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MARKETING INTERNAZIONALE : SCENARI E STRATEGIE
 

MARKETING INTERNAZIONALE : SCENARI E STRATEGIE

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    MARKETING INTERNAZIONALE : SCENARI E STRATEGIE MARKETING INTERNAZIONALE : SCENARI E STRATEGIE Presentation Transcript

    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle MarcheG
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • RETHINKING WORLD Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • NEW MARKETS Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW CUSTOMERS Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • I NUOVI MERCATI EMERGENTI Prof. Gian Luca Gregori Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • IL CASO DEL BRASILE L’agenzia di classificazione del rischio Fitch, il 4 aprile 2011, ha promosso il Brasile di un livello, affermando che è aumentato sia il potenziale di crescita del paese sia, allo stesso tempo, l’impegno con cui il governo si sta impegnando nel contenimento della spesa. Il rating del Brasile è passato da “BBB-” a “BBB”. Inoltre la prospettiva è passata da “positiva” a “stabile”. Le agenzie di rating stanno valorizzando la capacità del governo di tagliare le spese dopo anni di politiche fiscali espansive a seguito della crisi mondiale del 2008. La Fitch stima che il tasso potenziale di crescita sostenibile del Brasile sia passato dal 4% al 5%. La Fitch è la prima delle tre grandi agenzie di rating a portare il Brasile a due livelli al di sopra del grado di investimento. La Moody’s, dal canto suo, nel giugno 2011 ha prosso il Brasile da Baa3 a Baa2. Il 18 novembre scorso Standard & Poor’s ha alzato il suo rating sul Brasile da "BBB-" a "BBB" Prof. Gian Luca Gregori Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • PRESENZA ITALIANA IN BRASILE Negli ultimi anni la presenza economica italiana in Brasile è cresciuta significativamente. Secondo l’ ultimo censimento realizzato nel 2011 dall’ Ambasciata d’Italia in Brasile, risultano presenti in Brasile, 286 filiali commerciali, 11 imprese di costruzione, 83 imprese di servizi, 201 stabilimenti industriali e 4 banche. Sono presenti circa 300 filiali di PMI italiane, senza contare il numero molto più ampio di investimenti da parte di imprenditori italo-brasiliani non necessariamente vincolati ad una casa madre in Italia. Merita peraltro segnalare l’interesse manifestato negli ultimi anni da imprenditori italiani per l’avvio di investimenti negli Stati del Nord-est, geograficamente più marginali ma che offrono interessanti potenzialità (energia, ambiente e infrastrutture).
    • PRESENZA ITALIANA IN BRASILE La quota di investimenti italiani se confrontata con quella di altri paesi può sembrare modesta. Però alla luce dei limiti strutturali del sistema produttivo italiano, la cui dimensione aziendale rappresenta un grosso ostacolo per generare processi consistenti e diffusi nel tempo di investimenti esteri, dimostra un rinnovato interesse verso il Brasile e, soprattutto una modifica di atteggiamento nei confronti dei mercati esteri. Le imprese italiane, anche quelle di dimensioni medio piccole, stanno lentamente percependo ed assimilando il concetto secondo cui un approccio “mordi e fuggi” verso i mercati internazionali non è più redditizio. È necessario cominciare a strutturarsi, concepire piani di sviluppo di medio/lungo periodo per essere presenti sui mercati esteri e fronteggiare la concorrenza internazionale. Attualmente casi di eccellenza si riscontrano tra le aziende di grandi dimensioni nei vari settori della struttura produttiva del nostro paese, che pionieristicamente si sono stabilite in Brasile in tempi in cui gran parte del nostro sistema produttivo non aveva ancora raggiunto la maturità necessaria per affrontare le sfide globali e che progressivamente hanno esercitato un effetto traino sul resto dell’industria italiana.
