II° Circoscrizione Romagnolo - Settecannoli SMS "Sandro Pertini" Palermo A cura della Prof. ssa M. Aurora Bosco ...
Quartiere Romagnolo - Settecannoli Gli organi amministrativi   Le immagini Le strade Posizione Confini Il Territorio   Sto...
Memorie Memorie Problematiche Ricordi Speranze
Posizione Il quartiere Romagnolo – Settecannoli si trova a sud- est di Palermo.
La storia <ul><li>Le prime strutture dell’attuale Quartiere Romagnolo-Settecannoli, da sempre in posizione strategica e di...
I confini Il quartiere Romagnolo – Settecannoli confina a Nord con il  Mar Tirreno, a Sud con la strada ferrata direzione ...
Il territorio Il territorio del quartiere Romagnolo – Settecannoli è di tipo costiero e la morfologia è prevalentemente pi...
Gli organi amministrativi Il Quartiere  Romagnolo - Settecannoli appartiene alla II° Circoscrizione insieme a Brancaccio, ...
Le strade <ul><li>Le principali strade del Quartiere Romagnolo – Settecannoli sono:  </li></ul><ul><li>Via Armando Diaz, g...
Le immagini <ul><li>Diversi artisti, scrittori, pittori e fotografi hanno trovato spunto dagli scenari proposti dal nostro...
Il Castello di Maredolce o della Favara Dove si trova Via Giafar, svincolo Porto (autostrada PA-CT)  Orari di visita Il ca...
Oggi quasi nascosto alla vista dei passanti da costruzioni abusive, si trova al vicolo Castellaccio prospiciente piazza de...
Nel 1328 Federico II d'Aragona con un atto lo cedette ai Cavalieri Teutonici della Magione insieme al territorio di Maredo...
In fondo al presbiterio si trova l'abside illuminato da una finestra e affiancato da due nicchie molto strette. Sulla pare...
Sul lato sud un ponte levatoio collegava il castello all'isolotto ed era possibile l'attracco per le piccole imbarcazioni ...
Le  formae  e i cantarelli erano contenitori di terracotta utilizzati per la lavorazione dello zucchero: l'esistenza di co...
I dipinti Francesco Lo Jacono Marina di Palermo con Monte Pellegrino, particolare - 1884 Successiva
I dipinti Francesco Lo Jacono Panorama del Golfo di Palermo Fine 1800 Successiva Precedente
I dipinti Francesco Lo Jacono L’estate in Sicilia Palermo – Via romagnolo 1891 Precedente
I dipinti Raffaele Aloja Ponte dell’Ammiraglio sul fiume Oreto 1793 Successiva
I dipinti Raffaele Aloja Palermo da  Acqua dei Corsari 1825 Successiva
Stazione di Sant’Erasmo Stazione Sant’Erasmo  - particolare Precedente
Le foto dei Fratelli Alinari Successiva
Le foto dei Fratelli Alinari Precedente Successiva
Le foto dei Fratelli Alinari Precedente
Le foto di Scafidi
Memorie R i c o rd i <ul><li>Sono nata in una casa vicino al Buccheri La Ferla, a pochi passi dal mare, e mio padre faceva...
Memorie R i c o rd i <ul><li>La mia famiglia nel 1972 si trasferì da Corso Calatafimi a Corso dei Mille. </li></ul><ul><li...
Memorie R i c o rd i <ul><li>Da piccola abitavo a Borgo Vecchio, un quartiere un pò malandato, con case vecchie e tanta po...
Memorie Speranze <ul><li>Nel nostro quartiere, adesso, ci sono asili, scuole elementari, medie e superiori e questo fa ben...
Memorie Speranze <ul><li>Il mio sogno di oggi è di ritornare indietro nel tempo per determinate cose, soprattutto la sicur...
Memorie “ Problematiche ” <ul><li>Mio nonno è nato in via Sperone e mi racconta che quando lui era piccolo qui non c'era t...
<ul><li>Abito allo Sperone da quando avevo cinque anni, all'inizio non conoscevo nessuno e con difficoltà, a poco a poco, ...
Itinerari Turistici –  Chiesa del Corpus Domini Istituto di Padre Messina – Foro Italico –  Caletta di Sant’ Erasmo Foro I...
La Tavernetta del Tiro <ul><li>Tutto il litorale che va da S. Erasmo a Settecannoli e più in là, una volta era un luogo di...
