nella tempesta oceanica, o per sublime sublatione essersi subissati nelle tempeste vulcaniche. LONGINUS svelò
    • l'eventuanza della luna sublime o la sublatione sublime dei phaenomena nei cieli astrali o infernali, non solo come una forma superlativa della bellezza, ma come una nuova e sublime transpieganza estetica, o bellissima eventuanza del sublime. Sublimity o Sublimità è una sublime poesia di Saffo, come bellezza sublime che transpieghi l'aldilà della bellezza, quale estasi della sublatione sublime o Sublime transpoiesis dell'eventuanza. Profonda solitudine è l'abnegarsi sublime, ma in modo che susciti terrore in sè: è la differenza tra sublimità e bellezza, un equilibrio instabile o transtabile, è il muoversi transinfinito dell'essersi in dispieganza, o dell'essere dell'ente dinamico o l'eventuarsi sublime della sublatione nella transpieganza: il piacere della bellezza è sublimato nell'eventuanza dell'aldilà o dell'oltre quale sublime bellezza in estasi sublime, o sublatione estatica che attrae e transpiega, in compresenza della paura o timore o terrore o angoscia. Il sublime è la più forte emozione, o la più sublime o l'excelsa, che la transmente sia in grado di sentire, la più potente di tutte le passioni o la potenza dinamica o la volontà di potenza o l'omnipotenza o la transpotenza, è l'intensità transinfinita della sublatione o alterezza sublime dell'eventuanza.LONGINUS transvelò la sublimità e la situò nella poesia, inventò l'aldilà della bellezza quale dispieganza della sublatione sublime estatica, sia pure intrisa di orrore soprannaturale sublime, quale Analitica del Sublime prioritaria o fondamentale, nel senso del fondersi e transpiegarsi della sublatione sublime nella bellezza ideale. La dispieganza dell'eventuanza sublime quale Dasein si esprime nel sentimento dell'angoscia o sublatione diseventuale o abnegarsi, o annegarsi o annularsi o annichilirsi. Il Dasein in excstasi invece è la sublatione sublime dell'eventuanza, o Ereignis sublime Ontologico della transpieganza dell' Essere e mostrarsi sublime, o è il transmostrarsi sublime dell'Essere nella sua transverità sublime o Essere l'eventuarsi sublime dell' Essere o è l'Essere-in-eventuanza, Dasein sublime, oltre che essere l'eventuarsi dell' essere sublime quale mistero dell' essere. Essere sublime in Dasein sublime quale sublatione dell'eventuanza dell' essere evento e disevento dell' Essere in sé, o dell'Essere che si mostri o si dimostri nel sublime. Essere transpieganza del Dasein sublime o sublatione del Dasein della verità dell'essere. La verità dell'essere è la transpieganza dell'essere transinfinito nel Dasein sublime, o Ereignis sublime della sublatione del Dasein dell' essere sublime Ereignis. Dasein è il sublime dell'essere, o è il sublime della verità dell'essere. Dasein transvede la verità sublime dell'essere sublime, quale aletheia sublime dell' Essere. Essersi sublimanza nel Dasein che consenta all'Essere sublime la transpieganza transinfinita nel Dasein, o Essere EREIGNIS del sublime Dasein dell'Essere transpieganza nel DASEIN sublime. Nel rivelarsi sublime, Dasein dell'Essere, c'è l'eventuanza del Dasein sublime dell' Essere transinfinito, o Essere evento transinfinito dell' Essere excstasi della verità dell' Essere sublime Dasein. L' Essere sublime è e sarà per sempre il mistero per il Dasein, giacchè mai l'eventuarsi dell'essere nel Dasein si transpiegherà quale Ideale, o transpurezza della katarsi o vivenza dei e nei sensi o nell' intuizione di forme dell' essere fenomenale, o nell'idealismo trascendentale. La sublimità trascende la stessa ragione o il nous o la noumenica, è sublime sublatione della terribile e caotica dispieganza dell'esserci sublime. Così l'immenso oceano o mare agitati da tempeste sublimi si svelano quale dynamica sublime della transinfinita matematica sublime della topologia dell'essere sublime o transmathesis sublime, o quale Idea sublime dell' Infinito sublime o tranfinito o transapeiron dell'essere sublime. Hölderlin è la transpoiesis excstatica dell'imago sublime Kaspar D. Friedrich , o Kaspar D. Friedrich è l'Ereignis del Sublime quale evento della dispieganza dell'esserci Sublime sublatione del sublime matematico, al di là dell'idea di infinito, quale transinfinità dell'essere transphysis sublime o transmathesis sublime. L'inizio del sublime, o l'eclissi della bellezza ideale, si eventuò nell' Essere della transphysis o Physis sublime dell' aletheia della transphysis:
    • Kaspar D.Friedrich transvelò la physis excstatica dell'essere eventuanza della Physis quale Essere-physis-sublime, o Aletheia sublime della physis. L' Essere la transphysis è l'eventuarsi dell'essere nel sublime imago Kaspar D. Friedric, quale Dasein sublime o Poiesis sublime dell' essere Physis sublime, o transpoiesis della sublatione della physis quale immensità dell' essere. L' imago sublime della transphysis di Kaspar D. Friedrich è il sublime dinamico, quale eventuarsi della matematica sublime o sublime transmathesis o topologia dell'essere sublime. Nel sublime Kaspar D. Friedrich si transpiega la profonda e transfinita libertà dell'essersi in sublatione sublime. Per Kaspar D. Friedrich il sublime è trascendenza ontologica quale sublatione del razionale o del nous o della noumenica, o essere superiore dell'ideale quale transontologia dell'essere sublime. Schelling e Hölderlin e Kaspar David Friedrich sono l'imago sublime o la dispieganza della sublimità della transphysis sublime in sublatione trascendente Sublime. Kaspar D.Friedrich transvelò l'abissale transvisione del sublime nella transphysis o nella transmathesis sublime quale topologia sublime dell'esserci, quale transinfinito abissale sempre di fronte, gegenstand-imago-sublime, e sempre aldilà, oltre in trascendenza o in sublatione sublime excstatica. Il sublime imago di Kaspar D.Friedrich è l'estatica sublatione dell'essersi infinito transvisionario che contempli direttamente il disvelarsi della transverità sublime, quale sublime transpurezza katartika o rivelazione sublime dell'imago sublime. Nel corso della transtemporalità sublime È stato fondamentale il mito dell'imago Sublime di Kaspar D.Friedrich, o la sua iconomorfia sublime quale modello apocalittico sublime in estetica sublime. Nella sublime imago Kaspar D.Friedrich l'annientarsi o l'annichilirsi o l'abnegarsi di sé svelò il sublime dinamico, o la sublime transmathesis sublime della matematica sublime dell'essersi sempre di fronte con l'imago sublime transinfinita, con la transtabilità in pericolo sublime, simile al sublime delle imago sublimi delle vestigia, asimmetrie nella simmetria, decostruite dalla instabilità della transpazialità transinfinita in exkstasis. L'excstasi della sublime imago Kaspar D.Friedrich è instabile, o meglio è transtabile quale stabilirsi dell'evento dell'imago dell'essere sublime, quale transinfinita matematica sublime, o transmathesis sublime dell'essersi transphysis sintagmatica sublime. E' l'excstatica sublimità dell'imago sublime immaginaria di Kaspar D.Friedrich in excstatica sublatione sublime transvisiva della transpazialità, o Transvisione della transcendenza sublime della sublatione excstatica dell'essersi, o estetica della transcendenza dell'essere sublime o estensione estetica della bellezza sublime. La bellezza per Kaspar D.Friedrich è La bellezza sublime dell’imago sublime dell'essere senza fine, senza confine e senza transtelos, è transevidenza In-fondata e imago abissale, excstasi della bellezza sublime che si dà nel mondo, c’è nell'essersi sublime bellezza o estetica excstatica transinfinita. La sublime bellezza è l’estetica che si svelò in imago Kaspar D.Friedrich quale bellezza sublime che si dà in dispieganza della verità sublime: il sublime è l' evento della verità dell'essersi imago sublime. Il suo luogo transcendentale è l'imago sublime Kaspar D.Friedrich, quale sublatione topologica dell'essere sublime o transpazialità transinfinita sempre oltre o aldilà delle ontologie regionali dell’etica, dell’estetica fenomenica o epistemica, perchè il Gegenstand si svela sempre quale transphysis sublime. La transpazialità della verità in Kaspar D.Friedrich è l' Abgrund dell' imago sublime in sublatione transcendentale, quale verità della transcendenza sublime, la quale precede e rende possibile ogni altra verità fenomenica o epistemica o empirica o noumenica. Qui c'è il mostrarsi della Verità sublime, quale estetica excstatica della sublime imago Kaspar D.Friedrich o singolarità davanti-alla-sguardo, o senso dell’essere come evento priorità prima del fenomeno o Essere sublime dell'eventuanza. Pareyson disvelò l’intenzionalità estetica del sublime enigmatico quale Bellezza sublime della esteticità nulla, quasi fosse l'analisi topologico-transcendentale dell’esteticità sublime o sublazione superiore della conoscenza epistemica. È l' esteticità sublime di Kaspar D.Friedrich
    • che si dà nell'imago fondersi abissale quale esteticità che si sottrae o si annulla, si nega o è l'abnegarsi transpaziale e transtemporale della transcendenza fenomenica, per eventuarsi poi in sublime imago dell' essersi eventuale. Kaspar D.Friedrich libera la natura o la transphysis nell’esteticità della bellezza sublime o È la bellezza che si rimette in gioco nel sublime, o è il sublime che si dà quale sublatione della bellezza ideale al di là della epistemica o fenomenica o noumenica. Hölderlin è quella imago sublime dell'eventuanza estetica in excstasi: per Kaspar D.Friedrich, o Hölderlin, non esiste più la frattura o la differenza ontologica tra poesia e pensiero, o tra essersi e transphysis sublime o imago sublime e transmathesis sublime. Hölderlin svelò il Gegenstand sublime che ci sta di-fronte quale imago sublime: il Gegen-stand sublime della sublatione che ci sta di-fronte è l'eventuarsi del sublime Gegen-stand dell'eventuanza sublime dell'essersi, sempre al di là del categorico o della vivenza o della mondità o mondanità o della bellezza ideale o della Fenomenica estetica o noumenica. Nell’evidenza della bellezza si dà La fenomenicità del fenomeno della bellezza, ma il sublime Kaspar D.Friedrich eccede quella transevidenza per essere la transvedenza della sublime sublatione excstatica dell'essersi libertà nella bellezza sublime o eccedenza della libertà nel sublime, o l’eccedenza excstatica sublime dell'imago sublime. La transpazialità sublime di Kaspar D.Friedrich è la struttura ontologica dell'eventuarsi del sublime nelL’esteticità, o nella razionalità dell’estetico o dell'epistemica o della fenomenica o noumenica bellezza. La bellezza sublime di Kaspar D.Friedrich è il senso che si dà in sublatione, è l’intenzionalità sublime dell'eventuanza dell’essere-nel-mondo: la bellezza sublime non è più solo fenomeno o noumeno, ma si dà quale imago sublime dell'Ereignis sublime dell'essersi. Si dà quale bellezza sublime dell'eventuarsi dell'essere . L’esteticità dell'imago sublime Kaspar D. è l’eccedenza excelsa della Bellezza quale imago sublime per eccellenza dell'essersi. Nietzsche criticò il disinteresse kantiano e difense la bellezza ideale. L’accusa a Kant è rivolta al suo quietismo della volontà, o fiacchezza, o agli ideali della conoscenza fenomenica. Per Heidegger il disinteresse non è indifferenza o una sospensione della volontà, Schopenhauer, al contrario è il più alto sforzo dell' essenza: è nel disinteresse che emerge e si dà la relatività con il gegenstand sublime. La bellezza è l’apparire nella luce del fenomeno dell' apparenza è l’essere-il-piacere o l'esserci-del-piacere o l'essersi- piacere, non l'abnegarsi, non la sua privatezza, non la sua sussunzione funzionale o subornazione a uno scopo o a una utilità, nemmeno però l'abnegarsi nella noumenica. Il piacere estetico trova se stesso solo nell'essersi. Il piacere è se stesso quando non è di nessuno: solo così può essere di ogni esserci . Nel piacere estetico ogni essersi è libera singolarità, o singolarità in perenne transcendenza sublime. La singolarità Kaspar D. Friedrich è l'imago dell'essersi sublime o singolarità del sublime, o lo stabilirsi dell'eventuanza del sublime nell’essere come nella transphysis dynamis o nella transmathesis transinfinita estetica excstatica. La dimensione del disinteresse è il luogo dell' evento sublime, dell' apparenza libera o del mostrarsi dell' essere sublime. La bellezza sublime quale non-ente, niente, nulla, o evento sublime dell'essere in eccedenza o sublatione sublime sempre al di là della natura calcolata, o della sua matematizzante fenomenica ideale o noumenica. Il senza-interesse è una forma dell'icona del lasciar-essere l'eventuarsi del sublime, o lì c’è il mostrarsi o il manifestarsi dell'abnegarsi dell’essere sublime. Il “luogo” della bellezza sublime e la sua origine si dà nell'epigenesi Kaspar D. Friedrich quale evento della bellezza sublime o imago sublime del consenso, evento del senso dell'Essere sublime o La transEVIDENZA o transvedenza sublime estetica excstatika. La bellezza sublime è la forma dell'eventuarsi dell'essersi purezza dell’evento sublime, o incompletezza della bellezza ideale o libertà dell’evento del sublime nella bellezza fenomenica, categoriale, noumenica, quale Gegenstand sublime o singolarità o
    • transmonade sublime. L’esteticità dell'imago Kaspar D. Friedrich é la sublime libertà dell’evento della sublatione sublime nella bellezza. L’evento del sublime nella bellezza è la purezza dell'imago Kaspar D. Friedrich: è la vaga erranza e naufraganza nel mondo, è la singolarità sublime dell'evento nella bellezza, è il nulla o l'abnegarsi dell'essersi. La potenza dynamis sublime intensità dell’evento senza fine, senza transtelos, senza translogos, è la libertà sublime dalla cronotopia e dalla kronologia della mondità o della mondanità. L’evento sublime è la differenza ontologica dal fenomeno o noumeno del sublime. La sublime bellezza dell'imago Kaspar D. Friedrich è l’al di là del fenomeno e del noumeno, è l’al di là della temporalità, transinstabile equilibrio del nulla sublime senza fine e senza perché, o solo epigenesi dell'Ereignis sublime Singolarità. La sublime bellezza si dà nella singolarità o nella transcordanza, quale concordanza dell’evidenza del sublime nella bellezza. La bellezza sublime è il mostrarsi dell'evento dell'essersi quale evento del sublime nella bellezza estetica, o singolarità sublime nella bellezza quale enigma dell'essersi: esteticità della imago della singolarità sublime. La singolarità sublime si dà nella bellezza quale evento dell'essersi senza fine, senza nulla, senza tempo. È fondamento dell' eterno ritorno del sublime nella bellezza. La sua singolarità a-temporale non rappresenta più nulla, è solo se stessa, pura apparenza o evento della singolarità sublime: aldilà del fenomeno della purezza o noumeno. È la singolarità che eventua se stessa, fonda la sublimità dell'evento dell'essere. Qui è la singolarità sublime a gettarsi o abnegarsi nella dispieganza dell' eidos, o evidenziarsi o mostrarsi nella bellezza ideale. L’eidos dell'imago sublime Kaspar D. Friedrich, o della singolarità iconica Kaspar D. Friedrich è La sublime bellezza che si eventua aldilà della purezza fenomenica o noumenica, quale evento di-fronte, o Gegen-stand-sublime infondatezza. Nella Recherche Proust disvelò il pensiero poetante della bellezza sublime: È l’essersi-com-presi dal sublime nella bellezza o dell' essere sublime che c'è o si eventua dal nulla, così che è la bellezza sublime a pensarsi e a farci pensare. La bellezza ideale Platonica svelò la sua essenza nell’apparire, nell’essere la più apparente o apparenza ideale, evidenza della purezza, invece Proust dis-velò La verità sublime nella bellezza, aldilà dell'adeguatezza ideale. La verità sublime non è più la Platonica visione ideale, o la fenomenica o noumenica purezza ma la singolarità dell'evento sublime nella bellezza: l’essere è l'evento del sublime nella sua singolarità o alterezza o sublatione sublime. Kaspar D. Friedrich E' IL PENSIERO DELl'icona sublime nelLA BELLEZZA non più ideale, ma singolarità dell'evento della dissonanza nella consonanza, quale transonanza sublime, o discordanza nella concordanza quale transcordanza sublime. Rimbaud è la singolarità sublime della transpoiesis o Silesius con la sua bellezza sublime che si dà senza perchè, quale Gegenstand sublime dell'eventuanza, o Proust con lo stile come visione sublime: l'alterezza o la sublazione sublime Proustiana svelò l'evidenza dolorosa, quale verità sublime inedita che dischiude l'evento sublime dell'esserci: e adesso, guardate! Ed ecco che il mondo, il quale non è stato creato una volta per tutte, ma lo è ogniqualvolta sorge un nuovo evento sublime ci appare nella sua differenza ontologica perfettamente sublime.È proprio la sublime differenza che crea l’evidenza della verità sublime, capace di vedere e sentire più profondamente le differenze:la sublime bellezza dello stile è il segnale che il pensiero si elevi, che abbia scoperto e stabilito i nessi tra eventi e fenomeni e noumeni che la contingenza lasciò separati. Una imago o una icona o un quadro di Kaspar D. Friedrich è nella sublime bellezza un evento del pensiero poetante: tra il transvisibile sublime il pensare sublime c'è l'evento dell'essere luce del pensiero, la luce si pensa o si eventua nel pensiero poetante dell'esserci.L’immagine
    • dell'imago Kaspar D. Friedrich non è una simulazione del mondo sensibile o simulazione dell’idea Platonica, è Essa stessa un’idea sublime o l'idea del sublime quale estetica excstatica, o meglio il pensiero della sublazione sublime oltre la categorialità fenomenica o noumenica o epistemica. Nel colore sublime di Kaspar D. Friedrich c’è il pensiero sublime. La pittura sublime di Kaspar D. Friedrich, per Proust, non solo pensa, ma è l'eventuanza dell'essere sublime. Nel sublime gli infiniti vortici viventi abitano il caos, l' invisibile, l'indicibile. Il pensiero sublime abita il colore o abita il suono quale translogos estetico exstatico, i colori pensano, i profumi raccontano mondi e idee, il colore pensa da sé. L’esserci sublime di Kaspar D. Friedrich non è altro che il suo essere evento del sublime, o della sublatione creata dal sublime. La sublime imago di Kaspar D. Friedrich si dà come evento sublime del sublime. È la singolarità sublime che crea se stessa ed è la verità della singolarità sublime, quale estetica estatica dell’evento sublime o il rivelarsi o mostrarsi o abnegarsi o manifestarsi dell'Estetica della Transcendenza sublime. La bellezza sublime ha sempre avuto una relatività con la verità, Platone ne svelò la visibilità o luminosità o splendezza. Platone Ideò La bellezza della verità nell’apparenza. L’adaequatio di res e intellectus, nella bellezza, è un’intuizione eidetica libera della presenza fenomenica o noumenica. La bellezza sublime è invece sempre eccedente, è l'excstasi della sublatione nel suo esserci. La bellezza sublime è nel luogo in cui non ha luogo nulla, nulla che non sia l’aver-luogo del luogo stesso, una figura che si configura e si costella, quando sono sospesi significato, causalità,cronologia e intenzionalità. La bellezza sublime è il Gegen-stand della transpazialità: un difronte o rivelarsi senza Grund, o senza fondo o senza fondatezza. Per Kaspar D. Friedrich la sublime bellezza è l’eccedenza excstatica dell'eventuanza. Non è mai una semplice presenza ideale, o fenomenica o noumenica o epistemica. Kaspar D. Friedrich è l’evento della singolarità del sublime, o la Differenza ontologica del pensiero sublime poetante, è l'Essere sublime. L'essere Differenza è l'evento del sublime. Più nel profondo è l’Essere sublime che si dà, quale eventuanza del sublime. C’è un’apertura, una fessura, una piega ontologica che lascia dispiegare l’essere sublime. In tali eventi sublimi l’essere è la stessa Differenza. L’essere è l’essere dell'eventuarsi del sublime. Il sublime è l’aldilà ontologico dell’eventuanza dell'essersi. Nello spazio sublime di Kaspar D. Friedrich La bellezza è il ‘caos’ ed è singolarità: o meglio è il kaosmos nella transingolarità o l'indeterminatezza quale transapeiron nell'archè prioritaria, o caos nell’assenza del fondamento o nella singolarità della bellezza sublime della transphysis come l’al di là di ogni principio del piacere. La singolarità sublime Si dà e si immagina senza alcun modello, esprime l'evento sublime Kaspar D. Friedrich nelle singolarità e nelle differenze, dispiega la curvatura della sublatione sublime dell'ab- Grund excstatico, ove c'è la dispieganza degli eventi sublimi. Kaspar D. Friedrich è la singolarità dell’evento sublime nella bellezza, la singolarità della differenza dell'eventuanza. The Sublime Is Kaspar D. Friedrich. Ma nessuno si è mai chiesto del perchè esista una musa della bellezza e non ci sia una transmusa dell'eventuarsi del sublime. Forse il pensiero di Plotino viene in sublata svelatenza: già Sul sublime-nella- bellezza o sublime-in-svelatezza e sublatione Plotino iniziò con il rifiutare la tradizionale classicità della bellezza come armonia e proporzione, e sostenenne che quella pare riferirsi o situarsi esclusivamente alla simmetria. Al contrario, la bellezza risiede innanzi tutto negli oggetti e nelle qualità , in quanto ogni allontanarsi dalla transmonade verso la molteplicità equivale a un perdersi in perfezione. Epigenesi della bellezza- sublime è l’imprimersi di una forma o l'evidenziarsi dell’idea pervasa da sublazione spirituale soprasensibile o sopraelevatezza transexcelsa o svelatenza del sublime-nella-bellezza. Plotino ripresentò la tematica dell' anagogica della bellezza Platonica, là ove l'eterno ritorno dell’anima verso la transfera delle idee si evidenzi con la contemplanza e sublanza, rivolta a forme di bellezza spirituali e immateriali o sublazioni ideali. Platone situò la contemplanza della bellezza in sé, divina e monade quale forma della bellezza o dell' evidenziarsi transvisibile nell'ideale
    • dalla transmente, quale armonia invisibile o armonizzarsi o transonanza musicale o musica della natura stessa o svelatenza o sublatione della physis o essere estatico-nel-mondo dell'essere. L'evidenziarsi del fenomeno musicale ontologico, coniugato alla struttura temporale del suono, o alle specificità estetiche, e recettive o al percepirsi dimensionale dell’ascolto è il gettarsi dell'interesse o il mettersi in luce o il costituirsi dei nessi che coniugano le categorie concettuali tradizionalmente impiegate dalla fenomenologia della musica in sublationi estetiche del suono sublime. La musica o un suono? Cosa c'è in risonanza o ci sia nell'eventuarsi in transonanza? I possibili eventi o interpretazioni? All’origine, la musica pare risolversi tutta nella filosofia, come modello dell’attività del relazionarsi o dell' armonizzarsi dei suoni dall'acuto al grave, all’intonazione del modello scalare: il filosofo è già musicista, come narrò Platone Fedone nel sogno fa già musica altissima o sublatione sublime. Nel Sofista la filosofia è musica, perché evidenzia le modalità dell'accordarsi e dispiegarsi nella completezza. Musica e filosofia sono l’interpretazione pitagorica dei paradigmi di relatività del fondarsi, al di là del relazionarsi mondano ma quale sublime sublatione. Filosofo e musicista sono una destinanza nell’oblio: hanno una vocazione per la musica ma si dedicano alla filosofia o viceversa. Sono persi o presi in una naufraganza che sfugge: le relazioni fra musica e filosofia si svelano nell'eventuarsi della transpoiesis sublime, o nel crearsi della sublatione estetica estatica. Lì la filosofia è musica o la musica è il mondo che canta, e la musica è il sublimarsi nella filosofia, ma con profonda asimmetria sublime. Quel situarsi sublime in sublatione estatica è l'eventuarsi di una tragicità immanente, quasi una destinanza che ancora è in attesa di una risposta che non si è data e non si darà mai. Problematica o interpretazione che viene in luce o è l'eventuarsi della musica sublime all’interno della bellezza estetica della musica stessa, Quale transonanza excstatica della sublatione musicale o il sollevarsi sublime della biforcazione tragica, nella quale il filosofo vede scissa la transmonade musicale o dell'INDETERMINAtezza Sublime della transonanza o transvisibilità ideale poetante. Lì c'è l'evento sublime che si eventua in trascendenza ontologica, o la transontologia sublime dell' Essere Kaspar D. F. è l'evento che dispiega la verità sublime ed è il fondamento del sublime o autosvelamento dell'essere che è senza fine. Kaspar D. Friedrich è la struttura ontologica della sublatione sublime, è ontologicamente inseparabile dal sublime perché è l'essere eventuanza del sublime dell'essere. L'immagine ontologica dell'essere sublime è Kaspar D. Friedrich che si eventua nell'imago sublime ontologicamente, secondo il sublime dell'essere o l'eventuarsi dell'essersi. L'accadere della verità sublime è l'evento dell'essere sublime, è l'evento che si eventua, è l'increspatura dell'onda, l'abisso di cui non si può mai trovare il fond-o-amento: c'è Kaspar D. Friedrich Dietro l'immagine del sublime o nell'abisso del non-fondamento sublime o la stabilità strutturale di René Thom! L'ì c' è un continuo abnegarsi nell'abisso del non-fondamento, la vertigine del sublime, Niente sublime, destinanza sublime insensata, atroce, inafferrabile, Vuota abissalità della sublatione sublime vertigine dell'Abisso. Il darsi sublime ed abissale del suono, al di là della bellezza musicale quale sublazione estatica del sublime nella transonanza sfugge ad ogni semplificazione logica, ed è irriducibile ad una sistemica formale o adeguatezza ideale. Gli aspetti udibili, quali ritmo, forma, densità o rarefazione di eventi sonori, sono la morfologia del suono estetico-musicale in evidenza spaziale ideale o eventuarsi ontologica, quale opera eventuale transpoietica, mistica e fisica, tattile e riflessiva in evidenza o un eventuarsi sublime dell'indeterminata sublatione. La fenomenica è il mostrarsi del fenomeno sonoro quale purezza del suono. Un suono non possiede nulla, nè ha il suo essere nel fenomeno sonoro. La struttura ontologica della musica è la transonanza sublime dell'eventuarsi dell'essere o la transarmonia sublime, lì c’è una strutturarsi dell'eventuarsi della transtemporalità. L’indeterminatezza sublime si eventua nelle consonanza dell' altezza, durata,
    • timbro, intensità per eventuare dissonanze o transonanze quale s-fondatezza dell’eventuarsi excstatico dell'estetica della bellezza musicale, o l’idea della bellezza o la fine dell’estetica o l’essenza estetica, o il suo essere-per-i-sensi o estetica del fenomeno creativo. La composizione musicale quale evento sublime è l'eventuarsi della decostruzione della transmathesis sublime: matematica sublime dell'excstatica estetica mistica di eventi liberi della verità.Gli eventi sonori sublimi o cromodinamici sublimi della transtemporalità musicale sono la disvelanza del sublime nella bellezza , o è l’eventuarsi del sublime essere dispieganza della singolarità. La transtemporalità nella musica sublime è la transonanza sublime dell'eventuarsi o abnegarsi, sistole e diastole, dell'essersi, è transpazialità o insorgenza di fenomeni o noumeni, è immanenza di presenza e assenza, o eventi sublimi assentemente presenti o presentemente assenti, oltre la simmetrica bellezza ideale; è il vuoto abissale sublime che accoglie l’eventualità del mostrarsi o il manifestarsi transpazio- temporale dell’evento poetanza. La bellezza sublime risiede nelle composizioni timbriche in assenza di strutture di referenza; nell’accadere discontinuo di suoni e silenzi sublimi; nell’emergenza delle transonorità dalla risonanza o dissonanza creata dagli eventi transarmonici. Il tempo musicale della bellezza ideale si disvela così quale misura vuota, come se fosse bolla fullerenica o transmonade che scoppia sulla superficie del silenzio: il centro attorno a cui gravitano tutte le forze, le diramazioni, le infinite possibilità, è sublime silenzio. Il silenzio è transcentro abissale immobile, é spinta ad agire, impulso, motore immobile della dynamis sublime quale eventuanza della transmathesis sublime: il silenzio sublime è il fondamento, principio o priorità della musica sublime, il suono sublime esiste, si manifesta, si espande e si esaurisce è il mostrarsi della dinamica sublime. La dinamica sublime del mostrarsi ed abnegarsi dell'evento musicale, o manifestarsi del fenomeno o noumeno sonoro è l'eventuarsi dell' essere non è altro che sublime. Il suono sublime ha una eccedenza excstatica che non si lascia imbrigliare nelle simmetrie matematiche: l’evento della transonanza sublime è la dispieganza degli eventi sonori sublimi misteriosi, il suono si riempie subito di latenze espressive che consentono all'esserci di ascoltarsi, di scoprirsi, di incontrare se stesso, attraverso le emozioni che il suono dell’evento sonoro sublima aldilà della parola, della semantica di referenza. La musica è Il dispiegarsi della transtemporalità dell'evento dell'essersi sublime, o struttura ontologica transarmonica della temporalità sublime. Il tempo della musica sublime è la temporalità musicale dell'eventuarsi ed abnegarsi dell'essersi sublime: la musica sublime è la disvelanza della bellezza al di fuori della purezza o transvisibilità, quale sublime bellezza che vola lontano dall’ideale apparenza fenomenica o noumenica per eventuarsi in excstatica catarsi sublime, o l’idea di un sublime musicale o transfonico. La sublazione sublime o transexcelsa di Leibniz si svela invece nell' essere della transmonade o archemonade quale intenzionalità ontologica-metafisica. Leibniz pensò per primo che nulla c'è senza il sublime matematico, o nulla c'è senza il sublime nella bellezza o il sublime nella transmonade. La sublatione transexcelsa si eventua già nella transmonade o archemonade quali singolarità o punto métaphysique, o sublation dei metafisici punti prioritari dell'essere delle transentità. Qualsiasi transentità che è di per sé è costituito come transmonade. Leibniz svelò la sublation excelsa della transelevatezza del sublime nella bellezza, non c'è bellezza senza sublime e non c'è sublime senza bellezza, anzi solo il nulla è senza sublime bellezza. Il sublime è già nella bellezza giacchè la sublation si eventua nella transmonade afenomenica quale transexcelsa transinfinita nell'archemonade, o transapeiron sublatione nella sigolarità sublime della bellezza, non dopo o nel futuro nè post, ma sempre nella priorità transinfinita della sua essenza. Il fenomeno della sublazione dinamica si transevidenzia, quale ideale della bellezza sublime, solo dopo essere già stato sublation della transmonade sublime. Leibniz ci dà la svelatenza della
    • sublatione o sublazione o essere eventuanza sublata, quale essere sublime o sublimanza che si sottrae sublime o è l'abnegarsi in transinfinita sublazione o transublazione transexcelsa o sublanza o transublanza o elevazione o sollevamento o transelevatezza, che possano essere più facilmente comprensibili in termini di sublimanza, una sublime sublation della transvisione estetica: la sublazione è la sublimanza della bellezza, la sublazione leibniziana è la sublimanza della transmonade, è la sublimanza dell'esserci, la sublimanza del dasein, è la sublimanza dell'intenzionalità sublime nella bellezza estetica, è la transexcelsa sublimanza dell'eventuanza dell'essere. L' up-sollevamento o Aufhebung è solo la sublation ideale della entità o superentità o ontica, giammai la sublazione exstatica della sublimanza ontologica dell'eventuanza dell'essere. Dopo il chiarimento della natura attiva, come slancio della sublazione sublime nella bellezza transestetica, Leibniz svelò anche la sublatione dinamica o dynamis sublation del sublime dinamico, lì lo slancio è la gettanza della sublimanza o della sublazione dell'essere. Quella è la caratteristica fondamentale della transmonade in sublazione, quale struttura ontologica dello slancio della sublimanza. Se si interpreta l'essenza della sublatione quale transmonade in sublimanza quale slancio dell' essere sublime, quale transperfezione o transcompletezza della transmonade sublime l'intenzionalità sarà la sublazione excstatica o la gettanza della sublatione o lo slancio sublation del sublime. Leibniz pensò anche la sublatione fenomenica o noumenica o epistemica o ontica, ma la sublazione ontologica del Dasein, la costituzione dell'esserci quale essere sublime in sublimanza svelò a Leibniz il modello per la comprensione della sublation-monadology: una transmonade sublime indivisibile e completa, paragonabile alla dasein- sublation. Quell' idea di essere una metafisica sublation in sublatione metafisica o transcendenza quale transublatione o in transublimanza è la struttura fondamentale della transmonade sublime, o l'idea di essere transublation senza limiti o sublatione dell'infinito o del transapeiron o del transfinito quale transinfinita transublimanza del Dasein sublime, quale idea della sublatione dell' essere o essere inteso come Dasein estatica del sublime o Dasein-sublation-Leibniziana ontologica del sublime nella bellezza. La transmonade ontologica è lo slancio della sublation-dasein e non deve essere intesa come una speciale forza dello spirito, ma in una modalità ontologicamente strutturale: la monade non è anima, al contrario l'anima è una possibile modifica della monade. La dinamica della sublatione non è un evento occasionale ma è, essenzialmente, La struttura ontologica estatica della dynamis-sublation. Anche per Plotino la transvisione della bellezza sensibile è fondamentale nella katarsi e ascesi e purezza : L’anima purificata diventa forma, una ragione, si fa tutta incorporea, intellettuale ed appartiene interamente al divino, ov’è la fonte della bellezza e del sublime-nella-bellezza, la bellezza-sublime dell’anima consiste nel rassomigliare al dio o nella svelatezza della transmorfia divina, poiché da lì deriva la bellezza-sublime e la natura essenziale dell' essere. Transvisione di svelatenza delle immagini della vera fonte della bellezza-sublime in sé, la bellezza-sublime a tutte le transentità la dà rimanendo in sé, senza ricevere nulla in sé. Platone non aveva condannato l’arte mimetica, mimetike techne , ma solo quella che imiti il sensibile e non il modello intelligibile, o l’idea. Plotino sostiene che l’ arte si sviluppi da un’idea presente nella transmente capace di imprimere o transformare: l’arte non è più così imitatio dell’ingannevole mondo delle apparenze sensibili, né subordinata alla contemplanze di un’essenza metafisica e sovraindividuale, bensì è in sè un’idea di bellezza sublime, o è la svelatenza del sublime-nella-bellezza: una tesi Plotiniana destinata alle poetiche della sublatione platonica , per la transvedenza o svelatenza del transmito di Kalypso la disvelatezza della sublatione sublime-nella-bellezza, quale transbellezza in transestasy transtabile, diafanè, fluttuante sublazione, phyon o dynon o transmorfia o transplendenza sublime o splendezza sublime in sublatione transdelirante assentemente presente, o che si sveli solo nell'infinito o nel transinfinito o nel senza-fine o nell'abisso del
