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A proposito del tempo libero                                 tempo nel trasporto e, cosa più seccante, nell’attesa,
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Corso di Laurea in Disegno Industriale
Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura
Laboratorio di sintesi “Il tempo...
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L’attesa in metropolitana
  Inquadramento dello scenario
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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana


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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana




fig 4 - Megaschermo della NBC
fig 5 - Particolare dello schermo
Fotografie d...
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             fig 8 - Infoscreen Tower
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                                     Un ambiente sotterraneo                  ...
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                                     L’affissione


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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana




fig 17 - Campagna Beretta
fig 18 - Campagna Abitare
Fotografie dell’autore

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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana




fig 19 - Km 0,250
fig 20 - Km 0,250
Modena, 1973.
Sequenze di Luigi Ghirri.
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          fig 21 - Montparnasse, Parigi
          fig 22 - Bethnal Green, ...
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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana




fig 25 - Holborn, Londra
fig 26 - Bank, Londra
Fotografie di Marco Pesaresi
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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana




fig 27 - Un cantautore, Milano
fig 28 - Un violinista, Milano
Fotografie del...
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fig 31 - Violinista, Milano
fig 32 - Fi...
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                                     I servizi artistici                      ...
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                                     Lo spettacolo organizzato                ...
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             fig 37 - “En avant la musique”
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                                     Arte e decorazioni


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                                     tratte dalle metropolitane di Parigi e Lo...
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fig 42 - Karlsplatz
Pannelli decorativi di Volker Sander:
rappresentano mezz...
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             fig 44 - St. Quirin Platz
             La grande copertura ve...
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fig 48 - Hasenbergl
Banchina con volta riflettente

fig 49 - Klinikum Großha...
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             fig 52 - CandidPlatz, banchina
             direzione Mangfal...
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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana



fig 56 - Feldmoching
Fotografie storiche del villaggio “Feld-
moching” interr...
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             fig 60 - Thalkirchen
             Decorazioni di Ricarda Diet...
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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana




fig 64 - Rilievi di Waki Zöllner
Stazione Olimpiazentrum

fig 65 - Feldmochi...
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capitolo 1 - L’attesa in metropolitana




fig 68 - Duomo, Linea 1
fig 69 - Piola, Linea 2
Fotografie dell’autore




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Un finestrino sulla città
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Un finestrino sulla città

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This is my graduation thesis, (only in Italian). Corso di Laurea in Disegno Industriale, Politecnico di Milano, 1999.
The object of this thesis is a special television for the subway of Milan, which has been designed thinking about a short communication, because its enjoying time is short.
I’ve decided to call it «finestrino» (the Italian word for the train window), for the reason that the most common metaphor for television is a window viewing the world. In that way I’ve chosen to illustrate a more modest pretension: to make visible a limited space, only the urban one. The stream of passengers, moreover, involves a streaming communication which is not expressed by a window. This, infact, seems capable of bringing back some pictures of reality, some statics. Looking outside a train window, instead, you see different incessant photograms, which refers to the stream of the landscape that keeps on sliding in front of you. In the subway, however, slides a non-landscape. This is the reason why I’ve thought up a «virtual finestrino», so as to recreate a contact with the overground space.

