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GIANNI MARCONATO
METIS GENOVA 21 – 23 MARZO 2014
MIUR – MAESTRI DI ...
Fare scuola andando oltre la scuola
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A scuola agli studenti viene chiesto di imparare pezzi
segmentati, o bocconi, di disciplina che sembrano essere
importanti...
La scuola: 15.000 ore di sistematica formazione ad
imparare come non imparare (S. F. Diggory,
Schooling).
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è che raramente nelle attività educative sono messi a
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sentono adeguatamente valorizzati e messi al centro
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La scuola non è il loro
mondo
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Mettendo tutto assieme
Gli studenti vivono la situazione formativa come una dimensione estranea ai propri
interessi e prio...
La difficoltà a tenere focalizzati gli studenti sui compiti didattici proposti potrebbe essere dovuta
anche al circolo viz...
Da dove partire?
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Cosa vogliono gli studenti?
 non tollerano più lezioni cattedratiche;
 vogliono essere rispettati, vogliono che si abbia...
 vogliono lavorare con i loro coetanei, in gruppi di lavoro, per
realizzare progetti;
 vogliono prendere decisioni ed es...
Nella vita reale
l’apprendimento è
basato su attività, non
su contenuti
FAR LEVA SULLE MODALITÀ NATURALI DI
APPRENDIMENTO
...
Problemi/soluzioni
Non ascoltano, non seguono,
sono passivi
Non colgono il significato di
tante attività didattiche
Faccia...
Quale didattica a
scuola per andare
oltre la scuola
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Riferimenti
A.Didattica laboratoriale
B.Didattica per compiti autentici
C.Didattica per progetti
D.Peer tutoring
GIANNIMAR...
1.Didattica laboratoriale
1. Gli allievi svolgono la maggior parte del
lavoro;
2. Gli allievi collaborano e costruiscono;
...
I cambiamenti richiesti
1. Il ruolo dei contenuti nell’apprendimento (da contenuti
decontestualizzati a contestualizzati i...
Il docente
A.Identifica le opportunità per lo studente di
«fare esperienza di apprendimento»
B.Mette a disposizione le ris...
I punti di forza
A.Attivare gli stili di apprendimento preferiti da
ogni studente
B.Utilizzare e valorizzare al meglio le ...
Le criticità: i cambiamenti
A.Modificare le nostre abitudini didattiche
B.Modificare le abitudini di lavoro degli studenti...
La didattica laboratoriale è centra
sullo studente
DIDATTICA CENTRATA SULL’INSEGNANTE
Insegnante espositore di fatti, espe...
… consente di passare dall’apprendimento
meccanico a quello significativo
A. Costruzione di conoscenza non riproduzione
B....
Processi ed attività per
l’apprendimento significativo
A. investigare
B. esplorare
C. scrivere
D. costruire modelli
E. cos...
2. La didattica dei compiti autentici
(Reeves, Herrington, Oliver, 2002 )
A. Hanno rilevanza nel mondo reale
B. Non sono b...
Didattica dei compiti autentici
G. Devono poter essere integrati ed utilizzati in differenti aree
tematiche e portare a ri...
3. Didattica attraverso progetti
APPROCCIO DIDATTICO TRADIZIONALE
Si inizia con la trattazione dei
contenuti previsti nel ...
3. Didattica attraverso progetti (a)
da Dewey:
il metodi dei "progetti"
consente una didattica "pragmatica": si impara dal...
Didattica attraverso progetti (b)
da Kilpatrick:
incoraggiando lo studente a seguire i propri
interessi, si sviluppa la su...
Didattica attraverso progetti (c)
da Bruner:
l'apprendimento attraverso scoperta (discovery-based
learning) è motivante e ...
Didattica attraverso progetti (d)
da Rogers:
l'apprendimento significativo ha luogo solo
quando chi apprende percepisce ch...
