La teoria della comunicazione che ci
aiuta a capire i Social Media

Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
Qui si parla di

 La teoria classica
della
comunicazione
 Le funzioni del
linguaggio di
Jakobson
 Le massime
conversazi...
Una definizione possibile di comunicazione

“Scambio interattivo osservabile fra due
o più partecipanti, dotato di
intenzi...
… cioè?
Comunicare non vuol dire semplicemente “trasferire
informazioni”; vuol dire trasferire informazioni in
modo che le...
La comunicazione è un’attività complessa
• relazionale (bisogna
essere almeno in due)

Attività sociale

• interattiva (pr...
Il modello matematico di Shannon e Weaver (1949)

Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione emotiva
(emittente)

FUNZIONE EMOTIVA

È incentrata sull’emittente
L'e...
Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione fàtica
(canale)
FUNZIONE FÀTICA

Incentrata sul canale.
Si realizza qu...
Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione poetica
(messaggio)
FUNZIONE POETICA

Incentrata sul messaggio, valori...
Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione
conativa (ricevente)

FUNZIONE CONATIVA

Focalizzata sul ricevente. Es...
Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione
referenziale (contesto)

FUNZIONE REFERENZIALE

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Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione
metalinguistica (codice)

FUNZIONE METALINGUISTICA

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Le massime conversazionali: la quantità
 Dà un contributo tanto informativo quanto è richiesto (per
gli scopi accettati d...
Le massime conversazionali: la qualità
 Non dire ciò che credi essere falso
 Non dire ciò per cui non hai prove adeguate...
Le massime conversazionali: la relazione

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Le massime conversazionali: il modo

 Evita l’oscurità di espressione
 Evita l’ambiguità
 Sii breve (evita la prolissit...
Nei Social Media bisogna rispettarle tutte e 4, ma in
alcuni casi queste regole sono più stringenti.
La quantità:
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Dire qualcosa significa fare qualcosa

La comunicazione è una sequenza di azioni.
La teoria degli atti linguistici si basa...
Che cosa hanno in comune queste tre situazioni?
1. Il battesimo di una nave

2. Un matrimonio

3. Fare una scommessa
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… sono atti performativi
Vi sono asserzioni che non descrivono un certo stato
delle cose, non espongono un qualche fatto, ...
La felicità del performativo
• Esiste una procedura
convenzionale accettata avente
un certo effetto, procedura che
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Ad esempio, compilando questa firmiamo un contratto

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L’infelicità del performativo
L’infelicità può darsi:
1. Se l’autore non è in condizione di compiere l’atto in
questione o...
Ops!
Anche gli enunciati constativi possono rispondere a delle
condizioni di felicità/infelicità piuttosto che di verità.
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Linguaggio e azione: dal performativo all’atto linguistico
Austin distingue tre sensi differenti che legano linguaggio e
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L’atto locutorio
L'atto di dire qualcosa è fare qualcosa:
Enunciare una frase dotata di significato

http://youtu.be/GKiqe...
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Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
L’atto illocutorio
Nel dire qualcosa facciamo qualcosa:
Indica la «forza» dell’affermazione:
una promessa, un’offerta, una...
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L’atto perlocutorio
Col dire qualcosa facciamo qualcosa:
La frase produce degli effetti
sui sentimenti, pensieri e azioni ...
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20 secondi!
Ho incontrato in piazza i tuoi amici Paolo e Giacomo che mi
hanno detto di ricordarti il vostro appuntamento d...
• Quando è l’appuntamento? Dove?
• Come si chiamano gli amici?
• Chi devi passare a prendere?
• Che cosa devi portare?
• A...
La distorsione

Arco di distorsione
Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
Da cosa è determinata la distorsione
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Interruzioni, interferenze
Parlare l’uno sopra l’altro
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Le funzioni della comunicazione
Proposizionale
• le conoscenze sono organizzate e trasmesse sotto forma di
proposizioni e ...
La scuola di Palo Alto

La Scuola di Palo Alto, nelle
persone di Gregory Bateson, Paul
Watzlawick, Janet Helmick Beavin,
D...
I 5 assiomi della comunicazione

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Ogni comunicazione ha un aspetto di
contenuto e uno di relazione

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1. Non si può non comunicare
Qualsiasi comportamento, in situazione di interazione tra
persone, è una forma di comunicazio...
2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno
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2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno
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3. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura
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4. La comunicazione può essere analogica o digitale 1/2
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Questo perché le parole sono segni arbitrari e privi di una
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1. simmetrico, qu...
5. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o
complementari 2/3
Uno scambio di comunicazione è:
2. complementare,...
5. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o
complementari 3/3
La relazione tra due individui non è comunque mai...
A che serve tutto questo…
… se poi devo occuparmi di Social in azienda o in agenzia?