    • senza-entità della transvedenza o che aleggi sempre entousiasta , nella sublatione sempre ab-scissa dell'essere-sublyme in transublimanza o transexcelsa alterezza quale svelatenza della bellezza-sublime o sublime-nella-bellezza, o come disvelò Proklos la sublimanza quale elevatezza o sublatione sublime della bellezza. Proclo o Proklos per primo pensò la sublimanza quale sublatione o alterezza della bellezza ideale, quale exstasi excelsa della bellezza nel sublime o sublime nella bellezza, in un sistema ancora ontotheologico ma che disvelò la sublazione sublime. La trascendenza della sublazione transestetica è l' infinito sublime, o transapeiron nell'archè, o trascendenza sublation del dasein o struttura ontotheo-logica del sublime: Sublazione sublime dell' essere Divina khora o il nulla sublime al di là dell' essere bellezza ideale, o il vuoto abissale quale nulla sublazione del nulla, quale transpazialità in sublatione sublime o Divinità che c'è ma sempre al di sopra o come l'al di là nel mezzo del dasein o essere sublime sublatione nella bellezza ideale. La trascendenza della sublation-dasein transeleva, dà la transelevazione dell'alterezza dell' essere, quale Dasein-sublation sublime sempre al di là e al di sopra della bellezza ideale platonica o kantiana per essere sempre una sublatione mistica che trascenda l'estetica del cielo e della terra, o del kosmo quale armonia kosmetica. Proklos pensò la purezza della sublatione cosmica quale trascendenza del dasein sublime quale trascendenza della sublazione, o transublatione sublime sempre aldilà dei modelli ideali della bellezza Platonica, o quale decostruzione della mistica Platonica o della visione estetica dionisiaca. Proklos introdusse l'idea del sublime quale trascendenza dell'alterezza o della sublazione mistica, per disvelarsi nella transfera cosmica, e transformare anche la Divina bellezza, una dichiarazione incredibile o inaudita per un neo Platonico. Lì il sublime è sublatione come un grande Daimon, che Proklos immagina come una cosmica sublatione dell'universo sublime. La Trascendenza della sublatione è transinfinita anche nella profondità dell'essere abissale, o transinfinito sublime del dasein- sublation , in una discendente spirale per essere l'essere di per sé sublime sublatione che soggiorni nella bellezza ideale. Il Sublime è in grado di tornare in se stesso, è sublatione transinfinita per Proklos, e se ritorna in se stesso è perfetto da sé, soggiorna in sè o nella bellezza ideale, è l'essere in sublazione dell' essere nel non-essere o nell'essere dell'entità o nel niente o nel nulla. Essere la sublatione sublime dell'Essere: così parlò però per prima Kalypso. Il transmito del sublime iniziò con la transvedenza della sublatione sublime, quando tutti fuggirono dalla distruzione o dalla katastrophè. Solo l'eroe della naufragranza svoltò altrove, quale prima katastrophè sublime, verso il transmito della Nympha Kalypso, la dea della bellezza sublime diafanè in sublatione o la singolarità primigenia della transmusa del sublime. Gli dèi della bellezza Olimpica o la dea della lucentezza o della splendezza, desolati, disvelano la destinanza della naufraganza in un isola boscosa quale ombelico di tutti i mari. Una dea sublime abita o soggiorna nella transradura sublime figlia di Atlas, il mago o padre della magia o dei miraggi sublimi. E' la transmusa della transvedenza abissale che abita le profondità dell'isola di Ogigia, è la Nympha del sublime o la Nympha Kalypso, è la dea dell' essere sublime o Kalypso distesa nel mare sublime, con brezze ariose, oltre l'oceano sconfinato, superiore, immersa nel mare e nella transonanza dei gabbiani, sulle violette increspature dell'oceano. Là la Nympha Nello spazio della transradura sublime interna accoglie l'eroe della naufraganza, lei stessa la dea sublime, cantando con una bella voce, una sublime armonia afenomenica o transonanza o transcordanza, alla sua transvedenza, diafanè, transvisibile in una navetta dorata. L'ingresso è diafanè malvarosa in transvedenza e profuma di cipresso, sotto gli archi delle cave c'è una vasta distesa, o sublatione della transpazialità, di giardini di vite: qui ha avuto inizio la vicenda o il
    • transmito della sublatione sublime, come le acque cristalline e violette in diafanè, lì nella meraviglia per la transvedenza dell'essere sublime. Kalypso la sublime dea si svelò quale sublatione faccia a faccia in nobile alterezza, quasi estranea all' eroe della naufraganza, ma dentro la singolarità quale sublazione transinfinita nell'archè: seduta sulla riva o sulla transradura transpaziale abissale in transplendenza e sublatione e pianse nel suo cuore con lacrime, sospiri, dolori, doglianze. Kalypso la sublatione del sublime in transonanza e transcordanza con l'ermeneuta Hermes, seduto in sedia lucente, iniziò a interrogare o interpretate la dea della sublatione sublime: Quale è la missione qui, Hermes, dio della bacchetta dorata? Lei è la dea della sublime accoglienza o coniuganza sublime che consenta alle desideranze delle sublationi sublimi con ambrosia, mescolata con nettare di malvarosa. Kalypso la dea sublime della sublatione al Dio ermeneuta Così si svelò: La dea Kalypso della sublatione sublime transradura transpaziale abissale Ogigia, mondità sublime e subliminare e luogo di vento e onda che transconcorda in transonanza. Dea sublime, notte- tempo, dopo aver trascorso il giorno seduta sulla spiaggia rocciosa sublime, e soggiornato in transcordanza con uno spargimento di lacrime e angosce e doglianze in contemplanza transvedenza così parlò Kalypso: Ascolti infelice eroe della naufraganza. Venga qui e prenda gli strumenti di bronzo, tagli e costruisca in elevatezza, in modo tale che si possa procedere nel nebbioso oceano. Io stessa le darò vestiti da indossare e invierò un giusto vento che le consenta la sublatione sano e salvo la salvezza, grazie alla sublime divinità. Le sue parole finì, così parlò la sublatione sublime ed uscì rapida in volo: Dea della sublatione sublime o dell'abisso sublime, così sconcertante e così pericolosa. Sublimi parole della sublatione o così parlò Kalypso dal sorriso sublime e carezzevole più solenne e più temibile e più beata degli dèi, in seno nelle insenature abissali sublimi transinfinite della divinità della sublime Dea Kalypso, mentre le sue ancelle transversavano nettare e ambrosia. Kalypso la dea sublime della sublatione parlò così. Allora, la mente è saldamente fissata nell'eterna sublatione del ritorno? Và eroe della naufraganza e la gioia sublime sia lì, al di là nella sublime sublatione. Così parlò Kalypso la transmusa della sublatione sublime e affondò il sole e le tenebre, quindi il piacere l'un l'altra con le Nymphe in lungo mantello argentato, grazioso e delicato: un bel giro d'oro in cingoli sulla sua vita e una sciarpa scivolò sulla sua testa. Poi transformò la mente dell'eroe della naufraganza per la partenza. Lei gli donò una grande ascia di bronzo, facile da esercitare, con doppia lama, bella e lucida, transportò di gran lunga alberi ad alto fusto in piedi lì, torreggianti in abete bianco, pronti per restare a galla facilmente in transequilibrio transtabile. Kalypso diafanè sorgeva nella transplendenza, tornata ad essere la dea dell'eterno ritorno del sublime, iniziò ad abbattere alberi. Quindi la dea del sublime attraversò le transtringhe e li connesse in transcordanza o in esattezza, in una armonia invisibile di coniuganze sublimi transvisibili. Nel frattempo la dea del sublime transportò frammenti di veli per le vele della navetta dell'eterno ritorno sublime e la chiamò Lady Kalypso; bagnò e rivestì in dolci indumenti profumati l'eroe della naufraganza e a bordo gettò un' altra e più grande fragranza per un giusto vento caldo e gentile! Che cosa sarà di me? Così parlò Kalypso: che cos'è che si dà nel giorno sublime? che cos'è che si dà nel tempo sublime? che cos'è che dà i sogni sublimi? che cos'è che dà l'universo sublime? che cos'è che dà la notte sublime? che cos'è che dà le stelle sublimi? che cos'è che dà alle pupille il sublime? che cos'è che dà il sublime? che cos'è che dà il mito del sublime? che cos'è che dà il silenzio sublime? che cos'è che dà l'anima sublime? l'essere sublime? essere assentemente presente nel sublime o essere presentemente assente nel sublime? La transvedenza diafana dell'essere sublime dell'essere o essere il sublime dell'essere o essere sublime in essere? Tenera è la morte sublime, tenera è la morte quando s'annuncia con le stelle sublimi, quasi fossero pupille volanti del sublime. Oh quanti giorni ancora e poi il nulla sublime?
    • Si vedranno le pupille sublimi nella notte sublime, quando saliranno al cielo quali stelle, oh le regalo il nulla sublime, perchè si possa colmare d'infiniti baci, mah i sogni che aleggiano la morte sono già giunti in punta di piedi, prima della fine dei tempi, quando la follia approda al mattino, prima che la luna sublime eclissi e il sole canti le lodi al cielo. Oh arriverò a sognare il vuoto sublime, pieno di sublime, denso di sublime? Ah essere più imprevedibile delle onde, più libera dei sogni, più lontana delle galassie, quale essenza errante nell'universo del tempo sublime, ah l'abisso sublime dei sogni ove ogni luce narra la transinfinità sublime, quale essenza che possiede in sé l'indeterminatezza del sublime. Nell'anno della morte e della creatività venne la dea del sublime per l'ultima volta, nei secoli, tra un secolo, così parlò Kalypso, avrà un quarto d'ora ancora soltanto e così nei secoli che seguiranno: saranno transinfiniti quarti lunari sublimi per transinfiniti secoli sublimi. Venne dalla bianca neve per la naufraganza nel mare del sublime, ove è inebriante naufragare, per l'ultima volta, nel secolo di un tempo sublime al tramonto, quale splendenza sublime o quale archè dell'essere sublime o quale nuova inizialità dell'esserci sublime, sì ma con chi? Poiesis sublime o transpoiesis, come la dea del sublime nel deserto, come la dea nel nulla sublime si svelò nella transplendenza, solo di sé ma non disse nulla disvelò la sua misterica bellezza sublime. Ah solo un tempo sublime ci dà la vivenza sublime, mentre gli universi si giocano l'esistenza. Ah a volte la sera sublime viene d'incanto, senza la transvedenza mondana, senza pace, senza terrore, senza volare. Si ascolta la transonanza del sublime con il senso dell'attesa delle parole dell'incanto, che fu sublime, in un epochè di dasein e di morte. Lì si sogna la dea degli eventi sublimi, senza averla mai vista, nè udito il fascino della sua transphonè, ma la si sogna così come è in transvedenza: sublime, altera, fin al punto d'infilzare i cuori con la luce dei suoi occhi e lasciare alla deriva gli esseri della speranza. Sublime l'accolse morente, dopo la battaglia e l'incontrò di notte alla luce degli incanti sublimi:canti? Le chiese. Mai, rispose. Ah le stelle , non sono mai lì per rispondere ai sogni sublimi dell'essere. Ah perchè c'è la transvedenza stellare? Perchè c'è la transvedenza nel mondo? Perchè d'improvviso, d'incanto, senza attendere né preghiere nè desideri? perchè quando la luce scompare e le ali della notte paiono avvolgere ogni orizzonte, ogni evento, ogni tempesta, solo allora la stella del creato lancia al mondo la sua seducenza sublime e fa volare i sogni nella transmente senza luce nè splendore? perchè l'altera si disvela verso sera, quando ogni speranza del giorno è nulla e induce a pensieri disperati e disperanti? perchè la stella è indifferente ai giorni a alle notti e all'essere e alla morte? E appare solo quando la sua intenzionalità lo desideri? Ah essere accolti nel genio sublime della sua essenza e con sorpresa, quasi fosse una guerra lampo: alle domande rispose con un sorriso sublime e indicibile: chi credi che decida? La dea del sublime da sola, giacchè è inizialità dell'erranza sublime: gli eventi sublimi sono già nella transmente, perchè transinfinita e sempre oltre gli altri genii. Ah volare oltre l'orizzonte per assistere all'evento del sublime, ma la notte dissipa le sue ombre e le ali non spuntano al calar del sole, forse sarà per un'altra sera, quando l'atmosfera brillerà di nuovo con la luce sublime e l'incanto svelerà all'essere i misteri sublimi del mondo, solo allora la dea del sublime accoglierà la desideranza, perchè solo allora la dea sublime desidererà salvarci. Oh già l'universo imbruna e aldilà del tempo scelto dagli eventi i venti secolari trascorrono, col senso del sublime nulla: prima? Chissà? Poi? Ci sarà? Forse la sua transvedenza diafana lascerà credere d'essere lì per il nulla ed invece è con la testa nei suoi pensieri e con la transmente nei pensieri della divinità sublime, con il corpo nei desideri e con la transmente nei pensieri del nulla sublime, del niente sublime ma mente sapendo di mentire, senza venire
    • al mondo, senza essere presente all'essere quale sublime transpoiesis in estasi sublime, quale splendenza in estasi tra i sentieri che si biforcano, l'invisibile presenza della divinità sublime s'eleva e indica la via della sublime destinanza, aldilà sublime o là nelle colline tra il mare e il cielo, lì la dea del sublime offrirà i suoi doni all'essere che lasciò la sua vita agli inferi, per svelare il sorriso della seducenza sublime, che riempì la transmente, ogni attimo, dal fuggente al mai giunto in prossimità degli eventi sublimi. Non c'è più la desideranza: è la flebile luce che s'offre alla assurda essenza del bruciare per esistere. Ah l'estasi sublime è svanita nel nulla, nel niente si vive una sola volta, la prossima non ci sarà: né in cielo, né nel creato dell'evidenza ideale. Ah l'estasi sublime che si lascia consumare piano, quasi fosse prelibata delizia della notte sublime, la quale arriva in punta di piedi e mai lascerà l'essere silente, con i suoi occhi splendendi più delle stelle vicine o che brillano in lontananza siderale. Si desidera allora aprire la porta ed uscire dall'incubo che assale ogni orizzonte e lascia solo il nulla, quale unica consolazione della sera che arriva prima del brillio stellare e si lascia andare alla deriva: non si gioca più con la sorte, né si ascolta più la voce delle illusioni, si ignora l'assenza assoluta, si mitiga il vuoto con il vento dell'evidenza ideale, si lascia alle lusinghe il tempo necessario per sparire. Da lontano si sogna le estati senza estasi, senza parole per parlare al cuore più profondo degli universi e si chiede a chi lì vi abiti, per quale ragione la luce abbia abbandonato la sua essenza estatica ed ora opprima quale ferita della transmente? Ah come è sublime amare quando si pensa al suicidio al mare, ah il tempo dell'esserci può essere letale. Lì lunghi anni son trascorsi d'incanto sublime solo per attenuare il risveglio: la sera sublime richiama le sue stelle e la luce raccoglie le sue ultime transvisioni, per sparire e riposare, ah dove andare? Se chi si vuol raggiungere ama il sublime errare? Altrove? Là ove la voce non risuona mai nell'udito della transonanza? E i transensi si perdono tra transinfinite varietà come fiori senza profumi e lumi con la forma delle ombre sublimi? Addio ai pensieri che giocano solo con le illusioni e lasciano all'incanto il sublime: tanti anni luce saranno mitiche immagini sublimi? ah il profumo della partenza è sublime o è intenso come quello del suo arrivo. Sublime giacchè si sogna d'essere aldilà dei paradisi perduti per delirare con il peccato e il senso dell'essere sublime, in un mondo sublime che parlerà alla sera sublime e alla luna? Mai si saprà. Con i raggi di luce sublime, unico regalo della dea della desideranza sublime, la transmente naufraga nel tempo sublime: nell'essenza dell'essere sublime, quale abisso ob-scuro sublime che scava dentro l'exsistenza per colmare il niente sublime. Ah l'abisso sublime che s'insinua denso d'oscurità, abitato dalla dea del sublime più atroce, quale assenza assoluta dello s-guardo astrale o della transvedenza, che male, ora, ma non vale, presto sarà diverso, lì nell'universo sublime che non c'è più, nè mai più ci sarà, chissà? Lì la sera sublime del dì della transonanza si ascoltano i passi della transcordanza sulla catastrofe sublime, con i pensieri del corpo più dolce dei sogni: solo lì tra la luna che s'imbruna e la sera sublime del dì dell'evento sublime della splendezza, lì sorgerà quella luce sublime che incanta anche la notte più buia e più tersa dell'anno sublime: chi sparirà per primo? Forse chi apparirà tra un mito e un sogno? O chi lancerà un sussurro più profondo d'un abisso sublime? Oh la vertigine sublime dell'assenza com-prende i transensi e l'essere sublime vacilla sull'orlo della voragine transinfinita e guarda il nulla sublime abissale attante in deriva dell'universo: là ove è perso ogni transenso e il sublime regna con l'assoluto. Ah ci fosse almeno il tempo per osservare la fine dell'essere nella profondità sublime abissale dell' essenza sublime con quella leggerezza che invita al disincanto sublime , oggi non si sarebbe più qui a tremare per il niente che s'inabissa nell'essenza dell'essere e lo riempie di sublime, con la densità che rende estatica anche la bellezza terribile del
    • sublime: perchè la catastrofe sublime che tutto divora ora dimora nel nulla sublime abissale. Lì là in fondo nell'abissale icona dell'essenza del sublime o transvedenza diafana del sublime, là nell'abissale catastrofe sublime in diafanè nell'essenza dell'essere sublime abita sovrana. Ah l'angoscia sublime che pervade l'essere sublime, quando il nulla precipita nell'abissalità e naufraga con l'estasi sublime. Là lì si abita nel vuoto sublime catastrofico che inabissa il transenso del niente sublime, il sommerso che inabissa l'immerso sublime: è la catastrofe della transmorfia sublime che capovolge l'essere e lascia prevalere il niente sublime. E' una piccola increspatura che dà l'entusiasmo al nulla sublime, nella transvedenza in luce diafana inabissando l'essenza della storia e il transenso della storia, quale storia del transenso del sublime nulla. Lì là ove abitano coloro che son morti per la dea del sublime. Lì non c'è paradiso, né inferno, né limbo, né purgatorio si abita il luogo del sublime in fiore: non è un luogo sacro giacchè la dea del sublime li ha sacrificati, è una transtopia d'attesa della divinità sublime o una transpazialità abissale sublime: si è abbandonati lì per sempre e non si desidera l'eterno ritorno nel mondo , né si aspira ad un altro mondo. La transvivenza continua lì tra il colore e i profumi della dea del sublime che li circonda con l'unica consolazione possibile: essere sublimi nella transtopia sublime dell'essere sublime o nella transpazialità abissale sublime? Perchè la dea del sublime li cura come se fossero in estasi abissale sublime? Fiori sublimi tra fiori sublimi? Ah lì l'assenza invade la transmente e la riempie di presenze simili all'assenza o al nulla sublime. A niente giova pensare quale sarà la destinanza, in una esistenza ove al nulla succeda il nulla, senza posa, né timore che al transenso del niente prevalga una ipotetica salvezza. A cosa pensare quando nulla è possibile per sedurre l'essere sublime? E' meglio chiudere la transmente per precludere qualsiasi desideranza per placare i dolori del senso del nulla sublime. Ancora un attimo e tutto scomparirà e i ricordi saranno abitati dalle presenze fantasma parlanti la lingua dei morti. Si spera d'accedere subito alle prossime stagioni, senza attendere eventi che preannuncino già incontri nefasti. Alle volte è possibile ascoltare la transonanza della voce sublime e lontana, ma il transenso dei desideri è sempre rivolto verso altre stelle con la transmente ancora densa di transcordanza di pensieri inutili e si decide di lasciare a chi sappia meglio abitare il mondo, la gloria, la destinanza. Mai più si sognerà l'essenza degli sguardi, mai più s'ascolterà la transonanza della voce che chiama, perchè da sé non si sente troppo desiderata, mai più il vuoto denso d'essenze sarà abitato dalla luce generata dal nulla sublime abissale: ah dea del sublime, ah dee perchè avete abbandonato l'esserci? Lì l'incanto c'è quando la splendenza sublime si sveli e s'elelevi più bella delle meraviglie del mondo, ignari del perchè si lascia partire un soffio di desideranza che increspa ed aleggia, d'improvviso l'immensità vacilla, barcolla, danza all'interno del sublime transequilibrio ed ancora di più la transonanza incanta, quasi ci fosse una transintenzionalità con il soffio della transvivenza: quasi volesse danzare tra le onde sublimi in transcordanza. Ah mai illusione balenò all'orizzonte più terribile e sublime: d'incanto così all'improvviso ci fu la transmorfia sublime degli eventi: d'impeto ammainò e riversò la sua essenza sublime nelle acque agitate e tempestose: un immenso fragore s'udì in tutti i luoghi del globo e la dea del sublime inabissò tracimando con moti ondosi altisonanti mai visti, né uditi in transonanza transudita: quel che fu la più transtabile che si conoscesse s-pro-fondò negli abissi con la sua sublime transvivenza glaciale. Ah la catastrofe sublime: un soffio può far capovolgere le immensità più eccelse, tanto da generare l'attante della transmorfia sublime che farà naufragare l'esserci: è il soffio dell'essere sublime che genera la catastrofe sublime per mutarsi in essere abissale sublime. Ah il soffio di desideranza dell'essere sublime si dà quale catastrofe sublime, prossimità del naufragare, quale
    • destinanza dell'essere per la morte sublime. Alla presenza dell'essenza sublime della transonanza dell'incanto, al balenare del miraggio sublime immenso e transinfinito l'essere sublime è in diafana transvedenza quale estasi sublime, quale respiro che sente la vicinanza del sublime, ma quel soffio farà vacillare l'immensa la sublime e transinfinita esistenza glaciale. L'equilibrio fondante la transtabilità dell'esistenza dell'essere sublime si svelerà oscillante e transonante. Una transonanza transinfinitesima genera l'abisso sublime ove l'essere sublime naufragherà: dall'incanto sublime alla morte sublime: dal miraggio sublime al naufragio sublime. Ah l'abisso sublime che si disvela nella sua ellittica curvatura sublime: si vive solo la superfice del mondo trafitti dal raggio del nulla sublime ed è subito morte sublime, l'essere sublime è solo sulla transvarietà transferica trafitto dal raggio abissale sublime ed è subito sublime abissale in diafana aldilà. La dea sublime distese le sue intime essenze mentre disvelò al transtempo il suo essere nuda al mondo. Ahah essere in nuce, ah essere in luce: lunghi anni sulle ali dell'estate sono state le sole volte in cui la vita sorse senza dinieghi né divieti. Ah le ore grandi come un secolo, ah le cose piccole come galassie, si svelarono diafane in transvedenza animate come nuvole d'un giorno assolato e solo, scorto dietro l'angolo della morte sublime. Lì la sorte verrà ancora a spiegare la transmente, mentre le nubi lanciano al mondo ombre colme d'attesa e di tormenti. Si transente già la gioia che s'avvicina a passi lenti. Ma menti? Ah le montagne viola o lillà, la notte sublime lì là in prossimità della mondità con la velocità della destinanza, più rapida d'un uccello da preda, prenda, prenda, predante la preda fuggitiva lì là, che al fine si dà, giacchè non ce la fa. Si farà ancora in tempo a spengere le luci prima del sonno dell'attesa e del riposo: denso di sogni ed incubi e vuoti di mente. Lì è ancora giorno e il sole tarda a tralasciare, sarà ancora preda della nostalgia della bella estate che si svela alla sera sublime con l'abito delle stelle fisse, mobili, cangianti ma senza tanti allori per piangere e per sognare: con la sorte oltre la morte sublime. Avrò ancora sogni da vendere e gioie da acquistare, ma non so più se c'è la diafana tranvedenza o se la luce segua ancora il destino dei viventi o la nostalgia dei morti. Proverò ad essere una tranvedenza con la sera dietro le spalle e la notte sublime e buia quale transvivenza, ma sarà una nube nera come l'incanto della morte sublime ad avvisare le ultime speranze con il fascino del nulla sublime. Ahah udrò ancora il sole cantarmi le melodie dell'armonia afenomenica della transonanza in diafana tranvedenza che lascia al mondo il mistero dell'evento sublime, ma all'ultima ora la destinanza sublime sorprenderà con la fantasia dei fiori e la luna da sola apparirà all'orizzonte degli eventi sublimi: lascerà sognare senza fare del male: con la follia sublime negli occhi: ah come è vuota la notte sublime senza i sogni del transdicibile. Ora son trascorsi millenni luce e dell'attimo del cosmo e dell'universo non c'è traccia: nulla, né del destino, né della transvivenza così densa, così tersa, così casta, così vicina al nulla sublime e senza fasti. Qui correrò ancora un'altra volta per raggiungerla con le ali del destino sublime e l'ultimo raggio che provenga dall'aldilà sublime e insegua senza sosta una luce sublime e misteriosa e senza transenso, poi mi volterò ancora una volta per vedere gli occhi di chi decise la sorte del mondo, prima che sia fuori per sempre e transenta il transaudibile con la musica della transonanza o la la transcordanza sulle note del nulla sublime, o con i sogni sublimi abitati dagli occhi dell'essere sublime: lei è sublime, è la risonanza della transonanza in transcordanza, amante del disordine, in lei c'è la leggerezza ma anche la tristezza d'una nuvola a primavera, lei è sublime amante della transvedenza, in lei c'è la luce ma anche il buio atroce d'una nebbia subliminare, lei è sublime nemica delle tenebre: è caotica come il sole, ma le piace il perielio sublime di venere, non saprei bene se le piace la nostalgia della pace o l'ira della vittima che tace, ma sublime lei è e sarà, non mi sogni più, ho le labbra grosse da attraversare, la sera o al
    • mattino: non fa differenza, tanto ci sarà sempre chi avrà gli occhi per ridere e lo sguardo finto metallo. Ogni sera al tramonto alzi gli occhi al cielo e pensi: quando era sublime la mia giornata, tant'è che non riuscivo mai a sapere quando il lunedì venisse, c'è, ci sono? Sì, sì, ancora un altro poco ed andrò a dormire, sognerò gli occhi tristi della sera e la luna sublime mi farà compagnia, col raggio blu dell'estate e col raggio rosa dell'autunno, ma non mi sogni più, non farà bene sostare sulle piazze di notte e cantare come i grilli dei conventi e le sere passate ad urlare: dio, dio, non molestare gli organi e i letti e le strane passioni dei gatti. AH gli occhi di metallo lucido li ho visti una domenica pomeriggio in vitro, in vetro, dietro le vetrate virtuali, ma non mi sogni mai più, o i sogni sublimi non ci lasceranno più. Sublime è il tramonto dei sogni: è il tramonto sublime dei sogni. Fra un poco verrà la sera ed uscirai di qui libero come gli uccelli del mare che vanno a pescare di notte il sangue blu, ma non ci sarà più. Adoro ancora la sera restare a guardare la notte sublime e più buia, con le stelle annoiate d'essere fisse e il creato che è lì che attende i desideri dei nostri sogni sublimi. Ancora una volta e tutto sarà scomparso sulla faccia della terra: non c'è più pioggia, non c'è più luce, non c'è più un dio che produca un miracolo stanco o appena più in linea con l'orizzonte e l'universo, ah mi sentii persa tra le sublimi transcordanze come una gru a primavera, ma c'era il sole e c'era il mare e a me veniva voglia di cantare le nenie da bambina, quando l'età incrina e la soglia tra la vita e la morte torna a vacillare. E' la transonanza sublime. Ancora un solo attimo e poi si potrà morire: mi guardò per l'ultima volta con gli occhi più lucenti della transfera del circolo polare artico , ma non si smosse dalla destinanza. Subì ancora una volta la sorte avversa: aveva un diadema con la veste più vaporosa della serata, di quelle che quando ballano fanno vacillare il mondo e il cuore, e si inizia a tremare come se si fosse sottozero all'equatore. Oh la musica era bella sì, ma si cantava da folli, si suonava la transonanza dell'infanzia maledetta e le vesti che volavano sublimi e senza senso, ma quella notte sublime non si lasciò alla sorte il privilegio di fare le scarpe. Capii all'improvviso che il tempo della giovinezza era pallido e il tempo del sorriso già dietro le spalle dei vecchi platani d'un giardino verde e rosa, blu e glicine, sublime lillà, lì là quando sorgerà ancora il tempo della pazienza fuggitiva e secolare, quando la sorte guarirà gli incubi che accompagnano la luce del giorno. Quando verrà? Ora che non ci sarò più? Oh spinga, spinga forte: la navetta dovrà tremare con la forza d'urto delle corazze e la bellezza sublime degli sguardi di fanciulle prima che per loro sia già sera o notte sublime e fonda: addio, addio, affondi pure negli abissi sublimi del tempo, tanto non ci sarà mai più chi le darà la luce sublime dell'inverno a sole spento, oh mare, mare non mi lasciare di notte a naufragare, con le stelle della notte sublime che guardano le volte del creato tutte le volte che il loro sorriso si volge al passato, oh non gridi invano, tanto gli astri sono tutti folli, oggi ti dicono che potrai trovare i tuoi sogni nel cassetto, domani nel letto e un altro giorno ancora non si sa dove o si speri o si spara. Oh attenda pure un altro anno, tanto dovrà arrivare ancora con lingue piene di vento e la chioma nera e china e bianca, come l'alba sublime, ah ci sono giorni in cui la sera non arrivi mai e il tramonto duri il transtempo transinfinito che serve per morire, nascere e rivivere in altri luoghi, in altri mari, in altri mondi o in altri universi sublimi, senza sentirsi persi, né tremanti di gioia o di paura, ma solo vuoti, soli, come il sole nella transradura abissale della foresta sublime e nera, nel cuore del continente più antico d'ansie e di timori sublimi, come quando pare che non ci sia più niente da fare per restare ancora in vita. No, non mi sogni più con la gioia sublime del cuore e il sorriso perso per strada mentre si cercavano le viole. Non è ancora giunto il transtempo in cui la notte sublime avrà lasciato
    • le sue spoglie alle stelle e vestirà la corolla con i fiori roridi di pianto. No , non mi sento stanca: è solo il soffio della vita che accompagna la notte sublime con il dolore della morte sublime e al mattino fugge via, con la velocità dei sogni sublimi. E' sveglio? sono le otto del mattino e la sua sorte sta partendo, non so più dove andare ed ho una gran voglia di morire, ma fra poco sognerò di entrare in quella luce che fin allora mi uccise tutti i sogni a occhi chiusi e a occhi aperti. Ma, la prego, non apra, perchè è la morte che attende con l'arma bianca e nera vicino al mare, oh no, no, non so soffrire, ma fra poco morirò e mai più la rivedrò, la sogno sempre, sempre, oh come è dolce il tempo, oh come è forte il vento, ma fermare non si può e dove andrà, non lo so, ma non si volti mai, non si giri e ri-giri mai, giammai vorrò che i suoi sogni siano spenti come i miei, non si fermi più. Sento già suonare. Quella porta è già aperta e il sole del transinfinito già splende in altomare, mi vien voglia di gridare, ma la mia voce non suona più, le mani e i piedi sono immobili, come il respiro, il mio povero cuore non mi batte e ri-batte più ed il mitico corpo già si sente giù, giù, giù fin nell'abisso, da dove non non si sale più su, sussù non lasci, non lasci, ma non si fermi, continui almeno lei a sognare, ad occhi chiusi o ad occhi aperti, tanto per sognare il sublime non serve guardare. Oh mi spinge oltre quel tempo della vita mortale, lì ove le onde fuggitive e stanche varcano le soglie dei sogni e sostano un istante transinfinito per contemplare le bellezze sublimi lunari o lunatiche? Oh si lasci guardare, è bella solo come il sole all'alba, che non guardo mai, perchè mi piace di più sognare il sole tramontante, con i suoi raggi sublimi ultraviolentiviola che volano da qui a lì senza il timore delle distanze o degli ostacoli o delle remore o dei dinieghi . Lei ci ri-penserà, si dà? si darà ? si sottrae, si kripta, si dekrypta, si vela e si disvela, è la verità bellezza, la legge dura della dolcezza del sublime, un nobile fenomeno della seducenza astrale, le stelle son lì solo per farsi con-templare, guai a chi pro-getti la prossimità, ikaro-docet? così la finirà di farsi del male da soli? così parlò Kalypso prima del diluvio universale, niente male, aldilà delle stelle e non solo quelle, ma di sola bellezza non si salva il mondo. Oh non è così? Oh è dolce come il mare salato, ma di dolcezza si vive una sola volta. Oh si regali un sogno sublime abissale o vuoto come la grazia pregnante dell'universo denso d'incubi e di orrorose tragicità. Oh faccia sognare il sublime della transplendenza per irradiare l'intermittenza aurorale del miraggio boreale quale brillanza astrale, ma di luci soffuse e terse si può anche perire o svenire, o sbranare dall'eroina versus semidei.Ohh, oh si lasci affondare: è sublime come le stelle, ma quelle non se ne stanno lì a guardare: son fisse, mai fesse, ma fissate, replicanti, in armonia afenomenica transonante la medesima melodia armoniosa e tediosa mormorante: domani, domani? sì, domani, potrà annegare o volare, o morire o soffrire, ma non lasciare, non lasci mai più, le stelle amano essere viste a distanza siderale, guai a toccare il fondale universale, si può s-pro-fondare nell'abisso sublime, senza mai più tornare tra l'aurora e l'infinito o transinfinito: è finito? è già tutto irreversibile abissale? Oohh non lasciare, anzi si lasci attraversare senza fiatare, come già si lasciano oltrepassare i suoi occhi dalle intermittenze delle desideranze, che danze! E' finita: con il sorriso sornione della perfida albione, appena baciata dalla fortuna bendata, anzi cieca come la sua anima dis- animata, che corre e fugge via, per non tornare mai alla deriva, strane onde fuggenti, saranno le superonde della stranezza sublimi che spezzano e frantumano la transpazialità -transtemporale, ma così difficili da catturare dai miti sublimi? Quanti quanti ancora? Chissà, è l'indeterminatezza sublime della stranezza, bellezza, che spro- fondatezza. Ora e mai più non ha più senso ascoltare le voci degli abissi sublimi della memoria dei ricordi diafani, non ha più senso alleviare con il miele eterno l'eterno ritorno, sì ma dove? Si è soli con la desideranza della morte sublime, ah si inveisce ogni volta , quando appare il sublime ed abissale sguardo, non ha più senso spendere le lacrime della noia senza ascoltare la voce dell'aurora: che sale saliente ogni volta che l'esserci sublime muore. Ora ho anche io lasciato alle luci della
