Sentenza tar ospedale paradiso
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Sentenza tar ospedale paradiso Document Transcript

  • 1. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZAsul ricorso numero di registro generale 345 del 2011, integrato da motivi aggiunti,proposto da:Comune di Gioia del Colle, rappresentato e difeso dallavv. Gennaro Notarnicola,con domicilio eletto presso Gennaro Notarnicola in Bari, via Piccinni, n.150; controRegione Puglia, rappresentata e difesa dagli avv. Mariangela Rosato e AdrianaShiroka, con domicilio eletto presso Mariangela Rosato in Bari, Reg. Puglia - L.reN. Sauro nn. 31-33;Comune di Putignano (n.c.);Azienda Sanitaria Locale Bari, rappresentata e difesa dallavv. Edvige Trotta, condomicilio eletto presso Edvige Trotta in Bari, Lungomare Starita n.6; per lannullamento- nei limiti degli interessi del comune ricorrente, del regolamento regionale n. 18del 16.12.2010 recante “riordino della rete ospedaliera della regione puglia perl’anno 2010”, pubblicato sul bollettino ufficiale regionale n. 188 suppl. del17.12.2010 e del successivo regolamento regionale 22.12.2010, n. 19 ad oggetto“r.r. 16.12.2010, n. 18 – regolamento di riordino della rete ospedaliera della regione
  • 2. puglia per l’anno 2010. rettifica”, pubblicato sul bollettino ufficiale 23.12.2010, n.191 suppl.;- di ogni altro atto ai predetti presupposto, connesso e conseguenziale, ancorchènon conosciuto, ivi compresi, ove occorra, la deliberazione di g.r. n. 2791 del15.12.2010 di adozione del predetto regolamento;- nonché di ogni atto dell’asl Ba, anche esecutivo del regolamento di riordino, nellaparte in cui prevede la disattivazione di unità operative dell’ospedale di Gioia delColle o la sua chiusura.motivi aggiunti:- della deliberazione del direttore generale della asl Ba n. 575 del 31.3.2011, recanteindividuazione della dotazione organica anche in esecuzione del piano di riordinoospedaliero;- della deliberazione di g.r. n. 661 del 5.4.2011, di approvazione della nuovadotazione organica della asl Ba;- ove occorra, della nota della regione Puglia – area politiche per la promozionedella salute delle persone e delle pari opportunità – servizio programmazioneassistenza ospedaliera e specialistica prot. n. 00151 del 14.4.2011, recanteesplicitamente delle ragioni che avrebbero determinato la riduzione dei posti letto ela soppressione delle unità operative in danno dell’ospedale di Gioia del Colle;Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Puglia e di Azienda SanitariaLocale Bari;Viste le memorie difensive;Visti tutti gli atti della causa;Relatore nelludienza pubblica del giorno 12 luglio 2012 il dott. Desirèe Zonno euditi per le parti i difensori avv. G. Notarnicola, per la parte ricorrente, avv.ti A.
