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  • 1. A cura di: Gianluca Daluiso 1
  • 2. INDICEBerlusconi – PDL PaginaLeggi ad Personam 3Scandali Sessuali:Il caso Carfagna 9Il caso Noemi 10Il caso DAddario 10Il caso Ruby Rubacuori 10Il Bunga Bunga 11Pregiudicati e condannati 14Scandali regionali:Il caso Lombardia 20Consiglieri indagati per peculato 21Il caso Lazio 22Falsi luoghi comuni 24Citazioni 28Lega NordScandali Giudiziari:Razzismo e xenofobia 30Il processo Enimont 30Le guardie padane 31Le presunte tangenti al partito 31Belsito, soldi pubblici per interessi privati 31Scandalo soldi pubblici regione Lombardia 32Scandalo quote latte 33Scandalo tangenti Finmeccanica 33 2
  • 3. Pregiudicati e condannanti 34I falsi luoghi comuni 35Citazioni 35Partito DemocraticoScandali giudiziari:Il caso Lusi 36Il caso tedesco, tangenti 37Il caso penati, tangenti 37Il caso Ponzato, tangenti 38Scandalo People Mover e le coop rosse 38Scandalo Tav 39Scandalo Monte dei Paschi di Siena 41Scandalo sperpero soldi pubblici Lombardia 43Pregiudicati e condannati 44Tutti i regali del PD a Berlusconi 45L’imbarazzante finanziamento di Riva (Ilva) a Bersani 49I falsi luoghi comuni 50Citazioni 50Lista Monti-UDC-FLIPregiudicati e condannati 51L’Udc e i rapporti con la mafia 52L’UDC e i problemi con la giustizia 54Gli impresentabili di Monti alle elezioni: ‘ndrangheta 55Bonferroni e le tangenti di Finmeccanica 55Costruttori – UDC: Un rapporto in nome di Caltagirone 56Citazioni 56Fonti 58 3
  • 4. BERLUSCONI – PDLNegli ultimi 19 anni il debito pubblico è aumentato di oltre mille miliardi di euro. E’ raddoppiato. Berlusconiha governato 12 degli ultimi 19 anni. Con Berlusconi abbiamo toccato il livello più basso di dignità e decorodelle istituzioni. Ha portato addirittura il parlamento ad approvare la vergognosa mozione che dichiarava“Ruby(rubacuori) è nipote di Mubarak”, per cercare invano di salvare Berlusconi dall’accusa del reato diconcussione. Se non fosse tragicamente vero, ci sarebbe da ridere. Tralasciando il ridicolo, andiamo alresto. In 12 anni di governo ha approvato circa 35 leggi ad personam: 1. Decreto Biondi (1994). Approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i manager che hanno pagato le tangenti. Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Pierr Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina). Il pool di Milano si autoscioglie. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità. Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi. 2. Legge Tremonti (1994). Il decreto n.357 approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”.La neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporate dal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa) utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” Tremonti che fa dire alla legge Tremonti il contrario di ciò che diceva, estendendo il concetto di beni strumentali a quelli immateriali e il concetto di beni nuovi a quelli vecchi già usati all’estero. 3. Legge Maccanico (1997). In base alla sentenza della Consulta del 7 dicembre 1994, la legge Mammì che consente alla Fininvest di possedere tre reti tv sull’analogico terrestre è incostituzionale:3., presumibilmente Rete4, dev’essere spenta ed eventualmente passare sul satellite, entro il 28 agosto 1996. Ma il ministro delle Poste e telecomunicazioni del governo Prodi I, Antonio Maccanico, concede una proroga fino al 31 dicembre 1996 in attesa della legge “di sistema”. A fine anno, nulla di fatto per la riforma e nuova proroga di altri sei mesi. Il 24 luglio 1997, ecco finalmente la legge Maccanico: gli editori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediaset è di troppo. Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per le comunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisterà in Italia “un congruo sviluppo dell’utenza dei programmi televisivi via satellite o via cavo”. Che significhi “congruo sviluppo” nessuno lo sa, così Rete4 potrà seguitare a trasmettere sine die in barba alla Consulta. 4
  • 5. 4. D’Alema salva-Rete4 (1999). La neonata Agcom si mette all’opera solo nel 1998, presenta ilnuovo piano per le frequenze tv e bandisce la gara per rilasciare le 8 concessioni televisivenazionali. Rete4, essendo “eccedente” rispetto alla Maccanico, perde la concessione; al suo postola vince Europa7 di Francesco Di Stefano. Ma il governo D’Alema, nel 1999, concede a Rete4 una“abilitazione provvisoria” a seguitare a trasmettere senza concessione, così per dieci anni Europa7si vedrà negare le frequenze a cui ha diritto per legge.5. Gip-Gup (1999). Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici romani (processiMondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir), vogliono liberarsi del gip milanese Alessandro Rossa-to, che hafirmato gli arresti dei magistrati corrotti e degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora, ma ha puredisposto l’arresto di Previti (arresto bloccato dalla Camera, a maggioranza Ulivo). Ora spetta aRossato, in veste di Gup, condurre le udienze preliminari dei tre processi e decidere sulle richiestedi rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Milano. Udienze che iniziano nel 1999. Su propostadell’on. avv. Guido Calvi, legale di Massimo D’Alema, il centrosinistra approva una legge che rendeincompatibile la figura del gip con quella del gup: il giudice che ha seguito le indagini preliminarinon potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla a un collega, che ovviamente nonconosce la carte e perderà un sacco di tempo. Così le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, già iniziatedinanzi a Rossato, proseguono sotto la sua gestione e si chiuderanno a fine anno con i rinvii agiudizio degli imputati. Invece quella per Mondadori, non ancora iniziata, passa subito a un altrogiudice, Rosario Lupo, che proscioglie tutti gli imputati per insufficienza di prove (poi, su ricorsodella Procura, la Corte d’appello li rinvierà a giudizio tutti, tranne uno: Silvio Berlusconi, dichiaratoprescritto grazie alle attenuanti generiche).6. Rogatorie (2001). Nel 2001 Berlusconi torna a Palazzo Chigi e fa subito approvare una leggeche cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamentequelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C. Da mesi i legali suoi edi Previti chiedono al tribunale di Milano di cestinare quei bonifici bancari svizzeri perché mancanoi numeri di pagina, o perché si tratta di fotocopie senza timbro di conformità,o perchè sono statiinoltrati direttamente dai giudici elvetici a quelli italiani senza passare per il ministero dellaGiustizia. Il Tribunale ha sempre respinto quelle istanze. Che ora diventano legge dello Stato. Con lascusa di ratificare la convenzione italo-svizzera del 1998 per la reciproca assistenza giudiziaria(dimenticata dal centrosinistra per tre anni), il 3 ottobre 2001 la Cdl vara la legge 367 che stabiliscel’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non siano “in originale” o“autenticati” con apposito timbro, che siano giunti via fax, o via mail o brevi manu o in fotocopia ocon qualche vizio di forma. Anche se l’imputato non ha mai eccepito sulla loro autenticità, vannocestinati. Poi, per fortuna, i tribunali scoprono che la legge contraddice tutte le convenzioniinternazionali ratificate dall’Italia e tutte le prassi seguite da decenni in tutta Europa. E, siccomequelle prevalgono sulle leggi nazionali, disapplicano la legge sulle rogatorie, che resterà letteramorta.7. Falso in bilancio (2002). Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio, il28 settembre 2001 la sua maggioranza approva la legge-delega numero 61 che incarica il governo 5
  • 6. di riformare i reati societari. Il che avverrà all’inizio del 2002 con i decreti delegati che: abbassano lepene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione piùbreve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodiacautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela delsocio o del creditore; depenalizzano alcune fattispecie di reato (come il falso nel bilanciopresentato alle banche); fissano amplissime soglie di non punibilità (per essere reato, il falso inbilancio dovrà superare il 5% del risultato d’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% dellevalutazioni. Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati: o perché mancala querela dell’azionista (B. non ha denunciato B.), o perché i falsi non superano le soglie (“il fattonon è più previsto dalla legge come reato), o perché il reato è ormai estinto grazie alla nuovaprescrizione-lampo.8. Mandato di cattura europeo (2001). Unico fra quelli dell’Unione europea, il governoBerlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reatifinanziari e contro la Pubblica amministrazione . Secondo “Newsweek”, Berlusconi “teme di esserearrestato dai giudici spagnoli” per l’inchiesta su Telecinco. L’Italia otterrà di poter recepire la normacomunitaria soltanto dal 2004.9. Il governo sposta il giudice (2001). Il 31 dicembre, mentre gli italiani festeggiano ilCapodanno, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, su richiesta dei difensori di Previti, negacontro ogni prassi la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambilla, membro del collegio checonduce il processo Sme-Ariosto, e dispone la sua “immediata presa di possesso” presso ilTribunale di sorveglianza dov’è stato trasferito da qualche mese, senza poter completare idibattimenti già avviati. Così il processo Sme dovrebbe ripartire da zero dinanzi a un nuovo collegio.Ma poi interviene il presidente della Corte d’appello con una nuova “applicazione” di Brambilla inTribunale fino a fine anno.10. Cirami (2002). I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loroprocessi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribileprevenzione contro di loro. E, per oliare meglio il meccanismo, reintroducono il vecchio concetto di“legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico , vigente un tempo, quando i processi scomoditraslocavano nei “porti delle nebbie” per riposarvi in pace. E’ la legge Ci-rami n. 248, approvatadefinitivamente il 5 novembre 2002. Ma nemmeno questa funziona: la Cassazione, nel gennaio2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.11. Lodo Maccanico-Schifani (2003). Le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano. Su propostadel senatore della Margherita Antonio Maccanico, il 18 giugno 2003 la Cdl approva la legge 140,primo firmatario Renato Schifani, che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica,della Camera, del senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi sibloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunaledi Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.12. Ex Cirielli (2005). Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli (misconosciuta dal suostesso proponente), che riduce la prescrizione per gli in-censurati e trasforma in arresti domiciliarila detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per 6
  • 7. compierli). La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazionedel processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (lacorruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).13. Condono fiscale (2002). La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene ilcondono tombale. Berlusconi giura che non ne faranno uso né lui né le sue aziende. InveceMediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenziadelle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.14. Condono per i coimputati (2003). Col decreto 143 del 24 giugno 2003, presunta“interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso acommettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta. Cioè il governoBerlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutatoa evadere con fatture false o gonfiate.15. Pecorella (2006). Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuantigeneriche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Così ilsuo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvarenel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm controassoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancoraappellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allungadi un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nelgennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quantoincostituzionale.16. Frattini (2002). Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chipossiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è inconflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare lapresidenza del Milan17.Gasparri-1(2003). In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparrisulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se nonha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolatosulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le suetre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, cheinclude un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola cheMediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispediscela legge al mittente: è incostituzionale.18. Berlusconi salva-Rete4 (2003). Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Allavigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesimaproroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri. 7
  • 8. 19. Gasparri-2 (2004). La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciatadal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degliitaliani capteranno il segnale del digitale terrestre, che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poiperò si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poil’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnaledigitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva,Europa 7 è ancora senza frequenze.20. Decoder di Stato (2004).Per gonfiare l’area del digitale, la finnaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede uncontributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuovatecnologia televisiva. Fra i principali distributori di decoder c’è Paolo Berlusconi, fratello diSilvio,titolare di Solaris (che commercializza decoder Amstrad).21. Salva-decoder (2003). Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset, che vi trasmettepartite di calcio a pagamento, ma teme il mercato nero delle tassere taroccate: prontamente, il 15gennaio 2003, il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milionidi multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.22. Salva-Milan (2002). Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governoBerlusconi consente alle società di calcio, quasi tutte indebitatissime, diammortizzare sui bilanci2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milanrisparmia 242 milioni di euro.23. Salva-diritti tv (2006). Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra edi sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio in senso “collettivo” per nonpenalizzare le società minori privilegiando le maggiori. Il sistema resta dunque “soggettivo” , a tuttovantaggio dei maggiori club: Juventus, Inter e naturalmente Milan.24. Tassa di successione (2001). Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa disuccessione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stataabrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi dilire.25. Autoriduzione fiscale (2004). Nel 2003, secondo “Forbes”, Berlusconi è il 45° uomo più riccodel mondo con un patrimonio personale di 5,9 miliardi di dollari. Nel 2005 balza al 25° posto con 12miliardi. Così, quando a fine 2004 il suo governo abbassa le aliquote fiscali per i redditi dei piùabbienti, “L’espresso” calcola che Berlusconi risparmierà 764.154 euro all’anno.26. Plusvalenze esentasse (2003). Nel 2003 Tremonti vara una riforma fiscale che detassa leplusvalenze da partecipazione. La riforma viene subito utilizzata dal premier nell’aprile 2005quando cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340milioni di tasse.27. Villa abusiva con condono (2004). Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli 8
  • 9. abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo stabilisce l’approvazionedel piano nazionale anti-terrorismo e contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa LaCertosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa dimassima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione digoverno». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse perl’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 ilministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata intutta fretta dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone pro-tette:come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenzeprivate del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto perla modica cifra di 300mila euro. Nel 2008 il Tribunale di Tempio Pausania chiude il procedimentoper gli abusi edilizi perchè in gran parte condonati grazie a un decreto voluto dal mero proprietariodella villa.28. Ad Mediolanum (2005).Nonostante le resistenze del ministro del Welfare, Roberto Maroni, Forza Italia impone una serie dinorme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa ecomplementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni,alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche diMediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) e soprattutto lo slittamento della normativa al2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è unadelle capofila). Intanto, nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hannoconcesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.29. Ad Mondadori-1 (2005). Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula unaccordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»: consegna e ordinazione – per telefono e online – dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria. Le case editrici nonconsegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrustesamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non puòcensurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.30. Ad Mondadori-2 (2005). L’8 febbraio 2005 scatta l’operazione “E-book”, per il cui avvio ilgoverno stanzia 3 milioni. E a chi affidano la sperimentazione i ministri Moratti (Istruzione) e Stanca(Innovazione)? A Monda-dori e Ibm: la prima è di Berlusconi, la seconda ha avuto comevicepresidente Stanca fino al 2001.31. Indulto (2006). Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella(contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sulsovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria,altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari. Una nuova legge ad personam che regala ancheal Cavaliere un “bonus” di tre anni da spendere nel caso in cui fosse condannato in via definitiva.32. Lodo Alfano (2008). Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il 9
  • 10. Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale. 33. Più Iva per Sky (2008). Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%. 34. Meno spot per Sky (2009). Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot. 35. Più azioni proprie (2009). La maggioranza aumento dal 10 al 20% la quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La norma viene subito utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset. 36. Ad listam (2010). Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa. 37. Illegittimo impedimento (2010). Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo. Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 40: “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.SCANDALI PRESUNTI ILLECITI DI NATURA SESSUALEIl caso CarfagnaNel quarto governo Berlusconi, lonorevole Mara Carfagna, ex showgirl, è stata scelta per ricoprire il ruolodi ministro delle Pari Opportunità.Secondo numerose indiscrezioni, alcune intercettazioni telefoniche effettuate nellambito di uninchiestaper corruzione a carico di Berlusconi avrebbero prodotto materiale non penalmente rilevante riguardantepresunti favori sessuali ottenuti dal Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi in cambio dellincaricoda ministro.Oltre alla stampa estera, dellesistenza delle intercettazioni parlò Sabina Guzzanti durante unamanifestazione politica. 10
  • 11. Il caso NoemiIl 28 aprile 2009, la moglie di Berlusconi, Veronica Lario, in une-mail allANSA espresse il suo sdegnoriguardo alla possibile scelta del marito di candidare giovani ragazze di bella presenza, alcune delle qualisenza esperienza politica, per le vicine elezioni europee.Il 2 maggio seguente, dopo aver saputo che Berlusconi si era recato alla festa del diciottesimo compleannodi Noemi Letizia (una ragazza di Portici), ha poi affidato ad un avvocato lincarico di presentare richiesta diseparazione dal marito. La Lario, a questo punto, ha fatto menzione di una supposta abitudine del marito difrequentare minorenni: «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni», «...figure di verginiche si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica», «Ho cercato diaiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con unapersona che non sta bene. È stato tutto inutile».Il 14 maggio il quotidiano La Repubblica pubblica un articolo in cui mostra le molte contraddizioni ediscordanze della versione di Berlusconi concernente le sue frequentazioni con Noemi Letizia con ledichiarazioni degli altri protagonisti della vicenda.Il 28 maggio Berlusconi giura sulla testa dei suoi figli di non aver mai avuto relazioni "piccanti" conminorenni, e che se stesse mentendo si dimetterebbe immediatamente. La questione è stata ampiamentetrattata dalla stampa estera (per esempio dai quotidiani britannici The Times, Financial Times e dalla BBC).Il caso DAddarioNel luglio 2009 il giornale LEspresso pubblica sul suo sito le registrazioni audio degli incontri tra SilvioBerlusconi e la escort Patrizia DAddario (da lei stessa effettuate).[240] Tali registrazioni risalgono allottobre2008 e sono state depositate dalla stessa DAddario presso la Procura di Bari, che le ha ascoltate epubblicate in quanto rilevanti - insieme ad altre intercettazioni - per far luce sulla natura dei rapporti traBerlusconi e limprenditore barese Gianpaolo Tarantini indagato per corruzione e associazione a delinquerenellambito di uninchiesta su tangenti e affari a danno della sanità pugliese.[241]Poco dopo il Premier dichiarò: "Non sono un santo, spero lo capiscano anche quelli di Repubblica". [242]Al di là dellinteresse di natura scandalistica, le vicende riguardanti i presunti rapporti extraconiugali diBerlusconi con escort e giovani ragazze dello spettacolo hanno attirato lattenzione dellopinione pubblica edi parte del mondo politico, in quanto paiono essere in più punti intrecciate con la promessa di candidaturepolitiche nelle liste del Pdl e affiliate (La Puglia prima di tutto) in occasione delle elezioni europee edelle amministrative del giugno 2009.Il caso RubyA novembre 2010 scoppia il cosiddetto "caso Ruby". La vicenda ruota attorno allallora minorennemarocchina Karima El Mahroug detta Ruby Rubacuori, fermata per furto nel maggio 2010 a Milano.Accertata la minore età della ragazza, il magistrato dispose laffidamento secondo le normali procedure.Tuttavia, dopo che Berlusconi ebbe telefonato in questura sostenendo che la giovane fosse la nipotedellallora presidente egiziano Hosni Mubarak (fatto poi dimostratosi falso), la ragazza venne affidata alconsigliere regionale PDL Nicole Minetti. Ruby dichiarò di essere stata più volte ospite di Berlusconi pressola sua residenza di Arcore ricevendo in tali occasioni denaro. Ritenendo che quel denaro sarebbe stato ilcompenso per prestazioni sessuali, a gennaio 2011 la procura della Repubblica di Milano ha contestato aBerlusconi i reati di concussione e prostituzione minorile.Il 15 febbraio 2011 Silvio Berlusconi viene rinviato a giudizio con rito immediato, per entrambe le accuse diconcussione aggravata e di favoreggiamento della prostituzione minorile, passando così da indagatoa imputato. 11