    • notte sublime il vago sopore dell'anima morente, in mente, ah verrà la morte ed avrà gli occhi dell'eternità sublime. Si ascolta sempre la voce dell'anima: in silenzio: senza il clamore dell'eternità sublime. No non ci sono più sogni da vendere, nè vendette da sognare, nè ricordi sublimi da regalare a chi viene e và soltanto per mostrare il volto del bene o il volto del male o ambedue anfibologici, la sapienza consiglia di sorridere, sempre, o per lo più ogni tanto: almeno quando la presenza della transvivenza sfiora il fiore del tramonto sublime: chi rimpiangerà mai più i giorni lontani dell'infinito ritorno del sublime? In un giorno di maggio ci fu l'inizio della fine: una sola volta vidi volare la luce dell'eternità , quando la sera svelò lo sguardo della morte sublime, con gli occhi sublimi della divinità: non c'è più quella sera rischiarata dalla voce luminosa della tempesta sublime e perciò perfetta, non c'è più tempo per sognare una luce antica e amica che ri-veli il transenso dell'essere e, o, la deriva dell'infinito transinfinito ritorno che mai, se mai, verrà senza arrivi e senza partenza, ma solo una vaga presenza, come la luce sublime dei suoi occhi di là , dall'abysso infinito che mai lascerà, libero d'essere simile ai sogni pensati nel buio della notte sublime. Non ha più senso ascoltare il colore dei suoi occhi, se la sera la noia assale ed invade la memoria sognante, nel vuoto spazio della notte sublime c'è il nulla sublime che canta con la voce della seducenza astrale in transonanza: solo la transcordanza della morte ci può salvare, nel vuoto eterno del nulla sublime, una sola transonanza che canti: una canzone in transcordanza: su, sussù, non tremi, le stelle non stanno lì solo a guardare, la dea del sublime non ci ha abbandonato abita lì là in un campo di ogigia, la xhorà del sublime, lillà in un campo di ogigia la xhorà sublime abita Kalypso la sublime dea della diafanè, lì là ove la dea si getta in transplendenza in un campo, in una transradura fiorita di lillà , di ogigia la transpazialità abissale del sublime, lì scende in campo insieme all'eroe della naufraganza, là in una transradura luminosa in transplendezza di ogigia, la xhorà lillà. L'essere sublime si getta sul campo di ogigia la xhoràlillà, lì là la ricamata seducenza della dea del sublime si svela e disvela nella transcordanza sublime che seduce la dea Kalypso-lillà , in una transradura sublime fiorente di ogigia la sublime xhoràlillà, lì là ove l'essenza della dea sublime si getta, si dà , sì, sissì, la rugiadosa transradura sanguigna, ruggiosa, brillosa, luminosa, transplendente, seduce lì la dea del sublime in un campo di ogigia la xhoràlillà, lì là si disvela l'aletheia sublime, la verità sublime si svela in una transradura di lillà , l' essenza della dea sublime si svela sul campo, si dà in campo lì là, sì in quella divina transradura sublime il padre o la madre sono figli dell'essere sublime, o sono figli di se stessi, la madre è figlia dell'essere sublime, o la madre è figlia di sè, così come iddio è figlio di se stesso o il dio è figlio dell'essere o la dea madre è figlia di se stessa o la madredea madreperlacea è figlia dell'essere sublime: la natura della dea sublime è figlia dell'essere sublime, la physis sublime della divina è figlia di sè e si dà da sè , sì, si svela da sè , si getta da sè, si pro-getta da sè in un campo di lillà , si fonda da sè in una transradura radiosa in transplendenza diafana di ogigia xhoràlillà lì là. Ah essere figli della transradura sublime vuota, sgombra, libera, disertata,annullata, annichilita, svuotata, diradata, diafana in eterna diradanza e transplendenza, figli della transpregnanza sublime della divina splendenza, figli della sua desideranza sublime, figli della sua ontogenesi o dell'essere sublime transpregnante che si dà da sè o dà sè o dà la transpregnanza all'essere sublime. Ah la fanciulla transpregnante dell'essere sublime che dà luce e dà alla luce figli dell'essere sublime pregnante, o dell'essere sublime in estasi sublime in un campo di ogigia la xhoràlillà, lì là solo la dea del sublime ci può creare. Ah essere disvelanza sublime della transmonade vuota in exstasy sublime, quale deliranza che danza nella diradanza sublime dell'aletheia dell'essere sublime, senza il nulla, senza altri dei, né altri eroi, né entità o superentità, solo il suo evento sublime che si dà: viene in sogno l'evento sublime della dea sublime che si dà nella diradanza che danza con l'imago dell'eternità transvedenza. Viene in sogno con la luce dell'eterno ritorno della transvedenza, all'alba di un altro
    • giorno sublime con solo un ultimo desiderio nei pensieri, ma non viene mai in mente, né oggi né mai. Lì i sogni si svelano con lo sguardo della diafana transplendenza del sublime nella bellezza, o dell'essere sublime nella bellezza dell'ente ideale, o con la luccicanza sublime dell'exystenza senza presenza, o solo con l'assenza sublime, mentre sussurra sempre ai transensi di svelare solo l'imago della diafana transvedenza: tanto per la ricerca del tempo dell'eventuale ritorno c'è sempre innanzi l'infinito o il sublime transinfinito. Ho solo un sogno da raccontare, ma non lo svenderò per qualche virtù virtuale, ho troppi sensi nascosti e silenti e inauditi e indicibili: forse un giorno aleggerà nella mondità la sua eterna presenza, ma è già sera, è già troppo tardi per credere ancora alle fabule con o senza dormienti, senza sogni. Una sola volta, se mai ci sarà, forse verrà la dea del sublime con in seno un sogno senza senno, insensato, ma non ci sarà più il tempo per sognare l'imago imaginaria degli eventi, giacchè non c'è più il tempo imaginario dell'imago eventuale. A nulla pensa il nulla sublime che sogna o immagini l'evento sublime del suo infinito ritorno dall'abisso animato, ove la luccicanza dell'evento sublime si dà, senza nulla chiedere, sino al terminale dei nostri sogni insonni salienti abyssali, come una kuspyde sublime imaginaria che attrae il chiasma eventuale, ahhh l'evento sublime dell'essere chiasmale, sublime interattanza dell'interagenza kuspydale, ewentuanza sublime, l'essere sublime s'eventua da sè, senza la legge che non c'è, senza il translogos che non c'era, senza il dio che mai ci sarà. Ah l'essere sublime s'eventua aldilà del dio che non c'è più, ah l'essere sublime si dà luce da sé, senza il dio del bene e del male che non c'è mai più, ah l'essere sublime s'eventua aldilà del bene e del male che non c'è più. L'essere della sublimanza si dà alla luce da sé, aldilà del dio dell'eterno ritorno che non c'è mai più. Ah l'essere sublime si dà luce e si darà alla luce aldilà del tempo che non c'è, aldilà del tempo dell'eterno ritorno che non ci sarà mai più. Madre sublime della sublymanza, oh eventuanza sublyme nei suoi occhi c'è l'essenza della nostra morte eterna, non saprei come e senza un perchè, né saprei come mai la notte sublime si nascose nel letto delle nuvole e si rivelò all'alba con il raggio di luce sublyme di un tempo che fu e che sarà: oh quante volte gli occhi hanno visto l'invisibile sublyme senza scorgere la disvelanza sublyme dell'essere? A chi si rivolga il tempo quando pensi alla destinanza e giochi con le sorti degli universi? La dea sublyme non gioca mai con la mondità, ma soffia le sue auree sublymi nei pensieri delle stelle che mai guardano a ieri, ma illuminano i sentieri della destinanza sublyme dell'essere. Madre della sublymanza ed eterna eventuanza che guardi e contempli senza parole e getti e lanci i segni degli ewenti sublymi della destinanza senza deklyni, come il volgersi dell'eventuarsi astrale degli immensi ed infiniti universi, né replicante o klonante come le stagioni del cuore della natura, o le intermittenze sublymi della notte o del giorno in disperanza disanimata della destinanza della sublatione sublyme. Ma solo lì la singolarità sublyme dell'evento dà alla luce la destinanza dell'excstasy sublyminare che dagli abyssi sublymi sorge, si dà in risplendenza, si ewentui quali luci della vivenza sublyme delle aurore senza più le scorie di ieri e senza più le pre-visioni del domani: oh madre sublyme della destinanza dia all'essere l'ewentuanza o l'invisibile sogno sublyme, affinchè l'esserci possa raggiungere le lontananze sublymi delle luci boreali e naufraghi nel sublymynare abysso degli ewenti waghi, ewanescenti ma pregnanti di miraggi della desideranza sublyme. AH ascoltai la sera sublime con i pensieri rivolti verso le veglie ed ora si è qui ad attendere gli ewenti sublymi velati di presagi e ricordi. Non saprei quando possa durare l'attesa dei sogni sublymi, né se la notte sublyme della destinanza salvi dalle spire degli abissi della sublimanza, ma se la madre dell'eterna sublymanza e della destinanza sublyme disvelasse agli sguardi il tramonto e giammai invocasse il
    • deklyno eterno degli abissi sublymi, l'eternità abiterà le menti sublymi quale gioia sublyme senza fine e senza fini, e grazia sublyme fluttuante nelle tempeste di tutti i wenti degli ewenti abissali della destinanza sublyme. Ora si è oltre gli ewenti sublymi della destinanza abissale, trascorsi all'ombra degli abyssi tenebrosi e il sentiero abissale non svela radure sublymi della transplendenza, ma solo abyssi sublymi ove possa naufragare la destinanza senza ritorni ewentuali. Oh che i wolti sublymi che giungano in-contro siano l'eventuarsi dell'esserci, e se così non fosse e mai vada si sia preda della destinanza abissale sublyme, altro tempo non è più necessario per calpestare il nulla sublyme o il niente abyssale che svuoti le sfere della mondità abissale senza anime né sensi. SI attenderà che l'ewento sublyme dell'essere si sveli dagli abyssi sublymi con le luci delle aurore delle destinanze: meglio il bagliore sublime della sublazione dell'ewentuanza dell'essere che la lenta transcendenza negli abissi kaosmici: così parlò Kalypso la sublime dea o musa o transmusa dell'eventuanza. Le interpretazioni della transestetica transestatica quella transplendenza della sublazione dell'eventuanza sublime dell'abissalità transgettano nel pensiero in mondità. Quel che seguirà è intriso di quella transpregnanza e transalienza in transplendenza sublime o transplendezza dell’essere, o storia dell'oblio dell'essere sublime o storia dell'eventuanza della sublatione sublime. L'essere sublime è il nullo fondamento di una nullità sublime. Il Dasein sublime è l'evento fondamentale della gettatezza sublime dell'esserci: essere-nel-mondo è l'essere nel sublime o essere nell'excstatica transradura sublime o Lichtung sublime dell'essere, o nella verità sublime dell'eventuanza dell'essere o nell'eventuanza estatica del sublime come cura sublime dell'esserci sublime. Nel sublime star-fuori nella transradura il Dasein- sublime o L'essere-nel-mondo-sublime soggiorna in excstasi nella sublime naufraganza abissale. Il soggiornare sublime nella naufraganza abissale è la sublime transradura della sublatione ove abita poeticamente la sublime eventuanza dell'essersi sublime, lì l'essere dimensiona l'estaticità della eventuanza della sublatione sublime. È solo con tale sfondo abissale e transinfinito dell'essere in sublatione che si eventua la verità sublime dell'essere. La bellezza ideale o fenomenica o noumenica o epistemica si dà ragione e propone fini, impone regole, dispone mezzi e adatta ogni cosa ai modi dell'azione, si dispiega ed è ovunque ed in priorità un porre-innanzi, una presentanza del dominio imperativo categorico in ideale transcendenza. La bellezza mondana ha agito troppo e pensato troppo poco, giacchè la definizione di fini, di mete e di mezzi è sin dall'epigenesi inadeguata nell' abnegarsi in eventuanza della sublatione sublime o Ereignis sublime: nessuno ideò la bellezza dell'evento o l'eventuarsi della bellezza, giacchè lì c' è l' eventuanza del sublime o la sublatione sublime dell' Essere o l'essere che si eventua nel sublime. L'evento sublime dell'essere transgetta l'eventuanza della sublatione dell'essere nel sublime: l'evento sublime è il mostrarsi o manifestarsi nell'evento, o nella struttura ontologica dell'evento, nella dispieganza della verità sublime dell'essere e consentì di pensare l'essere nella sua eventuanza. È l'essere sublime che si eventua nel sublime, in una transradura sublime dell'essere evento della sublatione sublime. L'eventuanza del sublime abita poeticamente sia la fondatezza che l'essere fondamento infondato o Ab-Grund sublime, ogni fondazione è inadeguata all'essere come fondatezza del sublime, giacchè ogni fondazione non può che ridurre l'essere ad entità: il pensiero sublime pensa la verità sublime dell'essere, giammai la verità della metafisica della bellezza estetica ideale o la tecnica del disvelamento, ma la verità come aletheia sublime transpoiesis della disvelatezza sublime. Anche la phisis, il sorgere-di-per- sé, è sublatione sublime abnegarsi dal nascondimento al mostrarsi o manifestarsi sublime; nella sublime disvelatezza si fonda la sublime técne: la técne è la poietica sublime della sublatione dell'eventuanza sublime dell'essersi, è la sublime disvelanza, la dispieganza sublime, la disvelanza sublime ove accade l'eventuanza dell'aletheia sublime, la sublime verità della sublatione dell'essersi. Gestell sublime che si
    • disveli sublatione sublime della Gestell della disvelatezza dell'eventuanza della disvelatezza sublime, o aletheia del sublime quale cura o custodia di ciò che è libertà sublime o sublime disvelatezza. Il sublime è là ove c'é il pericolo e lì c'è la sublatione sublime che salva la verità sublime dell'essere o l' eventuanza sublime: ormai solo il Dio o la dea del sublime può salvare l'eventuarsi sublime dell'essersi. La storia della metafisica della bellezza ideale o fenomenica o noumenica o epistemica è la storia della dimenticanza dell'essere sublime, quindi storia del nichilismo estetico, storia dell'oblio del sublime o della differenza ontologica della sublatione sublime dell'essere. La metafisica della bellezza ideale ideata da Platone evidenzia nell'essere la sola idea estetica o fenomenica o noumenica o epistemica. Platone ideò l'idea dell'evidenza dell'essere che è l'entità stessa dell'ente, o l'essere dell'ente o idea a priori platonica quale idea dell'ente nel suo essere ente dell'essere bellezza estetica che si mostri nei fenomena. È l'inizio della bellezza ideale metafisica, Nietzsche ne rappresenta l'estrema completezza, come volontà di potenza dinamica della bellezza fenomenica, cioè della estetica fondamentale della bellezza dell'ente o dell'essere dell'entità. L'essere dell'ente in Nietzsche è ancora la bellezza fenomenica ideale o noumenica o epistemica sia pure la purezza-gaia-scienza nietzscheiana. Platone ideò l'archetipo della metafisica della bellezza e Nietzsche pensò l'essere assolutamente in senso platonico e la metafisica della bellezza tragica, apollinea o dionisiaca, nell'ideale interpretanza platonica, quale adequatio, estetica metafisica della bellezza ideale fenomenica, con l'essere dell'entità: Nietzsche è l'ultimo metafisico della analitica della bellezza ideale. È l' essere bellezza ideale dell'ente di Nietzsche che si dà quale estetica ideale nichilista o volontà di potenza dinamica, o eterno ritorno dell'ideale bellezza fenomenica; pensare l'essere quale bellezza ideale estetica dell'ente è la volontà di potenza dinamica dell'eterno ritorno della metafisica della bellezza fenomenica dell'essere dell' ente bellezza ideale del mondo immagine. Nietzsche ideò così il nichilismo della bellezza quale estetica del non-ente, del niente, del nulla o la bellezza dell'essere dell'ente nella sua relatività con l'estetica del nulla, o bellezza del nichilismo o ideale bellezza del ni-ente o nichilismo della bellezza fenomenica o noumenica o epistemica. È la Gestell del sublime o il suo eventuarsi quale sublatione del nichilismo o la nientità dell'ente, quale transradura della verità sublime dell'essere che si eventua quale eventuanza della sublime sublatione della grande potenza del nulla che dispiega La verità sublime, la destinanza sublime, la transradura sublime dell' essere sublime o l’eventuarsi dell’essere libertà sublime. La differenza ontologica del sublime è la struttura ontologica sublime dell’essere. Platone ideò il fenomeno dell'evento dell’essere dell'ente quale fondamento dell’apparenza, o evidenziarsi dell’essere bellezza delle entità: l’evento del sublime si iscrive ancora nel fenomeno del sublime sia pure nella purezza fenomenica ermeneutica. Ernesto Grassi e Luigi Pareyson svelarono nell'estetica della bellezza del Dasein la purezza o la priorità dell' a priori, o la struttura ontologica o la filosofia ermeneutica della verità inesauribile. Verità e interpretanza infinita della differenza ontologica, quale priorità della fondatezza dell’estetica della bellezza: è l'ermeneutica fenomenica di Pareyson dell’essere bellezza ideale della libertà o l’essere dell’ente nel suo essere svelato quale verità, o mostrarsi o manifestarsi bellezza della purezza ideale dei fenomena, l’ente dell’essere verità dell’essere. Hölderlin eventuò la transpazialità del sublime o dell’abitare poeticamente la naufraganza della transtemporalità, o la naufraganza dileguante del sublime che è l'abnegarsi verso l'epigenesi prioritaria densa e intrisa di pregnanza sublime o sublime presagio, si è nel sentiero in cammino verso l'eventuanza sublime che viene o verrà a salvarci: non è più l’immagine o l'imago del sublime ad essere pensata a partire dalla bellezza, quanto l'estetica della bellezza ideale fenomenica della bellezza ad essere pensata a partire dall’icona o imago o immagine dell'eventuanza del sublime che verrà a salvarci, anche là ove c'è il pericolo o il terrore o l'angoscia o la tragedia. L’immagine o l'imago del sublime non
    • si nasconde più nell'oblio ideale fenomenico, o nella purezza della bellezza visibile o evidente nell'idea dell'essere dell'ente, e perciò invisibile o afenomenica o anoumenica o aepistemica e asimmetrica o incalcolabile, indicibile, inaudita, indecidibile, incommensurabile. L’essersi disvelato nel sublime consente all'essere d'essere l'eventuanza sublime dell'Ontologia Del Dasein sublime, e non più solo l'ideale fenomeno dell'essere entità della bellezza ideale della purezza della transcendenza noumenica o epistemica o metafisica della bellezza dell’esserci, quale Metaphysik des Daseins. Lì il sublime Da-sein si eventua nella sublatione sublime dall'Abgründ sublime quale eventuanza sublime della purezza della bellezza ideale, o eventuarsi del Dasein sublime. Nietzsche e Leibniz eventuarono il nulla quale fondatezza estetica sia del fenomeno della bellezza sia della sublime bellezza: nihil est sine ratione, anche la purezza fenomenica della bellezza sublime. Niente è senza translogos o ideale o noumenico o epistemico, neanche l'essere dell'entità. Leibniz disvelò l'eventuarsi della bellezza sublime quale verità sublime che non si dà più come adaequatio rei et intellectus, ma quale disvelanza dell'essere la transmonade sublime, quale svelatezza che eventui anche il fenomeno o il noumeno o l'epistemè dell’evidenza ideale dell’essere dell'entità. Tale sublime svelatezza è la verità sublime dell’essere sublime, o verità ontologica sublime. Tra verità sublime ontologica dell'eventuanza dell'essere e verità ontica della bellezza ideale dell’ente si dà la differenza ontologica sublime dell' essere. L’essere sublime si dà nell'eventuanza quale svelatezza che consenta la sublatione sublime. Lo svelarsi del sublime nella bellezza ideale o fenomenica o noumenica o epistemica dell’ente è l’essenza della fondatezza dell'essersi eventuanza sublime: lì è non-ente, niente, nulla o verità sublime che si biforchi in ontica fenomenica ideale della purezza della bellezza e transcendenza ontologica o transontologia sublime dell'eventuanza. La svelatezza, il mostrarsi o il manifestarsi dell'evento sublime nella bellezza ideale è consentita dall'abnegarsi sublime della differenza transontologica della sublatione sublime: quell'eventuanza è la fondatezza della differenza ontologica quale trascendenza sublime della sublatione dell’esserci. L’esserci è l'eventuanza sublime della trascendenza, l’esserci trascende, perché mai si adegua all’entità, ma lo eventua nella sublatione o nella svelatezza dell'essere sublime nella bellezza. La trascendenza ontologica è il sublime nella bellezza: trascendenza o sublatione sublime dell'essere che si dà oltre, aldilà ed al di sopra, oltrepassa la fenomenica bellezza. È trascendenza sublime cioè sublatione sublime che trascende la bellezza ideale, oltrepassa il fenomeno della purezza della bellezza. L’esserci sublime si eventua nella trascendenza sublime come essere-sublime-nel-mondo, o essere sublime nella purezza e bellezza della mondità. La sublazione sublime nel trascendere progetta il mondo sublime. Solo il pro-getto sublime che si dà oltre l’entità consente all’entità di mostrarsi sublime o manifestarsi o abnegarsi come sublime nella bellezza. L’accadere dell'eventuanza sublime progetta l'aldilà sublime, l' oltre ente, quale sublime dell’essere dell’esserci sublime, o sublatione sublime dell’essere-nel-mondo-sublime: l’esserci trascende la sublatione sublime nel suo essere morfogenesi sublime del mondo.@@@) sp@zitempi sublimi: ....ontopologi@ dell'ontopokroni@ ........... PHERECYDES svelò la differenza ontoteologica o mitologica del Chronos sublime e la Chthonie o Ground o grund, o meglio ab-grund che spazeggi ontoteologica o mitopoietica sublime. ANAXIMANDro disvelò l'apeiron che spazitempeggia quale physis che infiniteggi senza fine, infiniteggia sublime e dynameggia, mentre Diodorus e Democritus differenziarono l'apeiron e l'archè che cosmeggi, quale cosmesi o kalousia o bellezza finita dell'infinito sublime anaximandreo: delicate membrane spazeggiano ontopologiche, quali varietà sferiche o phenomena, quali imago dell'ecstasità eonyka che platoneggi o eidousia, o ideale Cronotopia della Physis Ontopologica. Lo spazio è la libertà che situeggi, Spazeggi,
    • trascendeggi, ondeggi, campeggi il deieggiare, là ove gli dei sono fuggiti, Gli spazi lì sublimeggiano. Lo spazio è la libertà che sublimeggi. Nello spazio il sublime disvela eventi, transcenteggia sublime. Cos'è lo spazio che sublimeggi? La natura di quell'evento è il sublime. Ma qual è il sublime? Che cosa ne è del vuoto che spazeggi? Il vuoto è sublime ondeggiare. Il vuoto non è più nulla, nulleggia. Né è l'evento che decostrueggi, è un' eventità che sublimeggi, decostrueggia la sublime differenza. L'evento della differenza è il movimento che disvela le differenze sublimi e sublimeggi o transcendeggi, è la differenza ontopologica heideggeriana quale struttura ontopologica che eventeggi l'esserità dell'entità in parausia o sublime parousia, è la parausia sublime dell' esserità che decostrueggi e fenomeggi, esserità della purezza della presenza sublime che spazeggi, quale spazità indecidibile dell'evento che decostrueggi, è in decostruzione là l'ontopologia, cioè l'ontopologia sublime che transcendeggi sublime ontopologico essere-parausia stabile della spazità dell'eidousia o entità ideale spaziale, ontologia e topologia transcendeggiano l'eventità sublime, la struttura ontopologica del sublime: evento che spazeggi l'Ontopology Dasein. Luogo o Chora che sublimeggi, è l' eventità, l'eventeggiare della verità che dà la fondatezza al mondeggiare. La verità che sublimeggi è excstasità, nell'excstasità sublime della verità quale eventità dell'esserità. Nell'arte sublime che sublimeggi l'esserità dell'entità nella libertà. L'arte è la spazità sublime che sublimeggi. Heidegger ricordò l'ondeggiare metafisico aristotelico dello spazio come insieme di luoghi finiti in grandezza e qualità, lì lo spazeggiare è pura estensione omogenea, uniforme, calcolata-parcellizzata, per trasformarsi con Kant in forma prioritaria intuitiva. E' qui che Tecneggi la filosofica. Se la Tecnica spazeggia, l'arte atarasseggia, epocheggia o sublimeggia: ondeggia sublime la spazità dell'essere, sublimeggia al di là della sua determinarezza calcolante; cos'è la spazità sublime che sublimeggi? è lo spazeggiare dell'esserità sublime, o Dasein che sublimeggi, essercità oesserità che transcendeggi. Quale spazità che spazeggi. Raum raumt: lo spazio spazeggi, così come Welt weltet, il mondo mondeggi, spazeggiare la libertà, sfoltire, diradare, ondeggiare eventi, eventità, transcendeggia l'Esserità e tempità, già s'in-spaziano: ein-räumen, la Lichtung che sublimeggi, la radura ove abiti poeticamente la verità o poeteggi, o poieseggi o poeticheggi intesa come chiasma che chiasmeggi, ontopologia che splendeggi e nascondi, evidenzi e custodisca in sé il mistero. In L'arte e lo spazio ondeggia lo spazio, spazeggia, è libertà dispiegante luoghi e la scultura un ondeggiare dei luoghi. Vuoto ontopologico, ciò-che-dà-spazio, Einräumende che sublimeggi, che raccolga, la chora sublime del Timeo che platoneggi risonante in Aristotele nella Fisica come topos, o luogo. In ontopologia sublime della radura sublime ove si possa fondare l'archè dell'architettura, la sua origine sublime fondata dall'archegete, è il celebre saggio heideggeriano:Costruire, abitare, pensare il sublime. Se lo spazio spazeggia quale vivenza, erlebniz che soggiorni e tempeggi nel mondeggiare, è l'ondeggiare del luogo, o contrada, ondeggiare che spazeggi in libertà, arcifigura, forma originaria della libertà che spazeggi libera del movimento che transcendeggi l'esserità sublime o singolarità che spazeggi, varia, incurveggi nello spazeggiare: lo spazio spazeggia nella sua libertà e curveggia o echeggia, ondeggia in contrade ove l'esserità vi abiti poeticamente, o poeteggi il curveggiare. Più filosofica della scienza e più rigorosa, più vicina all'Essenza della Cosa stessa, è l'arte sublime. L'arte è lo spazio o sublime che spazeggi o incurveggi spazitempi. Dasein sublime che sublimeggi o l’essere exstasità o esser-fuori-da, l’esserità dell’esserci è l’e-stasità che incurveggi spazitempi sublimi: esserità che e-staseggi il sublime. Spazio sublime del sublime che e-staseggi e incurveggi l’esserità sublime che spazeggi:essere che transcenteggi e incurveggi Esserità che spazitempeggi, quale essercità che sublimeggi. E' l’essercità che sublimeggi l' essere-la-radura-sublime, Lichtung-sein-sublime che spazeggi il sublime, la radura sublime che sublimeggi e incurveggi esserità sublime, non una qualità tra le altre, ma la fondamentale dell’essercità sublime che spazeggi nella radura sublime o Lichtung sublime che incurveggi l’esserità. Nel pensiero poetante heideggeriano l’esserità si dà sublime, sublimeggia, transcendeggia sublime nella verità dell’esserità sublime, è nella verità o eventità che incurveggi spazitempi. Heidegger spazeggia l’esserità e estaseggia il sublime o transcendeggia l’esserità nella verità, l’esserità si dà e può
    • darsi soltanto là ove si spazeggia quale sublime svelarsi che sublimeggi e incurveggi esserità, non c'è senza spazeggiare l’essercità sublime che sublimeggi. I tigli del castello-giardino e lo sguardo oltre il muro splendono in brillanza e curveggia nel tempo la Pasqua, o dietro la collina il prossimo Natale. Dal campo chiasmeggia e curveggia verso la foresta il sublime. Poi c'è il curveggiare e si saluta in alto. Eventeggiano sul banchetto alcuni grandi pensieri poetanti, da interpretare. Ogni volta è un enigma o eventità, ma il curveggiare è in vista, là nel campo della radura sublime ove spazeggia l'essercità, lì incurveggia il piede sull'estensione della diradanza che risplendeggi. Tempeggia lì l'essercità, ondeggia l'eventità che curveggi, nei pensieri poetanti curveggia e ondeggia sul sentiero sublime ove il sentiero interrotto incurveggia. Il sentiero sublime dell'esserità ondeggia al curveggiare del pensante poetante come a quello dell'albeggiare.Con il lungo passare degli anni il curveggiare spesso riecheggia reminiscenze di gioco e di scelte,quando si è sotto il colpo d' ascia lì nella radura del bosco, lì si curveggia attraverso boschi e radure sublimi. Qui ondeggia il tempo, la tempità incurveggia. La Risonanza è nascosta, è invisibile quale splendezza del curveggiare. E' la cura sublime. Nel corso del tempo curveggia la distesa dei cieli, si radica nelle tenebre dell'abisso sublime, curveggia nei più alti cieli elevati e sublimi. Ancora una volta incurveggia per ciascuno che passeggi in ogni stagione, con una prossimità curveggiante. Se sulle Alpi al di sopra della foresta il crepuscolo serale nel corso di un crinale collinare è saliente in estate e curveggia nell'albeggiare, se il vento da Est aleggia, se giorno dopo giorno la nebbia ondeggia la tristezza sui campi il mondeggiare è L'enigma sublime dello spazio che tempeggi, o del tempo che spazeggi e ondeggi in un lungo periodo di tempo. La distesa dell' abitare sublime dà l'eventità che mondeggi. È solo Dio, è Dio, è il sublime. Sono lì la loro origine. Il pericolo minaccia. Il Campo sublime percorso riecheggia una vivenza che ama curveggiare, e spazeggiare in eventità sublimi, è Kuinzige o essercità sublime invisibile. Nessun curveggiare della tempesta d'inverno emoziona di primavera. Ma in un'unica armonia, lì echeggia silente il sublime, ondeggia sereno. Il sapere è serenità sublime che transcendeggi. L' enigma splendeggia nel sublime. Dietro il castello torreggia S. Martin. Lentamente undici colpi di ore svaniscono nella notte. Il campanile trema sotto i colpi dell'ora di martello, la cui risonanza nessuno dimentica. Il silenzio è più silente. È l'anima? È il mondo? È Dio? è il sublime. Tempeggia il sentirsi a casa, lì ondeggia l'invisibile sublime o sublime poetante che sublimeggi. Heidegger disvelò così la Gestell sublime che poieteggi o tempeggi o spazeggi. Gestell sublime del Dasein che spazitempeggi. Dasein è l'excstasità sublime tempità che spazeggi: è l'eventità che spazeggi per Heidegger, invisibile poiesis, è l'invisibile-esserità-sublime, è spazità-sublime che sublimeggi o vuotità sublime che spazeggi. E' spazità che consenta la risonanza o il Kuinzige o La Gelassenheit sublime, è la stabilità ontopologica che spazitempeggi, è La verità dell'eventità, è la Gelassenheit l'abnegarsi sublime che sublimeggi. Gelassenheit è l'abneganza sublime che spazeggi, la sublime nullità che nulleggi, lì nulleggia o nienteggia la kronotopia sublime, la verità della sublime Gelassenheit, veritas sublime che incurveggi o abnegheggi, sublimi eventità. Meister Eckhart svelò l'idea di Gelassenheit sublime che nulleggi. Gelassenheit quale Esserità che transcendeggi o nulleggi o nienteggi nell'abissalità sublime, esserità che spazeggi o vuoteggi o nulleggi nell'Esserità sublime. Eckhart vuoteggia o vuota la spazità che nulleggi, o tempeggia nella nullità sublime. Meister Eckhart svelò Il Gelassenheit sublime che sublimeggi o spazeggi nella nullità che vuoteggi, o nella nientità che transcendeggi. Il Gelassenheit di Eckhart è il sublime curveggiare che nulleggi. Eckhart è l'archegete della sublime INDIFFERENZA che spazeggi nell'aletheia sublime, eventità del Gelassenheit. Lì curveggiA la sublime Gelassenheit che poeteggi l'eventità. Dasein sublime che nulleggi o Esserità-spazità del sublime che spazeggi, o spazitempeggi nell'esserità risonanza che risoneggi. Esserità sublime che sublimeggi o nulleggi quale Gelassenheit dell'eventità sublime. Quale sublime Gelassenheit che annienteggi. Gelassenheit che ANIMeggi la sublime Esserità che sublimeggi. Heidegger svelò il chiasmepochè del Gelassenheit-Kuinzige che spazeggi, o il Gelassenheit-Kuinzige che chiasmeggi nella sublime abneganza che nulleggi. La Gelassenheit che
