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Accertamento STUDI di SETTORE ULTERIORI CHIARIMENTI
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Accertamento STUDI di SETTORE ULTERIORI CHIARIMENTI

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  • 1. GUIDA PRATICA LA SETTIMANA FISCALE – N. 27 5 luglio 2007 – 13 – CFF – – CFF — : vedi CODICI FISCALI FRIZZERA n. 1 o n. 2 INDICI PRIMO PIANO AGENDAGUIDA PRATICANOVITÀ VARIEQUESITI PREVIDENZAENTI NON COMMERCIALI QUADRO NORMATIVO GUIDA PRATICA STUDI di SETTORE – ULTIMI CHIARIMENTI: gli in- terventi in tema di studi di settore non conosco- no sosta: a pochi giorni dalla scadenza ordinaria dei versamenti di imposta, prorogata dal 18.6.2007 al 9.7.2007 (i contribuenti soggetti agli studi di settore possono anche effettuare i versa- menti dal 10.7 ed entro l’8.7.2007 con la maggio- razione dello 0,40% a titolo di interessi), l’Agen- zia delle Entrate ha diramato la C.M. 12.6.2007, n. 38/E, a completamento dei chiarimenti espressi nella precedente C.M. 22.5.2007, n. 31/E. Con il presente articolo si intende approfon- dire talune tematiche affrontate dall’Amministra- zione finanziaria in detto ultimo intervento, con particolare riferimento alla rilevanza degli studi evoluti, agli studi approvati in via definitiva ri- guardanti attività professionali, all’attestazione e all’asseverazione; alla marginalità economica, e alle precisazioni fornite in merito alla corretta applicazione degli Ine, gli Indicatori di normalità economica. In questa sede non verranno esami- nate le precisazioni, fornite con la citata C.M. 38/ E/2007, relative ai vari comparti ed alle specifi- che attività, Allegati 1, 2, 3 della C.M. stessa. UTILIZZO degli STUDI «EVOLUTI» per i PERIODI d’IMPOSTA PRECEDENTI – PROFESSIONISTI: in merito all’utilizzo degli studi cd. «evoluti» per gli accertamenti riguardanti periodi di imposta precedenti al 2006, l’Agenzia delle Entrate «con- ferma l’orientamento già adottato negli anni precedenti circa l’opportunità, in sede di con- traddittorio, di utilizzare le risultanze dello stu- dio evoluto per giustificare eventuali scostamenti tra l’ammontare dei ricavi dichiarati e quelli pre- sunti in base alla versione dello stesso studio vigente per il periodo di imposta accertato». Stante quanto appena esposto, ad una prima lettura sembrerebbe delinearsi una sorta di ga- ranzia pro contribuente, i cui ricavi non congrui delle annualità pregresse potrebbero essere messi in discussione solo qualora la suddetta non congruità dovesse trovare conferma nello studio evoluto. Tuttavia, ad una lettura più approfondita, non può sfuggire che il riferimento alla modalità di calcolo dei maggiori ricavi è dato dalle «risul- tanze dello studio evoluto». Come dire: se dallo studio evoluto si dovesse evidenziare una non congruità negli stessi esercizi già risultati non congrui in base agli studi di settore utilizzati all’epoca, il livello dei ricavi congrui (cui l’Agen- zia delle Entrate farà riferimento) sarà quello (nuovo) determinato dallo studio evoluto «in quanto più aggiornato ed affinato rispetto alla versione precedente», anche nel caso in cui Ge- rico 2007 dovesse incrementare il livello di con- gruità rispetto alle versioni pregresse. Tale impostazione viene esplicitata con riferi- mento agli studi di settore delle attività profes- sionali, approvati in via definitiva in seguito ad un periodo in cui sono stati applicati studi spe- rimentali o monitorati. Infatti, per i professionisti che si trovano in detta situazione (applicazione di uno studio de- finitivo), «sulla base dei dati e delle informazioni riferibili ai periodi di imposta oggetto di control- lo (...) gli Uffici provvederanno a determinare i maggiori compensi utilizzando Gerico 2007»; in questo modo «il ricavo o compenso puntuale a cui fare riferimento sarà quello stimato di Geri- co 2007». Accertamento STUDI di SETTORE ULTERIORI CHIARIMENTI di Enrico Holzmiller L’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 12.6.2007, n. 38/E fornisce alcuni chiarimenti in merito al- l’applicazione degli studi di set- tore, che si aggiungono a quelli contenuti nella precedente C.M. 22.5.2007, n. 31/E. Tale intervento segue, a distan- za di pochi giorni, i Comunicati stampa della stessa Agenzia del- le Entrate (7 giugno) e del Vice- Ministro Visco (8 giugno) con i quali si è espressamente negata, per la prima volta, la natura di strumento accertativo automati- co degli studi di settore. Con il Comunicato del 15.6.2007, le Entrate confermano la proroga dei versamenti al 9.7.2007 per i contribuenti assog- gettati agli studi di settore.
