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    6 ottobre2010-145-162 6 ottobre2010-145-162 Presentation Transcript

    • standby gradiniemappe e' in standby per un fuori tema sul mondo dei forum su  http://forum.it.altervista.org/piazza-centrale/112802-il-primo-forum-gestito-dagli-utenti-dove-i-post-non-spariscono-mai.html riprendera' in settimana su mind map e dintorni Originalmente inviato da powser  scusa, è illegale il 'freemium'?? cioè io non posso offrire un servizio base gratuito, con alcune opzioni a pagamento? mi sa che ti sbagli, visto che lo fanno un'immensità di siti. comunque anche questo è un antiforum, visto che se io o un mio "collega" sbagliamo, veniamo ripresi e in alcuni casi anche bannati.  giusto una precisazione, prima di essere moderatore, ero anche io un semplice utente e lo sono tutt'ora! non si puo' fare perche' si crea una situazione come quella delle immagini sotto, dove in questa ipotetica sala sia per tutti che per adulti un quindicenne potrebbe benissimo avere accesso alla sala porno Le due sale invece devono rimanere ben distinte Lo stesso accade per i settori free e a pagamento Per esempio quando gli amministratori hanno bisogno di manodopera la fanno passare sotto l'etichetta free (e quindi senza avere nessun obbligo) quando invece i moderatori, per esempio, andrebbero retribuiti perche' il forum genera un guadagno (o al massimo assunti con un tirocinio come per esempio succede da un avvocato o in un supermercato) Una regola giusta per i forum sarebbe che chi viene preso a free non potra' poi mai accedere agli stipendi o ad un qualche guadagno Citazione: comunque anche questo è un antiforum, visto che se io o un mio "collega" sbagliamo, veniamo ripresi e in alcuni casi anche bannati. giusto una precisazione, prima di essere moderatore, ero anche io un semplice utente e lo sono tutt'oraah sei dei nostri allora benvenuto 145
    • monitor e privacy milano 5 ottobre 2010 Spett.bile direzione biblioteca, scrivo questa lettera a seguito delle continue violazioni della privacy da parte dei vostri bibliotecari, che in tutti le maniere controllano lo schermo del mio portatile. Non voglio in questo contesto discutere sulle ragioni del loro comportamento (vorranno controllare se visito siti porno immagino, visto che oltre allo schermo guardano anche qualcos'altro) quanto ricordare che anche se non c'e' una legislatura in materia lo schermo del PC di un utente e' da considerare proprieta' privata e quindi nessuno puo' accedere alle informazioni a schermo a parte il legittimo proprietario. Un po' come se fosse un portafoglio, una borsa, uno zaino: anche se qualcuno ipotizza che ci sia un reato (per esempio delle banconote false all'interno del portafoglio) non puo' chiedere al proprietario di mostrargli il contenuto (fosse anche la vigilanza di un supermercato, un bibliotecario, eccetera) ma deve rivolgersi alla polizia che e' l'unica autorizzata a vedere cosa c'è nel portafoglio. Chiedo quindi in forma ufficiale adeguate misure tecniche affinche' solo io possa vedere lo schermo del mio PC quando lo uso nella vostra biblioteca (o al massimo un poliziotto, ma non un bibliotecario), con richiesta di risposta per iscritto per un eventuale ricorso alla giustizia ordinaria in caso di diniego FRANCESCO BARNABA Milano, 5 ottobre 2010. Nella immagine in alto la disposizione delle postazioni PC di una biblioteca, disposte in maniera che chiunque avvicinandosi un po' possa visionare il contenuto dello schermo. Tra questi chiunque i bibliotecari, che in questa maniera possono controllare che gli utenti non vadano contro il regolamento (per i quanto riguarda i siti porno, mentre tutte le altre infrazioni sono ammesse (fidandosi di un filtro per download, siti non permessi ecc). Per esempio un social network come facebook non e' consentito dal regolamento, ma i bibliotecari in questo caso chiudono un occhio. Ho chiesto quindi al direttore di questa biblioteca di girare i monitor verso il muro (in origine richiesta solo per il mio portatile, poi estesa agli altri) in maniera da rispettare la privacy (motivazioni lettera in alto) e questo e' stato il risultato: (prossimo post) 146