    • nulleggi o nihileggi il sublime poetante? Gelassenheit che nulleggi quale sublime che poeteggi? Gelassenheit che spazeggi quale sublime che nihileggi? Sublime poetante che nulleggi nella spazitempità dell'Esserità Gelassenheit. Esserità Stabile che spazeggi e incurveggi sublime. Heidegger disvelò il sublime poetante che nulleggi, è Gelassenheit che spazeggi, o spazitempeggi e incurveggi l'eventità sublime che transcendeggi il sublime. Heidegger svelò con l'ontopologia del Gelassenheit l'abnegarsi del sublime, o l'abissalità che nulleggi il sublime che nihileggi? Gestell sublime che spazeggi l'abneganza che nulleggi. La filosofia di Heidegger è qui per spazeggiare il fascino sublime onteologico del sublimeggiare ontopologico, quale ontologousia sublime. Ge-Stell-sublime che spazeggi l'ontopologia sublime. La sublime abneganza che nulleggi è l'Esserità Sublime dell'Essere che spazeggi. Gli eventi del sublime che nulleggi è il pensiero poetante del sublime che poeteggi o spazitempeggi nella nullità che nulleggi, o nella nientità che nienteggi o nihileggi nella stabilità che spazeggi l' ontopologia sublime. La differenza ontopologica del Sublime poetante che nulleggi la spazitempità, è la Gestell-gelassenheit sublime che spazeggi ontopologicamente. Gestell ontopologica del sublime che sublimeggi. Gestell sublime che spazeggi in Gelassenheit che sublimeggi la Gelassenheit poetante. Sublime ontopologia che spazeggi sublime, dal fascino sublime della Ge-Stell Sublime dell' Esserità. Gli eventi sublimi spazeggiano la nullità sublime che nulleggi, ma nella stessa spazitempità che incurveggi il Sublime del dio che ci può salvare o abnegare in Gelassenheit sublime. L'Ereignis spazeggia il sublime che sublimeggi nell'Ereignis: sublime che spazitempeggi sublime l' esserità. L’esserità sublime spazeggia quale essere in luce e abita nel sublime dell’essercità: ontopologia che sublimeggi come fondamento-abisso del sublime. La verità del pensiero poetante dell’esserità sublimeggia già nella Chora che spazeggi il sublime spaziale. Gegenstand Sublime Dasein o l'esser- ci Sublime Dasein ontopology, essere-Dasein nell'esserità-sublime quale esserità-per-la-SPAZIALITA' o Dasein dell'essere lì che spazeggi, al di là del semplice tempeggiare, per essere spazio-che-tempeggi-in-excstasità transinfinita. Chora è lo spazio sublime che spazeggia o Platoneggia, il più abissale sublime che sublimeggi. Nietzsche o il sublime Zarathustra inondeggiarono quel curveggiare. Così parlò Zarathustra il sublime che sublimeggi Nietzsche-Zarathustra: fondeggiare sublime dell'ondeggiare che curveggi. Schelling o Leibniz o La frattalità kronotopica che apeironeggi di Anaximandro, o i frammenti dell'archè di Anaximandro consentirono all'Ontopologia degli spazitempi di Anaximandro di dispiegarsi nella vuotità o nullità SUblime, lì transcendeggiò la PHILOSOPHY della temporalità nel Timeus Platonico: lì il modello paradigmatico svelò il curveggiare che Platoneggi e Cosmeggi quale adeguatezza della verità Platonica paradigmatica. E' l'universo paradigma degli spazitempi Platonici quale estasità exstatica del curveggiare, o paradigma della physis che transcendeggi e si dà quale fenomeggiare visibile dell'idealeggiare invisibile, ma intuibile con la metafisica della verità o logousia animata. Solo così è possibile percepire le differenze spazitemporali dei phora o dei periodos o delle periphoras o dei kykleseos: ondeggiare del curveggiare paradigmatico pitagorico dell'identità tra aritmos e curveggiare degli spazitempi, in un sublime armoneggiare o cosmeggiare e mousikeggiare, quale perfeggiare o idealeggiare dell'eterno sphereggiare incurveggiante Platonico. Si dà così l'ondeggiare degli spazitempi in dinamicheggiare sublime e infinito apeironeggiare sublime, ma fenomeggia quale discreto e finito, anzi aritmos, senza ritmo, in stasi inerziale o contrastanza o gegenstand, attimeggiare, atteggiare, o essere il curveggiare, o fenomeggiare nell'esserci del discreto quale singoralità temporale della parousia, o apriorità dell'archè della kronotopia infinita. E' la differenza nella temporalità che si dà quale aritmos della parousia per curveggiare la transcendenza ed eventuare il curveggiare che futureggi, o futuro anteriore, o eterno curveggiare o apokatastasy sublime. Finito ed infinito non sono possibili nella stessa frazione di tempo: l'apeironeggiare dovrà essere frammentato ed i suoi frattali fondare la rigorosità e l'esattezza, altrimenti la divisibilità o l'analitica o la dyairesis o la chiasmepochè infinite possono creare dei paradoxa spazitemporali infiniti. Aristotele inventò così le distanze discrete irriducibili nella temporalità, memore
    • delle omeomerie anaxagoriane, ma sempre nella dynamis dell'essere nella parousia e di essere nel futuro o nel futuro anteriore. Leibniz svelò una PHILOSOPHY ontoteologica degli spazitempi quale relatività Leibniziana della simultaneità degli eventi: Gödel si ispirò a quel paradigma per incurveggiare l'apokatastasy kaosmika sublime o monadeggiare sublime. Leibniz curveggiò la relatività della simultaneità degli eventi nella monade dynamica sublime. Leibniz con la sua ontoteologia della monade incurveggiò la verità che si eventui sia nei fenomena, sia nelle verità nascoste o kryptate o non ancora in dis-oblio nell'ondeggiare sublime ed infinita: è la Leibniz-Theory della Tempità Ontoteologica che transcendeggi e si dà curveggiante Leibniz-Theory degli spazitempi, giacchè nella struttura ontopologica della monade non c'è più differenza sia nell'endogeno che nell'extramonade, che mondeggi, o incurveggi sublime ed infinita. Leibniz curveggia la struttura ontopologica degli eventi simultanei degli spazitempi che dynameggi sublime le endemonadi, o le extramonadi in sistole e dyastole o quali intermittenze sublimi della struttura ontopologica della monade: è il curveggiare della tempità o degli spazitempi sublimi, quali eventi virtuali nella monade sublime o chiasmonade o eventi dynamici sublimi che noumeggino o noeteggino nel pensiero pensante. Axiomi degli eventi che dinameggino nelle monadi: lì eventueggiano una cronodinamicità della PHILOSOPHY del Tempo, entità imaginarie o entità metafisiche immateriali e virtuali, parodossi curveggianti giacchè le entità nell'immaginaririo non ci sonoo lateggiano o krypteggiano nella monade sublime che incurveggi. Gottfried Leibniz pensò quegli assiomi virtuosi e virtuali come paradigmi epistemici o metaontologie o ontoteologie matematiche, quali axiomi della mathematica della physis e quindi degli spazitempi sublimi: è il sublime che spazitempeggi o transcendeggi sublime. Leibniz curveggiò quel paradigma nell' Analysis Situs, o Geometrya della Situatione emotiva o cronodinameggiare della monadea, lì gli axiomi della Geometrya Euclidea si disvelano quali assiomi della metafisica delle verità fenomeniche e virtuali e perciò assiomi di una geometria immaginaria senza entità ilemorfiche, quale ondeggiare che incurveggi l'ontoteologia topologica o metaphysica topologica o geometrica o metamatematica o ontologia della mathesis della monadea o ontopologia sublime. Leibniz curveggiò le quantità come se fosse il chiasmepochè o l'apokatastasy della qualità spaziale e simbolica: l'infinito simboleggiò qualità di logousia virtuale e così l'infinitesimo, o lo zero della mathesis. Quantità e adeguatezza degli eventi curveggiano nella qualità della monadea, quale ondeggiante Philosophya del Tempo che spazitempeggi il sublime che incurveggi la Classica Philosophya che da Aristotele dominò l' Europa, una versione del Mythos Rhapsodico di Chronos: quale movimento o dinameggiare immaginario dell'ondeggiante ontokronia che incurveggi sublime la monadea che transcendeggi. Leibniz Plotineggiò quasi presago di una virtuale relativity- theory. Plotino disvelò l'estasità dei tempi dell'essere-purezza che spazitempeggi sublime, quale autoevento dell'essercità che ondeggi l'essercità-monadea che sublimeggi. Plotino decostruì sia l'ilemorfica interpretanza del tempo sia l'idealeggiare o armoneggiare o cosmeggiare platonica per curveggiare una paradigmatica e ab-stracta interpretanza della tempità sublime: curveggiò una philosophya del tempo immaginaria, cioè senza l'entità ilemorfica, Leibniz dispiegò quella intuizione per curveggiare l'eventità immaginaria nell'end-extramonade virtuale, quale struttura ontopologica o gestell sublime degli spazitempi immaginari o metalogica matematica immaginaria, come entità immaginaria sublime. Plotino curveggiò l’Esserità-purezza-transInfinita in eventità sublime estasità, o singolarità sublime, quale Abissità vertiginosa sublime, l’Esserità sublime nella nullità che nulleggi. L’abissità dell’Esserità purezza è il sublime che sublimeggi e incurveggi più stabile quando c'è Abissità e Silenzio o transInfinità dell'estasità, o singolarità sublime e vertiginosa Abissità che abisseggi Sublime, l’Infinità in sè vuotità che vuoteggi: transcendenza sublime dell'essere-purezza, pensiero pensante sublime, oltre c’è l’abisso sublime che curveggi. Esserità sublime o abissità transinfinita dell’essere-purezza in Essere che incurveggi l'Infinito sublime. Platone curveggiò il sublime che sublimeggiò in Plotino quale essere-purezza che incurveggi nientità: quale
    • nullità che nulleggi il sublime nell’essere infinito che spazeggi. Infinito che infiniteggi: l’Infinito sublime che sublimeggi nell’Esserità purezza curveggiò e Plotineggiò in Leibniz, o nella monade-purezza: il sublime Plotineggiò L'ESTASItà DEgLi spazitempi sublimi in estasità-purezza, fuori di sé, Plotineggiò estasità sublime dell'aldilà, dell'atemporalità, della sopra- temporalità, o della pre-temporalità della flussità, dinameggiò il curveggiare con la durata spaziale o spazitemporale negli spazitempi che transcendeggino nell'ondeggiante fluxità sublime eraclitea. Così in ogni ondeggiare è custodito, curato, sigillato il curveggiare che epocheggi relazioni temporali di anteriorità e posteriorità in sé: il tempo è un fenomeno sublime che fenomeggi. I fenomeni flusseggiano in ondeggianti singolarità dell'eventità monadi e disvelano l'estasità che transcendeggi sublime. L'intenzionalità longitudinale o ab-scissa si differenzia dall'intenzionalità transversale o transfinita spazitemporale che intenzioneggi: le due intenzionalità, longitudinale e trasversale, sono inscindibilmente intrecciate, sono chiasmepochè che curveggino, ondeggianti fluxità che dynameggino scorrimenti, allungamenti, dilatanze, distensioni nel tempo come un fenomeno dinamico temporale o intratemporale. Platone e Aristotele hanno pensato il tempo-metabolè che tempeggi: qui c'è il rifiuto di fare dell'anima il sito originario che tempeggi o atarasseggi; senza l'anima che numera e che conti il tempo, il numero del movimento non c'è; il tempo, per essere, ha da essere animato; senza l'anima, il tempo esisterebbe solo in potenza, perché ha la sua origine nei movimenti dimamici. È aderenza al movimento dinamico e non inerenza animata. Aristotele pensò il movimento dinamico interno dell'anima come se ondeggiasse in altri movimenti del mondo. Plotino immaginò il tempo movimento o dynamico curveggiare l'anima che mondeggi. Il tempo non può essere il movimento, perché il movimento è spazitempeggiare dell'intenzioneggiare. Plotino incurveggiò il tempo con il movimento della verità o meglio con la disvelatezza, o alètheia che aletheggi, dell'anima che animeggi nel mondeggiare. Ma che cosa è il tempo che spazitempeggi nel sublime che sublimeggi? Non è niente altro che il movimento dynamico del curveggiare animato, ma l'anima non è nel tempo, è sempre nell'epochiasma che aterasseggi . Così l'anima ondeggia nel tempo e spazeggia nell'epocheggiare: movimento dell'anima che spazeggi l'ondeggiare sublime che transcendeggi e si dà tempeggiante excstasità sublime che sublimeggi: è movimento sublime degli spazitempi che spazeggi l'atarassità. L'anima spazitempeggia il tempo dell'epocheggiare, è l'eternità curveggiante che ondeggi: il tempo è nell’anima che animeggi il mondeggiare, o monadeggi sublime. Plotineggia la sublimità nel corso del tempo che spazeggi. Il tempo è sublime che sublimeggi l'estasità che estaseggi: l'attesa, l'attenzione, la memoria che spazitempeggi L'estasità sublime o spazitempo-estasità che plotineggi, o estasità sublime che sublimeggi. La tempità sublime si spazitempeggia, il tempo non passa né dimora, ma sublimeggia. La sublime estasità della spazitempità transcendeggia, si dà in spazio che spazeggi il sublime che sublimeggi spazitempi. La sublime spazitempità è fondata nella sublime estasità spazitempità del Dasein- sublime che sublimeggi:l'attesa, la parousia e la cura che spazitempeggi nel sublime che sublimeggi, esserità-in-attesa, custodire e presenziare sono proprio l'esserità-in-attesa o sublime spazeggiare del tempo, ontopologica spazialità sublime che sublimeggi o Dasein, è il Dasein-sublime che transcendeggi, dà il tempo o spazitempeggi la transcendenza che transcendeggi in ondeggiante fluxità dynamica eraclitea sublime. Il tempo è lo spazio che spazeggi sublime è il sublimeggiare dynamico che transcendeggi. Quella spazitempità estatica è il sublime che sublimeggi o ontopologia del sublime che spazeggi. Il tempo ondeggia e curveggia dinamicamente o spazitempeggi fra essercità e mondeggiare. Mentre per Aristotele lo spazio è finito in estensione ma continuo e quindi divisibile all'infinito, il tempo è un numero, anzi il tempo è il numero del movimento dinamico secondo il prima e il dopo, è l'infinito dinamico. La singolarità dynamica è l’essere sublime che sublimeggi lo spazio che spazieggi. Il sublime che sublimeggi ama svelarsi o disvelarsi quale sublime che Eracliteggi o sublime-essercità che spazeggi, o struttura ontopologica del sublime che transcendeggi. L'esserità sublime che eventeggi: è ondeggiare dalla non presenza che transcendeggi e si dà nella parousia, è sublime poiesis dello spazio che spazeggi. Anche la physis-sublime, l'ondeggiare per sé, è sublime che spazeggi, è poiesis che sublimeggi. La physis
    • è nobile ondeggiare sublime spazitempo che spazeggi nel transcendeggiare. E' il disvelamento sublime dell' aletheia che aletheggi, verità del sublime che sublimeggi quale disvelamento, o verità sublime che spazeggi l'aletheia che transcendeggi. Giacché nel disvelamento si fonda ogni spazitempo che spazeggi sublime. L’evento sublime che spazeggi disvela, dispiega il suo essere sublime nell’ondeggiare lì ove incurveggia disveleggiare e disvelatezza, dove curveggi la verità del sublime che transcendeggi. Ma il disvelamento del sublime non si dispiega in evidenza, bensì ondeggi kriptato nella kronotopia che spazeggi sublime o nel chiasmepochè che curveggi per eventuarsi custodito e curato in un altro disvelamento o GESTELL sublime degli spazitempi che spazeggino il sublime nella physis, come disvelatezza dell'evento del sublime che sublimeggi l’esserità della verità sublime. Holderlin pensò che là dove c’è il pericolo là c'è anche il sublime che salva o che sublimeggi, quale soggiornare senza tramonteggiare, è dynameggiare, là dove si dà come aletheia che aletheggi, ondeggiante svelatezza della dynamis, là dove già da tempo soggiorni la dynamis che transcendeggi. Aletheggia l' aletheia della dynamis del cuore che non trema della disvelatezza in quella radura sublime, o dynamica radura indicibile del soggiornare nel mondeggiare senza eclisse e senza fondità. Come può nascondersi davanti a ciò che mai tramonteggi e dynameggi, quello che mai tramonteggi, quello che sorge, emerge,ondeggia, curveggia Eracliteggia la dynamis della physis o incurveggia, il disvelarsi in alterità dell’ondeggiare. Mai tramontante significa disvelatezza e nascondità: La physis ama nascondersi, la physis ama la dynamis del nascondersi e del disvelarsi, in relatività dinamica spazitempità che spazeggi il sublime che sublimeggi. La physis ondeggia e curveggia è metamofosi metabolica o katabolica, è come tale già sempre epocheggia. Disvelatezza e Nascondità della nullità che nulleggi. In quell‘esserità sublime si eventua l‘ontopologia del sublyme che sublimeggi o la sua epigenesi. Esserità che spazeggi il sublime che transcendeggi lì e si sveli nell‘ontopologia della poiesis, o dell’ontopoiesis o della transpoiesis. Tale ontopologia ondeggia e curveggia l‘esserità nel mondeggiare la gestell sublime, o essere solo per la morte della nullità che nulleggi, quale arte della poiesis sublyme. Quell’ermeneutica eventua l'ontopologia della transcendenza o ontopologia dell‘immagine dell‘esserità-nel-mondeggiare. Ma che cos’è l'estasità dell’esserità-sublyme che sublimeggi? Anzi che cos’è l'ondeggiare dell’esserità-sublyme nel sublime che sublimeggi? È la gettatezza-della-verità dell’esserità nell’aletheia fondale che aletheggi, grund ed abgrund, del sublyme che sublimeggi e si dà, si getta nella mondità ontokronotopica quale spazeggiare che sublimeggi. L’esserità si eventua nel sublyme che sublimeggi quale aletheia che aletheggi, disvelatezza dell’ontopologia dell’esserità sublime, dell’essercità sublime, dell’essere entità sublimi: varietà nella gettatezza-del-sublyme quale aletheia che aletheggi l'ontopologica dell’essere ondeggiare sublime, ontimagine sublime, ontimago sublime, ontopoiesis sublime. Il sublime che sublimeggi delle varietà ontopologiche della verità dell’esserità sublime transcendeggiano, si eventuano, si gettano quale fondità anche quando gli dei fuggono e il tramonto dell’occidente si secolarizza, per sempre il sublyme curveggia e intenzioneggia per essere ondeggiante esserci: mai la verità tramonta, è sempre parousia sublyme che sublymeggi aldilà dell'agatousia, aldilà delle entità mondeggianti. Come mai solo il sublyme transcendeggi il corso dello spazitempeggiare o dell’ontocronia che sublimeggi? Tra le tante ipotesi quella più ontopologica è la cura ondeggiante della verità dell’esserità che sublimeggi. Solo nel sublyme l’aletheia aletheggia ontopologica e si cura da sé, ondeggia e curveggia da sè, fondeggia e si cura senza gli dei fuggitivi. L’esserità sublime incurveggiala cura da sé l’esserità-sublyme, senza la cura ontocronica o ermeneutica, anzi si cura senza l’epistemica ermeneutica, ondeggia la cura della verità da sé, spazeggia il sublime. È sublyme aletheia che aletheggi si dà e transcendeggi, si cura da sé quale esserità-sublyme o esserità dell’evento-verità, giacchè nel sublyme è in ekstasità e ondeggi, si dà, si cura l’evento della verità ontopologica dell'esserità sublime o dell’esserità dell’aletheia sublime o dell’esserità-sublyme-della-verità-nella-physis. La spazialità del sublyme si fonda sulla spazitempità sublime della libertà:la spazialità sublime del sublyme è la spazitempità sublyme della libertà d’Essere dell’Esserità sublime che
    • sublimeggi. Il sublyme c’è quando l’Esserità si dà, transcendeggia nella radura sublime, nell' ontopologia dell’Esserità, quale ontopologia dell’Esserità poetante che si eventua nella gettatezza sublime che curveggi, è la radura poetante che custodisce, kripteggia, lateggia, ondeggia la cura dell’Esserità sublime che sublimeggi. I luoghi del sublyme sono spazitempi che spazeggiano l’essercità sublime nel mondeggiare, o mondaneggiare, o tramonteggiare o eclisseggiare, sublime che sublimeggi l’Essere abitato poeticamente dall’orizzonte e dall’Esserità sublime-senza-fine, senza declineggiare, senza tramonteggiare, senza eclisseggiare, quale eterneggiare della risonanza dell’Esserità-sublyme che sublimeggi. Solo così si eventua l’epocheggiare della sublymanza che sublimeggi la spazialità che spazieggi la sublymità della Physis. Lì l’Esserità-sublyme non eclisseggia, o tramonteggia. Nel sublyme che sublimeggi c’è l’ondeggiare differenza ontopologica tra il fenomeno sublime e l'evento sublime: non la nullità o la nientità, ma l’Esserità sublime che ondeggi in-contro, l’Esserità sublime che curveggi, per abitare l’Essere sublime che incurveggi la radura sublyme che sublimeggi. La spazità sublime della sublymanza è la spazitempità della differenza che si eventua nell’ontopologia poetante, che abiti il luogo kaosmico o spazio che spazeggi il sublime. La spazità sublime del sublyme che sublimeggi è la spazitempità dell’Esserità che curveggi l’essere sublime che incurveggi la parousia della radura, ove non ha mai abitato né l’entità, né l’Esserci, né la mondità, né la metafisica, né la teocrazia, ma solo la transonanza dell’Esserità sublime che ondeggi in-contro, quale curveggiare sublyme che transcenteggi. La spazità che spazeggi sublyme è la spazitempità sublyme,o dell'abitare sublime dei luoghi sublimi che sublimeggino il sublyme, lì incurveggia la transonanza dell' Esserità-sublyme, o Esserità che sublimeggi curveggiante, Esserità che abiti l’Essere sublime, Esserità che spazeggi il sublime e ondeggi l’Esserità sublyme della diradanza sublyme che sublimeggi. L'ontopologia, il luogo ove l’Esserità sublime ondeggia in-contro e ci abiti è il sublyme che spazeggi l'ontopologia del sublyme, è la sublyme ontopologia della spazitempità sublyme: solo nell'ontopologia sublyme la spazitempità si eventua quale spazeggiare sublyme, giacchè solo lì è libera di curveggiare e di spazeggiare sublyme. I luoghi ove il sublyme ondeggi incontro, o dove l’essere curveggi l’esserità sublime che si eventua ed abiti la spazità del pensiero poetante, sono i luoghi del sublyme che spazeggi il curveggiare, perché l'ondeggiare dell’esserità sublime con la sua ikona sublime getteggi la parousia e la abiti è sublyme, nell'ondeggiare indicibile inauditeggia, atarasseggia, epocheggia, chiasmeggia sublime. La spazità sublyme è spazeggiare gli spazitempi liberi, abitati solo dall’Esserità sublime che ondeggi in-contro, quale sublyme senza-la-fine, o nullità che nulleggi: Esserità sublime che incurveggi nell’essere che getteggi ed abiti l’Esserità poetante sublime. Le varietà dell'ondeggiare-Esserità-sublime infiniteggiano, indicibili, senza-fine, senza eclisseggiare: perché i luoghi del sublyme sfuggono ondeggianti. Gli eventi del sublyme che transcendeggi in relatività con gli eventi e le ontovarietà dell’Esserità sublime si eventeggiano quale libertà ontopologica: lì ondeggia l’Esserità sublime, s'incurveggia la libertà d’essere sublime che sublimeggi. I luoghi del sublyme sono gli spazitempi ontopologici ove l’Esserità sublime dispone il curveggiare, l’ascolto, la visione poetante dell’Esserità sublime ondeggiante, dinnanzi, davanti che curveggi incontro, nella sublymanza che sublimeggi. La spazità sublyme è la radura sublime che vuoteggi o l'ontopologia della sublymità, ove l’esserità sublime si eventui per essere curvatura e per abitare poeticamente l’essere sublime che ondeggi, oltre che abitare poeticamente il mondeggiare, Physeggiare, kosmeggiare della kosmesi o della kalousia-agatousia. Quando un luogo, una radura, una vuotità sono abitate poeticamente dall’Esserità sublime che curveggi sublime e che ondeggi in-contro all’Esserità sublime, si eventua il sublyme che spazeggi quale spazitempità sublyme del sublime abitare poeticamente l’Esserità poetante, in libertà, in verità, incurveggiante Esserità-sublyme che sublimeggi. L’Esserità sublime che ondeggi incontro per abitare poeticamente, non solo il mondeggiare, ma il curveggiare sublime dell’Esserità, la spazità dell’Esserità sublime che sublimeggi, l’Esserità poetante, l’Esserità ontopologica che spazeggi l’Esserità-sublyme. Si eventua il curveggiare nella spazità che spazeggi nella tempità che mondeggi la differenza ontopologica del sublime: parousia ontopologia dell’Esserità-sublyme, di là e di qua dell'ontopologia fluttuante e
    • mondeggiante dell’Essercità ondeggiante virtuale, del mondeggiare immaginario, del mondeggiare ontopologico, del mondeggiare poetante. Il mondeggiare dell’Esserità-sublyme ondeggia il mondeggiare quale mondeggiare sublime, mondeggiare caotico, mondeggiare cosmico, estatico. Quale fondeggiare sublime della verità dell’Esserità-sublyme dà senso al kaos, all’invisibile, all’indicibile, all’inaudito, all’assenza presente che spazeggi: l’unica che ci possa salvare o curare nel mondeggiare dell’aldilà. L'onTopologia dell’esserità-sublyme è l'ontopologia che ondeggi l’Esserità che transcendeggi l’Essercità, o l’Esserità ontopologica poetante. Quelle ontovarietà dispiegano il fondeggiare dell’Esserità-sublyme nel mondeggiare virtuale che curveggi l'ontopologia sublime nella spazità sublime che sublymeggi l’Esserità-sublyme chiasmepochè della spazità dell’Essercità. Nell’Esserità-sublyme l’Esserità che ondeggi non si adegua, in verità né all’Esserci, né all’Essere ontopologico o poetante. Nel mondeggiare sublyme il mondeggiare non ritrova più l’adeguatezza metafisica estetica con il mondeggiare dell’Esserci, né con l’Essere nel mondeggiare cosmico, immaginario, virtuale, kaosmico. Ma quella differenza ontopologica dell’adeguatezza non trascura l’ortogonalità del sublyme, anzi dà senso, identità e trascendenza. L’Esserità sublyme quale essere che ondeggi il mondeggiare sublime è la misura che spazieggi: del kosmeggiare che c’è e del mondeggiare che non c’è, o è invisibile, indicibile, inaudito, estatico; l’Esserità sublime è anzi l’unica spazitempità che incurveggi e dà senso, transtabilità e soprattutto e per lo più dà l’impianto, la Gestell del sublime mondeggiare dell’Essercità, dell’Esserità sublime qui, dell’Esserità sublime là, dell’Esserità che sublimeggi aldilà. L'ontopologia del sublyme spazeggia sublyme, è la Gestell-sublyme del mondeggiare e dell’Esserità che ondeggi quale Essercità che curveggi in-contro nella sua morfogenesi sublyme d' Essere che spazieggi il sublime. Giacchè solo quell’Esserità è sublymanza della physis che ci potrà salvare, o curare, o curveggiare ondeggiante della spazità sublyme. L'onTopologia dell’Esserità sublyme è la bistabilità che spazeggi nei sentieri che si biforcano: c’è la superficie della Gestell-sublyme che fondeggi il mondeggiare dell’Essercità che transcendeggi, c'è lo spazeggiare dell’Esserità sublime che ondeggi incontro nella vuotità ontopologica, nella radura sublime libera dal nihil, nella singolarità kaosmica della nullità che nulleggi, quale Gestell-sublyme che spazeggi l'Essere, Esserità sublime che incurveggi e ondeggi, getteggi l’Essere sublime nell’Essercità che sublimeggi, per abitarvi con il senso del sublyme o dell’Esserità che transcendeggi. La spazità del sublyme è stata, ed è,sempre ontopologica nel senso di onTopologia del sublyme dell’Esserità è parousia nella plessità, o nel chiasmepochè della Gestell sublyme dell’Essercità, dell’Esserità-sublyme che ci in-contra, che ondeggi in- contro, quale transonanza dell’Esserità sublime nell’aldiqua dall’aldilà. La gestell-ikona sarà per sempre l’essere sublime ikona dell’esserità struttura ontopologica ontopoietica dell’imagine dell’esseRità sublime che sublimeggi. Ma che curveggi l' ikona che spazeggi la gestell del sublyme? È l’ontopologia che vuoteggi, radura sublime della vuotità o l’ikona della radura sublyme che sublimeggi l'essere-in-estasità della nullità che nulleggi o della nientità che nienteggi, quale ontopologia sublime. Solo il sublime che spazeggi consente all’essere d’abitare poeticamente la radura-gestell-ontopologica: là l’imagine dell’esserità sublime si disvela libera mondeggiare ontocronotopica. Qui si discopre l’ontopologica gestell-sublime o struttura ontopologica sublime dell’ikona dell’esserità, della spazitempità o sublime-ontocronica. Solo la gestell-sublime disvela il curveggiare della singolarità che si eventua nel sentiero ininterrotto nella radura sublime-gestell. Lì l’aletheia sublime della gestell che spazeggi o la verità della struttura ontopologica consente all’ikona d’essere-sublyme, e consente alla verità di disvelarsi nella sublymanza quale eventità della verità, o eventità dell’aletheia o eventità della disvelatezza della sublime-gestell dell’esseRità che transcenteggi. La sublymità è la verità o meglio l’essere-sublyme è l’aletheia della sublime-gestell del curveggiare dell’esseRità che sublimeggi la verità del sublyme e disveli l’esserità gestell-aletheia sublime, o la radura ove possa abitare poeticamente l’esserità ed ove possa aleggiare l’eventità dell’aletheia-sublime, è la sublymanza della verità dell’ikona dell’abissità sublime, dell’abgrund sublime dell’esserità: la sublimità è innanzi tutto l’ontopologia della gestell sublime dell’abissità dell’esseRità che sublimeggi una differenza ontopologica della
    • verità sublime. L’esserità-sublyme eventua l’aletheia sublime ontopologica quale sublymanza dell’esserità nel sublyme che sublimeggi o dell’essere ontopologia sublime. Anzi solo la verità-sublyme discopre l’ontopologia dell’essere sublyme dell’esseRità che spazeggi il sublime. Ma che cos’è il sublymeggiare dell’esserità-sublyme? Anzi che cosa getteggi l’esserità-sublyme nella sublymanza? È la gettatezza-della-verità sublime dell’esserità nell’aletheia sublime, grund ed abgrund del sublyme che si dà, ondeggi la mondità ontokronotopica sublime. L’esserità si eventua nel sublyme quale aletheia che aletheggi,disvelatezza dell’ontopologia dell’esserità sublime,dell’essercità sublime:tutte varietà compresenti nella gettatezza-del-sublyme quale aletheia ontopologica dell’esserità ontikona, ontimagine, ontimago, ontopoiesis, autevento, mitevento, onteventità del sublime che sublimeggi. Sublyme- estasità delle varietà ontopologiche della verità sublime dell’esserità si dà, eventeggia, ondeggia quale fondità o fondeggiare nel corso del sublymeggiare senza mai disertare, anche quando gli dei fuggono o tramonteggino, il sublyme ondeggia o intenzioneggia per essere il sublime che transcendeggi: mai la verità tramonteggia, è presente nel sublyme che sublimeggi al di là. Come mai solo il sublime transcendeggi la spazitempità o l’ontocronia? Tra le tante ipotesi quella più ontopologica è la cura della verità sublime dell’esserità. Solo nel sublyme l’aletheia ontopologica si cura da sé, ondeggia, curveggia, fondeggia e si cura senza gli dei fuggenti. L’esserità ondeggia-la-sublyme- cura-da-sé che sublimeggi l’essere-sublyme, ondeggia la cura della verità sublime da sé quale ontopologica che abiti poeticamente la vuotità o la radura sublime ontopologica ontokronotopica. È l’esserità sublyme che ondeggi- incontro, che si disvela, si dà, si cura nella futura-anteriorità sempre ontopologicamente presentemente assente. Nel suo essere già-stata ondeggia e curveggia l’ontokronia quale sublime che transcendeggi, gegenstand sublime che ondeggi lo sguardo sempre di fronte quale gettanza della verità sublime. Il sublyme spazeggia la gettanza fondale della aletheia-sublime si dà e si cura da sé quale essere-sublyme o essere-gettità-del-sublyme e si eventua sempre quale ontopologia dell’eventità-verità, aldilà, giacchè nel sublyme ondeggia, si dà, si cura l’eventità della verità ontopologica del sublime o dell’esserità dell’aletheia sublime o dell’esserità-sublyme-della-verità-nella-physis. Anche quando gli dei fuggono si eventua nella physis il sublimeggiare, quale eventità della verità sublime ontopologica. È la gestell del sublyme che si dà e si cura e ondeggia da sé: spazeggia e poieteggia nella radura sublime della physis, eventeggia l’eventità della verità dell’essere-sublyme, incurveggia e dispiega l’aletheia sublyme, è la gestell che sublimeggi l’esserità-nella-physis, è lo spazeggiare dell’eventità della verità ontopologica nella radura sublime che fondeggi e ove possa abitare e poieteggiare il sublime, anzi l’esserità sublymeggia e ondeggia la libertà d’essere sublyme, incurveggia la libertà d’essere mondeggiare, ondeggia la libertà degli dei fuggenti, curveggia la libertà del nihil tecneggiante senza decostrueggiare nella gestell, nella struttura ontopologica, incurveggia la libertà di mondeggiare o tramonteggiare, giacchè l’eventità della libertà ondeggia e si cura quale libertà ontopologica dell’esserità-sublyme-della-verità-curveggiante che eventeggi la physis per ondeggiare libera physis di esserci anche quando gli dei fuggono. L’esserità- sublyme dell’abissità, dell’ab-grund eventeggia l’ikona della radura ontopologica quale ontopologia dell’esserità inenarrabile, inaudita, indicibile, indecidibile.Per gli eventi dell’esserità abissità ontopologica della physis c’è l’essere sublyme in ekstasità incurveggiante, in interagenza tra l’essere e la sua radura vuota ontopologica. Solo il sublyme, l'ekstasità dell’esserità del sublyme consente l’ascolto del sublyme che ondeggi nell’abisso della radura ontopologica le fondità del fondale dell’esserità-sublyme, quale ikona della physis ontopologica. Ma quella ikona si disvela solo nel suo essere: solo al sublime che spazeggi e che consenta all’eventità dell’essere abissale di gettarsi nell’ekstasità dell’aletheia dell’esserità sublyme. Solo il sublime che spazeggi disvela il mistero o l’enigma del sublyme-in-ekstasità: la sublymanza ama nascondersi o essere sempre ondeggiante incurveggiante, l’esserità-sublyme ama disvelarsi, ama discoprire la radura abissale, la physis ontopologica, la gestell sublime ontokronokairoslogica o ontokairostopica. Solo così l’esserità-sublyme si dispiega all’infinito nell’apeiron, nel senza-limiti, nel sub-lime, nel senza-fine, quale autevento o ontevento sublime, ma la gettanza fondeggia il fondale ontopologico, ontochiasmepochè ontocronotopico, si