4. Peer tutoring
A. Valorizzare le relazioni tra pari per motivare e
promuovere apprendimento
B. Formazione e supporto dei...
Le leve dell’efficacia
A. Sul piano cognitivo
A. Conoscenze presentate nel contesto del loro utilizzo
B. Collegamento appr...
Dai «contenuti» alle
«risorse»
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  1. 1. Percorre e allargare la strada stretta della didattica GIANNI MARCONATO METIS GENOVA 21 – 23 MARZO 2014 MIUR – MAESTRI DI STRADA – MUSEO LUZZATI
  2. 2. Fare scuola andando oltre la scuola GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  3. 3. A scuola agli studenti viene chiesto di imparare pezzi segmentati, o bocconi, di disciplina che sembrano essere importanti solo per poter imparare ancora altri pezzi della stessa materia. Gli studenti avanzano di classe in classe in infornate di una quindicina di unità, con poche opportunità di distinguersi dai loro pari, eccetto, forse, per comportamenti violenti. Hanno poco rispetto per i propri insegnanti ai quali è stato dato il compito impossibile di pretendere attenzione ad argomenti che sembrano senza vita e senza utilità. (A. Steinberg, 1997, Real learning, Real Work p. 4) GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  4. 4. La scuola: 15.000 ore di sistematica formazione ad imparare come non imparare (S. F. Diggory, Schooling). GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  5. 5. Una delle possibili ragioni della passività degli studenti è che raramente nelle attività educative sono messi a contatto con la divertente, frustrante, intrigante, imprevedibile complessità del mondo. Nella scuola la tendenza è di presentare agli studenti spiegazioni quanto più semplici ed ordinate di quanto accade. Ma è attraverso il fare esperienza ed il misurarsi con le complessità che lo studente impara a formarsi le proprie idee ed all’uso di queste idee in nuove situazioni. (E. Duckworth) GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  6. 6. Gli allievi potrebbero apprendere se impegnati in attività che hanno uno scopo e che corrispondono ad attività che gli adulti svolgono nel mondo reale. (Dewey) GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  7. 7. Uno dei problemi degli adolescenti è che non si sentono adeguatamente valorizzati e messi al centro delle micro dinamiche sociali della comunità in cui essi vivono. Se famiglia e scuola non offrono loro opportunità per rispondere a questa esigenza, la ricerca si potrebbe spostare su comportamenti socialmente dannosi (Steinberg, 1997). GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  8. 8. La scuola non è il loro mondo …CI ERAVAMO RESI CONTO GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  9. 9. Mettendo tutto assieme Gli studenti vivono la situazione formativa come una dimensione estranea ai propri interessi e priorità: la scuola non è il loro mondo; Le resistenze all’impegno nelle attività didattiche proposte dagli insegnanti derivano da questa assenza di significato attribuito alla situazione in cui si trovano; La conseguente limitata focalizzazione emotiva e cognitiva sui compiti di apprendimento li porta a sviluppare un apprendimento superficiale e a mettere in atto strategie di memorizzazione che raramente sfociano nella comprensione e nell’applicazione dei contenuti oggetto del percorso di studio; Le strategie didattiche prevalentemente centrate sulla lezione diretta risultano poco efficaci in quanto gli studenti non “seguono” le lezioni se non per un periodo molto limitato; GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  10. 10. La difficoltà a tenere focalizzati gli studenti sui compiti didattici proposti potrebbe essere dovuta anche al circolo vizioso di estraneità della situazione formativa nel suo insieme – non significato dei contenuti didattici proposti – mancato impegno nei compiti di apprendimento; I significati attribuiti alla situazione formativa e i comportamenti in classe hanno le loro radici anche nelle biografie familiari e personali degli studenti; I problemi di didattica vissuti dagli insegnanti, spesso in modo drammatico, hanno radici nelle caratteristiche psicologiche e cognitive degli studenti dovute tanto alle loro precedenti esperienze scolastiche, che al contesto sociale e familiare in cui vivono; Alcune strategie didattiche che sembrano funzionare meglio della didattica trasmissiva (didattica attiva, laboratoriale) sono difficilmente attivabili nell’ambito dell’organizzazione vigente della didattica. GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  11. 