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Lim Trento una rete di lavagne 01 10-11

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Intervento al convegno IPRASE "Una rete di lavagne" …

Intervento al convegno IPRASE "Una rete di lavagne"
10 ottobre 2011

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  • 1. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheGiovanni BonaiutiUniversità di CagliariDidattica Attiva con la lim«Una rete di lavagne»IPRASE Trento, 01-10-2011
  • 2. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosofichele suggestive insidie dell‟innovazioneOggi sui media si rincorrono voci, spesso contraddittorie, come:• La scuola non è mai cambiata... e deve cambiare se vuole funzionare…• La scuola non è più quella di una volta, produce solo dei somari patentati…• La società, l’economia, la globalizzazione, i nativi digitali… ci impongono di cambiare…nuovi saperi impongono l’uso di nuove tecnologie… le uniche in grado di innescare unaradicale trasformazione della scuola…• Le tecnologie e le didattiche sono la rovina della scuola. Non c’è più applicazione,impegno, passione per lo studio. Tutto viene banalizzato, edulcorato, svuotato...
  • 3. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheEvidence-based education• La ricerca sulle evidenze in educazione (EBE) fornisce interessanti indicazionisu alcuni falsi miti. Ad esempio non si hanno evidenze sul fatto che:– sia utile impostare la didattica sugli «stili di apprendimento»,– a studenti soddisfatti corrispondano apprendimenti migliori,– esistano strategie didattiche solitamente efficaci…• Relativamente all’uso dei media nell’insegnamento sappiamo fino dagli anniCinquanta che non ci sono significative differenze tra l’uso (o il non uso) di unospecifico mezzo… tutto dipende dal come questo viene impiegato…
  • 4. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheQuale domanda?• La domanda giusta da porsi non è quindi, o tanto:– ma la LIM migliora davvero la didattica?• Ovviamente, alla luce di un lustro di ricerche e conferme sperimentali sulletecnologie (non meno che dal buon senso), la risposta non può che essere:– «dipende»• Dipende da come la si usa, dalla preparazione di chi la usa, dagli scopi che cisi prefiggono nell’impiegarla, dalla qualità dei materiali, dagli atteggiamenti eda innumerevoli altri aspetti.• Più opportunamente dovremmo quindi porre due diverse domande:1. Cosa sappiamo sulle LIM?2. Cosa sappiamo circa il modo migliore di impiegarle?
  • 5. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosofiche1. Cosa sappiamo sulle LIM ?
  • 6. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheCosa sappiamo sulle LIM ?• Gli insegnanti e gli studenti apprezzano questa tecnologia (Beeland, 2002; Hall& Higgins, 2005; Smith, Higgins, Wall, & Miller, 2005);• Gli studenti risultano essere più coinvolti e motivati quando le LIM sonoutilizzate (Beeland, 2002; LeDuff, 2004; Miller, Glover, & Averis, 2005; Painter,Whiting, & Wolters, 2005; Smith, Hardman & Higgins, 2006);• La lavagna favorisce un accesso alle conoscenze più ricco ed esperienze diapprendimento più vivide (Wall et al., 2005; Levy, 2002);• Le diverse modalità di rappresentazione offerte dalla LIM consentono aldocente di migliorare l’esposizione e di modellare idee e concetti astratti inmaniera nuova così da facilitare attenzione e comprensione (Kennewell eBeauchamp, 2003; Smith et al., 2005).
  • 7. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheAltre ricerche dicono che• Aumenta l’attenzione e la partecipazione degli allievi (Beeland, 2002; Lewin etal. 2008), il piacere dell’apprendimento (Levy, 2002);• Incrementa l’autostima (Somekh et al., 2006), le relazioni sociali attive (Wall etal., 2005) e la disponibilità ad atteggiamenti collaborativi (Levy, 2002; Smith etal., 2006).• Espande la partecipazione degli studenti– imprimendo ritmi più veloci alle lezioni;– favorendo un maggior numero di interventi e di domande posteall’insegnante (anche se caratterizzate da minore accuratezza,esattezza e precisione)…(Smith et al., 2006).
  • 8. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosofiche... E gli insegnanti ?• Risulta efficace quando gli insegnanti hanno avuto modo di utilizzarla peralmeno due anni, ovvero quando gli insegnanti sono diventati esperti (Lewin etal., 2008) e, comunque, il suo potenziale viene dispiegato se c’è unaconnessione con lo sviluppo della loro pratica professionale (Mercel, 2010);• Non ci sono sostanziali differenze rispetto ai risultati nell’uso della LIMrelativamente al genere degli insegnanti (Swan et al., 2010);• Alcuni lavori segnalano che l’uso delle LIM sposta l’attenzione dall’insegnanteal contenuto, che le lezioni sono più centrate sullo studente rispetto a quelletradizionali (Cuthell, 2005; Miller, Glover & Averis, 2005; Painter, Whiting, &Wolters, 2005);• Altri, invece, lamentano che i docenti usano il «nuovo» mezzo con modalità diinsegnamento «vecchie» e che, anzi, con la LIM si torna a modalitàtrasmissive (Smith et al., 2006; Smith et al., 2005; Wood e Ashfield, 2008).