    • crescita lineare e crescita radiale Anche le crescite, come le mind map, conoscono una prima fase in cui si pensa che siano lineari (nella mente dell'uomo, perche' la natura spesso salta questo passaggio), come nel caso dell'immagine si pensa di costruire il 1° ramo, poi il 2 ecc. (crescita lineare) Invece l'esperienza ed il senso comune suggeriscono che prima si fa un pezzo del 1° ramo, poi un altro pezzo del 1° ramo ed un pezzo del 2° ramo e cosi via (crescita radiale) 147
    • 4 firme Ah che soddisfazione, 4 firme per la petizione sulla privacy. Che non sono tantissime, pero' e' sempre meglio di zero. Piccoli piaceri della vita su http://www.firmiamo.it/privacy-peri-nostri-pc http://www.petizionionline.it/petizione/privacy-nei-computer-delle-biblioteche/2318 148
    • mappe concettuali e tempo lavori al mmlab: mappe concettuali e relativi movimenti Nella immagine sotto la mappa concettuale pubblico-privato e lo spostamento da pubblico a privato dello schermo di un portatile ( http://www.firmiamo.it/privacy-peri-nostri-pc ).  Per contro ci saranno delle voci, per esempio le donazioni che arrivano alle onlus, che oggi sono private (questi operatori se vogliono possono non mostrare i loro conti) ma che in futuro si spera vicino (le onlus saranno equiparate agli enti pubblici e costrette a rivelare i loro conti) pubbliche  privato (quello che c'e' nella casa), non visibile a tutti e pubblico (fuori dalla casa), visibile a tutti 149
    • la casa del grande fratello a fuoco Brucia la casa del grande fratello, colpevole di andare contro natura ( http://gradiniemappe.blogspot.com/p/monopoli-tutte.html ): per avere un monopolio (una casa) ci vogliono alte temperature, cioe' fuoco da per tutto Piu' giusta sarebbe una versione del grande fratello con una casa ed una anticasa Sotto la versione corretta della casa del grande fratello 150
    • TELEVISIONE Grande Fratello 11, brucia la casa Prima puntata del reality Mediaset. In avvio l'omaggio a Pietro Taricone, il suo concorrente più famoso e in lotta con i meccanismi stessi della trasmissione. Un cast cosmopolita che inizia da Pomezia di ANNA LUPINI ROMA  - Sarà l'edizione più lunga di sempre. Non si sa ancora quante puntate durerà, ma non finirà di certo quest'anno. Il Grande Fratello 11 inizia con un omaggio a Taricone. Le immagini di Pietro ai tempi del reality riempiono i  megaschermi mentre riecheggiano le sue frasi. "Ho sempre vissuto nel mito di essere famoso e questo è il bello: non mi interessa". Un omaggio al concorrente più celebre di sempre della trasmissione, ma anche quello che per primo si era accorto dei meccanismi perversi del 'circo mediatico' e aveva provato, nel suo piccolo, a contrastarli. Uno come lui non ci sarà più, ma il Grande Fratello va avanti. LE IMMAGINI DEI CONCORRENTI  1 Si entra nel consueto rito degli ingressi accogliendo Nando da Pomezia. Si legge nella sua scheda: lingue conosciute, nessuna. Per essere un cast cosmopolita un ottimo inizio. Nando lascia sulla porta Margherita, che forse entrerà in un secondo momento. Seguono Nando e Pietro che dovranno superare una sfida e arriva la bellezza mozzafiato di Norma. Italo-congolese con il compito di dar vita alla prima delle macchiette con il giovane pontino detto Nanto. Nella prima puntata entrano in gioco 16 concorrenti - otto donne e otto uomini - cui se ne aggiungeranno in seguito diversi altri. Tra di loro c'è il Cavaliere dell'Ordine di Malta, il cassaintegrato gigolò per disperazione e il "figlio di un camorrista". La varia umanità dell'autunno inverno 2010/2011. Pronta a lottare per conquistare uno spazio breve di notorietà. E proprio sulla partecipazione del giovane salernitano figlio di un uomo con pesanti problemi penali - ora defunto - si concentrano le critiche della vigilia da parte di Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi che criticano "la spettacolarizzazione della parentela con un soggetto camorrista, evidentemente finalizzata ad attirare l'attenzione dei mass media e dei telespettatori". I concorrenti sono di età compresa tra i 21 e i 37 anni, hanno in media un