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Bibliologia Bibliologia Document Transcript

  • LE SACRE SCRITTURE BibliologiaEsdra si era dedicato con tutto il cuore allo studio e alla pratica della Legge del Signore
  • LE SACRE SCRITTURE BibliologiaSchema dello studioObiettivo della materia e verso chiave;La necessita delle Scritture;Il titolo delle Scritture;Il valore delle Scritture;L’ispirazione delle Scritture;Il canone delle Scritture;Le lingue delle Scritture;Scribi, Masoreti, Sinagoga;Filologia;Versi d’oro in originale;Le versioni delle Scritture.Obiettivo della materiaLa bibliologia appartiene a quel ramo della dottrina cristiana che si prefigge di analizzare quantoelencato nello schema. Analizza la formazione della Bibbia e stimola l’approfondimento delle Scritturescoprendone l’utilità nella conversione, nella formazione e nella testimonianza del credente.L’intera Bibbia è stata scritta nell’arco di 1600 anni da 40 scrittori in tre continenti, Asia, Africa, Europa ein tre lingue: ebraico, aramaico, greco Koinè diàlektos. Vedremo nel dettaglio le lingue della Bibbia inseguito.Stimolare lo studioGesù prendeva atto dell’impegno dei giudei studiosi delle Scritture ed esorta anche noi ad essere prontiad approfondire la ricerca di Dio nella Sua Parola, perché essa ci parla di Cristo, ci comunica laconsolazione delle Scritture (Romani 15:4) e ci ammaestra in ogni ambito della vita: personale,famigliare, lavorativa, ecclesiastica. Giovanni 5:39,49Quando Gesù lesse pubblicamente un brano del profeta Isaia nella sinagoga di Nazareth (Luca 4:16segg), per arrivare al capitolo 61 doveva svolgere il rotolo da destra verso sinistra (lungo poco più di 7metri) e riavvolgerlo poi nello stesso senso, dato che l’ebraico si legge da destra verso sinistra. Il passoche Gesù lesse non era previsto fra le letture dei profeti. Dato che anticamente non esistevanosuddivisioni in capitoli e in versetti, sulle quali potersi orientare, non era poi così facile trovare il passodesiderato. Per trovare il testo Gesù doveva conoscere bene la Bibbia ebraica. (Dal libro “Il fascino diQumran”)Esdra fu un uomo dedicato allo studio, alla pratica e all’insegnamento delle Scritture. Esdra 7:10Il suo esempio dovrebbe motivarci ad esaminare con più cura la Bibbia e impegnarci con maggiore zelonell’applicazione dei Suoi insegnamenti a noi stessi. In questo modo saremo da Dio qualificati perinsegnare ad altri la volontà di Dio, tramite l’esempio e la spiegazione delle Scritture.Mediante la Parola di Dio conosciamo Dio, impariamo ad essere guidati dallo Spirito Santo e riceviamopotenza con l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo per essere Testimoni della Parola fattacarne, Cristo il Salvatore. 2
  • La necessità delle ScrittureDio ha parlato di se all’uomo utilizzando diversi linguaggi:la creazione; Romani 1:19-21gli eventi; Giobbe 5:8-13,17,18la coscienza. Romani 2:14,15Al tempo dei patriarchi (Abraamo, Giobbe) gli insegnamenti si tramandavano da padre a figliooralmente.“La scrittura è il miglior modo per conservare la conoscenza”. (Matthew Henry)L’uomo ha bisogno di una rivelazione scritta dei pensieri di Dio e questa la può trovare solo nella Paroladi Dio, la Sacra Bibbia. Il linguaggio della parole è il mezzo più efficace e completo per comunicare congli altri.Gesù non ha mai scritto nulla, ma altri hanno scritto di lui: i testimoni oculari della sua morte e della suaresurrezione. Giovanni 20:30,31; 1 Giovanni 1:1-4L’evoluzione della scritturaLa scrittura cuneiforme è un tipo di antica scrittura che si eseguiva con uno stilo, imprimendo sullargillaparticolari segni composti da brevi incisioni a forma piramidale e appuntita, che possono ricordare deichiodini o dei cunei. Da cui appunto la definizione di scrittura cuneiforme. Si tratta di una delle primeforme di scrittura documentate nel Vicino Oriente, direttamente derivata dalla evoluzione estilizzazione di una precedente fase di scrittura fondamentalmente figurativa, a base di pittogrammi(esempio: geroglifici egizi, disegni che rappresentavano ciò che si vedeva), creata a quanto sembra daiSumeri, primi abitanti storicamente documentati dellantica Mesopotamia (oggi Iraq), fin dalla fine delIV millennio a.C.Al tempo di Mosè esisteva la scrittura consonantica, più avanzata rispetto a quella cuneiforme.Esodo 34:27; 17:14Strumenti di scritturaAnticamente si scriveva in:papiri;pergamene;PAPIROIn seguito, con la scoperta del papiro, si facilitò la stesura di documenti scritti rispetto all’uso dellapietra o dell’argilla.Il papiro è una pianta acquatica molto diffusa nell’antico Egitto, dal gambo di essa, tagliato edessiccato, si ricavavano fogli che si piegavano a “rotolo”. Geremia 36:23,25; Ebrei 10:7Rotolo – volumen 3
  • Gli scritti del Primo Testamento vennero affidati a dei ‘volumi’, cioè a dei rotoli, in cui il materialescrittorio viene arrotolato su un bastoncino, il capitolum. Concretamente, si usavano dei singoli fogliincollati in successione, fino a formare una lunga striscia che si avvolgeva appunto attorno albastoncino. Ecco la ragione del termine latino volumen (ciò che è avvolto). Un rotolo di papiro A. Foglio B. Protocollo C. Fogli verticali D. Fogli orizzontali di pergamena E. Giunture F. Bastoncini di forma rotonda G. CapitolumDi fatto, per ragioni di comodità nel maneggiare il volume, si preferiva avere rotoli non troppo lunghi,sicché il normale rotolo letterario greco raramente superava i dieci metri. Si capisce così anche laragione per cui le opere letterarie antiche di considerevole ampiezza venivano divise in libri, e questi, aloro volta, in capitoli. Bisogna poi notare che il rotolo presentava una scrittura in colonne, per lo piùriservata al solo interno perché non si rovinasse durante lo svolgimento e il riavvolgimento del rotolo.PERGAMENEAl papiro si affianca la pergamena, ricavata dalla pelle di animali trattata, che tende progressivamente asoppiantarlo, specie nelle zone in cui era difficile procurarsi il papiro. La ragione del successo dellapergamena sta però nel fatto che essa è materiale molto più resistente e duraturo, particolarmenteadatto ad accogliere la scrittura su entrambe le facciate, mentre il papiro, sul lato presentante ladirezione verticale delle fibre presenta una superficie meno soddisfacente per i bisogni della scrittura.D’altra parte la pergamena ha i suoi svantaggi: l’alto costo, il fatto che i bordi dei fogli tendano araggrinzirsi e a diventare rugosi e, per quanto riguarda la lettura – come già osservava Galeno ( mediconato nella città di Pergamo all’inizi del II secolo) – la superficie lucida della pergamena affatica molto dipiù la vista, rispetto al papiro. Affianco una pelle di pecora da cui si ricava una pergamena. Lapergamena fatta con pelle di vitello si chiamava “vello”.Le pergamene prendevano il loro nome della città di Pergamo, in Asia minore, attuale Turchia, nellaquale per prima furono prodotte. Forniva anche la possibilità di essere raschiata per riutilizzarla dandovita a quelli che oggi conosciamo come palinsesti (raschiati per scrivere nuovamente).L’apostolo Paolo fa riferimento alle pergamene e Gesù stesso ne ha fatto uso.2 Timoteo 4:13; Luca 4:17,2CODICE (codex)Codex significa libro in latino. È un libro con pagine come lo abbiamo oggi.Il rotolo di papiro o di pergamena presentava difficoltà per la sua lettura qualora i documenti riportatifossero stati particolarmente lunghi.Nel primo secolo non era ancora in uso, ma all’inizi del primo secolo d.C. si cominciò a scrivere su foglirelegati a libro, appunto, i codici (codex). 4
