La storia ed i problemi
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La storia ed i problemi Document Transcript

  • 1. FERROVIE: LA STORIA ED I PROBLEMII problemi con le Ferrovie a Gioia del Colle esistono da decenni, ed anzi si può dire che nascanocon le Ferrovie stesse, che nel 1862 si insediavano a Gioia del Colle, in una zona acquitrinosa chefu per l’occasione bonificata e sollevata per permettere la posa dei binari nell’attuale sede.Negli anni ’80-‘90 vi è stata una lunga diatriba fra comune e Ferrovie. Queste avevano interesse ademolire e ricostruire un ponte in pietra esistente dal 1950 (su via Giovanni XXIII) per poterrealizzare il doppio binario, ma alla ricostruzione in loco si opposero alcune forze politiche poichéinteressava suoli edificabili e non. Ugualmente, altri si opposero alla sua traslazione in area piùperiferica, sempre per lo stesso motivo. Tanto che le Ferrovie, stanche di questi balletti, operaronodelle modifiche impiantistiche adattandosi a passare, con qualche difficoltà, sotto il ponte inquestione, che è rimasto in uso (metà anni ’90).Nel 2000-2001 si inizia a parlare di soppressione dei passaggi a livello in funzione del progetto“alta capacità” sulla linea BA-TA.L’Amministrazione di sinistra, guidata dal Sindaco Povia, chiude dapprima un accordo con F.S.S.p.A. (10/05/2001) accettando una proposta minimale per gli interessi del comune, quindi ratifical’accordo in sede di Consiglio comunale (del. CC. 42 del 20/6/2002) approvando (all’unanimità!) larelativa bozza di convenzione, sulla scorta del protocollo di intesa fra le parti approvato conDelibera di G.M. 32/2001. La bozza di convenzione in realtà definisce puntualmente alcuniinterventi sostitutivi alla chiusura dei PL (un sottopasso carrabile, due sottopassi pedonali) mentresubordina alla definizione del progetto esecutivo la realizzazione del nuovo ponte di via GiovanniXXIII (sempre quello!) previa demolizione di quello esistente. La demolizione e sostituzione delcavalcaferrovia esistente su via Giovanni XXIII non viene ritenuta quindi propedeutica alla chiusuradei P.L., supponendo che un solo sottovia (quello di via Le Strettole) sia sufficiente a smaltire iltraffico di via D’Annunzio e via Dante Alighieri.Appaiono ancora evidenti gli stessi problemi che da 20 anni impediscono di trovare una soluzioneal nuovo tracciato (ponte e svincoli) che sia gradita anche a qualche “potere forte”.Sostanzialmente la convenzione prevede che le Ferrovie realizzino le strutture dei sottopassi (siapedonali che carrabile), mentre il comune realizza tutte le opere di finitura (asfalti, marciapiedi,impianti elettrici, impianti di sollevamento, ecc) e si assuma la gestione e la manutenzione delleopere e degli impianti.A carico del comune sono inoltre tutte le opere complementari per raccordare la viabilità esistenteal nuovo sottopasso (ed al nuovo ponte sui via Giovanni XXIII, che al 2002 non è ancoraprogettato).Con delibera di CC 67/2002 si approva il progetto delle opere complementari (che sarà poiparzialmente modificato in corso d’opera) per una spesa di € 2.455.752,56 a carico del comune.Inizia così la protesta dei cittadini che non vogliono vedere tagliata in due la città, e soprattuttotemono di utilizzare sottopassi angusti, pericolosi per l’incolumità di chi li utilizza, a causa dellafacilità con cui possono verificarsi aggressioni all’interno.Nascono comitati spontanei e vengono inoltrate petizioni con centinaia di firme al Sindaco e alleFerrovie chiedendo la revoca e/o la modifica dei provvedimenti adottati, e l’indizione di unaconferenza di servizi a cui partecipino anche i cittadini, ma senza alcun esito.Nel frattempo, nel 2003, vengono realizzate le opere del raddoppio del binario sulla tratta Gioia delColle – Acquaviva delle Fonti. Viene realizzato per un tratto un terzo binario, che si avvicinaall’abitato di Gioia (lato Est) fino ad una distanza di circa 17 metri dagli edifici esistenti. Inparticolare si avvicina anche ad una casa di cura privata. Le opere vengono realizzate ed attivate
