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Slide 2: 9 A proposito del tempo libero tempo nel trasporto e, cosa più seccante, nell’attesa, dove il tempo si rovescia: non conta più il tempo che passa ma quello che manca all’arrivo del treno. È un Il viaggio ha essenzialmente a che fare con il tempo tempo al contrario, nel quale i minuti declinano sino e con lo spazio. È anche uno dei modi più diffusi per ad azzerarsi. trascorrere il tempo libero. C’è un tipo di viaggio, L’attesa è un momento di inattività, che proprio per però, che forse è un po’ meno affascinante degli altri: questo da l’impressione di un tempo dilatato, che quello in metropolitana. quasi non vuole scorrere: un tempo morto. Per Per molti non è neanche un viaggio, ma un ordinario distrarsi ci si può dedicare a qualche svago. C’è chi spostamento; i viaggiatori non sono viaggiatori, ma si dedica alla lettura e chi al chiacchierare, chi semplici passeggeri. Le ragioni sono molteplici. all’ascolto del walkman e chi al videogame tascabile. Innanzitutto l’unico panorama visibile è quello artifi- I più, tuttavia, sono soli, non hanno nulla da leggere, ciale sotterraneo, a Milano uguale in tutte le stazioni. tantomeno un walkman o un videogame. Semplice- Si perde, poi, il contatto con il tempo atmosferico e mente non fanno nulla, se non attendere silenziosa- la vita in superficie. Inoltre si tratta per lo più di un mente ed un po’ annoiatati. rito ricorrente, regolare e privo di sorprese: lo stesso È per queste persone che ho pensato ad un passa- percorso obbligato di tutti i giorni, verso l’ufficio o la tempo collettivo. Qualcosa, dunque, per rendere il scuola. Insomma, il solito «tram tram quotidiano» o tempo nel metrò più gradevole e simile a quello il «métro, boulot, dodo» (metrò, lavoro, nanna), libero. Un media non solo per intrattenere, ma anche come dicono i francesi. per informare sugli eventi della città e sulle occasioni Il tempo nel metrò è a metà tra il tempo libero della per consumare il tempo libero. vita privata e quello del lavoro, a cui assomiglia proprio per la sua ripetitività. Non è, però, un tempo produttivo: è perciò un tempo perso. Si perde del
Slide 3: 1 Corso di Laurea in Disegno Industriale Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura Laboratorio di sintesi “Il tempo libero” coordinato dal Prof. Alessandro Polistina Un finestrino sulla città Progetto di videocomunicazione breve per la metropolitana di Milano. di Giovanni Antico relatore: Prof. Giovanni Baule anno accademico 98/99
Slide 4: capitolo 1 L’attesa in metropolitana Inquadramento dello scenario 0
Slide 5: 24 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Preambolo La coda di turisti per il battello che porta da Battery Park alla Statua della Libertà, durante l’estate, si fig 1 - Intrattenitori da strada estende sino creare un serpente umano interminabile. Battery Park, New York Durante l’attesa, però, può capitare di assistere ad un Fotografia dell’autore insolito intrattenimento. Alcuni artisti di strada, poiché offrirebbero il solo servizio artistico e non infatti, si dispongono lungo la fila ad intervalli anche quello di passatempo. regolari e si esibiscono nelle performance più Situazione simile è quella dell’attesa in metropo- disparate: dal suonatore di scodelle al chitarrista, dal litana, anche se con tempi più concisi, dove non a ballerino all’ammaestratore di serpenti, dal gioco- caso riscontrano altrettanto successo musicisti e liere agli acrobati. Non c’è da annoiarsi nemmeno se performer. L’insieme di queste forme di espressione si rimane fermi un po’ più a lungo nello stesso punto: è il fulcro di quello che chiamerò lo «spettacolo dopo qualche minuto il performer chiede un’offerta, metropolitano». Quest’ultimo, gli altri modi di ringrazia e prima di congedarsi presenta l’artista consumare l’attesa, le attività dei viaggiatori e i loro successivo. Il consenso del pubblico è sorprendente: differenti comportamenti sono i temi di questo per un’esibizione di pochi minuti riescono a racco- capitolo, introdotto da una breve riflessione sulla gliere sino anche una cinquantina di dollari. metropolitana come nonluogo sotterraneo del Credo che quegli artisti abbiano ben capito che waiting market. Lo specifico problema delle video- posizionandosi in un luogo di attesa hanno, oltre che comunicazioni nel metrò, invece, verrà affrontato nel raggiunto un pubblico più vasto, valorizzato il loro capitolo successivo. lavoro. Le stesse performance in altre situazioni otterrebbero probabilmente un risultato più modesto,
