Ambiente e-tecnologia-dell architettura-galanti-legnante-abstract-2004
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    Ambiente e-tecnologia-dell architettura-galanti-legnante-abstract-2004 Ambiente e-tecnologia-dell architettura-galanti-legnante-abstract-2004 Document Transcript

    • Convegno Nazionale ABITA “I percorsi della progettazione per la sostenibilità ambientale” Firenze 20-21 ottobre 2004 LA QUESTIONE AMBIENTALE E LA TECNOLOGIA DELL’ARCHITETTURA 1 2 Vincenzo Legnante & Giovanni Galanti 1 Dipartimento di Tecnologie dell’Architettura e Design “P. Spadolini”– Firenze 2 Ecolab: architetture ecologiche – Firenze [una riga bianca 20p] ABSTRACT: Per valutare i cambiamenti che il tema della sostenibilità comporta sulla tecnologia dell’architettura, si ritiene utile un riesame del significato, del percorso e delle interpretazioni della sostenibilità stessa; trattando dell’architettura sostenibile, inoltre, si propone una lettura degli interventi edilizi e delle tecnologie applicate strettamente connessa con le strategie sostenibili elaborate nel settore.[una riga bianca 10p] Ambito: ricerca o didattica Keywords: tecnologia, sostenibilità[due righe bianche 10p] scientifico erano maggiormente focalizzate sul1. IL SIGNIFICATO DELLA SOSTENIBILITÀ problema dell’inquinamento prodotto dalla societàLa sostenibilità rappresenta una delle sfide industriale.fondamentali per la ricerca scientifica e tecnologica,poiché sollecita mutamenti strutturali nel mondo della Vincenzo Bentivegna nel 1972 sosteneva che: “ilproduzione. Si appresta a divenire, inoltre, uno dei ricupero dell’ambiente non è il ricupero del rapportotemi centrali dell’architettura contemporanea e dei uomo-natura, ma solo la ricostituzione, parziale,settori tecnologici che si occupano dei processi di dell’insieme delle strutture ambientali che permettonotrasformazione del territorio. di continuare il processo di sfruttamento che ha portato alla degradazione ambientale. LeIl contributo allo sviluppo di strategie e interventi contraddizioni che sono alla base di questo modo disostenibili per l’ambiente costruito è quindi un tema appropriarsi della natura non vengono risolte, ma solooggi rilevante per la tecnologia dell’architettura, come trasferite a un momento successivo” (Bentivegna,furono, nel passato, temi come quello della 1972).partecipazione e del coinvolgimento degli utenti nelprocesso di programmazione e progettazione degli L’inquinamento urbano nei paesi sviluppati, nelinterventi di trasformazioni del territorio o quello della frattempo, è sensibilmente diminuito; il fenomenorazionalizzazione del processo di produzione edilizia. preoccupante, oggi, è il surriscaldamento globale, e questo, se vogliamo, ci segnala che gli effetti dellaLa progressiva integrazione dei temi ambientali contraddizione di cui parlava Bentivegna sinell’architettura imporrà al settore disciplinare manifestano adesso. La crisi ambientale è globale el’assunzione di nuovi compiti e la necessità di non può essere affrontata in termini di rapporti di forzaacquisire nuove e solide competenze. Ma imporrà, tra capitale economico e lavoro, anche perché dasoprattutto, un profondo cambiamento in tutti i settori parte del pensiero alternativo al modello di produzionedi attività riguardanti la tecnologia dell’architettura - capitalista – oggi messa da parte - le risorse delladalla ricerca alla progettazione, dalla normazione alla natura sono considerate una variabile indefinita cosìgestione - caratterizzato dal ruolo determinante di tre come da parte dei teorici dell’attuale modellofattori: economico.a) la costante attenzione all’evoluzione, nella società, delle connessioni tra natura e cultura; Christa Wolf descrisse ne Il cielo diviso, (Der geteilteb) una visione dell’innovazione aperta tanto Himmel, 1963) il conflitto tra individuo e società - la all’immaginazione quanto alla riscoperta; sofferta separazione di due amanti a Berlino, un