Public speaking

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La mia lezione sul public speaking. Consigli di base

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Public speaking

  1. 1. P u b l i c s p e a k i n g Comunicare efficacemente Gestire lo stress Strutturare una presentazione Essere persuasivi
  2. 2. P r i n c i p i d i b a s e V e r b a l e e n o n v e r b a l e F o r m e d i e s p r e s s i o n e G e s t i o n e d e l p u b b l i c o C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a S o m m a r i o 1 ) 2) 3) 4) 5)
  3. 3. P r i n c i p i d i b a s e 1
  4. 4. In quali occasioni avete parlato in pubblico l’ultima volta?
  5. 5. Esami all’università Interrogazioni Tesi di laurea Lezioni classiche Conferenze Orientamento al copione Scarso rilievo della CNV Setting inadeguati Poche varianti a disposizione Frattura culturale stabilita tra gli attori Scarsa attenzione ai destinatari Pochi feed-back P r i n c i p i d i b a s e Perché il passato non ci aiuta Occasioni tipiche Problemi tipici
  6. 6. P r i n c i p i d i b a s e Comunicare in pubblico non è… Leggere un discorso scritto Recitare un discorso imparato a memoria Leggere delle slide Seguire un copione predefinito Perché? Perché ci sono gli altri
  7. 7. P r i n c i p i d i b a s e Comunicare è entrare in relazione Parlare in pubblico significa innanzitutto rivolgersi al altri , e non a noi stessi La comunicazione in pubblico è innanzitutto un processo di relazione con qualcuno Entrano in gioco relazioni, contenuti, aspettative, motivazioni, culture, vissuti di un gruppo di persone. Aspetti che entrano in gioco nel processo di comunicazione
  8. 8. Le cose scritte non servono per un discorso; devono essere tradotte nella forma comune del parlare spontaneo Mark Twain P r i n c i p i d i b a s e Il discorso pubblico è un evento dinamico
  9. 9. P r i n c i p i d i b a s e Nel discorso pubblico è protagonista la persona Vince la spontaneità – Sono così preparato che posso dimenticarmi del copione Vincono i vissuti – Le cose che dico sono filtrate dalle mie emozioni, dalla mie storie, dalla mia testimonianza Vince l’orientamento agli altri – Gli altri sono così importanti che mi dimentico di me Vince la relazione – Nessun contenuto è così importante da dimenticare chi ho di fronte Tono colloquiale Importanza di storie e narrazioni Non pensare: “come sto andando?” ma: “che sta succedendo in aula” Copione flessibile e capacità di adattamento
  10. 10. P r i n c i p i d i b a s e Comunicare non è solo “informare” Mittente Destinatario Codice Messaggio Codice Contesto (riferimento) Canale Funzione denotativa Funzione emotiva Funzione conativa Funzione fàtica Funzione metalinguistica Funzione poetica
  11. 11. Comunicare significa attivare un processo di ascolto e di inferenze non totalmente circoscrivibile. Può significare: Convincere Emozionare Insegnare Spingere ad una azione P r i n c i p i d i b a s e La comunicazione è un atto pragmatico La comunicazione è un atto Pragmatico (orienta un comportamento)
  12. 12. P r i n c i p i d i b a s e Capire i propri obiettivi e le aspettative Quali sono le aspettative del destinatario? <ul><li>Capire qual è il problema </li></ul><ul><li>Ascoltare soluzioni </li></ul><ul><li>Capire come fare rispetto a un problema </li></ul><ul><li>Apprendere nozioni </li></ul><ul><li>Indurre all’azione </li></ul><ul><li>Illustrare una particolare soluzione </li></ul><ul><li>Convincere rispetto alla propria soluzione </li></ul><ul><li>Insegnare un insieme di concetti </li></ul>Quali sono i miei obiettivi?
  13. 13. P r i n c i p i d i b a s e Valutare il contesto La comunicazione efficace adatta il proprio stile e i propri contenuti all’audience Dobbiamo pensare all’interesse del pubblico più che al nostro, e regolarci di conseguenza Perché questa cosa è un affare per me ? Perché è utile a me ? Quali sono i vantaggi per me ?