Slide 6: 25 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Il waiting market in quanto permettono di distrarsi e trascorrere il tempo più velocemente.1 I dentisti e gli studi medici sono stati tra i primi a L’attesa è un momento di inattività forzata in cui cercare una soluzione: si sono preoccupati di quali aumenta la sensibilità agli stimoli comunicativi, potessero essere i colori più rasserenanti per proprio perché li si percepisce come occasione di dipingere le loro sale di attesa, quale il sottofondo svago e distrazione. musicale migliore, quali riviste far trovare ai Eppure per lungo tempo la comunicazione non ha pazienti. interessato i luoghi dell’attesa. Basti pensare alle Un altro segmento del waiting market è l’ascensore. anonime sale d’aspetto delle stazioni o degli studi Per alcuni istanti siamo «costretti» all'inattività e medici, dove ha regnato per molto tempo l’assenza di subito cerchiamo un modo per passare il tempo: ci qualsiasi stimolo. Solo recentemente si è sviluppato specchiamo, leggiamo la targhetta dei dati tecnici, un certo interesse e una certa attenzione per i luoghi guardiamo l'ora, ecc. Negli Stati uniti, dove la cultura e i tempi dell’inattività forzata. Precisamente da dell'ascensore è più radicata e diffusa a causa della quando il marketing ha iniziato a considerarli come diversa tipologia degli edifici, il problema è stato un grande mercato potenziale. È stato individuato un riconosciuto, affrontato e parzialmente risolto nuovo target: “il mercato dell’attesa”. Gente in dotando gli ascensori di musica di sottofondo e di attesa, annoiata e quindi sensibile alle sollecitazioni, promozioni pubblicitarie.2 anche pubblicitarie. Tali sollecitazioni vanno oppor- tunamente inframmezzate da comunicazioni realmente interessanti o utili, per non far calare il 1. Brochure di Videoairport, 1998 livello di attenzione, ma vengono comunque gradite 2. Doviziani Luca e Marello Marco, 1992
Slide 7: 26 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana grandi schermi che, come delle affissioni animate, propongono ininterrottamente i loro palinsesti urbani. Uno degli esempi più noti a Milano è il megaschermo di Piazzale Loreto, anche se ormai è stato spento da qualche tempo. Più famosi sono gli schermi di Times square a New York, dove la proli- ferazione di insegne luminose, affissioni, display animati sembrano quasi voler ricordare l’incubo del grande fratello e fare allo stesso tempo una spetta- colare caricatura dell’invadenza dei messaggi pubblicitari. La metropolitana è un altro segmento del waiting market che ha in comune con quelli appena descritti il fatto di essere un “luogo praticato” ed un “incrocio di mobilità”, quindi un non luogo. Si moltiplicano i punti di transito e si sviluppa una fitta rete di mezzi di trasporto che sono anche spazi abitati. […] Il viaggio costruisce un rapporto fittizio fra sguardo e paesaggio […] lo spazio del viaggiatore sarà così I luoghi del waiting market sono anche quelli di largo l’archetipo del nonluogo.3 passaggio, le piazze e le grandi strade, dove l’attesa fig 2 - Times Square, New York è magari imposta solo da un semaforo o da una coda. fig 3 - Times Square e schermi In questi spazi hanno già trovato una certa diffusione 3. Marc Augé, 1992, pagg. 80-81 Fotografie dell’autore
Slide 8: 27 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 4 - Megaschermo della NBC fig 5 - Particolare dello schermo Fotografie dell’autore fig 6 - Piazza Cinque giornate, Milano fig 7 - Piazza S. Babila, Milano Fotografie di Tecnovision