  • 3. Schiroka e M. Rosato, per la Regione e avv. Carmine Cagnazzo, su delega dellavv.E. Trotta;Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTOIl Comune, in qualità di ente rappresentativo della comunità cittadina locale incisadal regolamento censurato (con il che si supera l’eccezione di inammissibilità perdifetto di legittimazione formulata dalla Regione resistente) , con il ricorsoprincipale impugna, in parte qua, il Regolamento Regionale n. 18/2010 (comesuccessivamente modificato dal R.R. n.19/2010) che ha riordinato la reteospedaliera:RIDUCENDO i posti letto per acuti del plesso ospedaliero di Gioia del Colle da71 complessivi a 32, con soppressione dei reparti di Pneumologia, RiabilitazionePneumologica,; Lungodegenza e Oculistica;AGGREGANDOLO (amministrativamente) a quello di Putignano.Contesta, in estrema sintesi, la violazione dell’art. 121 cost (e della normativa disettore in dettaglio meglio indicata nella rubrica del I motivo di ricorso) perché ilregolamento avrebbe normato ex novo ed integralmente una materia soggetta,invece, alla potestà legislativa della Regione (e, dunque, da disciplinarsi con fonte dirango superiore).Censura, inoltre, l’esercizio della discrezionalità amministrativa, sfociata nelladecisione di ridurre le potenzialità dell’ospedale di Gioia del Colle, sotto il profilodella irragionevolezza delle scelte operate - in considerazione degli eccellentirisultati dell’ospedale inciso dalla riforma ospedaliera- non sorrette, peraltro, daalcuna esplicita motivazione .La Regione si è costituita difendendo nel merito la scelta operata con il piano diriordino, evidenziando la ragionevolezza della decisione di riduzione dei posti letto
  • 4. e soppressione di alcuni reparti, alla luce dell’istruttoria svolta che ha messo in lucela presenza di tre plessi ospedalieri nelle vicinanze dell’ospedale di Gioia del Colle elo scarso utilizzo dello stesso da parte della popolazione residente (v. I memoria dicostituzione della Regione, dep. il 12.3.2011).Con motivi aggiunti il Comune ha altresì impugnato alcuni atti di attuazione dellariforma impugnata, meglio indicati in epigrafe.Con memoria difensiva (depositata il 12.5.2011, in vista della udienza cameralecautelare del 19.5.2011), la Regione ha chiesto, infine, l’adozione di una pronunciadi improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il piano di riordino(parzialmente) impugnato dal Comune ricorrente, è stato oggetto di legificazionecon L.R. n.2/2011 (esplicitamente qualificata dalla stessa Regione quale Legge-provvedimento).All’udienza del 12.7.2012 la causa è stata trattenuta in decisione.Per una migliore comprensione delle vicende oggetto di controversia è opportunoripercorrere la cronologia dei provvedimenti che hanno portato all’adozione delpiano di riordino.- Il 29.11.2010 è stato sottoscritto l’Accordo tra il Ministro della salute, il Ministrodell’economia e delle finanze e il Presidente della Giunta regionale, avente adoggetto l’allegato “Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema sanitarioregionale 2010-2012;- il 30.11.2010 la Giunta Regionale con DGR n. 2624 ha approvato il suddettoPiano di rientro, già oggetto di concertazione istituzionale;- il 15.12.2010, con DGR n. 2791, è stato adottato, con Regolamento n. 18/2010, ilpredetto piano di rientro (adozione con procedura di urgenza;la L.R. n. 2/2011 ha poi recepito le disposizioni regolamentari sopraccitate, dandoformale copertura legislativa alle stesse (Approvazione con legge dell’Accordosottoscritto il 29 novembre 2010 tra il Ministro della salute, il Ministro
  • 5. dell’economia e delle finanze e il Presidente della Giunta regionale, con l’allegato“Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema sanitario regionale 2010-2012”.Recita, infatti, l’ art.1 della L.R.:”Approvazione.1. E’ approvato l’Accordo sottoscritto il 29 novembre 2010 tra il Ministro dellasalute, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Presidente della Giuntaregionale, con l’allegato “Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema sanitarioregionale 2010-2012”.La presente legge è dichiarata urgente e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficialedella Regione ai sensi e per gli effetti dell’art. 53, comma 1 della L.R. 12/05/2004,n° 7 “Statuto della Regione Puglia” ed entrerà in vigore il giorno stesso della suapubblicazione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservarecome legge della Regione Puglia.All.1Allegato A”).Dal ciò deriva che i provvedimenti impugnati sono conformi a norme aventi forzalegislativa, le quali, come tali, forniscono “copertura” normativa di rango superiorealla normativa regolamentare impugnata.Il loro annullamento, pertanto, non determinerebbe per il Comune ricorrentealcuna utilità, in quanto le stesse disposizioni sono, comunque, contenute nellalegge regionale n. 2/2011, escluse da qualsivoglia incidenza dell’odierno giudizio,salvo il caso di declaratoria di incostituzionalità.Ritiene, tuttavia, il collegio che non sussistano i presupposti per delibarepositivamente il vaglio preventivo di non manifesta infondatezza delle suddettenorme di cui il Comune ha successivamente dedotto l’illegittimità costituzionale.In estrema sintesi, non può ritenersi non manifestamente infondata la dedottaviolazione del principio di riserva di amministrazione, in quanto esso non hacopertura costituzionale.
