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Un finestrino sulla città
 

Un finestrino sulla città

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This is my graduation thesis, (only in Italian). Corso di Laurea in Disegno Industriale, Politecnico di Milano, 1999. ...

This is my graduation thesis, (only in Italian). Corso di Laurea in Disegno Industriale, Politecnico di Milano, 1999.
The object of this thesis is a special television for the subway of Milan, which has been designed thinking about a short communication, because its enjoying time is short.
I’ve decided to call it «finestrino» (the Italian word for the train window), for the reason that the most common metaphor for television is a window viewing the world. In that way I’ve chosen to illustrate a more modest pretension: to make visible a limited space, only the urban one. The stream of passengers, moreover, involves a streaming communication which is not expressed by a window. This, infact, seems capable of bringing back some pictures of reality, some statics. Looking outside a train window, instead, you see different incessant photograms, which refers to the stream of the landscape that keeps on sliding in front of you. In the subway, however, slides a non-landscape. This is the reason why I’ve thought up a «virtual finestrino», so as to recreate a contact with the overground space.

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    Un finestrino sulla città Un finestrino sulla città Presentation Transcript

    • 9 A proposito del tempo libero tempo nel trasporto e, cosa più seccante, nell’attesa, dove il tempo si rovescia: non conta più il tempo che passa ma quello che manca all’arrivo del treno. È un Il viaggio ha essenzialmente a che fare con il tempo tempo al contrario, nel quale i minuti declinano sino e con lo spazio. È anche uno dei modi più diffusi per ad azzerarsi. trascorrere il tempo libero. C’è un tipo di viaggio, L’attesa è un momento di inattività, che proprio per però, che forse è un po’ meno affascinante degli altri: questo da l’impressione di un tempo dilatato, che quello in metropolitana. quasi non vuole scorrere: un tempo morto. Per Per molti non è neanche un viaggio, ma un ordinario distrarsi ci si può dedicare a qualche svago. C’è chi spostamento; i viaggiatori non sono viaggiatori, ma si dedica alla lettura e chi al chiacchierare, chi semplici passeggeri. Le ragioni sono molteplici. all’ascolto del walkman e chi al videogame tascabile. Innanzitutto l’unico panorama visibile è quello artifi- I più, tuttavia, sono soli, non hanno nulla da leggere, ciale sotterraneo, a Milano uguale in tutte le stazioni. tantomeno un walkman o un videogame. Semplice- Si perde, poi, il contatto con il tempo atmosferico e mente non fanno nulla, se non attendere silenziosa- la vita in superficie. Inoltre si tratta per lo più di un mente ed un po’ annoiatati. rito ricorrente, regolare e privo di sorprese: lo stesso È per queste persone che ho pensato ad un passa- percorso obbligato di tutti i giorni, verso l’ufficio o la tempo collettivo. Qualcosa, dunque, per rendere il scuola. Insomma, il solito «tram tram quotidiano» o tempo nel metrò più gradevole e simile a quello il «métro, boulot, dodo» (metrò, lavoro, nanna), libero. Un media non solo per intrattenere, ma anche come dicono i francesi. per informare sugli eventi della città e sulle occasioni Il tempo nel metrò è a metà tra il tempo libero della per consumare il tempo libero. vita privata e quello del lavoro, a cui assomiglia proprio per la sua ripetitività. Non è, però, un tempo produttivo: è perciò un tempo perso. Si perde del
    • 1 Corso di Laurea in Disegno Industriale Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura Laboratorio di sintesi “Il tempo libero” coordinato dal Prof. Alessandro Polistina Un finestrino sulla città Progetto di videocomunicazione breve per la metropolitana di Milano. di Giovanni Antico relatore: Prof. Giovanni Baule anno accademico 98/99
    • capitolo 1 L’attesa in metropolitana Inquadramento dello scenario 0
    • 24 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Preambolo La coda di turisti per il battello che porta da Battery Park alla Statua della Libertà, durante l’estate, si fig 1 - Intrattenitori da strada estende sino creare un serpente umano interminabile. Battery Park, New York Durante l’attesa, però, può capitare di assistere ad un Fotografia dell’autore insolito intrattenimento. Alcuni artisti di strada, poiché offrirebbero il solo servizio artistico e non infatti, si dispongono lungo la fila ad intervalli anche quello di passatempo. regolari e si esibiscono nelle performance più Situazione simile è quella dell’attesa in metropo- disparate: dal suonatore di scodelle al chitarrista, dal litana, anche se con tempi più concisi, dove non a ballerino all’ammaestratore di serpenti, dal gioco- caso riscontrano altrettanto successo musicisti e liere agli acrobati. Non c’è da annoiarsi nemmeno se performer. L’insieme di queste forme di espressione si rimane fermi un po’ più a lungo nello stesso punto: è il fulcro di quello che chiamerò lo «spettacolo dopo qualche minuto il performer chiede un’offerta, metropolitano». Quest’ultimo, gli altri modi di ringrazia e prima di congedarsi presenta l’artista consumare l’attesa, le attività dei viaggiatori e i loro successivo. Il consenso del pubblico è sorprendente: differenti comportamenti sono i temi di questo per un’esibizione di pochi minuti riescono a racco- capitolo, introdotto da una breve riflessione sulla gliere sino anche una cinquantina di dollari. metropolitana come nonluogo sotterraneo del Credo che quegli artisti abbiano ben capito che waiting market. Lo specifico problema delle video- posizionandosi in un luogo di attesa hanno, oltre che comunicazioni nel metrò, invece, verrà affrontato nel raggiunto un pubblico più vasto, valorizzato il loro capitolo successivo. lavoro. Le stesse performance in altre situazioni otterrebbero probabilmente un risultato più modesto,
    • 25 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Il waiting market in quanto permettono di distrarsi e trascorrere il tempo più velocemente.1 I dentisti e gli studi medici sono stati tra i primi a L’attesa è un momento di inattività forzata in cui cercare una soluzione: si sono preoccupati di quali aumenta la sensibilità agli stimoli comunicativi, potessero essere i colori più rasserenanti per proprio perché li si percepisce come occasione di dipingere le loro sale di attesa, quale il sottofondo svago e distrazione. musicale migliore, quali riviste far trovare ai Eppure per lungo tempo la comunicazione non ha pazienti. interessato i luoghi dell’attesa. Basti pensare alle Un altro segmento del waiting market è l’ascensore. anonime sale d’aspetto delle stazioni o degli studi Per alcuni istanti siamo «costretti» all'inattività e medici, dove ha regnato per molto tempo l’assenza di subito cerchiamo un modo per passare il tempo: ci qualsiasi stimolo. Solo recentemente si è sviluppato specchiamo, leggiamo la targhetta dei dati tecnici, un certo interesse e una certa attenzione per i luoghi guardiamo l'ora, ecc. Negli Stati uniti, dove la cultura e i tempi dell’inattività forzata. Precisamente da dell'ascensore è più radicata e diffusa a causa della quando il marketing ha iniziato a considerarli come diversa tipologia degli edifici, il problema è stato un grande mercato potenziale. È stato individuato un riconosciuto, affrontato e parzialmente risolto nuovo target: “il mercato dell’attesa”. Gente in dotando gli ascensori di musica di sottofondo e di attesa, annoiata e quindi sensibile alle sollecitazioni, promozioni pubblicitarie.2 anche pubblicitarie. Tali sollecitazioni vanno oppor- tunamente inframmezzate da comunicazioni realmente interessanti o utili, per non far calare il 1. Brochure di Videoairport, 1998 livello di attenzione, ma vengono comunque gradite 2. Doviziani Luca e Marello Marco, 1992
    • 26 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana grandi schermi che, come delle affissioni animate, propongono ininterrottamente i loro palinsesti urbani. Uno degli esempi più noti a Milano è il megaschermo di Piazzale Loreto, anche se ormai è stato spento da qualche tempo. Più famosi sono gli schermi di Times square a New York, dove la proli- ferazione di insegne luminose, affissioni, display animati sembrano quasi voler ricordare l’incubo del grande fratello e fare allo stesso tempo una spetta- colare caricatura dell’invadenza dei messaggi pubblicitari. La metropolitana è un altro segmento del waiting market che ha in comune con quelli appena descritti il fatto di essere un “luogo praticato” ed un “incrocio di mobilità”, quindi un non luogo. Si moltiplicano i punti di transito e si sviluppa una fitta rete di mezzi di trasporto che sono anche spazi abitati. […] Il viaggio costruisce un rapporto fittizio fra sguardo e paesaggio […] lo spazio del viaggiatore sarà così I luoghi del waiting market sono anche quelli di largo l’archetipo del nonluogo.3 passaggio, le piazze e le grandi strade, dove l’attesa fig 2 - Times Square, New York è magari imposta solo da un semaforo o da una coda. fig 3 - Times Square e schermi In questi spazi hanno già trovato una certa diffusione 3. Marc Augé, 1992, pagg. 80-81 Fotografie dell’autore
    • 27 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 4 - Megaschermo della NBC fig 5 - Particolare dello schermo Fotografie dell’autore fig 6 - Piazza Cinque giornate, Milano fig 7 - Piazza S. Babila, Milano Fotografie di Tecnovision
    • 28 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 8 - Infoscreen Tower Stazione centrale di Monaco. fig 9 - Retro del maxischermo Fotografie dell’autore fig 10 - Programma sportivo fig 11 - News Fotografie dell’autore
    • 29 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un nonluogo Secondo la definizione di Marc Augé, la metropo- litana è uno dei nonluoghi più emblematici della nostra società, in quanto principale artefice della Non ci troviamo sempre a nostro agio sottoterra. Non “sovrabbondanza spaziale urbana”. Questa si è proprio il nostro habitat naturale, o un luogo dove esprime, l’abbiamo visto, in mutamenti di scala, ci fermiamo volentieri soprattutto alle nostre nella moltiplicazione dei riferimenti immaginifici e latitudini dove il freddo non è così insistente da farci immaginari e nelle spettacolari accelerazioni dei entrare con piacere in un più “confortevole” clima mezzi di trasporto. Essa comporta modificazioni sotterraneo. La metropolitana è quasi lo stereotipo di fisiche considerevoli: contrazioni urbane, trasferi- un luogo artificiale e naturalmente la fantascienza fig 12 - Alexanderplatz, Berlino Fotografia di Marco Pesaresi menti di popolazioni e moltiplicazione di ciò che (libri e film) ha spesso usato questo fattore per appro- definiamo «non luoghi», in opposizione alla nozione priarsi di questi spazi con le proprie storie lontane sociologica di luogo. […] I non luoghi sono tanto le anni luce da ambienti fatti da animali o da alberi. Ma installazioni necessarie per la circolazione accelerata nonostante questa connotazione non proprio delle persone e dei beni […] quanto i mezzi di accogliente che abbiamo nell’immaginario trasporto stessi.5 collettivo, quasi un milione sono le persone che La metropolitana è un nonluogo anche perché è uno usufruiscono giornalmente a Milano di questo spazio che non può definirsi né identitario, né complesso sistema di trasporto sotterraneo. La relazionale, né storico. Lo spazio del non luogo non metropolitana è, in realtà, molto più che un “male crea né identità singola, né relazione, ma solitudine e necessario”, è sempre di più un vero e proprio similitudine. simbolo delle città occidentali, un non-luogo sempre più familiare, ecologicamente corretto e, anche per il nostro immaginano, efficiente. 4 4. AA.VV. Subway 5. Ibidem, pag. 36
    • 30 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Esso non lascia spazio nemmeno alla storia, semmai la trasforma talora in elemento di spettacolo, il più delle volte in testi allusivi. L’attualità e l’urgenza del fig 13 - M1 Duomo, Milano momento vi regnano. I non luoghi si percorrono e Fotografia dell’autore dunque si misurano in unità di tempo. Gli itinerari Il carattere del metrò? Allo stesso non esistono senza orari, senza pannelli di arrivo e di tempo solitario e collettivo. Poiché tale è per chi l’utilizza tutti i partenza nei quali c’è sempre lo spazio per giorni, la definizione prosaica del menzionare eventuali ritardi.6 metrò: la collettività senza la festa e la solitudine senza l’isolamento. È inoltre significativo che Augé abbia scritto che i Marc Augé nonluoghi si definiscono anche attraverso le parole o indovina vagamente o si afferma più esplicitamente i testi che ci propongono; insomma attraverso le loro con ingiunzioni, consigli, commenti, […] modalità d’uso, che si esprimono a seconda dei casi «messaggi» trasmessi dagli innumerevoli supporti in modo prescrittivo («mettersi in fila sulla destra»), (cartelli, schermi, manifesti) che fanno parte proibitivo («vietato fumare») o informativo («state integrante del paesaggio contemporaneo. entrando nel Beaujolais») e che a volte ricorrono a […] tutte le interpellanze provenienti dalle nostre vie ideogrammi più o meno espliciti e codificati […] di comunicazione […] mirano simultaneamente, Così si organizzano condizioni di circolazione in indifferentemente, a ciascuno di noi («Grazie della spazi entro i quali si sa che gli individui interagi- vostra visita», «Buon viaggio», «Grazie per la vostra scono solo con dei testi, senza altri enunciatori che fiducia»); non importa chi di noi: esse fabbricano persone «morali» o istituzioni la cui presenza si «l’uomo medio», definito come utente del sistema. 6. Ibidem, pag. 95
    • 31 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un ambiente sotterraneo avventura e di scoperta. La caverna di Batman ricorda l’antica idea di un rifugio misterioso. Molte, insomma, sono anche le connotazioni positive del La metropolitana è un nonluogo che si distingue sotterraneo. Anche il suo carattere misterioso assume innanzitutto per il suo carattere sotterraneo. Ciò le per qualcuno una valenza positiva; per qualcun altro permette di svolgere un servizio che migliora la vita la metropolitana esprime la suggestione di un potere di superficie, riducendone il traffico e quindi l’inqui- magico che permette di apparire in ogni momento e namento. Ciononostante il «sottoterra» porta da in ogni luogo della città. Dino Buzzati scrisse sempre con sé diverse connotazioni negative, prima all’inaugurazione di quella di Milano: Fantasticando tra tutte la morte. Il «sotto» risponde a un archetipo di tunnel sepolti con dentro fulminei treni da Giulio che è molto evocativo in termini affettivi e simbolici: l'inferno, le tombe, il mistero, il buio, la notte. 7 Verne […] che avrebbero fatto di Milano la prima città della terra.9 La storia, d’altra parte, dimostra che il mondo Il «sotterraneo», tuttavia, costituisce a volte motivo ipogeo, un luogo ricco di misteri e favorevole al di inquietudini. Per alcune persone, questo ambiente culto, protetto e rassicurante al punto da essere abitato, è stato utilizzato in tutte le epoche.8 Lo testi- evoca fantasie in qualche modo spiacevoli, legate all'idea di oscurità, del chiuso, della difficoltà a moniano, per esempio, i templi dell’antico Egitto e muoversi per il fatto di essere circondati da una della Cina o il bisogno dell’uomo primitivo di costruzione di cui non è facile liberarsi. In questo rifugiarsi nelle caverne. senso, il «sotterraneo» si collega a fobie classiche, La letteratura del fantastico ci racconta di un sotto- quali la paura del buio o la claustrofobia.10 In effetti suolo magico, come il covo di Peter Pan o le dimore dei folletti. Giulio Verne ne parla come un luogo di 9. Dino Buzzati, dall’articolo Purosangue milanese, Cor- 7. Carmi Stefano, 1981, pag. 166 riere della Sera del 1-11-1964 10. Pozzi Margherita, 1998, pag. 129 8. Pozzi Margherita, 1998, pag. 4
    • 32 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana nelle costruzioni sotterranee regna la totale un certo disagio è in qualche modo inevitabile per gli uniformità del clima.11 spazi ipogei, a causa della perdita del contatto con la variazione della luce naturale, con il tempo La perdita del rapporto con la superficie riguarda atmosferico, con i rumori e persino gli odori della anche il tempo delle stagioni: mentre l’avvicendarsi superficie. L’ergonomia insegna proprio per questo dell’estate, dell’inverno, dell’autunno e della quanto sia importante la presenza di una finestra primavera è ben visibile in superficie per il mutamento del paesaggio, la sottocittà si sgrava correttamente dimensionata e posizionata. Nella dall’elemento spaziale così come si astrae dai vincoli metropolitana di Milano, invece, manca qualsiasi temporali: propone un paesaggio fissato nel “finestra”, lucernario o vetrata (come è invece momento della sua progettazione.12 Ciò comporta accaduto in qualche stazione di Londra, Monaco, Zurigo…) e per di più la luce artificiale è limitata a delle conseguenze che Gillo Dorfles ha sottolineato in un intervista: non c’è dubbio che nel paesaggio quella debolmente emessa da lampade fluorescenti, dell'ambiente costruito sotto la città, nel sottosuolo, che producono un’illuminazione asettica, fredda. la mancanza di quegli elementi naturali che abbiamo Altro problema intrinseco allo spazio ipogeo è quello relativo all’aria. Grazie agli impianti di condiziona- invece nel paesaggio sopra il livello del suolo, fa sì mento dell'aria si ottengono quasi tutte le prestazioni che l'attenzione sia rivolta molto di più a degli necessarie per il comfort ambientale interno alle elementi artificiali. Quindi tutta l'efficacia simbolica strutture ipogee. Forse uno dei pochi inconvenienti di dei segni della città o del luogo come tale finisce per ciò consiste che in questo modo si è completamente acquisire un'importanza molto maggiore di quanto estranei ai cambiamenti del clima presente in super- non sia negli spazi aperti. ficie: mentre sopra il suolo la natura e la qualità 11. Pozzi Margherita, 1998, pag. 127 dell'aria cambia nell'arco della giornata e dell'anno, 12. Carmi Stefano, 1981, pag. 120
    • 33 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana L’affissione L’immagine sotterranea di doppia ricorrenza: quella dei passeggeri e quella del flusso comunicativo. Si possono riconoscere anche delle differenze tra Tra i primi protagonisti del waiting market vi sono l’affissione sotterranea e quella di superficie. Marc state sicuramente le pubblicità dell’affissione. Si Augé, addirittura, ipotizza che ci si debba chiedere se vende il flusso dei passeggeri di una certa stazione, la la specificità delle immagini e degli annunci del posizione dei manifesti e la loro grandezza. Si vende, metrò non risulti dal loro carattere sotterraneo. In insomma, la visibilità degli annunci, calcolata effetti nelle campagne pubblicitarie create specifica- secondo precisi indici comparativi. mente per il metrò si possono riconoscere dei temi e La loro prima caratteristica è il carattere fisso delle delle forme comunicative privilegiate. immagini, contrapposto a quello in movimento degli Ma la peculiarità dell’immagine sotterranea non audiovisivi. Marc Augé, tuttavia, sostiene che tale sarebbe dovuta solamente ai suoi soggetti, ma anche differenza sia relativa nella misura in cui, se si può e soprattutto alle modalità di fruizione. L’immagine dire che nel metrò, al contrario che in televisione, è del metrò, come quella dei settimanali, è raramente lo spettatore a passare e l’immagine a restare, guardata in gruppo; è più frequentemente un bisogna però aggiungere che, con lo spettatore- fig 14 - Vecchi manifesti a Parigi rapporto singolo, fuggevole e vagamente vergo- viaggiatore che passa e ripassa, accade che i due tipi Fotografia di RATP gnoso, quello che s’instaura con essa, un rapporto d’immagini traggono senza dubbio una pari efficacia duplice, di connivenza torbida, che la pubblicità, dal loro carattere ricorrente. Si può pensare allora allorché propone delle immagini del corpo, pone che un audiovisivo in metropolitana abbia una sorta
    • 34 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana sotto il segno dell’estetica per scaricarsi del voyeu- rismo, quantunque queste immagini siano immedia- tamente ed intimamente sentite come un provocazione erotica. Di questo carattere provo- catore testimoniano i graffiti, le scritte, i disegni fig 15 - Declinazione del nome osceni che le commentano o completano, a volte Campari rabbiosamente.13 Manifesto pubblicitario di Bruno Munari per l’inaugurazione della metropoli- Per quanto l’antropologo francese si riferisse al tana di Milano. metrò parigino, non si può nascondere come le sue osservazioni siano perfettamente calzanti anche per Un altro manifesto d’autore significativo è la Decli- Milano, dove scritte e segni di vandalismo sono nazione del nome Campari, che Bruno Munari creò proliferati in maniera allarmante. Basti pensare allo per l’inaugurazione della metropolitana di Milano. scempio inferto ai marmi della linea gialla. Munari fu certamente uno dei primi fautori della Un’affissione significativa in proposito, è quella che comunicazione breve. Anzi, ne fu anche un teorico. ideò Italo Lupi, quando era art director di Domus. Quello che non si può dire con poche parole, non si Per promuovere la rivista concepì un gigantesco può dire neanche con molte, sosteneva. Non si può cruciverba proprio con l’intento di provocare la dimenticare, del resto, quella geniale opera di design reazione dei passanti: quasi tutti i manifesti furono che è la «sedia per sedute brevi». Anche perché la sua soggetti ad un completamento delle caselle vuote, idea è stata effettivamente ripresa nei nuovi vagoni molte volte con la soluzione corretta. Fu uno dei della metropolitana di Madrid. primi casi di pubblicità interattiva. La semplicità e la sinteticità tipiche dei suoi lavori, sono caratteristiche pregnanti anche del manifesto in 13. Marc Augé, 1986
    • 35 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana questione. La comunicazione breve, pensò Munari, era l’unica strada per ideare un prodotto comuni- cativo per un luogo come la metropolitana, dove i tempi d’attesa sono brevi. Pensò, allora, che solo un messaggio leggibile velocemente, magari di sfuggita, potesse essere adeguato alla situazione. Nel corso del tempo il linguaggio della cartelloni- fig 16 - Campagna Virgilio, 1999 stica si è evoluto e raffinato proprio secondo quella Fotografia dell’autore direzione preannunciata in qualche modo da Munari, quella appunto della comunicazione breve. La cartel- che popolano il nostro mondo e il nostro tempo di lonistica, non solo quella sotterranea, è diventata così trasferimento.14 consapevole e padrona delle forme della sinteticità, Non manca, tuttavia, qualche eccezione, in cui si della contrazione e della sintesi. cerca di dire più di quello che i tempi di lettura Fermare l’attenzione, cogliere lo sguardo di chi ha consentirebbero di leggere. La comunicazione risulta fretta e vuole tornare al più presto a casa propria o allora incompleta o interrotta. deve raggiungere il proprio posto di lavoro o di studio è una delle scommesse che i pubblicitari devono superare ogni giorno. Così vediamo messaggi sempre più strani, provocatori e sintetici 14. AA.VV. Subway
    • 36 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Distinzioni successiva. Anche in questo caso la promessa fu mantenuta, solo che questa volta la ragazza si presentava con le spalle al pubblico). Una prima distinzione dovrebbe essere operata tra […] Certamente il metrò non ha il monopolio di manifesti con periodicità regolare, che danno infor- queste immagini né di questi temi, esso non è l’unico mazioni sugli spettacoli […], manifesti di creazione luogo ove si diffonde se non proprio «una visione del molto più recente che tentano di lanciare un film e mondo», certamente un'immagine dell'individuo e cui l’esposizione è a volte originale, […] e manifesti della vita. Ma è altrettanto certo che, da un lato, che assicurano in modo più continuativo la promo- queste immagini trovano una forza particolare dal zione di un prodotto o di un marchio. Questi ultimi fatto di accompagnare ogni giorno sotto terra tutti possono giocare sia sulla familiarità della loro sigla e coloro il cui percorso li isola il tempo per passare da dei loro simboli […], sia su un rinnovamento della una forma di socialità ad un'altra e, dall'altro, che la loro immagine; inoltre possono anche giocare sul natura stessa di queste immagini (corpi lanciati e tempo, creare un’attesa, del tipo «la settimana desiderabili, certo, ma più ancora stati d'animo, prossima mi tolgo gli slip», per captare e trattenere appezzamenti, andature, sguardi) deve essere presa l’attenzione di uno spettatore che, contrariamente a in particolare considerazione in un'epoca il cui punto quello della televisione o del cinema, è un passante. debole è l'antropomorfismo con la sua incessante (N.d.C. Un paio di anni fa è apparsa, nel metrò, una creazione di Soggetti storici […], le cui immagini e pubblicità in cui una bella ragazza, in costume da il cui chiacchiericcio tendono a suggerire che la bagno a due pezzi, prometteva di togliersi il verità dell'essere è nel sembrare: qual è la forma del reggiseno la settimana seguente. E così fu: dopo una presidente, qual è lo stato dell'opinione o la salute settimana la pubblicità presentava la donna a seno dell'impresa? nudo. In quella stessa circostanza la ragazza prometteva di togliersi anche gli slip per la settimana
    • 37 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 17 - Campagna Beretta fig 18 - Campagna Abitare Fotografie dell’autore […] siamo oggi sempre più sensibili all’apparenza combinazione delle due) e allo stesso tempo una degli esseri e delle cose, la sola suscettibile a dare specie di conferma oggettiva della realtà del mondo senso: così diamo attenzione più al tono della voce che lo circonda e dei valori che vi si dispiegano che non al contenuto del discorso, alla determina- spettacolarmente: l'immagine continua a confermare l'immagine.15 zione dello sguardo più che a quella del pensiero, al look, al muscolo, alla «mandibola». Da questo punto di vista, ciascuno scopre nel metrò ciò che vi porta (la rivolta o la fascinazione e, più in generale, una sottile 15. Marc Augé, 1986, pag. 95
    • 38 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana L’impatto ambientale alla contemplazione – fruizione – assimilazione pubblica. Oltre che ad un’ovvia, ma non prioritaria sottolineatura dell’invadenza della pubblicità La grandezza, la gigantografia dell’immagine affissa nell’ambiente urbano, e nella nostra vita, ho voluto comporta inevitabilmente delle relazioni con il sottolineare in una sequenza, interna alla sequenza pubblico e con il paesaggio circostante. A volte in delle immagini, il carattere di serialità delle modo bizzarro, banale, curioso e spesso invadente. immagini odierne anche quando devono comunicare Lo hanno capito per primi i fotografi attenti al cambi- messaggi diversi, perché concepite e strutturate nello amento del paesaggio, come Luigi Ghirri. In questo stesso identico modo.17 dialogo fra figure mute e una realtà dinamica, le Fotografare la cartellonistica vuol dire, per Ghirri, immagini assumono un significato diverso e del tutto produrre un affresco dei nostri tempi. Se l’affresco nuovo; ciascuna di loro è in relazione con un era momento di identità personale e collettiva, pure momento del mondo fisico che stimola la visione e è questi trittici ripetuti ci danno una immagine testimone della sua storia e della sua presenza nel nostro tempo.16 personale e collettiva; ma se per l’affresco il momento della fruizione era un momento di attiva- Ghirri è stato il primo fotografo in Italia, e probabil- zione di coscienza, ri-conoscenza, il muro di mente anche al mondo, che ha voluto sottolineare sia immagini, letto e assimilato nella maggioranza dei nella dimensione, sia nella ripetitività il carattere casi dall’automobile, diventa come uno spezzone storicamente nuovo di immagini che si propongono cinematografico a velocità accelerata, ed i 16. Luigi Ghirri, Topographie-Iconographie, in fotogrammi, immagini indistinte e di fruizione total- Camera Austria n.7, 1982, pag. 30