  • Titolo delle ScrittureLa parola “Bibbia” deriva dal greco τὰ βιβλία (ta biblìa), che è il plurale di βιβλίον (biblìon), “libretto”.Ta biblìa (τὰ βιβλία) significa quindi “i libretti”.Bìblos era anche il nome greco della città fenicia di Ghebal (Salmo 83:7; Ezechiele 27:9; Giosuè 13:5),famosa per la produzione di carta di papiro (pianta dal cui interno si ricavava una specie di carta). Con iltermine Biblos si indicava la corteccia del papiro da cui, come detto, si otteneva la superficie sulla qualescrivere. Quindi lo scritto prese il nome dalla pianta stessa, Biblos, che assunse il significato di libro.“Bibbia” è quindi una raccolta di “libretti”. Perché questo plurale? Per il fatto che la Bibbia non eraall’origine un libro unico. Sebbene oggi la Bibbia costituisca un libro unico, in realtà essa è composta dapiù libri (libretti, appunto): 66, per l’esattezza.Il nome greco ta biblìa (i libretti) era già in uso nel 2° secolo della nostra èra. Ne troviamo anche traccianella stessa Sacra Scrittura: “Io, Daniele, meditando sui libri” (Daniele 9:2). Questo passo è reso cosìnella traduzione greca: ἐν ταῖς βίβλοις (en tàis bìblois, “nei libri”; LXX).Nel 1° secolo della nostra èra Paolo scriveva a Timoteo: “Quando verrai porta . . . i libri, specialmente lepergamene” (2Timoteo 4:13); nel testo greco originale: τὰ βιβλία (ta biblìa, “i libretti”).Sebbene spesso siano tradotte con “rotolo/i”, le parole βιβλίον (biblìon, “libretto”) e βίβλος (bìblos,“libro”) compaiono più di 40 volte nelle Scritture Greche.La parola greca τὰ βιβλία (ta biblìa), che è un plurale, fu poi usata in latino come singolare: bìblia. Daquesta parola latina (traslitterata dal greco) deriva parola italiana “Bibbia”.Si deduce, quindi, che dal termine greco “i libri” e da quello latino “il libro”, la natura del testo Sacroche vogliamo approfondire e che abbiamo tra le mani: contiene molti libri ma forma un unico libro, laParola di Dio.Un famoso esponente del cristianesimo antico, autore della famosa traduzione il lingua latina dellaScritture “la Vulgata” (IV d.C.) definì la Bibbia: la biblioteca di Dio.La prima parola del Nuovo Testamento è biblos o libro. Matteo 1:1Il valore delle ScrittureLa Bibbia si presenta come il Libro di Dio ed è espressamente vietato manometterlo con della aggiunteo eliminandone alcune parti. Apocalisse 22:18,19 cfr Deuteronomio 12:32Il valore della Scrittura è immenso. Salmo 119:89; Matteo 5:18; 24:35; Isaia 40:8La Parola di Dio è la nostra regola perfetta di fede e di condotta.È al di sopra della Chiesa, delle nazioni, della sapienza umana.La Bibbia è maestra di vita, è la verità, è saggezza divina, è la via che ci rivela il Padre, il Figlio e lo SpiritoSanto, Un solo Dio. Giovanni 17:17 cfr Salmo 119:93,142,160; Salmo 19:7-11; Matteo 11:25-27 5
  • È la Parola che converte il cuore dell’uomo; Ebrei 4:12,13; 1 Pietro 1:23; Ezechiele 11:19; 36:26;Giovanni 3:3è la Parola che guarisce e libera dai legami spirituali; Matteo 8:8,16; Giovanni 8:31,32è la Parola che ci santifica; Efesini 5:26è la Parola che ci fa amici di Cristo; Giovanni 15:7,10,14è la Parola che ci abilità con l’autorità di Cristo per agire nel Suo Nome, perché la potenza non è in noi, ènella Parola di Dio, nel messaggio che proclamiamo: L’Evangelo è potenza di Dio per chi crede.Romani 1:16Gesù ha vinto la tentazione nel deserto perché rimase saldo in ciò che è scritto vivendolo appieno.Matteo 4:1-11Beati, secondo le Scritture, sono coloro che possiedono una “Bibbia” e la meditano giorno e notte e siimpegnano a metterla in pratica. Salmo 1:2; Giosuè 1:8; Matteo 7:24,25; Luca 11:28; Giacomo 1:21-25; Isaia55:11La Parola di Dio deve diffondersi e il nostro compito principale è questo. La Chiesa “ primitiva” halottato per questo scopo. Quando la Parola “cresce e si afferma potentemente” aspettiamoci un granderisveglio. Il nostro ministero (quello della Chiesa) è divulgare la Parola ed aiutare materialmente gliemarginati, gli ultimi, affinché la Parola annunziata sia creduta a motivo dell’amore mostrato dai loromessaggeri. Atti 2:41; 4:4,31; 6:2,4; 6:7; 8:4; 10:44; 12:24; 13:49; 19:20; Giacomo 1:27 cfr Proverbi 11:25;1 Corinzi 16:1-4; 2 Corinzi 8:1-5La Bibbia è competente in tutte le materie, attuale, non ha bisogno di aggiornarsi, è moderna e allostesso tempo antica. In essa troviamo argomenti soddisfacenti per la famiglia, il matrimonio,l’educazione, i rapporti lavorativi, con lo Stato, nella Chiesa, con se stessi…La Bibbia deve avere un posto di preminenza nella vita della Chiesa di Gesù e nel culto cristiano.La Parola di Dio è in armonia con la scienzaLa Bibbia pur non presentandosi come un trattato scientifico è in armonia con la scienza moderna,elenchiamo alcuni esempi:Il mondo religioso antico non accettava l’intuizione di Galileo Galilei (1564 – 1642), anzi la osteggiavaperseguitandolo. La Parola di Dio affermava questa verità: la terra è un globo e questo già nel 700 a.C.,come aveva compreso Galileo. Isaia 40:22Le istruzioni divine che riguardavano il comportamento da tenere in caso di lebbra, testimoniano diquanto la Bibbia sia in anticipo sulla scienza riguardo all’esistenza dei microrganismi. IgnazSelmmelweis, giovane dottore, direttore di una delle sale di maternità del più famoso ospedaleaustriaco del XIX secolo, per le sue intuizioni intorno al contagio attraverso i microrganismi, istituì illavaggio delle mani. Per questo fu allontanato dall’ospedale. Solo molto tempo dopo si arrivò a rendereobbligatoria la sterilizzazione. La Bibbia la indicava come necessaria secoli prima. Levitico 11:32; 14:8,9;15:5-10; 16:4,26; 17:15,16; 22:6; Numeri 19:7Le norme igienico sanitarie della Bibbia sono in anticipo di secoli rispetto alla scienza. Nel Pentateuco siintuisce l’idea della necessità di una rete fognaria che garantiva la vita senza infezioni mortali (colera,tifo, dissenteria…) dovute alla sporcizia. Tutto ciò 3500 anni prima della sua attuazione da parte degliuomini. Deuteronomio 23:12-13Il collegamento tra lo stato di salute della mente e quello del corpo, sono un anticipazione dellemalattie psicosomatiche. Proverbi 14:30; 17:22 6
  • La circoncisione fatta l’ottavo giorno è testimonianza della “peculiare conoscenza medica” di Dio.L’ottavo giorno di vita è l’unico nel quale il fattore di coagulazione del sangue, che dipende da unavitamina denominata “K” e dalla protrombina è ad un livello tale da garantire una guarigione rapida epriva di conseguenze. Genesi 17:10-12La Parola di Dio è in armonia con la storia, i fatti che la Bibbia racconta sono in sintonia con gli studistorici e non sono frutti di miti o invenzioni umane, come l’archeologia ha sempre dimostrato.La Parola è la Costituzione più importante sulla quale le civiltà democratiche si ispirano. Il codice moraledi Dio è perfetto tale che nessuno uomo può asserire che sia sbagliato.L’ispirazione delle ScrittureLa Bibbia stessa di definisce come “ispirata” da Dio:…ogni Scrittura è ispirata da Dio. 2 Timoteo 3:16Nel testo greco leggiamo “thepneustos” “ispirato da Dio, soffio di Dio”, a significare che tutte leScritture del testo biblico sono opera del soffio di Dio, dell’intervento soprannaturale di Dio, di quelsoffio divino tramite il quale Adamo divenne anima vivente e i discepoli ricevettero lo Spirito Santo e lanuova nascita. Genesi 2:7 cfr Giovanni 20:22La Bibbia è ispirata, mentre gli scrittori usati da Dio sono stati “sospinti”:…non è dalla volontà dell’uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte diDio, perché sospinti dallo Spirito Santo… 2 Pietro 1:21Il termine nel testo greco “upò” significa “sotto”, ad indicare la sottomissione allo Spirito Santo degliscrittori biblici. Essi, sotto l’influenza, la guida, dello Spirito Santo, si sono precipitati, subito, hannoparlato da parte di Dio.Questa differenza è fondamentale, in quanto non è lo scrittore ispirato, ma la Scrittura è ispirata. Noinon ci rivolgiamo all’uomo usato da Dio, ma alla Sua divina Parola.Non è l’uomo che ne determina l’esatta interpretazione, perché è fallibile, mentre la Scrittura èinfallibile. La regola d’oro dell’ispirazione delle Scritture ci dice che LA BIBBIA SI SPIEGA CON LA BIBBIA.In Matteo 22:43 leggiamo “Come mai dunque Davide, ispirato dallo Spirito, lo chiama Signore..”