livello scolastico più alto rispetto alle edizioni precedenti: tanti i laureati, molti quelli che parlano anche più di una lingua straniera e che hanno vissuto all'estero. E anche giovani provenienti da famiglie interculturali. La casa è molto differente dalle precedenti. E' stata rasa al suolo e ricostruita ex novo. Gli ambienti sono arredati in maniera singolare ma di sicuro non li scopriremo tutti nella prima puntata. E' anche la prima edizione senza la tradizionale passerella: il luogo del primo contatto dei concorrenti con il pubblico, che in origine vedeva Marco Liorni nel ruolo di inviato, è ora spostato direttamente dentro lo studio. Anche quest'anno c'è Alfonso Signorini, prodigo di battute alla conduttrice sul nuovo fidanzato Francesco Facchinetti. Un reality nel reality per la nuova love story di Alessia Marcuzzi.  Storia [modifica] La prima ipotesi dell'esistenza dell'Antimateria fu ad opera del fisico Paul Dirac nel 1930 che per primo pensò al positrone come antiparticella dell'elettrone. Nel 1932 Carl David Anderson ne diede la conferma sperimentale dell'esistenza. Nel 1959 i fisici Emilio Segrè e Owen Chamberlain scoprirono l'antiprotone (grazie a questa scoperta ricevettero il premio Nobel). Nel 1965 al CERN di Ginevra con l'acceleratore di particelle PS (protosincrotone) il gruppo di ricerca condotto dal fisico italiano Antonino Zichichi scopre il primo nucleo di antimateria, e cioè un nucleo diantideuterio contemporaneamente a un gruppo del Laboratorio Nazionale di Brookhaven a New York con l'AGS (Alternating Gradient Synchroton). Nel 1978 ricercatori italiani e francesi guidati da Giorgio Giacomelli scoprirono nuclei di antitrizio (unantiprotone e due antineutroni )e di antielio 3 (due antiprotoni e un antineutrone). Con l'acceleratore di Serpukhov scienziati russi ottennero analoghi risultati. [1] Gli scienziati sono riusciti, nel 1995, a produrre antiatomi di idrogeno, ed anche nuclei di antideuterio. Nel 1997 al CERN ricercatori svizzeri, italiani, inglesi, danesi, giapponesi e brasiliani sotto il progetto ATHENA (ApparaTus for High precision Experiments with Neutral Antimatter, in italiano apparato per esperimenti di alta precisione con antimateria neutrale), crearono i primi atomi di antidrogeno. Circa 50.000 atomi. [2] La stessa collaborazione riuscì a sintetizzare il protonio, un atomo instabile composto da un protone e da un antiprotone La prima ipotesi dell'esistenza dell'anticasa ( Copyright  ©) del grande fratello fu ad opera di Barnaba Francesco nel 2010.. va bene ho copiato.. 150
    • test Test: sei pratico di biblioteche e dei rapporti tra utenti e bibliotecari? Nella immagine una sala biblioteca, con due tipi di postazioni PC: una con lo schermo rivolto verso la sala, visibile da tutti (schermo pubblico, chiunque puo' visionarlo) ed un'altra con lo schermo rivolto verso il muro, in maniera che (visto che non si puo' passare dietro) solo l'utente che lo usa puo' visualizzare lo schermo (schermo privato): riesci a distinguere le postazioni PC destinate agli utenti da quelle destinate ai bibliotecari?<ioni ></ioni > soluzione: beh era facile.. 151
    • Ma e' proprio necessario che tutti possano guardare il nostro schermo mentre navighiamo o usiamo il PC? I bibliotecari usano in questo caso due pesi e due misure, perche' quando si tratta dei loro, di monitor, la situazione cambia: sono sempre (tranne piccole eccezioni) disposti in maniera che gli utenti non possano vedere l'uso che fanno del loro PC (bisogna tenere conto che se qualche volta si vede qualche schermo di un bibliotecario e' perche' c'e' anche una frattura capi-dipendenti. In ogni caso non vedrete mai lo schermo di un capo). Eppure dovrebbe essere il contrario, perchè i bibliotecari lo usano in orario di lavoro e quindi dovrebbero avere piu' controlli. Ho provato a chiedere ad un bibliotecario (Sormani, Milano) come mai questa disparita', la risposta e' stata laconica: loro non hanno bisogno di controlli perchè fanno sempre il loro dovere. (dialoghi a memoria) utente-scusi a cosa serve questo monitor (un monitor posto sul banco girato verso l'utenza) bibliotecario- è un