  • 2. GUIDA PRATICA LA SETTIMANA FISCALE – N. 27 5 luglio 2007 – 14 – CFF – – CFF — : vedi CODICI FISCALI FRIZZERA n. 1 o n. 2 INDICI PRIMO PIANO AGENDAGUIDA PRATICANOVITÀ VARIEQUESITI PREVIDENZAENTI NON COMMERCIALI Ebbene, se l’applicazione del più recente Gerico in qualità di versione «migliore» di tutte le precedenti non assume la valenza di postula- to per la generalità dei casi (nel qual caso ciò vale purché «il risultato derivante dalla congrui- tà dello studio evoluto sia in grado di poter meglio rappresentare la effettiva posizione del contribuente anche per i periodi di imposta pre- cedenti»), così non è per i professionisti ai quali viene applicato, per la prima volta con riferimen- to al 2006, uno studio di settore definitivo. Prima di trarre conclusioni su tale ultimo punto, è il caso di fare alcune riflessioni. In generale, l’utilizzo, per gli esercizi pregres- si, di uno studio evoluto (rispetto ai precedenti) o definitivo (rispetto ai monitorati o revisionati) avrebbe un senso se fossimo in presenza di uno strumento teso a studiare e monitorare una realtà statica. In tale caso, infatti, un’evoluzione dello strumento, intesa come un perfezionamento nella valutazione della realtà studiata, rappresentereb- be oggettivamente un miglioramento della ver- sione precedente. In concreto, com’è noto, gli studi di settore studiano e valutano una realtà, qual è quella economica, che non solo è costituita da una mi- riade di sfaccettature differenti, ma è anche in continua e repentina evoluzione. Di questo è con- sapevole anche l’Amministrazione finanziaria, la quale nella C.M. 38/E/2007 in esame afferma come «le evoluzioni degli studi di settore si ren- dono necessarie al fine di cogliere meglio le ca- ratteristiche dei modelli organizzativi (...) alla luce delle trasformazioni strutturali che hanno interessato i vari settori nel corso del tempo e degli andamenti economici dei relativi mercati di riferimento». Com’è possibile quindi che Gerico 2007, nato per studiare le realtà attuali, possa (per i soli professionisti) essere considerato «a priori» più attendibile di una versione pregressa (anche di tre o quattro anni fa) che, per quanto più gros- solana nei risultati (come è presumibile che ac- cada per i citati studi sperimentali o monitorati) era tuttavia nata per una verifica dell’esercizio al quale era applicato? Tale differenziazione tra i professionisti da una parte e tutti gli altri contribuenti dall’altra appa- re, invero, come una ingiustificata discrimina- zione a sfavore dei primi (i quali dovrebbero godere della «relatività della presunzione» con- cessa a favore degli altri contribuenti su Gerico 2007), specialmente se si considera che negli ultimi anni le versioni di Gerico hanno media- mente elevato il livello di congruità. ASSEVERAZIONE ed ATTESTAZIONE: l’asseverazio- ne consiste nella certificazione formale dei dati dichiarati, vale a dire nella rispondenza alle scrit- ture contabili o ad altra documentazione di sup- porto. L’asseverazione può essere apposta esclusi- vamente dai professionisti abilitati alla trasmis- sione telematica (commercialisti, consulenti del lavoro ecc.) e dai Caf. I dipendenti e funzionari delle associazioni di categoria abilitati all’assistenza tecnica, oltre ai soggetti abilitati ai fini dell’asseverazione, pos- sono attestare le specifiche cause che hanno de- terminato la non congruità o la non coerenza. L’attestazione si estrinseca, oltre che nell’ap- posizione del codice fiscale e della firma del re- sponsabile, nella specifica indicazione delle cau- se giustificative nel quadro «note aggiuntive – informazioni aggiuntive». (1) Al riguardo, la C.M. 38/E/2007 in oggetto, con riferimento all’attestazione, chiarisce come la stessa possa essere effettuata in tutti i casi in cui esistano elementi idonei a giustificare il man- cato adeguamento ai ricavi o compensi deter- minati sulla base degli studi di settore. Il chiarimento si è reso doveroso in quanto nella precedente C.M. 31/E/2007 l’Agenzia delle Entrate aveva richiamato l’utilizzo delle suddette attestazioni facendo esclusivo riferimento ai casi di marginalità economica. La C.M. 38/E/2007 chiarisce inoltre che sia l’as- severazione che l’attestazione dovranno essere tenute