. Iltermine “ispirato” nel testo greco leggiamo “en pneumati”, vale a dire “sotto l’ispirazione onell’ispirazione”, cioè, sotto l’influenza del soffio di Dio.La Bibbia è la rivelazione di Dio e non né attendiamo un’altra. Con umile attitudine ci accostiamo allaParola di Dio per ricevere “illuminazione” su ciò che è “già stato rivelato”. È corretto dire: il Signore miha illuminato, ovvero, fatto comprendere e mi ha parlato tramite la Bibbia, piuttosto che dire il Signoremi ha rivelato, quasi ad intendere che la rivelazione non è solo nella Bibbia.Giovanni 16:12-15 cfr Luca 24:45Dunque, lo Spirito Santo ha rivelato la sana dottrina biblica agli apostoli, in particolare agli scrittori delNuovo Testamento. Non esiste un altro Vangelo leggiamo in Galati. Lo stesso Spirito che ha sospinto gliapostoli è lo stesso che apre a noi la mente per farci intendere (illuminazione) ciò che è scritto e che ciguida nella conoscenza della verità già annunciata duemila anni fa. 7
  • Come Dio ha sospinto lo scrittore?METODO MECCANICO. Secondo questo concetto Dio ha spogliato gli scrittori della loro personalitàdettandogli meccanicamente le Sue Parole.METODO DINAMICO. Secondo quest’altro concetto Dio non ha privato gli scrittori della loropersonalità, ma l’influenza dello Spirito Santo li ha guidati a scrivere ciò che Dio stesso ha voluto. Si èservito delle loro circostanze, dell’ambiente in cui hanno vissuto, del contesto storico.Certamente entrambi i metodi sono stati adottati dal Signore precisando, però, che nel metodomeccanico lo scrittore non ha rinunciato alla sua personalità, ha sempre disposto delle proprie facoltàcognitive, ma, tramite visioni ha scritto sotto dettatura ciò che ha udito e visto.Nel metodo dinamico, per intenderci, facciamo l’esempio del Salmo 22, uno dei salmi messianici piùautorevoli.Lo scrittore del Salmo 22, Davide, descrive, in comunione con Dio e sotto la guida dello Spirito Santo, lasua condizione: sembrerebbe un uomo che soffre molto e ingiustamente. Probabilmente parte delSalmo indica la difficoltà del salmista, tuttavia Davide, sospinto dallo Spirito Santo, profetizzò lesofferenze del Messia, come fece Isaia circa tre secoli avanti.Molte espressioni del Salmo 22 non possono attribuirsi a Davide, come ad esempio la divisione dellatunica, la mani e i piedi forati, il cuore che si scioglie come cera… Sta parlando di un altro!Secondo l’apostolo Pietro lo Spirito di Cristo era nei profeti: “Intorno a questa salvezza indagarono efecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. Essi cercavano di sapere l’epoca ele circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamentetestimoniavano delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle”. 1 Pietro 1:10,11Davide fu re, ma anche profeta. Sebbene non esercitò il ministero del profeta come lo fecero altri,Samuele, Gat, Natan, attraverso i suoi salmi lo Spirito Santo lo guidò per profetizzare la venuta delfuturo Messia e del Suo ministero. Atti 2:29,30Pietro ci spiega come Davide annunziò la resurrezione di Cristo e non la sua.Salmo 16:8-11 cfr Atti 2:29-31Nel Salmo 22 notiamo con quale precisione lo Spirito Santo ci ha parlato della sofferenza del Figlio diDio. Il grido “Dio mio perché mi hai abbandonato” e ancora “spartiscono fra loro le mie vesti e tirano asorte la mia tunica” confrontate con le testimonianze dei Vangeli sorprendentemente mostrano laperfezione dell’ispirazione biblica. Salmo 22:1,18 cfr Matteo 27:46; Matteo 27:35“Io sono come acqua che si sparge, e tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come la cera, si scoglie inmezzo alle mie viscere” (Salmo 22:14). Non conosciamo tra le esperienze di Davide alcune in cui le sueossa si sono slogate, uscite dalla loro sede…oppure il suo cuore che si sciolse come la cera…Quest’ultima espressione, secondo il dott. Hodgkin (Cristo in tutte le Scritture. ADI MEDIA), ci facomprendere la causa del decesso del Nostro Signore: gli si spezzò il cuore per l’oltraggio. Salmo 69:20Morì di quel che comunemente viene chiamato “crepacuore”. Più volte nel Salmo 69 si parla deglioltraggi, degli insulti e del disonore che Gesù ha dovuto sopportare per colpa d’altri. Ma l’essersicaricato dei nostri peccati e il conseguente abbandono da parte del Padre gli spezzarono il cuore. 8
  • Tutto avvenne con assoluta precisione, perché il Libro Sacro che meditiamo è la Santa Ispirata Parola diDio. Vedi anche Salmo 110:1 cfr Matteo 22:43Nel caso di Isaia 53 il profeta, sotto la guida di Dio, considera le sofferenze del servo dell’Eterno, diColui che tutti avevano reputato battuto e rifiutato da Dio, mentre erano i nostri peccati quelli di cui siera caricato. Non parla di se stesso, sebbene anche Isaia affrontò le persecuzioni. La tradizione ebraicaci dice che il profeta del VII secolo a.C. dopo un lungo ministero, circa 60 anni, fu segato vivo dal reManasse, uomo crudele e senza scrupoli, figlio di Ezechia. Isaia 53:4,5,7,8Tuttavia, Isaia non parlava di se, ma di un altro, il futuro Messia. Il Nuovo Testamento è chiaro in merito.Atti 8:34,35In altre circostanze Dio ha dettato le sue parole, come nel caso di Giovanni nell’isola di Patmos, dove furapito e descrisse ciò che vide e udì, senza essere privato, come detto, della sua personalità. Fu lostesso per Geremia, Abacuc e altri. Apocalisse 1:9-11; Geremia 30:2; Abacuc 2:2Inoltre, il testo Sacro di cui abbiamo detto essere “ispirato” lo è secondo due principali criteri:ispirazione plenaria; ispirazione verbale.ISPIRAZIONE PLENARIA. Significa che tutta la Bibbia è ispirata, ogni sua parte. La Bibbia, infatti, noncontiene la Parola di Dio, ma è la Parola di Dio. Non ci sono parti di essa da ritenere non ispirate, Gesùstesso disse che neanche uno iota della Legge passerà, la lettera più piccola dell’alfabeto Greco, o unapice, che era un segno sulle lettere ebraiche o una consonante di cui a volte si faceva a meno.Matteo 5:18ISPIRAZIONE VERBALE. Significa che tutte le parole sono ispirate, ogni singola parola delle Scritture.Anche le forzature grammaticali volute sono ispirate da Dio affinché Dio potesse rivelare se stesso.Infatti la Bibbia ci dice: …e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnatedallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali. 1 Corinzi 2:13Alcuni esempi:⇒ In Gen.1:1 leggiamo: “Bereshìt baràh Elohìm…” = “In principio creò Dio…”. “Elohìm” è il plurale di “Elohà” (Dio) e significa “Dei”, ma il verbo “creò (baràh) non è concordato al plurale, ma espresso al singolare: “In principio Dei creò…”. In questo modo la Parola di Dio esprime l’azione comune e trinitaria della creazione, come anche quando dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gen.1:26) e “E JHWH disse:…Orsù scendiamo laggiù e confondiamo la loro lingua” (Gen.11:7).⇒ Il Dio della Rivelazione biblica è dunque un plurale che è singolare e un singolare che è plurale, come anche in Isaia 6:8: “Chi Io manderò e chi andrà per Noi?”. Il nostro Dio è un “Io” che è un “Noi” ed è un “Noi” che è un “Io”.⇒ L’unità e la pluralità di Dio è anche espressa nello “Shemàh Ishraèl” (Deut.6:4): “Ascolta, Israele: JHWH, il nostro Dio (Elohènu) è Uno” (Ekàd); ora la parola “Ekàd” significa “unità” del composto o unità composita e non “unicità”, “uno solo”, “unico” (che in ebraico è “Elef “= unico). Lo stesso termine “Ekàd” viene applicato all’unione coniugale tra Adamo ed Eva: “E i due saranno per carne (levasàr) uno (ekàd)” (Gen.2:24). Gesù quando dice: “Io e il Padre siamo Uno”(Gv.10:30), Egli pensa a quell’ “Ekàd”, a quell’unità di unione, di comunione e d’amore e non all’ uno (unico) come unicità.⇒ In Giovanni 8:58 leggiamo: “…prima che Abraamo fosse nato, io sono”. La forzatura è evidente e voluta, è la grammatica che si deve adeguare alla rivelazione e non il contrario. Gesù dichiarò ai 9