  • 12. Scandalo del Bunga BungaCene, feste e orge. Con ragazze di ogni tipo: italiane, cubane, venezuelane, domenicane. Belle, bellissime.Disposte a tutto. A travestirsi da infermiere sexy. Insomma “qualcosa di mai visto”. Di “indecente”. Tantoche per partecipare a quegli incontri bisogna “essere pronti a tutto”. C’è questo e altro nelle 389 paginedell’inchiesta su Ruby Rubacuori da questa mattina sul tavolo della Giunta per le autorizzazioni a procederedella Camera. C’è tutto Berlusconi. C’è soprattutto la sua televisione “sporcacciona” di Drive in. E quella diNon è la Rai. Anche lì ragazze minorenni in bella mostra.Le serate hard di Arcore prendono vita nei racconti delle ragazze e nelle intercettazioni telefoniche.Racconta una di loro: “Berlusconi ha insistito, ma io non volevo, ho cercato di respingerlo. Gli ho detto dino, ma non ce l’ho fatta e sono stata costretta a subire qualcosa che non avrei voluto”. Che succede a villaSan Martino durante quelle sere che quasi sempre diventano notte e si trasformano in albe stanche. loracconto l’ex prefetto Carlo Ferrigno: “Una sera – racconta al telefono il 29 settembre 2010 l’ex prefetto diNapoli e commissario antiracket dal 2003 al 2006 Carlo Ferrigno – c’era una mezza araba e le avevanofatto fare la danza del ventre, gli altri tutti intorno a guardarla”. Poi precisa e non va per il sottile: “C’eranole orge lì dentro, non con droga non mi risulta”. Quindi: “Bevevano tutte mezze discinte”. E Berlusconi? “Siè messo a cantare barzellette, erano loro tre: Berlusconi, Mora, Fede, e ventotto ragazze, tutte alla fineerano senza reggipetto, solo le mutandine quelle strette”. E a fine serata il Cavaliere “gli ha regalato anelli ebracciali”Le ospiti dunque attovagliate a quelle cene non sono proprio signore della buona borghesia milanese. Machi sono. Per capirlo basta rileggere le intercettazioni di Nicole Minetti. Lei, igienista dentale e consiglieredel Pdl in Lombardia, parla con un’amica, ex compagna di liceo. La invita ad Arcore. E spiega: “Ci sono varietipologie di persone. C’è la zoccola, la sudamericana che non parla italiano e viene dalle favelas. C’è quellaun po’ più seria, c’è la via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio, capito?”.Quindi il consiglio: “fregatene, sbattitene il cazzo e via andare”.Ad Arcore ci arriva con la Minetti che per la strada raccoglie altre tre ragazze. Si entra. Si cena. E poi inizia lafesta. Il cavaliere si presenta: “buonasera lei è la signorina due lauree”. Quindi tutto inizia. Tra le ragazze“si notava un atteggiamento di confidenza tra le ragazze e il presidente”. Lo stesso vale per Emilio Fede eCarlo Rossella. La giovane amica della Minetti prosegue: “I canti furono accompagnati da un trenino. E dopola cena sentii alcune ragazze dire: scendiamo al bunga bunga”.Questo è il tempio in cui il drago accoglie le sue “vergini”. E’ una sala-discoteca. Di nuovo la parola passaalla “signorina due lauree”: “Vi sono divanetti, un palo di lapdance, una sorta di banco ba, i bagni”. Qui leragazze si cambiano. Il passaggio è importante. Ricordate Drive in? Ecco di nuovo il racconto: “Le ragazzeindossarono vestiti succinti, alcune modificarono l’acconciatura, il trucco e assunsero atteggiamenti conconnotazioni equivoche”E poi ci sono le intercettazioni che rafforzano il quadro, lo rifiniscono e lo puntellano. ”E’ allucinante. Nonsai. Lo chiamano tutte amore, tesorino. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì… Nei giornalidicono molto meno della verità anche quando lo massacrano”. Sui festini di Arcore le soubrette sonochiarissime: “O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai”. Per arrivarci, a villa San Martino, invece 12
  • 13. non c’è problema. ”Siamo entrate senza alcun tipo di controllo”, dice una ragazza. Quindi prosegue: “E’molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri”. Un’altra ragazza, sempre descrivendo i festini nellacasa del Cavaliere, parla di “desolazione”. E va avanti: “Sì, sì l’ho proprio conosciuto per bene. Mi hapresentato a tutti e mi ha dedicato anche una canzone”.Silvio è generoso, si sa. Le sue feste sono sfarzose come anche le sue ricompense. Ne parlano legemelline De Vivo note per la loro partecipazione all’Isola dei famosi. “L’ho visto un po’ out – dice Imma DeVivo -, ingrassato, imbruttito, l’anno scorso stava più in forma, adesso sta più di là che di qua, è diventatopure brutto, deve solo sganciare, speriamo che sia più generoso, io non gli regalo un cazzo”. Tra le ospiti divilla San Martino c’è anche Barbara Faggioli. Il 25 settembre la giovane starlette parla al telefono con Fede.E’ offesa. Dice: “Non mi ha invitato, ormai preferisce invitare le cubane e le venezuelane”. Ma anche ledomenicane come Maria Ester Garcia Polanco. Di lei parla l’igienista dentale del premier Nicole Minetti.“L’ha dovuta allontanare, lavorava con uomini che vomitavano in macchina, l’hanno trovata con droga e uncoltello”. E Fede replica: “A una di quelle che c’era ieri sera ho dato di tasca mia 10mila euro. Perché avevafoto scattate con telefonino, aveva bisogno di soldi”. Secondo alcune ragazze, a quanto rivela l’Espresso,anche la Minetti “faceva spogliarelli e, a volte, si travestiva da uomo”. Altri dettagli riguardano “alcuneragazze mezze nude” che ballavano “vicine vicine”, in atteggiamenti “lesbici”.La cosa, poi, è nota a molti. Insomma il bunga bunga non è affatto un segreto. Anzi: un’abitudine risaputadel Cavaliere. E così nella richiesta di autorizzazione alla perquisizione degli uffici del contabile diBerlusconi, Giuseppe Spinelli, c’è l’intercettazione di una telefonata tra la parlamentare del Pdl MariaRosaria Rossi con Emilio Fede nella quale si parla anche della pratica del bunga bunga. “Ma tu stai venendoqui?”, chiede Maria Rosaria Rossi a Emilio Fede. Il direttore del Tg4 risponde che sarà nel luogodell’appuntamento non prima delle 21-21.15. Poi aggiunge: “Ho anche due amiche mie…”. La Rossirisponde: “Che palle che sei, quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto…”.Dai racconti dei deputati che hanno visto le carte del caso Ruby emerge un “quadro postribolare”.Con Emilio Fede che farebbe da cerimoniere consigliando alle ragazze addirittura l’abbigliamento. Lo stessoFede avrebbe suggerito a Roberta Bonasia, ritenuta una favorita dal premier, di essere amorevole e diessere aperta. Chi ha letto la documentazione della procura di Milano conferma che Nicole Minetti avrebbepreso parte ai sexy show. In una telefonata intercettata, Ruby a un amico racconta: “Mi offrono qualunquecifra per farmi stare zitta, come quelle che mi offrivano per fottere”.Decisive anche le dichiarazioni di Floriano Carrozzo che sentito a verbale come semplice testimone lasciaimportanti dichiarazioni. Racconta: “Ruby mi fece vedere il numero di Berlusconi, dove lei lo potevacontattare, mi aveva detto che era andata due volte alla presidenza del Consiglio”. Dopodiché la prova dellaconsapevolezza da parte del premier della minore età della ragazza: “Mi confidò che il presidente delConsiglio aveva saputo da lei che era minorenne”. E sono sempre le confessioni di Ruby Rubacuori ainfiocchettare il quadro con particolari non proprio edificanti. “Letizia? – dice Ruby a un amico – no lei è lapupilla, io sono invece il culo”Cosa ne pensa la stampa estera? Alcuni articoli sfogliabili online:Germania: 28 ottobre BildUna diciassettenne dichiara: Berlusconi ha voluto il “Bunga Bunga“! 13
  • 14. Gran Bretagna: 28 ottobreTelegraphUn amico di Berlusconi coinvolto in un’inchiesta di prostituzioneStati Uniti: 28 ottobre The Huffington post“Berlusconi coinvolto in uno scandalo di prostituzione”Francia: 28 ottobre Le PointI giochi erotici di Silvio Berlusconi scandalizzano l’ItaliaFrancia: 28 ottobreLibérationIl cavaliere chiamato in causa da un nuovo scandalo di sesso: una marocchina trascina Berlusconiin tribunaleGran Bretagna: 29 ottobre GuardianL’ufficio di Silvio Berlusconi è intervenuto a favore di un’adolescente sospettata di furtoStati Uniti: 2 novembre The New York TimesLo scandalo Berlusconi potrebbe minacciare il Governo 14
  • 15. LISTE “PULITE”Arriviamo alla questione legalità nel PDL, e lo facciamo con una premessa. Il PDL è nato dalla fusione di piùpartiti. Sicuramente il più importante era Forza Italia. L’ideologo di questo partito, insieme a Berlusconi, fuMarcello Dell’Utri: una condanna patteggiata per frode fiscale, una condanna in appello per concorsoesterno in associazione mafiosa(la Cassazione ha annullato con rinvio della sentenza in appello), e vari capidi imputazioni approfondibili qui (http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_DellUtri#Procedimenti_giudiziari )Pregiudicati XVI Legislatura ParlamentareGli indagati e condannati nelle file del PDL nella scorsa legislatura parlamentare, erano all’incirca 65:pregiudicati per vari reati fra i quali corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Reati gravissimi.E pensate che le nostre tasse servivano per pagare migliaia e migliaia di euro di stipendio a questi signori.Ecco la lista:(I processi in corso sono tanti, quindi ci potrebbero essere dei margini di errori, non volontari.) 1. ABRIGNANI Ignazio (PDL) - indagato per dissipazione post-fallimentare. 2. ANGELUCCI Antonio (PDL) - Indagato per associazione a delinquere, truffa e falso. 3. ARACU Sabatino (PDL) - Rinviato a giudizio nella sanitopoli abruzzese. 4. BARANI Lucio (PDL) - Richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’uffici. 5. BARBARESCHI Luca (Gruppo Misto) - Indagato per abusivismo. 6. BERLUSCONI Silvio (PDL) - 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian); 2 processi in corso (intercettazioni Unipol, processo Ruby). 5 prescrizioni (Lodo Mondadori, All Iberian, Consolidato Fininvest, Falso in bilancio Lentini, processo Mills). Il 26 ottobre 2012 è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale nel processo Mediaset (prescritto per il reato del 2001, ma non per gli esercizi 2002-2003). Tre dei 4 anni sono stati condonati per indulto. E stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per tre anni e dovrà pagare un risarcimento di 10 milioni di euro allAgenzia delle Entrate. 7. BERRUTI Massimo Maria (PDL) - condannato in appello a 2 anni e 10 mesi nellinchiesta per i fondi neri Fininvest. 8. BRANCHER Aldo (PDL) - condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione. Condannato in appello a due anni per appropriazione indebita e ricettazione. 9. BRIGUGLIO Carmelo (PDL) - vari processi a carico (truffa, falso, abuso dufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto. 10. CALIENDO Giacomo (PDL)- Indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (inchiesta nuova P2). 11. CAMBER Giulio (PDL) - condannato in via definitiva per millantato credito. 12. CARLUCCI Gabriella (Udc, eletta nel Pdl): condannata a risarcire una sua collaboratrice. 13. CATONE Giampiero (PDL) - condannato in primo grado a otto anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata. 14. CESARO Luigi (PDL) - Indagato per associazione camorristica. 15
  • 16. 15. CIARRAPICO Giuseppe (PDL) - condannato per truffa aggravata e continuata ai danni diINPS e INAIL, multa per violazione legge tutela "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso inbilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato perfinanziamento illecito, condannato per il crac "valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e inseguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannatoper truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato pertruffa ai danni di palazzo Chigi.16. CICCHITTO Fabrizio (PDL) - Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2:fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scopertadegli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammessodi aver sottoscritto la domanda di adesione.17. COSENTINO Nicola (PDL): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negatola richiesta d’arresto. Imputato anche nell’inchiesta sulla P3.18. CURSI Cesare (PDL) - Indagato per corruzione.19. D’ALI Antonio (PDL): rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.20. DE ANGELIS Marcello (PDL) - condannato per banda armata e associazione eversiva.21. DE GREGORIO Sergio (PDL) - indagato per associazione per delinquere, concorso in truffa etruffa aggravata, concorso in bancarotta fraudolenta. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto.22. DELLUTRI Marcello (PDL) - condannato per false fatture e frode fiscale, condannato inappello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione perconcorso esterno in associazione mafiosa ma annullata con rinvio dalla Cassazione.23. DEL PENNINO Antonio (PDL) - ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processoper le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorniper tangenti relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.24. DE LUCA Francesco (PDL) - indagato per tentata corruzione in atti giudiziari.25. DI STEFANO Fabrizio (PDL): rinviato a giudizio per corruzione.26. FARINA Renato (PDL) - condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in attopubblico, ha patteggiato una pena di 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar.27. FASANO Vincenzo (PDL) - condannato per concussione, indultato.28. FAZZONE Claudio (PDL): rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.29. FIRRARELLO Giuseppe (PDL) - condannato in primo grado per turbativa d’asta, indagato perconcorso esterno in associazione mafiosa (nel ’99 il Senato ha negato l’arresto).30. FITTO Raffaele (PDL) - rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamentoillecito.31. FRIGERIO Gianstefano (PDL) - Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di ForzaItalia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio deipermessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condannedefinitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illecitie ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza difrequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione.32. GALIOTO Vincenzo (PDL) - Condannato in primo grado per falso in bilancio.33. GIUDICE Gaspare (PDL) - condannato in primo grado per bancarotta, prescritto.34. GRILLO Luigi (PDL) - rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa.35. IAPPICA Maurizio (Gr.Misto, eletto nel PDL): rinviato a giudizio per false fatture, falso inbilancio e abuso d’ufficio, prescritto.36. LA LOGGIA Enrico (PDL) - Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalatdi Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”. 16
  • 17. 37. LANDOLFI Mario (PDL) - indagato per corruzione e truffa "con l’aggravante di avercommesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre".38. LEHNER Giancarlo (PDL) - condannato per diffamazione.39. LETTA Gianni ( PDL) - Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma chene aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni nonproprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura diMilano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella qualel’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Ungiornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamentein edicola”.40. LUNARDI Pietro (PDL) - Indagato per corruzione.41. MALGIERI Gennaro (PDL) - Condannato dalla Corte dei Conti per la nomina di AlfredoMeocci a dg della Rai.42. MATTEOLI Altero (PDL) - imputato per favoreggiamento, processo bloccato dallaCamera.43. MESSINA Alfredo (PDL) - indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta.44. MILANESE Marco (PDL) - Indagato per corruzione, rivelazione segreta eassociazione a delinquere (P4).45. NANIA Domenico (PDL) - condannato per lesioni personali, condannato in primogrado per abusi edilizi e prescritto.46. NESSA Pasquale (PDL) - rinviato a giudizio per concussione.47. NESPOLI Vincenzo: (PDL): indagato per concorso in scambio elettorale, concorso inbancarotta fraudolenta e concorso in riciclaggio. Richiesta di arresto respinta dal Senato.48. PARAVIA Antonio (PDL) - arrestato per tangenti, prescritto.49. PAPA Alfonso (PDL) - accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segretodufficio nellambito dellinchiesta sulla Loggia P4. Lo scorso luglio 2011 è arrivata dalla giunta per leautorizzazioni della Camera lok allarresto per la stessa inchiesta P4. Finito per mesi in carcere è statopoi scarcerato.50. PILI Mauro (PDL) - Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.51. PITTELLI Giancarlo (PDL) - indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggioe “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare” e per minacce e lesioni a un collegaavvocato.52. RIZZOLI De Nichilo Melania (PDL) - Indagata per concorso in falso.53. ROMANI Paolo (PDL) - Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienzapreliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome èanche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi diGianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro comerisarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.54. ROSSO Roberto (ex Fli, ora al Pdl sottosegretario all’Agricoltura del governoBerlusconi): indagato per associazione a delinquere dalla Procura di Vercelli.55. RUSSO Paolo (PDL) - indagato per violazione della legge elettorale.56. SCAJOLA Claudio (PDL) - arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato poiprosciolto. E indagato per la casa vicino al Colosseo pagata dall’imprenditore Diego Anemone.57. SCAPAGNINI Umberto (PDL) - condannato in primo grado per abuso dufficio e violazionedella legge elettorale, indagato per abuso dufficio aggravato.58. SCELLI Maurizio (PDL) - E stato condannato a pagare 900 mila euro per irregolaritànellacquisizione di servizi informatici. 17
  • 18. 59. SCIASCIA Salvatore (PDL) - condannato per corruzione alla Guardia di finanza. 60. SIMEONI Giorgio (PDL) - indagato per associazione per delinquere e corruzione. 61. SERAFINI Giancarlo (PDL) - Ha patteggiato una condanna per corruzione. 62. SPECIALE Roberto (PDL) - condannato in appello a 18 mesi per peculato: è accusato di essersi fatto arrivare un carico di spigole nel paesino trentino in cui era in vacanza. 63. TOMASSINI Antonio (PDL) - condannato per falso. 64. TORTOLI Roberto (PDL) - condannato in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per estorsione. 65. VALENTINO Giuseppe (PDL) - Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalità organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani. E stata chiesta larchiviazione per entrambi i procedimenti. 66. VERDINI Denis (PDL): indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio. 67. VITO Alfredo (PDL) - Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli . 68. VIZZINI Carlo (PDL) - condannato in primo grado per finanziamento illecito, si è salvato solo con la prescizione. Era coinvolto nella maxi tangente Enimont.Liste Politiche 2013Per quanto riguarda i nuovi candidati in lista alle elezioni politiche 2013, non è cambiato quasi nulla.Nonostante la mancata candidatura di Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino, la fila di impresentabili èancora lunga. Risultano candidati degli indagati o condannati per reati gravissimi fra i quali spiccano semprela corruzione e il concorso esterno in associazione mafiosa.Ecco la lista: 1. Denis Verdini - coordinatore nazionale del PDL, plurindagato e candidato al Senato in Toscana. A suo carico si stanno svolgeno indagini per bancarotta fraudolenta, e associazione per delinquere, concorso in corruzione, truffa allo Stato. 2. Rienzo Azzi - piazzato in posizione favorevole in lista Lombardia 2 per la Camera, che con Verdini è indagato per truffa per una plusvalenza di 18 milioni nella compravendita di un’immobile. 3. Riccardo Conti - corre per un seggio al Senato in Lombardia 1. Oggi componente della commissione Finanze, è al centro dell’affaire dell’Enpam, ovvero la compravendita di un immobile che gli avrebbe garantito, secondo la procura di Roma, nel giro di poche ore una plusvalenza di 18 milioni di euro. 4. Massimo Parisi - indagato con Denis Verdini per truffa aggravata allo Stato. L’inchiesta che lo coinvolge tocca i fondi dell’editoria al Giornale di Toscana. Secondo l’accusa, il coordinatore del Pdl in Toscana, avrebbe fatto un bonifico da 595 mila euro all’amico e a sua moglie Maria Simonetta Fossombroni con causale “restituzione anticipazioni”. Dietro a questa somma si ricostruisce, secondo la procura, una 18
