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Introduzione al lavoro di David Jonassen
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Introduzione al lavoro di David Jonassen

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  • 1. Introduzione al lavoro di David Jonassen Sistema Copernicus Gruppo Pedagogico 28 settembre 2005 Gianni Marconato
  • 2.  
  • 3. <ul><li>Distinguished Professor presso l’Università del Missouri, Scuola di Scienze dell’Informazione e delle Tecnologie per l’Apprendimento </li></ul><ul><li>http://tiger.coe.missouri.edu/~jonassen/ </li></ul>
  • 4. Il contesto del lavoro di Jonassen <ul><li>Insoddisfazione per le performance dei sistemi educativi/formativi tradizionali </li></ul><ul><li>Migliorarli, anche, attraverso l’uso delle tecnologie </li></ul>
  • 5. … quindi <ul><li>Non fare le stesse cose in un modo diverso, ma… </li></ul><ul><li>Cose diverse in modo diverso </li></ul>
  • 6. I caposaldi <ul><li>Orientamento costruttivista </li></ul><ul><li>Apprendere con le tecnologie </li></ul><ul><li>Ambienti di apprendimento costruttivisti </li></ul><ul><li>Tecnologie come strumenti cognitivi </li></ul><ul><li>Problem solving </li></ul>
  • 7. Tecnologie come “nastri trasportatori” Apprendere dalle tecnologie
  • 8. Uso delle tecnologie <ul><li>L’uso che in prevalenza viene fatto delle tecnologie è quello di trasportare informazioni, distribuire lezioni che insegnano agli allievi </li></ul>
  • 9. Falsa similitudine camioncino/tecnologie (……………….)
  • 10. <ul><li>… la logica sembra, quindi, essere: se distribuisci generi alimentari, le persone si nutrono; se distribuisci istruzione, le persone apprendono. </li></ul><ul><li>Questa similitudine non è vera </li></ul>
  • 11. Perché? <ul><li>La stragrande maggioranza delle ricerche non pubblicate e la maggioranza di quelle pubblicate nel campo dell’utilizzo delle tecnologie come “nastri trasportatori” di conoscenza dimostrano (Russel, 1999) che il loro utilizzo non ha prodotto alcuna differenza significativa in termini di apprendimento . </li></ul>
  • 12. Per quale motivo? <ul><li>Secondo Jonassen questo è avvenuto perché non è possibile prevedere con accuratezza il comportamento di un organismo complesso come è la mente di una persona . </li></ul>
  • 13. <ul><li>E’ necessario, quindi, ripensare l’utilizzazione delle tecnologie come mediatrici dell’apprendimento </li></ul>
  • 14. Jonassen afferma <ul><li>“… non si impara dalla tecnologia, come non si impara dall’insegnante. Si impara attraverso il pensiero: pensando a cosa si sta facendo o alle cose in cui si crede, a cosa altri hanno fatto o sulle cose in cui altri credono, pensando al processo che il pensiero svolge. Il pensiero media l’apprendimento. L’apprendimento è il risultato del pensiero” . </li></ul>
  • 15. Conoscenza inerte ….dalla ricerca …
  • 16. … ..secondo Jonassen <ul><li>questo fenomeno è dovuto a due fenomeni riconducibili alle stesse condizioni dell’apprendimento: </li></ul><ul><li>l’ipersemplificazione che viene fatta a scuola di concetti complessi che non consente l’apprendimento dell’essenza di quei concetti; </li></ul><ul><li>la persistenza di rappresentazioni ingenue di fenomeni (“teorie personali”) in caso di apprendimenti superficiali che prendono il sopravvento sulle teorie scientifiche quando l’applicazione di quelle conoscenze avviene al di fuori dei contesti in cui sono state apprese. </li></ul>
  • 17. La consuetudine scolastica genera conoscenze valide solo in contesti scolastici <ul><li>qui si favorisce: </li></ul><ul><li>lo sviluppo di conoscenza con modalità astratte (pensando, illusoriamente, che l’astrattezza del contesto in cui sono sviluppate favorisca, poi, le più disparate applicazioni); </li></ul><ul><li>l’applicazione a problemi tipicamente scolastici , </li></ul><ul><li>si valutano gli apprendimenti con esercizi scolastici , </li></ul><ul><li>si semplificano i concetti perché, altrimenti, non sono appresi, </li></ul><ul><li>non si considerano le conoscenze già possedute dall’individuo che, comunque, sono presenti, agiscono e, spesso, prevalgono sulle nuove. </li></ul>
  • 18. Tecnologie come strumenti cognitivi Apprendere con le tecnologie
  • 19. tecnologie come partner nel processo di apprendimento
  • 20. tecnologie come cognitve tools <ul><li>“ Attrezzi” cognitivi, strumenti che aiutano le persone a trascendere i limiti della propria mente come la memoria, il pensiero, la capacità di risolvere problemi, </li></ul><ul><li>Aiutano ad organizzare ed a rappresentare ciò che le persone sanno amplificando il modo di pensare </li></ul>
