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Italia piatti da salvare

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  • 1. ITINERARI (IN) CONSUETI L’Abruzzo, parchi mare e tradizione con i suoi quattro parchi naturali: Parco Nazionale d’Abruzzo, Parco Nazionale Gran Sasso Laga, Parco Nazionale della Maiella Morrone e, infine, il Parco Regionale Velino Sirente è la regione più verde d’Europa, nonché baluardo di una politica di salvaguardia ambientale e tutela del territorio del tutto invidiabili. Dal Parco Nazionale del Gran Sasso, dominato dalla catena montuosa del Gran Sasso e dal massiccio della Laga, con la stazione sciistica di Campo Imperatore, pregiata meta per gli amanti della montagna, attraversando il Parco della Maiella, si raggiunge la costa sud dell’Abruzzo, un mare splendido e, in parte, ancora incontaminato. A ovest, invece il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, patria dell’Orso Marsicano, dove è ancora possibile avvistare il lupo e il camoscio d’Abruzzo. Un viaggio meraviglioso nella natura, nella biodiversità, ma anche nella cultura e nelle tradizioni di una terra antica e selvaggia. A piedi, in bici o a cavallo, gli itinerari disponibili per una visita ai parchi, sono veramente infiniti, così come le città e i borghi antichi, presso cui è possibile sostare per una immersione nelle tradizioni e nella storia locale.
  • 2. I BORGHI PIÙ BELLI DEL PARCO DEL GRAN SASSO CAMPLI, LA ROCCA DI CALASCIO E SANTO STEFANO DI SESSANIO A nord del Parco Nazionale del Gran Sasso, non lontano da Teramo, Campli inganna il visitatore poco informato, presentandosi come una cittadina di campagna; in realtà è un borgo dal passato illustre, di cui conserva splendide testimonianze. Abitata sin dai tempi dei romani, ha vissuto periodi di grande floridezza anche nel Medioevo, quando diventò, addirittura, un libero comune. Ricchezza e fortuna hanno continuato ad abitare la cittadina anche in epoca rinascimentale, tanto che a Campli nacque il primo teatro d’Abruzzo. Oggi è un’ antica città d’arte. Al centro dell’area del parco, in provincia de l’Aquila, ai confini di Campo Imperatore, si erge la Rocca di Calascio, il castello più alto di tutti gli Appennini, inserito nell’omonimo borgo medievale; un luogo magico da cui è possibile ammirare panorami grandiosi. La Rocca di Calascio è oggi una ricercata location per grandi produzioni cinematografiche, proprio qui è stato girato “Lady Hawke”, la bellissima leggenda dell’uomo lupo e della donna falco, con una indimenticabile Michelle Pfeiffer. Poco lontano si trova, invece Santo Stefano di Sessanio, considerato tra i borghi più belli d’Italia, una perla incastonata tra i monti, ingentilita da una apprezzabile armonia architettonica e da un attento lavoro di conservazione dell’abitato, in perfetta continuità con il meraviglioso paesaggio circostante. Nella seconda metà del Novecento ha vissuto un periodo di quasi totale abbandono ma, negli ultimi anni, sta beneficiando di un’ottima politica di rilancio del turismo, declinato in una ottica di sostenibilità.
  • 3. NEL PARCO NAZIONALE DELLA MAIELLA SULMONA, PACENTRO SOSTE ROMANTICHE E GUSTOSE: E RIVISONDOLI A Sulmona, è possibile vedere un centro storico armonioso, con un itinerario dislocato tra architetture di epoche diverse; magnifici l’acquedotto medievale e il complesso barocco della SS Annunziata. Qui è d’obbligo una sosta al Soldo di Cacio, rinomata gastronomia dove è possibile scegliere prodotti gastronomici dell’eccellenza abruzzese; per coloro che invece preferiscono gustare comodamente seduti le stesse specialità, l’indirizzo è la Locanda da Gino, che serve piatti abruzzesi, reinterpretati con grande eleganza. A non molti chilometri, Pacentro è un altro delizioso borgo medievale dalle torri quadrate, da visitare, mentre la meta ideale per una vacanza romantica è Rivisondoli, rinomata stazione sciistica invernale e, nelle stagioni più calde, amena località pronta ad accogliere i visitatori in un’atmosfera calda e accogliente. Per una sosta di charme la soluzione si chiama Escape, ex stalla trasformata in appartamento di design su tre livelli, con sauna, idromassaggio, piscina, camera da letto e angolo cottura.
  • 4. DALLA TERRA DEL MONTEPULCIANO FINO AL MARE DELLA COSTA DEI TRABOCCHI San Martino sulla Murracina è la terra delle vigne dei migliori vini d’Abruzzo. Per una degustazione è d’obbligo una sosta alla vineria di Salnitro, accogliente locale ricavato in un frantoio del seicento, dove è possibile gustare vini e distillati selezionati e piatti con prodotti locali d’eccellenza, presentati in modo innovativo. Poco distante, a Guardiagrele, in un delizioso paesino arroccato, conosciuto per la lavorazione del ferro, si trova uno dei luoghi più prestigiosi della ristorazione italiana: Villa Maiella. Da qui, in poco più di mezzora, si raggiunge la costa dei trabocchi, originalissime costruzioni, somiglianti a palafitte, utilizzate per la pesca e oggi trasformati in trattorie, dove assaporare eccellenti piatti di mare, quasi sempre “progettati” con il pescato del giorno. La meta privilegiata è San Vito Chietino, considerato il centro della costa dei trabocchi - nonché incantevole scenario degli appuntamenti gastronomici ed enologici della manifestazione Cala Lenta ma anche Ortona dove ha sede l’enoteca regionale d’Abruzzo, merita una sosta. Una passeggiata a San Vito per ammirare il suggestivo promontorio del turchino è imperdibile, così come l’omonimo trabocco. Pasteggiare sui trabocchi è una vera e propria esperienza culinaria e basta recarsi sulla statale 16 Adriatica, dove sono dislocati ben cinque trabocchi, ricordandosi che la prenotazione è necessaria; il più caratteristico è Punta Cavalluccio a Rocca San Giovanni.
  • 5. ITINERARI (IN) CONSUETI SASSI, PEPERONE E MAIALE La Basilicata è piccola, poco popolata. Ma proprio per questo i suoi paesaggi ruvidi e naturali hanno conquistato, per esempio, registi di tutti i Paesi: William Wyler ha girato qui molte sequenze del suo arcinoto Ben Hur, e così Mel Gibson è tornato sui Sassi per dare alla sua Passione di Cristo un tocco di realismo in più. Matera è città che va visitata assolutamente. Il nucleo storico della città è costituita dai famosi Sassi: case e abitazioni scavati nel tufo, e molte delle quali sapientemente restaurate. Uno spettacolo unico. Al Cantuccio, potrete concedervi una sosta a base di strascinati al peperone crusco e agnello in pignata. In provincia di Matera, a Cirigliano, minuscolo paesino di poche centinaia d'anime, c'è Sapori Mediterranei: uno degli ultimi produttori della Pezzenta della montagna materana, una rara salsiccia. In paese, è possibile vedere alcuni esempi di architettura civile e religiosa. Benché Potenza non abbia lo stesso colpo d'occhio di Matera, la città capoluogo di Regione ha pure essa dei buoni motivi di visita. E in provincia, a Castelmazzano (spettacolare paesino del magnifico comprensorio detto delle Dolomiti Lucane), c'è uno dei migliori ristoranti della zona: il Becco della Civetta.
  • 6. ITINERARI (IN) CONSUETI CATANZARO E LA NATURA Se c'è un posto che si conosce poco, è certamente il capoluogo regionale della Calabria, Catanzaro. Il centro storico, martoriato da numerose traversie, e specialmente dai bombardamenti del 1943, ha la sua migliore attrattiva nel cosiddetto Complesso di San Giovanni, oggi dichiarato monumento nazionale: un castello di origini normanne, che è stato utilizzato per gli scopi più svariati, da convento a carcere, fino alla sua recente riqualificazione. La pietanza più tipica di Catanzaro è il morzello (morzeddu): un saporito sugo di interiora di bue. Potete gustarlo alla Vecchia Posta, un'osteria dove pare che il tempo si sia fermato.Catanzaro può essere base per interessanti escursioni nei dintorni. Potete andare a Sersale, un paesino che si presenta con un suggestivo centro storico di scalette e vicoletti, e che è la base ideale per escursioni nel Canyon delle Valli Cupe e alla volta della cascata Campanaro. Per mangiare, si suggerisce una sosta allo Scacco Matto, ristorante specializzato negli ottimi funghi porcini della Sila, e nella verace cucina del territorio. Potete anche dedicare una giornata rilassante e distensiva alla visita del Parco della Sila Piccola In questo caso, vi conviene raggiungere qualcuno dei Centri Visita opportunamente predisposti.Per i salumi, potete fare buoni acquisti al Salumificio San Giacomo, di Cicala.
  • 7. LA COSTA JONICA BIZANTINA Se siete stati in Grecia, potreste stupirvi di rinvenire perfino in Calabria qualcuna di quelle chiesette con piccole cupole, dedicate al rito orientale. A Stilo, provincia di Reggio Calabria, il paesino natale di Tommaso Campanella, potrete ammirare qualcosa del genere. Il centro medievale è tutto da vedere, ma nella parte alta del paese c'è l'attrazione più interessante: la Cattolica. E' una chiesa che mostra tutti i caratteri dei templi greco-bizantini. L'interno è densamente decorato di affreschi di svariate epoche. Interessanti anche i ruderi del Castello Normanno, una costruzione che si intuisce essere stata solida e poderosa. Nei pressi, ci si può fermare nel paese di Bivongi, in cui si produce un vino emergente. Il paese in sé è bello, ha un centro storico di viette e scale perfettamente conservato. Tuttavia, il monumento più interessante è probabilmente il monastero greco-ortodosso di San Giovanni Therestis, dalla bella chiesa ove convivono tratti stilistici normanni, islamici e bizantini. Per mangiare, provate la Vecchia Miniera.
  • 8. ITINERARI (IN) CONSUETI PIANA DEL SELE, MOZZARELLA E ANTICHITA' La Piana del Sele, da sempre, è uno dei posti migliori per approvvigionarsi di vera, eccellente Mozzarella di Bufala Campana, che da sempre in questa zona è più dolce e delicata rispetto a quella che si fa a Caserta e nell'Aversano. Lo stesso capoluogo della zona, Salerno, presenta vari monumenti interessanti. Senza parlare di chiese e palazzi, presenti in quantità, a Salerno ci sono stati numerosi ritrovamenti archeologici: il parco delle Fratte è un notevole esempio di insediamento addirittura preromano, e il Museo archeologico provinciale ne ospita alcuni manufatti. Molto bello da percorrere è il lungomare, assai frequentato dagli abitanti della città e dai turisti. Fate un bel pasto all'Osteria Canali, artefice di una ghiotta cucina cilentana A breve distanza, Pontecagnano è un'altra città dove le vestigia antiche abbondano: basti vedere, anche qui, il Parco archeologico. Pure Battipaglia può fregiarsi di una necropoli risalente al VII-III secolo avanti Cristo, quella dell'Arenosola. Per la mozzarella, andate da Iemma. Certo però le testimonianze monumentali maggiori sono quelle di Paestum: il tempio di Nettuno, quello di Hera e quello di Atena, sono tra i meglio conservati esempi di tempio in stile dorico esistenti al mondo. Pure Vannulo è un tempio, ma della mozzarella, così come il caseificio Torricelle.