  • 19. complessa operazione di cessione di un contratto preliminare di vendita, sottoscritto l’8 settembre 2004.5. Santo Catalano - candidato al Senato Sicilia. Rischiava, secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano “Alle ultime elezioni, che a causa di un patteggiamento a un anno e undici mesi per abuso edilizio aveva rischiato di decadere da deputato già nel giugno del 2011. Dichiarato ineleggibile dal tribunale civile era stato salvato dal voto segreto dei colleghi onorevoli, che a pericolo scampato lo avevano anche festeggiato rumorosamente tra gli scranni di palazzo d’Orleans”.6. Giovanni Di Mauro - candidato al Senato in Sicilia. I suoi guai giudiziari sono relativi ad una omissione di atti d’ufficio, nell’ambito di un’inchiesta sull’inquinamento acustico.7. Filippo Drago - che corre al Senato, candidato del PdS-Mpa. Ex Udc, è stato condannato in primo grado a 2 anni e 3 mesi per il falso in bilancio nel comune di Catania.8. Rossana Interlandi - candidata al Senato Sicilia, è sotto PdS-Mpa. Rischia con Lombardo ed altri assessori il rinvio a giudizio. Non avrebbero adottato secondo i pm, misure per limitare lo smog a Palermo, nonostante fossero a conoscenza di dati allarmanti.9. Raffaele Lombardo - candidato al Senato in Sicilia. Capolista del Pds-Mpa, si è dimesso da governatore della Sicilia nel luglio del 2012 perché imputato di concorso esterno in mafia.10. Rudy Maira – candidata al Sentato in Sicilia. Ex sindaco di Caltanissetta, è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla gestione di appalti pubblici.11. Gerardo Soglia - Candidato al Senato in Campania, sotto Grande Sud. Condannato dal tribunale di Milano a 3 anni e 3 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta in relazione al crac della società “Buon Viaggio”, fallita a marzo 2010.12. Luigi Cesaro - isulta indagato per associazione camorristica.13. Antonio D’Alì - attualmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, è coordinatore provinciale del PdL.14. Giulio Camber, numero tre al Senato Friuli Venezia Giulia. Il 4 novembre 2008 è stato condannato in via definitiva per millantato credito.15. Antonio Angelucci - l’editore di Libero, deputato uscente ricandidato per il Pdl alla Camera nella circoscrizione Lombardia 2, è invece imputato, per associazione a delinquere, truffa e falso.16. Raffaele Fitto - in corsa per Montecitorio, è finito a processo per corruzione, peculato, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio, per un finanziamento di 500mila euro ricevuto dalla società Tosinvest di Angelucci alla lista elettorale creata dallo stesso governatore in occasione delle Regionali 2005.17. Roberto Formigoni - presidente lombardo uscente, è finito invece nel mirino dei pm per presunta corruzione e finanziamento illecito. Il governatore è stato indagato per aver ricevuto, tramite il faccendiere Pierangelo Daccò, un illecito finanziamento di oltre mezzo milione di euro da un’azienda sanitaria privata alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali 2010.18. Augusto Minzolini - ex direttore del Tg1, diventato l’emblema dell’informazione televisiva piegata agli interessi del governo e della politica in piena era berlusconiana, candidato Pdl al Senato al secondo posto del listino in Liguria, è imputato per peculato per aver abusato della carta di credito fornitagli dalla Rai.19. Renato Farina - candidato alla Camera nella circoscrizione Lombardia 2, autore dell’articolo che ha fatto condannare per diffamazione il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, ha invece patteggiato una pena a 6 mesi di carcere (commutata poi in una multa da 6.800 euro) per favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro dell’imam Abu Omar.20. Paolo Romani - ex ministro dello Sviluppo Economico al quale il Cavaliere ha offerto un seggio di senatore sicuro in Lombardia, deve rispondere invece delle accuse di peculato e istigazione alla corruzione. 19
  • 20. 21. Daniela Santanché - (cinque anni fa candidata premier per La Destra in opposizione al centrodestra di Berlusconi, oggi destinataria di un seggio sicuro alla Camera in Lombardia 3) è indagata invece per un reato meno grave, turbamento e interruzione di funzione religiosa. 22. Renato Schifani - già indagato per concorso esterno alla mafia. In questo caso la Procura ha chiesto l’archiviazione. 23. Salvatore Sciascia - condanna definitiva per corruzione. Il fatto che abbia commesso il reato veste di manager della Fininvest di Silvio Berlusconi dovrebbe essere politicamente un’aggravante, ma forse in casa Pdl ha funzionato, al contrario. 24. Demetrio Arena - il sindaco che si è visto sciogliere per infiltrazioni mafiose il Comune di Reggio Calabria. 25. Silvestro Ladu – candidato in Sardegna. Senatore uscente imputato per peculato.Oltre ai pregiudicati, ci sono anche altri candidati sul quale porre l’attenzione. Per esempio Franco Carraro,chiamato il “poltronissimo” è il nuovo volto dell’Emilia Romagna targata Pdl. Mai stato a Palazzo Madama eaffini è craxiano d’origine. Da socialista è presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio dal ’76 all’87 ediventa ministro del turismo e dello spettacolo dall’87 al ’92 sotto ben tre governi. Ovvero sotto quelli dellaguida di Goria, De Mita e Andreotti. Irriducibile, è stato sindaco di Roma dal 1989 al 1993. Al Nord ci sonoinvece gli affetti più cari a Silvio. In Piemonte c’è, ad esempio, Bruno Archi, che ha conquistato un seggiosicuro da deputato nella circoscrizione Piemonte 2. Si tratta di ex consigliere del Cavaliere a Palazzo Chigi,testimone della difesa nel processo Ruby. C’è Simonetta Losi, anche lei testimone al medesimo processo,nonché moglie di Danilo Mariani, il pianista di Arcore. Nelle liste Pdl compare invece Mariella Bocciardo,piazzata alla Camera in Lombardia 1, chiamata “la dama bianca”, in realtà ex moglie del fratello PaoloBerlusconi, una poltica molto attiva, soprattutto nel campo delle sale di gioco d’azzardo. Altre quotefemminili sono Manuela Repetti, candidata al Senato in Piemonte), fidanzata di Sandro Bondi, e MariaRizzotti, presente nella stessa lista, chirurgo plastico del Cavaliere.Come in ogni partito che si rispetti dietro una grande coalizione c’è anche uno dell’Italia dei Valori. E’ il casodi Antonio Razzi, candidato al Senato in Abruzzo. Lui ha seguito l’intuito scilipotiano, passando dall’Italia deivalori ai Responsabili, per salvare Silvio nel dicembre 2010. Domenico Scilipoti, il “Re dei Peones”,segretario e co-fondatore del Movimento di Responsabilità Nazionale. Era un ex Idv per dieci lunghi anni:dal 2000 al 2010. Poi ci sono gli ex An. Come Alberto Giorgetti, numero due in Camera Veneto 1. Ocome CatiaPolidori, nota per essere una fedelissima di Gianfranco Fini, nell’agosto del 2010 abbandona ilgruppo parlamentare del PdL per aderire a quello di Futuro e Libertà per l’Italia. Il 14 dicembre 2010,tuttavia, vota contro la sfiducia al Governo Berlusconi IV, andando contro il suo gruppo parlamentare econtro quanto dichiarato da lei stessa il 10 novembre e il 2 dicembre. Decide così di lasciare il gruppo diFuturo e Libertà per aderire al Gruppo Misto. Poi torna al Pdl, ora in lista, posizione quinta alla CameraVeneto 1. Manlio Contento, invece, candidato al Senato in Friuli, nel 1996 è stato eletto alla Camera deideputati per Alleanza Nazionale. Nelle liste del Pdl cattolico conservatore spunta pure il laicista DanieleCapezzone, radicale fino al 2008, quando entra da protavoce nel partito di Berlusconi. Di lui si ricordanoanni passati a promuovere la legalizzazione delle droghe leggere e le invettive anticlericali. Ha ottenuto unposto sicuro nella circoscrizione Piemonte 1. Sarà sicuramente eletta anche Dorina Bianchi, alla Camera, inCalabria. Nel 2008 entrò a Montecitorio grazie al Pd di Veltroni, di cui è stata componente delle direzionenazionale. In precedenza, nel 2001, era già stata eletta nelle liste del Pdl, salvo poi cambiare partito epassare, a legislatura in corso, prima nell’Udc di Casini e poi nella Margherita di Rutelli. 20
  • 21. PREGIUDICATI ELETTI IN ITALIA NEL PDLVolevo trattare anche i vari condannati e indagati del PDL nelle varie amministrazioni comunali, provincialie regionali, ma sono veramente tanti e impossibile da riportare tutti. Logicamente fra i reati ci sono semprecorruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Riporterò solo uno dei casi più eclatanti: ArmandoChiaro, coordinatore cittadino del PDL a Quarto(NA), che nonostante fosse in carcere da due settimane perconcorso esterno in associazione camorristica, viene eletto consigliere comunale.SCANDALI REGIONALIIl caso LombardiaIl 16 aprile 2012 il Corriere della Sera lancia la notizia secondo cui uno dei fiduciari svizzeri di PierangeloDaccò, amico di Formigoni e uomo vicino a Comunione e Liberazione, arrestato per aver creato milioni difondi neri nello scandalo dellOspedale San Raffaele e aver distratto, dal patrimonio della FondazioneMaugeri, circa 70 milioni di euro sotto forma di consulenze e appalti fittizi, avrebbe pagato viaggi aereicompiuti dallo stesso Governatore, da un suo collaboratore, a dal fratello di Formigoni e sua moglie. Traquesti benefici, un viaggio Milano-Parigi da ottomila euro, compiuto il 27 dicembre 2008, pagato da Daccò aFormigoni. Il Governatore, però, ha smentito categoricamente i fatti, affermando di non aver ricevuto maialcun beneficio. Pierangelo Daccò è finito in galera per 10 anni, era imputato di associazione perdelinquere, bancarotta e altri reati nellinchiesta sul dissesto dellospedale San Raffaele. Inoltre ilfaccendiere Daccò, nellinchiesta sulla fondazione Maugeri è indagato per corruzione in concorso conRoberto Formigoni.Il 23 giugno 2012, il Corriere della Sera riporta in prima pagina la notizia secondo cui Formigoni risulterebbeindagato dalla Procura di Milano per corruzione e finanziamento illecito ai partiti nellambito dellinchiestasulla sanità privata in Lombardia in cui risulta implicato il faccendiere Daccò, amico di Formigoni. Le accusedella Procura riguarderebbero un illecito finanziamento elettorale di oltre mezzo milione di euro ricevutoda unazienda sanitaria privata in vista della campagna di Formigoni per le elezioni regionali italiane del2010 in cui è stato rieletto per un quarto mandato consecutivo alla guida della regione; le accuseipotizzano, inoltre, il reato di corruzione per la somma dei molteplici benefit di ingente valore patrimoniale(vacanze, soggiorni, utilizzo di yacht, cene di pubbliche relazioni a margine del Meeting per lamicizia fra ipopoli di Rimini, condizioni favorevoli nella vendita di una villa in Sardegna a un coinquilino di Formigoninella comunità laicale dei Memores Domini) messi a disposizione del governatore lombardo dal mediatoreDaccò. Secondo laccusa, Daccò, sfruttando lintima amicizia con Formigoni, basata su benefit di varianatura, riusciva ad ottenere delibere e fondi da parte della regione Lombardia in favore di strutturesanitarie private, tra cui la fondazione Maugeri di cui Daccò era consulente ricevendo da questa più di 70milioni di euro.Il 25 luglio 2012 arriva, dalla procura di Milano, la conferma sullo status di indagato di Formigoni. Il reatoche gli viene ascritto è quello dicorruzione, in concorso con Daccò, Antonio Simone, Umberto Maugeri eCostantino Passerino. Il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha affermato che ilgovernatore lombardo è iscritto nel registro degli indagati dal 14 giugno 2012. 21
  • 22. Consiglieri Regionali indagati per Peculato40 consiglieri al Pirellone nel mirino della Procura con l’accusa di peculato per avere pagato dalle munizionialle cene di lusso coi soldi pubblici, tutti giustificati come “impegno istituzionale”. Importo stimato: 2milioni di euro dal 2008 al 2012. Non solo. Oltre ai capigruppo Paolo Valentini del Pdl (“Spese nel pienorispetto delle normative e dei budget regionali”) e Stefano Galli della Lega Nord, spunta tra gli indagatianche Nicole Minetti, già imputata nel processo sul caso Ruby con scontrini ‘sospetti’ per 27mila euro. Frale altre cose, l’ex igienista dentale chiede (e ottiene) il rimborso di ’Mignottocrazia‘, il libro del collega dipartito Paolo Guzzanti che include un capitolo dedicato a lei. Ma c’è dell’altro. Nella lista compare ancheun iPad. Forse lo usava in Consiglio regionale? Niente affatto, perché il Pirellone aveva già regalato aciascun consigliere il tablet da centinaia di euro. Poi ci sono ristoranti alla moda, 400 euro per una cena alristorante da Giannino e consumazioni per 832 euro al Principe di Savoia, di cui la Minetti dovrà risponderedavanti ai pm il 19 dicembre. E tra gli indagati finisce anche Renzo Bossi, il figlio del Senatur che avrebbecomprato videogiochi, sigarette e Red Bull. Secondo il legale del Trota Alessandro Diddi: ” Tutte le spese diRenzo Bossi sono documentalmente riferibili all’attività politica e non ve ne è alcuna che possa esserericondotta ad esigenze personali”.Agli acquisti della Minetti si aggiungono un iPhone 5 da 899 euro, oltre a una crema per il viso. Numerosiscontrini per cene in ristoranti giapponesi, 27 euro per acquistare “barattoli di sabbia in vetro giallo”.Complessivamente, le spese della consigliera ammontano a oltre 6 mila euro per il 2010, 15 mila euro per il2011 e oltre 6 mila euro per il 2012. Quindi, oltre 27 mila euro in tre anni. Poi c’è il leghista Cesare Bossetti,che avrebbe speso nel 2011 quasi 15mila euro per comprare dolci in pasticceria oltre che per fare colazionicon brioche e caffè. Ad Angelo Giammario (Pdl), già indagato per corruzione, viene contestato invece diaver usato per fini personali oltre 27mila euro, anche per noleggi auto e taxi.Sono undici consiglieri del Pdl e altrettanti della Lega quelli che hanno già ricevuto un avviso di garanzia.Questi gli indagati nelle file del Pdl: Giovanni Bordoni, Giulio Boscagli, Alessandro Colucci, GiuseppeGianmario, Antonella Maiolo, Marcello Raimondi, Nicole Minetti, Gianluca Rinaldin, Carlo Saffiotti, PaoloValentini e Sante Zuffada.Tutti rimborsi al di fuori dell’attività politica nel corso di due legislature effettuati coi soldi pubblici. Dopo lespese contestate della Regione Piemonte, che includevano night club e drink alle Canarie, finiscono sottoinchiesta i consiglieri che sostenevano Formigoni. L’ordine è stato presentato anche nell’ufficio dellapresidenza del Consiglio. E’ un lungo elenco di spese quotidiane e c’è chi rientra tra gli ‘over 100 mila euro’,e chi invece ha chiesto di inserire, tra i rimborsi del proprio gruppo politico, spese personali di pochecentinaia di euro.L’inchiesta sulle spese dei consiglieri è iniziata con le verifiche al leghista ed ex presidente del Consiglioregionale Davide Boni, accusato di corruzione, e all’ex assessore del Pdl Franco Nicoli Cristiani. Dalleintercettazioni ambientali sono state riscontrate spese e fatture giustificate come impegni ‘istituzionali’ chedi istituzionale, però, avevano ben poco. E il cui totale, secondo gli inquirenti, in Lombardia ogni anno valemilioni di euro. A seguito delle intercettazioni, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, su ordine delprocuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e di pmPaolo Filippini e Antonio D’Alessio, lo scorso 10ottobre erano andati in Regione con un decreto di esibizione di documenti e avevano acquisito i rendicontidei gruppi consiliari lombardi di Pdl e Lega dal 2008 al marzo del 2010. Sul decreto in quella occasione 22
  • 23. erano indicati i nomi di tre indagati per peculato e truffa aggravata: Boni, Nicoli Cristiani e l’ex assessoreregionale Massimo Buscemi del Pdl. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori sono finitesoprattutto le spese di comunicazione e di rappresentanza, ritenute sospette, dei gruppi consiliari delcentrodestra e in particolare i finanzieri avrebbero accertato spese, per cene e viaggi, illecite.Tra scontrini e autocertificazioni la Finanza, ricorda Repubblica, hanno trovato irregolarità che in molti casisarebbero “lampanti, smaccate”. Il controllo da parte della Corte dei Conti attraverso il quale dovrebberopassare è soltanto una “operazione trasparenza di facciata”, visto che “alla giustizia contabile non èconsentito il controllo delle spese, ma solo il saldo finale”. E così dopo gli scandali in Lazio, col capogruppoPdl Fiorito che usava i soldi pubblici per auto e vacanze, i 17 consiglieri in Sardegna indagati per peculato, ei processi in avvio in Campania e Basilicata, viene travolta la Regione Lombardia.I pm di Milano contestano agli indagati nell’inchiesta sui rimborsi elettorali regionali la violazionedella legge 27 ottobre 1972 numero 34, poi successivamente integrata e modificata. Stando a questanorma, i contributi erogati “sono impiegati dai gruppi consiliari per le spese di funzionamento,aggiornamento, studio e documentazione, nonché per diffondere la conoscenza della loro attivitàattraverso azioni di informazione e comunicazione”.Il caso LazioIl 18 luglio 2012 il Capogruppo Fiorito manda una missiva allufficio della governatrice della regioneLazio Renata Polverini, facendola poi girare tra i rappresentanti del suo partito, in cui denuncia delleanomalie nei "documenti giustificativi delle spese effettuate" di vari consiglieri regionali, che avevano datoloro la possibilità di accedere a rimborsi spese, elargiti tramite denaro pubblico. Parla dei fondi che laRegione Lazio elargiva ai consiglieri (oltre ai 13 mila netti di stipendio mensile).Agli inizi di settembre viene fuori che Fiorito avrebbe dirottato ingenti quantità di denaro destinato al suopartito e alla Regione sui suoi conti bancari italiani ed esteri. Emerge inoltre una sorta di "sistema" persfruttare i fondi pubblici, destinati per legge ai vari gruppi consiliari, per fini personali da parte dei singoliconsiglieri laziali.Il 12 settembre Fiorito viene dichiarato indagato per peculato]. Nomina quale suo difensore il celebreavvocato Carlo Taormina.Il 14 settembre, dopo lacquisizione da parte degli uomini della Guardia di Finanza di vari documenti pressoil palazzo della Regione Lazio, Fiorito si auto-sospende dal Pdl per avere fatto in due anni, 109 bonifici, dalconto del Pdl al proprio conto corrente, di importi compresi tra 4mila e 8mila euro, per un totale di 753milaeuro, riportanti la causale: "Articolo 8 della legge regionale 14/98", cioè quella del "rimborso delle spesesostenute per mantenere il rapporto eletto/elettore[12], configurandosi il reato dellincaricato di pubblicoservizio che sottrae soldi.Il 18 settembre 2012, la Corte dei Conti quantifica in 21 milioni di euro la torta che si sono suddivisi dodicipartiti laziali che hanno partecipato alla competizione per le regionali del 28 e del 29 marzo 2010. Ilmassimo dei rimborsi è andato alla lista "Renata Polverini presidente" con 2,3 milioni.Il 24 settembre 2012, a seguito del clamore mediatico e dellindignazione popolare dovuti alloscandalo, Renata Polverini è costretta alle dimissioni. Nello stesso giorno intanto, Fiorito viene nuovamenteinterrogato come testimone nel Palazzo di Giustizia di Viterbo dai procuratori romani Alberto Caperna edAlberto Pioletti titolari dellinchiesta, per dare spiegazioni in merito alla falsificazione di alcune fatturesospette e gonfiate, denunciate da due società, rimborsate al nemico ed ultimo in ordinecronologico capogruppo Pdl, Francesco Battistoni il quale presenteràun esposto di denuncia in Procura per diffamazione. Inoltre nel medesimo giorno, vengono forniti nuoviparticolari sui soldi utilizzati dalla lista "Renata Polverini presidente": oltre 886.000 euro utilizzati per 23
  • 24. la comunicazione, 110.000 euro per convegni mai organizzati e per i suoi collaboratori, la cifra di 378.000euro.Il 28 settembre 2012 indagati anche gli amici e parenti di Fiorito[16], per assegni con addebiti inspiegabili, siconfigura il reato di associazione per delinquere[17], mentre lo scandalo sui fondi rubati dai ConsigliRegionali del PDL si allarga ad altre regioni, Piemonte, Emilia Romagna.Nella mattinata del 1 ottobre 2012 viene nuovamente interrogato dai magistrati della Procura di Viterbo ediscritto nel registro degli indagati anche per i reati di calunnia e falso aggravando così ulteriormente la suaposizione, avendo contraffatto secondo laccusa diverse fatture che il capogruppo Pdl Battistoni, avevapresentato per ottenere rimborsi. Sarebbero anche indagati i coordinatori regionali dello stesso partito, fracui figurerebbe il vicesegretario ed europarlamentare Alfredo Pallone. Il 2 ottobre 2012 viene arrestato perordine della procura di Roma, è stato accusato di peculato per aver utilizzato i fondi del partito per usopersonale; avrebbe tentato, secondo le motivazioni del GIP che ha firmato lordinanza di custodia cautelare,il pericolo di fuga, linquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Il 4ottobre 2012 il GIP di Roma Stefano Aprile titolare delle indagini, dispone tramite decreto il sequestropreventivo degli interi beni posseduti del valore di un milione e 380 mila euro, riconducibili allillecitaattività di sottrazione dei fondi del gruppo Pdl alla Regione Lazio compiuta dallo stesso Fiorito. Tra i benisottratti ritenute dal GIP come prove molto concrete figurano la villa al Circeo, una BMW comprata per oltre88.000 euro e pagata in leasing, la Smart ed una jeep della Land Rover, comprata nel febbraio 2012 per farfronte allemergenza neve che sconvolse la capitale in quel periodo. Inoltre vengono sequestrati sette conticorrenti italiani e 4 posseduti allestero e viene anche scoperto un vasto patrimonio immobiliare fatto di 14abitazioni e ville, sparse tra Roma (di cui una lasciata inabitata e da ristrutturare nella famosa ViaMargutta), Anagni, Costa Azzurra e Tenerife, alcune di queste lasciate in eredità dopo la morte del padre diFiorito. Il 5 ottobre per tutelare la sua salute al meglio, i medici del carcere di Regina Coeli dove si trova incella disolamento e sotto stretta sorveglianza, gli hanno sconsigliato e proibito il consumo di merendinee bevande dolci durante il periodo di detenzione, perché potrebbero nuocere gravemente alla suaincolumità fisica.L8 ottobre viene respinta dal GIP Stefano Aprile, listanza di scarcerazione presentata dal suo legaledifensore Carlo Taormina, nonostante lex capogruppo Pdl continui a proclamarsi innocente ed estraneo adogni fatto contestato a suo carico, proclamando che quel denaro era suo, destinato a sole finalità politiche eche sarebbe stato rendicontato. Le motivazioni emesse dal giudice con cui ha negato la revoca nelprovvedimento sono chiare: il Fiorito si è appropriato di ingenti somme di denaro in un "assordante silenziodei soggetti deputati a vigilare sulluso di risorse pubbliche"; inoltre, "è in grado di esercitare la giàsperimentata influenza illecita su persone e strutture, con cui potrebbe fuggire allestero dove ha proprietà econoscenze". Tuttavia nellordinanza viene specificato che Fiorito "ha commesso i fatti in modo preordinato,scientifico e reiterato, circondandosi di correi e persone compiacenti in grado di fungere da bracci operatividelle azioni illecite disposte ed architettate da lui stesso, nonché da schermo delle medesime e,alloccorrenza, in grado di sottrarre e custodire la documentazione da cui emergono le responsabilitàdellindagato".Per il 9 ottobre il Tribunale del riesame si riserva sulla decisione definitiva da prendere su questa vicenda;nello stesso giorno, la Procura della Repubblica della capitale e nuove perquisizioni attuate dalla GdF,scovano e spulciano nuovi particolari che vengono segnalati sui fondi pubblici utilizzati ad uso personale, incui vengono contestate ulteriori appropriazioni di denaro per lacquisto di alcuni lampadari del valore di400 euro ciascuno, destinati alla sua abitazione nel quartiere Parioli e di viaggi, rientranti nella causalecome "istituzionali" ma che invece non avevano nulla a che fare con ciò, compiuti a Londra, Parigi e in CostaAzzurra, oltre a soggiorni da sogno pagati 1.000 euro e fatti assieme alla sua ex fidanzata Samantha Realipresso Positano, soggiornando spesso in alberghi di lusso e tra i più rinomati della zona. Il 10 ottobre, lostesso tribunale respinge ufficialmente listanza presentata dai suoi difensori, confermando così il carcere 24