    • dà per raccogliersi-in-un-confine, ondeggia per eventuare la gestell sublime, la struttura ontopologica che spazeggi la physis: incurveggia la spazità del sentiero ininterrotto dell’essere sublime radura ontopologica ove l’esserità sublime possa abitare e poieteggiare. Solo con l’esserità-sublyme si eventua il curveggiare dell’aletheia sublime che aletheggi, mai adeguata, ma sempre sottratta all’evidenza del mondeggiare, ma visibile, inaudita ma udibile echeggiante, paradossale o eristica sublime che sublimeggi. Lì la verità stessa è trans-latente, anzi l’aletheia si disvlela quale trans-verità o essere sublymanza della trans-aletheia dell’essere-sublyme, si discopre gestell- sublyme o struttura ontopologica della trans-verità sublyme. La verità nel sublyme è l'aletheia-dell’esserità, o verità-trans-latente dell’esserità- sublyme, giacchè il sublyme ama la disvelatezza dell’aletheia sublime dell’esseRità. Nell' eristica sublime che spazeggi nel curveggiare e disvelarsi la dislatenza della verità dell’esserità-sublyme ondeggia nella radura le fondamenta del sentiero dell'ontokronotopica, quale gestell sublime dell’esserità-sublymanza del sublyme-in-ekstasità o meglio nell’esserità- sublymanza è in ekstasy sublyme la verirà trans-latente del sublime spazeggiare, o che nell’esserità-sublymanza vi è custodita e curata l’aletheia-trans-latente del sublime che spazeggi l’esserità-sublyme. Quando l’inaudito aleggia nell’essercità è assentemente presente la verità trans-latente dello spazeggiare dell’esserità-sublyme, ed è quell’aletheia che si disvela nella radura vuota e che curveggia il sentiero ininterrotto sublime che sublimeggi. L’eristica di quella verità-trans-latente ondeggia le fondamenta del chiasmepochè sublime dell’immagine della sua bellezza o kalousia agatousia:la bellezza-sublime è, sarà, fu la varietà della verità-trans-latente custodita e curata nell’essere- sublyme che sublimeggi. Lì si dà il sublyme che spazeggi o la sublymanza che transcendeggi si dà quale sublyme: l’origine o l’originalità del sublyme è il sublyme della verità trans-latente dell’essere-sublyme, custodita e curata nella radura ove si disveli il sublime che spazieggi. Spazeggia quella transtabilità sublyme della verità ontopologica che consenta l’interagenza con l’esserità- sublyme della verità quale sublymanza dell’essere che eventeggi l’esserità- sublyme. L’esserità-sublyme eventeggia l’ontopologica dell’eventità della aletheia-trans-latente, quale gestell sublime dell’esserità-sublyme che spazeggi l’esserci nella radura vuota e senza limiti, la radura sublime del fondale ove l’esserità sublime possa soggiornare poeticamente con l’eventità della verità- disvelatezza-trans-aletheia. Qui nell' ontopologica verità si discopre ondeggiante aletheia che aletheggi, in velatezza e disvelatezza indicibile ma sempre sublymanza dell’esserità-sublyme physis. Solo quando l’esserità-sublyme curveggia e cura l’aletheia, eventeggia la seducenza verso l’esserità- sublyme, anzi è la verità che seduce l’esserci, è l’aletheia che curveggia il sentiero ininterrotto della sublyme-esserità. Ontopologia dell’esserità-sublyme o già la spazitempità quale ikona dinamica che ondeggi, o ikona ontodinamica che apeironeggi sublime o ikona ontodinamica del trans-apeiron sublime, del trans-infinito-sublime, della trans-gestell dell’esserità-sublyme. Lì l’ontodinamica ikoneggia nell’essere-infinito sublime curveggia quale imago ontodinamica dell’essere-sublyme, o quale immagine ontodinamica dell’apeiron sublime del pensiero poetante sottratto alla mitopoiesis. Ma in origine l’ikona ontodinamica ontokronotopica si svela senza differenza ontopologica, quale sublyme della mitopoiesis dell’apeiron trans-infinita, ove l’ikona del kairos spazeggi l’imagine della kronotopia transinfinita sublime che sublimeggi. Solo l’essere-sublyme dell’esserci sottrae all’eternità l’ikona dell’ontodinamica kronotopica sublime. La frattalità dell’ikona ontodinamica della spazitempità platoneggia e si differenzia ontopologicamente in-essere-sublyme dall’esserci, ma in origine ci fu una ontopologia della gestell sublime ove si eventuò l’ ontopologica dell’esserità-sublyme. O l’esserità-sublymanza-dell’infinito ontodinamica cronologica della frattalità spazitemporale, quell’evento inaugura l’oblio dell’essere-sublymità-dall’essere quale sublyme dell’essere per essere solo sublime che tecneggi, ove l’ontodinamica infinita dell’ikona si è dissipata, dissolta, oblieggiò: è l’oblieggiare dell’essere-sublymità- dall’essere che si dà quale fondatezza. Nel corso del tempo l’essere-sublymità dall’essere non scompare, ma per fortuna dis-oblieggia: ondeggia nel tecneggiare per eventuarsi solo nell’ontopologia che sublymeggi-l’essere. È il dis-oblio della verità che si sottrae dal nihil che tecneggi per gettarsi ancora
    • quale trans-mittenza intermittente della sublymanza della verità ontopologica dell’essere-sublyme-esserità. Quella trans-mittenza ama nascondersi nell’essere-sublymanza quale sublymeggiare che sottrae l’aletheia dall’oblio tecneggiante, per disvelare l'abissità dell’esserità-sublyme, essere ikona ontodinamicheggiante dell’ontokronotopia trans-infinita. È lì che l’esserità- sublyme disoblieggia e ondeggi l’esserità aletheia ontologica aldilà dell’oblio tecneggiante. Qui eventeggia la differenza ontopologica dell’esserità: nella transcendenza dell’esserità-sublyme si dà, ondeggia, eventeggia, incurveggia la verità dell’esserità, aletheggia l’esserità, struttureggia l'ontopologia sublyme della radura, del kairos, poiesis, ontopoiesis, ikona. Anzi il sublyme della verità incurveggia le fondamenta del sublymeggiare dell’esserità, quale sentiero ininterrotto dell’essere che eventeggi l'ekstasità della gestell e della gegenstand, la physis del grund e dell’abgrund sublime che sublimeggi. Quell’eventità trans-abissa aldilà del tecneggiare giacché dis-oblieggia il sublyme, si eventua L’esserità-sublyme che staglieggia o curveggia giacchè si sottrae all’ontocronia del dicibile: si dà alla physis inaudito, misterico, indicibile; l’esserità del sublyme curveggia, disvela la verità, trans-abissa l'aletheia, dis-oblieggia la radura, nel vuoto che vuoteggi, nella nullità che nulleggi, quell‘enigma è vivenza nell‘essere-per-la-morte del sublime che sublimeggi. O essere-il-sublymeggiare-della-morte. In quell‘esserità ondeggia l‘ontopologia del sublyme, lì si svela l‘ontopologia della poiesis che sublimeggi l‘esserità-abissale o l‘esserità-nell‘abisso, abgrund che ondeggi le fondamente e curveggi quale fondatezza dell‘esserità o del sublyme che sublimeggi? Forse ci può salvare l‘essere nel mito della sublime-bellezza-kalousia quale misura che salverà il mondeggiare dell‘essercità. L‘esserità curveggia il sublime o l'essere-per-il-sublyme-che- transcendeggi. Solo l‘esserità sublime ci può salvare, ondeggiante sublime. O ci salverà nella spazità che spazeggi il sublyme-che-sublymeggi:essere per la salvezza dell‘essere significa essere per la salvezza del sublyme. Solo il curveggiare del sublyme può disvelare l’immagine del mondeggiare quale ontopologia dello spazitempo immaginario da abitare poeticamente, quale ontopoiesis del sublyme dell’essercità o dell’ontopologia poetante del sublyme, quale disvelatezza dell’ontopoiesis o nel pensiero-poetante-pensante dell’essere metastabilità nella struttura ontopologica. L’evento dell’essere sublime si dà alla luce e dà luce al sentiero ontopologico dell’esserità sublime che spazeggi. Quale radura vuota che vuoteggi e ondeggi libera, sgombra, incurveggia l‘ontopologia sublime-in-estasità, si dis-oblieggia. Il sublime è l'evento dell’essere? Nell’evento del sublyme l’ontopologia degli eventi della physis disvela l’indeterminatezza dei paradigmi. Già aleggia nell’ontopologia l’evento sublyme quale aletheia della radura ove si possa abitare poeticamente, con la cura del sublime assentemente sempre parousia. La differenza ontopologica eventeggia l’essere che spazeggi per la verità o il curveggiare dell’esserità nella verità o essere per l’aletheia o essere nell’aletheia, o essere-per-il- sublyme o essere-nel-sublyme. È l’increspatura curveggiante ontopologica della diradanza che disveli l’essere sublime dall’oblio, dall'essere curveggiante essere-nel-nulla o un essere-nel-niente, o meglio l’essere ondeggiante essere- del-nulla o essere-del-niente per essere sublime che spazeggi il sublime. L’ondeggiante essere sublime dis-oblieggia dal suo essere-del-nihil, o essere del nihil che nihileggi, o essere per il nihil per curveggiare e spazeggiare quale essere-nel-sublime-dell’esserità. La luce dell’essere sublime disvela per dis-oblieggiare luce dell’essere sublime, non del niente o del non-ente o dell’entità ontoteologica. È la singolarità della luce sublime della diradanza che dis-oblieggia: l'ondeggiante vuova diradanza si dà, curveggia quale luce misterica dell’esserità-sublyme, quale immagine dell’esserità-sublyme che spazeggia il sublime oltre il nulla, oltre il niente, oltre il non-ente, oltre l’entità, oltre la morte dell’esserci, oltre il nihil tecneggiante, al di là del tempo, essere aldilà, essere l’aldilà, essere nell’aldilà, essere per l’aldilà: essere la poiesis sublime che sublimeggi, essere nella poiesis del sublime. Solo così l’essere che spazeggi il sublime non è più una delle tante estetiche del nulla o del niente o del non-ente, ma si disvela quale evento che spazeggi l’esserità-sublyme ad immagine dell’essere, o dell’immaginario dell’essere quale ontopologia sublime che spazeggia il sublime, aldilà del vuoto ontologico. È il dis-oblio dell’esserità sublime che spazeggi? Leibniz curveggiò lo spazeggiare nel pensiero ontopologico eventuante la presenza
    • strutturante l'ontopologia che spazeggi il sublime. Là ove l’esserità è la sublime ontopologia della Gestell sublime, dell’impianto della struttura ontopologica fluttuante e ondeggiante sublime. Nella struttura ontopologica dello spazitempo sublime si svela la struttura ontopologica dell’esserci sublime dell’eventità sublime. La struttura ontopologica transfinita sublime si disvela nella tempità ontopologica nel tempo vuoto virtuale transfinito, o vuoto ontopologico che sublimeggi. L’ontopologia delle singolarità sublimi eventeggia nella Gestell che sublimeggi l'ontopologia fluttuante e ondeggiante delle singolarità dei sentieri spazeggianti il sublime. C’è l’ontopologia dei sentieri sublimi nella Gestell sublime che spazeggia la differenza tra l’ontopologia sublime delle tempità: è l’ontopologia dell’infinitesimo sublime che dà increspature al vuoto e ondeggi lì sublime nel sentiero dell’essere sublime ontopologico transfinito, è la differenza quale evento sublime della tempità mondeggiante. La differenza ontopologica sublime dello spazitempo curveggia sul campo diverse ontocronie, o un sentiero sublime ove si eventui il transfinito sublime, isteresi sublime dell’indeterminatezza sublime che sublimeggi. Lì i creodi ontopologici curveggiano e disvelano l’ontocronia del sublime che spazeggi ed eventuano così lo spazitempo ontopologico che transcendeggi. Il sentiero curveggia nel campo della Gestell sublime il creodo dell’ontocronia fluttuante e ondeggiante tra le differenti spazitempità: sublime spazitempo transinfinito che transcendeggi nell'ontopologia sublime che sublimeggi. E’ l’ontopologia dello spazitempo sublime che transcendeggi oltre l' ortogonalità e si sveli quale ondeggire immaginario, transinfinito che transcendeggi nel sublime. L’ontopologia dello spazitempo sublime incurveggia nel campo della Gestell sublime l’ontopoiesi dei sublimi, le singolarità sublimi trascendenti nel transinfinito sublime,singolarità ontopologiche ondeggiano lo spazitempo prima che sia spazitempo che mondeggi quale spazitempo dell’esserci sublime, o spazitempo dell’essere sublime nella mondità, o spazitempo nel tempo sublime che mondaneggi. Nel campo della Gestell sublime, o struttura ontopologica sublime, oltre agli eventi ontopologici curveggiano le eventità sublimi transinfinite del sublime che transcendeggi: è l’eventità sublime dei sentieri ininterrotti che curveggi quale ontopologia fluttuante e ondeggiante dell’ontopoiesis del sublime che sublimeggi nel campo della Gestell transinfinita che transcendeggi il sublime. La Gestell sublime o struttura ontopologica dei sentieri sublimi incurveggia l’essere sublime transinfinito della physis sublime nella sua indeterminatezza transinfinita: è l’impianto, la struttura ontopologica del sublime, la montatura che incurveggi nel campo sublime la Gestell sublime che sublimeggi Le dimensioni transinfinitesime e consenta l’eventuarsi delle icone sublimi transinfinite. I modelli ontopologici sublimi delle icone consentono d’eventuare l'ondeggiare sublime transinfinito che curveggiano nel campo della Gestell il sublime e disvelano gli attanti ontopoietici della spazitempità che sublimeggi, o vuoteggi il sublime ontopologico dello spazitempo sublime metastabile che transcendeggi. L' icona sublime è una varietà ontopologica sublime che ondeggi di fronte dinnanzi, sempre davanti, è sempre nel futuro. Nella Gestell sublime o struttura ontopologica le icone sublimi dei sentieri che sublimeggiano si eventuano nel vuoto ontopologico ora quali singolarità sublimi, o monadi sublimi leibniziane, ora in qualità di singolarità immaginarie ontogeniche di varietà sublimi cuspidali, ellittiche, o entità sublimi immaginarie quali lo spazio sublime o il tempo sublime. Nell’isteresi degli eventi sublimi della Gestell sublime, o struttura ontopologica sublime, le varietà sublimi ondeggiano e si disvelano quali ikone sublimi del vuoto ontopoietico fluttuante e dispiegante singolarità transinfinite. L' eventuarsi del sublime è il curveggiare delle parousie kaosmiche, sia in micro che in macro o mega, giacchè i sentieri sublimi incurveggiano nel campo transinfinito:ogni infinitesimo sublime s'eventua quale singolarità sublime transinfinita. Giacchè lì la spazitempità si svela in transcendenza sublime ontopoietica, disvela la differenza ontopologica attraverso le increspature metastabili che curveggiano i sentieri sublimi nello spazitempo dell’esserci sublime o nella Gestell sublime, o struttura ontopologica sublime che sublimeggi: nel disvelare le singolarità sublimi della spazitempità transinfinita dei sentieri sublimi. Lì nella Gestell-sublime si eventuano nella gettatezza sublime della transinfinitezza. Il modello ontopologico consente di eventuare l’oltre sublime, lì ove echeggia e incurveggia la cromodinamica sublime che disvelerà la
    • transonanza quale singolarità sublime dell’indeterminatezza nell’intermittenza sublime della Gestell sublime che transinfiniteggi il sublime: è la singolarità intermittente della Gestell sublime dell’indeterminatezza quale creodo sublime ontopologico. Getti sublimi instabili sublimeggiano il nulla sublime che nulleggi o dal niente che nienteggi o dal nihil sublime che nihileggi sublime nella transinfinitezza: singolarità-sublime dell'infinito spazitempo sublime, o cronotopie del sublime? Il chiasma sublime che chiasmeggi può essere il chiasmepochè sublime stabile e statico o sublime instabile e sublime estasità, o sublime struttura stabile estasità. L'evento sublime curveggia lo spazitempo- sublime che si inabissa sublime in singolarità sublimi transinfinite: tali da creare un curveggiare sublime che sublimeggi una superstringa infinitesima sublime. La superficie s’increspa o curveggia fino a disvelare lo spazitempo soggiacente, le subsidenze che ondeggiano, lì s’inabisserà sublime nella cronotopia sublime. Si eventuerà un chiasma spaziale sublime, eventità del sublime che transcendeggi. Là si disvela il sublime che s’eventua sublime dalla nullità, o dal nihil quale chiasma che chiasmeggi il sublime transinfinito. Sarà quella cronotopia sublime estasità o chiasmepochè ove s’inabissano le instabili ed ekstatiche sublimità ontopologiche, quale singolarità del chiasma ontopologico sublime che sublimeggi la singolarità spazitemporale o cronotopia sublime tempospaziale in macro o nel micro o monade sublime. Sarà cronotopia sublime disvelata dall'ontopologia sublime. Ma quella spazitempità è transinfinita con eventi sublimi de-liranti, o nel delirio che delireggi sublime o sub-limen, cioè di curveggiare oltre la linea dell'orizzonte e quindi in un altro mondeggiare sublime. Il sublime fenomeggia indecidibile quando si sveli nel chiasmepochè ontopologica ondeggiante spazitempi, lì ove gli eventi sublimi dell' ontopologia della monade sublime leibniziana quale microsfera transinfinita sublime. L'arte del sublime è l'evento sublime che mondeggi. La verità sublime ondeggia quale verità dell'essere sublime. Nell'arte sublime curveggia l'essere sublime, è lì sublime l'aletheia che aletheggi: l'ondeggiante svelatezza sublime dell'essere dell'entità nellA libertà Spazitemporale. O sublime arte-spazitemporale. L'arte sublime Spazeggia la Lichtung sublime, la radura sublime o Vuoto sublime o chora che incurveggi, è l'arte del sublime? E' l'ondeggiante aletheia sublime? la verità sublime dell'esserità è transinfinita. Heidegger ondeggiò lo spazio come il curveggiare dell'evento sublime, è l'essere che c’è nello spazio del sublime. Lo spazio sublime è in Heidegger presente sin da Essere e Tempo, lì Tecneggia come senso dell’essere dell’esserci. Heidegger curveggiò la spazialità sublime della spazialità dell'essere sublime. In Essere e tempo c'è la differenza ontopologica tra mondeggiare e spazeggiare sublime: l’esserci sublime è nel mondo che sublimeggi. L’esserci sublime è nello spazitempo sublime che sublimeggi l'esserità-nel-mondeggiare-sublime. Heidegger ondeggiò la spazità sublime dell'esserità sublime: l’essercità sublime è un mondeggiare sublime che sublimeggi e curveggi la spazità sublime. L'ontopologia sublime svela l'esserità sublime che spazeggi l’esserità la tempità sublime che sublimeggi la spazità o Lichtung sublime, la radura sublime splendente o sublime radura dell'esserità: spazità diradante ove si possa abitare e poieteggiare l'estasità sublime. Lo spazio sublime heideggeriano non è altro che l’abitare poetante sublime, o chiasmepochè che chiasmeggi o curveggi in sè una simmetria, rigorosità, completezza cosmica che, nella sua essenza, al suo interno ondeggi e sveli a-simetrie e dissoneggi il sublime, ove soggiorneggi lo spazio del sublime. Ma lo spazio ed il tempo possono svelare differenze ontopologiche: il tempo della kosmesi, la bellezza cosmica si eventua in una spazio sublime, e la kalousia spaziale si disveli nell'ecxstasità temporale sublime che transcendeggi la kalousia sublime. In principio il sublime incurveggia ontopologicamente eventi dello spazitempo sublime. Il tempo o dimensione non spaziale del moto è infinito. Kant intuì il tempo ideale della sensibilità interna, introducendo così il dualismo tra il tempo psichico, della sensibilità interna, e il tempo fenomenico categorico: è il tempo astratto, ma c'è il tempo ontologico e pre-metrico, giacchè il futuro non è mai un' entità. Il tempo o lo spazitempo è il curveggiare. Da dove ha avuto origine la differenza ontopologica tra presente, passato e futuro? Perché si ricorda il passato ma non il futuro? L'evento sublime dell'Esserità sullo spazitempo abisseggia, dà la visione dell’Esserità sublime dall’invisibile, dà ascolto al silenzio inaudito, dà senso al sublyme: curveggia i sentieri dell’essere sublime nell’Abgrund-
    • sublyme, nel senza fondo che fondeggi l’Esserità; il campo sublyme è la Gestell- sublyme dell’Abgrund-sublyme, incurveggia nei sentieri dell’abisso sublime. Lo spazitempo del sublyme è l'ontopologia dell’esserità sublime, è la Gestell sublime dell’abissità, dell’Abgrund-sublyme, radura sublime dell’invisibile, sublime indicibile. Il sublyme è la transonanza dell’Esserità che ondeggi nello spazitempo il sublyme. Il sublime è la Gestell nell’Abgrund-sublyme, senza fondo nell’aldilà, oltre l’orizzonte, oltre il tramonto, oltre la fine e il fine, oltre l’eclisse. Il sublyme che spazeggi la Gestell-sublyme, l’impianto sublime ove l’Esserità sublime curveggia, ondeggi dall’aldilà in-contro e si incontra nella sublyme spazitempità, quale Esserità aldilà che ondeggi, davanti, dinnanzi quale intervolto, dell’invisibile, indicibile, inaudito del sublyme.Il sublyme- spaziale è parousia ondeggiante aldilà: eventità che incurveggi nei sentieri della gettatezza quale Abgrund-sublyme dell’Esserità abissale che ondeggi nella radura ontopologica, nel vuoto ontopologico, nelle singolarità della cronotopia sublime. La differenza ontopologica tra il sublime e la sublyme spazità che eventeggi nella differenza tra l’Essercità sublime dell'onTopologia dell’Esserità sublime che ondeggi incontro, che si in-contra, di fronte quale sublymanza dell’aldilà, dell’abisso, quale curveggiante Gestell dell’Abgrund- sublyme. La sublyme spazità dell’Esserità che ondeggi di fronte: è la sublyme abissità che curveggi sempre di fronte, ci abita e che curveggi quale aldilà. Ma il sublyme è parousia della struttura ontopologica, cura, pensiero poetante del sublyme. La sublyme spazità è l’Esserità-sublyme:curveggiare dell’abisso sublime, dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito, dell’aldilà, è libertà ondeggiante, è più libertà, sublyme è la libertà dell’Esserità-sublyme che transcendeggi. Il sublyme è la radura ove incurveggia e ondeggia l’eventità dell’Esserità sublime. La spazitempità sublyme è il curveggiare della parousia dell’Esserità sublime che incurveggi dall’abisso, dall’aldilà, dall’invisibile, dall’indicibile, dall’inaudito: decostrueggia il tempo dell’Essercità, o il sublyme spazio ondeggia l'Abgrund-sublyme, dà fondatezza o Grund-sublyme, incurveggia in relatività, quale Esserità che sublimeggi l’Essercità, o la Physis, Ikona sublyme del pensiero poetante della Physis-sublyme, è la differenza dell’Esserità sublime che curveggi la Physis dell’Esserità che eventua l' Esserità dell’Abgrund-sublyme dell’Essercità, o dell’Esserità che mondeggi la Physis-sublyme-ontopologica. Lì la transonanza dell’Esserità sublime ondeggia, dà senso all’ontopologia poetante della Physis-sublyme. Ma il campo della Physis-sublyme-ontopologica è l'onTopologia: immagine dell’abisso dell’Esserità o dell’Esserità abissale che curveggi il sublyme che sublimeggi il grund-sublyme o gestell-sublyme, ikona-sublyme della struttura ontopologica ove incurveggia l’Esserità-sublyme dell’Essercità Physis-sublyme: si eventua quale essere-sublyme dall’abisso dell’Esserità o Physis-sublyme o struttura ontopologica. E’ l’Esserità-sublyme quale eventità che ondeggi nel chiasma- sublyme dell’Esserità ontopologica e eventeggia la Physis o koinè, disvela la differenza ontopologica della Topologia dell’Esserità sublime: Essercità nell’Essere-sè e nell’Essere al di là dal sé, senza-fine-sublyme transinfinitezza della Physis. Una dissonanza sublime cronologica o chronotopia che dissoneggia o cronotopia sublime. Bachtin mutuò la cronotopia dall'episteme della physis sublime, è lo spazitempo. Bachtin ondeggia la cronotopia della narrativa letteraria, il romanzo greco, lì la narrazione è chiasma del chronos-topos o chiasmepochè della cronotopia estetica sublime che ondeggi sublime nel tempo e nello spazio. Il sublime poetante della cronotopia è la relatività del chiasma tra tempo e spazio sublime. Il tempo ondeggia visibile, lo spaziotempo incurveggia visibile nel tempospazio ed ondeggia quale cronotopia del romanzo. Nella cronotopia sublime la dimensione temporale ondeggia visibile nella cronotopia che incurveggi. È l’interagenza del chiasma sublime cronotopia nel mondeggiare curveggiante in interazione. È spazitempo della Physis sublyme che spazeggi l'ondeggiare dell’ indeterminatezza, dell’invisibile, dell’infinitesimale, dell’indicibile, dell’inaudibile, della kalousia, aldilà dell'agatousia, aldilà del mondeggiare e del nulleggiare, aldilà del tempo e dello spazio sublime, Esserità sublyme, Esserità in relatività con l’Essere aldilà. L’ontopologia del sublyme è la spazialità dell’essere nella physis, o della physis dell’essere sublime che transcendeggi. Il disvelarsi dell’aletheia ontopologica è l'ondeggiare,il curveggiare la luce, la gettanza che si dà alla luce nella radura sublime vuota e libera della spazitempità
    • sublime della physis dell’essere sublime. Il curveggiare della disvelatezza discopre la spazitempità della physis sublime ontopologica esserità. È la spazitempità della radura sublime vuota, dello spazeggiare ove abita sublime e ondeggia l’essere che disvela physis o aletheia dell’esserità, quale ontopologia poetante, o ontopoiesis sublime dell’esserità nella physis. È lo spazio che spazeggi l’esserità che ondeggi le fondamenta, s'incurveggi e decostrueggi la radura sublime della physis e eventeggi in spazitempi della physis dell’essere e si disveli quale gegenstand sublime, che transcendeggi l'ontopologia dell’esserità. L’ondeggiare ama disvelarsi nella radura luminosa della physis dell’essere sublymanza dell’esseRità, o essere l’aletheia dell’esserità, eventità sublyme. L'ondeggiare ama nascondersi nel sublyme dell’esserità ontykona della physis per eventuarsi quale svelatezza nel gegenstand dell'ontopologia sublime dell’immagine dell’esserità. Ma perché l’ontykona ondeggia quale sublyme dell’esserità che transcendeggi la nullità che nulleggi, o del niente che nienteggi? Ma perché la differenza ontopologica incurveggia l’aletheia della physis dell’esserità sublime ikonica della topologia ontologica dell’esserità. È la physis sublime che si eventua quale sublymanza sia nella ontocronia che nella ontokairosia o cronotopia sublime che transcendeggi: nell’ontocronia dell’essere dell’entità, nella ontokairosia dell’esserità eventità della singolarità sublyme. Spesso ondeggia sia l’ontocronia della physis della mondità che l’ontokairosa singolarità dell’esserità, o meglio nel sublyme è assentemente presente l’una o presentemente assente l’altra nella stessa radura luminosa dell’ontopologia dell’esserità sublymanza o ontopologia-del-sublyme, ontopologia dell’ikona o dell’imago dell’esserità o topologia ontologica dell’ontikontopia sublime. È quella la differenza ontopologica della tempità sublyme: mentre l' ontocronia incurveggia nella physis mondana o dell’esserci, l’ontokairosia si dà, si eventua nell’esserità-sublyme. La sublimità per esserci ondeggia l’ontopologia. Lì l’esserità sublimità ondeggia nell’oblio o nascosta nella physis mondeggiante, o nell’esserci. Ma l’ontopologia dell’ontikona si sottrae dalla ontokronia per abitare poeticamente la radura luminosa della sublime ontokairosa esserità-sublyme-per-l’essere che ondeggi nella physis o mondità, ma che si differenzia nell'interpretanza infinita, quale ermeneutica ontologica dell’essere sublyme per l’esseRità. Qui l’impianto, la ge-stell dell’ontopologia del sublyme si eventua quale sublime ontikona ontopologica ontopoietica, anzi la gestell, la struttura ontopologica, è l’ontikona dell’esserità sublyme dell’esseRe, di più è ontopoiesis dell’ikona nella radura vuota ontopologica. L’ontopologia dell’esserità-sublyme si disvela nell’essere-la-radura, lichthung- sublime, quale gestell della radura sublime dell’esserità: lì nella spazità vuota la struttura ontopologica dell’esserità-sublyme soggiorna poeticamente quale ikona sublime della ontokairosia. L’essere-la-radura sublime del grund sia dell’abgrund dell’esserità-sublyme, sia fondamento sia abissità dell’ontopologia del sublyme: lì l'eristica sublime si eventua ikona dell’aldiqua e dell’aldilà. Solo così L’ontopologia dell’esserità-sublyme curveggia l’interagenza tra ontokronia e ontokronotopia: nell’essere-sublyme si eventua l’esserità della ontopologia kronotopica ikonica che dispiega l’ontocronia iconica già assentemente presente nell’ontocronotopia. Nella physis sublime c’è l’esserità gestell-ontokronotopica ed ondeggia sia nella gestell- ontopologica, sia nell’ontopologica gestell-grund o gestell-abgrund, alla gestell-abissale, alla struttura ontopologica dell’esserità-sublyme nella gestell che transcendeggi. Ma perché? Forse l’ontopologia dell’esserità-sublyme eventua la gestell-ontokronotopica della gestell-ikona nell’esserità sublymanza dell’essere oltre che ondeggi l’esserci. Già c'è l’interagenza del tempospazio o cronotopia, l’ontopologia dell’imagine-spaziotempo sublime nella gestell-poetante-pensante dell’essere-sublyme-ekstasità. Lì l’ikona-tempo si disvela nell'ikona-spazio-tempo, quale ikona spaziotemporale dell’aletheia-tempo o dell’aletheia-spazitempo curveggiante la gestell-aletheia o gestell-verità o struttura ontopologica della gestell-sublime, quale gestell-poiesis o gestell- ontopoiesis della gestell-ikona dell’esserità-sublime dell’ontokronotopia. È la gestell dell’ontopologia dell’esserità-sublyme che ondeggi quale sublymanza che transcendeggi, dell’essercità che cura nella radura ontopologica l’eventuarsi della gestell-ontopoietica. L’esserità-sublyme è l'ondeggiare del mondeggiare, dell’essercità, della parousia assentemente-presente, dell’esserità che mondeggia sublime, dell’immagine dell’esserità mondeggiante, dell’imago
    • dell’esserità, dell’ikona dell’esserità, della gestell della sublymanza, della struttura ontopologica del sublyme. L’esserità-sublyme è il curveggiare ontokronotopico della struttura ontopologica dell’esserità, dell’essercità quale gestell-imago, della gestell-imagine, della gestell-ikona della gestell- poetante-pensante. È la prova ontopologica dell’esistenza del sublyme o meglio la prova ontopologica dell’esistenza della gestell-sublyme, della struttuta ontopologica dell’esserità-sublyme. Non quale prova ontopologica dell’esistenza del sublime, o quale prova ontopologica della sublimità, giacchè l’essercità mondeggia nella sublimità è già parousia nell’ontocronotopia mondeggiante, quale parousia ontokairosa della gestell-sublime dell’esseRità: la sublymanza è l'ex- stasità ontopologica o estasità che risoneggi o echeggi o ondeggi quando gli dei sono in fuga dalla physis e dall’aldilà, dalla spazialità e dall’ontocrontopia. Lì ondeggia l’esserità estasità dell’essere, quale ontopologia dell’estasità dell’esserità-sublime dell’estasità-sublime-dell’esserità. È l’ondeggiare dalla nullità, dalla radura vuota e libera, dalla diradanza curveggiante estatica sub- lime che ondeggi dopo essere stata kriptata nel nulla, nel niente, nel non- ente, nelle entità, nelle superentità ontoteologiche. Fin allora l’essere fu assentemente presente quale niente o quale nulla ove abita l’essere kriptato e obliato: il nulla quale esserci kriptato, il nulla quale evento kriptato dell’esserità. Il dis-oblio dell’esserità-sublyme ondeggia quale eventità dell’estasità dell’esserità-in-esserità-sublime che transcendeggi la singolarità che incurveggi o previene o avviene o perviene, si dà, ondeggia, si dis-abissa, si dis-oblia quale sublyme in esserirità, si decostrueggia nel nulla, niente- oblio: lì ove l’esserità si kripta lì si dekripta, lì ove la verità dell’essere kripteggia, lì decripteggia quale esserità-in-verità o essere-la-verità- dell’essere-sublyme, o essere-la-disvelatezza-dell’essere-sublyme-che-si-dà quale sublyme-che-si-eventui dall’essere che ondeggi la verità dell’esserità e incurveggi l'esserità-sublyme. Nel curveggiare sublyme l’esserità ondeggia la disvelatezza dell’aletheia della physis-sublyme, vivenza nell‘esserità- per-il-sublyme. Hölderlin o Leopardi, Friedrich o Turner ondeggiano o disobliano il sublime dell' esserità estetica, Le sublime est mort, vive le sublime! il sublime ondeggia nell'esserità, è dissonanza sublime poetante mondeggiante. Cos’è il sublime che sublimeggi? Kant pensò nella completezza l' essere sublime nell'immensità della natura o l’infinità stessa nella natura sublime. Kant ideò un sublime transcendente. Il sublime è sublime che ondeggia il sublime della trascendenza sublime. Sublime ideale del sublime quale adeguatezza della verità sublime o sublimità immensa del sublime che mondeggi sublime lucreziano. Il sublime di Lucrezio è il sublimeggiare della physis sublime. Il sublime di Lucrezio è la physis-sublime del sublime. Sublime ondeggiante il sublime che spazeggi il sublime kronotopico della sublimità o l'intenzionalità del sublime di Lucrezio-sublime o sublime lucreziano, o infinità della natura, o della physis cronotopica che sublimeggi il sublime Poetante! Il sublime di Lucrezio è il sublime che spazeggi la physis sublime che curveggi il sublime mondeggiante la verità sublime: Der Mönch am Meer di Casper David Friedrich è la sublime cronotopia della physis. Friedrich o Turner sono il sublime lucreziano del sublime che spazeggi la physis dell’esserità. Lucrezio è l'instabilità della physis sublime. O essere-per-il-sublyme-della- morte-nella-physis o essere per la morte del sublyme o essere per il sublyme della morte, quale morte della nullità o morte della nullità che nulleggi. In quell‘esserità curveggia l‘ontopologia del sublyme che sublimeggi la kronotopia sublime. E lì incurveggia l‘ontopologia che curveggi il sublime o l’ontopoiesis che ondeggi il sublime dell‘esserità mondeggiante o gestell dell‘essere solo per la morte, o nullità che nulleggi quale sublyme poiesis o della poiesis della morte del sublyme che transcendeggi. Quell’evento ontopologico della transcendenza ontopologia dell‘esserità-nel-mondo, incurveggia l‘esserità-nihil o esserità nihil che nihileggi nel sublime. Può l‘esserità fondarsi sull‘esserità-nel-mondo che nulleggi? E il sublyme fondarsi sulla sublymanza che ekstaseggi o la poiesis sulla poiesis che ondeggi, o sul nulla che nulleggi o sul niente, o sulla katarsy sublyme o sulla gestell-sublime o grund sublime, o radura sublime o lichtung sublime, può l‘esserità essere fondata dall' esserità-abissale o dall‘essere-nell‘abissità sublime, abgrund che curveggi le fondamenta e ondeggi quale fondatezza dell‘esserità sublime o del sublyme che sublimeggi o della sublyme ekstasità d‘essere l‘ikona dell‘esserità-nella-mondità o della sublymanza dell'ikona o della imago sublime?
