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corso in lingua italiana sugli archivi aperti

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Open Archives 23 Giugno

  1. 1. Risorse scientifiche ad accesso gratuito 23-24 giugno 2009 <ul><li>Archivi aperti e riviste ad accesso libero: definizione e storia </li></ul><ul><li>G. Cognetti </li></ul><ul><li>Biblioteca Istituto Regina Elena </li></ul><ul><li>Tel 06 52662613/fax 06 52662216 </li></ul><ul><li>E-mail: [email_address] </li></ul>Biblioteca Digitale Centro di Conoscenza “ R Maceratini” – Istituto Regina Elena
  2. 2. Perché un corso sugli archivi aperti e sulle risorse gratuite? <ul><li>Risorse a pagamento poco e sempre meno disponibili </li></ul><ul><li>Accessibilità dei prodotti della scienza </li></ul><ul><li>Interoperabilità attraverso standard comuni (metadati) </li></ul><ul><li>Accesso gratuito a software </li></ul>
  3. 3. Interoperabilità? <ul><li>L’ utilizzo di standard garantisce la interoperabilità tra i sistemi definita a livello europeo (91/250/EC) come : </li></ul><ul><li>“ functional Interconnection and interaction”..”the ability to exchange information and mutually use the information which has been exchanged” </li></ul>
  4. 4. Due corsi………. <ul><li>Documentazione scientifica: </li></ul><ul><li>Archivi aperti </li></ul><ul><li>Riviste ad accesso aperto </li></ul><ul><li>Software libero: </li></ul><ul><li>che può copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare </li></ul><ul><li>Non si può vendere.. </li></ul>
  5. 5. Gale Directory (2005): Dati 2004 Basi dati biomediche: 2728 (Health life science) (15%) d’interesse biomedico In maggior parte a pagamento <ul><li>ANNO </li></ul><ul><li>1975 </li></ul><ul><li>1985 </li></ul><ul><li>1995 </li></ul><ul><li>1997 </li></ul><ul><li>1999 </li></ul><ul><li>2000 </li></ul><ul><li>2004 </li></ul><ul><li>N. BASI DI DATI </li></ul><ul><li>301 </li></ul><ul><li>3.010 </li></ul><ul><li>9.207 </li></ul><ul><li>10.338 </li></ul><ul><li>12.860 </li></ul><ul><li>15.249 </li></ul><ul><li>18.214 </li></ul>
  6. 6. Bibliografie/basi di dati d’interesse sanitario <ul><li>Nome prodotto a stampa </li></ul><ul><li>Index Medicus (p) </li></ul><ul><li>Excerpta medica (p) </li></ul><ul><li>Current Contents (p) </li></ul><ul><li>Science Cit. Index(p) </li></ul><ul><li>72 bibliogr/CNRS (p) </li></ul><ul><li>Index Sci Tec Proc. (p) </li></ul><ul><li>Chem. Abstracts (p) </li></ul><ul><li>Biol Abstract (p.) </li></ul><ul><li>Nome della base di dati </li></ul><ul><li>Medline (gratuita) </li></ul><ul><li>Embase (p) </li></ul><ul><li>Current Contents (p) </li></ul><ul><li>Scisearch (p) </li></ul><ul><li>PASCAL (p) </li></ul><ul><li>IS&TP (p) </li></ul><ul><li>Chem Abstracts (p) </li></ul><ul><li>Biosis (p) </li></ul>p= risorsa a pagamento
  7. 8. Medline, Pubmed(1998) e Pubmed Central (2000) LA PIU’ IMPORTANTE BASE DATI BIBLIOGRAFICA DI MEDICINA COPERTURA: ARTICOLI DI RIVISTE DAL 1966 AD OGGI AGGIORNAMENTO: SETTIMANALE CIRCA 31,000 NUOVE CITAZIONI AGGIUNTE OGNI MESE. CONTIENE CIRCA 10 MILIONI DI CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE Gli articoli sono tratti da circa 4.000 riviste internazionali ed negli anni recenti è possibile anche trovare alcuni capitoli di monografie selezionate Special Features: MEDLINE copre i campi della medicina, del’ infermieristica, del’ odontoiatria, della medicina veterinaria, delle scienze precliniche. MEDLINE Contiene tutte le citazioni pubblicate nellì INDEX MEDICUS e corrisponde in parte all’ International Nursing Index e all’ Index to Dental Literature. E’ stata resa gratuita a giugno del 1997 (conferenza stampa Gore) Nel primo anno di libero accesso via Internet le ricerche su Medline sono passate da 7 milioni a 120 milioni (30% studenti e pubblico in generale) Dal 1998 la NLM ha aggiunto alla base dati lo spoglio di riviste divulgative per pazienti/parallelamente molte importanti riviste mediche stanno sviluppando pagine per pazienti e anche traduzioni divulgative di articoli scientifici per i pazienti
