I servizi on line della pubblica amministrazione

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  • + gigicogo Gianluigi Cogo 1 month ago
    @enzo costa grazie, ho corretto la 6. La tredici non è mia, è di Andrea di Maio di Gartner come scritto nel copyright. Comunque grazie mille, è bello vedere che si collabora anche nel perfezionamento.
    Ho caricato le slides con le correzioni.
    Per il contenuto, in effetti la slides 14 (che ripeto non è mia) durante lo speach di ieri l’ho spiegata come una condivisione di 'what to do' che mi trovava abbastanza allineato con Di Maio, che mi ha preceduto nel mio intervento. Conto di pubblicare anche le sue che ho già richiesto a Lui e a Gartner, ma son legati alle delle policy aziendali che spero non ostacolino questo contributo.
    Su Amministrare 2.0 hai colto benissimo, è proprio quello l’intento.
    Grazie ancora.
  • + gigicogo Gianluigi Cogo 1 month ago
    Paolo Piccolo, ne penso che per ora è molto dura. Il potere della politica e dei fornitori è ancora forte. Ma l’esempio di Vivek Kundra e Data.gov è una buona pratica da seguire.
  • + enzocosta enzocosta 1 month ago
    molto preciso e chiaro. Grazie. Anche nella forma. Ottimo il concetto di Prosumer e ottimi concetti in slide 8.
    Pochi appunti: slide 6 al punto 4) cittadini sta per cittadino.
    slide 6 al punto 5) c’è uno spazio in più tra continua’ e la virgola
    Slide 13 e 14: Paesi (intesi come stati) si scrive con la P maiuscola (p minuscola per i paesi intesi come comunità con pochi abitanti).
    Per quanto attiene il contenuto:
    essendo ancora legata al concetto di egovernment esposto come fornitura di servizi per afferenza come tu stesso esprimi esattamente nella prima slide non mi è chiaro poi perchè alla slide 14 debba essere proposta una nuova cultura per l’e-government. Probabilmente non ho capito ma se si sta trattando un argomento (es. l’e-government della prima slide ovvero fornitura di servizi per afferenza poi bisogna cambiare tema?...) c’è qualcosa che mi sfugge sicuramente. Ancora, per esprimermi meglio: la comunicazione istituzionale e la fornitura del servizio non sono l’obbiettivo da raggiungere? Quindi per raggiungerlo con minor costi e maggior partecipazione si attiva Amministrare 2.0? Mutando l’egovernment (come poi?) non viene meno l’obbiettivo principale ovvero la governance stessa?
    ciao
  • + gigicogo Gianluigi Cogo 1 month ago
    Grazie.......è una piccola guerra in atto!
  • + akela64 Paolo Piccolo 1 month ago
    molto interessante, sintesi lucida e precisa. Gli elementi chiave per un’accelerazione del 2.0 in PA mi sembrano essere:
    - Cultura interna ancora poco stimolata da quella dei cittadini (causa formazione e digital divide)
    - Smobilitazione dei sistemi di micropotere nelle piccole e medie organizzazioni pubbliche.

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I servizi on line della pubblica amministrazione - Presentation Transcript

