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Ricordo di mio padre (8/6/1943 - 26/11/2013) pubblicato su "L'Appennino Camerte" del 6/12/2013.

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Michele Lugano, una vita per la comunità

  1. 1. 6 dicembre 2013 5 Michele Lugano, una vita spesa per la comunità E’ deceduto il 27 novembre il prof. Michele Lugano, per trenta anni docente di filosofia e storia presso il liceo scientifico di Camerino, nel quale istituto, per la fiducia dei colleghi, ha ricoperto a lungo la carica di vice preside. Nato 70 anni fa a Serravalle di Chienti, vi ha ricoperto incarichi amministrativi importanti; Camerino era diventata la seconda patria. Tifoso del Milan, aderente al partito repubblicano, era presidente dell’A.M.I., l’associazione mazziniana italiana. Lascia la moglie Angela Maria e i figli Giuseppe e Andrea. *** Camerino ha perso un’istituzione. L’ennesima. Papà, conosciuto da tutti come “ il Professore” ci ha lasciato improvvisamente martedì sera, in una giornata anche climaticamente molto avversa. Alla ricezione della telefonata, la prima reazione è stata d’incredulità. Nonostante i vari problemi di salute con cui combatteva da diversi anni, aveva saputo sempre riprendersi con il consueto ottimismo e portare avanti le numerose attività che lo appassionavano da sempre. Attività legate al territorio e alla comunità che amava e che conosceva profondamente, sia nelle sue radici storico-culturali sia nell’animo e identità dei suoi abitanti. Sin da bambino, nella sua Serravalle, aveva imparato a conoscere e amare la montagna e le attività tradizionali legate ad essa. Riusciva bene a scuola, mettendo già in pratica l’insegnamento di “mens sana in corpore sano” che avrebbe poi spesso ricordato a noi figli. Nella vita di paese aveva anche probabilmente osservato lo stretto legame tra attività lavorative e vita sociale; per molte delle prime, infatti, si ricorreva all’aiuto di vicini con cui poi si godevano i frutti del duro lavoro. Questa esperienza mostrava l’importanza della vita di relazione in una collettività. Certo, questa non escludeva l’assenza di divergenze, anche significative, ma offriva un’opportunità per raggiungere obiettivi che un singolo individuo, da solo, non avrebbe potuto raggiungere. Nella sua vita, papà si è speso per il bene della comunità attraverso numerosi impegni pubblici. In particolare, attraverso la sua attività di insegnante di liceo, ha formato numerose generazioni di studenti di cui molti ancora oggi lo ricordano con sincero affetto. Aveva una grande passione per la storia, in particolare quella di Camerino, come è testimoniato pure dalla spalla prestata a quanti si sono battuti per il ripristino di lapidi che celebravano lo stretto legame tra le vicende italiane e quelle locali. Ricordava spesso la figura del Professor Boccanera, per cui nutriva sincera ammirazione. Papà credeva fermamente nel valore che la conoscenza della storia ha per comprendere il presente e capirne i possibili sviluppi futuri. Talvolta, i suoi riferimenti storici e filosofici potevano sembrare un po’ prolissi e privi di agganci con gli attuali problemi, ma in realtà andavano compresi come principi da seguire e applicare per arrivare ad una soluzione concreta. Qualche volta, ad una nostra delusione per qualcosa andato storto, papà rispondeva “il tempo ti darà ragione”. Lui credeva nel divenire positivo delle cose, nel senso che un’arrabbiatura o delusione non deve in alcun modo interrompere il percorso verso un traguardo che, se si vuole fino in fondo, sarà prima o poi raggiunto. Anzi, sono proprio queste “sconfitte” da cui la persona intelligente riesce a trarre lezione per poi migliorare. Come tutti gli essere umani, papà non era perfetto e – anche se non apertamente – riconosceva che in alcune situazioni di vita avrebbe potuto agire diversamente. Invece di riservare delusione o rabbia per alcune scelte, ha invece fatto tesoro di ciò trasformando queste lezioni in consigli preziosi per noi figli, per aiutarci a non commettere analoghi errori. Camerino, nel corso dei decenni, è stato testimone di come papà si sia speso nella vita politica, culturale e associativa della città. Solo per citar- ne alcune, negli ultimi anni aveva aderito e promosso con convinzione le attività dell’Associazione Mazziniana Italiana (AMI), fondando la sezione di Camerino. Da sempre tifoso del Milan, era stato uno colonna portante del Milan Club Camerino per cui organizzava trasferte, cene, feste ed escursioni. Al termine di queste, papà non si esimeva dal riassumerle magistralmente in simpatici articoletti inviati ai giornali con cui collaborava. E, nel periodo delle feste, papà ricorreva a