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Luoghi Spaltung economie del soggetts

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Lacan Lacan Document Transcript

  • PASQUALE STANZIALE ASCOLTARE LACAN (Note su luoghi, logiche ed economie del soggetto) Ascoltare LacanJ. Lacan: elementi per la definizione di un percorso Ichspaltung e alienazioni in Lacan Cyberanalisis Schemi, grafi e figure OKA 2012
  • SIGLE BIBLIOGRAFICHELe sigle sottoindicate rimandano a opere o seminari di/su JacquesLacanCF : Les complexes familiux dans la formation de lindividu, Paris ,Navarin, 1984.E : Ecrits , Paris, Seuil, 1966 edizione originale francese.S : Scritti, Torino, Einaudi, 1984 edizione italiana (tr. it. a cura diGiacomo Contri).S I : Les écrits techniques de Freud, Paris, Seuil,1975 (tr. It. Gliscritti tecnici di Freud- 1953-54- Torino, Einaudi, 1978).S II : Le moi dans la thèorie de Freud e dans la technique de lapsychanalyse, Paris, Seuil, 1978 (tr. It. Lio nella teoria di Freud enella tecnica della psicoanalisi- 1954-55- Torino, Einaudi, 1991).S III : Les psychoses, Paris, Seuil, 1981 (tr. It. Le psicosi- 1955-56-Torino, Einaudi, 1985).S IV : La relation dobjet et les structurs freudiennes (1956-57) in Larelation dobjet, a cura di J. Alain-Miller, Paris, Seuil, 1994 (tr. it. inSeminari di Jacques Lacan- 1956-59, Parma, Pratiche, 1978), (Larelazione doggetto, Einaudi, Torino 1996).S V : Les formations de linconscient (1957-58), Bulletin depsychologie t XI 1957-78- t XII-1958-59 (tr. it. in Seminari di Jacques Lacan- 1956-59, Parma,Pratiche, 1978).S VI : Le désir et son interprètation (1958-59) in Bulletin depsychologie T XIII 1959-60 (tr. it. in Seminari di Jacques Lacan-1956-59, Parma, Pratiche, 1978).S VII : Lèthique de la psychanalyse, Paris, Seuil, 1986 (tr. it. Leticadella psicoanalisi- 1959-60, Torino, Einaudi, 1994).S IX : Lidentification (1961-62), dattiloscritto.S X : Langoisse (1962-63), dattiloscritto.S XI : Les quatre concepts fondamentaux de la psychanalyse, Paris,Seuil, 1973 (tr. it. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi,Torino, Einaudi, 1979).S XVII : Lenvers de la psychanalyse (1969-70), Paris, Seuil, 1991.S XX : Encore, Paris, Seuil, 1975 (tr. it. Ancora, Torino, Einaudi,1983)..S XXIII : Le Sinthome (1975-76), Ornicar? 6-11, 1976-77.------------
  • JACQUES LACANElementi biografici Discendente da una famiglia di commercianti di aceto Jacques, Marie, Emile Lacan nasce, alle 14,30 il 13 aprile del 1901 a Parigi, nel III arrondissement. I valori della famiglia sono ispirati ad una stretta osservanza religiosa, ma ciò non esclude la presenza di conflitti tra le famiglie del ceppo Lacan, principalmente a causa del carattere autoritario del nonno di Jacques, Emile, che spesso umilia Alfred, il padre di Jacques. Negli anni della prima guerra mondiale Jacques risulta essere un adolescente piuttosto arrogante con molti interessi intellettuali. Insofferente rispetto ai valori della tradizione familiare si appassiona a Spinoza prima, ed a Nietzsche poi, ostentando un certo desiderio di distinguersi rispetto allambiente familiare e scolastico. A diciassette anni ha il primo rapporto sessuale. Si occupa con un certo affetto del fratello Jean-Marc, il quale in seguito, decide di entrare nellordine dei benedettini invece di diventare ispettore alle finanze, come vorrebbe Jacques. Nel 1919 termina i suoi studi al collège Stanislas. Incontra C. Maurras. Jacques si laurea, quindi, in medicina e, il 4 novembre del 1926, presenta il suo primo malato. Passa poi dalla neurologia alla psichiatria e presta servizio negli ospedali di Sainte- Anne e Henri-Rousselle. Per un periodo viene anche assegnato allInfermeria della Prefettura di Polizia. Nel 1930 lavora alla clinica del Burgholzli sotto la direzione di Hans Maier. Successivamente ritorna allospedale di Sainte-Anne. Nel 1931 pubblica STRUTTURA DELLE PSICOSI PARANOICHE in cui risulta evidente linfluenza del suo maestro Clérambault con il quale, subito dopo, entra in conflitto. Si occupa quindi di follie simultanee, di paranoia femminile, di disturbi del linguaggio e viene a conoscenza della teoria saussuriana della lingua. Entra poi in contatto con lambiente surrealista e si occupa del caso di Marguerite Pantaine, un caso di paranoia che ha molta eco sulla stampa dellepoca per i suoi risvolti cronachistici e giudiziari. Lacan, alla fine degli anni venti, diviene lamante di Marie-Therese Bergerot. Successivamente si innamora, ricambiato, di Olesia Sinkiewicz, moglie di Pierre Drieu la Rochelle. Vari viaggi in Europa. Discute la tesi del dottorato in medicina nel 1932. La tesi LA PSICOSI PARANOICA NEI SUOI RAPPORTI CON LA PERSONALITÀ ha molti riscontri positivi nellambiente letterario. Successivamente Lacan comincia lanalisi con Rudolph Lowenstein con il quale entra presto in conflitto.
  • Nel 1933 si interessa al famoso caso delle sorelle Papin e comincia a seguire ilSeminario di A. Kojève.Nel 1934 sposa Marie-Louise Blondin nel municipio del XVIII arrondissement.Viaggio di nozze in Italia. Successivamente Lacan supera il concorso comeprimario nei manicomi, posto che non occuperà mai.Nel 1936 comincia a formulare la teoria dello STADIO DELLO SPECCHIOtenendo presente gli studi di Henri Wallon, Kojève e Koyré. A Marienbad- il 3agosto 1936, alle 15,40- viene esposta ufficialmente la teoria dello STADIO DELLOSPECCHIO che risente anche degli studi di Melanie Klein di cui prende le partinella disputa tra questa e Anna Freud. Lesposizione viene interrotta da E. Jonesdopo quaranta minuti. Prime riflessioni sulla teoria dellIMMAGINARIO.Il 20 dicembre del 1938 Lacan è ORDINARIO SPP per lintercessione decisiva diEduard Pichon e malgrado che Lowenstein ritenga poco ortodosso il training fattopresso di lui da Lacan.Continua ad interessarsi di filosofia sulla scia di quanto recepito attraverso Koyré eKojève, in particolare il confronto tra Hegel e Freud.Frequenta sempre lambiente dei surrealisti ed ha una relazione con la moglie diBataille, Sylvia.L8 gennaio 1937 nasce Caroline Image Lacan.Nel frattempo Lacan frequenta anche lambiente dei pittori parigini di cui cominciaa collezionare opere.Sempre nel 1937 viene chiamato a collaborare allEnciclopédie Française per lavoce sulla famiglia.Il 3 luglio 1941, sotto loccupazione nazista, Sylvia Bataille mette al mondo Judith-Sophie figlia di Lacan.Lacan è medico personale di Pablo Picasso.Nel 1941 compra un appartamento al n. 5 di Rue de Lille, appartamento chediventerà il suo studio.Nel 1945 Lacan si occupa del SOFISMA DELLA LIBERTÀ e procede ad unarevisione della teoria freudiana.Nel 1949 tiene una conferenza a Zurigo sullo STADIO DELLO SPECCHIO COMEFORMATORE DELLA FUNZIONE DELLIO in cui riprende organicamente laformulazione del 1936.Nel 1951 acquista una villetta a Guitrancourt che diventerà luogo di feste e diospitalità per molti intellettuali europei dellepoca. È vicepresidente della SPP.Dal 1951 al 1953 Lacan sviluppa la sua teoria del TEMPO DI DURATA dellaseduta psicoanalitica.Lacan assiste ad una seduta pubblica di Pio XII a Roma.Dà inizio al SEMINARIO.Studia lantropologia di C. Lévi-Strauss. Tiene una conferenza a Roma suFUNZIONE E CAMPO DELLA PAROLA IN PSICOANALISI. Elabora la teoria deiregistri di IMMAGINARIO- SIMBOLICO - REALE.Nel 1953 si scinde la SPP. Fondazione della Societé Française de Psychanalyse(SFP).Nel 1954 incontra C. G. Jung.Nel 1955 incontra M. Heidegger a Friburgo. Heidegger, successivamente, è ospite diLacan a Guitrancourt.In questo periodo Lacan formula i concetti di NOME-DEL-PADRE e diFORCLUSIONELacan tiene una conferenza a Vienna nel 1956 sulla COSA FREUDIANA.Nel 1957 studia la linguistica di Roman Jakobson. Lacan concede, quindi, unaintervista a LEXPRESS dal titolo CLEFS POUR LA PSYCHANALYSE.Nel 1958 a Royaumont Lacan presenta LA DIREZIONE DELLA CURA E IPRINCIPI DEL SUO POTERE.Nel 1960 partecipa a Bonneval al dibattito sullo STRUTTURALISMO. Tiene poi ilSeminario sulla LETTERA RUBATA cui aveva già lavorato nel 1957. Il 15ottobre 1960 muore il padre di Lacan Alfred.Nel 1961 Lacan dedica il Seminario al TRASFERT e sviluppa un commento alSIMPOSIO platonico. Elabora, nel frattempo una struttura topologica del soggettoin opposizione alla EGO-PSYCHOLOGY.
  • Nel 1963 J. Lacan e F. Dolto vengono espulsi dalla International PsychoanalyticAssociation dopo una serie di vicende e di conflitti. Lascia S. Anne e tiene i suoiSeminari allEcole Normale Supérieure di Rue dUlm.Dal 1963 al 1968 Jacques Alain-Miller rielabora e presenta la summa delle teorielacaniane. In questo periodo Lacan entra in contatto con Umberto Eco. Si reca poiin viaggio in Giappone.Lacan fonda nel 1964 lÈcole Freudienne de Paris che, nel 1971, conta 271membri.Nel novembre del 1966, per la decisa iniziativa di F. Wahl escono LES ECRITS perle ED. DE SEUIL. Lacan quindi si reca ad un simposio a Baltimora. In questoperiodo Lacan si occupa dellelaborazione del MATEMA e studia i NODI.Nel 1967 Lacan firma il manifesto a favore di R. Debray e il manifesto a sostegnodegli studenti in rivolta. Contatti con D. Cohn-Bendit.Lacan, nel 1968, fonda la rivista SCILICET che pubblica articoli senza firma.Nel 1969 Lacan subisce due tentativi di aggressione. Gli viene negata la sala per leconferenze allENS, così Lacan si trasferisce alla Facoltà di Diritto del Pantheon.Tiene il Seminario LENVERS DE LA PSYCHANALYSE su L. Wittgenstein.Lacan si reca per la seconda volta in Giappone nel 1971. Si occupa ancora delMATEMA in relazione a Wittgenstein.G. Deleuze e F. Guattari pubblicano, nel 1972, LANTI-EDIPO.Viaggio mancato di Lacan in Cina, nel 1973, con M. A. Macciocchi. Studio delcinese e incontro con rappresentanti del governo cinese. Muore la figlia Carolinementre Lacan è in Albania.J. Alain-Miller, genero di Lacan, tiene una conferenza a Roma. Fondazione dellarivista ORNICAR? J. Soury studia i problemi logici e topologici connessi con leteorie lacaniane.Nel 1973 Lacan presenta il MATEMA dellidentità sessuale. Sviluppa quindi ilquadrato logico di Apuleio e la FORMULA DELLA SESSUAZIONE.Allocuzione di Lacan alla Sorbona, il 16 gennaio 1975, su J. Joyce e quindiSeminario LE SINTHOME sullo scrittore irlandese. Giro di conferenze negli StatiUniti nel 1975.Nel 1980 Lacan scioglie lÈcole Freudienne de Paris. Fondazione de La CauseFreudienne e de l’Ècole de la cause freudienne.Il 9 settembre 1981 Jacques Lacan muore a Guitrancourt.
  • ASCOLTARE LACAN(Note su luoghi, logiche ed economie del soggetto) In unepoca sempre più visionaria e piena di rumori di fondo ascoltare è sempre piùdifficile. Linvito è dunque ad ascoltare per rintracciare, in qualche modo, ladelineazione di un senso. È questa una metafora ma anche il compito fondamentale delsoggetto supposto sapere. Ascoltare dunque il logos-aletheia del soggetto: ciò cheLacan ha fatto per più di mezzo secolo. Ascoltare le voci di fondo della sua epoca, ciòche Lacan ha fatto in modo sapiente, isolando i discorsi più significativi: Kojève, Lèvi-Strauss, Heidegger ed altri. E tutto questo ascoltare ha attenuto ad un parlare, più che aduno scrivere, un parlare teso ad essere metafora totale, che comprende il silenzio, checomprende la confidenza con il nulla e con il padrone assoluto: la morte. Da qui partequello che deleuzianamente1 può ben definirsi il nomadismo dellelaborazionelacaniana, cosa sono, in particolare, i Seminari se non quel deterritorializzare eriterritorializzare saperi, definire nuove direzioni di flussi, interpretare ed aprire accessia nuovi campi di forze.... Di là da ogni liquidatoria incomprensibilità ora è possibileconfrontarsi in pieno con un pensiero forte2 che si colloca al centro del contemporaneoe/o del post-moderno dato che Lacan è pure ciò che è venuto dopo di lui, sulla sua scia,da Deleuze e Guattari a Luce Irigaray ed altri, alle varie associazioni e scuole che siispirano alle teorie lacaniane. In particolare a tutte quelle contaminazioni produttive chenascono da suggestioni ed applicazioni lacaniane, valga per tutti lampio edindubbiamente innovativo itinerario di ricerca di S. Zizek3 per quanto riguarda lambitostorico e i comportamenti di massa.Ascoltare Lacan significa accedere ad un confronto con lerranza dei saperi, significaoperare, ancora deleuzianamente, il taglio nel caos come piano dimmanenza produttivodi concetti, significa fare i conti con la logica del significante, con i giochi cruenti chela verità instaura col desiderio, significa accedere al mondo delloggetto /a/: luniversodei sostituti originato dalla alienazione strutturale del soggetto (... i prodotti, dice Lacan,alla cui qualità, nella prospettiva marxista del plusvalore, i produttori potrebberochiedere conto, invece che al padrone, dello sfruttamento che subiscono4), luniversodellio, a sua volta preda di una alienazione seconda, di un ordine simbolico dominante ecostituente, dominio relativo alla predominanza nel mondo contemporaneo delluniversorelativo alloggetto /a/ ed ai quattro discorsi lacaniani. Ciò che può costituire lo spazio 1 Deleuze- Guattari, Che cosè la filosofia? Einaudi, Torino 1996 2 F. Papi, Un pensiero forte, in La psicoanalisi n. 10, Astrolabio Roma 1991 pag. 155 3 S. Zizek, Il Grande Altro, Feltrinelli, Milano 1999 4 J. Lacan, Radiofonia Televisione, Einaudi, Torino 1982, pag. 16
  • critico di una economia politica dellimmaginario di cui abbiamo già parlato altrove5 edi cui è necessario individuare segmenti, percorsi e coaguli in vista di unaconsapevolezza critica, sempre più urgente, rispetto alle aree di dominio incombenti.Altro spazio, inoltre, in cui comincia a farsi interessante, di là da ogni interessatatopregiudizio, è il confronto con i modelli teorici lacaniani da parte delle neuroscienze,campo ancora in gran parte da dissodare malgrado che alcuni contributi siano giàilluminanti6 in senso generale. Un esempio in tal senso è il campo percettivo: quando siritiene che la normale percezione.... è una sorta di allucinazione con gradi di libertàridotta7 non siamo in pieno nel concetto di fantasma che regge la realtà del Lacandegli anni ‘60 con tutti gli annessi e connessi...1Un in-fans davanti ad uno specchio: Lacan ci mostra le sue reazioni in tre momenti,fino a quando la sua prima conquista è una alienazione strutturale (Vedi SchemaStadio dello specchio ed Edipo), primaria identificazione di una lunga serie, emergeredellimmaginario e di nuove dimensioni delle psicosi infantili. Così il soggetto cominciaa costituir-si, ma il suo percorso deve giungere ad unaltra alienazione strutturante: è ilpassaggio edipico ripreso da Lacan con un diverso approdo. La differenziazionesessuale comporta lidentificazione del bambino con il fallo, desiderio della madre (ildesiderio, hegelianamente è desiderio del desiderio dellaltro); ma ecco che questaidentificazione viene ostacolata dalla figura paterna nella forma della Legge del Padre:ciò che viene riconosciuto pure dalla Madre. Cosi abbiamo che il fallo torna al Padreche viene a rappresentarne il detentore ma anche un ordine: ordine di linguaggio, ordinesimbolico, simbolismo che marca limmaginario. Castrazione, come dire, istituzionale,alienazione strutturante e quindi soggettivizzazione che definisce ormai il soggettocome terzo nella struttura familiare.A livello linguistico si tratta di rapporti tra significanti in cui emerge un significantepadrone (il fallo) nellambito di una struttura metaforica che si converte nel Nome delPadre, simbolo marcante lidentificazione secondaria.Un momento anche importante è quello relativo al rapporto tra il soggetto e il suocorpo. Si tratta del rimando ad una fase precedente allo stadio dello specchio, mariguardante pure la formazione dellideale dellio e del narcisismo (S 669) (Vedi Figure1, 2, 3).2Il reale qui è causalità psichica, lomologo della pulsione freudiana, è la causa motrice.Le altre due dimensioni o registri del soggetto sono limmaginario e il simbolico (reale,imaginario e simbolico- il cosiddetto nodo borromeo- costituiscono la struttura deipiani del soggetto8 determinandolo) la cui relazione fa da schermo rispetto al reale.Questa relazione ha una consistenza fantasmatica ed instaura il rapporto tra il soggettoe loggetto del suo desiderio secondo la formula $ <> altro. Limmaginario è lascansione/rapporto che si produce dallimpossibilità di accedere alloggetto del desideriopervenendo alla costituzione dellio. Lordine dellAltro è quello dellineliminabillecondizione simbolica di ordine sociale e inconscio: lAltro luogo dellinconscio, ilGrande Altro simbolico, lAltro come mediatore della verità9.3Parlare, ascoltare, ancora, un bambino che gioca, da solo, con un rocchetto e dice fort-da infinite volte. Così il bambino lascia trasparire il desiderio ma soprattutto laperturaal linguaggio, questo linguaggio che ha la stessa struttura dellinconscio, questa 5 Debord, Vaneigem ecc., SITUAZIONISMO- Materiali per una economia politica dellimmaginario, a cura di P. Stanziale, R. Massari Ed. Bolsena (Viterbo) 1998 6 G. Edelman, Natural darwinism 1987, S. Kauffman, The origin of Order 1993, A. Modell, Other Times, Other Realities 1990, S. Jordan, Systems Theories and Apriori Aspect of Perception 1998 7 F. Napolitano, Alla ricerca di un luogo comune tra mente e cervello, il manifesto 10.8.2000 8 B. Ogilvie, Lacan. Le sujet, PUF Paris 1987 pag.117 9 Clément, Bruno, Seve, Per una critica marxista della teoria psicoanalitica, Ed. Riuniti, Roma 1975 pag. 127
