• Like
  • Save
TEORIA RDE
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

TEORIA RDE

on

  • 1,671 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,671
Views on SlideShare
1,670
Embed Views
1

Actions

Likes
2
Downloads
22
Comments
1

1 Embed 1

http://www.slideshare.net 1

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel

11 of 1

  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
  • Ah, davvero molto interessante. Ora ho da fare e non posso proseguire dal cap. BIG START. L'osservazione che mi preme fare è che; la creazione in sei giorni nella Bibbia è una pura convenzione, figuriamoci se allora qualcun avrebbe capito termini come entropia, distribuzione uniforme ed altro. Ed inoltre la definizoione grossolana di Particella diDio, denuncia l'arretratezza della rappresentazione dello stesso Divino. Egli è molto ma molto lontano da qualsiasi congettura o immagine che la nostra mente può fare. E' il significato del perché è accaduto il BIG Start, e start di cosa? se non dela coscienza che la creatura può avere del Creatore. E di tutto l'Universo conosciuto solo l'Uomo può avere detta consapevolezza. E solo lui, con il comportamento consapevole può attualizzare Dio in terra. Amo dire, se mi spiego, che è la stessa relazione che c'è fra i colori, i pennelli etc. e l'Arte. Ma sono universi assolutamente distanti e tuttavia intimamente uniti. Proprio come la definizione di Mohammad che' Dio è più vicinoi della vena giugulare ma noi non Lo vediamo'. Capisce come è rozza la definizione Particella di Dio e come è fuorviante?
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    TEORIA RDE TEORIA RDE Document Transcript

