Presentazione Gustavo Mazzi codroipo 22.2.11
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Presentazione Gustavo Mazzi codroipo 22.2.11

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Un quadro generale degli effetti dell´inquinamento atmosferico e la situazione tragica anche senza un nuovo inceneritore

Un quadro generale degli effetti dell´inquinamento atmosferico e la situazione tragica anche senza un nuovo inceneritore

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  • 1. ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente Sezione Provinciale di Pordenone [email_address] LA SALUTE IN FUMO Dr. Gustavo Mazzi ISDE – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, Vice Presidente ISDE Friuli Venezia Giulia Presidente Sezione di Pordenone
  • 2.
    • Il nostro pianeta è un mondo :
    • finito in cui le risorse disponibili sono limitate
    • pulito perché la natura non produce rifiuti
    • non isolato perché riceve l’energia solare
    • chiuso in cui vale il principio della conservazione della massa
  • 3. Irwin Bross
    • “ Se qualcuno (governo, istituzioni e quant'altro) ti dice che una cosa è buona e sicura per te, ciò che significa veramente è che è buona e utile per loro: se c'è qualcuno che può difendere te e la tua salute, quel qualcuno non puoi essere che tu”
  • 4. INFORMAZIONE CORRETTA
    • La Scienza non fornisce verità dogmatiche o etiche, ma conoscenze da sottoporre a verifiche e che sono supporto di atti politici e di comportamenti sociali. In questi comportamenti, la correttezza dell’informazione rimane una condizione indispensabile per una seria valutazione e una chiara politica ambientale.
  • 5.  
  • 6.  
  • 7. LIMITI DI EMISSIONE Parte II dell'allegato 1 alla parte V del D.Lgs 152/06
  • 8. LIMITI INCENERITORI Alleg. n° 1 del D Lgs n°33/2005
  • 9. Convenzione di Aarhus (ratificata dall’Italia con legge 16.3.2001,n.108)
    • Articolo 1
    • (Finalità)
    • Al fine di contribuire alla protezione del diritto di ogni persona della presente e delle future generazioni di vivere in un ambiente adeguato alla propria salute ed al proprio benessere, ogni Parte garantirà i diritti di accesso all’informazione, alla partecipazione pubblica nel processo decisionale, e l’accesso alla giustizia in materia di ambiente , secondo quanto stabilito dalla presente Convenzione.
    • Articolo 4
    • (Accesso alle informazioni ambientali)
    • Ogni Parte dovrà assicurare che, fermo restando i paragrafi successivi, le autorità pubbliche – in risposta ad una richiesta di informazioni ambientali - rendano tali informazioni accessibili al pubblico,all’interno della normativa nazionale, incluse, dove richieste e fatto salvo il paragrafo (b), copie della
    • documentazione originale contenente o comprendente tali informazioni
    • http:// www.regione.fvg.it /rafvg/export/sites/default/RAFVG/GEN/ARG11/Allegati/aarhus_it1998.pdf
  • 10.  
  • 11.
    • Bisogna sapere che tra i determinanti della salute assumono un ruolo molto importante proprio la tutela dell’ambiente, l’istruzione , il reddito , l’etnia, gli stili di vita e che la sanità come viene comunemente intesa incide sulla salute con una percentuale tra il 15-20%.
  • 12. “ Prevenire le malattie attraverso un ambiente più salubre” OMS, 2006
    • l’ Ambiente è l’insieme di tutti i fattori fisici, chimici e biologici esterni all’individuo e di tutti i comportamenti correlati, escludendo gli ambienti naturali che non possono essere ragionevolmente modificati .
  • 13.  
  • 14. Fonti e tipi di contaminanti ambientali
    • esposizione a rischi ambientali provenienti da sorgenti naturali
    • esposizione a contaminanti provenienti da fonti agricole
    • esposizione a contaminanti da fonti di produzione industriale 
    • esposizioni ambientali correlati a stili di vita moderni
    • esposizione a pericoli derivanti da fonti mediche
    • esposizione agli inquinanti e ad altri pericoli da fonti militari
  • 15.
      • Agricoltura,
      • Industrie e Inceneritori,
      • Traffico veicolare,
      • Fumo da tabacco, Radon, Radiazioni UV e Campi Elettromagnetici,
      • Contaminazione Fecale
      • Farmaci e Rifiuti
    Acqua e Alimenti, Aria Indoor e Outdoor
  • 16.
    • DESCRIZIONE
    • DELLO
    • SCENARIO
  • 17. Obiettivi: quantificare gli effetti sulla salute di alcuni fattori ambientali (inquinamento aria acqua, piombo, incidenti) sui bambini/adolescenti (0 -19 anni) dei 52 paesi della Regione Europea (OMS) Lancet. 2004 Jun 19;363(9426):2032-9. Burden of disease attributable to selected environmental factors and injury among children and adolescents in Europe. Valent F ,  Little D ,  Bertollini R ,  Nemer LE ,  Barbone F ,  Tamburlini G . Institute of Hygiene and Epidemiology, DPMSC, University Hospital, University of Udine, Italy. [email_address] . Stima degli effetti sulla salute: the EBD study
  • 18.  