11. Da dove partire? GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  12. 12. Cosa vogliono gli studenti?  non tollerano più lezioni cattedratiche;  vogliono essere rispettati, vogliono che si abbia fiducia in loro;  vogliono che si tenga conto delle loro opinioni e che li si apprezzi;  vogliono coltivare le proprie passioni e i propri interessi;  vogliono creare, utilizzando gli strumenti del loro tempo; GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  13. 13.  vogliono lavorare con i loro coetanei, in gruppi di lavoro, per realizzare progetti;  vogliono prendere decisioni ed essere coinvolti nel controllo dell'esecuzione;  vogliono essere collegati con i loro coetanei per esprimere e condividere le loro opinioni, in classe e al di fuori della scuola;  vogliono cooperare e competere con altri;  vogliono che l'educazione sia anche legata alla realtà. (Prensky citato da Bottani) GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  14. 14. Nella vita reale l’apprendimento è basato su attività, non su contenuti FAR LEVA SULLE MODALITÀ NATURALI DI APPRENDIMENTO GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  15. 15. Problemi/soluzioni Non ascoltano, non seguono, sono passivi Non colgono il significato di tante attività didattiche Facciamoli lavorare, costruire, sviluppare progetti Facciamoli esplorare e scoprire quelle tematiche GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  16. 16. Quale didattica a scuola per andare oltre la scuola GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  17. 17. Riferimenti A.Didattica laboratoriale B.Didattica per compiti autentici C.Didattica per progetti D.Peer tutoring GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  18. 18. 1.Didattica laboratoriale 1. Gli allievi svolgono la maggior parte del lavoro; 2. Gli allievi collaborano e costruiscono; 3. Si ha una costante “presenza” didattica. GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  19. 19. I cambiamenti richiesti 1. Il ruolo dei contenuti nell’apprendimento (da contenuti decontestualizzati a contestualizzati in situazioni ed attività; quali «contenuti»; la frammentazione delle discipline) 2. I tempi ed i luoghi della didattica (moduli consistenti, flessibilità logistica) 3. La ristrutturazione dei presupposti concettuali della didattica (i nostri convincimenti su cosa significhi ed implichi «apprendere»; la percezione del ruolo del docente) GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  20. 20. Il docente A.Identifica le opportunità per lo studente di «fare esperienza di apprendimento» B.Mette a disposizione le risorse C.Fornisce supporto nell’esecuzione dei compiti di apprendimento GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  21. 21. I punti di forza A.Attivare gli stili di apprendimento preferiti da ogni studente B.Utilizzare e valorizzare al meglio le sue proprie risorse ed i suoi interessi C.Potenziare i processi cognitivi, metacognitivi e sociali GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  22. 22. Le criticità: i cambiamenti A.Modificare le nostre abitudini didattiche B.Modificare le abitudini di lavoro degli studenti C.Modificare l’organizzazione della didattica D.Allargare i luoghi della didattica E. Allargare gli strumenti della didattica GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  23. 23. La didattica laboratoriale è centra sullo studente DIDATTICA CENTRATA SULL’INSEGNANTE Insegnante espositore di fatti, esperto Enfasi sulla memorizzazione di fatti Conoscenza come accumulo Successo riferito ad una norma Valutazione come ripetizione DIDATTICA CENTRATA SUL SOGGETTO CHE APPRENDE Insegnante «collaboratore» Enfasi sull’indagine, scoperta, invenzione Conoscenza come trasformazione Successo riferito alla comprensione personale Valutazione come qualità della prestazione GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  24. 24. … consente di passare dall’apprendimento meccanico a quello significativo A. Costruzione di conoscenza non riproduzione B. Conversazione non ricezione C. Articolazione non ripetizione D.Collaborazione non competizione E. Riflessione non prescrizione GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  25. 