  • parola che sottende una barra di separazione, una barra che barra il soggetto, che tagliala significazione.Il rapporto Significante/significato è la legge saussuriana che Lacan assume comefondamentale nel linguaggio. Sono due reti con una barratura piuttosto consistente. Apredominare è quella superiore del significante, di cui già abbiamo visto come elementoprimordiale il fallo che viene poi a rappresentare il significante fondamentaledellinconscio: simbolo per eccellenza, senza realtà doggetto, indicatore della mancanza-a-essere.Slittare è il termine che si addice al significato, movimento incessante rispetto allasupremazia del significante: ciò che nel Seminario sulla Lettera rubata (S 7) di Poe,sapientemente delineato da Lacan, prende forma come catena del linguaggio in cui siafferma il predominio del significante nel suo legarsi e coprire altri significanti in untrama che si fa Ordine in cui il soggetto può trovare riconoscimento nella misura in cuivi si rivolge, necessariamente soggiacendovi.La dialettica intersoggettiva lacaniana nasce da questi ordini di relazioni e si visualizza ,completandosi, nello Schema L (Vedi) in cui il Soggetto (che rimanda allEs freudiano)si rivolge agli oggetti (altro) del suo desiderio i quali, nellessergli proibiti, originanouna relazione immaginaria del soggetto con altri oggetti (a) costituendo lIo. Ma chi tirale file di tutto ciò è lAltro, sia esso, laltra scena dellinconscio sia esso lordinesimbolico: in ogni caso si tratta sempre di significanti in funzione predominante.4Parlare è domandare, incessantemente, domande che ricevono se stesse invertite. In talespazio giocheranno lanalista e il soggetto. Basculazione della parola, quindi, ebasculazione della verità, verità della parola piena, performativa. Parola che conduce alsignificante originario, sempre il fallo, questa mancanza della madre, che è il ritornocontinuo del soggetto.Si ascolta dunque un soggetto costitutivamente decaduto perché scisso, diviso tra un iodella maschera e ciò che si pone sullaltra scena, il luogo costituente del rimosso.Il parlare del soggetto rimanda ad un altro soggetto, il soggetto dellinconscio, soggettoche è un effetto, effetto di linguaggio, effetto di un ordine e dunque di una struttura.Questa struttura è generatrice, crea nella misura in cui è originata da una mancanza, undifetto centrale che dà il moto allinconscio, alle sue rappresentazioni, ai suoi ritornicontinui sulla stessa soddisfazione la quale, più che riguardare un oggetto ben definito,riguarda sempre e solo il ritrovamento di sé, in tal modo loggetto è sempre perduto10. Èil gioco di una mancanza senza fine: ciò che costituisce il destino del soggetto, ciò cheproduce il ritorno delloggetto come non-rappresentabile, ovvero come significante-oggetto diverso, allucinazione o altra scena che sia.Infine è la mancanza, essa si localizza in un corpo, si espande verso il piacere e siscopre desiderante, si volge così agli oggetti, sostituti molteplici, e si fa parola chechiede, come si è visto, e torna poi allAltro di cui non può fare a meno: Ordine in cuideve perdersi per ri-trovarsi come ri-conosciuto (Vedi Schema della coscienzainfelice).Allascolto la scena si presenta con un nuovo modello di struttura. Una struttura cheimplica una epistemologia non tradizionale ma riferita ad una logica diversa anche dalpunto di vista temporale. La divisione, il dentro e il fuori, un rapporto particolare tra ilprima e il poi, una mancanza che non riguarda il reale: ecco i nuovi termini di unalogica strutturale della soggettività. È da questa logica che emerge linsoddisfazione,linsufficienza di ogni oggetto rispetto ad un soggetto diviso e marcato da unamancanza.5 Un soggetto parla. Il suo discorso è un testo che lascia trasparire un pre-testo nelle suelacunosità, nelle sue forzature, nelle sue cadute logiche. Il testo che opera al di sottorimanda allinconscio, alle sue formazioni: produzione ineliminabile, giocata tra visioni,desideri, domande. Come il fantasma, formazione che si produce tra conscio einconscio, schermo e scena mediante cui la realtà acquista sostegno11. Formazioneimportante quella del fantasma sia perché ha in sé i fondamenti dellio, sia perché le suemodalità di articolazione sono direttamente connesse con lerranza del desiderio rispettoalloggetto verso cui è diretto. E, mentre nella parola la mancanza-a-essere (mancanzacome privazione, frustrazione, castrazione) viene ad essere rappresentata da unsignificante, nel fantasma vi è un eccesso ad un qualche modo dessere12 . 10 G. Contri, Nozioni fondamentali della teoria di Lacan, in Cahiers pour lanalyse, Boringhieri, Torino 1972, pag. 250 11 J.A. Miller, Schede di lettura lacaniane, in AA VV, Il mito individuale del nevrotico, Astrolabio, Roma 1986 12 J.A. Miller, cit. pag. 89
  • 6Laltro testo, quello cancellato, nelle sue formazioni segue regole relative ad unastrutturazione su due assi linguistici fondamentali13 che sono quelli della metafora(sostituzione/condensazione) e della metonimia/sineddoche (combinazione/spostamento). La metafora riguarda linserimento di un significante in una catenasignificante in sostituzione di unaltro significante che rimane latente e disponibile perunaltra catena significante. La metonimia/sineddoche riguarda la sostituzione disignificanti per rapporto di continuità, sostituzioni per cui va ad intendersi tra altrefigurazioni: la causa per leffetto, leffetto per la causa, il contenente per il contenuto,lastratto per il concreto la materia per loggetto. Si può affermare che luniverso delsintomo ha una consistenza metaforica mentre la metonimia nel suo non-sensoapparente produce una processualità particolarmente importante come quello delsapere->dominio->godimento. Qui il desiderio metonimicamente si separa dalladomanda in una dialettica che richiama lAltro /A/ il quale come inconscio (discorsodellAltro- sapere senza soggetto) non rimanda che a se stesso, a ciò di cui fa difetto.Tale processualità in Lacan, nel passaggio dalle riflessione degli Scritti a quelle deiSeminari, acquista una marcata centralità nella teoria dei quattro discorsi (Vedi schemaDiscorso del rovescio della Psicoanalisi).7Ascoltiamo un discorso amoroso e vediamo che lamore cerca una infinita differenza esi procura infinite unificazioni (S IV 22). Ma il problema centrale resta il dare nelrapporto amoroso, ovvero la relazione doggetto in cui loggetto è immaginario,simbolico e reale, come Lacan ci ha insegnato. Loggetto ovviamente rimanda a unamancanza, per cui si ama ciò di cui si manca, ciò di cui si è privi, ciò per cui si èfrustrati, ciò che è riconducibile alla castrazione: tutte figurazioni che il desideriogioca tra limmaginario e il simbolico. Per Lacan questi percorsi, questi coaguli,conducono al tema freudiano del Padre, la cui scomparsa (morte, uccisione) produceuno spazio simbolico di presenze richiamate il cui complemento è sempre immaginario(castrazione come mancanza simbolica, fallo immaginario ecc.).Lacan procede per ambiti paradossali che poi si chiariscono nellarticolazione: dopo ciòche dalla mancanza conduce al padre ecco che ritorna sul dono in amore. Il dono è datodal vuoto del proprio desiderio. Lo scambio amoroso diventa così una dialettica dellamancanza strutturata su tre figure: il soggetto, laltro, lAltro come vettore dellamancanza. In tale spazio il dono è appello, richiesta, domanda, ovvero la parola sospesasul vuoto, parola che rivela in quanto vela il nulla generatore.8Ascoltiamo il soggetto parlare di sesso. Lacan ci dice che la sessualità è un luogo in cuiluomo non si trova assolutamente a suo agio14, ovvero niente va così male come irapporti tra uomo e donna. Rapporti tra parlanti, ciò che già complica le cose rispettoagli animali (il sesso fa corpo in quanto essere parlante15), rapporti che riguardano ilgodimento dei corpi, godere come jouer, godere come parola ma anche come emozione.Rapporti che non sono rapporti: non cè rapporto sessuale, sostiene Lacan, dato che ilrapporto non è propriamente sessuale e daltra parte il godimento non stabilisce unrapporto16.Lacan ritiene che tutto ciò che è godimento nellessere parlante comporta uno scarto,una devianza: ciò che impedisce linstaurarsi di qualcosa che possa definirsi rapporto.Nel godimento il soggetto com-prende qualcosa che si nasconde in quanto in-dicibile,vale a dire che, come in gran parte delle formulazione lacaniane, anche qui il centro,lelemento attivante è altrove, spiazzamento, eccentricità. Ciò riguarda pure il godimentofemminile di cui Lacan parla (1978) come qualcosa di cui non ci siamo ancora ben resiconto... riguarda gli effetti secondari successivi allatto sessuale, in particolare nelladonna.....17 la quale viene raggiunta dalluomo solo fallendo nellambito dellaperversione o anche luomo incontra una donna con la quale succede di tutto: cioè quelfallimento in cui consiste la riuscita dellatto sessuale18.9 13 R. Jakobson, Essais de linguistique général, Ed. de Minuit, Paris 1963, pag. 61 14 J. Lacan, Del discoro psicoanalitico, in Lacan in Italia, La Salamandra, Milano 1978, pag. 190 15 J. Lacan, Alla " Scuola freudiana", in Lacan in Italia, pag. 239 16 J. Lacan, op. cit. pag. 211 17 J. Lacan, Excursus, in Lacan in Italia cit. pag. 219 18 J. Lacan, Radiofonia Televisione, Einaudi Torino 1982 pag. 93
  • La struttura e il soggetto: ecco il rapporto fondamentale che costituisce uno dei politeorici più produttivi in Lacan.Struttura qui oltrepassa laccezione strutturalista pur comprendendone precisecoordinate di ordine linguistico e antropologico (Jakobson, Lévi-Strauss). Essa tende adassumere una connotazione dialettico-determinante (assoggetta il soggetto e lo dirige) ditipo marxiano, ma nella misura in cui si articola col soggetto intorno ad una mancanzaattivante rivelata dalla psicoanalisi.Il soggetto non è un dato di partenza19 ma si costituisce da un qualcosa che gli preesiste,lAltro, ovvero emerge come soggetto dellinconscio, come significante per un altrosignificante, soggetto di linguaggio nella struttura metonimica del desiderio.In ogni caso il soggetto e la struttura sono presi nella logica del significante che è unalogica strutturale della mancanza, come si è detto. Questi elementi di teoria convergono,dopo un percorso di elaborazioni, in un sistema di sole quattro lettere (che ricorda ilquadrato logico AEIO delle proposizioni aristoteliche) nello sviluppo topologico dellateoria dei quattro discorsi. In tale ambito il soggetto, come opportunamente rileva J.A. Miller20, soggiacendo alla dinamica delle identificazioni non obbedisce al principiodi identità e si specifica come $, barrato come mancante-a-essere, o algebricamentecome √-1. La catena significante è data da S1.....S2. La lettera a rappresenta loggettocome prodotto del soggetto in una prima fase. Successivamente questa lettera assumeuna funzione abbastanza importante. Essa è loggetto nella formula del fantasma $ <> ache inquadra landamento del desiderio. Successivamente essa viene ad assumere unaconsistenza reale come scarto, elemento irriducibile, produzione, resto. Questo sistemaa quattro lettere ormai piuttosto in via di giusto abuso è il seguente. S1 --> S2 ---- ---- $ <-- aQuesto schema è il discorso dominante, discours du Maître, matrice per la produzionedi altri tre discorsi fondamentali quali quelli dellisterico, delluniversità e dellanalista(Vedi Schema del Discorso del rovescio della psicoanalisi).10Marguerite Duras, James Joyce, lAmleto shakespeariano: tra altri, territori letterari incui Lacan porta la sua peste. Così vengono riterritorializzati ulteriormente ambiti qualilangoscia, il rapporto tra sguardo e visione21, il Joyce-sinthomo22, il desiderio nella suainterpretazione (S VI) (Vedi Grafi 1, 2, 3, completo).In particolare i Seminari di J.A. Miller23 mostrano, come il Finnegans Wake è untrionfo del sapere sulla verità, ovvero il godimento della scrittura che traduce unalingua che è dellinconscio e che non passa per limmaginario, rimanendo simbolicopuro. Per quanto riguarda invece lAmleto, inteso lacanianamente come soggettomoderno, Lacan, tratta del desiderio oltre lhegelismo e il freudismo, desiderio nella suadinamica metonimica di rinvio ai vari significanti, vettore di una mancanza nellAltro24.Amleto viene confrontato con Edipo e ne esce come colui che dispone di un sapere, mache è dellAltro, ne esce come il soggetto che ha il proprio desiderio ancorato allemodalità di una mancanza, di un perduto che è da scontare e che ritorna come barraturadellAltro.Questi alcuni rimandi al continente della critica darte di derivazione freudiana ed a cuiLacan ha contribuito con sollecitanti itinerari di indagine.11I matemi lacaniani oggi sono variamente applicati e la terminologia lacaniana, comenelle intenzioni del suo creatore, si adatta in modo dialetticamente produttivo ad ambitidiversi come rete significante utilizzabile nelle predisposta estensibilità della sualettera. Ancora una volta il riferimento è a Zizek che sembra, più di altri, aversviluppato una parte di ciò che è definibile come lal di là della psicoanalisi,proponendo una lettura di Lacan oltre la clinica, ovvero proponendo unainterpretazione innovativa dei termini lacaniani. In tal senso Zizek articola moltoprovocatoriamente la sua visione critica del Grande Altro richiamando, con una certacontinuità, la dialettica hegeliana. Si delinea così una omologia tra il Geist hegeliano edil Grande Altro da intendersi, questo, come un universo di discorso che nella sua trama 19 J.A. Miller, cit. pag. 80 20 J.A. Miller, cit. pag. 81 21 J. Lacan, in Marguerite Duras, Albatros, Paris 1975 22 J. Lacan, in Joyce & Paris, CNRS 1975 Roma 1998 pag. 31 e segg. 24 J. Lacan, Amleto, in La Psicoanalisi, n. 5, Astrolabio Ubaldini Roma1989 pag. 12 segg.