    • PRESENZA ITALIANA IN BRASILE Pirelli ha festeggiato nel 2009 gli ottanta anni di presenza industriale e commerciale in Brasile dove nel trennio 2009-2011 prevedeva di investire 200 milioni di dollari in innovazione tecnologica e incremento della capacità produttiva. Il gruppo Fiat leader di mercato in Brasile con una quota del 23 per cento e una produzione annuale di circa 800.000 veicoli l’anno. Nel primo semestre ha inaugurato una nuova fabbrica di macchine agricole a Sorocaba (San Paolo) ed ha avviato, attraverso IVECO, la produzione di veicoli blindati per l’esercito brasiliano. Inoltre la Fiat ha annunciato che investirà in Brasile circa 4,5 miliardi di euro nel prossimo quinquennio. Al solo settore auto, tra il 2011 e il 2015, sarà destinata una cifra compresa tra i tre e i quattro miliardi di euro, gran parte dei quali necessari alla costruzione di un nuovo stabilimento per la produzione di automobili nella zone industriale di Suape, vicino a Recife nello Stato di Pernambuco. Il gruppo API ha investito nell’olio vegetale (olio di “Jatropa”) a fini di generazione di energia e produzione di biocombustibili. Prof. Gian Luca Gregori Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • PRESENZA ITALIANA IN BRASILE La Saipem, la società di servizi petroliferi che fa capo ad ENI, sarà chiamata ad installare una piattaforma per l’estrazione di metano nel bacino di Santos, grazie al contratto di 70 milioni di dollari che ha firmato con Petrobras. Luxotica ha firmato un accordo per lacquisto del 100% del gruppo brasiliano Tecnol per un valore complessivo di circa 110 milioni di euro. In base ai termini dellaccordo Luxottica acquisterà inizialmente l80% di Grupo Tecnol e il restante 20% nei successivi 4 anni, in ragione del 5% allanno e a prezzi predeterminati. Tenarium e Usiminas ha annunciato la chiusura dell’accordo con Votorantim e Camargo Correa relativo all’acquisto delle loro quote in Usiminas per un valore complessivo di 4,1 miliardi di Reais, ovvero 2,2 miliardi di dollari circa, che verrà effettuato sia con denaro che con finanziamenti. Stando alle dichiarazioni della Ternium, che insieme a Tenaris fa parte del Gruppo italo-argentino Techint, il gruppo di controllo della siderurgica brasiliana sarà composto da Nippon (46,1%), Ternium/Tenaris (43,3%) e dalla Caixa degli Impiegati di Usiminas (10,6%). Secondo l’accordo, la Ternium, della quale Usiminas è stata azionista fino all’inizio del 2011, insieme alla sua sussidiaria Sidecar e alla Tenaris Confab, pagherà 36 Reais, ovvero circa 20 dollari, per ogni azione ordinaria di quella che rappresenta la maggiore impresa produttrice di acciai piani presente in Brasile; stando alle previsioni l’operazione dovrebbe concludersi entro il prossimo gennaio.
    • PRESENZA ITALIANA IN BRASILE Impregilo, attraverso il Gruppo Ecorodovias, ha chiuso con l’Agenzia regolatrice dei Trasporti Pubblici dello Stato di San Paolo il contratto di concessione dell’autostrada Ayrton Senna/Carvalho Pinto per la durata di 30 anni. Azimut-Benetti, nel settore della nautica prevede la costruzione del più grande cantiere navale coperto del mondo a Itajaí, nello Stato di Santa Catarina. Tim Brasil, la controllata brasiliana di Telecom, ha lanciato lo scorso 5 dicembre a Rio de Janeiro un progetto, operativo a Rio e San Paolo, per portare dati ad alta velocita sul fisso e potenziare la trasmissione dati sul mobile. Lofferta e stata lanciata con Tim Faber, ex Aes Atimus (societa acquisita lestate scorsa), che conta di raggiungere un milione di clienti in cinque anni. I 5.500 chilometri di fibra ottica urbana acquisiti con l`operazione Aes si riveleranno preziosi di fronte a una domanda che trova impreparati gli operatori ex monopolisti, visto che solo il 21% delle 43 milioni di linee fisse dà un accesso veloce alla Rete. I cavi di Tim Fiber corrono a Rio de Janeiro e San Paolo, che sono i due poli strategici, in cui si concentra il 27% del Pil brasiliano.