mesec) più in generale, un maggiore affidamento sulla prima della costruzione del Muro, come conseguenza creatività. dei valori opposti e inconciliabili in cui essi si riconoscevano. Oggi, a quindici anni dalla caduta diPertanto, data la rilevanza del tema, si rende quello stesso Muro, altri drammi rispecchiano la realtànecessaria una verifica a tutto campo del significato dei conflitti umani, che si intrecciano con i problemidel termine “sostenibilità”, facendo riferimento almeno ecologici: un’iniqua accessibilità alle risorse è causa,ad alcune tra quelle più conosciute di un’infinità di ad esempio, di profonde lacerazioni collettive, comedefinizioni e interpretazioni. Inoltre, per la diffusione quelle vissute dalle popolazioni che migrano da paesiche l’espressione ha avuto nelle attività economiche e sempre più poveri, abbandonando affetti e radiciproduttive, bisognerebbe anche disporre di elementi di culturali per rifugiarsi ai margini delle economie invalutazione chiari, che permettano di riconoscere gli espansione dell’Occidente sviluppato.interventi realmente indirizzati alla sostenibilità La portata del cambiamento culturale che oggiIl concetto di sviluppo sostenibile è relativamente determina la questione dello sviluppo sostenibile ènuovo ed emerge in un quadro di riferimento diverso misurabile in un intervento di Jeremy Rifkin pubblicatoda quello di trent’anni fa, quando le analisi del settore da la Repubblica lo scorso settembre. Rifkin, afflitto
    • Convegno Nazionale ABITA “I percorsi della progettazione per la sostenibilità ambientale” Firenze 20-21 ottobre 2004dall’eclissi del modello americano, elogia “il nascenteSogno europeo [che] rappresenta le più alte La sostenibilità, tuttavia, assumeva un unico requisitoaspirazioni dell’umanità a un futuro migliore”. “Il di fondo: che il capitale naturale, l’insieme delleSogno americano – ci dice Rifkin - è troppo centrato risorse naturali del pianeta, non decresca nel tempo.sul progresso materiale personale e troppo Più che attraverso degli obiettivi, la sostenibilità èpreoccupato del benessere generale dell’umanità [ ], venuta definendosi mediante una serie diè diventato un vecchio sogno, intriso di una mentalità caratteristiche fondamentali, tra cui la coscienza deilegata a una frontiera che è stata chiusa tanto tempo limiti e capacità di autoregolazione, o l’inscindibilitàfa”. Rifkin guarda all’Europa, in cui nasce un progetto delle sue tre dimensioni ecologica, economica eche rappresenta “un impegno per la creazione di un sociale. La Dichiarazione di Rio su Ambiente enuovo schema storico di riferimento, che liberi Sviluppo introdusse 27 principi di riferimento per ognil’individuo dal vecchio gioco dell’ideologia occidentale azione proposta, che rappresentano il quadro deie, nello stesso tempo, leghi l’umanità a una nuova valori fondativi della sostenibilità. Tra di essi, per lestoria condivisa, fatta di diritti umani universali e di implicazioni che hanno rispetto ai nostri temi, sidiritti intrinseci della natura: ciò che chiameremo ricorda il principio precauzionale in assenza diconsapevolezza globale”. certezza scientifica e l’importanza degli scambi delle conoscenze scientifiche e tecnologiche nella2. IL PERCORSO DELLA SOSTENIBILITÀ cooperazione tra gli Stati.Da oltre un decennio lo sviluppo sostenibile è al Il rischio che però l’espressione sviluppo sostenibilecentro dell’agenda politica internazionale e, almeno in perda di significato è legato anche alla debolezza deiEuropa, è un concetto integrato nelle politiche di tutte risultati rispetto agli impegni sottoscritti dagli oltrele istituzioni, da quelle comunitarie a quelle delle cento Stati che parteciparono alla Conferenza di Rio,amministrazioni locali. Tuttavia si tratta di un concetto come hanno dimostrato le defezioni al Protocollo dicomplesso che oggi – forse anche per la rapida Kyoto sulla riduzione dei gas serra (avviato nel 1997,diffusione, dal