  • 9. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheInsegnanti efficaci (1)Swan e colleghi (2010), in una ricerca su oltre 7500 studenti americani,individuano differenze nel modo di usarla da parte degli insegnanti delle classirisultate migliori ai test standardizzati. Gli insegnanti più efficaci la usano:1. pressoché tutti i giorni (mentre gli altri non più di tre volte alla settimana);2. tenendo gli studenti «al centro» del processo di apprendimento;3. per supportare la visualizzazione di concetti e promuovere la creatività, mentregli altri per svolgere presentazione passive o per sfruttarne il valoremotivazionale.Classi dal risultato migliore Classi dal risultato peggioreCorrezione di frasi grammaticali;Riorganizzazione di parole con revisionecollettiva;Annotazione dei concetti principali;Uso di organizzatori grafici;Condivisione dei lavori degli studenti;Visione di filmati…Uso del timer alla lavagna per gestione tempi;Visualizzazione elenco compiti da svolgere eattività della giornata;Condivisione di vocabolari di parole;Svolgimento delle pagine degli esercizi allalavagna piuttosto che individualmente albanco…
  • 10. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheInsegnanti efficaci (2)«I risultati suggeriscono chel’uso della LIM può migliorarel’apprendimento […] quando gliinsegnanti la usano in modo dasfruttare appieno le suesingolari potenzialità»(Swan et. Al., 2010)• L’uso della LIM, se svolto da insegnanti preparati, è associato ad un guadagnodi 16 punti percentili sui risultati degli studenti (Marzano & Haystead, 2009);• Funzionalità particolarmente utili per questo scopo sono l’uso di visualizzazionigrafiche (per favorire la comprensione) e la gestione dei feedback (Marzano &Haystead, 2009);
  • 11. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheIn sintesi ...Possiamo trarre due prime conclusioni, ovvero che:1) la LIM fornisce interessanti potenzialità…2) è però necessario saperle «attualizzare».Per farlo è (quanto meno) necessario evitare il rischiodi usarla male o a sproposito, come ad esempio:• Non usarla mai o troppo poco;• Usarla in maniera triviale (es. per fare cose che potrebbero essere fatte consistemi più semplici);• Usarla con metodi vecchi o per attività cognitivamente non rilevanti;• Usarla troppo (es. in maniera intensiva, spossante, rumorosa… tale dasaturare continuamente i sensi e l’attenzione degli studenti e creare unpericoloso circolo vizioso)• … e così via (potremmo compilare un lungo elenco…)
  • 12. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosofiche2. Cosa sappiamo circa il modo miglioredi impiegarle?
  • 13. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheEsigenza di integrare tre competenzeSappiamo che il primo e fondamentale problema è quello della formazione degliinsegnanti. Usare la LIM (come ogni altra tecnologia in classe) richiede diintegrare tre diverse competenze:(M. Koehler, P. Mishra on Shulman‘s framework.Cfr. http://www.tpck.org/)
  • 14. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheConoscenza tecnica, significa:1. Saper usare il computer, almeno un po’…2. Saperlo utilizzare attraverso la penna(o le dita);3. Conoscere l’utilizzo di alcuni applicativi(PowerPoint, il programma di gestionedella LIM …)In poche settimane queste competenzepossono essere acquisite.C’è però il rischio dell’inefficacia di interventi«mordi e fuggi».È solo con la continua pratica che usarladiventa non solo facile, ma anche efficace…
  • 15. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheConoscenza disciplinare, significa:1. Conoscere le linee portanti della propriadisciplina (compresi gli aspetti storici edepistemologici);2. Saper individuare i «nuclei centrali» e saperriconoscere il giusto livello di semplificazione ecomplessità da offrire;3. Saper strutturare le conoscenze in percorsi daseguire e identificare le attività da proporre;4. Saper individuare aspetti «problemici» perfornire stimoli, agganci e connessioni verso altredirezioni (anche interdisciplinari) e da cuipartire per la costruzione di lavori(anche con la LIM).
  • 16. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheConoscenza pedagogica, significa:1. Conoscere le metodologie migliori percomunicare, sintetizzare e adattare leconoscenze alla capacità degli studenti(insegnare). Dare occasioni per lacostruzione e la strutturazione degliapprendimenti (far apprendere);2. Programmare gli obiettivi ed attuarlisecondo schemi realistici, verificando conattenzione se proseguire o ripetere. Gestiresistematicamente i feedback e le verifiche;3. Gestire la classe, valorizzando, motivandoe coinvolgendo tutti.La tecnologia è, in questo senso, sullosfondo. Ma è anche la tecnologia a suggerirele attività per raggiungere gli obiettivi.