  8. 9. http://www.nlm.nih.gov/databases/
  9. 15. Stefan Harnad http://users.ecs.soton.ac.uk/harnad/Tp/resolution.htm From whom the Gate Tolls? How and Why to free the Refereed Research Literature Online Trough Author/Institution Self Archiving. Now ( 2003) <ul><li>“ Liberare la ricerca valutata presente e futura da tutti gli ostacoli all’accesso ed all’impatto, dipende ormai dai ricercatori. </li></ul><ul><li>La posterità già ci guarda e non ci giudicherà bene se continuamo a ritardare senza ragione l’ottimo e l’ineluttabile che sono chiaramente alla nostra portata “ </li></ul>
  10. 16. Accessibilità ai risultati della scienza: gli archivi aperti <ul><li>Il costo crescente delle riviste impedisce la libera circolazione dei risultati scientifici e crea problemi specialmente nei paesi in via di sviluppo </li></ul><ul><li>(Un abbonamento a Lancet equivale ad un mese di stipendio per un indiano) </li></ul><ul><li>Costi della rivista “Brain Research: </li></ul><ul><li>1983 $2100 </li></ul><ul><li>1994 $ 8000 </li></ul><ul><li>2003 $20.000 </li></ul>D.Di Diodoro: Ebm ed Editori a Scientifica –In Etica Conoscenza e Sanità. 2005
  11. 17. Gli Archivi Aperti: una nuova editoria in Internet? <ul><li>Un po’ di storia …..: </li></ul><ul><li>Già negli anni ’80 Stefen Harnard, studioso di scienze cognitive fonda la rivista Psychology, peer reviewed e accessiblile liberamente in linea a salvaguardia del diritto d’autore </li></ul><ul><li>Il fisico Paul Ginsparg (Los Alamos National Laboratory) crea il primo “ archivio aperto” come libero deposito di ricerche che fu utilizzato da decine di fisici in tutto il mondo . Oggi attivo presso un server della Cornell University col nome di ArXiv </li></ul><ul><li>I fisici vedono prima il documento in ArXiv e poi quello pubblicato </li></ul><ul><li>72% articoli su rivista “Astrophysical Journal” disponibile in ArXiv. Gli articoli vengono citati due volte in più rispetto al 28% che non ha una versione libera corrispondente. </li></ul>
  12. 18. Dichiarazione di Berlino: Accesso aperto alla letteratura scientifica: <ul><li>La dichiarazione di Berlino firmata nel 2003 da 183 enti di ricerca (in Italia varie Università, ISS, Istituto Italiano di Medicina Sociale) dà sostegno a questo nuovo modo “libero” di comunicazione scientifica. </li></ul>
  13. 19. http://wiki.openarchives.it 1997-2001: Scielo, BiomedCentral, OAI, PubmedCentral; Plos 2004 Dichiarazione di Messina, Google scholar 2003 dichiarazione Berlino
  14. 20. Conferenza di Messina 2004 <ul><li>75 atenei su 77 hanno firmato o si sono impegnati a firmare la dichiarazione di Berlino in favore degli archivi aperti </li></ul><ul><li>Gli atenei italiani per l’Open Access: verso l’accesso aperto alla letteratura di ricerca, Messina, 4-5 novembre 2004 </li></ul>
  15. 22. http://wiki.openarchives.it
  16. 23. Infermieri e Archivi aperti
  17. 24. Cosa vuol dire “accesso aperto”? <ul><li>Libero accesso all’informazione scientifica senza barriere di costi. </li></ul><ul><li>Possibilità di scaricare, leggere, stampare, distribuire i prodotti della ricerca con unica tutela dell’ integrità dell’opera e dei diritti dell’ autore. </li></ul>
  18. 25. Le nuove tecnologie rendono possibile……… <ul><li>La creazione di piattaforme in rete per la distribuzione dei prodotti della ricerca senza grossi costi </li></ul><ul><li>La possibilità che il controllo della comunicazione torni nelle mani dei produttori (ricercatori ed enti) </li></ul>
  19. 26. L’ accesso aperta si basa su: <ul><li>Autoarchiviazione dei documenti </li></ul><ul><li>I ricercatori e le istituzioni accademiche e di ricerca possono depositare direttamente i propri prodotti in archivi aperti </li></ul><ul><li>Deposito dei documenti </li></ul><ul><li>Le istituzioni tramite le biblioteche provvedono al deposito in archivi aperti </li></ul>