    • E‘ l‘esserità sublime che ondeggi le fondamenta dell‘essercità e curveggi L‘esserità gettata nell'essere per la morte sublyme: l‘esserità-per-il-sublyme può salvare il sublyme nel suo declino verso l‘essere per la morte. Solo così l‘esserità ci può salvare, Ci salverà dall‘angoscia per la morte del sublime o della sublimità per la morte o dell‘essere per la morte, o dall'esserci per la morte. O ci salverà dall‘essere-nella-tempità-della-morte-sublime o morte del nulla-niente che nulleggi, nella spazità-che-spazeggi il sublime o la cronotopia del sublime, evento dell'ekstasità o ontoevento della mondità. Dasein che ondeggi nella radura ove si eventuò poetante l’esserità, l'erranza nel sublyme curveggia nel tempo della sublime struttura ontopologica dell’ontopoiesis che transcendeggi sublime. L’evento sublime lì curveggia la radura quale ikona dell’esserità che ondeggi e dà alla luce e dà luce al sentiero ontopologico dell’essere sublime che spazeggi la kronotopia sublime. Quale radura vuota e libera, sgombrata dalle tempità, si disvelerà nell’autopoiesis ontopologica, L’esserità fonda e ondeggia e dà senso al sublyme, quale curveggiare sublime estasità del pensiero-pensante dell'ontopologia fluttuante; l’oblio si dis-oblia curveggiante il sentiero interrotto e ascolta la visione che parla tra gli interstizi dell’intermittenza dell’essere-poetante sublime. Il sentiero curveggia l’essere verso la radura e ama kriptarsi ondeggiante nel sublyme: l’evento dell’esserità sublyme incurveggia la verità ontopologica ed eventui verità sublimi? Nell’eventità sublyme l’atetheia con intenzionalità ontopologica degli eventi della physis disvela l’indeterminatezza infinitesima e prossima alla vuota nullità, lì curveggia l’ontopologia del sublyme prima dell’eventità. Già aleggia nell’ontopologia l’eventità della physis sublyme, lì ondeggia quale aletheia della physis che non trema di fronte alla fuga degli dei. La verità ontopologica incurveggia fondità della radura Sublyme dell’esserità o differenza ontopologica della physis nell’essere-sublyme che transcendeggi. La differenza ontopologica curveggiò l’eristica, o l’isteresi ondeggiò quale erranza del sublyme, lì si eventuò quale esserità dell’essercità, giacchè anche gli dei sono fuggenti. Si disvelò il curveggiare dell’erranza dell’esserità nell’essere- sublyme, ma quell’evento ondeggiò la diradanza dell’esserità, dell’essere vuota nullità che nulleggi, o vuota radura ove si possa abitare poeticamente o disvelatezza delle risonanze sublimi. Lì nella diradanza della radura si cura l’abisso dell’essere diradanza ontopologica dell’essere-sublyme-che- transcendeggi. In quell’esserità nella diradanza dell’essere ondeggiò l’ontopologia dell’essere per la verità dell’essere nella verità sublime, o essere per l’aletheia sublime o essere nell’aletheia sublime, o essere-per-il- sublyme o essere-nel-sublyme. È l’increspatura che curveggi l'ontopologica diradanza che ondeggi l’essere dall’oblio, dal suo essere stato un essere-nel nulla o un essere-nel-niente, o meglio l’essere stato compreso quale essere-del- nulla o essere-del-niente o solo essere dell’entità. L’ikona dell’esserità sublime si dis-oblia dall'essere-del-nihil o essere del nihilismo o essere per il nihilismo per ondeggiare quale ikona dell’essere-nella-physis-sublime dell’esserità, dell’essere sublyme esserità. La luce dell’essere ondeggiò dal dis-oblio per essere divelanza della luce dell’esserità ontopologica dell’essere nella radura sublime, o l’ikona dell’essere nella diradanza quale imago dell’essere-radura sublime dell’essere-diradanza-sublime. Quella gestell sublime o struttura ontopologica si dis-oblia per essere nella physis sublime, per essere sublime della physis quale essere sublyme dell’essere che curveggi l'ontopologia d’essere mondità. È la singolarità della luce sublime della diradanza che si dis-oblia o si dis-abissa quale ontopologia dell’ikona dell’essere-sublyme della physis, dell’essere-physis-sublyme, quale curveggiare in essere dell’imagine dell’essere sublyme, quale ondeggiare dell'esser oltre il nulla, oltre il niente, oltre il non-ente, oltre l’entità, oltre la morte dell’esserci, oltre il nihil, al di là del tempo, essere aldilà, essere l’aldilà, essere nell’aldilà, essere per l’aldilà: essere la poiesis, essere nella poiesis, essere della poiesis sublime che transcendeggi. Solo così l’esserità è l’essere-sublyme-dell’esserità ondeggiante l'ontopologia. È il dis-oblio dell’essere poetante che disvela la physis poetante, il sublyme poetante della verità poetante o dell'aletheia poetante sublime,l’esserità- sublyme quale intermittenza dell’esserità sublime o ex-stasità ontopologica o estasità che risoneggi anche quando gli dei sono in fuga dalla physis e dall’aldilà, dalla spazità e dall’ontocronia. E' l’essere estasità dell’esserità, quale ontopologia dell’estasità dell’essere-sublime
    • dell’estasità-sublime-dell’esserità. È il curveggiare dal nulla, dalla radura vuota e libera, dalla diradanza estatica sub-lime dell’essere-sublyme- dell’esserità. Il dis-oblio dell’esserità-sublyme ondeggia l'estasità dell’essere-in-esserità, si dis-abissa, si dis-oblia quale sublyme essere nel sublyme che incurveggi l’essere-in-estasità, il sublyme è l’estasità ex-statica dell’esserità, l’essere che curveggi l’estasità dell’esserità. La tempità quale ikona dinamica dell’eternità o ikona ontodinamica dell’apeiron o ikona ontodinamica dell'infinito, la gestell dell’esserità sublyme discopre l’essere sublyme quale imagine dell’apeiron del pensiero sublyme dell’apeiron kairos o della kronotopia infinita. Solo la kronotopia sublyme dell’esserci curveggia l’eternità o la kronotopica ontopologica sublime. È il dis-oblio della verità che incurveggia dal nihil. È lì che l’essere-sublyme-ontopologia si eventua all’interno dell'ontologia dell’essere sublyme ekstasità ontopologica del sublyme. L’essere-sublime staglieggia l' eventità ontocronopica dicibile: si dà alla physis quale estasità-physis-sublyme, l’esserità del sublime-abissità, ontopologia del sublime. E lì incurveggia l‘ontopologia dell'estasità-poiesis o ontopologia dell‘ikona dell‘essere mondità o trascendenza ontopologia dell‘immagine dell‘essere-mondità, o estasità nella lichtung-abissità o essere- nell‘abisso, abgrund che incurveggia le fondamenta dell‘essere sublyme? L‘essere è estasità sublime: l‘essere-per-il-sublyme è l'estasità-sublyme. Solo così l‘essere estasità Ci salverà, ekstasità-sublime che ondeggi l’essere o l’esserci sublyme, si dà sublime e dà sublyme la fondatezza dell’esserità ekstasità dell’essere-mondità:ondeggia l' ontopologia dello spazio-tempo da abitare poeticamente quale ontopoiesis-estasità o essere sublyme dell’essere sentiero ininterrotto dell’ontopologia poetante del sublyme. L’evento della radura estasità ondeggia alla luce e dà luce al sentiero ontopologico dell’essere radura vuota e libera, sgombra, lì curveggerà l‘ontopologia dell'estasità, quale sublime estasità. Il sentiero o la radura sublyme ondeggia verità-dell'estasità ontopologica che transcendeggi sublyme. Ma l’ontopologia degli eventi della physis curveggia l’estasità infinitesime prossime al vuoto o in prossimità del nulla o quale transcendenza della mathesis-physis, o ontopologia che transcendeggi mathesis-physis-estasità del sublyme. Già aleggia nell’ontopologia del sublyme l'estasità-evento della physis sublyme: giacchè lì ondeggia l’ontovisione dell’esserità, la visione ontopologica dell’essere- sublyme, la transonanza ontopologica dell’aletheia dell’esserità curveggiante l’ontosonanza sublyme, nell’esserità-sublyme-estasità. L’esserità si getta, si dà, ondeggia nella mondità sublyme o l'estasità sublime dell’ontosonanza che curveggi l’ontopologia dell’essere estasità sublyme. È aldilà che trascendeggi l'estasità sublyme dell’essere sublyme. È l’essere- sublyme dell'estasità: lì nell’abissità della spazità vuota ove l’essere ondeggia per abitare la mondità, quale essere-sublyme dell’esserità, aletheia della sublymanza dell’essere-sublyme della sublymità dell’essere estasità. Anche quando la sublymanza decostrueggia ondeggia estasità. L’ontopologia del sublyme è la monade sublime che estaseggia il sublime, è la transcendenza transinfinita ontopologica:Esserità della transcendenza della mathesis che incurveggi sublime l'estasità della monade sublime che transcendeggi sublime. Lindemann dimostrò che P-greco, oltre ad essere un numero irrazionale, è anche trascendente: non è soluzione di alcuna equazione algebrica a coefficienti razionali: è una monade sublime, è la monade che ondeggi in sé una polarità interna che tempeggi sublime: interiorità-tempità dell' essere la monade fenomenica trascendentale, incurveggia in evidenza e decostrueggia L’epoché fenomenica, è la monade sublime dell'estasità che transcendeggi l'estasità della monade in estasi? E la fenomenologia dell’essere trascendentale?La monade dell'estasità Lì incurveggia, lì ondeggia, lì nel vuoto, lì nella radura sublime si dà gestell-sublyme, lì cura e krypta l’indicibile sublyme, svela l’evento dell’essere-sublyme o all’essere-che-resta- invisibile o all’essere-che-resta-inaudito o all’essere-che-resta-indicibile o che fin allora era-invisibile, era-inaudito, era-indicibile, e che si disveli lì ed aldilà in essere che si eventui nell’ontosonanza e ontovisione dell’ikona- essere-sublyme. Lì in quell’essere-per-la-fine o in quell’essere-per-la-fine- dell’essere che è ancora invisibile-inaudito-indicibile-abissale si disveli l’evento dell’essere per la fine della morte, o dell’essere per la fine della morte-del-sublyme, quale ikonapoetante dell’essere per la vivenza dell’essere o dell’essere per la
    • vivenza dell’essere-sublyme, o dell’essere per la vivenza del sublyme o dell’essere per la vivenza della verità nella sublymanza dell’essere sublymità dell’essere. Lì ondeggia l’evento dell’essere-verità-del sublyme, lì curveggia il pro-getto ontopologico dell’essere-sublyme-della-verità-dell’essere, dell’essere-sublyme-dell’aletheia-dell’essere, dell’essere-sublyme-della- disvelanza-dell’essere. È il curveggiare ontopologico dell’essere che si eventui lì nell’ondeggiante essere la disvelatezza del sublyme, per essere solo sublymanza dell’essere e mai più solo sublyme. Lì l’essere in diradanza vuota, in radura-diradanza s’eventua ontopologico dell’essere sublyme esserità: il sublyme consente l'ontopologia del sublyme dell’essere-che-mai-non-c’è, ma che c’è sempre e sempre ci sarà quale sublyme dell’Esserità: quale Ontopologia dell'estasità. È il dis-oblio dell’Esserità Poetante che disveli la Physis in estasi sublyme della Verità-Aletheia poetanti, Pensiero Poetante dell’Esserità- sublyme dell’Esserità Ontopologia o ex-stasità ontologica o estasità della Physis, della spazità-Ontocronia. Si disvela così l’essere in estasità dell’essere.Il sublyme è l’estasità ex-statica dell’Essere come Essere-del- sublyme. Nel sublyme, l’Essere è l’ondeggiare dell’Essere-Aletheia, o è l’Ontopologia o Lichtung sublyme, Essere-sublyme che incurveggi dal Nulla, dal Non-Ente, dalla vuota Radura dell’Essere. Così il sublyme ondeggia la verità e l’Aletheia curveggia il sublyme, l’Essere-sublyme disvela lo spazio libero dell’Essere, spazio della Radura sublyme. Struttura Ontopologica dell’Essere- sublyme-Verità. Evento della Gestell dell’Essere che curveggi sublyme, che ondeggi la luce o dà all’essere-la-luce o si dà quale Essere-nella-luce- dell’Essere-sublyme Esserità. Ekstasità del sublyme. Ekstasità dell’Essere- sublyme. Solo con il curveggiare dell’Essere-sublyme è consentita la sublymanza dell’Esserità sublyme. Ontopologia sublyme della transcendenza spazitemporale della Verità-Esserità sublyme. Ontopologia della sublyme ontocronia in transcendenza sublyme: è sublime Radura-Ontopologica o Ontopologia dell’Esserità-Eventità dell’Essere. La tempità estetica della musica ondeggia nella sublimità o ontopologia musicale in estasità sublime, quale tempità interna o ontogenica della musica sublime. La tempità endogenica della musica sublime incurveggia nella tempità sublime o ontopologia della tempità, si dà nel tempo, quale ontopologia della musica dell’esserità. La tempità della musica è il curveggiare della verità dell'esserità, la musica sublime della tempità. Dasein musicale del sublime è sublimeggiare nel tempo, essere enigma sublime. La musica non pensa, così come la tempità, è il Dasein del sublime che ondeggi incontro, è parousia sublime, in accordo coi tempi. Dasein sublime musicale è l'evento che transcendeggi. La musica è sublime verità che tempeggi nel tempo. La musica è l'esserità che tempeggi. La musica è l'esserità che ondeggi nel tempo dell'essere sublime pensante pensato al di fuori della tempità musicale?Sublime tempità musicale. L’estetica della tempità sublime. L’estetica della monade sublime della cronotopia o kairousia, l’estetica degli eventi sublimi, degli eventi temporali, degli eventi che transcendeggino il sublime. Gli eventi del sublime sono eventi dell'esserità o l' evento dello spazitempo. Tempo degli eventi sublimi è l'eventuarsi dell' esserità nella verità, è l'essere la verità. Leopardi ondeggiò l'infinità dell’essere.Parmenide curveggiò l’essere eterno e trascendente. La struttura stabile della struttura trascendente è la verità sublime. Leopardi incurveggiò la nullità infinita. Leopardi è il pensiero pensante della nullità, il suo essere poetante è l'essere pensante. L’interpretanza del Sublime nel pensiero- poetante di Leopardi è l'interpretanza infinita della nullità, Leopardi ondeggiò il nulla, Leopardi disvelò la nullità sublime infinita, Leopardi curveggiò la verità del nulla. Nell' essere Leopardi ondeggiò la parousia sublime infinita della nullità, l’essere nulla di Nietzsche, nulla sublime dell'essere, verità dell'essere nientità, l’essere è nulla: l’essere sublime è il nulla, Leopardi è il poeta del nulla sublime, Leopardi è il Poeta dell'infinito sublime: l’essere è il non-essere? Poiesis Sublime è la verità dell’esserità: l’essere è il nulla. Ma è l’essere sublime, è l’esserità dell’essere:sublime nulla. Dasein sublime dell’esserità dell’essere Sublime. Sublime essere SublImE DELLA NulliTà. Nihil sublime nell’essere il nulla. Sublime è il curveggiare dell’essere:l’essere è nulla, è l’essere il nulla, l’essere ondeggia nel sublime nulla, il curveggiare dell’essere è tempo del nulla, è il tramonto della verità dell’essere, della tempità: l’essere è il nulla curveggiante. Aristotele ondeggiò l’essere che non è, quando non è, non è
    • altro che l’essere nulla, l’essere è nulla. L’essere non è, l’essere è il nulla, il tempo incurveggia il nulla dell’essere, l’essere è sia il nulla sublime sia l'ontopologia della verità dell’essere, l’essere è l’essere che è e non è, è il nulla ondeggiante, essere il curveggiante non-essere. Il curveggiante essere sublime è la tempità. L’essere nel tempo è il non essere, l’essere nel tempo è e non è. Sublime è il curveggiare della verità intramontabile dell’esserità sia dell’essere parousia nell’essere nulla. L’essere Sublime è l’essere della transcendenza che è fuori dal tempo. Platone ideò l’essere e il non-essere. L’essere nell’essere, l’essere è e ondeggia non-essere. La differenza dell’essere sublime è l’esserità, è e non è, è l’esserità Sublime curveggiante l’essere. Dasein sublime del nihil è il suo essere nihil ondeggiante. Essere l’essere che si dà al niente, è niente, l’essere è niente. E' il nihil sublime:è nulla,è niente. Sublime niente è nulla assoluto, il nulla dell’ente. Plotino e Heidegger ondeggiarono il nulla sublime dell' essere: l’essere è il nulla, perché è il sublime. Dasein sublime del nulla: l’essere è il curveggiante non-essere. Sublime libertà infinita dell'essere il nulla. È l’essere sublime. L’essere sublime è l'ondeggiante nullità. La sublime esserità dell'evento del nulla: l’essere è l'evento sublime del nulla, verità del nulla e curveggia dal nulla, è l'evento sublime che incurveggi il nulla.Tal essere- nihil-ondeggiante. Aristotele ideò la transcendenza dal non essere all’essere dell'evento sublime dell’essere, l’essere è l'equilibrio stabile dell'evento sublime dell'esserità. L'angoscia sublime o l’angoscia dell'esserci è l’angoscia del nulla. L’angoscia ondeggia in sé il niente. Il sublime infinito tra essere e niente è l’angoscia: l’angoscia del nulla, è il tempo del niente infinito: è ni-ente. Nietzsche curveggiò l’essere Nihil-poíesis, nihil, nulla. Sublime nulla che incurveggi il nulla, è curveggiante nulla. Il niente è niente, esserci il niente-essere, non-essere, Nihil non-essere. Platone ideò l' Armonia tra essere e il nulla-essere. L'estasità abissale del nulla Platoneggia: l’armonia che Pitagoreggi è nulla abissale. È armonia dissonante del tragico Dionisiaco, il quale mostra l’orrore dell’essere oltre. È l’orrore originario del mythos tragico sublime, è sublime dionisiaco. Platone è orfico-pitagorico, l’entusiasmo sublime, o essere nel dio, o essere fuori di sé in estasità sublime: è la sublime estasità che transcendeggi. O estatica dionisiaca sublime tragicità. Qui l’entusiasmo sublime è essere ondeggiante sublime, è l'evento del sublime nell’evento sublime del tempo dell' esserità. È Plotineggiare l’ontopologia platonica del sublime. Platoneggiare la sublime ontopologia di Parmenide: l’essere è sublime curveggiare dell’esserità. Platone ondeggiò l'essere sublime dal nulla, l’essere curveggiò in sublime ontopologia. L’essere è verità sublime che trascendeggi e ondeggi nel nulla, o essere incurveggiante il nulla. IL SublIme DELl'essere NullA.Heidegger ondeggiò il nulla nell’essere che incurveggi il nulla come verità sublime dell'esserità. Nietzsche curveggiò il nulla sublime che incurveggi la tempità. IL pensiero poetante della singolarità sublime Tempeggia e incurveggia il sublime. Eraclito al di là di Nietzsche ondeggiò l'ontopologia sublime che curveggi lo spazitempo. Essere arche´che curveggi la kronotopia sublime. L’infinito è l’infinito sublime degli spazitempi infiniti. L’infinito essere sublime infinito è l’infinito sublime:essere infinito sublime dell’infinitità, l’infinita naufraganza è dolcezza della dissolvenza infinita, infinito è nulla, è essere ondeggiante infinito nulla. Essere nell’angoscia della nullità,l’angoscia curveggiante dalla visione della nullità poetante. La verità è nullità. SublImE deLL’Esserità che transcendeggi l’essere nihil, è il ni-ente Sublime. Parmenide ondeggiò l’essere sublime, è lì l'evento curveggiante del sublime. Ondeggia lì l’essere sublime che transcendeggi; l’essere è il sublime dell'evento o esserci per sé nell'evento del sublime. Sublime evento dell'essere è l'essere che è sublime, l’essere è la struttura ontopologica del sublime, è il fondamento dell’essere sublime, è l'evento. L’essere è l'eventuarsi del sublime, la struttura ontopologica dell’esserità, è la struttura ontopologica dell'evento sublime. L’essere è il suo non-essere. Il suo essere che transcendeggi sublime nel non essere. Platone ondeggiò l’essere curveggiante nella tempità, l’essere nel tempo è nulla: è sublime nullità. L’essere che non è quando non è, non è altro che l’essere nulla, l’essere è nulla che transcendeggi sublime. L’essere è sublime transcendenza dell’essere nulla, è l’essere transcendenza sublime dell'evento dell’essere che non è, è Al di là del nihil, l’essere è sublime transcendenza dell’essere che non è il nulla, l’essere è sublime transcendenza del nulla,
    • l’essere è l’essere che non è il non-essere. L’essere è sublime nullità. Sublime che non è nulla, non è nullità sublime! è sublime nulla, è evento del nulla sublime! E' il nulla sublime che transcendeggi e incurveggi il nulla nell’essere nulla, l’essere è la transcendenza sublime del nulla, l’essere sublime è il nulla. Heidegger ondeggiò la differenza tra l’essere sublime e l’essere niente. Nella differenza ontopologica l’essere sublime è l’esserità. La verità dell’essere sublime è, ed è impossibile che non sia, l’essere è sublime.Tutto l’essere infinito è sublime. La verità del sublime è essere. L’esserità sublime è l’essere ontopologia sublime. Heidegger curveggiò il sublime essere-evento della transcendenza ontopologica che curveggi sublime e transcendeggi in verità dell’essere. L’essere curveggia la verità sublime dell’essere evento del sublime infinito. Monade sublime infinita nell’infinità sublime, è sublime infinito. Il sublime infinito dell’essere curveggia l'infinito dell’essere sublime. Il sentiero dell' essere sublime verità dell’essere è sublime essere della verità, è Il disvelamento del sublime, è la struttura ontopologica del sublime.Il pensiero Sublime dell’essere è la verità dell’essere. Nella verità sublime dell’essere sublime la differenza ontopologica è il che cosa è, è il che è verità dell’essere o il plesso o La struttura ontopologica. La verità dell’essere sublime è La verità sublime dell’essere. Ma la verità dell’essere sublime incurveggia la struttura ontopologica del sublime, è l'eventuarsi del sublime dal nulla. La verità dell’essere sublime ondeggia dalla nullità, la struttura ontopologica dell’esserità. Sublime essere nulla. L’essere sublime incurveggia l' essere quale struttura ontopologica dell’essere singolarità dell'evento sublime. La struttura ontopologica è la fondatezza del sublime, perché è il fondamento poetante del sublime, è il sublime evento dell' essere- nulla, sublime estasità della transcendenza ex nihilo. ChiasMa-plesso del sublime che ondeggi nella verità dell’essere poietante, La struttura ontopologica dell’essere quale fondatezza sublime, è l’esserità sublime. Sublime nulla che nulleggi poietante. Nietzsche ondeggiò il curveggiare della tempità dal nulla sublime, il curveggiare dell’essere abissità dal nulla, essere che incurveggi dall'abisso sublime dell'essere, curveggia lì lo spazitempo dal nulla, essere sublime che incurveggi la kronotopia, nulla che curveggi il nulla:essere-la-verità che curveggi il nulla e decostrueggi il nulla, ma curveggiare il nulla è l'estasità sublime della struttura ontopologica dell’essere estasità che curveggi il sublime, è l' essere che curveggi l'estasità dello spazitempo sublime. Plesso o chiasma ontopologico che curveggi lo spazitempo della singolarità sublime: la musica sublime. Ogni singolarità è un chiasma sublime, ogni accordo, ogni melodia, tema, variazione, è La musica sublime che curveggi nello spazitempo, è l'evento che curveggi il sublime. La musica sublime è il flusso che curveggia lo spazitempo sublime, echeggia e risuona il curveggiare dello spazitempo sublime. Ogni suono è il curveggiare dal nulla, in cui le stesse note risuonano, echeggiano e ondeggiano, risuonano i suoni sublimi del curveggiare ondeggiante poetante, perché La musica è l'estasità del sublime che curveggi lo spazitempo, è il chiasma sublime del suono e silenzio infinito, indivisibile. Schopenhauer riecheggiò l’idea e platoneggiò l’idea nella musica della kalousia. La musica è la struttura ontopologica del curveggiare dello spazitempo nella musica sublime-kalousia, la struttura ontopologica della natura sublime o physis sublime, è il fondamento del curveggiare dello spazitempo sublime: Nei suoni dell’armonia I suoni acuti, più mobili e più fuggitivi, ondeggiano da vibrazioni che curveggino lo spazitempo del suono fondamentale, e risuona poetante il curveggiare dello spazitempo. C’è qui fra toni superiori e Le note più vicine un ondeggiare echeggiante che curveggi lo spazitempo. Gli intervalli sono paralleli, la melodia, ondeggiante dalla voce principale, dalla voce alta, dalla voce cantante ondeggi libera e capricciosa, conservando sempre, dal principio alla fine, la connessione organica e significativa di un pensiero poetante sublime. Riecheggia nella struttura ontopologia armonica della musica la curvatura dello spazitempo sublime, quale ondeggiare della struttura ontopologica della natura che curveggi o physis sublime. Ondeggiante spazitempo in tendenza infinita, o essere il curveggiare infinito del sublime, è curveggiare sublime senza perché. È tendenza sublime infinita oltre la tendenza infinita per essere transinfinità sublime, ondeggiante infinitità senza perché, senza fine, è La musica sublime che curveggi lo spazitempo, la struttura ontopologica dell'
    • Esserità sublime, è la struttura ontopologica della musica sublime: perché è la musica infinita che curveggi lo spazitempo, tendenza infinita ondeggiante la musica transinfinita. Ondeggiante consonanza e dissonanza curveggianti spazitempi, la musica poetante pensante è consonanza della kalousia e dissonanza o chiasmepochè dell'essere e nulla, La musica è l’esserci curveggiante del sublime, la musica è l'ondeggiare della verità dell’essere. La musica pensante è La musica poetante della verità sublime dell’essere sublime, nella verità dell’essere curveggià da sempre e per sempre il sublime. C’è la verità sublime che curveggi spazitempi dell' esserci, o del nulla, incurveggia dal nulla quale increspatura ondeggiante dell'estasità dello spazitempo dell’essere. Ondeggiante singolarità sublime del suono eterno curveggia gli spazitempi sonori del silenzio, o accordo, o melodia, è l'ondeggiare del curveggiare dello spazitempo. La struttura ontopologica dell’essere Sublime è l’esserità. M. Heidegger ondeggiò il pensiero dell’essere Sublime. Lì la verità dell’essere sublime è verità dell’essere-verità-sublime. La dis-velatezza è il sublime. Heidegger disobliò la sublime verità dell’essere, del dis-velamento sublime dell’essere, l’essere è il sublime che si eventui quale struttura ontopologica della verità dell’essere. L’essere ondeggia nel sublime, è il curveggiare nella tempità sublime, è l’essere che transcendeggi sublime. Heidegger ondeggiò la spazitempità dis-velante sublime, la Lichtung sublime, la radura sublime. L’essere sublime heideggeriano ondeggia, si dà, Es gibt, sublime-Lichtung, radura-sublime, è il diradarsi che sublimeggi l’essere diradandosi: sublime Al di là dell’entità, qui ondeggia sublime Alterità. C’è Lichtung-sublime. L’essere sublime incurveggia la Lichtung- Sublime che transcendeggi la Lichtung. La Lichtung è il sublime che sublimeggi la Lichtung, la radura sublime è la diradanza spazitemporale libera che transcendeggi la radura, o Lichtung-sublime. La radura sublime è la radura dell'aletheia sublime. La radura sublime è l'ontopologia sublime delLa Lichtung, la radura è L’esserità del sublime, è curveggiante spazitempo, il diradarsi sublime che transcendeggi Il diradarsi dell’essere, è l' essere alterità: l’essere è l’ondeggiare sublime, è differenza ontopologica sublime dell’essere. Heidegger ondeggiò nel sublime la verità dell’essere. Eraclito amò il nascondersi del sublime nell'esserità visibile invisibile. La spazitempità incurveggia il sublime abitare nella risonanza dell’essere che echeggi il curveggiare sublime nella disvelatezza. L' essere è spazitempo sublime o l’essere risplendezza sublime che ondeggi la disvelatezza dell’essere. L’essere incurveggia l'elevarsi sublime al di sopra in estatica verità spazitemporale. È il disvelarsi sublime. Lichtung dello spazitempo sublime. Il sublime ondeggia la Gestalt dell’essere Sublime-ontopologica-Lichtung. L’essere sublime è niente, l’essere sublime è nihil, è ni-ente, non ente. La Lichtung sublime dirada l’essere, l’essere è l’essere sublime, è il nulla che nulleggi sublime, è nulla sublime nell’essere: il curveggiare dell'essere sublime dall'Abgrund, o abisso sublime. L’essere sublime è Ab-grund, Lichtung abissale sublime senza perché. L’essere sublime è Ab-grund che sublimeggi il curveggiare nella Lichtung, sublime Ereignis dell’essere Che incurveggi l'Ereignis spazitemporale dell’essere, è Ab-grund-sublime. Nell’essere sublime curveggia la Lichtung, la radura sublime che ondeggi spazitempi, è la radura Sublime della verità dell’essere, è l’evento sublime che ondeggi il curveggiante spazitempo della verità dell’essere. Ab-grund sublime è essere nulla visibile invisibile spazitempo, È l'evento del sublime che transcendeggi l’essere evento sublime dall' Ab-grund sublime. E' sublime evento spazitempo, è evento che incurveggi la kronotopia sublime, è sublime evento che sublimeggi l'Ereignis-Sublime. L’evento sublime abissale eventeggia senza perché, è senza perché Sublime dell’essere spazitempo. L’evento dello spazitempo sublime che transcendeggi la verità dell’essere evento sublime. Comment évaluer musicalement les théories mathématiques de la musique ? L’exemple de la théorie de Mazzola Séminaire Musique et Mathématiques (Ens, 16 avril 2005) François Nicolas Résumé
    • On rappellera qu’une certaine mathématique joue un rôle nécessaire dans l’intellectualité musicale. On distinguera à ce titre deux affinités électives (partages d’écriture et de souci logique) et une raisonance privilégiée (le musicien est à l’école de la mathématique en matière de théorisation) parmi les différentes manières musiciennes de se mettre à l’écoute de la mathématique. On interrogera alors la situation singulière où le musicien est confronté à des théories mathématiques de la musique : comment évaluer musicalement de telles théories, en particulier ces théories mathématiques qui formalisent des théories musiciennes « naïves » ? Même si le musicien, contrairement au mathématicien, soutient que théories musiciennes et mathématiques ne commutent pas, une théorie mathématique de la musique peut stimuler le musicien, entre autres par des extensions humoristiques et des intensions ironiques. On examinera sous cesdifférents angles la théorie mathématique de G. Mazzola — The Topos of Music —, tout spécialement ses théorisations du contrepoint, de la modulation et du geste. On conclura sur l’intérêt pour le musicien pensif d’une singulière figure subjective de mathématicien qu’on proposera de nommer intellectualité mathématique et dont on esquissera les principales caractéristiques. Enregistrement : http://www.diffusion.ens.fr/index.php?res=conf&idconf=642 Plan I. Le rôle nécessaire d'une certaine mathématique dans l'intellectualité musicale.................. 2 I.1. Trois sortes de raisonances..................................................................... ......................... 2 I.2. Rapports non symétriques..................................................................... ........................... 2 · Remarque........................................................................ ............................................. 2 I.3. Les affinités électives entre pensée musicale et pensée mathématique.............................. 2 I.3.a Nombres et figures ?....................................................................... ............................ 2 · Nombres......................................................................... .............................................. 2 · Figures......................................................................... ................................................ 2 I.3.b Écriture et logique !....................................................................... ............................. 2 · Écritures....................................................................... ................................................ 2 · Logiques........................................................................ ............................................... 2 · Deux vulgarisations.................................................................. .................................... 3 · Égalité de pensée.......................................................................... ................................ 3 I.4. La raisonance privilégiée par intellectualité musicale...................................................... 3
