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Libri di testo - il punto di vista de "La scuola che funziona"

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Seminario LSCF a Fosdinovo

Seminario LSCF a Fosdinovo

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  • Il passaggio al digitale non è solo un cambiamento di supporto, ma l'occasione per ridiscutere la forma , il contenuto e l' esistenza stessa del libro di testo come lo abbiamo conosciuto finora. Internet e le nuove tecnologie in genere, hanno già stimolato e supportato un processo di cambiamento nel modo di fare scuola. I supporti e le risorse didattiche devono adattarsi a questo nuovo contesto, integrandosi in ambienti di apprendimento molto più flessibili e diversificati.
  • Un gran numero di docenti dice addio senza rimpianti al vecchio libro di testo e si mostra scettico nei confronti di qualcosa che, andando oltre l'apparenza di oggetto tecnologico innovativo, sembra riproporre lo stesso schema, rigido e standardizzato.
  • Il concetto di libro come lo abbiamo conosciuto finora non può che essere messo in discussione dall'avvento del digitale. Anche il termine e-book appare a molti discutibile, ripensando alle sorti di e-commerce e e-learning.
  • Serve veramente il libro di testo? Ha senso perpetuare, nel passaggio dagli atomi ai bit, una pratica e una forma editoriale (il testo didattico obbligatorio) già accusata da più parti di essere poco utile se non addirittura dannosa? Il dibattito è apertissimo. Da una parte chi sostiene che se ne possa fare completamente a meno, dall'altra chi lo considera ancora uno strumento importante, auspicandone comunque un rinnovamento per rispondere ad esigenze in continuo mutamento.
  • Quali caratteristiche tecniche e comunicative deve avere il LdT? Come affrontare il problema degli standard e del copyright?
  • Impensabile l'adozione di standard proprietari e sistemi di protezione (DRM) che limitano l'utilizzo e la riproduzione del contenuto per qualsiasi oggetto culturale da utilizzare a scuola. Il formato PDF, molto utilizzato finora per le pubblicazioni elettroniche in ambito didattico, è più orientato alla stampa che alla lettura su schermo. La rapida evoluzione degli e-book reader (hardware e software) basati sul concetto di testo fluido, adattabile alle diverse dimensioni dei dispositivi e personalizzabile nell'aspetto da parte dell'utente, ha portato alla ribalta il formato ePub. Di questo standard aperto si segue con interesse lo sviluppo verso una maggiore ricchezza comunicativa, anche con l'introduzione della multimedialità.
  • Tutti i contenuti dovrebbero essere distribuiti con licenze "copyleft" come le Creative Commons che, oltre a garantire alcuni diritti dell'autore, consentono la libera circolazione dell'opera e il suo riutilizzo (interamente o in parte) in opere derivate, come moduli e schede personalizzati realizzati dai docenti, prodotti degli studenti, "mash-up" condivisi in rete. Nessuno mette in discussione il giusto compenso per chi lavora, a vario titolo, alla realizzazione dei testi. Sicuramente, nel passaggio al digitale, servono modelli di business che vadano ben oltre la "vendita" delle singole copie.
  • Quale che sia la struttura sulla quale innestare i contenuti (lineare, reticolare o forma mista lineare/reticolare), l'impianto didattico deve essere ben diverso dal LdT comunemente inteso e in uso: garantire la pluralità di percorsi e soprattutto di approcci, ridurre la gerarchia tra le informazioni, permettere l'interazione con i contenuti (pertanto modificabili). Verso una didattica plurale, interattiva e multimediale.
  • Elemento essenziale perché il LdT digitale sia funzionale a stili di insegnamento/apprendimento diversi: tramite aggiornamenti scaricabili e fruibili off line o tramite accesso a wiki o ambienti di apprendimento in rete. Contenuti aperti e costruiti ad hoc. Comunità di docenti aperte e democratiche potranno condividere e sviluppare collaborativamente materiali per singole attività o per interi percorsi di apprendimento. Gli editori più dinamici potranno instaurare relazioni "virtuose" con queste comunità, supportando la creatività del mondo della scuola e fornendo servizi a valore aggiunto.