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  1. 1. 9 A proposito del tempo libero tempo nel trasporto e, cosa più seccante, nell’attesa, dove il tempo si rovescia: non conta più il tempo che passa ma quello che manca all’arrivo del treno. È un Il viaggio ha essenzialmente a che fare con il tempo tempo al contrario, nel quale i minuti declinano sino e con lo spazio. È anche uno dei modi più diffusi per ad azzerarsi. trascorrere il tempo libero. C’è un tipo di viaggio, L’attesa è un momento di inattività, che proprio per però, che forse è un po’ meno affascinante degli altri: questo da l’impressione di un tempo dilatato, che quello in metropolitana. quasi non vuole scorrere: un tempo morto. Per Per molti non è neanche un viaggio, ma un ordinario distrarsi ci si può dedicare a qualche svago. C’è chi spostamento; i viaggiatori non sono viaggiatori, ma si dedica alla lettura e chi al chiacchierare, chi semplici passeggeri. Le ragioni sono molteplici. all’ascolto del walkman e chi al videogame tascabile. Innanzitutto l’unico panorama visibile è quello artifi- I più, tuttavia, sono soli, non hanno nulla da leggere, ciale sotterraneo, a Milano uguale in tutte le stazioni. tantomeno un walkman o un videogame. Semplice- Si perde, poi, il contatto con il tempo atmosferico e mente non fanno nulla, se non attendere silenziosa- la vita in superficie. Inoltre si tratta per lo più di un mente ed un po’ annoiatati. rito ricorrente, regolare e privo di sorprese: lo stesso È per queste persone che ho pensato ad un passa- percorso obbligato di tutti i giorni, verso l’ufficio o la tempo collettivo. Qualcosa, dunque, per rendere il scuola. Insomma, il solito «tram tram quotidiano» o tempo nel metrò più gradevole e simile a quello il «métro, boulot, dodo» (metrò, lavoro, nanna), libero. Un media non solo per intrattenere, ma anche come dicono i francesi. per informare sugli eventi della città e sulle occasioni Il tempo nel metrò è a metà tra il tempo libero della per consumare il tempo libero. vita privata e quello del lavoro, a cui assomiglia proprio per la sua ripetitività. Non è, però, un tempo produttivo: è perciò un tempo perso. Si perde del
  2. 2. 1 Corso di Laurea in Disegno Industriale Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura Laboratorio di sintesi “Il tempo libero” coordinato dal Prof. Alessandro Polistina Un finestrino sulla città Progetto di videocomunicazione breve per la metropolitana di Milano. di Giovanni Antico relatore: Prof. Giovanni Baule anno accademico 98/99
  3. 3. capitolo 1 L’attesa in metropolitana Inquadramento dello scenario 0
  4. 4. 24 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Preambolo La coda di turisti per il battello che porta da Battery Park alla Statua della Libertà, durante l’estate, si fig 1 - Intrattenitori da strada estende sino creare un serpente umano interminabile. Battery Park, New York Durante l’attesa, però, può capitare di assistere ad un Fotografia dell’autore insolito intrattenimento. Alcuni artisti di strada, poiché offrirebbero il solo servizio artistico e non infatti, si dispongono lungo la fila ad intervalli anche quello di passatempo. regolari e si esibiscono nelle performance più Situazione simile è quella dell’attesa in metropo- disparate: dal suonatore di scodelle al chitarrista, dal litana, anche se con tempi più concisi, dove non a ballerino all’ammaestratore di serpenti, dal gioco- caso riscontrano altrettanto successo musicisti e liere agli acrobati. Non c’è da annoiarsi nemmeno se performer. L’insieme di queste forme di espressione si rimane fermi un po’ più a lungo nello stesso punto: è il fulcro di quello che chiamerò lo «spettacolo dopo qualche minuto il performer chiede un’offerta, metropolitano». Quest’ultimo, gli altri modi di ringrazia e prima di congedarsi presenta l’artista consumare l’attesa, le attività dei viaggiatori e i loro successivo. Il consenso del pubblico è sorprendente: differenti comportamenti sono i temi di questo per un’esibizione di pochi minuti riescono a racco- capitolo, introdotto da una breve riflessione sulla gliere sino anche una cinquantina di dollari. metropolitana come nonluogo sotterraneo del Credo che quegli artisti abbiano ben capito che waiting market. Lo specifico problema delle video- posizionandosi in un luogo di attesa hanno, oltre che comunicazioni nel metrò, invece, verrà affrontato nel raggiunto un pubblico più vasto, valorizzato il loro capitolo successivo. lavoro. Le stesse performance in altre situazioni otterrebbero probabilmente un risultato più modesto,
  5. 5. 25 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Il waiting market in quanto permettono di distrarsi e trascorrere il tempo più velocemente.1 I dentisti e gli studi medici sono stati tra i primi a L’attesa è un momento di inattività forzata in cui cercare una soluzione: si sono preoccupati di quali aumenta la sensibilità agli stimoli comunicativi, potessero essere i colori più rasserenanti per proprio perché li si percepisce come occasione di dipingere le loro sale di attesa, quale il sottofondo svago e distrazione. musicale migliore, quali riviste far trovare ai Eppure per lungo tempo la comunicazione non ha pazienti. interessato i luoghi dell’attesa. Basti pensare alle Un altro segmento del waiting market è l’ascensore. anonime sale d’aspetto delle stazioni o degli studi Per alcuni istanti siamo «costretti» all'inattività e medici, dove ha regnato per molto tempo l’assenza di subito cerchiamo un modo per passare il tempo: ci qualsiasi stimolo. Solo recentemente si è sviluppato specchiamo, leggiamo la targhetta dei dati tecnici, un certo interesse e una certa attenzione per i luoghi guardiamo l'ora, ecc. Negli Stati uniti, dove la cultura e i tempi dell’inattività forzata. Precisamente da dell'ascensore è più radicata e diffusa a causa della quando il marketing ha iniziato a considerarli come diversa tipologia degli edifici, il problema è stato un grande mercato potenziale. È stato individuato un riconosciuto, affrontato e parzialmente risolto nuovo target: “il mercato dell’attesa”. Gente in dotando gli ascensori di musica di sottofondo e di attesa, annoiata e quindi sensibile alle sollecitazioni, promozioni pubblicitarie.2 anche pubblicitarie. Tali sollecitazioni vanno oppor- tunamente inframmezzate da comunicazioni realmente interessanti o utili, per non far calare il 1. Brochure di Videoairport, 1998 livello di attenzione, ma vengono comunque gradite 2. Doviziani Luca e Marello Marco, 1992
  6. 6. 26 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana grandi schermi che, come delle affissioni animate, propongono ininterrottamente i loro palinsesti urbani. Uno degli esempi più noti a Milano è il megaschermo di Piazzale Loreto, anche se ormai è stato spento da qualche tempo. Più famosi sono gli schermi di Times square a New York, dove la proli- ferazione di insegne luminose, affissioni, display animati sembrano quasi voler ricordare l’incubo del grande fratello e fare allo stesso tempo una spetta- colare caricatura dell’invadenza dei messaggi pubblicitari. La metropolitana è un altro segmento del waiting market che ha in comune con quelli appena descritti il fatto di essere un “luogo praticato” ed un “incrocio di mobilità”, quindi un non luogo. Si moltiplicano i punti di transito e si sviluppa una fitta rete di mezzi di trasporto che sono anche spazi abitati. […] Il viaggio costruisce un rapporto fittizio fra sguardo e paesaggio […] lo spazio del viaggiatore sarà così I luoghi del waiting market sono anche quelli di largo l’archetipo del nonluogo.3 passaggio, le piazze e le grandi strade, dove l’attesa fig 2 - Times Square, New York è magari imposta solo da un semaforo o da una coda. fig 3 - Times Square e schermi In questi spazi hanno già trovato una certa diffusione 3. Marc Augé, 1992, pagg. 80-81 Fotografie dell’autore
  7. 7. 27 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 4 - Megaschermo della NBC fig 5 - Particolare dello schermo Fotografie dell’autore fig 6 - Piazza Cinque giornate, Milano fig 7 - Piazza S. Babila, Milano Fotografie di Tecnovision