  20. 27. Archivi aperti e riviste ad accesso aperto <ul><li>Gli archivi aperti sono archivi ove si depositano i documenti per renderli accessibili e conservarli </li></ul><ul><li>Le riviste ad accesso aperte sono riviste che consentono l’accesso a tutti o a parte dei loro articoli e consentono agli autori di disporre dei loro prodotti scientifici </li></ul>
  21. 28. Cosa può fare un autore con il proprio articolo pubblicato? <ul><li>Può inviarlo ad un collega? </li></ul><ul><li>Può distribuirlo agli studenti di un corso in cui è docente? </li></ul><ul><li>Può metterlo a testo intero sul proprio sito Web ? </li></ul><ul><li>Può metterlo sul sito della propria istituzione? </li></ul>
  22. 29. Gli autori che pubblicano su una rivista commerciale…… <ul><li>Cedono tutti i loro diritti agli editori al punto che non possono senza permesso distribuire i loro articoli a colleghi e studenti (ad esempio…) </li></ul>
  23. 30. E i prodotti non “royalty free”? <ul><li>Si tratta di capitoli di monografie, brevetti, software o altro materiale in cui l’autore viene ricompensato per il lavoro che presta </li></ul><ul><li>Anche in tal caso si suggerisce il deposito ma solo della bibliografia (metadati associati) se non è consentito in altra via </li></ul>
  24. 31. Alcune definizioni <ul><li>E-print : prodotto scientifico (es un articolo) circolante su supporto elettronico </li></ul><ul><li>Preprint : prodotto scientifico (es. un articolo) prima che lo stesso sia sottoposto a cambiamenti a seguito di peer review </li></ul><ul><li>Postprint : prodotto scientifico (es. un articolo) modificato a seguito di intervento da parte della rivista su cui viene pubblicato </li></ul>
  25. 32. Definizioni: A. De Robbio «Bibliotime», anno VI, numero 3 (novembre 2003) <ul><li>“ pre-print e i lavori intellettuali considerati tradizionalmente come letteratura grigia, rapporti tecnici, relazioni ai convegni, atti di congressi, documenti progettuali, documenti pre e post pubblicazione, sono una fonte preziosa per lo sviluppo di qualsiasi settore disciplinare. Per i settori scientifici la disponibilità immediata della letteratura prodotta è ormai una necessità non più prorogabile. </li></ul><ul><li>Un pre-print è una tipologia di documento, distribuito in modo più o meno limitato, relativa ad un lavoro tecnico spesso in forma preliminare, precedente alla sua pubblicazione in un periodico. Molto spesso però questa tipologia di materiale non rientra per nulla nei canali della distribuzione a stampa, e rimane così &quot;nascosta&quot; e priva di un effettivo impatto nella comunità dei parlanti. </li></ul><ul><li>Un post-print è la versione modificata, che ha passato il vaglio del comitato editoriale, che è già stata sottoposta a refereeing . </li></ul><ul><li>Per e-print invece si intende attualmente una evoluzione del materiale pre-print, post-print, post-post-print nella sua forma elettronica. Gli e-prints sono copie elettroniche di paper accademici; solitamente un pre-print evolve entro un articolo di periodico, o entro un volume, o entro un'altra forma di pubblicazione a stampa o elettronica, e diventa così un post-print. Tale evoluzione, soprattutto nelle pubblicazioni a stampa, comporta che il paper diviene difficilmente accessibile a causa dei prezzi sempre più alti degli abbonamenti alle riviste, senza contare i ritardi nei tempi di pubblicazione.” </li></ul>
  26. 33. http:// www.sherpa.ac.uk/ romeo.php
  27. 34. Archiviazione per colori di Romeo <ul><li>Green si può archiviare pre-print e post-print </li></ul><ul><li>Blue si può archiviare post-print (cioè bozza finale dopo referee) </li></ul><ul><li>Yellow si può archiviare il pre-print (cioè pre-refereeing) </li></ul><ul><li>White l’archiviazione non è formalmente supportata </li></ul>