  14. 14. L a b o r a t o r i o (1) Autoanalisi livello 1
  15. 15. V e r b a l e e n o n v e r b a l e 2
  16. 16. V e r b a l e e n o n v e r b a l e La ricerca di Albert Mehrabian Contatto visivo Postura Gesti Tono di voce Volume Variazioni e pause Informazioni L’efficacia della comunicazione dipende solo per il 7% dalle parole
  17. 17. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Il “cosa” e il “come” Senza “ come ” non c’è alcun “ cosa ” Noi non decodifichiamo messaggi, ma interpretiamo segnali Non vi sono significati se non all’interno di un “ contesto” Il “come” determina il “cosa” Come Cosa LNV Contesto situazionale Contesto sociale Contesto culturale
  18. 18. Per farsi capire dalle persone, bisogna parlare prima di tutto ai loro occhi Napoleone V e r b a l e e n o n v e r b a l e Gli occhi sono il primo contatto
  19. 19. V e r b a l e e n o n v e r b a l e L’importanza del contatto oculare Mantiene la padronanza dell’aula Aiuta a controllare il nervosismo Migliora la sicurezza Mostra interesse per gli interlocutori
  20. 20. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Il contatto visivo corretto: “Ci siamo visti!” Mentre parlate al pubblico cercate di guardarlo veramente , Nel caso di un pubblico vasto trovate una serie di “zone” alle quali rivolgervi Fissate la persona per almeno 2-3 secondi , poi scegliete un altro punto per altri 2-3 secondi, e così via (bisogna allenarsi un po’.) Vi state rivolgendo a persone con le quali siete realmente in contatto. Fate in modo che ad ogni contatto visivo possiate dire reciprocamente: “ ci siamo visti! ”
  21. 21. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Contatti oculari sbagliati Fissare ossessivamente una sola persona per tutto il tempo. ??? Fare uno scanning a velocità supersonica di tutta la platea Guardare nel vuoto e ogni tanto “tornare sulla terra” Voltare le spalle al pubblico e/o guardare lo schermo
  22. 22. L a b o r a t o r i o (2) Contatto visivo
  23. 23. La postura rappresenta il modo con cui usiamo il corpo per comunicare. Il 70% della comunicazione è corporea . Che lo vogliamo o no V e r b a l e e n o n v e r b a l e La postura Il corpo va quindi usato come canale di comunicazione. E’ meglio stare in piedi e muoversi
  24. 24. Aiuta a bruciare energia nervosa Focalizza l’attenzione su di noi e non sui supporti (slide) Permette maggiori modulazioni rispetto a quello che diciamo Tiene alto il livello di attenzione del pubblico V e r b a l e e n o n v e r b a l e Perché muoversi?
  25. 25. V e r b a l e e n o n v e r b a l e La postura migliore: in piedi e in movimento State il più possibile al centro , in modo da guardare tutti Mettetevi in modo da potervi avvicinare alle persone Non mettete barriere tra voi e gli altri. Non nascondetevi dietro leggii o cattedre Usate tutto il corpo e non solo una mano Scegliete un punto baricentro . Muovetevi, ma tornate poi sempre al punto focale, e ad una posizione neutra
  26. 26. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Posizione nella sala
  27. 27. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Alcune posture sbagliate Il camminatore Adamitico Mani in tasca Arroccato Caffettiera
  28. 28. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Oratore e schermo Il rapporto con il pubblico si basa sul contatto visivo: cercate di non dare le spalle alla platea Non impallate la proiezione con il corpo Evitate di girarvi e sbracciarvi toccando lo schermo . Citate il dato guardando la platea, dicendo, ad esempio: “la colonna verde evidenzia…”
  29. 29. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Oratore e schermo (2) Parlate vicino allo schermo , in modo da evitare la “schizofrenia” degli sguardi del pubblico Anche se vi muovete, restate vicini allo schermo all’inizio , quando commentate le slide, e ogni volta che vi riferite ad esse
  30. 30. Annunciare i contenuti della slide che segue prima di mostrarla (bisogna sapere la sequenza a memoria e/o avere sotto gli occhi una versione a slide rimpicciolite) Slide uno Anticipo il titolo e i contenuti della slide due Slide due Slide tre Anticipo il titolo e i contenuti della slide tre Commento la slide uno Commento la slide due Commento la slide tre V e r b a l e e n o n v e r b a l e Esporre con le slide: anticipare i contenuti
  31. 31. a ________ b ________ c ________ La slide a ____________________________________________________________________ b ____________________________________________________________________ c ____________________________________________________________________ Il commento Le slide non vanno lette ma commentate , sono un supporto alla nostra esposizione, non viceversa. Girarsi per leggerle diminuisce attenzione e comprensione Evitate quindi di fare avanzare il documento, girarvi, rendervi conto di quello che si sta proiettando e dire: “Ecco, qui vediamo che…” V e r b a l e e n o n v e r b a l e Esporre con le slide: non leggere, ma commentare
  32. 32. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Gestualità La gestualità non è un fattore di disturbo ma uno strumento in più per essere efficaci nel nostro discorso. Ricordate che l’efficacia comunicativa passa per il corpo. I gesti danno “ corpo ” alle nostre parole e le rendono efficaci La gestualità fa parte del nostro registro comunicativo nelle occasioni informali. Dobbiamo metterla in gioco anche in quelle “ufficiali” Un oratore “asettico” non risulta più scientifico, ma solo più disinteressato al pubblico e all’argomento. Noia.