25. Processi ed attività per l’apprendimento significativo A. investigare B. esplorare C. scrivere D. costruire modelli E. costruire comunità F. comunicare con altri G. progettare H. visualizzare I. valutare GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  26. 26. 2. La didattica dei compiti autentici (Reeves, Herrington, Oliver, 2002 ) A. Hanno rilevanza nel mondo reale B. Non sono ben definiti (ill-defined) e richiedono allo studente di definire i compiti ed i sottocompiti necessari a completare l’attività; C. Comprendono compiti complessi che devono essere esplorati dagli studenti in un periodo di tempo sostenibile D. Consentono soluzioni alternative e portare a prodotti differenti E. Offrono la possibilità di collaborare F. Offrono la possibilità di riflettere GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  27. 27. Didattica dei compiti autentici G. Devono poter essere integrati ed utilizzati in differenti aree tematiche e portare a risultati che non siano riferibili a specifici domini di conoscenza H. Sono integrati nella valutazione I. Portano alla realizzazione di un prodotto finito, valido di per sé, non a qualcosa di intermedio e funzionale ad altro J. Offrono agli studenti l’opportunità di esaminare il compito da differenti prospettive usando una varietà di risorse GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  28. 28. 3. Didattica attraverso progetti APPROCCIO DIDATTICO TRADIZIONALE Si inizia con la trattazione dei contenuti previsti nel programma Successivamente si identificano le loro possibili applicazioni al mondo “reale” APPROCCIO PROJECT-BASED LEARNING Si comincia con un problema reale che va risolto. Successivamente si apprendono i concetti e le abilità che sono importanti e rilevanti per affrontare quel problema e producendo un prodotto o una soluzione che affronta quel problema GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  29. 29. 3. Didattica attraverso progetti (a) da Dewey: il metodi dei "progetti" consente una didattica "pragmatica": si impara dal mondo reale e non da situazioni artificiali; valorizza le risorse dell'allievo: l'allievo intraprende un processo individuale e personale di interrogazione più che di ricerca di ciò che "l'insegnante vuole" GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  30. 30. Didattica attraverso progetti (b) da Kilpatrick: incoraggiando lo studente a seguire i propri interessi, si sviluppa la sua capacità di autogoverno e di ricerca consapevole di significato della conoscenza acquisita GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  31. 31. Didattica attraverso progetti (c) da Bruner: l'apprendimento attraverso scoperta (discovery-based learning) è motivante e significativo e, quindi, più utile. Ciò avviene se l'allievo è attivamente coinvolto nel processo d'apprendimento, se seleziona e trasforma le informazioni ed intraprende un processo di costruzione, prova e ricostruzione della conoscenza con cui viene a contatto GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  32. 32. Didattica attraverso progetti (d) da Rogers: l'apprendimento significativo ha luogo solo quando chi apprende percepisce che il tema ha rilevanza per i suoi propri scopi GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  33. 33. 4. Peer tutoring A. Valorizzare le relazioni tra pari per motivare e promuovere apprendimento B. Formazione e supporto dei peer tutor C. Riconoscimento del peer tutoring (formale e sostanziale) D. Mentor dei peer tutor GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  34. 34. Le leve dell’efficacia A. Sul piano cognitivo A. Conoscenze presentate nel contesto del loro utilizzo B. Collegamento apprendimento ed utilizzo di quanto appreso C. Complessità dei compiti di apprendimento D. Attivazione cognitiva (mobilitazione del pensiero) B. Sul piano affettivo A. Valorizzazione di quanto si sa (risorse personali) B. Valorizzazione di approcci personali C. Sul piano sociale A. Lavorare non in isolamento B. L’altro come risorsa GIANNIMARCONATO@GMAIL.COM
  35. 35. Dai «contenuti» alle «risorse» IL CAMBIAMENTO IN UNA FRASE
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