Slide 9: 28 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 8 - Infoscreen Tower Stazione centrale di Monaco. fig 9 - Retro del maxischermo Fotografie dell’autore fig 10 - Programma sportivo fig 11 - News Fotografie dell’autore
Slide 10: 29 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un nonluogo Secondo la definizione di Marc Augé, la metropo- litana è uno dei nonluoghi più emblematici della nostra società, in quanto principale artefice della Non ci troviamo sempre a nostro agio sottoterra. Non “sovrabbondanza spaziale urbana”. Questa si è proprio il nostro habitat naturale, o un luogo dove esprime, l’abbiamo visto, in mutamenti di scala, ci fermiamo volentieri soprattutto alle nostre nella moltiplicazione dei riferimenti immaginifici e latitudini dove il freddo non è così insistente da farci immaginari e nelle spettacolari accelerazioni dei entrare con piacere in un più “confortevole” clima mezzi di trasporto. Essa comporta modificazioni sotterraneo. La metropolitana è quasi lo stereotipo di fisiche considerevoli: contrazioni urbane, trasferi- un luogo artificiale e naturalmente la fantascienza fig 12 - Alexanderplatz, Berlino Fotografia di Marco Pesaresi menti di popolazioni e moltiplicazione di ciò che (libri e film) ha spesso usato questo fattore per appro- definiamo «non luoghi», in opposizione alla nozione priarsi di questi spazi con le proprie storie lontane sociologica di luogo. […] I non luoghi sono tanto le anni luce da ambienti fatti da animali o da alberi. Ma installazioni necessarie per la circolazione accelerata nonostante questa connotazione non proprio delle persone e dei beni […] quanto i mezzi di accogliente che abbiamo nell’immaginario trasporto stessi.5 collettivo, quasi un milione sono le persone che La metropolitana è un nonluogo anche perché è uno usufruiscono giornalmente a Milano di questo spazio che non può definirsi né identitario, né complesso sistema di trasporto sotterraneo. La relazionale, né storico. Lo spazio del non luogo non metropolitana è, in realtà, molto più che un “male crea né identità singola, né relazione, ma solitudine e necessario”, è sempre di più un vero e proprio similitudine. simbolo delle città occidentali, un non-luogo sempre più familiare, ecologicamente corretto e, anche per il nostro immaginano, efficiente. 4 4. AA.VV. Subway 5. Ibidem, pag. 36
Slide 11: 30 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Esso non lascia spazio nemmeno alla storia, semmai la trasforma talora in elemento di spettacolo, il più delle volte in testi allusivi. L’attualità e l’urgenza del fig 13 - M1 Duomo, Milano momento vi regnano. I non luoghi si percorrono e Fotografia dell’autore dunque si misurano in unità di tempo. Gli itinerari Il carattere del metrò? Allo stesso non esistono senza orari, senza pannelli di arrivo e di tempo solitario e collettivo. Poiché tale è per chi l’utilizza tutti i partenza nei quali c’è sempre lo spazio per giorni, la definizione prosaica del menzionare eventuali ritardi.6 metrò: la collettività senza la festa e la solitudine senza l’isolamento. È inoltre significativo che Augé abbia scritto che i Marc Augé nonluoghi si definiscono anche attraverso le parole o indovina vagamente o si afferma più esplicitamente i testi che ci propongono; insomma attraverso le loro con ingiunzioni, consigli, commenti, […] modalità d’uso, che si esprimono a seconda dei casi «messaggi» trasmessi dagli innumerevoli supporti in modo prescrittivo («mettersi in fila sulla destra»), (cartelli, schermi, manifesti) che fanno parte proibitivo («vietato fumare») o informativo («state integrante del paesaggio contemporaneo. entrando nel Beaujolais») e che a volte ricorrono a […] tutte le interpellanze provenienti dalle nostre vie ideogrammi più o meno espliciti e codificati […] di comunicazione […] mirano simultaneamente, Così si organizzano condizioni di circolazione in indifferentemente, a ciascuno di noi («Grazie della spazi entro i quali si sa che gli individui interagi- vostra visita», «Buon viaggio», «Grazie per la vostra scono solo con dei testi, senza altri enunciatori che fiducia»); non importa chi di noi: esse fabbricano persone «morali» o istituzioni la cui presenza si «l’uomo medio», definito come utente del sistema. 6. Ibidem, pag. 95