  • 19.  
  • 20. L’ITALIA
    • l’Italia è un paese “particolare” caratterizzato da :
    • una normativa in materia di emissioni in ambiente approvata solo nell’agosto di quest’anno
    • dove circa un 30% della gestione di rifiuti (in gran parte speciali pericolosi) è in mano alla criminalità organizzata
    • è l’unico paese europeo che incentiva l’incenerimento dei rifiuti
    • è l’unico paese europeo che dal 2004 ha invertito il trend aumentando l’immissione di diossine in ambiente.
    • è l’unico paese europeo in cui non è stato attivato un sistema di allerta per l’impiego di acqua infetta
  • 21. FRIULI VENEZIA GIULIA
    • Buona parte del FVG e della nostra provincia sono parte integrante della Pianura Padana,
    • una delle zone più inquinate del pianeta e dove coesistono:
    • un esteso traffico veicolare,
    • numerose industrie insalubri come Acciaierie, Fonderie, Cementifici, Inceneritori, ecc.,
    • un’agricoltura industrializzata che impiega tonnellate di pesticidi ed altri presidi sanitari,
    • il riscaldamento degli edifici per buona parte dell’anno,
    • numerose basi militari italiane e straniere,
    • la presenza, specie nella pedemontana pordenonese, di importanti quantità di radon
    • un grande numero di abitanti che beve l’acqua del proprio pozzo
  • 22. INQUINAMENTO ATMOSFERICO
    • Miscela complessa, estremamente variabile di sostanze diverse, solide liquide o gassose, molte delle quali potenzialmente dannose per la salute e l’ambiente.
  • 23.
    • Ciascuna di queste fonti influisce in modo diverso a seconda dell’inquinante considerato:
    • i trasporti , che da soli contribuiscono secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 50% di tutto l’inquinamento atmosferico in ambito urbano, partecipano principalmente all’incremento del monossido di carbonio, del particolato, del benzene e degli ossidi di azoto,
    • gli impianti di riscaldamento contribuiscono all’incremento del biossido di zolfo e degli ossidi di azoto
    • gli impianti industriali influiscono soprattutto sulla concentrazione degli idrocarburi incombusti, del particolato e degli ossidi di zolfo e azoto.
  • 24. Ma quali sono gli inquinanti dell’aria?
    • Degli oltre 11.000.000 di prodotti chimici conosciuti circa 100.000 sono prodotti in scala industriale (di cui nuovi ogni anno sono circa 1000-2000) e riversati nell’ambiente. Ognuno di questi prodotti può essere sottoposto a incenerimento e un infinito numero di composti derivati da combustioni complete e incomplete vengono emesse nell’aria o come particolato o adese sulla superficie di queste polveri sottili.
  • 25. Ma cosa sono le cosiddette polveri sottili?
    • Intanto è una definizione errata che lascia pensare a delle polveri inerti mentre il termine appropriato è “ Materiale Particolato ”. Noi dobbiamo tenere presente che questo particolato è in realtà in gran parte costituito da aerosol, quindi da sostanze liquide che si sono condensate, come in una nebbia. La presenza del particolato è percepibile nei centri urbani quando non riusciamo a vedere nitidi gli oggetti a distanza (edifici, alberi). Il pensarlo come condensato di sostanze dannose è un primo passo per comprendere perché sia così pericoloso e anche perché in inverno, quando le temperature sono più basse, la presenza di questa sostanza aumenti in modo notevole.
  • 26. PARTICOLATO
    • Può essere generato da fenomeni naturali, come l’erosione del suolo, o più comunemente, dai gas di scarico delle automobili o dall’inquinamento degli impianti industriali e dalla combustione non industriale
  • 27. PARTICOLATO
    • particolato primario filtrabile , che viene emesso in fase solida direttamente dalla sorgente;
    • particolato primario condensabile , che viene emesso in fase gassosa ad alta temperatura ma condensa a seguito di diluizione e raffreddamento entro pochi secondi dall’espulsione dalla sorgente (L.A. Corio, J. Sherwell, J. Air Waste Manage. 2000, 50, 207)
    • particolato secondario , che si forma in atmosfera attraverso complessi processi, principalmente di natura fotochimica, a partire da emissioni gassose di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), ammoniaca, composti organici . (M.E. Jenkin, K.C. Klemitshaw. Atmos. Environ., 2000,34, 2499.
  • 28. PARTICOLATO
    • Per essere dannoso alla salute il PM deve avere un diametro minore di 10 micron ( PM10) e diventa inalabile ( PARTICOLATO GROSSOLANO ), mentre le particelle con un diametro inferiore a 2,5 micron ( PM2,5 ) sono respirabili (arrivano fino agli alveoli polmonari) e ad esse sono correlati i maggiori danni alla salute ( PARTICOLATO FINE ).