La Tavernetta del Tiro <ul><li>La Tavernetta del &quot;Tiro al Piccione&quot; fu edificata secondo i fantasiosi canoni del...
Circolo didattico “Cavallari” <ul><li>Al civico 793 di corso dei Mille è la sede del circolo didattico Cavallari, ospitato...
Ponte dell’Ammiraglio
Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi <ul><li>La chiesa di S. Giovanni dei Lebbrosi. Risalente al XII secolo quest’edificio ...
Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi <ul><li>Il Villaggio di Romagnolo si formò nell‘800 attorno alla casina dell'ex Senato...
Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi <ul><li>Un'ultima curiosità riguarda l'etimologia del nome Settecannoli. Secondo il Pi...
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Riflessioni  <ul><li>Il Quartiere, di origine agricola, con l'insediamento della zona industriale ha modificato parte del ...
Riflessioni  63,3% Donne disoccupate sul totale della popolazione femminile 53,7% Uomini disoccupati sul totale della popo...
Riflessioni  Precedente Successiva 56,3% Totale disoccupati 43,7% Totale occupati Lavoro
Riflessioni  2,3% Laureati 16,0% Diploma 33,0% Licenza media 30,0% Licenza elementare 17,7% Analfabeti 20,0% Abbandono sco...
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Lavoro scolastico compiuto da docenti ed alunni del centro eda 'Sandro Pertini' di Palermo

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  1. 1. II° Circoscrizione Romagnolo - Settecannoli SMS &quot;Sandro Pertini&quot; Palermo A cura della Prof. ssa M. Aurora Bosco e del Prof. re Maurizio Morello Con la partecipazione di tutti gli studenti del Corso EdA “Pertini A” a.s. 2007-08
  2. 2. Quartiere Romagnolo - Settecannoli Gli organi amministrativi Le immagini Le strade Posizione Confini Il Territorio Storia Memorie Itinerari turistici
  3. 3. Memorie Memorie Problematiche Ricordi Speranze
  4. 4. Posizione Il quartiere Romagnolo – Settecannoli si trova a sud- est di Palermo.
  5. 5. La storia <ul><li>Le prime strutture dell’attuale Quartiere Romagnolo-Settecannoli, da sempre in posizione strategica e difensiva delle mura della città, come testimoniano le torri di avvistamento, furono poste nel 1700 dal senatore Romagnolo. </li></ul><ul><li>Il quartiere sorse nel corso dell‘800, quando venne spostato il corso del fiume Oreto e, in quest'occasione, il comune decise di creare dei lavatoi pubblici. L'area di Settecannoli, prima di allora poco considerata, venne così dotata di una rete idrica, che rese possibile la creazione di fontane, abbeveratoi e bagni pubblici. Inoltre la presenza delle tubature, con le relative perdite, rendeva l'area più fertile ed adatta alla coltivazione degli agrumi. </li></ul><ul><li>Nel 1800 i nobili palermitani, data la bellezza della costa e la salubrità dell’aria, vi costruirono le ville per la villeggiatura; successivamente nel 1900 la famiglia Florio diede incarico all’architetto Ernesto Basile di progettare sulla Via Messina Marine la “Tavernetta del tiro”per gli svaghi della borghesia. </li></ul><ul><li>Fino alla seconda guerra mondiale (1940-45), il territorio di questo quartiere era occupato principalmente da terreno agricolo. </li></ul><ul><li>Dopo la guerra, il Comune predispose un piano di espansione edilizia verso questa zona, poiché il centro era stato bombardato. </li></ul><ul><li>Negli anni ’50, a seguito della crisi in agricoltura e dello sviluppo del settore terziario, la popolazione della provincia si trasferì in città, causandone un sovrapopolamento. </li></ul><ul><li>Successivamente il quartiere si è sempre più sviluppato in maniera caotica e disorganizzata con ripercussioni nella vivibilità del quartiere stesso. </li></ul>
  6. 6. I confini Il quartiere Romagnolo – Settecannoli confina a Nord con il Mar Tirreno, a Sud con la strada ferrata direzione PA-ME ad Ovest con il fiume Oreto, e ad Est con la Via XXVII Maggio.
  7. 7. Il territorio Il territorio del quartiere Romagnolo – Settecannoli è di tipo costiero e la morfologia è prevalentemente pianeggiante.