monitor, serve per i computer utente -si ma chi ci digita? (c'è solo il monitor - senza tastiera)  bibliotecario -lo controllo io, quando voglio fare vedere qualcosa all'utente lo accendo, altrimenti lo spengo utente- ma dovrebbero essere tutti cosi', non solo questo, anche i monitor dei bilbiotecari dovrebbero essere visibili dagli utenti bibliotecario - ah si? e lei deve guardare quello che faccio io? utente -perche' scusi i biliotecari non guardano i monitor degli utenti? Basta andare al punto web e chiunque puo' guardarne il contenuto. Chi mi dice che lei non guardi la gazzetta dello sport oppure ebay mentre lavora? bibliotecario -ma io non guardo quei siti utente -e chi lo dice se nessuno la controlla? il confronto continua poi con le solite scappatoie che usano i dipendenti pubblici (non dipende da me, chieda all'ufficio reclami, lei non paga niente, cosa vuole, qua comando io, lei in casa d'altri non puo' fare quello che vuole..) 151
    • test Sotto, una piccola biblioteca di Milano con i diversi gradi di visualizzazione dello schermo a seconda dalla gerarchia, dalla piu' umile, l'utente, fino al grado supremo, il direttore 152
    • email ad un'associazione consumatori email ad un'associazione consumatori, 21 ott 2010: Ho fatto questa richiesta al direttore di una biblioteca, per  la privacy delle postazioni PC , che pero' si rifiuta anche solo di darmi uno scritto per le sue negazioni alle mie richieste  milano 5 ottobre 2010 Spett.bile direzione biblioteca, scrivo questa lettera a seguito delle continue violazioni della privacy da parte dei vostri bibliotecari, che in tutti le maniere controllano lo schermo del mio portatile. Non voglio in questo contesto discutere sulle ragioni del loro comportamento (vorranno controllare se visito siti porno immagino, visto che oltre allo schermo guardano anche qualcos'altro) quanto ricordare che anche se non c'e' una legislatura in materia lo schermo del PC di un utente e' da considerare proprieta' privata e quindi nessuno puo' accedere alle informazioni a schermo a parte il legittimo proprietario. Un po' come se fosse un portafoglio, una borsa, uno zaino: anche se qualcuno ipotizza che ci sia un reato (per esempio delle banconote false all'interno del portafoglio) non puo' chiedere al proprietario di mostrargli il contenuto (fosse anche la vigilanza di un supermercato, un bibliotecario, eccetera) ma deve rivolgersi alla polizia che e' l'unica autorizzata a vedere cosa c'è nel portafoglio. Chiedo quindi in forma ufficiale adeguate misure tecniche affinche' solo io possa vedere lo schermo del mio PC quando lo uso nella vostra biblioteca (o al massimo un poliziotto, ma non un bibliotecario), con richiesta di risposta per iscritto per un eventuale ricorso alla giustizia ordinaria in caso di diniego FRANCESCO BARNABA 153
    • Molte grazie per la Sua segnalazione. Consigliamo vivamente di inoltrare il suo reclamo al: Garante per la Protezione dei Dati Personali P.zza di Monte Citorio 121 00186 Roma Tel. 06 696771 Fax 06 69677785 www.garanteprivacy.it e-mail:  [email_address] con raccomandata a.r., intestata per conoscenza anche ad ACU. La preghiamo inoltre di prestare attenzione alle modalità di Iscrizione e consulenza (allegate), in quanto il nostro intervento scritto nei confronti della Sua/Sue controparte/i avverrà solo a seguito della Sua iscrizione all’Associazione e dietro versamento del rimborso spese, unitamente alla comunicazione del Suo recapito completo. La Segreteria ACU-Associazione Consumatori Utenti Organizzazione Senza Scopo di Lucro Via Padre Luigi Monti, 20/c 20162 Milano Tel. 026615411 Fax 026425293 e-mail:  [email_address] sito web: www.acu.it La invitiamo a visitare e a lasciare commenti sui siti-blog www.acuconsumagiusto.it e www.laparolaalconsumatore.net, da cui si può accedere al canale di ACU su You Tube, dove sono presenti dei nostri filmati. Avvertenze ai sensi del D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in questo messaggio di posta elettronica  e/o nel/nei file/s allegato/i  sono da considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel messaggio stesso. Qualora riceveste questo messaggio senza esserne il destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro sistema; costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D. Lgs. 196/2003 il trattenere il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte, distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità diverse. 153