Slide 12: 31 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un ambiente sotterraneo avventura e di scoperta. La caverna di Batman ricorda l’antica idea di un rifugio misterioso. Molte, insomma, sono anche le connotazioni positive del La metropolitana è un nonluogo che si distingue sotterraneo. Anche il suo carattere misterioso assume innanzitutto per il suo carattere sotterraneo. Ciò le per qualcuno una valenza positiva; per qualcun altro permette di svolgere un servizio che migliora la vita la metropolitana esprime la suggestione di un potere di superficie, riducendone il traffico e quindi l’inqui- magico che permette di apparire in ogni momento e namento. Ciononostante il «sottoterra» porta da in ogni luogo della città. Dino Buzzati scrisse sempre con sé diverse connotazioni negative, prima all’inaugurazione di quella di Milano: Fantasticando tra tutte la morte. Il «sotto» risponde a un archetipo di tunnel sepolti con dentro fulminei treni da Giulio che è molto evocativo in termini affettivi e simbolici: l'inferno, le tombe, il mistero, il buio, la notte. 7 Verne […] che avrebbero fatto di Milano la prima città della terra.9 La storia, d’altra parte, dimostra che il mondo Il «sotterraneo», tuttavia, costituisce a volte motivo ipogeo, un luogo ricco di misteri e favorevole al di inquietudini. Per alcune persone, questo ambiente culto, protetto e rassicurante al punto da essere abitato, è stato utilizzato in tutte le epoche.8 Lo testi- evoca fantasie in qualche modo spiacevoli, legate all'idea di oscurità, del chiuso, della difficoltà a moniano, per esempio, i templi dell’antico Egitto e muoversi per il fatto di essere circondati da una della Cina o il bisogno dell’uomo primitivo di costruzione di cui non è facile liberarsi. In questo rifugiarsi nelle caverne. senso, il «sotterraneo» si collega a fobie classiche, La letteratura del fantastico ci racconta di un sotto- quali la paura del buio o la claustrofobia.10 In effetti suolo magico, come il covo di Peter Pan o le dimore dei folletti. Giulio Verne ne parla come un luogo di 9. Dino Buzzati, dall’articolo Purosangue milanese, Cor- 7. Carmi Stefano, 1981, pag. 166 riere della Sera del 1-11-1964 10. Pozzi Margherita, 1998, pag. 129 8. Pozzi Margherita, 1998, pag. 4
Slide 13: 32 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana nelle costruzioni sotterranee regna la totale un certo disagio è in qualche modo inevitabile per gli uniformità del clima.11 spazi ipogei, a causa della perdita del contatto con la variazione della luce naturale, con il tempo La perdita del rapporto con la superficie riguarda atmosferico, con i rumori e persino gli odori della anche il tempo delle stagioni: mentre l’avvicendarsi superficie. L’ergonomia insegna proprio per questo dell’estate, dell’inverno, dell’autunno e della quanto sia importante la presenza di una finestra primavera è ben visibile in superficie per il mutamento del paesaggio, la sottocittà si sgrava correttamente dimensionata e posizionata. Nella dall’elemento spaziale così come si astrae dai vincoli metropolitana di Milano, invece, manca qualsiasi temporali: propone un paesaggio fissato nel “finestra”, lucernario o vetrata (come è invece momento della sua progettazione.12 Ciò comporta accaduto in qualche stazione di Londra, Monaco, Zurigo…) e per di più la luce artificiale è limitata a delle conseguenze che Gillo Dorfles ha sottolineato in un intervista: non c’è dubbio che nel paesaggio quella debolmente emessa da lampade fluorescenti, dell'ambiente costruito sotto la città, nel sottosuolo, che producono un’illuminazione asettica, fredda. la mancanza di quegli elementi naturali che abbiamo Altro problema intrinseco allo spazio ipogeo è quello relativo all’aria. Grazie agli impianti di condiziona- invece nel paesaggio sopra il livello del suolo, fa sì mento dell'aria si