  • 9. PENISOLA SORRENTINA, MARE E PASTA Una visita della Penisola Sorrentina comincia sicuramente da Castellammare di Stabia, una grossa cittadina da cui si può ammirare benissimo il golfo di Napoli. Se proprio volete, a Castellammare ci sono comunque scavi archeologici e antiche ville molto interessanti, come Villa Arianna. Se si abbandona la costa e si sale sui colli, si giunge a Gragnano, la città della pasta. Da essa, è possibile visitare la cosiddetta Valle dei mulini, ove sono tuttora presenti circa 30 mulini ad acqua antichi, dismessi ma visitabili. Per comprare pasta, le alternative sono molte, ma possiamo citare il Pastificio Gentile. Tornate sulla costa, fate la strada bellissima e arrivate a Vico Equense, città di grande storia. Qui, oltre a chiese varie e ad alcuni castelli, si viene per mangiar bene: il ristorante Torre del Saracino, di Gennaro Esposito, è tra i più buoni d'Italia. Sulle montagne dietro Vico, in frazione Moiano, c'è poi il Caseificio La Verde Fattoria, dove la famiglia Albano produce il grande Provolone del Monaco. Dopo Vico, trovate Sorrento, una località marittima che non necessita di presentazioni. Ma se volete concedervi un'altra grande cena, prendete la macchina e recatevi a Sant'Agata dei Due Golfi, alla corte di Alfonso Iaccarino: il suo Don Alfonso 1890 è tuttora ristorante in vetta alle classifiche.
  • 10. ITINERARI (IN) CONSUETI BOLOGNA CITTÀ “DOTTA” “CREATIVA” E “MUSICALE” Bologna, capoluogo della regione, è definita “la dotta” perché ospita una delle più antiche università d’Italia; animata da migliaia di studenti italiani e stranieri, è una città giovane e cosmopolita, pur nella sua dimensione raccolta e, per certi versi, provinciale. A Bologna soffia da sempre il vento della cultura e della creatività, trasformata in linfa vitale che alimenta progetti e inventa nuovi spazi di fruizione dell’arte e della cultura. Unico centro abitato esteso percorso da quasi quaranta chilometri di portici, divenuti luogo di commercio e socialità e simbolo dell’ospitalità bolognese, la città individua il suo cuore pulsante in Piazza Maggiore, la famosa “piazza Grande”, cantata dal noto musicista e cantautore, Lucio Dalla, nato e vissuto a Bologna. Sulla piazza, oltre alla celebre Fontana del Nettuno, si affacciano i più importanti edifici dell’epoca medioevale: il Palazzo Comunale, il Palazzo dei Banchi e il Palazzo del Podestà. A sud della piazza si trova l’imponente Basilica di San Petronio, che conserva il più grande tra gli organi storici ancora in uso, costruito tra il 1470 e il 1475. Tra le arti care alla città, quella musicale è senz’altro una delle più antiche e radicate, Bologna, infatti, è stata dichiarata dall’UNESCO “città creativa della musica”. La collezione Tagliavini, una importante raccolta di strumenti antichi, unici per bellezza e qualità del suono, è custodita nell’ambito del bellissimo Complesso Religioso di San Colombano. Documenti relativi alla presenza in città di personaggi quali Mozart e Liszt sono conservati nelle sale dell’Accademia Filarmonica, a Palazzo Carrati, ora sede dell’Orchestra Mozart, fondata da Claudio Abbado e visitabile gratuitamente per gruppi, su prenotazione (tel. 051/222997). Nelle bellissime e sontuose sale di Palazzo Aldini Sanguinetti è, invece, allestito il Museo Internazionale della Musica, che racconta la storia della musica, attraverso strumenti, partiture, documenti, libri e oggetti rari, appartenuti a cantanti e musicisti. La città ospita anche uno dei più antichi teatri lirici d’Italia, il primo teatro pubblico, voluto dalla cittadinanza e non inserito in una residenza nobiliare: Il Teatro Comunale di Bologna che, proprio nel 2013, compie duecentocinquanta anni. Realizzato su un progetto dell’architetto Antonio Galli Bibiena, datato 1755, quando Bologna era già un centro musicale di riferimento a livello europeo.
  • 11. Il Teatro Comunale, con la sua acustica perfetta, grazie alla pianta “a campana eufonica” e i suoi meravigliosi palchetti rococò, ospita da oltre due secoli, la grande musica lirica internazionale. Nel Museo Internazionale della Musica sono custoditi, il plastico originale del progetto del Teatro Comunale e il modello del raffinato macchinario in legno, realizzato sotto la platea, nell’ottocento, che, con argani e corde, consentiva di sollevare il pavimento fino al palcoscenico, trasformando la spazio in un unico salone per le feste; usato fino agli anni trenta del novecento è, oggi, in disuso, per dare spazio alle dotazioni di sicurezza. Parlano, invece, i linguaggi della modernità, delle nuove tecnologie e della multimedialità progetti come il Link, che a Bologna ha dato vita, a partire dai primi anni novanta, ad uno spazio contemporaneo, nato senza una connotazione precisa, che propone proiezioni, concerti, installazioni e laboratori e che ospita dibattiti, festival e rassegne all’insegna della “sperimentazione” e della “contaminazione” tra i differenti linguaggi della comunicazione. Poco fuori dalla città, a Calderara di Reno, ha invece sede l’Associazione ReMida Bologna_Terra D’Acqua, Centro di Riuso Creativo dei Materiali di Scarto Aziendale, che mette a disposizione spazi, attrezzi, materiali e laboratori e organizza corsi, seminari ed eventi sui temi del riciclo e del ri-uso creativo dei materiali, promuovendo sensibilità ambientali ed ecologiche. Assolutamente da non perde anche il MAMbo il Museo d’Arte Moderna di Bologna, quasi diecimila metri quadrati dedicati alla sperimentazione e alla cultura visiva.
  • 12. TRA FIUME E MARE: COMACCHIO I LIDI E IL PARCO DEL DELTA DEL PO Esistono paesaggi inconsueti che incorniciano valli punteggiate da canali, boschi, vecchi fari e casette di pescatori nascoste da fitti canneti. Uno scenario affascinante, che sfuma nei tanti colori dipinti dal riverbero del sole, che abbraccia la laguna. Si tratta dell’area deltizia emiliano-romagnola del fiume più lungo e importante d’Italia; un’area protetta di grande suggestione, inserita nel Parco Regionale del Delta del Po. Un ambiente dalle atmosfere dolci dove è possibile ammirare i fenicotteri rosa, gli aironi e il cervo delle dune, ma anche centri storici incantevoli, scorci medioevali e interessanti opere di regimazione idraulica, perché la storia di queste terre, racconta della continua lotta dell’uomo contro le acque del fiume e del mare. Gli itinerari percorribili sono numerosi, il Parco propone escursione organizzate con personale esperto, a piedi, in bici o con imbarcazioni a motore o elettriche. Gli amanti della natura, gli appassionati di pesca e di bird watching possono scegliere di visitare la Riserva Naturale Foce del Po di Volano o di fare una gita in barca, verso l’entroterra, nelle Valli di Comacchio con visita a due vecchie stazioni da pesca (Pegoraro e Serilla), per ammirare le strutture, le attrezzature e gli arredi originali dei “casoni” di valle, dove un tempo vivevano i pescatori. Impossibile non farsi sedurre dalla discesa del fiume Po fino alla foce del suo delta e all’Isola dell’amore”, una lingua di sabbia che divide la Sacca di Goro dal mare (per info e tratte Navi del Delta). La sua spiaggia è stata inserita da Legambiente tra le tredici più belle in Italia. L’isola si raggiunge via mare dalla cittadina di Goro, nota per l’allevamento delle vongole, oppure attraverso un sentiero naturalistico che parte da Gorino, piccolo abitato di pescatori poco distante. L’unica struttura esistente sull’isola è il faro, una costruzione realizzata nel secondo dopoguerra, che ha sostituito la “Lanterna Vecchia” che, alla fine dell’ottocento, si ergeva su quella che, allora, era la foce del Po. Il nuovo faro di Goro ospita La Lanterna (tel. 0336363322), un romantico ristorante che serve specialità di pesce, tra cui la tradizionale anguilla e gli immancabili mitili. Poco lontano da Goro, sempre nel Parco del Delta del Po, nella Valle di Porticino, su una piccola isola collegata alla terra ferma da un ponte di legno, si rivela il Ristorante La Zanzara, un posto veramente speciale, aperto anche di inverno quando le nebbie avvolgono l’ex rifugio di valle e la sala della trattoria accoglie i visitatori nel tepore prodotto da un grande camino. Il ristorante è a conduzione familiare, in cucina operano la madre, il padre e un fratello; i piatti sono quelli legati alla tradizione e ai prodotti del territorio, rivisitati in modo non convenzionale dal giovane Sauro, mentre vini e liquori sono selezionati da Samuele, che li serve insieme alla storia di ogni vino e del suo produttore. Non essendo particolarmente grande è consigliabile la prenotazione.
  • 13. Il centro più importante del Delta del Po è Comacchio, pittoresca cittadina di origini antiche, sviluppata su tredici isolotti, che le conferiscono il tipico impianto da città lagunare, strutturata su canali, ponti e vie strette e tortuose. Il simbolo iconografico della cittadina è il celebre Trepponti, un ponte monumentale costituito da cinque scalinate e cinque archi. Altri edifici storici di rilievo sono la Cattedrale di San Cassiano, la Loggia del Grano e la Torre dell’Orologio. Da non perdere il Portico dei Cappuccini (il più lungo di Italia), dal quale si accede all’Antica Manifattura dei Marinati, perfettamente ristrutturata e tornata in funzione, ha riavviato il ciclo della lavorazione dell’anguilla, uno dei prodotti più rappresentativi del territorio. Nella fabbrica, che ospita anche il Museo dell’Anguilla, è possibile soffermarsi nella Sala dei Fuochi, per vedere i dodici camini che cuociono le anguille infilate su lunghi spiedi, prima di essere passate nella Sala degli Aceti per la tradizionale marinatura. L’atmosfera di Comacchio, soprattutto al tramonto, è straordinaria con le acque chete dei canali che riflettono i contorni delle case che vi si affacciano e un cielo la cui lucentezza ricorda che ci si trova a poca distanza dal mare. Le spiagge di Comacchio si stendono su una strisca costiera di circa venticinque chilometri nel Parco del Delta del Po; i Lidi di Comacchio sono sette, ognuno dei quali si differenzia per aspetto, caratteristiche e servizi offerti. Il Lido di Volano è il più selvaggio e meno sviluppato, adatto per chi ama la pesca e le lunghe passeggiate; i Lidi degli Scacchi e di Pomposa sono ideali per le famiglie, con vaste aree verdi e spiagge attrezzate; di sicuro interesse per il rapporto qualità prezzo il Bagno Miami di Lido degli Scacchi. Negozi, pub e discoteche contraddistinguono il Lido degli Estensi; tra gli altri il Barracuda, discoteca frequentata da giovanissimi e il Klink, street bar con ristorante a base di carne e pesce, condotto dagli stessi gestori del Barracuda. Immediatamente dopo Lido Scacchi, si arriva a Lido Spina, molto frequentato dai surfisti per l’ottima esposizione al vento. Porto Garibaldi, il più antico dei lidi ferraresi, è uno dei centri pescherecci più importanti dell’alto adriatico e adatto, sia ad un turismo giovanile, sia alle famiglie.
  • 14. Nel territorio del delta del Po non mancano elementi di attrazione per quanto concerne il patrimonio storico e architettonico. L’interesse dei principi estensi per queste terre, è rappresentato dal Castello della Mesola, con cinta muraria, torri e relativa riserva di caccia (oggi Bosco di Santa Giustina, oasi naturale insieme al Gran Bosco della Mesola); la funzione principale della struttura era probabilmente quella di difendere Torre Abate, una grandiosa infrastruttura idraulica, capace di portare a mare le acque di scolo delle valli bonificate, attraverso porte vinciane. Tra le architetture religiose, l’Abbazia di Pomposa si staglia con il suo alto campanile nella piatta distesa del delta del Po; bellissimo l’atrio decorato e arricchito di sculture e maioliche. Presso questa antica abbazia benedettina fu inventato, nel medioevo, il pentagramma. La scelta migliore per un soggiorno nel delta del Po, avendo modo di apprezzare, sia la natura incontaminata, sia il mare è l’Albergo Rurale Cannevie, nella omonima oasi naturale, con un servizio ristorante di buon livello, che valorizza in modo creativo i prodotti del territorio.
