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Introduzione ai Learning Object
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Introduzione ai Learning Object

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Introduzione ai Learning Object, guida per una produzione in proprio

Introduzione ai Learning Object, guida per una produzione in proprio

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  • Bentrovati in questa breve lezione sui Learning Object
  • Obiettivo di questa lezione è fornire le conoscenze minime e il metodo di lavoro necessari per la realizzazione di un LO
  • Vediamo insieme una prima definizione di Francesco Leonetti “Un Learning Object è un"Oggetto Didattico" ossia qualcosa che favorisce l'apprendimento e agevola l'insegnamento. “ La differenza fondamentale tra il concetto di "Learning Object" e quello di "libro" per come lo intendiamo oggi è che un learning object generalmente adotta una comunicazione multimediale ed interattiva.
  • Di conseguenza sempre Francesco Leonetti definisce un LO in modo più preciso: “Un learning object è una risorsa modulare, in formato digitale, fruibile via web, descritto da metadati ed usato e riusato in contesti di apprendimento per raggiungere un univoco e unico obiettivo didattico. “. Terremo ben presente questa definizione per lavorare sulle fasi necessarie per la costruzione di un LO. Riassumendo quindi un moderno LO deve essere multimediale e interattivo.
  • Entriamo adesso un po’ nel dettaglio di queste fasi di realizzazione cercando di spiegarle e dare qualche indicazione. Prima di tutto deve essere ben definito l’argomento e identificato in modo chiaro l’obiettivo didattico del nostro oggetto di apprendimento. Possiamo quindi definire almeno quattro fasi: Creazione dello storyboard e scripting, Produzione, Metadatazione, Collaudo e verifica
  • Se il produttore del LO è un insegnante il tutto partirà sicuramente da un idea progettuale e spesso anche da del materiale già esistente. Ci possiamo quindi trovare in due situazioni, il materiale da utilizzare può essere: Preesistente sotto forma di appunti, dispense cartacee etc. oppure prodotto ad hoc secondo un apposito progetto multimediale.
  • Il nostro LO sarà realmente efficace se avrà un obiettivo chiaro possibilmente unico e se sarà possibile misurare il suo conseguimento con una verifica, un’attività o quant’altro che dimostri la competenza acquisita
  • Vediamo insieme la prima delle quattro fasi: la progettazione attraverso storyboard e scripting. Daniela Castrataro afferma che “Lo storyboard sta all’e-learning come un progetto architettonico ad un edificio” . Lo storyboard è di fatto è la sceneggiatura del nostro lavoro. È il progetto che rappresenta in modo visivo tutto il contenuto di ogni schermo (grafica, media, sequenze di animazione) del prodotto finale. Con quali strumenti possiamo realizzarlo? Potremmo usare dei carta e penna e i tradizionali fogli di carta oppure avvalerci di un programma di presentazione che lavora per schermate o slides come power point.
  • Passando alla produzione in generale qualsiasi programma, che genera contenuti usabili nel web potrebbe andare bene. Esisteno però dei programmi specifici per la costruzione di LO che ci possono agevolare il lavoro soprattutto nell’ottica degli standard in questo campo. Due programmi open source di questo tipo sono eXelearning e Xerte, si possono utilizzare anche altri programmi capaci di realizzare delle presentazioni in flash cone Wink, sempre open source, o Adobe Captivate, author point o altri.
  • Questa fase è importante proprio per la necessità di rendere riutilizzabile il prodotto. Non possiamo affrontare il discorso della metadatazione in questa breve presentazione però per adesso è bene sapere che i metadati, contenuti nel nostro LO, hanno proprio il fine di rendere il nostro lavoro classificabile e rintracciabile. Al termine del lavoro il nostro pacchetto dovrà quindi essere convertito in un formato utilizzabile da qualsiasi piattaforma didattica (come ad esempio Moodle). Il formato attualmente più diffuso è il formato SCORM. Come fare tutto questo. Esistono dei software, alcuni open source come Reload, che ci facilitano il lavoro della metadatazione e convertono poi in automatico il pacchetto in formato SCORM. Tenete presente che la conversione in formato SCORM viene fatta anche con i software autore, citati precedentemente, come per esempio eXelearning e Xerte.
  • Il LO funziona solo se è efficace e facilmente utilizzabile, prima di rilasciarlo va: provato, verificato, collaudato ed eventualmente corretto.
  • Riaassumiamo quanto detto con questa mappa. Un LO nasce quando ci sono determinate esigenze. Si produce a partire da… . Si sviluppa attraverso quattro fasi…..
  • Grazie per l’attenzione e buon lavoro a tutti.
  • Transcript