  • di significanti involge il soggetto secondo una specie di astuzia della ragione25. Taleuniverso del Grande Altro presenta come elementi costitutivi: la fiction e la fantasy,ovvero il plot simbolico generale e la strutturazione immaginaria apparentementetrasgressiva 26 rispetto al potere che sostiene strutturalmente questo universo. Tra ilsoggetto e il Grande Altro viene poi a stabilirsi una serie di rapporti dialettici attraversocui è possibile leggere la cultura di massa e non solo.Zizek segue Lacan con una certa costanza di riferimenti anche per quanto riguarda ledimensioni soggettive delimmaginario, del simbolico e del reale, ma anche per quantoriguarda lapplicazione della teoria dei quattro discorsi ad ambiti storico-geografici edalla critica darte, in particolare per ciò che riguarda il cinema come ambito ricco diindicatori in grado di rendere conto di vari aspetti della realtà contemporanea27. In talepercorso la dimensione filosofica è preminente come modalità di approccio alla criticadel Potere (Grande Altro) nei suoi risvolti osceni (il Grande Altro può collassaremostrando il suo vero volto) e nelle sue strategie di discorso28.12Ascoltare Lacan che individua nella dimensione linguistica ciò che istituisce unrapporto tra psicoanalisi e cibernetica: si tratta di ordini di pensiero e di scienza (S II371). Partendo dalla distinzione tra scienze esatte e scienze congetturali Lacan ponela domanda: cosè il reale ? La risposta univoca che giunge, in una prima fase, dallescienze è che il reale è ciò che si ri-trova sempre allo stesso posto. Ma qui nasce ladivaricazione tra le scienze, dato che se da una parte il reale pertiene allesattezza essonondimeno, in altro ambito riguarda limpossibile, riguarda lannodarsi e lo snodarsi conil simbolico e limmaginario.Attraverso unaltra domanda: che cosè una porta ? Lacan delinea il concetto dimessaggio cibernetico e di rete banale (S II 383), ovvero parla dello sforzo dellacibernetica di collegare il reale ad una sintassi. Si ripropone così, ancora una volta, ilproblema delle semantica e quindi del senso (orientamento della macchina da partedelluomo) e quindi del desiderio.La cibernetica, indica Lacan, pone in risalto la frattura tra ordine simbolico eimmaginario, questo immaginario che di fatto tende a invertire i discorsi, a spiazzare lealterità dei desideri, a configurare realtà fantasmatiche (Vedi Cap. Cyberanalysis).13Ascoltare Lacan per il discorso sul soggetto come soggetto della scienza. Una scienza,quella della psicoanalisi, che nel suo statuto viene a comprendere, attraverso il matema,i canoni di una trasmissibilità necessaria di questo sapere.Lacan ci dice che noi possiamo sapere, ci è lecito accedere al sapere della sua Scuola,ad una teoria del pensiero che procede anzitutto con un trattamento trascendentale delsignificante29 che conduce al funzionamento di base del pensabile e ciò in relazione conuna critica della filosofia che va da Aristotele a Galilei, a Cartesio, a Kant.Laltra prospettiva che emerge in modo complementare a questa è quella di unamatematizzazione del significante e della delineazione del suo spazio logico. Viene cosìa compimento il progetto di una teoria del pensiero che si completa con il passaggiodalla logica del significante alla teoria della lettera, ovvero di ciò che produce, inqualche modo, un sapere: la lettera, appunto (vedi lIstanza della lettera e il SeminarioEncore).Si tratta di una teoria che tiene ben conto del bourbakismo nel distinguere il calcolodalla deduzione, nel dare alla lettera un valore di costituzione e non solo di referenza.Una teoria aperta questa che Lacan ci propone e che negli ultimi esiti si propone comeun mostrare di più oltre il linguaggio scritto: è un invito e una indicazione chesottendono una necessità di sviluppo. 25 A. Piotti, Voci, in S. Zizek cit. pag. 203 26 A. Piotti, cit. pag. 204 27 S. Zizek, The sublime object of ideology, Verso London- New York, 1989 S. Zizek, Looking awry: an introduction to Jacques Lacan troght popular culture, Mit Press, Cambridge Mass., 1991 S. Zizek, Enjoy your symptom!: Jacques Lacan in Hollywood and out, Routlege, London- New York, 1992 S. Zizek, Everything you always wanted to know about lacan (but were afraid to ask Hitchcock), Verso SZ, London, New York, 1992 S. Zizek, Gaze and voice as love objects, R. Salecl and SZ Ed. Duhram, Duke Un. Press, 1996 S. Zizek, Cogito and the inconscious, SZ Ed. Duhram Duke Un. Press, 1998 28 S. Zizek, Il grande altro cit., pag. 112 29 J.C. Milner, Jacques Lacan, pensiero e sapere, La Psicoanalisi, cit. pag 134
  • 14E dunque un soggetto e la scienza, ovvero le modalità di esistenza dellapsicoanalisi (S 859). Temi questi affrontati negli anni sessanta da Lacan e centrati sualcuni fondamenti quali i cambiamenti radicali attraverso cui la scienza procede, ilsoggetto in causa in questi mutamenti, la posizione propria del soggetto come soggettodella scienza (la psicoanalisi).È dal concetto di discontinuità epistemologica di Koyré (differenza tra epistememoderna ed episteme antica- alogicità dello sviluppo del pensiero scientifico- analisidella dinamica dei rapporti tra scienze e filosofia- unità formale dei saperi-30) cheLacan parte per porre in discussione il rapporto tra la scienza e la temporalità ponendoin evidenza cambiamenti radicali, immissioni e reazioni31 .Lacan pone in questione il soggetto in rapporto ai saperi. Si tratta del soggettocartesiano, questo soggetto che Lacan enuclea dal cogito considerandolo il soggettodella scienza. È questa disconnessione che taglia i saperi e instaura un nuovo piano didiscorso scientifico. È questo nuovo soggetto che viene a contrapporsi al discorsoscientifico che cerca di sopprimerlo. Un soggetto dotato di statuto 32 uno statuto che èrelativo perché pertinente ad un discorso altro e ad un sapere altro, al di fuori di ogniessenza ritenuta assoluta ed eterna.15Ascoltando Lacan è concretamente emergente una epistemologia come correlato ad unpensiero forte. Gault, in tale ambito33 mostra come affrontando il rapporto tra scienza etemporalità Lacan individui nel Dio degli Ebrei la nascita della scienza moderna, conriferimento ad un percorso che va dallordine monoteistico instaurato da Mosè (rispettoal disordine pagano) alla teoria copernicana (ideale monocentrico) a Cartesio ed aNewton che preparano e già delineano un mondo-sistema in cui Dio tende a nonintervenire più.La creazione stessa, come qualcosa che nasce dal nulla, per Lacan autorizza lo sviluppodi saperi scientifici staccati e distinti da ogni riferimento alla divinità.Il messaggio di Dio agli Ebrei, infine, quello che Lacan pone nella bocca dellAngelo diYahvè, alla domanda di Mosè su chi fosse, la risposta Je suis ce qui je suis, sta adindicare un autoreferenzialità per cui il sapere si scinde dalla verità improntando diquesta distinzione tutto il pensiero medievale.La psicoanalisi riprende questi temi studiando proprio i rapporti tra la verità e il saperescientifico. 30 A. Koyré, Studi galileiani, Einaudi Torino 1969 31 J.L. Gault, Pour une èpistemologie lacanienne, in Connaissez-vous Lacan?, Seuil Paris 1992, pag. 211 32 J.L. Gault, op. cit. pag. 214 33 J.L. Gault, op. cit. pag. 216
  • J. Lacan: elementi per la definizione di un percorsoLA FILOSOFIALinsegnamento di J. Lacan si presenta con notevoli risvolti filosofici. Cè unrichiamo continuo a vari filosofi e, nello stesso tempo, una utilizzazione sapiente dialcune tematiche filosofiche nellambito delle elaborazioni lacaniane. Tutto ciòporta ad un percorso filosofico interessante il cui polo di riferimento è la verità delsoggetto e che è utile individuare sinteticamente nei suoi assi principali -. Lacaninteressa i filosofi disponibili a recepire sollecitazioni di tipo epistemologicoprovenienti dalle scienze umane (congetturali, come direbbe Lacan) nonché ifilosofi della soggettività (o di ciò che resta di essa) nella crisi della modernità edella postmodernità. Ciò perché anche per quanto riguarda il postmoderno Lacanviene a costituire un punto di riferimento- diretto o indiretto- anche per i filosofidella deterritorializzazione soggettiva..È quindi utile, per lindividuazione del percorso filosofico di Lacan, muoversi a duelivelli: una ricognizione sui riferimenti filosofici presenti nelle sue elaborazioni euna delimitazione delle implicazioni filosofiche- dirette o indirette- relativamente aciò che riguarda il linguaggio, il soggetto- nella sua verità che è il desiderio- elepistemologia della psicoanalisi e della scienza in generale. Va quindi consideratoil fatto che conseguenza del pensiero di Lacan è che la conoscenza è illusione omito34, al contrario vi sono saperi, saperi a palate e quindi linevitabile fading dellafilosofia, data la preminenza dellinconscio.ERACLITO- Questo filosofo viene chiamato in causa relativamenteallinterpretazione del significante logos operata da Heidegger e su cui Lacan ritornaal fine di recuperare il senso di un esserci presocratico di là dalle stratificazioni dellefilosofie successive. Come sempre Lacan ricerca ciò che può costituire, in qualchemodo, referenza anticipatoria rispetto alle sue teorie. In questo caso si tratta diassegnare al linguaggio, attraverso il logos eracliteo-heideggeriano, un ruolodecisivo per ciò che riguarda lintenzionalità locutoria.SOCRATE- Il filosofo ateniese è ritenuto la figura emblematica di colui che è allaricerca della verità delluomo. Colui che fa della comunicazione linguistica una virtù(maieutica dellInterlocutore) (E 128) atta a muoversi verso lassoluto. Colui cheinizia il movimento dialettico della coscienza di sé, movimento che giungerà fino aHegel. (E 292). Prima figura danalista, dunque che, attraverso la maieutica, riesce afar emergere, nel soggetto, il linguaggio del desiderio (BJ 185) ma anche assertoredella possibilità (filosofica) del trionfo della via razionale (S 100)- attraverso ildialogo- rispetto allaggressività.Socrate è pure, per Lacan un vettore di Giustizia che riconosce - e fa riconoscere-la Legge e la Tradizione della Città. Iniziatore della psicoanalisi, quindi, per Lacan,quando afferma che "..la voce dellintelletto è bassa, ma non si arresta fino a chenon la si è intesa " (S 123) e maestro perfetto quando è riconosciuto da Alcibiade, ilseduttore, (Simposio platonico) e di cui lanalista Socrate- con un gioco di transfertante litteram (la figura socratica è portatrice di agalma, meraviglia e quindi èloggetto del desiderio /a/ lacaniano)- fa risaltare la divisione del soggetto. Èquestultimo riferimento uno dei tipici mixage lacaniani di cui parla Borch-Jacobsen a varie riprese nel suo libro su Lacan, un ri-leggere la tradizione filosoficapuntando là dove già altri avevano anticipato, in qualche modo, ciò che Lui orateorizza rendendolo omogeneo. In questo caso si tratta del transfert edellichspaltung.Non va comunque eluso, anche per quanto riguarda Socrate, il problemadellinfluenza di Kojève su Lacan. E certamente Lacan fu suggestionato dallarticolodi Kojève sul Journal philosophique (1917) in cui il filosofo russo prendeva le parti34 Scilicet 1-4, Milano, Feltrinelli 1977 pag. 179
  • di Socrate rispetto alla battaglia delle Isole Arginuse. Il tema dellarticoloriguardava linevitabilità del crimine a fin di bene (posizione sostenuta da Socrate) elaffermazione di unetica delluomo nel primato del bene collettivo (posizionesostenuta da Kojève) (R 106). Socrate quindi come prima figura in cui si identifica,in qualche modo, Lacan. Socrate alla ricerca della verità: ciò che lo rendeinsuperabile (S 187) come Marx, come Freud, come Cartesio, come ...... Lacanstesso.PLATONE- Per Lacan anche in Platone sono presenti temi pertinenti al suo campodi indagine. Platone è il saggio che mostra la dialettica comune alle passionidellanima della città (S 114). Il filosofo ateniese ha avuto il merito di farciconoscere lelasticità della maieutica socratica attraverso un procedimentoaffascinante (S 286). Da ciò emerge lenigma intatto dello psicanalista per ciò cheriguarda la via che conduce alla verità. E le reminiscenze rientrano a pieno titolonella tecnica analitica come lidea che non è niente altro che una figurazioneoriginaria dellarchetipo (S 383).Vari sono quindi i richiami ai miti platonici per il loro simbolismo: la diade, Eros,lUomo primordiale, lUomo sferico ovvero luovo, che nel rompersi fa uscirelHomo ma anche ciò che, con un gioco di parole, Lacan chiama Homelette ovverouna ameba, un debordare, una lamella. Ciò che rappresenta la libido umana, uncampo di forze (S 849). È poi nel Seminario del 1960-61 (S XII) che Lacan sidedica specificatamente a Platone ed anche in questo caso aleggia nellaria lafigura di Kojève. Lacan commenta in modo magistrale il Simposio platoniconellambito tematico del Transfert. Come sappiamo nel Simposio il tema dellamoreviene affrontato in modo diverso da sei personaggi maschili ma con lintervento diuna donna, Diotima. Lacan individua nelle parole di ciascun personaggio il desiderioinconscio ed al Socrate platonico assegna, come si è visto, il ruolo dellopsicoanalista. In tale contesto Lacan individua anche gli oggetti del desiderioindicatori della mancanza-a-essere. Dirà Lacan (R 274) che lamore è dare ciò chenon si ha a qualcuno che non lo vuole (o che /pensa/ di volere altro).Altri riferimenti a tematiche della filosofia platonica riguardano il tema lacanianodella verità. I riferimenti sono alla Repubblica ed al concetto di verità comeadaequatio e rectitude du regard (BJ 79), una verità che mentre in Platone sicollega al tema della politica, in Lacan si confonde con lelaborazione di un mitodella verità (BJ 159).AGOSTINO- Lacan afferma di aver letto almeno trenta volte le Confessioni. Ineffetti, vari sono i riferimenti lacaniani al pensiero agostiniano dato che il Vescovodi Ippona viene esplicitamente ritenuto un anticipatore della psicoanalisi. Inparticolare Lacan si riferisce ad Agostino là dove questi descrive un bambino- in-fans- in preda alla gelosia, che guarda torvo il fratello di latte. Tale descrizione perLacan corrisponde alla frustrazione primordiale e allaggressività originaria, (S109) come coordinate psichiche dellin-fans. Questa formulazione viene ripresaanche più avanti negli Scritti a proposito del Discorso sulla causalità psichica (S175). Agostino, poi, unitamente a Quintiliano, viene ritenuto tra quelli che inepoca antica avevano già compreso la distinzione tra significato e significantesuccessivamente studiata da Ferdinand De Saussure (S 461). Ed è semprenellambito linguistico pertinente a De Saussure che si colloca il Seminario che il23 giugno 1954 Lacan dedica al De significatione locutionis dal De Magistroagostiniano. Siamo qui ad una ripresa dei temi dellIstanza della letteradellinconscio (S 493) in cui Lacan viene a delineare le modalità per cui linconscio èstrutturato come un linguaggio. Altro richiamo ad Agostino è presente nellaPosizione dellinconscio (S 845) in cui viene chiamato a sostegno del fatto chelAltro è per il soggetto il luogo della sua causa significante dato che nessunsoggetto può essere causa di sé. Si tratta di unalienazione costitutiva del soggettoche si riferisce al concetto agostiniano del rifiuto dellattributo della causa in sé alDio personale pensato come soggetto. Tema questo ripreso anche in ambitoepistemologico nel capitolo La scienza della verità (S 878) in cui Lacan esorta isuoi uditori ad armarsi anzitutto di Agostino.CARTESIO- Vari sono i riferimenti a Cartesio nelle teorie lacaniane ma un postocentrale viene ad assumere la critica al Cogito. Anche in questo caso troviamo lapresenza di Kojève con cui Lacan doveva scrivere, nel 1936, un saggio (R 113) suHegel e Freud. Lintroduzione a questo saggio, scritta da Kojève, tratta proprio delCogito cartesiano posto a confronto con lautocoscienza hegeliana. Qui Kojèvedelinea tre concetti che poi Lacan svilupperà, vale a dire lio penso cartesiano chediviene lio desidero hegeliano - e quindi lemergere della verità dellessere che è ildesiderio- lio come soggetto desiderante e lo scarto tra un je e un moi.Negli anni 40 Lacan sposta sempre di più il Cogito in una prospettiva hegeliana percui è solamente nel dialogo con laltro, solo attraverso unalienazione nella comune
  • rete linguistica, che il soggetto costruisce una rappresentazione di sé, unica stradaper accedere, in qualche modo ad una coscienza di sé (E 229). E si tratta di unCogito a livello linguistico, sociale, immesso nella serie delle relazioniintersoggettive.In seguito, partendo proprio da questo soggetto diviso Lacan sviluppa una criticache si può riassumere nella torsione del Cogito per cui io penso dove non sono equindi il soggetto è là dove non pensa. Lacan puntualizza poi che il je, soggettodellenunciazione, shifter, viene usato per designare il soggetto senza significarlo (R295), ciò che rimanda necessariamente al soggetto parlante e allinconscio. Lacanquindi non può non tener presente la critica heideggeriana del Cogito che traduce liopenso in un io rappresento, una forzatura che tuttavia è produttiva (BJ 75)rientrando in quella metafisica della soggettività che, per Heidegger, si sviluppa daCartesio a Hegel. Su questa strada Lacan definisce il soggetto cartesiano un occhio,un occhio che si vede in tutto ciò in cui si oggettiva e che costituisce il fondamentodella scienza galileo-cartesiana. Il Cogito per Lacan è dunque fondamentalmentevisuale, il soggetto si vede vedersi (S XI 76) e ciò è strettamente connesso con lostadio dello specchio.In un altro Seminario, quindi, la riflessione lacaniana sul Cogito si connette con iltema della verità: il soggetto come res cogitans incrocia- mancando-incessantemente il reale e ciò perché questo soggetto è in-adeguato rispetto allaverità (S XI 49) nel senso che è portato a negare la realtà a vantaggio di unacontinua autorappresentazione. Ovvero lio penso si traduce in un je/me/ dis equindi ad una adesione allinterpretazione heideggeriana del Cogito je/me/représente (BJ 225) sottolineando così la distanza tra il soggetto dellenunciazione elenunciato che lo rappresenta. Come sottolinea Borch-Jacobsen Lacan ritiene che ilsoggetto non può rapportarsi a se stesso nellatto dellenunciazione se non acondizione di alienarsi nellatto dellenunciazione stesso in cui il soggetto sere/prèsente: in qualche modo un monologo che diventa dialogo (BJ 226) (S XI 201).SPINOZA- Spinoza rimane un amore di gioventù di Lacan. In particolare lEticacostituì negli anni 30 un punto di riferimento per Lacan strategicamente produttivo.Lo spinozismo lacaniano di questo periodo riflette il tentativo di delineare, in modoinnovativo, una teoria della personalità basata sul parallelismo tra lordine dellecose e lordine del pensiero. Lacan sottoscrive volentieri la tesi spinoziana(proposizione sette del secondo libro dellEtica) secondo cui tra il pensiero e le cosecè un rapporto di traduzione. Ed è in questa direzione che Lacan svilupperà la tesiche la personalità è parallela alla totalità formata dallindividuo e dal suo ambiente(R 56). Lacan trascrive la proposizione 57 del terzo libro dellEtica sulla primapagina della sua Tesi e la commenta alla fine di questa, poi traduce ancora laproposizione sette ma la traduce secondo una angolatura freudiana funzionale aisuoi assunti. Utilizzerà ancora Spinoza privilegiando, ovviamente, la sua teoria deldesiderio e, negli anni 60, in particolare, scriverà un commento del kherem, pietramiliare sul percorso che lo porterà fuori dalla International PsychoanalyticalAssociation (Seminario EPHE 1964). Nello stesso anno Spinoza viene dapprimaripreso come il filosofo dellamor intellectualis e poi sarà ripudiato a favore diKant.KANT- Lacan si occupa di Kant anzitutto negli Scritti (Nota sulla relazione diDaniel Lagache) a proposito della struttura del Superio (S 679) che viene posta inrelazione con leteronomia dellessere riscontrata nelle istanze kantiane della viastellata e della legge morale per cui Lacan fa coincidere la voce del Superio con lavoce stessa della coscienza, ovvero con la legge morale la quale, dice Lacan usandouna delle sue ellissi, è la stessa che udì il popolo ebraico sul monte Sinai.Ed è sempre negli Scritti che troviamo Kant fuso con il Divino Marchese. In Kantcon Sade (S 764) abbiamo un incontro che lo stesso Lacan, nel finale, definisce unabizzarria che è tuttal più un tono di ragione e in cui sono presenti suggestioni cheLacan ha ricavato (R 338) prima dalla lettura di Horkheimer e Adorno e poi daFoucault. Secondo Lacan Sade porta a compimento la verità kantiana della Criticadella Ragion Pratica. Lacan individua della morale kantiana una teoria del desiderioche però si realizza attraverso una rimozione delloggetto del desiderio stesso.Limperativo kantiano trova il suo approdo nel diritto ma attraverso la messa a mortedel desiderio. In una posizione simmetrica ma opposta limperativo sadiano porta algodimento non rimuovendo loggetto /a/ del desiderio (che è sempre desideriodellAltro che- in questo caso- è il torturatore). Anche in questo caso la fusioneKant-Sade rientra in una strategia teorica che, come puntualmente sottolinea E.Roudinesco (R.340), partendo dalla sovversione sadiana porta al centro delpensiero del ventesimo secolo la sovversione freudiana e le nuove riflessionisviluppate da Lacan sul concetto di libertà (partendo da Spinoza, Kant-Sade e H.