  33. 33. La gestualità non va appresa, ma solo praticata spontaneamente V e r b a l e e n o n v e r b a l e I gesti devono essere in sintonia con le vostre abitudini e le vostre inclinazioni naturali. Trovate voi i vostri!
  34. 34. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Usare la gestualità Usare gesti semplici e definiti con le mani per richiamare un concetto Usate tutto il corpo e non solo una mano Siate semplici e naturali . Pensate alle situazioni più familiari
  35. 35. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Gestualità fuori controllo Gesti ossessivi Tic nervosi Sistemarsi
  36. 36. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Gestualità fuori controllo Tic nervosi Semiparesi Braccia incrociate Gesti ripetuti Attenzione: è sbagliata solo nel caso in cui sia fuori controllo e prolungata Nulla vieta di usarla talvolta , se viene naturale ed è appropriato al contesto
  37. 37. Esempio Filmato 1
  38. 38. V e r b a l e e n o n v e r b a l e La voce La voce è uno strumento , e come tale va usata e controllata per rendere più efficace il proprio discorso No Si
  39. 39. V e r b a l e e n o n v e r b a l e La voce Se iniziate a voce bassa , il volume tenderà a zero rapidamente. Nervosismo e ansia tendono a spegnere e a strozzare le voci troppo basse Parlate a voce un po’ più alta del normale: come se parlaste al fondo della platea Tenete conto che il nervosismo è percepito più da voi che dalla platea Non parlate mentre state facendo altro (sistemare fogli, prese di corrente, eccetera)
  40. 40. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Pause e tono Usate l’intonazione e la prosodia per variare i diversi aspetti del discorso (come quando parlate in modo colloquiale) Le cose importanti devono “suonare” importanti (come quando sottolineate le parole in un libro) Usate le pause in modo strategico, per dare enfasi al discorso e dare modo al pubblico di assimilare (dopo una domanda retorica, dopo un concetto teorico nuovo, dopo l’apertura di un nuovo argomento, dopo l’esposizione di una tesi insolita)
  41. 41. Ora, voi vi chiederete, ma come facciamo a realizzare un obiettivo tanto ambizioso? (pausa lunga) La risposta si chiama: progetto “Nettuno” (pausa) Le fasi del progetto sono 3: (pausa) La prima, che parte a marzo e riguarderà i clienti a (pausa) La seconda che partirà a giugno e riguarderà i clienti b (pausa) La terza, che partirà a settembre e riguarderà i clienti c Il progetto Nettuno nasce proprio per realizzare questo obiettivo ambizioso. Il progetto è fatto da tre step che partiranno a marzo, giugno e settembre, per le diverse fasce di clientela che abbiamo visto, V e r b a l e e n o n v e r b a l e Usare le pause
  42. 42. V e r b a l e e n o n v e r b a l e Usare le intonazioni le parole chiave di questi anni sono personalizzazione e libertà di accesso. Il progetto Nettuno serve proprio a diversificare i canali di accesso ai servizi bancari, ed è proprio questa la sua forza: ci consentirà non solo di allargare il portafoglio dei servizi, ma anche di renderli più flessibili le parole chiave di questi anni sono personalizzazione e libertà di accesso. Il progetto Nettuno serve proprio a diversificare i canali di accesso ai servizi bancari, ed è proprio questa la sua forza ci consentirà non solo di allargare il portafoglio dei servizi, ma anche di renderli più flessibili