  • 2. senza che siano predisposte barriere fonoassorbenti, come gli obblighi di legge (L. 447/95, DecretoMin. Ambiente 29/11/2000) lascerebbero presupporre.Nella primavera 2004 in occasione delle elezioni amministrative un gruppo civico locale, AlleanzaComunale, capeggiato dall’ing. Mauro Mastrovito, predispone una bozza progettuale che prevedeuna soluzione alternativa a quella adottata dal comune: la realizzazione dell’interramento dei binarinel tratto urbano. Tale progetto presuppone lo spostamento del parco merci (nato all’inizio deglianni ’80 nella zona della stazione ferroviaria, ma abortito fin dalla nascita) in un’area più idonea,individuata nella zona industriale, posta solo 1 km. più a nord, dove attivare appunto un centrobimodale per il trasbordo delle merci da gomma su ferro, e l’interramento dei binari, con unastazione urbana tipo metropolitana.Il costo delle opere viene stimato all’incirca in 25-30 milioni di euro.Le somme sono reperibili attraverso un intervento di riqualificazione urbanistica delle aree, comesemplici considerazioni economiche consentono di dimostrare.La proposta viene riassunta e divulgata in un manifesto, diffuso alla città con il nome “UN VOLTONUOVO PER LA TUA CITTA’”.Nasce subito un Comitato per l’interramento dei binari, che fa propria la proposta dell’interramentoed avvia una petizione raccogliendo circa 2000 firme.Nel frattempo si svolgono le elezioni amministrative, che non premiano la lista di AlleanzaComunale, esclusa dalla rappresentanza consiliare.Nel febbraio 2005 la petizione viene trasmessa al Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, adItalferr S.p.A. (società delle Ferrovie alla quale sono delegati gli interventi sulle infrastruttureferroviarie), al Sottosegretario alle Infrastrutture on. Viceconte, al Sindaco di Gioai del Colle.Nel marzo 2005 il problema viene affrontato nel corso di un’assemblea cittadina. Il Presidente Fittopartecipa con una lettera in cui da massima disponibilità ad affrontare la questione. Nel corsodell’assemblea vengono raccolte le firme di 6 consiglieri per una autoconvocazione del Consigliocomunale. Il Consiglio, autoconvocatosi il 19/04/2005, decide di insediare una commissioneconsiliare per l’esame della problematica. La Commissione, naturalmente, in ossequio alla“democrazia” del sindaco Mastrovito e dell’ex sindaco Povia, non prevede la partecipazione deicittadini.Questa commissione, che doveva riferire entro 45 giorni al Consiglio, si riunisce solo una volta, masenza alcun risultato.Tuttavia nel corso del Consiglio comunale il Sindaco affermerà la necessità di “trovare soluzionidiverse da quelle in via di realizzazione” (cfr. articolo Gazzetta del 21/04/2005), affermazione cheresterà pia intenzione, o meglio solo una presa in giro, perché di fatto il Sindaco si adopererà perevitare accuratamente ogni incontro fra comune, cittadini e Ferrovie, benché richiesto a gran voce ein più riprese dalla città.Nel frattempo si susseguono in provincia di Bari le notizie sulle decisioni di interrare tratti delleferrovie in diversi comuni: da Triggiano-Capurso a Bari-Palese-Santo Spirito, da Rutigliano aCastellana a Modugno, si prevede di interrare i binari, e la Regione finanzia tutti questi interventi.Il Comitato divulga tali notizie, e chiede con un pubblico manifesto che l’Assessore regionale aitrasporti Loizzo venga a spiegare alla città la disparità di trattamento che la stessa Regione Pugliariserva a Gioia (amministrata da un decennio dalla sinistra) rispetto a Triggiano, Modugno, Bari,ecc.
  • 3. A febbraio 2007 il Sindaco Mastrovito emana un’ordinanza con la quale sopprime il PL di vaiD’Annunzio (la via per il cimitero). La protesta dei cittadini monta, per la paura che presto vengachiuso anche il PL di via Dante Alighieri, che costituisce il collegamento principale e diretto fra laparte ovest della città (Santeramo, Altamura, autostrada) ed il centro, e culmina il 20 marzo 2007nel corso di un incontro con l’Assessore Loizzo indetto dal comune per parlare della politica suitrasporti e per annunciare il finanziamento per la messa in sicurezza di un tratto della SS. 100.L’Assessore in quella sede, visto il clima caldo, ancor prima che il Sindaco possa profferir verbo,rassicura la città dicendo che il PL di via Dante non sarà toccato prima che vengano realizzate leopere di miglioramento ritenute necessarie.Di lì a qualche mese la Regione interviene con una Delibera di G.R., stanziando 6 milioni di euro afavore della riqualificazione dell’attraversamento ferroviario. Il Sindaco rassicura che la città saràinformata e coinvolta sulle soluzioni da adottare per migliorare e mettere in sicurezza i collegamentifra le due parti della città, ma nel frattempo nasconde alla città di aver ricevuto, il 9 maggio, unavviso di chiusura del PL dalle Ferrovie.Così, inopinatamente, la mattina del 20 luglio il PL di via Dante viene trovato chiuso da barriere incemento armato sistemate nottetempo dalle Ferrovie.La protesta è immediata, ed anche plateale.Il Sindaco, che nulla aveva fatto in tre anni e mezzo per affrontare con serietà la problematica, sistende sui binari, lamentando un “attentato alla democrazia” compiuto dalle