Comprendere

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Social e teorie_comunicazione

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Insegnare i social partendo dalle basi, perché il social non è qualcosa “al di sopra” della comunicazione. Anzi, non si dà social senza una solida cultura di comunicazione. I peggiori fail succedono perché si ignorano le basi, la disciplina, come Shannon e Weaver, Jakobson, Watzlavick e tutta questa bella gente qua. Gente che ha detto come funzionano nella testa delle persone gli oggetti come Facebook e Twitter e Pinterest molto prima che Facebook e Twitter e Pinterest vedessero la luce.

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  1. 1. La teoria della comunicazione che ci aiuta a capire i Social Media Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  2. 2. Qui si parla di  La teoria classica della comunicazione  Le funzioni del linguaggio di Jakobson  Le massime conversazionali  La teoria degli atti linguistici  La scuola di Palo Alto e gli assiomi della comunicazione  Che c’entra questa roba col Social? Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  3. 3. Una definizione possibile di comunicazione “Scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione e di segnalazione secondo la cultura di riferimento” (Anolli, 2003) Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  4. 4. … cioè? Comunicare non vuol dire semplicemente “trasferire informazioni”; vuol dire trasferire informazioni in modo che le informazioni arrivino a qualcuno che effettivamente ne prende conoscenza. Se si trasferiscono informazioni che nessuno riceverà mai, o che nessuno sarà mai in grado di interpretare, non si fa comunicazione. Un account Twitter che non è seguito da nessuno contiene informazioni ma non comunica. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  5. 5. La comunicazione è un’attività complessa • relazionale (bisogna essere almeno in due) Attività sociale • interattiva (produce un’influenza reciproca) Partecipazione Attività cognitiva • ermeneutica (connessa al significato, alla produzione di senso) Connessa all’azione Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com • sistemica (riguarda l’integrazione simbolica, la socializzazione, il controllo)
  6. 6. Il modello matematico di Shannon e Weaver (1949) Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  7. 7. Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione emotiva (emittente) FUNZIONE EMOTIVA È incentrata sull’emittente L'emittente dell'atto linguistico ha come fine l'espressione dei suoi stati d'animo Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  8. 8. Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione fàtica (canale) FUNZIONE FÀTICA Incentrata sul canale. Si realizza quando un partecipante all'atto di comunicazione desidera controllare se il canale è aperto (esempio: domande del tipo "Mi segui?, mi ascolti?"). Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  9. 9. Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione poetica (messaggio) FUNZIONE POETICA Incentrata sul messaggio, valorizza il piano del significante. Avviene quando il messaggio che l'emittente invia all'ascoltatore ha una complessità tale da obbligare il ricevente a ridecodificare il messaggio stesso (ne sono un esempio molte frasi pubblicitarie o frasi di poesia del tipo Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura). Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  10. 10. Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione conativa (ricevente) FUNZIONE CONATIVA Focalizzata sul ricevente. Essa avviene quando tramite un atto di comunicazione l'emittente cerca di influenzare il ricevente, come per esempio in un ordine (esempio: "Va' da lei!") o nei casi linguistici del vocativo e dell'imperativo Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  11. 11. Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione referenziale (contesto) FUNZIONE REFERENZIALE Incentrata sul contesto. Essa è posta in essere quando viene data un'informazione sul contesto (esempio: "L'aereo parte alle cinque e mezza") Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  12. 12. Le funzioni del linguaggio di Jakobson: la funzione metalinguistica (codice) FUNZIONE METALINGUISTICA Riferita al codice stesso. Ossia quando il codice "parla" del codice (un esempio lampante sono le grammatiche o le didascalie in un testo teatrale). Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  13. 13. Le massime conversazionali: la quantità  Dà un contributo tanto informativo quanto è richiesto (per gli scopi accettati dello scambio linguistico in corso);  Non dare un contributo più informativo di quanto è richiesto SII INFORMATIVO QUANTO RICHIESTO Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  14. 14. Le massime conversazionali: la qualità  Non dire ciò che credi essere falso  Non dire ciò per cui non hai prove adeguate SII SINCERO E BEN FONDATO Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  15. 15. Le massime conversazionali: la relazione SII PERTINENTE Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  16. 16. Le massime conversazionali: il modo  Evita l’oscurità di espressione  Evita l’ambiguità  Sii breve (evita la prolissità non necessaria)  Sii ordinato nell’espressione SII CHIARO Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  17. 17. Nei Social Media bisogna rispettarle tutte e 4, ma in alcuni casi queste regole sono più stringenti. La quantità: SII INFORMATIVO QUANTO RICHIESTO La qualità: SII SINCERO E BEN FONDATO La relazione: SII PERTINENTE 17 Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com Il modo: SII CHIARO