  43. 43. V e r b a l e e n o n v e r b a l e I paradossi dell’ansia Parlare in pubblico crea ansia (in parte è legato al nostro vissuto culturale: maestre e altre figure “autorevoli”) Primo paradosso : l’ansia è un aspetto positivo Secondo paradosso : per ridurre l’ansa bisogna muoversi, non irrigidirsi Terzo paradosso : più ci concentriamo sul pubblico (e non su noi stessi) e più l’ansia diminuisce
  44. 44. V e r b a l e e n o n v e r b a l e L’ansia benefica
  45. 45. Muovetevi Preparatevi Eccedete in materiale Preventivate le domande Concentratevi sul pubblico Evitare tic e interiezioni. Attenzione ai giochi con mani e capelli Scegliete facce amiche, all’inizio (quelle che annuiscono o sorridono) Non cercate di nascondere i vostri stati d’animo V e r b a l e e n o n v e r b a l e Gestire l’ansia
  46. 46. F o r m e d i e s p r e s s i o n e 3
  47. 47. F o r m e d i e s p r e s s i o n e Errori Rinchiudersi nel proprio ruolo (sono un docente e parlo da docente…) Voler dire tutto (ho lavorato un anno sul progetto e ora vi beccate 300 slide…) Linguaggio specialistico (bancario, medico, filosofico, informatico…)
  48. 48. L’errore più grave nell’espressione è quello di usarne solo una , quella ritenuta adatta al proprio ruolo. (Scienziato, venditore, docente, ecc.) Si possono invece utilizzare varie forme espressive , a seconda del momento (colloquiale, rigorosa, seria, scherzosa, personale, aneddotica, ecc.) F o r m e d i e s p r e s s i o n e Primo errore: rinchiudersi nel ruolo
  49. 49. Il secondo errore è quello di avere la pretesa di dire “tutto” . Un buon oratore sa eliminare ciò che non serve perché è ridondante, inadeguato, o può essere dedotto dalla platea stessa Il tempo e la pazienza dell’audience non sono infiniti . Bisogna concentrarsi innanzitutto sull’essenziale. F o r m e d i e s p r e s s i o n e Secondo errore: voler dire tutto
  50. 50. Io cerco sempre di scrivere secondo il principio dell’iceberg : i sette ottavi di ogni parte visibile sono sempre sommersi. Tutto quel che conosco è materiale che posso eliminare, lasciare sott’acqua. Ernest hemingway F o r m e d i e s p r e s s i o n e Il principio dell’iceberg
  51. 51. Alzi la mano chi di voi doveva depositare al volo un assegno in banca e si è trovato di fronte una fila chilometrica… Il progetto Nettuno nasce per permettere il deposito direttamente dai bancomat F o r m e d i e s p r e s s i o n e Il principio dell’iceberg applicato ai discorsi Il progetto Nettuno è pensato per diversificare i canali d’accesso alla Banca. Grazie al progetto Nettuno sarà possibile in breve tempo effettuare depositi monetari e di assegni presso i bancomat, oltre a poter effettuare una serie di pagamenti fiscali, accedere tramite internet a servizi personalizzati ed evoluti di home banking come il controllo del conto e dei titoli, il controllo carte di credito e l’effettuazione di bonifici e infine di usufruire di servizi telefonici sofisticati grazie al nuovo sistema di post selezione vocale.