presenti, da parte degli Uffici accertatori, fin dal momento della selezione delle posizioni nei cui confronti verrà effettuato l’accertamento basato sugli studi di settore. (2) MARGINALITÀ ECONOMICA e INTRODUZIONE del CONCETTO di «SOPRAVVIVENZA ECONOMICA»: a maggiore chiarimento di quanto illustrato nel- la precedente C.M. 31/E/2007, l’Agenzia delle En- trate dà una definizione più precisa del concetto di «marginalità economica», intesa come la con- dizione «individuabile nel caso in cui l’attività di impresa o di lavoro autonomo sia improntata ad una sorta di sopravvivenza economica rispetto alla prospettiva di una lenta ma irreversibile uscita dal mercato». La condizione di marginalità economica è, dunque, riferibile a tutti gli operatori che non gestiscono l’attività imprenditoriale secondo logiche di mercato, ponendosi conseguentemen- te al di fuori del principio di normalità sotteso all’intero impianto metodologico degli studi di (1) Ranocchi – Valcarenchi, «Una firma spiazza Gerico», ne Il Sole 24 Ore del 12.6.2007, pag. 35. (2) Per un approfondimento sul valore probatorio degli studi di settore ai fini accertativi si veda, dello stesso autore «Studi di settore/1 – Chiarimenti su accertamento e indicatori di normalità economica», ne «La Settimana fiscale» n° 24/2007, pagg. 15-18.
  • 3. GUIDA PRATICA LA SETTIMANA FISCALE – N. 27 5 luglio 2007 – 15 – CFF – – CFF — : vedi CODICI FISCALI FRIZZERA n. 1 o n. 2 INDICI PRIMO PIANO AGENDAGUIDA PRATICANOVITÀ VARIEQUESITI PREVIDENZAENTI NON COMMERCIALI settore. La C.M. 38/E/2007 in esame, al fine di indivi- duare gli elementi caratterizzanti tale condizio- ne, dà un elenco dei fattori tipicizzanti detta mar- ginalità, ampliando le fattispecie già evidenziate nella succitata C.M. 31/E/2007: q in primo luogo: entità modesta del giro d’af- fari, insufficiente per remunerare il pur scar- so o inesistente impiego di fattori della pro- duzione; q in secondo luogo: – limiti dimensionali ed organizzativi per la struttura d’impresa; – arretratezza e/o inadeguatezza delle in- frastrutture strumentali; – assenza di investimenti, anche legati alla promozione dell’attività; – assenza di spese per servizi esterni (non (3) Per un approfondimento in merito a tali anomalie si rinvia all’Allegato n.4 della C.M. 38/E/2007 in commento INE (Indicatori di normalità economica): PRECISAZIONI NON CONNESSE a PARTICOLARI STUDI di SETTORE (3) INDICATORE Rapporto tra costi di disponibilità dei beni mobili strumentali e valore degli stessi Valore aggiunto per addetto Valore aggiunto per addetto Valore aggiunto per addetto Valore aggiunto per addetto Redditività dei beni strumentali Risultato di non congruità (generale) ANOMALIA RISCONTRATA Esiti alterati nell’ipotesi in cui il contribuente utilizzi esclu- sivamente o prevalentemente beni in leasing Nei casi di periodi d’imposta inferiori ai 12 mesi non vie- ne commisurato ad anno l’apporto del titolare d’impresa individuale o familiare. Per tali imprese, quindi, l’applica- zione dell’indicatore in questione potrebbe determinare risultati anomali Risultati non calibrati si riscontrano nei casi in cui sussi- stano compensi corrisposti a: q amministratori non soci delle società di persone; q amministratori di società od enti soggetti all’Ires Anomalie sono state riscontrate nei casi in cui tra gli addetti siano compresi apprendisti o soggetti per i quali si sono verificate prolungate assenze per malattia o per maternità Si possono avere difformità nei casi in cui sussistano com- ponenti negative di reddito di carattere esclusivamente fiscale, indicate al rigo F23 («Altri componenti negativi») Risultati non calibrati possono presentarsi per le imprese che realizzano immobilizzazioni in economia. Più precisa- mente, è possibile che si rilevi una situazione di non congruità derivante dall’indicazione di tali costi nelle va- rie voci presenti nel Quadro F – studi di settore. INE: PRECISAZIONI RELATIVE a PARTICOLARI STUDI di SETTORE CODICE STUDIO SM80U TG69U TG40U INDICATORE per il QUALE, in FUNZIONE dello STUDIO di SETTORE SPECIFICO, si POSSONO PRESENTARE ANOMALIE Redditività dei beni strumentali Valore aggiunto per addetto Redditività dei beni strumentali mobili Valore aggiunto per addetto – Anomalie generiche dovu- te alla determinazione del componente fiscalmente rile- vante per l’attività in questione, che viene calcolato su base catastale