Transcript

  • 1. “ la scuola che funziona” all’eBookFest. Fosdinovo 10 – 12 settembre 2010
    • Seminario
    • Serve ancora il libro di testo? Se si, quale la funzione, la forma, l’utilizzo nell’era del digitale e di internet?
    • 10 settembre
    • Maria Teresa di Palma
    • Antonio Fini
    • Gianni Marconato
    • Mario Mattiol i
  • 2. www.lascuolachefunziona.it
    • 1 anno di attività
    • 1300 membri
    • Discussioni
    • Gruppi
    • Progetti
  • 3. www.manifestoinsegnanti.it
    • 3 mesi di lavoro
    • 1100 contributi
    • 100 membri coinvolti
    • Lanciato il 2 luglio 2010
    • Quasi 900 sottoscrizioni
  • 4. Il nostro punto di vista
    • Per parlare del LdT digitale bisogna partire dalle pratiche reali degli insegnanti
    • Prima di tutto capire cosa sia il LdT oggi
    • … e incrociare questo con le caratteristiche peculiari del digitale e della rete
  • 5. Come ci siamo mossi
    • Un sondaggio on-line (483 rispondenti)
    • Una discussione nel network (163 contributi)
  • 6. Il sondaggio
    • Compilazione on-line
    • 22 agosto – 5 settembre
    • 19 items
    • 483 rispondenti
  • 7. C’è una maggioranza di docenti delle superiori
  • 8. E di docenti di area umanistica
  • 9. sono molto interessati alle nuove tecnologie ed hanno anche una buon livello di conoscenza dei libri di testo in formato digitale
  • 10. Sono abituati a usare materiali diversi a integrazione o in alternativa al libro di testo tradizionale
  • 11.
    • E questo a differenza di quanto fanno i loro studenti che secondo loro (risposta domanda 11)
      • dei libri di testo poco apprezzano i materiali on line,
      • quello che più interessa è la chiarezza espositiva e la grafica accattivante.
      • gli studenti usano il LdT soprattutto (secondo le risposte alla domanda 12) perché voluto dall’insegnante e
      • perché facilita lo studio a casa grazie ai riassunti e perché traccia un percorso da studiare
    •  
  • 12. Il disincanto
    • l’87% dei rispondenti non ritiene gli editori partner insostituibili
    • né credono che essi operino in base alle esigenze didattiche degli insegnanti
    • i libri di testo non sono valutati come particolarmente faziosi
    • né come particolarmente errati
    • ma costano troppo rispetto al valore didattic o che hanno e
    • dovrebbero essere scritti da persone che stanno più a contatto con la scuola.
  • 13. L’USO DEI LIBRI DI TESTO
  • 14. Pur essendo quindi persone molto disponibili all’innovazione usano nella grande maggioranza dei casi il LdT
  • 15. E questo è un dato abbastanza omogeneo per ordini di scuola diversi
  • 16. Forse più significativo vederlo secondo l’area disciplinare
  • 17. per cosa viene utilizzato il libro di testo?
  • 18. la necessità di approfondimenti è avvertita maggiormente per le scuole superiori
  • 19. La disciplina insegnata evidenzia differenza nell'uso del libro di testo.  
  • 20.
    • Le carenze che sono maggiormente riscontrate nei libri di testo in uso ( domanda n. 4 ) riguardano soprattutto la rigidità del percorso didattico (per il 40% dei rispondenti, con differenze tra i tipi di scuola: 29% per la primaria e 42% per medie e superiori). Il 22% ritiene anche che gli audiovisivi in dotazione siano irrilevanti. La grafica e gli apparati iconografici sono invece molto meno criticati (soltanto dal 2-4% dei rispondenti).
    • Sono soprattutto gli insegnanti dell'area umanistica ad avvertire il problema della rigidità dei percorsi (45%), mentre i docenti di lingue (anche a causa del maggior uso dichiarato di questo tipo di supporti) lamentano l'inadeguatezza degli audiovisivi (55%) .
  • 21.  
  • 22. Emerge una certa contraddizione relativamente alla interdisciplinarietà: il 64% non è accordo su "il libro di testo favorisce il lavoro interdisciplinare" ma il 48% non ritiene neppure che "il libro di testo obbliga ad una didattica disciplinare".