    • PRESENZA ITALIANA IN BRASILE Prof. Gian Luca Gregori Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • ECONOMICAMENTE, PERCHÈ IL BRASILE? È entrato a far parte delle prime 10 economie mondiali; Mercato molto dinamico: il PIL nel 2010 è cresciuto del 7,5% nel 2010 e può crescere del 5,5% per i prossimi 5 anni. Il mercato interno ha una forte propensione al consumo (7° maggior mercato consumatore al mondo); Possiede: - abbondanza di risorse (2% dell’energia mondiale) e di materie prime e forza lavoro qualificata; - il più moderno ed avanzato sistema bancario al mondo ed uno dei più moderni sistemi di telecomunicazioni; - la piú diversificata base industriale dell’America Latina; Le infrastrutture sono in forte sviluppo (54 porti, 68 aeroporti, 31.000 km di linee ferroviarie, 1,7 milioni di km di autostrade); L’Italia è tra i primi 10 partner commerciali del Brasile sia per l’import che per l’export.
    • SUGGERIMENTI PER UN APPROCCIO OTTIMALE CON IL BRASILE Visitare il Paese per coglierne le potenzialità e le aree geografiche di interesse Valutare le strategie di ingresso nel Paese: Joint Venture, Agente, Distributore, Trading Compiere una ricerca di mercato e selezionare il partner in base agli obiettivi definiti ed al profilo ricercato Curare i diversi aspetti “giuridici”:  contrattualistica  registrazione e monitoraggio del marchio  “ingegneria doganale”  preparazione del piano export Curare “ l’ingegneria finanziaria ” Non limitarsi a voler esportare Assicurarsi l’assistenza di una competente struttura locale (Ufficio di Rappresentanza) Prof. Gabriele Micozzi Prof. Gian Luca Gregori Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • PRINCIPALI CAUSE DI INSUCCESSO SUL MERCATO Mancanza di abitudine alla dinamicità del mercato Errori di stime di mercato Approccio culturale errato Gestione finanziaria non adeguata Management non selezionato Mancanza di umiltà Improvvisazione Mancanza di opportuna assistenza Prof. Gabriele Micozzi Prof. Gian Luca Gregori Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • NEW INNOVATORS Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • NEW INNOVATORS• Secondo il Global Innovation Index 2012 dellInsead, la Svizzera è leader e lItalia è solo 35esima• Nella nuova classifica mondiale dellinnovazione gli svizzeri balzano al primo posto davanti a Svezia e Singapore. LItalia migliora la propria capacità innovativa ma resta indietro: la penalizzano i costi per avviare unimpresa, la pressione fiscale e la scarsa competitività commerciale - Bassa produttività dei nostri centri di ricercaProf. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW INNOVATORS• L’analisi riguarda 125 Paesi che rappresentano il 93,2% della popolazione mondiale e circa il 98% del Pil globale. Al primo posto della classifica dellinnovazione si posiziona la Svizzera, che guadagna così tre posti rispetto al 2010. A ruota Svezia e Singapore, mentre l’Islanda scivola dal primo gradino all’undicesima posizione. L’Italia segna un miglioramento rispetto al trentottesimo posto dello scorso anno ma non riesce a riconquistare i livelli del 2009, quando si era posizionata trentunesima. Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW INNOVATORS• L’Italia è penalizzata soprattutto da un contesto poco favorevole per gli investimenti (occupiamo addirittura l’ottantacinquesima posizione), a causa degli elevati costi necessari per avviare un’impresa e dell’enorme pressione fiscale che grava sui profitti, più bassa soltanto di Brasile, Algeria, Colombia, Bolivia, Tajikistan e Argentina.• A ciò si aggiunge la scarsissima competitività commerciale del nostro Paese (ottantanovesimo posto), che ci vede alle spalle di quasi tutte le nazioni europee, persino dell’Albania e della Macedonia. Per quanto riguarda la valorizzazione del capitale umano, siamo apparentemente in buona posizione ma il confronto con gli Stati che ci precedono induce a ulteriori riflessioni. Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW INNOVATORS• Nella graduatoria che calcola la qualità della formazione siamo ventiquattresimi, tuttavia il nostro punteggio è ben distante dalle realtà più virtuose come Danimarca e Irlanda. Inoltre, davanti a noi compaiono anche Stati come Moldova, Lettonia, Bosnia, Ungheria e Venezuela. L’indicatore che riguarda l’efficienza della ricerca privata ci relega poi addirittura al quarantasettesimo posto, persino dietro Paesi quali Bangladesh, Tanzania e Malawi. Questo è dovuto soprattutto alla bassa produttività dei nostri istituti di ricerca, che occupano il sessantaquattresimo posto e che risultano meno efficienti di quelli thailandesi, vietnamiti e ghanesi.• Da segnalare anche lo scarso grado di collaborazione tra atenei e aziende (sessantatreesimo posto), che risulta più elevato anche in Kenya, Rwanda e Botswana.Luca Gregori - Preside Facoltà di Prof. Gian• Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW INNOVATORS• Un’altra nota dolente riguarda l’informatizzazione delle strutture governative italiane che rivela l’enorme arretratezza del nostro Paese: siamo ottantesimi, meglio soltanto di qualche Stato africano o di realtà reduci da scenari bellici. Un altro dato che risalta è l’indicatore relativo alla stabilità politica e alla presenza di violenza e terrorismo. L’Italia si colloca in quarantesima posizione, dietro la maggior parte dei Pesi dell’Europa centrale e settentrionale e anche alle spalle di Botswana, Oman, Namibia e Costa Rica. Come parziale consolazione, bisogna però sottolineare che peggio di noi stanno gli Stati Uniti e la Spagna. Il nostro Paese non si distingue inoltre per una diffusa libertà di stampa, in quanto siamo dietro quasi tutte le nazioni europee: solo Romania, Grecia e Russia navigano in acquee peggiori. Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW INNOVATORS• Un’altra nota dolente riguarda l’informatizzazione delle strutture governative italiane che rivela l’enorme arretratezza del nostro Paese: siamo ottantesimi, meglio soltanto di qualche Stato africano o di realtà reduci da scenari bellici. Un altro dato che risalta è l’indicatore relativo alla stabilità politica e alla presenza di violenza e terrorismo. L’Italia si colloca in quarantesima posizione, dietro la maggior parte dei Pesi dell’Europa centrale e settentrionale e anche alle spalle di Botswana, Oman, Namibia e Costa Rica. Come parziale consolazione, bisogna però sottolineare che peggio di noi stanno gli Stati Uniti e la Spagna. Il nostro Paese non si distingue inoltre per una diffusa libertà di stampa, in quanto siamo dietro quasi tutte le nazioni europee: solo Romania, Grecia e Russia navigano in acquee peggiori. Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW INNOVATORS• L’elemento che induce alle maggiori riflessioni resta comunque il raffronto tra l’Italia e il resto d’Europa. I Paesi scandinavi producono ottime performance relativamente a tutti gli indicatori, rendendo quell’area all’avanguardia nell’innovazione e nello sviluppo. Tra i quindici Paesi del nucleo originario dell’Unione europea si distinguono soprattutto i Paesi Bassi, la Germania, la sorprendente Irlanda e il Lussemburgo. Un discreto riscontro anche per Austria, Francia e Belgio, mente gli Stati dell’area mediterranea rappresentano l’autentico tallone di Achille del continente• . L’Italia precede la Grecia ma naviga dietro Spagna e Portogallo, dimostrando come la strada da percorrere in termini di innovazione sia ancora estremamente lunga. Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • The Global Innovation Index 2011 Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • The Global Innovation Index 2011 Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • NEW COMPETITIVENESS Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • “COMPETING WITH EVERYONE FROM EVERYWHERE FOR EVERYTHING” Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • HOW GLOBAL ENTREPRENEURS ARE CHANGINGTHE WORLDCOMPETITORS SPAN THE GLOBE Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • HOW GLOBAL ENTREPRENEURS ARE CHANGINGTHE WORLDCOMPETITORS SPAN THE GLOBE Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • • According to the Global Entrepreneurship and Successful Growth Strategies of Early-Stage Companies report, released today by the World Economic Forum in collaboration with Stanford University and Endeavor Global, the top 1% of companies from among 380,000 companies reviewed across 10 countries contribute 44% of total revenue and 40% of total jobs, while the top 5% contribute 72% of total revenue and 67% of total jobs. Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • THREE GORGES DAM(Diga delle Tre Gole) impianto con la maggiore capacità diproduzione idroelettrica mai realizzato
    • Diga per la produzione di energia idroelettrica costruita sul fiume Azzurro (Yangtze),nella provincia di Hubei, in Cina
    • DIFFICOLTA’:• TECNICHE• POLITICHE
    • Il progetto è stato, fin dal principio, contestato dalle associazioni ambientaliste perlelevato impatto ambientale e per l‘alto numero di persone sfollate
    • Molte specie animali e vegetali scomparse a causadellinquinamento provocato. Unesempio è il delfino dacqua dolce che popolava le acque del fiume Yangtze, dichiarato estinto nel 2006
    • Sommersi più di 1300 siti archeologici e molti centriurbani che hanno comportato iltrasferimento di circa 1,4 milioni di abitanti (sono 116 le località finite direttamente sottacqua)
    • PER QUESTE RAGIONI, VARIE ORGANIZZAZIONI FINANZIARIEINTERNAZIONALI RIFIUTARONO DI PARTECIPARE AL PROCESSO DI SELEZIONE
    • ULTERIORE COMPLESSITA’: LA CINA RICHIEDEVA IL 25% DI CONTENUTO LOCALE NELLAREALIZZAZIONE DI 12 TURBINE SU 14
    • FORTE SPINTA ORGOGLIO NAZIONALESIMBOLO DI MODERNITA’
    • MAGGIO 2006: CON TRE ANNI DI ANTICIPO, VIENE INAUGURATA LA DIGA PIU’GRANDE DEL MONDO, COSTATA IL 20% IN MENO DI QUANTO PREVENTIVATO
    • CHE STRATEGIA AVRESTEADOTTATO SE FOSTE STATI NEI PANNI DI UN’IMPRESA EUROPEA?
    • PROBLEMATICHE1.LUNGHE NEGOZIAZIONI2.NECESSITA’ DI MANTENERE CONTATTI STRETTI CON IL COMPRATORE DURANTE TUTTE LE FASI DEL PROGETTO3.ELEVATO PESO DEGLI ASPETTI FINANZIARI4.NECESSITA’ DI DEFINIRE IN MANIERA PRECISA TUTTI GLI ASPETTI CONTRATTUALI
    • PREVISIONE: nel 1987 si era previsto che in 10anni ci sarebbero stati 570 milioni di $ di utileREALTA’: nel 1997 le perdite erano di circa 550milioni di $
    • • Previsioni degli analisti finanziari sbagliate• Complicazioni nelle fasi di realizzazione• Costi nettamente superiori alla previsioni• Numero di passeggeri previsti superiore a quelli effettivi• Problemi tecnici• Competitività delle linee aeree e ferry Luglio 2006: Eurotunnel fu dichiarato fallito
    • NEW CONSUMPTIONS AND Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • At organizational level, measuring performance ininnovation is commonly done through a variety ofmetrics, many of them listed in the library of KPIexamples available on www.smartKPIs.com:# Hours spent developing innovations% Innovations that significantly advance existingbusiness% Idea conversion rate% Expenditure saved by introducing innovations% Employees involved in the innovation process Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • NEW STRATEGIES Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • PRINCIPLES OFNETWORK (NEW) ECONOMY Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà” Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • 1.The Law of ConnectionMore gives more:Mathematicians haveproven that the sum of anetwork increases as thesquare of the number ofmembers. In other words,as the number of nodes ina network increasesarithmetically, the value ofthe network increasesexponentially.