suo primo esordio istituzionale, nel ma non ancora ratificato) e gli esiti, dieci anni dopo,1987, con il Rapporto Bruntland della Commissione del Vertice della Terra di Johannesburg del 2002. LaInternazionale Indipendente istituita in vista della nozione di sviluppo che esce confermata dai principaliConferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo di Rio indicatori economici, a dispetto degli impegni iniziali, ède Janeiro del 1992 – si presta a interpretazioni quella dell’espansione produttiva, mentre il peso degliambigue, alla diluizione dei suoi contenuti. Più che elementi immateriali dello sviluppo (miglioramentocostituire un paradigma, la sostenibilità individua una della salute e dell’istruzione, maggiore equità nellanecessità: indirizzare i modelli di produzione verso un ripartizione delle risorse e nella distribuzione delpossibile equilibrio con la biosfera, in modo che lo reddito, ecc.) appare insufficiente.sviluppo delle società umane non si traduca in unacrescente erosione delle basi di sostentamento della 3. SVILUPPO SOSTENIBILE:vita sul pianeta, garantendo un futuro di benessere UN’ANTINOMIA?alle prossime generazioni e riducendo il divario trapaesi ricchi e paesi poveri. Tra il IXX e il XX secolo la specie umana ha visto una crescita di dimensioni mai viste prima: la popolazioneDa quando la sostenibilità è divenuto un concetto- mondiale si è quadruplicata, il Pil è cresciuto 14 volte,guida, è stato sottoposto però a continue pressioni la produzione industriale 40 volte. La capacità diinterpretative. Gli economisti, ad esempio, si dividono carico dell’ecosistema non segue le regoletra l’idea di una sostenibilità debole e quella di una dell’economia, le sue risorse naturali sono fortementesostenibilità forte, in ragione inversa rispetto al grado erose e la sua produttività nel tempo vincola sempredi convinzione sulla sostituibilità tra “capitale naturale” più la crescita economica.e capitale prodotto dall’uomo. Si registra, inoltre,un’ampia articolazione di posizioni ideologiche Nei dieci anni trascorsi da Rio, il programma dinell’ambito dell’economia ambientale, in un arco che impegni presi ha registrato solo qualche piccolova dal tecnocentrismo spinto fino all’ecocentrismo più successo: per citarne uno, dall’adozione delradicale, che sul piano etico corrispondono Protocollo di Montreal (1987) il consumo di sostanzeall’attribuzione alla natura del solo valore strumentale, dannose per la fascia dell’ozono (in prevalenzada una parte, o di un valore intrinseco, dall’altra. Non clorofluorocarburi) si è ridotto dell’80% e lameraviglia, del resto, questa molteplicità di letture: la produzione è prossima a sparire. Per quanto invecesostenibilità ambientale e i nuovi paradigmi che essa riguarda l’energia, da una parte la strategiasuggerisce rimangono, come abbiamo detto, uno dei dell’efficienza ha permesso la diminuzione del 18%pochissimi riferimenti “forti” per le società nell’utilizzo energetico per ogni 1000 $ di Pil prodotto,dell’Occidente sviluppato. Da un lato queste dall’altra questo parziale risultato è stato vanificatosubiscono l’esasperazione del modello consumistico dall’aumento dei consumi energetici globali del 10%,rivelando tutti i loro limiti di tipo “umanistico”, dall’altro concentrati soprattutto nei paesi industrializzati, in unanon dispongono di strategie convincenti perché situazione nella quale le fonti rinnovabili di energiaconvivano mondi decisamente differenziati. In rappresentano solo il 3,8% della produzione globale.sostanza, la preoccupazione per la vitalità della Di conseguenza, le emissioni di anidride carbonicabiosfera rimane l’unico riferimento etico largamente che tra il 1965 e il 1998 sono raddoppiate, nell’ultimocondiviso di fronte alla caduta delle ideologie e ai decennio quasi non sono state ridimensionate (darischi di degenerazione nei conflitti internazionali 1,15 a 1,13 tonnellate pro-capite).sull’uso delle risorse.
