• Save
Capobianco Giovanni. Impatto della Malnutrizione in Ospedale: Geriatria. ASMaD 2011
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Like this? Share it with your network

Share

Capobianco Giovanni. Impatto della Malnutrizione in Ospedale: Geriatria. ASMaD 2011

on

  • 1,689 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,689
Views on SlideShare
1,685
Embed Views
4

Actions

Likes
0
Downloads
0
Comments
0

1 Embed 4

http://www.santeugenioroma.it 4

Accessibility

Upload Details

Uploaded via as Microsoft PowerPoint

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Capobianco Giovanni. Impatto della Malnutrizione in Ospedale: Geriatria. ASMaD 2011 Presentation Transcript

  • 1. L’impatto della malnutrizione nella demenza severa e terminale in Geriatria Giovanni Capobianco Il governo clinico della malnutrizione in ospedale e sul territorio
  • 2.
    • AD 10 / 12 aa
    • PVD 8 / 10 aa
    • DLB 3 / 5 aa
    DEMENZE: DURATA DI MALATTIA
  • 3.
    • 7 % tra i 65 e 74 aa
    • 20 % tra i 75 e gli 84 aa
    • 28 % nei > 85 aa
    • 40 % dei pz in RSA
    DEMENZA SEVERA: LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA
  • 4.
    • DEMENZA GRAVE
    • Disturbi cognitivi
    • Perdita di memoria grave (solo frammenti)
    • Agnosia grave
    • Residuo orientamento personale
    • Grave afasia fino al mutismo acinetico
    • Disturbi non cognitivi
    • BPSD
    • Stato funzionale
    • Non esce di casa
    • BADL compromesse
    • Incontinenza sfinterica
    La demenza nelle fasi avanzate
  • 5.
    • DEMENZA TERMINALE
    • Totale incapacità di comunicare anche in modo non verbale
    • Immobilizzazione
    • Incontinenza
    • Difficoltà nell’alimentazione
    • Stato vegetativo in alcuni casi
    La demenza nelle fasi avanzate
  • 6.
    • SCARSITA’ DI EVIDENZE SCIENTIFICHE
    • L’ESPERIENZA DELLA CULTURA SULLE CURE PALLIATIVE
    • L’INCERTEZZA DELLA DEFINIZIONE
    DEMENZA TERMINALE
  • 7.
    • La malnutrizione e disidratazione
    • Le cadute
    • Le infezioni (polmonite)
    • Le lesioni da decubito
    • L’incontinenza
    Le “emergenze cliniche” nella fase terminale della demenza
  • 8.
    • FATTORI RISCHIO RELATIVO
    • DI RISCHIO DI MORTALITA’
    • ADL 1,9
    • Sesso maschile 1,9
    • Cancro 1,7
    • Scompenso di cuore 1,6
    • O2 terapia 1,6
    • Dispnea 1,6
    • Condizioni mediche instabili 1,6
    • Incontinenza dell’alvo 1,6
    • Confino a letto 1,6
    • Età > di 85 aa 1,4
    • Stato soporoso per la maggior parte del giorno 1,4
    • Mitchell et al., 2004
    DEMENZA TERMINALE
  • 9. DEMENZA TERMINALE Mitchell et al.,2004
    • 10,8
    • 23,2
    • 40,4
    • 57
    • 70
    • 1 o 2
    • 3, 4 o 5
    • 6, 7 o 8
    • 9, 10 o 11
    • = o > 12
    • Rischio di mortalità
    • 8,9
    • Punteggio prognostico
    • di mortalità
    • 0
  • 10. CARATTERISTICHE CLINICHE DEI PAZIENTI RICOVERATI IN UGA NEL 2010
    • NUMERO PAZIENTI PRESI IN CARICO 306
    • Età media 85.6
    • Degenza media normalizzata gg 11.7
    • Indice Geriatrico di Comorbidità (GIC) medio 3.6
    • APACHE II Score medio 10.98
    • Charlson Index medio 7.9
    • Indice di BRASS per la deosped. medio 18.7
    • BARTHEL Index 15 gg precedenti il ricovero 58.4
    • BADL / BARTHEL Index ingresso medio 2.2 / 38.3
    • BADL / BARTHEL Index uscita medio 2.8 / 50.5
    • MMSE Medio ingresso 20.5
    • I° DRG Insufficienza cardiaca e shock