    • L ’efficienza dei filtri di abbattere particelle più piccole di 0,5 -0,8 micron è minima.
    • Dal dicembre 2006 negli USA i limiti di legge fanno riferimento al PM 2,5, mentre in Italia la Direttiva Europea 2008/50, in tal senso, è stata finalmente recepita il 14.08.2010. In Svezia a 20μg/m3 interviene il blocco totale del traffico.
    • Un buon target per il PM 2,5 dovrebbe essere 10 μg/m3 come indicato dalle linee guida dell’OMS.
  • 29.  
  • 30. * European Respiratory Society 10 μg/m3 25 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 10 μg/m3 (media annuale) 25 μg/m3 (V.L. entro il 2015) 20 μg/m3 (V.O. entro il 2015) 18 μg/m3 (V.O. entro il 2020) 25 μg/m3 (media annuale) entro il 01.01.2010 PM2,5 20 μg/m3 50 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 20 μg/m3 (media annuale) 50 μg/m3 (media 24 ore ) da non superare più di 35 volte l’anno 40 μg/m3 (media annuale) PM10 ERS * (valori limite) Linee Guida OMS 2005 Normativa Attuale Dlgs 13.08.2010 (Direttive UE 2008/50/CE)
  • 31. 5 nd nd 22 13 Monfalcone - v. D'Aosta 9 36 29 27 22 Gorizia - v. D'Aosta 27 75 59 51 15 Porcia 23 53 59 55 21 Pordenone - v. Marconi 17 55 38 41 18 Udine - p. Osoppo 8 36 40 37 0 Trieste - p. Libertà 11 38 31 36 20 Trieste - v. Svevo 16 52 39 40 20 Trieste - v. Carpineto 12/2 13/2 14/2 15/2 16/2 Superamenti dal 1° gennaio (n.) PM10 (µg/m 3 ) rilevato nei giorni Stazione
  • 32. PARTICOLATO ULTRAFINE
    • Il particolato ultrafine ( PM 0,1 ) è costituito da nanoparticelle (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi) che, non essendo catturate efficientemente dai dispositivi di controllo dell’inquinamento atmosferico sono trasportate a lunghissima distanza e sono in grado di attraversare tutte le principali barriere biologiche dell’organismo umano.
    • Tra l’altro è accertato che più è alta la temperatura di combustione più si ha la formazione di particolato ultrafine non biocompatibile, in grado di penetrare nelle cellule.
    • Per il PM ultrafine l’organismo non possiede alcuna possibilità di rimozione .
  • 33.  
  • 34.  
  • 35. ALTRI INQUINANTI
    • Gli altri inquinanti più conosciuti e più comuni sono i metalli pesanti , CO2, CO, diossine, composti organici volatili, ossidi di azoto e di zolfo ed ozono.
  • 36. OSSIDI DI ZOLFO (SOx) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 37. OSSIDI DI AZOTO (NOx) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 38. MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 39. OZONO (O 3 ) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 40. IDROCARBURI POLICILICI AROMATICI (IPA) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 41. BENZENE (C 6 H 6 ) http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 42. METALLI PESANTI http://www.arpa.veneto.it/aria_new/htm/inquinanti_atmosferici.asp?3
  • 43. International Agency for Research on Cancer
  • 44.
    • DIOSSINE E FURANI
    • Prodotti involontari delle combustioni (naturali o da attività antropiche )
    • Il 64.4% in Italia proviene dalla combustione di rifiuti http:// ec.europa.eu / environment / dioxin / pdf /stage2/volume_3.pdf
    • Sono molecole estremamente stabili, entrano inevitabilmente nella catena alimentare ( specie carni, pesce, latte e latticini)
    • Il 95% delle diossine è assunto con la dieta con fenomeni di bioaccumulo e biomagnificazione
    • TCDD ( 2,3,7,8-tetra cloro-dibenzo-p-diossina )
    • “ diossina di Seveso” : The most toxic made main- chemical
    • lipofila, termostabile, insolubile in acqua, tempo di dimezzamento negli organismi
    • viventi è di 7- 11 anni,
    • DIBENZO-P-DIOSSINE (PCDD): 75 congeneri ( 7 particolarmente tossiche)
    • DIBENZO-P-FURANI (PCDF) : 135 congeneri (10 particolarmente tossiche)
    • PCB : 209 congeneri
    • 12 particolarmente tossici sono stati prodotti per uso industriale
    • (fluidi per trasformatori, addittivi per vernici, carta,
    • per giunti edilizi ecc.) la loro produzione è stata vietata dagli anni '80.