    • tavoli on off L’uso dell’onoff sembrerebbe banale e scontato, eppure molte volte noi usiamo delle strutture rigide, senza dispositivi acceso-spento quando invece se ne sentirebbe proprio il bisogno, come nella immagine sopra, il divisorio fra due postazioni studio delle biblioteche milanesi, sospeso a meta’ fra il mostrare e il nascondere chi ci sta davanti, quando invece sarebbe piu' funzionale un divisorio mobile, dando cosi' all'utente la possibilita' di  scegliere i momenti di studio piu' intenso, (divisorio alzato) dai momenti di pausa, relax (divisorio abbassato) Molte volte e’ sicuramente piu’ funzionale accendere e spegnere un qualcosa, anche se certe volte come nelle immagini sopra un sempre acceso sembrerebbe migliore a prima vista 154    Nelle immagini sotto lo stesso fenomeno senza l’on off (immagine erotica2) (immagine erotica3) Nella immagine sotto un on off (immagine erotica)
    • tavoli on off 2 Questa e’ la visuale: riuscite a studiare o scrivere qualcosa di decente con una persona davanti? La risposta e’ nell’ufficio del capo della biblioteca: NO (infatti il capo decide da se’ se avere qualcuno o meno davanti e la scelta e’ quasi sempre no) .  Questa soluzione e’ dettata (oltre che dalla mancanza di voce in capitolo degli utenti) dalla necessita’ di ottimizzare gli spazi e dare accesso al numero maggiore di personeAvere una persona davanti quando si cerca di concentrarsi non e’ il massimo della vita, perche’ il cervello lavora per elaborare le informazioni che vengono da chi ci e’ di fronte e dare delle risposte adeguate. Se per esempio abbiamo di fronte una persona di sesso opposto, il cervello deve riconoscere chi ci sta di fronte, accedere al database di persone che ci piacciono e che non ci piacciano e inserire la persona in una delle due categorie ed infine dare lo stimolo risposta, per esempio guardare la persona oppure ignorarla (con intensita' massima per una persona che ci sta di fronte, intensita' che cala se per esempio le persone in una sala sono disposte tutte in una direzione). Tutto questo costa fatica, ed a risentirne e’ il nostro lavoro che con meno neuroni a disposizione ha una resa inferiore 155
    • nella immagune sotto una postazione lavoro di una biblioteca milanese: un divisorio fisso non impedisce la vista di chi ci sta di fronte Immagine sotto: una tipica sala studio, senza nessuna barriera-regola. Invece nell'ultima immagine (biblioteca centrale Sormani Milano) i tavoli sono disposti in maniera che non ci sono persone una di fronte all'altra, ma tutti nella stessa direzione. Alla Sormani si studia meglio, il cervello e' meno distratto mentre nel primo caso (che poi e' la norma nella quasi totalita' delle biblioteche) la biblioteca funge anche da sala ricreazione, con tante possibilita' di interazioni con l'altro sesso in primis la maggioranza delle biblioteche: uno di fronte all'altro Sormani: tutti in una direzione 155
    • tavoli on off 3 L'acceso spento e' una miglioria non sempre applicata, come nel caso dei divisori delle postazioni PC. Immagini sotto: tavoli on off 156
    • immagine impossibile la seconda e' una immagine impossibile, perche' nessuno visiterebbe mai un sito porno in orario di lavoro con dei colleghi alle spalle. Lo sanno bene i responsabili delle biblioteche, basta osservare la disposizione delle postazioni PC di bibliotecari ed utenti 157
    • raccomandata al garante oggi ho mandato una raccomandata al garante, come da suggerimento dell'associazione consumatori ( http://bibliomilano.blogspot.com/2010/10/email-ad-unassociazione-consumatori.html )  158