  • Harendt) una libertà che per Lacan mal si conciliava con il sistema di potere della solita International Psychoanalytical Association. Per Lacan si trattava di affermare una nuova libertà di ricerca e di sviluppi terapeutici di là da ogni standardizzazione. HEGEL- La Fenomenologia dello Spirito di Hegel è senza dubbio lopera che ha segnato più di tutte lo sviluppo delle teorie lacaniane. Già al tempo de La psicosi paranoica nei suoi rapporti con la personalità (tesi di dottorato in medicina, 1932) troviamo in Lacan un modo di leggere Hegel attraverso Freud indubbiamente inedito e produttivo. La paranoia criminale viene da Lacan letta secondo gli schemi della dialettica hegeliana, la dialettica servo-padrone (nel caso specifico, per quanto riguarda il caso Aimée si può parlare di una dialettica serva-padrona). Lalienazione, la coscienza di sé, la legge del cuore e il delirio di presunzione hegeliani vengono, per Lacan, a costituire elementi di una formula generale della follia applicabile in ambito psichiatrico e relativa ad una più generale dialettica dellessere umano (E 171 e segg.). Borch-Jacobsen, poi, mostra come a Hegel si riferisca Lacan quando si occupa dello specchio, ovvero della riflessione, re-flectere e della speculazione (speculum). È nel gioco dialettico tra riflessione e speculazione che si situa lo stadio dello specchio lacaniano in modo chiaramente hegeliano (BJ 71) là dove la riflessione ha un posto fondamentale nel processo speculativo (lessere per Hegel deve necessariamente esporsi). Ma è attraverso le lezioni di Alexandre Kojève35 sulla Fenomenologia dello Spirito- una lettura antropologizzante e paraheideggeriana di Hegel- che Lacan trova nel filosofo tedesco il motore della sua teoria del soggetto. Chiaramente nella Tesi V della Relazione Laggressività in psicoanalisi (1948) Lacan indica nella dialettica servo/padrone la legge di ferro dellontologia umana (S 115) e nella formula tesi- antitesi-sintesi la legge generatrice della realtà (S 135), oltre ad individuare nel lavoro dello schiavo il segno di una doppia alienazione relativa al prodotto ed allessenza del lavoro stesso: ciò che porta limmaginario del servo ad impigliarsi nel desiderio della morte del padrone che, per Lacan, coincide con la morte del servo stesso (E 805) e quindi ad un proiettarsi di rapporti tra ego e superego che Lacan riscontra, criticandoli, nel discorso analitico tradizionale. E quindi la centralità del desiderio antropogeno (Begierde), il desiderio come desiderio del desiderio dellAltro, vale a dire che per Lacan il desiderio è sempre strutturalmente mediato (S 175). Al desiderio è collegata la domanda incessante del soggetto e la serie delle sue identificazioni. Il desiderio come percorso ai bordi di un vuoto sul nastro di Möebius: ciò che porta il soggetto a di-venire sempre altro da sé (BJ 115). Lacan, dunque, è segnato in modo decisivo dalla lettura kojeviana della Fenomenologia dello Spirito ma il suo interesse viene catturato dalla prospettiva heideggeriana che emerge dalle lezioni di Kojeve. La coscienza di sé kojeviana è assai vicina al dasein heideggeriano (BJ 116) ed è in questo ambito che la dialettica servo/padrone viene da Lacan considerata come impasse immaginaria (S I 248) ed alienazione irriducibile dato che il desiderio di riconoscimento rimanda a qualcosa daltro che non se stessi. Desiderando il desiderio-dellAltro si desidera se-stessi, ma non cè identità tra il soggetto e lui-stesso e quindi ciò che è in questione è un altro sé. Per Lacan oltre il desiderio di riconoscimento, oltre un sé decentrato, cè un rimando ad una entità che satura ed è il soggetto stesso: il nulla, o meglio il maestro assoluto (des absoluten Herrn), il quarto elemento del triangolo edipico cioè la morte. Una morte che non ha uno spazio fenomenologico in Hegel che tende ad evitarla, a differirla (BJ 118) e che invece Lacan ritrova in varie modalità nello spazio dellimmaginario. Tra i molti rimandi lacaniani a Hegel, attraverso e non Kojève, troviamo la teoria che vede nellatto linguistico una simultaneità di presenza-assenza, di essere e non essere e che Borch-Jacobsen pone in analogia con lhegeliano aspetto negatore del linguaggio là dove la parola, nel nominare la cosa la nega, la uccide nel momento in cui diviene idea, rivelando così che lessenza dellessere della cosa coincide con il nulla. Ma anche la parola è, kojèvianamente, la vita di questa morte e di questo nulla (BJ 204). Lacan, infine, tende a distaccarsi da Hegel sulla questione della verità, la quale viene dallo psicoanalista francese fatta uscire dallambito della astuzia della ragione per farla rientrare materialisticamente in un ambito marxiano (S 227). MARX- Varie sono nellOpera lacaniana le disseminazioni che hanno come35 A. Kojève, Introduzione alla lettura di Hegel, Adelphi, Milano 1996
  • riferimento Marx, talvolta in passaggi che rimandano ad Hegel. È in tale ambito chesi potrebbe parlare di una economia politica dellImmaginario36 quasiindividuando in Lacan una ellisse epistemologica pertinente ad una omologia tra lacritica delleconomia capitalistica marxiana e leconomia del soggetto. Scrive infattiP. Bruno37 che ... come il discorso, costituendo loggetto al di fuori del soggetto delgodimento, gli conferisce il potere di supplire, mediante il desiderio, al godimentoche si perde- funzione del plus-godere, allo stesso modo la trasformazione dellaforza lavoro in merce producendo un oggetto che è di fatto una perdita, quella delplus-lavoro non pagato alloperaio, conferisce a questo oggetto il suo valoreaggiuntivo- funzione del plus-valore. Loggetto a cui ci si riferisce qui ènaturalmente loggetto /piccolo a/. Il concetto del plus-godere38 rientra in questoambito, plus-godere che è prodotto dalleffetto di linguaggio come pure il discorsodel padrone e il discorso del capitalista39 (Lo sfruttamento del desiderio è la grandeinvenzione del discorso del capitalista, perché dopotutto bisogna indicarlo colproprio nome. Devo dire che è un marchingeno maledettamente riuscito.40). Ma è illinguaggio che Lacan pone in primo piano, in un ambito strutturale per il soggetto,linguaggio che pure ha a che fare41 con il valore di scambio e con il valore duso.Lacan sottolinea la predominanza linguistica del valore di scambio a scapito delvalore duso il quale però implica il godimento.Lacan però a varie riprese, in particolare negli Scritti si è pure soffermato su Marxper ciò che riguarda il sintomo posto in relazione con la verità rispetto a Freud (S187 227 433 813 480). La posizione di Lacan in tale ambito è che mentre per Marxil sintomo rappresenta un ritorno (materialistico) alla verità, per Freud il sintomo èverità. Ciò viene posto giustamente in rilievo da P. Bruno che dedica al rapportoLacan-Marx due esaurienti saggi 42 indicando come poi Lacan si distacca da Marxper il fatto che il desiderio non può essere riassorbito in una distribuzione ineditadel suo oggetto43, ovvero che non è possibile regolare il rapporto del soggetto con ilgodimento allo stesso modo di una ripartizione del plus-valore.Altro spazio di riferimenti critici di Lacan a Marx è sia quello relativo allamaterialità del significante, per la sua incidenza rispetto al soggetto, sia quello cheriguarda il problema della scienza affrontato a due livelli: sul versante del soggetto(cartesiano) della scienza, sul versante del discorso scientifico collocato nella teoriadei quattro discorsi. In tale teoria dapprima Lacan distingue il discorso universitario(per la sua coincidenza con il discorso scientifico dalla parte di Marx) da quellodellanalista, per rilevare, successivamente (RT 76) lanalogia tra il discorsouniversitario e quello isterico. Il problema di fondo, in ogni caso, da cui muoveLacan è che la verità coincide con il reale che implica il godimento, tale processoproduce sempre un resto44.HEIDEGGER- Martin Heidegger è uno dei filosofi che maggiormente hainfluenzato Lacan e da Lacan stesso spesso usato in chiave antisartriana. Si può cosìcertamente parlare di unottica heideggeriana in Lacan. Si tratta di unotticaattraverso cui vengono rielaborate, in ambito psicoanalitico, alcune problematichefilosofiche. Abbiamo già visto la problematica connessa con il logos eracliteo e conil cogito cartesiano e quindi si è accennato alla trattazione del concetto di verità. Main senso generale Lacan mostra di accettare in pieno la filosofia heideggerianadallantiumanesimo alla critica dellidea di progresso, dalla finitezza dellessereallalienazione linguistica ed esistenziale, al dis-velamento del desiderio. Dallalettura di Essere e Tempo (1927) e delle opere successive di Heidegger Lacan siconfronta con una visione dellessere che è essere-gettati-nel-mondo ma anche ek-sistere, progetto, tensione continua. Prima e dopo vi è il nulla, la morte: ciò che è lapossibilità propria e incondizionata del soggetto storico (S 312). Tematiche, queste,presenti e spesso in primo piano- sapientemente amalgamate con la lettura kojèvianadi Hegel- nellambito della psicoanalisi lacaniana.36 P Stanziale, Per uneconomia politica dellimmaginario in Situazionismo, Massari Editore, Bolsena 1998 pag. 47 37 P. Bruno, Ritratto di Marx, visto da Lacan, in La psicoanalisi n. 10 Astrolabio, Roma 1991, pag. 24938 J. Lacan, in Lacan in Italia, La Salamandra, Milano 1978, pag. 197 39 J. Lacan, cit. pag. 4040 J. Lacan, cit. pag. 23941 J. Lacan, cit. pag. 20942 P. Bruno, cit. P. Bruno, Marx, la psicoanalisi, il sintomo, in La Psicoanalisi, n. 21 Astrolabio, Roma 1997 43 P. Bruno, Ritratto cit. pag. 25044 J. A. Miller, Silet, in La Psicoanalisi n. 21 cit. pag. 227
  • In particolare lampia trattazione lacaniana della verità trae da Heidegger i suoiassunti di partenza. La verità è per Heidegger la-letheia dei presocratici, ovverosvelamento e quindi vero è ciò che viene a mostrarsi chiaramente allo sguardo.Vedere, dunque, ma nella dimensione che consente lo sguardo. Rimane però semprequalcosa di non-visibile, nascosto e dimenticato. E allora non cè rivelazione dellaverità senza un velamento, un nascondere: una erranza originaria. Come nel logosche è un far-vedere (BJ 132) che necessariamente rimanda ad un non-svelato. È nelnascondersi che la verità si offre nel modo più vero (S 18). Tutto ciò è anchepertinente al linguaggio. Lacan ritiene che il linguaggio delluomo è attraversato daparte a parte dal problema della SUA verità (E 160): una verità che può esseremanifestata come intenzione ma che può anche tradire esprimendo modalità dellaformazione storica del soggetto stesso. Ma anche tutto ciò riguarda il desiderio (SXI 129), la sua verità paradossale che è rimozione e dimenticanza (BJ 134).Questa rimozione fa si che il logos che rimuove viene a rappresentare laletheia deldesiderio. Ovvero è mentendo che il soggetto dice (parola piena e parola vuota) laverità del suo desiderio. La verità del soggetto viene poi posta da Lacan in relazionecon la realtà convenendo kojèvianamente che la verità si oppone alla realtà (S I28). Lacan così raggiunge posizioni diverse da quelle heideggeriane di partenza purfacendone restare sullo sfondo la struttura concettuale. Egli dirà che la verità parlamentendo, che la verità si mostra nella truffa, nellinganno e nella menzogna, ovverocon tutto ciò che ha a che fare con la rimozione ( S I 216- S III 21 segg.).WITTGENSTEIN- Nel Seminario del 1969-70 (XVII) Lacan si occupa delTractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein. Il commento che Lacan fadel Tractatus rientra in quella fase che la Roudinesco definisce Riforma matematica,successiva alla precedente Riforma logica posta in atto negli anni sessanta da Lacan.Siamo nellambito dei rapporti tra linguaggio, logica e filosofia per ciò che riguardale possibilità espressive del linguaggio, le sue rappresentazioni, i suoi rimandicomunicativi. Ma anche si tratta di intendere la filosofia in senso terapeutico là dovesi vengono a stabilire i limiti del dicibile in relazione allindicibile o ineffabile e allanecessità del silenzio. Per Lacan la divaricazione tra il dire e il mostrare tende arientrare in una concezione della psicoanalisi che produce due esiti: uno di tiposciamanico-religioso e uno di tipo dogmatico, veicolabile nella misura in cui èformalizzabile. È in tale prospettiva (R 372) che nasce, dallo sviluppo dellanozione di gruppo quaternario quelloggetto matematico che Lacan chiamaquadripode. Si tratta di quattro poli: il discorso del padrone, S1 significanteprimordiale, S2 sapere inconscio, lavoro; $ soggetto barrato, indicibile, verità;oggetto /a/ perdita, mancanza ma anche plusgodimento (quello del Padrone). Larotazione dei quattro poli comporta la definizione di vari tipi di discorsi: quelloisterico, quello psicoanalitico, quello universitario. Lacan viene così a delineare unateoria della discorsività che riguarda anche la libertà delle masse, la tirannide, lanecessità di un maître e la rivoluzione: concetti in cui risulta abbastanza evidentelimpostazione antisartriana.LANTROPOLOGIALinteresse di Lacan per gli studi di CLAUDE LÉVI-STRAUSS nasce nellambitodella convergenza e dellincontro tra Scienze Umane che porta allinsieme di teorieche prese il nome di Strutturalismo. LAntropologia Strutturale di Lévi-Strausscostituì, dal punto di vista metodologico- e per i risultati conseguiti- uno deimaggiori punti di riferimento dello Strutturalismo. Le problematiche di fondo chetroviamo nello strutturalismo di Lacan e Lévi-Strauss- ma anche in Freud- sonorelative al fatto che il soggetto vive qualcosa che gli sfugge: una struttura di leggi edi significanti che è pertinente allinconscio umano ed ai rapporti tra natura ecultura. Cè una relazione tra linconscio freudiano e la psico-logica delluomo che èrilevabile nei miti, nelle strutture della parentela, nella costruzione dellimmaginarioin generale e del simbolico. Inoltre ciò che accomuna Lacan a Lévi-Strauss è ilproduttivo interesse metodologico per la Linguistica. Per lantropologo, come per lopsicoanalista, la rete delle significazioni avvolge il soggetto (anche prima dellanascita, direbbe Lacan) e quindi è necessario possedere dei saperi (ancora Lacan)che possano rendere conto delle leggi che presiedono alluso del segno. Le strutturedella parentela, lanalisi dei miti, linconscio, attraverso la linguistica, acquistano unaintelligibilità notevole.Lacan si rifà alle teorie lèvistraussiane nella delineazione dei tre registri delsoggetto: immaginario, simbolico e reale. Il simbolico, in particolare è quello postoin evidenza dallantropologo per ciò che riguarda lo scambio e la trasformazionenellarea della significazione simbolica (E 272 - 380). Questa significazione èstrettamente connessa con la dialettica del desiderio. E quindi, in effetti, linconsciolacaniano viene a coincidere con il simbolico lèvistraussiano.Inoltre Lacan a più riprese (S I II III) ha ripreso la formula lèvistraussiana
  • dellinversione del proprio messaggio che riceve lemittente da parte del ricevente.Lacan, infine, come Lèvi-Strauss sostiene lautonomia- e la non dipendenza- delsignificante dal significato (S III 282, S XX 20- 31 segg.), vale a dire che ilsignificante è lorigine del significato come EFFETTO. E il significante originario è- androcentricamente- il fallo.LA LINGUISTICACome già accennato la Linguistica ha un ruolo importante nella psicoanalisilacaniana. Negli anni 50 nelle sue conferenze Lacan mostra di aver ben fatte propriele teorie linguistiche a partire dallinsegnamento saussuriano, compreso Benveniste eJakobson.La formula di DE SAUSSURE S/s viene invertita da Lacan attribuendo alsignificante un valore strategico decisivo Esiste così una rete di significanti e disignificati ovvero si tratta di due royaumes flottans (S III 135 segg.-E 502 segg.- BJ216), la barretta di separazione rappresenta la rimozione del significato e, quindi, siha che il soggetto viene a costituirsi come un significante per un altro significantein un insieme strutturale, inoltre cè un momento in cui un significante va acollegarsi con un significato dando origine alla significazione: questo momento èdetto da Lacan punto di capitone. Il significante qui va inteso come dotato di pienaautonomia rispetto al significato (S III 223), comunque il significante non significaniente (BJ 211- S III 210) ma origina il significato che ne è un effetto (S XX 22segg.). Si comprende così ciò che dice Lacan affermando che il senso si producedal non-senso (E 508). Infine anche la saussuriana dicotomia lingua/parola vienein ambito psicoanalitico lacaniano ad acquisire una produttiva connotazionesignificativa: la lingua non è più il linguaggio meno la parola ma viene in primopiano il linguaggio che è la lingua più la parola.Anche BENVENISTE viene chiamato in causa in vario modo nella psicoanalisilacaniana. Anzitutto per ciò che riguarda la relazione tra enunciazione, soggettività eintersoggettività. Di cosa parla il soggetto quando dice io e tu, si chiede Benveniste.Si tratta di realtà di discorso attraverso cui vanno a fondarsi soggettività eintersoggettività. Vale a dire che è il linguaggio lambito di costituzione dellasoggettività e della intersoggettività. Una teoria questa che Lacan sposa in pienoquando parla del soggetto ridotto al puro fatto di dire: soggetto della parola che sicostituisce attraverso la mediazione del TU (BJ 173). Cè poi una linea concettualeSaussure-Benveniste-Lacan relativa al rapporto significante/significato, rapporto diarbitrarietà corretto da Benveniste nel senso che il significato va ricercato nellerelazioni tra significanti. Lacan, a sua volta, aggiunge alla tesi di Benveniste, giàassai significativa in senso psicoanalitico, che il corpo letterale del significante nonha nessuna anima (senso) e che un certo senso (esprit) emerge de son accouplementavec dautres corps aussi stupides que lui (BJ 212).Ma punto nodale dei rapporti tra psicoanalisi è linguistica è quello genialmenteenunciato da Lacan per il quale LINCONSCIO È STRUTTURATO COME UNLINGUAGGIO (tesi questa che darà luogo a controversie con J. Laplanche per cuilinconscio è la condizione del linguaggio) (RL 299). La rimozione è pertinente allarete dei significanti che costituiscono linconscio il quale è organizzato secondoconnessioni di tipo METAFORICO e METONIMICO. Tra larea del conscio equella dellinconscio cè una articolata dinamica di significanti funzionalmenteriferibile ad un modello linguistico le cui formazioni vengono ad emergerenellanalisi... Siamo così ora in grado di esaminare quello che rappresenta ilmodello linguistico-strutturale privilegiato da Lacan: quello di JAKOBSON. Dallinguista di Praga Lacan mutua distinzioni che diventano importanti in ambitopsicoanalitico. Licona, così è un significante che riproduce le qualità effettive delsignificato; lindice allude al significato attraverso relazioni tra significante esignificato; il simbolo è un significante che implica una regola relazionale trasignificante e significato. E quindi lacquisizione degli assi attraverso cui siarticola il linguaggio: lasse della selezione e lasse della combinazione. Il primoasse riguarda la possibilità di sostituzione di un termine con un altro per similarità,per opposizione; laltro asse riguarda la connessione, il contesto, il legame tra segniper contiguità, per contrasto. Si può dunque costruire il seguente schemaesplicativo come propone A. Rifflet-Lemaire (RL 65):SELEZIONE: similarità, opposizioni, paradigma, sostituzioni-associazioni,(lingua), (sincronia), METAFORA.COMBINAZIONE: contiguità, contrasti, contesto, sintagma, (parola), (diacronia),METONIMIA.La metafora e la metonimia (jakobsoniane) sono forme di articolazione del pensiero