    • Convegno Nazionale ABITA “I percorsi della progettazione per la sostenibilità ambientale” Firenze 20-21 ottobre 2004A Johannesburg 2002 la questione ambientale si è anzitutto, che la questione ambientale è stata parteposta in termini paradossali: da una parte il problema non indifferente dei fattori di evoluzioneenergetico, al ritmo di crescita del 2% annuo (che si dell’architettura contemporanea già prima che latraduce, rispetto al 1998, in un consumo doppio nel sostenibilità assumesse il “timone” dell’insieme delle2035 e triplo nel 2050) impone rivoluzionari progressi auspicabili azioni di trasformazione dell’habitat umanotecnologici e, probabilmente, la conversione a nuovi nel rispetto dell’ambiente. Ci si riferisce in particolarecarburanti; dall’altra, agli obiettivi di Rio si aggiungono a quelle esperienze di carattere alternativo raccolte daquelli della dimensione sociale dello sviluppo Sergio Los e Natasha Pulitzer in una vasta ricercasostenibile – o della “giustizia sociale” tra i popoli – pubblicata nel 1977 e al riconoscimento dei valoridiretti a controbilanciare gli effetti della ambientali dell’architettura regionale europea cheglobalizzazione nei paesi in via di sviluppo, attuare Virginia Gangemi, attorno agli anni ’80, tradusse inuna più accurata ed equa gestione delle risorse termini di “tecnologia appropriata”. L’integrazione innaturali, rivedere i modelli di produzione e consumo. architettura delle tecnologie finalizzate a una parziale o totale autonomia energetica, che oggi ritroviamoSerge Latouche, docente di Scienze economiche nell’architettura sostenibile, attinge dalla selezione eall’Università di Parigi, considera lo “sviluppo dalla maturazione di quelle stesse esperienze, cosìsostenibile” una palese antinomia, al pari delle come la rielaborazione delle culture tecnologicheespressioni “guerra pulita” o “globalizzazione dal volto locali, spesso consapevoli del rapporto conumano”. “A ben vedere sostenibilità significa che l’ambiente, oggi usufruisce di una metodologialattività umana non deve produrre un livello di consolidata.inquinamento superiore alla capacità dellambiente dirigenerarsi. Non è altro che lapplicazione del principio Più recentemente Pier Angiolo Cetica coglie però ladi responsabilità del filosofo Hans Jonas: «Agisci in dimensione che il tema della sostenibilità pone oggi almodo che gli effetti della tua azione siano compatibili progetto, come attività che mette in relazione risorse econ la continuità di una vita autenticamente umana obiettivi, asserendo la necessità di “naturalizzare” ilsulla terra». Tuttavia, il significato storico e pratico processo di antropizzazione “utilizzando elementi edello sviluppo implicito nel programma della procedure esistenti in natura ad integrazione dellemodernità, è fondamentalmente contrario alla tecniche impiegate nell’azione di urbanizzazione”. Ilsostenibilità così concepita. Si può definire lo sviluppo rapporto tra sostenibilità e progetto si configura comecome unimpresa volta a mercificare i rapporti tra le raggiungimento di un più elevato livello di qualità, oltrepersone e con la natura”. la sicurezza, la funzionalità, la congruenza tecnico- economica, allo scopo di “esercitare il controlloLatouche rilancia lidea della “decrescita” formulata da dell’effetto degli interventi sull’ambiente planetarioNicholas Georgescu-Roegen e il ricorso all’economia (universale) e sull’ambiente fisico e culturale specificoinformale delle società meno sviluppate ma più ricche delle comunità coinvolte dagli interventi stessi”di rapporti sociali e convivialità. È chiaro che per i (Cetica, 2003). L’innovazione della tecnologiasostenitori dell’ecologia profonda lo sviluppo è una