  1. Verso una PA 2.0!
    Gianluigi Cogo
    Regione del Veneto
  2. eGovernment e eDemocracy
    eGovernment: le nuove tecnologie della rete a supporto dei servizi che le amministrazioni pubbliche son tenute ad erogare per afferenza. Fondamentalmente è orientato a far svolgere le “pratiche on-line”.
    eDemocracy: le nuove tecnologie della rete a supporto dell’utenza (cittadini e imprese), utilissime per stimolare la partecipazione e abbattere l’intermediazioneburocratico-amministrativa.
  3. eGovernment
    Cosa non va?
    • Poca comunicazione
    • Progettazione senza ascolto (UX)
    • Troppo potere ai fornitori
    • Non viene misurata e presa in considerazione la soddisfazione dei cittadini
    • Costi e tempi eccessivi
    Sfide:Si può fare meglio con meno, grazie ai servizi già fidelizzati e al web sociale (Customerization)
    • Cogliere l’opportunità dei business mash-up per connettere i sistemi di back-end al word wide web
    • Mancano ancora veri sistemi di CRM (Citizen Relationship Management) per misurare, davvero, la soddisfazione dei cittadini
    • Semplificare significa diminuire la complessità dei processi, non riproporla on-line
  4. eDemocracy
    Cosa non va?
    • Troppo rumore (overload)
    • Poca cultura (Netiquette questa sconosciuta)
    • Falsi miti (la rete è pericolosa a prescindere)
    • Scarso appeal della “cosa pubblica”
    • I public servant non hanno stimoli a reinventarsi “community manager” perché manca il senso di appartenenza
    Sfide
    • l’eDemocracy si può fare anche senza l’istituzione?
    • La partecipazione fa bene o male alla politica?
    • Il web sociale è un opportunità o un pericolo?
    • Il cittadino sarà in grado di aggregare e miscelare i dati da solo, senza l’ausilio di noiosi portali governativi
  5. Amministrare 2.0
    Un’amministrazione 2.0 è un’amministrazione che si mette dalla parte dei cittadini e che con i cittadini stabilisce una relazione bidirezionale, perché è consapevole che nessuno meglio di loro può valutare servizi e progetti, segnalare eventuali criticità, manifestare esigenze e bisogni e fare proposte per soddisfarli.
    Ma c’è di più: è un’amministrazione che sceglie di improntare tutti i suoi processi, anche quelli interni, sui principi della condivisione e della collaborazione, di sfruttare l’intelligenza collettiva coinvolgendo le risorse a sua disposizione per migliorare la gestione interna e l’efficienza dei servizi offerti.
    E, infine, è un’amministrazione che sceglie di fare tutto questo sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dagli strumenti del web 2.0 e mettendoli al servizio di un nuovo approccio nei rapporti con il cittadino.
    Cit: http://manifestopa.pbworks.com/
  6. I principi generali dell’amministrare 2.0
    1) Il potere di valutare è dato all’utente: La PA 2.0 deve permettere ai cittadini di esprimere facilmente ed intuitivamente il loro giudizio sui servizi che adoperano.
    2) Sfruttare l’intelligenza collettiva: Nessuno conosce meglio le caratteristiche necessarie per i servizi pubblici meglio di chi li usa, nessuno conosce i processi amministrativi meglio di chi nella PA lavora con competenza.
    3) I dati come tessere di puzzle sempre nuovi: Il cittadino deve avere la possibilità di “remixare” tutti i dati che lo riguardano.
    4) La nascita del “prosumer”: Ai servizi pubblici il cittadini non accede solo come consumatore ma ne diventa lui stesso produttore (il crowdsourcing).
    5) La necessità del lifelonglearning: Una PA 2.0 non può che essere un’organizzazione basata sulla formazione continua , sulla circolarità della conoscenza, sulla sperimentazione.
  7. Le sfide
    • proporre una nuova cultura dell'e-government. E' ancora troppo diffusa la cultura originale dell’ e-government inteso come comunicazione istituzionale e fornitura di servizi on-line;
    - considerare la rete come accesso universale. La rete a banda larga deve raggiungere la totalità della popolazione ed essere considerata un bene universale disponibile per tutti;
    - la lotta al social digital divide. Si deve basare sul diritto universale ma anche su politiche inclusive in grado di superare i blocchi culturali;
    - proporre la definizione dei diritti e doveri della nuova cittadinanza digitale;
    - proporre una nuova cultura tecnologica. Il software disponibile per la PA rispecchia la struttura di lavoro attuale che tradisce una visione verticale piuttosto che orizzontale;
    - proporre un nuova cultura organizzativa. Superare il primato della procedura a favore degli obiettivi;
  8. Servizi On-line(esporre i dati, non i processi)
    Di chi sono i dati?
    La Pubblica Amministrazione li “gestisce” per conto dei cittadini.
    La “proprietà” del dato pubblico è un concetto che non regge!
    Digitalizzare i processi analogici non ha alcun senso!
    Esempi on-line (Kayak e Data.gov)
  9. Aggregare i dati
  10. Marketplace dei dati pubblici
    The primary goal of Data.Gov is to improve access to Federal data and expand creative use of those data beyond the walls of government by encouraging innovative ideas (e.g., web applications).
  11. Case story: Regione Veneto
    Intranet 2.0
  12. Case story: Regione Veneto
    Piattaforma di distribuzione multicanale
    DIGITAL DELIVERY
    Piattaforma dei contenuti multimediali
    DIGITAL LIBRARY
  13. L’ironia
    • Mentre la PA in altri paesi si interroga su come utilizzare i social media,
    in Italia il loro uso viene scoraggiato.
    • Mentre la PA in altri paesi sta riconsiderando il ruolo dei portali ed
    esplorando nuove forme di intermediazione, in Italia la strategia sui
    portali resta inalterata.
    • Mentre la PA in altri paesi sta considerando nuove forme di identità
    elettronica, in Italia si parla ancora di CIE e carta dei servizi.
    di Andrea di Maio (Gartner) tutti i diritti riservati
    Le vie d’uscita
    • L’iniziativa sulle reti amiche può evolvere oltre i canali tradizionali e
    considerare il ruolo delle reti sociali (on-line e non).
    • L’eccellenza raggiunta nell’e-procurement fornisce una piattaforma sulla
    quale una sperimentazione seria è possibile.
    • Il limitato progresso del sistema paese verso l’e-government 1.0 dà
    l’occasione di ripensare ad una strategia 2.0 in chiave maggiormente
    federata.
  14. Grazie
    gianluigi.cogo@regione.veneto.it

+ Gianluigi CogoGianluigi Cogo, 1 month ago

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