  • 15. RAVENNA CITTÀ DEI MOSAICI E’ un fascino particolare quello che emana Ravenna, costantemente in bilico tra la sua vocazione di capitale imperiale e quella di cittadina di provincia, volutamente appartata e distante, eppure così vicina alle mete turistiche e mondane della riviera romagnola. Non tutti lo sanno, ma Ravenna è stata per tre volte capitale di tre imperi e racchiude un patrimonio artistico e culturale che attira visitatori da ogni parte del mondo. L’arte mirabile e antica del mosaico trova qui una delle sue massime espressioni. I mosaici cittadini sono, da secoli, fonte di ispirazione per pittori, scultori, musicisti e poeti. Ad eccezione del Mausoleo di Teodorico, il percorso monumentale della cittadina, che si snoda tra: la Basilica di S. Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano (o degli Ortodossi), il Battistero degli Ariani, la Basilica di S. Apollinare Nuovo, la Basilica di S. Apollinare in Classe e la Cappella Arcivescovile, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è caratterizzato dalla presenza di splendidi mosaici. Forgiata da un patrimonio storico e artistico così importante e antico, ma proiettata verso il futuro, la cittadina ha saputo declinare anche in chiave moderna la nobile arte del mosaico, fatta di pietra e di luce; al MAR (Museo d’Arte Città di Ravenna), un ex convento con splendidi chiostri, è conservata una deliziosa collezione di mosaici degli anni ’50 e ’60 e lo spazio ospita importanti mostre di arte moderna e contemporanea. Bellissimi mosaici moderni si possono vedere anche nell’insolito scenario rappresentato dal Parco della Pace, un parco urbano fuori dal centro storico.
  • 16. Da non perdere la Ardea Purpurea, una fontana realizzata da un mosaicista ravennate e ubicata in piazza della Resistenza. Per una pausa di gusto durante la visita del centro storico, si può pranzare Al Rustichello, via Maggiore, 21 – tel. 0544 36043, che offre cucina casareccia di buona qualità, oppure al rinnovato, storico Caffè Belli, via Angiporto Bellini, 9 – tel. 0544 217274, che ospita spesso mostre di giovani artisti locali; la cena può essere, invece, l’occasione per provare le atmosfere sofisticate del Ristorante Cinema Alexander, in perfetto stile Liberty, con cucina tipica rivisitata, ma all’insegna del rispetto delle tradizioni. Per l’aperitivo o il dopo cena, il locale da vedere è sicuramente il Fellini Scalinocinque di piazza Kennedy. Chi decide di trascorre nella capitale dei mosaici più di un giorno, può rendere l’esperienza indimenticabile soggiornando al Bed & Breakfast Casa Masoli, una stupenda dimora storica dei primi del 700, con prezzi, tutto sommato, non eccessivi.
  • 17. ITINERARI (IN) CONSUETI LE LAGUNE E LE OASI NATURALI La costa meridionale del Friuli è caratterizzata da grandi formazioni lagunari, in cui ancora oggi si mantiene un paesaggio d'eccezione, con il valore aggiunto della visita, nelle stagioni giuste, di stormi e stormi di uccelli acquatici. Le riserve naturali della Laguna di Marano e delle foci del fiume Stella sono ormai alquanto rinomate. Da Marano Lagunare è possibile organizzare belle gite a bordo di una motonave che si insinua tra i canali e le barene, alla scoperta dell'autentica natura lagunare. Se volete mangiare qualcosa, fermatevi sempre a Marano, piccolo borgo di pescatori, che conserva un'interessante torre campanaria molto antica. In paese, la Trattoria Vedova Raddi alla Laguna è in realtà un elegante ristorante che si avvale della pesca della marineria maranese, una delle più importanti dell'alto Adriatico. All'estremità bassa della laguna c'è Lignano Sabbiadoro, arcinota località turistica balneare, con ogni sorta di divertimento per grandi e piccini, e con un ristorante marinaro, il Bidin, gestito dalla stessa famiglia da oltre quarant'anni. Da Lignano partono crociere, ancora in motonave, per la visita della Laguna di Grado e dei suoi casoni dei pescatori, un paesaggio unico al mondo. Sono organizzati anche pellegrinaggi al santuario della Barbana, su un'isoletta della laguna. Conviene concludere l'itinerario con una visita ad Aquileia, città antichissima, che si fregia della magnifica Basilica Patriarcale, nonché di una vasta area di rovine dell'epoca romana.
  • 18. COLLI, VINI E GRANDE GUERRA Assai suggestiva è la parte più orientale del Friuli, al confine con la Slovenia. A Caporetto, territorio sloveno, avvenne la più celebre disfatta del nostro esercito, nella Prima Guerra Mondiale. Oggi invece tornerete vittoriosi se vi fermerete all'albergo ristorante Al Vescovo, a Pulfero, pochi chilometri da Caporetto: cucina locale, con influssi sloveni. Altro posticino da visitare è San Pietro al Natisone, con Giuditta Teresa, grande produttore di gubana friulana. Dal punto di vista dell'arte, la città più interessante è Cividale del Friuli: già il nome è illustrativo di un'origine molto antica, e ve ne convincerete dando un'occhiata allo stupendo Duomo cinquecentesco, e al famoso Ponte del Diavolo, purtroppo distrutto (e poi ricostruito) nel corso della Grande Guerra. Proprio a Cividale, la famiglia del famoso Joe Bastianich, il ristoratore di Master Chef, di origini friulane, ha un'azienda vitivinicola che rende onore ai vini bianchi di questo territorio. Se vi interessa rendere omaggio ai caduti della Grande Guerra, scendete alcune decine di chilometri più a sud: a Redipuglia, c'è il Sacrario Militare, un apparato gigantesco e scenografico che cerca di far memoria di tutti i soldati morti di cui si abbia notizia. Per mangiare, ci si può spostare Ai Castellieri, nella non lontana Monfalcone.
  • 19. ITINERARI (IN) CONSUETI ROMA, MANGIARE SENZA FARSI SPENNARE Proponiamo per Roma, che non necessita di presentazioni, un itinerario squisitamente gastronomico. Questo, per evitare le trappole per turisti di facile contentatura, e i ristoranti specializzati nel furto con destrezza, magari con conti truccati e percentuali di servizio astronomiche aggiunte alla chetichella. Nel pieno centro storico, conviene non farsi fregare. Accanto al Pantheon, fate visita ad Armando al Pantheon: ossia, il posto dov'è possibile assaggiare la coratella d'abbacchio da noi proposta tra le ricette da salvare. Prenotate sempre: il localino della famiglia Gargioli è preso d'assalto dai cultori della vera cucina romana. Gricia, carbonara, amatriciana, la pasta e ceci del venerdì, la coratella, il baccalà: qui tutto è buonissimo e ambitissimo. E il conto non toglie il fiato. Bassa anche la spesa alla Trattoria Bassetti, più nota come “Da Tonino”, a via del Governo Vecchio, a pochi passi da Santa Maria della Pace, zona dove i furbi prosperano. In un ambiente rustico e dimesso, avrete pasta e broccoli, mezze maniche alla gricia (in porzioni mostruose), morbidissime polpettine al sugo, con un prezzo quasi amichevole (non accettano le carte di credito). Carbonara eccellente e baccalà alla romana da primo premio al Grappolo d'Oro Zampanò, una simpatica osteria moderna vicino a Campo de' Fiori, dove starete bene. Eccellente trippa alla romana, e (al giovedì) stupefacenti gnocchi alla sentimentale, nostalgica Trattoria Lilli, vicino al Tevere, un localino tutto al femminile che propone poche e scelte specialità. E a Trastevere? Da Teo, a piazza Ponziani: spazi angusti, tanta simpatia, una carbonara che invoglia a tornare. Ora siete vaccinati dalle fregature.
  • 20. LA SABINA, IL CENTRO D'ITALIA Pochi se ne ricordano, ma la città di Rieti, capoluogo del comprensorio della Sabina, è ritenuta l'esatto centro geografico dell'Italia. La Sabina è una località molto verde, e piena di attrattive turistiche e gastronomiche. La stessa Rieti, tranquilla e appartata, ha monumenti degni di una visita. La cattedrale, per esempio, caratterizzata da un bel campanile quadrato. Oppure la chiesa di San Rufo, che contiene un dipinto un tempo attribuito al Caravaggio. Interessanti anche i numerosi resti romani, tra cui quelli di un ponte del III secolo. C'è addirittura l'opportunità di compiere visite turistiche ai sotterranei cittadini d'interesse archeologico. Per mangiare, è consigliabile la Trattoria Tito, vicino a san Rufo. Da Rieti si può salire facilmente al monte Terminillo, uno dei più classici luoghi di ritrovo dei romani appassionati di sci, e, d'estate, paradiso degli escursionisti. In zona, a Città Ducale, si trova una delle migliori macellerie della Regione: quella di Ennio Pasquini, aperta tutto l'anno. Per una visita “culturale”, muovetevi verso l'autostrada A1 e scendete a Magliano Sabina, per visitare il Museo Civico: lì sono allineati tutta una serie di manufatti datati dal Neolitico in giù, e tutti rinvenuti in Sabina. Per mangiare, proprio a Magliano, fate riferimento al Ristorante degli Angeli, dalla magnifica vista e dalla soddisfacente cucina sabina.
  • 21. ITINERARI (IN) CONSUETI Sospesa tra i monti e il mare, la Liguria è una terra meravigliosa che scopre le sue innumerevoli bellezze in ogni stagione. Il mare incantevole che lambisce vecchi borghi marinari e che si illumina al tramonto del riflesso dei colori tenuti delle facciate, è stato celebrato da grandi poeti, come Byron e Shelley. Non occorre soffermarsi a descrivere la bellezza della Cinque Terre, del Golfo del Tigullio, o di quello dei Poeti. Località come Portofino, Porto Venere, Santa Margherita e Camogli, sono già da molto tempo mete d’elite e d’eccezione. Anche l’entroterra sorprende, nascondendo deliziosi borghi medievali quasi intatti, dove è possibile rivivere storia e tradizioni popolari del nostro paese. L’area del Porto Antico è rappresentata da una parte del porto di Genova restituita alla città, attraverso un intervento architettonico importante, realizzato da Renzo Piano, che ha disegnato il nuovo “waterfront” della Genova del terzo millennio. La superficie che un tempo era il cuore dell’attività portuale, oggi è adibita a spazio abitativo, centro culturale, turistico e di servizi. Nell’ambito del quartiere vi sono numerosi edifici di carattere artistico e culturale:
  • 22. IL PORTO ANTICO DI GENOVA I magazzini del Cotone, edificati all’inizio del 900 e adibiti a magazzini generali, che oggi ospitano un importante centro congressi, il cinema multisala “Porto Antico” e gallerie commerciali con negozi, bar e ristoranti. Al piano superiore il progetto relativo alla “citta dei ragazzi” . In fondo ai magazzini, in testata di molo, nello spazio denominato “Arena del Mare” è allestito un teatro sull’acqua che è la sede della rassegna “Porto Antico Estate Spettacolo” (musica, teatro e danza) L’edifico Millo, realizzato a fine 800, in cui è ubicato il Museo dell’Antartide e il punto vendita Eatitaly di Genova. L’Area del Porto Antico è delimitata a ovest dalla darsena, con i bacini di carenaggio, le barche dei pescatori e il sommergibile museo Nazario Sauro. Sempre nell’ambito degli spazi di pertinenza del Porto Antico di Genova, sul ponte Spinola, si trova l’Acquario di Genova. Il Porto Antico di Genova è un caleidoscopio di servizi culturali, commerciali e ricreativi, un luogo di eccellenza in Italia che vale la pena di visitare. Immediatamente fuori dall’area di specifica pertinenza del Porto Antico, Genova, è pronta ad accogliervi con i suoi portali rinascimentali, le bellissime dimore patrizie e i vecchi “caruggi”, in cui è possibile ammirare oltre cinquecento Madonnette che, strette agli angoli delle vie, scolpite in marmo o in pietra, dipinte su legno o affrescate direttamente sui muri, raccontano con le loro epigrafi la storia della città. Proprio nei vecchi “caruggi”, nella caratteristica piazzetta dei Truogoli di Santa Brigida, detta anche piazzetta “delle Lavandaie”, si trova il ristorante 2 Truogoli, dove è possibile gustare piatti tipici della tradizione genovese, preparati con cura ed ingredienti genuini.