  52. 52. F o r m e d i e s p r e s s i o n e Terzo errore: usare un linguaggio specialistico Il terzo errore è quello di trincerarsi il linguaggio, usando: un linguaggio specialistico (marketing, tecnologia, scienza, ecc.) un eloquio pseudo-colto (tale strategia è prodromica ad un’approccio omnicomprensivo…), l’utilizzo di frasi fatte (vogliamo creare valore attraverso una sinergia costruttiva…) Un buon oratore usa il linguaggio in modo efficace e concreto, adattandosi al contesto. Il linguaggio deve servire ad unire, e non a separare, chi parla e chi ascolta
  53. 53. F o r m e d i e s p r e s s i o n e Usare un linguaggio “concreto” Niente scorciatoie linguistiche: frasi fatte o tecnichese Niente modi manierati o da persona “colta” Parlare concretamente di cose concrete Usare un linguaggio semplice, e termini accessibili a tutti Usare le immagini (lento come una tartaruga, forte come un carroarmato…) Per ogni concetto fornite un esempio. Unite astratto e concreto
  54. 54. Esempio Film: “La classe operaia va in paradiso”
  55. 55. Procedete dal noto all’ignoto . Partite da ciò che si suppone sia conosciuto, per introdurre cose nuove Andate dal semplice verso il complesso . Iniziate con le cose più facilmente comprensibili, e aggiungete elementi via via che procedete Partite dal condiviso per arrivare al discutibile . Cominciate con lo stabilire delle cose che siano condivise da tutti, per evitare di doverci poi tornare sopra F o r m e d i e s p r e s s i o n e La dinamica dell’esposizione Es: partire da alcuni numeri risaputi o da fatti noti al cliente. Oppure da episodi pubblici noti Es: partire da un’esigenza, un problema o a un bisogno del cliente per arrivare alla “nostra” soluzione Es: partire da una descrizione di massima, per entrare poi nei dettagli
  56. 56. Il nostro progetto prevede di riprogettare il sito usando ASP e XML come linguaggi di base. Riprogettare il sito web in linguaggio ASP e XML ci consentirà di avere delle pagine dinamiche a aggiornabili facilmente senza costi aggiuntivi. Inoltre sarà possibile avere con facilità flussi di dati alternativi, come i Feed RSS, che potranno essere visti anche da PDA e cellulari F o r m e d i e s p r e s s i o n e La dinamica dell’esposizione parte dal noto e condiviso Ma che ce ne facciamo delle pagine dinamiche? Ma alla fin fine quanto costerà mai aggiornare a mano qualche paginetta? Ma che cacchio sono l’ASP, l’XML, I Feed RSS, i PDA? Mi sa che mi stanno vendando fumo… Flussi di dati alternativi? Ma questa è roba da informatici. Mi sa che ho sbagliato riunione… ?
  57. 57. F o r m e d i e s p r e s s i o n e Esempio riprogettato Signori, siamo qui perché abbiamo un paio di problemi Il primo e che tutte le volte che dobbiamo aggiornare una pagina sul nostro sito ci vuole mezz’ora. Noi aggiorniamo in media 8 pagine al giorno: in un anno fanno 15.000 euro di spese. Se gli utenti vogliono scaricare le notizie sul cellulare o su un computer più piccolo non possono farlo e stanno arrivano mail di clienti furenti. E infine non siamo in grado di erogare, oggi, i servizi evoluti di cui parliamo da tempo. La soluzione sta in due parole: ASP e XML. Se avete un attimo di pazienza vi spiego di che si tratta
  58. 58. Esempio Filmato 2
  59. 59. Aneddoti personali Storie e narrazioni Parabole Domande dirette Citazioni da film Metafore Paragoni Immaginate che… F o r m e d i e s p r e s s i o n e Come aumentare l’efficacia e l’interesse L’esposizione “classica”, ovvero dichiarativa (modello lezione) dovrebbe essere affiancata da altre forme, che aumentano l’efficacia e l’interesse in determinati momenti Ruolo emotivo (interessare) Ruolo cognitivo (spiegare)
  60. 60. Al contrario dei riferimenti concreti, i concetti astratti possono essere facilmente fraintesi . Ogni persona tenderà a farsi una sua idea del concetto. Per ogni concetto astratto fornite sempre un esempio concreto . E sufficiente accennarlo. F o r m e d i e s p r e s s i o n e L’uso degli esempi E’ necessario un approccio strategico (esempio) Dobbiamo conquistare leggerezza nel linguaggio (esempio) Gli aspetti cognitivi sono conseguenti a quelli affettivi (esempio) I testi per il web vanno ridefiniti modularmente (esempio)
  61. 61. … E’ lento come una tartaruga… … Se prima avevamo una Cinquecento, ora abbiamo una Ferrari… … Questo piano è solo il tassello di un puzzle… … Scrivere bene significa passare dal il tema in classe all’articolo di giornale… F o r m e d i e s p r e s s i o n e L’uso delle immagini e delle metafore