  • 25. per Fiorito e dunque, la decisione presa pochi giorni prima dal GIP Stefano Aprile. Dopo nemmeno duesettimane il 22 ottobre, il Tribunale del riesame respinge nuovamente listanza di scarcerazione presentatapochi giorni prima dai legali difensori per la seconda volta, ribadendo così le medesime motivazioni stabilitenellordinanza fatta dal GIP, lo scorso 8 ottobre.Il 3 dicembre gli avvocati ricorrono addirittura alla Corte di Cassazione, massimo organo istituzionale pereccellenza ma, anche in questo caso, il Pg Alfredo Viola, respinge il ricorso confermando lordinanza dicustodia cautelare ed il sequestro preventivo della villa al Circeo, di tre automobili e di alcuni conticorrenti. Il 27 dicembre, dopo vari ricorsi rigettati nelle precedenti udienze, vengono concessidal GIP Stefano Aprile gli arresti domiciliari per Fiorito, accogliendo così favorevolmente listanza presentatadalla difesa e, viene inoltre fissato il processo (con rito abbreviato) che lo vedrà imputato al 19 marzo 2013,a cui sono soggetti a comparire anche i due ex collaboratori della segreteria del suo ufficio. Dopo quasi 3mesi di detenzione, Fiorito lascia così il carcere di Regina Coeli.I FALSI LUOGHI COMUNIIl governo Berlusconi è quello che più di ogni altro ha combattuto la mafia..Abbastanza grande come falsità. Spesso i politicanti di centro-destra dichiarano questo a seguito degliarresti dei super latitanti. Premettiamo che gli arresti di mafiosi e latitanti, i sequestri e le confische nonsono mai meriti di nessun governo, né di centro-destra e né di centro-sinistra, ma solo di magistrati,carabinieri e forze dell’ordine. Al contrario l’ultimo governo Berlusconi forse è quello che ha avvantaggiatodi più la criminalità, tagliando risorse alle forze dell’ordine, alla magistratura. E’ il governo della leggebavaglio, del legittimo impedimento, il processo breve, lo scudo fiscale(che ha permesso il riciclaggio anchedi capitali illeciti e mafiosi), la legge sui collaboratori di giustizia, mancata protezione a Spatuzza, i PM sottoall’esecutivo, ecc.. Senza dimenticarci tutti i candidati ed eletti, inquisiti o condannati per mafia nelle file delPDL.Il governo Berlusconi ha abbassato le tasse e mantenuto le promesse…Contratto con gli italiani: ecco come era andata l’8 maggio 2001 quando Silvio Berlusconi aveva presentatoil suo primo contratto con gli italiani nel corso della trasmissione Porta a Porta.Il contraffatto con gli italianiSe tutti i nostri grandi progetti per il Paese non verranno realizzati, me ne tornerò a casa mia, dove stotanto bene (Corriere della Sera, 27 aprile 2001).Le promesse fatte si mantengono. Le persone serie mantengono le promesse, altrimenti se ne vanno acasa. Io quando prometto una cosa la mantengo (27 ottobre 2004).Il governo ha fatto miracoli attuando tutti e cinque i punti del «Contratto con gli italiani» e sta facendotante altre cose. Ho passato in rassegna tutti gli atti del governo, non ne ho visto uno che si possaconsiderare un errore, non c’è una cosa che non rifarei (2 settembre 2005).Proporrò un nuovo Contratto con gli italiani, ma più ampio dei 5 punti contenuti nel precedente (28novembre 2005). 25
  • 26. 1.Meno tasse per tutti«Abbattimento della pressione fiscale– con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui [11.362 euro, nda];– con la riduzione al 23% dell’aliquota per i redditi fino a 200 milioni [103.291 euro, nda];– con la riduzione al 33% dall’aliquota per i redditi sopra i 200 milioni;– con l’abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.»È l’8 maggio del 2001, mancano cinque giorni alle elezioni, quando Silvio Berlusconi, sulla scrivania diciliegio offerta da Bruno Vespa a «Porta a Porta», mette la riduzione delle imposte al primo posto del suo«Contratto con gli italiani».Cinque anni dopo, la promessa non è stata mantenuta. Le due aliquote non sono entrate in vigore. Lapressione fiscale complessiva è rimasta sostanzialmente immutata. Secondo il documento diprogrammazione economico e finanziaria del governo Berlusconi per il 2006-2009, era pari al 42,2% delprodotto interno lordo nel 2001; ed è scesa ad appena il 41,7% nel 2004. Secondo altre stime piùattendibili, è anzi complessivamente aumentata con le tasse degli enti locali e le ondate di rincari delletariffe.L’unico obiettivo centrato è l’abolizione della tassa di successione e di quella sulle donazioni. Nel primoConsiglio dei ministri del Berlusconi-2, è stata approvata la riforma dell’imposta di successione. Una leggeper super-ricchi. L’Ulivo aveva già abbattuto la tassa fino ai 350 milioni di lire per ogni erede conun’aliquota del 4%. Il 90% dei cittadini italiani era al di sotto della franchigia. A Berlusconi, però, nonbastava. Mentre Bill Gates si batteva per mantenere la tassa in America, il nostro premier l’aboliva.Permettendo così ai suoi eredi di risparmiare in futuro, secondo una stima dello stesso Berlusconi, almeno58 miliardi di lire.2. Città più sicure«Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini” che prevede tra l’altrol’introduzione dell’istituto del “poliziotto, carabiniere o vigile di quartiere” nelle città con il risultato di unaforte riduzione del numero dei reati rispetto agli attuali 3 milioni.»Nel 2001, quando Berlusconi mette nero su bianco la sua seconda promessa, i reati commessi ogni anno inItalia non sono 3 milioni, ma 2.163.826, contro i 2.205.782 del 2000 (fonte Istat). Negli anni seguenti nonsolo non diminuiscono, ma aumentano. Dal rapporto Censis, reso pubblico il 3 dicembre 2004, si evince chenei primi 24 mesi di governo Berlusconi la criminalità ha ripreso a correre: tra il 2001 e il 2003 si verifica unincremento del 6,7% e il numero dei reati toccherà quota 2.456.826. All’inaugurazione dell’anno giudiziario2005 il procuratore generale Francesco Favara segnala un’ulteriore crescita: tra il luglio 2003 e l’agosto2004, i reati denunciati per i quali è stata iniziata l’azione penale sono il 3,7% in più dello stesso periodo del2002-2003.Dunque i reati sono aumentati nonostante l’introduzione del poliziotto di quartiere. Secondo il premier (a«Porta a Porta», 19 dicembre 2005), gli agenti e i militari impiegati in questo specifico servizio sarebbero3701. A metà agosto del 2004, secondo il ministero dell’Interno, erano 1900 e operavano in 433 quartieri ozone da circa 10 mila abitanti. A ferragosto dell’anno successivo il Viminale assicurava che il loro numeroera salito a 2200. In ogni caso, per garantire un poliziotto di quartiere ogni 10 mila abitanti in tutto il Paeseservirebbero almeno 5900 uomini, che diventerebbero più di 16 mila volendo alternarli in turni di otto ore.Lo stesso Berlusconi sembra rendersene conto. Infatti, in caso di rielezione, ha promesso di aumentarli finoa 10 mila. Nell’attesa, ha mancato anche il secondo obiettivo del Contratto. 26
  • 27. 3. Pensioni più dignitose«Innalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese.»Il terzo punto del «Contratto con gli italiani» non ammette repliche. Già nella finanziaria 2001 il governostanzia 2 miliardi e 169 milioni di euro per cercare di mantenere l’obiettivo. I soldi però non bastano. È lostesso governo, in una relazione tecnica, a stimare che quel denaro è sufficiente a «coprire» solo 2 milioni e200 mila pensionati. Alla fine però solo un milione e 800 mila incasseranno effettivamente l’aumento. Magli aventi diritto, stando alla lettera della promessa, sono appunto il quadruplo. La Uil infatti calcola che glianziani che nel 2001 ricevono ogni mese meno di 516 euro (pari a un milione di lire) sono 5.901.244.Secondo l’economista Tito Boeri, alla fine del 2002 sono addirittura saliti a 8 milioni. Insomma, per il 75%dei pensionati con meno di un milione di lire al mese l’impegno di Berlusconi non vale. Il perché è prestodetto. Per mantenere la parola servirebbero ogni anno dagli 11,5 ai 17 miliardi di euro. Fino a un punto emezzo del Pil. Una soluzione possibile sarebbe quella di aumentare le pensioni minime a tutti coloro chehanno compiuto 65 anni. Ma anche in questo caso il piatto piange: servirebbero 8,67 miliardi euro. Perquesto si decide di aumentare solo la pensione minima a chi ha più di 70 anni, sempreché non cumuli unreddito di coppia superiore ai 6800 euro annui. In barba al Contratto con gli italiani, che non faceva alcunadistinzione. «Fatto l’annuncio, gabbato l’anziano», commenterà nel gennaio 2004 Dario Di Vico sul Corrieredella Sera.Il risultato è particolarmente odioso. Nei primi mesi del nuovo governo, centinaia di pensionati telefonanoall’Inps reclamando inutilmente l’aumento. E alla fine qualcuno decide di passare alle vie legali. Nel 2006Berlusconi viene citato in giudizio da una pensionata, Ida Severini, che gli contesta l’inottemperanza delContratto. Il presidente del Consiglio dovrà presentarsi, accompagnato dai testimoni Bruno Vespa eRoberto Maroni (ministro del Welfare), il 28 febbraio davanti al giudice di pace di Roma. La Severini, 78anni, nata a Recanati e residente a San Cesareo (Roma), lamenta la mancanza di 138 euro sulla suapensione e rivela di aver votato Berlusconi alle Politiche del 2001: «Ho deciso di votarlo – spiega – propriodopo averlo sentito annunciare il terzo punto del Contratto: l’innalzamento delle pensioni minime adalmeno 1 milione di lire al mese». Ha atteso quasi cinque anni invano. Poi ha deciso, appoggiata dall’Italiadei Valori e dalla Lista Consumatori, di trascinare il premier in tribunale per il mancato adempimento di una«promessa al pubblico», secondo quanto previsto dal Codice civile. Cause simili vengono intentate ancheda pensionati di Udine e Bolzano.4. Più lavoro per tutti«Dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuoviposti di lavoro».Nei cinque anni di governo Berlusconi, i disoccupati sono diminuiti, ma di poco. Non certo dimezzati.Secondo Eurostat, nel gennaio 2001 il tasso dei senza lavoro era pari al 9,9%. Cinque anni dopo è sceso al7,1%. Per dimezzarlo bisognerebbe toccare quota 4,95, obiettivo ormai irraggiungibile. Anche guardando idati numerici, il milione e mezzo di nuovi posti è ben lontano dall’essere realizzato. Secondo i dati del Sole-24 Ore dell’8 gennaio 2006, l’incremento totale degli occupati tra il 2001 e il 2005 è stato in tutto di 1milione e 74 mila unità. A questa cifra, già lontana dalla promessa iniziale, vanno oltretutto detratti gliimmigrati clandestini che un lavoro l’avevano già prima del 2001 e che Berlusconi infila tra i «nuovioccupati» solo perché hanno regolarizzato la loro posizione uscendo dal sommerso: 343 mila persone sulleoltre 650 mila ammesse alla sanatoria. I nuovi posti scendono così a 731 mila: meno della metà di quellipromessi. 27
  • 28. Comunque la si guardi, insomma, la clausola del contratto non è stata rispettata, anche se il ministro delWelfare Maroni assicura che sono stati creati «circa 2 milioni di posti di lavoro», senza peraltro specificareche nello stesso periodo ne sono andati perduti centinaia di migliaia. Ma non è tutto. Anche l’apparentecrollo della percentuale dei disoccupati ha una spiegazione tutt’altro che incoraggiante: visto che il lavoronon si trova, molti iscritti alle liste di collocamento smettono di cercare un impiego e si cancellano daglielenchi. Lo dice a chiare lettere proprio l’Istat nella sua relazione sulla disoccupazione: «Il motivo principaledel calo è lo scoraggiamento dal cercare lavoro».5. Più cantieri per tutti«Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le GrandiOpere” considerate di emergenza e comprendente strade, autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche eopere idro-geologiche per la difesa dalle alluvioni.»Secondo Il Sole-24 Ore del 6 gennaio 2006, nemmeno questo obiettivo – peraltro generico (aprire i cantierinon è la stessa cosa che costruire le opere) – è stato raggiunto. Alla luce dei dati disponibili forniti dalministero delle Infrastrutture, si è raggiunto appena il 21,4% degli investimenti previsti dalla legge.Infattisono stati appaltati cantieri per 51,2 miliardi su un totale di 173. E se anche nel giugno 2006 ci si arriverà,come garantito dal ministro Pietro Lunardi nel suo «bilancio sulla legge obiettivo a quattro anni dalla suaapprovazione», si toccherebbe al massimo quota 25,4%. Ben lontana dal traguardo del 40%.Il ministero però sostiene che a giugno l’obiettivo sarà raggiunto e superato, arrivando al 45% delle opere«affidate e/o cantierate». Ma l’affidamento di un’opera, pur rappresentando per molti versi un punto dinon ritorno, è qualcosa di molto diverso dall’apertura di un cantiere. Esempio: l’appalto per la costruzionedel ponte sullo Stretto di Messina. Il 24 novembre 2005 la realizzazione dell’opera è stata assegnata aImpregilo, ma prima che le ruspe si mettano al lavoro passerà molto tempo: si arriverà a fine 2006, secondole stime della stessa impresa appaltatrice, o forse molto più tardi se ci saranno intoppi nella progettazionedefinitiva e/o esecutiva, nella verifica di impatto ambientale, nella successiva approvazione del Cipe, previoconsulto con le regioni. In ogni caso, anche se il governo Berlusconi ha fatto qualcosina in più degli esecutiviprecedenti, non si può certo sostenere che abbia mantenuto la quinta promessa.6. Se non mantengo vado a casa«Nel caso in cui al termine dei 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero statiraggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura allesuccessive elezioni politiche.»Pur avendo mancato tutti e cinque i traguardi, Silvio Berlusconi si ricandida. Così non mantiene nemmeno ilsesto e ultimo impegno.Però il governo Berlusconi ha tolto l’ici..Si è vero, ha tolto l’ICI. Poi, però, ha istituito lIMU con decorrenza dal 2014 che Monti ha anticipato al 2013grazie al buco creato dalla soppressione dellICI. 28
  • 29. CITAZIONISilvio Berlusconi“Sarebbe giusto che un uomo con le qualità di Di Pietro le facesse valere sulla scena politica.”(Ansa, 8 dicembre 1993)“Emilio Fede? Prima ero critico, ma adesso comincio ad apprezzarlo. È un baluardo per la democrazia e perlinformazione.”(da la Repubblica, 4 gennaio 1995)“Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, unosfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.” (da la Repubblica, 20 gennaio 1995)“Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelosecondo Silvio.”(da Il Messaggero, 4 aprile 1995)“Se cè qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi.”(da La Stampa, 24 dicembre 1994)“Veltroni è un coglione.”(2 febbraio 1995; citato su Il Tirreno)“Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamofame.”(dallintervento al vertice mondiale della FAO, 11 giugno 2002)“Non è vero che io racconto barzellette, anzi disistimo chi lo fa.”(da Ansa, 27 settembre 2002)“Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino.”(dallintervista a The Spectator, 4 settembre 2003) “Io invito tutti a tirar fuori soltanto una mia frase insultante nei rispetti dellopposizione. Io rispetto tutti”(citato, La Repubblica, 10 marzo 2004)“La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro”(dal Corriere della sera, 28 gennaio 2006)“Non capisco perché a San Siro debbano entrare anche i tifosi delle altre squadre, togliendo il posto ainostri”(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio)“I poveri sono persone diseducate al benessere”(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio)“Io sono l’unto del Signore”(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio)“Non ho mai detto di essere l’unto del Signore”(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio)“Ho dato mandato irrevocabile ai miei avvocati di vendere le mie televisioni”(1995, Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio) 29
  • 30. “Santità, lei è un uomo straordinario. Ogni suo viaggio è come un goal. Lei ha la stessa idea vincente del mioMilan, che poi è l’idea di Dio: la vittoria del bene sul male.”(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio)“Ormai in Iraq cè una vita regolare, poi certo ci sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori aBaghdad non funzionano.”(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio)“Anchio ho scritto le tavole della legge, come Napoleone e Giustiniano; Mosè era solo unpassatavole.”(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio)“Per fare il lavoro di giudice devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fannoquel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana.”(citato in la Repubblica, 5 settembre 2003)“Non ho mai attaccato la magistratura. Anzi, ne ho il massimo rispetto)(Citato nello spettacolo “Promemoria” di Marco Travaglio) 30
  • 31. LEGA NORDSia a livello nazionale che a livello locale, la Lega Nord è stata sempre al governo con il centro – destra diSilvio Berlusconi. Negli ultimi 19 anni il debito pubblico è aumentato di oltre mille miliardi di euro. E’raddoppiato. La lega ha governato circa 12 degli ultimi 19 anni. Oltre a votare le vergognose leggi “Adpersonam” di Berlusconi, hanno votato Si, in parlamento, anche alla mozione “Ruby(rubacuori), è nipote diMubarak”. Probabilmente il punto più basso mai toccata, di mancanza di decoro e prestigio del parlamentoe delle istituzioni. Per rivedere tutte le disonorevoli votazioni legislative della Lega Nord, si può tornare apagina 3 del seguente dossier.SCANDALI GIUDIZIARILe accuse di razzismo e xenofobiaLa Commissione europea contro il razzismo e lintolleranza (ECRI), organo di esperti indipendentidel Consiglio dEuropa, in due rapporti consecutivi sulla situazione italiana, nel 2002 e nel 2006, hadenunciato come «gli esponenti della Lega Nord hanno fatto un uso particolarmente intenso dellapropaganda razzista e xenofoba, quantunque si debba notare che anche dei membri di altri partiti hannousato un linguaggio politico xenofobo o in altra maniera intollerante». Quattro anni dopo lECRI ha notato«con rammarico che, da allora, alcuni membri della Lega Nord hanno intensificato l’uso di discorsi razzisti exenofobi in ambito politico. Pur rilevando che si sono espressi in tal senso soprattutto dei rappresentantieletti locali di questo partito, anche certi importanti leader politici a livello nazionale hanno rilasciatodichiarazioni razziste e xenofobe. Tali discorsi hanno continuato a prendere di mira essenzialmente gliimmigrati extracomunitari, ma anche altri membri di gruppi minoritari, ad esempio i Rom e i Sinti». Diseguito si ricorda «che nel dicembre del 2004, Il tribunale di prima istanza di Verona ha giudicato colpevolidi incitamento all’odio razziale sei esponenti locali della Lega Nord, in relazione a una campagnaorganizzata per cacciare un gruppo di Sinti da un campo temporaneo sul territorio locale. Le sei personefurono condannate a sei mesi di prigione, e al pagamento di 45.000 euro per danni morali, con divieto dipartecipare a qualsiasi attività di propaganda elettorale per tre anni e di presentarsi alle elezioni nazionali elocali»Il processo EnimontNel novembre 1993 la Lega Nord entra per la prima volta nelle indagini di Mani Pulite, che da quasi dueanni stavano scuotendo la politica italiana incassando anche il plauso leghista. Il 24 novembre nel processoENIMONT, il processo più celebre di Tangentopoli, Carlo Sama, amministratore Montedison e cognatodi Raul Gardini, afferma di «non escludere che la Lega abbia percepito soldi in campagna elettorale nel92». Il 4 dicembre Lespresso rivela che la Montedison avrebbe deciso di versare 200 milioni di lire adAlessandro Patelli, segretario organizzativo, e, fino al 12 agosto 1992, tesoriere della Lega Nord. Tre giornidopo Patelli è posto agli arresti perché chiamato in causa dal responsabile delle relazioni istituzionali deiFerruzzi, Marcello Portesi, il quale conferma di aver dato 200 milioni al bar Doney di via Veneto a Roma aPatelli per conto di Sergio Cusani «in prossimità delle elezioni politiche del 1992». Bossi e la Lega difendonoPatelli: «abbiamo sempre confidato nella magistratura che deve punire i colpevoli e assolvere gli innocenti.Non cambiamo idea e quindi esigiamo che la magistratura agisca in tempi brevi e che, di conseguenza,rilasci chi è innocente come Patelli». Ma il giorno dopo Patelli ammette tutto e dunque posto agli arrestidomiciliari. Il 20 dicembre Antonio Di Pietro interroga Umberto Bossi dopo che il giorno prima lexleghista Piergianni Prosperini aveva sostenuto che «cerano ben poche possibilità che il cassiere agissesenza linput del segretario. Anche perché altrimenti nessuno gli avrebbe dato una lira». Bossi raccoglie 31