  18. 18. Dire qualcosa significa fare qualcosa La comunicazione è una sequenza di azioni. La teoria degli atti linguistici si basa sul presupposto che con un enunciato non si possa solo descrivere il contenuto o sostenerne la veridicità, ma che la maggior parte degli enunciati servano a compiere delle vere e proprie azioni in ambito comunicativo, per esercitare un particolare influsso sul mondo circostante (1955, John Langshaw Austin) Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  19. 19. Che cosa hanno in comune queste tre situazioni? 1. Il battesimo di una nave 2. Un matrimonio 3. Fare una scommessa Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  20. 20. … sono atti performativi Vi sono asserzioni che non descrivono un certo stato delle cose, non espongono un qualche fatto, in modo vero o falso. Mentre si enuncia quella frase si fa qualcosa: mediante l'atto performativo si compie quello che si dice di fare, si produce immediatamente un fatto reale. «Il nome deriva, ovviamente, da perform [eseguire], il verbo usuale con il sostantivo 'azione'» (Austin). All'atto performativo non si applica il criterio di verità. Si contrappone all'atto costatativo, o constativo, che si limita a costatare, ad affermare qualcosa, descrivendo il fatto. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  21. 21. La felicità del performativo • Esiste una procedura convenzionale accettata avente un certo effetto, procedura che deve includere l'atto di pronunciare certe parole da parte di certe persone in certe circostanze. • Le persone e le circostanze sono appropriate. • La procedura è eseguita da tutti i partecipanti sia correttamente che completamente. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  22. 22. Ad esempio, compilando questa firmiamo un contratto 22 Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  23. 23. L’infelicità del performativo L’infelicità può darsi: 1. Se l’autore non è in condizione di compiere l’atto in questione oppure l’oggetto cui ci si riferisce non è adatto ad esservi sottoposto. In tal caso il performativo sarà nullo. 2. Se colui che proferisce l’atto non ha intenzione di compiere l’azione in causa, ed allora il performativo sarà abusato. 3. Tutto si è svolto regolarmente, ma potrebbe verificarsi, in seguito al compimento dell’atto, un evento non in regola con esso, ossia una rottura dell’impegno. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  24. 24. Ops! Anche gli enunciati constativi possono rispondere a delle condizioni di felicità/infelicità piuttosto che di verità. • “Il gatto è sul tappeto”, ma non credo che vi sia; è il caso dell' abuso. • “Il re di Francia è calvo”, ma non esiste alcun re di Francia; è il caso della nullità. • “Tutti gli invitati sono francesi” ma alcuni invitati non sono francesi; è il caso della rottura dell'impegno Dopo aver rilevato che la distinzione fra constatativi e performativi è piuttosto labile (esistono performativi impliciti, oltre che espliciti), nella sua analisi Austin abbandona quella bipartizione. Approfondendo il discorso, passa a isolare tre principali registri di analisi degli enunciati di un parlante in situazione e li denomina rispettivamente locuzione, illocuzione e perlocuzione. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  25. 25. Linguaggio e azione: dal performativo all’atto linguistico Austin distingue tre sensi differenti che legano linguaggio e azione: • Il dire qualcosa è fare qualcosa (atto locutorio). • Nel dire qualcosa facciamo qualcosa (atto illocutorio). • Col dire qualcosa facciamo qualcosa (atto perlocutorio). Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  26. 26. L’atto locutorio L'atto di dire qualcosa è fare qualcosa: Enunciare una frase dotata di significato http://youtu.be/GKiqeJI7wUw Si distingue in: • atto fonetico (proferire suoni e morfemi) • atto fatico (proferire certi vocaboli in quanto appartenenti ad un certo lessico e conformi ad una certa grammatica) • atto rhetico: utilizzo del fema (atto fatico) o dei sui costituenti con un senso ed un riferimento (che insieme equivalgono a ‘significato’) Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  27. 27. 27 Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  28. 