  8. 8. 28 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 8 - Infoscreen Tower Stazione centrale di Monaco. fig 9 - Retro del maxischermo Fotografie dell’autore fig 10 - Programma sportivo fig 11 - News Fotografie dell’autore
  9. 9. 29 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un nonluogo Secondo la definizione di Marc Augé, la metropo- litana è uno dei nonluoghi più emblematici della nostra società, in quanto principale artefice della Non ci troviamo sempre a nostro agio sottoterra. Non “sovrabbondanza spaziale urbana”. Questa si è proprio il nostro habitat naturale, o un luogo dove esprime, l’abbiamo visto, in mutamenti di scala, ci fermiamo volentieri soprattutto alle nostre nella moltiplicazione dei riferimenti immaginifici e latitudini dove il freddo non è così insistente da farci immaginari e nelle spettacolari accelerazioni dei entrare con piacere in un più “confortevole” clima mezzi di trasporto. Essa comporta modificazioni sotterraneo. La metropolitana è quasi lo stereotipo di fisiche considerevoli: contrazioni urbane, trasferi- un luogo artificiale e naturalmente la fantascienza fig 12 - Alexanderplatz, Berlino Fotografia di Marco Pesaresi menti di popolazioni e moltiplicazione di ciò che (libri e film) ha spesso usato questo fattore per appro- definiamo «non luoghi», in opposizione alla nozione priarsi di questi spazi con le proprie storie lontane sociologica di luogo. […] I non luoghi sono tanto le anni luce da ambienti fatti da animali o da alberi. Ma installazioni necessarie per la circolazione accelerata nonostante questa connotazione non proprio delle persone e dei beni […] quanto i mezzi di accogliente che abbiamo nell’immaginario trasporto stessi.5 collettivo, quasi un milione sono le persone che La metropolitana è un nonluogo anche perché è uno usufruiscono giornalmente a Milano di questo spazio che non può definirsi né identitario, né complesso sistema di trasporto sotterraneo. La relazionale, né storico. Lo spazio del non luogo non metropolitana è, in realtà, molto più che un “male crea né identità singola, né relazione, ma solitudine e necessario”, è sempre di più un vero e proprio similitudine. simbolo delle città occidentali, un non-luogo sempre più familiare, ecologicamente corretto e, anche per il nostro immaginano, efficiente. 4 4. AA.VV. Subway 5. Ibidem, pag. 36
  10. 10. 30 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Esso non lascia spazio nemmeno alla storia, semmai la trasforma talora in elemento di spettacolo, il più delle volte in testi allusivi. L’attualità e l’urgenza del fig 13 - M1 Duomo, Milano momento vi regnano. I non luoghi si percorrono e Fotografia dell’autore dunque si misurano in unità di tempo. Gli itinerari Il carattere del metrò? Allo stesso non esistono senza orari, senza pannelli di arrivo e di tempo solitario e collettivo. Poiché tale è per chi l’utilizza tutti i partenza nei quali c’è sempre lo spazio per giorni, la definizione prosaica del menzionare eventuali ritardi.6 metrò: la collettività senza la festa e la solitudine senza l’isolamento. È inoltre significativo che Augé abbia scritto che i Marc Augé nonluoghi si definiscono anche attraverso le parole o indovina vagamente o si afferma più esplicitamente i testi che ci propongono; insomma attraverso le loro con ingiunzioni, consigli, commenti, […] modalità d’uso, che si esprimono a seconda dei casi «messaggi» trasmessi dagli innumerevoli supporti in modo prescrittivo («mettersi in fila sulla destra»), (cartelli, schermi, manifesti) che fanno parte proibitivo («vietato fumare») o informativo («state integrante del paesaggio contemporaneo. entrando nel Beaujolais») e che a volte ricorrono a […] tutte le interpellanze provenienti dalle nostre vie ideogrammi più o meno espliciti e codificati […] di comunicazione […] mirano simultaneamente, Così si organizzano condizioni di circolazione in indifferentemente, a ciascuno di noi («Grazie della spazi entro i quali si sa che gli individui interagi- vostra visita», «Buon viaggio», «Grazie per la vostra scono solo con dei testi, senza altri enunciatori che fiducia»); non importa chi di noi: esse fabbricano persone «morali» o istituzioni la cui presenza si «l’uomo medio», definito come utente del sistema. 6. Ibidem, pag. 95
  11. 11. 31 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un ambiente sotterraneo avventura e di scoperta. La caverna di Batman ricorda l’antica idea di un rifugio misterioso. Molte, insomma, sono anche le connotazioni positive del La metropolitana è un nonluogo che si distingue sotterraneo. Anche il suo carattere misterioso assume innanzitutto per il suo carattere sotterraneo. Ciò le per qualcuno una valenza positiva; per qualcun altro permette di svolgere un servizio che migliora la vita la metropolitana esprime la suggestione di un potere di superficie, riducendone il traffico e quindi l’inqui- magico che permette di apparire in ogni momento e namento. Ciononostante il «sottoterra» porta da in ogni luogo della città. Dino Buzzati scrisse sempre con sé diverse connotazioni negative, prima all’inaugurazione di quella di Milano: Fantasticando tra tutte la morte. Il «sotto» risponde a un archetipo di tunnel sepolti con dentro fulminei treni da Giulio che è molto evocativo in termini affettivi e simbolici: l'inferno, le tombe, il mistero, il buio, la notte. 7 Verne […] che avrebbero fatto di Milano la prima città della terra.9 La storia, d’altra parte, dimostra che il mondo Il «sotterraneo», tuttavia, costituisce a volte motivo ipogeo, un luogo ricco di misteri e favorevole al di inquietudini. Per alcune persone, questo ambiente culto, protetto e rassicurante al punto da essere abitato, è stato utilizzato in tutte le epoche.8 Lo testi- evoca fantasie in qualche modo spiacevoli, legate all'idea di oscurità, del chiuso, della difficoltà a moniano, per esempio, i templi dell’antico Egitto e muoversi per il fatto di essere circondati da una della Cina o il bisogno dell’uomo primitivo di costruzione di cui non è facile liberarsi. In questo rifugiarsi nelle caverne. senso, il «sotterraneo» si collega a fobie classiche, La letteratura del fantastico ci racconta di un sotto- quali la paura del buio o la claustrofobia.10 In effetti suolo magico, come il covo di Peter Pan o le dimore dei folletti. Giulio Verne ne parla come un luogo di 9. Dino Buzzati, dall’articolo Purosangue milanese, Cor- 7. Carmi Stefano, 1981, pag. 166 riere della Sera del 1-11-1964 10. Pozzi Margherita, 1998, pag. 129 8. Pozzi Margherita, 1998, pag. 4
  12. 12. 32 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana nelle costruzioni sotterranee regna la totale un certo disagio è in qualche modo inevitabile per gli uniformità del clima.11 spazi ipogei, a causa della perdita del contatto con la variazione della luce naturale, con il tempo La perdita del rapporto con la superficie riguarda atmosferico, con i rumori e persino gli odori della anche il tempo delle stagioni: mentre l’avvicendarsi superficie. L’ergonomia insegna proprio per questo dell’estate, dell’inverno, dell’autunno e della quanto sia importante la presenza di una finestra primavera è ben visibile in superficie per il mutamento del paesaggio, la sottocittà si sgrava correttamente dimensionata e posizionata. Nella dall’elemento spaziale così come si astrae dai vincoli metropolitana di Milano, invece, manca qualsiasi temporali: propone un paesaggio fissato nel “finestra”, lucernario o vetrata (come è invece momento della sua progettazione.12 Ciò comporta accaduto in qualche stazione di Londra, Monaco, Zurigo…) e per di più la luce artificiale è limitata a delle conseguenze che Gillo Dorfles ha sottolineato in un intervista: non c’è dubbio che nel paesaggio quella debolmente emessa da lampade fluorescenti, dell'ambiente costruito sotto la città, nel sottosuolo, che producono un’illuminazione asettica, fredda. la mancanza di quegli elementi naturali che abbiamo Altro problema intrinseco allo spazio ipogeo è quello relativo all’aria. Grazie agli impianti di condiziona- invece nel paesaggio sopra il livello del suolo, fa sì mento dell'aria si ottengono quasi tutte le prestazioni che l'attenzione sia rivolta molto di più a degli necessarie per il comfort ambientale interno alle elementi artificiali. Quindi tutta l'efficacia simbolica strutture ipogee. Forse uno dei pochi inconvenienti di dei segni della città o del luogo come tale finisce per ciò consiste che in questo modo si è completamente acquisire un'importanza molto maggiore di quanto estranei ai cambiamenti del clima presente in super- non sia negli spazi aperti. ficie: mentre sopra il suolo la natura e la qualità 11. Pozzi Margherita, 1998, pag. 127 dell'aria cambia nell'arco della giornata e dell'anno, 12. Carmi Stefano, 1981, pag. 120