  • 23. MULINI AD ACQUA E FRANTOI NELL’ENTROTERRA LIGURE DI PONENTE Gli estimatori dell’olio extravergine di oliva, non possono certamente farsi mancare una gita nella provincia di Imperia, dove è possibile visitare gli antichi frantoi e i mulini che, grazie alla forza dell’acqua, fornivano l’energia per muovere le pesanti macine di pietra, che spremevano le olive. Nella zona del torrente, tra Pietrabruna e San Lorenzo al mare, erano presenti in passato, diversi frantoi alimentati ad acqua, molti dei quali sono oggi solo dei ruderi. E’ però vero che, visitando il frantoio della famiglia Amoretti (località Molino di Bodo, 2), oggi trasformato in una struttura produttiva moderna con macine a motore, è possibile vedere ancora la vecchia ruota del mulino sull’acqua e immaginare il lento processo impiegato un tempo, per produrre il pregiato liquido verde. Ritornando verso San Lorenzo al Mare, passando per Imperia , dove è consigliabile sostare per una visita al museo dell’olivo, realizzato dai fratelli Carli, si può proseguire in direzione Pieve di Teco per poi raggiungere la località Ponti, nel Comune di Pornassio. Sono più di quaranta kilometri, ma ne vale la pena, perché una volta arrivati, ci si trova di fronte ad un passeggio pittoresco e molto suggestivo: vecchie case di pietra, attaccate le une alle altre, con le grandi ruote di legno che sporgono e si affacciano sul torrente. Ponti è un antico insediamento commerciale fondato intorno al 1200, un tempo vi convergevano i carichi di grano e di olive destinati alle macine e ai torchi. I mulini di Ponti sono fermi da anni, ma il paesaggio è veramente unico ed è ancora possibile osservare il complesso sistema dei canali sospesi, che trasportavano l’acqua sulle ruote dei mulini.
  • 24. Moti degli antichi frantoi e dei mulini dell’entroterra ligure, sono stati trasformati in abitazioni di prestigio e in oleifici moderni che, molto spesso, uniscono a quella produttiva, attività legate alla ricezione e alla ristorazione. In val Nervia, non lontano dal mare e dal Comune di Dolceacqua, c’è un antico borgo montano, arroccato su un monte e protetto da una cinta muraria fortificata. Si tratta di Isolabona e qui la famiglia Grillo ha ristrutturato, grazie alla maestria di abili artigiani della pietra, un vecchio mulino ricreando uno scorcio dell’antico paese, con la riproduzione di un frantoio e di tre tipi di piazze. L’Antico Frantoio è un luogo dove è possibile gustare prodotti genuini e prendere un aperitivo accompagnato da ottimo cibo e buon vino, in uno spazio unico nel suo genere. L’ISOLA DI BERGEGGI E L’ESPERIENZA MULTISENSORIALE DEL RISTORANTE “DA CLAUDIO” In provincia di Savona, abbarbicato a 1100 metri di altezza e ricamato da una moltitudine di viottoli e sentieri, che salgono o che scendono al mare, si trova il borgo di Bergeggi . Immerso in un paesaggio senza pari, il borgo antico è allocato alle pendici del monte Sant’Elia, ma seguendo un pittoresco percorso che scende verso il mare, in prossimità della zona litoranea, ci si imbatte nella moderna vivacità di Torre del Mare, scalo sulla costa di Bergeggi. Il contesto naturale, che comprende il paese, il tratto di costa, l’isola prospiciente, la grotta marina e la sughereta, fanno parte della riserva naturale e area marina protetta, denominata Isola di Bergeggi. In questo scorcio suggestivo e incontaminato, incastonato tra le rocce, si staglia il Ristorante da Claudio (all’interno dell’omonimo hotel), che offre su una terrazza con splendida vista sul mare, piatti di pesce e crostacei freschissimi, ispirati dalla tradizione locale, rivisitati con grande creatività. Una vera e propria esperienza multisensoriale da non farsi mancare.
  • 25. CHIAVARI I PORTICI GOTICI, IL PORTO TURISTICO E GLI ARAZZI DI LORSICA, I CANTIERI NAVALI DI LAVAGNA Chiavari è una delle più belle e vivaci cittadine della riviera ligure di Levante. Giustiniani, antico storico genovese, la descriveva così: “E le strade e le case eran piene di ogni civiltà, cinta da quattro torri con vie tutte silicate, e fregi e forme eran in pura pietra di lavagna”. I lunghi portici gotici, con portali decorati in ardesia, logge e bifore, e i bei palazzi quattrocenteschi rendono le strade del centro storico cittadino di notevole interesse per il visitatore attento ai particolari. Stupendi i negozi in stile Liberty con vetrine in legno e vetro intarsiato, tra cui lo storico e rinomato caffè Defilla, che accoglie indigeni e visitatori dai primi del novecento. Un altro locale storico della cittadina è Luchin Osteria con cucina dal 1907, un “must” per gli appassionati della cucina tipica genovese, in particolare della farinata. La cittadina di Chiavari è anche conosciuta per la produzione artigianale della “chiavarina”, una tipica sedia in legno, che ha ispirato l’architetto e designer Giò Ponti nella progettazione della celebre “Superleggera”, prodotta da Cassina nel 1955. Chiavari è anche un importante centro nautico del Tigullio, il suo porto turistico internazionale, perfettamente integrato nel contesto paesaggistico, è in grado di accogliere oltre cinquecento imbarcazioni ed è una base diportistica ambita, per la sua vicinanza alle mete privilegiate del turismo nautico: Cinque Terre, Portofino e Santa Margherita, nonché alle mete più frequentate in Costa Azzurra, Corsica, Sardegna e Toscana. Attualmente sono in svolgimento i lavori di ampliamento del porto (calata ovest) con la realizzazione di ulteriori centocinquanta posti per soddisfare la crescente richiesta.
  • 26. La tradizione racconta che in Liguria, mentre gli uomini erano in mare impegnati nella pesca del corallo, attività che già del 1200 aveva portato i liguri sulle coste di Africa, Corsica e Sardegna, le donne si dedicavano al ricamo e alla tessitura; Genova, tra il duecento e il quattrocento, aveva oltre quindicimila telai. I famosi velluti rappresentavano già allora il vero artigianato a livello quasi industriale. Ancora oggi, a Lorsica, un piccolo paese nella valle Fontanabuona (zona tipica anche per la lavorazione dell’ardesia), a non molti chilometri da Chiavari risalendo la vallata nell’entroterra, resiste una famiglia che si dedica alla realizzazione artigianale delle sete damascate e mantiene la tradizione utilizzando telai dei primi del novecento. I curiosi, gli appassionati di mestieri, o di tessuti preziosi, a Lorsica possono anche visitare il museo dei damaschi. Partendo da Chiavari e procedendo in direzione Sestri Levante, dopo qualche chilometro, si raggiunge Lavagna, un’altra cittadina del levante ligure, abitata già in epoca romana e conosciuta ovunque per la spiaggia (la più lunga della riviera di Levante) e i cantieri navali. Hanno infatti sede qui alcuni dei più importanti cantieri navali liguri, vanto e storia dell’industria italiana nel mondo. Nascono a Lavagna barche favolose, lussuose ville galleggianti, costruite con materiali pregiati e arredate con mobili appositamente costruiti. La visita ai cantieri è una esperienza interessante per conoscere la cura, la tecnologia e l’attenzione per il dettaglio con cui vengono costruite queste imbarcazioni. Se è pur vero che si tratta di cantieri navali moderni, che utilizzano tecnologie all’avanguardia e attrezzature di ultima generazione, i concetti di un’antica esperienza artigianale restano nel tempo ancora immutati.
  • 27. LERICI E IL MONASTERO CARMELITANO DI BOCCA DI MAGRA Il castello di Lerici che domina dall’alto il meraviglioso Golfo dei Poeti, le case colorate affacciate sul porto, così come la vicina Tellaro con le strade parallele che scendono fino alla vecchia chiesa romanica, costruita sugli scogli, rappresentano scorci suggestivi e affascinanti, anche se molto conosciuti e spesso poco godibili, soprattutto nella stagione turistica (per gli estimatori della buona cucina, una sosta all’Osteria La Caletta di Tellaro, è imperdibile). Proseguendo, però, verso Monte Marcello e scendendo verso la punta di Bocca di Magra, si può assistere allo spettacolo irripetibile che fiume, mare e montagne dipingono in un quadro di rara bellezza; proprio dove il fiume Magra si incontra con il mare. Oltre, si trova l’antichissima città di Luni (oggi Ortonovo) e la splendida cornice delle Alpi Apune che dominano il territorio della Lunigiana. Nelle vicinanze, in località Santa Croce del Cervo, sorge un’ antico monastero carmelitano; dalla cappella si può salire fino al parco tra lecci, pini cedri e ulivi, per arrivare sul terrazzo, dove lo sguardo può spingersi fino al mare. Un luogo prezioso per chi cerca quella pace interiore che solo il contatto con la bellezza della natura è capace di regalare.