    • 39 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 19 - Km 0,250 fig 20 - Km 0,250 Modena, 1973. Sequenze di Luigi Ghirri. mente passiva, disattivazione critica per pseudo- di fuga, dovute agli spazi limitati delle banchine, riconoscimenti.18 rendono le affissioni ancora più indiscrete e in In metropolitana, tuttavia, il «muro di immagini» è qualche modo sfacciate. letto dal passeggero ad una velocità rallentata Un altro fotografo, Marco Pesaresi, ci racconta con i rispetto a quella dell’automobilista, e ad una distanza suoi scatti la presenza insinuante della cartellonistica più ravvicinata. Si tratta anche in questo caso di una nelle metropolitane. Ne evidenzia le dimensioni fruizione passiva, forse ancora più sommessa, poiché quasi grottesche, perché prevaricanti su quelle degli l’assenza di un paesaggio di sfondo, amplifica il utenti e a volte persino dei treni. Ne coglie relazioni messaggio dei manifesti sino a farli sembrare e rimandi alla realtà circostante. Ci descrive la parti- strillati. Inoltre, le ridotte possibilità di movimento, o colarità della loro fruizione, così ravvicinata da essere quasi immersiva. Ci racconta anche i compor- 17. AA. VV., Luigi Ghirri, Parma 1979, Feltrinelli, tamenti degli spettatori, silenziosi e nervosi, curiosi pag. 70 18. AA. VV., Luigi Ghirri, Parma 1979, Feltrinelli, o distaccati, coinvolti o indifferenti. pag. 70
    • 40 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 21 - Montparnasse, Parigi fig 22 - Bethnal Green, Londra Fotografie di Marco Pesaresi fig 23 - Camden Town, Londra fig 24 - Porte de Clignacourt, Parigi Fotografie di Marco Pesaresi
    • 41 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 25 - Holborn, Londra fig 26 - Bank, Londra Fotografie di Marco Pesaresi
    • 42 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Forme di spettacolo metropolitano Una delle prime attività apparse nel mercato i passanti con la loro musica. Li si trova per lo più dell’attesa in metropolitana, (non considerando il negli spazi di passaggio o nei tunnel di collegamento, borseggio e l’accattonaggio), è quella della perfor- dove si moltiplicano le possibilità di offerte. mance musicale. Si tratta per lo più di musicisti I musicisti di professione hanno generalmente un clandestini che con il loro strumento passano da un regolare permesso. A volte sono chiamati e vagone all’altro. Marc Augé ha definito la loro coordinati dall’azienda dei trasporti: è questo il caso organizzato». prestazione come «mancia», poiché ogni esibizione che chiamerò «spettacolo si conclude con una richiesta esplicita di una mancia. Quest’ultimo si distingue subito per l’attrezzatura dei Non ci sono, però, solo musicisti improvvisati. Molti musicisti: mi è capitato di incontrare, nella metropo- lasciano intuire un certa esperienza amatoriale o litana di New York, un batterista o interi gruppi jazz. professionale. Marc Augé ha definito i loro servizi Manifesti, opuscoli o volantini sporadici testimo- come «servizi artistici» poiché non chiedono esplici- niano l’ufficialità dell’iniziativa. tamente una mancia, ma interpellano implicitamente
    • 43 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana La mancia A volte, però, il performer ricerca più la sensazio- nalità e l’impatto, anche a rischio di infastidire il pubblico. È questo il caso di uno stravagante sasso- La mancia partecipa del dono imposto: profittando fonista che si aggirava nella metropolitana di New dello spazio chiuso del vagone, il cantante o il York con un sassofono rotto. Gridava «Terrestri! musicista dispone di circa tre minuti per il suo colpo Vengo dal pianeta Xenon. Il mio sassofono è stato di forza e di seduzione. Perec aveva notato che distrutto da tre assalitori e mi serve il vostro aiuto! l'intervallo di tempo medio fra due stazioni è di un Suonerò finché non mi pagate!». E così faceva: minuto e mezzo circa e che la lettura nel metrò produceva rumori assordanti con il proprio doveva organizzarsi in funzione di questo ritmo. È strumento sfasciato. Mentre andava in giro per i ancora più vero per le canzoni di pezzi per chitarra vagoni, con delle antenne in plastica da marziano che che i loro interpreti hanno tutto l'interesse ad eseguire gli penzolavano dalla testa, i passeggeri gli cedevano nell’intervallo massimo di tre stazioni se non qualche moneta. vogliono perdere il loro uditorio; essi hanno dunque Forse anche questa è una delle ragioni per cui un po’ in media tre minuti, anche se lavorano in due, con il ovunque avvisi ufficiali invitano il pubblico a non secondo che fa la questua già quando il primo suona incoraggiare queste attività, a dire il vero per lo più o canta ancora, per imporre con il loro talento l’idea invano. Nessuno ormai si meraviglia più oggigiorno, di un necessario contro-dono; è ben vero che il anche se l'intrusione di due giovani con la chitarra talento fa spesso la differenza: i passeggeri si nel vagone, dove ognuno pensa ai fatti propri, ha sottraggono più difficilmente al sentimento della come effetto di rinchiudere un po' più visibilmente i reciprocità allorché sono stati sensibili alla bellezza della voce o alla maestria di uno strumentista.19 solitari nella loro assenza risoluta dal mondo circo- stante. E ciò sia nel caso che non abbiano i soldi, sia nel caso che apprezzino esclusivamente del metrò la 19. Marc Augé, 1986, pag. 73
    • 44 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana sensazione di una intimità con se stessi, animale e monica o di violino, che sanno dosare con grande riposante, che non hanno il tempo di gustare altrove tempismo pezzi famosi ed orecchiabili. A volte lo e che ogni contatto esterno riesce arbitrariamente a straniero che ci chiede la mancia, sfoggia strumenti e dissipare.20 motivi tipici del proprio paese di origine, come fanno Nella metropolitana di Milano stanno diffondendosi i Peruviani. Un po’ più sofisticati e pretenziosi, per i suonatori di flauto, strumento di semplice utilizzo, quello che può essere l’acustica di un vagone, sono i molto economico e veloce da nascondere. Uno chitarristi. I più agguerriti sono quelli armati come strumento, insomma, alla portata degli accattoni che «Ghostbusters» di amplificatori portatili. Non per una “facile promozione” sono disposti ad mancano i fenomeni, seppur rari, che riescono a improvvisare i più vari motivi. Lasciano immaginare suonare contemporaneamente una fisarmonica allac- una certa esperienza, invece, i suonatori di fisar- ciata alla bocca, la chitarra appesa al collo e qualcos’altro comandato col piede. 20. Marc Augé, 1986, pag. 74
    • 45 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 27 - Un cantautore, Milano fig 28 - Un violinista, Milano Fotografie dell’autore fig 29 - Un artista, Madrid fig 30 - Un mimo, Parigi Fotografie di Marco Pesaresi
    • 46 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 31 - Violinista, Milano fig 32 - Fisarmonicìsta, Milano Fotografie dell’autore fig 33 - Due clwon, Città del Messico Fotografia di Marco Pesaresi
    • 47 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana I servizi artistici Per la maggior parte delle metropolitane le esibizioni sono state a lungo bandite. Molti sono stati i segnali La prestazione di servizi artistici può essere distinta e gli avvisi di divieto, che gli addetti alla sicurezza e da quella della mancia: a partire da un punto fisso alla sorveglianza provvedevano a far rispettare allon- essa si indirizza ai passanti, non ai passeggeri, e non tanando o multando i trasgressori. impone alcuna relazione duale, non sottolinea il Nonostante tutto i più ostinati proseguivano ininter- legame necessario fra dono e contro-dono. A rottamente nella propria attività. La loro resistenza e giudicare dalla qualità di certi strumentisti, in parti- la bravura di alcuni hanno portato col tempo a ricon- colare classici, nei corridori del metrò, ci si rende siderarne il ruolo. Il gradimento del pubblico, infatti, conto che numerosi giovani professionisti vengono ha convinto alcune amministrazioni ad essere più qui ad esercitarsi - cosa che sarebbe indubbiamente tolleranti. Sono state pensate norme per consentire più difficile a casa loro dove tra l'altro non guadagne- uno spettacolo controllato: sono nati così permessi e rebbero del denaro. Poiché ne guadagnano. Le cose licenze per gli artisti del sotterraneo. stanno in modo che quegli che non mostrano di La cultura del servizio è nel frattempo cresciuta, chiederli ne guadagnano di più. È la giusta ricom- facendo intravedere l’opportunità di aumentare la pensa ad un autentico talento che qualcuno riconosce soddisfazione dei passeggeri. La situazione si è così e che molti indovinano; dono gratuito anche, dono ribaltata: alcune amministrazioni hanno organizzato della felicità e del momento […], dono molto vicino manifestazioni di spettacoli metropolitani, invitando all'elemosina così come questa viene analizzata da fig 34 - Chitarrista con fisarmo- quegli stessi artisti che anni prima avevano cacciato. Mauss - dono a Dio più che solidarietà fra gli nica, Milano Indicativo è il caso di TTC, di Toronto. Nel luglio del uomini? 21 Fotografia dell’autore 1979 avviò un programma sperimentale di conces- sione dei permessi. Dopo sei mesi fece un’indagine di gradimento, scoprendo che più del settantaquattro 21. Marc Augé, 1986, pag. 75
    • 48 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana per cento degli intervistati era favorevole alla interesse alla concessione di permessi per gli artisti. presenza dei performer. Perciò, nell’Agosto del Nella metropolitana di Madrid sembrano essere 1980, il Subway Musicians' Programme fu approvato tollerati persino i mangiafuoco e le gitane che ufficialmente, prevedendone un rinnovamento da predicono il futuro. Nella metropolitana di Milano il servizio artistico più decidere annualmente nell’interesse degli utenti. Il programma non è stato solo rinnovato di anno in frequente è quello prestato con chitarra e amplifi- anno, ma anche potenziato: nel 1979 cinquanta artisti catore. I più attrezzati cantano con un microfono e leggono gli spartiti da un leggio pieghevole. Se parteciparono alle audizioni, nel 1997 più di duecen- l’acustica delle stazioni e dei corridoi permette di tocinquanta. La maggior parte di questi suonavano moltiplicare i rumori e difficilmente comprenderne una chitarra. C’erano anche violini, violoncelli, flauti l’origini… non c’è dubbio che possano anche cinesi, sassofoni, mandolini e banjo. Diversi artisti fungere da perfetto amplificatore per la musica erano anche cantautori. suonata.22 Luoghi privilegiati sono le stazioni di Il permesso autorizza a suonare per quattro giorni consecutivi in ognuna delle trentotto stazioni scambio, (Duomo, Centrale, Loreto, Cadorna), per i selezionate. La concessione è rilasciata ogni anno gli spazi di passaggio più estesi, o comunque perché tramite le audizioni, che selezionano settantacinque più frequentate. I tunnel più ambiti sono quelli più performer. I criteri di scelta sono tre: presenza fisica, lunghi, perché la musica ha più tempo per convincere talento musicale, capacità di intrattenere. il passante frettoloso a donare qualche spicciolo. Anche New York, Parigi, Londra e molte altre metro- politane, grandi e piccole, hanno già dimostrato 22. Davide Pedrizzetti, 1997, pag.45 fig 35 - Chitarrista, Parigi Fotografia di Marco Pesaresi
    • 49 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Lo spettacolo organizzato Diverse altre metropolitane, grandi e piccole, hanno organizzato e stanno organizzando festival e rassegne. Anche i mezzanini della metropolitana di Nel film Underground di Kusturica, una banda di Milano hanno ospitato in passato esibizioni musicali. ottoni suona in metropolitana le musiche di Goram In ogni caso si tratta di manifestazioni limitate nel Bregovic. Un’immagine poetica lontana dalla realtà? tempo ad occasioni o ricorrenze particolari: una Assolutamente no: ogni mese l’orchestra della SL manifestazione continuativa sarebbe troppo costosa. (metrò di Stoccolma) si esibisce all’ingresso della Lo spettacolo organizzato, infatti, è offerto gratuita- stazione centrale. È un’immagine molto rappresen- mente al pubblico. Perciò è frequente e necessaria la tativo di quello che chiamerei «spettacolo fig 36 - Festa nel metrò di Belo presenza di uno sponsor. organizzato» in metropolitana. Horizonte, Brasile Fotografia di CBTU Lo spettacolo organizzato conosce anche forme Il caso di Stoccolma, comunque, è tutt’altro che diverse dall’esibizione dal vivo: repliche o dirette isolato. Al momento della stesura di queste righe, dalle radio e dai circuiti di musica filodiffusa. Questa infatti, è in corso il programma En avant la musique, è, anzi, una delle forme più diffuse nelle metropo- alla stazione Auber della metropolitana di Parigi. Da litane di tutto il mondo. Certo, ci sono anche i paesi poco è terminato un festival di musica Jazz nella come la Germania che non ammettono altro che un metropolitana di New York City. La AIT sta pianifi- rigoroso silenzio. Ci sono però anche quelli come la cando per le vacanze di Natale uno special perfor- Spagna che sembrano non poter vivere senza la mance program, non solo di musica dal vivo, ma musica: diffusa non solo nelle metropolitane ma anche di altre forme di espressione artistica. anche nelle ferrovie. MARTA, TCL e la metropolitana di SaoPaolo stanno pensando anche alle altre festività.
    • 50 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 37 - “En avant la musique” Manifesto di promozione dell’iniziativa. fig 38 - Programme “En avant la musique” Calendario della manifestazione Fotografie di Fabrizio L’Abbate.
    • 51 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Arte e decorazioni Anche esibizioni, mostre e iniziative legate al mondo dell’arte, hanno trovato spazio negli ambienti della metropolitana. Sarebbe molto affascinante scoprire come le ricchezze culturali di ogni nazione abbiano trovato forme espressive consone o addirittura nate per lo spazio della metropolitana, ma ciò andrebbe fig 39 - Poems in motion Fotografia di Fabrizio L’Abbate. ben oltre gli scopi del mio lavoro. Mi vorrei sempli- cemente limitare a far presente come anche l’arte sia una forma di comunicazione per l’attesa in metropo- litana. paesi, testimoniando ancora una volta la necessità di Un esempio per tutti: Poems in motion della metro- una comunicazione breve. politana di Stoccarda. Due volte all’anno la SSB L’arte in metropolitana, tuttavia, non è solo quella affigge dei poster con poesie, di poeti più o meno delle manifestazioni occasionali e sporadiche, ma è noti, all’interno dei vagoni della metropolitana o anche quella più duratura, se non fissa, che arric- degli autobus. Iniziative analoghe, come il Concours chisce le banchine con decorazioni, mosaici, graffiti, poésie Laureat a Parigi, si presentano in diversi altri bassorilievi, sculture, pitture… Non è, del resto, anche l’architettura stessa delle stazioni una forma d’arte?
    • 52 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana costringevano i figli a lavarsi le mani prima di L’arte durevole nel metrò è uno strumento di affer- entrarvi per non sporcare i treni. Le stazioni gareg- mazione del genius loci di una certa città e di una giavano in magnificenza, esibendo il meglio e il certa zona, ed è sovente un richiamo alla realtà sopra- peggio dell'arte sovietica. La stazione Mayako- stante, come la famosa stazione del Louvre. La carat- vskaya, completata nel 1938, ha una sala centrale terizzazione delle stazioni comporta inevitabilmente sorretta da bellissime colonne in acciaio e marmo anche una loro differenziazione. Ciò rende gli rosso che si innalzano fino ad un soffitto coperto di ambienti, oltre che piacevolmente fruibili, ricono- mosaici del socialismo reale. Nella stazione scibili con una certa immediatezza. A Parigi, a Mosca e in altre grandi città, le metropo- Ploshchad Revolyutsii gli archi del corridoio sono litane presentano, ognuna a suo modo, strutture ed sorretti da vigorose sculture di soldati dell'Armata elementi unici, non ripetuti in modo standardizzato Rossa. La stazione Kropotkinskaya ha una galleria (come invece è avvenuto a Milano, dove nella realiz- superiore e una piattaforma con colonne. zazione delle linee della metropolitana si è cercato di Per il visitatore, la metropolitana è di per se un'attra- rendere gli spazi uniformi e ricorrenti in ogni parti- zione. Dopo cinquant'anni di costruzione, percorrere colare e dettaglio) e con dettagli studiati ad hoc, così queste stazioni è come sfogliare una storia dei codici da aiutare gli utenti a capire istantaneamente dove si estetici sovietici, dal classicismo stalinista alla trovano in quel momento. 23 sobrietà pesante e indecisa dell'epoca brezhne- viana.24 A Mosca, infatti, le stazioni erano progettate in modo che ogni lavoratore potesse sentirsi uno zar mentre Anche a Città del Messico molte stazioni sono percorreva i tunnel e aspettava ai binari. Una barzel- decorate con pitture murali. Nella stazione di Insur- letta molto diffusa diceva che le mamme russe gencia, Rafael Cauduro ha dipinto scene realiste 24. Manuel Vázquez Montalbán, in Marco Pesaresi, 23. Carmi Stefano, 1981, pag. 70 1998, pag. 70
    • 53 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana tratte dalle metropolitane di Parigi e Londra. Nella (recentemente è stata inaugurata la quattordicesima stazione di Copilco, il tema è la Gioconda. Le linea) e la stratificazione delle diverse architetture, popolazioni indigene sono l'argomento dei dipinti arredi, stili, materiali, finiture. Il metrò di Milano, della fermata di Tacubaya. Per placare gli dei che invece, ha poco più di un quarto di secolo. Le due forse si sono opposti alla presenza della metropo- città stesse, inoltre, sono sensibilmente diverse. litana la stazione di Zocalo è diventata un museo Mi è sembrato più appropriato un confronto con messicana.25 virtuale con fotografie della storia Monaco, dove la costruzione della metropolitana ha A Stoccolma la non finitura degli scavi ha reso le avuto inizio negli stessi anni di quella di Milano, stazioni grotte uniche ed originali. Si potrebbero fare raggiungendo in entrambe le città un’ottantina di molti altri esempi ancora. Quello più autorevole stazioni per più di settanta chilometri. La capitale potrebbe essere Parigi, ma un suo confronto con della Baviera, poi, è il cuore economico della Milano sarebbe alquanto azzardato, in quanto un Germania un po’ come lo è Milano per l’Italia. Le secolo di storia ne spiega la meticolosa capillarità due città, infine, sono paragonabili per numero di abitanti e dimensioni territoriali. 25. Vicente Leñero, in M. Pesaresi, 1998, pag. 92
    • 54 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un caso significativo: Monaco “l’uomo è la misura per tutte le cose”, è anche la linea direttiva nel caso delle stazioni del metrò: il centro dell’attenzione del progetto è costituito dai Da luogo concepito in un'ottica esclusivamente passeggeri, cioè gli utilizzatori di un servizio di funzionalista, le linee metropolitane, che sono trasporto pubblico. I passeggeri non devono l'infrastruttura sotterranea principale nelle grandi solamente raggiungere la propria destinazione città, oggi sono diventate spazi abitati per eccellenza velocemente, con sicurezza e comfort, ma devono in cui la funzionalità, pur essendo sempre impor- anche vivere positivamente l’esperienza dell’attesa tante, non rappresenta più l'unico elemento caratte- fig 40 - Stazione Westfriedhof Fotografia di Robert Schwandl 26 nelle stazioni. L’uso di elementi artistici o decorativi rizzante della struttura. Monaco ben rappresenta può aiutare a rendere l’attesa piacevole, cosa che questa tendenza: il design funzionalista delle prime generalmente non si associa agli spazi sotterranei stazioni, pensate per le Olimpiadi del 1972, ha illuminati solo da luce artificiale. Ciò suggerisce già ceduto presto il posto ad un’architettura moderna ed come non debba essere una stazione della metropo- innovativa. Hans-Jochen Vogel, ex sindaco della litana: oppressiva, deprimente, aggressiva o provo- città bavarese, fece valere la convinzione che l’archi- catoria. Il design e l’arte delle stazioni devono tettura delle stazioni della metropolitana fosse suscitare un’atmosfera positiva in quanto i importante almeno quanto quella degli edifici di passeggeri sono obbligati a viverla tutti i giorni. […] superficie. Le decorazioni storiche-artistiche e le rappresenta- Significative sono in proposito le parole di un fig 41 - Stazione Dülferstraße zioni di carattere locale sono nell’architettura i punti Fotografia di Stefan Müller-Naumann consigliere comunale per la pianificazione del metrò, di relazione a cui si possono riferire i passeggeri. Le Rolf Schirmer: in apparenza ovvio, ma l’ancora costruzioni e gli eventi nelle immediate vicinanze di ambizioso principio filosofico di duemila anni fa, una stazione – per esempio musei e gallerie d’arte – offrono preziosi spunti di design, come nel caso della 26. Pozzi Margherita, 1998, pag. 23
    • 55 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 42 - Karlsplatz Pannelli decorativi di Volker Sander: rappresentano mezzi di trasporto del passato. fig 43 - Klinikum Großhadern Fotografie di Stefan Müller-Naumann stazione Königsplatz, dove un vuoto determinato da oltre che la funzionalità. Quello che vorrei sottoli- requisiti tecnici è stato trasformato in uno spazio neare, però, è che le sue stazioni sono un esempio espositivo.27 lampante di come l’impatto visivo delle decorazioni In effetti le stazioni della metropolitana di Monaco aiuti l’utente nell’orientamento e nell’identificazione fanno capire immediatamente come nella loro in un “genius loci microlocale”. Ciò non ha progettazione siano state considerate con grande comunque compromesso l’efficacia di un indispen- attenzione l’abitabilità e il benessere dei passeggeri, sabile filo conduttore comune per tutte le stazioni: quello della grafica coordinata, espressa innanzitutto 27. traduzione da Christoph Hackelsberger, 1997, da una chiara segnaletica. pag. 11
    • 56 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 44 - St. Quirin Platz La grande copertura vetrata illumina la banchina con luce naturale fig 45 - Mangfallplatz M1 San Babila, opera di Paola di Bello Fotografie dell’autore fig 46 - Wetternsteinplatz I colori differenti per i muri delle due banchine permettono di riconoscerne immediatamente la direzione Fotografia dell’autore fig 47 - Großhadern Murali di Johannes Klinger Fotografia di Stefan Müller-Naumann
    • 57 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 48 - Hasenbergl Banchina con volta riflettente fig 49 - Klinikum Großhadern murale di Eckard Hauser Fotografie di Stefan Müller-Naumann fig 50 - Brudermühlstraße fig 51 - Machtlfingerstraße Opera di Rupprecht Geiger Fotografie di Stefan Müller-Naumann
    • 58 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 52 - CandidPlatz, banchina direzione Mangfallplatz fig 53 - CandidPlatz, banchina opposta Fotografie dell’autore fig 54 - Max Weber Platz Modello di uno dei primi tram a cavallo fig 55 - Pilastro decorato Riproduzioni di vecchi giornali di Monaco, opera di Volker Sander e Her- mann Wilhelm Fotografie di Stefan Müller-Naumann
    • 59 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 56 - Feldmoching Fotografie storiche del villaggio “Feld- moching” interrompono la semprepre- sente banda col nome della stazione. Fotografia di Stefan Müller-Naumann fig 57 - Theresienwiese Stazione del parco usato per l’Oktober- fest: le decorazioni richiamano una tipica birreria di Monaco. Fotografia dell’autore fig 58 - Interno di un vagone Si noti il posizionamento della mappa sul soffitto. fig 59 - Particolare della mappa Fotografie dell’autore
    • 60 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 60 - Thalkirchen Decorazioni di Ricarda Dietz fig 61 - Particolare dei murales Fotografie di Stefan Müller-Naumann fig 62 - Haderner Stern Decorazioni murali con blocchi di vetro modulati da cornici metalliche colorate. fig 63 - Dettaglio del mosaico Opera di Ricarda Dietz Fotografie di Stefan Müller-Naumann
    • 61 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 64 - Rilievi di Waki Zöllner Stazione Olimpiazentrum fig 65 - Feldmoching Fotografie di Stefan Müller-Naumann fig 66 - Forstenrieder Allee Schizzi di Helmut Pfeuffer fig 67 - Messegelände Decorazioni di Volker Sander Fotografie di Stefan Müller-Naumann
    • 62 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Le stazioni di Milano delle stazioni, le quali si distinguono solamente attra- verso la segnaletica e la parola scritta, unici elementi che permettano di individuare il luogo in cui ci si La rivista Domus del Maggio 1966 definì quel nuovo trova.28 paesaggio sotterraneo milanese che è la metropo- Mentre a Monaco agli architetti è stata affidata la litana come il più esteso «disegno» cittadino, il più progettazione di intere stazioni, a Milano gli sono grande ambiente milanese concepito con unità. […] state lasciate limitate possibilità di intervento. Nella La prima volta che il design compare a Milano in un loro relazione tecnica, infatti, i progettisti (Franco servizio pubblico in modo così unitario e completo. Albini e Franca Helg) scrissero: il lavoro di finitura La segnaletica disegnata da Bob Noorda è diventata delle stazioni MM si è svolto su di una struttura già un punto di riferimento indiscutibile. realizzata e con limitatissime possibilità d'intervento Se si guarda l’esempio di Monaco, però, ci si accorge sul piano distributivo per quanto riguarda sia i immediatamente che qualcosa è mancato a Milano. percorsi del pubblico, sia il ridimensionamento degli La linea 1, progettata e realizzata negli anni sessanta ambienti. […] I plafoni e la parte superiore delle con criteri diversi da quelli attualmente accettati, che pareti delle banchine e dei mezzanini sono stati facevano riferimento ad una impostazione concet- rivestiti con vernice plastica vinilica di colore tuale che privilegiava un'ottica funzionalista […] I marrone scuro e verde scuro. […] Il colore scuro soffitti delle stazioni sono bassi, l'illuminazione è rende meno evidenti le irregolarità di superficie delle piuttosto ridotta, i materiali e gli elementi strutturali strutture in calcestruzzo. sono uguali in tutte le stazioni, i contatti con l'esterno La ripetitività e l’uniformità delle stazioni, invece, sono ridotti al minimo. Questa realtà del sottosuolo è sono state ricercate volutamente, come riporta la ben diversa dalla realtà di superficie. Tutto questo è stato realizzato volutamente, con il preciso scopo di arrivare a una totale omologazione 28. Pozzi Margherita, 1998, pag. 26
    • 63 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 68 - Duomo, Linea 1 fig 69 - Piola, Linea 2 Fotografie dell’autore stessa relazione: i criteri conduttori del lavoro si sono Le linee 1 e 2 sono identiche nei materiali, basati su di una ricerca di uniformazione dei nell’organizzazione degli spazi e nei dettagli […] materiali, scelti a seconda delle esigenze delle Tutte le stazioni sono caratterizzate da una forte singole parti e conformi al concetto di serie e ripeti- uniformità nell’organizzazione delle finiture. […] bilità. Le soluzioni di dettaglio studiate per una differiscono solo per il colore dei corrimano […] stazione campione sono state ripetute in tutte le altre delle transenne […] e della fascia continua di lamiera e adattate nei casi anomali, comunque comuni a verniciata, posta in alto lungo i muri perimetrali del piano mezzanino e di quello delle banchine.29 piccoli gruppi di stazioni. Questo è stato l’approccio al progetto anche per la linea 2, che moltiplica la ripetitività della linea 1. 29. Pozzi Margherita, 1998, pag. 165
    • 64 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 70 - Rogoredo, Linea 3 fig 71 - Direzione Zara Fotografie dell’autore Occorre rivolgere principalmente la propria atten- Con la linea 3, invece, si è cercato di conferire zione alle «parole scritte», perché esse, in assenza di all’ambiente una maggiore luminosità, sicurezza ed efficienza. L’accoppiamento del giallo dei controsof- altre diversificazione formali nel paesaggio sotter- fitti, il rosso delle doghe e il bianco dei pavimenti, raneo, rappresentano l'unico veicolo di informa- produce una sensazione “solare”, riduce l’oppres- zione. […] non compaiono mai elementi formali che sione che spesso ci accompagna quando si scende in caratterizzino l'ambiente in modo da renderlo ambienti sotterranei non sufficientemente illuminati «unico», non ripetuto e inconfondibile nell'intera rete colorati.30 metropolitana.31 e giustamente Anche per la linea 3, tuttavia, la maggior parte dei Eppure a Milano non mancano di certo gli spunti per dettagli sono ripetuti ed identici per tutte le stazioni. un riferimento alla superficie, e nemmeno i talenti Non è possibile, perciò, riconoscere immediatamente per realizzarli. Non si è realizzato neanche il una stazione dall’altra, se non leggendo le insegne. desiderio di Piero Bottoni che rivolse al sindaco di 30. AA.VV., 1995, pag. 179 31. Carmi Stefano, 1981, pag. 72