    • Unità di misura: picogrammo (pg) miliardesimo di mg
    • TEF = Fattore di Equivalenza Tossica dei diversi congeneri rispetto alla TCD
    • TEQ = Quantità Totale di Tossicità , si ottiene sommando la tossicità dei singoli congeneri
    DIOSSINE, FURANI E PCB
  • 45. DIOSSINE
    • La maggiore quantità di diossine a cui ciascuno di noi è esposto si trova nel cibo che mangiamo. La quantità di diossine assorbite per inalazione d'aria è molte volte minore della quantità assorbite con gli alimenti. Le diossine sono caratterizzate da una elevata stabilità chimica e da un'alta affinità con le sostanze grasse ( tempi di dimezzamento 7-10 anni nel tessuto adiposo, da 25 a 100 anni sotto il suolo ). Grazie a queste caratteristiche, le diossine, anche se inizialmente disperse nell'ambiente, dopo la loro emissione si concentrano lungo la catena alimentare, in particolare nel pesce, nella carne, nei latticini, nel latte, compreso quello materno. Pertanto, le diossine che escono dall'impianto si accumulano progressivamente nell'ambiente, e primo o dopo ce le ritroviamo nei nostri cibi.
  • 46. Valerio F: Diossine, ambiente e salute. Dicembre 2008. http://files.meetup.com/223002/F.Valerio_Diossine,Ambiente,Salute.pdf
  • 47. 15702 Pari a 12.75 μ g pro capite TOTALE 2.59 Altre sorgenti e assorbimenti 11 0 Agricoltura 10 30.1 Trattamento e smaltimento rifiuti 9 0 Altre sorgenti mobili e macchinari 8 0 Trasporto su starda 7 0 Uso di solventi 6 0 Estrazione e distribuzione combustibili 5 8620 Processi produttivi 4 2980 Combustione industriale 3 1070 Combustione non industriale 2 3000 Produzione energia e trasformazione combustibili 1 Emissioni regionali di DIOX (mg/anno) MACROSETTORE COD INVENTARIO REGIONALE EMISSIONI IN ATMOSFERA 2005 –INEMAR REGIONE FVG Emissioni di diossine (DIOX) in Friuli Venezia Giulia - anno 2005
  • 48. PIANO NAZIONALE RESIDUI ( recepisce in Italia con vari regolamenti e direttive - 74 del 2003 recepita col D. lvo 158/2006 le normative europee) per controlli in alimenti di diossine e PCB dioxin-like
    • Emilia Romagna nel 2009:
    • 8 controlli su circa 600.000 capi bovini 8 controlli su circa 1.300.000 suini 2 controlli si circa 80.000 ovicaprini
    • 16 controlli si circa 32 milioni di capi di volatili 11 campioni di uova 16 campioni di  molluschi 13 di latte vaccino
    • 3 di latte ovicaprino e 2 campioni di latte per infanzia
    • Toscana nel 2009
    • 1 campione su bovini, suini, ovicaprini , tacchini, uova
    • 25 campioni su latte ovicaprino (questi ultimi non più previsti nel 2010) Montale (2008-9) su 8 campioni di polli 5 erano superiori alla norma
  • 49.
    • IMPATTO
    • SULLA
    • SALUTE
  • 50. Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, Milano - S.C. Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori Effetti a breve e a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. Paolo Crosignani , Andrea Tittarelli, Alessandro Borgini, Martina Bertoldi
    • Gli effetti a breve termine non sono una semplice anticipazione di eventi che sarebbero comunque accaduti, ma rappresentano un danno netto sulla salute
    • Gli effetti a lungo termine sono di gran lunga superiori a quelli a breve
    • L’inquinamento agisce peggiorando la salute di tutta la popolazione.
    • È la media annuale e non il numero di superamenti il parametro di interesse per la salute.
  • 51. DANNI DA INQUINAMENTO ATMOSFERICO
    • L’Inquinamento Atmosferico determina effetti acuti e cronici sull’apparato respiratorio (effetti acuti sul dato di picco - effetti cronici sulla concentrazione media nel lungo periodo).
    • Effetti acuti
    • Danno minimo : Starnuti, tosse
    • Danno cospicuo : Bronchiti acute, crisi asmatiche, riacutizzazioni della bronchite cronica, possibili sovrainfezioni batteriche con susseguenti polmoniti
    • Effetti cronici
    • Minore capacità respiratoria negli adolescenti, maggior incidenza dell’asma bronchiale e della bronchite cronica, maggiore incidenza dei tumori polmonari e malattie da accumulo di sostanze inquinanti in vari organi. Naturalmente ci sono difficoltà notevoli a definire il danno cronico da inquinanti specie in rapporto alle sinergie tra di loro, la loro interdipendenza, attività e ambiente di lavoro, fumo di tabacco, ecc.ecc..
  • 52. I risultati di studi tossicologici in vitro hanno mostrato che il PM è capace di effetti a livello cellulare che includono mutagenicità, danni al DNA (genotossicità) e stimolazione della produzione di citochine che favoriscono i processi infiammatori associati con possibili problemi cardiovascolari (infarto del miocardio e aritmie). In genere, le frazioni più piccole di PM (PM0.1, PM2.5) hanno una più elevata capacità di danno nell’organismo, contengono la più alta concentrazione di composti organici (per esempio IPA) e hanno un’elevata capacità di produrre radicali liberi, dovuta alla presenza sulla superficie di metalli di transizione quali il cobalto, il rame, il ferro, il manganese, il nickel, il vanadio e il titanio. La produzione di radicali liberi causa danni alle membrane lipidiche, alle proteine e al DNA. I radicali liberi causano infiammazioni polmonari e possono contribuire o causare danni allo sviluppo polmonare e malattie polmonari, quali la BPCO, l’asma e la fibrosi cistica. I risultati degli studi tossicologici hanno mostrato che il PM di origine veicolare ha una più alta capacità di produrre radicali liberi rispetto al PM proveniente da altre sorgenti.