    • FRANCESCO PELILLO RICERCADELLEQUILIBRIO (RDE) Teoria per la fondazione del nuovo Umanesimo Scientifico del Terzo millennio
    • INDICEPREMESSA Pag. 1NASCITA DELLUNIVERSO DAL TUTTO Pag. 2BIG STARTDALLA MASSIMA ENTROPIA AGLI STATI LOCALI Pag. 4EVOLUZIONE DEGLI STATI DOPO IL BIG START Pag. 5INTERDIPENDENZADI TUTTI GLI STATI DELLA REALTÀ Pag. 6SOVRAPPOSIZIONE DEGLI GLI STATI DELLA REALTÀNELLA VISIONE ONDULATORIA FRATTALE Pag. 8REALTÀ ONDULATORIA FRATTALEE FORMAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALI Pag. 9FUNZIONE DELLA MEMORIAPER LA FORMAZIONE DELLA COSCIENZA Pag. 10ESEMPIO DELLA FORMAZIONE DELLA COSCIENZAATTRAVERSO LA CONOSCENZA Pag. 13LIBERO ARBITRIO E COMPENSAZIONE Pag. 14COMPENSAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALINELL’ARCO DELL’ESISTENZA INDIVIDUALE Pag. 15LA NEUROSFERA PER LA PARTECIPAZIONEDELL’UMANITÀ ALLA RDE UNIVERSALE Pag. 16CONCLUSIONI E PROPOSTE Pag. 19 NOTAIn queste pagine non troverete né note, né citazioni dei grandi scienziati e filosofiche ci hanno portato fino allattuale visione del mondo con il loro diavoletti e iloro gatti nella scatola o i loro sillogismi. Lo ho deciso per due buone ragioni. Laprima è che ho ritenuto che gli "addetti ai lavori" sarebbero stati in grado diriconoscere nelle affermazioni che faccio a supporto delle mie tesi il riferimento aquesta o quellopera di questo o quellautore. La seconda è che ho voluto dare lapossibilità ai semplici "appassionati" di condividere o meno le mie idee liberamentee senza rimandi che le rendano più autorevoli. •“La cultura è come un fiume, scorre e rende fertili i terreni che incontra, e non cèbisogno di ricordare il nome di ogni torrente che vi confluisce per trarne vantaggio eper godere della sua bellezza.”
    • PREMESSAPer quanto riguarda le faccende umane, da sempre cerchiamo una spiegazionealle incongruenze e alle ingiustizie di questo mondo. Le disparità ci appaionocosì macroscopiche e inconciliabili con il nostro senso di equità, da averci costrettoa introdurre i concetti di premio/punizione nellaldilà o di fortuna/sfortuna edi reincarnazione nellaldiquà. A me queste giustificazioni non sono mai bastate,quindi, ho sempre cercato di scoprire le "necessità" che determinano gliaccadimenti, per trovare una legge che garantisse la giustizia, già qui in questadimensione, alla conclusione di ogni esistenza. In questa ricerca, che dura daquasi cinquantanni, ho provato ad analizzare tutti gli accadimenti della miavita e di quelle di chi mi circondava, spogliandoli da tutte le valenze sociali eculturali del momento e del luogo in cui avvenivano, per valutarne leffettosoggettivo nella mente di coloro che li vivevano e con un metodo, diciamo così,di riduzionismo psicologico sono arrivato alla conclusione che tutte le sensazioniumane, fisiche e psichiche, provocate dallambiente esterno o dal nostro agiree pensare, siano classificabili, con maggiore o minore intensità, come negativeo positive. A questo punto rimaneva da capire come fare a calcolarle oggettivamentecosì da poter trovare le prove del loro stato di equilbrio al momento del decessodi ognuno, e la giustizia avrebbe trionfato. Dopo aver cercato invano di trovarerisposte univoche nei fiumi di parole delle ricerche umanistiche mi sono rivoltoalla scienza e mi sono ritrovato a cercare una legge universale che regolasse con"giustizia" lattuazione e la dissoluzione di tutti gli stati della realtà, compresoquello mentale, e confermasse la mia intuizione. Ora sono certo di averla trovataed eccola qui descritta in queste pagine. Non essendo uno scienziato, la espongocome mi compete, in forma "narrativa", con la speranza che gli specialistiinteressati, con un atto di fede, che è sempre necessario per lavorare sulle intuizioniplausibili (che siano o no le proprie), trovino in questa teoria, i minimi elementinecessari per dedicarvi il loro tempo, e stabilire se possa contribuire alla costruzionedi quella "Teoria del Tutto" (non solo fisica) da sempre auspicata.Quanto a coloro che non prendono in considerazione una teoria sulla realtà intoto se non è formulata o formulabile matematicamente, sono la prova viventeche gli assetti neuronali, quando sono assuefatti ad un solo linguaggio, limitanola loro “Ricerca dell’Equilibrio” nei circuiti di quelle stesse strutture che loproducono, e mi dispiace per queste persone, poiché sono costrette a vivere senzapoter conoscere e utilizzare le proposizioni di migliaia di uomini che hannocontribuito e contribuiscono ancora allo sviluppo dellumanità pur avendo usatoe continuando a usare solo le parole (magari accompagnate da qualche disegno...). 1
