Self Empowerment Tolomelli
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Self Empowerment Tolomelli Self Empowerment Tolomelli Presentation Transcript

  • Il processo di Self Empowerment Dott. Alessandro Tolomelli
  • Desideri e Bisogni
  • Definizioni
    • Bisogno : pulsione la cui soddisfazione tendenzialmente ripristina uno stato precedente
    • Desiderio : pulsione la cui soddisfazione tendenzialmente amplia il campo dell’esperienza
  • Principali differenze
    • Bisogno
    • Più orientato al passato
    • Tende ad essere associato all’idea di frustrazione
    • Essere nel bisogno viene spesso giudicato spiacevole
    • È pressante e imprescindibile
    • È realistico, specifico e concreto
    • È vissuto come subito
    • Desiderio
    • Più orientato al futuro
    • Tende ad essere associato all’idea di soddisfazione
    • Essere desideranti può essere piacevole e valorizzante
    • È flessibile e posticipabile
    • Può essere realistico e concreto , ma anche astratto, generico, visionario, confuso
    • È scelto e responsabilizzato
  • Alcuni esempi
    • Area della vita affettiva
    • Bisogno di riavere un amore perduto
    • Bisogno di amore per troppa solitudine
    • Bisogno tout court di un uomo/donna
    • Bisogno di amore perché il resto della vita è insoddisfacente
    • Area Lavoro
    • Ho bisogno di un posto di lavoro, altrimenti non so come mantenermi
    • Area Vacanze
    • Bisogno di vacanze per recuperare energia, per ritemprarsi, per uscire dalla routine soffocante, per “non ammalarsi”
    • Area della vita affettiva
    • Desiderio di un nuovo tipo di amore, o di rendere più bello l’amore attuale
    • Desiderio di innamorarsi di una persona stupenda con cui essere e fare cose nuove
    • Area Lavoro
    • Desiderio di un lavoro dove sentirsi realizzato, applicare ciò che si è imparato, continuare a crescere
    • Area Vacanze
    • Desiderio di vacanze per provare nuove sensazioni, per fare quella cosa di cui c’è voglia da tanto tempo, per godersi il tempo libero, per farsi un bel viaggio, per godersi la corporeità
  • Crucialità (1)
    • La stragrande maggioranza delle società moderne è “liberata” dalle crucialità dei bisogni primari di sopravvivenza e di sicurezza. I bisogni dipendono dalla evoluzione nel tempo, delle condizioni sociali, del progresso scientifico – tecnico e dell’economia. Emergono attualmente in base alla classificazione di Maslow bisogni sociali (bisogno di “sentirsi parte di”, bisogno di sentirsi amato e considerato, bisogno di sentirsi realizzato).
    • Il bisogno si evidenzia soprattutto in quanto orientato al confronto con il proprio passato. La parola bisogno tende ad evocare uno stato di sofferenza e la soddisfazione dello stesso tende ad eliminare tale stato.
    • Bisogni e desideri non si differenziano tanto per il loro contenuto quanto per il significato che la persona attribuisce individualmente e soggettivamente ad un determinato contenuto-oggetto.
  • Crucialità (2)
    • Il desiderio è piacevole , anche quando non soddisfatto.
    • Avere tanti desideri è vitalizzante, essi sono come una ricchezza per la persona in grado di fornirle energia mobilitante all’azione e il piacere di godersi la vita.
    • La persona si sente responsabile dei propri desideri sia di fronte a se stessa sia di fronte agli altri. Favoriscono il nascere di un senso di protagonismo e di padronanza (mastering) sulla propria vita.
    • Saper riconoscere i propri desideri aiuta a basare maggiormente su di essi aspetti importanti della vita quali le relazioni affettive e amicali, le appartenenze politiche e lavorative, le attività di studio e di impegno sociale, l’interpretazione dell’essere diventati adulti, il rapporto con i figli e con le persone care, la gestione del proprio tempo.
  • Sì, ma…..