  • ma sono anche pertinenti, come si è visto, allinconscio e al linguaggio nelle lororisposte oniriche, associative e sintomatologiche. La metafora può esserericondotta (BJ 219) per Lacan :1- alla sostituzione di una parola con unaltra sullasse paradigmatico;2- alla metafora in senso retorico;3- alla condensazione freudiana;4- al sintomo psicoanalitico (E 507-518).Mentre la metonimia viene a riguardare:1- la parola sullasse sintagmatico;2- la metonimia in senso retorico;3- lo spostamento freudiano;4- il desiderio come continuo desiderio di unaltra cosa (E 505-518).Vi sono infine nella psicoanalisi lacaniana notazioni di carattere linguistico chepossono essere riferite ad ambiti che vanno al di là della generalità dellotticalinguistica lacaniana e di cui si è cercato di rendere conto nelle brevi note precedenti.È il caso della linguistica di J. L. AUSTIN di cui Borch-Jacobsen riprende alcuniconcetti-chiave mostrandone la corrispondenza con alcuni assunti lacaniani emostrando anche come vi sia qualche punto di contatto tra la pragmatica dellinguaggio (filosofia analitica sulla linea Ryle- Strawson- Watzlawich) e la visionelinguistica di Lacan. Il punto di partenza è la distinzione lacaniana tra parola vuota eparola piena. Per Borch-Jacobsen (BJ 175 segg.) la parola piena lacanianacorrisponde alla parola performativa di Austin (enunciato intenzionale di eseguireunazione che perciò stesso viene realizzata). Ciò perché:1- si tratta di una parola non constativa (che non rappresenta né descrive niente diprecedente alla sua enunciazione);2- non è di fatto né vera né falsa nel senso della corrispondenza ai fatti (esempiotipico: il si nel matrimonio, enunciato che afferma e comporta il compimento di unaazione);3- la parola piena lacaniana impegna, agisce, istituisce, trasforma, è atto, come laparola performativa di Austin;4- si tratta di una parola che impegna il soggetto ed acquista così un caratterespecificatamente soggettivo;5- la parola piena lacaniana suppone e chiama una risposta che la definisce diritorno come latto illocutorio di Austin, vale a dire enunciato di comando,intenzione, richiesta, proibizione (E 29 segg.);6- lefficacia o linefficacia della parola piena rientra nellambito del simbolico e vaa riferirsi ad una convenzione, ad un codice extralinguistico di pertinenzaantropologica.La parola piena lacaniana, assimilabile al performativo austiniano, conduceparadossalmente alla realizzazione del soggetto (E 247- BJ 177) che assume valoredi entità attraverso la potenza della Parola. Ma anche la parola vuota ha la suaimportanza afferma Lacan (E 291) e non va rigettata dato che in analisi quella piùfrequente è la parola vuota la quale è anche piena dato che mentire è anche dire ilvero, come si è visto, per Lacan. Del resto anche Austin è sulle stesse posizioniquando scrive che spesso la parola performativa è spesso formulata in modoconstativo.Altro linguista pure chiamato in causa per la compatibilità e la conciliabilità dellesue teorie con lottica linguistica lacaniana è N. E. CHOMSKY (RL 59). Questaconciliabilità riguarda principalmente la differenza che Chomsky stabilisce tra lastruttura superficiale e la struttura profonda riscontrabili nel linguaggio. La primariguarda lorganizzazione della significazione e la sua consistenza materiale, laseconda invece è relativa allaspetto semantico, mentale. Per Chomsky (e Lacan nonpotrebbe non essere daccordo) la struttura profonda origina quella superficialeattraverso un sistema di grammatica trasformazionale delle relazioni e delle regoledi base degli elementi significanti. Ciò richiama evidenti analogie tra le struttureprofonde chomskyane e le figurazioni metaforiche e metonimiche che caratterizzanolinconscio lacaniano.Per concludere diremo che per Lacan il linguaggio è un modo di ri-produrre larealtà, con ciò che ne consegue. Se il pensiero esiste per il linguaggio così ogniconoscenza o sapere rispetto a se stessi e agli altri è determinata dalla lingua nelsenso che ogni accesso al linguaggio implica un assoggettamento a questo stesso. Illinguaggio, inoltre, comporta anche una spaltung, una frattura- e una alienazioneconseguente- tra il vissuto e ciò che segnicamente, in qualche modo, viene a
  • sostituirlo. Questa alienazione allontana sempre più il soggetto da sé lungo la spiraledel tempo e ciò anche attraverso la dimensione linguistica che è in funzione dellacoscienza. Ciò perché il linguaggio è connesso alle rimozioni costitutivedellinconscio.FREUDPer quanto riguarda Freud il problema per Lacan- ciò va sempre sottolineato- èritornarvi (in senso foucaultiano), ritornare a leggere Freud di là da ogni usostrumentale e di là da ogni proliferazione incontrollata degli ambiti dellapsicoanalisi. Si tratta di un ritorno alla lettera, al recupero di una ortodossia che nelsuo spirito è potenzialmente produttiva di autentici e validi sviluppi analitici. Èquesto che propone Lacan proponendosi come continuatore dellOpera freudiana.Ma per muoversi su questa strada occorre recuperare anzitutto lautonomia dellapsicoanalisi rispetto ad altre scienze umane che vogliono fagocitarla, una autonomiache Lacan recupera anche attraverso nuovi e originali apporti epistemologici. Poi vi sono quelle che Lacan ritiene essere degenerazioni strumentali dellapsicoanalisi, si tratta della psicoanalisi americana che Lacan denuncia come unatecnica di reintegrazione sociale. Vi sono poi tutti gli psicoanalisti che si sonoperduti in altri ambiti disciplinari o che non si sono attenuti correttamente aiparadigmi dei vari ambiti analitici. Lacan, infine, è contro tutti i traduttori di Freudche hanno tradito il senso della Lettera freudiana e condanna ogni riduzione dellapsicoanalisi ad una tecnica trasmessa mediante insegnamenti mediocri (MP 120).Ritornare a Freud significa per Lacan anzitutto realizzare una lettura diretta erigorosa del testo freudiano, ciò che Lacan stesso fa (MP 123) quando produceoriginali e puntuali interpretazioni di analisi freudiane. Significa poi costruire unastruttura concettuale per illuminare e specificare meglio aspetti diversi dellOperafreudiana. Anche in tale direzione Lacan ha operato correttamente e sarebbecertamente utile una ricognizione definitiva su tutti i punti della psicoanalisifreudiana che Lacan riprende. A tale proposito va sottolineato il fatto cheAlthusser45 mostra come Lacan abbia dato inizio ad una articolata delucidazionedellOpera freudiana.Altra direzione è quella di porre in relazione le teorie psicoanalitiche con altrediscipline, ovvero rileggere i concetti freudiani alla luce dei risultati conseguiti daaltre scienze umane. E in tal senso abbiamo visto quale fecondo campo teorico vienea generarsi dal riferirsi della psicoanalisi alla linguistica, allantropologia, ma anchealla matematica. Per ciò che riguarda laspetto sovversivo della psicoanalisi, infine,tale aspetto, per la Roudinesco è da connettere (R 286), in Lacan, ad una ereditàculturale del Surrealismo.LA TOPOLOGIALinteresse di Lacan per la Topologia emerge in modo evidente dopo gli anni 70. Gliobiettivi di Lacan in questo ambito sono quelli di giungere ad una formalizzazionedel sapere psicoanalitico- e non solo- capace di rendere conto di ciò che non èsempre dicibile o insegnabile, nonché di delineare sempre più un sapere teso versolassoluto. In questa prospettiva Lacan lavora nellultimo decennio della sua vitaunitamente ad un gruppo di giovani matematici che riesce a coinvolgere nel suoprogetto. Risultati di questi studi sono teorie, figure topologiche- e nodi- chetraducono in vario modo le teorie lacaniane.-Cè anzitutto il matema psicoanalitico ovvero unalgebra lacaniana capace ditrasmettere linsegnamento psicoanalitico.-Abbiamo poi il nodo borromeo composto da tre cerchi relativi ai tre registri delsoggetto: limmaginario, il simbolico, il reale. Per Lacan il simbolico annoda esnoda limmaginario col reale.-Il nastro di Möbius, invece, è una striscia che curvata si unisce con laltro suo capoinvertito. Si tratta di una figura topologica in cui non vi è né rovescio né diritto, incui il bordo rimanda ad una ambivalenza tra esterno e interno e ad un percorsointorno ad un vuoto costituente. Questa figura per Lacan rappresenta il soggettodellinconscio.-Vi è poi il toro o camera daria in cui una doppia circolarità di percorsi si snodaintorno ad un vuoto sempre costituente.45 L. Althusser, Freud e Lacan, Ed. Riuniti, Roma 1981
  • -Altre figure topologiche sono il cross-cap, che è la chiusura del nastro di Möebius,e la bottiglia di Klein che è la trasformazione di una doppia sfera in una unicasuperficie in cui il soggetto può arrivare ad un punto che è il suo stesso rovescio eche manifesta lui stesso come rovescio del limite della superficie stessa46.La Topologia lacaniana si basa sulluso di superfici che vengono impegnate inoperazioni logiche. Il toro, in particolare, serve a visualizzare il percorso delladomanda del soggetto che incessantemente ritorna ma sempre con uno scartoraffigurabile come una spirale a molla lungo la superficie del toro stesso, ovvero unasuperficie circolarizzata intorno ad un vuoto centrale costitutivo47. In questefigurazioni la domanda e il desiderio visualizzano il soggetto nei loro andamenti sucerchi irriducibili.LAO-TZUBuon conoscitore della lingua cinese Lacan si è occupato di Lao-Tzu (o Lao-Tse oLaozi) in un lavoro di ricerca con F. CHENG. Tra i temi di ricerca un postofondamentale viene assunto dal concetto di vuoto intermedio, un concetto che Lacanstudia nella prospettiva di riuscire a formalizzare in modo valido la figurazione deitre registri del soggetto: limmaginario, il simbolico e il reale (R 377). Quello checercava Lacan era una entità dinamica, una forza originata dal nulla e costitutiva diuna struttura triadica in grado di animare questa stessa struttura la quale richiamavai tre registri lacaniani. Questo vuoto intermedio Lacan lo trova in Lao-tzu là doveparla del Tao.Il Tao allorigine genera lUno/ LUno genera il Due/ Il Due genera il Tre/ Il Tregenera diecimila esseri/ I diecimila esseri sappoggiano allo Yin/ E abbracciano loYang/ Larmonia nasce dal soffio vuoto intermedio.Nello studiare questo passo Lacan e Cheng si rendono conto che il vuoto intermediocorrisponde al Tre, che emerge da un vuoto originario come soffio che anima gli duealtri soffi vitali, lo Yin ( forza passiva) e lo Yang (forza attiva), nello spazio deldivenire48. Questo vuoto intermedio servirà a Lacan a ridefinire la categoria del realenella psicoanalisi nellambito dei tre registri del soggetto.46 Scilicet, 1/4, Feltrinelli 1977, pag. 19347 D. Arbizzoni, Luso lacaniano della topologia, in Cahiers pour lAnalyse, Boringhieri Torino 1972 pag. 23548 F.Cheng, Lacan nel quotidiano, in La Psicoanalisi- n.10, Astrolabio, Roma 7/12 1991 pag. 50 e segg.
  • ICHSPALTUNG E ALIENAZIONI IN LACAN 1 ....lio delluomo moderno ha assunto la propria forma nella impasse dialetticadellanima bella che non riconosce la ragione stessa del suo essere nel disordineche essa denuncia nel mondo. (S 258).È questo lo stile inconfondibile di Jacques Lacan, geniale continuatoredellopera freudiana, che con le sue conferenze ha segnato i nuovi destini dellapsicanalisi di là da ogni uso americano di questa. Nelle parole di Lacan (1953,Roma) risulta evidente la crisi della alienata soggettività contemporanea che sitrova in una impasse dialettica come anima bella che non si ri-conosce in undenunciato dis-ordine del mondo .Lacan vede lindividuo costretto in una modalità comunicativa allinterno di unaenorme oggettivazione - originata dalla scienza moderna- in cui viene a dissolversiproprio lindividualità. Con lironia che gli è propria cosi Lacan tesse la sua tela:Egli (il soggetto) collaborerà efficacemente allopera comune col suo lavoroquotidiano e ornerà i suoi svaghi di tutte le gradevolezze di una cultura profusache, tra il romanzo giallo e le memorie storiche, tra le conferenze educative elortopedia delle relazioni di gruppo, gli darà di che dimenticare la sua esistenza e lasua morte e insieme di che misconoscere in una FALSA COMUNICAZIONE ilsenso particolare della sua vita. (S 274).Lo psicanalista francese nota come in questa falsa comunicazione, checaratterizza levo contemporaneo, ogni precauzione non fa che rinforzare lospessore di un verbalismo ...che non sarebbe vano misurare in base allasomma statisticamente determinata dei chilogrammi di carta stampata, deichilometri di solchi discografici, delle ore di emissione radiofonica... (S 251) e, sipotrebbe aggiungere, alle tonnellate di nastri magnetici e di migliaia di ore ditelevisione. È un mondo di hollow men, degli uomini vuoti ed imbottiti che siappoggiano lun laltro con la testa piena di paglia, secondo limmagine che Lacanmutua da T.S. Eliot. Un mondo in cui Lacan riscontra una somiglianza tra lasituazione dellindividuo- nella società contemporanea- e lalienazione della follia..nella misura in cui..il soggetto vi e parlato più che non parli (S 294).2Ma, se questo e un quadro critico relativo al rapporto tra lindividuo ed il mondocontemporaneo, cè un rimando dobbligo che è quello che riguarda lacostituzione del soggetto lacaniano. Abbastanza intrigante sarebberipercorrere il periplo della psicanalisi lacaniana rispetto al soggetto- e lo faremoaltrove- quello che non può non interessarci ora è invece levidenza di una doppiaalienazione soggettiva (strutturale e strutturante) dialetticamente operante.Premesso che il riferimento a figurazioni hegeliane ed heideggeriane sonopresenti nel discorso lacaniano, il luogo di queste alienazioni- costitutive edoriginarie del soggetto- è quello in cui un bambino di sei mesi viene messo difronte ad uno specchio (S 87). È lo stadio dello specchio (Vedi schema) di cui parlaLacan e in cui viene a scandirsi una dialettica delle alienazioni in varie fasi.In un primo tempo il bambino vede la propria immagine nello specchio comequella di un altro bambino, reale, e cerca gioiosamente di afferrarlo. In un secondotempo il bambino capisce che quella che vede e una immagine e non un essere reale.In un terzo tempo, infine, il bambino si rende conto che nello specchio e riflessala propria immagine.In questo processo è in questione lidentità del soggetto e la costituzione delliofreudiano e ciò avviene attraverso la mediazione di una immagine che costituisceanche lavvio a tutte le identificazioni successive.Varie sono le significazioni connesse con lo stadio dello specchio lacaniano: dalcorpo disgregato al masochismo primordiale, dallaggressività al narcisismoche ben rappresenta una alienazione fascinatrice (S 92). Nello stadio dello