  8. 8. Gli organi amministrativi Il Quartiere Romagnolo - Settecannoli appartiene alla II° Circoscrizione insieme a Brancaccio, Bandita, Acqua dei Corsari, Guarnaschelli, Pomara, Conte Federico ed Archirafi. La Circoscrizione è formata da un Consiglio e da un Presidente. Il Consiglio viene eletto dagli elettori – abitanti della Circoscrizione ogni volta che si rinnova il Consiglio comunale. Rappresenta le esigenze della popolazione e cerca di risolvere i problemi del territorio . Riflessioni
  9. 9. Le strade <ul><li>Le principali strade del Quartiere Romagnolo – Settecannoli sono: </li></ul><ul><li>Via Armando Diaz, generale della I guerra mondiale (1915-18); </li></ul><ul><li>Via Messina Marine, perché va in direzione verso Messina; </li></ul><ul><li>Viale dei Picciotti, siciliano dei giovani che si unirono ai Mille di Garibaldi per sconfiggere i Borbone; </li></ul><ul><li>Corso dei Mille, volontari che insieme a Garibaldi nel 1860 passarono da questa strada provenendo da Gibilmanna per entrare a Palermo; </li></ul><ul><li>Via XXVII Maggio, data dell’ingresso di Garibaldi a Palermo da Porta Temini; </li></ul><ul><li>Via Emilio Giafar, sultano arabo che nel 1000 fece costruire il Castello di Maredolce . </li></ul><ul><li>Via Padre Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993, poiché parlava di riscatto ai giovani; </li></ul><ul><li>Via K ö nig Palme, imprenditore tedesco stabilitosi a Palermo agli inizi del ‘900; </li></ul>Approfondimenti
  10. 10. Le immagini <ul><li>Diversi artisti, scrittori, pittori e fotografi hanno trovato spunto dagli scenari proposti dal nostro quartiere. </li></ul><ul><li>Ricordiamo: </li></ul><ul><li>il pittore Francesco Lo Jacono (fine del 1800 dipinse il panorama del Golfo di Palermo con Montepellegrino); </li></ul><ul><li>altri pittori che dipinsero scenari del nostro quartiere; </li></ul><ul><li>Fratelli Alinari (foto periodo 1890); </li></ul><ul><li>Scafidi (foto 1945-50). </li></ul>Fotografie Fotografie Altri dipinti Dipinti
  11. 11. Il Castello di Maredolce o della Favara Dove si trova Via Giafar, svincolo Porto (autostrada PA-CT) Orari di visita Il castello non è visitabile se non previo appuntamento con la Sovrintendenza beni culturali della Regione siciliana In occasione della manifestazione Palermo Apre le Porte il castello è visitabile Da vedere nelle vicinanze Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi Resta imprecisabile l'epoca di fondazione; alcuni studiosi tendono ad attribuirla all'Emiro Kalbita Giafar (997/1019), ritenendo anche che sia stato costruito su una costruzione preesistente. Altri studiosi ritengono che la costruzione sia di periodo normanno; altri ancora suppongono che il castello sia di epoca araba, il laghetto di epoca normanna. Il Basile sostiene addirittura che i sollazzi siano stati due: quello di Maredolce e quello della Favara e che uno dei due sia stato distrutto durante la guerra del Vespro. Nel 1071 il castello venne occupato dal normanno Conte Ruggero e divenne uno dei &quot;solatii regii&quot; che sorgevano nell'ampio parco che circondava la città e che gli arabi avevano reso luogo di delizie con la loro raffinata sapienza nella pratica irrigua, utilizzando la ricca falda acquifera della pianura con un complesso sistema di pozzi e di canaletti. Successiva