dell’architettura, quindi, non è tanto e non solo uncrescita materiale, e come tale poco disponibile ad processo di trasferimento di sistemi elaborati in chiaveessere reinterpretato secondo l’ipotesi “riformatrice” cibernetica, ma il raggiungimento di uno stadiolanciata dal padre dell’economia ecologica, Herman qualitativo corrispondente alla capacità dell’uomo diDaly. condividere una prospettiva etica e culturale del suo stare nel mondo.Ai fini del nostro discorso, si considerino, comunque, inodi fondamentali che sottendono la questione L’ipotesi di un sensibile cambiamento dell’attualeambientale nell’epoca dello “sviluppo sostenibile”: modello di produzione non sembra imminente – percome contribuire alla trasformazione del nostro quanto si avverta una sempre più diffusa avversionemodello di produzione – e consumo – in modo più agli eccessi del consumismo. Si va definendo piùcompatibile con l’ambiente, con una sempre maggiore chiaramente, con Amory Lovins & partners (2001) ecapacità di prevenire le conseguenze negative delle McDonough & Braungart (2003), l’idea di unattività umane sul funzionamento della biosfera. In capitalismo naturale, che si propone di superarequesta ottica, le posizioni più radicali comunque quello convenzionale affidano la riconversione versooffrono a coloro che poi effettivamente lavorano una maggiore compatibilità ambientale proprio agiorno per giorno su questi temi, gli “anticorpi” quegli stessi fattori su cui si basa il sistema diindispensabili ad evitare una trasfigurazione produzione e consumo. La “prossima rivoluzionemitizzante del concetto di sostenibilità, che non si industriale” si servirà su due strategie fondamentali dipresta affatto a diventare una parola d’ordine, ma che intervento sul flusso dei beni di consumo e deirichiede piuttosto una costruzione e verifica continua manufatti:di paradigmi, obiettivi, azioni. a) la strategia dell’eco-efficienza; b) la strategia dell’eco-efficacia.4. STRATEGIE SOSTENIBILI IN Elemento comune di entrambe le strategie è ARCHITETTURA E DESIGN incrementare il ricorso alle fonti rinnovabili. Esse si differenziano, in realtà, sul modo di intervenire sulLe diverse posizioni nel dibattito filosofico e scientifico flusso lineare dei materiali, che resta tale nel primosulla sostenibilità sono rispecchiate anche nei diversi caso, mentre è tendenzialmente ricondotto a cicliapprocci che contraddistinguono gli operatori della chiusi nel secondo.tecnologia dell’architettura. Si dovrebbe riconoscere,
    • Convegno Nazionale ABITA “I percorsi della progettazione per la sostenibilità ambientale” Firenze 20-21 ottobre 2004L’eco-efficienza, gestione della produzione “cradle to queste strategie è contemporaneamente il fattoregrave”, dalla culla alla tomba, produrre la stessa della loro diffusione e maturazione: nasce da unaquantità o anche più con meno risorse, ritardando il critica inizialmente elitaria del modello di sviluppopiù possibile le comunque inevitabili emissioni e i energivoro e dissipativo, si colloca nei margini lasciaticomunque inevitabili rifiuti, si serve degli strumenti del dai grandi processi di trasformazione del territorio,perfezionamento delle rese, del recupero di energia conquistando via via sempre più consensi tra colorodalle emissioni e del feed-back dei residui. L’eco- che intendono cambiare stile di vita, anche a livello diefficienza si occupa, inoltre, di trovare impieghi comunità.convenienti a materiali di scarto risultanti nel corso deiprocessi produttivi o provenienti dal recupero diprocessi di demolizione e smaltimento. Da una parte 5. TECNICHE E FORME DELLAtali soluzioni ridimensionano la richiesta di materie SOSTENIBILITÀprime, dall’altra esse si applicano a