    • 65 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 72 - Loreto, Linea 2 fig 73 - San Babila, Linea 1 Fotografie dell’autore Milano, per l’inaugurazione della metropolitana, una dai negozi, e non dalla cultura (oltre duecento lettera che invitava a fare dello spazio sotterraneo un esercizi commerciali distribuiti in 340.000 metri centro di cultura: Musei, gallerie, triennali e quadrati). Allo stesso modo l’affissione pubblicitaria Biennali, magnifici, aristocratici strumenti di cultura, e le scritte delle bombolette spray, sono divenuti gli inestimabili eppure, per certi aspetti superati; unici elementi decorativi delle stazioni, definite da potrebbero essere integrati dalla metropolitana Alessandro Mendini in un’intervista “assolutamente milanese, nuovo strumento di cultura. Ecco la desti- e solo funzionali, luoghi e spazi asettici”. nazione degli spazi disponibili nel sottosuolo della Nonostante siano mancate decorazioni e interventi metropolitana: dieci chilometri di esposizioni, di permanenti, non si può dimenticare, che la metropo- librerie, di immagini, di scritti opportunamente litana di Milano ha ospitato recentemente una delle dosati su tutti i temi della cultura contemporanea. più interessanti iniziative culturali: «Subway. Arte, Sfortunatamente ciò non si è minimamente avverato, fumetto, letteratura e teatro negli spazi della metro- nonostante il fatto che al nostro paese non manchino politana, del passante e delle stazioni ferroviarie». sicuramente gli artisti. Quegli spazi furono occupati
    • 66 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 74 - Duomo, Linea 1 fig 75 - Cairoli, Linea 1 Fotografie dell’autore fig 76 - Rogoredo, Linea 3 fig 77 - Loreto, Linea 2 Fotografie dell’autore
    • 67 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 78 - Centrale, Linea 2 fig 79 - Centrale, Linea 2 Fotografie dell’autore fig 80 - Centrale, Linea 2 fig 81 - Loreto, Linea 2 Fotografia dell’autore
    • 68 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 82 - Manifesto di Subway Subway gonisti della cultura della nostra società. Subway vuole da un lato far incontrare un pubblico generico, indifferenziato, con delle manifestazioni culturali, e Ecco come fu presentata l’iniziativa da parte degli dall’altro riportare nella realtà le nuove produzioni stessi organizzatori: Subway è quindi un’invasione culturali, catapultandole proprio in mezzo alla gente degli spazi sotterranei della città con arte, fumetto, a cui sono dirette nel tentativo di rimettere in contatto letteratura e con degli eventi teatrali. Più di trenta pubblico e operatori. stazioni della metropolitana, il nuovo passante ferro- Subway è una piazza non virtuale […] ma reale e viario, le stazioni dei treni e qualche luogo (sempre concreta, ramificata e multiforme, per stabilire pubblico) adiacente alle uscite del sistema di comunicazione tra le persone. trasporto milanese sono diventati altrettanti palco- scenici dove dare spazio a centinaia di autori e prota-
    • 69 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 83 - Rena bianca M1 Loreto, opera di Sara Rossi Fotografia di Antonio Maniscalco È per questo che nasce con diverse discipline, con partendo dai loro stessi interessi e dalle loro diverse attitudini, con diverse idee e concezioni alle conoscenze, in modo amichevole e senza noia o spalle. È per questo che vive nei mezzi di trasporto e pretenziosità, ma, così come è sempre stato, come si alimenta di cultura giovanile e di tradizioni una parte imprescindibile della nostra vita. Cultura antiche.32 non più distante e decisa da altri, ma partecipata e In Subway ambiti e provenienze differenti, e a volte coinvolta, senza per questo diventare piatta e super- ficiale.33 distanti, come arte, fumetto, letteratura e teatro si mescolano e si alternano. Questo è un modo per diffondere cultura e espressività tra i giovani, 32. Roberto Pinto, in AA.VV., 1998, pag. 8 33. Sergio Scalpelli, in AA.VV., 1998, pag. 6
    • 70 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 84 - Dalla città delle fabbriche alla città del lavoro M1 Sesto San Giovanni, opera di Pasquale Campanella, Samuele Lova- glio, Stefano Nuvolosi, Francesco Rosati, Maria Tassone fig 85 - Senza titolo M1 San Babila, opera di Paola di Bello Fotografie di Antonio Maniscalco fig 86 - Sub-Subway M3 Missori, opera di Deborah Ligorio fig 87 - Passaggi dal sottoterra M1 Palestro, opera di Cesare Viel Fotografie di Antonio Maniscalco
    • 71 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Arti visive Gli artisti si sono confrontati con un luogo di transito, in cui difficilmente ci troviamo a nostro agio e in cui difficilmente si riesce a cogliere l’attenzione di persone sempre più in corsa e sempre più indifferenti ai tanti stimoli visivi a cui vengono sottoposte. Allo stesso tempo Subway vuole mettere a rischio anche le aspettative delle persone che, quando si parla di arte non riescono a distanziare il loro pensiero dalla nostra grande tradizione fatta di quadri e di sculture “che sembrano veri” o che hanno “dei fig 88 - Dai sorridigli! M1 Cairoli, opera di Salvatore Falci. colori così belli”. Fotografia di Antonio Maniscalco […] Fotografie e disegni, oggetti e installazioni sonore, video e scritte sparse, che compaiono dietro un culturale. […] ma credo che questi limiti siano serviti angolo o una colonna, o che spuntano anche per ulteriori riflessioni e soprattutto per porsi all’improvviso, non si sa come, dal pavimento, messi come obiettivo di ricominciare a comunicare con le lì come se fossero oggetti dimenticati. […] Gli artisti persone nei luoghi dove le persone vivono.34 si sono trovati quindi in una situazione difficile anche per le tante (ed evidenti) limitazioni di questo luogo costruito per essere funzionale al suo obiettivo di trasportare persone e non essere un luogo sociale e 34. Roberto Pinto, in AA.VV., 1998, pag. 12
    • 72 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Fumetto Gli autori, solo alcuni di questo variegato mondo, espongono le loro opere sotto le stazioni della metro- politana milanese, senza filtri editoriali e commer- ciali, mostrando la loro realtà creativa e comunicativa. […] Le loro storie, suddivise in vignette e riprodotte in grande formato, sono distri- buite in percorsi casuali nei sottopassaggi della metropolitana, raccontando sensazioni e situazioni ambientate in questi luoghi o, se vogliamo, “nonluoghi”, relegati esclusivamente al “passaggio”, spesso per noi il più veloce possibile, tra un impegno e l’altro della nostra vita. […] fumettisti ed illustratori che hanno ideato narra- fig 89 - Sottopasso M2 Centrale, opera di Paolo zioni visive ambientate o ispirate nella metropolitana Casabianca. Fotografia di Antonio Maniscalco che verranno riprodotte in grande formato per singole vignette e applicate in sequenza nei passaggi della Stazione Centrale. Luoghi, per l’appunto, solo adibiti al passaggio, spesso forzato e mai vissuto dove i passanti transitano frettolosamente tendenti ad ficie disponibile con la loro segnica occulta al impegnarli il meno possibile. Una via di mezzo tra il pubblico.35 predominio incontrastato dei pannelli pubblicitari e i graffiti generazionali che colonizzano ogni super- 35. Marco Teatro, in AA.VV., 1998, pag. 52
    • 73 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Letteratura Nell’inferno sotterraneo vagano due tipi di anime. Coloro che leggono e coloro che non leggono. I non- lettori passano uno sguardo distratto sui manifesti pubblicitari, e uno sguardo più attento sulle mappe che indicano i percorsi dei treni e i pannelli luminosi con l’indicazione dei minuti d’attesa. Gli altri leggono giornali, riviste, libri, documenti d’ufficio eccetera. Per confortare i primi – i non-lettori – nei sotterranei della metropolitana sono state disseminate frasi che mettono in guardia dai pericoli della lettura, e offrono ammonimenti sull’inutilità di questa pratica. Per i secondi – le “anime leggenti” – sono stati fig 90 - A mosca cieca Libretto di Roberto Barbolini allestiti numerosi juke-box letterari, dislocati nelle Fotografia dell’autore stazioni più frequentate della Metropolitana e del Passante Ferroviario. Il juke-box letterario è un espositore dal quale il viaggiatore-lettore può prendere gratuitamente una Passante. Ogni libretto porta in copertina (oltre al copia di un volumetto a sua scelta. Ogni espositore titolo e al nome dell’autore) l’indicazione del genere contiene diverse copie dei minilibri realizzati per del racconto e del numero di fermate, ovvero la l’occasione, contenenti i racconti scritti apposita- presumibile durata della lettura. Ogni viaggiatore mente per i viaggiatori della Metropolitana e del
    • 74 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Teatro, danza e performance È un dato della contemporaneità se oggi l’impellenza della nuova teatralità sboccia un po’ ovunque: dalla povertà dei centri sociali, e dei luoghi “occupati” nei più disparati modi, alla ricchezza scenografica delle fig 91 - Alcuni libretti di Subway Fotografia dell’autore nuove discoteche, passando per garage, magazzini, oratori, bar, locali notturni, accademie, università… Ben venga, dunque, […] il palcoscenico estempo- raneo dei luoghi di transito legati agli spostamenti sotterranei nella città; […] Luoghi la gran parte può dunque scegliere il racconto più adatto ai suoi sotterranei, con tutto quello che da ciò possiamo far gusti personali e al tragitto che ha intenzione di derivare: dantesca città viscerica, inferno notturno, compiere. Nella quarta di copertina si invitano i labirinto del viandante, dell’abbrutimento contempo- lettori a diffondere il racconto che hanno appena raneo. Universo tentacolare, inconoscibile nella sua finito di leggere, regalando il volumetto ad altri globalità, per diseredati e dame impellicciate, passeggeri, oppure narrando la loro esperienza di manager di borsa e giovani sballati, mamme e operai lettori metropolitani a casa, sul luogo di lavoro, in via di estinzione… Per tutti questi inconsapevoli eccetera. spettatori ambulanti, ecco l’invito a interrompere il Sono infine previsti dei punti d’incontro tra lettori e ritmo forzato del quotidiano per ritemprarsi in una non-lettori, grazie alla presenza di alcuni autori che inattesa pausa, in una salutare e sorprendente cesura leggeranno i loro racconti nei mezzanini, sulle nel continuum della consunzione giornaliera. […] banchine o sui treni.36 fig 92 - Manifesto di Scena Prima 36. Oliviero Ponte di Pino, in AA.VV., 1998, pag. 62
    • 75 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Il “Subway theatre” è scheggia impazzita, occasione fulminea e folgorante, break informe, suggestione, immagine balenante, pensiero in libertà, azione coreografica o performance fluttuante, peep show o composizione confezionata per una vetrina e da fig 93 - Il silenzio Spettacolo della Accademia degli arte- gustare di passaggio. Il “Subway show” è azione fatti, mezzanino di P.ta Venezia programmata ma dal sapore estemporaneo. Lo Fotografia di Elio Castellana spettatore viandante – trovato o programmato – potrà predisporre la sua presenza consultando la mappa- calendario delle iniziative di Subway oppure sarà Ma la scena di Subway è davvero molteplice: gioco del caso farlo imbattere per qualche secondo o mezzanini, corridoi, vetrine, piazzole, angoli, sale minuto con l’evento. d’attesa, biglietterie, pilastri, binari, vagoni, muri, […] passaggi, scaloni… Le vie sotterranee di trasporto che nutrono la città […] abbiamo ritenuto di coinvolgere perlopiù nuove come un sistema linfatico non sarebbero tali se non formazioni della scena italiana alle quali abbiamo scambiassero costantemente uomini e cose con il chiesto interventi pensati ad hoc per la manifesta- sistema di superficie. Dunque le stazioni: contenitori zione o di adattare spettacoli già realizzati ma che per chiusi e aperti, ai margini della città o prossimi al le loro caratteristiche o tematiche bene rientrano in loro cuore, cardini fra la metropoli e il suo contado. Subway. I temi esplorati vanno dal mito del labirinto Sono luoghi della sospensione e del nulla, e dunque (Accademia degli artefatti), all’emarginazione palcoscenici per esplosioni del corpo verso l’esterno; metropolitana, fra l’ozio forzato delle periferie (Sic sono scene del vuoto e dell’apatia, dell’inazione e Teatro) e il viaggio a termine di un tossico della sospensione pneumatica.
    • 76 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana esile donna (Antonella Piroli) appesa o imbrigliata in una macchina di tortura. Dalle offerte di un vero e proprio teatro e danza da vetrina (Compagnia degli Indesiderati e la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi) al voyeurismo richiesto dalla pedana rotante imbandita di immagini erotico-cavalleresche in arrivo dall’Orlando furioso (Motus). Dalle incursioni o installazioni coreografiche (ancora della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi) ai «Barboni», poetici e toccanti, che ritrovano la scena originaria di fig 94 - Il bianco una stazione (Compagnia Pippo Delbono), fino Spettacolo della Accademia degli arte- all’affresco realizzato da una dozzina di nuove fatti, mezzanino di P.ta Venezia Fotografia di Elio Castellana formazioni della Regione Lombardia (Scena Prima), sul tema della metropoli e del viaggio, in uno scalo ferroviario. Sono micro o macro eventi che danno conto dell’ampio spettro di possibilità di un teatro nei luoghi sotterranei e della mobilità cittadina.37 marchettaro (Extramondo). I modi di “esposizione” saranno diversi: dalla teca shock con un corpo nudo annegato in migliaia di insetti (Teddy Bear Company), alle performance verbali e fisiche di una 37. Antonio Calbi, in AA.VV., 1998, pag. 140, 141
    • 77 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Tipologia comportamentale dei viaggiatori Un viaggiatore è qualcuno che per definizione vive degli studi di Floch. Un percorso inteso come testo da analizzare. La trascrizione dei percorsi è stata un certo percorso, oltre ad effettuarlo. Ma come realizzata per oggettivazioni successive ed è sfociata vivono i viaggiatori della metropolitana i loro nella riduzione dei fenomeni osservati alle sole percorsi ricorrenti? Ci sono diversi modi di viverli? sequenze gestuali (movimenti e posizioni globali), A queste domande hanno dato risposta gli studi di Jean-Marie Floch, illustrati nel testo Semiotica che ne costituiscono la manifestazione e che sono Marketing e comunicazione. Il lavoro del semiotico stati notati sulla scheda come altrettanti micro- racconti: francese, e della sua équipe di psicosociologi, si è • si concentra nella lettura, seduto, testa bassa; concluso definendo una tipologia comportamentale • si dirige direttamente verso un luogo preciso del dei viaggiatori della metropolitana, a cui ritengo sia marciapiede (partenza della futura coincidenza); indispensabile riferirsi per capire come possa essere • si ferma ad un’animazione (chitarrista); differenziato e segmentato il target di una comunica- • si lascia portare dal flusso, adattando il suo ritmo su zione in metrò. Credo, infatti, che una segmentazione quello di chi lo precede; efficace debba riferirsi alla tipologia di utenza • leva la testa per osservare il paesaggio (quando la definita dai suoi comportamenti, prima ancora che metropolitana arriva in superficie); dalla sua età, sesso o motivazioni dello spostamento. • ascolta la musica del suo walkman, lo sguardo Il percorso del viaggiatore, considerato a partire dal mobile; momento in cui si entra in una stazione a quello in cui • tende l’orecchio per ascoltare una conversazione; si esce da un’altra, è stato al centro delle osservazioni
    • 78 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana • sguscia, si insinua tra le persone; passare in rassegna le bancarelle. Si può facilmente • non aiuta (una persona con dei pacchi) ad un girello riconoscere d’altra parte la sinonimia di “sgusciare”, automatico; “slalomare”, “schivare”. Ricorrenze? Si tratta di • osserva una ad una le bancarelle, senza fermarsi; motivi gestuali equivalenti che si ritrovano lungo un • non è sensibile (come gli altri viaggiatori che medesimo percorso, o un comportamento che ne arrivano sul marciapiede) all’effetto delle affissioni richiama prima o poi un altro nella catena comporta- (stesso manifesto di 4 m per 3 m ripetuto per tutta la mentale del percorso. […] il viaggiatore che sguscia lunghezza del marciapiede); è anche quello che va a piazzarsi direttamente in un • osserva la gente che sale sui vagoni; luogo preciso del marciapiede, in attesa di prendere accelera per non rimanere bloccato (tra due flussi immediatamente la coincidenza, qualche stazione contrari di viaggiatori).38 più tardi. Chi si mostra sensibile all'atmosfera di una grande biglietteria e si fermerà o rallenterà per Le schede e le notazioni redatte durante l’osserva- osservare un’animazione, non è lo stesso che calcola zione dei percorsi dei viaggiatori sono state poi i suoi spostamenti in funzione delle coincidenze.39 analizzate riconoscendo un numero finito di micro- racconti di comportamento, con l’obiettivo di La prima conclusione degli studiosi francesi è stata la evidenziarne similitudini e ricorrenze. distinzione di una grande categoria principale: la Similitudini? Immergersi nella lettura, ascoltare il discontinuità, opposta alla continuità. Questa si walkman, fare la maglia sono altrettante figure della esprime nelle diversità delle sequenze gestuali e dei concentrazione, che possono essere opposte alle micro-racconti fatti di partenze, accelerazioni, decel- figure dell’attenzione, quali le occhiate al paesaggio erazioni e tensioni. Alcuni percorsi rivelano una di superficie, l’ascolto di una conversazione, il strategia della continuità, ossia sono costituiti da una 38. Jean-Marie Floch, 1990, pag. 64 39. Jean-Marie Floch, 1990, pag. 65
    • 79 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana serie di produzioni o di ricezioni di continuità. Ci si e di un’apertura a quanto li circonda, che non può tuttavia essere interpretata come sorpresa.40 lascia portare dal flusso, non si fa attenzione alle delimitazioni, ai limiti, ai confini; non si reagisce ai A partire dalla categoria della continuità, e da quella tempi forti del percorso. L’ambiente esterno è neutra- opposta della discontinuità, gli studiosi francesi lizzato, la sua sola presenza sensibile è dell’ordine hanno tracciato un quadrato semiotico per del rumore di fondo, di una nebulosa di forme e di organizzare il reticolo di relazioni della categoria colori. Che la linea sia in superficie o sotterranea, le stessa e per evidenziare le posizioni di senso che tale posture saranno le stesse, gli stessi sguardi, la stessa reticolo stabilisce. Lo schema introduce altre due concentrazione sul libro o sul giornale aperto appena possibile, sulla maglia rapidamente estratta dalla fig 95 - Quadrato semiotico borsa. Al contrario, altri percorsi ricercano e Schema tratto dal testo di Floch, 1990 apprezzano i ritmi, le iterazioni. Legati ad una strategia della discontinuità, essi manifestano una categorie, corrispondenti alle negazioni delle prime. certa sensibilità ai giochi di identità e d’alterità che Negare la discontinuità significa collegare, propongono i passaggi simmetrici nelle biglietterie scavalcare, mettersi di sbieco. Significa cercare d’entrata e d’uscita, o la classificazione delle linee d’anticipare l’ostacolo per eliminarlo. Gli strateghi della metropolitana secondo l’atteggiamento e della non-continuità sono dei virtuosi dell’introdu- l’origine sociale dei viaggiatori che entrano ed zione del biglietto nella fessura del girello escono dai vagoni. Delimitare, ritmare, ritrovare, automatico: non aspettano l’ultimo momento per opporre, segmentare, tutto un vocabolario si trova sguainare il loro abbonamento. La gestualità è sicura, nelle notazioni di certi percorsi. Quelli lungo i qual i ridotta all’essenziale; il passo è fluido. Sono loro che viaggiatori testimoniano, per il loro modo d’essere, di una reale meticolosità, di una tranquilla familiarità 40. Jean-Marie Floch, 1990, pag. 67
    • 80 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana schivano, zigzagano e sgusciano, si mettono in un punto preciso sul marciapiede per imboccare immediatamente il corridoio di corrispondenza e sono sempre loro che, nei corridoi, calcolano al meglio le curve; fanno attenzione a non lasciarsi fig 96 - Quadrato semiotico e categorie comportamentali stringere alla corda, a non restare troppo vicini ai Schema tratto dal testo di Floch, 1990 muri. Se la strategia della discontinuità è quella del percorso, della misura e del calcolo, la strategia della Il quadrato semiotico, dunque, si articola in quattro non-discontinuità è quella dell’incastro, della categorie che corrispondono a quattro modi diversi, trasgressione – nel senso letterale di “passare al di opposti, contrari e complementari, di vivere il sopra”. Il prefisso tras-, che ritroviamo in trasmis- percorso nel metrò. Ne sono derivati quattro tipi sione, trasfusione o tradizione, è una delle manifesta- distinti di viaggiatori: gli Esploratori, i Professio- zioni linguistiche della non-discontinuità. Essa nisti, i Sonnambuli e i Bighelloni. Ognuno dei corrisponde alla cesura, alla sospensione o all’inter- quattro tipi esprime un insieme «di fatti e di gesti, che ruzione, non alla rottura. Chi valorizza la non-conti- potrà riconoscere ogni osservatore attento dei nuità attende l’inatteso. Si ferma alle animazioni ed è viaggiatori della metropolitana», come scrive Marc sensibile agli incidenti. Ama tutto quanto può Augé. sorprenderlo, colpirlo o rallegrarlo.41 Affiancando ad ogni categoria il corrispondente tipo di viaggiatore è derivato uno schema che riassume visivamente i risultati della ricerca. In alto a sinistra vi sono gli Esploratori, coloro che valorizzano le discontinuità e ricercano perciò tragitti discontinui, 41. Jean-Marie Floch, 1990, pag. 71
    • 81 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana definiti “percorsi”. All’opposto, in basso a destra, vi mentari agli Esploratori, e quindi contrari ai sono i Professionisti, coloro che valorizzano le non- Professionisti, sono i Bighelloni, coloro che discontinuità attraverso le loro “sequenze”, che già valorizzano la non-continuità con delle “passeg- dal termine illustrano la loro maestria e fluidità nella giate”. fruizione del metrò. Complementari ai professionisti Seguono ora degli estratti della ricerca in questione, sono i Sonnambuli, coloro che valorizzano le conti- tratti sempre dal testo di Floch, che definiscono le nuità e che realizzano delle “traiettorie”. Comple- singole tipologie di viaggiatori.
    • 82 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Gli Esploratori Per gli Esploratori i tragitti quotidiani possono essere considerati come delle variazioni e dei giochi di trasformazione produttori di senso. […] Gli Esploratori sono i più sensibili ai lavori di fig 97 - Linea 2, Milano decorazione e di rinnovo […] che personalizzano le Fotografia dell’autore stazioni e vi incorporano degli elementi che rinviano esplicitamente o simbolicamente ai luoghi della città e ai quartieri serviti. […] Il percorso della metropo- litana può essere allora concepito come l’inventario “bianco”, il rientro, Natale). Gli Esploratori avranno di un patrimonio. È importante notare che la spesso il piacere di ritrovare ed identificare i relazione del design della stazione con il suo terri- cartelloni già visti e i motivi pubblicitari ripresi da torio deve essere concreta e motivata: un semplice vecchie campagne. Per quanto riguarda le anima- cambiamento di colore sarà considerato dagli Esplo- zioni, esse non assumeranno senso e valore che si ratori come del tutto gratuito, banalizzante, se non inscrivono in generi definiti (musicali, sportivi, distruttivo. Essi avranno un attitudine simile nei teatrali). Attaccati ai valori di riferimento, gli Esplo- confronti delle affissioni. Le affissioni funzionano ratori preferiscono ritrovare quanto già riconoscono per loro come dei punti di riferimento spazio- piuttosto che scoprire una nuova musica, un nuovo temporali: con la loro disposizione esse identificano spettacolo. una stazione o un marciapiede; il loro soggetto ricorda una stagione, un periodo dell’anno (il
    • 83 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 98 - Union Square, New York fig 99 - Bellas Artes, Città del Messico Fotografie di Marco Pesaresi fig 100 - Argélles, Madrid fig 101 - Sol, Madrid Fotografie di Marco Pesaresi
    • 84 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana I Professionisti I professionisti sono i più interessati all’accessibilità delle stazioni e al loro equipaggiamento: parlano dei locali tecnici, delle scale mobili, dei girelli automatici, della lunghezza dei corridoi o della fig 102 - Tokyo larghezza delle scale. Le stazioni vengono percepite Fotografia di Marco Pesaresi secondo le loro funzionalità. Il fatto che le stazioni siano personalizzate non presenta ai loro occhi alcun interesse; tendono a considerarlo un divertimento cammina senza pigrizia e senza fretta, senza che quasi pascaliano. La stessa cosa vale per le affissioni. nulla lasci vedere che i suoi sensi sono all’erta. Le animazioni vengono valutate inizialmente sul Quando, come sorto dai muri di maiolica, giunge il tono «non mi danno fastidio», ma finiscono sempre rumore di un convoglio, che fa smarrire la maggior con l’essere giudicate degli ostacoli, delle occasioni parte dei passeggeri occasionali, lui sa se è il caso di di intasamento e rallentamento. Il fatto è che incitano aumentare il passo o no, sia che valuti con cogni- a comportamenti estetici fuori luogo: stupirsi, zione di causa la distanza che lo separa dalla osservare, ascoltare, applaudire. banchina decidendo se tentare o meno la sua chance, La figura del professionista è ben descritta anche sia che identifichi l’origine del frastuono provocatore dalle parole di Marc Augé, che preferisce però riconoscendo in questa lusinga (specifica delle chiamarla «habitué». stazioni in cui passano più linee e che il francese per L’habitué di una linea si riconosce agevolmente questa ragione definisce corrispondenze laddove dall’elegante e naturale economia del suo incedere. l’italiano, più preciso e più evocatore, parla di coinci- […] Nel corridoio che lo conduce alla banchina,
    • 85 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 103 - Stazione San Babila fig 104 - Milano, vagone linea 1 Fotografie dell’autore denze) un richiamo venuto da altrove, l’eco inganna- partenza, piazzarsi quasi come dei corridori prima di trice di un altro treno, la tentazione dell’errore e la lanciarsi nella corsa. I più scrupolosi spingono il loro promessa dell’erranza. Giunto sulla banchina, il zelo fino a scegliere la posizione migliore all’interno nostro viaggiatore consumato sa già dove fermarsi del vagone per poter poi uscire il più rapidamente stabilendo una posizione che gli permette di accedere possibile una volta arrivati. […] L’estrema preci- senza sforzo alla porta di un vagone e che corri- sione di questi gesti meccanici evoca la disinvoltura sponderà poi esattamente al punto più vicino alla dell’artigiano quando modella l’oggetto del suo lavoro.42 «sua» uscita. Sulla banchina di arrivo. Si possono così vedere i vecchi habitué scegliere meticolosamente il punto di 42. M. Augé, 1986, pagg. 24-26
    • 86 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 105 - Wall Street, New York fig 106 - Ikebukuro, Tokyo Fotografie di Marco Pesaresi fig 107 - Rabindra Sarobar, Calcutta fig 108 - Ichigaya, Tokyo Fotografie di Marco Pesaresi
    • 87 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana I Sonnambuli Per gli altri – i Sonnambuli - i tragitti quotidiani rappresentano un’istanza neutra, sulla quale innestare altre pratiche significanti: leggere, fig 109 - Odeonsplatz, Monaco sferruzzare. Il termine sonnambulo non ha alcuna Fotografia dell’autore sfumatura peggiorativa o patologica; i sonnambuli non sono né zombie, né morti viventi. Abbiamo scelto questo termine perché evoca un automatismo, ma anche una reale attività, di tipo onirico. Di fatto posti a sedere, piuttosto che i posti a lato delle porte tali viaggiatori camminano o si siedono automatica- e intorno agli scorrimano. mente, ma allo stesso tempo sognano, leggono o Le affissioni sono apprezzate nella misura in cui ascoltano musica. [...] offrono l’occasione per evadere. Sono dei viaggiatori I Sonnambuli presentano la relazione forse più fisica sensibili alle diverse animazioni, a loro modo. Mal allo spazio delle stazioni. Lo classificano secondo la sopportano il carattere imposto della musica suonata qualità, la densità e la regolarità che esse propongono nelle carrozze, che esacerba la loro sensazione al flusso dei corpi in movimento. La loro preoccupa- d’essere rinchiusi e perturba la loro strategia di zione è di evitare in tutti i modi le rotture brutali. distacco dalla realtà. Preferiscono le piccole interconnesioni alle grandi stazioni di scambio […] oppure la tranquillità dei
    • 88 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 110 - Euston, Londra fig 111 - High Street Kensington, Londra Fotografie di Marco Pesaresi fig 112 - Gare De L’Est, Parigi fig 113 - Ueno, Tokyo Fotografie di Marco Pesaresi
    • 89 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 114 - Donna con ferri, (Passante ferroviario) Milano fig 115 - Ragazza con walkman, Milano fig 116 - Uomo con walkman, Milano fig 117 - Bambino che sogna, Milano Fotografie dell’autore.