  • 53.  
  • 54. 2. Pope CA III, Burnett RT, Thun MJ, Calle EE, Krewski D, Ito K, Thurston GD. Lung cancer, cardiopulmonary mortality, and long-term exposure to fine particulate air pollution. JAMA 2002; 287: 1132-1141. 74. Beelen R, Hoek G, van den Brandt PA, Goldbohm RA, Fischer P, Schouten LJ, Jerrett M, Hughes E, Armstrong B, Brunekreef B. Long-term effects of traffic- related air pollution on mortality in a Dutch cohort (NLCS-AIR study). Environ Health Perspect 2008; 116(2): 196-202.
  • 55.  
  • 56. EFFETTI SULLA SALUTE RICONDUCIBILI ALL’AZIONE DI ENDOCRIN DISRUPTORS
    • • disfunzioni ormonali (specie alla tiroide)
    • • sviluppo puberale precoce
    • • diminuzione fertilità maschile
    • • aumento abortività spontanea e di gravidanza extrauterina
    • • disturbi autoimmuni
    • • aumentato rischio di criptorchidismo e ipospadia
    • • diabete/ alcune forme di obesità
    • • elevato rischio di tumori
    • • deficit cognitivi e disturbi comportamentali
    • • patologie neurodegenerative
  • 57. TREND DELL’INCIDENZA PER CANCRO NELL’INFANZIA: CONFRONTO U.S.A. – ITALIA - EUROPA INCREMENTO % ANNUO DI CANCRO NELL’INFANZIA: U.S.A: + 0.6% EUROPA: + 1.1% ITALIA:+2% U.S.A . ITALIA
  • 58. INCIDENZA DEL CANCRO NELL’INFANZIA: CONFRONTO INCREMENTO ANNUO ITALIA vs EUROPA +1, 7% + 2% Sistema Nervoso Centrale +1,1% +2% + 3.2% TUTTI I TUMORI 0-12 mesi + 0.9% + 4.6% Linfomi +0.6% + 1. 6% Leucemie EUROPA ITALIA TIPO DI TUMORE
  • 59. 2008–2009 Annual Report i President’s Cancer Panel Reducing Environmental Cancer Risk U.S. DEPARTMENT OF HEALTH AND HUMAN SERVICES National Institutes of Health National Cancer Institute
    • The causes of this increase are not known, but as a meeting presenter emphasized, the changes have been too rapid to be of genetic origin. The extent to which environmental exposures are responsible for this trend remains to be determined.
    • Research on environmental causes of cancer has been limited by low priority and inadequate funding. As a result, the cadre of environmental oncologists is relatively small, and the consequences of cumulative lifetime exposure to known carcinogens and the interaction of specific environmental contaminants remain largely unstudied.
    • http:// deainfo.nci.nih.gov / advisory / pcp /pcp08-09rpt/PCP_Report_08-09_508.pdf
  • 60. BIOMARKER INSIGHT 2008:3 159-169
  • 61. Livelli di diossine nel latte materno in alcuni paesi europei 1988-2007
  • 62. Ve GIORNATE ITALIANE MEDICHE DELL’AMBIENTE “ORIGINE EPIGENETICA DELLE MALATTIE DELL’ADULTO” Patologie neurodegenerative, immunomediate, endocrino-metaboliche, neoplastiche IIIa GIORNATA IN RICORDO DI LORENZO TOMATIS Arezzo, 17-19 Settembre 2010
    • RELAZIONE XENOBIOTICI NEL LATTE MATERNO: IL CASO DELLE DIOSSINE;
    • Patrizia Gentilini et al. http://www.isde.it/iniziative/2010/09_17-19_Arezzo/18%20mattina/GENTILINI.pdf
    • Sapendo che la componente grassa è circa il 4% del latte, si può facilmente calcolare la dose introdotta quotidianamente da un bimbo di pochi mesi che assuma 800-1000 ml di latte materno al giorno; essa varierà da 80-90 a 500-600 fino ad oltre 1000 pg di TEQ al giorno, a seconda che abbiamo 3, 15 o 30 TEQ pg/g di grasso; nell’unico caso di Brescia, in cui la quota è 147 pg/TEQ, si arriva addirittura a circa 6000 pg TEQ/die. È interessante notare che la quota di diossine presenti nel latte materno varia a seconda che i campioni provengano da mamme residenti in aree rurali o industrializzate. La quota di diossine presenti nel latte materno è comunque elevata e ciò comporta che un bambino allattato al seno assuma quotidianamente una dose nettamente superiore a quella raccomandata come livello massimo dall’OMS che, ricordiamo, è di 2 pg/kg di peso, per cui un bimbo di 5 kg dovrebbe assumerne al massimo 10 pg al giorno
  • 63. 30 maggio 2001 raccomandazioni di WHO ed UE circa assunzione di diossine /die
    • limite massimo di assunzione: 2 pg/kg/di peso corporeo
    • (ad.es. individuo adulto di 70 kg = 140 pg /die)
    • con gli attuali livelli di contaminazione del latte un bambino assume/Kg di peso corporeo :
    • 18-20 pg/Kg in zona rurale ( Cina-Germania)
    • 80 pg/kg a Montale
    • 240 pg/Kg aTaranto
    • 1200 pg/Kg a Brescia- sito inquinato della Caffaro
    • .........
