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Wwf presunti attacchi_lupi

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  • 1. Comunicato Stampa Nessuna conferma della presenza di lupi a Gioia del ColleDa alcune settimane leggiamo sulla stampa locale articoli allarmistici su presunti attacchi di lupialle aziende zootecniche del circondario, per questo motivo abbiamo deciso di fare chiarezza sullevicende segnalate. Dalle dinamiche degli attacchi descritti, dalle foto e dai sopralluoghi effettuatidagli organi competenti, ad oggi non è mai stata accertata la responsabilità dei lupi negli episodidenunciati.È sufficiente analizzare con attenzione gli eventi per comprendere come le dinamiche degli attacchisi discostano da quello che è il comportamento di questo straordinario animale selvatico!Il primo episodio segnalato dalla stampa si riferisce ad una giovenca sbranata a Montursi. Dalla fotosi vede lanimale completamente smembrato ed appare improbabile che un branco di lupi abbia fattotale scempio dellanimale in una sola notte. Se si fosse trattato di un animale predato da lupi, questilo avrebbero ucciso con un solo morso al collo e poi avrebbero proceduto divorando prima leinteriora (segni tipici che differenziano l’attacco di lupo da quello di cane rinselvatichito).Il secondo episodio si riferisce a ben 11 tra pecore ed agnelli uccisi in un allevamento tra Gioia edAcquaviva delle Fonti. In numero di “prede” abbattute è notevolmente alto rispetto alle tipicheabitudini di caccia del lupo, il quale si sarebbe limitato ad uccidere un solo animale per la suasopravvivenza ed a utilizzarlo per alimentarsene, evidentemente in mancanza di selvaggina in zona,con una differente modalità (consumo delle interiora/morso al collo).Anche se i lupi sono animali attivi soprattutto di notte, è comunque incomprensibile come nessunoli abbia visti muoversi fino al confine di Acquaviva delle Fonti, anche perché questi animali sispostano in branco di 4-7 individui e difficilmente passerebbero inosservati dovendo attraversarediverse strade provinciali e zone molto antropizzate.Infine il terzo episodio risale al 30 ottobre, sempre in località Montursi. Anche in questo caso, comenei precedenti, escludiamo si tratti di attacco da parte di lupi in quanto, dalle foto che abbiamopotuto analizzare, la giovenca ritrovata morta in un bosco è priva della testa e presenta delle feritenella parte posteriore del corpo, mentre le interiora non sono state consumate. Riguardo gliavvistamenti segnalati in zona Montursi in seguito all’ultimo episodio, occorre essere cauti. Unocchio non esperto potrebbe facilmente confondere un cane (ad esempio un meticcio fruttodellincrocio di un husky o di un pastore tedesco) con un lupo.La nostra associazione sarebbe la prima a dare risalto ad un eventuale presenza del lupo sulterritorio sud-est delle Murgie, per limportanza che avrebbe dal punto di vista ecologico. Saremmoanche i primi a premere sulle istituzioni per risarcire le aziende zootecniche vittime di attacchi e sein futuro ci saranno episodi confermati non esiteremo a fare richieste in tal senso, ma gridare “allupo al lupo” senza riscontri o prove certe, non può che essere deleterio per l’animale, già di per séminacciatio, e gli stessi allevatori.Vorremmo ricordare che il lupo è un animale protetto e che, come qualsiasi selvatico, caccia perprocacciarsi il cibo e non per puro divertimento; generalmente attacca altri selvatici (cinghiali,cervi, caprioli, lepri, etc.) e, solo in caso di scarsità di prede, si arrischia ad attaccare animalidomestici, di cui non fa strage, ma preda solo un singolo capo alla volta (anche quando è in branco!)per nutrirsene.È per questo motivo, che le Regioni o gli Enti parco vengono incontro agli allevatori, risarcendo ildanno subito, in modo tale da consentire la convivenza tra le attività pastorizie e la salvaguardiadella specie.Per proteggere le proprie greggi da un eventuale attacco, da secoli luomo utilizza i cani da pastore,che sono lunico e più efficace rimedio per tenere lontani i lupi dallallevamento.Consigliamo, quindi, agli allevatori che temono eventuali visite da parte di lupi, di non tenere i canialla catena come semplici allarmi biologici, ma di usufruire del loro aiuto privi di costrizionigarantendo loro al contempo unesistenza degna.Il lupo non è un animale di cui avere paura, è uno dei tanti abitanti della nostra terra con cuidobbiamo imparare a convivere e le esperienze che hanno consentito di scongiurare lestinzione dellupo appenninico dalla nostra penisola (come in Abruzzo e Molise) sono la dimostrazione che ciò è
  • 2. possibile.Lo status di conservazione del lupo italiano (o appenninico) è stato individuato come “vulnerabile”,perché col passare degli anni,e con lespansione demografica e geografica umana, questo animale haimparato a convivere con le attività antropiche.Anche se escludiamo lintervento di lupi negli episodi segnalati, il WWF si rende disponibile adaccogliere eventuali segnalazioni ed effettuare le verifiche del caso. Con preghiera di pubblicazione e diffusione. WWF Gioia del Colle Acquaviva delle Fonti Santeramo in Colle

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