Ferrovie, dimenticandoche a seguito dell’avviso di chiusura ricevuto dalle Ferrovie aveva il potere (ed il dovere morale neiconfronti della città) di emanare una diffida alle Ferrovie ad operare la chiusura, in attesa delladefinizione delle soluzioni alternative. Invece si era fidato, evidentemente, di una rassicurazioneverbale dell’ass. Loizzo, che tuttavia non aveva alcun potere (se non quello politico) per impedirealle ferrovie la chiusura del PL, in conformità peraltro della convenzione approvata nel 2002 dalConsiglio comunale.Quel giorno stesso il Sindaco emana un’ordinanza urgente di “inagibilità” del sottopasso pedonale(quello carrabile era nel frattempo entrato in funzione da diversi mesi, restando peraltro spessoallagato ed inagibile) e forte di questo atto si reca dal Prefetto, che opera una mediazione fra leparti.Risultato della mediazione è che il Prefetto concede al comune di Gioia del Colle 3 mesi di tempoper ultimare le opere e rendere agibile il sottopasso, dopo di che il PL chiuderà. Nessuna menzioneviene evidentemente fatta dal Sindaco al Prefetto sul disagio che la soluzione adottata porta allacittà, né sugli impegni assunti dall’ass. Loizzo nei confronti della città il 20 marzo.I cittadini ed i comitati (nel frattempo al Comitato per l’interramento dei binari si è aggiunto unnuovo Comitato spontaneo contro la chiusura del passaggio a livello) spingono verso gliamministratori per adottare soluzioni forti nei confronti delle Ferrovie, che impediscano la chiusuradel PL.Vengono anche verificate alcune irregolarità amministrative (fra cui l’assenza di sottoscrizionedella convenzione) e viene inviata una nota (21/09/2007) al Prefetto e a RFI (Rete FerroviariaItaliana S.p.A.) con la quale si comunica di aver avuto un finanziamento regionale per lariqualificazione dell’attraversamento ferroviario e si lamentano nel contempo le inadempienze diRFI rispetto alla convenzione del 2002.Il 24/09/2007 il Consiglio comunale, autoconvocato, adotta una delibera all’unanimità nella quale,facendo proprio il contenuto della lettera citata, ed aggiungendo per la prima volta in 5 anni tuttequelle motivazioni di inopportunità della soluzione adottata suggerite dai Comitati, sospende per 90
  • 4. giorni l’efficacia dei precedenti atti amministrativi, impegnandosi a procedere, previa consultazionecon i rappresentanti dei comitati, alla verifica complessiva delle soluzioni relativeall’attraversamento del fascio ferroviario nell’abitato di Gioia del Colle, a seguito dell’intervenutofinanziamento regionale.Il mese successivo il Consiglio comunale di Gioia del Colle si scioglie, e la patata bollente passanelle mani del Commissario straordinario.Il 9/11/2007 i Comitati scrivono al Commissario chiedendo di essere ricevuti (cfr. allegato).Il 20/12 un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno riporta un’intervista all’ass. Loizzo ed alCommissario, e vengono prospettate le soluzioni migliorative, già decise senza la consultazione coni comitati.I Comitati rispondono con un comunicato stampa, ed anche Alleanza Comunale affigge unmanifesto di protesta (allegati).A seguito di questa vibrata protesta il Commissario si decide a convocare i Comitati (8 febbraio2008) per illustrare le soluzioni migliorative, che non vengono però ritenute sufficienti dai cittadini.Il Comitato per l’interramento sollecita un incontro con RFI, per discutere in contraddittorio l’ideadel parco merci e dell’interramento.L’incontro viene convocato dal Commissario per il 27 febbraio, ma viene annullato il 25 febbraiostesso.Il 28 febbraio viene affissa all’Albo pretorio del comune la Delibera Commissariale n. 35/2008 del13/02/2008 con la quale si approva il progetto delle opere di riqualificazione dell’attraversamentodel fascio ferroviario, senza di fatto aver coinvolto i cittadini.Il 15 marzo si diffonde la notizia che RFI sta per chiudere il passaggio a livello, ma in serata arrivala smentita, probabilmente per il previsto arrivo del Ministro D’Alema a Gioia per un comizio, ilgiorno dopo. I Comitati si allarmano e chiedono un incontro urgente al Commissario straordinario.Anche i 4 Candidati sindaci si riuniscono, e concordano una lettera invitando il Commissario adimpedire la chiusura, almeno fino allos volgimento delle elezioni amministrative.Il 19/03 si svolge un incontro dal Commissario, presenti i 4 candidati sindaci ed i rappresentanti delComitato. Il Commissario informa di aver ricevuto la diffida da RFI a chiudere il PL, e la richiestadi 1.700.000 euro di danni per la ritardata chiusura del PL.Il resto è storia di oggi.Gioia del Colle, 20/03/2008 Mauro Mastrovito