Your SlideShare is downloading. ×
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Digital Divide
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

Digital Divide

1,633

Published on

Presentazione Talk al BarCamp Matera del 12 Maggio 2007

Presentazione Talk al BarCamp Matera del 12 Maggio 2007

Published in: Technology
0 Comments
2 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total Views
1,633
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
41
Comments
0
Likes
2
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. Cos’è il Digital Divide? “ Con Digital Divide si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie (Internet, Computer) presenti nel mondo, e chi non può farlo per diversi motivi come reddito insufficente, ignoranza ed assenza di infrastrutture.” Francesco Goffredo (http://www.francescogoffredo.com) Roberto Conte Rosito (http://robyconte.altervista.org)
  • 2. Digital Divide in Italia Utenti della rete: 12% Circa 4000 comuni Utenti della rete: 71% Circa 3500 comuni La Puglia, la Lombardia, il Lazio e la Liguria sono le regioni che presentano i più elevati livelli di copertura ADSL, con valori superiori al 90% della popolazione. All’estremo opposto, si collocano Molise, Valle d’Aosta e Basilicata , in cui più di un abitante su quattro non è raggiunto dalla copertura ADSL.
  • 3. Come si muovono le istituzioni
    • Dopo la diffusione dell'UMTS , quindi della connessione a banda larga che utilizza il cellulare come modem, anche nelle zone non raggiunte dalla copertura DSL, l'Italia ha stilato un programma di sviluppo delle tecnologie didattiche che ha interessato moltissime scuole. Tra gli obiettivi:
      • promuovere fra gli studenti la padronanza della multimedialità;
      • accrescere l’efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento e la stessa organizzazione della didattica;
      • migliorare la professionalità degli insegnanti.
    • Pare che ciò non basti e per tale motivo, ogni comune d'Italia che riscontra la possibilità di imbattersi nel Digital Divide, sta autonomamente promuovendo iniziative.
  • 4. La regione Basilicata crea il progetto: Il progetto si basa sull'erogazione di un contributo della Regione affinché ciascuna famiglia (potenzialmente tutte) sul territorio regionale abbia la possibilità di acquisire un computer , la connessione in rete telematica e l'accesso al portale regionale della Pubblica Amministrazione ed a un portale nazionale multiservizio (comprendente anche servizi commerciali). “ Un computer in ogni casa”
  • 5. “ Trashware” e “Simputer” nei paesi in via di sviluppo Questo è quanto succede nel resto del mondo: Ogni anno milioni di computer vengono rimpiazzati con nuove macchine tecnologicamente più avanzate. Il trashware è la pratica di recupero vecchio hardware , mettendo insieme anche pezzi di computer diversi, e di renderlo di nuovo funzionante ed utile. Parte integrante del trashware è l'installazione di software libero sul sistema , ad esempio il sistema operativo GNU/Linux, per portare avanti lo spirito di libertà dell'iniziativa. Il materiale informatico così ottenuto viene consegnato o regalato a persone ed enti che ne abbiano bisogno , in particolar modo legandolo ad iniziative che tentano di colmare il divario digitale.
  • 6. “ Trashware” e “Simputer” nei paesi in via di sviluppo Questo è quanto succede nel resto del mondo: Il Simputer è un computer palmare a basso costo sviluppato da un gruppo di informatici ed economisti indiani, che ha lo scopo di realizzare un sistema informatico a basso costo, non basato su linguaggio scritto, ma visivo, che permetta, attraverso il collegamento a internet, di creare i mezzi e la cultura necessaria alla nascita di attività on-line per combattere il divario digitale.
  • 7. Entra in gioco il WEB 2.0 Originariamente il Web era stato concepito come modo per visualizzare documenti ipertestuali statici, creati con l’uso del linguaggio HTML. Questo approccio può essere definito come Web 1.0 . Con l’utilizzo di database e di sistemi di gestione dei contenuti (CMS), internet si è evoluta con sistemi dinamici, ad esempio forum , blog e vlog . Con Web 2.0 si tenta di dare un nome ad un insieme non omogeneo di innovazioni emergenti , nuove tipologie di società e servizi in grado di offrire applicazioni web agli utenti finali. La differenza sta nell’approccio con cui gli utenti si rivolgono al web. Dal consumo si sta passando alla partecipazione, dalla fruizione passiva di contenuti altrui, all’esplosione dei contenuti generati dagli utenti, distribuiti e riusati in mille modi diversi.
  • 8. Entra in gioco il WEB 2.0 Il Digital Divide è tutto quanto detto fin’ora, ma non solo: Rappresenta l’impossibilità di far sentire la propria voce nel momento in cui si avverte di essere manipolati dai mass media. Il Web 2.0 e lo User-Generated Content danno l’opportunità di superare il divario inteso come la possibilità di esprimere la propria opinione circa un’informazione ritenuta sbagliata, l’accordo o il disaccordo nei confronti di un determinato tema. Nasce, quindi, la potenzialità di creare e condividere contenuti sul web. Grazie ad una serie di strumenti e applicazioni, che per definizione sono le radici del Web 2.0, l’informazione è subito disponibile a beneficio della comunità. Citazione: Giuseppe Granieri, Blog generation, Editori Laterza (p. 9)
  • 9. Pillole Digitali Social Network Wiki Podcasting Blog Gruppi di persone intenzionati a condividere pensieri e conoscenze. Condividono link a siti che ritengono interessanti, oppure foto, video, poesie, racconti e diari. Questi gruppi rappresentano una preziosa fonte di informazioni e al contempo divengono divulgatori specializzati di argomenti settoriali. È un sito web o una collezione di documenti ipertestuali che permette a ciascuno dei suoi utilizzatori di aggiungere e/o modificare contenuti preesistenti. La logica che muove e sviluppa i Wiki è la partecipazione degli utenti ad un’obiettivo comune quale la realizzazione della più grande enciclopedia mondiale, la Wikipedia. Sistema che permette di scaricare in modo automatico risorse audio o video, utilizzando un programma gratuito chiamato aggregatore. Stanno nascendo le prime reti televisive digitali in cui un qualsiasi utente può creare la propria trasmissione ed il proprio canale tematico e trasmetterlo con strumenti elementari ad un audience potenzialmente infinita. Rappresentano i veri e propri punti di incontro tra l’utente e la moltitudine della comunità internet. Il blogger ha a sua disposizione una pagina da riempire ogni qual volta lo ritiene opportuno con un proprio intervento, post.
  • 10. Riflessioni La nostra speranza è rivolta alle Istituzioni locali affinché recepiscano questo nostro messaggio, ne facciano tesoro e lo mettano in pratica per evitare che Matera, come altre città che si trovano nelle stesse condizioni, non rimanga inerte di fronte alla corsa sfrenata di Internet e dei suoi mezzi. Il nostro impegno concreto è di condividere la nostra esperienza, cosi come quella di tutti i blogger, affinché ognuno possa liberamente dar voce alle proprie idee in merito a quanto accade attorno a sé. “ Digital Divide inteso nella definizione propria” “ La nostra definizione arbitraria di Digital Divide”
  • 11. Francesco Goffredo (http://www.francescogoffredo.com) Roberto Conte Rosito (http://robyconte.altervista.org)

×