28. L’atto illocutorio Nel dire qualcosa facciamo qualcosa: Indica la «forza» dell’affermazione: una promessa, un’offerta, una minaccia, ecc. “Eseguire un atto locutorio è anche eseguire un atto illocutorio. Quindi nell'eseguire un atto locutorio eseguiremo anche un atto come:      http://youtu.be/jjtj7Wtxhbk   fare una domanda o rispondere a essa, fornire un'informazione o un'assicurazione o un avvertimento, annunciare un verdetto o un'intenzione, formulare una condanna, assegnare una nomina o fare un appello o una critica, compiere un'identificazione o dare una descrizione, e molti altri. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  29. 29. 29 Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  30. 30. L’atto perlocutorio Col dire qualcosa facciamo qualcosa: La frase produce degli effetti sui sentimenti, pensieri e azioni dell’ascoltatore • • Dire qualcosa produrrà certi effetti consecutivi sui sentimenti, sui pensieri, sulle azioni di chi sente o di chi parla. Questi effetti saranno effetti perlocutori. Se pensiamo alla comunicazione pubblicitaria, alla comunicazione politica o alla comunicazione giornalistica possiamo sicuramente rintracciare un gran numero di atti perlocutori http://youtu.be/-zOEdaSthHY Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  31. 31. 31 Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  32. 32. 20 secondi! Ho incontrato in piazza i tuoi amici Paolo e Giacomo che mi hanno detto di ricordarti il vostro appuntamento di giovedì. Hanno detto che devi passare tu a prendere Simona alle 9 e che poi vi troverete al casello di Galliate alle 9,30. Tu devi portare qualcosa per il picnic. Ricordati però che Gianclaudio non può mangiare nulla che contenga dei semi e che Paolo è allergico al glutine. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  33. 33. • Quando è l’appuntamento? Dove? • Come si chiamano gli amici? • Chi devi passare a prendere? • Che cosa devi portare? • A cosa è allergico Gianclaudio? Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  34. 34. La distorsione Arco di distorsione Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  35. 35. Da cosa è determinata la distorsione             Interruzioni, interferenze Parlare l’uno sopra l’altro Differenze / Carenze di vocabolario Utilizzo improprio delle parole Fattori emotivi La scarsa corrispondenza tra segnali verbali e non verbali La scarsa capacità d’ascolto Stereotipi e pregiudizi Attenzione non focalizzata verso il proprio interlocutore Arrivare presto “alle conclusioni” Fretta ... Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  36. 36. Le funzioni della comunicazione Proposizionale • le conoscenze sono organizzate e trasmesse sotto forma di proposizioni e quindi si ricorre al linguaggio per poter concettualizzare, significare e comunicare il proprio pensiero Relazionale • la comunicazione genera e rinnova le relazioni generando quell'intersoggettività dialogica che consente di negoziare significati e condividere scopi Espressiva • esprimere le emozioni, gli affetti, gli stati positivi o negativi della salute o dell’umore, i sentimenti di amore o di odio, di gioia o di dolore, di attrazione o di repulsione. E’ il tipico linguaggio della poesia lirica e dell’arte in generale Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  37. 37. La scuola di Palo Alto La Scuola di Palo Alto, nelle persone di Gregory Bateson, Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson ed altri, negli anni sessanta definì la funzione pragmatica della comunicazione, vale a dire la capacità di provocare degli eventi nei contesti di vita attraverso l’esperienza comunicativa, intesa sia nella sua forma verbale che in quella nonverbale. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  38. 38. I 5 assiomi della comunicazione 1 2 Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione 3 La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione 4 La comunicazione può essere analogica o numerica 5 38 Non si può non comunicare Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  39. 39. 1. Non si può non comunicare Qualsiasi comportamento, in situazione di interazione tra persone, è una forma di comunicazione, poiché diventa immediatamente portatore di significato per gli altri: ha dunque valore di messaggio Anche i silenzi, l’indifferenza, la passività e l’inattività sono forme di comunicazione al pari delle altre, poiché portano con sé un significato e un messaggio al quale gli altri partecipanti all’interazione non possono non rispondere. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  40. 40. 2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione 1/2 Ogni comunicazione comporta un aspetto di metacomunicazione che determina la relazione tra i comunicanti. Ad esempio, un individuo che proferisce un ordine esprime, oltre al contenuto (la volontà che l'ascoltatore compia una determinata azione), anche la relazione che intercorre tra chi comunica e chi è oggetto della comunicazione, nel caso particolare quella di superiore/subordinato. Ogni comunicazione umana ha due aspetti, uno di notizia e uno di comando, quindi un aspetto di contenuto e uno di relazione. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  41. 41. 