    • NASCITA DELLUNIVERSO DAL TUTTOÈ impossibile descrivere una situazione in cui sono distribuite inmodo omogeneo due forze uguali e contrapposte poiché da questasituazione non può scaturire nessuna informazione, anche sepotenzialmente contiene energia e informazione infinite. Solointroducendo una differenza di potenziale tra le due forze cominciaad essere possibile la descrizione di un luogo e di un tempo in cuiquesta differenza si è verificata e dare avvio alla conoscenza dellasituazione stessa. Cioè alla formazione di quella che chiamiamo realtà.Anche un software composto da una sequenza ininterrotta di 0 e di1 non svolge alcun compito. Se togliamo un solo 0 cominceremo adavere linformazione che da qualche parte esiste una coppia di 1 eche dividendolo la sequenza in due metà, queste non sono più uguali.Comunque, allinizio cera il Tutto ed era fatto di queste due formedi energia che si trovavano nello stato di massima entropia. Le dueforze uguali e contrapposte saturavano in modo regolare e costanteluniverso e, sempre attratte una dallaltra, formavano un plasma, unaentità continua biunivoca e per noi incommensurabile e quindi nondescrivibile. Per comodità queste due forze le chiameremo Negativae Positiva. Questo era il Tutto e non il nulla come si asserisce dasecoli. Lunica cosa ad essere nulla era linformazione. In questasituazione di massima entropia non potevano accadere fatti, quindi,non essendo quantificabili in relazione a nessun avvenimento, nonpotevano esistere né tempo né spazio.Lunico modo che abbiamo per rappresentarci quel plasma è discomporlo in particelle di energia che, pur non corrispondendo allarealtà magmatica iniziale, consentono di visualizzare la distribuzionecostante in tutte le direzioni delle due forze.Ora, date queste premesse, per l’innesco del processo di formazionedell’universo che conosciamo, possiamo a fare a meno della teoriadel Big Bang che presuppone l’esplosione di un “quid” in un “nonluogo” e faccio un’altra ipotesi. 2
    • Nel Tutto energetico descritto sopra si è creata una asimmetria che,grazie alla condizione di entanglement tra le due forze che locostituivano, ha provocato l’immediato cambiamento di stato di tuttoil sistema. Da allora, essendo apparsi il tempo e lo spazio a grazieall’avvenimento, è iniziato il processo di Ricerca dell’Equilibrio (RDE)che ha portato all’evoluzione dei vari stati della realtà che ci apparecostituita da un susseguirsi di eventi necessari distribuiti in tuttoluniverso. Questo io lo chiamo Big Start. Ma non allarmiamoci, noncè da buttare via nulla di quanto è stato fatto fin qui dai cosmologie dai fisici teorici e sperimentali. Infatti, io ritengo che molte delleprove che sembrano confermare il Big Bang possano confermareanche il Big Start, compresa la necessità delle altissime temperatureche si possono raggiungere anche con lagitazione spasmodica econtemporanea di particelle energetiche alla RDE, e non solo a causadi una esplosione. Come provano, ad esempio, gli esperimenti dianichilazione tra particelle che, con un percorso a ritroso, ci riportanoalla formazione di energia, o i fenomeni di riscaldamento dei gasnell’universo.Ammetto che anche accettando la validità della mia ipotesi rimangonosenza risposta scientifica le domande su chi o cosa abbia provocatolasimmetria e su chi o cosa abbia prodotto il Tutto energetico iniziale,ma almeno, con essa, mi sembra che siano più plausibili i presuppostiper continuare a cercare le risposte (...non si spaventino i credenti,in tutti i casi, un “Dio” creatore ci vuole).Infatti, partendo da questi presupposti, diviene plausibile – sicuramentedi più della creazione dell’universo dal nulla in sei giorni – che ad uncerto punto il “buon Dio”, dopo aver creato il plasma che rappresentavalESSERE, per le stesse ragioni a noi inaccessibili (forse si annoiava...)che avrebbero potuto fargli innescare il Big Bang, abbia ritenuto didover privare lintero sistema di una sola particella elementare dienergia, diciamo una particella negativa, dando così lavvio al processoche ha portato al DIVENIRE della nostra realtà (...chissà poi se èquella la vera particella di Dio che andiamo cercando?). 3
    • 4
    • 5