  • specchio comincia la costruzione dellio, ma comincia anche lalienazione ela scansione dellimmaginario che precede il simbolico. È laffermazione di unamediazione, quella della immagine, che decide del rapporto tra lorganismo e ilsé (S 91). Da questo momento lalienazione diviene destino. Con lo stadio dellospecchio, infine, abbiamo lalienazione che, nella costituzione del soggetto èstrutturale e strutturante per tutta una serie di inneschi:un rapporto (erotico) tra il soggetto e la sua immagine alienata,una tensione verso loggetto del desiderio dellAltro,una tensione aggressiva verso la conquista dellAltro (S 90).3In seguito Lacan, analizzando ancora la costruzione della soggettività, mostracome il fenomeno edipico rappresenti un secondo crocevia strutturale decisivo(Vedi Schema Stadio dello specchio ed Edipo). Nel fenomeno edipico il passaggiodalla natura alla cultura avviene attraverso una sequenza:-lin-fans desidera il genitore di sesso opposto;-laltro genitore viene, cosi, a rappresentare la proibizione, linterdetto, lautorità;-lin-fans si identifica con questo genitore per poter accedere al genitore chedesidera.Nel fenomeno edipico Lacan individua tutta una serie di funzionidellimmaginario ed il il passaggio dallimmaginario al simbolico, alla legge. Anchein questo caso abbiamo alienazioni strutturali e strutturanti, ma soprattuttoabbiamo una sublimazione originaria del soggetto e linteriorizzazione dellalegge del Padre (S 683).Ma laccesso allordine simbolico significa anche inserimento nellordine dellinguaggio: ciò che è fondamentale per la costituzione del soggetto. Anche inquesto caso troviamo una alienazione strutturante per cui il linguaggio nasceladdove si verifica una frattura tra il soggetto e il segno che viene a sostituirlo.Lacan mostra come in questo passaggio il soggetto si costituisce come tale: liodice io. Si tratta di un processo dialettico- che lascia intravedere sullo sfondo LaFenomenologia dello Spirito- basato sulla opposizione io-tu attraverso la quale ilsoggetto si origina come tale (RL 34).Ma laccesso allordine simbolico del linguaggio non comporta laffermazione delsoggetto ma la subordinazione di questi alla rete dei significanti pre-determinati. Sitratta di una alienazione che vede la svalutazione dellintuizione a vantaggio diun ordine formale e formalizzante.Scrive Lacan: I simboli avvolgono infatti la vita delluomo con una rete cosi totaleda congiungere prima ancora della sua nascita coloro che lo genereranno INCARNE E OSSA, da apportare alla sua nascita insieme ai doni degli astri, se nonai doni delle fate, il disegno del suo destino, da dare alle parole che lo farannofedele o rinnegato, la legge degli atti che lo seguiranno persino là dove non è ancorae persino al di là della sua morte, e da far si che per mezzo loro la sua fine troviil suo senso nel giudizio finale in cui il verbo assolve il suo essere o lo condanna-salvo raggiungere la realizzazione soggettiva dellessere-per-la-morte. (La cifradi questo passo riflette lineluttabilità della catena simbolica quale era già statastrutturalmente delineata da Lévi-Strauss nonché un esito heideggeriano: due autorispessi presenti nel logos ellittico lacaniano) (S 391).Entrare nellordine del linguaggio significa anche partecipare ad unsimbolismo sociale caratterizzato da regole, consuetudini, interdetti. È questouno spazio articolato tra limmaginario e il simbolico, di rapporti sociali ri-costruiti nel discorso, dei feticci, delle rappresentazioni fantasmatiche (RL138)49.Nellaccesso allordine del linguaggio per Lacan vi e un percorso che comportauna doppia spaltung, una frattura doppia:1-soggetto/linguaggio 2- ri-costruzione nel linguaggio.In questo percorso la prima spaltung (originante la prima alienazione) riguarda ladistinzione della relazione tra sé e sé (soggetto/linguaggio); la seconda spaltung(originante la seconda alienazione) riguarda la costruzione della maschera,dellio che diventa personaggio (ri-costruzione nel linguaggio) (RL 203).Lacan afferma che in questo alternarsi di alienazioni si genera linconscio incorrispondenza dellemergere di una apparenza e di un ruolo- il soggetto nel verbodenuncia la sua mancanza-a-essere (RL 131).49E. Ortigues, Le discours et le symbole, Aubier, Paris 196 E. Ortigues, LOedipe africain, Plon, Paris 1966
  • Viene a costruirsi così uno scenario di alienazioni proprie del soggetto partendodallaccesso al logos e sostanziando lio di ciò che si oppone alla verità dellessere.A. Rifflet-Lemaire, nel suo fondamentale libro su Lacan, sottolinea anche il fattoche fino a quando la catena simbolica viene soggettivizzata nella pienezza dellesue referenzialità viene a confermarsi la supremazia delluomo come specie, maquando vi è una caduta della referenzialità simbolica- ed un isolamentorelazionale rispetto alla catena significante- allora resta solo LIMMAGINE eduna alienazione come caduta in un vissuto immaginario: alienazione che è .. il fattodi cedere una parte di sé ad un altro sé, di rendersi estraneo a se stesso (RL 99).4Lacan, sulla scorta di una notevole esperienza clinica, è portato ad affermare cheancora prima di venire al mondo lindividuo e assimilato in una catena causale dicui non sarà altro che un effetto. La potenza dellordine sociale e simbolico sisviluppa in modo tale da condizionare lindividuo fin nellinconscio.In una dialettica di alienazioni- e di conflitti per il riconoscimento di sé- ilsoggetto deve dis-conoscere la propria verità per affermare un JE decentratooriginariamente da un MOI: ciò che e definibile come alienazione naturale.La psicanalisi lacaniana ha mosso grandi adesioni ma anche molti rifiuti. Lacomplessa macchina significante- attraverso cui Lacan si e rivolto agli analisti -costituisce ancora oggi un riferimento per antropologi, linguisti e filosofi che vedononella cifra lacaniana uno dei tentativi più geniali di re-visione evolutiva dellapsicanalisi, e ciò sia per quanto riguarda la clinica che per quanto riguarda i rimandifilosofici. Se si volesse parlare di una ideologia lacaniana non si potrebbe nonriprendere quanto ha affermato Jacques- Alain Miller: ..è una sola lideologia di cuiLacan fa la teoria: quella dellIO MODERNO, vale a dire del SOGGETTOPARANOICO DELLA CIVILTÀ SCIENTIFICA, di cui la psicologia aberranteteorizza il carattere immaginario a servizio della libera impresa (S 901).Questultimo tema e stato ripreso in varie occasioni da Lacan con accennidecisamente critici verso il behaviorismo, verso le human relations, i patterns dicomportamento rimodellanti, la basic personality structure.5Lacan ci ha introdotto ad alienazioni strutturali e strutturanti del soggetto, ciha disegnato un ordine caratterizzato da identificazioni originarie, dadisconoscimenti necessitanti e da riconoscimenti strumentali.Nella topologia del soggetto Lacan ha indicato:-la supremazia del simbolico sul reale e limmaginario;-la determinazione dellimmaginario ad opera del simbolico;-la precedenza dellimmaginario sul reale;-la produzione del reale ad opera del simbolico;-lintrusione dellimmaginario nel reale50.È in questo ordine di rapporti che si iscrivono le stereotipizzazionistrumentali dellimmaginario e le apposite offerte simboliche nella costruzione divaste aree di assoggettamento.Nelluomo AFFRANCATO della società moderna ecco che questa lacerazione(una tensione soggettiva che, nel disagio della civiltà, va a intersecare quelladellangoscia) rivela fino al fondo dellessere la sua formidabile crepa. È lanevrosi di autopunizione, con i sintomi isterico-ipocondriaci delle sue inibizionifunzionali, con le forme psicasteniche delle sue derealizzazioni dellaltro e dalmondo, con le sue sequele sociali di scacco e di crimine. È questa vittimacommovente, e daltronde irresponsabile, in rotta col bando che vota luomomoderno alla più formidabile GALERA SOCIALE, che noi raccogliamo quandoviene da noi; e per questo essere di niente che il nostro compito quotidiano e diaprire nuovamente la via del suo senso in una FRATERNITÀ discreta alla cuimisura siamo sempre troppo ineguali (S 118).50 G. Contri, Trad. e indice rag. in Scritti cit.
  • CYBERANALYSIS(Note per una analisi lacaniana del ciberspazio51)Il soggetto, in quanto parla, può interamente trovare la sua risposta, la sua replica,il suo segreto, il suo mistero, nel simbolo costruito che sono per noi le macchinemoderne, cioè in qualcosa di ben più acefalo ancora di quanto abbiamo incontratonel sogno delliniezione a Irma.Il che vuol dire porre la questione dei rapporti della significazione con luomovivente.(S II 236)La significazione come tale non è mai là dove crediamo che debba essere.(S II 238)Il significante ha una virtù curativa per il fatto che esso può rappresentare ilsoggetto, e solo per un altro significante. Lessere parlante, offrendosi a questarappresentatività, può immaginarsi identificato a questa sola funzione significante:non cè che da seguire la metonimia... Le situazioni in cui alcuni significantiprescelti offrono in tal modo il loro riparo agli umani sono numerose. La psicologiadelle masse vi trova le ragioni del suo successo 52.1Lacan nel suo giocare a pari e dispari con una macchina (S II 223), nel suo riferirsiad un al di là dellintersoggettività, anticipa certamente riflessioni che prendonocorpo ed aprono prospettive critiche nellattuale mutazione tecnocomunicativa53.Prospettive necessarie e produttive perchè è compito di un pensiero critico, di cui èparte la psicoanalisi, procedere alla decostruzione di quel mainstream attualerientrante nellambito delle modalità produttive postfordiste54.La psicoanalisi lacaniana ci sembra particolarmente abilitata ad essere usata nellostudio del ciberspazio e del ciberdiscorso, ambiti ormai imprescindibilidellorizzonte della nostra epoca che tende ad onnicomprendere, terminalizzare (ilsoggetto-terminale tende a diventare un effetto dellalgoritmo simulativo) einterfacciare ambiti relativamente ad un universo di risposte, di identificazioni e disaperi. Il soggetto lacaniano come si colloca in questo discorso? Quali connotazionitende ad assumere in questo universo? Come diviene terminale (multiplo?)nellinterazione cibernetica (altrimenti detta navigazione)? Quali implicazioniermeneutiche ed epistemologiche vengono ad emergere in tale contesto?2Un testo di riferimento da cui non si può prescindere per lo sviluppo delle ipotesiche seguono è ineluttabilmente La vita sullo schermo di Sherry Turkle55. Un libroche è utile soprattutto perchè pone in evidenza tendenze e problemi relativi alrapporto tra il soggetto e la macchina-computer (CHI). Un rapporto da cui lautricesi sforza di far emergere la delineazione di un nuovo circuito circoscrivente ilconcetto di identità. Allo stesso modo, abbastanza emblematico, è il recenteCybercultura di Pierre Lévy56 che satura, in un certo qual modo, la riflessione sullericadute socioculturali delle nuove tecnologie informatiche. Vari sono poi icontributi analitici richiamabili per questo ambito di riflessioni, contributi in cui siruota sempre intorno alle due seguenti domande-chiave apparentemente semplici.51 Vedi anche P. Stanziale, Cyberworld, in Mappe dellalienazione, Erre Emme,Roma 199552 M. Silvestre, Il transfert nella direzion della cura in J. Lacan, M. Silvestre,C. Soler, Il mito individuale del nevrotico, Astrolabio Roma 1986 pag. 11053 F. Berardi, Neuromagma, Castelvecchi Roma 199554 B. Vecchi, Il mondo incantato della rete, il manifesto 23.7.200055 S. Turkle, La vita sullo schermo, Apogeo, Milano 199656 P. Lévy, Cybercultura, Feltrinelli, Milano 1999
  • Cosa succede quando si accende un computer?Quali sono le rappresentazioni della macchina-computer?.3Non è tanto scontato intanto puntualizzare il fatto che il computer è una anzituttouna merce in senso marxiano, una merce che viene ad assumere un particolareparadigma di significazioni. Sono indicativi, in tal senso, i tre ambiti nel contestodei quali intendiamo sviluppare le nostre annotazioni:-il computer è unestensione della nostra mente (e/o della nostra intelligenza),-la merce-computer che apre ad uno spazio interattivo virtuale (computer comesoglia, porta o meglio finestra interattiva, simulativa ed esplorativa ),-la merce-computer che si carica di una specie di valore aggiunto duso.Va poi analizzata larea delle interazioni col soggetto. Un primo insieme diconsiderazioni può essere tracciato, con opportune puntualizzazioni, attraverso lostudio della Turkle di cui abbiamo parlato. Anzitutto i concetti di vivere on-line, dicollegamento tra tecnocorpi e di identità come modalità che possono essere viste siacome allargamento di aree pertinenti allimmaginario ed al simbolico- comunicativosia come riduzione orientata delle stesse aree, un insieme che può ben essere postoin relazione al canonico schema L (vedi Schema relativo) per cui il ciberdiscorsoviene a riguardare, il soggetto ma soprattutto l/a/l/io/ e lAltro di cui ilciberdiscorso stesso ne rappresenta unarea. La topologia lacaniana del soggetto èquindi abbastanza esplicativa in tal senso, il soggetto /S --> (a)ltro/ ha a che farecon un universo in cui vige la supremazia della parola e del significante (quiprendono forma il soggetto testuale e lAltro testuale) e in questa dimensione cheviene a delinearsi il soggetto in questione tra lal di qua del Soggetto e lal di là dellAltro, ovvero tra una barratura del soggetto e una offerta algoritmico-simulativache coinvolge gli altri termini dello Schema L. Topologicamente è come se al centrodello schema si collocasse il ciberspazio come rete significante in grado sia diridefininire e riorentare le relazioni immaginarie riguardanti l/io/ che direalizzare linterazione algoritmico-simulativa propria del ciberspazio (vediSchema Topologia del soggetto e ciberspazio). Allo stesso modo altri schemitopologici lacaniani possono ben rendere conto del soggetto ciberspaziale.Anzitutto le Schema R (vedi) , in cui il triangolo ϕ i m (S 913) rappresenta unordine relazionale (narcisismo, proiezione, captazione ecc.) proprio del soggettociberspaziale, e quindi gli altri campi con le loro rappresentazioni. Si può ancheritenere che linterfaccia con laltro immaginario si collochi sul segmento i Mmentre certi giochi simulativi (MOO, MUD, IRC, PALACE ecc.) hanno certo unacollocazione sul segmento m I. La navigazione, così, è da ritenersi pur sempre unpercorso di bordo (striscia di Möebius), un percorso riguardante il soggetto cometaglio (S 914), taglio che origina il campo in cui il tenente-luogo è il fantasma daintendersi come $ <> a, il fantasma che tiene il posto del reale57, il fantasma chemarca la significazione di bisogno del soggetto (S 690) e che ha una partenellAltro (S 786). Il soggetto ciberspaziale, infine, per la dinamica relativa alrapporto Reale/Virtuale/Immaginario è chiaramente metaforizzato negli Schemi delModello ottico degli ideali della persona (vedi) le cui figure andrebberoparticolarmente studiate con riferimento agli algoritmi simulativi. Allo stesso modo igrafi 1,2,3 (Vedi) rendono conto, anche nella dimensione cyber, di come la parolasi faccia vettore di pulsione tra desiderio e fantasma.4A questo punto sembra ben delineata un prospettiva di ricerca aperta a tutto un arcodi spunti analitici. Tra questi ci sembra possibile ipotizzare quello che si potrebbedefinire come lo Stadio dello schermo in cui per schermo si intende linterfacciasoggetto/computer nella sua funzione comunicativa fondamentalmente iconico-testuale. Ciò che può ritenersi caratterizzante questo stadio riguarda principalmente:- una dilatazione dellImmaginario (prolungamento topico dellImmaginario làdove altri parlano di dilatazione dellintrapsichico individuale58) ovverolImmaginario incontra lofferta simulativa- una dilatazione narcisistica nell economia dellIo (il computer è uno specchio,è un amico ecc.)- un ampliamento simulativo dei processi di identificazione ( nella media-azionetelematica viene ad emergere un sé fluido, multiplo- ovvero una specie di ek-stasidellessere multiplo59- ovvero essere una serie di personae virtuali 60ecc.)57 J. Lacan, Ornicar ? 29:8-25, 1984, pag. 1658 J. Suler, The psychology of Cyberspace, Rider Un. Lawrenceville NJ, 8/199659 K. Gergen, The saturated Self: Dilemmas of identity in Contemporary Life, New York Basic Books 1991, pag. 145
  • - un ritorno (dialettico) alle alienazioni connesse con la terza fase dello stadio dellospecchio e con il terzo tempo dellEdipo (vedi Schema Stadio dello specchio edEdipo)- un emergere della struttura economico-dinamica dei processi primari (nonesclusi schemi allucinatori primitivi) unitamente a forme regressive- limmagine virtuale richiama un oltre lo specchio (vedi Stadio) come sintesi diego e di ego ideale (S I 124).La fenomenologia del ciberspazio comprende le suddette caratterizzazioni- e variealtre ancora- a partire da tutte quelle captazioni, identificazioni, illusioni e quantoaltro riguarda leconomia dellIo (pure leggibili nel contesto di una letturaevolutiva degli schemi interpretativi lacaniani). In particolare la dilatazionenarcisistica ed i meccanismi identificatori vengono ad avere uno spazio difascinazione più ampio, ad esempio rispetto alla Televisione, di cui il computer è, inqualche modo, il prolungamento interattivo61.5La Turkle nelle sue ricerche, sulla scorta di numerose testimonianze, esperimenti edanalisi di software simulativo, mostra come il ciberspazio venga a corrispondere,per vari aspetti, alla lacaniana scomparsa dellIo per il predominio delle catenesignificanti nella costituzione del senso individuale 62. Essa ritiene che il ciberspaziocostituisca, con le sue possibilità algoritmico-simulative, sia un luogo in cui,attraverso la simulazione, si cerca di rendere conto della complessità del reale, sia ununiverso in cui esprimere identità diverse da quella offerta quotidianamente daisoggetti nel mondo reale. Si tratta per la Turkle di una opportunità di conoscenzaofferta dal ciberspazio a vantaggio della vita reale: un assunto questo che sembra,dal contesto generale delle sue ricerche, emergere però principalmente comecambiamento dovuto alla tecnologia e non come effettivo contributo allo sviluppopsicosociale.In una prospettiva diversa si muovono altri ricercatori come. N. Holland e B.Kunstler 63.Il primo64, scrivendo di Internet, mostra come nella navigazione siano presentisintomi regressivi per quanto riguarda alcune situazioni qualilaggressività e le minacce,le molestie sessuali,leccesso di generosità:ciò sulla scorta di una vasta serie di ricerche sperimentali ed in connessione conquello che viene a definirsi 65come dramma di identità. Dramma che comprende unaarticolata area sintomale per cui il computerrientra in fantasie falliche,è una macchina che dà sicurezza e anonimia,viene ad emergere una tossicodipendenza da computer,il computer diventa genitore,ha una funzione terapeutica,apre al sesso virtuale,il computer è una persona,luso di Internet comporta deprivazioni sensoriali,il soggetto è testuale,Internet ha a che vedere col confessionale,cè una preferenza schizoide per il computer che è logico, prevedibile e non critico,Internet è lanalista,Internet limita e/o amplifica aspetti della comunicazione umana,60 S. Turkle, op. cit. pag. 39361 M. Pezzella, Narcisismo e società dello spettacolo, manifestolibri Roma 1996, pag. 43 segg.62 S. Turkle, op. cit. pag. 26563 B. Kunstler, Per una futurologia del sé: come si ridefinisce il concettodi identità in un mondo ipertecnologico, Chicago 20.7.98 in Mediamente (rai.ed)64 N. Holland, The Internet regression, University of Florida, Gainesville199865 K. Ross, in N. Holland cit.