  • 28. ITINERARI (IN) CONSUETI LOMBARDIA STORIA DI UNA REGIONE SEMPRE IN CRESCITA Situata all’estremità settentrionale della penisola al confine con la Confederazione Elvetica, la Lombardia e' una delle regioni italiane più estesa. Dalle Alpi alla bassa Pianura Padana, dà vita a una vasta gamma di paesaggi. Di singolare fascino è lo scenario della catena alpina con la Valchiavenna, la Valtellina e la Valcamonica. Agli appassionati di sport invernali, la Lombardia propone impianti e attrezzature moderne nelle frequentatissime località del Tonale, Bormio, Livigno e Madesimo. Caratteristico della regione è anche l 'altro panorama offerto dalle distese di colline tra cui si evidenzia l’area di Franciacorta, famosa per i vigneti e la produzione di vino.E poi, il fascino dei grandi laghi. Il versante occidentale del lago di Garda, con Sirmione e altre rinomate località, è una meta turistica di forte richiamo; di estrema bellezza sono anche il Lago di Como e il Lago Maggiore, circondato da ville nobiliari, parchi, borghi e suggestive localita' tra cui spicca Castelveccana, che per la spettacolarita' delle sue attrattive naturali , e' rinomata come la " Portofino " del Lago Maggiore. Coperte da specchi d'acqua e coltivate a risaie, tipiche della regione sono le grandi distese pianeggianti della bassa Pianura : è il paesaggio tipico della Lomellina, la terra delle mondine, ricca di folclore e tradizioni. Per la sua configurazione la Lombardia è una terra particolarmente ricca dove natura, storia, arte e cultura si coniugano con moda - tecnologia - innovazione ed - evoluzione -
  • 29. Per una vacanza a contatto con la natura - le montagne, le pianure e le grandi valli della Lombardia costituiscono lo sfondo ideale. Le vette alpine accolgono gli appassionati dello sci e dello snowboard in famosi comprensori sciistici; tra questi ricordiamo la Valcamonica e la Valtellina con le frequentatissime stazioni di Livigno, Bormio, Aprica e centinaia di chilometri di piste. In estate la montagna diventa il luogo ideale per gli amanti dell’arrampicata (particolarmente apprezzate le cime dell’Adamello), del rafting, del trekking e della mountainbike; il ghiacciaio dello Stelvio offre invece anche nei mesi più caldi avventurose discese. Spazio anche al benessere sui rilievi lombardi. Ci sono infatti diversi e apprezzati centri termali ricchi di acque dalle proprietà terapeutiche, come le Terme di Boario o quelle di Bormio, immerse in un magnifico parco. Il lago di Garda, quello di Como e quello di Iseo assicurano soggiorni di riposo e divertimento escursioni e gite in battello. Chi desidera praticare vela, windsurf, sci d’acqua, canoa, ciclismo, trekking si troverà perfettamente a proprio agio. Svariati gli itinerari che conducono alla scoperta di alcuni dei luoghi più caratteristici della Lombardia: i Sacri Monti, sito UNESCO, in cui è possibile effettuare percorsi spirituali e naturalistici di singolare valore; in Valchiavenna si scoprono le tradizioni di una terra che per secoli è stata il punto di contatto tra l’Italia e l’Europa del nord; i parchi naturali dell’area dei Navigli rivelano tanti paesaggi diversi, dalle colline della Brianza alle verdi rive dell’Adda. Numerose strade del vino appagheranno la golosita' dei palati piu' esigenti dalla Valtellina al Lodigiano, all’Oltrepò Pavese, al territorio mantovano per finire nella terra di Franciacorta, le cui bollicine sono rinomate in tutto il mondo. Tra terrazzamenti e colline coperte di vigneti, con soste nelle cantine e nelle aziende per degustare i deliziosi vini e assaggiare le rinomate specialità locali il viaggio si rivelera' unico ed ineguagliabile.
  • 30. ITINERARI (IN) CONSUETI Sovrastata dal Monte Conero, unica altura a picco sul mare da Trieste al promontorio del Gargano, la riviera del Conero rappresenta un paesaggio unico, inserito nel contesto di una delle coste più popolari d’Italia. Ampie distese di sabbia si alternano a grotte, calette e spiagge di ghiaia con fondali bassi e acque cristalline. Chiese, castelli arroccati e antichi borghi dipingono il panorama di questo insieme paesaggistico e ambientale veramente unico, integrato nel Parco del Conero, un’area protetta che si estende per quasi seimila ettari. Numana e Sirolo sono i due centri balneari principali della riviera; Numana conserva le sue origini di antico paese di pescatori nel centro storico posto in collina, con le case colorate disseminate in un fitto reticolo di vicoli, che si schiude in una terrazza a mare, con una vista strepitosa sulla riviera; la discesa verso il porto è agevolata da una via a gradoni, che i pescatori erano soliti percorrere ogni mattina. Il lungo mare, dalla città alta, giunge fino a Marcelli, offrendo alla vista litorali diversi: ampie spiagge attrezzate di ghiaia e piccole spiagge selvagge, nascoste tra le insenature del Monte Conero. Sirolo è un borgo arroccato su una scogliera a picco sul mare. La preziosa architettura di impianto medievale si integra mirabilmente con la natura rigogliosa del Parco del Conero.
  • 31. Non molto distante dal centro storico si rivelano immediatamente bellissime spiagge, come quella della “Due Sorelle” e quella “Dei Gabbiani”, un vero paradiso nascosto in una insenatura riparata, proprio dove le rocce del Monte Conero si tuffano a picco sul mare. Anche dalla grande piazza del centro storico di Sirolo lo sguardo può spingersi fino al mare per ammirare lo splendore della costa; affacciata sulla stessa piazza si trova l’Osteria da Sara (corso Italia, 9 – tel. 071 9330716), piccola trattoria che offre deliziose specialità di pesce a prezzi abbastanza contenuti; la prenotazione è necessaria, viste le dimensioni del locale che offre non più di trenta posti. Il Casale di Giulia, inserito nel contesto del Sirolo Golf Club e del Parco Regionale del Conero è il luogo ideale per soggiornare tra la campagna e il mare, in un uno scenario indimenticabile.
  • 32. CASTELFIDARDO LA CITTÀ DELLA FISARMONICA Castelfidardo paese adagiato tra le colline della riviera del Conero, è assai noto per essere stato lo scenario della Battaglia di Castelfidardo, importante vicenda storia risorgimentale italiana, che ha visto contrapporsi le truppe piemontesi e quelle papali. La battaglia è ricordata con un particolare monumento, realizzato completamente in bronzo che, dall’altro di una collina, domina il paesaggio. Proprio sulla collina della Selva, luogo della battaglia, sorge Villa Ferretti che conserva una grande collezione d’arte italiana. Di grande interesse anche il Museo Internazionale della Fisarmonica che ripercorre la storia di questo importante strumento; la costruzione di strumenti musicali, in particolare fisarmoniche, ma anche pianole e organi, rappresenta un elemento distintivo dell’artigianato regionale, che a Castelfidardo trova il suo luogo di massima eccellenza. Da visitare anche la Selva di Castelfidardo, in località Monte Oro: un’area floristica protetta, unica in Europa, che offre possibilità di effettuare escursioni, visite guidate, attività formative e di acquistare prodotti agricoli del territorio.
  • 33. LORETO E LA MADONNA NERA Loreto è una cittadina dell’entroterra in provincia di Ancona, che ospita una delle più importanti reliquie del mondo della cristianità. Meta di pellegrinaggi fin dal 1300 è un importante centro internazionale di devozione mariana. Infatti, il maestoso Santuario custodisce le mura della Santa Casa di Maria di Nazaret che, secondo tradizione, è stata miracolosamente trasportata dagli angeli fino a Loreto e conserva la preziosa statua della Madonna Nera. Loreto è visitata ogni anno da milioni di pellegrini che percorrono in ginocchio il piedistallo marmoreo che circonda la Santa Casa e che mostra i solchi lasciati, nel tempo, da tanta devozione. Una visita alla città di Loreto può arricchire di emozioni e tradizioni, una vacanza sulla riviera del Conero; nel centro storico, inerpicato su antiche stradine, si affacciano negozi e botteghe artigiane ed è anche possibile unire, a quello devozionale e culturale, un momento gastronomico di grande livello, regalandosi un pranzo o una cena al Ristorante Andreina che, dal 1960, rappresenta un solido punto di riferimento nel panorama della cucina marchigiana. Si servono specialità della cucina tradizionale, rivisitate in chiave moderna, con grande originalità e audacia.
  • 34. FERMO UN BORGO INCORNICIATO DAI MONTI A DUE PASSI DAL MARE Nell’omonima provincia, a soli sei chilometri dal mare, raccolta su un colle, Fermo si concede alla vista con un impianto urbano perfetto, collocato tra Medioevo e Rinascimento. La spianata del Girfalco, sulla sommità della città, ospita il Duomo; da qui la vista è mozzafiato e abbraccia le colline con gli abitati che si spingono fino alle pendici dei monti Sibillini, e l’immensità del mare Adriatico. Subito sotto il borgo, con chiese, torri, fontane e palazzi nobiliari, disseminati su strade e vicoli che conducono nello straordinario scenario rinascimentale di piazza del Popolo, dove è praticamente d’obbligo una sosta all’ Enoteca Bar a Vino, per gustare ottimi vini locali e non e per gustare prodotti tipici della tradizione marchigiana (piazza del Popolo – Tel. 0734 228067). L’accesso alla piazza si compie attraverso un grande arco scavato nel corpo del palazzo del Governatore, che accoglie il Municipio. Sulla piazza, porticata su due lati, si affacciano edifici di grande pregio e coerenza stilistica, tra cui il palazzo dei Priori, che ospita la Pinacoteca Civica. Accanto, la più importante biblioteca della Regione, con la bellissima “sala del mappamondo”. Scendendo, è possibile ammirare le cisterne romane, una grandiosa opera di ingegneria idraulica e architettonica, testimone della dominazione romana della città. Poco distante, due luoghi fortemente evocativi delle grande passione della regione per la musica e l’arte: il Conservatorio e il Teatro dell’Aquila. Di grande bellezza anche le chiese romanico-gotiche, prima fra tutte quella di Sant’Agostino. Per chi desidera pranzare o cenare nel centro storico, La Locanda del Palio propone specialità gastronomiche locali di ottima qualità. Per dormire, il B&B Palazzo Romani Adami, sempre in pieno centro, garantisce ospitalità di grande charme, in un palazzo del 700. Fuori dal centro storico, nella frazione Torre di Palme si può soggiornare e desinare in un ristorante di qualità al B&B Lu Focarò.Le Marche e l’area del fermano rappresentano un luogo di preminenza del “made in Italy” con punte di eccellenza relative soprattutto al settore calzaturiero. Tra le attività turistiche, quindi, si inserisce anche l’attività di “shopping” nei numerosi outlet di prestigiose aziende italiane; Prada e Cruciani, pesso Castagno Brand Village, ma anche Tods (poco distante dal Castagno Village), Nero Giardini (a Monte San Pietrangeli, via dell’Artigianato, 6) e Cesare Paciotti (Civitanova Marche via Pirelli 16).
  • 35. ITINERARI (IN) CONSUETI Un patrimonio unico che testimonia le origini pastorali dei molisani sono I Tratturi, le cosiddette "autostrade del passato" che non erano solo vie di comunicazione per le greggi tra le montagne ed il mare, ma rappresentavano dei veri e propri luoghi di incontro in cui si socializzava, si tenevano delle feste, si pregava nelle chiesette sparse lungo il percorso. La pastorizia trasmigrante, fu una vera e propria civiltà che risale sicuramente all'epoca protostorica: prese il nome di transumanza ed era regolata da severe leggi pubbliche e, a cominciare dall'epoca romana, anche soggetta a prelievi fiscali. Disposte quindi come i meridiani (tratturi) ed i paralleli (tratturelli e bracci), formavano una rete viaria a maglie strette che copriva in modo equilibrato ed uniforme tutto il territorio. Lungo questi assi viari sorgevano delle vere e proprie "stazioni di servizio" per uomini e animali: ai bordi nascevano infatti opifici, taverne, chiese che garantivano ai pastori la necessaria assistenza. Piu' di 60 centri abitati, tra cui Campobasso, Isernia e Bojano sono sorti sui Tratturi.