  • 23.
    • Rispetto alla percezione che si ha dell’uso del LdT da parte dei colleghi c’è quasi accordo (85%) sul fatto che sia molto usato come guida per l’attività didattica e che questa sia una tendenza stabile e tutt’alpiù (ma solo per il 10%) in diminuzione.
  • 24. E IL LIBRO DI TESTO DIGITALE?
  • 25. buona conoscenza dei testi digitali e abbastanza critici rispetto al testo cartaceo tradizionale, ma non credono che sia destinato a scomparire
  • 26.
    • Se si associa questa risposta all’ordine scolastico si nota che i docenti delle superiori forniscono le risposte più polarizzate (36% verso il mantenimento, 26% per l'esaurimento), all'opposto nella scuola primaria c'è più incertezza (50% sul livello 3) ma anche una maggiore tendenza verso i livelli 4 e 5 della scala (28%).
  • 27. Con gli e-book
    • si risentirà ancora di più delle carenze tecnologiche delle scuole
    • gli E-book in circolazione sono una riedizione in formato digitale del testo cartaceo.
    • preoccupazione sul fatto che la loro introduzione potrebbe aumentare il digital divide
  • 28.  
  • 29. Multimedialità, video, l’ipertestualità, l’interattività, audio, la modificabilità, la facilità d’uso, gli esercizi; importante la collaborazione tra le classi
  • 30. La Scuola che Funziona all’eBookFest La discussione sui libri di testo
  • 31. 163 risposte (al 9/9) Un mese di accesa discussione Posizioni molto diversificate. Innovazione e prudenza insieme Il forum
  • 32. Un LdT rinnovato o un concetto nuovo di LdT? Non si cambia solo supporto Dobbiamo ridiscutere forma, contenuto e l’esistenza stessa del libro di testo Apple iPad
  • 33. Libro di testo addio
  • 34. Libro? Un concetto da superare Una “e” che non ci piace Amazon Kindle
  • 35. ...di testo? Il vecchio libro di testo ha fatto il suo tempo ...da un bel po’ Possiamo farne a meno? Forse sì, forse no Sicuramente deve cambiare ...sul serio Immagine di opensourceway
  • 36. Forma
  • 37. Supporti e standard No a standard proprietari e DRM PDF è orientato alla stampa ePub promette bene, ma deve crescere
  • 38. Diritto d'autore Alcuni diritti riservati Vogliamo essere liberi di copiare, elaborare, remixare Superare il concetto della “vendita” di ogni singola copia
  • 39. LdT e modelli didattici Verso una didattica plurale, interattiva e multimediale Testo lineare o reticolare, a seconda delle esigenze Contenuti aperti e flessibili ...adattabile a stili di apprendimento diversi Foto di Editor B
  • 40. Liquidità LdT facilmente aggiornabile Comunità di docenti impegnate nella redazione e personalizzazione dei contenuti Collaborazione con editori capaci di supportare il mondo della scuola e di fornire servizi a valore aggiunto Foto di hamad M
  • 41. Il dibattito continua su http://www.lascuolachefunziona.it
  • 42. Tendenze rilevate
    • Mash-up didattico
      • Uso non esclusivo del LdT
      • di materiali autoprodotti e condivisi
      • di materiali “liberi” on-line
    • Personalizzazione dei tool didattici
      • Modificabili
      • Assemblabili
    • Collaborazione e condivisione
  • 43. Il digitale e la rete
    • Cultura dell’apertura, della flessibilità
    • Multimedialità e transmedialità
    • Fruizione attiva
    • Interattività
    • Ambienti di apprendimento
  • 44. … e gli “editori”?
    • Non solo prodotti ma anche servizi didattici
    • Prodotti ad elevato valore (pedagogico) aggiunto
    • Sempre meno sui “prodotti” di base, standardizzati
    • Ma su ambienti di apprendimento ricchi (pedagogicamente) e costosi da sviluppare da parte dei singoli insegnanti
  • 45. UN ESEMPIO DI “AMBIENTE DI APPRENDIMENTO”
  • 46. Un CFH, Cognitive Flexibility Hypertext
  • 47. Un caso con i punti di vista
  • 48. Una tematica con i rimandi ai casi in cui si trova