  • 32. allora i 200 milioni al II Congresso della Lega Lombarda e consegna lassegno alla procura, la quale rifiuta einterroga Bossi (che nega tutto, tranne gli incontri con Sama). Bossi è così ufficialmente indagato perconcorso in violazione della legge sul finanziamento dei partiti in concorso con Patelli.Il 5 gennaio 1994 Bossi è interrogato in aula al processo Cusani in diretta TV per quasi unora. Per questavicenda, la giustizia italiana riconoscerà Bossi e Patelli sempre colpevoli e li condannerà a 8 mesi direclusione ciascuno, ma nessuno vedrà mai il carcere grazie alla sospensione automatica della pena in virtùdella Legge 27 maggio 1998, n. 165 detta legge Simeone-Saraceni, approvata poco tempo prima dellasentenza di Cassazione.Le guardie padaneNel 1998 il pm di Verona Guido Papalia ha chiesto il rinvio a giudizio per Umberto Bossi ed altri 41 dirigentidella Lega ipotizzando i reati di attentato contro lintegrità dello Stato, attentato contro la Costituzione,associazione di carattere militare con scopo politico, associazione antinazionale. Il pm accusa la Lega di avertentato di disciogliere lunità dello Stato italiano mediante disgregazione del suo territorio per creare unanuova entità statuale chiamata Padania.I fatti contestati risalgono al maggio del 1996, quando a villa Riva Berni di Bagnolo San Vito Umberto Bossivarò il Parlamento della Padania e rivendicando il diritto all’esercizio della resistenza e della secessione, sulquale avrebbero dovuto vegliare due gruppi: le camicie verdi e la Guardia Nazionale Padana.Tuttavia nel frattempo è stato approvato un provvedimento che cancella il reato se non accompagnato daviolenze.Solo nel 2010 vi sarà il rinvio a giudizio per gli esponenti del Carroccio per i fatti del 1996. Però solo 36leghisti sono stati rinviati, poiché il GUP ha preso atto della mancata autorizzazione nei confronti di dieciparlamentari, tra cui Bossi, Maroni e Calderoli.Le presunte tangenti al partitoIl 6 marzo 2012 il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, della Lega Nord, èiscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano con laccusa di corruzione. La sommadelle tangenti il cui valore ammonterebbe a oltre un milione di euro sarebbe stata utilizzata per "esigenzedel partito".Il 23 aprile 2012 i magistrati di Napoli si sono recati in Svizzera per sequestrare documenti contabili di unafiduciaria elvetica che, a detta di questi, dimostrerebbero il pagamento di tangenti (del valore di diecimilioni di euro) alla Lega da parte di Finmeccanica. La questione è legata alla sigla dellaccordo per lavendita di 12 elicotteri di Agusta Westland al governo indiano. La dirigenza della Lega Nord ha respinto condecisione il coinvolgimento del partito in tale vicenda. La Procura di Napoli, a distanza di alcuni mesi, hainoltre smentito le voci secondo cui lex ministro Maroni sarebbe stato indagato, in quanto non ve nèmotivo.Il caso Belsito: soldi pubblici per interessi privatiNel marzo 2012, attraverso unoperazione congiunta tra le procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria conuninchiesta sui finanziamenti della Lega, Belsito viene indagato per le ipotesi di reato di appropriazioneindebita e truffa aggravata ai danni dello Stato, proprio in relazione ai finanziamenti pubblici che la Legapercepisce come rimborsi elettorali.Secondo gli inquirenti, parte del denaro fu utilizzato a vario titolo per pagare le spese della famiglia diUmberto Bossi, avanzando il sospetto che lo stesso ex segretario fosse a conoscenza almeno in parte diquanto stava accadendo con le finanze del partito. 32
  • 33. Più precisamente secondo il Corriere della Sera: "i costi di tre lauree pagati con i soldi della Lega"; "I soldiper il diploma" di Renzo Bossi; e ancora laffitto di automobili per Riccardo Bossi fra cui una Porsche, idecreti ingiuntivi e lavvocato per lo stesso Riccardo, 300.000 euro destinati alla scuola Bosina di varese perManuela Marrone, moglie di Bossi, "lultima macchina del Principe, 50.000 euro", altri soldi per laristrutturazione della casa di Gemonio di Umberto Bossi. Ma anche denaro a Rosy mauro fra cui 200-300.000 euro che sarebbero stati dati al sindacato padana Sinpa. Questo emergerebbe dagli sfoghi diBelsito con limpiegata della Lega Nadia Dagrada.Ma sulla vicenda, con dei risvolti che lambiscono anche ambienti della criminalità organizzata, indaga anchela divisione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e la Procura di Napoli. I magistrati napoletani hannoinfatti unindagine parallela su reati di presunto riciclaggio che coinvolgerebbe la Siram: 8 in questo caso lepersone indagate di cui una con laggravante delle finalità mafiose.Scandalo soldi pubblici regione Lombardia40 consiglieri al Pirellone nel mirino della Procura con l’accusa di peculato per avere pagato dalle munizionialle cene di lusso coi soldi pubblici, tutti giustificati come “impegno istituzionale”. Importo stimato: 2milioni di euro dal 2008 al 2012. Tra gli indagati finisce anche Renzo Bossi, il figlio del Senatur che avrebbecomprato videogiochi, sigarette e Red Bull. Secondo il legale del Trota Alessandro Diddi: ” Tutte le spese diRenzo Bossi sono documentalmente riferibili all’attività politica e non ve ne è alcuna che possa esserericondotta ad esigenze personali”.Il leghista Cesare Bossetti, avrebbe speso nel 2011 quasi 15mila euro per comprare dolci in pasticceria oltreche per fare colazioni con brioche e caffè. Pierluigi Toscani, invece, ha comprato, tra le altre cose, lecca lecca e gratta e vinci. Ma anche cartucceusate per la caccia comprate presso l’azienda Muninord per 752 euro, “cono medio e coppetta media digelato”, “lemonsoda, pizzette, cannoli, ciambelle, torta sbrisolona, zucchero semolato, farina, salsicce,cracker e biscotti, frutta e ortaggi”. E anche, per la somma di 127 euro, ostriche.Tra le spese più curiose sostenute dal leghista Alessandro Marelli ci sono quelle per acquistare fuochid’artificio da un rivenditore cinese. Ma non solo: il consigliere del Carroccio ha comprato anche almeno seicomputer e moltissimi articoli di elettronica, tra cui stampanti e web cam. Poi cene in pizzerie napoletane,l’acquisto di un ovetto Kinder sorpresa, carne in macelleria, oltre a giocattoli come un Pinocchio e unaclessidra. Ma anche aerei di carta da 15 euro e sono indicati anche numerosi scontrini per comprare birra,grappe e panini, in bar in orari notturni. Marelli ha anche acquistato tre iPad e due libri per bambini.Diverse le spese onerose in ristoranti chic come ‘Da Berti’ e ‘A Riccione’.Gli undici leghisti sono: Cesare Bossetti, Fabrizio Cecchetti (attuale presidente del consiglioregionale), Angelo Ciocca, Stefano Galli, Alessandro Marelli, Ennio Moretti, Massimilano Orsatti, UgoParolo, Roberto Pedretti, Luciana Ruffinelli, Pierluigi Toscani. Questi gli indagati nelle file delL’inchiesta – Tutti rimborsi al di fuori dell’attività politica nel corso di due legislature effettuati coi soldipubblici. Dopo le spese contestate della Regione Piemonte, che includevano night club e drink alle Canarie,finiscono sotto inchiesta i consiglieri che sostenevano Formigoni.L’inchiesta sulle spese dei consiglieri è iniziata con le verifiche al leghista ed ex presidente del Consiglioregionale Davide Boni, accusato di corruzione, e all’ex assessore del Pdl Franco Nicoli Cristiani. Dalleintercettazioni ambientali sono state riscontrate spese e fatture giustificate come impegni ‘istituzionali’ chedi istituzionale, però, avevano ben poco. E il cui totale, secondo gli inquirenti, in Lombardia ogni anno valemilioni di euro. 33
  • 34. Scandalo “Quote latte”L’Italia, che con la Germania è tra i maggiori produttori europei di latte, ha accumulato nel corso degli anni4 miliardi di multe per aver sforato le quote. La normativa prevede che se la produzione totale è superiorealle quote, le multe devono essere pagate anche dagli allevatori che non hanno sforato: in realtà, per moltilo Stato si è fatto carico delle multe, sollevando gli allevatori. Ma l’Ue ritiene questo un aiuto di Stato, e haaperto una procedura di infrazione contro il nostro paese.La Lega Nord è stata sempre in prima linea nel difendere gli allevatori, anche quando le violazioni eranopalesi (e ideologiche). Nel momento in cui lo Stato non ha più potuto farsi carico delle multe, la Lega haproposto dilazioni dei pagamenti e rateizzazioni più favorevoli. Quando era ministro dell’Agricoltura, LucaZaia promosse in questo senso un provvedimento che però favorì in pratica solo alcuni allevatori vicini alCarroccio, mentre nel 2010 Tremonti inserì in manovra un’ulteriore rateizzazione su cui però Bruxelles haaperto un contenzioso.La guardia di Finanza, su ordine del pm Maurizio Ascione, è entrata la notte tra il 15 e il 16 gennaio nellesedi del Carroccio di Milano e Torino nell’ambito dell’inchiesta sulle quote latte partita dal crack dellacooperativa “La Lombarda”. Oltre al reato di bancarotta fraudolenta, gli inquirenti ipotizzano anchela corruzione perché si sospetta di presunti versamenti di mazzette a funzionari pubblici e politici perinterventi sia ministeriali che legislativi a favore degli agricoltori per ritardare i pagamenti sulle quote latteda versare all’Unione Europea.La Lombarda (vicina alla Lega), era guidata da Alessio Crippa, detto “il Robin Hood delle quote latte”. Crippaè già stato condannato nel 2011 per essersi appropriato dei soldi non versati all’Ue per le quote latte e peraver truffato l’agenzia governativa Agea. La Lombarda è fallita lasciando un buco di 80 milioni di euro, enella bancarotta si sospetta anche il pagamento di tangenti a esponenti leghisti in cambio di interventilegislativi a favore degli agricoltori.Scandalo Tangenti FinmeccanicaIl presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi è stato arrestato dai carabinieri del Noe con l’accusa dicorruzione internazionale nell’ambito dell’inchiesta su Finmeccanica condotta dal pm di BustoArsizio Eugenio Fusco. L’accusa nei suoi confronti è di corruzione internazionale, peculato e concussione,per le presunte tangenti che sarebbero state pagate per la vendita di 12 elicotteri Agusta Westland algoverno indiano..Con Orsi, sono stati arrestati anche due cittadini svizzeri, Guido Haschke e il suo socio Carlo Gerosa, cheintermediarono nell’affare con Finmeccanica. Secondo l’accusa, per la vendita degli elicotteri fu pagata unatangente da 51 milioni di euro. Dalle carte emerge che il presidente di Finmeccanica avrebbe cercato diostacolare l’inchiesta giudiziaria contattando il Csm affinché venisse nominato in tempi brevi il nuovoprocuratore di Busto Arsizio. Questi, a sua volta, avrebbe dovuto estromettere dall’indagine il procuratoreapplicato Eugenio Fusco, titolare del fascicolo su Giuseppe Orsi. Dalle certa emerge ancheun’intercettazione telefonica in cui lo stesso Orsi si lamenta con il presidente di Confindustria GiorgioSquinzi degli articolo critici pubblicati da Il Sole-24 Ore. E Squinzi promette immediatamente di interveniresul direttore del quotidiano, Roberto Napoletano. 34
  • 35. L’inchiesta che ha determinato l’arresto del presidente di Finmeccanica, vicino al leader leghista RobertoMaroni, è stata condotta a lungo dai pubblici ministeri di Napoli Piscitelli e Woodcock e poi trasmessa aBusto Arsizio per decisione della Corte di Cassazione, che ha stabilito la competenza territoriale deimagistrati lombardi. Nella prima fase dell’inchiesta i pm napoletani hanno raccolto una gran quantità didocumenti e numerosi indizi a carico di Orsi e di altri indagati. I magistrati della procura di Busto Arsizio,attraverso altre indagini, hanno completato il quadro accusatorio, chiedendo ed ottenendo le misurecautelari eseguite questa mattina.LISTE “PULITE”Pregiudicati XVI Legislatura ParlamentareGli indagati e condannati nelle file della Lega Nord nella scorsa legislatura parlamentare, erano all’incirca65: pregiudicati per vari reati fra i quali corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Reatigravissimi. E pensate che le nostre tasse servivano per pagare migliaia e migliaia di euro di stipendio aquesti signori.Ecco la lista:(I processi in corso sono tanti, quindi ci potrebbero essere dei margini di errori, non volontari.) 1. ALESSANDRI Angelo (Lega Nord) - indagato per finanziamento illecito ai partiti. 2. BOSSI Umberto (Lega Nord) - condannato a 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito, 1 anno per istigazione a delinquere, 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera poi indultati, oggi è indagato per truffa ai danni dello Stato. 3. BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) - condannato in appello per propaganda razziale. 4. BRIGANDI Matteo (Lega Nord) - condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte. 5. CALDEROLI Roberto (Lega Nord) - Indagato per truffa dal Tribunale dei ministri, i senatori votano contro l’autorizzazione a procedere. 6. CAPARINI Davide (Lega Nord) - resistenza a pubblico ufficiale prescritto. 7. CASTELLI Roberto (Lega Nord) - indagato per abuso dufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità. 8. MARONI Roberto (Lega Nord) - condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale (pena commutata in multa). 9. PINI Gianluca: (Lega Nord): indagato per millantato credito. 35
  • 36. I FALSI LUOGHI COMUNIRoberto Maroni è il ministro degli interni che ha combattuto più di tutti la mafia.Abbastanza grande come falsità. Spesso i politicanti di centro-destra dichiarano questo a seguito degliarresti dei super latitanti. Premettiamo che gli arresti di mafiosi e latitanti, i sequestri e le confische nonsono mai meriti di nessun governo, né di centro-destra e né di centro-sinistra, ma solo di magistrati,carabinieri e forze dell’ordine. Al contrario l’ultimo governo Berlusconi forse è quello che ha avvantaggiatodi più la criminalità, tagliando risorse alle forze dell’ordine, alla magistratura. E’ il governo della leggebavaglio, del legittimo impedimento, il processo breve, lo scudo fiscale(che ha permesso il riciclaggio anchedi capitali illeciti e mafiosi), la legge sui collaboratori di giustizia, mancata protezione a Spatuzza, i PM sottoall’esecutivo, ecc.. Senza dimenticarci tutti i candidati ed eletti, inquisiti o condannati per mafia nelle file delPDL.CITAZIONIUmberto Bossi“Noi siamo come Gesù Cristo, guariamo i malati e gli storpi. Berlusconi sa che chi tocca la Lega guarisce espera di dare di sé limmagine del guaritore.”( Citato in: La Repubblica, 15 febbraio 1996)[Rivolgendosi a una signora che aveva esposto il tricolore alla finestra]“Il tricolore lo metta nel cesso, signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore”(Comizio a Venezia del 14 settembre 1997; citato in la Repubblica, 23 gennaio 2002)“Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”(Comizio del 26 luglio 1997 a Cabiate (Como) citato in: la Repubblica, 23 gennaio 2002)“Gheddafi è importante perché si propone come rappresentante di tutti i paesi africani.”(11 giugno 2009; citato in, Lespresso, 21 febbraio 2011)“Il nostro popolo è pronto ad attaccare. Si dice che il Paese stia andando a fondo, ma io conosco un soloPaese, che è la Padania. DellItalia non me ne frega niente.”(Manifestazione leghista alla prefettura di Bergamo, 8 dicembre 2007; citato in Libero, 9 dicembre 2007)“Avremo tutti il mitragliatore in mano e sarà un piacere portarmene un po allaltro mondo.”(citato ne Il Mattino, 8 aprile 2008)Roberto Maroni[Sulla candidatura di Renzo Bossi alle elezioni regionali 2010]“Purtroppo non posso votare a Brescia, comunque il nome Bossi è una garanzia e lo voterei.”(citato da Virgilio, 25 marzo 2010)Mario Borghezio“Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo con la legge Bossi-Fini.”(citato ne la Repubblica, 23 giugno 2002)[Riferendosi al procuratore capo di Verona Papalia”]Appena inciampa per la strada, qualcuno dovrà rifilargli una bella scarica di calci nel culo.”(durante un comizio; citato ne la Repubblica, 19 dicembre 2004) 36
  • 37. Partito DemocraticoIl Partito Democratico, nasce dalla fusione di più partiti di centro – sinistra. Questo schieramento, primadiviso in più partiti, è stato anch’essi protagonista negli ultimi 19 anni della politica italiana, In questi anni, ildebito pubblico è aumentato di più di mille miliardi di euro. E’ raddoppiato. Parte di responsabilità,sicuramente è dovuta anche a loro.SCANDALI GIUDIZIARIIl caso LusiUn’azione di saccheggio, una depredazione dalle casse della Margherita che supera i 25 milioni di euro. Suquesto si basa l’indagine della Procura di Roma, per Luigi Lusi, ex tesoriere del partito, con l’accusa diassociazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita.Clamoroso sviluppo di una inchiesta nata dopo che la Banca d’Italia, siamo nel dicembre del 2011, segnalaalla Guardia di Finanza movimenti sospetti su alcuni conti della Margherita per circa 13 milioni 500 milaeuro. A gennaio 2012 il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci interrogano Lusi,che confessa: quel denaro è finito sui conti di società da lui controllate.L’inchiesta sembra quindi chiudersi in tempi record con il patteggiamento ad 8 mesi e la restituzione dicinque milioni ma la vicenda, divenuta di dominio pubblico, di trasforma in affare politico. Dal lavoro degliinquirenti emerge che l’attività illecita di Lusi ha ben altre dimensioni. Un fiume di denaro, proventi deirimborsi elettorali destinati ai Dl, che Lusi avrebbe fatto sparire tramite la creazione di società all’estero einvestimenti immobiliari come l’acquisto di un appartamento in via di Monserrato, nel cuore del centrostorico di Roma, e due lussuose ville a Genzano e Ariccia. Ma non solo. Per gli inquirenti questa massa didenaro sarebbe stata utilizzata anche per vacanze in costosissimi resort alla Bahamas, cene con conti dacapogiro o soggiorni in alberghi da 2.600 euro a notte. Nell’inchiesta coinvolti anche la moglie deltesoriere, Giovanna Petricone, e due commercialisti, Mario Montecchia e Giovanni Sebastio, che, secondol’accusa, sarebbero stati utilizzati per effettuare artifici contabili sui conti Dl. Per tutti il 3 maggio, giorno incui viene richiesto l’arresto in carcere di Lusi, scattano gli arresti domiciliari.L’ex tesoriere a quel punto, si difende, sostiene che la sua attività è figlia di un mandato fiduciario da partedel partito: investimenti fatti, a suo dire, per garantire al partito una futura liquidità. Il senatore affermadavanti ai magistrati che il suo era un ruolo di garante del ‘patto’ chiuso tra le due anime che compongonola Margherita. Il lavoro dei pm ha portato, in questi mesi, a tracciare tutti gli 88 milioni di euro finiti nellecasse del partito tra il 2007 e 2011. Di questi oltre 25 sono stati sottratti da Lusi. Circa 60 milioni, in base aquanto accertato, invece, sarebbero stati utilizzati dal partito per attività politiche (per i giudicidel Riesame all’appello mancano ancora 50 milioni di euro, ndr). Le indagini dei pm ora si concentrano sualcuni assegni a vuoto per un totale di 2,5 milioni. 37
  • 38. Il Caso Tedesco: indagine per tangentiIl senatore Pd Alberto Tedesco – ex assessore alla Sanità della Regione Puglia – è indagato nell’ambito di unadelle inchieste sulla gestione della sanità in Puglia. E’ accusato di corruzione, concussione, turbativa d’asta,abuso d’ufficio e falso in relazione a presunti appalti truccati e nomine di vertici Asl.Il sistema sanitario pugliese è stato inquinato da interessi imprenditoriali e politici. Dal 2005 al 2009 ilcentrosinistra regionale ha scelto con la pratica dello spoil system le nomine di direttori generali, amministrativie sanitari nelle Asl e negli ospedali, ha imposto ai manager i primari e gli imprenditori amici che dovevanovincere le gare d’appalto. E’ questo il ”quadro desolante” – come lo definisce il gip di Bari – in cui ha operato lapolitica e, soprattutto, l’ex assessore della sanità della giunta guidata da Nichi Vendola, Alberto Tedesco. Ilprovvedimento di arresto per Tedesco è per i reati di concussione, due tentativi di concussione, corruzione,turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso.Nelle 316 pagine dell’ordinanza il gip Giuseppe de Benedictis evidenzia che ”la prassi politica dello spoil systemera, di fatto, talmente imperante nella sanità regionale da indurre il governatore Nichi Vendola, pur di sostenerealla nomina a direttore generale di un suo protetto, addirittura a pretendere il cambiamento della legge persuperare, con una nuova legge ad ‘usum delphini’, gli ostacoli che la norma frapponeva alla nomina dellapersona da lui fortemente voluta”. Il gip riporta un colloquio intercettato tra Vendola e Tedesco. Dice Tedesco:”Quello non ha i requisiti sta come direttore generale, quello che vuoi nominare!”. Vendola risponde: ”OMadonna santa, porca miseria la legge non la possiamo modificare?”. Tedesco: ”Eh?”. Vendola: ”Non possiamomodificare la legge in una delle prossime…” Tedesco: ”Eh, mica eh…”. Ma il gip non esita a muovere rilievi allaprocura che ha chiesto, tempo fa, l’archiviazione per il presidente Vendola, sempre per vicende relative allagestione delle nomine nella sanita’ pugliese.Il caso Penati: indagine per tangentiFilippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano, oravicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, l’uomo che Bersani, divenuto segretario del Pd,nominò capo della Sua segreteria: insomma il suo braccio destro.Adesso Penati è indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito con l’accusa di averricevuto, per sé e per il partito, tangenti da imprenditori interessati a speculazioni edilizie sull’area ex Falckdi Sesto. Il costruttore Pasini racconta che Penati gli chiese 20 miliardi di lire nel 2000-2001 e ne ottenneoltre 5 tramite due intermediari, con pagamenti in Lussemburgo e in Svizzera, poi dovette pagare 1,25miliardi per affari nell’area ex Marelli e altri 2 miliardi in finte consulenze a due emissari delle coop rosse.Alcuni versamenti sono documentati da carte bancarie ricevute per rogatoria dalla Procura di Monza.E le accuse di Pasini sono già state confermate dal presunto intermediario penatiano, l’imprenditore DiCaterina, che a sua volta racconta di essere stato “spremuto come un limone” – cioè costretto a pagare peranni fino a 100 milioni di lire al mese per poter lavorare – da Penati e dal Suo partito. Che Penati avesse unconcetto piuttosto elastico, diciamo pure allegro, dei rapporti politica-affari, lo dimostravano giàampiamente le intercettazioni uscite anni fa tra lui e il costruttore Gavio nella sporca faccenda dellaMilano-Serravalle, costata un patrimonio alla Provincia di Milano: Penati chiamò Gavio dicendo che Lei gliaveva dato il numero privato. 38