    • Ma a cosa serve desiderare, se poi la realtà è un’altra e mi ci trovo immerso senza vie di uscita? Parliamo di cose concrete, non di fantasie. Io voglio sapere come uscire da questa situazione
    • Sì, è vero. Mi sento davvero libero pensando ai miei desideri ma anche molto agitato. Che cosa succederebbe se davvero realizzassi ciò che desidero dentro di me? Quali sacrifici mi comporterebbe e dove andrebbe a finire la mia vita? No, ho bisogno di stabilità prima di tutto!
    • E’ arrivato il momento di cambiare tutto e questa è l’opportunità. Va dove ti porta il cuore. Non importa il prezzo che dovrò pagare: io devo soddisfare i miei desideri se non voglio vivere una vita fatta di frustrazione e sofferenza.
    • Se non risolvo il mio passato, difficilmente potrò realizzare i miei desideri, meglio concentrare le proprie energie per acquisire una maggiore consapevolezza di se stessi.
  • E se….
    • E se ci fosse davvero una nuova possibilità, un nuovo modo di pensare e un metodo di affrontare la vita, senza cambiamenti radicali ma anche senza rimanere fissati in questa situazione?
    • E’ evidente, come risulta dalle nostre ricerche ed applicazioni sul campo, che l’energia e la potenza massima sono frutto dell’incontro tra l’energia desiderante e l’energia bisognosa. L’obiettivo non è volare nella fantasia e nel sogno, né rimanere ancorati alla realtà “bisognosa”, ma sapere sfruttare sia i propri desideri sia i propri bisogni per poter creare nuove opportunità. Parleremo pertanto non di cambiamento radicale, non di staticità, ma di:
    • APERTURA DI NUOVE POSSIBILITA’
    • CAMBIAMENTO PER AGGIUNTA
    • Riassumendo in uno schema:
    Attivazione dell’Io desiderante della persona Emergere di un bisogno, problema, necessità, richiesta, opportunità Incontro tra Io desiderante e bisogno Emergere e/o chiarirsi di un nuovo desiderio specifico Imprenditore che desidera espandere la propria attività su nuovi mercati L’opportunità di acquistare una concorrente del mercato sudamericano Espandere la propria azienda nel mercato sudamericano
  • Desideri e Cultura
    • Cultura personale
    • Valorizzare i propri desideri dà alla persona nuove opportunità. Legittima la sua soggettività ad avere mete operative riconosciute socialmente, gli conferisce vitalità, lo aiuta a re-inventare la propria vita andando al di là della soddisfazione dei bisogni di base che lo rendono simile a tutti gli altri.
    • Cultura formativa
    • Viene data maggiore importanza alla voglia di imparare, non solo al dovere o alla necessità di adeguamento
    • Cultura organizzativa
    • Il lavoro viene vissuto come piacevole, c’è la massima immedesimazione nel ruolo e un forte impegno nel contesto lavorativo, ma al contempo una presa di distanza che consente la visione di ciò che sta avvenendo
  • Esercitazione
    • MATRICE DESIDERI-BISOGNI
    • Obiettivo: Mobilitazione dell’energia desiderante, della voglia di imparare, di innovare
    • Meccanismo operativo: Viene richiesto di compilare una matrice, riferita a se stesso, che distingue la colonna dei desideri e la colonna dei bisogni con particolare riferimento a:
    • Vita lavorativa
    • Vita extra lavorativa
    • Mio “carattere”
    • Se formazione applicativa allora: nuovo ruolo, nuova skill specifica etc
    • Programma della sessione: Speach su differenza tra bisogni e desideri – compilazione della matrice – illustrazione più accurata sulla differenza tra desideri e bisogni – discussione della matrice compilata da qualcuno (in plenaria, in piccoli gruppi o in coppie)
  • Il concetto di responsabilità
  • Definizione comunemente usata
    • Responsabilità: possibilità di attribuire a un individuo l’azione che è stata compiuta, identificandolo come colui che l’ha originata ed ascrivendo allo stesso la colpa o il merito.
