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Umbria

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  • 1. Scuola Media “Pellegrino da San Daniele”
  • 2. La Cattedrale di San Lorenzo a Perugia I lavori per la costruzione della Cattedrale intitolata a San Lorenzo, uno dei Santi patroni della città, iniziarono nel 1345 e si conclusero nel 1490. Sia la fiancata laterale che la facciata principale, però, sono rimaste incomplete. La fiancata laterale si affaccia sulla Fontana Maggiore, e una trama geometrica di rombi di marmo rosa e bianco ne decora solo il lato inferiore. La facciata principale, invece, si affaccia su Piazza Danti ed è caratterizzata da un portale barocco del 1729. Linterno, di impronta tardogotica, presenta tre navate di uguale altezza, divise da possenti pilastri. Le decorazioni furono completate nel XVIII secolo e, tra queste, spiccano La Deposizione di Federico Barocci, la vetrata policroma del XVI secolo di Arrigo Fiammingo e il Monumento Funebre in onore del vescovo Andrea Baglioni realizzato da Urbano da Cortona. Nel chiostro della Cattedrale potrete visitare il Museo Capitolare, sede di importanti opere darte.
  • 3. La Galleria Nazionale dellUmbriaa Perugia Lungo Corso Vannucci, agli ultimi piani del Palazzo dei Priori ha sede, dal 1878, la Galleria Nazionale dellUmbria. La Galleria ospita uno dei patrimoni artistici più completi e ricchi di tutta la regione. Le opere coprono un periodo che va dal XIII al XIX secolo e sono organizzate secondo un esaustivo percorso cronologico: al terzo piano sono raccolte le opere che vanno dal XIII al XV secolo; mentre al secondo piano quelle dal XVI al XIX secolo. A differenza degli altri grandi musei italiani e stranieri, nella Galleria Nazionale dellUmbria i capolavori sono raccolti in uno spazio piccolo, quindi si susseguono senza sosta. Si ammirano in un solo sguardo le madonne e i politici della pittura fiorentina e senese del 1400, accanto ai capolavori del Rinascimento, i pezzi unici delloreficeria umbra. Fra tutti, spiccano capolavori di Duccio di Buoninsegna, Piero della Francesca, Beato Angelico, Pinturicchio e Perugino In più, raccolte monografiche dedicate alloreficeria, alla grafica antica, alla topografia e ai tessuti umbri arricchiscono la raccolta.
  • 4. Rocca Paolina a Perugia Decantata in una celebre poesia di Giosue Carducci, la Rocca Paolina è unantica fortezza voluta dal Papa Paolo III e realizzata da Antonio da Sangallo il Giovane. Lintento del Papa, in cui era ancora vivo il ricordo del Sacco di Roma, era quello di rendere la città sicura e di creare, così, un rifugio efficiente come lo era stato Castel SantAngelo. La sua costruzione rese necessaria la distruzione di più di cento case ma anche di monasteri e chiese, soprattutto di proprietà della famiglia Baglioni, odiatissima dal Papa. La Rocca è stata simbolo dellautorità papale fino al 1860, anno in cui venne abbattuta in seguito allannessione al Regno dItalia. Di quellantica costruzione sono visibili un tratto delle mura di sostegno ed il bastione che incorpora Porta Marzia. La parte più suggestiva di quel che resta della Rocca Paolina sono i sotterranei, in particolare le scale mobili che dal parcheggio di Piazza Partigiani attraversano la Rocca sotto il porticato laterale del Palazzo del Governo (1870, sede della Provincia) e arrivano in Piazza Italia.
  • 5. LOratorio di San Bernardino aPerugia LOratorio fu voluto dai frati Francescani in onore di San Bernardino da Siena, la cui predicazione aveva infiammato i perugini in diverse occasioni. La splendida facciata policroma è opera di Agostino di Duccio che, utilizzando materiali differenti, riuscì a creare una vera e propria sinfonia di colori che esplode in un affascinante gioco di riflessi. In un fine ricamo di pietre e marmi, Agostino di Duccio era riuscito a glorificare Bernardino e a narrare i suoi miracoli. Lopera di Agostino è il più insigne monumento rinascimentale di Perugia. Un doppio portale immette il visitatore nellinterno dallimpianto gotico, il cui altare è costituito da un sarcofago paleocristiano del IV secolo che raccoglie le spoglie del beato Egidio, compagno di San Francesco. Dietro laltare, un altro portale introduce nellOratorio di SantAndrea con un soffitto a cassettoni e dipinti del XVIII e XIX secolo.