ottengono quasi tutte le prestazioni che l'attenzione sia rivolta molto di più a degli necessarie per il comfort ambientale interno alle elementi artificiali. Quindi tutta l'efficacia simbolica strutture ipogee. Forse uno dei pochi inconvenienti di dei segni della città o del luogo come tale finisce per ciò consiste che in questo modo si è completamente acquisire un'importanza molto maggiore di quanto estranei ai cambiamenti del clima presente in super- non sia negli spazi aperti. ficie: mentre sopra il suolo la natura e la qualità 11. Pozzi Margherita, 1998, pag. 127 dell'aria cambia nell'arco della giornata e dell'anno, 12. Carmi Stefano, 1981, pag. 120
Slide 14: 33 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana L’affissione L’immagine sotterranea di doppia ricorrenza: quella dei passeggeri e quella del flusso comunicativo. Si possono riconoscere anche delle differenze tra Tra i primi protagonisti del waiting market vi sono l’affissione sotterranea e quella di superficie. Marc state sicuramente le pubblicità dell’affissione. Si Augé, addirittura, ipotizza che ci si debba chiedere se vende il flusso dei passeggeri di una certa stazione, la la specificità delle immagini e degli annunci del posizione dei manifesti e la loro grandezza. Si vende, metrò non risulti dal loro carattere sotterraneo. In insomma, la visibilità degli annunci, calcolata effetti nelle campagne pubblicitarie create specifica- secondo precisi indici comparativi. mente per il metrò si possono riconoscere dei temi e La loro prima caratteristica è il carattere fisso delle delle forme comunicative privilegiate. immagini, contrapposto a quello in movimento degli Ma la peculiarità dell’immagine sotterranea non audiovisivi. Marc Augé, tuttavia, sostiene che tale sarebbe dovuta solamente ai suoi soggetti, ma anche differenza sia relativa nella misura in cui, se si può e soprattutto alle modalità di fruizione. L’immagine dire che nel metrò, al contrario che in televisione, è del metrò, come quella dei settimanali, è raramente lo spettatore a passare e l’immagine a restare, guardata in gruppo; è più frequentemente un bisogna però aggiungere che, con lo spettatore- fig 14 - Vecchi manifesti a Parigi rapporto singolo, fuggevole e vagamente vergo- viaggiatore che passa e ripassa, accade che i due tipi Fotografia di RATP gnoso, quello che s’instaura con essa, un rapporto d’immagini traggono senza dubbio una pari efficacia duplice, di connivenza torbida, che la pubblicità, dal loro carattere ricorrente. Si può pensare allora allorché propone delle immagini del corpo, pone che un audiovisivo in metropolitana abbia una sorta
Slide 15: 34 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana sotto il segno dell’estetica per scaricarsi del voyeu- rismo, quantunque queste immagini siano immedia- tamente ed intimamente sentite come un provocazione erotica. Di questo carattere provo- catore testimoniano i graffiti, le scritte, i disegni fig 15 - Declinazione del nome osceni che le commentano o completano, a volte Campari rabbiosamente.13 Manifesto pubblicitario di Bruno Munari per l’inaugurazione della metropoli- Per quanto l’antropologo francese si riferisse al tana di Milano. metrò parigino, non si può nascondere come le sue osservazioni siano perfettamente calzanti anche per Un altro manifesto d’autore significativo è la Decli- Milano, dove scritte e segni di vandalismo sono nazione del nome Campari, che Bruno Munari creò proliferati in maniera allarmante. Basti pensare allo per l’inaugurazione della metropolitana di Milano. scempio inferto ai marmi della linea gialla. Munari fu certamente uno dei primi fautori della Un’affissione significativa in proposito, è quella che comunicazione breve. Anzi, ne fu anche un teorico. ideò Italo Lupi, quando era art director di Domus. Quello che non si può dire con poche parole, non si Per promuovere la rivista concepì un gigantesco può dire neanche con molte, sosteneva. Non si può cruciverba proprio con l’intento di provocare la dimenticare, del resto, quella geniale opera di design reazione dei passanti: quasi tutti i manifesti furono che è la «sedia per sedute brevi». Anche perché la sua soggetti ad un completamento delle caselle vuote, idea è stata effettivamente ripresa nei nuovi vagoni molte volte con la soluzione corretta. Fu uno dei della metropolitana di Madrid. primi casi di pubblicità interattiva. La semplicità e la sinteticità tipiche dei suoi lavori, sono caratteristiche pregnanti anche del manifesto in 13. Marc Augé, 1986