  • Questo implica che… Responsabilità e libertà sono due concetti strettamente legati in quanto il primo non può prescindere dal secondo
  • Tuttavia c’è anche un connotato positivo, che si nota quando si parla della responsabilità che una persona ha su qualcuno o su qualcosa, ovvero…
  • … Ciò che intendiamo noi: Auto-Responsabilità (self-responsibility) : Sentimento di essere, almeno in parte, responsabile/protagonista della situazione della propria vita, in particolare area per area
    • Questo concetto è fortemente legato a quelli di locus of control e di scelta , in quanto una persona si sentirà più auto-responsabile quando sceglierà tra un insieme di alternative e valuterà questa scelta come maggiormente dettata da una decisione personale rispetto che da eventi esterni
    • Inoltre non può definirsi come un concetto semplice in quanto chiama in causa una serie di altre idee:
    • Bisogno di essere consapevoli di emozioni e sentimenti significativi
    • Capacità di non negare o distorcere informazioni non piacevoli
    • Capacità di trovare significato nelle attività, anche in quelle poco gradite
  • La struttura logica quindi è la seguente:
    • STATO DI MULTI-POSSIBILITA’ Quindi…
    • META-POSSIBILITA’ (o OPPORTUNITA’) DI SCELTA Quindi…
    • SENTIMENTO DI RESPONSABILITA’ E PROTAGONISMO
    • Il senso di responsabilità è correlato con la prevedibilità degli eventi, correlata a sua volta col senso di autoefficacia, ovvero quanto più mi sento sicuro riguardo a un determinato compito tanto meno avrò paura ad affrontarlo e quindi di scegliere.
  • Crucialità
    • Distinzione area per area della propria vita
    • C’è sempre un coinvolgimento personale ( vs risposta impersonale ) nella relazione tra chi domanda e chi risponde
    • E’ associata più ai desideri che ai bisogni
  • Contrari e Diversi
    • Dipendenza: le scelte che mi riguardano preferisco farle fare ad altri
    • Non coinvolgimento personal-emotivo, che porta ad uno…
    • … scarso senso di appartenenza dell’oggetto in questione (foss’anche la persona stessa)
  • Esempi:
    • Sul lavoro: non proporsi per incarichi interessanti perché…
    • a: non ci si sente all’altezza della situazione, quando invece lo si è o lo si potrebbe essere.
    • b: comunque anche se mi propongo non mi scelgono
    • Nella vita extra lavorativa: lasciare che decidano sempre gli altri ed accontentarsi di ciò che viene scelto
  • Sì ma.. D: Chi me lo fa fare di assumermi certe responsabilità? R: Nessuno certo, è lei che decide se la sua vita è gestita dagli altri oppure se è lei alla guida del timone. D: Sì, belle parole, ma poi in pratica sono comunque gli altri che decidono R: Non dico che questo non succeda, ma è una questione di investire nelle cose su cui lei ha influenza.
  • Killer
    • Personali
    • Poca autostima e autoefficacia
    • Mancanza di interesse
    • Sfiducia nella propria influenzabilità
    • Culturali
    • Responsabilità vista come un aggravio inutile di impegni che non fa guadagnare abbastanza rispetto allo sforzo fatto.
  • Esercitazione Pensate a delle cose che solitamente vengono decise da altri e non da voi (ad es. il film da vedere o il posto dove andare per quel che riguarda l’extra lavorativo) oppure ad episodi in cui avreste voluto fare qualcosa ma vi siete fermati prima di provarci.