    • Spett.bile Garante per la Protezione dei Dati Personali, scrivo a proposito della violazione della privacy nelle biblioteche italiane per quanto riguarda le postazioni PC come da lettera sotto inviata ad un direttore di una di queste biblioteche (Vigentina, Milano), senza ricevere risposta, con richiesta al Garante di esprimere un giudizio sulla questione (lettera al direttore, 05 ottobre 2010) Spett.bile direzione biblioteca, scrivo questa lettera a seguito delle continue violazioni della privacy da parte dei vostri bibliotecari, che in tutte le maniere controllano lo schermo del mio portatile. Non voglio in questo contesto discutere sulle ragioni del loro comportamento (vorranno controllare se visito siti porno immagino, visto che oltre allo schermo guardano anche qualcos'altro) quanto ricordare che anche se non c'e' una legislatura in materia lo schermo del PC di un utente e' da considerare proprieta' privata e quindi nessuno puo' accedere alle informazioni a schermo a parte il legittimo proprietario. Un po' come se fosse un portafoglio, una borsa, uno zaino: anche se qualcuno ipotizza che ci sia un reato (per esempio delle banconote false all'interno del portafoglio) non puo' chiedere al proprietario di mostrargli il contenuto (fosse anche la vigilanza di un supermercato, un bibliotecario, eccetera) ma deve rivolgersi alla polizia che e' l'unica autorizzata a vedere cosa c'è nel portafoglio. Chiedo quindi in forma ufficiale adeguate misure tecniche affinche' solo io possa vedere lo schermo del mio PC quando lo uso nella vostra biblioteca (o al massimo un poliziotto, ma non un bibliotecario), con richiesta di risposta per iscritto per un eventuale ricorso alla giustizia ordinaria in caso di diniego      Milano, 3 novembre 2010 FRANCESCO BARNABA 158
    • ONLUS, associazione a falsa finalita' telefonata a dipendente ACU piemonte, venerdi 28 ottobre 2010 ( http://gradiniemappe.blogspot.com/2010/10/email-ad-unassociazione-consumatori.html ) ( http://top7sette.blogspot.com/2010/10/email-allunicef.html ) - buongiorno, vorrei un informazione. Voi siete una onlus, senza lucro, ma lei lavora gratis o ha uno stipendio? - ma come si permette? chi e' lei? a che titolo mi fa queste domande? io non sono tenuta a dirglielo - io sono un cittadino a cui si rivolge la sua associazione, che come ente pubblico e' tenuto a mostrare questi dati - la onlus e' senza lucro, senza profitto ma non noi dipendenti.  A lei cosa interessa? - perche voi fate una falsa pubblicita', per potervi pagare gli stipendi quando invece dovreste lavorare gratis, come da statuto - noi siamo sovvenzionati dalla regione piemonte - guardi cominci a cercarsi un altro lavoro perche' come appartenente ad una onlus non le spetta nessun compenso - va bene lo faro' buongiono La ACU e' una delle tante ONLUS, associazione a falsa finalita', che gioca sull'ambiguita' tra lucro e non lucro e sull'ambiguita'  tra azienda e dipendenti LUCRO-NON LUCRO immagini sotto: le onlus chiamano il guadagno lucro, una forma spregiativa (s. m. guadagno, vantaggio economico: ricavare, trarre un lucro; fare qualcosa per lucro, a scopo di lucro; associazione senza fini di lucro | lucro...lucrosoagg. che dà lucro, che è fonte di notevole guadagno: speculazione, professione lucrosa § lucrosamente av) per far credere che il  lucro non va bene e il guadagno invece va bene, quando invece sono tutte e due forme di guadagno 159
    • la realta' e' quella dell'immagine sotto: il lucro ed il  non lucro sono entrambe forme di guadagno. Quindi anche gli stipendi sono forme di lucro, e di conseguenza le onlus non dovrebbero avere stipendiati all'interno delle loro organizzazioni ne' altre forme di compenso come rimborsi spesa, consulenze, eccetera (UTILI E DIPENDENTI È vietata la distribuzione degli utili, ma &quot;nulla toglie che alcuni soci possano percepire un compenso per determinate prestazioni svolte&quot;. Certo, non bisogna farla sporca. Il 4 giugno Massimo Zuccotti, presidente della Croce San Carlo, un'associazione di pubblica assistenza milanese, è stato arrestato dalla Finanza: aveva trasformato la sua onlus in una srl, tentando di vendere le quote dell'associazione a un volontario. Come inquadrare i dipendenti quando sei una onlus? Come volontari, aveva pensato Zuccotti: in questo modo non si pagano i contributi, quindi la retribuzione è in nero. &quot;Firmavamo un foglio in cui si dichiarava di percepire i compensi in qualità di rimborso spese&quot;, hanno raccontato i finti volontari alla procura. ) http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/02/news/inchiesta_non_profit_evasori-5321880/?ref=HRER2-1 159