  • giudei la sua preesistenza, Lui è l’Io Sono, Colui che è, il Nome di Dio che Mosè udì dal pruno ardente sul monte Oreb, la montagna di Dio (Esodo 3:3,13). Il testo greco pertanto ci dice che Gesù parlando di se si definì Egò eimì, Io Sono, associandosi al Dio Unico e Trino.Gli scrittori furono circa 40, molti di loro hanno vissuto in epoche diverse senza mai conoscersi.Ricoprirono anche ruoli differenti: un legislatore, un guerriero, un re, un sacerdote, uno scriba, ungovernatore, un mandriano, un profeta, un pescatore, un ex fariseo, un dottore…Alcune prove dell’ispirazione delle ScrittureCONFERMA NEL LIBRO STESSO. La Bibbia afferma di essere Parola di Dio. Per oltre 2660 volte sonoripetute frasi come queste: “Così dice il Signore…La Parola dell’Eterno mi fu rivolta dicendo…”.Esodo 24:12; Giosuè 1:1; Isaia 34:16; Atti 1:16; Matteo 1:22; 2:15; 19:3-6CONFERMA DI CRISTO. Gesù ha citato le Scritture e attraverso queste ha dimostrato la sua opera.Matteo 5:18; Luca 18:31-33; 24:27,44; Luca 24:44-48CONFERMA APOSTOLICA. Gli apostoli hanno fatto uso delle Scritture dell’Antico Testamento e le stesseepistole venivano considerate ispirate come le altre Scritture. Romani 3:2; 2 Timoteo 3:16;1 Tessalonicesi 2:13; 2 Pietro 1:21; 1 Pietro 3:20,21; 2 Pietro 3:15,16PROFEZIE ADEMPIUTE.AVVENIMENTO PROFEZIA ADEMPIMENTONascita di Gesù Michea 5:1 (710 a.C.) Matteo 2:1Venduto per 30 sicli Zaccaria 11:12 (487 a.C.) Matteo 26:15Mani e piedi forati Salmo 22:16 (1060 a.C.) Giovanni 20:27Israele deportato per 70 anni Isaia 45:13 (700 a.C.); 2 Cr 36:2o,23; Esdra 1:1-4 Geremia 29:10 (600 a.C.)Ritorno in Palestina, stato di Ezechiele 36:24 (V secolo a.C.) 1948 viene proclamato lo StatoIsraele ebraicoCONFERMA DELL’ESPERIENZA. Il cambiamento operato nella vita dei credenti dalla Parola di Dio.Dio ha ispirato le Scritture, le ha preservate da manomissioni servendosi di uomini affinché giungessea noi senza errori. Dio stesso ha vegliato su tutto il processo di formazione della Sua Parola nei secoli.Il canone delle ScrittureCanone dell’Antico TestamentoLa storia del canone biblico è molto affascinante. Dobbiamo percorrere brevemente gli eventi delpopolo ebraico dopo il ritorno dall’esilio, 539 a.C.Il ritorno nella giudea fu certamente sconvolgente per tutti i reduci. Neemia fu turbato alla notizia deipropri connazionali che vivevano nella penuria e nello sconforto. Neemia 1:1-4 10
  • Un paese da ricostruire, un popolo da unificare, un fondamento spirituale da ristabilire. Il popolo diIsraele sembrava non avere una meta, una guida specifica. Dio suscita sempre uomini disposti arisvegliare il rimanente del popolo con una vera consacrazione. Personaggi come Zorobabele, profeticarismatici come Aggeo, Zaccaria e Malachia, sapranno rianimare il desiderio nei giudei di ritornare aDio e alla fede dei padri. Il punto centrale, oltre alla ricostruzione del Tempio, era la Legge. Bisognavanon perdere il fondamento dell’ebraismo: l’insegnamento della Torah.Si diffondono le sinagoghe, luoghi di culto in cui pregare e ascoltare i rabbini nella spiegazione dellaParola di Dio.Nel II secolo a.C. dopo l’espansione dell’impero greco – macedone di Alessandro Magno, un altropericolo per la fede e la cultura ebraica si fa avanti: un cero Antioco Epifane, re di Siria. Cercherà didistruggere la Legge degli ebrei obbligandoli ad aderire alla cultura dei greci. Nascerà un’aspra macoraggiosa battaglia contro l’indipendenza. La famiglia di Giuda soprannominato il Maccabeo(martello) con indicibile coraggio e sprezzo del pericolo si batteranno per la libertà. Il tiranno perderà lasua battaglia.In quel periodo storico gli scritti dei giudei (l’Antico Testamento) verranno tradotti in lingua greca.Il regno greco – macedone di Alessandro Magno, dopo la sua morte, fu diviso e il regno d’Egitto loprese Tolomeo Filadelfo. A lui spettò anche il dominio sulla Palestina. Ad Alessandria d’Egitto il reTolomeo disponeva di una grande biblioteca, conteneva circa 200.000 libri. Il suo incaricato allabiblioteca, Demetrio di Falero, gli disse che ben presto avrebbe incrementato il numero dei libri fino acirca 500.000, aggiungendo che tra i giudei vi erano libri degni di studio. Bisognava farli tradurre inlingua greca. Il consiglio piacque al re Tolomeo che fu magnanimo verso gli ebrei. Scrisse al SommoSacerdote Eleazaro chiedendogli di inviare ad Alessandria rabbini che potessero tradurre gli scritti sacrinella sua lingua. (Giuseppe Flavio – Antichità Giudaiche)70 anziani, rabbini, si presero cura della traduzione: nacque la nota versione dei LXX, detta ancheSeptuaginta.Con l’ingresso di Roma sullo scenario del medio oriente, gli ebrei si ritrovano sotto un nuovousurpatore. Nel 70 d.C. l’imperatore Vespasiano affiderà al figlio Tito la conquista della Giudea, ormairibelle al conquistatore. Siamo nella prima guerra giudaica, sanguinosa, dolorosa per il popolo ebraico.Il conflitto si svolgeva sia all’interno della città, dove i ribelli, la fazione dei zeloti, uccidevano i propriconnazionali che avrebbero voluto arrendersi all’imperatore, mentre fuori l’assedio dei romani si facevasempre più pressante. Dopo una lunga e ammirevole resistenza, i giudei non riuscirono ad evitare ilpeggio. I romani fatta una breccia nelle mura conquistarono la santa città, distrussero il tempiomassacrando tutti gli abitanti. Gesù aveva predetto con lacrime questo evento.Qui di seguito un passaggio dell’opera di Giuseppe Flavio Guerra Giudaica:La città era in preda a un profondo silenzio e a una notte piena di morte, ma anche a qualche cosa dipeggio, i banditi. Scassinando le case, diventate ora dei sepolcri, essi spogliavano i morti e, strappate levesti dai corpi, se ne uscivano sghignazzando; provavano la punte delle spade si cadaveri, e talvoltatrafissero anche dei disgraziati che erano caduti stremati ma non erano ancora morti; non si curavanoinvece di quelli che li supplicavano di dar loro il colpo di grazia, e li lasciavano morire di fame. Chiunquespirava teneva gli occhi fissi verso il tempio distogliendoli dai banditi che si lasciava dietro di sé. Costorodapprima disposero che i cadaveri venissero sepolti a spese pubbliche, non sopportandone il fetore; poi,quando quelli diventarono troppo numerosi, li fecero scaraventare dall’alto delle mura nei burroni.Quando nei suoi giri d’ispezione Tito vide i burroni ricolmi di cadaveri, e un denso liquame fluire sotto icorpi putrefatti, ebbe parole di commiserazione, e levando le mani al cielo chiamò Dio a testimone chetutto quello non era opera sua. Tale era la situazione della città. (Guerra Giudaica capitolo V, 12, 515-519) 11