Slide 16: 35 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana questione. La comunicazione breve, pensò Munari, era l’unica strada per ideare un prodotto comuni- cativo per un luogo come la metropolitana, dove i tempi d’attesa sono brevi. Pensò, allora, che solo un messaggio leggibile velocemente, magari di sfuggita, potesse essere adeguato alla situazione. Nel corso del tempo il linguaggio della cartelloni- fig 16 - Campagna Virgilio, 1999 stica si è evoluto e raffinato proprio secondo quella Fotografia dell’autore direzione preannunciata in qualche modo da Munari, quella appunto della comunicazione breve. La cartel- che popolano il nostro mondo e il nostro tempo di lonistica, non solo quella sotterranea, è diventata così trasferimento.14 consapevole e padrona delle forme della sinteticità, Non manca, tuttavia, qualche eccezione, in cui si della contrazione e della sintesi. cerca di dire più di quello che i tempi di lettura Fermare l’attenzione, cogliere lo sguardo di chi ha consentirebbero di leggere. La comunicazione risulta fretta e vuole tornare al più presto a casa propria o allora incompleta o interrotta. deve raggiungere il proprio posto di lavoro o di studio è una delle scommesse che i pubblicitari devono superare ogni giorno. Così vediamo messaggi sempre più strani, provocatori e sintetici 14. AA.VV. Subway
Slide 17: 36 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Distinzioni successiva. Anche in questo caso la promessa fu mantenuta, solo che questa volta la ragazza si presentava con le spalle al pubblico). Una prima distinzione dovrebbe essere operata tra […] Certamente il metrò non ha il monopolio di manifesti con periodicità regolare, che danno infor- queste immagini né di questi temi, esso non è l’unico mazioni sugli spettacoli […], manifesti di creazione luogo ove si diffonde se non proprio «una visione del molto più recente che tentano di lanciare un film e mondo», certamente un'immagine dell'individuo e cui l’esposizione è a volte originale, […] e manifesti della vita. Ma è altrettanto certo che, da un lato, che assicurano in modo più continuativo la promo- queste immagini trovano una forza particolare dal zione di un prodotto o di un marchio. Questi ultimi fatto di accompagnare ogni giorno sotto terra tutti possono giocare sia sulla familiarità della loro sigla e coloro il cui percorso li isola il tempo per passare da dei loro simboli […], sia su un rinnovamento della una forma di socialità ad un'altra e, dall'altro, che la loro immagine; inoltre possono anche giocare sul natura stessa di queste immagini (corpi lanciati e tempo, creare un’attesa, del tipo «la settimana desiderabili, certo, ma più ancora stati d'animo, prossima mi tolgo gli slip», per captare e trattenere appezzamenti, andature, sguardi) deve essere presa l’attenzione di uno spettatore che, contrariamente a in particolare considerazione in un'epoca il cui punto quello della televisione o del cinema, è un passante. debole è l'antropomorfismo con la sua incessante (N.d.C. Un paio di anni fa è apparsa, nel metrò, una creazione di Soggetti storici […], le cui immagini e pubblicità in cui una bella ragazza, in costume da il cui chiacchiericcio tendono a suggerire che la bagno a due pezzi, prometteva di togliersi il verità dell'essere è nel sembrare: qual è la forma del reggiseno la settimana seguente. E così fu: dopo una presidente, qual è lo stato dell'opinione o la salute settimana la pubblicità presentava la donna a seno dell'impresa? nudo. In quella stessa circostanza la ragazza prometteva di togliersi anche gli slip per la settimana