    • immagine sopra: il lucro e' una forma dispregiativa del guadagno, rappresentata graficamente come periferia del guadagno. Periferia si', pero' sempre  &quot;guadagno&quot; e non  &quot;non guadagno&quot; come vorrebbero fare credere queste associazioni che mentono sapendo di mentire. La differenza? Se riesci a far credere a donatori e finanziatori che appartieni al rettangolo bianco e non al rettangolo giallo, puoi avere accesso alle agevolazioni (sotto, da wikipedia) ( http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_non_lucrativa_di_utilit%C3%A0_sociale ) Agevolazioni fiscali [modifica] La categoria delle ONLUS è destinataria di un regime tributario di favore per quanto riguarda: le imposte sui redditi; l'imposta sul valore aggiunto (IVA); altre imposte indirette. Con la legge &quot;+ Dai - Versi&quot; si è resa possibile inoltre una maggiore deducibilità delle donazioni effettuate a favore delle organizzazioninonprofit ONLUS e si è così favorita l'attività di raccolta fondi. AZIENDA-DIPENDENTI La distinzione lucro-nonlucro va bene a livello concettuale, quando si tratta di parlare degli scopi della propria azienda. A livello legislativo l'inganno invece gioca soprattutto su di un'altra ambiguita', quella tra azienda e dipendenti per cui l'azienda in se stessa non ha profitti ed e' in regola. I dipendenti invece vengono fatti passare per &quot;necessari&quot; ed e' tra loro che si nascondono i piu' loschi individui, che non esitano ad inventarsi le piu' assurde finalita' solidaristiche pur di riuscire a pagare l'affitto 159
    • la prima volta Primo (piccolo) traguardo tagliato per top7.it e compagnia, dopo 6 anni di denunce ed ipotesi di futuro. Una richiesta di guarire una mappa mentale malata (sottocategoria truffaldina). La malattia in questione e' quella della parzialita', quando per ricevere benefici non spettanti si cela una parte della mappa (adattamento da quella che ho trovato dopo 15 giorni per dare l'idea) 160
    • sopra la  mappa mentale truffaldina, quella di esselunga e dei suoi sconti. Il cartellino recita 1,14 euro con lo sconto del 30%, con scritto in piccolo &quot;solo presentando carta fidaty&quot;. Il cliente nella maggioranza dei casi non legge tutto il cartello, ma solo 30% ed 1,14 euro, e conclude che paghera' 1,14 euro con lo sconto promozione. Invece questo e' vero solo se hai una carta fidaty. Per gli altri arrivati alla cassa la sorpresa: il prodotto costa 1,64 euro (il rettangolo a righe copre una scritta che non c'era nello scontrino originale), ma tante volte il cliente non se ne accorge neanche, specie se la lista della spesa e' abbastanza lunga. Come e' successo a me scorsa settimana, in una filiale esselunga. Ho acquistato un prodotto che secondo il cartellino  costava 1,50 euro con lo sconto del 50% , ed arrivato alla cassa la sorpresa: sullo scontrino non 1,50 ma 3 euro. Ho quindi chiesto al cassiere se mi restituiva i soldi, perche' il cartello dava una falsa informazione. - mi restituisce i soldi - guardi che il cartello e' giusto, e' specificato sotto sconto solo con carta fidaty - ed io dovrei leggere tutti i cartelli per ogni prodotto e per ogni supermercato diverso? Un'ora ogni volta per una spesa di pochi euro? (...)  Per me e' una truffa la vostra: il cervello non legge le scritte in piccolo, ed acquisisce solo l'informazione 50% ed 1,50, pensando che costi veramente quella cifra. Chi non controlla e non ha la carta fidaty  in questa maniera spende 3 euro pensando di averne speso 1,50, e voi su questo ci lucrate - guardi sono 20 anni che sono cosi' quei cartelli (le parole  non sono esatte al 100%, ma il senso e' quello)  La discussione finisce con la mia minaccia di tornare con la finanza, e tornato dopo due settimane in quel supermercato, ho avuto la sorpresa di vedere esaudita la mia richiesta di legalita': la scritta sconto carta fidaty piu' in grande ed accanto alla cifra scontata 1,14 anche il prezzo non scontato 1.64, costringendo cosi' il cliente a chiedersi quanto costa veramente il prodotto i nuovi cartelli esselunga ( http://www.esselunga.it/ ) Nel 1957 in viale Regina Giovanna a Milano apre il primo negozio Esselunga: ha così inizio la storia della  prima catena di supermercati in Italia , costante punto di riferimento per i clienti. Da allora siamo sempre cresciuti e oggi abbiamo  140 punti vendita  tra Supermercati e Superstore in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Liguria. 160