  • 64.  
  • 65. Toxicological Sciences 2008 101(2):321-330 In Utero and Lactational 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo- p -dioxin Exposure: Effects on Fetal and Adult Cardiac Gene Expression and Adult Cardiac and Renal Morphology . AC. Aragon, PG. Kopf, MJ. Campen, JK. Huwe and MK. Walker
    • These results demonstrate that in utero and lactational TCDD exposures alter cardiac gene expression and cardiac and renal morphology in adulthood , which may increase the susceptibility to cardiovascular dysfunction.
  • 66.
    • 2009, Immunology, 127, 299–311 299
    • The aryl hydrocarbon receptor: a perspective on potential roles in the immune system
    • Emily A. Stevens, Joshua D. Mezrich and Christopher A. Bradfield
    • University of Wisconsin School of Medicine and Public Health, Madison, WI, USA
    • For more than 30 years, the AHR has been studied as a receptor for environmental contaminants and as a mediator of chemical toxicity.
    • Longstanding literature on 2,3,7,8 tetrachlorodibenzo-p-dioxin (TCDD) toxicology, as well as a flurry of recent high-profile papers, has suggested a role for this protein in immunology.
    • Activation of the AHR has long been known to cause immunotoxicity, including thymic involution. Recent data suggesting a role for the AHR in regulatory T-cell (Treg) and T-helper 17 (Th17) cell development
  • 67. TCDD DIOXIN AHR CARCINOGENESIS TUMOR GROWTH E.A. Stevens; Immunol. 127, 2009 CD8+ MYELOID SUPPRESSOR CELL TH 2 TGF- β PROLIFERATION T-reg CYTOTOXIC T-CELL INHIBITION IARC FIRST LEVEL IN HUMAN t ½ 7-11 YEARS TOLLEROGENIC
  • 68. Quindi quando si parla di EPIGENETICA intendiamo
    • L’ INDUZIONE DI NUOVE SEQUENZE GENICHE
    • (“ imprinted-like genes/DNA ”) NELLA LINEA GERMINALE , LA CUI MANIFESTAZIONE AVVERRA’ NELLA GENERAZIONE SUCCESSIVA
    • MALATTIA TRANSGENERAZIONALE
  • 69.  
  • 70.  
  • 71.  
  • 72. N Engl.J Med 2008; 359:61-73 BASIC & CLINICAL PHARMACOLOGY & TOXICOLOGY 102(2008) 125-133                                             
  • 73.
    • L’esposizione ad un endocrine disruptor durante la determinazione sessuale delle gonadi nell’embrione, può determinare una riprogrammazione epigenetica e conseguentemente determinare il manifestasi in età adulta di una malattia transgenerazionale :
    • Anormalità testicoli, malattie della prostata
    • Neoplasie renali
    • Sviluppo di tumori
    • Alterazioni del sistema immunitario
    Pediatric Research - vol 61 No 5 (suppl) 2007
  • 74. The Lancet n.368 (9553) pp2168-78; 2006 “ Devolopmental Neurotoxicity of Industrial Chemicals”
    • I ricercatori della Harvard School of Public Health parlano di “ PANDEMIA SILENZIOSA ” riferendosi ad affezioni ( autismo - dislessia - Attention deficit hyperactivity disorder   - difficoltà di apprendimento …) che affliggono ormai oltre il 10 % dei bambini del mondo industrializzato e che sarebbero direttamente connesse alla diffusione ubiquitaria di agenti inquinanti: metalli pesanti (Hg-Pb-As), Diossine , IPA , Toluene e centinaia di molecole tossiche ancora ignote
  • 75.  
  • 76. HEALTH EFFECTS INSTITUTE Research Report
    • Uptake and Inflammatory Effects of
    • Nanoparticles in a Human Vascular
    • Endothelial Cell Line
    • Ian M. Kennedy, Dennis Wilson,
    • and Abdul I. Barakat
    Number 136 January 2009 H E I
  • 77.  
  • 78.  
  • 79.  
  • 80.  