  13. 13. 33 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana L’affissione L’immagine sotterranea di doppia ricorrenza: quella dei passeggeri e quella del flusso comunicativo. Si possono riconoscere anche delle differenze tra Tra i primi protagonisti del waiting market vi sono l’affissione sotterranea e quella di superficie. Marc state sicuramente le pubblicità dell’affissione. Si Augé, addirittura, ipotizza che ci si debba chiedere se vende il flusso dei passeggeri di una certa stazione, la la specificità delle immagini e degli annunci del posizione dei manifesti e la loro grandezza. Si vende, metrò non risulti dal loro carattere sotterraneo. In insomma, la visibilità degli annunci, calcolata effetti nelle campagne pubblicitarie create specifica- secondo precisi indici comparativi. mente per il metrò si possono riconoscere dei temi e La loro prima caratteristica è il carattere fisso delle delle forme comunicative privilegiate. immagini, contrapposto a quello in movimento degli Ma la peculiarità dell’immagine sotterranea non audiovisivi. Marc Augé, tuttavia, sostiene che tale sarebbe dovuta solamente ai suoi soggetti, ma anche differenza sia relativa nella misura in cui, se si può e soprattutto alle modalità di fruizione. L’immagine dire che nel metrò, al contrario che in televisione, è del metrò, come quella dei settimanali, è raramente lo spettatore a passare e l’immagine a restare, guardata in gruppo; è più frequentemente un bisogna però aggiungere che, con lo spettatore- fig 14 - Vecchi manifesti a Parigi rapporto singolo, fuggevole e vagamente vergo- viaggiatore che passa e ripassa, accade che i due tipi Fotografia di RATP gnoso, quello che s’instaura con essa, un rapporto d’immagini traggono senza dubbio una pari efficacia duplice, di connivenza torbida, che la pubblicità, dal loro carattere ricorrente. Si può pensare allora allorché propone delle immagini del corpo, pone che un audiovisivo in metropolitana abbia una sorta
  14. 14. 34 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana sotto il segno dell’estetica per scaricarsi del voyeu- rismo, quantunque queste immagini siano immedia- tamente ed intimamente sentite come un provocazione erotica. Di questo carattere provo- catore testimoniano i graffiti, le scritte, i disegni fig 15 - Declinazione del nome osceni che le commentano o completano, a volte Campari rabbiosamente.13 Manifesto pubblicitario di Bruno Munari per l’inaugurazione della metropoli- Per quanto l’antropologo francese si riferisse al tana di Milano. metrò parigino, non si può nascondere come le sue osservazioni siano perfettamente calzanti anche per Un altro manifesto d’autore significativo è la Decli- Milano, dove scritte e segni di vandalismo sono nazione del nome Campari, che Bruno Munari creò proliferati in maniera allarmante. Basti pensare allo per l’inaugurazione della metropolitana di Milano. scempio inferto ai marmi della linea gialla. Munari fu certamente uno dei primi fautori della Un’affissione significativa in proposito, è quella che comunicazione breve. Anzi, ne fu anche un teorico. ideò Italo Lupi, quando era art director di Domus. Quello che non si può dire con poche parole, non si Per promuovere la rivista concepì un gigantesco può dire neanche con molte, sosteneva. Non si può cruciverba proprio con l’intento di provocare la dimenticare, del resto, quella geniale opera di design reazione dei passanti: quasi tutti i manifesti furono che è la «sedia per sedute brevi». Anche perché la sua soggetti ad un completamento delle caselle vuote, idea è stata effettivamente ripresa nei nuovi vagoni molte volte con la soluzione corretta. Fu uno dei della metropolitana di Madrid. primi casi di pubblicità interattiva. La semplicità e la sinteticità tipiche dei suoi lavori, sono caratteristiche pregnanti anche del manifesto in 13. Marc Augé, 1986
  15. 15. 35 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana questione. La comunicazione breve, pensò Munari, era l’unica strada per ideare un prodotto comuni- cativo per un luogo come la metropolitana, dove i tempi d’attesa sono brevi. Pensò, allora, che solo un messaggio leggibile velocemente, magari di sfuggita, potesse essere adeguato alla situazione. Nel corso del tempo il linguaggio della cartelloni- fig 16 - Campagna Virgilio, 1999 stica si è evoluto e raffinato proprio secondo quella Fotografia dell’autore direzione preannunciata in qualche modo da Munari, quella appunto della comunicazione breve. La cartel- che popolano il nostro mondo e il nostro tempo di lonistica, non solo quella sotterranea, è diventata così trasferimento.14 consapevole e padrona delle forme della sinteticità, Non manca, tuttavia, qualche eccezione, in cui si della contrazione e della sintesi. cerca di dire più di quello che i tempi di lettura Fermare l’attenzione, cogliere lo sguardo di chi ha consentirebbero di leggere. La comunicazione risulta fretta e vuole tornare al più presto a casa propria o allora incompleta o interrotta. deve raggiungere il proprio posto di lavoro o di studio è una delle scommesse che i pubblicitari devono superare ogni giorno. Così vediamo messaggi sempre più strani, provocatori e sintetici 14. AA.VV. Subway
  16. 16. 36 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Distinzioni successiva. Anche in questo caso la promessa fu mantenuta, solo che questa volta la ragazza si presentava con le spalle al pubblico). Una prima distinzione dovrebbe essere operata tra […] Certamente il metrò non ha il monopolio di manifesti con periodicità regolare, che danno infor- queste immagini né di questi temi, esso non è l’unico mazioni sugli spettacoli […], manifesti di creazione luogo ove si diffonde se non proprio «una visione del molto più recente che tentano di lanciare un film e mondo», certamente un'immagine dell'individuo e cui l’esposizione è a volte originale, […] e manifesti della vita. Ma è altrettanto certo che, da un lato, che assicurano in modo più continuativo la promo- queste immagini trovano una forza particolare dal zione di un prodotto o di un marchio. Questi ultimi fatto di accompagnare ogni giorno sotto terra tutti possono giocare sia sulla familiarità della loro sigla e coloro il cui percorso li isola il tempo per passare da dei loro simboli […], sia su un rinnovamento della una forma di socialità ad un'altra e, dall'altro, che la loro immagine; inoltre possono anche giocare sul natura stessa di queste immagini (corpi lanciati e tempo, creare un’attesa, del tipo «la settimana desiderabili, certo, ma più ancora stati d'animo, prossima mi tolgo gli slip», per captare e trattenere appezzamenti, andature, sguardi) deve essere presa l’attenzione di uno spettatore che, contrariamente a in particolare considerazione in un'epoca il cui punto quello della televisione o del cinema, è un passante. debole è l'antropomorfismo con la sua incessante (N.d.C. Un paio di anni fa è apparsa, nel metrò, una creazione di Soggetti storici […], le cui immagini e pubblicità in cui una bella ragazza, in costume da il cui chiacchiericcio tendono a suggerire che la bagno a due pezzi, prometteva di togliersi il verità dell'essere è nel sembrare: qual è la forma del reggiseno la settimana seguente. E così fu: dopo una presidente, qual è lo stato dell'opinione o la salute settimana la pubblicità presentava la donna a seno dell'impresa? nudo. In quella stessa circostanza la ragazza prometteva di togliersi anche gli slip per la settimana