    • le onlus del domani In  http://gradiniemappe.blogspot.com/2010/11/onlus-associazione-falsa-finalita.html ho prospettato una vita senza stipendio ad una dipendente ACU (....mo sovvenzionati dalla regione piemonte- guardi cominci a cercarsi un altro lavoro perche  come appartenente ad una onlus non le spetta nessun compenso - va bene lo faro  buongiono...) colpevole di far sembrare la sua una opera a fin di bene per la collettivita  (statuto ACU: societa  senza fini di lucro) quando invece glie ne puo'  fregare di meno dei diritti della gente, lei e'  li'  per lo stipendio.. Quella dello stipendio e' una esagerazione, perche' almeno per le grandi societa' come la Unicef, per fare un esempio, non e' pensabile una soluzione del genere. Ma come saranno le ONLUS del futuro? Ci saranno ancora gli stipendiati, ma con alcune novita' come per esempio il divieto di accedere a lasciti, testamenti ed eredita' come avviene invece adesso. Quello che e' successo alla casa di Montecarlo (Fini ha ottenuto una casa per la sua attivita' politica ed ha pensato bene di appropriarsene) e' un esempio di come sia facile oggi ricevere una donazione per un qualcosa e poi abusarne a proprio vantaggio. Un'altra novita' sara' il raggiungimento della maggiore eta' per i destinatari delle donazioni. Se oggi una azienda come la Microsoft puo' decidere di fare delle donazioni ad una onlus come il banco informatico ( http://www.bancoinformatico.com/dotnetnuke/tabid/36/default.aspx ) con un accordo bilaterale, ed il terzo attore, il beneficiario, trattato piu' o meno  come un deficiente non in grado di decidere cosa e' bene e cosa e' male per se stesso, per il futuro cio' non sara' piu' sufficiente perche' ci vorra' la firma di questo beneficiario perche'  il contratto sia valido. Che puo' essere un povero, un abitante dell'Africa, un malato di mente, uno zingaro, un bisognoso in generale: oggi  per aiutarli i soldi non si danno a loro ma ai loro tutori, il cui interesse primario e' appropriarsi della percentuale piu' alta possibile di queso fiume di denaro. 161
    • le onlus del domani: le donazioni come saranno le onlus del domani? Se le onlus mentono dichiarando fini sociali quando invece pensano al proprio portafogli, lo stesso accade per le aziende, che dichiarano di volere aiutare il prossimo quando invece pensano anche loro al proprio tornaconto. oggi:  il sito del  banco informatico , sponsorizzato dalla microsoft: non e' una donazione perche' la microsoft in cambio riceve pubblicita' domani: questa e' una vera donazione: non compare il nome del donatore Sotto il &quot;Techsoup Italia & Microsoft Non Profit Day&quot;, un esempio di  propaganda di prodotti software mascherata da donazione Segnatevi la data: il 24 novembre prossimo dalle 9 alle 13, presso la sede Microsoft di Segrate (MI), si svolgerà il Techsoup Italia & Microsoft Non Profit Day, workshop rivolto a tutte le Onlus interessate al progetto di donazione di software e tecnologia loro riservato. Si parlerà di come il non profit può crescere e organizzarsi meglio attraverso la tecnologia, con testimonianze dirette. Rappresentanti di Techsoup e delle aziende donatrici (Cisco, Microsoft, SAP) illustreranno le caratteristiche del servizio e le modalità di accesso. A breve pubblicheremo sul sito il programma completo. L'evento è gratuito, ma é necessaria l'iscrizione. Per maggiori informazioni contattare la segreteria organizzativa dell’evento: tel. 02.77886211 e-mail: davide.minelli@nonprofitonline.it come l'hanno chiamato?  Non Profit Day? 162