  28. 35. Archivi aperti e riviste ad accesso aperto <ul><li>DOAJ Directory of open access journals </li></ul><ul><li>Biomedcentral </li></ul><ul><li>PLoS </li></ul><ul><li>Pleiadi </li></ul><ul><li>Istituto Superiore di Sanità </li></ul><ul><li>E-lis </li></ul><ul><li>ecc </li></ul>
  29. 36. Peer review/commenti <ul><li>Tradizionale </li></ul><ul><li>“ Revisione tra pari” può essere applicata anche agli archivi aperti </li></ul><ul><li>Spesso solo burocratica per essere efficace occorrerebbe disporre di tutte le specializzazioni </li></ul><ul><li>Possibilità di commentare </li></ul><ul><li>i documenti offerti sulle piattaforme open: </li></ul><ul><li>I commenti costituiscono una importante giudizio di merito qualitativo e non solo quantitativo. </li></ul>
  30. 37. Archivi aperti e valutazione multidimensionale <ul><li>Valutazione tradizionale tramite Impact factor : </li></ul><ul><li>Valuta solo gli articoli di riviste </li></ul><ul><li>Dà un solo tipo di valutazione quantitativa basata sul numero delle citazioni </li></ul><ul><li>Non permette di evidenziare l’immediatezza dell’ impatto in quanto normalmente le citazioni avvengono dopo anni dalla pubblicazione </li></ul><ul><li>Valutazione in archivi aperti: </li></ul><ul><li>si valutano tutti i tipi di documenti pubblicati e non (es monografie, tesi abstract, brevetti, progetti ecc) </li></ul><ul><li>Possono essere valutate le citazioni, l’accesso all’articolo, il commento, i link ecc. </li></ul><ul><li>Permette di ricavare l’impatto immediato (es scaricamento articoli o commenti) </li></ul>
  31. 38. Capacità di citazione limitata da fattore economico <ul><li>Le citazioni di riviste a pagamento possono essere condizionate dal costo della rivista </li></ul><ul><li>Media di “scaricamento” (download) per articolo in Elsevier (Science Direct) circa 28, media per Biomedicentral (circa 2005) </li></ul><ul><li>Open access offre accesso pari a 89 volte in più rispetto a quello tradizionale in biomedicina </li></ul><ul><li>A. De Robbio «Bibliotime», anno VI, numero 3 (novembre 2003) </li></ul>
  32. 39. RAE/UK: Research Assessment Exercise <ul><li>Il Miur ha preso esempio dal sistema inglese introducendo la valutazione multidimensionale e non solo quantitativa </li></ul><ul><li>Ha perciò organizzato gruppi di esperti per il giudizio qualitativo e sottoposto a vaglio 18.500 prodotti di ricerca(articoli, libri, capitoli,brevetti ecc.) in 20 aree disciplinari, utilizzando anche le tecnologie telematiche </li></ul><ul><li>Raccomandazioni per lo sviluppo dell’editoria elettronica negli atenei italiani / a cura di Patrizia Cotoneschi, Giancarlo Pepeu. – Firenze :Firenze university press – CRUI, 2006. </li></ul>
  33. 40. RAE -CV <ul><li>Tendenza a collegare gli archivi aperti all’anagrafe della ricerca </li></ul><ul><li>Curricula standardizzati collegati alla produzione di lavori scientifici (articoli, monografie, abstract e relazioni a convegni, brevetti, progetti ecc.) </li></ul><ul><li>Valorizzazione e visibilità attività istituzionale e dei singoli ricercatori </li></ul><ul><li>Disponibilità e accessibilità produzione scientifica </li></ul>
  34. 41. Finanziare solo i ricercatori che depositano i loro prodotti? <ul><li>Varie proposte a livello internazionale sono rivolte a incentivare la diffusione e l’uso da parte dei ricercatori degli archivi aperti. </li></ul><ul><li>Incentivi sono anche proposti per la pubblicazione di lavori su riviste ad accesso aperto </li></ul><ul><li>Le istituzioni di ricerca dovrebbero organizzare archivi istituzionali e pagare i costi per il deposito in archivi aperti esterni (Plos, Biomedcentral ecc.) </li></ul>
  35. 42. Link utilizzati <ul><li>http://www.nlm.nih.gov/databases/ </li></ul><ul><li>http://wiki.openarchives.it </li></ul><ul><li>http://www.sherpa.ac.uk/romeo.php </li></ul>
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