Chi perde o guadagna nell’era digitale.

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Uno sguardo alle pratiche sociali e scolastiche delle nuove generazioni
Il corpo e la rete
Convegno Intercultura Firenze 28 febbraio - 2 marzo 2013

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Chi perde o guadagna nell’era digitale.

  1. 1. Chi perde e chiguadagnanell’era dellarete?Il corpo e la reteStrumenti di apprendimentointerculturaleInterculturaFirenze 1 marzo 2013Seminario di Giovanni Marconato
  2. 2. La mia prospettiva
  3. 3.  una prospettiva non accademica ma di un battitore libero, di un operatore che frequenta la scuola ed abita la rete uno che partecipa ed osserva la realtà senza schemi precostituiti o tesi da sostenere osservo, collego, rifletto, formulo ipotesi che vado a verificare nei fatti la mia ricerca è ricerca empirica, il mio sguardo è laico
  4. 4. L’ipotesi della convergenza Il corpo e la rete La materia e l’immateriale Il reale e il virtuale La realtà «aumentata»
  5. 5. Those who do not studyhistory are destined torepeat its mistakesGeorge Santayana
  6. 6. Le mie conclusioni
  7. 7.  È ancora troppo presto per dire cosa l’ «era digitale» realmente significhi Troppo spesso le analisi hanno la portata di «conclusioni» Si considerano i «fenomeni digitali» in isolamento dalla vita normale
  8. 8. Un punto di partenza La prospettiva storica
  9. 9. Those who do not studyhistory are destined torepeat its mistakesGeorge Santayana
  10. 10. Due domande per iniziare
  11. 11. Tutta«colpa» della tecnologia?Danni o cambiamenti?
  12. 12. Qualche passo in dietro
  13. 13. Visioni …. lungimiranti (i protoresistenti) Socrate Newton Erasmo
  14. 14. GutenbergPer capire tanti fenomeni contemporanei
  15. 15.  Una invenzione epocale Democratizzazione dell’accesso alla conoscenza La nascita della pubblica opinione La rivoluzione francese La riforma luterana
  16. 16. Cosa è cambiato? Solo un sistema di stampa? O un sistema di potere? Qualcuno ha guadagnato? Qualcuno ha perso?
  17. 17. Internet, una nuovarivoluzione gutenberghiana? Chi può guadagnare? Chi può perdere? Chi e perché resiste?
  18. 18. I neo-resistenti 40 insegnanti del network Athena della Fondazione Pubblicità Progresso (o Regresso?)
  19. 19. Hanno rilevato nei lorostudenti ……. linguaggio poco strutturato, incapacità di uscire dal seminato (?), tendenza all’apprendimento meccanico pensiero privo di senso critico fatica a stabilire l’ordine di priorità degli argomenti non colgono l’esistenza di un’architettura e di una logica dei pensiero hanno tanti elementi di spunto, ma niente che li metta insieme, nessuna un’ipotesi di lavoro
  20. 20. … il rimedio ….. ….vietare smartphone e iPad in aula; rivalorizzando l’insegnamento del latino e del greco e il ruolo della scrittura a mano; regolamentando l’utilizzo delle nuove tecnologie da riservare a ricerche o sperimentazioni
  21. 21. Scienziati USA (inizio gennaio2013)( le tecnologie) creano realtà alternative immaginarie e convincenti e noi perdiamo per strada le nostre capacità più avanzate: quelle empatiche e relazionali. Tra i ricercatori è scattato l’allarme
  22. 22. Nuovi spazi di aggregazioneo trappole digitali? Società Italiana di Psicotecnologie e Nuovi Media (2009)
  23. 23.  I social networks, blogs ecc sono per loro una sorta di nuovo "muretto digitale", di spazio di possibile incontro e aggregazione? o anche una discarica paludosa dove evacuare brevi battute e sentimenti supercontratti? e cosa cercano in rete? amicizia, rapporti ... o solo divertimento e relazioni apparenti, a distanza di sicurezza ed emotività controllata? per non parlare delluso continuo degli SMS ... quasi una rete di sostegno e difesa contro la noia, la solitudine, la perdita ... ma se cè troppo appoggio, troppa alienante "appartenenza" ad una rete di protezione, come e quando questi giovani trapezisti impareranno a volare verso lindividuazione?
  24. 24. Cercando di capire
  25. 25. Kids Informal Learning with Digital Media:An Ethnographic Investigation of InnovativeKnowledge CulturesUniversity of Southern California and University ofCalifornia, Berkeley
  26. 26. 800 soggetti - 5000 ore di osservazione on-line• Le tecnologie (…) sono i nuovi attrezzi della cultura giovanile• Si diventa adulti, si acquista autonomia, si costruisce identità utilizzando nuovi modi per comunicare, per fare amicizia, per giocare e per l’auto-espressione• Gli adulti ritengono che questo sia uno spreco di tempo mentre i giovani trovano queste attività impegnative ed importanti
  27. 27. 800 soggetti - 5000 ore diosservazione on-line Il mondo digitale sta creando nuove opportunità per misurarsi con le norme sociali, esplorare interessi, sviluppare abilità tecniche, sperimentare nuove forme di auto-espressione … e consente lo sviluppo di abilità tecniche specialistiche e sociali in uno contesto di apprendimento non-scolastico Si apprende in libertà ed in autonomia, con motivazione , in modo auto-diretto e guidati dall’interesse, con modalità peer-teaching e peer- feedback Tutto questo ha anche un impatto benefico sull’autostima