  12. 12. Oggi quasi nascosto alla vista dei passanti da costruzioni abusive, si trova al vicolo Castellaccio prospiciente piazza dei Signori a Brancaccio. Prese il nome dal parco della Favara (in arabo Fawarah significa &quot;risorgiva&quot;) che si estendeva dal monte Grifone fino al mare, mentre il nome Maredolce si riferisce al piccolo mare di acqua dolce che circondava il castello su tre lati. Resta imprecisabile l'epoca di fondazione; alcuni studiosi tendono ad attribuirla all'Emiro Kalbita Giafar (997/1019), ritenendo anche che sia stato costruito su una costruzione preesistente. Altri studiosi ritengono che la costruzione sia di periodo normanno; altri ancora suppongono che il castello sia di epoca araba, il laghetto di epoca normanna. Il Basile sostiene addirittura che i sollazzi siano stati due: quello di Maredolce e quello della Favara e che uno dei due sia stato distrutto durante la guerra del Vespro. Nel 1071 il castello venne occupato dal normanno Conte Ruggero e divenne uno dei &quot;solatii regii&quot; che sorgevano nell'ampio parco che circondava la città e che gli arabi avevano reso luogo di delizie con la loro raffinata sapienza nella pratica irrigua, utilizzando la ricca falda acquifera della pianura con un complesso sistema di pozzi e di canaletti. Il Castello di Maredolce o della Favara Successiva Precedente
  13. 13. Nel 1328 Federico II d'Aragona con un atto lo cedette ai Cavalieri Teutonici della Magione insieme al territorio di Maredolce. Intorno al XV sec. passa alla famiglia Bologna che ne è proprietaria per circa un secolo. Nel XVII sec diviene proprietario il Duca Francesco Agraz. La famiglia Agraz lo riduce in tale stato di abbandono da fargli attribuire il nome di &quot;Castellaccio&quot; e, in seguito, viene addirittura in parte utilizzato come ricovero di animali. Il castello della Favara rientra nel quadro dell'arte siciliana, si presenta con elementi propri in quanto, pur conservando elementi dell'arte bizantina e araba, acquista anche le caratteristiche costruttive preesistenti in Sicilia. Il palazzo è a pianta rettangolare con una rientranza nell'angolo est; la fronte non presenta tutta la stessa altezza. Esso era bagnato su tre lati dalle acque del lago, ciò è testimoniato dalla mancanza di intonaco idraulico rosso sul lato che oggi da sulla stradella, intonaco che invece si trova sui rimanenti tre lati. La costruzione poggia su dei grossi conci di tufo. Sulla fronte nord-ovest si aprivano quattro ingressi il primo dei quali, oggi tompagnato, portava probabilmente alle scuderie e a zone riservate alla servitù. Il secondo ingresso che è il più grande immette in un cortiletto oblungo che si allarga in un ampio cortile su cui si apriva un portico di forma quadrata. E questa la parte del castello più &quot;sconvolta&quot; dalle numerose costruzioni abusive che hanno nascosto o distrutto molte tracce. Il terzo ingresso portava alla cappella dedicata a San Filippo. L'ambiente scelto per la cappella prima era probabilmente la moschea dell'Emiro; infatti durante gli scavi e seguiti nel 1951, nelle vicinanze sono stati ritrovati frammenti di stoviglie in argilla tipicamente arabi. Il piccolo luogo di culto è a pianta rettangolare ad unica navata coperta da due volte a crociera, divise dal presbiterio da un arco a sesto acuto. Al centro del presbiterio si innalza il tamburo che inizia a forma quadrata, diventa un ottagono e termina a forma cilindrica coperto da una piccola cupola che all'esterno si presenta coronata da una piccola serie di mensole poste nella parte alta a simboleggiare l'appartenenza ad un palazzo reale. Il Castello di Maredolce o della Favara Successiva Precedente
  14. 14. In fondo al presbiterio si trova l'abside illuminato da una finestra e affiancato da due nicchie molto strette. Sulla parete di destra della navata si apre una nicchia di forma rettangolare probabilmente utilizzata per conservare le suppellettili sacre. Sulla parete di sinistra si aprono quattro finestre che danno luce alla navata. Sulla parete di fronte all'abside si nota un'apertura, oggi tompagnata, che immetteva in un ambiente delle stesse dimensioni della cappella. Il pavimento, sullo stesso livello del piano esterno, era ricoperto da un semplice battuto di malta e coccio pesto. Il quarto ingresso si trova sulla facciata nord-ovest e conduce nell'ambiente annesso alla cappella: l'aula regia, che è stata divisa in due da un soppalco, la parte sovrastante nasconde la nicchia con la volta plissettata, alla &quot;persiana&quot;, ornata con delle nervature. Gli altri ambienti, spesso ricoperti da costruzioni abusive, stanno venendo alla luce con il restauro attuale e gli studi su di essi sono ancora in corso. Nella parte sud-ovest si trovano due finestre bifore probabilmente divise da una colonna. Il Castello di Maredolce o della Favara Successiva Precedente