  • Forse ora comprendiamo meglio il pianto di Gesù verso i “suoi pulcini” che non ha voluto ripararsi sottol’ombra delle Sue ali, perché non hanno conosciuto il tempo in cui sono stati visitati dal Messia.Luca 13:34,35; 19:41-44Gerusalemme era ridotta in cumulo di rovine ancora una volta, sembrava che non doveva più risorgeredalle ceneri. La fede dei giudei fu minacciata di sparire. Si doveva ricorrere ai ripari, era necessario nonperdere la vera ricchezza del popolo di Abraamo e Mosè, ciò che dava un’identità alla propria storia euna speranza per il proprio futuro: la Parola di Dio.Nel 90 d.C. i rabbini riuniti ad Iamnia (vicino all’attuale Giaffa, Tel Aviv) sotto la guida del rabbinoJochanan ben Zakkai (la maggiore autorità rabbinica del momento), stabilirono il canone dell’AnticoTestamento per preservare le Scritture in un momento così difficile per il popolo ebreo. Ormai il Tempioe la città erano distrutte, ma le Scritture erano la loro unica sopravvivenza, ecco perché la necessità diun canone.Decisero di raccogliere tutti i libri ispirati. Infatti fino a quel momento le Sacre Scritture ebraiche nonerano ancora definite. Erano stati stabiliti dopo l’era di Malachia, dai rabbini, i libri profeti ma non c’eraancora una raccolta definitiva. Formarono il canone ebraico, escludendone dieci libri, perché ritenutiapocrifi (sconosciuti). Questi dieci libri apocrifi furono scritti in Egitto all’epoca di Tolomeo (200 a.C.) esaranno inseriti nella Bibbia cattolica romana dal concilio di Trento (1545 – 1563).Schema del canone dell’Antico Testamento secondo il criterio ebraico NEBIIM (Profeti) KETHUBIM (Scritti)TORA (Legge) Poetici; Anteriori Posteriori Rotoli Storici Sapienzali Genesi Giosuè Isaia Salmi Cantico dei C. Daniele Esodo Giudici Geremia Proverbi Ruth Esdra Levitico I e Il Samuele Ezechiele Lamentazioni Nehemia Numeri Giobbe Ecclesiaste I e II Re Profeti Minori I e II CronacheDeuteronomio EsterSecondo il criterio dei LXX adottato poi dalle Chiese Evangeliche:PENTATEUCO (5) LIBRI STORICI (12) LIBRI POETICI (5) PROFETI PROFETI MINORI MAGGIORI (5) (12)Genesi Giosuè Giobbe Isaia OseaEsodo Giudici Salmi Geremia GioeleLevitico Rut Proverbi Lamentazioni AmosNumeri 1 e 2 Samuele Ecclesiaste Ezechiele AbdiaDeuteronomio 1 e 2 Re Cantico dei cantici Daniele Giona 1 e 2 Cronache Michea Esdra Naum Neemia Abacuc Ester Sofonia Aggeo Zaccaria MalachiaI libri dell’Antico Testamento sono 39. 12
  • La parola canone è una traslitterazione del greco κανὡν (kanon), letteralmente canna, bastonediritto. Il termine indicava lo strumento di misura per la lunghezza (solitamente appunto un bastonediritto), donde il significato traslato di regola, prescrizione, forma, modello.Quando parliamo di libri canonici ci riferiamo a quelli che, rispettando le regole dell’ispirazione, sonostati ritenuti da tutti Ispirati da Dio e quindi ne riconosciamo il valore perfetto come regola di fede econdotta.I libri che compongono l’Antico Testamento li abbiamo ereditati dagli ebrei ai quali Dio affidò le SacreScritture. Romani 3:1,2I libri Deuterocanonici sono quelli introdotti nel canone cattolico, come detto in precedenza, definitiApocrifi, che significa: di significato sconosciuto, oscuro, nascosto.La Chiese Evangeliche non hanno riconosciuto in questi libri l’ispirazione di Dio, esattamente come gliebrei che non li hanno introdotti nel loro canone, per le seguenti ragioni:⇒ né Cristo, né gli apostoli del Nuovo Testamento hanno fatto riferimento a questi libri;⇒ i primi padri della Chiesa non li considerarono ispirati, lo stesso Agostino (V secolo d.C.) scrisse che il libro di Giuditta non si trovava nel canone ebraico;⇒ non fanno parte del canone ebraico;⇒ Girolamo, noto traduttore della Vulgata, li inserì precisando la loro utilità solo dal punto di vista letterario, ma non dottrinale;⇒ furono aggiunti dopo al canone dell’Antico Testamento che era già stato completato, come abbiamo visto prima;⇒ alcune espressioni sono in contraddizione con le altre Scritture: opere meritorie salvano dalla morte; le elemosine espiano il peccato; Dio ascolta le preghiere per i morti; la Chiesa Cattolica appoggia la sua dottrina sul purgatorio proprio da II Maccabei 12:38-46; cfr Tobia 4:10; 12:9; Giuditta 9:10,13; Sapienza 11:17; Siracide 3:30; Baruc 3:4⇒ contengono errori cronologici e geografici. I Maccabei 6:1-16; II Maccabei 1:10-17; 9:1-17Il N. T. accenna ad una divisione dellAntico in "Legge e Profeti" (Matteo 11:13; Matteo 22:40; Atti 13:15ecc.), la quale espressione era certamente un modo popolare di designare lintero libro. Altrovetroviamo: "la Legge i Profeti ed i Salmi" (Luca 24:44).Gli Israeliti dividevano le loro Sacre Scritture in:LA LEGGE, cioè i cinque libri di Mosè, detti anche il Pentateuco;I PROFETI, divisi in "Profeti anteriori", vale a dire Giosuè, Giudici, I e II Samuele, I e II Re, ed in "Profetiposteriori", i quali a loro volta si suddividono in "Profeti maggiori" cioè Isaia, Geremia ed Ezechiele, edin "Profeti minori" in numero di dodici;SCRITTI SACRI od Agiografi, i quali comprendono i Salmi, i Proverbi, Giobbe, il Cantico dei Cantici, Ruth,le Lamentazioni, lEcclesiaste, Ester, Daniele, Esdra, Nehemia, I e II Cronache. Questo è lordine in cui ilibri son posti nelle Bibbie ebraiche. 13
  • Argomentazioni, scrittori, dateDa GENESI a DEUTERONOMIO (Pentateuco) scrittore: MosèDalla creazione fino alla vigilia della conquista di Canaan.Periodo. 2500 anni circaDa GIOSUE’ a ESTER (Libri storici) scrittore: Giosuè, Samuele, Geremia e altriDalla conquista di Canaan, la Terra Promessa, fino al ritorno dall’esilio dei giudei durato 70 anni.Periodo. 1100 anni circaDa Giobbe a Cantico dei cantici (Libri poetici) scrittore: Mosè, Davide, Asaf, Esdra, Salomone e altriDalla cultura patriarcale (Giobbe, contemporaneo di Abraamo, 2000 a.C.) ai Salmi, da Mosè a Esdra, dal1500 a.C. al 400 a.C. circa; agli scritti di Salomone, Proverbi, Ecclesiaste, Cantico dei cantici, 900 a.C.Periodo. 1600 anni circaDa ISAIA a MALACHIA (libri profetici) scrittore: i profetiDal profeta Isaia 700 a.C. fino all’ultimo profeta Malachia 400 a.C. circaPeriodo. 300 anni circaCanone del Nuovo TestamentoIntorno al 220 d.C. la Chiesa completò il canone, cioè la raccolta degli scritti sacri, il Nuovo Testamento el’Antico Testamento. Per quest’ultimo fu accettato per intero il canone degli Ebrei.Con il diffondersi della fede cristiana era necessario che l’insegnamento di Gesù dato per mezzo degliApostoli rimanesse invariato. Le lettere degli apostoli e i vangeli circolavano nelle chiese (Colossesi4:16) ed erano la fonte principale di ammaestramento e disciplina. Tuttavia bisognava raggrupparliinsieme, fare in modo che si avessero l’elenco degli Scritti ispirati come le altre Scritture. 2 Pietro 3:15,16Dopo un lungo e difficile lavoro, la Chiesa fissò il suo credo, definì le sue radici, il fondamento della suafede. Lo Spirito Santo aveva guidato questa grande opera di valore, insostituibile. È come se la Chiesaavesse detto: “qui sta la nostra fede”. (dal libro del fr. Volto di Gennaro: Breve storia del cristianesimo)Suddivisione dei libri del Nuovo Testamento.LIBRI STORICI EPISTOLE DI EPISTOLA 66 EPISTOLE APOCALISSE 91/95 PAOLO AGLI UNIVERSALI EBREIMatteo 60/70 Romani 58 Giacomo 61/62Marco 65/68 1 Corinzi 54/58 1 Pietro 63/65Luca 60/70 2 Corinzi 58 2 Pietro 66/67Giovanni 90 Galati 48/57 1 Giovanni 90Atti 60/70 Efesini 63 2 Giovanni 90 Filippesi 63 3 Giovanni 90 Colossesi 63 Giuda 66 1 Tessalon 51/53 2 Tessalon 51/53 1 Timoteo 63 2 Timoteo 67 Tito 65 Filemone 62/63 14