  17. 17. 37 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 17 - Campagna Beretta fig 18 - Campagna Abitare Fotografie dell’autore […] siamo oggi sempre più sensibili all’apparenza combinazione delle due) e allo stesso tempo una degli esseri e delle cose, la sola suscettibile a dare specie di conferma oggettiva della realtà del mondo senso: così diamo attenzione più al tono della voce che lo circonda e dei valori che vi si dispiegano che non al contenuto del discorso, alla determina- spettacolarmente: l'immagine continua a confermare l'immagine.15 zione dello sguardo più che a quella del pensiero, al look, al muscolo, alla «mandibola». Da questo punto di vista, ciascuno scopre nel metrò ciò che vi porta (la rivolta o la fascinazione e, più in generale, una sottile 15. Marc Augé, 1986, pag. 95
  18. 18. 38 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana L’impatto ambientale alla contemplazione – fruizione – assimilazione pubblica. Oltre che ad un’ovvia, ma non prioritaria sottolineatura dell’invadenza della pubblicità La grandezza, la gigantografia dell’immagine affissa nell’ambiente urbano, e nella nostra vita, ho voluto comporta inevitabilmente delle relazioni con il sottolineare in una sequenza, interna alla sequenza pubblico e con il paesaggio circostante. A volte in delle immagini, il carattere di serialità delle modo bizzarro, banale, curioso e spesso invadente. immagini odierne anche quando devono comunicare Lo hanno capito per primi i fotografi attenti al cambi- messaggi diversi, perché concepite e strutturate nello amento del paesaggio, come Luigi Ghirri. In questo stesso identico modo.17 dialogo fra figure mute e una realtà dinamica, le Fotografare la cartellonistica vuol dire, per Ghirri, immagini assumono un significato diverso e del tutto produrre un affresco dei nostri tempi. Se l’affresco nuovo; ciascuna di loro è in relazione con un era momento di identità personale e collettiva, pure momento del mondo fisico che stimola la visione e è questi trittici ripetuti ci danno una immagine testimone della sua storia e della sua presenza nel nostro tempo.16 personale e collettiva; ma se per l’affresco il momento della fruizione era un momento di attiva- Ghirri è stato il primo fotografo in Italia, e probabil- zione di coscienza, ri-conoscenza, il muro di mente anche al mondo, che ha voluto sottolineare sia immagini, letto e assimilato nella maggioranza dei nella dimensione, sia nella ripetitività il carattere casi dall’automobile, diventa come uno spezzone storicamente nuovo di immagini che si propongono cinematografico a velocità accelerata, ed i 16. Luigi Ghirri, Topographie-Iconographie, in fotogrammi, immagini indistinte e di fruizione total- Camera Austria n.7, 1982, pag. 30
  19. 19. 39 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 19 - Km 0,250 fig 20 - Km 0,250 Modena, 1973. Sequenze di Luigi Ghirri. mente passiva, disattivazione critica per pseudo- di fuga, dovute agli spazi limitati delle banchine, riconoscimenti.18 rendono le affissioni ancora più indiscrete e in In metropolitana, tuttavia, il «muro di immagini» è qualche modo sfacciate. letto dal passeggero ad una velocità rallentata Un altro fotografo, Marco Pesaresi, ci racconta con i rispetto a quella dell’automobilista, e ad una distanza suoi scatti la presenza insinuante della cartellonistica più ravvicinata. Si tratta anche in questo caso di una nelle metropolitane. Ne evidenzia le dimensioni fruizione passiva, forse ancora più sommessa, poiché quasi grottesche, perché prevaricanti su quelle degli l’assenza di un paesaggio di sfondo, amplifica il utenti e a volte persino dei treni. Ne coglie relazioni messaggio dei manifesti sino a farli sembrare e rimandi alla realtà circostante. Ci descrive la parti- strillati. Inoltre, le ridotte possibilità di movimento, o colarità della loro fruizione, così ravvicinata da essere quasi immersiva. Ci racconta anche i compor- 17. AA. VV., Luigi Ghirri, Parma 1979, Feltrinelli, tamenti degli spettatori, silenziosi e nervosi, curiosi pag. 70 18. AA. VV., Luigi Ghirri, Parma 1979, Feltrinelli, o distaccati, coinvolti o indifferenti. pag. 70
  20. 20. 40 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 21 - Montparnasse, Parigi fig 22 - Bethnal Green, Londra Fotografie di Marco Pesaresi fig 23 - Camden Town, Londra fig 24 - Porte de Clignacourt, Parigi Fotografie di Marco Pesaresi
  21. 21. 41 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 25 - Holborn, Londra fig 26 - Bank, Londra Fotografie di Marco Pesaresi
  22. 22. 42 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Forme di spettacolo metropolitano Una delle prime attività apparse nel mercato i passanti con la loro musica. Li si trova per lo più dell’attesa in metropolitana, (non considerando il negli spazi di passaggio o nei tunnel di collegamento, borseggio e l’accattonaggio), è quella della perfor- dove si moltiplicano le possibilità di offerte. mance musicale. Si tratta per lo più di musicisti I musicisti di professione hanno generalmente un clandestini che con il loro strumento passano da un regolare permesso. A volte sono chiamati e vagone all’altro. Marc Augé ha definito la loro coordinati dall’azienda dei trasporti: è questo il caso organizzato». prestazione come «mancia», poiché ogni esibizione che chiamerò «spettacolo si conclude con una richiesta esplicita di una mancia. Quest’ultimo si distingue subito per l’attrezzatura dei Non ci sono, però, solo musicisti improvvisati. Molti musicisti: mi è capitato di incontrare, nella metropo- lasciano intuire un certa esperienza amatoriale o litana di New York, un batterista o interi gruppi jazz. professionale. Marc Augé ha definito i loro servizi Manifesti, opuscoli o volantini sporadici testimo- come «servizi artistici» poiché non chiedono esplici- niano l’ufficialità dell’iniziativa. tamente una mancia, ma interpellano implicitamente
  23. 23. 43 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana La mancia A volte, però, il performer ricerca più la sensazio- nalità e l’impatto, anche a rischio di infastidire il pubblico. È questo il caso di uno stravagante sasso- La mancia partecipa del dono imposto: profittando fonista che si aggirava nella metropolitana di New dello spazio chiuso del vagone, il cantante o il York con un sassofono rotto. Gridava «Terrestri! musicista dispone di circa tre minuti per il suo colpo Vengo dal pianeta Xenon. Il mio sassofono è stato di forza e di seduzione. Perec aveva notato che distrutto da tre assalitori e mi serve il vostro aiuto! l'intervallo di tempo medio fra due stazioni è di un Suonerò finché non mi pagate!». E così faceva: minuto e mezzo circa e che la lettura nel metrò produceva rumori assordanti con il proprio doveva organizzarsi in funzione di questo ritmo. È strumento sfasciato. Mentre andava in giro per i ancora più vero per le canzoni di pezzi per chitarra vagoni, con delle antenne in plastica da marziano che che i loro interpreti hanno tutto l'interesse ad eseguire gli penzolavano dalla testa, i passeggeri gli cedevano nell’intervallo massimo di tre stazioni se non qualche moneta. vogliono perdere il loro uditorio; essi hanno dunque Forse anche questa è una delle ragioni per cui un po’ in media tre minuti, anche se lavorano in due, con il ovunque avvisi ufficiali invitano il pubblico a non secondo che fa la questua già quando il primo suona incoraggiare queste attività, a dire il vero per lo più o canta ancora, per imporre con il loro talento l’idea invano. Nessuno ormai si meraviglia più oggigiorno, di un necessario contro-dono; è ben vero che il anche se l'intrusione di due giovani con la chitarra talento fa spesso la differenza: i passeggeri si nel vagone, dove ognuno pensa ai fatti propri, ha sottraggono più difficilmente al sentimento della come effetto di rinchiudere un po' più visibilmente i reciprocità allorché sono stati sensibili alla bellezza della voce o alla maestria di uno strumentista.19 solitari nella loro assenza risoluta dal mondo circo- stante. E ciò sia nel caso che non abbiano i soldi, sia nel caso che apprezzino esclusivamente del metrò la 19. Marc Augé, 1986, pag. 73
