C:\fakepath\marras classico finale

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C:\fakepath\marras classico finale

  1. 1. Antonio Marras<br />« Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo. La Sardegna è un'altra cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa. »<br /> (David Herbert Lawrence, da Mare e Sardegna, 1921)<br />
  2. 2. History & Curiosity<br />
  3. 3. Antonio Marrasnasce ad Alghero nel 1961. Acclamato già dopo poche apparizioni, presenta creazioni che portano sempre l’impronta della sua terra natale, la Sardegna il cui carattere fiero è continua fonte di ispirazione per lo stilista. Sono collezioni fortemente narrative quelle presentate da Antonio Marras: dietro ogni sfilata si cela l’esigenza di raccontare una storia, che si dipana attraverso immagini e simboli. La ricerca creativa di questo stilista si declina attraverso delle costanti: la decostruzione della forma, l’ornamento interpretato come elemento simbolico, l’incontro tra diverse culture e il viaggio. Marras non disdegna le contaminazioni e nelle sue creazioni si possono trovare riferimenti eterogenei al costume e all’arte: il teatro di Gogol e l’Ofelia di Shakespeare, i quadri di Klimt e le opere di Boltanski, il costume sardo e il kimono giapponese, il Secessionismo viennese e, il balletto russo del primo Novecento. Anche nell’utilizzo dei tessuti ama contaminare e sovrapporre elementi diversi che, decostruiti nella forma, si stratificano in un unico abito assumendo una nuova natura. La sua è una moda simbolica ed eclettica, dove la sfilata diventa un vero e proprio happening a metà strada tra l’installazione e la performance. Del resto, ama definirsi "uomo prestato alla moda, anziché stilista". Per il suo background culturale e particolari scelte professionali Antonio Marras è un personaggio quasi liminare nel panorama odierno della moda. La sua formazione artistica si discosta dai percorsi canonici di altri colleghi, l’approccio con la moda avviene per Marras da autodidatta, senza aver seguito studi artistici ma solo stregato dal fascino dei tessuti, i ricami e gli ornamenti che affollavano la bottega di stoffe del padre. Quando è stato il momento di lanciare il proprio marchio non ha utilizzato grandi investimenti finanziari né campagne pubblicitarie, ha preferito ai grandi centri del mercato della moda la sua città natale, Alghero, come residenza e luogo di lavoro. Nel 1997, a 26 anni, realizza la sua prima collezione di prêt-à-porter ma è solo nel 1999 che presenta la linea che firma con il proprio nome e cognome. Da quella sfilata l’Alta moda femminile si accorge di questo nuovo talento. Nel corso della sua carriera collaborerà per vari brand quali “Piano Piano Dolce Carlotta” e “Trend LesCopains”. Nel giugno 2002, in occasione di Pitti Uomo a Firenze Marras presenta la sua prima collezione maschile. Nel 2003 il gruppo LVMH (MöetHennessy-Louis Vuitton) gli propone di diventare direttore artistico per la maison Kenzo, incarico che Marras riveste tutt’oggi. Recentemente è tornato ad essere proprietario del suo marchio, che verrà prodotto e distribuito dall’azienda tessile fiorentina Gibo', che annovera tra i suoi clienti John Galliano e Viktor & Rolf. Ad oggi, oltre alle collezioni donna e uomo, Marras porta avanti la sua ricerca sartoriale ne “Il laboratorio”, una collezione a metà strada tra prêt-à-porter e couture. “Il laboratorio” viene prodotta in Sardegna, in serie limitata. Gli abiti sono pezzi unici diversi l’uno dall’altro perché fatti con scampoli di tessuti, stoffe strappate, decostruite, a volte ricostruite, magari impreziosite da ricami o decorazioni folcloristiche. Ultimo successo in ordine di tempo è la realizzazione di una linea personale dal nome “I’M Isola Marras”, un easy-daily-wear prodotto e commercializzato su licenza da Interfashion, società del Gruppo Stefanel. Con questa linea, che coniuga qualità e prezzi accessibili, Antonio Marras cerca di soddisfare la richiesta da parte del suo pubblico, rendendo le sue creazioni accessibili a una più vasta