  62. 62. F o r m e d i e s p r e s s i o n e L’uso delle storie E’ un luogo comune che l’esposizione debba essere asettica e impersonale. Al contrario, raccontare storie vissute in prima persona o aneddoti aumenta l’efficacia complessiva dell’esposizione. Questo perché: La storia ci coinvolge narrativamente Nel particolare capiamo meglio i concetti generali Una storia trasforma l’astratto in concreto Nella narazione i protagonisti siamo noi stessi
  63. 63. F o r m e d i e s p r e s s i o n e La funzione delle parole-simbolo <ul><li>Alcune parole o frasi possono servire come leve per esprimere con più efficacia alcune tesi. La parola-simbolo ha una funzione di richiamo immediato alla tesi principale e dà profondità al discorso. </li></ul><ul><li>Questo era ben conosciuto nella retorica antica ( anafora, catafora, anadiplosi, diafora ) </li></ul><ul><li>E’ necessario che la parola (o frase): </li></ul><ul><li>sia evocativa </li></ul><ul><li>sintetizzi il discorso fatto </li></ul><ul><li>sia grammaticalmente “forte” (es: un verbo) </li></ul>
  64. 64. F o r m e d i e s p r e s s i o n e Ridondanze retoriche V’ha detto il nobile Bruto che Cesare era uomo ambizioso di potere: se tale era, fu certo grave colpa, ed egli gravemente l’ha scontata. Qui, col consenso di Bruto e degli altri - ché Bruto è uom d’onore, come lo sono con lui gli altri - io vengo innanzi a voi a celebrare di Cesare le esequie. Ei mi fu amico, sempre stato con me giusto e leale; ma Bruto dice ch’egli era ambizioso, e Bruto è certamente uom d’onore. Ha addotto a Roma molti prigionieri, Cesare, e il lor riscatto ha rimpinzato le casse dell’erario: sembrò questo in Cesre ambizione di potere? Quando i poveri han pianto, Cesare ha lacrimato: l’ambizione è fatta, credo, di più dura stoffa; ma Bruto dice ch’egli fu ambizioso, e Bruto è uom d’onore. Al Lupercale - tutti avete visto - per tre volte gli offersi la corona - e per tre volte lui la rifiutò. Era ambizione di potere, questa? Ma Bruto dice ch’egli fu ambizioso, e, certamente, Bruto è uom d’onore. Non sto parlando, no, per contraddire a ciò che ha detto Bruto: son qui per dire quel che so di Cesare. Oh, amici, fosse stata mia intenzione eccitare le menti e i cuori vostri alla sollevazione ed alla rabbia, farei un torto a Bruto e un torto a Cassio, i quali sono uomini d’onore, come tutti sapete. Non farò certo loro questo torto… Esempio Filmato 3
  65. 65. G e s t i o n e d e l p u b b l i c o 4
  66. 66. G e s t i o n e d e l p u b b l i c o Un buon attacco Un buon attacco è molto importante per la buona riuscita di tutta la presentazione. E’ necessario: dare una buona impressione (competenza e credibilità, chi sono e perché sono qui) interessare fin da subito la platea (sintonizzarsi e interagire) essere espliciti e senza misteri (perché siamo qui, che cosa faremo) cercare di non iniziare “ sottotono ” (vitalità) Ricordate che comunque “niente è perduto”
  67. 67. Decidete subito il livello di interattività annunciando quando si raccoglieranno le domande (alla fine o si può interrompere?) Prima di rispondere a una domanda, ripetetela ad alta voce per farla sentire a tutti e per allineare le aspettative sulla risposta Ascoltate la domanda guardando la persona, ma rispondete a tutti Spesso è necessario Riformulare le domande, perché possano avere una risposta adeguata (domande confuse, polemiche, asserzioni mascherate da domande, ecc,) G e s t i o n e d e l p u b b l i c o Gestione delle domande e dell’interazione
  68. 68. G e s t i o n e d e l p u b b l i c o Errori nell’interazione con il pubblico Buona domanda ! (dovete spiegare sempre perché è buona) Polemizzare con qualcuno (ne uscirete sempre male) Fare comunella con qualcuno (state parlando a un gruppo, i rapporti privati vanno tenuti da parte) Criticare gli interventi (ogni intervento è sempre il benvenuto e la persona ci sta facendo un regalo). Le persone vanno gratificate per Il loro sforzo (che a volte è notevole). Ringraziate e date sempre segnali positivi!!!! Dare risposte confuse (se non sapete la risposta, ditelo!) Non dare spiegazioni di ciò che fate (spiegate sempre che cosa state facendo e perché, ad es. se usate la lavagna a fogli mobili)