  24. 24. 44 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana sensazione di una intimità con se stessi, animale e monica o di violino, che sanno dosare con grande riposante, che non hanno il tempo di gustare altrove tempismo pezzi famosi ed orecchiabili. A volte lo e che ogni contatto esterno riesce arbitrariamente a straniero che ci chiede la mancia, sfoggia strumenti e dissipare.20 motivi tipici del proprio paese di origine, come fanno Nella metropolitana di Milano stanno diffondendosi i Peruviani. Un po’ più sofisticati e pretenziosi, per i suonatori di flauto, strumento di semplice utilizzo, quello che può essere l’acustica di un vagone, sono i molto economico e veloce da nascondere. Uno chitarristi. I più agguerriti sono quelli armati come strumento, insomma, alla portata degli accattoni che «Ghostbusters» di amplificatori portatili. Non per una “facile promozione” sono disposti ad mancano i fenomeni, seppur rari, che riescono a improvvisare i più vari motivi. Lasciano immaginare suonare contemporaneamente una fisarmonica allac- una certa esperienza, invece, i suonatori di fisar- ciata alla bocca, la chitarra appesa al collo e qualcos’altro comandato col piede. 20. Marc Augé, 1986, pag. 74
  25. 25. 45 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 27 - Un cantautore, Milano fig 28 - Un violinista, Milano Fotografie dell’autore fig 29 - Un artista, Madrid fig 30 - Un mimo, Parigi Fotografie di Marco Pesaresi
  26. 26. 46 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 31 - Violinista, Milano fig 32 - Fisarmonicìsta, Milano Fotografie dell’autore fig 33 - Due clwon, Città del Messico Fotografia di Marco Pesaresi
  27. 27. 47 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana I servizi artistici Per la maggior parte delle metropolitane le esibizioni sono state a lungo bandite. Molti sono stati i segnali La prestazione di servizi artistici può essere distinta e gli avvisi di divieto, che gli addetti alla sicurezza e da quella della mancia: a partire da un punto fisso alla sorveglianza provvedevano a far rispettare allon- essa si indirizza ai passanti, non ai passeggeri, e non tanando o multando i trasgressori. impone alcuna relazione duale, non sottolinea il Nonostante tutto i più ostinati proseguivano ininter- legame necessario fra dono e contro-dono. A rottamente nella propria attività. La loro resistenza e giudicare dalla qualità di certi strumentisti, in parti- la bravura di alcuni hanno portato col tempo a ricon- colare classici, nei corridori del metrò, ci si rende siderarne il ruolo. Il gradimento del pubblico, infatti, conto che numerosi giovani professionisti vengono ha convinto alcune amministrazioni ad essere più qui ad esercitarsi - cosa che sarebbe indubbiamente tolleranti. Sono state pensate norme per consentire più difficile a casa loro dove tra l'altro non guadagne- uno spettacolo controllato: sono nati così permessi e rebbero del denaro. Poiché ne guadagnano. Le cose licenze per gli artisti del sotterraneo. stanno in modo che quegli che non mostrano di La cultura del servizio è nel frattempo cresciuta, chiederli ne guadagnano di più. È la giusta ricom- facendo intravedere l’opportunità di aumentare la pensa ad un autentico talento che qualcuno riconosce soddisfazione dei passeggeri. La situazione si è così e che molti indovinano; dono gratuito anche, dono ribaltata: alcune amministrazioni hanno organizzato della felicità e del momento […], dono molto vicino manifestazioni di spettacoli metropolitani, invitando all'elemosina così come questa viene analizzata da fig 34 - Chitarrista con fisarmo- quegli stessi artisti che anni prima avevano cacciato. Mauss - dono a Dio più che solidarietà fra gli nica, Milano Indicativo è il caso di TTC, di Toronto. Nel luglio del uomini? 21 Fotografia dell’autore 1979 avviò un programma sperimentale di conces- sione dei permessi. Dopo sei mesi fece un’indagine di gradimento, scoprendo che più del settantaquattro 21. Marc Augé, 1986, pag. 75
  28. 28. 48 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana per cento degli intervistati era favorevole alla interesse alla concessione di permessi per gli artisti. presenza dei performer. Perciò, nell’Agosto del Nella metropolitana di Madrid sembrano essere 1980, il Subway Musicians' Programme fu approvato tollerati persino i mangiafuoco e le gitane che ufficialmente, prevedendone un rinnovamento da predicono il futuro. Nella metropolitana di Milano il servizio artistico più decidere annualmente nell’interesse degli utenti. Il programma non è stato solo rinnovato di anno in frequente è quello prestato con chitarra e amplifi- anno, ma anche potenziato: nel 1979 cinquanta artisti catore. I più attrezzati cantano con un microfono e leggono gli spartiti da un leggio pieghevole. Se parteciparono alle audizioni, nel 1997 più di duecen- l’acustica delle stazioni e dei corridoi permette di tocinquanta. La maggior parte di questi suonavano moltiplicare i rumori e difficilmente comprenderne una chitarra. C’erano anche violini, violoncelli, flauti l’origini… non c’è dubbio che possano anche cinesi, sassofoni, mandolini e banjo. Diversi artisti fungere da perfetto amplificatore per la musica erano anche cantautori. suonata.22 Luoghi privilegiati sono le stazioni di Il permesso autorizza a suonare per quattro giorni consecutivi in ognuna delle trentotto stazioni scambio, (Duomo, Centrale, Loreto, Cadorna), per i selezionate. La concessione è rilasciata ogni anno gli spazi di passaggio più estesi, o comunque perché tramite le audizioni, che selezionano settantacinque più frequentate. I tunnel più ambiti sono quelli più performer. I criteri di scelta sono tre: presenza fisica, lunghi, perché la musica ha più tempo per convincere talento musicale, capacità di intrattenere. il passante frettoloso a donare qualche spicciolo. Anche New York, Parigi, Londra e molte altre metro- politane, grandi e piccole, hanno già dimostrato 22. Davide Pedrizzetti, 1997, pag.45 fig 35 - Chitarrista, Parigi Fotografia di Marco Pesaresi
  29. 29. 49 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Lo spettacolo organizzato Diverse altre metropolitane, grandi e piccole, hanno organizzato e stanno organizzando festival e rassegne. Anche i mezzanini della metropolitana di Nel film Underground di Kusturica, una banda di Milano hanno ospitato in passato esibizioni musicali. ottoni suona in metropolitana le musiche di Goram In ogni caso si tratta di manifestazioni limitate nel Bregovic. Un’immagine poetica lontana dalla realtà? tempo ad occasioni o ricorrenze particolari: una Assolutamente no: ogni mese l’orchestra della SL manifestazione continuativa sarebbe troppo costosa. (metrò di Stoccolma) si esibisce all’ingresso della Lo spettacolo organizzato, infatti, è offerto gratuita- stazione centrale. È un’immagine molto rappresen- mente al pubblico. Perciò è frequente e necessaria la tativo di quello che chiamerei «spettacolo fig 36 - Festa nel metrò di Belo presenza di uno sponsor. organizzato» in metropolitana. Horizonte, Brasile Fotografia di CBTU Lo spettacolo organizzato conosce anche forme Il caso di Stoccolma, comunque, è tutt’altro che diverse dall’esibizione dal vivo: repliche o dirette isolato. Al momento della stesura di queste righe, dalle radio e dai circuiti di musica filodiffusa. Questa infatti, è in corso il programma En avant la musique, è, anzi, una delle forme più diffuse nelle metropo- alla stazione Auber della metropolitana di Parigi. Da litane di tutto il mondo. Certo, ci sono anche i paesi poco è terminato un festival di musica Jazz nella come la Germania che non ammettono altro che un metropolitana di New York City. La AIT sta pianifi- rigoroso silenzio. Ci sono però anche quelli come la cando per le vacanze di Natale uno special perfor- Spagna che sembrano non poter vivere senza la mance program, non solo di musica dal vivo, ma musica: diffusa non solo nelle metropolitane ma anche di altre forme di espressione artistica. anche nelle ferrovie. MARTA, TCL e la metropolitana di SaoPaolo stanno pensando anche alle altre festività.