    • I.4.a Rappels......................................................................... .............................................. 3 · Intellectualité musicale........................................................................ ......................... 3 · Trois dimensions...................................................................... ..................................... 3 I.4.b Le principe du contemporain.................................................................... .................. 3 · Deux exemples........................................................................ ...................................... 4 I.4.c Se mettre à l’école de la manière mathématique de théoriser....................................... 4 I.5. Autres raisonances possibles avec les mathématiques....................................................... 4 I.5.a I. Les deux affinités électives....................................................................... ............... 4 · Écritures....................................................................... ................................................ 4 · Logiques........................................................................ ............................................... 4 I.5.b II. La raisonance privilégiée..................................................................... .................. 4 · Ce que veut dire théoriser....................................................................... ...................... 4 I.5.c III. Les autres raisonances possibles....................................................................... ..... 4 · Penser la musique avec les mathématiques................................................................... . 4 I.6. Au total........................................................................... ................................................. 4 II. Un problème particulier..................................................................... .................................. 4 II.1. Rappel : différents types de théories musicales................................................................. 4 II.1.a Différentes types........................................................................... .............................. 4 II.1.b Différents sens de « théorie de la musique »................................................................ 4 · « La musique » ne voudra pas dire la même « chose ».................................................. 4 · « Théorie » ne voudra pas dire la même « chose »........................................................ 4 · ni non plus « de ».......................................................................... ............................... 5 II.1.c Remarque sur la dissymétrie..................................................................... ................... 5 II.2. Premier éclairage – Un étagement non commutatif de
    • théories....................................... 5 II.2.a Théorie d’un modèle.......................................................................... ........................ 5 II.2.b Théorie formelle d’une théorie naïve.......................................................................... 5 · Premier résultat, première question........................................................................ ....... 5 II.2.c Un pas de plus : non- commutativité................................................................... ......... 5 · Détaillons… ................................................................................ .................................. 5 · Objection et réponse......................................................................... ............................ 5 · Revenons à nos deux subjectivités................................................................... .............. 5 II.3. Deux stimulations pour le musicien........................................................................ ......... 6 II.3.a Les extensions humoristiques................................................................... ................... 6 · Remarque........................................................................ ............................................. 6 · Exemples ?...................................................................... ............................................. 6 II.3.b Des intensions ironiques ?..................................................................... ...................... 6 · Exemples ?...................................................................... ............................................. 6 II.3.c Évaluation musicienne du caractère fructueux de la théorie........................................ 6 III. La théorie mathématicienne de la musique par Mazzola..................................................... 6 III.1. Théorie mathématique et pas seulement mathématisée.................................................... 6 III.1.a Une théorie mathématisée de la musique..................................................................... 6 III.1.b Une théorie mathématique de la musique.................................................................... 6 III.1.c Triplet objet-logique- stratégie....................................................................... .............. 6 III.2. Théorie mathématique de théories musiciennes naïves..................................................... 7 III.2.a Isomorphisme Riemann- Fux............................................................................. .......... 7 III.2.b Intérêt pour le musicien ?...................................................................... ...................... 7 III.3. Quatre exemples........................................................................ ...................................... 7
    • III.3.a La formalisation mathématique des fonctions harmoniques......................................... 7 · Pourquoi alors privilégier la bande de Möbius plutôt que le cylindre ?........................ 7 III.3.b La formalisation mathématique du contrepoint........................................................... 7 III.3.c La formalisation mathématique de la modulation........................................................ 8 · Cadence......................................................................... .............................................. 8 · Modulation...................................................................... ............................................. 8 · Intérêt pour le musicien ?...................................................................... ....................... 8 III.3.d La formalisation mathématique du geste..................................................................... 8 · Commutativité mathématicienne................................................................. ................... 8 · Non-commutativité musicienne...................................................................... ................ 9 III.4. Thèse : la musique est intrinsèquement non- commutative.............................................. 10 IV. Une nouvelle figure de mathématicien et des raisonances d’un type nouveau................... 10 IV.1. Une intellectualité mathématique.................................................................... ............... 10 IV.1.a Caractéristiques................................................................ ......................................... 10 IV.1.b Antécédents ?................................................................... ......................................... 10 IV.1.c Analogies avec intellectualité musicale ?................................................................... 10 IV.2. Raisonances entre intellectualités musicale et mathématique ?...................................... 10 IV.3. Deux compréhensions duales de la musique.................................................................. 10 I. Le rôle nécessaire d'une certaine mathématique dans l'intellectualité musicale I.1. Trois sortes de raisonances Il y a trois sortes de raisonances entre musique et mathématiques : 1) deux affinités « électives » entre pensée musicale et pensée mathématique ; 2) une raisonance privilégiée par l’intellectualité musicale se mettant à l’école de la pensée mathématique ; 3) d’autres raisonances possibles, pour « penser la musique avec les mathématiques » (c’est-à-dire quand l’intellectualité musicale se met à l’écoute de la pensée mathématique). I.2. Rapports non symétriques Noter : ces rapports ne sont pas symétriques. Je traite ici des raisonances de la mathématique avec la musique, c’est-à-dire des rapports où les mathématiques font vibrer la musique, et je laisse aux mathématiciens (cf. le thème de cette année : les mathématiciens et la musique) le soin de déterminer la capacité éventuelle de la musique de faire vibrer les mathématiques… · Remarque Cf. cette remarque, d’évidence, mais frappante : il n’existe pas de théorie musicale de la mathématique. Peut-il en exister une ? Est-ce l’ouverture de ce
    • nouveau chantier que Guerino Mazzola va nous annoncer aujourd’hui ? I.3. Les affinités électives entre pensée musicale et pensée mathématique À quoi tiennent-elles ? I.3.a Nombres et figures ? On pose souvent que ces affinités tiennent aux nombres et aux figures, c’est-à- dire à ce qui constituerait les deux objets mathématiques par excellence. · Nombres Cf. Pythagore. D’où une arithmétisation de la musique qui faisait l’admiration du théologien. Rappelons-nous St Thomas donnant à la théologie la musique pour modèle en raison de sa docilité devant l’arithmétique : « La doctrine sacrée est une science. Mais, parmi les sciences, il en est de deux espèces. Certaines s’appuient sur des principes connus par la lumière naturelle de l’intelligence : telles l’arithmétique, la géométrie et autres semblables. D’autres procèdent de principes qui sont connus à la lumière d’une science supérieure : comme la perspective de principes reconnus en géométrie, et la musique de principes qu’établit l’arithmétique. Or, c’est de cette dernière façon [hoc modo] que la théologie est une science. Elle procède en effet de principes connus à la lumière d’une science supérieure, qui n’est autre ici que la science même de Dieu et des bienheureux. Et comme la musique s’en remet aux principes qui lui sont livrés par l’arithmétique, ainsi la doctrine sacrée accorde foi aux principes révélés par Dieu. » [1] — Leçon ? Quand les nombres et l’arithmétique font la mathématique, la musique est subalternée à la mathématique. · Figures Cf. Descartes : Compendium Musicæ (1618) Rappel : Descartes est parti d’un étonnement philosophique devant le fait que l’ordre musical des consonances ne suivait pas (plus ?) l’ordre arithmétique des nombres entiers. Ainsi la tierce supplantait la quarte dans l’ordre des consonances (après l’unisson, l’octave et la quinte). Or l’intervalle de tierce est attaché au nombre 5/4 quand l’intervalle de quarte l’est au nombre 4/3 (la quinte à 3/2 et l’octave à 2/1). Ainsi il est légitime de mettre en parallèle les deux séries de nombres et d’intervalles suivantes : 1 Unisson 1/1 2 Octave 2/1 3 Quinte 3/2 4 Quarte 4/3 5 Tierce majeure (do-mi) 5/4 6 tierce mineure (mi-sol) 6/5 7 petite tierce mineure (sol-si b) 7/6 8 Grande seconde majeure (si b – do) 8/7 9 Seconde majeure (do-ré) 9/8 10 petite seconde majeure (ré-mi)
    • 10/9 … … … 16 seconde mineure (si-do) 16/15 La quarte précédait la tierce jusqu’au XII° siècle, respectant ainsi l’ordre arithmétique. Or à partir du XIII°, la tierce est passée devant la quarte, tordant ainsi l’ordre numérique et affirmant une autonomie des lois musicales par rapport aux lois arithmétiques. Pour Descartes, ceci est un évènement qui doit mobiliser la philosophie. Pour rendre raison philosophique à ce nouvel ordre musical, Descartes va déployer un jeu de figures, en réévaluant les résonances du point du partage du monocorde : Il va, à partir de là, être amené à dualiser l’espace du monocorde, et ainsi à métaphoriser spatialement un partage entre certitude et doute. [2] — Leçon ? Quand les figures et la géométrie font la mathématique, la musique n’est plus subalterne à la mathématique mais à la physique mathématisée. I.3.b Écriture et logique ! Ma position s’oppose à ces deux types d’explication. Je tiens que la mathématique ne se caractérise pas par des objets particuliers (et donc pas plus par les nombres que par les figures [3], mais par la nature ontologique de sa pensée. Je pose que les affinités électives de la musique avec les mathématiques tiennent non à des objets particuliers mais à un double partage en matière de mode de pensée : 1) un partage d’écriture, c’est-à-dire d’une manière de penser à la lettre ; 2) un partage de souci logique. Je tiens alors que ces affinités ne disposent nullement la musique en position subalterne par rapport à la mathématique ou à d’autres sciences, mais en égalité de pensées. · Écritures Il y a un partage d’écriture entre musique et mathématiques. La musique est le seul art à s’être doté d’une écriture (solfège) propre. Cf. rôle considérable de cela pour doter la musique d’une consistance de monde [4]. Cf. élément moteur pour étonner Descartes et par là impulser sa philosophie ; son Abrégé de musique est ainsi constellé d’exemples musicaux tel celui-ci : De même l’écriture mathématique est l’écriture des sciences, de la physique en particulier qui n’a pas d’écriture propre… — Remarque Il faut en ce point différencier matériau et matière : la musique a rapport privilégié à la physique de part le caractère acoustique de son matériau (et aussi de part les corps qu’elle met en jeu) mais la pensée musicale entre en raisonance avec la pensée mathématique de part sa matière proprement littérale : les deux pensent « à la lettre ». · Logiques Il y a un souci logique en partage entre musique et mathématiques. La logique musicale n’est pas isomorphe à la logique mathématique. Par bien des aspects, on pourrait soutenir qu’elle lui est orthogonale, au niveau en tous les cas des grands principes logiques : identité, contradiction, tiers-exclus. Le souci logique commun se matérialise ainsi en un partage de la déduction (partage désignant ici à la fois le commun et la séparation) qui donne d’un côté
    • le développement musical, de l’autre la démonstration mathématique. — Trois instances logiques en musique… Plus généralement, la logique en musique tresse trois instances, non une seule : — L’écriture comme instance logique du monde de la musique : c’est elle qui conditionne formellement la cohérence de ce monde singulier. Elle occupe à mon sens la position du classifieur de sous-objets W dans le topos de la musique… — La dialectique comme instance logique des pièces de musique : c’est elle qui conditionne formellement la consistance d’une pièce, la possibilité de son unité — voir la « logique musicale » au sens plus étroit présenté ci-dessus : celle du développement… —. — La stratégie comme instance logique d’une œuvre singulière : c’est elle qui conditionne formellement l’insistance de cette œuvre, la possibilité qu’elle soutienne un projet musical propre d’un bout à l’autre de la pièce de musique qu’elle est également. La logique en musique opère ainsi à la fois · comme cohérence d’écriture du monde, · comme consistance dialectique des pièces, · comme insistance stratégique de chaque œuvre. · Deux vulgarisations Le partage d’écriture et de souci logique entre musique et mathématiques se vérifie en ceci qu’elles partagent également les mêmes modes de vulgarisation, si l’on définit la vulgarisation comme une manière de présenter des résultats musicaux ou mathématiques en faisant l’économie de leur structure écrite comme de leur déploiement logique : · Égalité de pensée Au titre de ces affinités électives, en matière donc de partage d’écritures et de soucis logiques, la musique n’est pas subalterne de la mathématique ; mieux : musique et mathématique sont à égalité de pensée. I.4. La raisonance privilégiée par intellectualité musicale Elle touche à la dimension proprement théorique de l’intellectualité musicale. I.4.a Rappels · Intellectualité musicale C’est le travail spécifique du musicien pensif (différent du musicien-artisan et du musicien anti-intellectualité musicale) pour dire la musique qu’il fait. Les différences entre ces trois types de musiciens se font sur une base subjective. Elles ne concernent pas directement leurs œuvres musicales. L’intellectualité musicale naît très précisément après 1750 (grand tournant dans l’histoire de la musique, une fois la tonalité musicalement fondée, par un double geste théorique et compositionnel : la même année, 1722 : Traité de l’harmonie de Rameau et Clavier bien tempéré – premier livre - de Jean-Sébastien Bach) à l’occasion de la Querelle des Bouffons (à partir de 1752) : c’est Rameau qui, le premier, l’engage. · Trois dimensions Je distingue trois dimensions dans l’intellectualité musicale : · critique des œuvres musicales · théorie de la consistance musicale (de ses lois) : « monde de la musique », ou « langage musical » · esthétique de son époque (du contemporain, de l’esprit du temps). Plus précisément, ces dimensions peuvent être nommées comme · généalogie critique des œuvres, · archéologie théorique du monde (ou langage) musical, · historicité esthétique de l’époque. Ces trois dimensions peuvent être représentées comme un triangle : mieux, comme un trièdre : mieux encore comme un nœud borroméen :
    • L’intellectualité musicale de Boulez est l’emblème du pôle critique, celle de Rameau du Pôle théorique, celle de Wagner du pôle esthétique et celle de Schoenberg occupe plutôt le centre de gravité général des intellectualités musicales : I.4.b Le principe du contemporain Un des trois manières de nouer ce nœud, celle où l’esthétique noue critique et théorique, concerne ce que j’appelle le principe du contemporain et qui énonce ceci : pour qu’une théorie de la musique contemporaine soit musicienne [5], il lui faut être une théorie contemporaine. C’est-à-dire qu’on ne peut théoriser la musique contemporaine de manière pertinente pour une intellectualité musicale que si la manière de théoriser est elle-même contemporaine. Le « contemporain » indexe ici ce que j’appelle esthétique c’est-à-dire la contemporanéité instaurée par une époque de la pensée. · Deux exemples · Pour Rameau, une théorie de la nouvelle musique tonale doit être une théorie cartésienne de la musique. · Pour Boulez, une théorie du nouveau langage musical sériel doit être une théorie axiomatisée et formalisée de la musique. I.4.c Se mettre à l’école de la manière mathématique de théoriser Cette dimension théorique de l’intellectualité musicale instaure à ce titre une raisonance privilégiée avec les mathématiques car la mathématique peut servir au musicien pensif de modèle en matière de théorisation. Il s’agit pour le musicien moins de prendre appui sur une théorie mathématique donnée (la théorie de l’intégration par exemple) que sur une manière mathématique de théoriser. Bref, l’appui relève plus ici de la logique mathématique que de la mathématique proprement dite. Pour situer cette raisonance dans son contexte, je soutiens qu’il y a trois raisonances privilégiées de l’intellectualité musicale, liées à ses trois dimensions : la poésie (pour la critique), la mathématique (pour le théorique) et la philosophie (pour l’esthétique). I.5. Autres raisonances possibles avec les mathématiques C’est ce que j’appellerai « penser la musique avec les mathématiques » ou mettre l’intellectualité musicale à l’écoute de la pensée mathématique (elle est à l’école proprement dite pour ce qui concerne la théorisation). Cf. la liste de dix-sept thèmes, donnée en février, que je reclasserai et trierai ainsi : I.5.a I. Les deux affinités électives · Écritures 8. Penser l’écriture et la lettre musicales avec l’écriture et la lettre mathématiques · Logiques 1. Penser la logique musicale (et donc l’articulation raison/calcul) avec la logique mathématique 14. Penser le style diagonal de pensée avec la procédure diagonale de Cantor I.5.b II. La raisonance privilégiée · Ce que veut dire théoriser 2. Penser le « avec » avec la théorie des modèles 10. Penser le monde de la musique avec la théorie des topos I.5.c III. Les autres raisonances possibles · Penser la musique avec les mathématiques 3. Penser la perception musicale avec la théorie des pavages 4. Penser l’audition avec la théorie de l’intégration
    • 5. Penser l’écoute musicale avec la théorie de la différenciation 6. Penser l’écoute à l’œuvre avec les jeux mathématiques de taquins 7. Penser les modalités de l’entendre avec les théories mathématiques de l’intrinsèque et de l’extrinsèque 9. Penser l’articulation musicale entre écriture et écoute avec l’articulation mathématique (de la théorie) des ensembles et (de la théorie) des catégories 11. Penser la composition musicale avec les théories mathématiques du local et du global 12. Penser l’entre-œuvres des concerts avec la théorie des catégories 13. Penser la combinatoire musicale avec l’algèbre 15. Penser le temps musical avec la théorie des équations différentielles (cf. A. Lautman) 16. Penser la nature musicale avec la théorie des ordinaux et cardinaux (cf. A. Badiou) 17. Penser les rapports de l’œuvre à son matériau avec la théorie des nombres surréels (cf. A. Badiou) I.6. Au total Raisonances Elles portent sur Elles rapprochent : deux affinités électives écritures & soucis logiques Mêmes types de matières (littérales) ou manières de penser (« à la lettre ») Mêmes soucis des formes (logiques) de la pensée pensées musicale & mathématique une raisonance privilégiée ce que veut dire théoriser L’intellectualité musicale se met « à l’école » de la pensée mathématique intellectualité musicale (pensée musicienne) & pensée mathématique autres raisonances possibles [ divers ] L’intellectualité musicale se met « à l’écoute » de la pensée mathématique II. Un problème particulier Que se passe-t-il maintenant pour le musicien pensif quand les mathématiques se présentent sous cette forme singulière d’une théorie mathématique… de la musique ? Ou encore : qu’est-ce que le musicien pensif peut penser pour son compte subjectif propre avec une théorie mathématique de la musique ? Mon hypothèse est que le musicien pensif (celui qui déploie une intellectualité musicale) se trouve ici proprement encombré d’une telle théorie mathématique de la musique, ne sachant pas plus en faire qu’un sauvage ne le sait le faire d’une caméra… II.1. Rappel : différents types de théories musicales II.1.a Différentes types « Théorie musicale », c’est-à-dire « théorie de la musique » se dit en différents sens, si bien qu’il y a différents types de théorie musicale : Dans le cas précis de l’intellectualité musicale, je parlerai plutôt de dimension théorique que de théorie proprement dite. Ex. Boulez : il y a sens à parler de la dimension théorique de sa pensée plutôt qu’à proprement parler de sa théorie musicale (qui reste inaboutie, indéfiniment avortée en 1963…). II.1.b Différents sens de « théorie de la musique » Dans chaque cas, « théorie de la musique » ne voudra pas dire la même chose car · « La musique » ne voudra pas dire la même « chose » Le plus souvent, une théorie mathématique de la musique est une théorie non des œuvres musicales mais de telle ou telle structure musicale : échelle (cf.
    • Broué), tempérament (cf. Hellegourach), canons (cf. Andreatta). Ici la musique est essentiellement un squelette et une tuyauterie… C’est aussi pour cela que Boulez parle du mathématicien comme occupant pour le musicien la place… du plombier : « Ne comprenant pas exactement ce que les musiciens réclament d’eux, ne voyant pas quel serait le possible terrain d’efforts communs, bien des scientifiques se récusent à l’avance, ne considérant que l’absurde de la situation : en somme, un mage étant réduit à quémander les services d’un plombier ! Si, de surcroît, le mage estime que lui suffisent les services du plombier, la confusion est totale. » (Leçons de musique, 1976, p. 62) Pour l’intellectualité musicale, une théorie musicale doit être, pour des raisons essentielles, normée par les œuvres, lesquelles sont à la fois la base et le sommet du monde de la musique. La musique, donc, a ici pour cœur et poumons les œuvres. C’est pour cela que, du point d’une intellectualité musicale, théorique et critique doivent être noués (et qu’elles le sont par l’esthétique…). · « Théorie » ne voudra pas dire la même « chose » Exemple : les théories musiciennes se présentent pour la logique contemporaine comme théories « naïves » (ni axiomatisées ni formalisées) et se distinguent de théories « formelles » et ce même si la théorie musicienne s’est mise, comme dans le cas de Boulez, à l’école de la théorisation mathématique. · ni non plus « de » Exemple : pour une théorie mathématique de la musique, la particule « de » désigne le rapport à un objet. C’est un génitif objectif : une mathématisation de la musique, c’est une extension ou une application de la pensée mathématique sur la musique. Pour une théorie musicienne de la musique, le même génitif est essentiellement en intériorité et de type subjectif : il s’agit toujours, peu ou prou, d’une manière pour la musique de se théoriser via le musicien, de se ressaisir théoriquement par l’intermédiaire du musicien. II.1.c Remarque sur la dissymétrie Existe-t-il une théorie musicale de la mathématique ?! Pas à ma connaissance ! Ce qui relève, une fois de plus, la dissymétrie fondamentale des rapports entre musique et mathématiques, dissymétrie dont il n’y aurait pas de sens à se plaindre ; ni d’ailleurs à s’en réjouir : la pensée et l’intellectualité musicales ne sont ici ni victimes des mathématiques ( !) ni volontairement serviles à leur égard. * Comment s’approprier musicalement une telle théorie mathématique de la musique ? Cela n’a rien d’évident : d’ailleurs les musiciens ne se précipitent guère pour se l’approprier… D’où mes nombreuses discussions avec Guerino Mazzola, en particulier sur ce que veut dire « musique » en toute cette affaire, aussi bien pour le dire musicien (ses leçons) que pour le faire musicien (son concert free jazz…). Comment le musicien se repère-t-il dans ce grand écart entre une théorie de la musique à la lettre mathématique et une pratique de la musique attachée au corps du musicien ? Comment l’intellectualité musicale peut-elle s’orienter face à une musique saisie dans une très étrange pince : celle · de la lettre mathématique (où le diagramme mathématique remplace la partition musicale), · d’un corps physiologique (où le geste du musicien remplace la trace sonore du corps à corps [6]). II.2. Premier éclairage – Un étagement non commutatif de théories Pour m’« orienter dans la pensée », je propose de formaliser — de « diagrammatiser » — ainsi ce qui à mes yeux constitue un problème (mais n’en constitue sans doute pas un aux yeux de Guerino Mazzola). II.2.a Théorie d’un modèle Diagrammatisons cela ainsi : Rappel : un intérêt capital de la théorie est ici de produire des enchaînements
    • déductifs (entre A et B) là où le modèle (musical) n’en comporte pas : il y a au mieux des successions, mais pas de déductions explicites dans le modèle. Le modèle musical est constitué d’un champ de « choses » plus ou moins structuré : des objets harmoniques, ou rythmiques, ou instrumentaux… II.2.b Théorie formelle d’une théorie naïve En général, une théorie mathématique de la musique va s’édifier en prenant pour modèle un champ musical déjà structuré selon ce qu’on appellera une théorie musicienne « naïve ». D’où le schème étagé suivant : qui, dans notre situation, signifie ceci : Ainsi l’intellectualité musicale du musicien transforme un développement musical en déduction musicienne, et la théorie mathématique transforme cette déduction musicienne « naïve » en démonstration. · Premier résultat, première question Premier résultat : le musicien, réfléchissant sur les œuvres et leurs développements, bâtit des déductions (voir la place décisive de cette catégorie dans l’intellectualité musicale de Boulez). Le mathématicien, lui, réfléchissant sur les développements musicaux et les déductions musiciennes, bâtit des démonstrations mathématiques. Le mathématicien offre ainsi au musicien pensif une nouvelle manière de circuler de a à b et même de a à ß. Comment le musicien va-t-il pouvoir se rapporter à ces nouvelles flèches ? Vont-elles constituer pour lui de nouvelles déductions ? II.2.c Un pas de plus : non-commutativité Pour examiner cela, enrichissons et simplifions notre diagramme : P et Q ne désignent pas ici les flèches composées F°f et g°G mais les éventuelles formalisations mathématiques directes (c’est-à-dire ne passant pas la théorie naïve) des choses musicales a et ß. La théorie mathématique construit donc une nouvelle flèche G°D°F entre a et b. Appelons-la un déploiement. Que faire musicalement d’un tel déploiement ? Ma thèse fondamentale est la suivante : pour le musicien, ce diagramme ne commute pas alors que le désir du mathématicien est par contre que ce diagramme commute. D’où une première très forte dissonance entre désirs musicien et mathématicien. Ce discord s’écrira précisément ainsi : La thèse musicienne sera que déduction musicienne [d] et interprétation°démonstration°formalisation mathématiques [G°D°F] ne commutent pas. · Détaillons… Qu’en est-il pour l’éventuelle commutation du reste du diagramme ? — g°d°f / g°G°D°F°f ? Formellement, si f est un épimorphisme et g un monomorphisme, on peut déduire de d?G°D°F que g°d°f?g°G°D°F°f. Qu’est-ce que cela veut dire ? Que même si déduction musicienne et démonstration-déploiement mathématiques conduisent bien au même objet musical ß, leurs « logiques » (le sens de l’enchaînement qu’elles conçoivent) restent cependant de natures différentes. — g°d°f / Q°D°P ? Il y a ici encore moins de raison pour que ces deux flèches composées soient identiques et que les logiques ou sens des enchaînements soient isomorphes. · Objection et réponse On peut objecter que la commutativité catégorielle concerne des diagrammes où deux couples de morphismes convergent sur le même objet : donc plutôt que
    • Je soutiendrai que le digramme déduit des précédents par « interprétation » de A en a (et non plus par « formalisation » de a en A) ne commute pas: Le point de partage se concentre en effet sur l’hétérogénéité radicale des « morphismes » d et D qui interdit qu’ils puissent commuter. · Revenons à nos deux subjectivités Le désir mathématicien est tout au contraire que le diagramme précédent commute. Tendons un peu plus le partage des subjectivités : · l’intérêt pour un musicien d’un tel diagramme est qu’il ne commute pas ; · à l’inverse, ce qui intéresse un mathématicien dans un tel diagramme, c’est sa part qui commute ou peut commuter. Pour cela, le mathématicien va faire « comme si » les différentes flèches étaient composables, donc « comme si » les différences de « nature » entre flèches pouvaient s’éponger par composition commutative. J’oppose à cela la thèse que, par-delà leurs affinités naturelles, par-delà affinités et raisonances diverses, musique et mathématique à proprement parler ne composent pas, sont incomposables. II.3. Deux stimulations pour le musicien II.3.a Les extensions humoristiques L’intérêt pour le musicien d’une telle théorie mathématicienne va tenir à tout autre chose qu’à une pseudo-commutativité. Elle va tenir à la capacité de cette théorie mathématique de générer de nouvelles structures musicales, mathématiquement isomorphes et musicalement hétéromorphes. Cf. Ici, tout l’intérêt de la théorie mathématique tient pour le musicien non plus à une commutativité mais à la nature de l’objet musical g ainsi mathématiquement engendré. La question pour le musicien va alors prendre la forme suivante : Soit : comment évaluer musicalement le rapport inattendu déployé par les mathématiques entre g et ß (via un rapport entre c et b) ? À quel titre musical g « développe »-t-il ß ? Puis-je théoriser ce développement musical par une « déduction » musicienne d’ entre c et b ? L’évaluation musicienne de la théorie mathématique va donc se faire au niveau des résultats : par évaluation de la qualité musicale des extensions proposées par la théorie en question. Ici la mathématique fournit l’occasion de rapprochements musicaux inattendus. Appelons cela la dimension proprement humoristique (pour le musicien) des théories mathématiques de la musique puisqu’il s’agit de rapprocher des lointains. · Remarque Guerino thématise cela mathématiquement comme explicitation de la fibre (à gauche) créatrice d’un voisinage (à droite) d’un point-image a(a) : · Exemples ? On va trouver de nombreux exemples de telles extensions humoristiques dans la théorie mazzolienne. II.3.b Des intensions ironiques ? D’où immédiatement la question duale : y aurait-il de même pour le musicien une dimension ironique des théories mathématiques de la musique qui cette fois éloigne les proches, qui instaure une distance de pensée au plus près? Bref, au lieu d’extensions humoristiques, les théories mathématiques de la musique peuvent-elles fournir au musicien des intensions ironiques ?