    • 90 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana I Bighelloni Il Bighellone cerca di vivere delle emozioni, delle situazioni improvvise ed inattese. Il Bighellone ama tutto quanto è bizzarro e tutte le occasioni in cui il fig 118 - Linea 1, Milano senso emerge senza essere ancora strutturato, senza Esigenze di look impongono gli occhiali che si possa proiettarlo su una qualsiasi griglia di da sole anche per il sottosuolo Fotografia dell’autore lettura. Il Bighellone vuole essere stupito e sorpreso. Così, il Bighellone è sempre disponibile ai diversi e insoliti spettacoli offerti dalla metropolitana […] dinamico: assaggi di campagne a venire, nuove affis- Tanto il Professionista esalta nei suoi spostamenti la sioni o effetti di riempimento creano gli avvenimenti sua maestria tecnica e la sua conoscenza delle linee, e le rotture, dove ciò che è visto è più il soggetto, tanto il Bighellone si compiace nel sentirsi posseduto nell’accezione sintattica del termine, che colui che dal mondo e nel vedere la sua competenza dissol- osserva. Lo stesso discorso si applica a tutte le forme versi. d’azione o d’interazione che interrompono per un Essi amano le stazioni che offrono la possibilità istante lo svolgimento di un tragitto, il corso delle d’osservare altro che la semplice metropolitana. cose. Privilegiano le stazioni ricche di programmi “devianti”: spettacoli, animazioni, incontri. […] Le affissioni interessano i Bighelloni per il loro valore
    • 91 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 119 - Opera, Madrid fig 120 - Bethnal Green, Londra Fotografie di Marco Pesaresi fig 121 - Pantitlán, Città del Messico fig 122 - Times Square, New York Fotografie di Marco Pesaresi
    • 92 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Le attività del viaggiatore di quelli pornografici che non passano mai di Prima di sviluppare un progetto di videocomunica- moda.43 zione nella metropolitana credo sia indispensabile Anche a Londra, per ingannare le attese - gli inglesi, considerare anche quali siano le attività dei suoi salvo eccezioni, non amano conversare con gli fruitori, perché la soluzione scelta non sia di intralcio sconosciuti - molti leggono. a queste attività. È evidente, per esempio, che un Leggono i grandi manifesti ipnotici incollati sui muri audio distrarrebbe facilmente dalla lettura, che è il concavi delle piattaforme (questa pubblicità e passatempo più diffuso in tutte le metropolitane del chiamata quot;cross-trackquot;, quot;attraverso-il-binarioquot;). mondo. Leggono poesie che sconosciuti scrivevano sulle I russi, come mi ha testimoniato il fotografo Marco pareti di corridoi e carrozze, e l'azienda dei trasporti Pesaresi (vedi intervista allegata a pag. 236), sono (London Transport) ha crudelmente incorniciato, instancabili lettori e nei vagoni della metropolitana uccidendole. Leggono romanzi in paperback, le leggono usando un accurato coprilibro a garanzia di edizioni economiche; documenti di lavoro; pubblica- riservatezza e rispetto. Nella metropolitana di Tokyo le folle non hanno zioni gratuite prese da un pacco all'ingresso della odore, non hanno espressione. Non si sente un grido, stazione. E giornali. L'Evening Standard, l’unico non una risata. Gli unici drammi sono quelli quotidiano del pomeriggio, nasce per il tube, vive nel raccontati nei fumetti che la gente si tuffa a leggere tube, muore nel tube. Dopo averlo sfogliato, i aspettando di arrivare a destinazione: donne squartate, osceni accoppiamenti riempiono le pagine 43. Tiziano Terzani in M. Pesaresi, 1998, pag. 46
    • 93 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana londinesi spesso lo lasciano sul sedile, ben piegato. ascoltando la radio al mattino o leggendole nello E' un omaggio ai commilitoni dell'esercito stesso giornale. pendolare, e vale un fiore.44 Se si guarda da più da presso, ci si rende conto che le attività del viaggiatore di metrò sono numerose e Si potrebbero raccogliere molte altre testimonianze varie. La lettura vi occupa ancora un posto impor- sulle attività dei viaggiatori di altre metropolitane, tante, prevalentemente […] sotto forma di fumetti o ma è già stato eseguito uno studio molto eloquente in di romanzi sentimentali come quelli della serie quella di Parigi. Mi riferisco a quello brillantemente raccontato da Marc Augé nel suo testo Un ethno- Harlequin. Così, l’avventura, l’erotismo o l’acqua di logue dans le métro. Ne riporto un estratto, a cui rose si riversano nei cuori solitari di individui che si applicano con una costanza patetica a ignorare ciò seguirà un’indagine fotografica che ho svolto nella che li circonda senza saltare la loro stazione. Dove va metropolitana di Milano per trovare conferma delle a vagabondare il pensiero di questi eroi della lettura, osservazioni espresse per quella di Parigi. Il voyeur, l’etnologo, dispone allora di riferimenti nel mentre che si grana il rosario senza sorprese delle più certi. Può fare il conto dei giornali, piccole stazioni successive, pensiero reso ancor più inaffer- bandiere individuali spiegate senza troppa ostenta- rabile dal fatto di piegarsi alle seduzioni di zione […] che gli permettono, se presta attenzione un'immagine o di una storia? La domanda può alla pagina aperta, di immaginare qualcosa delle capovolgersi, così come è stata formulata da uno preoccupazioni di ogni lettore, a seconda delle scrittore (Georges Perec) che si preoccupa della sorte notizie da cui lo vede assorbito, notizie sportive o del testo: «Il testo cosa diviene, che ne resta? […] politiche di cui ha avuto egli stesso qualche eco Come si opera questa tritatura del testo, questa occupazione interrotta dal corpo, dagli altri, dal 44. Beppe Servegnini in M. Pesaresi, 1998, pag. tempo, dai brontolii della vita collettiva?». 112
    • 94 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Altri lavorano a maglia, fanno parole crociate o correggono qualcosa. Questi, a prima vista più prevedibili perché riducibili all’attività del momento. Sono, dietro questa facciata immediatamente identi- ficabile, in realtà più lontani, perché non ci danno il minimo indizio, foss’anche indiretto, dei loro deliri, desideri o illusioni, presi come sembrano dalle preoccupazioni di risolvere i problemi tecnici di fronte ai quali si trovano. Altri ancora, i più giovani, si assorbono nell’ascolto di musiche misteriose di cui non percepiamo nulla se non, eventualmente, qualche stridio dovuto ad una cattiva regolazione. fig 123 - Gameboy Qui non vi è più nulla da immaginare, anche se lo Fotografia dell’autore sguardo sfocato o la frenesia mal contenuta di un corpo scosso di tanto in tanto da ritmi, che in questo caso possono a ragione essere definiti interiori, vatore attento (il passeggiatore distratto, il suggerisce al passeggero sorpreso che si scopre viaggiatore fugace) può a volte sorprendere il all’improvviso sordo […] qualcosa delle emozioni passaggio di un’emozione, di un turbamento o di un intime, della vaga malinconia e della melomania ricordo di cui gli sfuggiranno sempre le ragioni.45 degli utilizzatori di walkman. Ci sono anche (in effetti maggioranza silenziosa) quelli che non fanno nulla, se non attendere, volti apparentemente imperturbabili sui quali l’osser- 45. M. Augé, 1986, pagg. 57-59
    • 95 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 124 - Sequenza di lettori 1- Fotografie dell’autore
    • 96 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 125 - Sequenza di lettori 2 - Fotografie dell’autore
    • 97 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 126 - Sequenza di lettori 3 Fotografie dell’autore
    • 98 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 127 - Sequenza di dormitori- Fotografie dell’autore
    • capitolo 2 Le videocomunicazioni in metropolitana Analisi dell’esistente
    • 102 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Media in corso di definizione Definire le videocomunicazioni in metropolitana È evidente che la metropolitana sia diversa dal passante, dalla ferrovia, dall’autobus, dagli altri vuol dire delineare un’area della comunicazione mezzi di superficie e ancor più dall’aereo, dalla nave molto recente, mutante, piuttosto ampia e in pratica e dagli altri sistemi di trasporto. I motivi sono molte- mai interessata da ricerche. Le sue origini risalgono plici: i modi e i tempi della sua fruizione, il carattere a non più di un ventennio fa. È mutante per la sotterraneo ed urbano, il flusso intenso dei treni e dei velocità di cambiamento nel tempo, accelerata dal passeggeri, la ripetitività giornaliera. rapporto con l’informatica, e per le marcate varia- È possibile riconoscere alla metropolitana dei chiari zioni tra una città e l’altra. Piuttosto ampia perché tratti distintivi. Perciò credo sia opportuno ipotizzare diffusa in uno scenario globale. Poco studiata, poiché una definizione specifica per le videocomunicazioni i rari scritti in merito sono le indagini di mercato (per in metropolitana, rispetto all’ambito più generale dei le vendite pubblicitarie) o le brochure delle aziende. È facile definirne l’ubicazione: nei vagoni e nelle luoghi pubblici per l’attesa. Anzi, più definizioni, perché si possono distinguere due media: quello per banchine d’attesa. I mezzanini, i tunnel di collega- l’attesa nelle banchine e quello per la comunicazione mento, i negozi e gli altri spazi della metropolitana, nei convogli. Confondere i due sarebbe un po’ come sono zone di passaggio e non di attesa. Zone di non cogliere la differenza tra un telefono fisso ed uno confine, dove i sottofondi musicali hanno avuto mobile. miglior fortuna. Il campo delle videocomunicazioni, invece, è imperniato sull’immagine a video, in
    • 103 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana metropolitana, infatti, sono degli ibridi comunicativi, movimento o statica, non necessariamente accompa- gnata dall’audio. dove trovano sperimentazione ed applicazione nuovi Segni evidenti di riconoscimento sono gli apparecchi e vecchi formati. Sono vicini al mondo della televi- di visualizzazione: monitor a cristalli liquidi, sione, da cui vengono mutuati gli apparecchi di proiettori, televisori, sino ad arrivare ai display visione e i linguaggi. Non mancano le contamina- alfanumerici. Caso limite sul fronte dei contenuti, un zioni con la carta stampata: possiamo riconoscere dei fig 128 - Display a led colorati, grado zero di comunicazione, è quello della semplice “videogiornali” o delle “videoriviste”, con tanto di metropolitana di Montréal installazione di comuni televisori, privi di rubriche. Gli impianti di impaginazione ricordano Fotografia di Télécité un’apposita programmazione. per lo più gli slide show e le presentazioni in La programmazione può essere scandita dalla generale. Li possiamo considerare dei nuovi media. Prima di comunicazione di servizio prodotta dalle aziende dei trasporti: divieti, avvisi o semplici segnalazioni. tutto per la loro origine molto recente: il primo All’intrattenimento si accompagna l’informazione, sistema europeo per la videocomunicazione sui treni principalmente locale. Previsioni del tempo ed eventi ha poco più di anno. In secondo luogo hanno una della città dominano i palinsesti. Il video-clip forte parentela con le tecnologie, i formati e i musicale è la forma di spettacolo più diffusa. I linguaggi dei nuovi media più discussi, come messaggi promozionali sono spesso diluiti e confusi Internet e i CD-ROM, tanto che si possono avanzare tra le maglie dei programmi: le norme che ne stabili- ipotesi di definizione mediante i loro modelli classi- scono le modalità di distinzione dal resto delle ficazione. L’essere on-line o off-line è una prima discriminante trasmissioni vengono comunemente eluse, poiché si riferiscono alla televisione tradizionale. tipologica per i nuovi media. Nel caso delle videoco- Più difficile è trovare una definizione tipologica dei municazioni, possiamo avvicinare all’off-line quei media in questione. Le videocomunicazioni in sistemi che si nutrono di un supporto materiale per
    • 104 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana l’aggiornamento dei palinsesti: videocassette, CD e Con gli ipermedia e gli ipertesti l’interattività si VideoCD. Possiamo avvicinare all’on-line, invece, manifesta con la libertà di scelta del proprio percorso tutti quei sistemi che, come Internet, si avvalgono di di navigazione. Altrettanto avviene con i percorsi tecnologie di telecomunicazione. Il parallelo è della metropolitana: si può scegliere la linea e la ancora più calzante se pensiamo che questi sistemi direzione, la fermata e l’orario. L’interazione in utilizzano le stesse tecnologie della grande rete: linee metropolitana si manifesta dunque nel rapporto tra il ISDN46, fibre ottiche, protocollo TCP/IP. Se flusso dei passeggeri e quello comunicativo. l’aggiornamento è in tempo reale, si può parlare di Alcuni sistemi nelle banchine interagiscono con broadcasting. l’arrivo dei treni, interrompendo i programmi per L’interattività è una seconda discriminante augurare buon viaggio. Altri, all’interno dei tipologica. Le videocomunicazioni, in quanto tali, convogli, interagiscono con lo spazio segnalando la sembrerebbero essere tutt’altro che interattive. Il stazione in arrivo o promuovendo un punto vendita processo di costruzione di senso degli audiovisivi, solo quando ci si trova nei suoi paraggi. Altro indice infatti, è basato sul tempo, che nel suo fluire continuo di interattività, infine, è la libertà dei percorsi di ha necessariamente un carattere lineare. La televi- lettura dei testi della videocomunicazione. Ci troviamo nell’area delle comunicazioni di massa, sione, tuttavia, è già un po’ meno lineare del cinema. Ciò è ancor più vero se si considerano i canali in quanto i contatti giornalieri sono spesso superiori tematici di news, che non a caso si riferiscono ad un a quelli che possono avere delle televisioni locali. Il clock orario, modello di tempo non più lineare ma tempo di fruizione dei messaggi in metropolitana è circolare e ricorsivo. però più ristretto. Qui gli artefatti comunicativi che vogliono essere fruibili devono trovare forme 46. Acronimo di: Integrated services digital d’espressione molto sintetiche e concise. Lo network, norma di installazione delle linee tele- foniche digitali che permettono l’invio di infor- dimostra l’esperienza della cartellonistica, che per mazioni ad alta velocità
    • 105 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana prima ha tracciato in metropolitana la strada di una Mi è stato ricordato, inoltre, come la televisione delle comunicazione corta, condensata, contratta. Una origini fosse fruita collettivamente all’interno della comunicazione che è stata definita breve. famiglia. E prima ancora, quando la televisione non era alla portata delle tasche di tutti, ci si ritrovava per Alla presentazione del libro I media verso la conver- guardare Lascia e raddoppia o il Carosello. L’incon- genza ho domandato agli autori di esprimere una trarsi era un rituale collettivo che segnava la vita riflessione in merito alle videocomunicazioni nei sociale: “I bambini a letto dopo Carosello”, si diceva. luoghi pubblici dell’attesa. È stato sottolineato, per Ecco allora una certa somiglianza anche con la risposta, l’aspetto collettivo della visione. Mi è stato televisione delle origini. Il rito quotidiano in metropolitana è collettivo più per fatto notare come questi media sembrino mimare la visione condivisa del cinema, piuttosto che quella coincidenza che per altro. L’incontrarsi, per quanto individuale della televisione o di Internet. Caso più involontario, rimane comunque un tratto distintivo evidente è lo schermo in piazza per le partite di del consumo di videocomunicazioni in luoghi calcio: la visione passiva diventa partecipazione pubblici, anche se qui ci si incontra solo per una collettiva all’evento trasmesso. coincidenza di orari, di abitudini, di luoghi e di Il cinema, a differenza della televisione, ha a che fare tempo. Il tempo è un aspetto fondamentale proprio perché il con l’urbanizzazione, per i contatti che crea col pubblico. Se la città è per definizione il luogo della consumo dei media, come evidenziato da Fausto massimizzazione dei contatti, la metropolitana ne è Colombo, ha come vincolo fondamentale la disponi- uno dei mezzi principali. È evidente, quindi, come bilità di tempo libero. Nei tempi di attesa si ha del metropolitana e cinema condividano questo sapore tempo libero e quindi si può essere interessati urbano, o meglio metropolitano. all’intrattenimento che ci può essere proposto.
    • 106 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana I contenuti dell’intrattenimento hanno un’impor- le tracce di una tendenza all’incontro della collet- tanza tutt’altro che secondaria. Questi, secondo Anna tività del cinema, del flusso comunicativo della Manzato, saranno i protagonisti della convergenza televisione, degli impianti grafici della carta dei media, più ancora che le tecnologie. stampata o degli slide show e dell’informazione Credo sia lecito parlare di convergenza per le video- digitale di Internet. comunicazioni in metropolitana poiché sono chiare
    • 107 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Panorama italiano Vipa terminato il periodo di prova ed il progetto è stato abbandonato. Nel frattempo VIPA aveva avviato la ricerca di un Una delle prime imprese italiane a rispondere con luogo più indicato al tipo di servizio offerto: comuni- mezzi audiovisivi ai bisogni del waiting market è cazioni audiovisive di intrattenimento per luoghi stata Vipa, (Video Proiezioni advertising), fondata pubblici. Cercava uno spazio caratterizzato sì da un nell’Ottobre del 1993. L’azienda ha compiuto il fig 129 - Logotipo di Vipa intenso passaggio di persone, ma anche da attese primo test nell’ipermercato Gransole di San consumate con dei ritmi ciclici, in zone ben deter- Giuliano, dove ha installato un videowall. Lo minate. L’aeroporto è sembrato la soluzione schermo, tuttavia, era ubicato in un luogo di migliore. Per il flusso di persone, la sicurezza passaggio e non di attesa, perciò faticava a catturare garantita agli impianti, il prestigio, il target ben l’attenzione della gente. Probabilmente una definito e selezionato: alto per reddito, istruzione, posizione più fortunata sarebbe stata vicino alle professione. casse, dove si aspetta il proprio turno per pagare. Poco prima dell’estate, il momento dell’anno di Qui, però, avrebbe avuto una scarsa visibilità, dato il maggior traffico, Vipa ha installato nell’aeroporto di rumore informativo circostante. Paradossalmente, Linate il primo maxischermo a retroproiezione. Il poi, ciò avrebbe significato vendere spazi pubbli- riscontro positivo è stato immediato. Gli utenti citari per invitare all’acquisto, quando ormai gli mostrano interesse nella possibilità di svago offer- acquisti erano terminati. Dopo quattro mesi è tagli. La struttura aeroportuale ha gradito l’oppor-
    • 108 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana tunità di impiegare un canale aggiuntivo per la Nel 1996 Videoairport ha coinvolto anche Ciampino, comunicazione col pubblico, impiegandolo da subito mentre a Linate gli schermi sono diventati sette. per curare la propria immagine istituzionale. L’azienda ha continuato a crescere per allargare il Numerosi inserzionisti hanno rivolto la loro atten- proprio bacino di illuminazione e alla fine del 1997 è zione al nuovo canale. Il successo ha spinto l’azienda anche al Capodichino di Napoli. a credere nelle potenzialità del posizionamento Nel 1998 le installazioni sono giunte ad un totale di 42 maxischermi (40, 55 e 60 pollici) ed un videowall scelto e a puntare tutto in questa direzione: è nato così il marchio Videoairport. (4x4 monitor, per complessivi 112 pollici), collocati come segue: sette a Linate, cinque a Malpensa, ventuno a Fiumicino, due a Ciampino, otto a Capodi- Videoairport chino. Nel Giugno 1999 Videoairport ha installato sette schermi nel nuovo terminal Malpensa 2000, Videoairport si è affermata prima nell’aeroporto di raggiungendo così un totale di contatti potenziali di Linate, dove alla fine del 1994 poteva contare quattro un milione di passeggeri a settimana, equivalenti a fig 130 - Logotipo VideoAirport maxischermi. Nel 1995 ha raggiunto Malpensa e più di una cinquantina di milioni all’anno. Fiumicino. Con l’azienda cresceva anche l’accetta- Il palinsesto inizialmente era costituito da una parte zione da parte del pubblico: un test di gradimento ha di intrattenimento ed una informativa, oltre a quella rivelato che più del 65% degli utenti giudica buono il promozionale. L’intrattenimento era per lo più servizio offertogli. Da Fiumicino, nel frattempo, è offerto da video musicali, clip di viaggi, moda, eventi arrivata la richiesta di nuovi schermi, da collocare di attualità e rubriche di motori. Tale mix è rimasto nei pressi degli arrivi, dove i tempi di attesa sono più sostanzialmente invariato. La programmazione lunghi. attuale di Videoairport è di sessanta minuti e si ripete in un arco di 18 ore al giorno, dalle 6:00 alle 24:00.
    • 109 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 131 - Videoairport, installa- zione fig 132 - Impaginazione a video Il video è stato ridotto per lasciare spazio a due bande: in quella di sinistra scor- rono i titoli della borsa, in quella in basso a destra scorrono orizzontalmente le notizie economiche; all’incrocio delle due trova spazio un orologio. Fotogrammi estratti da riprese video di Gianerico Boffi. Il palinsesto ospita anche clip sul cinema, L’informazione è per lo più economica: nella grafica sull’economia, l’oroscopo e i goal del campionato di di cornice al video, scorrono le quotazioni dei calcio di serie A. Le comunicazioni della società principali titoli azionari, le notizie politiche, econo- aeroportuale ospitante sono prevalentemente indica- miche e finanziarie di maggior rilievo. L’aggiorna- zioni utili sui servizi aeroportuali, sul percorso mento avviene in tempo reale, grazie alla shopping, sui collegamenti con il centro città, sulle trasmissione via satellite da parte del Sole 24 Ore iniziative di potenziamento aeroportuale. 47 Radiocor. La programmazione tipo di uno spot, generalmente dalla durata di trenta secondi, è di cinquantaquattro passaggi al giorno, distribuiti ogni cinque o sei minuti. 47. Brochure di Videoairport, Maggio 1999
    • 110 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 133 - Proiezioni di Videometro Fotografia dell’autore Videometro oltre 1.500.000 di passeggeri al mese (biglietti timbrati + abbonati + afflusso dalla linea gialla) rappresenta la prima stazione per flusso ed è il primo Forte della propria esperienza con Videoairport, nel passo verso il coinvolgimento delle principali 1998 Vipa ha deciso di entrare nel waiting market stazioni con la conseguente possibilità di contattare della metropolitana milanese, creando un nuovo fig 134 - Logotipo di Videometro mensilmente oltre 15.000.000 di passeggeri. 48 network: Videometro. Nel Giugno dello stesso anno Seguono poi i sei proiettori di San Babila, seconda ha installato i primi videoproiettori nella stazione fermata a Milano per flusso di passeggeri. L’anno Duomo della Linea 1. successivo Videometro ha raggiunto la stazione di La stazione è stata scelta sia per l’entità del flusso di passeggeri sia per il suo valore simbolico, è infatti il cuore della capitale economica del nostro paese. Con 48. Cartella stampa di Videometro, Settembre 1998
    • 111 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 135 - Confronto con affissione Fotografia dell’autore Cadorna conquistando così un pubblico potenziale di diagonale intorno ai cento pollici. I videoproiettori 940.000 passeggeri a settimana media (Duomo: (Barco ad alta definizione) sono custoditi in appositi 360.000, San Babila: 330.000, Cadorna: 250.000).49 cassonetti fissati al soffitto. Il segnale audiovisivo è È in fase di valutazione la scelta delle stazioni il medesimo per entrambe le banchine e proviene successive. dallo stesso videoregistratore HI-8. Un secondo Le installazioni ricavano la superficie di proiezione videoregistratore entra in funzione quando il primo dal trattamento e dall’imbiancatura dei pilastri che si arresta il nastro per il suo riavvolgimento. Al riavvol- trovano in mezzo ai binari. L’immagine proiettata è gimento del secondo nastro, riparte il primo videore- di circa due metri per uno e mezzo, con una gistratore, creando così un ciclo continuo. Gli altoparlanti abbinati ai proiettori producono un suono diffuso, rafforzandosi l’uno con l’altro: si può 49. Brochure di Videometro, 1999
    • 112 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 136 - Cassonetto, lato fig 137 - Cassonetto, fronte Fotografie dell’autore sentire da una banchina anche l’audio proveniente da audiovisivo del nastro, che non viene arrestato per quella opposta. mantenere il sincronismo dell’audio tra le due Il sistema informatico comprende per ogni stazione banchine. un server che pilota i videoregistratori e due Un software proprietario gestisce la regia automatica computer client che controllano i proiettori. Circa delle schermate di avviso. L’arrivo dei treni è inter- trenta secondi prima dall’entrata del treno in cettato dal dispositivo realizzato da ATM per stazione, il client oscura il segnale audiovisivo in controllare la posizione dei convogli e che già è stato favore di una schermata pubblicitaria, dove compare sfruttato per indicare in tempo reale, attraverso i l’augurio di un buon viaggio. Successivamente la display alfanumerici installati al centro di ogni schermata diventa nera, in modo che al passaggio del banchina, i tempi di attesa. Il Palinsesto, della durata di circa un’ora, è ripetuto treno non vi sia luce proiettata, per evitare di distrarre il conducente o infastidire i passeggeri. Appena il ciclicamente dalle 06:00 alle 24:00 ed è aggiornato treno è ripartito una dissolvenza ripropone il segnale ogni settimana. Inizialmente era stata considerata la
    • 113 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana possibilità di replicare parte dei telegiornali dei vanta passaggi al giorno, ripetuti ogni cinque minuti. principali network locali o di trasmettere informa- Tra questi trova a volte spazio la comunicazione zioni in tempo reale, come avvenuto su Videoairport istituzionale di enti pubblici (comune di Milano, per le quotazioni di borsa e i titoli delle principali Provincia, Regione) e dell’Azienda Trasporti notizie economiche, finanziarie e politiche. L’aggior- Milanesi. Videometro, infine, offre regolarmente namento tramite videocassette ha condizionato però diversi spazi alle organizzazioni no-profit. la scelta finale, facendo privilegiare i programmi di La tendenza dell’emittente è di promuoversi e di intrattenimento. proporsi come estensione e canale rafforzativo della televisione: Più frequenza: l'ubicazione in metropo- Abbondano i programmi di musica: video-clip e litana offre la possibilità di comunicare col pubblico interviste ai cantanti. Il canale satellitare Marco Polo anche quando questo è fuori di casa, rafforzando così fornisce dei video redazionali, che illustrano le le campagne televisive. Più copertura: Videometro località turistiche più belle del mondo. La program- permette di contattare anche un pubblico che non mazione sportiva è incentrata sui goal del consuma televisione, estendendo perciò la visibilità campionato di seria A, forniti da Tele+. La redazione delle campagne televisive. [...] Vengono stimolati gli interna produce prevalentemente interviste e acquisti emozionali. reportage in occasione di sfilate di moda, fiere, prime L'intrattenimento durante le attese porta ad una cinematografiche e teatrali, mostre o eventi di una benevola predisposizione del pubblico alla ricezione certa spettacolarità. Le inserzioni pubblicitarie sono frammentariamente del messaggio pubblicitario. [...] Comunicazione in un'area ad alta intensità di consumi. Alta visibilità e distribuite lungo l’intero palinsesto. Le più ricorrenti gradimento, audience garantita dal flusso di sono quelle dei prodotti cinematografici. La passeggeri. 50 programmazione tipo di uno spot, generalmente della durata massima di trenta secondi, è di centono-
    • 114 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Una recente indagine sul ricordo ed il gradimento di strumento di comunicazione e intrattenimento. Complessivamente il 63,9% degli intervistati la uno spot ha misurato, in termini di ricordo spontaneo, l’efficacia di Videometro: il ricordo delle ritiene una buona iniziativa ed il 9,9% la giudica campagne risulta essere piuttosto buono. Il 39,1% ottima. Il 19,4% esprime un giudizio neutro, mentre del campione ha citato almeno uno spot pubblicitario i contrari rappresentano una minoranza (5,8%). […] che è stato trasmesso da Videometro nella settimana Videometro si conferma uno strumento con un forte dell’indagine o in quelle precedenti. L’8,4% è stato in appeal nei confronti dell’utenza dei mezzi pubblici, grado di citarne almeno 2, mentre solo l’1,8% si è che dimostra di apprezzarlo come strumento di intrattenimento ed informazione. 51 ricordato di 3 campagne.L'88,9% dei passeggeri afferma che Videometro rende più gradevole il tempo di attesa. L’utenza delle stazioni di Duomo e S. Babila ha dimostrato di apprezzare Videometro come 51. ATM, servizio Marketing, Indagine sul ricordo ed il 50. Brochure di Videometro, 1999 gradimento dello spot Togo Pavesi, Aprile 1999.