  30. 30. 50 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 37 - “En avant la musique” Manifesto di promozione dell’iniziativa. fig 38 - Programme “En avant la musique” Calendario della manifestazione Fotografie di Fabrizio L’Abbate.
  31. 31. 51 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Arte e decorazioni Anche esibizioni, mostre e iniziative legate al mondo dell’arte, hanno trovato spazio negli ambienti della metropolitana. Sarebbe molto affascinante scoprire come le ricchezze culturali di ogni nazione abbiano trovato forme espressive consone o addirittura nate per lo spazio della metropolitana, ma ciò andrebbe fig 39 - Poems in motion Fotografia di Fabrizio L’Abbate. ben oltre gli scopi del mio lavoro. Mi vorrei sempli- cemente limitare a far presente come anche l’arte sia una forma di comunicazione per l’attesa in metropo- litana. paesi, testimoniando ancora una volta la necessità di Un esempio per tutti: Poems in motion della metro- una comunicazione breve. politana di Stoccarda. Due volte all’anno la SSB L’arte in metropolitana, tuttavia, non è solo quella affigge dei poster con poesie, di poeti più o meno delle manifestazioni occasionali e sporadiche, ma è noti, all’interno dei vagoni della metropolitana o anche quella più duratura, se non fissa, che arric- degli autobus. Iniziative analoghe, come il Concours chisce le banchine con decorazioni, mosaici, graffiti, poésie Laureat a Parigi, si presentano in diversi altri bassorilievi, sculture, pitture… Non è, del resto, anche l’architettura stessa delle stazioni una forma d’arte?
  32. 32. 52 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana costringevano i figli a lavarsi le mani prima di L’arte durevole nel metrò è uno strumento di affer- entrarvi per non sporcare i treni. Le stazioni gareg- mazione del genius loci di una certa città e di una giavano in magnificenza, esibendo il meglio e il certa zona, ed è sovente un richiamo alla realtà sopra- peggio dell'arte sovietica. La stazione Mayako- stante, come la famosa stazione del Louvre. La carat- vskaya, completata nel 1938, ha una sala centrale terizzazione delle stazioni comporta inevitabilmente sorretta da bellissime colonne in acciaio e marmo anche una loro differenziazione. Ciò rende gli rosso che si innalzano fino ad un soffitto coperto di ambienti, oltre che piacevolmente fruibili, ricono- mosaici del socialismo reale. Nella stazione scibili con una certa immediatezza. A Parigi, a Mosca e in altre grandi città, le metropo- Ploshchad Revolyutsii gli archi del corridoio sono litane presentano, ognuna a suo modo, strutture ed sorretti da vigorose sculture di soldati dell'Armata elementi unici, non ripetuti in modo standardizzato Rossa. La stazione Kropotkinskaya ha una galleria (come invece è avvenuto a Milano, dove nella realiz- superiore e una piattaforma con colonne. zazione delle linee della metropolitana si è cercato di Per il visitatore, la metropolitana è di per se un'attra- rendere gli spazi uniformi e ricorrenti in ogni parti- zione. Dopo cinquant'anni di costruzione, percorrere colare e dettaglio) e con dettagli studiati ad hoc, così queste stazioni è come sfogliare una storia dei codici da aiutare gli utenti a capire istantaneamente dove si estetici sovietici, dal classicismo stalinista alla trovano in quel momento. 23 sobrietà pesante e indecisa dell'epoca brezhne- viana.24 A Mosca, infatti, le stazioni erano progettate in modo che ogni lavoratore potesse sentirsi uno zar mentre Anche a Città del Messico molte stazioni sono percorreva i tunnel e aspettava ai binari. Una barzel- decorate con pitture murali. Nella stazione di Insur- letta molto diffusa diceva che le mamme russe gencia, Rafael Cauduro ha dipinto scene realiste 24. Manuel Vázquez Montalbán, in Marco Pesaresi, 23. Carmi Stefano, 1981, pag. 70 1998, pag. 70
  33. 33. 53 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana tratte dalle metropolitane di Parigi e Londra. Nella (recentemente è stata inaugurata la quattordicesima stazione di Copilco, il tema è la Gioconda. Le linea) e la stratificazione delle diverse architetture, popolazioni indigene sono l'argomento dei dipinti arredi, stili, materiali, finiture. Il metrò di Milano, della fermata di Tacubaya. Per placare gli dei che invece, ha poco più di un quarto di secolo. Le due forse si sono opposti alla presenza della metropo- città stesse, inoltre, sono sensibilmente diverse. litana la stazione di Zocalo è diventata un museo Mi è sembrato più appropriato un confronto con messicana.25 virtuale con fotografie della storia Monaco, dove la costruzione della metropolitana ha A Stoccolma la non finitura degli scavi ha reso le avuto inizio negli stessi anni di quella di Milano, stazioni grotte uniche ed originali. Si potrebbero fare raggiungendo in entrambe le città un’ottantina di molti altri esempi ancora. Quello più autorevole stazioni per più di settanta chilometri. La capitale potrebbe essere Parigi, ma un suo confronto con della Baviera, poi, è il cuore economico della Milano sarebbe alquanto azzardato, in quanto un Germania un po’ come lo è Milano per l’Italia. Le secolo di storia ne spiega la meticolosa capillarità due città, infine, sono paragonabili per numero di abitanti e dimensioni territoriali. 25. Vicente Leñero, in M. Pesaresi, 1998, pag. 92
  34. 34. 54 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Un caso significativo: Monaco “l’uomo è la misura per tutte le cose”, è anche la linea direttiva nel caso delle stazioni del metrò: il centro dell’attenzione del progetto è costituito dai Da luogo concepito in un'ottica esclusivamente passeggeri, cioè gli utilizzatori di un servizio di funzionalista, le linee metropolitane, che sono trasporto pubblico. I passeggeri non devono l'infrastruttura sotterranea principale nelle grandi solamente raggiungere la propria destinazione città, oggi sono diventate spazi abitati per eccellenza velocemente, con sicurezza e comfort, ma devono in cui la funzionalità, pur essendo sempre impor- anche vivere positivamente l’esperienza dell’attesa tante, non rappresenta più l'unico elemento caratte- fig 40 - Stazione Westfriedhof Fotografia di Robert Schwandl 26 nelle stazioni. L’uso di elementi artistici o decorativi rizzante della struttura. Monaco ben rappresenta può aiutare a rendere l’attesa piacevole, cosa che questa tendenza: il design funzionalista delle prime generalmente non si associa agli spazi sotterranei stazioni, pensate per le Olimpiadi del 1972, ha illuminati solo da luce artificiale. Ciò suggerisce già ceduto presto il posto ad un’architettura moderna ed come non debba essere una stazione della metropo- innovativa. Hans-Jochen Vogel, ex sindaco della litana: oppressiva, deprimente, aggressiva o provo- città bavarese, fece valere la convinzione che l’archi- catoria. Il design e l’arte delle stazioni devono tettura delle stazioni della metropolitana fosse suscitare un’atmosfera positiva in quanto i importante almeno quanto quella degli edifici di passeggeri sono obbligati a viverla tutti i giorni. […] superficie. Le decorazioni storiche-artistiche e le rappresenta- Significative sono in proposito le parole di un fig 41 - Stazione Dülferstraße zioni di carattere locale sono nell’architettura i punti Fotografia di Stefan Müller-Naumann consigliere comunale per la pianificazione del metrò, di relazione a cui si possono riferire i passeggeri. Le Rolf Schirmer: in apparenza ovvio, ma l’ancora costruzioni e gli eventi nelle immediate vicinanze di ambizioso principio filosofico di duemila anni fa, una stazione – per esempio musei e gallerie d’arte – offrono preziosi spunti di design, come nel caso della 26. Pozzi Margherita, 1998, pag. 23