noi figli per una “consulenza informatica” per realizzare la locandina di Buone Feste da appendere nella bacheca del Corso. C’è da sottolineare come le attività del Milan Club erano sempre aperte ad amici e simpatizzanti e andavano al di là della passione per il calcio. In fondo, per papà il Milan risultava alla fi- Festival del tartufo della Marca di Camerino che svolgerà nei 13, e 15 dicembre, costituisce uno dei più La14manifestazione zonasimontana dellagiorniimportanti eventi della Provincia di Macerata e delle Marche: tre giorni ricchi di profumi, sapori e specialità del mondo della montagna con ingresso gratuito. L’evento, rivolto alla valorizzazione del Tartufo della Marca di Camerino, si propone di utilizzare questo prodotto di eccellenza della nostra terra, come veicolo di promozione eno-gastronomica, ambientale e turistica, da far conoscere agli appassionati e semplici visitatori. Il festival si svolgerà nel cuore del centro storico della città e precisamente nella suggestiva piazza Cavour, negli storici ambienti del palazzo Ducale, sede del prestigioso ateneo camerte, Quadriportico Varano “sotto corte”, sala Giulio Cesare e loggetta dei Governatori. Oltre al tartufo della Marca, collocato nei diversi stand allestiti all’interno del Quadriportico, in questa edizione verranno inserite anche altre realtà regionali e nazionali famose per il tartufo e le varie tipicità artigianali come salumi, formaggi, legumi, miele e dolci tipici. Attraverso il suddetto evento, l’amministrazione comunale punta a presentare, qualificare e promuovere i prodotti e i servizi che caratterizzano il territorio e lo rendono unico. ne essere una ragione in più per partecipare in modo ancora più completo alla vita di comunità. Anche nel tempo libero, papà amava uscire e incontrare gli amici per farsi una partita a carte e una chiacchierata. E nel periodo estivo, questi “allenamenti” tornavano utili per le gare di briscola a cui partecipava. Quest’anno, nonostante i suoi problemi di salute, era comunque riuscito ad assicurarsi dei “trofei” e delle serate spensierate passate in compagnia. Papà era una persona positiva e ottimista per natura. Non si lamentava in pubblico dei suoi problemi di salute, anche se non li nascondeva. Dopo anni di attesa (e lunghe sedute di dialisi peritoneale), nel 2009 era stato sottoposto a trapianto di rene. Dopo un periodo di riabilitazione e adattamento (soprattutto alle cure farmacologiche), era tornato a fare la vita di sempre. Oltre agli abituali circoli, aveva deciso di sposare la causa dell’Associazione Nazionale Dializzati e Trapiantati (ANED) e contribuiva alle loro attività. Nel novembre 2011 si era dato molto da fare per organizzare un’importante conferenza dell’Associazione Mazziniana; purtroppo, proprio nel giorno della sua relazione ebbe un infarto. Dopo un intervento e un lungo periodo di degenza in ospedale e successiva riabilitazione, si era nuovamente rimesso in sesto pur avendo compreso di dover necessariamente ridurre gli impegni pubblici per dedicarsi alle cure. A complicare la situazione, infatti, si era aggiunta anche l’insorgenza del diabete, che lo costringeva a doversi concentrare ancor più sulla gestione di se’. Essendo un uomo di fibra forte e di mille risorse, anche grazie alla silenziosa ma decisiva presenza di nostra madre, papà quest’estate sembrava un uomo rinato. Miofratello ed io, non avendo numerose occasioni per incontrarci a causa della nostra residenza all’estero, prendemmo la decisione di fare una vacanza al mare tutti insieme, come ai vecchi tempi. Fu un’occasione bellissima che permise ai nostri genitori di godere la vicinanza dei propri figli e di sperimentare il piacevole ruolo di nonni. Purtroppo, per noi quella sarebbe stata anche l’ultima occasione per abbracciare nostro padre. Lascia un grande vuoto in tutti noi, ma anche un esempio di vita e un’eredità intellettuale da seguire e promuovere con convinzione. Particolarmente in un periodo di crisi come questo, vorremmo sottolineare alcuni dei principi e valori che ci ha trasmesso: l’amicizia sincera e disinteressata, l’onestà, il credere nel frutto del proprio lavoro, l’educazione come fondamento di ogni società civile, il perseguire un’Europa dei popoli pur non dimenticando le proprie origini e identità culturale. Questi insegnamenti, coerentemente testimoniati nella vita personale e promossi in quella professionale, associativa e personale, sono un tesoro per noi tutti, assicurandoci le basi per un futuro migliore. Chi volesse raccontare storie, curiosità o aneddoti di momenti passati con nostro padre, lo può fare scrivendo a giuseppe.lugano@gmail.com.

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