    • 115 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 138 - Un’intervista fig 139 - Clip redazionale di Marco Polo. Fotografie dell’autore fig 140 - Il pilastro di proieizione fig 141 - Video musicale Fotografie dell’autore
    • 116 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 142 - Fermata San Babila, Linea 1 Fotografia dell’autore
    • 117 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 143 - Fermata Duomo, Linea 1 Fotografia dell’autore
    • 118 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Soluzioni all’estero per l’attesa nelle banchine Tube, Parigi «ai momenti durante i quali i viaggiatori circolano in un corridoio o stazionano su di un marciapiede».52 I programmi erano abbastanza vari: musica, news, Tube è stato il primo caso di videocomunicazione in previsioni del tempo, spettacoli, sport, eventi della metropolitana: è nato nel 1986. La sua tecnologia era città, comunicazioni della RATP. Era stato anche già abbastanza evoluta da permettere una gestione in prevista una differenziazione del palinsesto per remoto. Era una sorta di tv via cavo, alimentata da un stazioni, per poter richiamare la realtà dei quartieri segnale video distribuito lungo una rete di fibre soprastanti e favorirne la vita locale. ottiche. I televisori erano appesi ai soffitti o collocati Tube otteneva la massima audience con la trasmis- su degli appositi pilastri, disposti lungo le banchine, sione dei grandi eventi, come il Roland Garros tennis i tunnel, i mezzanini e gli spazi di connessione delle tournament. Eventi che però erano ben lontani stazioni più trafficate. La comunicazione era audio- dall’essere adeguati ai tempi della metropolitana: visiva, ma vi erano anche delle zone di silenzio. nelle ore di punta i treni si succedono ogni minuto e Il palinsesto durava quaranta minuti, ripetuti durante mezzo. Anche gli altri programmi non rientravano in la giornata. I suoi obiettivi nei confronti dei un progetto complessivo di comunicazione breve, viaggiatori erano quelli di fornire un’informazione tale da consentire la visione per intero delle trasmis- registrata o in tempo reale, la moltiplicazione in diretta delle animazioni organizzate nella metropo- litana, la creazione di programmi e di soggetti adatti 52. Floch, 1990, pag. 81
    • 119 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 144 - Tube su piedistallo fig 145 - Tube fissato al soffitto Disegni di J. P. Laubal impedivano a Tube di essere remunerativo. La RATP, sioni durante l’attesa. Capitava, quindi, che la gente si soffermasse nei pressi dei televisori perdendo infatti, faticava a venderne gli spazi pubblicitari. diversi treni. La RATP, perciò, faceva trovare delle Perciò l’azienda decise di rimuovere il sistema nel sedie intorno agli apparecchi, creando una sorta di 1991. punti di ritrovo. Per evidenti ragioni di sicurezza ciò Da allora sono comparsi altri display, di tipo alfanu- non si verificava per le banchine. merico, che forniscono solo le informazioni sui I non indifferenti costi di gestione, produzione dei tempi di attesa, le direzioni e gli orari dei treni. programmi e manutenzione degli apparecchi
    • 120 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Le colonnine soprattutto erano considerate come dei La RATP ha commissionato diverse indagini circa il robot o come delle emanazioni di qualche “Big gradimento di Tube. Una delle ultime ad essere state Brother”. Per i Professionisti, la disposizione delle svolte è quella che si è basata sulla tipologia dei colonnine è un ostacolo ai loro spostamenti. Tube viaggiatori della metropolitana, (tipologia presentata ostacola la loro logica di ottimizzazione. La maggior nel capitolo precedente). Segue un estratto di tale parte dei temi trattati da Tube non corrispondeva alle ricerca. L’obiettivo globale di Tube era di «esistere come attese di un’informazione pratica. Essi ricercano non medium presso un pubblico numeroso e diversi- esercizi di stile e scrittura filmica, ma informazioni ficato». Una ricerca effettuata presso ciascun tipo di chiare e nette sulle linee della metropolitana e degli viaggiatori ha confermato innanzitutto quanto era autobus della RATP. E tutto questo può passare su stato indicato dai precedenti sondaggi effettuati su una semplice banda di testo scritto. I Sonnambuli campioni rappresentativi di viaggiatori. Tube aveva accordano un interesse particolare al trattamento dei raggiunto i due obiettivi prioritari che gli erano stati temi proposti da Tube. Criticano il contenuto di certe assegnati: l’animazione e la sicurezza. Tutti e quattro rubriche che, invece di aiutarli ad astrarsi dallo i tipi mostravano un consenso comune per quanto spazio della metropolitana, li confronta troppo diret- riguarda questi due obiettivi. Ma una nuova ricerca tamente alla realtà vissuta. Un certo numero di fondata sulla tipologia ha permesso di differenziare rubriche erano consacrate alla parodia o all’inver- nettamente le critiche mosse a Tube. Gli Esploratori, sione più o meno ludica delle pratiche urbane. Per che attribuiscono una grande importanza all’orienta- quanto attraenti fossero, tali realizzazioni marginali mento e prestano un’attenzione particolare allo finivano col rinviare lo spettatore alla sua incapacità spazio architetturale delle stazioni, hanno criticato il momentanea o permanente di farsi beffa nello stesso design e la disposizione delle colonnine di Tube, che modo della città e della quotidianità. Per i Bighelloni, né migliorano né rendono più piacevoli le stazioni. infine, Tube non permette alcun intervento attivo e
    • 121 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana frustra la loro logica di disponibilità e il loro logica di tragitto. Così, gli Esploratori considerano desiderio di passare da un canale all’altro. Tube li gli schermi come dei punti di orientamento o mette davanti all’alternativa: guardare o non addirittura dei veri e propri periscopi sul quartiere. I guardare. I Bighelloni mettono in evidenzia i Professionisti desiderano farne dei terminali di vantaggi dell’interattività che si sarebbero potuti personal computer che fornirebbero le informazioni ottenere dalle linee cablate che innervano il dispo- necessarie all’anticipazione, allo sfollamento. I sitivo delle installazioni di Tube. Immaginano degli Sonnambuli vogliono degli schermi-finestra per spazi di gioco individuali e collettivi, delle messag- sognare. Infine i Bighelloni concepiscono lo gerie, l’accesso a banche d’immagini o film, teleson- schermo come una cassa multisensoriale che offra daggi in tempo reale. loro tutte le possibilità d’entrare in interazione creativa. 53 Le attese dei Bighelloni nei confronti di Tube e di uno sfruttamento totale delle linee cablate pongono il problema delle differenti forme d’interazione possibili nell’universo della metropolitana […] Ogni tipo di viaggiatore immagina dei nuovi schermi di Tube conformemente con le sue attese e alla sua 53. Floch, 1990, pagg. 81-87
    • 122 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana SubTV, Buenos Aires santi vi sono quelle realizzate specificamente per l’azienda dei trasporti, come le sigle e i video istitu- zionali pensati per rafforzarne l’immagine. Di parti- Il modello di SubTv ricorda quello parigino: colare interesse è la campagna Metrovías lo cuida, televisori a tubo catodico, posizione a cascata dal una serie di video, da circa venti secondi l’uno, per soffitto, disposizione lungo la banchina e nei disim- educare all’uso della metropolitana. Protagonisti pegni, comunicazione audiovisiva. Al contrario di fig 146 - Logotipo di SubTv sono dei bambini ripresi in primo piano, che Tube, tuttavia, non vi sono delle zone di silenzio, in raccontano quali sono i pericoli, i divieti e i doveri in quanto gli apparecchi, dotati di propri altoparlanti, metropolitana. I video sono vivacemente sottoti- sono uniformemente distribuiti: quattro televisori per tolati, accompagnati da un allegro sottofondo ogni banchina. musicale e chiusi da una schermata grafica Gli apparecchi sono dei Philco da ventinove pollici: riassuntiva. in tutta la rete ne sono stati installati cento. Le Il palinsesto, della durata di circa un’ora, è ripetuto stazioni coinvolte sono quelle a maggior affluenza: il continuamente. Il ritmo dei programmi non è pubblico potenziale è di un milione di utenti al giorno. 54 controllato dai treni, che si succedono ogni tre minuti. Manca anche in questo caso un progetto In palinsesto vi sono news, sport, musica, complessivo di comunicazione breve: per poter documentari, spettacoli e informazioni sulla linea seguire una trasmissione nella sua interezza può della metropolitana. Tra le produzioni più interes- fig 147 - Stazione di Callao Fotografia di Metrovías essere necessario perdere qualche treno. 54. Fonte: sito ufficiale di SubTv, Ottobre 1999
    • 123 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 148 - Installazione di Subtv fig 149 - Stazione L. N. Alem Fotografie di Metrovías fig 150 - Video istituzionale Fotogrammi tratti dal video istituzionale «Colores» di Metrovías. .
    • 124 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 151 - «Metrovías lo cuida», fotogrammi chiave Campagna di educazione alla sicurezza
    • 125 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana
    • 126 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 152 - «Metrovías lo cuida», fotogrammi finali Campagna di educazione alla sicurezza fig 152 - Fotogrammi del video istituzionale «Colores»
    • 127 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana
    • 128 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Canal Metro, Barcellona tutte le stazioni della musica filodiffusa, per lo più strumentale. Le schermate frammentano il palinsesto in segmenti Barcellona si distingue da Buenos Aires e da Parigi fini, abbastanza snelli per i brevi tempi di attesa. La per l’impiego di più discreti schermi piatti, incorni- durata del clock non supera i cinque minuti, ripetuti ciati da un bordo dello stesso colore della linea in cui indipendentemente dal ritmo dei treni. Al contrario si trovano. Gli schermi sono fissati al soffitto tramite dei casi precedenti, in cui le comunicazioni si prolun- apposite staffe, che ne permettono la regolazione in fig 153 - Marchio di Canal Metro gavano oltre il succedersi di più treni, Canal Metro altezza. Altri supporti impiegati sono delle colonnine offre un palinsesto molto corto: può capitare durante metalliche, ancorate al pavimento. un’attesa di ricominciare a vedere il ciclo dall’inizio. Canal Metro ha installato quattro o cinque schermi L’informazione è affidata alla parola scritta (solo in per banchina, nelle stazioni di maggiore affluenza. catalano) ed è composta da news locali, previsioni Le linee interessate sono la linea 1 (rossa), linea 3 del tempo, eventi della città, proposte culturali, guide (verde) e la linea 5 (blu); restano escluse, almeno per ai film e alle iniziative pubbliche. L’aggiornamento ora, linea 4 (gialla) e linea 2 (porpora). di parte dei contenuti è giornaliero. Il formato comunicativo è quello dello slide show o Canal Metro non ha trovato forme di spettacolo presentazione di diapositive: si succedono delle capaci di esprimersi senza audio e immagini in schermate statiche, a volte sfumate da delle dissol- movimento. Le schermate pubblicitarie non sono venze. L’audio è praticamente assente, ad eccezione raccolte in un unico spazio, ma disseminate lungo il di qualche effetto sonoro. La rinuncia all’audio, palinsesto. comunque, è stata una scelta obbligata prima ancora che comunicativa, poiché la TMB trasmette già in
    • 129 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 154 - Linea 1, Plaça de Sants fig 155 - Linea 5, Plaça de Sants Fotografie di Robert Schwandl fig 156 - Previsioni del tempo Fotografia di Robert Schwandl fig 157 - Marchiatura a video Fotografia di Lara Seregni
    • 130 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 158 - Schermata di Sport fig 159 - Schermata di News Fotografie di Robert Schwandl
    • 131 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 160 - Sigla istituzionale fig 161 - Schermo spento Fotografie di Robert Schwandl
    • 132 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 162 - Linea 3, Plaça Catalunya Fotografia di Robert Schwandl
    • 133 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 163 - Linea 1, Glories Fotografia di Robert Schwandl
    • 134 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Citycom, Hannover Citycom, Public Broadcast Rundfunkgesellschaft mbH, trasmette nelle tre stazioni più frequentate della metropolitana di Hannover sugli schermi più grandi tra tutti quelli considerati finora. Si tratta di vere e proprie gigantografie animate (tre metri per fig 164 - Fermata Kröpcke due) a retroproiezione. Per questo hanno delle Fotografia di Citycom rilevanti dimensioni anche in spessore. Ciò ne ha condizionato l’installazione, facendoli posizionare in larghi punti di disimpegno, come in fondo alle scale CeBIT Home. I tempi di attesa variano in media dai mobili o negli spazi tipici della cartellonistica. tre ai sette minuti. Citycom è un media muto, come tutti gli altri casi in Il palinsesto è quello di una video rivista stringata, Germania, poichè i tedeschi (almeno secondo le sulla quale è possibile leggere e vedere solo l’essen- amministrazioni comunali e le aziende dei trasporti) ziale: Citycom mette in rilievo il cosa, il dove, il sembrano non gradire l’idea di poter essere disturbati fig 165 - Logotipo di Citycom quando e il come di Hannover. Avvenimenti ed infor- dall’audio. mazione, consigli ed eventi per tutte le aree della vita Le stazioni interessate sono: Hauptbahnhof, Kröpcke sociale. Culturali, sportive, popolari, politiche, sul e Steintor, ognuna con due schermi per le due tempo libero, sui divertimenti o di Economia: banchine. Il volume di passeggeri al giorno è di Citycom vi porta nel mondo delle news brevi. 55 quattrocento cinquantamila, ma aumenta in occasione delle grandi fiere come il CeBIT o il 55. Traduzione dal sito ufficiale di Citycom, Settem- bre 1999
    • 135 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 166 - Fermata Hauptbahnhof fig 167 - Fermata Steintor Fotografie di Citycom Non mancano le informazioni dell’azienda dei La programmazione tipica è di spot da dieci o venti trasporti e la pubblicità. I contenuti sono presentati secondi. La loro durata può variare da un minimo di agli spettatori sotto forma di grafica ad alta defini- cinque ad un massimo di trenta. Il numero di zione, testo, immagini statiche ed animate o passaggi giornalieri è di diciotto, trentasei o settan- sequenze video. Continuamente aggiornato durante tadue. il giorno, Citycom è il medium più nuovo di Entro la fine del 1999 dovrebbe essere inaugurato un Hannover. 56 sistema di videocomunicazione all’interno dei Le inserzioni pubblicitarie sono aggiornate mensil- vagoni, che replicherebbe il palinsesto di Citycom. mente, settimanalmente, o addirittura giornalmente, Si veda a proposito il paragrafo «Bosch e Üstra, a seconda dell’interesse dei clienti. Occupano tre dei Hannover», a pagina 148. quindici minuti del palinsesto, cioè il venti percento. 56. ibidem
    • 136 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana SMRT, Seoul orarie i tempi di attesa variano tra i quattro e i sei minuti. Il palinsesto, come l’installazione e la manutenzione, Nella metropolitana di Seoul sono stati installati è gestito direttamente dalla SMRT, una delle due cinquantacinque televisori da ventinove pollici, in dodici stazioni.57 L’installazione è a cascata dal aziende dei trasporti per la metropolitana di Seoul. La programmazione però è priva di qualsiasi soffitto, nelle banchine di attesa e nelle aree di fig 168 - Logo di SMRT comunicazione di servizio, di informazioni o avvisi. affluenza. Il segnale video è riprodotto da appositi Vengono trasmessi, infatti, solo video musicali di lettori di Video CD. Il relativo audio è diffuso nello artisti coreani. Solo i messaggi promozionali (i cui spazio circostante. spazi sono venduti da una seconda azienda, la Pearl Mediamente i tempi di attesa negli orari di punta, & Dean) scandiscono i video-clip. cioè in prima mattinata ed in tardo pomeriggio, sono Il flusso comunicativo è continuo e indipendente tra i due minuti e mezzo e i tre. Nelle altre fasce dall’arrivo dei treni. È attualmente in corso di speri- mentazione l’installazione di schermi LCD sui convogli, dove i filmati potrebbero essere sincro- 57. fonte: SMRT Business development depart- nizzati con gli spostamenti dei treni. ment, dato aggiornato al 30 Settembre 1999.
    • 137 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Voice processing system, Londra Nelle banchine delle stazioni della metropolitana di Londra sono stati installati dei display, un po’ più grandi di quelli che si possono vedere nella metropo- litana di Milano. I messaggi trasmessi sono i soliti: avvisi di servizio, divieti e ammonimenti vari. L’aspetto più interessante, però, non è tanto nei fig 169 - I nuovi speaker display, quanto nel Voice processing system che li Fotografia di Jubilee Line Extension accompagna. Si tratta di un sistema per replicare gli avvisi, attra- verso un impianto audio digitale. L’aspetto innovativo è che i messaggi sono recitati da profes- fig 170 - Display a Canada Water sionisti della voce: attori ed artisti selezionati per la Fotografia di Jubilee Line Extension loro chiarezza nel parlare. L’installazione ha coinvolto l’intera Jubilee Line, di recente realizza- zione. preregistrate. L’operatore può cambiare il perso- Le parole e le frasi dette dagli artisti sono state naggio di recitazione in qualsiasi momento, campionate digitalmente e segmentate, prima della scegliendo tra voci maschili o femminili, prive di loro archiviazione su un computer. Il messaggio difetti di pronuncia e di accenti dialettali. Una volta desiderato può essere composto tramite la sua soddisfatto può programmare il sistema affinché battitura su di un apposito terminale. Il sistema ricrea ripeta sino a dieci diversi messaggi ad intervalli poi il messaggio impiegando le parole o le frasi predefiniti in qualsiasi spazio della stazione.
    • 138 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Soluzioni per la comunicazione nei treni prima generazione, in cui LED monocromatici I primi sistemi informativi installati sui treni della metropolitana sono quelli che impiegavano come facevano alternare o scorrere caratteri alfanumerici. interfaccia di visualizzazione i display elettronici di Télécité è una delle aziende produttrici. Ha fornito metropolitane di tutto il mondo, tra cui Parigi, Londra, Hong Kong, New York, Mexico city, fig 171 - Display sui treni per Malpensa Caracas. Fotografia dell’autore L’evoluzione dei display elettronici è stata caratte- rizzata dall’aumento della concentrazione dei LED, dalla compresenza di più colori e dall’incremento in potenza e flessibilità delle centraline di controllo. Questa crescita di definizione ha portata ad una seconda generazione dei display: quella dei messaggi non più solo alfanumerici, ma anche grafici ed iconografici. I limitati scorrimenti orizzontali e verticali sono stati abbinati a dissolvenze e a movimenti più complessi, sino ad arrivare ad anima- zioni grossolane. fig 172 - Belo Horizonte, Brasile Fotografia di CBTU
    • 139 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana La terza generazione è quella dei display che modularmente costruiscono grandi schermi, impiegati soprattutto in esterni per grandi distanze: allo stadio, in piazza, ai concerti… Le dimensioni, fig 173 - Metropolitana leggera di tuttavia, sono tali da escluderli dalla possibilità di Stoccolma impiego in metropolitana. Fotografia di Bombardier Alla seconda generazione appartiene il Visual communication network, il sistema d'informazione per passeggeri che Télécité ha ideato per rispondere ai bisogni delle diverse aziende dei trasporti di massa: treni, tram, autobus, stazioni ed aeroporti. È basato su un collegamento in rete WAN58, sviluppato fig 174 - Display a 4 colori per permettere una trasmissione di dati ad alta fig 175 - Una pubblicità Fotografie di Alstom velocità, fra molti nodi connessi tra loro senza l’impiego di cavi. 58. Wide area network, rete ampia di comunica- zione fra reti locali e reti periferiche distanti.
    • 140 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Télécité, Montréal mazioni per i passeggeri scandiscono la programma- zione. Télécité produce e pubblica quattro categorie di programmi principali: le news, lo sport, le previ- Il Visual communication network installato nella sioni del tempo e gli eventi culturali. Tra gli altri metropolitana di Montréal, utilizza display a quattro programmi di intrattenimento vi sono le barzellette e colori: giallo, verde, rosso e il nero di fondo. Ve ne i rimandi al mondo dello spettacolo, come l’elenco sono due per ogni vagone. La collocazione sulle fig 177 - Logo di Télécité dei film in tv. pareti, la luminosità dei display e la grandezza dei Il formato comunicativo è un ibrido muto tra il titolo caratteri ne permettono una buona leggibilità sia da stringato del quotidiano e l’aggiornamento in tempo seduti sia stando in piedi, anche con la presenza di reale di Internet. I limiti di visualizzazione dei luce naturale. Quando il vagone è affollato, tuttavia, display precludono di fatto la presenza di un i display rimangono nascosti. Il sistema non impiega paratesto: non appare alcuna sigla, marchiatura o alcun audio. altro segno di interpunzione del flusso comunicativo. Il palinsesto ha un ciclo di circa mezzora ed è L’impaginazione varia, nei limiti della risoluzione composto dalla comunicazione di servizio (o di dei display, a seconda delle rubriche. La pubblicità emergenza) fornita in tempo reale dalla STCUM, assume la forma dell’annuncio e dello slogan, l’azienda dei trasporti, e dalle trasmissioni di accompagnati dalle indicazioni per raggiungere il Télécité. Annunci della fermata successiva, il lato di punto vendita. apertura delle porte, le corrispondenze dei mezzi fig 176 - Montréal, interno treno pubblici, le interruzioni o i disservizi e le altre infor- Fotografia di Télécité
    • 141 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 179 - Centro edito- riale di Montréal Fotografia di Télécité fig 178 - Schema trasmissione dati nel sistema Télécité Disegno di Télécité
    • 142 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 180 - Schermate di Télécité In alto a sinistra: alcuni fotogrammi di un’animazione di intermezzo. In alto a destra: alcune schermate delle previsioni del tempo. In basso a sinistra: immagini tratte dalle animazioni di alcuni spot. In basso a destra: comunicazione di servizio.
    • 143 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Alstom, Hong Kong MTRC Hong Kong ha affidato ad ALSTOM la fornitura e l’installazione del sistema di informa- zione ai viaggiatori a bordo di 762 carrozze di metro- Durante la stesura della tesi Alstom ha annunciato politana. L’ordine, per un valore di circa 9,2 milioni l’acquisizione di Télécité, la compagnia canadese di di euro, segue un progetto pilota che ALSTOM si era cui si è parlato nelle pagine precedenti. La collabora- fig 181 - Logotipo di Alstom aggiudicata nel luglio 1997 e rappresenta l’introdu- zione delle due aziende ha portato al progetto del zione sul mercato di massa del sistema AGATE™ sistema di informazioni per la metropolitana di Hong Media. Il contratto “chiavi in mano” EIDS Kong. Si tratta di uno dei primi casi in cui il (Electronic Information Display System) prevede la costruttore dei vagoni (Alstom) ha pensato ad un fornitura e l’installazione dell’apparecchiatura a alloggiamento per i display, già durante la loro bordo, dei collegamenti tra terra e treno per le progettazione. Dunque non è stato necessario ideare comunicazioni e dei centri di creazione messaggi. Il un adattamento alla situazione preesistente del sistema EIDS consentirà a MTRC di visualizzare in vagone, con tutti i compromessi che ciò avrebbe tempo reale messaggi sulla viabilità, bollettini (infor- comportato. Ciò ha permesso di evitare di collocare i mazioni, previsioni meteo, borsa valori) e pubblicità, display in case sporgenti o in “appendici” adattate in a loro volta fonte di ulteriori entrate. Il sistema un secondo momento, e di scegliere, invece, una AGATE™ Media verrà consegnato tra marzo 1999 e collocazione sopra al finestrino, con una soluzione dicembre 2001 e il contratto prevede un’opzione per simile a quella già sperimentata a Montréal. La la fornitura del medesimo sistema alle linee MTRC somiglianza con il sistema di Montréal è rafforzata future, nonché un’opzione per la manutenzione del dall’impiego degli stessi apparecchi di visualizza- fig 182 - Metrò di Hong Kong sistema.59 fig 183 - Prototipo “Metropolis” zione: display a Led di tre colori, dal formato marca- Fotografie di Alstom tamente panoramico ed arrotondati ai lati dalla cornice di protezione. 59. Rail Review n. 6 - Marzo 1999
    • 144 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Tra gli altri prodotti di Alstom vi è un nuovo treno, denominato Metropolis, la cui caratteristica principale è la modularità, che ne permette una personalizzazione a seconda delle varie città in cui può essere usato. L’installazione di riscaldamento, fig 184 - Display a Led nel proto- aria condizionata e sistemi di informazione per i tipo R143 per MTA passeggeri garantiscono un comfort eccellente, Fotografia di MTA mentre le porte e i corridoi sono stati allargati per favorire il flusso dei passeggeri.60 Dunque sta affermandosi la tendenza, nella progetta- zione dei vagoni e dei treni della metropolitana, a non considerare più soltanto la funzionalità, la sicurezza e l’efficienza, ma anche il comfort e l’informazione ai passeggeri Conferma ne è anche il prototipo di treno R143 che sarà adottato dalla metropolitana di New York. fig 185 - Prototipo di schermo piatto per i treni Anche in questo caso è stato pensato già nel progetto Fotografia di Alstom del vagone ad un alloggiamento per i display, come avvenuto ad Hong Kong.. 60. Rail Review n. 5 - Aprile 1998
    • 145 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Bosch e Üstra, Hannover È stato scelto di non impiegare l’audio per non disturbare i passeggeri che vogliono dedicarsi alla lettura. Bosch e Üstra programmano di inaugurare per La prima linea coinvolta sarà la 8, seguiranno poi la l’Expo2000 di Hannover un sistema di videoinfor- 1, 2, 6 e 11. Ognuna avrà un proprio palinsesto, mazione mobile, aggiornabile in tempo reale. In personalizzabile per direzione e posizione del treno. ognuno dei vagoni dei centocinquanta nuovi treni Il sistema di trasmissione in tempo reale delle leggeri TW2000, saranno installati sei-otto schermi immagini in movimento è permesso dalla tecnologia LCD, disposti a coppie. Uno dei due trasmetterà DMB (Digital Multimedia Broadcasting), brevettata l’informazione di servizio, l’altro replicherà il palin- dalla Bosch. sesto di Citycom, (vedi pagina 134), che dovrà essere Un trasmettitore dalla frequenza di 1452-1492Mhz reimpaginato dal formato di tre metri per due a quello invierà via etere i dati agli appositi ricevitori di uno schermo di diciassette pollici. installati sui treni. Degli DMB decoder converti- Sullo schermo di destra scorreranno informazioni sul ranno i dati digitali ricevuti in segnali video. Per i traffico, segnalazioni di eventuali ritardi o cambia- tratti sotterranei sarà necessario dotare le gallerie di menti di orari, le fermate in arrivo, affiancate “ripetitori di riempimento”, che assicureranno la dall’indicazione delle coincidenze con altri mezzi continuità delle trasmissioni anche in tunnel di pubblici. Contemporaneamente lo schermo di cemento armato. sinistra trasmetterà, per esempio, segnalazioni degli eventi della città, indicazioni sulla disponibilità e sul costo dei biglietti per gli spettacoli serali e consigli per gli acquisti.
    • 146 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 186 - Schema della tecnolo- gia DMB Disegno di Bosch
    • 147 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 187 - Prototipo nella metro- politana di Hannover Fotografia di Bosch
    • 148 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 188 - Coppia di schermi fig 189 - Schermi, fronte Fotografie di Üstra La tecnologia DMB La mancanza di una tecnologia che risolvesse il problema è emersa in particolare nel 1987, quando la Un problema mai risolto fin dalla nascita della televi- Deutsche Bundesbahn voleva fornire di trasmissioni sione, quindi per più di sessant’anni, è stato la televisive il suo treno pilota quot;ICE Equot; (ICE Experi- trasmissione di immagini verso un ricevitore mobile. mental). Solo l’impiego di videoregistratori ha L’ostacolo principale era la sensibilità del segnale consentito di offrire una soluzione, che ovviamente analogico alle interruzioni, anche se solo per brevi però precludeva l’aggiornamento in tempo reale. intervalli, alle interferenze e alla sincronizzazione La tecnologia DMB risolve il problema rendendo dei diversi trasmettitori. Perciò per lungo tempo non possibile il broadcasting verso treni, pullman, è stato possibile offrire trasmissioni a larga banda per autobus, auto o qualsiasi altro mezzo in movimento utenti in movimento. dotato degli appositi ricevitori. Il sistema DMB è
    • 149 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana nato dall’evoluzione di uno standard già affermato: il DAB, Digital Audio Broadcasting. La trasmissione di dati in formato digitale permette di inviare immagini, video, testi, audio o qualsiasi altro segnale convertito, o nato, in digitale. Tratti principali della tecnologia DMB sono i nuovi algoritmi di protezione, lo standard per la trasmis- fig 190 - DMB per auto sione di video MPEG2 sino a 1Mbit/s, la compres- La stessa tecnologia DMB impiegata per i treni può trovare applicazione sione dei dati e i processi di modulazione audio del anche per i mezzi di trasporto privato. Fotografia di Blaupunkt DAB. L’affidabilità delle comunicazioni è già stata collaudata con alcune installazioni pilota per le ferrovie tedesche, anche per tunnel di lunghezza considerevole e per velocità molto alte, come i 430km/h del Transrapid.