  • 39. Bersani ha liquidato l’inchiesta su Penati come “roba vecchia”: ma, se anche fosse, questa per Bersanisarebbe un’aggravante, visto che in tutti questi anni non s’è accorto di quel che faceva chi gli sta accanto.Immaginiamo cosa sarebbe accaduto senza le indagini. Tra un paio d’anni Bersani avrebbe potuto vincere leelezioni, diventare premier e portarsi al governo i suoi due più stretti collaboratori: Penati sottosegretarioalla presidenza del Consiglio e Pronzato ministro dei Trasporti. Salvo magari scoprire che erano due corrotti.Tangenti: il caso PonzatoIl caso vuole che Bersani quand’era ministro delle Attività produttive, avesse come suo consigliere FrancoPronzato, ora arrestato per aver preso una tangente da un’azienda che aveva appoggiato all’Enac in unagara d’appalto (accusa ammessa dallo stesso Pronzato, che ha chiesto di patteggiare): Pronzato infatti eracontemporaneamente consigliere di Bersani, responsabile Pd per i Trasporti e membro del Cda dell’Enac.Cosa sarà saltato in mente a Bersani di nominare un personaggio in così palese conflitto d’interessi frapolitica e affari? Bersani può dire che non sapeva che Pronzato prendesse tangenti, ma non che ignorava ilsuo conflitto d’interessi, visto che all’Enac l’aveva indicato proprio il Suo partito.Scandalo People Mover e le coop rosseLa vicenda del People Mover, la grande opera che collegherà stazione e aeroporto di Bologna, è a un punto disvolta. La Procura del capoluogo emiliano ha infatti notificato dieci inviti a comparire. Sale a 11 invece il numerodegli indagati rispetto alle prime indiscrezioni della mattina.Tra loro ci sono funzionari pubblici del calibro delpresidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti e del suo vice Giacomo Venturi, e l’ex sindaco diBologna, Flavio Delbono, dimessosi nel 2010 dopo lo scandalo Cinziagate. Questi ultimi sono indagati per abusod’ufficio. Tra gli indagati anche per turbativa d’asta figurano però altri due nomi altisonanti. Uno è quellodi Piero Collina, presidente del Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) di Bologna, uno dei giganti delle Cooprosse. L’altro nome sotto inchiesta è quello di Francesco Sutti, ex presidente di Atc, l’ex azienda pubblica ditrasporti di comune e provincia (oggi si chiama Tper). Sotto la lente dei pm Giuseppe di Giorgio e AntonellaScandellari c’è infatti l’assegnazione dell’appalto comunale dell’opera al Ccc nel 2009. Un appalto da circa 100milioni di euro (di cui quasi 30 milioni pubblici, della Regione). L’inchiesta va avanti sotto la supervisione delProcuratore Capo Roberto Alfonso e del procuratore aggiunto Valter Giovannini.Per l’accusa, l’abuso d’ufficio da parte dei tre politici (ma ci sono anche due assessori al tempo dei fatti,Benedetta Chiusoli e Villiam Rossi), tutti in quota Partito Democratico, avrebbe avuto come fine quello di farottenere il lavoro e quindi un vantaggio patrimoniale (grazie ai finanziamenti pubblici) al Ccc. Ad Atc, invece, sisarebbero solo scaricati i rischi d’impresa. Sia il bando di gara dunque che il procedimento per arrivareall’assegnazione dell’appalto sarebbe stato piegato al conseguimento di quel risultato. I reati si sarebberoverificati tra giugno 2009 e gennaio 2010.Sotto la lente della giustizia (anche la Corte dei Conti ha infatti aperto un fascicolo e prosegue le sue indagini) c’èin particolare la partecipazione di Atc, l’azienda dei trasporti bolognese, alla compagine azionaria di MarconiExpress, la società che dovrà costruire e gestire per 35 anni l’opera voluta dalla giunta di Sergio Cofferati. Maricostruiamo la vicenda.Il 13 gennaio 2010 Ccc di Bologna, che nel 2009 si era aggiudicato l’appalto per il People mover contro un gruppodi imprese spagnole, crea una società di progetto: la Marconi Express. La società, che secondo il contratto diconcessione è diventata automaticamente il solo concessionario del People mover, è una Spa partecipata al 75% 39
  • 40. dal Ccc, e al 25% da Atc. Quest’ultima era un’azienda a partecipazione totalmente pubblica e nel 2009-2010 ilComune di Bologna ne era il maggiore azionista con il 59,65% (la Provincia aveva il 37,15% delle quote).L’appalto del People mover è di circa 90 milioni: 30 milioni (di cui 8 milioni già liquidati e spesi) finanziati daRegione e Sab (la società dell’aeroporto), mentre per la parte restante, circa 60 milioni, il Comune ha banditouna gara in project financing. Questo sistema prevede che il Comune, senza mettere un soldo di tasca propria,affidi a un’azienda privata la costruzione e la gestione dell’impianto. La società concessionaria, oltre a costruire,gestirà per 35 anni l’opera recuperando le spese di costruzione con gli incassi dei biglietti. Inizialmente,l’aggiudicatario che ha vinto l’appalto era il solo Ccc, ma da febbraio 2010, con la creazione di Marconi Express(società prevista dal contratto), anche Atc è entrata nella gestione al 25 %.Ma non è tutto. I patti prevedono che entro il 2020 Atc (che oggi però si chiama Tper ed è anche della Regione,ma rimane pubblica) rilevi il 100% delle azioni di Marconi Express, accollandosi tutti i rischi e i debiti con lebanche. Le coop usciranno dall’affare, e in questo modo Atc, che appartiene al Comune, diventeràconcessionario unico di se stesso e per di più in project financing. Partendo da questo paradosso le magistraturecontabile e ordinaria hanno aperto un’inchiesta, dopo l’esposto presentato all’inizio del 2010 dall’ex consiglierecomunale Daniele Corticelli.Tra gli indagati per turbativa d’asta ci sono anche il capo del settore mobilità del Comune di Bologna, CletoCarlini, Patrizia Bartolini del settore gare di Palazzo d’Accursio, Francesca Bruni (all’epoca capo area affariistituzionali del Comune) e il direttore del settore bilancio della Provincia, Moreno Tommasini.“Scandalo” TAVIl Tav Torino-Lione nasce ventuno anni fa. Il primo studio di fattibilità commissionato dalla RegionePiemonte 21 anni fa stimava che i passeggeri fra Italia e Francia sarebbero aumentati da un milione emezzo a 7 milioni e 700.000 in dieci anni. Invece adesso sono 700.000: un decimo del previsto. Infatti ilvecchio treno diretto Torino-Lione è stato soppresso da un pezzo.Allora si è detto: siccome la nuova linea non serve per i passeggeri, che non ci sono più, servirà per le merci.E il progetto ha cambiato nome: da “alta velocità” a “alta capacità”. Adesso, a parte l’idea folle di fare unanuova ferrovia per portare le rape e le fave mezz’ora prima da Torino a Lione, basta dare un’occhiata ai datidel traffico merci fra l’Italia e la Francia, che è salito fino al 2000 e da allora è colato a picco. L’ufficiofederale dei trasporti svizzero calcola che nel 2000 viaggiavano 8 milioni di tonnellate di merci; oggi neviaggiano due e mezzo, anche perché ormai il grosso passa dal Gottardo e dal Brennero. Basta appostarsilungo la ferroviaria Torino-Modane e osservare: l’80-90% dei treni merci passa completamente deserto.Anche perché abbiamo speso un sacco di soldi per potenziarla, la Torino-Modane, che ora potrebbetrasportare 20 milioni di tonnellate e invece ne trasporta due o tre al massimo.Cioè, nessuno usa la linea esistente: e noi, furbi, ne facciamo una seconda. Con un cantiere che durerà 15anni, scaverà per 57 chilometri una montagna piena di amianto e materiale radioattivo – perché noi siamomolto furbi: come se non fosse bastata l’Eternit, a insegnarci qualcosa. E dove lo mettiamo il milione ditonnellate di detriti, per giunta in parte tossici, che usciranno da quel buco? E quanti Tir ci vorranno perportarli via? Con quanta CO2 e quanto inquinamento? E che fine farà il turismo, nel frattempo? E leinfiltrazioni della ‘ndrangheta in quella regione? Qualcuno ci ha pensato? E chi curerà le 10.000 persone chesi prevede possano ammalarsi per le polveri e lo smog da cantiere, visto che è previsto addirittura un +10%di malattie cardiache e respiratorie? Per questo, non è vero che il Tav è inutile. Il Tav Torino-Lione èdannoso per l’ambiente e le falde acquifere (chiediamo ai toscani cos’è successo con il Tav tra Firenze eBologna), è dannoso per la vita e per la salute degli abitanti della val Susa, ma soprattutto per le casse delloStato.Dicono che l’Europa dovrebbe pagare il 30-40% dell’opera ma non è vero niente, non c’è niente di sicuro:finora ha stanziato solo 600 milioni per il tunnel esplorativo, il resto è tutto da vedersi. E gli accordi con la 40
  • 41. Francia prevedono che l’Italia pagherà il 57% di un’opera che passa solo per il 30% sul nostro territorio:siamo sempre più furbi. Alla fine il Tav dovrebbe costare nell’ipotesi “maxi” 18-20 miliardi, cioè quantobasterebbe per cablare tutta l’Italia a 100 megabyte, o – nella versione “low cost” – 8 miliardi: tanti quantila Gelmini ne ha tagliati alla scuola, alla ricerca e all’università negli ultimi tre anni. Ogni traversina del Tav èun banco di scuola, una culla di asilo nido, un posto letto di ospedale e di ospizio, un insegnante in meno. Equesti sono solo i preventivi, che di solito, all’italiana, raddoppiano o triplicano. Basta vedere quello cheabbiamo speso per gli altri Tav già fatti, quelli utili, come per esempio la Torino-Milano su cui nessuno si èopposto: abbiamo speso 73 milioni di euro a chilometro, mentre la Francia ne spende 10 e la Spagna 9.Dicono: ma in Francia stanno scavando. Intanto non è vero: è tutto fermo anche lì, manca ancora ilprogetto definitivo fino a Lione. Hanno fatto solo tre cunicoli esplorativi e poi hanno tappato tutto, in attesadi tempi migliori: infatti i giornali francesi se ne strafottono di quello che succede dall’altra parte dellamontagna, perché non interessa nessuno. E comunque in Francia, quando scavano, scavano solo nellaterra, mentre da noi scavano soprattutto nelle nostre tasche. E di solito il differenziale dei costi fra Italiae Europa, lo spread del magna-magna, ha un nome soltanto: tangenti. Basta aspettare. Il sospetto che,dietro, ci sia qualcosa di non detto aumenta quando si sentono parlare i difensori del Tav. Uno dei partiti più scatenati a favore del TAV è il Pd: il sindaco Fassino ha detto che i No-Tav sono anti-storici. Un po’ come chi, quarant’anni fa, credeva nel comunismo sovietico. Chiamparino voleva addiritturaespellere dal centrosinistra tutti quelli che erano contro la Tav. Poi ha scoperto la sua vera vocazione: ora fail banchiere.Il Pd piemontese ha minacciato di togliere la tessera agli iscritti che manifestano contro il Tav, mancofossero dei pregiudicati o degli inquisiti – anzi, no: se fossero degli inquisiti la tessera non gliel’avrebberotolta: Penati ce l’ha ancora, è soltanto sospeso. Bersani l’ha ripetuto anche stasera: in fondo, il Tav è soloun treno. Non è solo un treno: è una linea ferroviaria che scava 57 chilometri nella montagna. E che,guardacaso, è appaltata a una cooperativa rossa, la Cmc di Ravenna, molto nota alle cronache (soprattuttogiudiziarie) per i suoi vecchi rapporti con Primo Greganti: siamo passati da “falce e martello” a “calce emartello”. Ha scritto bene Adriano Sofri ieri su “Repubblica”: «Il partito trasversale pro-Tav è il PartitoPreso, cioè quello che dice “ormai non si può più tornare indietro” e non spiega mai perché. Il Partitodell’Ormai. Il Tav è una nuova religione rivelata, fondata su un mistero sacro, calato dall’alto,quindi indimostrabile ma indiscutibile: il dogma dell’Immacolata Costruzione».I 360 esperti citano per esempio uno studio di due ricercatori del Politecnico di Milano, Beria e Grimaldi,sulla grave sofferenza in cui versano tutte le linee di alta velocità in Italia. Poi c’è uno studio dell’universitàdi Oxford su 260 grandi infrastrutture trasportistiche in ben 20 nazioni. Si dimostra che tutte le previsionisui costi vengono regolarmente sottostimate, e tutte le previsioni sui benefici vengono regolarmentesovrastimate. Tant’è che quell’analisi si intitola: “La peggiore infrastruttura è sempre quella che vienecostruita”. Altri ricercatori, svedesi e americani, hanno dimostrato che le grandi infrastrutture ferroviarienon risparmiano energia: la consumano. Quindi, inquinano molto più dei Tir che si vorrebbero togliere dallastrada.Sono tutti professori, mica anarco-insurrezionalisti: non insultano i poliziotti, non tirano pietre, non siarrampicano sui tralicci, non sporcano e non urlano; chiedono solo un tavolo, un tavolino, per discuterepubblicamente come si fa tra tecnici: cioè con i dati e con le cifre, e nient’altro. E’ quello che chiedevano iNo-Tav quando non c’era ombra di violenza, nel movimento. Solo che, quando non c’era la violenza, non liascoltavano perché non erano violenti. E così qualcuno, sbagliando, ha pensato che per farsi notare eascoltare bisognasse diventare violenti: e ha molto sbagliato, a fare questo.Scandalo Monte dei Paschi di SienaCome in ogni scandalo, anche nel caso Montepaschi nessuno può dire “Io non c’entro” (tranne un paio dileader appena nati). Bankitalia si difende così: “Siamo stati ingannati”. Ma Bankitalia è lì proprio per evitaredi essere ingannata, e soprattutto per evitare che siano ingannati i soci, i risparmiatori e i cittadini. L’alibidell’inganno non vale: sarebbe come se un poliziotto si lasciasse scappare un ladro e si giustificasse col 41
  • 42. fatto che non s’è costituito. I ladri questo fanno: non si costituiscono. Perciò esistono i poliziotti: perprenderli. Sulla Consob è inutile sprecare parole: l’ex presidente Cardia aveva il figlio consulente di unabanca da controllare, la Popolare di Lodi dell’ottimo Fiorani, infatti controllò pochino; e il presidente Vegas,ex sottosegretario e deputato Pdl, seguitò a votare per il governo B. anche dopo la nomina in Consob. Ora ilPdl cavalca lo scandalo della banca rossa, ma dovrebbe ricordare l’estate dei furbetti, quando stava conFiorani e Fazio assieme alla Lega (rapita dal “banchiere padano” e soprattutto dal salvatore diCredieuronord); o il crac del Credito cooperativo fiorentino di Verdini; o l’uso della Bpm di Ponzellini comebancomat per amici degli amici. Casini, sul Monte dei Fiaschi, dovrebbe chiedere notizie al suoceroCaltagirone, fino a un anno fa vice di Mussari. E Monti al suo candidato Alfredo Monaci, ex Cda della bancasenese nell’èra Mussari. I vertici del Pd fanno i pesci in barile, ma sono anni che appena vedono unbanchiere si sciolgono in adorazione. O diventano essi stessi banchieri, come Chiamparino al San Paolo.“Noi – dichiara quel buontempone di D’Alema – Mussari l’abbiamo cambiato un anno fa”. Frase che cozzacon quella di Bersani: “Il Pd con le banche non c’entra”. Ma se ha “cambiato” Mussari, vuol dire che il Pdc’entra: anzi, l’aveva proprio messo lì. Casualmente negli ultimi 10 anni Mps ha versato 683 mila euro nellecasse del Pd senese. Un po’ come i Riva dell’Ilva, che foraggiavano la campagna elettorale di Bersani. Laquestione penale non c’entra, quella morale nemmeno. Semplicemente riesplode l’irrisolto problema delrapporto politica-affari: nessun grande partito può chiamarsi fuori. Tantomeno il Pd: si attendono ancorasmentite alla deposizione di Antonio Fazio, che 6 anni fa raccontò ai pm milanesi di quando, nel 2004,Fassino e Bersani si presentano da lui in Bankitalia per raccomandargli la fusione tra Montepaschi e Bnl. Ilprogetto tramontò, ma quando l’anno seguente il Banco di Bilbao tentò di acquistare Bnl, l’Unipol d’intesacol vertice Ds organizzò una controcordata per sbarrargli la strada. Fassino a Consorte: “Allora, siamopadroni di una banca?”. D’Alema: “Evvai, Gianni!”. Intanto Bersani difendeva Consorte, Fazio e Fiorani giàindagati: “Per Fazio andarsene ora sarebbe cedere a una confusa canea”, “Fiorani è un banchiere moltodinamico, sveglio, attivo, capace”. Soprattutto a derubare i suoi correntisti. Del resto Bersani aveva messolo zampino anche in altre memorabili operazioni finanziarie. Tipo la scalata a debito dei “capitanicoraggiosi” Colaninno & C. alla Telecom (1999). E l’affare milanese dell’autostrada Serravalle. Fu proprioBersani a far incontrare il costruttore Gavio col fido Penati, presidente della Provincia. Intercettazione del30.6.2004: “Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati… e di cercarlo per incontrarsi in modo riservato:‘Quando vi vedrete, troverete un modo…’”. L’incontro aumma aumma avviene, poi la Provincia acquista lequote di Gavio nella Serravalle a prezzi folli e Gavio gira la plusvalenza alla cordata Unipol per Bnl. A chetitolo Bersani si occupa da 15 anni di banche, autostrade e compagnie telefoniche non da arbitro, ma dagiocatore? Finché i silenzi e i “non c’entro” sostituiranno le risposte, possibilmente convincenti, tuttisaranno autorizzati a sospettare. Altro che “Italia giusta”.Scandalo Monte dei Paschi di SienaIl Monte dei Paschi di Siena nel 2009 durante la gestione di Giuseppe Mussari ha truccato i conti conun’operazione di ristrutturazione del debito per centinaia di milioni di euro, di cui oggi i contribuenti italianipagano il conto. L’operazione è denominata “Alexandria”, dal nome di un contratto derivato simile a quelSantorini, del quale si è parlato tanto nei giorni scorsi e che scolora di fronte all’ultimo cadavere trovato nelle 42
  • 43. casseforti di Rocca Salimbeni. L’amministratore delegato,Fabrizio Viola, e il presidente, Alessandro Profumo,hanno scoperto solo il 10 ottobre 2012 un contratto segreto risalente al luglio 2009 con la bancaNomura relativo al derivato Alexandria. Quel contratto impone subito una correzione nel bilancio 2012 da 220milioni, ma i consulenti di Pricewaterhouse ed Eidos stanno studiando per quantificare il buco reale che ècertamente più alto: un autorevole ‘uomo del Monte’, sotto garanzia di anonimato, parla al Fatto di 740 milionidi euro. Il contratto (Mandate agreement) di 49 pagine in inglese è rimasto nascosto per tre anni e mezzo in unacassaforte del direttore generale Antonio Vigni, che lo firmò assieme all’ex capo della finanza GianlucaBaldassarri.Nomura, quando si è vista contestare l’accordo, ha sventolato sotto il naso di Viola e Profumo la trascrizione diuna telefonata del luglio 2009 nella quale il presidente di Nomura in Europa, Sadeq Sayed, chiedevaespressamente all’allora numero uno Giuseppe Mussari se i contratti legati all’operazione erano staticorrettamente comunicati ai revisori dei conti della Kpmg. Il punto è che due operazioni apparentementeslegate tra loro in realtà erano connesse proprio dal contratto segreto e l’una era il rimborso dell’altra. La primaoperazione permetteva a Mps di scaricare su Nomura la perdita di Alexandria e così di abbellire il bilancio 2009.La seconda “rimborsava” i giapponesi in quanto, come si dice nella telefonata, il Monte Paschi “entrerà inun asset swap e due operazioni pronti contro termine a 30 anni legate a tale swap”. Mussari, registrato a suainsaputa, conferma al capo di Nomura che le due operazioni sono legate. Poi risponde che “Kpmg è stata messaal corrente” ma poi aggiunge che non aveva ritenuto di inviare ai revisori di Kpmg il contratto segreto “in quantonon si tratta di un documento relativo alla transazione”.La storia sembra presa da un libro di John Grisham, ma il giallo finanziario ha una ricaduta immediata sui bilancidello Stato italiano che ha messo a disposizione i 3,9 miliardi per sottoscrivere i Monti-bond con i quali Mps faràfronte alle sue perdite. Nella sua relazione al Cda, Viola scrive: “A fronte dei possibili impatti patrimonialiderivanti dagli esiti delle analisi relative a tali operazioni strutturate, codesto Consiglio ha deliberato diincrementare di euro 500 milioni (da 3,4 a 3,9 miliardi, ndr) la richiesta al ministero dell’Economiadi sottoscrizione dei Monti bonds”.I pm senesi Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso, che indagano già sull’acquisizione di Antonveneta nel 2008,stanno cercando di capire se e quali reati siano stati commessi. “Tale verbale – scrive Viola – è stato già acquisitodalla Procura della Repubblica” e anche da Bankitalia e Consob. Viola prosegue spiegando perché il contratto e latelefonata impongono di contabilizzare subito una perdita maggiore di 220 milioni di euro. La ragione delrestatement, cioè della correzione contabile è che l’errore era “determinabile sulla base di informazioni esistential tempo”. Poi Viola ripercorre la storia del contratto segreto: “Mps decide di migliorare la tipologia del rischiofinanziario cui era esposta con il note Alexandria”, un derivato basato sui rischiosi mutui ipotecari.Incredibilmente Nomura, prosegue Viola, “si è resa disponibile a scambiare” questo pessimo investimento “conuna credit linked note con sottostante titoli subordinati bancari e garantita da obbligazioni emesse da GE CapitalEuropean Fund (più sicure dei mutui ipotecari, ndr) ed è questo scambio a realizzare il miglioramento del profilodi rischio”. No-mura insomma accettava un baratto tra spazzatura e oro (che permetteva a Mussari di chiuderein utile) perché in cambio il Monte comprava i rischiosi derivati di Nomura. Proprio quelli descritti nel contrattosegreto. 43
  • 44. Scandalo sperpero soldi pubblici LombardiaCappuccini e brioche, ma anche le bollette di luce e telefono di casa. Un master per “vincere le elezioni”,ma anche manifesti contro Lega e Formigoni. Fatture per viaggi in taxi, biglietti ferroviari ma ancheuna pianta. Non manca un barattolo di Nutella e l’iscrizione all’ordine dei giornalisti. Sono alcune dellespese contestate dalla Procura di Milano ad alcuni dei 29 indagati dell’opposizione. Tutti accusati dipeculato per aver usato i soldi pubblici per spese ritenute private. Poco più di un mese fa, era il 14dicembre, i capigruppo regionali di Pd, Idv e Sel in regione Lombardia si difendevano e dichiaravano la lorofiducia nei pm di Milano, che dopo aver indagato 62 consiglieri del centrodestra, avevano messo nel mirinodegli uomini della Guardia di Finanza anche l’altra parte dei politici che sedevano nei banchi del Pirellone.Tra quelle spese annuali, fino a 2 milioni di euro, di soldi pubblici gli investigatori hanno trovato elementiche hanno portato all’iscrizione dopo aver analizzato scontrini, ricevute e fatture nei venti faldoni e nei seiscatoloni di documenti presi al Pirellone.Tra gli esborsi mostrati pubblicamente dai tre principali partiti dell’opposizione in Consiglio, ci sono anchevoci simili a quelle che hanno messo nei guai i rappresentanti del Partito delle Libertà e della Lega, comecene e pranzi. Il gruppo del Pd l’anno scorso ha speso più di 10 mila euro tra ”catering”, ”coffee break” e”consumazioni bar”. E poi pranzi da ”173 euro”, pernottamenti in hotel da ”193 euro”, 500 euro per ”servizifotografici” fino ad arrivare ai 9.360 euro che il consigliere Carlo Borghetti (che non è indagato, ndr) sisarebbe fatto rimborsare per aver dato alle stampe il suo libro ”I miei primi 2 anni in consiglio regionale”, ei 2670 euro spesi da Carlo Spreafico per pubblicare ”Tramonto celeste, alba democratica”, una sorta dilibretto per la caduta di Roberto Formigoni. E proprio a Spreafico viene contestato l’acquisito barattolo diNutella da 2 euro e 70 centesimi e l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia nel 2008 pagata101 euro. Tra le altre spese sospette anche 160 euro ‘investiti’ da Rinaldi Gomme nel giugno del 2008,acquisti per 126 e 66 euro alla ‘Cartolibreria dello studente’ nell’ottobre 2008.Hanno ricevuto invito a comparire anche Alessandro Alfieri (Pd), Angelo Costanzo (Pd), EnricoMarcora (Udc), Franco Mirabelli (Pd), Carlo Porcari (Pd), Francesco Prina (Pd) e Antonio Viotto (Pd).LISTE “PULITE”Pregiudicati XVI Legislatura ParlamentareGli indagati e condannati o prescritti nelle file del Partito Democratico nella scorsa legislatura parlamentare,erano all’incirca 15: pregiudicati per vari reati fra i quali corruzione. Reato gravissimo. E pensate che lenostre tasse servivano per pagare migliaia e migliaia di euro di stipendio a questi signori.Ecco la lista:(I processi in corso sono tanti, quindi ci potrebbero essere dei margini di errori, non volontari.) 1. Bernardini Rita (dep Pd): condannata nel 2008 a quattro mesi per cessione gratuita di marijuana, pena estinta per indulto. 44