Slide 18: 37 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 17 - Campagna Beretta fig 18 - Campagna Abitare Fotografie dell’autore […] siamo oggi sempre più sensibili all’apparenza combinazione delle due) e allo stesso tempo una degli esseri e delle cose, la sola suscettibile a dare specie di conferma oggettiva della realtà del mondo senso: così diamo attenzione più al tono della voce che lo circonda e dei valori che vi si dispiegano che non al contenuto del discorso, alla determina- spettacolarmente: l'immagine continua a confermare l'immagine.15 zione dello sguardo più che a quella del pensiero, al look, al muscolo, alla «mandibola». Da questo punto di vista, ciascuno scopre nel metrò ciò che vi porta (la rivolta o la fascinazione e, più in generale, una sottile 15. Marc Augé, 1986, pag. 95
Slide 19: 38 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana L’impatto ambientale alla contemplazione – fruizione – assimilazione pubblica. Oltre che ad un’ovvia, ma non prioritaria sottolineatura dell’invadenza della pubblicità La grandezza, la gigantografia dell’immagine affissa nell’ambiente urbano, e nella nostra vita, ho voluto comporta inevitabilmente delle relazioni con il sottolineare in una sequenza, interna alla sequenza pubblico e con il paesaggio circostante. A volte in delle immagini, il carattere di serialità delle modo bizzarro, banale, curioso e spesso invadente. immagini odierne anche quando devono comunicare Lo hanno capito per primi i fotografi attenti al cambi- messaggi diversi, perché concepite e strutturate nello amento del paesaggio, come Luigi Ghirri. In questo stesso identico modo.17 dialogo fra figure mute e una realtà dinamica, le Fotografare la cartellonistica vuol dire, per Ghirri, immagini assumono un significato diverso e del tutto produrre un affresco dei nostri tempi. Se l’affresco nuovo; ciascuna di loro è in relazione con un era momento di identità personale e collettiva, pure momento del mondo fisico che stimola la visione e è questi trittici ripetuti ci danno una immagine testimone della sua storia e della sua presenza nel nostro tempo.16 personale e collettiva; ma se per l’affresco il momento della fruizione era un momento di attiva- Ghirri è stato il primo fotografo in Italia, e probabil- zione di coscienza, ri-conoscenza, il muro di mente anche al mondo, che ha voluto sottolineare sia immagini, letto e assimilato nella maggioranza dei nella dimensione, sia nella ripetitività il carattere casi dall’automobile, diventa come uno spezzone storicamente nuovo di immagini che si propongono cinematografico a velocità accelerata, ed i 16. Luigi Ghirri, Topographie-Iconographie, in fotogrammi, immagini indistinte e di fruizione total- Camera Austria n.7, 1982, pag. 30
Slide 20: 39 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 19 - Km 0,250 fig 20 - Km 0,250 Modena, 1973. Sequenze di Luigi Ghirri. mente passiva, disattivazione critica per pseudo- di fuga, dovute agli spazi limitati delle banchine, riconoscimenti.18 rendono le affissioni ancora più indiscrete e in In metropolitana, tuttavia, il «muro di immagini» è qualche modo sfacciate. letto dal passeggero ad una velocità rallentata Un altro fotografo, Marco Pesaresi, ci racconta con i rispetto a quella dell’automobilista, e ad una distanza suoi scatti la presenza insinuante della cartellonistica più ravvicinata. Si tratta anche in questo caso di una nelle metropolitane. Ne evidenzia le dimensioni fruizione passiva, forse ancora più sommessa, poiché quasi grottesche, perché prevaricanti su quelle degli l’assenza di un paesaggio di sfondo, amplifica il utenti e a volte persino dei treni. Ne coglie relazioni messaggio dei manifesti sino a farli sembrare e rimandi alla realtà circostante. Ci descrive la parti- strillati. Inoltre, le ridotte possibilità di movimento, o colarità della loro fruizione, così ravvicinata da essere quasi immersiva. Ci racconta anche i compor- 17. AA. VV., Luigi Ghirri, Parma 1979, Feltrinelli, tamenti degli spettatori, silenziosi e nervosi, curiosi pag. 70 18. AA. VV., Luigi Ghirri, Parma 1979, Feltrinelli, o distaccati, coinvolti o indifferenti. pag. 70