  15. 15. Sul lato sud un ponte levatoio collegava il castello all'isolotto ed era possibile l'attracco per le piccole imbarcazioni sul lago. Sempre su questo lato si trovano delle feritoie strombate riconducibili al periodo in cui il castello è di proprietà dei cavalieri Teutonici assume una funzione difensiva. Nel lato nord-ovest si trovano delle finestre con ghiera acuta. Nel 1992-93, durante il restauro, è stata effettuata indagine archeologica della cappella e di una larga trincea (2 m) presso la diga che chiude a Nord-Est la depressione del lago artificiale. Proprio qui si è evidenziato non solo lo strato limoso relativo all'uso lacustre del bacino, ma anche uno stato di insabbiamento di terreno giallastro alluvionale, fino agli strati di interramento artificiale per uso agricolo, nei quali è stato possibile perfino leggere le fosse praticate per rimpianto di colture arboree. E' venuto cosi alla luce il tondo del lago pavimentato a cocciopesto come il rivestimento delle strutture murarie; il tondo presenta una inclinazione di circa 20 gradi rispetto al piano normale della struttura, in modo da smorzare la forza delle acque provenienti da Monte Grifone a Sud-Ovest Nello strato relativo all'insabbiamento con terreno giallastro alluvionale si sono recuperati alcuni esemplari di formae e cantarelli che, insieme a pochi ma significativi materiali utili per stabilire una cronologia testimoniano la trasformazione di quello che era stato nei secoli XII e Xlll un luogo di delizie in un'area a prevalente funzione agricola-industriale. Il Castello di Maredolce o della Favara Successiva Precedente
  16. 16. Le formae e i cantarelli erano contenitori di terracotta utilizzati per la lavorazione dello zucchero: l'esistenza di coltivazioni di canna da zucchero e di un piccolo stabilimento industriale (un trappeto) per la lavorazione della preziosa sostanza a Maredolce è confermata anche da numerose fonti archivistiche. Il restauro dei complesso, avviato nel 1990, ha interessato in un primo momento solo la cappella e per alcuni anni ha avuto rallentamenti e perfino periodi in cui è stato del tutto fermo. Nel corso degli ultimi due anni è stato reso quasi del tutto esecutivo l'esproprio delle numerose costruzioni abusive che si addossano o circondano il castello e i lavori sono ripresi a pieno ritmo. Il progetto ambizioso prevede, oltre il restauro, anche il ripristino del lago e la creazione di un parco in modo tale che il complesso possa avere degna collocazione dal punto di vista artistico monumentale e possa costituire un' occasione di riscatto culturale ed economico per il quartiere e per tutta la città. Il Castello di Maredolce o della Favara Fine approfondimenti su Maredolce Torna al Menù Precedente
  17. 17. I dipinti Francesco Lo Jacono Marina di Palermo con Monte Pellegrino, particolare - 1884 Successiva
  18. 18. I dipinti Francesco Lo Jacono Panorama del Golfo di Palermo Fine 1800 Successiva Precedente
  19. 19. I dipinti Francesco Lo Jacono L’estate in Sicilia Palermo – Via romagnolo 1891 Precedente
  20. 20. I dipinti Raffaele Aloja Ponte dell’Ammiraglio sul fiume Oreto 1793 Successiva
  21. 21. I dipinti Raffaele Aloja Palermo da Acqua dei Corsari 1825 Successiva
  22. 22. Stazione di Sant’Erasmo Stazione Sant’Erasmo - particolare Precedente
  23. 23. Le foto dei Fratelli Alinari Successiva
  24. 24. Le foto dei Fratelli Alinari Precedente Successiva