fetta di ammiratori. Per il momento la linea I’M si rivolge esclusivamente al pubblico femminile anche se entro la primavera-estate 2010 è previsto anche il lancio della versione maschile. Le costanti che hanno caratterizzato il lavoro di Marras fin dall’inizio (ricami, lavorazioni, ornamenti, sovrapposizioni di tessuti e fantasie diverse ecc…) si ritrovano in questa linea streetwear che declina un total look completo, con tanto di accessori. Il 20 febbraio 2008 viene inaugurata la prima boutique milanese di Antonio Marras, nel cuore del quadrilatero della moda, in via Santo Spirito. Un atelier dalle pareti ricoperte da specchi antichi, tende ricamante e fiori bianchi.<br />
  4. 4. La produzione di abiti di Antonio Marras non esclude alcun tipo di intersezione, commistione e linguaggio espressivo. Spesso intercetta un carattere dichiaratamente artistico, alcune volte rimanda ad un'esperienza artigianale, altre esclusivamente intellettuale. Il territorio su cui viaggia, la materia attraverso la quale si esprime è quella umana. Ogni collezione nasce da un personale percorso di rielaborazione, riconfigurazione e combinazione di elementi che affiorano, riaffiorano, si trasformano. È autore di una moda che viene definita come “un testo da leggere, da indossare”, dotata di una dimensione inseparabile da quella del racconto che non smette mai di dialogare con il suo autobiografismo e l'individualità umana. La sua formazione (non solamente professionale) avviene in prevalenza ad Alghero, in Sardegna, all'interno delle boutique di famiglia dove Marras ha la possibilità di sperimentare e lavorare sui capi finiti. I suoi interventi, le sue personali interpretazioni riscuotono subito maggiore consenso degli abiti pronti alla vendita. Nel 1987 Antonio Marras viene chiamato da una ditta romana a disegnare delle collezioni di prêt à porter. Proprio la coesistenza del suo fervore intellettuale e della sua competenza tecnica costituirà la base per la creazione della prima collezione che porta il suo nome. L'anno del suo debutto nel prêt à porter sarà invece il 1999.Fin dagli esordi il suo atteggiamento, nella creazione delle collezioni, è quello della disruption, ovvero della rottura con gli schemi precostituiti e del recupero di elementi dimenticati. A differenza della rottura, la disruption è infatti un processo attivo, portatore di un flusso improvviso e istantaneo di energia. Un cortocircuito indotto. La sua esperienza è costellata di collaborazioni, anche solo mentali, con figure straordinarie del panorama artistico sardo ed internazionale. Quest'ultime possono rivelarsi semplice fonte di ispirazione di alcuni segmenti del suo percorso creativo così come autentiche compagne di viaggio. Il suo interesse nei confronti della particolarità delle culture popolari è grande, proprio a partire da quella sarda (ed in particolare quella catalana della sua zona di origine) ma distante dal folclore più superficiale. Artisti e movimenti culturali sardi sono oggetto costante dei suoi studi così come il dialogo con il mondo femminile gioca un ruolo primario nella sua indagine intellettuale. Eroine come Eleonora d'Arborea, viaggiatrici come AnnemarieSchwarzenbach, dive cinematografiche come Rina De Liguoro o fotografe come Tina Modotti sono solo alcune protagoniste dei suoi “racconti per abiti”. Anche nel suo lavoro di direttore creativo della maison Kenzo, Marras rilegge la capacità del creativo giapponese di mescolare componenti che provengono da mondi differenti. Come Kenzo preleva immagini e stilemi appartenenti a geografie distanti, per trasformarli, attraverso un abito, in qualcos'altro. Marras è inoltre uomo del suo tempo. Il pubblico è elemento fondamentale del suo processo creativo, sempre in divenire. Ciò che già esiste è soggetto a continua restrutturazione, ad evoluzione in qualcosa di inedito, che prima non c'era.<br />
  5. 5. Inspiration<br />
  6. 6.
  7. 7.
  8. 8.
  9. 9.
  10. 10. Style Icons<br />
  11. 11.
  12. 12. ClothesIcons<br />

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