  • Anche la formazione del canone del Nuovo Testamento derivò da un processo storico spirituale moltotravagliato. Verso la fine del I secolo tutti gli apostoli avevano terminato la propria corsa cristiana,tranne l’apostolo Giovanni che in tarda età, tra il 90 e il 95 d.C., scrisse il libro dell’Apocalisse.Dall’analisi dei primi capitoli comprendiamo lo stato spirituale della Chiesa. Pare che il fervore dei primianni si fosse affievolito. È una Chiesa che aveva dimenticato il primo amore, una Chiesa tiepida, chetollerava il peccato.Tuttavia c’era anche una parte della Chiesa che era fedele, come Smirne e Filadelfia.Pare che la potenza dello Spirito Santo con i suoi carismi non fosse presente come al tempo degliapostoli Pietro e Paolo. Non significa che mancava, ma che non era così presente come qualche annoprima. Insomma, la Chiesa stava lentamente cambiando, anche le cariche dei vescovi – pastori nonvenivano più secondo la scelta dello Spirito Santo, ma attraverso altri criteri, per successione apostolicae ciò significava che il formalismo si faceva strada nel tessuto ecclesiastico.Le difficoltà riguardavano anche le dispute teologiche, in particolare contro lo gnosticismo cheaffermava che Cristo non era vero uomo, quindi la sua sofferenza era apparente e non vera; oppure leidee pericolose di un certo Marcione che verso la fine del II secolo stabilì un suo canone nel quale nonreputava ispirati i libri dell’Antico Testamento, mentre solo gli scritti di Paolo erano ispirati, gli altri no.Tutto questo destò immediatamente l’attenzione della Chiesa di quel tempo. I padri della Chiesa(vescovi autorevoli e conoscitori delle Scritture) capirono che bisognava fare un lavoro difficile manecessario. Riunire tutti i libri che circolavano nelle Chiese e fare un elenco di quelli da ritenere ispirati,per preservare la fede cristiana, la dottrina e la condotta. Si basavano su vari criteri: dovevano esserescritti degli apostoli, essendo loro quelli del fondamento, in quanto testimoni oculari del Cristo risorto etra questi anche Paolo; dovevano essere corretti dal punto di vista storico, geografico; non dovevanopresentare insegnamenti in contrasto con le Scritture dell’Antico Testamento…Fu così che si arrivò, come detto in precedenza, alla formazione del canone del Nuovo Testamento, perovviare alle falsità di Marcione, al lassismo a cui si stava andando incontro all’interno della classepastorale e per contrastare la cultura greca che tendeva a trasformare la fede cristiana in una filosofia.Ci furono uomini guidati dallo Spirito Santo come Montano (montanisti) veri è propri pentecostali delmomento che affermarono che è lo Spirito Santo che scegli i suoi ministri e dona il ministero ed ènecessario per la Chiesa il rinnovamento dello Spirito Santo.I fatti narrati avvennero all’interno di uno scenario dove non mancarono le persecuzioni per i cristianidai giudei e dai romani, ma come per un paradosso, aiutarono la Chiesa a non perdere l’unità e l’amoreper l’Evangelo.Argomentazione in sintesi del Nuovo TestamentoVangeli: realizzazione di CristoAtti degli Apostoli: il ministero della Chiesa ripiena di Spirito SantoEpistole di Paolo: dottrina cristianaEpistola agli Ebrei: difesa della fede cristiana (apologia)Epistole Universali: esortazioni alla chiesa dispersa fuori dai confini di Israele (diaspora)Apocalisse: la chiesa glorificata nel Regno dei Dio; ultimi avvenimenti per la salvezza di Israele; giudiziofinale e nuovi cieli e nuova terra. 15
  • Le lingue delle Scritture; Scribi, Masoreti, Sinagoga; Filologia;“Nei tempi passati Dio parlò molte volte e in molti modi” (Eb 1:1, PdS). Questa “parola” di Dio fu messaman mano per iscritto. Oggi la possediamo con il nome di Bibbia. Non fu prodotta tutta insieme adopera di una sola persona, “ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio” (2Pt 1:21). Circa quarantapersone, nell’arco di quattromila anni all’incirca, fecero registrazioni accurate. Fu scritta quindi dauomini? La risposta è sì. Come mai allora possiamo dire che è parola di Dio? “Sappiate una cosa: gliantichi profeti non parlavano mai di loro iniziativa, ma furono uomini guidati dallo Spirito Santo, eparlarono in nome di Dio” (2Pt 1:20,21). Ciò può suscitare perplessità nella mente di un incredulo, ma lepersone che hanno la fede fanno la stessa esperienza di quei tessalonicesi cui Paolo scrisse: “Voilaccettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale operaefficacemente in voi che credete” (1Ts 2:13).Quando s’iniziò a scrivere la Bibbia? Sembrerebbe con Mosè (Es 17:14;34:27; Gs 8:31; Dn 9:13; Lc24:27,44.), circa 3500 anni fa circa.Gli antichi ebrei, depositari dei testi biblici, preservarono sempre con la massima cura i rotoli originalidella Sacra Scrittura. Ne facevano anche numerose copie. Coloro che copiavano le Scritture (i copisti)erano chiamati scribi (in ebraico ‫ – ספרים‬soferìm; da ‫ – ספר‬sofèr, “libro”). I sacerdoti tenevano incustodia gli scritti sacri. Ogni re d’Israele era obbligato ad averne una copia: “Quando salirà al trono,farà copiare per sé, su un libro questa legge custodita dai sacerdoti leviti” (Dt 17:18). La trascrizione eramolto minuziosa, ad opera di scribi che erano altamente qualificati. Di uno di questi scribi, Esdra, si diceche “era uno scriba esperto”. - (Esd 7:6).La filologia (dal greco φιλολογία (filologhìa), composto da φίλος (filos, "amante/amico" e λόγος (logos,"parola/discorso"; quindi: l’"amore per lo studio delle parole"), è la disciplina che studia i testi letteraricon lo scopo di ricostruirli nella loro forma originaria attraverso lanalisi critica e comparativa delle fontiche li testimoniano. La critica testuale ha invece lo scopo di pervenire, mediante varie metodologied’indagine, ad una interpretazione che sia la più corretta possibile del testo.Dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 della nostra èra e la conseguente dispersione dei giudei, lalingua ebraica andò via via sparendo. Dopo pochi secoli erano veramente pochi quelli che ancorariuscivano a leggere l’ebraico. Sorsero allora i masoreti. Costoro (‫ ,בעלי המסורה‬baalèy hamasoràh,“maestri della tradizione”) erano scribi eruditi e che tra il 7° e 9° secolo della nostra èra studiarono esistematizzarono la Bibbia ebraica (Tanàch). Per evitare errori contavano addirittura le lettere. Questaloro meticolosità ci garantisce l’accuratezza del testo. Essendo ormai l’ebraico una lingua morta, imasoreti idearono un sistema di vocalizzazione, essendo l’alfabeto ebraico solo consonantico (le vocalinon venivano scritte ma aggiunte a voce durante la lettura). I masoreti avevano talmente rispetto per iltesto biblico che escogitarono un modo per aggiungere le vocali e gli accenti senza toccareminimamente le consonanti: punti e trattini vennero messi sopra, sotto e dentro le consonanti.Quando i masoreti ritenevano che il testo fosse stato alterato oppure non ricopiato bene da precedentiscribi, non si permisero di modificare il testo, ma annotarono le loro osservazioni a margine. Nel testomasoretico attuale abbiamo quindi annotazioni su forme o combinazioni inusuali e perfino la frequenzacon cui ricorrevano all’interno di un singolo libro o dell’intera Bibbia. Altre loro annotazioni eranod’aiuto ai copisti per eseguire controlli incrociati. Un sistema di codici abbreviati, da loro stessi ideato,rendeva tali note molto concise. Perfino una piccola concordanza trovò posto in cima e a piè di pagina.I masoreti erano molto meticolosi. Lo scriba doveva usare come modello una copia dovutamentericonosciuta come autentica. Non era consentito scrivere memoria. Lo scriba doveva verificare ognilettera prima di scriverla. “Un’idea della cura con cui assolvevano i loro compiti è data dalla regolarabbinica secondo la quale tutti i nuovi manoscritti dovevano essere riletti da correttori e le copiedifettose immediatamente scartate”.- 16