  35. 35. 55 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 42 - Karlsplatz Pannelli decorativi di Volker Sander: rappresentano mezzi di trasporto del passato. fig 43 - Klinikum Großhadern Fotografie di Stefan Müller-Naumann stazione Königsplatz, dove un vuoto determinato da oltre che la funzionalità. Quello che vorrei sottoli- requisiti tecnici è stato trasformato in uno spazio neare, però, è che le sue stazioni sono un esempio espositivo.27 lampante di come l’impatto visivo delle decorazioni In effetti le stazioni della metropolitana di Monaco aiuti l’utente nell’orientamento e nell’identificazione fanno capire immediatamente come nella loro in un “genius loci microlocale”. Ciò non ha progettazione siano state considerate con grande comunque compromesso l’efficacia di un indispen- attenzione l’abitabilità e il benessere dei passeggeri, sabile filo conduttore comune per tutte le stazioni: quello della grafica coordinata, espressa innanzitutto 27. traduzione da Christoph Hackelsberger, 1997, da una chiara segnaletica. pag. 11
  36. 36. 56 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 44 - St. Quirin Platz La grande copertura vetrata illumina la banchina con luce naturale fig 45 - Mangfallplatz M1 San Babila, opera di Paola di Bello Fotografie dell’autore fig 46 - Wetternsteinplatz I colori differenti per i muri delle due banchine permettono di riconoscerne immediatamente la direzione Fotografia dell’autore fig 47 - Großhadern Murali di Johannes Klinger Fotografia di Stefan Müller-Naumann
  37. 37. 57 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 48 - Hasenbergl Banchina con volta riflettente fig 49 - Klinikum Großhadern murale di Eckard Hauser Fotografie di Stefan Müller-Naumann fig 50 - Brudermühlstraße fig 51 - Machtlfingerstraße Opera di Rupprecht Geiger Fotografie di Stefan Müller-Naumann
  38. 38. 58 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 52 - CandidPlatz, banchina direzione Mangfallplatz fig 53 - CandidPlatz, banchina opposta Fotografie dell’autore fig 54 - Max Weber Platz Modello di uno dei primi tram a cavallo fig 55 - Pilastro decorato Riproduzioni di vecchi giornali di Monaco, opera di Volker Sander e Her- mann Wilhelm Fotografie di Stefan Müller-Naumann
  39. 39. 59 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 56 - Feldmoching Fotografie storiche del villaggio “Feld- moching” interrompono la semprepre- sente banda col nome della stazione. Fotografia di Stefan Müller-Naumann fig 57 - Theresienwiese Stazione del parco usato per l’Oktober- fest: le decorazioni richiamano una tipica birreria di Monaco. Fotografia dell’autore fig 58 - Interno di un vagone Si noti il posizionamento della mappa sul soffitto. fig 59 - Particolare della mappa Fotografie dell’autore
  40. 40. 60 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 60 - Thalkirchen Decorazioni di Ricarda Dietz fig 61 - Particolare dei murales Fotografie di Stefan Müller-Naumann fig 62 - Haderner Stern Decorazioni murali con blocchi di vetro modulati da cornici metalliche colorate. fig 63 - Dettaglio del mosaico Opera di Ricarda Dietz Fotografie di Stefan Müller-Naumann
  41. 41. 61 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 64 - Rilievi di Waki Zöllner Stazione Olimpiazentrum fig 65 - Feldmoching Fotografie di Stefan Müller-Naumann fig 66 - Forstenrieder Allee Schizzi di Helmut Pfeuffer fig 67 - Messegelände Decorazioni di Volker Sander Fotografie di Stefan Müller-Naumann
  42. 42. 62 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana Le stazioni di Milano delle stazioni, le quali si distinguono solamente attra- verso la segnaletica e la parola scritta, unici elementi che permettano di individuare il luogo in cui ci si La rivista Domus del Maggio 1966 definì quel nuovo trova.28 paesaggio sotterraneo milanese che è la metropo- Mentre a Monaco agli architetti è stata affidata la litana come il più esteso «disegno» cittadino, il più progettazione di intere stazioni, a Milano gli sono grande ambiente milanese concepito con unità. […] state lasciate limitate possibilità di intervento. Nella La prima volta che il design compare a Milano in un loro relazione tecnica, infatti, i progettisti (Franco servizio pubblico in modo così unitario e completo. Albini e Franca Helg) scrissero: il lavoro di finitura La segnaletica disegnata da Bob Noorda è diventata delle stazioni MM si è svolto su di una struttura già un punto di riferimento indiscutibile. realizzata e con limitatissime possibilità d'intervento Se si guarda l’esempio di Monaco, però, ci si accorge sul piano distributivo per quanto riguarda sia i immediatamente che qualcosa è mancato a Milano. percorsi del pubblico, sia il ridimensionamento degli La linea 1, progettata e realizzata negli anni sessanta ambienti. […] I plafoni e la parte superiore delle con criteri diversi da quelli attualmente accettati, che pareti delle banchine e dei mezzanini sono stati facevano riferimento ad una impostazione concet- rivestiti con vernice plastica vinilica di colore tuale che privilegiava un'ottica funzionalista […] I marrone scuro e verde scuro. […] Il colore scuro soffitti delle stazioni sono bassi, l'illuminazione è rende meno evidenti le irregolarità di superficie delle piuttosto ridotta, i materiali e gli elementi strutturali strutture in calcestruzzo. sono uguali in tutte le stazioni, i contatti con l'esterno La ripetitività e l’uniformità delle stazioni, invece, sono ridotti al minimo. Questa realtà del sottosuolo è sono state ricercate volutamente, come riporta la ben diversa dalla realtà di superficie. Tutto questo è stato realizzato volutamente, con il preciso scopo di arrivare a una totale omologazione 28. Pozzi Margherita, 1998, pag. 26
  43. 43. 63 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 68 - Duomo, Linea 1 fig 69 - Piola, Linea 2 Fotografie dell’autore stessa relazione: i criteri conduttori del lavoro si sono Le linee 1 e 2 sono identiche nei materiali, basati su di una ricerca di uniformazione dei nell’organizzazione degli spazi e nei dettagli […] materiali, scelti a seconda delle esigenze delle Tutte le stazioni sono caratterizzate da una forte singole parti e conformi al concetto di serie e ripeti- uniformità nell’organizzazione delle finiture. […] bilità. Le soluzioni di dettaglio studiate per una differiscono solo per il colore dei corrimano […] stazione campione sono state ripetute in tutte le altre delle transenne […] e della fascia continua di lamiera e adattate nei casi anomali, comunque comuni a verniciata, posta in alto lungo i muri perimetrali del piano mezzanino e di quello delle banchine.29 piccoli gruppi di stazioni. Questo è stato l’approccio al progetto anche per la linea 2, che moltiplica la ripetitività della linea 1. 29. Pozzi Margherita, 1998, pag. 165
  44. 44. 64 capitolo 1 - L’attesa in metropolitana fig 70 - Rogoredo, Linea 3 fig 71 - Direzione Zara Fotografie dell’autore Occorre rivolgere principalmente la propria atten- Con la linea 3, invece, si è cercato di conferire zione alle «parole scritte», perché esse, in assenza di all’ambiente una maggiore luminosità, sicurezza ed efficienza. L’accoppiamento del giallo dei controsof- altre diversificazione formali nel paesaggio sotter- fitti, il rosso delle doghe e il bianco dei pavimenti, raneo, rappresentano l'unico veicolo di informa- produce una sensazione “solare”, riduce l’oppres- zione. […] non compaiono mai elementi formali che sione che spesso ci accompagna quando si scende in caratterizzino l'ambiente in modo da renderlo ambienti sotterranei non sufficientemente illuminati «unico», non ripetuto e inconfondibile nell'intera rete colorati.30 metropolitana.31 e giustamente Anche per la linea 3, tuttavia, la maggior parte dei Eppure a Milano non mancano di certo gli spunti per dettagli sono ripetuti ed identici per tutte le stazioni. un riferimento alla superficie, e nemmeno i talenti Non è possibile, perciò, riconoscere immediatamente per realizzarli. Non si è realizzato neanche il una stazione dall’altra, se non leggendo le insegne. desiderio di Piero Bottoni che rivolse al sindaco di 30. AA.VV., 1995, pag. 179 31. Carmi Stefano, 1981, pag. 72
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