  • 45. 2. Castagnetti Pierluigi (dep Pd): rinviato a giudizio per corruzione, prescritto. 3. Crisafulli Vladimiro (sen Pd): sotto inchiesta per abuso d’ufficio. 4. D’Alema Massimo (dep Pd): finanziamento illecito accertato, prescritto. 5. Genovese Fracantonio (dep Pd): indagato per abuso d’ufficio. 6. Laganà Maria Grazia (dep Pd): imputata per truffa ai danni dello Stato. 7. Lolli Giovanni (dep Pd): rinviato a giudizio per favoreggiamento , prescritto. 8. Lumia Giuseppe (dep Pd): indagato per diffamazione. Querelato dal suo ex addetto stampa. 9. Luongo Antonio (dep Pd): rinviato a giudizio per corruzione. 10. Lusetti Renzo (dep Pd): condannato a risarcimento per consulenze ingiustificate. 11. Lusi Luigi (Misto-eletto Pd): indagato per appropriazione indebita e calunnia, è attualmente in carcerazione preventiva e resta senatore. 12. Papania Antonino (dep Pd): patteggia accusa per abuso d’ufficio. 13. Rigoni Andrea (dep Pd): condanna in primo grado per abuso edilizio, poi reato prescritto. 14. Tancredi Paolo (dep Pd): indagato per corruzione 15. Tedesco Alberto (sen Pd): indagato per turbativa d’asta e corruzione. La Camera dei deputati l’ha salvato negando l’autorizzazione all’arresto.PREGIUDICATI ELETTI IN ITALIA NEL PDVolevo trattare anche i vari condannati e indagati del PD nelle varie amministrazioni comunali, provinciali eregionali, ma sono veramente tanti e molto difficile da riportare tutti. Logicamente fra i reati ci sonosempre corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Riporterò solo uno dei casi più eclatanti erecenti (12 febbraio 2013): Gesualdo Costantino, sindaco di Melito Porto Salvo ed esponente del PartitoDemocratico, è stato arrestato per associazione mafiosa. Secondo i pm sarebbe stato eletto con i votidella ndrangheta.TUTTI I REGALI DEL PD A BERLUSCONIIl 24 Gennaio del 1997, Pds, Forza Italia, An e Ppi crearono il cosiddetto «Inciucio dellaBicamerale», ribattezzato su l’Espresso da Claudio Rinaldi e Giampaolo Pansa, già prima della suaeffettiva nascita.Il «D’Alemoni», che Marco Travaglio ha definito, citando i Sepolcri di Foscolo, «soavecorrispondenza di amorosi sensi», nasce in seguito a nuove indagini giudiziarie nei confronti dellapolitica. Innanzitutto, durante la campagna elettorale del 1996, scoppia il caso «TogheSporche»: Previti, avvocato di Berlusconi, viene indagato per aver presumibilmente corrotto duegiudici; parallelamente, si avvicina la chiusura di Tangentopoli, mentre a Palermo vengono avviatealtre indagini per via del rapporto tra giudici, politici e mafia: nel 1995, GiulioAndreotti viene rinviato a giudizio per associazione mafiosa; nel 1996 viene indagato ilgiudice Corrado Carnevale per concorso esterno in associazione mafiosa, in compagnia di altri treex magistrati della Cassazione: Stanislao Sibilia, Aldo Grassi e Paolino Dell’ Anno; sempre nel1996 viene rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa Marcello Dell’Utri, co-fondatore di Forza Italia. 45
  • 46. Nel frattempo Silvio Berlusconi riceve un rinvio a giudizio per concorso in corruzione (1995);un rinvio a giudizio per finanziamento illecito al PSI e per falso in bilancio aggravato (1996,processo All Iberian); un’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio(1997), successivamente archiviata. E’ inoltre indagato dalla procura di Firenze e dalla procura diCaltanissetta per concorso esterno in stragi.Come si fa a non riformare la giustizia e a cambiare la Costituzione con un uomo da questecredenziali? E infatti il centrosinistra spalanca le porte a Berlusconi, tessera 1816 della P2:  nel 1996, l’art.371 del codice penale, fortemente sostenuto da Giovanni Falcone, viene depotenziato con un voto bipartisan: stop agli arresti per i falsi testimoni;  nel 1997 inciucio della Bicamerale: Massimo D’Alema eletto presidente grazie ai voti di Forza Italia;  1° Luglio 1997: abolizione dell’abuso d’ufficio non patrimoniale: un pubblico ufficiale, ad esempio, abusa del suo ruolo favorendo la persona Y, ma non si riesce a dimostrare il vantaggio patrimoniale ottenuto. Perché? Perché le giunte regionali di Lombardia (centrodestra), Piemonte (centrodestra) e Abruzzo (centrosinistra) erano coinvolte nella lottizzazione delle Asl ed erano state indagate quasi in blocco per abuso d’ufficio;  una sentenza della Consulta del 7 dicembre 1994 dichiara incostituzionale la legge Mammì, che permetteva a Mediaset di mantenere tre reti televisive sull’analogico, imponendo che entro il 28 agosto 1996 uno dei tre canali sarebbe dovuto finire sul digitale. Cosa fa il ministro delle Poste e telecomunicazioni Maccanico (governo Prodi)? Prima dispone due proroghe semestrali per Fininvest, poi realizza una legge (la legge Maccanico del 1997, appunto) che porta alla nascita dell’Agcom;  l’Agcom entra in funzione nel 1998, garantendo altri mesi di vita alle tre reti televise di Berlusconi, e istituisce una gara per gli 8 canali nazionali; Rete 4 perde a discapito di Europa 7, ma il Governo D’Alema arriva prontamente in soccorso di Silvio, concedendo proprio a Rete 4 una «abilitazione provvisoria» in modo da poter proseguire la messa in chiaro;  legge «ad Dell’Utrum» I: nel 1990 la Consulta elimina la possibilità di patteggiare (il patteggiamento garantisce uno sconto della pena) in fase d’appello, poiché incostituzionale. Nel 1998, però, durante il processo Dell’Utri (già condannato in primo grado a tre anni, due mesi e venticinque giorni di reclusione), il senatore Giuseppe Valentino di Alleanza Nazionale, infischiandosene della sentenza della Consulta, la ripropone: torna il patteggiamento in secondo grado di giudizio, grazie ai voti del centrosinistra. Dell’Utri non se ne avvale e la condanna viene confermata…;  legge ad «Dell’Utrum» II: … ma si sa, la Provvidenza non pone mai limiti: il 19 Gennaio del 1999, viene approvata in maniera bipartisan una norma transitoria alla legge Valentino che permette, udite udite, la possibilità di patteggiare anche in Cassazione, ossia nell’ultimo grado di giudizio. Il 16 Febbraio, 21 giorni prima dell’udienza finale su Dell’Utri, il tutto passa definitivamente, e il “buon” Marcello decide di avvalersi del patteggiamento: pena ridotta, sotto la soglia dei tre anni (fissata da un’altra legge bipartisan, la Simone[AN]- Saraceni[Pds] che evita il carcere a chiunque debba scontare meno di tre anni: Pomicino, Bisignani, Forlani, Citaristi, Sama, Garofano, condannati definitivamente per il processo Enimont, ringrazieranno sentitamente); 46
  • 47.  chiusura delle supercarceri di Pianosa e Asinara: la maggioranza di centrosinistra, evidentemente non ancora soddisfatta, decide che oltre a realizzare gli intenti del centrodestra, è possibile spingersi oltre: perché non attuare anche alcuni desideri presenti nel papello di Totò Riina? Il 7 Agosto del 1996, il ministro della Giustizia Flick annuncia «la chiusura dei supercareri di Pianosa e Asinara entro il 1997». Promessa mantenuta: il 23 Ottobre 1997 il Consiglio dei Ministri vara la dismissione dei suddetti penitenziari (particolarmente osteggiati dai boss perché, essendo situati su isole, rendevano difficile la comunicazione esterna). Durissimo il giudizio de La Repubblica che, in un’analisi sull’operato del governo di centrosinistra nella lotta alla mafia, scrisse che «i boss di Palermo cominciano a tirare un sospiro di sollievo»;  bozza Boato (non approvata solo perché Berlusconi sciolse anticipatamente la Bicamerale): tratto da «L’inciucio colpisce ancora» di Peter Gomez e Marco Travaglio:D’Alema avverte: «Il rapporto fra magistratura e potere politico è uno dei temi che più seriamentedovrà impegnare la Bicamerale». Il relatore sulla Giustizia è Marco Boato, ex Lotta continua, exPsi, molto ostile alla magistratura. Il 30 ottobre ‘98 la bozza Boato viene approvata da tutti ipartiti, tranne Rifondazione. Pare la riedizione del Piano di rinascita democratica di Licio Gelli: lamagistratura non è più un “potere” dello Stato; carriere di pm e giudici separate, con due Csm incui aumenta la presenza dei politici rispetto ai togati; i giudizi disciplinari sottratti al Csm e affidatia una “Corte di giustizia” con i magistrati ordinari in minoranza; le Procure non possono piùprendere le notizie di reato, ma dovranno attendere le denunce della polizia (che dipende dalgoverno); l’azione penale non è più obbligatoria; “il ministro della Giustizia riferisce al Parlamentosull’esercizio dell’azione penale e sull’uso dei mezzi di indagine”.Quando a Licio Gelli, capo della P2, venne chiesto un parere sulla Bozza Boato, da un latos’inorgoglì, dall’altro si dispiacque perché avrebbe voluto che gli venisse riconosciuto ilcopyright: «Il mio Piano di rinascita? Vedo che, vent’anni dopo, questa Bicamerale lo sta copiandopezzo per pezzo, con la bozza Boato. Meglio tardi che mai. Mi dovrebbero almeno dare il copyright.Voglio i diritti d’autore».  la riforma dei pentiti di mafia che fa pentire di pentirsi (2001): la legge, proposta da Fassino, stravolge quella voluta da Falcone e Borsellino, riduce i benefici dello Stato riservati ai pentiti e riduce i tempi consentiti per collaborare con la giustizia: 180 giorni, poi stop. A spiegare la gravità della legge è il magistrato americano Richard Martin (collaboratore di Falcone) nella testimonianza resa al processo di Palermo contro Andreotti:«Da noi non esiste alcun obbligo di dire tutto e subito, ma solo l’obbligo di dire la verità. Come miinsegnò Falcone, sviluppare la testimonianza di uno che è stato dentro una organizzazione comeCosa Nostra non è semplice, non è una cosa che si fa in una settimana, o in un mese. Quando unoha vissuto, come Buscetta, trent’anni in Cosa Nostra, ci sarà un lungo periodo durante il quale sidevono fare interrogatori e poi verifiche. Anche in Italia, Falcone non insisteva mai che qualcunodicesse tutto subito, perché capita spesso che ci siano questioni, domande o informazioni che nonsembrano rilevanti al momento. E perché il testimone non può sapere tutto quello che serve alProcuratore ad un certo momento, ma nel tempo possono venire fuori delle altre cose, delle altredomande. E questo è il metodo utilizzato da Falcone. Anche con Buscetta. Se dopo anni ilcollaboratore dice cose nuove, magari aprendo il discorso politico, per noi americani non fadifferenza. (…) Se si parla di Cosa Nostra o di politica, è sempre la stessa cosa, è sempre necessario 47
  • 48. fare le verifiche. Ma non è proibita una testimonianza su un soggetto isolato (…) anche se è stataresa dopo un lungo periodo»;Ad ispirare il provvedimento? L’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.  discorso shockante di Luciano Violante (PDS-DS-PD) alla Camera: «L’onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di governo. Lo sa lui (Berlusconi, ndr) e lo sa anche l’onorevole Letta. Comunque a parte questo la questione è un altra: voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni, gli avessimo aumentato, durante il mandato di centrosinistra… il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte»;  indulto «ad Previtum»: il 4 Maggio del 2006 la Corte di Cassazione conferma la condanna di Cesare Previti: sei anni di reclusione per corruzione giudiziaria. La legge ex Cirielli, però, lo salva: l’ex avvocato di Silvio Berlusconi non dovrà “soggiornare” nel carcere di Rebibbia (dove vi rimarrà per soli quattro giorni), ma otterrà i domiciliari (che è quanto prevede la ex Cirielli per coloro che superano i settant’anni). Da questo momento in poi, non solo gli esponenti del centrodestra, ma anche quelli dell’Ulivo invocheranno l’indulto.Il via alle danze si ha il 6 Maggio, due giorni dopo la condanna, con il solito Piero Sansonetti, l’allora direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista, «Liberazione»: «Salviamo Previti. Come? Con una legge ad personam: l’amnistia». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’attuale sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. La sua soluzione? Non un’amnistia generalizzata per coloro che hanno ricevuto una condanna di sei anni (come proponeva Sansonetti), ma un condono ad personam di due-tre anni riservato a Previti, in modo da «poter rientrare nei limiti per accedere ai servizi sociali».Il 2 Giugno, Clemente Mastella, ai tempi Ministro della Giustizia, annuncia ai detenuti di Regina Coeli che proporrà «amnistia e indulto». Dichiarazioni che vennero accolte con favore da Fabrizio Cicchito, tessera 2232 della P2 e membro di Forza Italia, che però ci tenne a precisare: «Dall’amnistia vanno esclusi solamente i reati di pedofilia e di criminalità organizzata. Punto. Nessuna discriminante su altri reati, magari per mantenere viva la polemica su Tangentopoli e sulla questione morale».Dopo una serie di «no» provvisori, l’11 Luglio in commissione giustizia si ha l’accordo tra Ds, Margherita, Forza Italia, Udc, Verdi e Rifondazione: arriva il testo messo a punto da Enrico Buemi (Rosa nel Pugno) che prevede l’indulto anche per i reati contro la Pubblica amministrazione, escludendo solamente terrorismo, mafia e pedofilia e mandando su tutte le furie Di Pietro.«Se non lasciamo nel testo la possibilità di far beneficiare dell’indulto anche Cesare Previti, Forza Italia non voterà con noi questo provvedimento. E vorrei ricordare a tutti che il quorum per farlo passare è di due terzi», ammette candidamente Pierluigi Mantini, capogruppo dell’Ulivo in commissione Giustizia, successivamente sbugiardato da La Repubblica e da Travaglio per le contraddizioni della sua coalizione.L’inciucio è servito: il 26 Luglio viene bocciato un emendamento dell’Idv che propone di escludere dall’indulto i reati contro la Pubblica amministrazione e il voto di scambio politico-mafioso. Stessa sorte per un emendamento del Pdci contro il voto di scambio: bocciato con 408 no (Ulivo, Forza Italia, Rifondazione), 57 sì (Pdci, Idv, Lega) e 53 astensioni (An). Il 27 Luglio la Camera approva l’indulto con 46o sì, 94 no (An, Lega, Idv), e 18 astensioni (Pdci)Previti è salvo e con lui anche gli ex amministratori di Unipol, Consorte e 48
  • 49. Sacchetti, condannati il 25 Ottobre dal Tribunale di Milano: pena interamente condonata dall’indulto. Amen;  Ddl Mastella, bavaglio ai giornalisti (approvato alla Camera con voto bipartisan, non al Senato per scioglimento anticipato della legislatura): vietata la pubblicazione del “testo” e del “riassunto” degli atti giudiziari e delle intercettazioni fino alla conclusione delle indagini preliminari; la multa per il cronista che infrange il divieto di pubblicazione passano da un minimo di 51 euro a un massimo di 258 a un minimo di 10mila e a un massimo di 100mila;  Sì a condannati, indagati e pregiudicati per mafia nella Comissione Antimafia: il 6 Luglio 2006, la Camera boccia l’emendamento di Orazio Licandro del Pdci con una maggioranza bulgara: 421 no, 21 sì (14 del Pdci più 7 voti ribelli). Cosa prevedeva di terribile per ricevere tutta questa contrarietà? Semplicemente che la Commissione Antimafia non fosse costituita da membri condannati,imputati o indagati per mafia o per reati contro la Pubblica amministrazione.A comporre la suddetta Commissione anche Cirino Pomicino, condannato a un anno e otto mesi di reclusione per finanziamento illecito (tangente Enimont) e a due mesi di reclusione (patteggiamento) per corruzione per fondi neri Eni, e Alfredo Vito, il quale patteggiò due anni di condanna con pena sospesa e cancellata 5 anni dopo, per sei episodi di reato contro la Pubblica Amministrazione.L’allora presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione, attualmente candidato in Sinistra Ecologia Libertà, reagì rabbiosamente non contro i due condannati, ma contro chi, come Nando Dalla Chiesa, contestava tale presenza: «Si vogliono spargere veleni per delegittimare l’istituzione, come già capito a Falcone e Borsellino», che sentitisi paragonare a Vito e Pomicino si sono rivoltati nella tomba. In fondo «il Parlamento è lo specchio del Paese», spiegava ancora Forgione. Quindi, siccome in Italia ci sono stupratori e pedofili, li piazziamo in Commissione per dare a tutti equa rappresentanza?  Scudo fiscale: 24 deputati del Pd si assentano e B. ottiene la fiducia: il 2 Ottobre 2009, la Camera vota sì alla fiducia sullo scudo fiscale. Tantissime le assenze nelle file del centrodestra, sarebbero bastati 20 voti non solo per evitare che il provvedimento passasse, ma anche per sfiduciare il Governo. Ma 32 parlamentari dell’opposizione si assentano: di questi, 24 del Pd.L’imbarazzante finanziamento di Riva (Ilva) a BersaniL’azienda Ilva in 15 anni ha fatto tre miliardi di utili sull’acciaio, mentre a Taranto morivano 1.600persone all’anno perché l’Ilva non bonificava gli impianti.Nel 2006, alla vigilia delle elezioni, Emilio Riva – cioè il signore di 86 anni che dieci anni prima hacomprato l’Ilva dallo Stato a prezzi stracciati, senza obbligo di bonifica – stacca un assegno di345.000 euro per la campagna elettorale di Forza Italia e uno di 98.000 euro per quella di PierluigiBersani – non per il partito di Bersani, cioè i Ds: per lui proprio, che era “responsabile industria”del partito e che stava diventando ministro dello sviluppo economico, cioè il controllore politicodell’Ilva. Altri 100.000 euro, in quattro anni, li regala a Bersani la Federacciai, di cui èvicepresidente uno dei figli di Riva. Bersani non fa una piega e incassa, naturalmente registrando –ci mancherebbe – il contributo alla Camera. Eppure, Riva era già stato condannato perl’inquinamento dell’Ilva. Oggi è ai domiciliari, mentre il figlio Fabio dovrebbe stare in carcere ma è 49
  • 50. riparato all’estero. E’ indagato anche il prefetto Ferrante, già candidato del Pd a sindaco di Milanoe ora presidente dell’Ilva – un uomo dello Stato.Da anni, secondo l’accusa, l’Ilva nasconde il disastro ambientale.Per questo, sul “Fatto Quotidiano” abbiamo chiesto a Bersani: restituisci quei 98.000 euro a Riva;perché non puzzino, non basta registrarli alla Camera. Perché un politico deve sempre domandarsiperché un imprenditore gli dà dei soldi, e soprattutto chi è l’imprenditore che gli dà quei soldi, esoprattutto che cosa si aspetta da quello che prende i soldi. Non deve mettersi in condizioni didovere qualcosa a qualcuno: soprattutto se il suo partito naviga nell’oro dei rimborsi elettorali;soprattutto ora che Riva è agli arresti domiciliari per quel po’ po’ di accuse; soprattutto se ha ilfiglio latitante; soprattutto se è indagato a Milano per un’evasione fiscale da 52 milioni. Esoprattutto se uno che deve diventare ministro dell’industria, prima di diventarlo prende dei soldida un’industria. E soprattutto: se uno è sempre lì a menarla con il primato e l’autonomiadella politica. Ma autonomia da cosa e da chi: da chi t’ha pagato la campagna elettorale?I FALSI LUOGHI COMUNIIl PD non c’entra niente con lo scandalo Monte dei Paschi.. Che il Partito Democratico abbia le sue responsabilità morali nella vicenda Mps, è innegabile seconsideriamo che dei sedici membri della Fondazione gestisce la banca, ben quattordici sononominati dalla politica (la quale, a sua volta, in Toscana ha un solo colore ormai da decenni).Quattordici membri che non mancano di rendere grazie proprio al partito che li ha messi lì. Sonostate tante, infatti, le donazioni e i bonifici arrivati in casa Pd dai manager ed ex manager (in tutto23) che sono passati per il Monte dei Paschi. A cominciare da Giuseppe Mussari il quale, secondo idati ufficiali della Camera, dal 27 febbraio 2002, data del suo primo assegno al partito, ha versatoben 683.500 euro al Partito Democratico (o alla sua versione precedente dei Ds).E poi, ancora, Saverio Carpinelli, presidente di Mps capital service (176.063 euro);AlessandroPiazzi, deputato della Fondazione Mps (162 mila euro); Riccardo Margheriti, presidente di Mpsbanca verde (133 mila euro); Silvano Andriani, presidente di Mps Axa (123 mila). E ancora ErnestoRabizzi, presidente della stessa banca oggi al centro delle indagini, l’Antonveneta, con 125 milaeuro versati tra il 2010 e il 2011;Fabio Borghi, già presidente di Mps gestione crediti, con 71 milaeuro; Moreno Periccioli, attuale consigliere di Banca Antonveneta di nomina Mps (69.400euro); Luca Bonechi, presidente dell’immobiliare della Fondazione, la Sansedoni spa; PaoloFabbrini, consigliere della stessa Fondazione; i revisori Giovacchino Rossi e Marcello Venturini;l’ex vicepresidente di Mps Aldighiero Fini.Bersani e il PD sono contro l’acquisto degli F-35 di guerraPurtroppo solo a parole. Il giorno prima votano in parlamento a favore dell’acquisto degli F – 35, eil giorno dopo dichiarano di essere contrari all’acquisto.Il PD ha sempre fatto opposizione a BerlusconiSpesso il PD, si è rivelato il miglior amico di Berlusconi. Vedere tutte le leggi a favore e di comuneaccordo con Berlusconi, nel capitolo precedente. Dallo scudo fiscale(che ha permesso il “riciclaggio 50
  • 51. di capitali illeciti e mafiosi), alla mancanza della legge sul conflitto d’interessi, al regalo di 3televisioni a Berlusconi.. ecc..Bersani ha appoggiato i referendum sull’acqua pubblica e contro il nucleareNon è proprio cosi. Infatti in un suo saggio, dal titolo “Per una buona ragione”, diceva di essere afavore del Nucleare e non disdegnava l’ipotesi di affidare a imprese private parti del ciclo digestione dell’acqua. Avrà all’improvviso cambiato idea?Il PD è democratico perché rispetta le decisioni dei cittadiniMica tanto. In un referendum del 1993 i cittadini hanno detto NO al finanziamento pubblico aipartiti. Perché il PD continua a prendere “indebitamente” centinaia di milioni di euro di rimborsielettorali, togliendo risorse alla scuola, alla ricerca, alla sanità?CITAZIONI“Lonorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso ma nel1994, che non sarebbero state toccate le televisioni quando ci fu il cambio di governo. Lo sa lui(Berlusconi, ndr) e lo sa anche lonorevole Letta. Comunque a parte questo la questione è un altra:Voi (Pdl, ndr) ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi,avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni, ma durante il governo dicentro-sinista il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte.”(Luciano Violante, Intervento alla Camera dei deputati, 2003)“È meglio che un bambino resti in Africa piuttosto che sia adottato da una coppia omosessuale.” (la Repubblica, Perché gli omosessuali non possono adottare, 20 marzo 2007)“Alleanza con Monti dopo le elezioni? Non esiste, qui siamo persone serie.”(Pierluigi Bersani, 24 gennaio 2013)“Dopo il voto, sono favorevole all’alleanza con Monti”(Pierluigi Bersani, 5 febbraio 2103) 51