  25. 25. Le foto dei Fratelli Alinari Precedente
  26. 26. Le foto di Scafidi
  27. 27. Memorie R i c o rd i <ul><li>Sono nata in una casa vicino al Buccheri La Ferla, a pochi passi dal mare, e mio padre faceva il pescatore. </li></ul><ul><li>Avevamo una casa piccola, ma eravamo affezionati alla zona, alla via, soprattutto mio padre che aveva la sua barca vicino ai Bagni Petrucci. </li></ul><ul><li>Noi bambini crescevamo liberi, correvamo sulla spiaggia respirando l'aria del mare ed eravamo felici! </li></ul><ul><li>Ci dava sempre gioia vedere di fronte Monte Pellegrino e mio padre aveva il sorriso sulle labbra nel vederci felici. </li></ul><ul><li>Col tempo ci siamo trasferiti in un'altra casa, in un'altra parte del quartiere, ma il mio cuore è sempre rimasto nella nostra piccola casetta vicino al Buccheri La Ferla, dove ho vissuto una vita serena con tutta la mia famiglia. </li></ul><ul><li>Patrizia </li></ul>Successiva
  28. 28. Memorie R i c o rd i <ul><li>La mia famiglia nel 1972 si trasferì da Corso Calatafimi a Corso dei Mille. </li></ul><ul><li>Mi ricordo che allora mi affacciavo al balcone e vedevo un'immensa campagna, una grande distesa di orti e giardini! </li></ul><ul><li>Qualche anno dopo cominciarono a costruire dei palazzi dove vennero ad abitare molte famiglie e così Corso dei Mille si riempì di negozi e di macchine. </li></ul><ul><li>Adesso affacciandomi al balcone vedo soltanto grandi palazzi, tanto traffico e tanto smog. </li></ul><ul><li>Tiziana </li></ul>Precedente Successiva
  29. 29. Memorie R i c o rd i <ul><li>Da piccola abitavo a Borgo Vecchio, un quartiere un pò malandato, con case vecchie e tanta povertà. </li></ul><ul><li>All'età di sedici anni ho fatto la scappatella e con mio marito sono venuta ad abitare a Romagnolo. Il quartiere mi è piaciuto subito molto: tutto nuovo, palazzi ben costruiti, il mare, i monumenti! </li></ul><ul><li>Tutte cose che al Borgo Vecchio mi mancavano! </li></ul><ul><li>Presto, però, mi accorsi dei lati negativi e mia suocera mi raccontò con nostalgia come, invece, si viveva veramente bene qui ai suoi tempi. </li></ul><ul><li>M. Teresa </li></ul>Precedente
  30. 30. Memorie Speranze <ul><li>Nel nostro quartiere, adesso, ci sono asili, scuole elementari, medie e superiori e questo fa ben sperare per il futuro dei giovani che possano trovare un lavoro onesto ed essere meno aggressivi. </li></ul><ul><li>M. Patrizia </li></ul><ul><li>Quello che vorrei per il mio quartiere è che fosse più vivibile soprattutto per i bambini, con giardinetti e strutture dove possano giocare tranquilli. </li></ul><ul><li>Carlo </li></ul><ul><li>Il mio sogno è che ci sia più lavoro per i ragazzi e più pulizia nelle strade. </li></ul><ul><li>Giancarlo </li></ul>Successiva
  31. 31. Memorie Speranze <ul><li>Il mio sogno di oggi è di ritornare indietro nel tempo per determinate cose, soprattutto la sicurezza per le strade del quartiere e la pulizia del mare. Infatti, una volta si poteva uscire con tranquillità a qualunque ora del giorno perché non c’erano ladri e scippatori. Così come si poteva godere del mare che oggi invece guardiamo soltanto perché sporco e c’è il divieto di balneazione. </li></ul><ul><li>Ina </li></ul><ul><li>L a mia speranza è che i bambini si divertano a giocare fuori senza paure, respirando aria pulita, e che ci sia più lavoro per il loro futuro, così come mi raccontano i miei genitori. </li></ul><ul><li>Carmela </li></ul>Precedente
  32. 32. Memorie “ Problematiche ” <ul><li>Mio nonno è nato in via Sperone e mi racconta che quando lui era piccolo qui non c'era tutta la criminalità che c'è oggi. </li></ul><ul><li>lo, invece, ogni giorno vedo che il lavoro manca e aumentano drogati, spacciatori, ladri, e poi tanta immondizia per strada da non poter camminare. </li></ul><ul><li>Fabrizio </li></ul>Allo Sperone i problemi sono sotto gli occhi di tutti, ma il Comune non prende provvedimenti. Dicono sempre che manca il personale, ma passano gli anni e i problemi rimangono. Così il mare rimane inquinato, i pozzetti maleodoranti e la sporcizia aumenta. Alberto Successiva