  • 21. <ul><li>L’esecuzione di attività, o “compiti d’apprendimento” con questi strumenti porta lo studente a sviluppare una comprensione profonda dell’oggetto dello studio e, nel contempo, favoriscono lo sviluppo di abilità di pensiero </li></ul>
  • 22. Secondo Jonassen (1998) <ul><li>chi utilizza questi strumenti, è obbligato a pensare in modo più profondo ai contenuti che sta apprendendo e sviluppare, di conseguenza, una sua maggior comprensione, un apprendimento più stabile </li></ul>
  • 23. <ul><li>Chi apprende usa le tecnologie come uno “strumento” e non come un tutor o un magazzino di informazioni </li></ul>
  • 24. Gli“strumenti cognitivi” <ul><li>consentono a chi apprende di creare una conoscenza che riflette la sua propria comprensione e concezione delle informazioni piuttosto che focalizzarsi nella rappresentazione di una conoscenza oggettiva </li></ul>
  • 25. Gli “strumenti cognitivi” <ul><li>non hanno lo scopo di rendere più facile il compito di apprendimento ma </li></ul><ul><li>richiedono a chi apprende di pensare in modo più “duro” ai contenuti oggetto dello studio </li></ul><ul><li>sono strumenti di riflessione ed amplificazione cognitiva </li></ul><ul><li>aiutano lo studente a costruire la sua propria realtà </li></ul>
  • 26. <ul><li>Migliorano le abilità di pensare in modo significativo </li></ul><ul><li>ad essere padrone della propria conoscenza , piuttosto che </li></ul><ul><li>riprodurre quella dell’insegnante </li></ul>
  • 27. Apprendere - Costruire significato
  • 28. Costruire significato (Jonassen & Land, 2000) <ul><li>risolvere la dissonanza cognitiva tra ciò che conosciamo con certezza a proposito di un fenomeno e ciò che percepiamo possa meglio spiegare quello stesso fenomeno, tra ciò che consociamo e ciò che vogliamo o dobbiamo conoscere </li></ul>
  • 29. <ul><li>La dissonanza viene risolta, quando si tratta di dare un significato condiviso a fatti e fenomeni, anche in un processo dialettico di confronto della propria posizione con quella di altri, di testarne la bontà confrontandosi, cercando di convincere gli altri delle proprie ragioni e, da questi, farsi influenzare </li></ul>
  • 30. adattato da: Jonassen et al. 1999 pag 2-6 <ul><li>la costruzione di conoscenza avviene attraverso l’attività, La conoscenza è “conficcata” nell’attività; </li></ul><ul><li>la conoscenza è ancorata nel contesto in cui le attività si sviluppano e da questo indirizzata; </li></ul><ul><li>il significato si sviluppa ed è presente nella mente di chi conosce; </li></ul><ul><li>una realtà è approcciabile da una molteplicità di prospettive; </li></ul>
  • 31. <ul><li>la costruzione di significato è indotta da una dissonanza (problema, domanda, pensiero confuso, disaccordo) che per essere risolta è necessario essere padroni di quel problema ; </li></ul><ul><li>la costruzione di conoscenza richiede articolazione, espressione e rappresentazione di cosa si sta apprendendo, del significato che si sta costruendo; </li></ul><ul><li>la costruzione di significato deve essere condivisa con altri: la costruzione di significato è determinata dalla conversazione </li></ul>
  • 32. <ul><li>la natura complessa della costruzione di conoscenza (apprendimento) richiede l’immersione in una esperienza di apprendimento in un contesto altrettanto complesso fatto di una ricca varietà di opportunità, di stimoli, di risorse . In quello che Jonassen ed altri chiamano “ambiente di apprendimento”. </li></ul>
  • 33. Ambiente di apprendimento
  • 34. un insieme di risorse che supportano il compito di apprendimento <ul><li>“ … un luogo dove le persone che apprendono possono lavorare assieme e supportarsi l’un l’altro mentre usano una varietà di strumenti e di risorse informative nel loro compito di conseguire gli obiettivi di apprendimento e di risolvere problemi” ( Wilson , 1996). </li></ul>
  • 35. Esempi di questi ambienti d’apprendimento sono (citati in Jonassen, D.H. 1995) <ul><li>anchored instruction (Cogniton & Technology Group at Vanderbit, 1992) </li></ul><ul><li>cognitive flexibility hypertexts (Spiro et al.1992) </li></ul><ul><li>goal-based scenarios (Schank, Cleary 1995) </li></ul><ul><li>causally modeled diagnostic cases </li></ul>
  • 36. Problem solving
  • 37. compiti di problem solving situati <ul><li>questa è la natura dei compiti che si incontrano nel mondo reale perché …. nella maggior parte delle professioni le persone sono pagate per risolvere problemi, non per memorizzare e ripetere informazioni (Jonassen, D.H. 1995) </li></ul>

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