  • 6. Parimenti è da escludersi la dedotta violazione del principio che garantisce il dirittodi tutela giurisdizionale, in quanto la tutela avverso leggi- provvedimento trova lasua sede naturale dinanzi alla Corte Costituzionale, quale Giudice delle Leggi (suentrambe le questioni appena esaminate si vedano, ex plurimis, le sentenze n. 241del 2008, n. 267 del 2007 e n. 289 del 2010 della Corte Costituzionale).Infine, è da escludersi che superi il richiesto vaglio preventivo anche l’eccezione diirragionevolezza della scelta compiuta dalla regione in sede di programmazionedella rete ospedaliera.Deduce il Comune ricorrente che la presenza di tre plessi ospedalieri nellevicinanze (ad Acquaviva, Putignano ed osp. Della Murgia), la rilevatainadeguatezza di molti ricoveri effettuati (specie nel soppresso reparto dioculistica), nonché la limitata utilità dei ricoveri per i cittadini residenti (nel 2009 su5796 ricoveri di residenti Gioiesi solo 1099 sono stati effettuati presso il localenosocomio) non sarebbero indici sufficienti ed adeguati per supportare la sceltaregionale di ridimensionamento.La tesi sostenuta dal Comune non può essere condivisa.Il dato numerico dei ricoveri dei residenti nell’ospedale locale (meno di 1/5),comunque, esprime la esigua capacità del nosocomio in questione, per comeattualmente strutturato, a soddisfare in modo globale le esigenze della comunitàlocale.Poco importa che più di 4/5 dei ricoveri dei Gioiesi in altri ospedali sia dettatodalla necessità (per mancanza nell’ospedale locale del reparto che fornisca le curenecessarie) e non da libera scelta.Il dato certo è che l’ospedale, pur se permanesse nella attuale strutturaorganizzativa, sarebbe, comunque, inidoneo a soddisfare la maggior parte della“domanda” sanitaria della comunità locale.
  • 7. Da ciò si desume un elemento incontrovertibile, ricavabile, peraltro, dal numerocomplessivo dei posti letto (appena 71): il presidio gioiese è una strutturaestremamente piccola inidonea a soddisfare le globali esigenze locali.Né può ragionevolmente sostenersi che possa mantenersi aperto un reparto comequello – ad es. - di oculistica che evidenzia la quasi totale inadeguatezza dei ricoverieffettuati.D’altro canto, la progressiva eliminazione di presidi piccoli risponde non solo adesigenze di contenimento della spesa pubblica, ma ad una migliore garanzia deldiritto alla salute, in quanto è di tutta evidenza che presidi di maggiori dimensioni,con più corpose dotazioni organiche ed anche maggiori fondi a disposizione,possano garantire l’acquisto e l’utilizzo di macchinari di cui un piccolo ospedalenon può dotarsi.In altri termini sfugge a profili di irragionevolezza la progressiva concentrazionedell’offerta sanitaria e la conseguente progressiva eliminazione dei piccoli presidi.Gli atti applicativi impugnati con motivi aggiunti, essendo puramente esecutividelle disposizioni legislative, sfuggono a profili di illegittimità, trovando direttacopertura nelle disposizioni di rango legislativo.I ricorsi, pertanto, vanno dichiarati improcedibili per sopravvenuta carenza diinteresse.L’andamento complessivo della controversia e la sopravvenuta legificazione deiprovvedimenti impugnati impongono, tuttavia, la compensazione delle spese digiudizio. P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Seconda),definitivamente pronunciando sui ricorsi, come in epigrafe proposti, li dichiaraimprocedibili per sopravvenuta carenza di interesse.Spese integralmente compensate.
  • 8. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dallautorità amministrativa.Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 12 luglio 2012 conlintervento dei magistrati: Sabato Guadagno, Presidente Antonio Pasca, Consigliere Desirèe Zonno, Primo Referendario, Estensore LESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 03/10/2012 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)