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Fedeli Giorgio. Ipertensione arteriosa nell'anziano. ASMaD 2010
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Fedeli Giorgio. Ipertensione arteriosa nell'anziano. ASMaD 2010

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  • 1. IPERTENSIONE ARTERIOSA NELL’ANZIANO L’ipertensione arteriosa è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di patologia cardio e cerebrovascolare. Il rischio aumenta progressivamente al crescere dell’età, tanto che negli Stati Uniti la prevalenza di I.A. è di oltre il 60% nella popolazione di età superiore a 65 anni e raggiunge il 70% negli ultra ottantacinquenni.
  • 2.
    • In età avanzata è il valore di PAS, più che quello di PAD, ad essere il miglior fattore predittivo di eventi CV.
    • Recentemente è stato, però, dimostrato che la pressione differenziale, il cui aumento indica una ridotta compliance delle grandi arterie, è un indicatore ancora più attendibile di aumento del rischio CV.
    • Maggiore è la rigidità vascolare, maggiore è la PAS e minore è la PAD. Tale fenomeno determina aumento dello stress telesistolico del V.S. (post-carico) con conseguente sviluppo di I.V.S.
    CONSIDERAZIONI
  • 3. In due studi del 2005 *° si è dimostrato che un relativo aumento della PAD risulta avere un paradossale effetto protettivo, in quanto fattore determinante della riduzione relativa della pressione arteriosa differenziale * °
  • 4. Una metanalisi di Staessen su 16.000 pazienti (Lancet 2000) dimostra che la mortalità CV era inversamente correlata alla PAD, a parità di PAS: risultato che conferma il ruolo della Pressione Arteriosa differenziale come determinante emodinamico del rischio
  • 5. Peraltro, recenti studi del 2010 (ORIENT e ROADMAP) hanno messo in evidenza, in pazienti selezionati (diabetici e/o coronaropatici), che un eccessivo decremento della PAS < 110 mmHg determina un aumento di eventi fatali
  • 6. Nelle più recenti linee guida ESH e ESC (2007) viene definita Ipertensione Sistolica Isolata una P.A. con valori di P.A.S. =/> 140 mmHg e di P.A.D. < 90 mmHg
  • 7.
    • Devono essere tenute presenti alcune peculiarità:
    • GAP ascoltatorio
    • Pseudoipertensione
    • Ipotensione ortostatica
    • Monitoraggio delle 24 ore
    DIAGNOSI
  • 8. GAP ASCOLTATORIO Indice diretto di aumentata rigidità della parete arteriosa negli ipertesi, è  caratterizzato, durante la deflazione del bracciale dello sfigmomanometro, dalla normale comparsa dei toni di Korotoff, che però poi scompaiono prima del raggiungimento della PAD, per ripresentarsi a valori inferiori. Quindi possibile sottostima dei valori di PAS o, viceversa, sovrastima di quelli di PAD.
  • 9. PSEUDOIPERTENSIONE la marcata sovrastima dei valori di PA in presenza di sclerosi e calcificazione della parete arteriosa; la pressione d’insufflazione del manicotto necessaria a far collabire l’arteria è nettamente più elevata rispetto alla pressione all’interno del vaso.
  • 10. IPOTENSIONE ORTOSTATICA Ricerca dell’ipotensione ortostatica: negli anziani, come pure nei pz. diabetici, è necessario eseguire determinazioni della PA dopo 1, 3 e 5 minuti di ortostatismo. Si può, infatti osservare una riduzione di almeno 20 mmHg di PAS nel passaggio dal clinostatismo all’ortostatismo.
  • 11. MONITORAGGIO DELLE 24 ORE
    • Secondo le ultime linee guida dell’ipertensione arteriosa ESH/ECC questa tecnica deve essere usata per la diagnosi d’ipertensione arteriosa nei seguenti casi:
    • presenza di spiccata variabilità della PA in differenti visite
    • elevati valori pressori in pz. a basso rischio globale (assenza di danno d’organo)
    • presenza di rilevante differenza tra i valori pressori “self measured” e quelli riscontrati dal medico
    • sospetta resistenza al trattamento.
    • Nell’anziano si riduce notevolmente il fisiologico calo pressorio notturno.
  • 12. ESAMI DIAGNOSTICI DI I LIVELLO
    • Es. ematochimici
    • Fundus Oculi
    • ECG
    • Es. strumentali di 2° livello
  • 13. ESAMI STRUMENTALI DI II LIVELLO
  • 14. ESAMI STRUMENTALI DI II LIVELLO
    • Ecografia renale
    • Angio TC cerebrale
  • 15. TERAPIA
    • NON FARMACOLOGICA
    • FARMACOLOGICA
  • 16. TERAPIA FARMACOLOGICA
    • Dipende da:
    • Valori di P.A.
    • Presenza di altri fattori di rischio
    • Presenza di danno d’organo
  • 17.  
  • 18. INDICAZIONI TERAPEUTICHE LOSAPREX vs altri AII ANTAGONISTI