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • CASE STUDY
    • Chupa ChupsUSA: • Cherry (ciliegia) • Blue Raspberry (lampone)Olanda: • LiquiriziaCina: • Litchi • TèFrancia: • Tarte tatinItalia: • Panna e fragolaNel ’58 la Chupa Chups decise di cessare la produzione di più di 200 prodotti e diconcentrarsi esclusivamente sul lecca-lecca.Oggi l’impresa produce più di 4 miliardi di lecca-lecca all’anno, che distribuisce in 270paesi.Con più di 455 milioni di dollari di fatturato (il 92% proviene da fuori della Spagna) è ilsesto più grande produttore di caramelle dure nel mondo.• Personalizzare il prodotto• Rispettare e comprendere le diverse culture (cerimonie nuziali)
    • WAL MART• Nonostante qualche “leggerezza” iniziale – offerta di palloni da football anziché da calcio in Brasile, vendita di apparecchi con voltaggio 110V in Argentina dove lo standard è 220V – la Wal- Mart entrata in Messico 12 anni fa e oggi ha 1186 unità fuori dagli USA e un fatturato estero che ammonta a circa 35 miliardi di $.• opera in otto nazioni con un fatturato 220 miliardi di $, con più di 4375 punti vendita in nove paesi.• Attratte dai prezzi bassi, ogni settimana circa 100 milioni di persone entrano nei suoi “supercenter”• Ha inoltre recentemente acquisito la catena tedesca Westkauf, l’inglese Asda• Il successo internazionale si spiega con la capacità di adattare i propri prodotti e layout alle esigenze locali, esportando i propri sistemi informativi e l’efficienza che ne hanno fatto la maggiore azienda di distribuzione al mondo• Non avendo modelli di riferimento si è ispirata alla McDonald e alla Ford
    • Grandi Salumifici Italiani• Fatturato 2004: 464 milioni di € di cui 414 in Italia, 44 in Cina e 6 in Brasile• Dipendenti del gruppo: 3000 ca di cui 1250 in Italia, 1500 in Cina e 230 in Brasile• Leader nell’export di prodotti tipici dallItalia (11%)• Esporta in oltre 30 diversi paesi• Grandi Salumifici Italiani adotta una strategia internazionale basata sullesportazione del know how produttivo italiano laddove il mercato risulta particolarmente ricettivo, e la domanda di consumo alta (Cina, Brasile)• Cina: accordi a livello locale con partner asiatici.• 1995: Il primo accordo di joint venture con il partner cinese Shineway Group che ha dato vita alla società a partecipazione paritetica Luohe Hua Yi Food Co.Ltd ( il primo produttore di carne suina in Cina, il numero 3 mondiale per volumi di produzione).• La Cina è il maggior allevatore di suini al mondo con una produzione annuale di 60 milioni di tonnellate di carne• Oggi il prodotto più importante ed altamente diffuso della Luohe Hua Yi Food Co.Ltd è un insaccato cotto a forma di würstel, proposto nel formato da 50g, a lunga conservazione.• altri due stabilimenti (Huite e Huifu), sempre in Joint Venture con Shineway Group, destinati alla produzione di Mortadelline 50g UHT.• Nel 2002, è nata la quarta joint venture. Una società preposta alle attività di macellazione, lavorazione e trasformazione carni, stagionatura dei prosciutti, che ha iniziato a produrre prosciutti crudi marchiati Jinhua a partire da luglio 2004, con una capacità di 300.000 pezzi anno.• Oggi è in fase di costruzione uno stabilimento a Shanghai per la produzione della salumeria italiana "made in China", che sarà firmata dai marchi Casa Modena, Senfter e Cavazzuti, mentre i prodotti realizzati dalle società in joint venture sono firmati dal marchio Marco Polo.• Non appena si apriranno i mercati, gli stabilimenti di Shanghai e quello di Jinhua esporteranno i prodotti anche a Hong Kong ed altri Stati nel "Asia Pacific".