    • II° DRG Disturbi mentali organici
    • III° DRG Polmonite e pleurite
    • IV° DRG Malattie cerebrovascolari
    • Dimessi a domicilio 247 (87%)
    • Trasferiti in altra struttura residenziale 38 (13%)
    • Deceduti / Tasso di letalità 21 (7.3%)
  • 11.
    • Edentulia o protesi dentaria non ben posizionata
    • Candidosi orofaringea
    • Agnosia visiva
    • Aprassia
    • Disgeusia e/o anosmia
    • Depressione?
    • Disfagia
    • Anoressia
    • Stipsi
    • Dolore
    • “ Forgettig to eat and drink”
    • Agitazione p.m., “wandering”,“affaccendamento inutile”
    • Tempi di imboccamento inadeguati
    • Polifarmacoterapia
    • “ Sindrome del giro cingolato”
    • Complicanze somatiche (infezioni, decubiti)
    MALNUTRIZIONE E DISIDRATAZIONE: LE CAUSE
  • 12.
    • LA VOLONTA’ DEL MALATO (ESPRESSA O DESUNTA)
    • I FAMILIARI (COME INTERPRETI)
    • L’EQUIPE DI CURA (TRA COMPETENZA, CULTURA E UMANITA’)
    I PRINCIPI DI GESTIONE NELLA DEMENZA TERMINALE: “ PRIMUM PERCIPERE”
  • 13. Flow chart decisionale per il supporto all’alimentazione nel paziente demente AD ALIMENTAZIONE INCOMPLETA si no Modificazione peso o albuminemia SI Non modificazioni Monitoraggio Follow up alimentare NO ACEs Comportamento Patologia orale Deglutizione Monitoraggio Follow up comportamento 1- VALUTAZIONE
  • 14. Flow chart decisionale per il supporto all’alimentazione nel paziente demente AD ACEs si no Modificazione peso o albuminemia Non modificazioni 2a- INTERVENTO Intervento clinico Supporto nutrizionale Terminale? Living wills? Rifiuto del caregiver? Rivalutazione clinica e nutrizionale (1 mese) Patologia orale Disturbo comportamentale Terapia topica Terapia farmacologica e non farmacologica Efficacia intervento No Rivalutare tipo di alimentazione temporanea Valutare nutrizione enterale a lungo termine Disfagia No Si
  • 15. Flow chart decisionale per il supporto all’alimentazione nel paziente demente AD Disturbi comportamentali Rifiuto del cibo Affaccendamento Inefficacia: Patologia somatica? 2b- INTERVENTO Assistenza continua o supervisione Gentlecare Modifica pasto Consistenza Palatabilità Preferenze Terapia comportamentale Terapia comportamentale Efficacia Si No Irritabilità aggressività Efficacia Si Non patologia: tempi imboccamento, modifica luogo pasto, rumore, ecc Parziale efficacia: Integratori, pasto alternativo No
  • 16.
    • BMI, MNA, albuminemia, colesterolemia come strumenti di valutazione periodica
    • Nutrizione orale “dedicata” (dieta personalizzata, assistenza al pasto,ecc.) nei pazienti con prognosi a medio-lungo periodo (> 6 mesi)
    • S.n.g. per 1 mese e poi PEG nei pazienti con prognosi > di 3 mesi, disfagici, clinicamente stabili o post-stroke
    NUTRIZIONE E IDRATAZIONE NELLA DEMENZA AVANZATA: CONCLUSIONI (1)
  • 17.
    • I mezzi invasivi non hanno impatto significativo su durata e qualità di vita nelle fasi terminali, né su sepsi, decubiti, polmoniti ab-ingestiis
    • Nei pazienti con malattia terminale, con d.a., accordo con i familiari, Mortality Risk Index elevato, idratazione con 500-800 cc e.v. o ipodermo, spray umettanti per bocca e mucose
    NUTRIZIONE E IDRATAZIONE NELLA DEMENZA AVANZATA: CONCLUSIONI (2)
  • 18. “ In patients with terminal dementia, tube feeding is not raccomanded (grade C). The decision in each case must be made on an individual basis” ESPEN Guidelines on Enteral Nutrition: Geriatrics Clinical Nutrition 2006