  • 81. CENTRALI A BIOMASSE
    • ETICA E SALUTE
  • 82. ETICA
    • Jean Ziegler,  anziano socialista svizzero, Relatore Ufficiale delle Nazioni Unite per l’Alimentazione, nell’ottobre 2007 di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite definiva la politica di acquisizione di terreni nel sud del mondo, la loro deforestazione o il loro cambiamento d’uso (da uso agricolo locale ad uso industriale) un “ crimine contro l’umanità ” . Chiedeva pertanto una moratoria di almeno 5 anni per evitare il dilagare della fame. L’acquisizione di terreni da parte delle multinazionali è invece andata avanti, ed oggi almeno 20 milioni di ettari – in Africa, America latina e Asia – sono destinati dalle multinazionali a produzioni finalizzate ad alimentare le centrali elettriche e le auto dei paesi ricchi. Mentre le persone sofferenti la fame sono passate da 860 milioni nel 2005 a 1.070 milioni nel 2009 (FAO, Roma dicembre 2009)
  • 83.
    • “ Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità “
    • Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gen 04 - Supp ordin n. 17
    Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387
  • 84. Art. 2 : Fonti energetiche rinnovabili o Fonti rinnovabili
    • le fonti energetiche rinnovabili non fossili
    • ( eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse , gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas ).
  • 85.
    • per BIOMASSE si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali ), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse , nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani …
    Art. 2 : Fonti energetiche rinnovabili o Fonti rinnovabili
  • 86. biomassa legnosa combustibile: (L152/2006. Allegato X, Parte II, Sez4)
    • materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate;
    • materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico di coltivazioni agricole non dedicate;
    • materiale vegetale prodotto da intereventi selviculturali, da manutenzioni forestali e da potatura;
    • materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica del legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, refili, chips e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti;
    • materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di prodotti agricoli;
  • 87. Federico Valerio http:// web.me.com / federico.valerio / Federico_Valerio /Centrali_a_biomasse.html
    • “ Tutti gli studi, effettuati su impianti di riscaldamento a legna ad uso domestico, evidenziano un problema generale delle biomasse: la loro combustione produce, inevitabilmente, numerosi composti tossici e grandi quantità di polveri fini ed ultrafini.  
    • La combustione di legna e altre biomasse solide in impianti industriali ad alta efficienza termica e con adeguati trattamenti dei fumi riduce queste emissioni, ma non le annulla.
    • Negli inventari europei delle immissioni di diossina e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto (stime 2005) spetta alla combustione di biomasse”.
  • 88. Giuliano Serioli
    • L’uso di legno da ardere per produrre calore per usi domestici e industriali è da considerarsi sostenibile solo se i pellet o il cippato non derivano direttamente da legna vergine prodotta dal taglio dei boschi, ma da scarti di lavorazione di biomasse primarie: segherie, falegnamerie, lavorazioni di prodotti agricoli con scarti (olive, nocciole), e solo nel raggio di pochi chilometri dall’impianto.
  • 89. Berbera van de Vate
    • “ In Italia si parla molto di filiera corta, ma pochi sanno cosa sia concretamente. La biomassa è un prodotto che se viene industrializzato perde la sua rinnovabilità. Va distribuito sul territorio presso tante aziende agricole supportate da infrastrutture da filiera. Filiera corta riporta ad un aspetto commerciale che comunque è l’unico che permetta di poter realizzare impianti a biomassa con un project financing che non superi i 10 anni di ammortamento del capitale iniziale e senza sostegni pubblici”.
  • 90. IMPATTO AMBIENTALE
    • Nel bilancio ambientale è necessario comprendere sia l’immissione nell’ambiente di quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti sia le emissioni prodotte dal traffico pesante indotto dall’entrata in funzione dell’impianto e parte integrante della attività dell’impianto stesso, ovvero tutti gli automezzi necessari per i conferimenti di biomasse e per il ritiro e lo smaltimento delle ceneri. 
    • Bisogna anche considerare che queste emissioni prodotte dal traffico e di quelle della centrale, contribuiscono in misura notevole alla produzione di inquinanti secondari quali  ozono e particolato fine ed ultrafine.
  • 91. LIMITI DI EMISSIONE Parte III dell'allegato 1 alla parte V del D.Lgs 152/06
  • 92. LIMITI INCENERITORI Alleg. n° 1 del D Lgs n°33/2005
  • 93. BIOMASSE ED AGRICOLTURA
    • Mentre un impianto integrato aerobico-anaerobico con filiera corta compatibile con le metodiche biologiche non solo ridurrebbe i costi di gestione aziendale, ma potrebbe rappresentare un nuovo modello di sviluppo agricolo, la centrale industriale a biomasse con le sue emissioni accumulabili e persistenti potrebbe portare grave nocumento ad una agricoltura di qualità
  • 94.
    • PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
    • E
    • PREVENZIONE PRIMARIA
  • 95. A. Einstein
    • Un uomo intelligente
    • risolve i problemi, un uomo saggio
    • li evita.