produzioni che L’applicazione di sistemi per lo sfruttamento delleimplicitamente prevedono comunque una generazione energie rinnovabili (solare termico e fotovoltaico) alledi rifiuti, almeno fino a quando non si progetterà la costruzioni, che rappresenta il settore più promettentedestinazione finale dei prodotti oltre il loro uso nel prossimo futuro, non è l’esclusivo elemento diprincipale. riconoscimento dell’architettura sostenibile. Nell’interrelazione tecnologia – morfologiaIl limite della strategia dell’eco-efficienza è intrinseco architettonica si possono individuare vari fattori capacinei suoi stessi obiettivi: realizzare di più con meno, di influire l’una sull’altra. Senza pretendere di essereinquinando meno, in modo, però, da non limitare la esaustivi, è possibile delineare alcune delle tendenzecrescita materiale. Si interviene a monte e a valle dei di come si esprime la relazione tra forma e tecnologiaprocessi, tuttavia consentendo l’incremento delle corrispondentemente agli scopi e alle strategierisorse artificiali. L’obiettivo è diminuire la quantità di adottate. Una ripartizione in tal senso delle diverserisorse e di energia per unità di prodotto, non la strategie potrebbe essere la seguente:quantità di prodotto. NEO-TRADIZIONALI: si tratta di un approccio direttoLa strategia dell’eco-efficacia, gestione della alla riscoperta e alla rielaborazione di tecnologieproduzione “cradle to cradle”, dalla culla alla culla, antiche a basso impatto ambientale: terra cruda,interviene sul flusso produttivo in modo diverso, e, struttura lignea massiccia, muratura in lateriziosimilmente ai processi naturali, tende a prefigurare la portante, murature e volte in tufo, ecc. L’architetturavita, o le varie vite, degli oggetti e dei manufatti, oltre che sfrutta questo tipo di tecnologie corrisponde ala funzione primaria per la quale sono stati concepiti. un’esplicita volontà di stabilire la continuità con iIndispensabile, in questo caso, è anzitutto la sistemi costruttivi e forme del passato (architetturapossibilità di suddividere l’artefatto nelle sue neo-vernacolare), ma anche di sviluppare logiche ecomponenti biologiche, da una parte, e in quelle forme originali (le case in terra di G. Minke a Kassel, otecniche, dall’altra, in modo che le prime divengano in modo diverso, l’integrazione di terra e legno a“nutrienti” biologici affidati ai cicli di scomposizione e strutture in cls nel condominio “Salvatierra” aricomposizione naturali, e i secondi “nutrienti” tecnici Rennes). Questa categoria potrebbe comprendereaffidati ai cicli di scomposizione e ricomposizione l’architettura organica ungherese contemporanea, chegestiti dall’uomo. si distingue, però, per un’evoluzione formale senza soluzioni di continuità con la cultura costruttiva eIl limite della strategia dell’eco-efficacia sta nell’idea architettonica regionale.che la tecnosfera possa essere gestita dall’uomo incompleta autonomia rispetto alla biosfera, nonostante DELLA LEGGEREZZA: queste strategie, cheessa risenta fortemente delle attività umane. Il utilizzano sistemi costruttivi sperimentali e materialicompleto isolamento della sfera tecnica dalla biosfera estremamente leggeri, sono finalizzate allaappare più un obiettivo teorico, che pratico. minimizzazione delle risorse e del loro contenuto energetico: cartone strutturale, strutture assemblate inNon si classifica altrettanto precisamente, invece, il legno o derivati del legno, cls cellulare, strutture divariegato mondo dell’architettura naturale e della materiali derivanti dall’agricoltura, ecc. Da una partebioarchitettura, anche perché la diversità delle viene esaltata l’attitudine di questi materiali astrategie e delle tecniche adottate