  • 6. Piazza IV Novembre E’ considerata una delle più belle piazze d’Italia ed è il centro monumentale della città di Perugia. Attorniata da eleganti ed interessanti edifici, vede sorgere nel mezzo la meravigliosa Fontana Maggiore , realizzata nella seconda metà del ‘200 da Nicola e Giovanni Pisano e Fra’ Bevignate da Perugia. Sulla Piazza, alta su una gradinata, sorge la fiancata delle trecentesca Cattedrale di San Lorenzo , con la bella decorazione in marmi rosati. L’interno è assai interessante ed offre pregevoli opere d’arte. Sulla parte opposta della piazza, di fronte alla Cattedrale, sorge lo stupendo Palazzo dei Priori che allunga il suo fianco curvilineo su Corso Vannucci . Esso rappresenta uno degli esempi più raffinati ed interessanti dell’architettura gotica. Venne in parte realizzato alla fine del XII secolo, in parte all’inizio del XIII. La facciata è caratterizzata da una grande scalinata che dà accesso alla Sala dei Notari . In alto, poggianti su delle mensole, i simboli di Perugia: il grifo ed il leone. La Galleria Nazionale dell’Umbria , che occupa parte dell’interno del Palazzo dei Priori, costituisce la più importante e ricca raccolta di pittura umbra. Al pianterreno del Palazzo dei Priori si trovano poi la Sala del Collegio della Mercanzia e quella del Collegio del Cambio . La prima, completamente rivestita in legno, era adibita alle riunioni dei Consoli della Mercanzia; la seconda alle riunioni dei Cambiatori, ossia dei banchieri che praticavano il cambio delle monete. Parallelamente a Piazza IV Novembre ed a Corso Vannucci si apre Piazza Matteotti.
  • 7. Fontana Maggiore La Fontana Maggiore, uno dei principali monumenti di Perugia, è situata al centro di Piazza IV Novembre (già Piazza Grande) e riceve da più di 800 anni lacqua dal monte Pacciano. Fu progettata tra il 1275 ed il 1278 da Nicola Pisano (con la collaborazione di frà Bevignate da Cingoli per la parte architettonica e di Boninsegna Veneziano per la parte idraulica) e venne eretta per celebrare larrivo dellacqua nellacropoli della città grazie al nuovo acquedotto, che convogliava nel centro di Perugia le acque provenienti dal monte Pacciano, situato a pochi km dalla città. La Fontana venne danneggiata dal terremoto del 1348, con conseguente ricostruzione arbitraria dellordine dei pannelli; è stata sottoposta a restauro una prima volta nel 1948-49 e poi ancora nel 1995-99. La fontana, predisposta in bottega e poi montata al centro della piazza, fu realizzata in pietra di Assisi. È costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate da una tazza bronzea ornata da un gruppo bronzeo di Ninfe dal quale sgorga lacqua. La fontana ha la decorazione incentrata in 50 bassorilievi e 24 statue con cui Nicola Pisano e il giovane figlio Giovanni ornarono le due vasche poligonali concentriche. Nella vasca inferiore sono rappresentati i Mesi dellanno con i segni zodiacali e le scene della tradizione agraria e della cultura feudale, le Arti liberali e personaggi della Bibbia e della storia di Roma.
  • 8. SPOLETO
  • 9. Il Teatro Romano (I sec. a.C.), eloquente testimonianza della Spoleto romana, è statoriportato alla luce tra il 1954 e il 1960. Fu individuato nel 1891 da Giuseppe Sordiniattraverso un disegno cinquecentesco che lo collocava nellarea del convento diSantAgata. Oggi è inserito nel complesso che ospita il Museo Archeologico Statale ed èancora utilizzato per spettacoli e rappresentazioni varie. Laccesso si trova lungo viaSantAgata ma la vista dinsieme si coglie fin dallesterno. eo M us e le no ata a t om o S R ic ro log at oTe che A r
  • 10. Casa RomanaIn via Visiale, tra via del Municipioe via Saffi, sorge la Casa Romana,posta su un terrazzamentoimmediatamente superiore aquello del foro. Scoperta daGiuseppe Sordini nel 1885 escavata tra la fine dellOttocentoe il 1914, appartenne ad unpersonaggio economicamente esocialmente rilevante nellaSpoleto del I sec. d.C., forse aVespasia Polla, madredellimperatore Vespasiano.Sitratta, in ogni caso, di unapregevole abitazione signorile ilcui schema architettonico riflettequello classico delle abitazionipatrizie romane. Sono infattipresenti latrio, dotato di unbacino di raccolta delle acquepiovane (impluvium), il tablinum,il triclinium, il peristilium, nonchécubicula e alae. Tutti gli ambientisono pavimentati a mosaico; inqualche punto sono visibili traccedi affreschi. Sopra larea dellacasa, si erge il Palazzo delComune.