  • Bene, nelle prossime 24 ore siete legittimati a porvi nella vostra vita da protagonisti, iniziando con i punti che avete appena descritto
  • Bibliografia
    • Zamperini, A., 1998, Psicologia sociale della responsabilità , UTET libreria, Torino
    • Bruscaglioni, M. 2004, Manuale Risfor per docenti empowerment (260-261)
    • Spurgeon, P. e Barwell, F. (2000). Personal responsibility, empowerment and medical utilization: a theoretical framework for considering counselling and offset costs. European Journal of Psychoterapy, Counselling and Health
  • SELF EFFICACY
  • Self efficacy: definizione “credenza circa le proprie capacità di eseguire un compito o, più specificatamente, di adottare con successo un determinato comportamento” (Bandura, 1977; p.79)”
  • Crucialità 1/2
    • Basso senso di efficacia
    • Sono intimidite da attività “difficili” e se ne allontanano sentendosi minacciate
    • Hanno basse aspirazioni e scarso impegno nel raggiungere gli obiettivi scelti
    • Nelle difficoltà indugiano a considerare le proprie carenze e gli ostacoli
    • Alto senso di efficacia
    • Affrontano compiti difficili come sfide, sono motivate e partecipi di ciò che fanno
    • Si pongono obiettivi ambiziosi e restano impegnate nel loro raggiungimento
    • Nelle difficoltà intensificano il loro impegno appoggiandosi alle difficoltà positivamente superate in passato
  • Crucialità 2/2
    • Basso senso di efficacia
    • Sono lente nel recuperare insuccessi
    • Attribuiscono le prestazioni scadenti alla propria incapacità e dopo pochi insuccessi perdono fiducia
    • Sono sopraffatte dalle situazioni minacciose
    • Sono facili preda dello stress e della depressione
    • Alto senso di efficacia
    • Recuperano velocemente la propria auto-efficacia dopo gli insuccessi
    • Attribuiscono l’insuccesso all’impegno insufficiente o alla mancanza di conoscenze e abilità che possono essere acquisite
    • Affrontano situazioni minacciose sicure di poter esercitare un controllo
    • Hanno maggiore successi personali che riducono lo stress e la vulnerabilità
  • Fonti della self efficacy
  • Fonti
    • Le esperienza personali: rappresentano la memoria di situazioni passate affrontate con successo.
    • L’osservazione di modelli: vedere persone simili a noi che raggiungono i propri obiettivi attraverso l’azione personale incrementa in noi la convizione di possedere quelle stesse capacità.
  • Fonti
    • La persuasione: consolida la nostra convinzione di essere in possesso di ciò che occorre per riuscire
    • Stati emotivi e fisiologici: le persone che hanno un buon senso di autoefficacia considerano il proprio stato di attivazione come qualcosa che facilita l’azione dando energia
    • Ma che funzione ha
    • la self efficacy?
  • Processi attivati dalla self efficacy
    • Bandura dice che le convinzioni di efficacia regolano
    • il funzionamento di 4 processi principali
    • Processi cognitivi
    • Processi che permettono alla persona di porsi degli obiettivi e di pianificare mentalmente le linee d’azione più efficaci per raggiungerli (problem solving)
    • Motivazioni
    • Le motivazioni agiscono attraverso l’influenza esercitata “sull’attribuzione causale”, sulle aspettative del risultato e sugli “obiettivi rappresentati cognitivamente”
    • Processi di scelta
    • Le persona sono anche il prodotto dell’ambiente in cui vivono. Le convinzioni di efficacia possono influenzare le attività che si intraprendono ed i contesti ambientali in cui si è scelto di accedere. Le persone evitano gli ambienti che considerano al di là delle proprie capacità e scelgono le attività e gli ambienti che ritengono stimolanti
    • Processi affettivi
    • Quanto più forte è il senso di efficacia, tanto più le persone sono vigorose nell’affrontare situazioni problematiche stressanti e tanto maggiore è il loro successo nel modificarle
  • Autostima e Self efficacy
    • La self efficacy riguarda i giudizi che un individuo dà delle proprie capacità, l’autostima riguarda giudizi legati al proprio valore personale
  • Ambito lavorativo
    • Diversi studi hanno dimostrato che la self efficacy è correlata con:
    • Le performance in una varietà di contesti lavorativi
    • Il miglioramento della propria performance
    • L’acquisizione di nuove competenze in diverse situazioni di training
    • L’elaborazione delle informazioni connesse alla scelta del proprio percorso di carriera
  • Ambito lavorativo
    • In particolare la self efficacy favorisce lo sviluppo di abilità cognitive e di capacità interpersonali che contribuiscono con più forza allo sviluppo di carriera rispetto alle competenze tecniche e permettono di fare ad esempio il “salto” da ruoli prettamente tecnici a ruoli più gestionali
  • Costruzione di Nuove Pensabilità Positive
  • Definizione
    • Costruzione di Nuove Pensabilità Positive : Orientamento favorevole alla costruzione mentale di prefigurazioni, delle situazioni di desideri e progetti desideranti come già realizzati, nelle quali la persona soggetto si trova prevalentemente a proprio agio.