    • Que serait-ce formellement ? La situation de départ du musicien serait cette fois celle-ci : celle d’une égale proximité de ß à a et g. L’intervention de la théorie mathématique aurait désormais pour effet de déployer un espace intérieur entre ß et g, en sorte de révéler une distance au lieu même d’une apparente proximité : Pour le musicien, il s’avèrerait donc que la proximité entre ß et g n’est peut- être pas celle qu’il pensait, qu’en fait g ne suit pas ß comme ß suit a, bref que le développement a sauté inopinément des étapes et que la véritable déduction musicienne devrait concevoir c comme étant quatre fois plus loin de b que jusque-là considéré. D’où une intension ironique. · Exemples ? La théorie mazzolienne de la cadence à mon sens suggère cette direction… II.3.c Évaluation musicienne du caractère fructueux de la théorie Dans les deux cas — extension humoristique et intension ironique — le musicien évalue la théorie mathématique au regard de ses fruits musicaux pour lui musicien. III. La théorie mathématicienne de la musique par Mazzola III.1. Théorie mathématique et pas seulement mathématisée Donnons de tout ceci des exemples concrets à partir de la théorie mazzolienne de la musique, théorie qui relève clairement du type mathématique (plutôt que musicien) des théories musicales. Un symptôme très patent du caractère proprement mathématicien de cette théorie est qu’elle ne vise pas qu’à éclairer la musique mais également à développer les mathématiques pour elles-mêmes. Les mathématiques, dans cette théorie, se déploient en-soi et pas seulement « pour la musique ». Ceci est tout à l’honneur mathématique de ce travail mais crée des difficultés supplémentaires pour le musicien qui s’y intéresse. Précisons : il s’agit bien ici d’une théorie mathématique de la musique et pas simplement d’une théorie mathématisée. III.1.a Une théorie mathématisée de la musique Une théorie mathématisée de la musique est une théorie de la musique qui est mathématiquement formalisée, comme il existe par exemple des théories mathématisées de l’économie, ou de la circulation des trains, etc. Cette formalisation est alors stratégiquement ordonnée aux fins du modèle retenu. III.1.b Une théorie mathématique de la musique Une théorie mathématique de la musique est aussi mathématiquement formalisé mais, cette fois, les fins sont pour bonne part proprement mathématiciennes : on part ici du domaine musical pour examiner les problèmes mathématiques qu’il est susceptible de susciter. Il s’agit désormais moins de partir de problèmes musicaux (à résoudre mathématiquement parce qu’on ne saurait pas les résoudre musicalement) que de problématiser mathématiquement des pratiques et théories musiciennes en sorte de générer des problèmes proprement mathématiques. III.1.c Triplet objet-logique-stratégie La distinction précédente suggère ainsi qu’il faudrait distinguer les types de théorie, non seulement par leur compréhension propre de « l’objet-musique » mais aussi par leurs visées stratégiques propres : il est clair qu’une théorie sociologique de la musique, par exemple a des visées plus sociologiques que musicales (d’où qu’elle n’apprenne à peu près rien sur les œuvres musicales). Ainsi une théorie Xienne de la musique se caractériserait par le croisement d’un type Xien de consistance discursive (tenant à la discipline de pensée considérée), d’une caractérisation Xienne de son objet et d’un type Xien de stratégie. Ou encore : la nature particulière (mathématique, musicienne, sociologique…) d’une théorie musicale se donnerait dans le triplet d’une consistance, d’un objet et d’une stratégie.
    • III.2. Théorie mathématique de théories musiciennes naïves Autre trait remarquable : la théorie mathématique de Mazzola formalise des théories musiciennes existantes plutôt que la matière musicale proprement dite. III.2.a Isomorphisme Riemann-Fux Ex. Fux et Riemann. D’où un résultat intéressant — qui intéresse essentiellement la musicologie historique — : les théories de Riemann et Fux sont isomorphes (au titre, non trivial, de leurs dichotomies consonances-dissonances [7]). Cette théorie mathématique unifie ainsi deux types de théories musiciennes selon le diagramme suivant : La théorisation dégage ici des enchaînements inattendus entre théories naïves. C’est un exemple de ce que j’appelle l’humour mathématique : quand le musicalement lointain est mathématiquement rapproché. III.2.b Intérêt pour le musicien ? L’intérêt de tout ceci pour le musicien est de dégager la cohérence sous-jacente de ses théories naïves. Mais il n’y a pas ici de conséquences pratiques immédiates car ces pratiques musicales (du contrepoint et de l’harmonie tonale) sont depuis longtemps obsolètes pour la création artistique. III.3. Quatre exemples Prélevons quatre exemples dans cette théorie de Mazzola : · sa formalisation des fonctions harmoniques, · sa formalisation du contrepoint, · sa formalisation de la modulation, · sa formalisation du geste. III.3.a La formalisation mathématique des fonctions harmoniques On a, grâce à une triangulation des fonctions tonales, le ruban suivant : Rappel : I a deux notes communes avec III et VI, et une note commune avec V et IV. Mazzola choisit de privilégier de couper ce ruban au milieu et de recoller I-III par une torsion (d’où le ruban de Möbius) [8] : Mais on pourrait tout aussi bien le recoller deux fois plus loin, sans torsion cette fois (on aurait alors un cylindre). · Pourquoi alors privilégier la bande de Möbius plutôt que le cylindre ? Ma compréhension est la suivante. — La formalisation en bande de Möbius est privilégiée par Mazzola pour des raisons proprement mathématiques : économie formelle de signes [9]. C’est en fait cette économie formelle qui conduit à désorienter la polarité grave/aigu essentielle pour le musicien : elle suppose au départ une indifférence à l’ordre des fonctions harmoniques — elle traitera par exemple les deux fonctions I et V comme un ensemble {I, V} sans distinguer alors I-V de V-I (ce qui d’un point de vue musical est bien sûr tout à fait différent : ouverture/cadence, tension/détente…) —. C’est donc bien parce que cette « orientation » musicale déterminante (selon l’ordre temporel de la succession) est effacée au principe même de la formalisation mathématique retenue que cette formalisation boucle le ruban en bande de Möbius et retrouve ensuite innocemment la propriété globale de désorientation qu’elle a implicitement introduite en son point de départ. — La formalisation en cylindre rend mieux compte de la réalité harmonique d’un point de vue musical ; le cylindre suggère ainsi, à le parcourir de droite à gauche, l’enchaînement des fonctions suivantes, où l’ordre temporel est évidemment déterminant :
    • III.3.b La formalisation mathématique du contrepoint Cf. le tore des tierces [10] : Cf. les dichotomies consonances-dissonances : K={0, 3, 4, 7, 8, 9} et D={1, 2, 5, 6, 10, 11} : La théorie mazzolienne du contrepoint (plus exactement de la théorie fuxienne du contrepoint) me semble plus fructueuse musicalement que la théorie mazzolienne de l’harmonie (c’est-à-dire de la théorie riemanienne de l’harmonie). Pourquoi ? Parce que dans le cas du contrepoint la logique mathématicienne adoptée s’éloigne moins de la logique musicienne tant en matière d’objet que de stratégie. En effet, 1) la formalisation du contrepoint « respecte » plus l’orientation musicale du grave vers l’aigu (qui est au principe du rapport dissymétrique entre cantus firmus et déchant) :Mazzola part ici [11] d’un intervalle orienté en sorte de correctement formaliser le contrepoint à deux voix (de différencier donc cantus firmus et déchant par une paire ordonnée où les deux termes ne commutent pas…) quand, au contraire, la formalisation mathématique du « ruban harmonique » (en bande de Möbius plutôt qu’en cylindre) impose une désorientation du matériau harmonique (désorientation découlant d’une indifférence à l’ordre successif, au principe pourtant des fonctions harmoniques considérées) ; 2) la stratégie guidant la formalisation du contrepoint semble guidée par deux idées : — unifier théories musiciennes de l’harmonie et du contrepoint ; — généraliser les lois musiciennes du contrepoint à d’autres « échelles ». Ces deux visées stratégiques, quoique mathématiciennes, s’avèrent cependant rester « parallèles » à des visées plus proprement musiciennes. · La première est un rapprochement humoristique entre théories naïves éloignées. · La seconde ouvre à la possibilité d’extensions humoristiques du contrepoint : Quel est alors rapport musical entre les deux contrepoints ?! Où l’on retrouve ce problème, musicalement bien connu : d’un point de vue musical, tout peut se déduire de tout [12], car la déduction musicale n’a pas la rigueur formelle de la démonstration mathématique. Où la « génétique » et la « poïétique » s’avèrent ici de peu d’intérêt : le chemin qui a permis d’aboutir à B à partir de A n’est pas forcément pertinent pour décrire les rapports entre A et B, comme le montre l’exemple élémentaire suivant (autre manière, au demeurant, de souligner que tout ceci ne commute guère…) : Où l’on retrouve ce fait que la commutation mathématique (égalité des deux membres de l’équation) ne s’accorde guère à une non-commutation musicienne (les rapports musicaux en deux objets d’une partition ne sont que très vaguement « explicités » par la manière dont le compositeur les a engendrés). III.3.c La formalisation mathématique de la modulation Mazzola part de la théorisation (naïve) schoenberguienne des modulations (Harmonielehre, 1911), en trois moments : neutralisation, accord-pivot sur les degrés modulants, confirmation cadencielle [13]. Dans la théorie de Mazzola, une modulation est alors la dotation du diagramme suivant [14] :
    • où k est une des 5 « cadences » envisageables [15] entre deux tonalités : II- III, II-V, III-IV, IV-V, VII. · Cadence La catégorie de cadence est ici très abstraite de sa réalité musicale : une tonalité (majeure) est vue comme une simple échelle diatonique qu’un seul accord (VII° degré) suffit à identifier statiquement. Ici la cadence est une « représentation résumée de la tonalité » [16]. Elle est mathématiquement traitée comme une fonction du type « formule cadentielle = f(tonalité) » [17]. Elle n’est pas traitée dynamiquement mais comme un ensemble dont l’ordre est indifférent : IV-VºV-IV [18]. Or, musicalement, la catégorie de cadence est essentiellement dynamique : si une tonalité est musicalement identifiée par un accord, c’est plutôt par la septième de dominante (V7) que par VII qui, musicalement, est tout au contraire l’accord vague par excellence (septième diminuée). — Intérêt proprement musical ? En ce point, il faudrait explorer plus avant cette théorie de la cadence pour en exhausser le potentiel sans doute d’intension ironique… · Modulation En conséquence, la catégorie même de modulation est ici assez distante de sa réalité musicale. C’est ce qui aboutira à exhausser mathématiquement, dans l’opus 106 de Beethoven, certaines « modulations » dites « catastrophiques » [19] : G. Mazzola thématise mathématiquement ces « modulations » en les attachant à des « cadences » (au sens toujours mathématique du terme) très particulières. Où l’on retrouve ce problème récurrent : des mêmes mots — ici « cadence », « modulation » — nomment des choses très différentes dans le cadre d’une théorie musicienne et d’une théorie mathématique de la musique. C’est bien sûr normal, mais cela implique une très grande attention dans l’interprétation ultérieure des énoncés. On constate alors une différence d’accents significatifs : par exemple, pour l’analyse musicienne du schéma global des tonalités, à la limite peu importe comment Beethoven module de E en A mais pour le mathématicien, ici ce n’est plus le cas puisque l’analyse va distinguer minutieusement modulations « quantiques » et modulations autres. · Intérêt pour le musicien ? De nouvelles extensions humoristiques ! Voir ainsi la « démonstration » mathématique qui conduit à la « déduction » musicienne et au « développement » musical suivant : III.3.d La formalisation mathématique du geste · Commutativité mathématicienne Guerino Mazzola privilégie une formalisation (commutative) du geste physiologique du musicien : Mais de quelle musique s’agit-il exactement ici ? Quel rapport musical y a-t-il entre la musique mathématiquement formalisée à gauche et la musique improvisée attachée à un corps de musicien à droite ? Il ne s’agit pas de dresser ici l’objection obscurantiste opposant la mort du formel à la vie du corporel. Il s’agit tout au contraire de ne pas s’enfermer dans une dichotomie où il y aurait d’un côté une structure mathématique, obsessionnellement construite, et de l’autre un corps musicien, hystériquement livré en garant de la musicalité.
    • À nouveau, l’hypothèse commutative est au principe de cette démarche mathématicienne : il s’agit de formaliser mathématiquement les structures musicales de la partition puis les structures du corps physiologique du musicien pour en déduire ses mouvements aptes à matérialiser l’exécution (et pourquoi pas l’interprétation) de la partition de départ. Au total, la composition de ce parcours doit équivaloir à une flèche directe (celle du bas entre la partition et le corps de Gould dans le diagramme suivant) : Je remarquerai cependant qu’on n’a pas ici à proprement parler un corps musical c’est-à-dire le corps physique du piano — sa table d’harmonie —vibrant sous l’effet du corps à corps, rayonnant et projettant dans un lieu la trace sonore de ce corps à corps. Je pose, en effet, que la musique transite par un corps à corps (« corps- accord » [20]) sans s’y attacher car la musique me semble un art de l’écoute plutôt qu’un art du jeu (qu’un art du corps-accord) : la musique procède essentiellement d’une écoute de la trace d’un corps-accord. Si l’on veut formaliser le geste musical en musicien, il nous faudrait donc procéder autrement. · Non-commutativité musicienne Concernant le geste, je diagrammatiserai ainsi une conception plus proprement musicienne : — Remarques · Le rapport de la partition au corps du musicien n’est pas univoque, fonctionnel, car la partition a pour cœur une écriture musicale qui n’est pas une tablature. La partition ne prescrit donc pas directement un geste du musicien. · Le jeu musicien consiste à accorder son corps à un corps instrumental situé dans une salle. Le jeu est une opération qui convolue un instrument situé et un musicien. · Le résultat du jeu est un son rayonné par le corps-accordé dans un lieu architectural. · On n’écoute pas le corps du musicien. Concernant le corps instrumental, on l’entend certes mais on ne l’écoute pas ; ce que l’on écoute, c’est la trace du corps-accord dans un son situé. · L’écoute n’est donc écoute ni du musicien, ni de l’instrument, ni du lieu, ni même du jeu mais plutôt de la trace de ce jeu dans un lieu. · Écouter, c’est déconvoluer en sorte de dégager à l’intérieur du son (musical) la trace (du corps-accordé dans le lieu) et de séparer cette trace du déchet musical. La trace s’affirme par soustraction du déchet. · Corrolaire : le musicien est le déchet de la musique. La vision de l’auditeur doit aider à déconvoluer la trace du déchet, non conduire à s’attacher unilatéralement au corps du musicien en train de jouer… — Thèse Je tiens que dans ce diagramme rien ne commute. En particulier on a : injection ? écoute°adresse°rayonnement ! Plus techniquement, les « convolutions » du diagramme précédant ne sont pas des sommes ou coproduits, et la partition n’y est pas un produit. On n’a donc pas le diagramme suivant qui schématise le désir mathématicien d’une commutation généralisée : Détaillons. — La partition Pour un mathématicien : Pour un musicien :
    • La partition n’est pas produit, limite du diagramme {musicien, instrument}. Le diagramme avec le fichier Midi ne commute pas. — Le corps-accord Pour un mathématicien : Pour un musicien : Le corps-accord n’est pas somme (coproduit), colimite du diagramme {musicien, instrument}. Le diagramme avec Modalys ne commute pas. — La spatialisation Pour un mathématicien : Pour un musicien : La spatialisation n’est pas somme (coproduit), colimite du diagramme {instrument, salle}. Le diagramme avec la WFS ne commute pas. III.4. Thèse : la musique est intrinsèquement non-commutative Au total, non seulement musique et mathématiques ne commutent pas mais en musique, il n’y aurait guère de commutation. Soit la nouvelle thèse radicale suivante : la musique est intrinsèquement non- commutative. On serait donc bien face à deux types différents d’appréhension du phénomène musical — un type mathématicien et un type musicien — et les opérations propres à chacun de ces types ne composeraient pas ensemble, ne commuteraient pas. À bien y regarder, si musique et mathématique peuvent d’ailleurs raisonner ensemble (et ce, par-delà les applications bien compréhensibles de l’ontologie à toute ontique), c’est précisément parce qu’elles ne peuvent composer leurs matières mais simplement s’entrechoquer, se frotter l’une à l’autre sans que leurs matières propres se mélangent, se mixent. IV. Une nouvelle figure de mathématicien et des raisonances d’un type nouveau IV.1. Une intellectualité mathématique Je tiendrai, par ailleurs, que Mazzola s’emploie non seulement à établir une théorie mathématique de la musique mais aussi quelque chose que je propose d’appeler une intellectualité mathématique. IV.1.a Caractéristiques Une intellectualité mathématique se caractériserait par : · un souci de thématiser les mathématiques qu’on fait ; · un souci des raisonances mathématiques avec d’autres pensées (et pas seulement de leurs applications) ; · la nature même du travail intellectuel : être à la fois plongé dans les mathématiques et en léger surplomb sur les mathématiques, se tenir au bord du travail du mathématicien, à la frontière des mathématiques. · une manière d’introjecter dans la mathématique la réflexion (ou pensée de la pensée) mathématique, une manière donc de se délimiter à l’écart de l’épistémologie (comme l’intellectualité musicale peut le faire à l’égard de la musicologie ou de l’esthétique académique), une manière de déployer une pensitivité mathématicienne donc. IV.1.b Antécédents ? Date de naissance ? Grandes figures ? · Henri Poincaré (1854-1912), Hermann Weyl (1885-1955) · Cas particuliers : les logiciens (Cantor, Gödel…), Grothendieck (intellectualité a posteriori) · Aujourd’hui : Alain Connes, René Guitart… IV.1.c Analogies avec intellectualité musicale ? Trois pôles comme en musique ? Avec la philosophie, avec la musique (& les arts) et avec la physique (& les autres sciences) ? Je me lance :
    • Nouage borroméen ?… IV.2. Raisonances entre intellectualités musicale et mathématique ? La raisonance avec l’intellectualité mathématique de Mazzola dépasse donc largement l’intérêt musicien pour sa théorie mathématique de la musique. Cette théorie alimente il est vrai le musicien en nouvelles réflexions, en une nouvelle compréhension des théories musiciennes naïves, en extensions humoristiques, en intensions ironiques, etc. Mais faire entrer en raisonance une intellectualité musicale avec cette intellectualité mathématique n’est pas se cantonner à tout cela : c’est également faire en sorte que ces deux types radicalement différents d’intellectualité se frottent l’une à l’autre, comme on frotte un silex contre un autre, non pour les mélanger mais pour faire jaillir quelques étincelles aptes à alimenter le feu de la pensée. IV.3. Deux compréhensions duales de la musique Ainsi se sont implicitement frottées dans cet exposé deux catégories, à la fois très proches et cependant radicalement disjointes : la catégorie mathématique de topos (centrale dans la théorie mazolienne) et la catégorie musicienne de monde (centrale dans ma propre intellectualité musicale). Je soutiens que la musique est un monde à mesure de ce qu’elle est comme un topos (analogie) quand Guerino Mazzola soutient à l’inverse que la musique est un topos, et peut-être m’accorderait-il alors que c’est pour cela que l’on pourrait en dire qu’elle est comme un monde… Plus encore, la musique pour moi est un monde essentiellement non-commutatif quand elle est, pour Mazzola, un topos truffé de commutativités. D’où la nature très particulière du dialogue entre musicien et mathématicien pensifs, qui tentent de s’entendre tout en évoluant dans des espaces duaux et qui, finalement, communiquent par résonances de coups frappés de l’extérieur sur la membrane enveloppant chacun des deux espaces de pensée. ––––––– [1] [Sicut musica credit principia sibi tradita ab arithmetico, ita sacra doctrina credit principia revelata sibi a Deo] (La théologie ; Question 1, article 2, page 24) [2] Sur tout ceci, voir mon cours (Ens, 2004-2005) sur l’intellectualité musicale : www.entretemps.asso.fr/Nicolas/IM, en particulier les 2° et 3° leçons. [3] et ce même si, bien sûr, la mathématique pense avec une acuité sans égale nombres et figures. [4] Cf. ma conférence (2002) à l’Ehess… [5] et nourrisse donc la généalogie critique des œuvres [6] ou le « corps-accord », selon la judicieuse formule de Charles Alunni [7] The topos of music, p. 635… [8] The topos of music, p. 322 [9] Où l’on pourrait rappeler (voir mon exposé en février 2005) que la musique a moins « peur » des réduplications et des risques de redondance que la mathématique : voir par exemple ce qu’il en est des redondances au principe de l’écriture musicale… [10] The topos of music, p. 620 [11] Cf. The Topos of Music, p. 619 [12] Boulez rappelle constamment ce point dans ses Leçons de musique… [13] The topos of music, p. 565 [14] Pour l’opération de symétrie dans la modulation, voir The topos of music, p. 567 [15] The topos of music, p. 554 [16] The topos of music, p. 551 [17] The topos of music, p. 551 [18] The topos of music, p. 554 [19] Il est vrai que G. Mazzola reprend ici un terme avancé par le musicologue Jürgen Uhde en commentaire de l’analyse de l’opus 106 faite par Erwin Ratz (The topos of music, p. 605) qui y distingue harmoniquement un monde et un anti- monde… [20] Je dois à Charles Alunni cette formulation, tout à fait éclairante.
    • Gli antichi greci classificati di ogni numero naturale n come "carenti", "abbondante", o "perfetto" a seconda che s (n) è stato inferiore, uguale o superiore a 2n. Si noti che il numero 12 ha 6 divisori, e la somma di questi divisori è 28. Entrambe le 6 e 28 sono perfetti numeri. Let's riferiscono a un numero naturale n come "sublime", se la somma e il numero dei suoi divisori sono sia perfetto. Do esistono qualsiasi sublime numeri diversi da 12? Per rispondere a questa domanda, ricordare che, per ogni intero N con il Primo fattorizzazione Abbiamo Inoltre, anche se ogni numero perfetto è di forma (2s - 1) 2s-1 dove 2s - 1 è il primo. In tal modo un numero perfetto è esattamente un fattore primo dispari. Supponiamo ora N è divisibile per esattamente k poteri del 2. Ne consegue che s (N) è divisibile per 2k +1 - 1, che è dispari, quindi questo deve essere un primo (altro fattore che in due primi dispari). Inoltre, tutti gli altri fattori di N deve quindi contribuire combinato fattore di 2k a s (N). Ma ogni dispari di potenza di pd contribuisce un fattore di per s (N), che può essere solo anche se d è dispari, nel qual caso come fattori La mano destra fattore può essere anche solo se t è dispari, nel qual caso come fattori Tuttavia, i fattori (1 + p) e (1 + p2) non può essere pura sia poteri di 2, perché se p = 2r - 1 allora 1 + p2 = (2) (2 [2r-1] - 2r + 1) . Pertanto, se il numero s (2 kg) è perfetto, quindi G deve essere il prodotto di Mersenne primi distinti pj = 2AJ - 1, quando la somma esponenti aj a k, dove k + 1 è anche un "esponente Mersenne".
    • Inoltre, per rendere t (N) perfetto, è necessario per k +1 si è Mersenne prime. Così, per la costruzione di un esempio di questo tipo, dobbiamo trovare un esponente Mersenne E che è anche un primo Mersenne, e tali che E-1 è espresse come somma di esattamente log2 (E +1) -1 distinti Mersenne primi. Un esempio è E = 3, perché 2 può essere espresso come la somma di esattamente log2 (4) -1 = 1 Mersenne primi, vale a dire, 2 = 2. Così, abbiamo N = (23-1) (22-1) = 12. Altri possibili valori di E sono 7, 31, 127, ..? Non è possibile esprimere il 6 come somma di due numeri primi Mersenne, 30 né come somma di quattro distinte Mersenne primi. Tuttavia, 126 può essere espresso come somma di sei Mersenne primi distinti come segue: 61 + 31 + 19 + 7 + 5 + 3. Pertanto abbiamo N = (2126) (261-1) (231-1) (219-1) (27-1) (25-1) (23-1) Pertanto, se si imposta pari al N 6086555670238378989670371734243169622657830773351885970528324860512791691264 riteniamo che s (N) e t (N) sono entrambi perfetti, quindi questo è il secondo numero sublime. In sintesi, entrambi noti sublime numeri sono basati su un primo di Mersenne, sotto forma q = 2k - 1 dove k = 2j - 1 è anche un primo e Mersenne k - 1 è la somma di esattamente j - 1 distinti esponenti Mersenne. L'unica nota primi q = 2k - 1 con k = 2j - 1 sono tenute da k = 3, 7, 31, e 127. Tuttavia, (7 - 1) non è una somma di due esponenti Mersenne, né (31 - 1) una somma di 4 esponenti Mersenne. Pertanto, le uniche due note sublimi numeri sono basati sulle somme (3 - 1) = 2 (127 - 1) = 61 + 31 + 19 + 7 + 5 + 3 Supponendo non ci sono numeri dispari perfetto, non ci può essere di più sublime anche numeri a meno che non vi sono altri (attualmente sconosciuta) Mersenne primi esponenti che sono essi stessi Mersenne primi. Dato che gli esponenti 131071 e 524287 hanno già essere controllati, il prossimo possibile esponente sarebbero 231 - 1, che è 2147483647. Anche con il Test di Lucas-Lehmer Penso che questo esponente sarebbe una sfida. Avviso che avremmo bisogno non solo di testare questo particolare esponente, ma tutti gli esponenti meno di questo, al fine di decidere se questo numero 1 è stato meno espresse come somma di Mersenne esponenti distinti. L'ordine del giorno possibile esponente sarebbero 261 - 1, che è certamente di gran lunga fuori portata per qualsiasi noto metodo di analisi. Resta a prendere in considerazione la possibilità di un numero dispari sublime (di nuovo assumendo non perfetta numeri dispari). Con gli stessi argomenti di cui sopra, anche per numeri sublime, sappiamo che un numero dispari sublime devono essere di forma
    • N = qr (p1 p2 ... pt) dove r = 2j - 2 è uno meno di un primo Mersenne, t = j - 1, e il pi = 2ki - 1 sono distinti dispari Mersenne primi e q è un primo dispari. Inoltre, bisogna avere dove (k0 - 1) = k1 + k2 + ... + KT. Per dare un "non-esempio", prendere in considerazione il caso di q = 5, j = 2. Questo dà r = 2, quindi l'espressione è sopra (53 - 1) / (5 - 1) = 31, che è una delle prime, sotto forma 2k0 - 1 con K0 = 5. Pertanto, dobbiamo solo esprimere (5 - 1) = 4 come somma di (j - 1) distinti esponenti Mersenne. Dal momento che j - 1 è pari a 1 in questo caso, è necessario che il 4 a sua volta essere una esponente Mersenne, vale a dire, abbiamo bisogno di 24 - 1 = 15 per essere fra i primi, il che naturalmente non lo è. Se fosse, il numero N = (52) (15) = 375 avrebbero t (N) = 6 e s (N) = 496, 375 e così sarebbe un numero dispari sublime. Quanto sopra dimostra che il primo passo per trovare un numero dispari sublime è quello di trovare un primo dispari q e due Mersenne primi m1 = 2j - 1 e m2 = 2k - 1 tale che (qm1 - 1) = (q - 1) m2. Se si puo 'trovare primi, quindi abbiamo bisogno di esprimere k - 1 come somma di esattamente j - 1 distinti esponenti Mersenne. C'è un modo semplice di dimostrare che ciò sia impossibile? English » Italian Translate Suggest a better translation Thank you for contributing your translation suggestion to Google Translate.We'll use your suggestion to improve translation quality in future updates to our system. Numeri sublime <br> <br> <br> <br> Per ogni intero positivo n Sia T (n) il numero di divisori di n, e lasciate che s (n) indicare la somma di quelli divisori. Gli antichi greci classificati di ogni numero naturale n come &quot;carenti&quot;, &quot;abbondante&quot;, o &quot;perfetto&quot; a seconda che s (n) è stato inferiore, uguale o superiore a 2n. Si noti che il numero 12 ha 6 divisori, e la somma di questi divisori è 28. Entrambe le 6 e 28 sono perfetti numeri. Let&#39;s riferiscono a un numero naturale n come &quot;sublime&quot;, se la somma e il numero dei suoi divisori sono sia perfetto. Do esistono qualsiasi sublime numeri diversi da 12? <br> <br> <br> <br> Per rispondere a questa domanda, ricordare che, per ogni intero N con il Primo fattorizzazione <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> Abbiamo <br> <br> <br> <br> <br> <br> Inoltre, anche se ogni numero perfetto è di forma (2s - 1) 2s-1 dove 2s - 1 è il primo. In tal modo un numero perfetto è esattamente un fattore primo dispari. <br> <br> <br> <br> Supponiamo ora N è divisibile per esattamente k poteri del 2. Ne consegue che s (N) è divisibile per 2k +1 - 1, che è dispari, quindi questo deve essere un primo (altro fattore che in due primi dispari). Inoltre, tutti gli altri fattori di N deve quindi contribuire combinato fattore di 2k a s (N). Ma ogni dispari di potenza di pd contribuisce un fattore di <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> per s (N), che può essere solo anche se d è dispari, nel qual caso come fattori <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> La mano destra fattore può essere anche solo se t è dispari, nel qual caso come fattori <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> Tuttavia, i fattori (1 + p) e (1 + p2) non può essere pura sia poteri di 2, perché se p = 2r - 1 allora 1 + p2 = (2) (2 [2r-1] - 2r + 1) . Pertanto, se il numero s (2 kg) è perfetto, quindi G deve essere il prodotto di Mersenne primi distinti pj = 2AJ - 1, quando la somma esponenti aj a k, dove k + 1 è anche un &quot;esponente Mersenne&quot;. <br> <br> <br> <br> Inoltre,
    • per rendere t (N) perfetto, è necessario per k +1 si è Mersenne prime. Così, per la costruzione di un esempio di questo tipo, dobbiamo trovare un esponente Mersenne E che è anche un primo Mersenne, e tali che E-1 è espresse come somma di esattamente log2 (E +1) -1 distinti Mersenne primi. <br> <br> <br> <br> Un esempio è E = 3, perché 2 può essere espresso come la somma di esattamente log2 (4) -1 = 1 Mersenne primi, vale a dire, 2 = 2. Così, abbiamo N = (23-1) (22-1) = 12. Altri possibili valori di E sono 7, 31, 127, ..? Non è possibile esprimere il 6 come somma di due numeri primi Mersenne, 30 né come somma di quattro distinte Mersenne primi. Tuttavia, 126 può essere espresso come somma di sei Mersenne primi distinti come segue: 61 + 31 + 19 + 7 + 5 + 3. Pertanto abbiamo <br> <br> <br> <br> N = (2126) (261-1) (231-1) (219-1) (27-1) (25-1) (23-1) <br> <br> <br> <br> Pertanto, se si imposta pari al N <br> <br> <br> <br> 6086555670238378989670371734243169622657830773351885970528324860512791691264 <br> <br> <br> <br> riteniamo che s (N) e t (N) sono entrambi perfetti, quindi questo è il secondo numero sublime. In sintesi, entrambi noti sublime numeri sono basati su un primo di Mersenne, sotto forma q = 2k - 1 dove k = 2j - 1 è anche un primo e Mersenne k - 1 è la somma di esattamente j - 1 distinti esponenti Mersenne. L&#39;unica nota primi q = 2k - 1 con k = 2j - 1 sono tenute da k = 3, 7, 31, e 127. Tuttavia, (7 - 1) non è una somma di due esponenti Mersenne, né (31 - 1) una somma di 4 esponenti Mersenne. Pertanto, le uniche due note sublimi numeri sono basati sulle somme <br> <br> <br> <br> (3 - 1) = 2 (127 - 1) = 61 + 31 + 19 + 7 + 5 + 3 <br> <br> <br> <br> Supponendo non ci sono numeri dispari perfetto, non ci può essere di più sublime anche numeri a meno che non vi sono altri (attualmente sconosciuta) Mersenne primi esponenti che sono essi stessi Mersenne primi. Dato che gli esponenti 131071 e 524287 hanno già essere controllati, il prossimo possibile esponente sarebbero 231 - 1, che è 2147483647. Anche con il Test di Lucas-Lehmer Penso che questo esponente sarebbe una sfida. Avviso che avremmo bisogno non solo di testare questo particolare esponente, ma tutti gli esponenti meno di questo, al fine di decidere se questo numero 1 è stato meno espresse come somma di Mersenne esponenti distinti. L&#39;ordine del giorno possibile esponente sarebbero 261 - 1, che è certamente di gran lunga fuori portata per qualsiasi noto metodo di analisi. <br> <br> <br> <br> Resta a prendere in considerazione la possibilità di un numero dispari sublime (di nuovo assumendo non perfetta numeri dispari). Con gli stessi argomenti di cui sopra, anche per numeri sublime, sappiamo che un numero dispari sublime devono essere di forma <br> <br> <br> <br> N = qr (p1 p2 ... pt) <br> <br> <br> <br> dove r = 2j - 2 è uno meno di un primo Mersenne, t = j - 1, e il pi = 2ki - 1 sono distinti dispari Mersenne primi e q è un primo dispari. Inoltre, bisogna avere <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> <br> dove (k0 - 1) = k1 + k2 + ... + KT. Per dare un &quot;non-esempio&quot;, prendere in considerazione il caso di q = 5, j = 2. Questo dà r = 2, quindi l&#39;espressione è sopra (53 - 1) / (5 - 1) = 31, che è una delle prime, sotto forma 2k0 - 1 con K0 = 5. Pertanto, dobbiamo solo esprimere (5 - 1) = 4 come somma di (j - 1) distinti esponenti Mersenne. Dal momento che j - 1 è pari a 1 in questo caso, è necessario che il 4 a sua volta essere una esponente Mersenne, vale a dire, abbiamo bisogno di 24 - 1 = 15 per essere fra i primi, il che naturalmente non lo è. Se fosse, il numero N = (52) (15) = 375 avrebbero t (N) = 6 e s (N) = 496, 375 e così sarebbe un numero dispari sublime. <br> <br> <br> <br> Quanto sopra dimostra che il primo passo per trovare un numero dispari sublime è quello di trovare un primo dispari q e due Mersenne primi m1 = 2j - 1 e m2 = 2k - 1 tale che (qm1 - 1) = (q - 1) m2. Se si puo &#39;trovare primi, quindi abbiamo bisogno di esprimere k - 1 come somma di esattamente j - 1 distinti esponenti Mersenne. C&#39;è un modo semplice di dimostrare che ciò sia impossibile?