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6   l'allenamento sportivo team
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6 l'allenamento sportivo team

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  • 1. L’allenamento sportivo
  • 2. La definizione di allenamento Allenamento significa ricercare in modo pianificato e mirato lo sviluppo delle capacità di prestazione fisica: nuotare più velocemente, lanciare più lontano, saltare più in alto. Perché questo incremento di prestazioni avvenga, è necessario che l’organismo si adegui continuamente agli stimoli che modificano il suo equilibrio interno.
  • 3. Un equilibrio instabile Se stimoli che producono fatica si ripetono nel tempo e sono di intensità sufficiente, l’organismo reagisce alla fatica con degli adattamenti che producono delle modificazioni organiche.
  • 4. Gli adattamentiSono molto specifici e dipendono dal: tipo di lavoro dal carico dagli intervalli tra un impegno e l’altro dalla durata dai gruppi muscolari impegnati
  • 5. La dinamica Stimolo Stimolo Adattamento Miglioramento della prestazione
  • 6. La supercompensazione F = fatica R= recupero S= supercompensazione
  • 7. Caratteristiche del carico allenante Il carico di allenamento è lo stimolo a cui si sottopone l’organismo durante l’allenamento. Caratteristiche del carico: • Intensità: rappresenta la grandezza dello stimolo. È importante quantificarla, perché se l’allenamento non raggiunge un livello minimo d’intensità, non viene stimolato l’adattamento. • Quantità: rappresenta la somma degli stimoli cui si sottopone l’organismo in un allenamento: per esempio, quanti kilometri si percorrono o quanti kilogrammi si sollevano.
  • 8. Gli obiettivi dell’allenamento Con l’allenamento si migliorano: • le capacità fisiche: le capacità organico-muscolari di forza, resistenza, rapidità e flessibilità; • le capacità psichiche: gli aspetti legati alla conoscenza di se stessi, all’autocontrollo e alla forza di volontà; • le capacità e abilità coordinative: le capacità tecniche; • le capacità cognitive: le conoscenze degli aspetti tecnici e tattici del proprio sport e del processo d’allenamento.
  • 9. Principi per l’allenamento sportivo 1/2 • Intensità: per essere efficace, un allenamento deve essere stimolante e raggiungere un’intensità minima. • Individualizzazione: bisogna adeguare il carico di allenamento al proprio livello di esperienza, condizione fisica e voglia di fare. • Continuità: allenarsi con costanza, evitando lunghi periodi d’inattività. • Varietà: variare le attività per rendere meno monotono e più stimolante l’allenamento.
  • 10. Principi per l’allenamento sportivo 2/2 • Tempi di recupero: fare attenzione ai tempi di recupero tra un esercizio e l’altro e tra un allenamento e l’altro; se troppo brevi possono condurre in fretta alla fatica, mentre se troppo lunghi possono stimolare l’organismo in modo insufficiente. • Progressività: incrementare le capacità accrescendo gradualmente il carico di lavoro (kilogrammi da sollevare, velocità, minuti da correre, ampiezza o frequenza dei movimenti). • Inattività: non dimenticare che le capacità di prestazione acquisite velocemente si perderanno con la stessa rapidità, mentre quelle acquisite lentamente regrediranno con maggiore gradualità.
  • 11. Schema riassuntivo: l’allenamento sportivo
  • 12. La seduta di allenamento • Il riscaldamento: rappresenta la parte introduttiva della lezione o dell’allenamento. Consiste nel preparare l’organismo al lavoro. • La parte principale: varia nella sua durata a seconda della quantità e dell’intensità degli esercizi. • Il defaticamento o fase di ripristino: la fase che termina la seduta di allenamento. Serve a facilitare il ritorno alla fase di equilibrio delle funzioni fisiologiche e organiche sollecitate dall’attività.
  • 13. Obiettivi del riscaldamento • Aumentare la temperatura corporea • Migliorare la disponibilità generale alla prestazione • Migliorare le capacità coordinative • Trovare la concentrazione prima di una gara • Richiamare alla mente gli schemi motori che saranno utilizzati nell’attività • Prevenire gli infortuni
  • 14. Effetti del riscaldamento Con l’aumento della temperatura corporea: • Le reazioni biochimiche vengono accelerate • L’adattamento circolatorio è più rapido e aumenta così il trasporto di ossigeno • Aumenta il flusso sanguigno • Aumenta la cessione di O2 da parte dell’emoglobina • Migliora il rendimento muscolare • Viene facilitata la trasmissione degli impulsi nervosi
  • 15. Tipi di riscaldamento Esistono due tipi di riscaldamento.  Il riscaldamento generale è indicato per tutte le attività. Comprende esercizi di mobilità attiva, di allungamento muscolare e di scioltezza articolare, oltre ad azioni di marcia e corsa.  Il riscaldamento specifico varia a seconda dello sport: tiri a canestro ed entrate in terzo tempo per un giocatore di pallacanestro, corsa a zig zag e colpi di testa sul posto per un calciatore, sollevamento di carichi leggeri per l’attività in palestra.
  • 16. Principi applicativi • Accordo tra contenuto e carattere del riscaldamento e parte principale dell’allenamento • Ripetere gli esercizi più volte • Ritmo dapprima lento, poi sempre più veloce • Ricercare l’ampiezza dei movimenti • Non forzare • Rispettare un ordine logico di lavoro
  • 17. Schema riassuntivo: la seduta d’allenamento