    • 150 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Cinevision, Berlino schermi bianchi, nel punto preciso in cui verrà visto il fotogramma successivo e dove è stato visto quello precedente. La difficoltà, insomma, sta nel far sì che Il sistema più innovativo tra quelli considerati, forse i fotogrammi siano sempre allineati ai finestrini. sperimentale, è quello che Metro Cinevision Film Ogni passeggero può vedere attraverso il finestrino GmbH ha sviluppato ed installato nel tunnel che lo stesso filmato, anche se quelli all’inizio del treno collega le stazioni Zoologischer Garten e Hansaplatz fig 191 - Cinevision: interno treno lo vedranno qualche secondo prima di quelli alla della metropolitana di Berlino. Novecento proiettori Fotografia di Zitty Berlin fine. Ciò complicherebbe l’eventuale sincronizza- schierati per cinquecentocinquanta metri “lampeg- zione con l’audio, che dovrebbe essere distribuito giano” fotogrammi in sincronia con il movimento del sfasato di pochi decimi di secondo tra un vagone e treno, permettendo ai passeggeri di godere di un l’altro. filmato di trenta secondi. Il punto debole del progetto è nella variabilità dei Un processo di visione all’incontrario: non più treni: se cambiano le dimensioni dei finestrini, la loro immagini in movimento, ma fotogrammi distribuiti distanza l’uno dall’altro o la lunghezza dei vagoni, lungo il tunnel affinché il movimento del treno faccia l’allineamento dei fotogrammi ai finestrini può ricostruire ai passeggeri il filmato. Il progetto è nato risultare compromesso. Cinevision utilizza numerosi da una ricerca durata più di dieci anni e costata tra i sensori per ovviare a queste variazioni e per misurare tre e i quattro milioni di marchi tedeschi. costantemente la velocità del treno, ma nonostante Il sistema utilizza come schermo continuo una serie ciò ha incontrato non poche difficoltà: l’immagine si di pannelli che vengono retroilluminati da potenti muoveva a scatti, un po’ convulsamente. Diversi proiettori: devono rendere visibile l’immagine passeggeri, inoltre, affermano di averlo visto molte dall’interno del convoglio, che è già discretamente volte malfunzionante o guasto. illuminato. Il problema principale è nella distribu- fig 192 - Pubblicità di Cinevision Fotografia di RZ-Online zione di ogni fotogramma lungo il percorso degli
    • 151 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 193 - Schema di Cinevision 1) superficie di proiezione 2) fotocellula per rilevare il treno 3) vano che custodisce il proiettore Disegno di Cinevision, fotografato da Federica Pellegatti. Il palinsesto è limitato dalla brevità del tempo di romperebbe i filmati, ma li sostituirebbe per intero. proiezione: trenta secondi al massimo. Il primo C’è da chiedersi se una scelta del genere non sia spezzone trasmesso era del film The Frantic Ride. Ci alquanto invadente per i passeggeri. sono in palinsesto altri film di Charlie Chaplin e Jörg Moser Metius, a capo dell’azienda ideatrice, alcuni dell’animatore americano Bill Plympton, per aveva in progetto l’installazione del sistema anche tra le fermate Quai d'Orsay e Invalides della metro- un totale di diciotto cortometraggi, da cambiare ogni due mesi. L’assenza di audio fa sembrare obbligata la politana di Parigi. Hanno dimostrato un certo citazione a pellicole storiche, ai film muti e a interesse anche le metropolitane di Londra, Mosca, sequenze sulla vecchia Berlino. alcune città scandinave, brasiliane ed argentine. La L’agenzia Michael Conrad Leo Burnett si è presa non alta affidabilità del sistema, tuttavia, e soprat- carico della gestione degli spot pubblicitari. Uno spot tutto i suoi alti costi, ne hanno di fatto ostacolato la fig 194 - Installazione in galleria Fotografia di Salon Magazine costerebbe cinquantacinque mila marchi e non inter- diffusione in altre metropolitane.
    • 152 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 195 - Box informativo Poster di illustrazione del sistema. Largo spazio trova la dedica a Charles Chaplin (all’inaugurazione era presente la nipote). fig 196 - Schema della proiezione Particolare del manifesto di Cinevision. Fotografie di Federica Pellegatti.
    • 153 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 197 - La parete della galleria Particolare del manifesto di Cinevision. Fotografia di Federica Pellegatti.
    • 154 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Un caso particolare: Infoscreen Ho deciso di analizzare più approfonditamente il interessante per un confronto con quella di Milano modello di Infoscreen, poiché primo caso di integra- era proprio Monaco, sede e primo banco di prova zione tra la videocomunicazione nelle banchine e dell’azienda. fig 198 - Logotipo di Infoscreen Infoscreen, Gesellschaft für Stadtinformationsan- quella nei vagoni; al momento della stesura di questa lagen mbH, si definisce uno sviluppatore ed un tesi era ancora l’unico. In secondo luogo dietro ai prodotti all’avanguardia dell’azienda tedesca, si cela operatore nel campo dei sistemi d’informazione per i un’esperienza pluriennale nel settore ed un know trasporti pubblici. È un’azienda di una cinquantina di how invidiabile. L’azienda, infatti, ha sviluppato e dipendenti, nata nel 1992. I suoi schermi, chiamati Station-Infoscreen, sono più di una settantina, distri- brevettato diverse soluzioni progettuali, sia per quanto riguarda le tecnologie, sia per quanto riguarda buiti nelle principali metropolitane tedesche: il design delle installazioni. Berlino, Colonia, Düsseldorf, Essen, Francoforte, La proverbiale affidabilità della tecnologia tedesca, Amburgo, Stoccarda, Monaco e Norimberga. Ve ne insomma, è stata tutt’altro che smentita. Infoscreen, sono alcuni anche nella metropolitana di Vienna. Sui nostri schermi controllati digitalmente, scorrono inoltre, mi aveva colpito per la sua attenzione e programmi di intrattenimento, notizie, eventi locali, riguardo verso gli utenti. La sua missione è quella di previsioni del tempo. La pubblicità trasmessa fornire un servizio di intrattenimento e di informa- finanzia il sistema, non aggiungendo costi ulteriori zione, che prima di tutto non infastidisca nessuno, a fig 199 - Città tedesche interes- per l’ente ospitante. Il palinsesto può essere visto costo di rinunciare in partenza all’audio. Infine, la sate da Infoscreen città con la metropolitana che mi sembrava più Disegno di Infoscreen
    • 155 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana come un city magazine che rende più piacevoli i momenti d’attesa. […] I nostri programmi possono ora essere visti all’interno dei vagoni dei mezzi pubblici di trasporto. Questo è il motivo per cui gli schermi piatti qui impiegati sono chiamati Train-Infoscreen. I primi Train-Infoscreen sono già in funzione nella metropo- litana di Amburgo. Seguiranno poi progetti per altre città.61 fig 200 - Sede dell’azienda Fotografia dell’autore 61. Traduzione dalla brochure di Infoscreen, del Febbraio 1999
    • 156 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Station-Infoscreen Inizialmente dei grossi cubi ospitavano degli schermi a retroproiezione, collocati al centro delle banchine. Questa configurazione, però, è stata presto abban- fig 201 - Schema installazioni nelle stazioni donata. Innanzitutto per l’invadenza: costituiva un Disegno di Infoscreen ostacolo al flusso dei passeggeri; in secondo luogo l’ubicazione non valorizzava il medium. I passeggeri in attesa, infatti, rivolgevano la propria attenzione impiega dei cavi in fibre ottiche. I server vengono dove aspettavano che arrivasse il treno, cioè di fronte aggiornati a loro volta dalla centrale di Monaco, a sé. La cartellonistica della parete al di là dei binari, attraverso delle linee ISDN. La trasmissione dati è quindi, aveva una visibilità maggiore. Perciò bidirezionale: le apparecchiature comunicano conti- Infoscreen ha cercato una soluzione che consentisse nuamente il proprio stato di funzionamento. l’installazione degli schermi sulla medesima parete: Due dispositivi gestiti da una centralina elettronica è nata così l’idea, tuttora in uso, di impiegare dei riconoscono l’arrivo del treno. Uno è di tipo sonar e videoproiettori. intercetta il treno a centocinquanta metri di distanza, Il sistema è basato su di un software proprietario che il secondo è una fotocellula. Quando il treno comanda il testo, le immagini e i video proiettati, raggiunge l’inizio della stazione il software inter- oltre a controllare continuamente lo stato dei sensori. rompe i programmi e trasmette un messaggio di In ogni stazione ci sono dei PC client, che gestiscono avvertimento: “Attenzione, treno in arrivo”. Man le proiezioni, e un server che rende disponibili i mano che il treno passa davanti agli schermi, una contenuti a tutti i client. Il collegamento tra il server dissolvenza al nero nasconde il messaggio di avver- e i client è stabilito attraverso una rete LAN che
    • 157 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana timento, evitando così che vi sia luce proiettata. Un impianto di aria condizionata mantiene a tempe- Appena il treno ha lasciato la banchina, riprendono i ratura e umidità costante l’interno del cassonetto, programmi dal punto esatto in cui sono stati inter- allungando così la vita media dei proiettori. rotti. In un eventuale guasto, il secondo dei due L’impianto non produce rumore e tantomeno dispositivi garantirebbe comunque il funzionamento condensa. Questa soluzione offre anche un’ottima del sistema. protezione dalla polvere, che nelle stazioni della I PC, i server e le altre apparecchiature che metropolitana è presente in quantità dannose per le controllano i proiettori sono custodite in un armadio apparecchiature. blindato. Le sue misure sono: 100cm in larghezza, Il fissaggio del cassonetto al soffitto avviene tramite 60cm di profondità e 210cm di altezza. All’interno apposite staffe, che permettono di regolare la dell’armadio è custodito anche un gruppo di conti- posizione in altezza dello stesso. Il consumo nuità. energetico del proiettore è di duemila Watt, quello dell’impianto di aria condizionata di mille Watt. Il I proiettori sono dei Barco, custoditi in cassonetti peso totale è di trecentocinquanta chilogrammi. Gli schermi sono dei pannelli, di circa 2,5 x 1,9 m, appositamente progettati. Questi hanno un ingombro di 125 cm per 114 cm; lo spessore può variare tra i 49 montati sulla parete di fronte alla banchina. Lo cm e i 53 cm. Gli spigoli dei lati lunghi sono smussati spessore può variare dai 3,5 agli 8 cm. I pannelli sono con un raggio di 120 mm. I materiali impiegati sono completamente ignifughi. Sono, infatti, composti da acciaio inox e alluminio. due strati di alluminio: uno di supporto strutturale ed Delle guide scorrevoli permettono di estrarre dal uno per ricevere le proiezioni. Il supporto è persona- cassonetto il proiettore, per facilitarne le operazioni lizzabile per dimensioni e colore a seconda della di manutenzione. Le guide hanno anche la funzione stazione in cui va collocato, in modo da integrarsi al di regolare l’inclinazione verticale del proiettore. meglio con il contesto architettonico. Sono previsti
    • 158 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana diversi sistemi di fissaggio per rispondere alla varietà trasmissioni iniziano alle 6:30, per terminare, poi, delle pareti. alle 23:00. I tempi medi di attesa sono intorno ai La superficie di proiezione viene laccata con una cinque minuti. La pubblicità copre il quaranta percento del palin- vernice bianca o ricoperta da un polimero speciale di colore argenteo, per aumentarne la riflessione. Ha sesto. La vendita degli spazi può avvenire in modo dimensioni inferiori a quelle del supporto: il coordinato tra le varie città per i clienti nazionali, fissaggio dei due strati lascia quindi un’abbondante oppure in modo differenziato per i clienti locali. La bordo di cornice, che viene comunemente impiegato tariffa è di 0.07 marchi per secondo per schermo. per il logo, l’indirizzo o il numero di telefono La programmazione tipo è di cinquanta, cento o dell’azienda. Un sottile contorno nero separa la duecento passaggi giorno. La durata di ogni singolo superficie di proiezione dal grande bordo di sfondo, spot è variabile. Applicando questo tariffario ad uno generalmente blu o grigio. Nel bordo trova anche spot di dieci secondi, ripetuto su sei schermi, con alloggiamento la fotocellula per il rilevamento cento passaggi al giorno per una settimana, dell’arrivo dei treni. otteniamo un prezzo di circa tremila marchi. La cifra Il palinsesto giornaliero è composto da News, previ- non considera però gli sconti offerti proporzional- mente al prezzo complessivo.62 sioni del tempo, eventi locali, cartoni animati di Mordillo. La sua durata è di circa 10 minuti. I programmi sono inframmezzati dalla pubblicità, nella forma di immagini statiche o video Mpeg1. Le 62. Prezzi indicativi del Febbraio 1999 fig 202 - Fotogrammi palinsesto Fotografie di Infoscreen
    • 159 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 203 - Istallazione a Berlino Fotografia di Federica Pellegatti
    • 160 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 204 - Installazione a Monaco Fotografia dell’autore
    • 161 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 205 - Fermata Marienplatz, linea U6 Fotografia dell’autore
    • 162 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 206 - Attesa del treno fig 207 - Treno in arrivo Fotografie dell’autore fig 208 - Treno in stazione fig 209 - Treno arrivato Fotografie dell’autore
    • 163 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 210 - Fermata Hauptbahnhof fig 211 - Banchina centrale Fotografie dell’autore fig 212 - Banchina laterale fig 213 - Ingresso in banchina Fotografie dell’autore
    • 164 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 214 - Sendlinger Tor, linea U3 fig 215 - Banchina e segnaletica Fotografie dell’autore fig 216 - Odeonsplatz, linea U6 fig 217 - Münchner Freiheit, linea U3 Fotografie dell’autore
    • 165 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 218 - Marienplatz, linea U6 fig 219 - Confronto con cartello- nistica Fotografie dell’autore fig 220 - Hauptbanhof, linea U5 fig 221 - Arredo urbano in ban- china Fotografie dell’autore
    • 166 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 222 - Schermo di Berlino Fotografia di Federica Pellegatti fig 223 - Schermata di avviso Fotografia dell’autore fig 224 - Schermo curvato fig 225 - Cornice con fotocamera Fotografie dell’autore
    • 167 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 226 - Cassonetto in lamiera fig 227 - Cassonetto con spigoli smussati Fotografie dell’autore fig 228 - Fotocellula a lato fig 229 - Fotocellula in alto Fotografie dell’autore
    • 168 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 230 - Impatto visivo fig 231 - Fissaggio al soffitto Fotografie dell’autore
    • 169 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 232 - Cavi di rete in fibre ottiche fig 233 - Collaudo della rete Fotografie dell’autore
    • 170 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 234 - News, prima schermata fig 235 - News, ultima schermata Fotografie dell’autore fig 236 - News, dissolvenza fig 237 - News, impaginazione testo Fotografie dell’autore
    • 171 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 238 - Previsioni del tempo fig 239 - Cartoni animati: Mordillo Fotografie dell’autore fig 240 - Pubblicità di Pro7 fig 241 - Pubblicità televisiva Fotografie dell’autore
    • 172 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 242 - Monitoraggio in remoto delle apparecchiature fig 243 - Software proprietario per il telecontrollo Fotografie dell’autore fig 244 - Laboratorio collaudo proiettori Fotografia dell’autore
    • 173 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Train-Infoscreen ma anche in direzione opposta. Ogni singola unità del sistema fornisce costantemente dati a riguardo della propria posizione e del proprio stato di funzio- I requisiti principali a cui il sistema Train-Infoscreen namento. Il dipartimento tecnico della sede centrale ha voluto rispondere sono quattro: in-car intelli- può monitorare così i componenti più importanti gence, trasferimento di dati in modo bidirezionale, delle singole unità, in modo da intervenire tempesti- alta qualità dell’immagine e buon design. vamente in caso di guasti. In-car intelligence significa che il sistema deve Alta qualità delle immagini vuol dire alta risolu- sapersi comportare diversamente a seconda della zione, stabilità, colori brillanti, alto contrasto e forte posizione. Per esempio possono esserci dei fig 245 - Metrò di Amburgo luminosità. Questi sono requisiti fondamentali per Fotografia di Infoscreen programmi distinti per una zona della città, oppure un’immagine video leggibile anche in presenza di possono esserci variazioni a seconda della direzione luce naturale. Inoltre serve un ampio angolo di del treno. Perciò il sistema deve sempre conoscere visione degli schermi, poiché non tutti gli utenti quale tratto della linea è in uso. Diversamente non possono trovarsi di fronte ad essi. sarebbe possibile visualizzare al momento giusto i Buon design vuol dire innanzitutto prestare atten- nomi della fermate in arrivo o le coincidenze con altri zione all’impatto sugli utenti: schermi troppo grossi servizi. Inoltre ciò consente di localizzare le o troppo numerosi possono risultare invadenti e dare pubblicità: si può reclamizzare un punto vendita solo l’impressione che si voglia forzarne la visione. La qualche fermata prima. Lo stesso può essere fatto solidità degli schermi e dei loro alloggiamenti deve con gli eventi della città, le mostre, gli spettacoli, i essere tale da ridurre ogni possibilità di danni da festival o le fiere. vandalismo. In ogni caso, un design modulare dei Dati bidirezionali permettono non solo di trasferire componenti assicura una facile e veloce sostituibilità informazioni dai centri editoriali a ogni singolo delle parti guaste. veicolo (normalmente per aggiornarne i contenuti),
    • 174 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Tutti i seggiolini e gli spazi all’interno del vagone devono rimanere ben in vista per ragioni di sicurezza. Devono essere progettate soluzioni di fissaggio che possano adattarsi ai vari tipi di veicoli. fig 246 - Installazione sul cri- stallo paravento Fotografia di Infoscreen
    • 175 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana Train-Infoscreen, buona visibilità degli stessi, ma anche la sicurezza, l’implementazione tecnologica l’impatto ambientale e la presenza di zone di silenzio visivo. Il numero di schermi per vagone può arrivare Gli schermi impiegati sono TFT a cristalli liquidi, sino a sei e può variare in base alle sue dimensioni. appositamente modificati per raddoppiarne la Il case che contiene lo schermo LCD è sigillato: luminosità. La scelta di questa tecnologia è stata grazie alla bassa dissipazione di calore non è neces- motivata dai suoi bassi consumi, dalla lunga durata e saria una ventilazione interna. L’isolamento dalla bassa produzione di calore. dall’ambiente esterno protegge dalla polvere e Gli schermi hanno una diagonale non troppo pronun- dall’umidità, rendendo superflue le operazioni di ciata: da un minimo di quindici ad un massimo di pulizia interna. È possibile aprire il case solo attra- venti pollici. In questo modo l’immagine non è verso una chiave speciale. troppo grande per i passeggeri che si siedono di Lo spessore del case è inferiore agli 8 cm, non vi fronte agli schermi, ne troppo piccola per chi è un po’ sono spigoli vivi e ogni componente modulare è più lontano: il campo di visione raggiunge il limite sostituibile in meno di cinque minuti. Una lastra di tra i cinque e i sette metri. L’angolo laterale di vetro blindato contribuisce a proteggere lo schermo e visione è di 140°. La risoluzione massima può essere allo stesso tempo previene possibili riflessi. 1024 x 768 pixel (XGA) o 1280 x 1024 (SXGA). Le diverse collocazioni nei treni e le differenze tra i L’installazione può essere eseguita in tre modi: sulle vari tipi di convogli, rendono necessario lo sviluppo pareti all’inizio o alla fine del treno, a cascata dal di diverse soluzioni. Una di queste, per esempio, è soffitto oppure sui divisori, come quelli con un quella di inserire alcune componenti nel braccio di cristallo paravento. La collocazione degli schermi fissaggio al soffitto, guadagnando così nel case può essere personalizzata a seconda del tipo di spazio per un secondo monitor, da impiegare per il vagone. Va tenuta in considerazione non solo la retro. Un’altra soluzione è quella del montaggio sui
    • 176 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana cristalli paravento, che già sono presenti su molti scheda grafica con integrato un decoder MPEG II a convogli tedeschi. Il case, in questo caso, ha sul retro 720 x 576 pixel, utilizzabile anche per gli MPEG I a una robusta lamiera, sulla quale può essere incollato 352 x 288. Ciò consente di utilizzare video digitale di lo schema della metropolitana. L’aspetto e il colore alta qualità con un basso consumo di banda. Un software proprietario controlla lo slide show del case, infine, può essere personalizzato, al fine di essere coordinato con l’aspetto e con il colore degli delle schermate statiche. Queste possono essere interni. composte da più livelli, in modo che ne sia possibile Su ogni vagone è installata una communication aggiornare anche soltanto una parte. Alcuni computer unit, chiamata CCU. Questa rappresenta il contributi, come fondini, cartine, grafica, sono archi- “cervello” di ogni vagone: riceve gli aggiornamenti e viati negli hard disk e non richiedono pertanto di li visualizza sugli schermi. Ha un proprio hard disk, essere scaricati ad ogni aggiornamento, riducendo un modello industriale antiurti, sul quale vengono così il peso dei file da scaricare. Per aggiornare una registrati tutti i contributi: i video-clip, i testi, le schermata di news, per esempio, occorre meno di un fotografie, la grafica o altro genere di immagini. Kilobyte di dati. La trasmissione verso i convogli si avvale di Ogni vagone è indipendente dall’altro: l’azienda dei trasporti non ha vincoli nello spostarli da un treno apparecchi a tecnologia radio, installati in alcune all’altro e se l’impianto di uno di questi subisce un stazioni, dove ha luogo la maggior parte dei trasferi- guasto, gli altri impianti non ne risultano compro- menti di dati. Altri trasferimenti possono essere messi. eseguiti in qualsiasi momento dall’azienda dei Ogni CCU è alimentata da un gruppo di continuità trasporti, attraverso appositi centri di trasmissione. dedicato, che evita spegnimenti improvvisi durante Appena il treno entra in una delle suddette stazioni le brevi interruzioni di elettricità e protegge dagli viene automaticamente stabilita una connessione di sbalzi di tensione. A corredo delle unità vi è una rete con un apposito server. I tempi di connessione
    • 177 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana la trasmissione verso le CCU dei treni, le quali rispondono spedendo il proprio file log64 e i dati dei sensori che ne controllano il funzionamento. I server, a loro volta, replicano i dati ricevuti al centro di controllo. Data downloading station è il nome dato all’insieme fig 247 - Schema trasmissione dati di Train-Infoscreen delle apparecchiature impiegate nelle stazioni per la Disegno di Infoscreen comunicazione con i treni. La tecnologia usata è stata certificata: non vi sono problemi di campi magnetici per i passeggeri, e nemmeno interferenze con le sono di circa un secondo, dopo il quale tutto funziona attrezzature delle aziende dei trasporti. Le data come una normale rete cablata. Alla partenza del downloading station si trovano normalmente nelle treno, il server interrompe la connessione appena la fermate più affollate e nei due capolinea, dove il forza del segnale radio scende sotto ad una certa treno compie delle soste più lunghe. Dove c’è più soglia. tempo, quindi, per trasmettere i dati. Una sosta nelle Una LAN63 viene stabilita durante la connessione stazioni affollate, mediamente di circa quaranta radio. Questa radio LAN permette di trasferire, in secondi, è sufficiente per trasferire dai cinque ai modo bidirezionale, grandi quantità di dati con alte venticinque megabyte. Abbastanza per salvare dai velocità: fino a dieci megabit al secondo. Il flusso dei tre ai quindici minuti di schermate fisse, equivalenti contributi è originato da un centro editoriale, che si ad un video in MPEG I la cui durata è compresa tra i collega ai server delle stazioni. Da questi, poi, parte venticinque e i centoventicinque secondi. Una sosta 63. acronimo di Local area network, rete di comu- nicazione locale. 64. registro delle attività del computer
    • 178 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana nei capolinea, stimabile in almeno tre minuti, è suffi- per esempio nel letto dei binari cinquecento metri ciente per trasmettere dai venti ai cento megabyte. prima di ogni stazione. Non è necessario utilizzare Un centro editoriale nazionale produce l’informa- dei cavi di alimentazione, poiché vi sono batterie che zione condivisa dagli schermi delle varie metropo- possono fornire l’alimentazione per anni. Quando litane. Dei centri locali nelle varie città producono, passa il treno, il trasmettitore emette un codice invece, i contenuti originali per il proprio circuito. definito, il quale viene letto da un apposito ricevitore Entrambi i centri si collegano ai server delle stazioni installato sul treno. Il ricevitore, poi, trasmette il tramite una o più linee ISDN. Il centro editoriale codice alla CCU. A quel punto viene caricata nazionale, per connettersi coi numerosi server, può dall’hard disk e visualizzata sugli schermi anche sfruttare il satellite. l’immagine associata a quel codice, come il nome Il monitoraggio della posizione dei treni è un aspetto della fermata o i collegamenti ad altri mezzi pubblici. La manutenzione delle apparecchiature può essere fondamentale di un sistema che abbia una in-car intelligence. Diverse aziende dei trasporti sono già in svolta tempestivamente, grazie ai sensori che grado di conoscere in ogni momento la posizione dei consentono un controllo in tempo reale dello stato di propri convogli. Tuttavia ve ne sono anche molte funzionamento degli schermi, delle LAN e delle altre che non lo sono o che impiegano attrezzature a CCU. In molti casi è possibile persino evitare cui è difficoltoso interfacciarsi. Per queste è possibile malfunzionamenti prima ancora che si verifichino. impiegare dei piccoli trasmettitori, distribuiti lungo i I dispositivi di intervento automatico e la possibilità tracciati delle metropolitane. Questa soluzione è già di correggere problemi di software in remoto stata testata per anni con altre applicazioni, come le riducono ulteriormente le possibilità di inconvenienti ferrovie ad alta velocità tedesche. tecnici. I trasmettitori hanno uno spessore di pochi centimetri Tra le altre cose i sensori registrano anche eventuali e vengono fissati in un punto preciso delle fermate, colpi inferti agli schermi. Nel caso in cui venisse
    • 179 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana sferrato un colpo forte, la CCU spegnerebbe e gli annunci degli eventi dello spettacolo: concerti, immediatamente lo schermo colpito, in modo da dare cinema, programmi televisivi. La possibilità di l’impressione ai vandali di essere riusciti nel loro trasmettere video di intrattenimento non è ancora intento di manomissione. Dopo qualche minuto lo stata sfruttata per la difficoltà nel reperire soggetti di schermo sarebbe riacceso. durata inferiore al minuto e privi di audio. La Il formato comunicativo è un ibrido muto tra lo slide comunicazione di servizio è costituita principal- show e il videoclip. Si succedono per lo più delle mente da avvisi delle fermate in arrivo e delle coinci- schermate statiche, spesso sfumate (per intero o solo denze con altri mezzi pubblici. in una parte) da delle dissolvenze. L’informazione si Il palinsesto dura circa mezzora, occupata per un avvale quasi esclusivamente di immagini e testo, quarto dalla pubblicità. Ad ogni ripetizione del clock l’intrattenimento di video, trasmessi in MPEG I o è possibile intervenire con un aggiornamento da un MPEG II. apposito centro editoriale, in tempo quasi reale Il palinsesto è imperniato sull’informazione: news (pochi minuti di scarto). I programmi durano media- dal mondo culturale, sportivo, politico ed mente trenta secondi, raramente superano i sessanta. economico, con una particolare attenzione alle Spesso sono intercalati da dissolvenze. notizie locali. Non mancano le previsioni del tempo fig 248 - Schermate del palinsesto Fotografie di Infoscreen
    • 180 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 249 - Metropolitana di Amburgo Fotografia di Infoscreen
    • 181 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 250 - Schermo usato per i treni Fotografia dell’autore
    • 182 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 251 - Laboratorio di sviluppo e ricerca Fotografia dell’autore
    • 183 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 252 - Componenti per gli schermi Fotografia dell’autore
    • 184 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 253 - Scocche per lo schermo e per la CCU fig 254 - Scocca per lo schermo assemblata e rifinita Fotografie dell’autore fig 255 - Altro tipo di scocca fig 256 - Dettaglio della scocca Fotografie dell’autore
    • 185 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 257 - Schermo in collaudo fig 258 - Retro dello schermo Fotografie dell’autore fig 259 - Schermo LCD fig 260 - CCU e sue componenti Fotografie dell’autore
    • 186 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 261 - Prototipo per cristallo fig 262 - Vista frontale Fotografie dell’autore
    • 187 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 263 - Schermo, retro fig 264 - Schermo, fronte Fotografie dell’autore fig 265 - Prova resistenza fig 266 - Test riflessi Fotografie dell’autore
    • 188 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 267 - Montaggio ad Amburgo fig 268 - Panoramica sul vagone Fotografie di Infoscreen
    • 189 capitolo 2 - Le videocomunicazioni in metropolitana fig 269 - Istallazione terminata fig 270 - Schermo a due facce fig 271 - Manutenzione Fotografie di Infoscreen
    • 3 Ciò che non si può dire con poche parole, non si può dire neanche con molte. Bruno Munari.