  • 11.  La Rocca sorge sulla sommità del Colle SantElia, in posizione strategica e Rocca Albornoziana dominante tutta la vallata. Fu edificata a partire dal 1359, nellimminenza del e Ponte delle rientro definitivo della sede papale da Avignone a Roma, nellambito della realizzazione, affidata al cardinale Torri Egidio Albornoz, del sistema difensivo finalizzato a riportare lautorità papale nei territori della Chiesa dopo la cattività avignonese. Il monumento è un complesso fortificato dallallungata forma rettangolare, scandito da sei torri e con due ampi cortili interni; fu concepito per svolgere anche funzione di rappresentanza e residenziale per i rettori del Ducato, i governatori della città e i legati pontifici. La Rocca perse, poi, progressivamente la funzione residenziale e nel 1816 fu trasformata in penitenziario, uso che assolverà fino al 1982. In quellanno furono avviati gli imponenti lavori di recupero e restauro (ad oggi ancora non del tutto ultimati) che hanno restituito agli ambienti limmagine originaria, pur con le inevitabili perdite evidenti, soprattutto, nelle lacune delle decorazioni pittoriche.
  • 12. Ponte delle TorriEretto alla fine delTrecento,probabilmente suiresti di unaprecedente strutturaromana, Il Ponte, trale più grandicostruzioni inmuratura delletàantica (alto ben 80metri e lungo circa280) aveva funzionidi acquedotto, eracioè destinato aportare in cittàlacqua del monte.
  • 13. Fortilizio dei Molini - Secoli XIII-XIV
  • 14.  Lungo via Saffi, su cui affaccia il prospetto settentrionale del palazzo Comunale, si apre la superba vista della Cattedrale: ricostruita alla fine del XII sec., sostituì lantico edificio di S. Maria del Vescovato, dellVIII – IX sec., eretto sullarea di un primitivo tempio cristiano dedicato al martire Primiano. Sulla facciata, impreziosita dal mosaico di Solsterno, si aprono le arcate del portico fatto realizzare nel 1491 da Ambrogio Barocci, celebre maestro che aveva lavorato nella splendida residenza ducale di Urbino al fianco di Francesco di Giorgio Martini. Lutilizzo di materiali cromaticamente contrastanti – le pietre bianca e rosata dei monti intorno Spoleto – fa cogliere a pieno leffetto chiaroscurale e la minuzia decorativa dei rilievi eseguiti da maestranze lombarde esperte in questo tipo di arte, come testimoniato dai documenti conservati negli archivi.
  • 15. Dedicata in origine ai martiri spoletini Concordio e Senzia, la chiesa fa partedi una serie di basiliche paleocristiane sorte intorno a Spoleto nei primi secolidellepoca cristiana. Lattuale dedicazione testimonia limportante ruolo assuntodalla basilica durante la dominazione longobarda, vista la particolare devozionedi questo popolo al Salvatore.
  • 16. Fontana del Mascherone- Secoli XVII-XVIII
  • 17.  Il Teatro Romano di Gubbio si trova alla periferia della città, presso leIL TEATRO antiche terme. Fu costruito nellultimo periodo della Roma repubblicana, quindi a metà delROMANO primo secolo a.C.  Era uno dei maggiori teatri dell’impero romano. Col suo diametro di 70 metri, la parte riservata al pubblico, cioè la "cavea", poteva ospitare più di seimila spettatori. La "cavea" originaria era molto più alta dellattuale, ma praticamente nulla resta della parte superiore.  Il Teatro fu gravemente danneggiato nell’VIII secolo, durante loccupazione longobarda. Nellalto Medioevo, quando il teatro fu considerato una cava da cui trarre le pietre per ricostruire la città dopo le distruzioni barbariche, D’estate, vengono rappresentate grandi opere classiche.