  • Esempi
    • La costruzione della pensabilità positiva di sé sposato/a
    • La costruzione della pensabilità positiva di sé madre o padre
    • La costruzione della pensabilità positiva si sé in una posizione lavorativa di maggiore responsabilità
  • Crucialità
    • Fare un salto avanti nel tempo
    • Evitare di analizzare risorse, vincoli mancanze, incapacità (fatta eccezione per ciò che è “oggettivamente e incontrovertibilmente impossibile” es. età, sesso )
    • Non dare importanza al come si arriva, ma prefigurarsi il più dettagliatamente possibile il punto di arrivo
    • Proiettarsi il film della situazione realizzata con dovizia di particolari, sapendo esattamente cosa avviene, cosa fare, come ci si sente, come reagiscono gli altri
    • Cercare di vedersi positivamente, di piacersi come protagonisti del proprio film
    • Prendersi tutto il tempo necessario. Alcune scene potranno uscire quasi immediatamente, altre richiederanno molto tempo e diversi tentativi
  • Sì, ma….
    • E’ inutile. Bisogna saper stare con i piedi per terra, non mettersi strane idee in testa. Non siamo più bambini!
    • Prima di tutto, è necessaria una analisi della realtà e di fattibilità e poi ci si può pensare
    • Meglio non pensare troppo in grande, c’è il rischio di rimanere delusi. Pensiamo a qualcosa che sia a portata di mano, raggiungibile senza troppi sforzi
  • E se…
    • E se riuscissi davvero ad avvicinarmi a ciò che desidero? Se riuscissi a intravedere in me o attorno a me, qualche importante novità, qualche nuova risorsa per realizzare ciò che desidero?
    • E se finalmente trovassi la forza di aggirare quegli ostacoli che fino ad ora mi hanno contrastato nei miei progetti?
    • La nostra esperienza sul campo dimostra che molto spesso la persona non riesce ad immaginare la situazione desiderata e/o non riesce a rappresentarsi in maniera positiva nella situazione prefigurata. Si parla di:
    • BLOCCO
    • E’ più orientata verso la rinuncia o verso l’illusione che il problema vada affrontato e risolto una volta per tutte piuttosto che aggirato e da qui l’incapacità di desiderare.
    • RESISTENZA ALLA POSSIBILITA’ DI CAMBIAMENTO
    • Ma spesso succede che la persona, vincendo le inevitabili resistenze, intravede nella sua “costruzione” aspetti nuovi sia all’interno di sè sia nell’ambiente in cui è inserita. La costruzione può essere propedeutica a definire dove e quali risorse cercare, ad identificare quali ostacoli interni ed esterni superare e ad identificare le prime sperimentazioni concrete e simboliche da attuare.
  • Costruzione Nuova Pensabilità e Cultura
    • Cultura formativa
    • La formazione ha il compito di aiutare le persone a pensare a se stesse e a piacersi nelle situazioni di apprendimento già realizzate e messe in atto.
    • Cultura organizzativa
    • La vision organizzativa risulta essere un elemento trainante in grado di motivare le persone
    • Cultura sociale
    • Pensare ai propri desideri come già realizzati aiuta ad essere attivi e a vincere le proprie resistenze. Anche alcuni avvenimenti percepiti da molti come scandalosi, spesso favoriscono l’innovazione e il cambiamento, prefigurando una nuova pensabilità
  • Capacita’ complessa CULTURA empowerment oriented Del lavoro, dell’organizzazione, del proprio team, microcultura personal-professionale empowermnt oriented
  • La definizione di Taylor
    • Il primo passaggio al quale è associata dalla tradizione la nascita stessa dell’antropologia, come disciplina autonoma dotata di un suo oggetto, un suo metodo e un progetto teorico, è sancito dalla definizione del concetto di cultura dell’antropologo inglese Edward Tylor nel 1871
      • La cultura o civiltà, presa nel suo ampio senso etnografico, è quel complesso insieme che include il sapere, le credenze, l’arte, la morale, le leggi, i costumi e ogni altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società.