  69. 69. G e s t i o n e d e l p u b b l i c o Come mantenere alta l’attenzione? Cambio di registro (da scientifico a aneddotico, da teorico a esemplificativo, ecc.) Domanda alla platea (trasformare un punto della relazione in una domanda) Voto per alzata di mano (quanti di voi hanno mai scritto un articolo scientifico?) Giochi (facciamo finta di essere una redazione…) Metacomunicare (“oh, vi vedo attentissimi, sono un docente veramente rispettato”, nel caso facciano baccano)
  70. 70. G e s t i o n e d e l p u b b l i c o Ascolto attivo
  71. 71. G e s t i o n e d e l p u b b l i c o Che cosa significa ascoltare attivamente? Dare segnali di feed-back (ad es. con il capo o con la voce) Usare la postura appropriata (sguardo attento, corpo non stravaccato…) Negoziare la “rotta” che deve prendere il discorso (ad es. facendo domande) Cooperare alla creazione del contenuto (integrando con proprie esperienze)
  72. 72. G e s t i o n e d e l p u b b l i c o Casi problematici Polemico Indifferente Giocherellone Scettico Timido Dominante Chiacchierone
  73. 73. C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a 5
  74. 75. Nella comunicazione efficace dobbiamo mostrare prima il disegno del “puzzle”, e poi singoli pezzi C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a Il principio del “puzzle” Scenario, direzione, mappa del percorso
  75. 76. C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a Dare lo scenario, bruciare le notizie Esplicitare in modo chiaro gli obiettivi e il percorso Mostrare l’agenda completa dei lavori Illustrare la/le tesi principali Se possibile, anticipare le conclusioni Ribadire sempre a che punto siamo del percorso
  76. 77. Dal noto all’ignoto Dal semplice al complesso Il filo conduttore Ripetizioni e approfondimenti C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a Trovare un filo conduttore
  77. 78. Quel è il mio obiettivo? Vendere, Convincere? Insegnare? Qual è la cosa o le cose principali che voglio comunicare? Quali sono gli argomenti o gli esempi correlati a queste cose? Quali altre informazioni posseggo che siano pertinenti all’argomento? Sono soddisfatte in modo chiaro le risposte la che cosa, come, quando, dove, perché? C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a Le domande da porsi Qual è il filo conduttore?
  78. 79. C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a Si parte da un bisogno o da un problema Spiegare le questioni note Circoscrivere lo scenario Descrivere la situazione “ terra promessa” “ palazzo in fiamme”
  79. 80. Crea una base comune di partenza , allineando le conoscenze-base dell’uditorio rispetto agli elementi di scenario più generali ( Anticipa tutti i contenuti e permette una loro panoramica (che cosa diremo, che cosa faremo assieme) Anticipa, se possibile, le conclusioni , o la tesi principale, in modo da fornire una traccia all’uditorio (La mia tesi è questa…) Posta l’uditorio ad avere una aspettativa comune (parleremo di questo e non di quello) Stabilisce alcune “ regole di convivenza ” all’interno dell’aula (pause, interazione, eccetera) C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a Il ruolo dell’introduzione
  80. 81. Introduzione Sommario Presentazione Presentazione dell’oratore Allineamento delle aspettative della platea Esposizione delle premesse Formulazione della questione principale Illustrazione generale dell’andamento della presentazione e degli argomenti principali che verranno trattati Presentazione vera e propria C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a Lo schema a blocchi di una presentazione
  81. 82. Dettagli operativi – Dati analitici - Curiosità Esempi – Ragioni – Risposte Macro argomenti Filo conduttore Introduzione C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a L’andamento di una presentazione-standard
  82. 83. Partenza Conclusione Argomenti principali Esposizione Riassunto degli argomenti principali C o s t r u i r e l’ a r c h i t e t t u r a La conclusione “fissa” i concetti La conclusione deve essere una ripetizione sintetica dei punti principali già esposti . E’ sufficiente un: “ allora, abbiamo detto: primo…, secondo…, terzo…. Può eventualmente essere usata una apposita slide di sintesi Vanno fatte delle sintesi intermedia tra capitoli
  83. 84. Parlare in pubblico - Cesare Sansavini; Giunti Demetra Presentare per convincere - Paul Le Roux; Lupetti; 1995 Come parlare in pubblico e convincere gli altri - Dale Carnegie; Bompiani Come si presenta con le slide - Giacomo Mason ; Tecniche Nuove The Minto Pyramid Principle: Logic in Writing, Thinking, & Problem Solving Barbara Minto, Financial Times Prentice Hall - 2001 Bibliografia

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