  • 18. La basilica di Sant’Ubaldo La Basilica di Sant’Ubaldo sorge sulle pendici del Monte Ingino.Essa risale al XII secolo e fu restaurata nel Cinquecento dai Canonici Regolari Lateranensi: fu anche costruito l’annesso convento. Verso la fine del Settecento fu affidato ai Padri Passionisti e, nel 1816, ai Frati Minori.Rappresenta il cuore religioso, storico e folcloristico della città. La Basilica conserva i ceri con cui si corre – il 15 maggio di ogni anno – la famosa "Corsa dei Ceri".Una manifestazione cittadina, folcloristica e religiosa insieme, si svolge in onore del santo patrono e si conclude alla Basilica stessa. L’esterno della Basilica è semplice e allo stesso tempo suggestivo, privo di particolari ornamenti, sulle pareti s’intravedono ancora frammenti di affreschi cinquecenteschi, e da uno stupendo portale finemente scolpito. Linterno è diviso in 5 navate.
  • 19. Il palazzodei importante edificio di Gubbio è senza Il più Consoli dubbio lo storico Palazzo dei Consoli. Il Palazzo prospetta su Piazza Grande, è fra i meglio conservati in Italia ed è stato considerato l’unico che possa competere con il palazzo della Signoria di Firenze. Un’iscrizione indica che la i lavori iniziarono nel 1332. L’opera terminò nel 1346 e fu subito la residenza della suprema Magistratura cittadina. Architetto fu quasi certamente leugubino Matteo di Giovannello, detto Gattapone. Ledificio ha la forma di un parallelepipedo. Tutta la mole è sorretta da grandi e robuste arcate e da volte. Le mura sono di pietra calcare, bruna.La facciata volge ad oriente ed è aperta dal portale, che si trova alla sommità di una scalinata, e da una serie di finestre nella parte più alta. Il palazzo è terminato in alto da un ballatoio scoperto. Sullangolo sinistro della facciata sinnalza la torre della campana. Il primo piano è occupato dal grande salone che serviva alle adunanze popolari. Un’arditissima scala conduce alle sale superiori. Dai primi anni del Novecento, il Palazzo dei Consoli ospita il Museo Civico e la Pinacoteca Comunale.
  • 20. La Chiesa di SanFrancesco Si trova in Piazza Quaranta Martiri, dove – nel Medioevo – sorgeva la residenza degli Spadalonga; la famiglia che accolse amichevolmente ed ospitò Francesco d’Assisi, quando il Poverello lasciò la casa paterna. L’edificio fu costruito nella seconda metà del Duecento. La facciata è rivolta a nord-est, secondo i canoni francescani; essa presenta un bel portale e un piccolo campanile a pianta ottagonale: è l’unica in città ad avere una navata centrale e due
  • 21.  Assisi: patria di Francesco  Francesco nacque ad Assisi tra il 1181 o 1182 e morì nel 1226. Figlio di Pietro di Bernardone, un ricco mercante di stoffe, in gioventù condusse una vita spensierata e mondana e fu istruito in latino e in francese. Partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, fu fatto prigioniero durante la battaglia di Collestrada e tenuto prigioniero per più di un anno. Tornato ad Assisi, nel 1207 dopo un periodo di meditazione avviene lo strappo con il padre, che lo aveva accusato davanti al vescovo, di dissipare i propri averi, regalandoli ai poveri e di vestire di soli stracci, ridicolizzando la famiglia. In quella occasione, Francesco si spogliò degli abiti che indossava affermando che da allora non avrebbe più invocato il padre Pietro ma "il Padre Nostro che è nei cieli".