Slide 21: 40 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 21 - Montparnasse, Parigi fig 22 - Bethnal Green, Londra Fotografie di Marco Pesaresi fig 23 - Camden Town, Londra fig 24 - Porte de Clignacourt, Parigi Fotografie di Marco Pesaresi
Slide 22: 41 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 25 - Holborn, Londra fig 26 - Bank, Londra Fotografie di Marco Pesaresi
Slide 23: 42 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Forme di spettacolo metropolitano Una delle prime attività apparse nel mercato i passanti con la loro musica. Li si trova per lo più dell’attesa in metropolitana, (non considerando il negli spazi di passaggio o nei tunnel di collegamento, borseggio e l’accattonaggio), è quella della perfor- dove si moltiplicano le possibilità di offerte. mance musicale. Si tratta per lo più di musicisti I musicisti di professione hanno generalmente un clandestini che con il loro strumento passano da un regolare permesso. A volte sono chiamati e vagone all’altro. Marc Augé ha definito la loro coordinati dall’azienda dei trasporti: è questo il caso organizzato». prestazione come «mancia», poiché ogni esibizione che chiamerò «spettacolo si conclude con una richiesta esplicita di una mancia. Quest’ultimo si distingue subito per l’attrezzatura dei Non ci sono, però, solo musicisti improvvisati. Molti musicisti: mi è capitato di incontrare, nella metropo- lasciano intuire un certa esperienza amatoriale o litana di New York, un batterista o interi gruppi jazz. professionale. Marc Augé ha definito i loro servizi Manifesti, opuscoli o volantini sporadici testimo- come «servizi artistici» poiché non chiedono esplici- niano l’ufficialità dell’iniziativa. tamente una mancia, ma interpellano implicitamente
Slide 24: 43 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana La mancia A volte, però, il performer ricerca più la sensazio- nalità e l’impatto, anche a rischio di infastidire il pubblico. È questo il caso di uno stravagante sasso- La mancia partecipa del dono imposto: profittando fonista che si aggirava nella metropolitana di New dello spazio chiuso del vagone, il cantante o il York con un sassofono rotto. Gridava «Terrestri! musicista dispone di circa tre minuti per il suo colpo Vengo dal pianeta Xenon. Il mio sassofono è stato di forza e di seduzione. Perec aveva notato che distrutto da tre assalitori e mi serve il vostro aiuto! l'intervallo di tempo medio fra due stazioni è di un Suonerò finché non mi pagate!». E così faceva: minuto e mezzo circa e che la lettura nel metrò produceva rumori assordanti con il proprio doveva organizzarsi in funzione di questo ritmo. È strumento sfasciato. Mentre andava in giro per i ancora più vero per le canzoni di pezzi per chitarra vagoni, con delle antenne in plastica da marziano che che i loro interpreti hanno tutto l'interesse ad eseguire gli penzolavano dalla testa, i passeggeri gli cedevano nell’intervallo massimo di tre stazioni se non qualche moneta. vogliono perdere il loro uditorio; essi hanno dunque Forse anche questa è una delle ragioni per cui un po’ in media tre minuti, anche se lavorano in due, con il ovunque avvisi ufficiali invitano il pubblico a non secondo che fa la questua già quando il primo suona incoraggiare queste attività, a dire il vero per lo più o canta ancora, per imporre con il loro talento l’idea invano. Nessuno ormai si meraviglia più oggigiorno, di un necessario contro-dono; è ben vero che il anche se l'intrusione di due giovani con la chitarra talento fa spesso la differenza: i passeggeri si nel vagone, dove ognuno pensa ai fatti propri, ha sottraggono più difficilmente al sentimento della come effetto di rinchiudere un po' più visibilmente i reciprocità allorché sono stati sensibili alla bellezza della voce o alla maestria di uno strumentista.19 solitari nella loro assenza risoluta dal mondo circo- stante. E ciò sia nel caso che non abbiano i soldi, sia



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