costituisce il proprio sviluppare sistemi reticolari complessi (struttureelemento di forza. Indubbiamente, però, esso spaziali a bolla, strutture spaziali cave e geometrierappresenta nel suo insieme un approccio analogo a evocative), come nel caso del padiglione giapponesequello dell’ecologia profonda. La linea di continuità all’Expo 2000 Hannover o della Cattedrale dell’IGA inprevalente, ma non esclusiva, è quella dell’architettura fasci di salice a Rostok. Dall’altra, la semplicità è laorganica. Ma per una serie di elementi caratterizzanti caretteristica omogenea di materiali, costruzione efusi assieme (sperimentalismo, recupero di tecniche forma, come nel prototipo di abitazione in balle diantiche, integrazione di nuove tecnologie, attenzione paglia di S. Fehn.al contesto socio-culturale), questi approcci sipresentano con grande originalità soprattutto nel DELL’INVOLUCRO: trattasi di strategie basatepanorama europeo. Il dato comune, forse, è quello sull’incremento dello spessore o degli stratiche porta a far leva sulle contraddizioni e le rigidezze dell’involucro, volte a incrementare le capacità didella razionalizzazione produttiva, liberando opporsi alla dissipazione del calore interno e/o allapotenzialità espressive nel processo costruttivo e penetrazione del flusso energetico esterno, facendocapacità di coinvolgimento dei fruitori. Il limite di uso di super-isolamenti, pareti a doppia pelle,
    • Convegno Nazionale ABITA “I percorsi della progettazione per la sostenibilità ambientale” Firenze 20-21 ottobre 2004superfici esterne selettive, griglie protettive, ecc. [3] Hatem, F., Le concept de développementSpesso non si rilevano significative ricadute sulla soutenable: une origine récente, une notion ambiguë,forma, perché le logiche dell’involucro perseguono più des applications prometteuses, Economie Prospectiveche altro obiettivi di estremizzazione delle prestazioni, Internationale, n°44, 1990.come nel prototipo di casa a energia zero a [4] Bentivegna, V., Il problema degli inquinamentiDarmstadt. In altri casi, le soluzioni derivano da filoni nell’economia politica borghese, in Fabbri, L., (a curadi ricerca indipendenti, finalizzati al controllo del di), La città inquinata, Edizioni Medicea, Firenze,microclima interno, come nel caso della 1972.Commerzbank di Francoforte. In altri ancora, un [5] Wolf, C., Il cielo diviso, Edizioni e/o, Roma, 1986.prisma di cristallo indipendente contiene al suo interno [6] Rifkin, J., Addio sogno americano è meglio quellogli edifici, svincolandoli dal contatto diretto con europeo, la Repubblica, 17/9/2004.l’ambiente esterno, come avviene per l’Accademia del [7] La Camera, F., Sviluppo sostenibile, Editori Riuniti,Ministero degli Interni e Herne, in Germania. Roma, 2003. [8] Turner, R. K., Pearce, D. W., Bateman, I.,DELLE ENERGIE: queste strategie puntano sulla Economia ambientale, Il Mulino, Bologna, 1996.completa integrazione di una serie di componenti attivi [9] Latouche, S., Abbasso lo sviluppo sostenibile!nello sfruttamento delle risorse rinnovabili (solare Evviva la decrescita conviviale!, http://www.zmag.org.termico e fotovoltaico, energia del vento, ecc.). Grazie [10] Latouche, S., Il paradosso dellEconomiaa esemplari politiche di incentivo e investimento, già ecologica e lo sviluppo sostenibile come ossimoro,possiamo parlare di città solari (Friburgo, Linz) e intervento al Seminario internazionale di studioanche di “fabbriche solari”, come la Solarfabrik a dellUniversità di Padova, 1998.Friburgo. Comune denominatore è l’adeguamento [11] Tiezzi, E., Marchettini, N., Che cos’è lo sviluppodelle superfici all’esposizione corretta, invariabilmente sostenibile?, Donzelli editore, Roma, 1999.rispetto