CARMINE CASTORO
VS
L’OSCENO DELLA TV
Pop-sofia: filosofia della contemporaneità
Sammichele di Bari, 22 Novembre 2013
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  1. 1. CARMINE CASTORO VS L’OSCENO DELLA TV Pop-sofia: filosofia della contemporaneità Sammichele di Bari, 22 Novembre 2013 Il filosofo della telecomunicazione, Carmine Castoro, da una parte; la televisione che anestetizza l’italiano medio dall’altra. A far da giudice un pubblico incuriosito di spettatori. Questi sono stati i protagonisti dell’incontro organizzato a cura della Pro Loco “Dino Bianco” del Comune di Sammichele di Bari. Il saggista, scrittore, filosofo Castoro ha esordito con la domanda che Michele Cucuzza, qualche giorno prima, gli aveva posto: “Carmine è possibile che per questa tua aggressione molto eretica contro la televisione, dobbiamo addirittura scomodare il tema dell’osceno per destrutturare la logica della televisione?”. Castoro con una dialettica serrata ha affascinato i presenti spiegando come “La televisione - al contrario di quanto detto da Cucuzza - non sia più sul poi il filosofo ha proseguito, affermando fortemente, di esdel suo dire e dell’ultima sua fatica scritta, dove ricostruiquisirne nuovamente il reale significato di quest’ultimo banco degli imputati da tempo!”. Anzi sere ancor più convinto della necessità sce le origini della parola osceno per acperso nel tempo. Ha poi definito il significato della parola “osceno” attraverso la ricostruzione delle sue differenti etimologie in cui essa si può dividere. “L’ osceno morale - ha spiegato il saggista - è quello derivante da ‘ Ob Caelum’ ossia qualcosa di fangoso e che aggredisce un nostro equilibrio psicofisico. L’ osceno estetico coincide con quella che oggi è l’accezione più comune del termine: qualcosa di pornografico e morboso; è quel qualcosa che ci turba o, come direbbe Freud, ci perturba!”. La televisione è dunque quell’avversario che, dagli anni Settanta fino a oggi, ha manipolato le coscienze degli spettatori, eliminando ogni legge e ogni segreto, diventando un globo chiuso in cui ci si può muovere liberamente ma sempre restando fermi in questo mondo che ci scavalca. E la conseguenza più devastante è che si stia verificando uno scambio tra realtà e finzione che paralizza e frantuma la società. Carmine Castoro, vincitore contro la televisione in questo dibattito, “esulta” dicendo: “L’osceno estetico è questo regime dell’equivalenza, questo regime del neutro per cui tutte le cose sono cangianti, tutte le cose sono omologate”. Pertanto, riproponendo quanto detto dalla Prof.ssa Irene Martino, relatrice dell’incontro: “La televisione ha sostituito il Verbum antico?”, si può dire che, non solo essa lo abbia sostituito, ma che abbia prodotto un vero e proprio deserto attorno alla società odierna tanto da rendere anch’essa oscena. Noemi Crispo 1

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