  • 17. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheUsare le tre conoscenze (TPACK)• Ci aiuta a comprendere se, quando e come utilizzare la LIM.Inoltre, riflettere sulle tre componenti, ci fa capire:• che non è solo questione di tecnica: per diventare «efficace» anchei contenuti e i metodi devono essere ripensati;• che siamo in presenza di un dispositivo sociale, non di uno strumentopersonale (nonostante funzioni con un pc);• ovvero che l’uso richiede una appropriata gestione della classe:– cercare il coinvolgimento di tutti gli studenti;– fare attenzione al fatto che il ruoli non venganosminuiti/alterati dalla tecnologia;– che i tempi di lavoro siano adeguati….
  • 18. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosofichePer usarla al meglio...… è necessario partire dalle sue «affordance» con domande quali:Cosa si può fare con una LIM ?Cosa non si può fare ?Cosa sarebbe meglio fare in altro modo ?Cosa sarebbe meglio non fare ?…Inoltre, visto che la LIM condivide alcunecaratteristiche di quella tradizionale,perché non riflettere su cosasi può fare con una lavagna?
  • 19. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheLa Lavagna tradizionaleSappiamo (anche se non sempre, purtroppo, ne viene fatto un corretto utilizzo)che la lavagna tradizionale consente di:– esporre fatti, concetti e procedure mediante sistemi notazionali specificipermettendo di evidenziare, sintetizzare, ricapitolare, puntualizzare;– favorire la comprensione di costrutti, principi e concetti illustrandoli anchecon rappresentazioni alternative (mappe, schemi, immagini, analogie,ecc.);– favorire la discussione su ciò che da «orale» è diventato «visibile»…
  • 20. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheRiflettere suL "visuale"Sia la LIM che la lavagna tradizionale utilizzano il linguaggio visuale.Ne conosciamo le potenzialità?Siamo in grado di comunicare efficacemente con le immagini?• Ad esempio: cosa sappiamo degli organizzatori grafici?• Abbiamo mai riflettuto sulle funzioni psicologiche delle immagini?Ad esempio impiegando gli strumenti visivi per favorirela costruzione di modelli mentali?• E sui rischi e gli abusi?Consultiamo i principi di Mayer e la teoria del carico cognitivo?
  • 21. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosofichePrincipi fondamentali dell‟istruzioneCalvani (2011) ha rilevato come alcuni classici principi dell’istruzione sono statirecentemente confermati da evidenze sperimentali. Seguirli permette – con osenza la LIM – di favorire l’apprendimento. Principi quali:• focalizzare l’attenzione sugli aspetti rilevanti da apprendere;• attivare le preconoscenze dell’allievo;• evitare il «carico cognitivo estraneo» e ridondanza;• fornire feed-back frequenti;• scomporre e sequenzializzare compiti complessi;• aiutare l’allievo a pensare e a sviluppare immaginazione mentale attraversola verbalizzazione ad alta voce;• impiegare il «modellamento» e la «padronanza guidata» con progressivadissolvenza dell’azione istruttiva;• reimpiegare le conoscenze variando il contesto applicativo a distanza ditempo.Sintesi integrativa dei modelli di Gagné, Merrill e CLT.
  • 22. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheRiflettere suLLE SpecificitA delle due modalitA‟Schermo vuotoSchermo pienoModalità in larga parte simile alla precedentein più consente di:• avvalersi di nuove funzionalità e tools;• integrare «al volo» materiali presi dal pc o dalla rete• salvare e condividere la lezione;Modalità del tutto inedita• permette l’uso della multimedialità e dell’interattività;• richiede un approccio diverso alla «lezione»;• richiede un’accurata progettazione preventiva dei materialie delle fasi di lavoro.