alle tipologie. Vere e proprie mutazioni sia [12] Naess, A., Il movimento dell’ecologia delhanno là dove gli elementi regolatori del microclima profondo. Alcuni aspetti filosofici, in Dellavalle, S., Perinterno assumono un ruolo formale determinante, un agire ecologico, Baldini & Castoldi, Milano, 1998.capace di dialogare con gli archetipi, come nel caso [13] Jonas, H., Il principio di responsabilità – sulladelle torri della ventilazione naturale dell’Università De fondazione di un’etica del futuro, in Dellavalle, S., PerMontfort, a Leicester. un agire ecologico, Baldini & Castoldi, Milano, 1998. [14] Los, S., Pulitzer N. (a cura di), L’architetturaDEGLI SPAZI VUOTI: qui si raccolgono una serie di dell’evoluzione, Edizioni luigi Parma, Bologna, 1977.strategie molto interessanti sotto il profilo morfologico, [15] Gangemi, V. (a cura di), Architettura e tecnologiaperché prevedono l’integrazione o l’aggregazione di appropriata, F. Angeli, Milano, 1985.nuove entità spaziali a quelle più strettamente [16] Cetica, P. A., La scelta di progettare, A.funzionali: serre, atri coperti, estensioni all’aperto, Pontecorboli, Firenze, 2003.vuoti sotto copertura, ecc. Gli spazi vuoti, in genere [17] Hawken, P., Lovins, A., Lovins, L. H., Capitalismocorrispondenti alle zone di relazione, evolvono in naturale, Edizioni Ambiente, Milano, 2001.funzione di una fruttuosa interazione con i fattori del [18] Schmidheiny, S., Cambiare rotta, Il Mulino,clima locale (ventilazione, effetto serra, Bologna, 1992.climatizzazione naturale), riducendo al minimo i [19] McDonough, W., Braungart, M., Dalla culla allasistemi meccanici di regolazione del comfort interno e culla. Come conciliare tutela dell’ambiente, equitàconsegnando alla forma il ruolo delle macchine, come sociale e sviluppo, Blu Edizioni, Torino, 2003.nel caso del complesso per uffici e appartamenti [20] Sasso, U., Nostalgie d’argilla, Bioarchitettura n.“Prisma” a Norimberga. 30, 2003. [21] Gauzin-Müller, D., Sustainable Architecture andMISCELLANEA TECNOLOGICA: le strategie forse Urbanism, Bikhaüser, Basel, 2002.basate sul mix tecnologico delle precedenti sono forse [22] Paolella, A., L’edificio ecologico, Gangemi, Roma,le più diffuse. Comprendono, però, anche un settore 2001.specifico apparso sulla scena europea da pochissimo [23] Daniels, K., The Technology of Ecologicaltempo: quello del riuso di parti e componenti della Building, Bikhaüser, Basel, 1997.gestione selettiva delle demolizioni. In certi casi, per la [24] Imbrighi, G., Tecno-ecologie per l’architetturavivacità dei risultati formali si potrebbe parlare di nella ricostruzione ambientale, Kappa, Roma, 2004.“architettura sorprendente” - vedi le abitazioni BedZed [25] Garofolo, I., Sostenibilità nelle costruzioni,a Sutton, Londra – capace di offrire un’immagine ricca Edicom, Monfalcone, 2003.di segnali di un futuro in pace con l’ambiente. In altri, il [26] Butera, F. M., Dalla caverna alla casa ecologica,confronto con i vincoli delle connessioni o della Edizioni Ambiente, Milano, 2004.permanenza di intere parti sembra risolversi in una [27] Fuad-Luke, A., Eco-Design. Progetti per un futurocolta sfida all’eclettismo. sostenibile, Logos, Modena, 2003. [28] Gallo, C., La qualità energetica e ambientale nell’architettura sostenibile, Il Sole 24 Ore, Milano,6. BIBLIOGRAFIA 2000.[1] Brundtland, G. H., Il futuro di tutti noi, Rapporto [29] AA. VV., Costruire sostenibile, Alinea, Firenze,della Commissione mondiale sullambiente e lo 2000.sviluppo, Mondadori, Milano, 1987. [30] AA. VV., Costruire sostenibile. L’Europa, Alinea,[2] Pezzey, J., Sustainable Development Concepts: Firenze, 2002.An Economic Analysis, Washington D.C.: World BankEnvironment Paper No 2, 1992.