  • 96. Convegno ISDE, Udine, 28 Novembre 2009 Come proteggere le nuove generazioni dai rischi ambientali: certezze, incertezze, interventi possibili Giorgio Tamburlini
    • Le sfide del fare
    • Affrontare le esposizioni che portano a danni certi e rilevanti
    • Considerare il rapporto benefici/rischi
    • Applicare il Principio di Precauzione nella misura del possibile
    • Continuare a monitorare esposizioni ed effetti
    • Introdurre nuovi stili di vita
  • 97.
    • In una situazione d’incertezza scientifica, pretendiamo un approccio di gestione dei rischi che esprima l’esigenza di un’azione, a fronte di un rischio proporzionalmente grave , senza attendere i risultati della ricerca scientifica .
  • 98.
    • Questa è la definizione del Principio di Precauzione data dalla Dir. Gen. “Politica dei Consumatori e protezione della loro Salute” riprendendo quanto affermato dalla “Dichiarazione di Rio” del 1992.
  • 99. Thomas Edison
    • "The doctor of the future will give no medicine, but will interest his patients in the care of the human frame, in diet, and in the cause and prevention of disease ."  
  • 100. PREVENZIONE PRIMARIA
    •   Troppo spesso viene identificata la prevenzione del cancro con la sua diagnosi precoce, (possibile tramite screening solo per alcune forme di tumore): questa confusione dei termini distrae dal concetto che la vera prevenzione del cancro, e di molte altre malattie cronico-degenerative, consiste nella
    • Prevenzione Primaria ,
    • ossia
    • nella riduzione della esposizione di tutta la popolazione agli agenti cancerogeni, mutageni e teratogeni, con particolare riferimento alla protezione dei soggetti più vulnerabili e suscettibili
  • 101.
    • Episodi rilevanti di inquinamento ambientale e di danni alla salute verificatisi negli anni ’70 e ’80, dalla diossina di Seveso, agli effetti non previsti dei fitofarmaci, all’uso delle farine animali nei mangimi che hanno portato alla BSE, alle problematiche dell’amianto, solo per citare qualche esempio, hanno messo in evidenza la necessità di prevenire nuovi episodi simili
    • i cui effetti si sono dimostrati molto rilevanti e per giunta irreversibili
    DIPENDEREMO MENO DAL FUTURO SE AVREMO IN MANO IL PRESENTE. Seneca
  • 102. CONSIDERAZIONI
    • Se l’impianto sostituisce un altro esistente olio combustibile o a carbone e/o permette, con il recupero di calore, di spegnere caldaie e stufe ad uso domestico o industriale anch’esse a biomasse avremmo un miglioramento delle emissioni e quindi dell’aria ambiente.
  • 103. D.Lgs. n. 155 del 13.8.2010 Attuazione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa
    • Art.1, comma d,:
    • Mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi
  • 104. Federico Valerio http:// web.me.com / federico.valerio / Federico_Valerio /Centrali_a_biomasse.html
    • L’inquinamento ambientale indotto dai tanti impianti a biomasse che si propongono in Italia, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti,
    • peggiora l’attuale qualità dell’aria dei territori che dovrebbero ospitarle ,
    • con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10)  ed ultra fini (PM2,5) e
    • peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli ,
    • con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e probabilmente di metalli pesanti.
  • 105. CONCLUSIONI
    • La tutela della salute non ha colore politico
    • ma è legata anche ad una sana amministrazione che sappia prendere in considerazione come la Prevenzione Primaria sia lo strumento più adatto per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
  • 106. A. Einstein
    • Solo coloro che sono così folli da pensare di cambiare il mondo,
    • alla fine ci riescono.
  • 107.
    • Bibliografia
    • AC. Aragon, PG. Kopf, MJ. Campen, JK. Huwe and MK. Walker . In Utero and Lactational 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo- p -dioxin Exposure: Effects on Fetal and Adult Cardiac Gene Expression and Adult Cardiac and Renal Morphology. Toxicological Sciences 2008 101(2):321-330
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    • Zambon, P et al. - Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population based case-control study (Italy), Environmental Health( 2007) Jul 16;6:19
    • www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1144_ulterioriallegati_ulterioreallegato_1_alleg.pdf - 2010-02-01
  • 108. RINGRAZIAMENTI
    • Con il prezioso contributo di :
    • Maurizio Benato, Ernesto Burgio, Matilde Chessa, Paolo Crosignani, Nicola Culeddu, Michelangiolo Bolognini, Michela Franchini, Patrizia Gentilini, Manrico Guerra, Ferdinando Laghi, Mauro Marchetti, Vincenzo Migaleddu, Celestino Panizza, Maria Grazia Petronio, Gianfranco Porcile, Roberto Romizi, Gianni Tamino, Giorgio Tamburlini, Federico Valerio e Giovanni Vantaggi
  • 109. Non abbiamo ereditato la terra dai nostri padri, ma l'abbiamo in prestito dai nostri figli
    • Mi batto per un futuro diverso
    • Mi batto per il futuro delle mie figlie e dei figli di tutti
    • Mi batto nella speranza che
    • i nostri figli siano semplicemente migliori di noi.
    • Gustavo Mazzi
    Grazie per l’attenzione