  28. 28. Adolescents and InternetSocial Consequencies of the Internet forAdolescents. A decade of Researchhttp://www.psychologicalscience.org/journals/cd/18_1_inpress/Valkenburg.pdf
  29. 29. The Internet-enhanced self-disclosure hypotesis Siha il miglioramento della capacità di stabilire efficaci relazioni sociali  la comunicazione on-line stimola il racconto di sé  il raccontarsi on-line incrementa la qualità della relazione  la maggior qualità della relazione migliora il benessere degli adolescenti. Dovuto all’aumento della capacità di auto- raccontarsi attraverso gli strumenti dell’interazione on-line.
  30. 30. Smentita l’ipotesi “riduzionista” internet motiva i giovani ad intessere relazioni superficiali a sprecare tempo con sconosciuti a ridurre le relazioni sociali ed il benessere in quanto adolescenti
  31. 31. Perché utilizzo più generalizzato dell’interazione on-line  maggior accessibilità al pc ed alla rete,  migliori performances,  tipologia degli ambienti di social network rende possibile una intensa interazione tra persone conosciute l’interazione mediata dalle tecnologie è un’altra risorsa per i giovani per interagire tra di loro
  32. 32.  la maggior parte della rete sociale di una persona era ancora off-line le relazioni off-line erano tenute separate da quelle on-line. Dall’11% di giovani on-line si è passati, ora all’84%
  33. 33. Se non sono le tecnologie,cosa fa cambiare gliatteggiamenti e le pratichedei giovani studenti? Da Francois Dubet
  34. 34. La scuola non è più … La scuola non ha più la funzione di socializzazione delle nuove generazioni La scuola non ha più la funzione di controllo sociale La scuola gode sempre meno di legittimazione culturale e sociale La scuola non è più il solo o principale luogo dove si apprende, anche da giovani
  35. 35. …e, soprattutto …La scuola sta dentro la modernizzazione che esalta l’individualismo e utilitarismo
  36. 36. A scuola non entrano studenti, ma giovani (F. Dubet)A scuola entrano nuovi giovani Si ha la trasformazione delle vecchie regole scolastiche Il giovane rifiuta le costrizioni scolastiche Ripiega su una cultura giovanile ostile alla scuola Cultura giovanile come difesa verso le frustrazioni scolastiche Distanza tra cultura dei giovani e cultura scolastica Tradizionali modelli pedagogici adatti solo ad una minoranza
  37. 37.  Impegno e motivazione non più dati acquisiti Per lo studente non più adesione ad un ruolo dato ma costruzione della propria esperienza Individuo artefice della propria educazione I giovani si danno un “programma” educativo loro, in alternativa a quello istituzionale I giovani chiedono + scuola ma - lezioni (R. Drago)
  38. 38. Cosa vogliono gli studenti? non tollerano più lezioni cattedratiche; vogliono essere rispettati, vogliono che si abbia fiducia in loro; vogliono che si tenga conto delle loro opinioni e che li si apprezzi; vogliono coltivare le proprie passioni e i propri interessi; vogliono creare, utilizzando gli strumenti del loro tempo; (Prensky citato da Bottani)
  39. 39.  vogliono lavorare con i loro coetanei, in gruppi di lavoro, per realizzare progetti; vogliono prendere decisioni ed essere coinvolti nel controllo dellesecuzione; vogliono essere collegati con i loro coetanei per esprimere e condividere le loro opinioni, in classe e al di fuori della scuola; vogliono cooperare e competere con altri; vogliono che leducazione sia anche legata alla realtà. (Prensky citato da Bottani)
  40. 40. Come apprendono i giovani(Università Sud California) imparano con estremo interesse ed impegno fanno tutta la fatica che serve per imparare apprendono in modo auto-diretto apprendono per uno scopo apprendono in connessione con altri
  41. 41.  usano strategie che noi tecnici potremo chiamare di peer-teaching e peer- tutoring sono orgogliosi di ciò che hanno appreso sanno monitorare il proprio apprendimento sono riconosciuti allinterno della propria comunità per ciò che sanno.
  42. 42. Quali sono le implicazioniper la scuola el’educazioneinterculturale di tuttequeste dinamiche?
  43. 43. Temi critici La ricerca di significato La sfida La partecipazione La dimensione sociale L’impegno cognitivo La «knowledge-in-action»
  44. 44. Nel flusso del cambiamento Resistere, opporsi, serve a qualcosa? Rallenta il cambiamento? Produce spreco di risorse, di tempo, di energie, di denaro?
  45. 45. Alcune domande stimolo E’ colpa delle tecnologie? Danno o cambiamento? Come le «tecnologie» possono supportare nuove forme di didattica e di apprendimento? Quali sono le responsabilità degli insegnanti? E quali quelle degli studenti? Cosa c’è di «virtuale» nel mondo virtuale? I «nativi digitali» esistono?
  46. 46. Ci si accoda al nuovo pernon sentirsi vecchi
  47. 47. Grazie per l’attenzionegiannimarconato@gmail.comwww.giannimarconato.it

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