  • 4. GUIDA PRATICA LA SETTIMANA FISCALE – N. 27 5 luglio 2007 – 16 – CFF – – CFF — : vedi CODICI FISCALI FRIZZERA n. 1 o n. 2 INDICI PRIMO PIANO AGENDAGUIDA PRATICANOVITÀ VARIEQUESITI PREVIDENZAENTI NON COMMERCIALI esternalizzazione delle fasi di lavorazione e di produzione); – modalità organizzative di vendita tradi- zionali e assolutamente estranee a siste- mi di rete (assenza di rapporti di franchi- sing, affiliazione ovvero associazione a gruppi d’acquisto); – ridotta articolazione del processo produt- tivo e bassa capacità di penetrazione sul mercato; – limiti del mercato di riferimento (ampiez- za territoriale e tipologia di clientela); – scarsa competitività dei prodotti/servizi erogati e/o non sufficiente capacità pro- duttiva; – debolezza rispetto ai canali di approvvi- gionamento; – età avanzata del titolare; – localizzazione territoriale (geografica e di contesto produttivo). I soggetti in condizioni di marginalità econo- mica, poiché quest’ultima risulta condizione non normale e quindi non valutabile dagli studi di settore, potranno far valere detto status indican- done gli estremi già nel Quadro «annotazioni» (con attestazione o meno) del Mod. Unico 2007, nonché successivamente in contradittorio ed an- cora, se del caso, in sede contenziosa. L’Amministrazione finanziaria specifica, nella C.M. 38/E/2007 in commento, che è in fase di elaborazione uno specifico software per l’indivi- duazione dell’esistenza, caso per caso, della si- tuazione di marginalità economica. Detto stru- mento informatico, tuttavia, sembra previsto ad uso esclusivo dell’Agenzia delle Entrate, mentre sarebbe senz’altro più utile (oltre che più corret- to) allargarne l’utilizzo anche ai contribuenti, i quali potrebbero servirsene per accertare con più sicurezza la loro posizione. La scelta di non divulgare detto software potrebbe essere stata dettata dalla volontà di evitare una valutazione «di massa» da parte del- le associazioni professionali e di categoria, le quali potrebbero riscontrare forti difformità dal- le situazioni reali, mettendo in discussione l’equi- tà dello strumento e, conseguentemente, la for- za probatoria in sede di accertamento (così come sta già accadendo per gli studi di settore). Da ultimo, vi è da rilevare l’esistenza di una concreta possibilità che in un prossimo futuro (magari con la prossima Finanziaria) venga in- trodotto un regime di tassazione forfetario per i soggetti marginali, che dovrebbe semplificare la vita sia al Fisco sia ai contribuenti interessati. PRECISAZIONI in MERITO alla CORRETTA APPLI- CAZIONE degli INE: nell’Allegato n. 4 alla C.M. 38/E/2007 in commento viene riportata una serie di potenziali anomalie che possono verificarsi nell’applicazione degli indicatori di normalità economica. Talune precisazioni sono riferite al- l’applicazione generica di uno o più indicatori, altre sono invece connesse a particolari codici di studi settore. Nella tabella di pag. 15 se ne propone una sintesi. Per ulteriori approfondimenti si rinvia allo Speciale del Sistema Frizzera «I nuovi controlli fiscali 2007», in edicola con Il Sole 24 Ore. 20 MAGGIO – 20 GIUGNO 2007: un MESE TORMENTATO per gli STUDI di SETTORE DATA 22.5.2007 7.6.2007 8.6.2007 9.6.2007 12.6.2007 15.6.2007 15.6.2007 20.6.2007 INTERVENTO del FISCO C.M. 31/E Agenzia Entrate Comunicato Agenzia Entrate Comunicato Viceministro On. Visco Comunicato Agenzia Entrate C.M. 38/E Agenzia Entrate Comunicato Agenzia Entrate Comunicato Agenzia Entrate Comunicato Agenzia Entrate CONTENUTI PRINCIPALI Prime precisazioni sugli studi di settore Gli studi di settore non sono strumento di accer- tamento automatico No minimum tax / la condizione di non congruità non implica un accertamento automatico Proroga versamenti al 9 luglio per i contribuenti assoggettati agli studi di settore Ulteriori precisazioni sugli studi di settore Conferma proroga versamento per contribuenti assoggettati agli studi di settore Studi di settore: l’Agenzia delle Entrate invita com- mercialisti e contribuenti al rispetto delle norme Invito ad adeguarsi

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