    • La definizione di Taylor contiene almeno tre importanti novità:
      • riconoscimento che tutti i gruppi sociali, hanno la capacità di produrre “cultura”
      • l’inclusione, entro la categoria “cultura”, oltre al sapere scientifico, all’arte, alla religione, al diritto, anche delle consuetudini, dei costumi e dei modi di vita acquisiti socialmente, in un accezione “totale” del termine cultura
      • rifiuto di qualsiasi soluzione di continuità fra popoli civili e popoli primitivi: la cultura è pensata come una “cosa” soggetta a una legge evolutiva analoga a quella operante nell’evoluzione delle specie biologiche, che ne determina lo sviluppo secondo fasi o stadi obbligatori per tutta l’umanità, anche se con tempi di realizzazione diversi.
    INTRODUZIONE: COSA SI INTENDE PER CULTURA?
  • L’antropologia e il concetto di cultura
    • Uno dei principali contributi teorici che l’Antropologia dato alle scienze umane consiste nella elaborazione del concetto di cultura.
    • Questa elaborazione si può sintetizzare in due passaggi:
      • il passaggio dal significato soggettivo di “cultura”, intesa come ideale di formazione della personalità umana, al significato oggettivo di “cultura” intesa come realtà storica, come insieme di concezioni e di comportamenti propri di un certo gruppo sociale in un certo periodo storico
      • il passaggio dal singolare (la “Cultura” comune a tutta l’umanità) al plurale (una molteplicità di “culture”, ciascuna risultato di uno specifico processo storico)
    • Così inteso il concetto di cultura può essere considerato il più potente strumento di analisi delle differenze fra i gruppi sociali.
    INTRODUZIONE: COSA SI INTENDE PER CULTURA?
  • Successive elaborazioni concettuali hanno poi portato:
    • Al riconoscimento dell’esistenza di non una ma molteplici possibilità culturali, e quindi al riconoscimento della pluralità delle culture, non valutabili in base a una scala di valori unica (relativismo)
    • All’abbandono di un’idea di cultura come realtà oggettive a favore di un concetto di cultura come una ‘finzione”, non nel senso di qualcosa di falso ma nel senso di qualcosa di “costruito” dagli antropologi nel loro lavoro di ricerca sul campo e di trascrizione delle culture indagate
    • In sintesi potremmo intendere la cultura
    • come il modo particolare dell’uomo in quanto membro di una società di organizzare il pensiero e il comportamento in relazione all’ambiente.
    • In questa prospettiva la cultura presenta almeno tre aspetti particolari:
      • comportamentale che sì riferisce al modo in cui gli individui agiscono e interagiscono l’uno con l’altro
      • cognitivo, che si riferisce alle idee che gli uomini hanno del mondo e al modo in cui queste idee filtrano la loro comprensione del mondo e la loro esperienza
      • materiale, che sì riferisce agli oggetti fisici che vengono prodotti entro un certo contesto socioculturale
    INTRODUZIONE: COSA SI INTENDE PER CULTURA?
    • La persona non e’ descrivibile solo dal punto di vista sociale (cioe’ secondo parametri oggettivi e oggettivabili: età, sesso, stato civile, apparteneza a un gruppo, etc.), ma anche in base alla sua interiorità:
    • CRUCIALITA’ DEL SOGGETTO “PERSONA”
    • Alle caratteristiche sociali vanno aggiunte le dimensioni interne: motivazioni, aspirazioni, percezioni, bisogni e desideri, orientamento all’uso delle proprie risorse personali o ambientali, vissuti personali degli elementi sociali (vissuto del proprio lavoro, dei propri affetti, del proprio orientamento ideologico o spirituale, della propria qualità di vita, della situazione socioeconomica, etc.)
    SELF EMPOWERMENT E PROTAGONISMO SULLA PROPRIA VITA
  • SELF EMPOWERMENT E PROTAGONISMO SULLA PROPRIA VITA LA PERSONA FINALMENTE PROTAGONISMO RESPONSABILITA’
  • STABILITA’ E CAMBIAMENTO O CULTURA PERSONALE EMPOWERMENT? STABILITA’ Opposto al bisogno/desiderio di cambiamento CAMBIAMENTO Opposto alla resistenza al cambiamento conflitto POSSIBILITAZIONE