  • 36. Essendo delle strade particolari percorrono non solo il Molise, ma si estendono oltre il suo territorio per circa 4086 ettari e consistono in lunghe piste erbose che si diramano in un paesaggio molto vario, che va dalle montagne alle colline, alle valli, toccando fiumi e laghi. A salvaguardia di questo patrimonio unico, e' stato istituito nel 1997 Il Parco dei Tratturi del Molise. Vi si ritrovano specie di piante che altrove non esistono più: infatti, in queste strade di erba mai coltivate, esistono fiori ed essenze che altrove sono state eliminate dalle coltivazioni. I Tratturi attraversano inoltre boschi di faggio, di cerro e zone a prato dove si incontrano mammiferi come cinghiali, lepri, tassi, donnole, faine, volpi, scoiattoli, ghiri - e uccelli come gufi, poiane, barbagianni, civette, passeracei, tutte specie tipiche della fauna locale. Le testimonianze di ogni tempo e di ogni tipo, architettonico, naturalistico, archeologico, della natura e dell'uomo sono tali da far considerare I Tratturi dei veri e propri musei all'aperto. L'acquisita consapevolezza sull'identità culturale che rivestono e'sintetizzata in uno slogan che ne definisce pienamente il ruolo: " TRATTURI - SAPERI DEL MOLISE IN MOVIMENTO "
  • 37. ITINERARI (IN) CONSUETI LA MODERNITÀ TORINO E IL NUOVO LINGOTTO E’ impossibile immaginare la storia italiana del novecento, senza che il pensiero corra alla FIAT e al suo storico stabilimento produttivo “Lingotto” di Torino; un milione di metri cubi di cemento armato, che testimoniano la storia di un uno dei più grandi progetti industriali del nostro paese. Citato tra gli esempi, nell’ambito del razionalismo italiano, compare - per la realizzazione dell’autodromo sul tetto - tra le soluzioni architettoniche innovative nel saggio “Vers une architecture” del celebre architetto e urbanista Le Courbasier. Oggi, è annoverato tra i più importanti simboli di archeologia industriale e come efficace modello di riconversione industriale. Dismesso dalla FIAT nel 1982, è stato in seguito riconvertito a cura dell’architetto Renzo Piano. Oggi il “Lingotto” è uno spazio multifunzionale in cui sono sapientemente allocate molteplici funzioni. Gli Uffici direzionali di importanti aziende (tra cui quello della stessa FIAT) un auditorium, un centro congressi e uno spazio espositivo che accoglie i padiglioni della fiera di Torino; servizi di carattere ricettivo, tra cui alberghi, ristoranti e abitazioni con precedenza all’uso culturale. Il primo piano è interamente occupato da una galleria commerciale, con negozi, bar, ristoranti e un multiplex. Non mancano gli spazi dedicati ai più piccoli e un orto botanico, creato in uno dei quattro cortili interni.
  • 38. Sul tetto, quasi come fossero appoggiate, due nuove realizzazioni dello stesso Renzo Piano: la “bolla”, costruita in cristallo e acciaio, che ospita una sala meeting di prestigio che, collocata a 40 metri di altezza, regala gli utilizzatori una veduta mozzafiato sulle colline torinesi e lo “scrigno”, che rappresenta il livello più alto dello spazio occupato dalla pinacoteca intitolata a Giovanni e Marella Agnelli. Nella pinacoteca, realizzata in acciaio e dotata di un sofisticato sistema di illuminazione, sono custodite opere importanti, appartenenti alla collezione privata degli Agnelli, tra cui dipinti di Canaletto, Matisse e Picasso. Al Lingotto hanno inoltre trovato collocazione una sede distaccata del Politecnico di Torino, che ospita i corsi di ingegneria dell’autoveicolo e quelli della clinica odontoiatrica universitaria distaccata delle “Molinette”. Gli interventi di Renzo Piano hanno mutato il “carattere” dello storico stabilimento torinese, mitigando quei tratti inevitabilmente austeri, che hanno caratterizzato l’estetica dei luoghi di lavoro per buona parte del novecento. Oggi, il nuovo Lingotto racconta la storia di un cambiamento epocale: la transazione verso nuovi paradigmi produttivi, orientati allo sviluppo del terziario avanzato e all’ascesa dell’economia della conoscenza e della creatività.
  • 39. PIEMONTE E I SAVOIA - LA REGGIA DI VENARIA REALE La reggia di Venaria Reale è uno delle più importanti residenze piemontesi della famiglia reale dei Savoia, che iniziarono nel Cinquecento a commissionare il rifacimento degli antichi castelli inseriti nella brughiera torinese. Voluta dal Duca Carlo Emanuele II, quale base per le battute di caccia, è stata progettata tra il 1658 e il 1679 e rappresenta un mirabile esempio di architettura barocca. Per lunghissimo tempo lasciata al degrado e all’incuria, è considerato oggi uno dei più grandi cantieri di restauro europeo, che ha consentito il recupero urbanistico e ambientale di un intero territorio. Il progetto di restauro, che ha coinvolto numerosi professionisti e utilizzato tecnologie avanzate, ha riguardato l’imponente struttura della reggia, le scuderie e i meravigliosi giardini, ma anche il centro storico della città di Venaria e del vicino Borgo Castello, con le ville e le cascine inserite nel parco regionale La Mandria, annoverato tra le maggiori realtà di tutela ambientale in Europa. Il sistema della Venaria Reale è un insieme architettonico-ambientale di pregevole bellezza, arricchito da un mix equilibrato di servizi, tra cui non mancano bar, ristoranti di qualità - come il Dolce Stil Novo, all’ultimo piano della reggia, sopra la galleria di Diana - punti ristoro, librerie e attività didattiche. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è senz’altro una meta artistica di grande interesse, ma anche un luogo di eccellente produzione culturale, che offre uno scenario indimenticabile ad eventi, spettacoli e mostre d’eccezione, dove è impossibile non trascorrere almeno un’intera giornata.
  • 40. Vero è che, se i Savoia ne avevano fatto uno dei luoghi privilegiati per il loro svago (la reggia apparteneva a quelle, un tempo definite residenze di “delizie e capricci”) l’imponente progetto di recupero l’ha sapientemente trasformato in un teatro del piacere e del divertimento contemporaneo, in grado di saziare anche i palati più esigenti, in termini di storia, architettura e cultura enogastronomica. Fuori dalla reggia, nel centro storico di Venaria, in uno scorcio “da cartolina”, si possono gustare piatti semplici e curati, e preparati con carni di grande qualità, all’osteria “Passami il sale”
  • 41. PIEMONTE E IL MEDIOEVO - SALUZZO Splendido esempio di architettura medievale Saluzzo, situata ai piedi del Monviso, è stata per quasi quattro secoli la capitale di un marchesato politicamente autonomo, che si estendeva oltre la pianura saluzzese e comprendeva le valli: Po, Varaita, Maira e Grana. Dotata di castello e di una doppia cinta muraria si è avvantaggiata nel corso dei secoli, di una posizione geografica che ha immensamente facilitato i rapporti commerciali e culturali con la vicina Francia. Il marchesato ha vissuto il suo periodo di massimo fulgore nel XV secolo, quando la realizzazione di importanti interventi di governo del territorio e delle acque, hanno consentito lo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia, garantendo benessere e prosperità. Fu in qual periodo che la città fu arricchita di importanti monumenti e di quelle soluzioni urbanistiche che rendono ancora oggi il suo centro storico un gioiello di architettura e arte. Saluzzo oggi è una pittoresca cittadina, immersa in una campagna ridente e fertile (è un importante centro di produzione frutticola) dove è possibile soggiornare e divertirsi, grazie a strutture ricettive di qualità e ad una offerta culturale ricca e variegata. In un piccolo e sperduto centro, a pochi chilometri da Saluzzo, alla Locanda per Viandanti e Sognatori, è possibile assaggiare una cucina creativa e naturale, che reinterpreta con grande raffinatezza, piatti tipici della tradizione della Val Varaita.
  • 42. ITINERARI (IN) CONSUETI Tra le regioni del sud, la Puglia è sicuramente quella che, più di tutte, ha saputo mettere a frutto elementi naturali e paesaggistici di incredibile bellezza, una identità culturale forte e una cucina locale creativa, ricca di odori e sapori autentici, vanto di una tradizione gastronomica che si rinnova di continuo, pur essendo profondamente radicata nel territorio. Attraversata, soprattutto negli ultimi venti anni, da un fermento culturale senza pari, è fucina di arte e creatività, tanto da riuscire a catalizzare l’attenzione di un target di visitatori sempre più ampio ed eterogeneo. La Puglia si svela offrendo un’ampia scelta di itinerari: città d’arte, campagna, parchi naturali e mare; percorsi che, valorizzati da un’ospitalità schietta e genuina e da una gastronomia eccellente, si snodano tra castelli medievali, architetture barocche, masserie e dimore storiche e splendide spiagge.
  • 43. BARI E LE MURGE: LA CITTA’ VECCHIA, IL LUNGOMARE, PAESAGGI RUPESTRI E SAPORI CONTADINI Gli interventi di riqualificazione urbana che hanno riguardato la città di Bari a partire dalla metà degli novanta, hanno consegnato ad abitanti e visitatori una città trasformata, sia nella dimensione fisica e infrastrutturale, che in quella socio economica. La rivitalizzazione della parte di Bari Vecchia adiacente al mare e a luoghi simbolici importanti, come la Cattedrale, il Castello Svevo e la Basilica di San Nicola, ha contribuito notevolmente a ridurre gli spazi di degrado e a rilanciare attività economiche e sociali. La promozione della città vecchia con la ricollocazione di laboratori artigianali e artistici, negozi, bar e trattorie, ha regalato alla città nuovi spazi di socializzazione e diffusione di cultura, in grado di catalizzare l’interesse dei cittadini, ma anche dei visitatori, compresi quelli stranieri, che sempre più numerosi accorrono nel capoluogo pugliese. Tanti gli scorci suggestivi, nell’ambito della città antica: un avvicendarsi continuo di vicoli, chiese, botteghe e piazze, come piazza Mercantile, dall’arredo urbano completamente rivisitato e piazza del Ferrarese che collega il centro storico all’ottocentesco quartiere “murattiano”, dal fascino borghese. Stupendo l’edifico dell’Acquedotto Pugliese affacciato su via Bozzi, elegantissima con i suoi concept store, gli show room di interior design, le boutique e i locali storici. Bellissimo e suggestivo il lungomare, con palazzi di grande pregio architettonico, come il teatro Margherita, progettato completamente in stile Liberty e ristrutturato di recente, e il Grande Albergo delle Nazioni, storico hotel degli anni trenta, dichiarato patrimonio storico dal Ministero per i Beni Culturali. Un tempo ritrovo di aristocratici e artisti, è stato riportato agli antichi splendori con un restyling giocato sul tema del film “polvere di stelle”, girato negli anni settanta al teatro Petruzzelli di Bari.
  • 44. Oggi, Il Boscolo Bari è ritornato ad essere, come un tempo, salotto mondano della città, con la terrazza panoramica, la champagnerie e due ottimi ristornati (ABC e Polvere di Stelle) che propongono una cucina raffinata, che coniuga mirabilmente tradizione gastronomica locale e innovazione. Per provare, invece, la cucina barese più tradizionale, con interessanti inserti creativi e una buona scelta di vini, quasi tutti di provenienza locale, c’è il ristorante La Locanda di Federico, mentre per gli amanti del pesce, non lontano dal teatro Petruzzelli, si può provare il ristorante Ai 2 ghiottoni. Lasciata Bari inizia il percorso nell’entroterra delle Murge; la prima tappa è la zona di Andria per una visita a Castel del Monte, il maniero federiciano capolavoro unico dell’architettura medievale, appartenente alla rete castellare sveva; di sicuro interesse anche la visita alle Chiese Rupestri della città. Sul territorio andriese l’itinerario gastronomico alla scoperta dei sapori delle Murge, può contare su due luoghi di grande qualità, il Ristorante Umami, dall’inusuale nome giapponese, con una cucina ancorata alla tradizione, ma rinnovata dalle curiose divagazioni dello chef; è ubicato poco fuori Andria, nel contesto di una villa ottocentesca con volte in pietra a vista e arredi minimal; l’altra proposta riguarda il ristorante Antichi Sapori di Montegrosso, celebrato tempio del gusto della regione, caratterizzato dall’impiego esclusivo di prodotti del territorio. In poco più di un’ora si raggiunge Gravina in Puglia, città d’arte immersa nel suggestivo panorama delle gravine. Il centro storico è semplicemente meraviglioso e la proposta della Trattoria Mamma Mia!! con vista sulle gravine e tanti piatti tipici, è un’esperienza imperdibile. Senz’altro da visitare anche le chiese, tra cui la chiesta rupestre di San Michele delle Grotte e il Santuario Madonna della Stella che si raggiunge percorrendo un antico viadotto settecentesco. Per chi ama gli itinerari in mountain bike o il trekking a piedi, l’info point del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, a Ruvo di Puglia, offre proposte interessanti; proprio nell’ambito dei tredici comuni del parco si è svolto nel mese di maggio 2013, il primo Festival della Ruralità, una iniziativa che intende consolidarsi diventando un appuntamento annuale.