  • 52. Monti – UDC – FLILo schieramento di Centro, composta da “Lista Civica per Monti”, Udc e Futuro e Liberta.Fini dopo che per 20 anni ha votato tutte le leggi vergogna di Berlusconi, sembra che si siafulminato sulla via di Damasco. Stesso discorso per Casini, anche se per meno anni.Su Monti non mi dilungo, basti pensare cosa ha fatto in questo anno di governo. Dal lavoro, almancato tagli agli sprechi, tassando solo le fasce più deboli della popolazione.Pregiudicati XVI Legislatura ParlamentareGli indagati e condannati nelle file dell’UDC e FLI nella scorsa legislatura parlamentare, erano all’incirca 8:pregiudicati per vari reati fra i quali corruzione. Reato gravissimo. E pensate che le nostre tasse servivanoper pagare migliaia e migliaia di euro di stipendio a questi signori.Ecco la lista:(I processi in corso sono tanti, quindi ci potrebbero essere dei margini di errori, non volontari.) 1. Bosi Francesco (dep Udc): indagato per abuso d’ufficio. 2. Carra Enzo (dep Udc): condannato in via definitiva a 16 mesi per false dichiarazioni ai pm. 3. Cesa Lorenzo (dep Udc): condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per vizio di forma. 4. Drago Giuseppe (dep Misto – eletto Udc): condannato per peculato e abuso d’ufficio. 5. Mannino Calogero (sen misto, eletto Udc): imputato per minaccia a corpo dello Stato nell’inchiesta sulla Trattativa Stato-mafia. 6. Naro Giuseppe (dep Udc): condannato per abuso d’ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta. 7. Romano Francesco Saverio (dep misto – eletto Udc): indagato per corruzione. 8. Strano Nino (sen Misto – Fli): condannato in appello a 2 anni e 2 mesi per abuso d’ufficio e violazione della legge elettoraleL’UDC e i rapporti con la mafiaDurante la sua prima presidenza alla Regione Siciliana Salvatore Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nelregistro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nellambito dellinchiesta suirapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale.Con gli elementi raccolti, gli inquirentiritengono che, attraverso Antonio Borzacchelli e Domenico Miceli (detto Mimmo, precedentementeassessore alla Sanità al Comune di Palermo, appartenente allUDC e molto legato a Cuffaro) e grazie alletalpe presenti nella direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato GiuseppeGuttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli allOspedale Civico di Palermo, e MicheleAiello, importante imprenditore siciliano nel settore della sanità, indagato per associazione mafiosa, dinotizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti. 52
  • 53. Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dallinteressato, è stato rinviato a giudizio perfavoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio, mentre non èstata accolta laccusa di concorso esterno. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito allimprenditoreAiello informazioni fondamentali per sviare le indagini, grazie a una fonte non ancora nota, incontrandoloda solo in circostanze sospette, riferendo che le due talpe che gli fornivano informazioni sulle indagini chelo riguardavano erano state scoperte. Nellincontro, anche una discussione riguardante lapprovazione deltariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dallimprenditore. Aiello haammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza inoltreche il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapportocon Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti, in servizio ai nuclei di polizia giudiziariadella Procura di Palermo, uno dei quali è stato lautore del piazzamento delle microspie. Secondo unaperizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa diGuttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del bossmafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento.Nel dicembre 2006, Miceli è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazionemafiosa[13], condanna confermata in appello il 16 ottobre 2008, con pena ridotta a sei anni e mezzo[14].Il 15 ottobre 2007 il procuratore aggiunto del processo a Cuffaro, Giuseppe Pignatone, ha chiesto 8 anni direclusione per lattuale Presidente della Regione Siciliana, per quanto riguarda i seguenti capidimputazione: 1. favoreggiamento a Cosa Nostra 2. rivelazione di segreto dufficio[15]Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primogrado per le talpe alla Dda di Palermo. Lasentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 annidi reclusione nonché allinterdizione perpetua dai pubblici uffici.Cuffaro assiste alla lettura della sentenza nellaula bunker di Pagliarelli e dichiara immediatamente di nonessere intenzionato ad abbandonare il suo ruolo di presidente della Regione Siciliana. Nel frattempo, lapubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli, mentre apparentementefesteggia per non essere stato condannato per favoreggiamento della mafia[16], provoca un grandeimbarazzo[17]. Il 24 gennaio 2008 lAssemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voticontro 32) presentata dal centrosinistra[18]. Nonostante il voto di fiducia del Parlamento siciliano, Cuffaro sidimette due giorni dopo, nel corso di una seduta straordinaria dellAssemblea[19]. Il processo dappello èiniziato il 15 maggio 2009 alla terza sezione della Corte dappello di Palermo.[20]È inoltre accusato dal pentito di mafia Massimo Ciancimino (figlio dellex sindaco mafioso Vito Ciancimino)di aver intascato tangenti. Per questo è iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo perconcorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dellUdc SaverioRomano e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini.La condanna allinterdizione perpetua dai pubblici uffici non gli impedisce di sederein Parlamento come Senatore nelle file dellUDC.Nellottobre del 2009 il pentito Gaspare Romano, imprenditore condannato per aver favoreggiato GiovanniBrusca, accusa Cuffaro di aver partecipato ad un pranzo con i mafiosi Santino Di Matteo, uno degli assassinidi Giovanni Falcone, ed Emanuele Brusca, fratello di Giovanni[22].Nello stesso periodo gli perviene un nuovo avviso di conclusione delle indagini per concorso esterno inassociazione mafiosa, fatto che presuppone un nuovo rinvio a giudizio. La Magistratura presume cheCuffaro sia stato sostenuto elettoralmente dalla mafia sin dallinizio degli anni novanta e che perciò sia adisposizione delle cosche. 53
  • 54. Il 23 gennaio 2010 la Corte dAppello di Palermo condanna Cuffaro a sette anni di reclusione perfavoreggiamento aggravato nel processo talpe alla Dda. Rispetto alla sentenza di primo grado la pena èstata inasprita di ulteriori due anni, con laggravante di aver favorito Cosa Nostra. Dopo la sentenza Cuffaroha annunciato di lasciare ogni incarico di partito e di voler ricorrere alla Corte di Cassazione.Il 28 giugno 2010 i pm Nino Di Matteo e Francesco Del Bene hanno chiesto la condanna a 10 anni direclusione per Cuffaro, imputato con laccusa di concorso esterno in associazione mafiosa in un altroprocesso con rito abbreviato noto come «Cuffaro bis». Tra le vicende al centro di questo ulteriore processo,quella delle candidature di Mimmo Miceli e Giuseppe Acanto, detto Piero, nelle liste del Cdu e delBiancofiore alle elezioni regionali del 2001. Entrambi, secondo laccusa, furono sponsorizzati da Cosa nostrae Cuffaro per questo motivo li accettò come candidati nelle liste a lui collegate. La richiesta di pena tieneconto dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.Il 22 gennaio 20111 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna 7 anni di reclusioneinflittagli lanno prima dalla Corte di Appello di Palermo, nonostante la richiesta di eliminazionedellaggravante mafiosa da parte del procuratore generale. Nelle motivazioni della sentenza i Giudici dellaCassazione dichiarano provato laccordo politico-mafioso tra il capo-mandamento Giuseppe Guttadauro eluomo politico Salvatore Cuffaro, e la consapevolezza di questultimo di agevolare lassociazione mafiosa,inserendo nella lista elettorale per leelezioni siciliane del 2001 persone gradite ai boss e rivelando, in piùoccasioni, a personaggi mafiosi lesistenza di indagini in corso nei loro confronti.L’UDC e i problemi con la giustizia [13]Secondo uninchiesta del 2004 della rivista Diario era il partito italiano con il maggior numero tra inquisiti, imputatie condannati, tra cui il segretario nazionale Lorenzo Cesa. Linchiesta riportava dati sulle inchieste, gli arresti, i rinvii agiudizio e le condanne di deputati, senatori, consiglieri regionali e vari esponenti, concentrandosi sul Centro-Sud: Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria,Sicilia.Secondo uninchiesta de lavoce.info del 2008 il 9% dei "futuri deputati" dellUDC (candidati alle elezioni politiche del2008) sono stati "condannati in primo o in secondo grado e in attesa della procedura d’appello e della Cassazione" [14].Fra i candidati cè lex-presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro[15], che nel gennaio 2008 è stato condannatoin primo grado a cinque anni e interdizione dai pubblici uffici per favoreggiamento semplice nei confronti di soggettilegati alla mafia siciliana.Gli impresentabili di Monti alle elezioni: ‘ndrangheta e riciclaggioAnche Mario Monti ha la sua bad company. Il professore dovrà fare i conti con alcuni impresentabili in listaalle imminenti elezioni: glieli porta in dote Pierferdinando Casini con il Maie, Movimento associativo italianiall’estero, il partito dell’onorevole Riccardo Merlo, parlamentare e responsabile Italiani nel mondodell’Udc. Così, nella corsa per assicurarsi uno scranno nella “legione straniera”, 12 deputati e sei senatorieletti nella circoscrizione estero, al fianco di Fucsia, ex miss Italia Usa, c’è gente che ha fatto parlare di séper indagini su brogli elettorali, riciclaggio e rapporti con la ‘ndrangheta.Come ha fatto sapere lo stesso Merlo, il Maie presenta il suo simbolo solo nelle ripartizioni Europa eAmerica Latina, mentre nelle altre due mega-aree geografiche (Centro-Nord America e Africa-Oceania) isuoi esponenti sono in lizza direttamente con il movimento del premier dimissionario.Ed è in quelle due macroregioni che si nascondono i personaggi più discussi. In Europa ad esempiotroviamo Gian Luigi Ferretti, già segretario di Tremaglia e coordinatore del Comitato tricolore italiani nel 54
  • 55. mondo (Ctim), organismo dell’ex Movimento sociale italiano. Fin qui, si fa per dire, tutto bene, ma Ferretti,come ricorda Luciano Neri, responsabile della Consulta italiani del mondo del Pd, è anche uno dei fondatoride L’Italiano, “quotidiano di estrema destra nella cui gestione figura il neofascista Stefano Andrini, noto peraver maturato una condanna a 4 anni e mezzo per tentato omicidio di due giovani di sinistra e per esserefinito, grazie all’amico Gianni Alemanno, ai vertiti dell’Ama servizi“, la società capitolina per la gestione deirifiuti.Secondo un’inchiesta della procura di Roma, i due personaggi sono il “motore” dell’elezione di Nicola DiGirolamo, senatore Pdl eletto nella circoscrizione estero nel 2008 e condannato nel 2011 a cinque anni perriciclaggio e violazione della legge elettorale. Come si legge sull’ordinanza, Andrini e Ferretti, assieme al benpiù famoso Gennaro Mokbel, sono gli istigatori “dell’attentato ai diritti politici dei cittadini”, dove DiGirolamo figura come semplice “esecutore materiale”. Scrive il gip: “Tutto il gruppo Mokbel è impegnato arendere possibile quella candidatura”. Come? Prima – secondo l’inchiesta – taroccando la residenza delsenatore, in modo da far risultare che abitasse in Belgio e poi, con l’aiuto dei clan calabresi, indirizzando sulsuo nome un pacchetto di voti falsi.Se ci spostiamo a latitudini più calde, il risultato non cambia: Anche in America latina il verbo centrista dellacoalizione Monti-Casini è rappresentato dal Maie, che, “nel nome di Tremaglia” schiera due personaggilegati al faccendiere Aldo Miccichè, consigliere per gli affari sudamericani del clan Piromalli, catturatoquesta estate a Caracas dopo anni di latitanza. Lui è il dominus dei brogli elettorali in Venezuela durante latornata del 2008: prima telefona al senatore Marcello Dell’Utri offrendo un pacchetto di 50mila schedebianche da “timbrare” con il simbolo del Pdl, poi, visto il vantaggio del centrosinistra (è pur sempre il paesedi Ugo Chavez), si impossessa dei plichi già votati e, prima che vengano spediti a Roma per le operazioni dispoglio, pensa bene di bruciare tutto.“I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi”, dice Miccichè rassicurando il senatore dellafattibilità del broglio: “Provvederò che presso ogni Consolato ci sia la nostra presenza segreta per icosiddetti voti di ritorno”. In un’altra telefonata, il faccendiere illustra i suoi loschi piani al senatorePdl Filippo Fani (quello che alla fine si complimenterà per la decisione di bruciare le schede) e fa duenomi: Nello Collevecchio e un certo Ugo (riconducibile a Ugo di Martino). Chi sono? I compagni di lista diMerlo, tutti insieme per rappresentare gli interessi degli italiani che vivono in Sud America.Francesco Forgione, ex presidente della commissione Antimafia e candidato di Sel in Sicilia, dedica a DiMartino una ventina di pagine del suo ultimo libro ‘Porto Franco’: “E’ l’uomo che da Caracas vola a Romaper le pratiche che Micciché segue per il clan Piromalli”. Ed è sempre lui che il consigliere della ‘ndranghetamette alle costole dell’allora presidente della Camera Fausto Bertinotti affinché, nel corso di una visita aCaracas, non abbia a interferire con i suoi affari. “Sono gli stessi protagonisti delle schede bruciate″, attaccaForgione che ricostruisce il recente passato di Di Martino: “Prima candidato di Mastella, poi di Berlusconi,adesso di Monti, evidentemente ha un pacchetto di voti da offrire sul mercato in maniera trasversale. Equesto, conoscendo la gente che gli sta attorno, non è rassicurante”. Dal Perù, dove sta facendo campagnaelettorale, il diretto interessato parla di “uso delinquenziale dell’informazione” invitando gli elettori a noncredere a “storie senza consistenza”. Perché capita di incontrare persone sbagliate, ma “l’amiciziaeventuale di un reo non produce correità”.C’è da dire però che, almeno in Sud America, la coalizione centrista dovrà vedersela con altri pezzi danovanta, in lizza però con il centrodestra. E’ il caso dell’italo-argentino Esteban Caselli, senatore uscentedel Pdl (definito dallo stesso Silvio Berlusconi “pericolosissimo”) che, dopo aver fondato assieme a Sergio 55
  • 56. De Gregorio e allo stesso Di Girolamo la Fondazione Italiani nel Mondo ha deciso di rompere con Silvio e dicorrere in solitaria con i suoi Italiani per la Libertà. E’ sua l’idea della candidatura della Morocha, avvenentevalletta e sventola da calendario (qui la sua imitazione televisiva di un orgasmo che ha fatto il giro dellaRete). Ethel Calabrò, così all’anagrafe, non parla neanche una parola d’italiano, “ma non fa niente. Votateper me se volete il Sudamerica in Italia”.Bonferroni e le tangenti di FinmeccanicaEra lo scorso aprile quando i giudici decidono per l’arresto diFranco Bonferroni nell’inchiesta chetoccò gran parte del vertice di Finmeccanica. Secondo gli inquirenti, Bonferroni avrebbe ricevuto tangenti(per un totale di 300 mila euro) da uomini di punta dell’azienda perché “espressione dell’Udc”, “unriferimento politico preciso”, come dichiarato dal superconsulente Finmeccanica Lorenzo Cola in uno deisuoi interrogatori davanti ai pm di Roma.Costruttori – UDC: Un rapporto in nome di CaltagironeL’elenco – pubblicato interamente dalla Corte - è tanto lungo quanto interessante. Basta leggere inomi di alcune società per comprendere che il partito di Casini è particolarmente caro alleaziende di costruzione: dalla Todini Costruzioni (20mila euro) alla Edil C.a.s.a. Edilizia (20milaeuro), a Ciaccia appalti srl (altri 20mila). E ancora la Sales appalti (15 mila) e la Di. Bi costruzioni (5mila). Probabilmente sarà solo un caso, ma tutte queste società menzionate sono state o sonotuttora in rapporti con un’altra grossa società edile, la Caltagirone spa. Il nome dice tanto, datoche patron Francesco Gaetano Caltagirone è suocero di Pierferdinando Casini, la cui moglie – Azzurra – è nel cda dell’azienda di famiglia.Quello che sembra, dunque, è che tra edilizia e politica i rapporti siano ben stretti. Basti pensare,peraltro, che una delle società finanziatrici – la già menzionata Todini Costruzioni – è gestita datale Luisa Todini che, nonostante il bonifico all’Udc, è consigliere Rai in quota Pdl/Lega.Ma c’è dell’altro. Il peso del suocero di Pierferdinando nel partito centrista è evidente anche pervia di un altro importante finanziatore privato. Nell’elenco, infatti, ritroviamo anche Generalispa (altri 20 mila euro), nel cui consiglio d’amministrazione siede, tra gli altri, anche Caltagironeappunto. Il partito di Casini, insomma, deve molto al signor suocero.CITAZIONIPier Ferdinando Casini[Telefonata a Marcello DellUtri, condannato a 9 anni per concorso esterno inassociazione mafiosa]“I sensi più profondi di stima e amicizia.”(Citato in la Repubblica, 1 dicembre 2004)[Dopo il rinvio a giudizio di Cuffaro per favoreggiamento alla mafia]“Posso sbagliare ma, nella mia responsabilità politica, ritengo che Salvatore Cuffaro sia una persona perbene e dunque 56
  • 57. lo candideremo alle elezioni.”(Da Ballarò, 7 febbraio 2006)“Oggi cè bisogno di ritornare sulla strada del nucleare”(Dallintervista al Tg1 del 7 ottobre 2007)Gianfranco Fini Benito Mussolini, il più grande statista del secolo. Se vivesse oggi garantirebbe la libertà degli italiani. (Citato in LaStampa, 26 novembre 1993, p. 3)“Se lei mi chiede: "Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro?" Io le dico di no. Capito? Perchéritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini.”(Citato in Il Corriere della Sera, 9 aprile 1998)Mario Monti“I giovani devono abituarsi allidea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del restodiciamo la verità,che monotonia un posto fisso per tutta la vita.”(Citato in “La Repubblica”, 1 febbraio 2012)“Non correrò alle elezioni politiche 2013. Sono senatore a vita.”(Citato in “Intervista alla CNN”, 25 settembre 2012) 57
  • 58. FontiBerlusconi leggi ad personam tratto da:“Marco Travaglio da Il fatto quotidiano del 12 marzo 2010 - titolo: "37 porcate adpersonam"”Bunga Bunga tratto dahttp://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/17/caso-ruby-le-intercettazioni-e-allucinante-lo-chiamano-tutte-amore/86811/Scandali natura sessuale tratto daPagina Silvio Berlusconi su WikipedidiaListe pulite tratto da:http://www.giornalettismo.com/archives/733713/gli-impresentabili-del-popolo-della-liberta/http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/22/liste-pdl-impresentabili-che-ce-lhanno-fatta-da-sciascia-a-romani/477392/http://www.stopcensura.com/2010/08/ecco-la-lista-degli-indagaticondannati.htmlIl caso lombardia tratto da:WikipediaConsiglieri Regionali Peculato tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/regione-lombardia-indagati-40-consiglieri-pdl-e-lega-per-peculato/445891/Il contratto con gli Italiani tratto da:Da Le Mille balle blu (edizioni Bur) di Peter Gomez e Marco TravaglioCitazioni Berlusconi tratto da:Pagina Silvio Berlusconi Wikiquote, spettacolo promemoria Marco TravaglioLega NordScandali Giudiziari tratto da:Pagina Lega Nord Wikipedia 58
  • 59. Il caso Belsito tratto da:http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120405_114638.shtmlhttp://www.lastampa.it/2012/04/03/italia/politica/scandalo-lega-si-dimette-belsitoi-fondi-usati-per-la-famiglia-bossimaroni-ora-si-faccia-pulizia-bzxLyIqeN8ClvnBr6SLcaL/pagina.htmlScandalo quote latte tratto da:http://www.polisblog.it/post/45553/cosa-sono-le-quote-latte-e-perche-e-indagata-la-lega-nordScandalo Soldi pubblici regione Lombardia tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/regione-lombardia-indagati-40-consiglieri-pdl-e-lega-per-peculato/445891/Scandalo Tangenti Finmeccanica tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/12/finmeccanica-orsi-arrestato-per-corruzione-presunta-tangente-da-51-milioni/496341/Liste Pulite tratto da:http://www.stopcensura.com/2010/08/ecco-la-lista-degli-indagaticondannati.htmlCitazioni tratto da:WikiquotePartito DemocraticoIl caso Lusi tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/20/caso-lusi-il-tesoriere-che-ha-saccheggiato-le-casse-della-margherita/270216/Il caso Tedesco tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/20/corruzione-concussione-turbativa-dasta-tutte-le-accuse-al-senatore-tedesco/146631/Ponzato – Penati tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/24/i-ladri-e-i-penati/147516/Coop rosse tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/15/people-mover/414937/ 59
  • 60. Tav tratto da:http://www.libreidee.org/2012/03/no-tav-travaglio-bersani-e-il-silenzio-dei-tecnici-cialtroni/Consiglio regionale Lombardia tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/30/lombardia-29-indagati-dellopposizione-ci-sono-capigruppo-di-pd-sel-e-udc/484284/Scandalo Monte dei Paschi di Siena tratto da:http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-come-in-ogni-scandalo-italico-nessun-leader-pu-dire-io-non-centro-nessun-49905.htmhttp://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/22/mps-accordo-segreto-tra-mussari-e-nomura-per-truccare-conti/476937/Finanziamento PD MPS tratto da:http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/mps-i-manager-finanziano-il-pd-sono-costretti-lo-dice-il-regolamento-del-partito-pena-l-esclusioneListe Pulite tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/30/cento-parlamentari-condannati-imputati-indagati-o-prescritti/368539/http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ndrangheta-arrestato-sindaco-melito-porto-salvo-885089.htmlTutti i regali del PD a Berlusconi tratto da:http://ilpiantagrane.wordpress.com/2013/01/21/i-regali-di-pds-ds-pd-al-cav/Bersani finanziamento Riva tratto da:http://www.libreidee.org/2012/11/bersani-lo-smacchiatore-dellilva-ora-restituisca-quei-soldi/Citazioni tratte da:WikiquoteLista Monti-UDC-FLIPregiudicati tratto da:http://www.stopcensura.com/2010/08/ecco-la-lista-degli-indagaticondannati.html 60
  • 61. Udc e la mafia tratto da:http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Cuffaro#I_procedimenti_giudiziari_penali.2C_la_condanna_definitiva_e_il_carcereGiustizia UDC tratto da:http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_dei_Democratici_Cristiani_e_di_Centro#UDC_e_giustiziaGli impresentabili di Monti tratto da:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/10/impresentabili-bad-company-di-monti-e-casini-si-nasconde-nella-circoscrizione-estero/494692/Udc costruttori e finmeccanica tratto da:http://www.infiltrato.it/inchieste/italia/esclusiva-udc-ecco-il-bilancio-sospetto-manca-la-documentazione-corte-dei-conti-e-procura-indaganoCitazioni tratto da:Wikiquote 61

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