  • 23. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheSappiamo che la LIM aumenta la motivazione e il coinvolgimento deglistudenti (Beeland, 2002) potendo aggiungere alle caratteristiche di unalavagna classica i vantaggi della multimedialità e dell’interattività.Ma quale interattività?Quella della classe piuttosto che quella del software.Attenzione cioè a pensare che più il software èinterattivo, meglio è. Non sempre, ad esempio, sonopreferibili risorse con risposte automatiche.Quale multimedialità?La multimedialità è preziosa.Attenzione però a pagine troppo ricche o ad effettispeciali eccessivi (effetto Las Vegas). La teoria delcarico cognitivo ci dice che è importante rispettare i limitidel sistema percettivo e della memoria umana.sfruttare i “punti di forza”
  • 24. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheUna regola chiave: coinvolgere l‟intera classeDomande da porsi (sempre):• Mi stanno seguendo tutti?• Questo intralcio tecnico ha creato problemi?• Cosa fanno gli studenti dell’ultima fila?• Il video che sto facendo vedere è forse troppo lungo?Posso interromperlo per riprendere l’attenzione e guidare la loroosservazione con delle domande?• La simulazione usata li ha coinvolti percettivamente... ma hannocapito qualcosa? Hanno avuto tutti il tempo per metabolizzare? Saràmeglio fare qualche domanda e ripartire dai concetti?Attenzione a chi si «annoia», ma anche a chi si «diverte»
  • 25. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheNon c‟e‟ solo la lezione espositivaOvviamente la LIM è una tecnologia versatile che si caratterizzasulla base del modello didattico scelto… ma i criteri di base restano gli stessi: una didattica efficace richiede laguida capace da parte dell’insegnante…Lezione euristicaLezione espositivaLavoro individualeLavoro in piccoli gruppi
  • 26. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheIn conclusione...… la LIM può riconfigurare l’aula e modificare(anche radicalmente) il modo di svolgere le lezioni...… ma solo se, chi la usa, è disposto a lavorareattivamente al cambiamento
  • 27. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari, Dipartimento di scienze pedagogiche e filosoficheBibliografiaBeeland W.D. (2002), Student Engagement, visual learning and technology:can interactive whiteboards help?, Annual conference of the association ofInformation Technology for teaching education, Dublino, Trinity College.Bernard, R. M. et al. (2004). How Does Distance Education Compare WithClassroom Instruction? A Meta-Analysis of the Empirical Literature.Review of Educational Research, 74(3).Bernard, R. M., Abrami, P. C., Lou, Y., Borokhovski, E., Wade, A., Wozney,L., Wallet, P. A., et al. (2004). How Does Distance Education Compare WithClassroom Instruction? A Meta-Analysis of the Empirical Literature.Review of Educational Research, 74(3), 379-439.Cuthell, J. (2004). Can technology transform teaching and learning? Theimpact of interactive whiteboards. In R. Ferdig, C. Crawford, R. Carlsen, N.Davis, J. Price, R. Weber, & D. A. Willis (Eds.), (pp. 1133-1138). Atlanta, GA,USA: AACE.Glover D., Miller D. (2001), Running with technology: the pedagogic impactof the large-scale introduction of interactive whiteboards in one secondaryschool, “Technology, Pedagogy and Education”, 10(3), pp. 257-278.Glover D., Miller D., Averis D., Door V. (2005), The interactive whiteboard: aliterature survey, “Technology, Pedagogy and Education”, 14(2), pp. 155-170.Hall, I., & Higgins, S. (2005). Primary school students‟ perceptions ofinteractive whiteboards. JOURNAL OF COMPUTER ASSISTED LEARNING,21(2), 102-117.Kennewell S., Beauchamp G. (2003), The influence of a technology-richclassroom environment on elementary teachers pedagogy and childrenslearning. In Proceedings of the international federation for informationprocessing, Volume 34, pp. 71-76, Sydney, Australian Computer Society.Levy P. (2002), Interactive Whiteboards in learning and teaching in twoSheffield schools: a developmental study. Department of InformationStudies (DIS), University of Sheffield.Lewin C., Somekh B., Steadman S. (2008), Embedding interactivewhiteboards in teaching and learning: The process of change in pedagogicpractice, “Education and Information Technologies”, 13(4), pp. 291-303.Smith F., Hardman F., Higgins S. (2006), The impact of interactivewhiteboards on teacher–pupil interaction in the National Literacy andNumeracy Strategies, “British Educational Research Journal”, 32(3), pp.443-457.Smith, H. J., Higgins, Steve, Wall, K., & Miller, J. (2005). Interactivewhiteboards: boon or bandwagon? A critical review of the literature.Journal of Computer Assisted Learning, 21(2), 91-101.Smith, L. (2008). An investigation into the effect of a NATE/Becta trainingprogramme on the use of interactive whiteboards in teaching and learningin Secondary English. English in Education, 42(3), 269-282.Somekh, B., & Haldane, M. (2006). How can interactive whiteboardscontribute to pedagogic change? Learning from case studies in Englishprimary schools. 26th-30th June 2006 in Ålesund, Norway.Swan, K., Kratcoski, A., Schenker, J., & van „t Hooft, M. (2010). InteractiveWhiteboards and Student Achievemen. In M. Thomas & E. C. Schmid(Eds.), Interactive Whiteboards for Education and Training: EmergingTechnologies and Applications (pp. 131-143). Hershey, PA: IGI Global.Wall, K., Higgins, Steve, & Smith, H. (2005). “The visual helps meunderstand the complicated things”: pupil views of teaching and learningwith interactive whiteboards. British Journal of Educational Technology,36(5), 851-867.