    • PERFETTI “È qui il mercato più grande, Alpenliebe e Mentos vanno a ruba, ma per assecondare il gusto locale ai dolci va aggiunto un pizzico di sale”• Brooklyn, Alpenliebe, Golia, Vigorsol, Fruittella, Big Babol, Morositas, Mentos, Daygum, Happydent, Vivident, Chloralit, Tabu.• l’azienda italiana è oggi il terzo gruppo dolciario al mondo nel comparto «sugar confectionery» (cioccolato escluso) dopo Wrigley e Mars, con 30 unità operative, 10 mila dipendenti, 1,3 miliardi di euro di fatturato totale.• Produce a Lainate, a Hong Kong, a Shenzhen e a Shanghai.• “Il nostro target sono i mercati con tanti bambini… E quale mercato migliore della Cina, che conta un miliardo e trecento milioni di abitanti censiti ma almeno altri 500 milioni non censiti (perchè per contenere la demografia il governo vieta di fare più di un figlio per coppia) nelle sconfinate zone rurali”.• in Cina il marchio che ha più successo e porta la maggioranza del fatturato (il 65%) è Alpenliebe, l’«amore per le Alpi».• per la distribuzione diretta vengono utilizzati furgoni e biciclette.• Il segreto del successo è il marketing, con spot asiatici sviluppati in Cina, per comparire su ben 300 canali televisivi, e possibilità di assaggiare nei punti vendita, con promozioni su larga scala per far conoscere il prodotto.• Cerimonie nuziali
    • NEW STRATEGIES Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • NEW LEADERS Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • NEW LEADERS Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW LEADERSCustomers : from passive audiences to active participantsInnovation : from scientific development to creative collaborationBrands : from abstract logos to inspiring purposesProducts : from average packages to enabling applicationsPrice : from value-based pricing to a participation premiumPromotion : from interuptive advertising to engaging storytellingPlace : from distribution channels to networked partnershipsRelationships : from loyalty to brands to loyalty to each other http://www.thenewmarketleaders.com/index.html Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Marche
    • NEW COMMUNICATION Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • Gabriele Micozzic Ruth A Pagell
    • Gabriele Micozzic Ruth A Pagell
    • Advertising Agency: Caldas Naya, Barcelona,SpainCreative Director: Gustavo CaldasArt Director: Oriol SendraCopywriters: Gustavo CaldasPhotographers: Mike Diver, Pedro Aguilar(United Kingdom)Account Director: Fabiana CasañasClient Supervisors: Paulo Valentim, Maria JoaoMonteiroPublished: April 2009
    • Bodegas Bilbainas, traditional Spanish redwine.Advertising Agency: GREY-G2, Barcelona, SpainCreative Director / Copywriter: Jordi VilagutArt Director / Illustrator: Marcel PozoPhotographer: StckshootingPublished: March 2006
    • Advertising Agency: La Casa, Bogotá, ColombiaPublished: November 2008
    • Advertising Agency: Giovanni + DraftFcb, SãoPaulo, BrazilCreative Directors: Sidney AraújoArt Director: Sidney AraújoCopywriter: Guilherme AchéPhotographer: Marcus HausserPublished: June 2008
    • http://issuu.com/welovead/docs/100_most_awarded_adverts_of_2010_20110212_en
    • NEW MARKETING Prof. Gian Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia Università Politecnica delle Marche
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente Marketing Facoltà di Economia “G. Fuà”Università Politecnica delle Marche gmicozzi@yahoo.it
    • Prof. Gabriele Micozzi Docente MarketingProf. Gian Facoltà di Economia “G. Fuà” Luca Gregori - Preside Facoltà di Economia - Università Politecnica delle Università Politecnica delle Marche Marche gmicozzi@yahoo.it
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