  33. 33. <ul><li>Abito allo Sperone da quando avevo cinque anni, all'inizio non conoscevo nessuno e con difficoltà, a poco a poco, ho fatto amicizia con i miei coetanei. Ora, il problema che con la mia famiglia sento di più è la fognatura sotto casa da dove escono insetti, topi e scarafaggi. </li></ul><ul><li>Questo inquinamento è molto pericoloso per i bambini perché possono prendere delle infezioni che possono causare molte malattie. </li></ul><ul><li>Mio padre una volta all' anno cerca di fare venire una ditta che ha degli attrezzi per pulire le fognature, ma il costo è caro e spero che il Comune prenda dei provvedimenti per risolvere definitivamente questo problema. </li></ul><ul><li>Domenico </li></ul>Memorie “Problematiche” Precedente
  34. 34. Itinerari Turistici – Chiesa del Corpus Domini Istituto di Padre Messina – Foro Italico – Caletta di Sant’ Erasmo Foro Italico – Ex Stazione di Sant’ Erasmo Via Messina Marine – Torre cinquecentesca di Acqua dei Corsari – Lavatoio Settecannoli Via Canonico Carella – Edicola votiva Corso dei Mille – Cappella Famiglia Nangano Corso dei Mille, 1044 – Chiesa Santa Maria delle Grazie Corso dei Mille, 1274 – Ponte dell’Ammiraglio Corso dei Mille – Chiesa dei Naufraghi Via Rocco Pirri – La Tavernetta del Tiro Via Romagnolo – Circolo didattico Cavallari Corso dei Mille 793 - Chiesa S. Giovanni dei Lebbrosi Corso dei Mille 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 12 11 13 13
  35. 35. La Tavernetta del Tiro <ul><li>Tutto il litorale che va da S. Erasmo a Settecannoli e più in là, una volta era un luogo di una bellezza e salubrità senza pari nel circondario palermitano. </li></ul><ul><li>Provate a chiederlo ad uno dei pochi abitanti della costa che abbia superato gli &quot;anta&quot; e vedrete che questa descrizione non dovrà sembrarvi affrettata. </li></ul><ul><li>Al centro di questa zona, oggi crocevia di altri interessi e profondamente abbandonata a se stessa, in Via Romagnolo, vi è la Tavernetta del Tiro, opera novecentista di Ernesto Basile, uno dei massimi interpreti dell'arte Liberty. </li></ul>Successiva
  36. 36. La Tavernetta del Tiro <ul><li>La Tavernetta del &quot;Tiro al Piccione&quot; fu edificata secondo i fantasiosi canoni del tempo e non deve sembrarci affatto errato valutare questa opera di gusto orientaleggiante; il Caronia Roberti nel suo studio su Ernesto Basile parla di &quot;rielaborazione modernissima dello stile arabo-siculo, più arabo che siculo&quot;. </li></ul><ul><li>Si tratta di una costruzione molto semplice che presenta sulla facciata tre aperture elegantemente completate dai merli delle terrazze superiori sulle quali si erge la cupoletta. </li></ul><ul><li>L'aspetto esotico fu abbellito da alcune palme sistemate sulla destra del fabbricato. </li></ul><ul><li>Adesso che sono stati completati i restauri si pensa di destinare la tavernetta a centro culturale di quartiere. </li></ul>Precedente
  37. 37. Circolo didattico “Cavallari” <ul><li>Al civico 793 di corso dei Mille è la sede del circolo didattico Cavallari, ospitato in un edificio degli inizi del secolo, progettato dall'ingegnere Nicolò Mineo che a Palermo ha già &quot;firmato&quot; la costruzione del teatro Biondo, in via Roma. Costruito tra il 1904 e il 1907 dalla cooperativa tra gli intagliatori di pietra G. B. F. Basile. </li></ul>Questo edificio scolastico mostra ancora evidente nel prospetto un amore per la decorazione architettonica che si manterrà ancora per qualche decennio. Ampie e numerose le finestre, tetti che sembrano presi a prestito da costruzioni nordiche e una torretta un pò insolita per una scuola sono i motivi dominanti di questa costruzione.