    • capitolo 3 Il progetto
    • 192 capitolo 3 - Il progetto Installazione degli schermi Scelta del formato antropometrico, ma che addirittura derivi da un «imprinting» molto profondo nella corteccia celebrale: la velocità con cui l’uomo primitivo Ottimizzare l’ingombro in altezza è stato un requisito scrutava le vaste pianure africane gli permetteva di fondamentale nella scelta degli schermi, poiché individuare per tempo un predatore o una preda. l’altezza dei vagoni è ridotta. Una specifica norma La scelta della grandezza, del numero e della collo- UNI richiede che venga garantita una quota minima cazione degli schermi è stata affrontata considerando dal pavimento di due metri. Perciò si è optato per il numerose variabili, a partire dai vincoli spaziali formato 16:9, che a parità di diagonale ha un altezza imposti dal parco rotabile esistente (a breve termine inferiore (e la larghezza maggiore) rispetto a quella non ne è previsto un aggiornamento). All’aumentare del formato in 4:3. della diagonale e del numero degli schermi Il formato più largo risulta appropriato anche per aumentano la visibilità e gli angoli di visione fattori ergonomici: è noto che lo sguardo umano laterale, aumentano anche però il costo, i consumi privilegi movimenti orizzontali piuttosto che quelli energetici e gli ingombri. verticali. Per scorrere con lo sguardo un asse Agli schermi piatti da 15quot; e 17quot; tipicamente orizzontale è sufficiente muovere gli occhi con impiegati nel campo dell’informatica si è affiancata piccoli spostamenti del capo. Per l’asse verticale, recentemente una nuova generazione di 18quot;. La invece, occorrono movimenti del capo più marcati. decisione finale è caduta proprio su questi ultimi in Alcuni esperti sostengono che il privilegiare l’asse quanto miglior compromesso delle variabili consi- orizzontale non sia dovuto solo ad un fattore fisico ed
    • 193 capitolo 3 - Il progetto fig 272 - Lampade e luce Aumentando la potenza delle lampade si può aumentare la luminosità dello schermo. Illustrazione di Silicon Graphics derate. La loro visibilità è soddisfacente per sioni di calore. Inoltre è una tecnologia sufficiente- l’impiego a cui sono destinati: hanno una superficie mente collaudata da assicurare una certa affidabilità. visibile equivalente a quella degli schermi a tubo È possibile apportare delle modifiche agli schermi catodico di circa 20quot;. per aumentarne la luminosità. Ciò è molto impor- Per quanto riguarda la tecnologia si è valutata come tante per un'applicazione in un ambiente critico, in più conveniente quella LCD. In primis per l’evidente quanto discretamente illuminato, come quello di un necessità di ingombri ridotti: uno schermo a tubo vagone. La situazione diventa ancora più sfavo- catodico sarebbe troppo pesante e profondo. La revole, per la presenza della luce naturale, quando i tecnologia LCD, poi, offre ottimi rendimenti e treni riemergono in superficie. Bisogna sottolineare, luminosità, bassi consumi energetici e basse disper- oltre a ciò, che la distanza dell’osservatore dallo schermo può arrivare a qualche metro.
    • 194 capitolo 3 - Il progetto fig 273 - Spaccato di uno schermo LCD fig 274 - Membrana per aumen- tare gli angoli di visione Illustrazioni di Silicon Graphics L’immagine nei monitor LCD è generata dalla visuale dei monitor varia a seconda della dimensione polarizzazione di un cristallo liquido (pixel) le cui della diagonale: schermi più grandi offrono angoli molecole sono sollecitate da un campo elettrico che maggiori. attraversa il cristallo in senso perpendicolare al piano Gli schermi da 15quot; di uno dei produttori più di visuale. Perciò è molto importante per questa affermati, per esempio, hanno angoli di visione tecnologia l’angolo che intercorre tra il visus e la destra/sinistra di +/- 60° (totale 120°) e alto/basso di superficie del pannello. Maggiore è l’angolo +/- 45° (totale 90°). Gli stessi schermi da 18.1quot;, migliore è la visibilità e quindi la funzionalità invece, hanno angoli di visione destra/sinistra di +/- operativa del monitor a cristalli liquidi. L’angolo di 80° (totale 160°) e alto/basso di +/- 80° (totale 160°).
    • 195 capitolo 3 - Il progetto Installazione degli schermi 55° La prima soluzione prevede un’installazione degli 75° schermi a cascata dal sottocielo dei vagoni, in modo fig 275 - Angoli di visione 55° Illustrazione dell’autore 75° simile a quanto già è stato fatto per alcune ferrovie straniere. Un accoppiamento fronte-retro degli schermi consente l’impiego di un unico case per custodire due schermi. Nello studio di visibilità è emerso che un’inclina- Sottocielo zione ottimale dello schermo è di 30° rispetto all’asse 60 ° fig 276 - Fissaggio al sottocielo verticale. Inclinazioni maggiori ridurrebbero la Disegno dell’autore 30° Schermo 2 visibilità per le persone in piedi, inclinazioni minori 60 ° ridurrebbero la visibilità per le persone sedute e Schermo 1 aumenterebbero eccessivamente l’ingombro in altezza. 110°) e da una distanza inferiore ai due metri e Nello studio di visibilità degli schermi sono stati mezzo. considerati gli angoli di visione minimi garantiti dai Il posizionamento dei primi due schermi è stato prodotti oggi in commercio: destra/sinistra di +/- 75° previsto in corrispondenza del centro del secondo (totale 150°) e alto/basso di +/- 55° (totale 110°). È finestrino, gli altri due in corrispondenza del quarto. stata individuata, inoltre, all’interno dell’area di Nel caso delle motrici, in cui lo spazio per i visibilità garantita, un’area di visibilità ottimale passeggeri è inferiore, gli schermi possono essere definita da angoli di visione più stretti: destra/sinistra fig 277 - Schermi in un treno avvicinati. di +/- 45° (totale 90°) e alto/basso di +/- 40° (totale Fotografia di Instrumentointi Oy
    • 196 capitolo 3 - Il progetto 2876 mm 3 1 4500 mm 4500 mm 7100 mm 2 4 16938 mm 1 2 3 4 2660 mm fig 278 - Posizionamento degli schermi. Installazione a cascata dal sottocielo dei vagoni.
    • 197 capitolo 3 - Il progetto 75° 45° 40° 55° fig 279 - Studio di visibilità degli schermi. studio sono stati presi in considerazione gli angoli di visione minimi garantiti dagli schermi LCD a 18” oggi in Gli angoli di visione degli schermi sono quelli indivi- Visibilità ottimale commercio. Per determinare il bacino di illuminazione duati dalla normale alla superficie e un punto in cui Visibilità accettabile degli schermi è stata considerata anche la distanza dal possa misurarsi un’accettabile contrasto e scala di punto di osservazione. grigi. Gli angoli variano a seconda della grandezza Zone d’ombra dello schermo, della marca o del modello. In questo
    • 198 capitolo 3 - Il progetto fig 280 - Sezione longitudinale del vagone Installazione dello schermo al centro della fila di sedili per essere equidistante dalle porte alla sua destra e alla sua sinistra.
    • 199 capitolo 3 - Il progetto 354 mm 260 mm Controsoffitto al 60 ° centro del sottocielo, presente in alcuni lotti di treni e in tutti quelli della linea 3 2000 mm mm 26 00 00 mm 2260 mm 26 2340 mm 220 mm 500 mm Ingombro dello spazio libero sotto i sedili, (su tutte le tipologie di vetture), utilizzabile per l’installazione delle apparecchiature 2788 mm fig 281 - Sezione longitudinale, quote La distanza tra il case degli schermi e il filo supe- riore del pavimento rispetta la norma UNI che per questi casi richiede un minimo di 200 cm.
    • 200 capitolo 3 - Il progetto fig 282 - Vagone affollato
    • 201 capitolo 3 - Il progetto fig 283 - Vagone affollato e bacino di illuminazione La visibilità degli schermi è ottimale per gli utenti in piedi: chi è seduto si dedica più facilmente ad altre attività come la lettura.
    • 202 capitolo 3 - Il progetto fig 284 - Sezione trasversale del treno Installazione dello schermo al centro del sottocielo
    • 203 capitolo 3 - Il progetto 466 mm 394 mm 272 mm 259 mm 1347 mm 1946 mm 908 mm fig 285 - Sezione trasversale: quote principali 2761 mm
    • 204 capitolo 3 - Il progetto fig 286 - Sezione trasversale: vagone affollato
    • 205 capitolo 3 - Il progetto fig 287 - Installazione sulla Linea 3
    • 206 capitolo 3 - Il progetto fig 288 - Installazione sulla Linea 2
    • 207 capitolo 3 - Il progetto Seconda soluzione La disomogeneità del parco rotabile, tuttavia, è tale Sottocie lo da richiedere una seconda soluzione per l’installa- zione degli schermi, complementare alla prima. Si 60 ° possono contare, infatti, quasi una ventina di diverse tipologie tra vagoni e motrici. Unico denominatore 30° Schermo comune nel sottocielo di tutti i vagoni delle tre linee sono i fascioni laterali, che ospitano i dispositivi di apertura delle porte. Facendo scorrere di pochi centi- Fascione laterale fig 289 - Installazione sul metri le pubblicità che li ricoprono, da una parte, e le fascione laterale Disegno dell’autore indicazioni dei percorsi dall’altra, rimarrebbe suffi- ciente spazio per gli schermi. La collocazione sopra le porte è stata scelta in quanto punto di migliore visibilità: vi è una minore interfe- L’inclinazione ottimale rispetto all’asse verticale renza dei corrimano. L’indicazione, inoltre, delle rimane quella di 30°. Questa può essere mantenuta fermate in arrivo è più utile che sia fornita vicino alle con una minima sporgenza orizzontale dai fascioni e porte. L’installazione alternata tra le porte di un lato rimanendo a filo in altezza. Ciò eviterebbe ogni e quelle del lato opposto permette di mantenere rischio di intralciare la circolazione dei passeggeri costante il numero degli schermi per vagone, distri- alti più di due metri, poichè già devono abbassare il buendo però in modo più uniforme le zone di capo per oltrepassare la porta. migliore visibilità.
    • 208 capitolo 3 - Il progetto 2876 mm 5412 mm 1501 mm 16923 mm 3750 mm 8138 mm 2640 mm fig 290 - Posizionamento degli schermi. Installazione alternata sopra le porte dei vagoni.
    • 209 capitolo 3 - Il progetto 75° 45° fig 291 - Simulazione di visibilità degli schermi. Visibilità ottimale In questa seconda ipotesi di installazione, gli schermi, a Visibilità accettabile parità di numero, individuano delle zone di migliore visibilità in modo più regolare. Zone d’ombra
    • 210 capitolo 3 - Il progetto fig 292 - Illustrazione della seconda ipotesi Lo schermo della parete opposta a quella rappressentata, è disegnato col tratteggio.
    • 211 capitolo 3 - Il progetto 1589 mm 2110 mm 394 mm 1020 mm Controsoffitto al centro del sottocielo, presente in alcuni lotti di treni e in tutti quelli della linea 3 2260 mm 2340 mm 220 mm 500 mm Ingombro dello spazio libero sotto i sedili, (su tutte le tipologie di vetture), utilizzabile per l’installazione delle apparecchiature 3734 mm fig 293 - Seconda soluzione e dimensionamento Lo spazio tra la porta e il soffito è sufficientemente ampio da ospitare uno schermo senza rimuovere lo schema della linea.
    • 212 capitolo 3 - Il progetto fig 294 - Seconda soluzione: treno affollato L’installazione sopra le porte ha il vantaggio di evi- tare la sporgenza dal soffitto.
    • 213 capitolo 3 - Il progetto fig 295 - Vagone affollato e bacino di illuminazione Lo schermo tratteggiato (della parete opposta a quella raffi- gurata) non è stato considerato nella simulazione.
    • 214 capitolo 3 - Il progetto fig 296 - Seconda ipotesi: sezione trasversale Questa soluzione si integrera in modo più discreto e fun- zionale con l’arredo del vagone.
    • 215 capitolo 3 - Il progetto 60 ° 194 mm 272 mm m 0m 0 26 1946 mm fig 297 - Sezione trasversale: quote principali 2761 mm
    • 216 capitolo 3 - Il progetto fig 298 - Sezione e vagone affollato La soluzione priva di sporgenze dal sottocielo elimina il rischio di urto accidentale da parte degli utenti di altezza superiore ai due metri.
    • 217 capitolo 3 - Il progetto fig 299 - Treno affollato e bacino di illuminazione L’installazione sopra la porta individua un area di visibilità che raggiunge tutti i passeggeri.
    • 218 capitolo 3 - Il progetto fig 300 - Installazione sopra la porta
    • 219 capitolo 3 - Il progetto Impaginazione a video Si è preferito non impiegare l’audio all’interno dei mativi rivolti a target diversi. La posizione dei treni, vagoni poiché l’utente non ha la libertà di scegliere le fasce orarie, giornaliere, mensili e le occasioni di se sentirlo o meno. Non ha un telecomando con cui festività sono state riconosciute come altre possi- cambiare programma o alzare ed abbassare il bilità di segmentazione del target. volume, nè avrebbe lo spazio per allontanarsi dagli Il primo flusso comunicativo è quello dell’informa- altoparlanti. zione di servizio (annuncio prossima fermata, La metropolitana di Milano, inoltre, non è gommata direzione di apertura delle porte, coincidenze con e non impiega dispositivi per la riduzione del altri mezzi). Questo ha avuto la priorità nel dimen- rumore. Ciò comprometterebbe e disturberebbe in sionamento e nell’ottimizzazione della leggibilità: ogni caso un eventuale segnale sonoro soprattutto testo nero su una banda bianca, che copre per l’intera nelle curve, nelle accelerazioni e decelerazioni. larghezza la parte alta dello schermo (i primi 5 cm L’assenza dell’audio ha delle ricadute evidenti dall’alto). Il carattere scelto è il verdana, concepito sull’immagine a video e sulla sua impaginazione, a proprio per un impiego a video. Ne è stata aumentata cui perciò è richiesto di supplire con la parola scritta. la pesantezza dei corpi e della carenatura per agevo- Lo studio dei comportamenti dei passeggeri ha larne la lettura da distanze non ravvicinate ed angola- rilevato l’esistenza di tipologie comportamentali zioni laterali sfavorevoli. distinte. La compresenza di un pubblico differen- Un simbolo bianco, su di un cerchio colorato, ziato ha suggerito un formato video a multischermo, precede il nome della fermata: una freccia destra/ in cui scorrono contemporaneamente flussi infor- sinistra per gli schermi installati al centro del sotto-
    • 220 capitolo 3 - Il progetto giorni. Il colore di fondo varia a seconda della 52 mm tipologia dei contenuti trasmessi. 1 L’ampia zona centrale rimasta, invece, è il vero e proprio finestrino sulla città, pensato per soddisfare il 202 mm 202 mm 146 mm fig 301 - Divisione dello schermo bisogno di un contatto con la realtà soprastante. Qui 2 3 1 = banda informazioni di servizio scorre il flusso comunicativo più vistoso, dove 2, 3 = riquadri di video in 4:3 27 mm 4 = banda di testo di intrattenimento un’impaginazione dinamica articola video, immagini e testo. 4 L’area è simmetricamente divisa dalla sua mezzeria cielo, un segnale divieto di accesso/freccia in basso verticale, che individua due riquadri dal rapporto per gli schermi installati sopra le porte. base per altezza di 4:3. Una seconda banda orizzontale (4), dall’altezza di Il suo palinsesto: clip di intrattenimento, eventi, 2,5 cm, copre l’intera larghezza del lato più basso. In notizie locali, spettacoli, immagini del territorio, questa scorrono oroscopo, aforismi, poesie, barzel- «fotografie» in tempo reale dell’inquinamento e del lette, curiosità e tutto ciò che soddisfa il bisogno di tempo meteorologico. un intrattenimento che distragga dalla realtà di tutti i
    • 221 capitolo 3 - Il progetto 11 mm 7 mm 12 mm 6 mm Il Fidelio di Muti Il Fidelio di Muti 5 mm conquista la Scala. Per conquista la Scala. Per l’opera di Beethoven l’opera di Beethoven 111 mm 12 minuti di applausi. 12 minuti di applausi. Salta l’inno di Mameli Salta l’inno di Mameli in onore di Ciampi. in onore di Ciampi. 5 mm Ciò che non si può dire con poche parole, 5 mm 11 mm 7 mm 184 mm fig 302 - Gabbia di impaginazione
    • 222 capitolo 3 - Il progetto 43 mm 6 mm 6 mm 5 mm 3 mm 5 mm 6 mm 6 mm 6 mm 6 mm 6 mm 7 mm 4 mm 4 mm 29 mm 53 mm 22 mm 6 mm 9 mm 5 mm 5 mm 5 mm 20 mm 19 mm 20 mm fig 303 - Banda in alto: studio del lettering Font Verdana 108 pt, carenatura 110 %, grassetto +3 pt, nero 100 %, fondo bianco.
    • 223 capitolo 3 - Il progetto 3 mm 2 mm 20 mm 15 mm per 8 mm 40 mm 11 mm fig 304 - Direzione del treno La freccia che indica il lato di apertura delle porte cede il posto alla parola “per”, il nome della fermata in arrivo alla direzione del treno.
    • 224 capitolo 3 - Il progetto 28 mm 40 mm 29 mm 10 mm 18 mm 8 mm 2 20 1 61 41 94 3 mm 4 mm 4 mm 2 mm 41 mm fig 305 - Coincidenze con altri mezzi I numeri nei cerchi indicano i mezzi pubblici che si tro- vano in coincidenza della fermata in arrivo Font: Verdana 65 pt, bianco, grassetto: + 2,25 pt
    • 225 capitolo 3 - Il progetto 7 mm 2 mm 2 mm 3 mm 2 mm 4 mm 10 mm Ciò che non si può dire con poche parole, 4 mm 8 mm 9 mm 8 mm 3 mm fig 306 - Sottopancia Font: Verdana 51 pt, bianco, grassetto +1,3 pt, carena- tura 110%. Il colore di fondo può variare di tonalità, ma non di luminosità.
    • 226 capitolo 3 - Il progetto fig 307 - Schermata 1
    • 227 capitolo 3 - Il progetto fig 308 - Schermata 2
    • 228 capitolo 3 - Il progetto fig 309 - Schermata 3
    • 229 capitolo 3 - Il progetto fig 310 - Schermata 4
    • 230 capitolo 3 - Il progetto fig 311 - Schermata 5
    • 231 capitolo 3 - Il progetto fig 312 - Schermata 6
    • 232 capitolo 3 - Il progetto fig 313 - Schermata 7
    • 233 capitolo 3 - Il progetto fig 314 - Schermata 8
    • 3 Ciò che non si può dire con poche parole, non si può dire neanche con molte. Bruno Munari.
    • I Interviste
    • 236 Interviste Intervista a Marco Pesaresi, Quando hai iniziato a fotografare in metropolitana? fotografo autore di Underground. Nel 1991, quando vivevo a Londra. Sono rimasto immediatamente affascinato da quel mondo sotter- Triennale di Milano, 15-12-98 raneo, dai suoi colori, le sue luci, i suoi spazi. Marco Pesaresi ha fotografato molte metropolitane. I suoi scatti sono stati esposti alla Triennale di Milano Quali altre città poi? nella mostra Underground, un viaggio metropolitano. Dopo 6 mesi circa lasciai Londra per Milano. Con Mi sono rivolto al fotografo per farmi raccontare quello che aveva incontrato nella sua esperienza, in Berlino nel ‘94 si avviò definitivamente il progetto particolare per quanto riguarda l’attesa e le abitudini dei passeggeri. “Underground”. Così nel ‘95 tornai a Londra, poi a andai a Mosca, Calcutta, Madrid, Parigi, Mexico city, New York. Nel ‘96 finii con Tokyo e Parigi. Tra tutte le metropolitane che hai visitato qual è la più simile a quella di Milano? Forse quella di Madrid. Anche gli atteggiamenti degli utenti non sono molto diversi da quelli milanesi. Ci sono molti senegalesi che improvvisano vendite ambulanti, gitane che predicono il futuro e mendi- canti di ogni sorta, persino mangiafuoco. A Milano vengono improvvisate tabaccherie mobili e clande- stine. Da noi, però, la pubblicità è molto più invadente.
    • 237 Interviste Hai visto qualche sistema video di intrattenimento o Cosa si legge? informazione? Pubblicità, volantini, documenti di lavoro, ma No. Tuttavia considera che ho terminato il mio soprattutto giornali e riviste. L'Evening Standard di lavoro nel ‘96 e non so cosa sia successo poi. Proba- Londra, vive con il “tube”: esce al pomeriggio, viene bilmente avranno già fatto, o faranno, qualcosa del letto sui treni dove poi viene abbandonato in favore genere a Londra, perché è molto ricettiva alle novità. di altri viaggiatori. A Mosca si leggono instancabilmente libri, sfogliati Altreformedicomunicazionediintrattenimentoper in un raccoglimento del tutto particolare: utilizzando l’attesa? dei coprilibro, di pelle o di tela, quasi per garantire un La radio in diverse stazioni. Mi ha colpito particolar- maggior rispetto e una certa riservatezza. mente la musica indiana che mi faceva compagnia A Tokyo spopolano i fumetti, spesso drammatici e nella metropolitana di Calcutta. con combattimenti, inseguimenti e sparatorie futuri- Un po’ in tutto il mondo abbondano i musicisti di stiche. Molti anche quelli pornografici, che non strada, che suonano strumenti di ogni sorta, per passano mai di moda. chiedere poi un’offerta. C’è stato qualcuno che Hai mai assistito a tipi di attesa più collettiva? addirittura chiedeva di essere pagato per smettere di suonare, producendo un frastuono insopportabile col Sì. A Mexico city, per esempio, non è difficile imbat- suo saxofono rotto. tersi in gruppi intenti a giocare a carte o a discutere Tuttavia l’attività più diffusa in assoluto è quella animatamente. I messicani sono molto più calorosi e della lettura, in tutte le sue forme. rumorosi degli inglesi, che invece raramente parlano con gli sconosciuti. A Calcutta i tempi di scarto tra un treno e l’altro sono molto lunghi, anche più di venti minuti. Perciò la
    • 238 Interviste gente chiacchiera sedendosi comodamente per terra, Mi divertiva seguire le giovani ragazze giapponesi spesso non prima di essersi tolta le scarpe. vestite nei costumi tradizionali. In gruppi anche di trenta o quaranta parlottavano e cantavano nei Quali sono le metropolitane con cartelloni pubbli- tunnel. L’atmosfera era di una dolcezza incredibile. citari di maggior impatto? Di giorno però il ritmo del movimento incalza. Le Sicuramente il primato spetta a Londra, seguono poi masse si accalcano e, nelle principali stazioni, Parigi e Milano. uomini in uniforme blu e guanti bianchi spingono la gente nei vagoni prima che le porte si chiudano. Quale metropolitana ti ha colpito di più? Davvero incredibile. Tokyo, indubbiamente. La differenza culturale è molto forte.
    • 239 Interviste Intervista a Ute Stützinger, l’efficacia della complessa tecnologia di controllo. In dipartimento marketing di più abbiamo rivolto ai passeggeri dei sondaggi per Infoscreen sondare quali potessero essere i programmi che avrebbero voluto vedere. Alla fine dell’Agosto del Monaco di Baviera, Quali sono state le tappe principali nella storia 1998 è stato inaugurato il sistema con ottanta Febbraio 1999 dell’azienda? schermi. Con l’estate 1999 saranno installati più di Infoscreen GmbH è stata fondata nel 1992: abbiamo millecento schermi in duecento ottantasei vagoni. montato i primi schermi a Norimberga, ma erano molto diversi da quelli di oggi. L’ubicazione era al Avetepianificatounpotenziamentodelnumerodegli centro della banchine e non sulle pareti di fronte. I schermi nelle stazioni? primi schermi configurati così come si vedono oggi Per il momento le nostre risorse sono concentrate sul risalgono al 1994, a Monaco. Il 5 Maggio 1999 sarà progetto Train-Infoscreen, per cui a breve termine il quinquennale. non prevediamo di aumentare il numero di Station- Dopo due anni di rafforzamento sul mercato di Infoscreen nelle linee che già serviamo. Molti spazi Monaco ci siamo interessati ad altre città tedesche. pubblicitari, inoltre, sono acquistati da aziende Abbiamo iniziato con Berlino, Francoforte e locali. Aumentare il numero degli schermi vorrebbe Amburgo. Sono seguite poi Essen, Colonia e dire sì allargare il nostro bacino di illuminazione, ma Düsseldorf e Vienna. ciò comporterebbe anche un aumento dei nostri Alla fine del 1996 abbiamo iniziato la sperimenta- prezzi. Non vorremmo, quindi, rischiare di perdere i zione dei Train-Infoscreen, con la collaborazione clienti più piccoli. degli ingegneri e dei tecnici della metropolitana di Amburgo. Questa fase di verifica è servita a testare Vendete voi direttamente gli spazi pubblicitari? l’affidabilità di ogni singola componente e valutare
    • 240 Interviste Sì, abbiamo, qui a Monaco un ufficio di sei venditori. (N.d.R. al momento dell’intervista, la fornitura da I nostri clienti si dividono in tre tipologie: locali, parte di Bosch degli schermi per i treni della metro- regionali e nazionali. Per saper rispondere alle politana di Hannover non era ancora stata annunciata esigenze di tutti ci appoggiamo anche a dei venditori ufficialmente). esterni e a delle agenzie di pubblicità e pianificazione Avete pensato ad altri mercati potenziali, come media. Infine, stiamo aprendo a Colonia una seconda aeroporti e ferrovie? sede per altri venditori. Sì, ma abbiamo scelto di concentrarci sul mercato Chi sono i vostri concorrenti? delle U-Bahn, che in Germania è comunque già Non abbiamo, per ora, concorrenti diretti. Attual- molto vasto, o al massimo delle S-Bahn come a mente in Germania non ci sono altri media come il Colonia. nostro a vendere spazi pubblicitari. Né consideriamo Abbiamo scartato l’idea degli aeroporti perché questi nostri concorrenti cinema o televisione, poiché hanno dei tempi di attesa superiori alla lunghezza del Infoscreen è un canale alternativo e complementare a nostro palinsesto. Per produrre un prodotto comuni- questi. I nostri concorrenti più vicini, anche se in un cativo adeguato dovremmo investire molto sul palin- certo modo indiretti, sono i venditori degli spazi sesto, ma per il momento ciò non rientra nei piani pubblicitari per la cartellonistica nella metropolitana. strategici dell’azienda. Ciò vorrebbe dire, infatti, Nella metropolitana di Vienna, godiamo di una assumere molto più personale e diventare quasi condizione più favorevole, poiché sulle pareti un’emittente televisiva. intorno ai nostri schermi non c’è cartellonistica. Non ci occupiamo direttamente delle ferrovie perché L’unica eccezione è Citycom di Hannover, un i nostri palinsesti sarebbero inadeguati per le sistema di grandi schermi a retroproiezione. 1 1. nelle stazioni Kröpcke, Steintor e Hauptbahnhof
    • 241 Interviste modalità di attesa, spesso consumate già sui treni in mente, però, non avremmo neanche il personale per partenza. Produciamo, però, sistemi come le creare dei contenuti in altre lingue. Infoscreen-Tower. Ne abbiamo vendute una trentina Perché la scelta di un medium muto? proprio alle ferrovie, che ne assumono la completa gestione editoriale. Noi forniamo solamente Abbiamo provato a dotare i primi sistemi di Norim- l’assistenza tecnica. berga di un proprio impianto audio. Il rumore di Qui a Monaco sono state installate nell’estate 1998, fondo della metropolitana, tuttavia, era di forte in occasione delle ultime olimpiadi. (N.d.R. tuttora disturbo. Inoltre è risultato che diversi passeggeri non gradivano l’essere infastiditi mentre atten- in palinsesto vi sono quasi esclusivamente devano, magari leggendo. Perciò abbiamo deciso programmi sportivi) subito che Infoscreen avrebbe dovuto essere senza E ad altri paesi? audio, per concedere la totale libertà agli utenti di Siamo già presenti in Austria, dove i nostri guardare o no i nostri programmi. Con un audio programmi in tedesco possono essere capiti. Per lo diffuso per la stazione, invece, la gente sarebbe stata stesso motivo ci siamo interessati alla Svizzera. sottoposta ad un richiamo continuo. Non abbiamo Abbiamo ricevuto offerte da molte altre metropo- voluto, inoltre, interferire con gli annunci delle litane estere, tra cui Parigi, Londra e Budapest. aziende dei trasporti. Abbiamo rifiutato per il momento, perché prima Il palinsesto è indifferenziato per tutte le città? vogliamo rafforzarci nel mercato di lingua tedesca, che per numero di metropolitane è già abbastanza C’è una parte comune a tutte: le news nazionali, le grande. previsioni del tempo e i cartoni animati. C’è poi una Preferiamo fornire soluzioni complete sia dal punto parte localizzata, quella degli eventi: sarebbe inutile di vista tecnologico sia da quello editoriale. Attual- segnalare a Berlino un concerto che si terrà a
    • 242 Interviste Monaco. Perciò abbiamo delle redazioni distaccate Conoscete i motivi di insoddisfazione? in ogni città, le quali si occupano di gestire i flussi informativi degli eventi locali. Queste, inoltre, La presenza della pubblicità e la distrazione visiva mantengono i rapporti con gli enti pubblici locali: delle immagini proiettate. comune e aziende dei trasporti. La nostra sede Avete altri partner? centrale si occupa invece dei rapporti col governo. Questi enti gestiscono le concessioni e i permessi per Infoscreen ha un proprio reparto di ricerca e procedere con le installazioni degli schermi. sviluppo, un centro di progettazione, degli svilup- patori di software, un reparto di tecnici, uno edito- Sapete qual è il gradimento del pubblico? riale e uno di marketing. Perciò svolgiamo Recentemente è stata fatta un’indagine di gradimento praticamente tutte le attività internamente. L’unico ed è risultato che il novanta percento degli utenti nostro partner esterno è il canale televisivo “Pro 7”, della metropolitana conosce il marchio Infoscreen, di che ci fornisce giornalmente le news. Infoscreen fa questi l’ottanta per cento apprezza e ritiene utile il parte del gruppo Deutsche Telekom. medium.