  • in Internet il soggetto diventa macchina e la macchina diventa umana.La conclusione di Holland è che la regressione di Internet, tutto sommato èdivertente.Attraverso queste analisi sono abbastanza evidenti, di là da ogni altraconsiderazione, le ricche cariche trasferenziali e proiettive attraverso cui vengonovissute le esperienze ciberspaziali le quali, molto spesso, in termini heideggeriani,rappresentano uno scadimento nella chiacchiera telematica, un aspetto questo soloaccennato da Holland ma che è ben presente nelle analisi di Kunstler il quale, anostro avviso, focalizzando più criticamente la visuale sul soggetto si pone in unaprospettiva più significativa. Kunstler ritiene che linterazione delluomo con ilmondo elettronico (CHI) produce un nuovo tipo di soggettività, molto strana, ilnuovo soggetto è fluido, replicabile, manipolabile66. Una soggettività che Kunstlerdecisamente indica come prodotto, risultato di una frammentazione67 che si cerca diricomporre assegnando al soggetto un potere (signore del web) che non è nientealtro che leffetto di un sofisticato algoritmo simulativo, ovvero siamo al soggetto-merce del marketing elettronico68. Rispetto al problema delle identificazioni ed alpotere liberatorio della rete Kunstler è abbastanza scettico. Egli sottolinea laspettoproiettivo della simulazione e richiama il fatto che il problema rimane pur semprelidentità di partenza. Limpatto delle tecnologie sul soggetto, di là da ogni retoricadi maniera, non sembra comportare una effettiva evoluzione verso un nuovo livellodi consapevolezza, anzi quella che è definibile come economia dellimmaginario69viene ad essere preda di più sofisticate e diffuse forme di colonizzazione.La comunicazione stessa nel ciberspazio tende ad essere estatica e/o delirantesecondo Baudrillard, ovvero ..siamo, con la promiscuità immanente e leternaconnessione di tutte le reti nella comunicazione e nellinformazione, in una nuovaforma di schizofrenia (..) una prossimità troppo grande di tutto, una promiscuitàinfetta di qualsiasi cosa, che lo investe e lo penetra (il soggetto) senza alcunaresistenza, senza che nessun alone, nessuna aura, neppure quella del proprio corpolo proteggano (il soggetto). Lo schizofrenico è aperto a tutto contro la sua volontà,vive nella più grande confusione (..) Ciò che lo caratterizza non è tanto la perditadel reale, come si dice abitualmente, quanto questa prossimità assoluta e questaistantaneità totale delle cose, questa sovraesposizione alla trasparenza delmondo70. Il soggetto frattale di Baudrillard è un soggetto ..diffratto in unamoltitudine di ego miniaturizzati... il soggetto frattale non sogna altro che diassomigliarsi in ognuna delle sue frazioni... un Narciso che non sogna più la suaimmagine ideale ma una formula di riproduzione genetica allinfinito... 71. Lipotesidi Baudrillard è radicale: ..non cè più anima, non cè più metafora del corpo.. siamotutti dei mutanti 72.6Per tornare nellarea lacaniana ci sembra che le nuove soggettività, relativamente allaconnessione elettronica (CHI), possano ben rientrare nel circuito di quella mutazionesintomale di cui scrive Eric Laurent73 legata ad unepoca in cui lAltro non esiste ocollassa74, ovvero quando larea soggettiva tende ad avere come unico spazio diriferimento una deriva: S ---> (a)ltro ---> (Io) a (vedi Schema L), un ambito diindebolimento degli ideali dellio in cui la relazione immaginaria ha una sua area ditamponamento anche ad opera della connessione elettronica (CHI). Le depressioni,le personalità nevrotiche, la clinica del farmaco, le tossicodipendenze e le 16personalità in un sol corpo: tutto ciò per Laurent ha riscontro nella solitudine di un66 B. Kunstler, op. cit.67 P. Stanziale, Cyberworld in Mappe dellalienazione cit.68 B. Kunstler, op. cit. 69 P. Stanziale, Per uneconomia politica dellimmaginario, in Situazionismo, Massari Editore, Bolsena 199870 J. Baudrillard, Laltro visto da sé, Costa & Nolan, Genova 1987 pagg. 17, 1871 J. Baudrillard, cit. pagg. 26, 2772 J. Baudrillard, cit. pagg. 34, 3573 E. Laurent, I nuovi sintomi e gli altri, in La Psicoanalisi n. 21 1-6, AstrolabioRoma 1997 pag. 47 segg. 74 S. Zizek, Il Grande Altro, Feltrinelli Milano 1999
  • soggetto privo di relazioni interpersonali significative (non basate sulla chiacchierasimulativa), rientra in spazio governato dal godimento, dalla morte e dallassenza,nel luogo della struttura, di una entità che dica No.Anche Zizek, operando nellarea lacaniana, insiste sul Grande Altro e sulla suahegeliana astuzia della ragione rispetto al soggetto. Il ciberspazio, quale lo abbiamodelineato, è parte di questo Grande Altro nei suoi aspetti di fiction e di fantasy75quali dimensioni della nuova cultura di massa. Ci sembra che la libertà digitale, unatrasgressione che diventa supporto, un mantenere la distanza, ma senza mettere indiscussione il Padrone: tutto questo rappresenta le componenti generali di unGrande Altro (digitale) certamente avvertibile in varie forme egemoniche purenellambito del ciberdiscorso. Zizek, inoltre, mostra come il Grande Altro, nella suevarie componenti, partecipi ad uno spinozismo (lideologia del tardo capitalismo)76che, nellaffermazione della universalità del significante tende, in termini lacaniani(S XI 279), a sganciare il sapere S2 dal significante-padrone S1: ciò che comportauna esaltazione delluniverso metonimico. Questa teoria ben rende conto di aspettistrutturali che governano larea Cyber e, per quanto riguarda la metonimia, essa ècertamente una dimensione preponderante del ciberdiscorso proprio in terminilacaniani nel senso della combinatoria sintagmatica, in senso retorico, nelladinamica del desiderio e nei meccanismi dello spostamemto.Il ciberspazio, infine, proprio come rete tende ad essere unespansione delsimbolico, una espansione reticolare simbolizzante tesa a coprire quanto più spaziopossibile nel suo portato economico riguardo limmaginario e il reale. Resta,comunque un resto, il non simbolizzabile, quello che Zizek definisce lXirrappresentabile77, ovvero lo spettro di Derrida, lineliminabile prodotto delfallimento ineluttabile della simbolizzazione......7Lacan scrive "Un fantasma è una frase"78 indicando ciò che tiene per il soggetto equindi il testo, la traccia sul monitor. Il soggetto qui è testuale nello stesso modo incui è terminale (CHI) ovvero è effetto79 del ciberdiscorso. Siamo nella logica delfantasma, ambito cui abbiamo già accennato (nota 3). Ambito che caratterizza ilfading del soggetto in corrispondenza con una fantasmatizzazione che supporta ildesiderio partecipando, in parte, al gioco dellAltro. Questo fantasma che è il motoredella realtà psichica80 nel ciberspazio trova un nuovo ambito di supporto. In effettila dinamica fantasmatica lacaniana è proprio ciò che viene ad emergereattraverso la realtà virtuale (VR) ovvero VR --> ($ <> a).Lalgoritmo simulativo- interattivo sembra consentire una virtualizzazione attraversocui si manifesta la struttura fantasmatica soggettiva. In tal senso Zizek spiega comesia possibile il sesso virtuale81 dato che lalgoritmo simulativo-interattivo faemergere lelemento fantasmatico che presiede allatto sessuale reale.8Tutto ciò indica come sia possibile una lettura lacaniana di vari aspetti delciberspazio verso un confronto, necessariamente produttivo, con questa mutazionecomunicativa, questa nuova dimensione ormai costitutiva del mondo attuale, maanche con un immaginario fantascientifico, quale quello, ad esempio, di W. Gibsonche, in vario modo si richiama alle teorie lacaniane. In particolare il confronto vafatto con quasi un decennio di cyberpsychology, in gran parte statunitense, areaquesta che negli ultimi tempi ha visto anche contributi di qualche studiosoitaliano82. Per quanto riguarda la cyberpsychology un bilancio delle ricerche non è75 S. Zizek, op. cit. pag. 1376 S. Zizek, op. cit. pag. 82 segg.77 S. Zizek, op. cit. pag. 2778 J. Lacan, Compte rendu deinsegnements, Ornicar ? 29:8-25 1984 pag. 1679 J. Lacan, op. cit. pag. 1480 J. Lacan, De la Psychanalyse dans ses rapports avec la réalité, Scilicet 1:51-60 1968, pag. 5981 S. Zizek, op. cit. pag. 18382 G. Riva C. Galimberti, The psychology of Cyberspace, in New Ideas in
  • ancora possibile. In ogni caso si può dire che gran parte delle sperimentazionirientrano nella tradizione della egopsychology, orientate a realizzare forme dipsicoterapia on-line83, solo una parte tende ad investire larea psychoanalytic mentrelarea psichiatrica è abbastanza interessata al campo VR anche in Italia. Può essereindicativo, infine, accennare, oltre a quanto già riportato a proposito di Kunstler edHolland (nota 5), a come viene rappresentata lesperienza psicologica delciberspazio. Essa, per Suler84 risulta caratterizzata da:- ambiti sensoriali limitati- identità flessibile e anonima- dilatazione spaziale- condensazione temporale- stato onirico- uniformità di status- dilatazione dellambito relazionale.Per quanto riguarda invece il comportamento ciberspaziale, in relazione ai vari tipidi personalità, McWilliams isola alcuni stili di personalità quali- gli antisociali- i narcisisti- gli schizoidi- i depressi- i masochisti- gli ossessivi- gli isterici- i dissociati 85.Tra laltro la McWilliams osserva che gli schizoidi tendono ad essere continuamentein agguato, come i fanatici di informatica tendono a rientrare tra gli antisociali,come i narcisisti producano lunghi blocchi di testo ecc. ...Per quanto riguarda la cybertherapy essa è orientata allo sviluppo di due settori:specifici modelli di software in fase ormai avanzata di sperimentazione (Eliza,Siggie ecc.) relativamente alla terapia computerizzata; terapia on-line con unanalista.Nel primo caso Suler86 sostiene che il software che sostituisce lanalista dovrebbeessere:personalizzato,disponibile,sempre positivo,portare a forme articolate di professionalità,avere un data base comprendente verità universali sulla vita,portare ad una ristrutturazione conoscitiva,sviluppare le associazioni libere,restituire trascrizioni di sessioni o di parti di queste,stimare il livello di angoscia del cliente,definire il termine della terapia,stimare se è in grado di aiutare il cliente o di inviarlo ad un analista umano.Nel secondo caso il modello di relazione on-line si presenta, sempre per Suler87, concinque dimensioni: Psychology 15-2 199 - F. Vincelli, From Imagination to Virtual Reality: The Future of Clinical Psychology, in CyberPsychology & Behavior V2 n. 3 1999- S. A. Merciai, Internet una sfida in Psiche 1/1998 pag. 161- M. Longo, Psychomedia.it 83 Tra altri: J. Suler, Psychology of Cyberspace 6/1999- Identity Management in Cyberspace 5/1996, Rider University Site (Laurenceville NJ)- B. Shneiderman, Human-Computer Interaction Research 12/1999 University of Maryland- S. Roan, Cyber Analysis, Los Angeles Times 6.3.2000- H. Rheingolds Site Internet / The virtual community book- A. Sodheims Philosophy and Psichology on the Internet- A. Barak, Psychological Applications on the Internet: A discipline on the Threshold of a New Millenium in Applied and preventive Psychology 8, 10/1999- G. Riva B. Wiederhold E. Molinari, Virtual environments in clinical Psychology and Neuroscience in Studies in Healt Technology and Informatics 58- 2000 84 J. Suler, Art. Psychology cit.85 N. McWilliams, Psychoanalytic Diagnosis, 1994 in J. Suler cit.86 J. Suler, Computerized Psychoterapy 1999, in Psychology cit.
  • sincrono/asincrono,testuale/ sensoriale,immaginario/attuale,automatizzato/interpersonaleinvisibile/ presente.Si tratta delle varie modalità temporali e tecniche (testualità, tele-conferenza-ambienti immaginari) attraverso cui viene a svilupparsi la ciberterpia e che Sulerstudia anche attraverso varie aree di sperimentazione. Tra queste: luso dellavatar,cioè di immagini che le persone usano per rappresentarsi in scenari immaginari, glistati onirici originati da programmi come Palace, i comportamenti devianti on-line,le varie modalità di transfert, le reazioni a mancate risposte nella rete.9Per quanto riguarda poi il ciberdiscorso alcune ipotesi e prospettive di riflessioneemergono con una certa evidenza con riferimento alle teorie lacaniane. Anzitutto ilfatto che il ciberdiscorso è un discorso nel senso in cui lo intende Lacan a partire dalSeminario XVIII, Dun discours qui ne serait pas du semblant (1969- 70) e conriferimento a Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicanalisi (1953) eal Seminario XVII, Lenvers de la psychanalyse (1991). Quindi il fatto che ilsoggetto nel discorso è sempre strutturalmente alienato rispetto alla propria verità eche nel discorso il soggetto fa esperienza solo delleffetto di significato e delleffettodi verità88.10Quella di discorso è una categoria dialetticamente successiva a quelle di parola e dilinguaggio cui pure spettano strutturalisticamente primati nella pratica interpretativacome campo e come ambito pertinente al soggetto nel suo rapporto con lordinesimbolico. In particolare il fatto che il significante rende il soggetto barrato ($), chela psicoanalisi stessa è una pratica basata sulla parola, ma soprattutto il fatto che,come sottolinea opportunamente M. Recalcati89 fa parte della struttura della parolaessere legata ad una risposta, concetto questo abbastanza rilevante nellambito delciberdiscorso. La parola non può prescindere dallambito intersoggettivo in unadinamica del desiderio che riguarda le identità, lalienazione e lAltro.11Per quanto riguarda il linguaggio esso è struttura/rete preesistente alluomo, che loprende, come sappiamo dagli Scritti, veicolandolo per il desiderio,conseguentemente il soggetto è parlato nellessere parlante. Ciò porta allordinedellAltro che pertiene allinconscio, il quale, diversamente da quello freudiano èesteriorizzato, ha nel significante, nella rete dei significanti, una dimensionemateriale90 che è fondamentalmente storico-sociale. È dunque attraverso questadelineazione che si può analizzare il ciberspazio come rete simbolica, Altro, spaziodi connessioni dei significanti.12Discorso, quindi, per Lacan è ciò che riguarda la struttura dei rapporti sociali, per lapresenza strutturante dellAltro e lemergere di un ambito relazionale diverso, rotturaepistemologica rispetto, come abbiamo già accennato, allinconscio freudiano ilquale però in Lacan ritorna nelle dimensioni topologica, dinamica ed economica91con tutta una serie di rimandi significativi anche per quato riguarda il ciberdiscorso.1387 J. Suler, Psychology cit.88 D. Cosenza, Ripensare la struttura, La Psicoanalisi n.18, Astrolabio, Roma1995pag. 7289 M. Recalcati, Per una introduzione alla logica dei discorsi, in La psicoanalisi, n. 18, Astrolabio, Roma 1995, pag. 25 e segg.90 M. Recalcati, cit. pag 3191 M. Recalcati, cit. pag 32
  • Per quanto riguarda la topica lacaniana dei discorsi, topica che ci convieneriprendere dal Seminario XVII e dalla Conferenza milanese del 197292 possiamostrutturarla nel modo seguente:/agente/ /altro/.direzione e dominanza .Altro significante padrone. elemento propulsore .relazione intersoggettiva. ciò che imprime una direzione ----> .lavoro inconscio”..sintomo S1 ..sapere S2-------------------------------------- ------------------------------------------/verità / /produzione /.soggetto $ .perdita /scarto <−−− .elemento innominabile .mancanza-a-essere .sottrazione di godimento .godimento /a/Si tratta qui di luoghi, di barre di rimozione, di relazioni, di identità (Vedi Schemadel discorso del rovescio della psicoanalisi e Schema del discorso delCapitalista).La dinamica del discorso riguarda S1, significante padrone, S2, il sapere, $, ilsoggetto barrato, loggetto /a/ legato al godimento. La posizione di questi elementinello schema topologico e la loro rotazione per un quarto di giro danno luogo aiquattro discorsi vigenti che sono quelli del Padrone, dellIsterico, dellUniversitàe dellAnalista.14La teoria lacaniana dei discorsi introduce dunque una riduzione nella complessitàdelluniverso di discorso, aprendo epistemologicamente, attraverso il rapporto tra ilsoggetto e la struttura, attraverso lintroduzione economica delloggetto, ad unadiversa definizione della categoria di discorso partendo dalla parola e dallinguaggio, proponendo un matema che tende ad avere come campo di indagine laciviltà stessa, il suo disegno e la sua complessità di strutture e di relazioni.15In effetti i luoghi e gli elementi della teoria lacaniana dei discorsi, come pure tuttociò che nellopera lacaniana riguarda i registri dellimmaginario, del simbolico e delreale, nonché il concetto di fantasma (come visto in precedenza) e quanto altroriguarda la dinamica della domanda soggettiva, ovvero il suo procedereincessantemente lungo un bordo ove non è distinguibile un interno ed un esterno:tutto ciò risulta ancona una volta ben utile per una produttiva analisi dellacondizione postmoderna caratterizzata dalle mutazioni tecnocomunicative ecognitive connesse con il ciberdiscorso.16Larea entro cui situare il ciberspazio- ed attraverso cui viene a prodursi ilciberdiscorso nelle sue varie caratterizzazioni e direzioni- è certamente quella chenella teoria lacaniana dei discorsi riguarda i posti (nota 12) agente ----> laltroindicanti nellaltro (S II 234), anche se è una macchina, il luogo della relazione93(intersoggettiva), del sapere94, del Lavoro95. Restano ovviamente sotto la barra laverità e la perdita (produzione/godimento).92 J. Lacan, Lenvers de la psychanalyse, Seuil, Paris 1991 e Lacan inItalia, La Salamandra, Milano 1978