  38. 38. Ponte dell’Ammiraglio
  39. 39. Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi <ul><li>La chiesa di S. Giovanni dei Lebbrosi. Risalente al XII secolo quest’edificio costituisce uno degli esempi meno conosciuti del/arte arabo-normanna di Palermo. </li></ul><ul><li>Il quartiere Settecannoli si affaccia sul mare e comprende l'omonima borgata ormai fusa con quelle di Acqua dei Corsari e Sperone. Il toponimo &quot;Acqua dei Corsari&quot; dovrebbe riferirsi ad una sorgiva d'acqua una volta esistente e di proprietà alla famiglia Corsaro. </li></ul>Ma è anche probabile che la località abbia preso questo nome a causa delle frequenti scorribande dei corsari lungo la costa; queste zone fuori le mura erano infatti frequente punto di approdo di numerose ciurme di pira­ti che sbarcavano per depredare le popolazioni costiere. Per ovviare a questo stato di cose era stato già costruito dal sec. XV un sistema di fortificazioni che metteva in condizione le popolazioni della costa di armarsi in tempo per respingere gli attacchi della pirateria. Dal Castello a mare sino al litorale di Romagnolo vi erano ben cinque fortini che nei secoli successivi erano invece serviti per respingere i colpi dell'artiglieria navale. Successiva
  40. 40. Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi <ul><li>Il Villaggio di Romagnolo si formò nell‘800 attorno alla casina dell'ex Senatore della città Corradino Romagnolo. La contrada di Romagnolo, oggi seriamente compromessa nell'ambiente, per molto tempo è stata una località marina d’eccezionale salubrità; numerosi erano gli stabilimenti balneari che si contavano nella zona. </li></ul><ul><li>L'architetto francese Douforny ci ha lasciato una descrizione dei bagni (fine settecento): «le cabine erano sul mare e il bagnante vi aveva accesso da una porticina dove si lavava e lasciava all'acqua la possibilità di ricambio». </li></ul><ul><li>Il degrado della costa si accompagnò ai nuovi insediamenti e al dilagante abusivismo del dopo guerra con la realizzazione dei quartieri ad edilizia popolare dello Sperone e della Bandita. </li></ul>Successiva Precedente
  41. 41. Chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi <ul><li>Un'ultima curiosità riguarda l'etimologia del nome Settecannoli. Secondo il Piola, nei pressi di una bettola esisteva una fontana su cui era dipinto Orfeo; la fontana versava l'acqua da sette cannoli o sifoni. La contrada si chiamò pertanto &quot;Settecannoli o Musica d'Orfeo&quot;. </li></ul><ul><li>Dopo l'ultimo conflitto la situazione urbanistica della zona é profondamente cambiata: l'inurbamento rapido ha portato in breve all'inquinamento dell'ultimo tratto del fiume Oreto e dell'antistante specchio d'acqua, vanto della Palermo anteguerra. </li></ul>Precedente
  42. 42. Successiva
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  44. 44. Riflessioni <ul><li>Il Quartiere, di origine agricola, con l'insediamento della zona industriale ha modificato parte del suo territorio urbano e sociale. Nella zona di Brancaccio sono sorti complessi condominiali che hanno determinato un incremento della popolazione proveniente da diversi quartieri di Palermo. Il quartiere dispone di una biblioteca e di una palestra. Mancano spazi all'aperto strutturati (parchi, giardini, ville) per offrire valide alternative alla &quot;strada&quot;. </li></ul><ul><li>Il contesto sociale è culturalmente ed economicamente eterogeneo. </li></ul><ul><li>Sono individuabili: un ceto medio (impiegati, operai, piccoli artigiani) che costituisce per i figli modelli comportamentali adeguati; nuclei familiari, costituiti da coppie giovanissime, che non hanno maturato i requisiti per costituire una famiglia; famiglie che versano in gravi difficoltà economiche (disoccupazione e sottoccupazione) o per l'allontanamento di uno dei genitori; famiglie di ex sfrattati da altri quartieri di Palermo che hanno perso la loro identità culturale e presentano difficoltà ad integrarsi in un contesto spesso ostile. </li></ul><ul><li>La scuola registra casi di frequenza irregolare e/o di abbandono da parte di alunni svantaggiati, alcuni dei quali contribuiscono al sostentamento economico della famiglia. Tale fenomeno si è ridotto negli ultimi anni grazie all'azione integrata degli operatori dell'Osservatorio Provinciale e delle Istituzioni locali attraverso la realizzazione del progetto per la prevenzione e il recupero dell'insuccesso e della dispersione scolastica. </li></ul>Seguono dati e grafici Successiva
  45. 45. Riflessioni 63,3% Donne disoccupate sul totale della popolazione femminile 53,7% Uomini disoccupati sul totale della popolazione maschile Lavoro Precedente Successiva
  46. 46. Riflessioni Precedente Successiva 56,3% Totale disoccupati 43,7% Totale occupati Lavoro
  47. 47. Riflessioni 2,3% Laureati 16,0% Diploma 33,0% Licenza media 30,0% Licenza elementare 17,7% Analfabeti 20,0% Abbandono scolastico Istruzione Precedente

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