  • 45. OSTUNI LA CITTÀ BIANCA , CEGLIE TERRA DEI MESSAPI E CISTERNINO PICCOLO GIOELLO NELLA MURGIA DEI TRULLI La scorgi da lontano, Ostuni, appesa alla cima di un colle dalle pareti ripidissime ed è proprio la cartolina che ti aspetti di vedere; rarefatta nel bianco abbacinante delle case dipinte a calce, appare quasi come un miraggio. La cittadina è poi un alternarsi di stili: l’obelisco barocco del protettore Santo Oronzo, l’antico convento francescano che oggi ospita il municipio e la facciata tardo gotica della cattedrale. Il centro storico, inimitabile esempio di architettura popolare, è un labirinto di vicoli e scale, archi e portali, ma anche di negozietti, trattorie e localini che le sere d’estate si animano per accogliere i visitatori. Nel punto più alto di Ostuni, sempre nel centro storico cittadino, il Relais “Le Sommità”, boutique hotel di grande charme, accoglie gli ospiti in una dimora del 500, arredata all’insegna del design più moderno; al suo interno, il ristorante “Il Cielo”, propone una cucina raffinata con piatti della tradizione pugliese, come l’Acquasale di mare o l’Agello della Valle d’Itria, rivisitati in chiave contemporanea da Sebastiano Lombardi, chef che nel 2013 ha conquistato la sua prima stella Michelin. Sempre nel centro storico all’ Osteria del Tempo Perso si può scegliere se desinare in una suggestiva grotta, antico forno del 1500, oppure in una sala museo che espone una collezione unica di attrezzi della civiltà contadina, di uso comune tra gli ostunesi. La cucina è quella tipica del territorio. A pochi chilometri, non lontana da alberi di ulivo secolari, la marina di Ostuni è un incantevole affresco sui toni dell’azzurro e del cobalto, un mare bellissimo che da oltre sedici anni conquista la bandiera blu, per la qualità delle acque, delle coste e dei servizi. Il tratto di costa su cui si affacciano le località della marina di Ostuni (Torre Ponzelle, Villanova, Rosa Marina..), si chiama riviera dei Trulli e si sviluppa da Torre Canne Terme per circa cinquanta chilometri, tra spiagge sabbiose, pervase dalla macchia mediterranea, e calette appartate; diversi tratti dell’ambiente costiero sono compresi nel Parco delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo e la Riserva Naturale di Torre Guaceto, un ambiente naturale protetto e tutelato, in cui è inserita anche la meravigliosa e omonima spiaggia.
  • 46. Poco lontano dalla costa e da Ostuni, un'altra antichissima città d’arte e di buona cucina sorprende i visitatori con il suo patrimonio artistico e le stupende testimonianze legate a riti dell’uomo preistorico; a Ceglie Messapica, infatti, sono numerosi i megaliti che raccontano della presenza dell’uomo sin da tempi antichissimi. In ambito gastronomico, il ristorante CIBUS è un vero e proprio luogo di conoscenza per addentrarsi nella cultura e nella storia locale; ogni piatto è servito insieme a racconti relativi alla provenienza degli ingredienti e alla stagionalità e l’ottima cucina è il risultato di una ricerca incessante sui possibili abbinamenti tra i diversi prodotti locali. Cucina di alto livello, qualità, eleganza e grande ospitalità anche al Fornello da Ricci, sempre a Ceglie Messapica, in contrada Montevicoli, tel. +390831377104.
  • 47. Pochi chilometri e nel paesaggio si intensifica la presenza dei trulli, architetture di tipo primitivo, realizzate in pietra a secco e presenti esclusivamente nella Puglia centro meridionale. Caldi di inverno e freschi d’estate, sono stati per lo più restaurati e trasformati in residenze per vacanze, bed&breakfast, ristoranti e luxury hotel, come le Alcove di Alberobello. La località di Alberobello è, tra l’altro, l’unica che conserva due interi rioni completamente costituti da trulli e riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Poco distante, sempre nella valle d’Itria, in un tripudio di colori e sapori c’è un altro gioiello da scoprire: Cisternino, annoverata tra i borghi più belli d’Italia; la cittadina è un classico esempio di architettura spontanea, dove case, vicoli, cortili e scale sono semplicemente soluzioni architettoniche necessarie, spazi di aggregazione e luoghi da condividere. Qui, il fattore gastronomico ha un ruolo importantissimo perché a Cisternino si celebra la tradizione della carne al fornello, una sorta di “contest” della carne che le stesse macellerie vendono e cucinano direttamente nei tipici fornelli, spesso all’aperto. La scelta è veramente vastissima e quasi sempre di qualità, come alla Macelleria Salumeria Pietro De Mola Via Duca D'Aosta,3 tel. 080 4448300 oppure al Vecchio Fornello di Santino Via Basiliani,18 tel 080 4441113. Molto carina anche l’ Enoteca con cucina il Cucco, anche se al di fuori del rito collettivo della carne alla brace.
  • 48. ITINERARI (IN) CONSUETI LA SARDEGNA DIMENTICATA La Sardegna settentrionale, quella sassarese, presenta tratti selvaggi che tuttora incantano. Perfino Alghero, bella città rivierasca di tradizione catalana, ha dei dintorni che sembrano incontaminati. Per esempio, Monti Sixeri, un comprensorio agrituristico di appartamenti e di allevamento allo stato brado di maiali, da cui Domenico e Pasquale Manca traggono un eccellente prosciutto. Nel complesso, è presente un ristorante, Le Pinnette, che cucina pietanze sarde classiche. Andando verso l'interno, il paesaggio diventa più aspro, e il turismo diminuisce. Il paesino di Villanova Monteleone è un tipico esempio di sonnolenta cittadina sarda, tranquilla e isolata. Tuttavia qui non si resta con le mani in mano: la Cooperativa Allevatori Villanovesi produce il formaggio più famoso della Sardegna, il Pecorino, per non parlare della ricotta. Andando più su, incontriamo Putifigari, paesino ancor più minuscolo, con una chiesa parrocchiale cinquecentesca. Poi Uri, una delle città simbolo del carciofo spinoso sardo, che qui è già pronto agli inizi di novembre. Nelle vicinanze, conviene visitare la necropoli nuragica di Santu Pedru, di alcune migliaia di anni prima di Cristo. Un ultimo indirizzo per il vino: Gianni “Billa” Cherchi, di Usini, realizzatore di formidabili vini rossi come il Cagnulari e il più noto Cannonau.
  • 49. CARLOFORTE Carloforte, sull'isola di San Pietro, è forse il posto più particolare della Sardegna. Si può quasi considerare una propaggine di Genova in terra sarda: fu colonizzata nel '500 da oriundi della capitale ligure, che vi traslarono una porzione cospicua della loro cultura. Tant'è che anche oggi a Carloforte si parla il tabarchino, un dialetto di tipo genovese. Non troppo antica, è comunque bella da vedere la neoclassica chiesa di San Carlo, mentre il centro del paesino ha mantenuto quasi completamente la sua fisionomia. Una tradizione molto importante è quella della tonnara, una delle ultime rimaste in attività. Un'altra tonnara storica è poi quella di Portoscuso, sulla terraferma. Tornando a Carloforte, il posto più tradizionale dove mangiare è Al Tonno di Corsa: mosciame, bottarga, “cascà” alla tunisina. Per comprare il tonno, affidatevi all'azienda conserviera che ha il controllo delle tonnare.
  • 50. ITINERARI (IN) CONSUETI BAROCCO ARTISTICO E GASTRONOMICO La Sicilia è terra di arte e gastronomia deflagrante, semplicemente. Come restare indifferenti al cospetto del centro storico barocco di Catania, patrimonio dell'umanità? Un tripudio di chiese e palazzi che testimoniano un immenso splendore del passato. Catania va girata con calma, a piedi, per respirarne il decadente, delirante splendore. Per mangiare, potreste optare per il giovanile, accurato Sale Art Cafè, del simpatico Andrea Graziano, oppure fermarvi da un piccolo venditore di cibo di strada. Catania sta proprio sotto il vulcano dell'Etna, il maggiore d'Europa e uno dei più attivi al mondo. Sulle pendici del monte, è radicata la produzione del caratteristico vino Etna DOC, mentre le possibilità di compiere escursioni sul vulcano sono molteplici. Nei dintorni di Catania, è degna di nota Paternò, cittadina dalle antiche tradizioni religiose, che presenta un formidabile Castello Normanno, la più grossa installazione del genere costruita in Sicilia dai Normanni. Andando più a ovest, in direzione Enna, incontriamo la grande cultura dello Zafferano Ennese, detto Oro Rosso di Sicilia, prodotto in numerosi paesini. La cittadina di Leonforte, poi, è famosa per la tipica pesca tardiva, perfetta per ottenerci squisite marmellate: la coltiva, tra gli altri, Giovanni Trovati. Leonforte stessa è un fascinoso, antico borgo con la fisionomia tipica delle cittadine dell'entroterra siciliano.
  • 51. TRAPANI, SULLE TRACCE DEL SALE Arriviamo poi a Enna, che è il capoluogo di provincia più alto d'Italia. Il punto di massima altitudine, 992 metri sul livello del mare, è in corrispondenza del maestoso, fortificato Castello di Lombardia. Per una sosta mangereccia, Trattoria La Rustica, senza pretese ma con una cucina saporita (polpettone alla ennese, spaghetti alla mollica). L'ovest della Sicilia è un mondo. Un mondo di mare, di sole, di tradizione. E di bellezza. Visitate Erice, per esempio, vicino Trapani. La città mantiene un incantevole centro storico di antichissime origini, con un Duomo perfettamente conservato. Conviene rifocillarvi: fatelo a Paceco, alla Trattoria del Sale. Oltre che un'ottima cucina trapanese, il ristorante offre pure un Museo del Sale, che documenta l'annosa storia delle saline trapanesi (siamo nella Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco, tutelata dal wwf e visitabile). A Paceco ha sede pure l'azienda vinicola Firriato, una delle migliori della Sicilia. A Trapani città c'è molto da passeggiare. La maggiore attrattiva è costituita dal centro storico, dove un magnifico barocco convive con edifici ancora più antichi. Mangiate Al Solito Posto, solida trattoria di cucina sicilianissima.
  • 52. ITINERARI (IN) CONSUETI VALTIBERINA, SANTUARI E TABACCO La Valtiberina non è certo un posto battuto dai turisti anglosassoni, che preferiscono sicuramente i percorsi “vinicoli” del Chianti e di Montalcino. Eppure, questa vallata, che dall'Appenino scende fino ad Arezzo e oltre, può costituire materia di escursioni interessanti. Succosa, per giunta, pure dal punto di vista gastronomico, tanto che è stata costituita una Strada dei sapori. Nelle montagne prospicienti la valle del Tevere, merita anzitutto visita il Santuario della Verna, la cui chiesetta di Santa Maria degli Angeli, costruita in seguito all'apparizione della Vergine a San Francesco, ne costituisce il punto focale. All'interno, l'altare ospita un dossale di invetriata con l’Assunta che dona la cintola a San Tommaso tra i Santi Gregorio, Francesco e Bonaventura, opera di Andrea della Robbia realizzata intorno al 1485, come anche le due pale vicine all'ingresso, raffiguranti la Natività con San Francesco e Sant’Antonio e la Pietà. Nella Chiesa sono custodite varie reliquie di san Francesco.