    • 243 Interviste Intervista a Markus Erfort, punti sullo banchina. La prima ci permetterebbe di dipartimento tecnico di Infoscreen vedere in tempo reale cosa succede sugli schermi, e quindi di verificare che non vi siano problemi con le Perché avete scelto proiettori Barco? proiezioni. La seconda ci permetterebbe di capire Monaco di Baviera, Sono indiscutibilmente i migliori sul mercato per qual è il comportamento dell’utenza di fronte ai Febbraio 1999 luminosità, definizione, correzione prospettica e nostri schermi. Ne stiamo sperimentando una alla durata degli apparecchi. Tra i modelli disponibili fermata di Sendlinger Tor a Monaco. abbiamo scelto i più potenti, nonostante gli alti costi: centosettantamila marchi tedeschi. Abbiamo voluto Non c’è una legge sulla privacy che ve lo vieti? che le immagini proiettate avessero la massima Per la legge tedesca un assembramento con più di qualità, cosa indispensabile per competere con la cinque persone in un luogo pubblico non è più cartellonistica. soggetto ai vincoli della privacy. Inoltre queste I proiettori Barco, inoltre, consentono una gestione fotografie servono solo per un uso interno e non in remoto: possiamo accenderli e spegnerli dal nostro vengono certamente pubblicate. ufficio. Nel nostro reparto tecnico abbiamo un laboratorio dove testiamo tutti i proiettori prima della Perché avete scelto le fibre ottiche? loro installazione. Perché è l’unica tipologia di cavi che funzioni in metropolitana senza problemi di interferenze. Avete pensato a qualche soluzione per il controllo Le trasmissioni dal centro editoriale di Monaco a remoto delle apparecchiature? quelli di altre città potranno avvenire a breve tramite Stiamo pensando di installare delle Web cam: una satellite. Ciò non è realizzabile, invece, per le singole fissata al proiettore, in modo che punti sullo stazioni: sarebbe necessario che ognuna avesse in schermo, una seconda fissata sullo schermo, che superficie un antenna parabolica. Cosa evidente-
    • 244 Interviste mente impossibile da realizzare, per esempio, con le risparmiare parecchio tempo di trasferimento dati per stazioni al disotto di monumenti o costruzioni la parte che non varia. storiche. Come funziona l’aggiornamento delle news? Quali operazioni di manutenzione svolgete regolar- Abbiamo un contratto che impegna la televisione Pro mente? 7 a fornirci giornalmente le news, già corredate di La pulizia. La polvere in metropolitana è davvero un una o più fotografie. Riceviamo l’aggiornamento problema. Dobbiamo pulire e riverniciare le tramite linee ISDN ed automaticamente questo si superfici di proiezione ogni mese. A Berlino inserisce nel palinsesto. Pro 7 ha confezionato questo dobbiamo farlo anche più spesso perché la polvere è formato di aggiornamento solo per Infoscreen. maggiore. Per la stessa ragione i PC devono essere Mi sembra che i cartoni animati di Mordillo siano in sostituiti ogni due anni. programmazioneormaidaalcunianni,avetepensato Ogni seicento ore di funzionamento, inoltre, a delle alternative? dobbiamo sostituire le lampade dei proiettori. Le lenti blu ogni quattrocento. Non ancora. È difficile trovare qualcosa di interes- sante dalla durata non superiore ai trenta secondi e Come pianificate ed organizzate il flusso comuni- che funzioni senza audio. cativo? Con che formato di compressione li trasmettete? Abbiamo sviluppato un data base proprietario per gestire dinamicamente la programmazione. Il Usiamo MPEG I. Abbiamo eseguito dei test con il software ci permette di aggiornare solo quello che formato MPEG II ma i proiettori hanno mostrato vogliamo cambiare da un giorno all’altro, e ci fa problemi di incompatibilità al segnale video. In ogni caso impieghiamo del video praticamente solo con
    • 245 Interviste Avete incontrato qualche difficoltà nella loro messa Mordillo, poiché il resto del palinsesto è interamente Train-Infoscreen a punto? composto da immagini statiche. L’aspetto più complesso da affrontare è stato nelle Cosa sono gli «Infoscreen specials»? trasmissioni radio tra i server nelle stazioni e le CCU Sono dei periodi a tema del palinsesto, mediamente dei treni. Il problema era nel posizionamento delle dalla durata di due settimane. Durante l’Italian antenne. Dopo alcuni tentativi falliti, abbiamo capito special, per esempio, trasmettiamo molte informa- che non potevamo occuparci anche di quel problema zioni o curiosità che riguardano l’Italia e offriamo e abbiamo deciso di acquistare le tecnologie per tariffe agevolate agli inserzionisti venditori di risolverlo. prodotti italiani, come Alberto Pizza. Altro elemento delicato è stata l’alimentazione delle apparecchiature sui treni. Una volta installati i PC, Avete in progetto di vendere pubblicità anche on- rimanevano disponibili trecento watt, sufficienti solo line? per quattro schermi. Abbiamo deciso perciò di sosti- No. Siamo una piccola impresa che fa tutto da sola: tuire i PC dotati di processori Pentium con dei PC produzione, sviluppo delle tecnologie e vendita. Il industriali appositamente sviluppati per noi, dotati di sito che abbiamo realizzato ha la funzione di processori a basso consumo energetico. Ciò ha presentare l’azienda ai nostri clienti. Se volessimo risolto anche il problema del surriscaldamento. creare un volume di traffico sufficiente per rendere Altri problemi? possibile la pubblicità on-line dovremmo fornire nuovi contenuti e magari aggiornarli quotidiana- Nella metropolitana di Amburgo non abbiamo potuto mente. Al momento non ne abbiamo, però, le risorse usare il sistema di fissaggio degli schermi al vetro umane. paravento, perché non c’era abbastanza spazio.
    • 246 Interviste Un altro problema è sorto per distinguere la direzione La speciale finitura del pezzo permette di rimuovere dei treni. I trasmettitori di ogni stazione, infatti, velocemente anche eventuali tracce di vernice spray. trasmettono il medesimo codice sia che un treno stia Il vetro di protezione è blindato e infrangibile. Ne proseguendo in un senso, sia che stia procedendo in abbiamo colpito uno con una dozzina di martellate. quello opposto. Pertanto abbiamo dovuto introdurre Siamo riusciti a romperlo in mille pezzi, ma come delle variazioni nel software di gestione. per i parabrezza delle auto, questi sono rimasti coesi, impedendo così l’accesso all’interno e salva- La progettazione della scocca per gli schermi è stata guardano la salute dei passeggeri. L’unica cosa a cui affidata ad uno studio esterno? non è ancora possibile porre rimedio è il graffio. No abbiamo un designer interno, che provvede a Assemblate internamente anche i computer? tutte le esigenze di progettazione industriale dell’azienda. No, ci forniamo da Thyssen, una compagnia che (Risponde il progettista) Ho pensato ad un aspetto produce anche PC industriali. Abbiamo rivolto a molto semplice e discreto perché non volevo che gli Thyssen richieste che hanno comportato produzioni schermi sembrassero degli intrusi fastidiosi. La ad hoc per noi. verniciatura va comunque abbinata al colore del Come gestite la manutenzione da Monaco? resto del vagone. Ho scelto l’alluminio non solo per la sua leggerezza È stato necessario aprire un’altra sede ad Amburgo. e la sua resistenza, ma anche per la realizzabilità dei È l’ufficio dove lavorano non solo tecnici specia- prodotti in un unico pezzo. Ciò ha ridotto i costi lizzati nella manutenzione, ma anche la redazione unitari a cento marchi per pezzo. Il prodotto, inoltre, locale e i responsabili del sistema. non ha punti deboli su cui i vandali potrebbero fare leva. Si può aprire solo con un’apposita chiave.
    • 247 Interviste Avete pensato ai casi di emergenza? Sì, il conducente può comunicare con i passeggeri schiacciando dei pulsanti, che fanno visualizzare sui monitor messaggi diversi.
    • 3 Ciò che non si può dire con poche parole, non si può dire neanche con molte. Bruno Munari.
    • B Bibliografia
    • 250 Bibliografia Monografie AA. VV. Linea 3, monografia fuori commercio edita da MM Strutture ed Infrastrutture del Territorio S.p.A., Maggio 1995 AA. VV. Mobilität – Die bewegte Gesellschaft, München, Publicis MCD Werbeagentur 1999 AA.VV. Subway. Arte, fumetto, letteratura e teatro negli spazi della metropolitana, del passante e delle stazioni ferroviarie, Milano, Electa, 1998 Antonucci, Marco Arte ed architettura in metropolitana, tesi di laurea discussa al Politecnico di La Viola, Luca Milano, Facolta' di Architettura, relatore: Scarpini Giacomo, correlatore: Marocco Armando, 1992 Augé, Marc Un ethnologue dans le métro, Paris, Hachette, 1986 (tr. it. di Francesco Lomax, Un etnologo nel metrò, Elèuthera, 1992). Non-lieux, Paris, Seuil, 1992 (tr. it. di Dominique Rolland, Non luoghi, introdu- zione a una antropologia della surmodernità, Elèuthera, Milano, 1993). Barbieri Daniele Questioni di ritmo. L'analisi tensiva nei testi televisivi, Torino, Nuova Eri, 1996
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    • 252 Bibliografia Cherubini, Sergio Il marketing dei servizi, Milano, Franco Angeli, 1985 Colombo, Furio Manule di giornalismo internazionale, Roma, Laterza, 1995 Costantini Paolo, Luigi Ghirri. Niente di antico sotto il sole. Scritti e immagini per un’autobiografia, Chiaramonte Giovanni Torino, Società editrice internazionale, 1997 (a cura di) Crespi, Consuelo Una trasmissione d'arte : Analisi, progetto, prototipo, tesi di laurea discussa al Galante, Andrea Politecnico di Milano, Facolta' di Architettura, relatore: Gabriella Belotti, corelatore: Flavio Caroli, 1993 Dematté, Claudio L’impresa televisiva, Milano, Etaslibri, 1997 Perretti, Fabrizio Floch, Jean-Marie Sémiotique, marketing et communication. Sous les signes, les stratégies, Paris, Presses Universitaires de France, 1990 (tr. it. di Andrea Semprini e Massimo Franceschetti, Semiotica marketing e comunicazione. Dietro i segni,le strategie, Milano, FrancoAngeli, 1997)
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    • 254 Bibliografia Preta, Augusto I media verso la convergenza. Il sistema e i linguaggi della comunicazione, Urbino, Quattro Venti, 1998 Riva, Manuela Art metrò: l'arte nelle metropolitane del mondo, tesi di laurea discussa al Politecnico Balestri, Francesco di Milano, Facolta' di Architettura, relatore: Dell’Acqua Bellavitis, Arturo, corre- latore: Vasile Alessandra, 1997 Semprini, Andrea Analyser la communication. Comment analyser les images, les médias, la publicité, Paris, Harmattan, 1996 (tr. it. di Adriana Soldati, Analizzare la comunicazione. Come analizzare la pubblicità, le immagini, i media, Milano, FrancoAngeli, 1997) Il flusso radiotelevisivo. France info e Cnn tra informazione e attualità, Roma, Nuova Eri, 1994 Serafini, Dom La televisione via Internet. Una nuova frontiera. Milano, Lupetti, 1999 Severi, Giuseppe Metropolitana a Milano, Milano, ATM, 1990 Vasini, Roberto Simonelli, Giorgio Speciale TG, Forme e contenuti del telegiornale, Novara, Interlinea, 1998 (a cura di)
    • 255 Bibliografia Stroem, Marianne Metro-art dans les métro-poles: art et architecture dans les métropoles, Paris, Jacques Damase, 1990 Vercelloni, Virgilio Atlante storico delle metropolitane nel mondo, Milano, Lucini, 1989 Wolf M. Tra informazione ed evasione, Torino, Nuova Eri, 1981 Zerubavel, Eviatar Ritmi nascosti: orari e calendari nella vita sociale, Bologna, Il Mulino, 1981 Articoli di quotidiani, riviste, online e offline Andrea Marczinski Das Kino geht in den Untergrund, Berliner Mongenpost 10, Dicembre 1997 Baule, Giovanni Editoriale: la grafica di flusso. Linea Grafica 319, Gen/Feb 1999 Baule, Giovanni Dalle reti alla rete, Linea Grafica 317, Settembre 1998 Baule, Giovanni La neosigla, Linea Grafica 320, Mar/Apr 1999
    • 256 Bibliografia Baule, Giovanni Verso l’ipersigla, Linea Grafica 321, Maggio/Giugno 1999 Cecchetti, Maurizio L’habitat ipogeo, L’Arca, n.10, Ottobre 1987 David Hudson Flicks from the underground, Salon 21st, 27 Gennaio 1998 Katja Stopka Daumenkino im U-Bahn-Fenster: Eins, zwei, drei ... vorbei!, Zitty, www.Zitty.de, Giugno 1998 Leonardi, Alessio La voce delle parole, Linea Grafica 314, Marzo 1998 Lussu, Giovanni L’avventura della metropolitana, Linea Grafica 282, Novembre 1992 Michael Fischer Premiere für das erste U-Bahn-Kino der Welt in Berlin, Yahoo! Schlagzeilen, 25 Ottobre 1998 Paul Geitner New drama in Berlin's subway-movies, MyBC, (www.bc.sympatico.ca), Dicembre 1997 Uwe Steinschek Die U-Bahn setzt auf Tunnel-Kino, BZ vom 18, November 1997
    • 257 Bibliografia Opuscoli, Brochure e cartelle stampa ALSTOM RailReview, La rivista internazionale Alstom sui trasporti, n. 5 - Ottobre 1998 e n. 6 - Marzo 1999 ATM La Mobilità delle persone nell'area Milanese, CD-ROM, Milano, 1996 Bosch Multimedia goes mobile: Reliable transmission for moving pictures with Digital Audio Broadcasting. Presse-Information, Stuttgart, Ottobre 1999 Bosch Product partnership between Bosch and Expo: Fighting congestion on approach routes using traffic telematics. Presse-Information, Stuttgart, Ottobre 1999 BVG Berlin underground. Past, present and future. Berlin, 1998 BVG The Pace of the Big city. 150 years of public transport in Berlin, Berlin, 1997 Infoscreen Der Infoscreen Atlanta Visionen werden Wirklichkeit, München, 1992 Infoscreen Mediadaten, München, Gennaio 1999
    • 258 Bibliografia Infoscreen Mediadaten, München, Ottobre 1998 Infoscreen Station-Infoscreens, München, Dicembre 1998 Infoscreen Train-Infoscreen, the passenger information system for public transport railcars, München, 1998 London transport Annual report 1998/1998. Keeping London mooving, London, 1999 London transport Design works, London, 1999 London transport London Direct, the transport newspaper for the capital, no 26, Luglio 1998, London, Citigate Publishing Ltd London transport London Lines, the London transport magazine, London, Citigate Publishing Ltd, summer 1999 London transport Providing transport for London. London, 1999 MVV 1997, Geschäftsbericht, München, 1997
    • 259 Bibliografia Salmeri, Daniela Underground. Un viaggio metropolitano: fotografie di Marco Pesaresi. Cartella Stampa della mostra allestita alla Triennale di Milano, 04/12/98 SVV Die Verkehrsbetriebe, München, Stadtwerke München, 1995 SVV U-bahn in München, München, Stadtwerke München, 1996 Üstra Das is DMB (Digital Multimedia Broadcasting). Hannover, Cartella stampa del 20/11/1998 Üstra Das Üstra-Magazin, Linie 1 & 2. Hannover, 1998 Üstra Weltpremiere: Bosch and Üstra planen in Hannover Stadt-bahn Infosystem in Echtzeit. Cartella stampa del 20, 11, Hannover, 1998
    • 260 Bibliografia Convegni e conferenze Smau 1998, Fiera di Milano Interattività e nuovi contenuti della televisione digitale. 23 Ottobre 1998 Intervento di: Sebastiano Musini, Telepiù. La città della comunicazione. Nuovi canali digitali in Europa. Esempi di produzioni e di programmi televisivi. 26 Giugno 1999 Sesto San Giovanni (MI). Responsabili dei contenuti e metodi di lavoro. Moderatore: Cesare Massarenti. Interventi di: Danielle Eubank, BBC Interactive, BBC (Inghilterra) Gino Rancaglia, Mediamente (Italia) Thomas Hall, The knowledge Network (Svezia) Jérome Joinet, Demain!, Canal+ (Francia) Paul Kafno, HD Thames (Inghilterra) Mario Orsini, TVL Stream (Italia)
    • 261 Bibliografia Le news televisive 24 ore su 24: orientamenti, organizzazione, pubblico, respon- 19 Giugno 1999 sabili del content e metodi di lavoro, produzione e diffusione digitale in 16:9. Moderatore: Cesare Massarenti. Interventi di: Martin Bell, TV News Channel, BBC (Inghilterra) Roberto Morrione, Rainews 24 (Italia) Leif Hedman, SVT 24 (Svezia) Daniel Maillot, La Chaine Info, Canal+ (Francia) 11th IBTS, Il ruolo dell’informatica nella produzione audiovisiva 14 Ottobre 1999 International audio video, broa- Moderatore: Franco Visintin (SMPTE, Italia) dcasting, motion picture and te- Maurizio Ardito (Rai), I formati dei media Interventi di lecommunication show. Mediatech, Fiera Milano Carolyn Layne (Informix, USA), La gestione dei media. L’archivio come strumento di produzione. L’informatizzazione delle news. 15 Ottobre 1999 Moderatore: Roberto Ceccatto (Rai, Roma) Roberto Ceccato, Panorama tecnologico sulla news room Interventi di Giacomo Mazzone (Rai), Acquisizione del materiale news, John Ive (Sony, U.K.) e Benito Manlio Mari (Sony, Italia), L’integrazione delle tecnologie informatiche e diffusive nel giornalismo elettronico.
    • 262 Bibliografia Enhanced TV, the future of digital tv. Il nuovo volto della tv e della rete 15 Ottobre 1999 Moderatore: Mario Conforti (Giornalista Radio Televisione Svizzera). Interventi di Nadia Sarri, Net economist, L’atelier Paribas (Francia) Dom Serafini, editore di “Video Age” e “Webcasting Magazine”, (USA). Claire Dixsaut, project manager Icon Medialab S.A., (Francia) John Wyver, presidente Illuminations Television, (Inghilterra) Michele Mazza, vicedirettore vicario Rai News 24, (Roma) Videocassette GeraNova Verlag U6. Eine Fahrt durch München Untergrund. München, Bahn extra video, 1996, durata: 45’ Infoscreen gmbh Show-reel, 1999, durata 30’. Videometro Videometro show-reel, 1 ediz., 1998, durata 10’
    • 263 Bibliografia Siti Internet fondamentali Alstom Multinazionale www.alstom.com Canal Metro Barcellona, Spagna www.canalmetro.net Spagnolo Citycom Hannover, Germania www.x-com.de/citycom Data Display Ennistymon, Irlanda www.data-display.com Ferrograph New York, USA www.ferrograph.com InfoScreen Germania www.infoscreen.net Tedesco Instrumentointi Oy Tampere, Finlandia www.insta.fi Finlandia Mitron www.mitron.fi SubTv Buenos Aires, Argentina www.subtv.com.ar Spagnolo Télécité Montréal, Canada www.telecite.com Billund, Norvegia Viewcom www.viewcom.dk Siti Internet ufficiali di metropolitane europee Amburgo HVV www.hvv.de Tedesco Amsterdam GVB www.gvb.nl Note per gli indirizzi Atene Attiko Metro www.ametro.gr L’ultima verifica degli indirizzi è stata Barcellona TMB www.tmb.net effettuata nell’Ottobre 1999. Tutti gli indirizzi vanno preceduti dal Berlino BVG www.bvg.de prefisso http:// Bilbao MetroBilbao www.metrobilbao.net Lingua originale segnalata solo in assenza di una versione del sito in Bruxelles Stib/Mivb www.stib.irisnet.be Francese inglese o in italiano. Budapest BKV Budapest.hu/bkv/valaszt.html Colonia KVB www.kvb-koeln.de Tedesco
    • 264 Bibliografia Copenaghen Ørestad & Metro www.orestad.dk Danese Francoforte RMV www.rmv.de Tedesco Genova AMT www.amt.it Hannover Ustra www.ustra.de Tedesco GVH www.efa.de/gvh_set.htm Tedesco Helsinki HKL www.hel.fi/HKL Istanbul Ülasim www.istanbul-ulasim.com.tr Kharkiv Kharkov subway raix.kharkov.ua Lille Transpole www.transpole.fr Francese Lisbona Metropolitano de Lisboa www.metrolisboa.pt London London Transport www.Londontransport.co.uk Lyon TCL www.tcl.fr Francese Madrid Metro de Madrid www.metromadrid.es Marsiglia RTM www.lepilote.com Francese Milano ATM www.atm-mi.it Monaco SWM www.swm.de Tedesco MVV www.mvv-muenchen.de Tedesco Mosca Mockobckoe Metpo www.metro.ru Russo New Castle Wear Metro www.tyneandwearmetro.co.uk Paris RATP www.ratp.fr Praga Dopravní podnik hl.m. www.dp-praha.cz Ceco Prahy Roma ATAC www.atac.roma.it Stoccolma SL www.sl.se
    • 265 Bibliografia Stuttgart SSB www.ssb-ag.de Tedesco Valencia FGV www.cop.gva.es/fgv Valle del Reno VGN www.vgn.de Tedesco Varsavia Metro Warszawskie www.metro.waw.pl Polacco Vienna Wiener Linien www.wiennet.at/wl Austriaco Siti Internet ufficiali di altre metropolitane nel mondo Atlanta Marta www.itsmarta.com Belo Horizonte BHT www.pbh.gov.br/bhtrans Boston MBTA www.mbta.com Buenos Aires Metrovias www.metrovias.com.ar Chicago CTA www.yourcta.com Città del Messico Red del metro www.mor.itesm.mx Cleveland RTA little.nhlink.net Hong Kong MTR www.mtrcorp.com JacksonVille JTA www.jtaonthemove.com Los Angeles MTA www.mta.net Miami MDTA www.metro-dade.com Montréal STCUM www.stcum.qc.ca New York MTA www.mta.nyc.ny.us Osaka Philadelphia SEPTA www.septa.com Rio De Janeiro Metro Rio www.metrorio.com.br San Francisco BART www.bart.org
    • 266 Bibliografia Santiago Metro de Santiago www.metro-chile.cl São Paulo Metro São Paulo www.metrosp.com.br Seoul SMRT www.smrt.co.kr Coreano Seoul SMSC www.seoulsubway.co.kr Singapore MRT www.smrt.com.sg Taipei TRTC www.trtc.com.tw Tokyo TRTA www.tokyometro.go.jp Toronto TTC www.city.toronto.on.ca/ttc/ Washington WMATA www.wmata.com Siti Internet non ufficiali sulle metropolitane Berlin subway verkehr.epilog.de/euhaupt.htm Le Métro de Parigi www.multimania.com/metro London transport webring www.busweb.co.uk/ealingbuses/ltwebring/ Metasubway pavel.physics.sunysb.edu/RR/metasubway/ Metroplanet, di Robert Schwandl www.metropla.net Mosca www.forevermore.com/metro/ Moscow government, official tourist site www.moscow-guide.ru/Transport/Metro.htm Die inoffizielle Homepage der Münchner www.ubahnmuenchen.de U-Bahn Munchner U-Bahn stationem www.ubahn-muenchen.de
    • 267 Bibliografia NYC subway www.nycsubway.org Subway Page, di Osamu Abe apsco.co.jp SubwayNet, di Dan Weissmann's www.subways.net The Subway Page, di Robert Reynolds www.reed.edu/%7Ereyn/transport.html Tokyo Subway www.twics.com/~robbs/platform.html Siti Internet di associazioni dei trasporti ALAMYS – Associación Americana de Metros y Subterráneos www.always.org Companhia Brasileira de Trens Urbanos www.cbtu.gov.br/bh.htm International union of public transports www.uitp.com Railway technology www.railway-technology.com Siemens transportation systems www.siemens.de/vt/ The Bureau of Transportation Statistics (BTS) National www.bts.gov
    • 5 Ringraziamenti A questi devo aggiungere: Videometro: Dr. Enrico Boffi, Donatella e Gianenrico, Andrea e Andrea Porta. Non ringrazio Valentina, la mia preziosa aiutante di Infoscreen: Markus Erfort, Ute Stüztinger e Thomas sempre, perché altrimenti avrei troppo da scrivere. Non Thiel. ringrazio mio padre e mia madre, perché sacrificarsi per Le aziende dei trasporti: Sig. Viola, Ing. Danilo Lentoni e offrire ai propri figli le migliori opportunità è il compito di Carlo Bianco di ATM; Ing. Giovanni Massone di MM, ogni buon genitore. Non ringrazio persino i disponibili Andreas di MVV, Dirk Sarnes di Üstra, Joshua Ngui di professori Giovanni Baule e Alessandro Polistina, perché SMRT, Denis Duquette di STCUM, Rick Jager di MTA, seguire gli studenti con grande professionalità e attenzione Gerhard Zuber di VGN, Sara Plácido della Metropolitano è il loro lavoro. de Lisbao, Wilson Garcia Martins di Metrô de São Paulo, Cocco Corinne di TCL, Jane Garofalo di TTC, Susanne Schupp di SSB, Flávia Audrá Cutolo della Companhia do metropolitano de São Paulo e Jerome Berger di Alstom transport. I corrispondenti dall’estero: Federica e Michael da Berlino, Marc e Robert Schwandl da Barcellona, Song Phanekham e Fabrizio L’Abbate da Parigi, Mathieu da Montréal, Paulo da Buenos Aires. I traduttori e gli interpreti: Valentina, Michael e Mara. Il fotografo Marco Pesaresi, il prof. Paolo Proni e la dott. Cinzia Bianchi, Renato, Fabrizio e i compagni di corso.