    • 1. INTRODUZIONE E ISTRUZIONI PER LA PRODUZIONE IN PROPRIO Gustavo Caprioli, 2010 Questo contenuto didattico è disponibile nei termini della licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported
    • 2. <ul><li>Alla fine di questa lezione </li></ul><ul><li>sarai in grado di conoscere le fasi necessarie e il metodo di lavoro necessario per la realizzazione di un LO </li></ul><ul><li>Tempo richiesto: 15 minuti circa </li></ul>
    • 3. <ul><li>&amp;quot;Learning Object&amp;quot; </li></ul><ul><li>È un&amp;quot;Oggetto Didattico&amp;quot; ossia qualcosa che favorisce l&apos;apprendimento e agevola l&apos;insegnamento. </li></ul><ul><li>(Francesco Leonetti) </li></ul>
    • 4. <ul><li>Un learning object è una risorsa modulare, in formato digitale, fruibile via web, descritto da metadati ed usato e riusato in contesti di apprendimento per raggiungere un univoco e unico obiettivo didattico. </li></ul><ul><li>(Francesco Leonetti) </li></ul>Un moderno LO deve essere: Multimediale Interattivo
    • 5. <ul><li>Una volta definito l’argomento e identificato in modo chiaro l’obiettivo: </li></ul><ul><li>Creazione dello storyboard e scripting </li></ul><ul><li>Produzione del LO </li></ul><ul><li>Metadatazione </li></ul><ul><li>Collaudo e verifica </li></ul>
    • 6. <ul><li>Una volta definito l’argomento va reperito il materiale da utilizzare che può essere: </li></ul><ul><li>Materiale preesistente sotto forma di appunti, dispense cartacee etc. </li></ul><ul><li>Materiale prodotto ad hoc secondo un apposito progetto multimediale </li></ul>
    • 7. <ul><li>Va quindi da subito definito l’obiettivo del nostro LO, che deve essere: </li></ul><ul><li>Chiaro </li></ul><ul><li>Possibilmente unico </li></ul><ul><li>Misurabile </li></ul>
    • 8. <ul><li>Lo storyboard sta all’e-learning come un progetto architettonico ad un edificio ” (Daniela Castrataro) </li></ul><ul><li>Lo storyboard è di fatto è la sceneggiatura del nostro lavoro </li></ul><ul><li>Vanno prodotti i testi e i contenuti multimediali </li></ul><ul><li>Come? </li></ul><ul><li>Su fogli di carta </li></ul><ul><li>Con un programma tipo Power Point in modo da costruire slides/schermate </li></ul>
    • 9. <ul><li>Qualsiasi programma può andare bene </li></ul><ul><li>Esistono però dei programmi specifici per la costruzione di LO </li></ul><ul><ul><li>eXelearning </li></ul></ul><ul><ul><li>Xerte </li></ul></ul><ul><ul><li>Programmi vari per la creazione di filmati in flash (wink, captivate, author point etc.) </li></ul></ul>
    • 10. <ul><li>Per essere riutilizzabile il nostro LO deve essere classificabile e rintracciabile </li></ul><ul><li>Vanno inseriti al suo interno dei metadati </li></ul><ul><li>Va trasformato in un pacchetto utilizzabile nelle principali piattaforme didattiche (formato SCORM) </li></ul><ul><li>Come? </li></ul><ul><li>Reload o direttamente con i software di produzione </li></ul>
    • 11. <ul><li>Prima di utilizzare il LO questo va: </li></ul><ul><li>Provato </li></ul><ul><li>Verificato </li></ul><ul><li>Collaudato </li></ul><ul><li>Apportati gli eventuali correttivi </li></ul>
    • 12. &nbsp;
    • 13. &nbsp;

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