  • Nel 1947 si ebbe la prova di quanto erano stati accurati i masoreti. Fino ad allora i più antichi manoscrittiebraici completi disponibili risalivano al 10° secolo della nostra èra. Nel 1947 furono rinvenuti, in alcunecaverne nei pressi del Mar Morto, diversi frammenti di manoscritti antichissimi, fra cui parti dei libridelle Scritture Ebraiche (tra cui il libro completo di Isaia). Diversi frammenti erano anteriori al tempo diGesù. Furono quindi raffrontati con i manoscritti ebraici esistenti per verificare l’accuratezza dellatrasmissione del testo. Fu sorprendente l’uniformità fra questi testi ritrovati e quelli della Bibbiamasoretica oggi in nostro possesso. “Molte delle differenze tra il testo contenuto nel rotolo [di Isaia]del monastero di S. Marco e quello masoretico possono essere interpretate quali errori di trascrizione;a parte questo, si osserva nel complesso una notevole concordanza tra il primo e i manoscrittimedioevali; che un testo di tanto più antico concordi con altri più recenti, costituisce una prova di piùdell’accuratezza della versione tradizionale . . .È perciò motivo di meraviglia il constatare quanto pochesiano state le alterazioni apportate al testo in un periodo di circa mille anni”. (Millar Burrows,professore).I masoreti diedero un grande contributo alla critica testuale.La Bibbia nelle sue lingue originali (ebraico, aramaico e greco) è la Parola di Dio.Gesù e gli Apostoli parlavano in Ebraico e in Aramaico: le lingue dei Patriarchi e dei Profeti.Si dice che a volte “il traduttore” può diventare un “traditore” della Parola: si traduce infatti a volte nonconoscendo bene le lingue originali nella loro struttura e nelle sue regole, ma facendo traduzioni daaltre traduzioni, come successe nel Medio Evo, quando si traduceva a spanne nelle lingue neolatinecorrenti la Bibbia non dall’originale, ma dalla traduzione “Vulgata” latina del monaco Girolamo, facendoappunto “una traduzione di una traduzione” e allontanandosi così dai testi e dai significati originari.Solo nel periodo umanistico-rinascimentale (1400-1500) nacque l’esigenza di una traduzione fedele aitesti originali. Fu quello il tempo della Riforma Protestante, che dette origine a un nuovo amore per laParola di Dio; questo amore si chiamò: “Filologia”, cioè amore della parola e per la parola, per quelloche significava in sé e per sé quando veniva scritta. Nasceva così la prospettiva storica e il rispettodell’autore o scrittore antico studiato. Si evitava con l’”abbraccio filologico” rispettoso, quell’”abbracciobarbarico” proprio del Medio Evo, quando si faceva dire nella traduzione quello che lo Scrittore nonintendeva affatto dire, ma quello che gli si voleva far dire per difendere ideologicamente le proprie tesi,manipolando in questo modo la Parola di Dio.La Filologia ci fa scoprire i significati spirituali originari e autentici della Parola di Dio come fu scrittaallora con tutte le sue sfumature e le sue particolarità di significato ignote alla cultura moderna,rispettando la cultura e il pensiero dell’autore ispirato.Il “greco biblico” del Nuovo Testamento non è il “greco classico” di Omero e dei Filosofi, ma un grecoparlato dal popolo, detto “koinè diàlektos” o “lingua comune”, basata sul dialetto attico, che con leconquiste di Alessandro Magno si diffuse (a partire dal IV sec. a. C.) in tutto l’arco del Mediterraneoellenizzato. Questa lingua era parlata, usata e compresa dal popolo in tutto il mondo civilizzato di alloratanto ad Atene come a Roma e a Gerusalemme.Col tempo la “koinè diàlektos” eliminò tutti dialetti e le parlate locali, affermandosi come lingualetteraria.Il Nuovo Testamento fu scritto in questa lingua e, perciò, poteva essere accessibile e comprensibile atutti gli abitanti dell’Impero romano. “Pilato fece un’iscrizione e la pose sulla croce. V’era scritto: Gesù ilNazareno, il Re dei Giudei. L’iscrizione era in ebraico, in latino e in GRECO” (Gv.19:19-20): questo perproclamare a tutto il mondo di allora, che parlava queste lingue, la regalità di Gesù. 17
  • Versi d’oro in originaleALFA è la prima lettera dell’alfabeto greco, come una prua che apre (A) e OMEGA è l’ultima come unapoppa (Ὦ) che chiude; IOTA è la più piccola. Quando Gesù disse : “Io sono l’Alfa e l’Omega” è come seavesse detto: “Io sono la A e la Z” e infatti aggiunge: “Il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine” (Apc.22:13)La Bibbia termina con questo messaggio personale di Gesù Cristo,come se affermasse: Io sono l’interoalfabeto della Bibbia, della storia e della tua vita, che non potrai mai decifrare e decodificare senza diMe, che sono l’intera Parola di Dio. Giovanni 1:14Quando il termine “Kyrios” (Signore) è preceduto dall’articolo (ò Kyrios), si riferisce sempre a Gesù;mentre “Kyrios” senza l’articolo si riferisce a Dio (Signore), alla Divinità in generale ed è la traduzionedell’ebraico “Adòn” (Signore), termine apposto al tetragramma impronunciabile del nome divino:J H W H (Es.3:14).Fil.2:11: “Ogni lingua confessi che Gesù è Signore (Kyrios è senza articolo)” cioè “Dio”.1 Cor.12:3: “Nessuno può dire Gesù è Signore (senza articolo: cioè Dio) se non per lo Spirito (in greco: “kaioudèis dùnatai eipèin Kyrion Iesoùn”).Ancora in merito all’uso dell’articolo in greco: • “è Charis” (con l’articolo) è la Grazia: l’amore gratuito e immeritato di Dio verso l’uomo l’opera gratuita della salvezza da parte di Dio, cioè quello che Dio ha fatto per l’uomo (Ef.2:7) • “Charis”(senza articolo) esprime la gratuità della salvezza, cioè il modo di essere salvati senza le opere della Legge, gratis • “ò Nomos” (con l’articolo) è sempre la Legge mosaica (la Torah) • “Nomos” (senza articolo) è la legge naturale (Rom.6:14).Gv.15:5 “Chi dimora (menon:participio presente) in Me ed Io in lui, porta (fèrei: indicativo presente) moltofrutto”, significa: chi continua a dimorare in Me ed Io in lui, continua a portare molto frutto1 Gv 3:6 “Chi dimora (mènon: participio presente) in Lui,non pecca (amartànei. indicativo presente), chipecca (amartànon: participio presente) non l’ha conosciuto”, significa: chi continua a dimorare in Lui, noncontinua a peccare, chi continua a peccare, non l’ha conosciuto1 Gv.3:9 “Chi è nato da Dio non commette (poièi) peccato, perché il seme di Dio dimora (mènei) in lui e nonpuò (dùnatai) peccare…”: tutti e tre questi verbi sono all’indicativo presente e perciò significano: chi ènato da Dio non continua a commettere peccato, perché il seme di Dio continua a dimorare in lui e nonpuò continuare a peccare. Il peccato per il credente non è più un vizio o una cattiva abitudine, ma soloun’eccezione dato che “ se diciamo di essere senza peccato,inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.Se però confessiamo i nostri peccati Egli è fedele e giusto da perdonarci…se qualcuno ha peccato,abbiamo un avvocato presso il Padre:Gesù Cristo” (1 Gv.1:9; 2:1).Gv.9:29 dice:”Noi sappiamo che Dio ha parlato (lelàleken) a Mosè”. “Lelàleken” in greco è tempoperfetto ed indica un’azione compiuta nel passato, ma che perdura ancora al presente, e, perciòsignifica che Dio non solo ha parlato a Mosè, ma parla ancora oggi a noi.Ebr.1:1 “Dio (ò Theòs) avendo parlato (lalèsas=participio aoristo) ai padri per mezzo deiprofeti…”:significa che il Padre parlò una volta per sempre ai padri per mezzo dei profeti; “…alla fine diquesti giorni parlò (elàlesen=indicativo aoristo) a noi nel Figlio”: significa che Gesù è l’ultima e l’unicadefinitiva parola di Dio e da parte di Dio e non ce ne saranno altre.L’amore “filèo” (da cui deriva il termine “filìa) è l’amore tra gli amici ed è quello che ci fa maturare 18