  • 22. Gubbio: sua   Ricoperto di un misero camiciotto sul quale tracciò con il gesso una grandeseconda patria Croce. Francesco parte da Assisi e si rifugia a Gubbio dove abita la famiglia degli Spadalonga. Con uno dei figli di Bernardo Spadalonga, Francesco era diventato amico durante la prigionia a Perugia, dopo la sconfitta di Collestrada. Sulla strada per Gubbio lungo il percorso oggi chiamato: "Sentiero Francescano della Pace", nei pressi di Caprignone incontra dei briganti che lo picchiano e lo gettano in una fossa piena di neve. Stanco ed affamato Francesco si ferma allabbazia di S.Verecondo (oggi abbazia di Vallingegno) dove si trattiene alcuni giorni costretto dal maltempo. Poi prosegue per Gubbio, dove viene accolto dalla famiglia Spadalonga e a Gubbio vi rimane per qualche mese. Durante il soggiorno a Gubbio S. Francesco compì alcuni miracoli tra cui la guarigione di una donna con le mani rattrappite. Gubbio sarà spesso tappa, nei suoi viaggi. La prima dimora a Gubbio di Francesco e dei suoi frati fu S. Maria della Vittoria (detta Chiesa della Vittorina perché in quel luogo gli Eugubini avevano ottenuto la vittoria nell853 contro i Saraceni
  • 23.  Durante uno dei suoi viaggi a Gubbio giunse a S. Francesco notizia di un  Lincontro  lupo che terrorizzava gli abitanti e si spingeva fino alle vicinanze delle con il lupo abitazioni. S. Francesco incontra il lupo e lo ammansì. Lepisodio è raccontato nei "Fioretti". All addomesticamento del lupo sono stati attribuiti diversi significati: cè chi sostiene che il lupo simboleggi il peccato, lavidità e la ferocia, altri una meretrice, altri ancora un indemoniato. Ma la maggior parte della gente di tutto il mondo ritiene che si tratti di un vero e proprio lupo. Molte prove hanno come fulcro la chiesetta di S. Francesco della pace (oggi detta "dei muratori" ) costruita nel luogo della grotta dove, secondo la tradizione, per due anni visse e morì il lupo.
  • 24.  Montefalco, posto in una posizione dominante sulle valli del Topino e del Clitunno, offre la vista di un ampio panorama delle terre umbre. La città di Montefalco domina dal suo colle la pianura che si stende da Spoleto fino a Perugia. Da tale posizione panoramica deriva anche il nome di ringhiera dellUmbria. E il luogo ideale da cui partire per visitare lUmbria, perchè è ben collegata a tutti i principali centri come Foligno e Spoleto, entrambi raggiungibili in un quarto dora di viaggio.
  • 25. CASTELLO DIMONTEFALCO  Lantico Falisco assunse laspetto di un "castrum romano", razionalmente impostato, di cui si possono riconoscere il cardo e il decumano massimo. Dopo la caduta dellimpero, Coccorone divenne linstabile confine tra Longobardi e Bizantini. Poco dopo il Mille, il castello fu circondato da mura. Nel 1240 ospitò Federico II ed il figlio: per loccasione fu eretta la porta ad arco ogivale, sopra la quale campeggiano la croce e laquila imperiale, e il nome del podestà, Lopardo. Nel 1324, fu costruita la seconda e più ampia cerchia di mura, intramezzata da torrioni, bastioni e spalti che dettero al castello laspetto di una fortezza inespugnabile. Della rocca rimangono vestigia significative con buona parte della cinta muraria, prima merlata guelfa poi ghibellina, con quattro porte: Camiano, Della Rocca, Il Verziere e Federico II e una torre angolare quadrata. Delle porte, il Verziere rimane la più imponente, sormontata da beccatelli e merli ghibellini. Dellantica struttura medievale restano allinterno notevoli reperti: le vie caratteristiche, il palazzo del Popolo eretto nel 1270, (e oggi sede municipale) ed alcune abitazioni trecentesche. Limportanza strategica e difensiva del castello fu sempre notevole, come pure la sua posizione che nel 1568 meritò lappellativo di "Ringhiera dellUmbria".
  • 26. Piazza del  Comune Già chiamata Campo del Certame e più tardi Piazza dei Cavalieri è un grande invaso quasi circolare al centro dell‘abitato e contemporaneamente al punto più alto, sul quale convergono le principali direttrici provenienti dalle quattro porte, circondato dai palazzi delle famiglie nobili e dominato dal Palazzo Comunale. Nel 1270 l‘edificio venne ricostruito e poi rimaneggiato e ampliato più volte: evidente è il loggiato quattrocentesco e la torre comunale dalla quale si gode di una vista superba. Le mura cittadine, stupendamente conservate presentano quattro porte dingresso. Della costruzione duecentesca rimane solo una bifora sul lato destro. Il portico venne aggiunto nel XV sec., la torre e il timpano con orologio solo nel XIX secolo. Nella antica Sala del Consiglio, ora sala di lettura della Biblioteca, vi è un affresco della Madonna in Maestà, attribuibile al pittore folignate Giovanni di Corraduccio (XV sec.).

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