  • 17Stabilita larea di riferimento del ciberspazio ecco che emerge in questo la scansionedei discorsi che sono i quattro che sappiamo. In primo luogo quelli del Padrone- odella Civiltà- e del Capitalista i quali hanno come invariante logica i posti cheabbiamo indicato al punto 15 mentre la struttura si completa nella sua dinamica conle due posizioni in cui i termini sono invertiti:discorso del Padrone o della Civiltà / S1 ----> S2/ ------ ------ $ <----- adiscorso del Capitalista /$ -----> S2/ ----- ------ S1 <---- ain cui il posto dellagente, lelemento che stabilisce la direzione del discorso èoccupato, nellambito di un discorso generale di civiltà, da un significante padrone eda un sapere a cui è sottesa la struttura fantasmatica presa tra verità e godimento.Qui nel luogo della verità troviamo il soggetto barrato, lo stesso soggetto chedirettamente, nel discorso del capitalista, prende le redini del discorso rimuovendoun significante padrone (verità). In tale ambito i discorsi si fanno cyber nellostrutturarsi in una logica algoritmico-simulativa che vede nella parte invariante(altro) il dispiegarsi di un sapere, di una relazione, di un lavoro i quali trovanosotto la barra un motore che innesca incessantemente perdita e godimento e cheinteressa direttamente il soggetto barrato e un significante padrone (vedi Schemacompleto del Discorso del Capitalista) di volta in volta in posizione invertita diagente e di verità. In ogni caso il discorso del padrone, come fondativo96, coincide,in generale, con il ciberdiscorso. Esso comporta luniversale dellalienazione97formulabile come ( S1 ---> S2 ) ------------------ $relativo alla divisione del soggetto ed alla sua produzione. Ma anche lo riguarda unageneralità schizoide reticolare propria del pro-gramma capitalistico98.Bisogna dire che in effetti gli algoritmi lacaniani, con la loro articolazione logica,dinamica ed economica (nota 12), costituiscono una proposta critica abbastanzavalida nellambito del dibattito sulla rete, metafora del marxiano general intellect ediamat della logica culturale del capitalismo postfordista99. Linquadramentolacaniano delluniverso cyber va al di là della tradizionale dicotomia apocalittici/integrati ed offre un approccio ben esplicativo- e già presente sulla scena culturaleattuale- al conflitto tra il dominio del capitale e la maggiore libertà offerta dallarete100.18Per quanto riguarda poi la dinamica degli altri discorsi lacaniani abbiamo anzituttoil discorso dellIsterico che si produce (per regresso) dal discorso del Capitalista:93 M. Recalcati, cit. pag. 3294 A. Villa, Discorso del padrone, discorso dellisterico e discorso dellanalista, inLa Psicoanalisi n. 18 Astrolabio Roma 1995, pag. 4295 A. Soueix, Il discorso del capitalista, in La Psicoanalisi n. 18 cit. pag. 5096 M. Recalcati, cit. pag. 3697 M. Recalcati, cit. pag. 36 segg. 98 P. Stanziale, Schizo in Mappe cit. pag. 123 e AA. VV. Psicoanalisi e politica, Feltrinelli, Milano 197399 B. Vecchi, Art. cit.100 C. Formenti, Incantati dalla rete, R. Cortina Milano 2000
  • $ ----> S1 ---- ----- a <---- S2in cui la connessione elettronica (CHI) riguarda anzitutto un significante padroneche sottende un sapere il quale richiama un godimento rimosso. Qui il ciberspazionella sua modulazione CHI /VR si fa luogo di una richiesta che è anche offerta101. Ilsoggetto barrato come agente cerca un Padrone correlato ad un sapere che, alla fine,risulta sempre essere inadeguato e relato ad un godere nel posto della verità. Èipotizzabile il fatto che lintenzionale apertura del CHI non sia talvolta estraneaallinizio del discorso isterico, ad un riporto nel luogo dellAltro del significante102.La translazione della struttura fantasmatica è nei luoghi dellagente e della verità.19Il discorso dellUniversità è quindi connesso al discorso dellAnalista, lo anticipasecondo lo schema S2 ----> a ----- ----- S1 <---- $in cui luniverso cyber viene a caratterizzarsi per un più di godere nel luogodellaltro mentre nel luogo della produzione troviamo un soggetto barrato(godimento e perdita) relato ad un significante padrone nel luogo della verità, mentreciò che imprime il movimento discorsivo è un sapere in relazione al più di godere elambito fantasmatico è translato tra laltro e un godimento rimosso.20Il discorso dellAnalista fa emergere, nella parte superiore, il matema del fantasma a ----> $ ----- ----- S2 <---- S1in cui la dimensione cyber è saturata dal soggetto barrato al posto dellaltro chesottende un significante padrone nel posto della produzione. La direzione è data dauna economia di godimento che rimuove un sapere nel posto della verità. Nellastruttura leconomia vigente è quella speculare tesa a far emergere un sapere da unsignificante padrone. La VR qui può avere un ruolo importante nelleconomiafantasmatica, allo stesso modo la funzione di sembiante doggetto che spettaallanalista103, ovvero specchio vuoto, analista che tende a sottrarsi allo sguardo delsoggetto (S II 313), analista il cui discorso è linverso del discorso del Padrone.21Relativamente alle scansioni suddette vediamo quindi il ciberspazio caratterizzarsi,in senso generale, come un universo di discorso in cui, come per gli altri discorsi, viè una costante: il fatto che la metafora, ma soprattutto la metonimia, costituisconosupporto continuo del più di godere (S XVIII) marcando la sua economia. Perquanto riguarda la sua logica algoritmico-simulativa essa tende ad esplicarsi nellamodalità discorsiva agente ---> altro, come abbiamo visto, modalità generativacertamente leggibile nellambito parola<-->risposta104, interrogazione, ricerca diuna risposta da qualcosa, risposta che tende ad essere ipervalutata. In ogni caso gliassi principali di riferimento sono costituiti dal fantasma, nella sua dinamicafunzionale, e da un ambiente secondo un cibermatema quale101 A. Villa, cit. pag. 42102 M. Silvestre, cit. pag. 130103 A. Villa, cit. pag 45104 M. Recalcati, cit. pag. 26
  • S1 ---->S2 ↑------- -------↑ $ <> aabilitato a ben richiamare esplicativamente pure la dimensione VR nella suafenomenologia e rispetto cui la prospettiva (lacaniana), che abbiamo delineato, vaben oltre la formulazione di Suler che considera riduttivamente (conceptualconvenience) il reale ed il virtuale come i poli di un continuum105. Il cibermatemasuddetto richiama evidentemente il discorso del Padrone e quello del Capitalistaincludendo il fantasma (ciò che tiene per il soggetto il posto del reale106) nei postidella verità e dello scarto.22In conclusione la psicoanalisi lacaniana sembra delinearsi come una teoria dellamutazione in grado di snodarsi criticamente sia verso la prospettiva clinica siaverso lambito generale della civiltà postfordista. Una sfida, in effetti, che ci riportaa Lacan quando scrive: ...Vi rinunci dunque piuttosto colui che non puòraggiungere nel suo orizzonte la soggettività della sua epoca. Perché, comepotrebbe fare del suo essere lasse di tante vite chi nulla sapesse della dialettica chelo impegna insieme a queste vite in un movimento simbolico. Conosca egli a fondola spira in cui la sua epoca lo trascina nellopera continua di Babele, e sappia lasua funzione dinterprete nella discordia dei linguaggi107.Gaeta, estate 1998- Baia Domizia, estate 2000105 J. Suler, cit. The Two Paths of Virtual Reality, Rider Un. 1999106 J. Lacan, Ornicar? cit. 1984, pag.16107 J. Lacan, La cosa freudiana, Einaudi Torino 1972 pag. 176
  • SCHEMI- GRAFI E FIGURESCHEMA DEL PERCORSO DELLA COSCIENZA INFELICE(A. Kojève, Introduzione alla lettura di Hegel, Adelphi, Milano 1996, pag. 17 esegg.- J. Lacan Scritti, Einaudi, Milano 1974, pag. 265 e segg.- J.B. Fages, Cosa haveramente detto Lacan, Ubaldini, Roma 1972, pag. 39) Altro (Ordine simbolico) - ALIENAZIONE ↑ Domanda→parole ↑ DESIDERIO → Oggetti sostituti (vedi Schema L)- ALIENAZIONE ↑ Pulsioni →espansione - zone erogene ↑ Mancanza-a-essere. Bisogno →complemento materno Schema del percorso della coscienza infelice Lo schema riguarda il prodursi nel soggetto del passaggio che va dalla mancanza-a-essere, individuata originariamente nel complemento materno, al desiderio edallaccesso conseguente allordine del linguaggio, ovvero allordine simbolico oAltro. In questo percorso si definisce pure lordine delle alienazioni costitutive delsoggetto. Lo schema si completa nel riferirsi allo Schema L. STADIO DELLO SPECCHIO ED EDIPO
  • (J. Lacan, Scritti, pag. 87 e segg.- pag. 270 e segg.- J. B. Fages, Cosa ..., pag. 22 ) NATURA Fase 1 - Il bambino innanzi ad uno specchio immagina di vedere limmagine di un altro -la madre - alro da sé Stadio dello specchio→ Fase 2 - Innanzi allo specchio il bambino vede solo una immagine - madre ir-realizzata - indifferenza Tempo 1 Fase 3 - Innanzi allo specchio il bambino si identifica con limago -desiderio della madre -identificazione con la madre -identificazione col desiderio della madre (identificazione primaria) EDIPO → ALIENAZIONE STRUTTURALE IMMAGINARIO Tempo 2 Divieto del padre (nome del padre- significante primario) Tempo 3 Accesso al nome del padre (identificazione secondaria) ALIENAZIONE STRUTTURANTE SIMBOLICO CULTURA Stadio dello specchio ed Edipo Nello schema vengono collegati lo stadio dello specchio e lo stadio dell Edipo conriferimento: ai registri dellimmaginario e del simbolico, alle alienazioni soggettiveed al passaggio dalla natura alla cultura. SCHEMA L(J. Lacan, Scritti, pag. 50 e segg. e J.A. Miller pag. 912 e segg.) È lo schema della dialettica intersoggettiva. Il Soggetto ha in altro loggettoimpossibile del suo desiderio. Conseguentemente, nellambito dellimmaginario, si
  • rivolge agli oggetti a con cui costituisce il proprio Io alienato. Ma tutto ciò èdeterminato, nella dimensione inconscia, dallAltro. È lannullamento nella catenasignificante del soggetto corrispondente allo sviluppo dellio. SCHEMA R(J. Lacan, Scritti, pag. 549 e segg. e J.A. Miller pag. 913 e segg.) Si tratta della struttura del soggetto (anche con riferimento a Schreber ecc.)relativamente ai registri del Simbolico, dellImmaginario e del Reale. Nel quadratovi è una terna simbolica, una terna immaginaria ed il quadrangolo del reale. Iltriangolo del simbolico occupa metà del quadrato perché è strutturante. La lineatratteggiata vale per limmaginario. Il triangolo dellimmaginario è basato sullarelazione duale dellIo con lAltro (narcisismo, proiezione ecc.), avente come verticeϕ, il fallo, oggetto immaginario di identificazione col proprio essere (vivente). Ilcampo del simbolico presenta le tre funzioni di: ideale dellIo, con cui il soggetto sireperisce nel registro del simbolico, del significante delloggetto M, del Nome-del-Padre nel luogo dellAltro A. La linea I M raddoppia il rapporto del soggetto conloggetto del desiderio mediante la catena significante, rapporto che, nellalgebralacaniana verrà ad essere scritto $ <> a (in cui sono legati il soggetto barrato, ildesiderio e loggetto a- il punzone <> indica il desiderio). Rilevante è il fatto che ilcampo del reale è inquadrato e mantenuto dalla relazione immaginaria e dal rapportosimbolico. Nella prospettiva diacronica (storia del soggetto) abbiamo che su i M vanno acollocarsi le figure dellaltro immaginario, che culminano nella figura materna,Altro reale, iscritta simbolicamente nel significante delloggetto primordiale; su m Isi scandiscono le identificazioni immaginarie costituenti lIo del bambino fino aquando questi non ha dallidentificazione simbolica il proprio statuto nel reale.Nellambito del simbolico quindi troviamo una sincronia specifica: il bambino trovain I il suo legame con la madre, in M come desiderio del suo desiderio, in posizioneterza il Padre emergente dalla parola materna. Dal punto di vista topologico la superficie del reale è lo sviluppo in piano dellafigura che si avrebbe unendo i con I e m con M, ovvero con la torsione che origina lastriscia di Möebius. In relazione a ciò si ha che la retta I M non rimanda al rapportodel soggetto con loggetto del desiderio: il soggetto è il taglio della striscia cheresidua loggetto a secondo la formula $ <> a. FIGURE 1, 2, 3(J. Lacan, Scritti, pag. 669 e segg. e J. A. Miller pag. 912 e segg.)
  • FIG. 1 - Si tratta di un modello ottico (Bouasse) relativo agli ideali della persona.Lillusione riguarda la visione, originata mediante uno specchio sferico, di un mazzodi fiori su un vaso, mazzo di fiori che invece è nascosto in una scatola S.FIG. 2 - Integra esplicativamente la figura precedente. Limmagine reale i(a)rappresenta limmagine speculare del soggetto, mentre loggetto a fa da supporto allafunzione delloggetto parziale, facendo precipitare la formazione del corpo. Si ha quiuna fase anteriore allo stadio dello specchio- che suppone la presenza dellAltroreale. Abbiamo che il mazzo di fiori ed il vaso si scambiano i ruoli e con linterposizionedi uno specchio si produce una immagine virtuale. Ciò allude al fatto che la realtàdel vaso e la sua immagine reale i(a), invisibili allosservatore (assenti dallarappresentazione) figurano la realtà del corpo e la sua immagine reale interdette allapercezione del soggetto. Al soggetto è accessibile solo limmagine virtuale i(a), riflesso immaginario in cuisi anticipa lo sviluppo del suo corpo in una alienazione definitiva. Il punto I (ideale dellIo) è il punto che comanda al soggetto la sua immagine di sé.FIG. 3 - Essa si ottiene ruotando di 90° lo specchio piano A e spostando il soggettoal punto I. Lanalista è nella posizione dello specchio e il grafo inquadra il momentoin cui il paziente passa dalla parola vuota dei miraggi alla parola piena accedendo allinguaggio del proprio desiderio. La perdita dellimmagine virtuale corrisponde alsuperamento del narcisismo. Il soggetto si riposiziona nella prima figura attraversolo svanire della mediazione dello specchio piano. Così la psicoanalisi incide,operando nel simbolico, sullo statuto immaginario dellIo.
  • GRAFI 1, 2, 3, GRAFO COMPLETO(J. Lacan, Scritti, pag. 807 e segg. e J. A. Miller pagg. 914, 915)Si tratta dei grafi del desiderio. Nel primo il soggetto si costituisce come tale aseguito di una inversione nella sua traversata della catena significante. Taleinversione è dovuta: ad una anticipazione, che al primo incrocio si impone comeultima parola, ad una reatroazione, enunciata nella formula della comunicazioneintersoggettiva e che rende necessario un secondo incrocio, in cui in cui va situato ilrecettore e la sua batteria. Si tratta del punto di capitone, ovvero del rapporto tra identificazione immaginaria,identificazione simbolica e significazione rispetto ai tempi del soggetto: ciò che nelsecondo grafo diventa specificazione di parola. Nel terzo grafo viene compresa laquestione del soggetto rispetto allAltro. Nel grafo definitivo, poi, la parola si favettore di pulsione tra desiderio e fantasma. SCHEMA DEL DISCORSO DEL ROVESCIO DELLA PSICOANALISI E SCHEMA DEL DISCORSO DEL CAPITALISTA(J. Lacan, in Scilicet 1/4, Feltrinelli, Milano 1977, pag. 191- J. Lacan, Lenvers de lapsychanalyse, Sem. XVIII, Seuil, Paris - J. Lacan, in Lacan in Italia, La Salamandra,Milano 1978, pag. 40- M. Recalcati, Per una introduzione alla logica dei discorsi, inLa Psicoanalisi n. 18, Astrolabio, Roma 1995, pag. 30 e segg.)
  • Discorso del rovescio della psicoanalisiDiscorso del Padrone Discorso dellUniversità impossibilitàS1 S2 S2 a---- ---- ---- ---- $ a S1 $ impotenza-si chiarisce per regressione -si chiarisce attraverso il suodal: "progresso" nel:Discorso dellIsterico Discorso dellAnalista Impotenza$ S1 a $---- ---- ---- ----a S2 S2 S1 impotenza I posti sono quelli di : lagente laltro ---------------- ------------------- la verità la produzioneI termini sono:S1 il significante- padroneS2 il sapere$ il soggettoa il più-di-godereQuadripodi o formule a quattro zampe, come scrive Lacan: si tratta di una Teoriadella discorsività basata sulla struttura di un oggetto matematico. Questa Teoria ècaratterizzata da una topica, da una dinamica e da una economia. Essa definisce inmodo epistemologicamente innovativo il rapporto tra soggetto e struttura neldiscorso il quale si presenta come integrazione tra le leggi della parola e le leggi dellinguaggio.
  • Discorso del rovescio della psicoanalisi e del capitalista (Milano 12 maggio 1972) Discours du Maître Discours de LUniversité S1 S2 S2 a ---- ---- ---- ---- $ a S1 $ Discours de lHystérique Discours de LAnalyste $ S1 a $ ---- ---- ---- ---- a S2 S2 S1 Discours du Capitaliste $ S2 ---- ---- S1 a SCHEMA TOPOLOGIA DEL SOGGETTO E CIBERSPAZIO (P. Stanziale) S --------------------------------------------------------a ltro Ciberspazio Relazioni Inconscio immaginarie a io Altro Ciberdiscorso Lo schema cerca di rendere conto di come il ciberspazio vada a modificare lo schema L attraverso laffermarsi di un diverso ordine di relazioni immaginarie attraverso lalgoritmo simulativo informatico/telematico.© by .P. STANZIALE 2000 - 2012
  • Pasquale Stanziale è nato a Sessa Aurunca in provincia di Caserta, laureato inFilosofia, docente di Storia e Filosofia nei Licei, collabora con Università ed Agenziedi Formazione ed è docente di Filosofia Teoretica presso l’ISSR “S. Pietro” diCaserta. Ha al suo attivo un’ampia pubblicistica nel campo delle Scienze Umane.Collabora con la rivista Civiltà aurunca per la parte socioantropologica. Tra le suepubblicazioni Omologazioni e anomalie (Caserta 1999), ricerca divenuta un classicodegli studi locali, Mappe dell’alienazione (Roma 1995), saggio di filosofia politica,la traduzione del best-seller la Società dello spettacolo di G. Debord (Viterbo 2002).Ha curato anche Il Manuale di saper vivere ad uso delle giovani generazioni di R.Vaneigem (Viterbo 2004) ed una antologia di autori situazionisti (Viterbo 1998).Tra le pubblicazioni più recenti Cultura e società politica nel Mezzogiorno (Caserta2007), Materiali per un’economia politica dell’immaginario, (Civiltà Aurunca n. 72. 1012/2008- Latina), Scenari tra economia e scienze umane (Quaderni CRAET n.11 – Sec. Univ. Napoli- 3/2009) Cyberanalysis (Quaderni CRAET- n. 14 - Sec. Un.Studi Napoli –6/2010).