  • L’amore “agapào” (da cui deriva il termine “agàpe) è l’amore di Dio, quello infinito, quello che amadisinteressatamente, eroicamente, fino al sacrificio di sé, quello che ci perfeziona e ci salva. Si ricordicome in Gv.21 15 Gesù chiede a Pietro per due volte: “Mi ami (agapàs) tu?”. Pietro risponde con “Filèo”.Allora Gesù la terza volta abbassa la pretesa della sua richiesta e gli chiederà : “Filèis me?”. Pietrorisponderà sempre con “Ti amo di un amore di amicizia e non di un amore agape, perché non sonostato capace di dare la mia vita per te, come invece avevo detto nel cenacolo l’ultima sera. Il N.T.utilizza questi ultimi due verbi: “filèo” e “agapào”.Ricorda sempre che la natura ti forma, la cultura ti informa, il mondo ti deforma, Cristo ti trasforma.Anche il verbo “vedere” si esprime in vari modi, assumendo diversi significati: ad esempio in Gv. 20:1-10dove si parla della corsa al sepolcro, vengono usati per i tre protagonisti tre verbi diversi col significatodi “vedere”:“Blèpo” è il vedere di Maria Maddalena = visione sensitiva, emotiva, superficiale, tanto che pensa divedere un ortolano (Gv.20:1)“Theorèo” è il vedere di Pietro= visione razionale sul sepolcro vuoto e sui pannilini lasciati giacenti (ingreco: kèimena= afflosciati su se stessi, come se il corpo del Signore fosse sgusciato fuori) (Gv.20:6)“Orào” è il vedere di Giovanni= visione amorosa e di fede nel Signore risorto (Gv.20:8: “vide ecredette“).La parola “servo” assume vari significati nel greco biblico: • “doùlos” è il servo-schiavo, legato, incatenato • “diàkonos” è il servo che amministra • “thèrapon” è il servo assistente e curante • “oikètes” è il servo domestico • “mìsthios” è il servo ad ore.Paolo si definisce sempre come “doùlos Christoù Iesoù” (schiavo di Gesù Cristo): Rom.1:1.Versioni delle ScrittureQuanti manoscritti originali o autografi abbiamo della Bibbia? Per quanto ne sappiamo, nessuno.Questo potrebbe sorprendere i semplici, che forse non sanno molto di manoscritti antichi. Oggiabbiamo migliaia di manoscritti di varie parti della Bibbia. Con “manoscritto biblico” intendiamo unacopia scritta a mano (completa o parziale) della Bibbia. I manoscritti biblici sono per lo più in forma dirotoli e di codici. Cosa fosse il rotolo è di facile comprensione. Il codice era invece costituito da una seriedi fogli piegati, poi riuniti e legati insieme sulla piegatura; questi fogli erano scritti su entrambe le faccee inseriti in una copertina. Assomigliavano dunque ai nostri attuali libri.La stampa a caratteri mobili (in argilla) fu inventata, a quanto pare, in Cina intorno all’anno 1000. Sihanno notizie storiche di stampe effettuate con caratteri mobili in legno in Corea, dove all’inizio del1200 si passò ai caratteri mobili in metallo. Tale tecnica di stampa giunse poi in Europa, tanto che iltedesco J. Gänsfleish (più conosciuto come Gutemberg), nel 1440, inventò una rivoluzionaria pressa perla stampa. La sua prima edizione stampata fu la Bibbia.Prima dell’utilizzo della stampa a caratteri mobili gli scritti originali della Bibbia (e le loro copie) eranoscritti a mano (da qui il nome di “manoscritti”).Il catalogo antico più famoso per la storia della formazione del canone delle Scritture Greche èindubbiamente il Frammento Muratoriano. Tale frammento fu scoperto da Ludovico Antonio Muratori 19
  • nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Lui stesso lo pubblicò nel 1740. Fa parte di un codice manoscrittodi 76 fogli di pergamena di 27x17cm ciascuno. Il frammento è lacunoso: manca sia linizio sia la fine deltesto. Il Frammento Muratoriano è in latino e risale all’ultima parte del 2° secolo (gli studiosi datano ilFrammento Muratoriano tra il 170 e il 200).Questo documento attesta l’esistenza dei quattro vangeli e presenta una collezione canonica di 13lettere di Paolo; in esso manca la parte iniziale, ma dato che il frammento definisce Luca come il terzoVangelo si desume che Matteo e Marco erano stati già menzionati.Manoscritti pre-cristiani:Il papiro di Nash: fino al 1947 era il manoscritto più antico e più famoso dell A. T. Scoperto nel 1902, fuacquistato dallinglese W. L. Nash da un antiquario egiziano che disse di averlo trovato nei dintorni diFajum, in Egitto. Datato da alcuni al I sec. a. C. e da altri al I/Il sec. d. C., contiene soltanto alcuniframmenti del A. T. (Esodo 20:1-17; Deuteronomio 6:4-9).Manoscritti di Qumran: Questi importantissimi manoscritti furono ritrovati quasi casualmente nelloWadi Qumran, che scorre ad occidente del Mar Morto, circa 15 Km a sud di Gerico. Un beduinoquindicenne mentre si arrampicava lungo le pareti scoscese scorse una fessura nella parete rocciosa; vigettò dentro una pietra e sentì il rumore di qualcosa che andava in frantumi; si infilò nellapertura e siritrovò allinterno di una vasta grotta. Invece del tesoro che sperava di scoprire, si trovò davanti delleanfore di terracotta di circa 60 cm di altezza, dentro le quali erano custoditi dei rotoli di cuoio. Dopocomplesse vicende, questi rotoli passarono dalle mani del pastorello a quelle di esperti archeologi che siresero subito conto di trovarsi davanti a manoscritti di epoca pre-cristiana. Questo avveniva nel 1947.Esaminate tutte le grotte della riva occidentale del Mar Morto, vennero ritrovati altri rotoli e migliaia diframmenti. Nella località dove vennero ritrovati questi rotoli, sorgeva, a partire dal II sec. a. C., unacomunità religiosa giudaica; ad essa si deve lesecuzione e la conservazione di questi manoscritti. Ditutto labbondante materiale ritrovato non tutto è stato finora analizzato e pubblicato. Il pezzo piùnoto è senzaltro il primo rotolo di Isaia, che fu trovato nella prima grotta di Qumran. In seguito vennealla luce anche un "secondo rotolo di Isaia". Il primo rotolo consta di 7 strisce di cuoio accuratamentelavorate e cucite insieme con filo; raggiunge la lunghezza di m. 7,34 e la larghezza di cm. 26. E’ diproprietà dellUniversità Ebraica di Gerusalemme. Contiene in 54 colonne, il testo completo del profetaIsaia. Dopo ripetute analisi di carattere archeologico, paleografico, storico e fisico-chimico, si è giuntialla conclusione che il rotolo sia stato scritto intorno al 100 a. C.ESSENI. Non ci sono molte notizie documentate su questa setta. Comparsa intorno al II secolo a.C. escomparsa con la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. Pare che fossero una comunità ascetica, cioè,separati dal mondo per vivere piamente e in ubbidienza alla Legge. Si costruivano case e mantenevanocon il proprio lavoro la comunità. Solo pochi si sposavano, molti desideravano evitare dellecontaminazioni, seppur non giudicassero il matrimonio cosa spregevole. Probabilmente nelle rovine diQumran, dove furono scoperti i rotoli del mar morto, rinvenuti all’interno di caverne in giarecontenenti, appunto, molti scritti biblici, viveva una comunità di esseni che preservarono tali scritti. Ilnoto storico Giuseppe Flavio (Gerusalemme 37 d.C. – Roma 100 d.C. circa) li descrive come una setta cheviveva in comunità caratterizzata da amore reciproco e che godeva fama di particolare santità.Dividevano le proprie ricchezza mettendo tutto in comune affinché non ci fosse nessuno privo delnecessario. Recitavano molte preghiere, lavoravano ed erano devoti a Dio. (Guerra Giudaica, II / 119-161)Altri manoscritti ebraici: scoperti nel corso del sec. XIX, risalgono ad epoche molto più tardive: fra il500 e il 1000 d. C.Manoscritti greci e post-cristiani. Codice Vaticano: Questo è uno dei manoscritti più importanti; è unmagnifico Codice. E’ chiamato "Vaticano" perché è conservato a Roma nella biblioteca vaticana, sin dal1481. Comprende l’A. T. a partire da Genesi 46:28 (versione greca dei LXX), e il N. T. fino ad Ebrei 9:14. Estato datato intorno al IV sec. d. C. composto da 759 fogli di pergamena (617 fogli A. T. e 142 N. T.); ogni 20
  • foglio ha le dimensioni di cm. 27,5 x 27,5 e contiene 3 colonne di 42 righe ciascuna. Probabilmente haavuto origine ad Alessandria dEgitto.Altri codici e versioni:Codice Sinaitico; Codice Alessandrino; Codice di Efrem; La Versione del LXX; versione di Aquila; versionedi Simmaco; versione di Teodozione; l’Esapla di Origene; versione Latina Antica (VETUS); versioneVulgata di Girolamo; versione Italiana Dugentista; la Bibbia del Malermi; la versione del Brucioli (sec. XV– Evangelica); la versione di Giovanni Diodati del sec. XVII; la versione Riveduta (1906-1924) ; la versionedi Giovanni Luzzi (1921-1931); la Bibbia Concordata; la Nuova Diodati (1990); la Nuova Riveduta (1994). BIBLIOGRAFIADispense Scuola Biblica Milano; SIB Lombardia; Cristo in tutte le Scritture; Commentario Esegetico Matthew Henry; DizionarioBiblico Renè Pache; Biblista (sito); Evangelico.it; note del fr. Pino Scalabrino; Breve Storia del Cristianesimo di Volto diGennaro; Una Storia di Israele di Volto di Gennaro; Testo Greco; Dizionario Greco Classico 21