2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione 2/2 L’aspetto di relazione di una comunicazione è definito dai termini in cui si presenta la comunicazione stessa, dal non-verbale che ad essa si accompagna e dal contesto in cui questa si svolge. Attraverso la definizione della relazione tra i due comunicanti, questi definiscono implicitamente se stessi: una delle funzioni della comunicazione consiste nel fornire ai comunicanti una conferma o un rifiuto del proprio Sé. Gli scambi comunicativi “patologici” sono caratterizzati da una lotta costante per definire i rispettivi ruoli e la natura della relazione, mentre l’informazione trasmessa dai comunicanti passa in secondo piano. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  42. 42. 3. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione 1/2 La punteggiatura delle sequenze di comunicazione differenzia la relazione tra gli individui coinvolti nell’interazione e definisce i loro rispettivi ruoli: essi punteggeranno gli scambi in maniera che questi risultino organizzati entro modelli di interazione più o meno convenzionali. È una delle possibilità d’interpretazione degli eventi stessi, per cui anche i ruoli dei comunicanti sono definiti dalla propensione degli individui stessi ad accettare un certo sistema di punteggiatura oppure un altro. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  43. 43. 3. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione 2/2 Watzlawick fa l’esempio della cavia da laboratorio che dice: “Ho addestrato bene il mio sperimentatore. Ogni volta che io premo la leva lui mi dà da mangiare”; quest’ultimo non accetta la punteggiatura che lo sperimentatore cerca di imporgli, secondo la quale è lo sperimentatore stesso che ha addestrato la cavia e non il contrario. Poiché la comunicazione è un continuo alternarsi di flussi comunicativi da una direzione all'altra e le variazioni di direzione del flusso comunicativo sono scandite dalla punteggiatura, il modo di leggerla sarà determinato dal tipo di relazione che lega i comunicanti. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  44. 44. 4. La comunicazione può essere analogica o digitale 1/2 Il quarto assioma attribuisce agli esseri umani la capacità di comunicare sia tramite un modulo comunicativo digitale (o numerico) sia con un modulo analogico. Se ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione, il primo sarà trasmesso con un modulo digitale e il secondo attraverso un modulo analogico. Quando gli esseri umani comunicano per immagini la comunicazione è analogica; questa comprende tutta la comunicazione non-verbale. Quando comunicano usando le parole, la comunicazione segue il modulo digitale. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  45. 45. 4. La comunicazione può essere analogica o digitale 2/2 Questo perché le parole sono segni arbitrari e privi di una correlazione con la cosa che rappresentano, ma permettono una manipolazione secondo le regole della sintassi logica che li organizza. Nella comunicazione analogica questa correlazione invece esiste: in ciò che si usa per rappresentare la cosa in questione è presente qualcos'altro di simile alla cosa stessa. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  46. 46. 5. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari 1/3 Uno scambio di comunicazione è: 1. simmetrico, quando è basato sull’uguaglianza ed è, dunque, paritario e democratico. Uno scambio comunicativo è detto simmetrico quando ciascuno dei due dialoganti tende a rispecchiare il comportamento dell’altro e a minimizzare la differenza, tendendo all’uguaglianza. I due comunicanti sono sullo stesso piano e, quindi, in equilibrio tra loro; Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  47. 47. 5. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari 2/3 Uno scambio di comunicazione è: 2. complementare, quando è basato sulla differenza e sul rapporto autorità/subordinazione. Uno scambio comunicativo è complementare, quando il comportamento di uno completa quello dell’altro e si mantiene la differenza. I due comunicanti hanno due diverse posizioni per cui uno prevale sull’altro. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  48. 48. 5. Tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari 3/3 La relazione tra due individui non è comunque mai definitiva, ma tende al contrario a mutare, anche senza l’intervento di fattori esterni. All’interno delle relazioni simmetriche possiamo, poi, distinguere altri due tipi di interazione:  relazioni simmetriche-simmetriche, in cui i due comunicanti sono in costante competizione per la conquista della posizione dominante;  relazioni simmetriche-reciproche, in cui i due comunicanti assumono alternativamente la posizione dominante, a seconda delle situazioni. Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  49. 49. A che serve tutto questo… … se poi devo occuparmi di Social in azienda o in agenzia? Comprendere Analizzare Ideare Innovare 49 Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
  50. 50. 50 Giuliana Laurita – giulianalaurita@gmail.com
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