  • 53. LUNIGIANA, TRE TERRE IN UNA Nella valle vera e propria, fermatevi a Pieve Santo Stefano, dove meritano attenzione alcune chiese e soprattutto l'Archivio Diaristico Nazionale: una curiosa raccolta di centinaia e centinaia di diari e piccole memorie private. In paese è poi degna di nota l'azienda agricola Il Ghiandaio, che realizza eccellenti salumi a partire da maiali allevati naturalmente. Più a sud, il paese di Anghiari è ricordato per una battaglia del 1440, quella tra i Fiorentini alleati della Santa Sede, da un lato, e i Milanesi dall'altro. La città gode di una bellissima posizione, ed è rimarchevole per i numerosi palazzi antichi del centro storico, come il Palazzo Pretorio, oggi sede municipale. Nel territorio di Anghiari, l'azienda Valle di Mezzo si segnala per i formaggi di capra. Tra Anghiari e Sansepolcro, la strada è costellata di piantagioni di tabacco: siamo in una delle località dove nasce la materia prima per il sigaro Toscano. Giunti a Sansepolcro, città ricca di storia e di tradizioni, vi converrà visitarne almeno il Duomo, imponente costruzione medievale. Se vorrete fermarvi a pranzo, il vecchio e sperimentato Ristorante Ventura farà al caso vostro, con robuste pietanze di carne. Altro posto ignoratissimo dal turismo, la Lunigiana, anche gastronomicamente, è l'anello di congiunzione tra Toscana, Emilia e Liguria. Cominciate a scendere a Pontremoli, la cittadina sede del celeberrimo Premio Letterario Bancarella: l'aspetto è delizioso, e almeno il quattro-cinquecentesco Convento dell'Annunziata merita una sosta. Per rifocillarvi, passate all'antica, suggestiva Pasticceria degli Svizzeri, la cui specialità è la Spongata. Più a sud, sta un antichissimo paesino, prescelto dagli amanti del verde e del silenzio: Filattiera. Commuove qui la pieve di Sorano, severa quanto semplicissima architettura romanica di rara solidità. Solidissimi sono pure i salumi (di maiale brado) e i formaggi stagionati di Naturalmente Lunigiana, l'azienda agricola di un uomo d'affari che ha cambiato vita ed è tornato alla terra: specialità, la rara spalla cotta di Filattiera. Uno dei ristoranti ideali per entrare in contatto con la gastronomia locale è la Locanda Gavarini, a Villafranca in Lunigiana: testaroli, piccione e tante verdure.
  • 54. ITINERARI (IN) CONSUETI TRENTINO ALTO ADIGE E LE ALPI Fra le regioni italiane il Trentino Alto Adige e' quella più nota per la bellezza delle sue montagne. Al confine con l' Austria e la Svizzera il suo territorio si estende dal gruppo dell’Adamello-Brenta e dalle cime dell’Ortles e del Cevedale ai rilievi più suggestivi d’Europa: le Dolomiti di Val di Fassa, del Brenta, di Val Gardena, di Val di Fiemme e Pale di San Martino. Una natura autentica e incontaminata che vanta una straordinaria varietà di paesaggi: maestose vette, boschi, ampie vallate, corsi d’acqua, laghi, l’incantevole gioco di luci tra le guglie delle Dolomiti, i campanili svettanti di pittoreschi paesini. All'avanguardia nel turismo invernale, la regione offre un immenso comprensorio sciistico con centinaia di chilometri di piste : Madonna di Campiglio, Canazei, Moena, San Martino di Castrozza sono le mete più rinomate, godibili anche d'estate. Caratteristico è il panorama del lago di Garda che nel territorio trentino si restringe e appare come un fiordo chiuso tra alte montagne. Il Trentino Alto Adige custodisce anche un notevole patrimonio culturale: testimonianze preistoriche, incantevoli castelli, santuari e città di rilievo storico e artistico di una terra punto di incontro tra il mondo nordico e latino. Merano, Lèvico Terme, Peio, Rabbi e Comano Terme, sono solo alcune tra le tante localita' termali che offrono cure e trattamenti.
  • 55. Sviluppato su quattro livelli, dodicimila metri quadrati di cui seimila per le esposizioni, il Mart e' un museo che vanta una collezione d'arte molto ricca : dal Futurismo alla Pop Art, passando per l'Arte Povera ed il Realismo, fino ai linguaggi della contemporaneità. Incastonato tra due palazzi settecenteschi e a due passi dal centro storico di Rovereto sorge la sede principale del Museo - La Casa Museo Depero, concepita dall'artista che ne curo' gli arredi. L'altra sede del Mart - Palazzo delle Albere - si trova invece a Trento ed ospita la collezione permanente sull' 800. 11mila metri quadrati di superficie su sette piani densi di innovazione, il MUSE è un viaggio nelle tematiche ambientali su una struttura con involucro altamente coibentato, trigenerazione e fotovoltaico, tutto all'insegna dell'eco-sostenibilita'. Progettato da Renzo Piano nell’ambito della riconversione dell’area ex Michelin nel nuovo quartiere Le Albere, il nuovo Museo delle Scienze è già divenuto l'emblema della citta'di Trento e del territorio. Attraverso il percorso simbolico che collega i cinque piani della struttura, dall’alto dell’ultimo piano, occupato dai ghiacciai perenni, fino alle profondità marine ai piani interrati dove si libra lo scheletro fluttuante di una balena, il Muse celebra le biodiversità' del pianeta. .A fondovalle per esempio il visitatore si sentira' come immerso in una vera e propria foresta pluviale con tanto di piante e vegetazione preservate dal clima caldo-umido di una serra a vetri. Conoscer il Trentino significa anche esplorar i territori delle Malghe - rustiche costruzioni di pietre e di legno per i pastori - la cui storia viene ricostruita dal Museo Della Malga a Caderzone ( TN ) Nelle tre sale sono ordinati gli oggetti con una precisa logica di lettura: la prima è dedicata al pascolo, alla mungitura, al casello; la seconda alla casara ed ai prodotti finiti della trasformazione del latte, la terza alla quotidianità dell'uomo. Oggi le malghe trentine sono oltre 350 con una superficie di pascolo di circa 40.000 ettari; circa trecento di esse producono latte e un centinaio lo trasformano con tecniche e metodologie produttive ancora improntate all’artigianalità. Sono circa 20.000 i quintali di latte prodotto. " Albe in malga " e' un iniziativa grazie alla quale tutti i sabati di luglio e di agosto si potra' vivere per qualche ora le esperienze di chi vive l’alpeggio. Una guida o un accompagnatore esperto delle zone ci scortera' alle prime luci dell'alba in un eccezionale contesto bucolico per partecipare alla mungitura e alla caseificazione.
  • 56. ITINERARI (IN) CONSUETI L'UMBRIA MENO CONOSCIUTA L'Umbria è piuttosto piccola, però è bella, verde e ricca di bellezze paesaggistiche. Se volessimo visitarne la parte meridionale, cominceremmo probabilmente da Todi. In questa cittadina, possiamo ammirare uno dei più grandi monumenti mai concepiti nel Rinascimento: il tempio di Santa Maria della Consolazione. Attribuita al Bramante, questa chiesa a pianta centrale è una bianca mole dove le spinte e le controspinte dell'architettura creano un insieme di rara armonia. Potete anche farvi una buona bevuta: la cantina Tudernum propone vini dall'eccellente rapporto qualità-prezzo. Scendendo verso Terni lungo la superstrada, potete fare una piccola deviazione per vedere Acquasparta e il suo Palazzo Cesi, dai magnifici loggiati. Nella stagione giusta, la cittadina è vivificata da un famoso Carnevale. Arriviamo poi a Terni, capoluogo di provincia, città dalle ricche vestigia medievali, ma anche interessante centro di archeologia industriale: addirittura le famose cascate delle Marmore, le più alte d'Europa, sono imbrigliate in un complesso sistema per lo sfruttamento idroelettrico, tale per cui la cascata è visibile alla massima portata per circa due ore al giorno. Per mangiare, conviene fermarsi alla Trattoria Lillero: piatto del desiderio, l'agnello fritto. Non lontano da Terni, c'è Narni: un gioiello di cittadina, rimasta quasi del tutto intoccata nella sua purezza medievale. Ogni primavera, la città si anima per la tradizionale Corsa all'Anello, un'antica competizione le cui origini si perdono nell'antichità: a margine della corsa, rievocazioni d'ogni genere. In città, provate la porchetta e i salumi della macelleria Cecchetti, e per pranzare, il ristorante Gattamelata.
  • 57. EVENTI ENOGASTRONOMICI, SAGRE E FIERE E’ inutile soffermarsi sulla maestosità delle Montagne della Valle d’Aosta, che accoglie la cime più alte dell’intero arco alpino. Meta privilegiata degli amanti dell’escursionismo, del trekking e degli sport invernali, riesce a deliziare e sorprendere il visitatore con i suoi borghi rurali, le antiche miniere abbandonate e geositi suggestivi e di grande interesse. L’orrido e le terme di Pré-Saint-Didier: Uno spettacolo grandioso ed emozionate è quello offerto dall’“orrido” di PréSaint-Didier (Valle Valdigne): una cascata di selvaggia bellezza, ripida e incastonata tra pareti di roccia, strette, anguste e quasi verticali. Una vera e propria celebrazione della forza della natura. A piedi dello strapiombo, in una grotta, sgorgano le acque dalle proprietà rilassanti, ricostituenti e antireumatiche, che vanno ad alimentare le vicine terme. Il centro termale, aperto nel 1838 e meta privilegiata della famiglia reale, è un luogo ricco di storia e di nobile eleganza. La sua riapertura, dopo trent’anni di inattività, costituisce senz’altro un importante elemento di valore aggiunto per l’attrazione turistica dell’area. San Marcel : Borghi rurali, Archeologia industriale e natura incontaminata Una vecchia mulattiera lastricata si inerpica in secolari boschi di castagni e collega villaggi collinari che conservano intatte le caratteristiche tipiche degli antichi borghi rurali. In particolare, negli abitati di Enchasaz e Seissogne è possibile ammirare abitazioni in pietra, mulini e granai, anche risalenti al 1400. Gli appassionati di archeologia industriale non possono non concedersi una visita alle miniere abbandonate di pirite e manganese; gallerie, forni, depositi di scorie e baracche dei minatori, benché danneggiate, evidenziano elementi di grande suggestione. Stupefacente il contrasto tra le strutture dismesse, orgogliose superstiti dell’eterna faida tra l’uomo e la natura, e l’incredibile e selvaggia bellezza del paesaggio della valle.
  • 58. EVENTI ENOGASTRONOMICI, SAGRE E FIERE La comba di Vertosan: la ”bataille des reines”, alpeggi e sapori tradizonali La lussureggiante valle di Vertosan, nel Comune di Avise, è una meta ideale per gli amanti dell’escursionismo e della mountain bike; salendo alla Court de Bard, un promontorio affacciato sulla valle, è possibile bearsi di una veduta superlativa del Monte Bianco e delle valli del Gran Paradiso. La zona, prettamente agricola, è ricca di alpeggi nascosti tra i boschi di larici, ed è teatro di una delle più tradizionali “bataille des reines” (battaglia delle regine) tornei di lotta tra femmine adulte di razza bovina, volti a stabilire la superiorità gerarchica nell’ambito della mandria. Per rendere anche “gustosa” una già memorabile escursione, è immancabile una sosta a “lo Grand Baou”, a Jovençan, trattoria con cucina tipica valdostana, dove è possibile assaggiare piatti di antica tradizione, realizzati con i prodotti della valle (aperto solo a luglio e agosto).