    • La RDE dello stato energetico universale provoca la nascita el’evoluzione degli stati successivi che aumentano la loro complessitàper difendere la loro RDE interno dagli attacchi di tutti gli altri statiche perseguono lo stesso obiettivo. Nonostante il fatto che tutti glistati condividano la dipendenza dalla RDE degli stati che li precedono,e da questo siano spinti ad evolvere ulteriormente, alcuni di essireiterano la loro RDE in sede locale e trovano un equilibrio dinamicocon l’ambiente che li determina e li accoglie arrestandotemporaneamente la loro evoluzione.Quando in sede locale si modifica l’equilibrio dinamico tra gli stati(mutazione), in quelli che resistono alla dissoluzione (selezione)l’evoluzione procede con l’aumento della complessità. Questo comportauna sempre più netta separazione e peculiarità degli aggregati in sedelocale in cui la complessità raggiunge il massimo grado con lacostruzione dello stato neuromotorio e cerebrale. Poi, con l’approdoalla mente e grazie all’apparizione della coscienza, nei “fatti” prodottidal pensiero viene a mancare nuovamente la località e si determinal’interconnessione diretta con lo stato quantistico non locale, dalquale sarà consentito accedere allo stato energetico che è alla base ditutta la realtà e di interagire con l’energia universale apportandonuovi dati da conteggiare per la sua RDE. 6
    • Così accade che, se fino alla costituzione dello stato cerebrale laformazione di ogni stato locale era dipesa direttamente da datiprovenienti dagli stati che lo precedevano, ora, tutti gli statidipenderanno indirettamente anche dall’apporto dei dati dello statomentale a loro successivo, e tutto si potrà rivelare per come è,interdipendente e interconnesso.In questa situazione di totale interdipendenza e interconnessione,l’uomo con la sua mente, poiché è il risultato più complesso raggiuntodall’attuazione di tutti gli stati della realtà (conosciuta...), si trova inuna situazione dicotomica che lo vede partecipare agli stati che gliappaiono “locali” con il proprio corpo (sensi) e a quelli “non locali”con la propria mente (coscienza). Questo gli fa credere nell’esistenzadi Materia e Spirito come enti separati e addirittura in conflitto traloro, ma, se fino ad oggi questa visione che porta alla competizionecon l’ambiente e tra gli uomini è stata utile per la sua RDE individualee per la sua evoluzione culturale, oggi, con la potenza tecnologica cuisiamo pervenuti e la conseguente connessione planetaria in atto,questo dualismo nella visione della realtà ci induce a compiere azionidestabilizzanti di una tale portata che mettono a rischio, sia la Biosferache ci determina che la nostra specie, perché ostacolano potentementela RDE dell’intero sistema. A questo punto, l’unica possibilità evolutivache ci rimane risiede nell’acquisizione della consapevolezza che labase di tutta la realtà è costituita da una sola forma di energia-informativa che io chiamo SPIRITERIA, cosa che potrà metterel’umanità in condizione di agire tenendo conto della totaleinterdipendenza di tutti i fatti che ancora chiamiamo materiali espirituali e quindi, di agevolare la RDE dell’intera Biosfera. Però,perché questo programma sia attuato, sarà necessaria l’individuazionedi una nuova etica che, discendendo dalla legge universale della RDE,possa essere in grado di indirizzare in modo oggettivo il libero arbitriodi tutti. Per questo bisognerà accelerare la costruzione dellaNEUROSFERA (di cui parlerò più avanti) e superare l’attualesituazione che nel mondo vede ancora l’esistenza di piccole e grandiproto-neurosfere in conflitto tra loro. 7
    • 8
    • REALTÀ ONDULATORIA FRATTALE E FORMAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALIPoiché la formazione delle sensazioni nella nostra mente derivadall’esplorazione della realtà, per la loro valutazione si pone il problemadella sua rappresentazione. Per questo, ritengo che il continuo diveniredella RDE tra le due forze universali causato dalla rottura della simmetriainiziale e la necessità della contemporanea sovrapposizizione dei varistati per la stessa esistenza di ognuno di essi, siano rappresentabili daonde frattali. Quindi, una volta accettata l’idea che la base della realtàè energetico-ondulatoria ma a noi si presenta in forma di particelle,cerchiamo di capire come avviene questa trasformazione ad uso dellanostra esplorazione e, di conseguenza, necessaria per la formazione dellenostre sensazioni.Nella visione energetico-ondulatoria della base costitutiva della realtàpossiamo affermare che il primo “prodotto” della RDE universale sialonda portante su cui si realizzano tutte le modulazioni che, dal nostropunto di vista, fanno apparire tutti gli stati della realtà stessa. Questo,a partire da quello delle particelle elementari e da queste ai quark,leptoni, protoni, neutroni, elettroni, atomi, molecole e così via fino aquella che ci appare come materia macroscopica, compresa quellabiologica. Poiché, essendone un prodotto, noi siamo immersi in tuttoquesto continuo sovrapporsi di onde alla RDE, lunico modo cheabbiamo per rilevare linformazione che producono, e quindi riconoscercicome ente al loro interno, è quello di metterci in sintonia con esse. Ma,siccome non è possibile acquisire dati in un punto qualsiasi del loropercorso, per fare questo siamo costretti a quantizzarlo e ad acquisireil dato che emerge a conclusione di ogni ciclo ondulatorio. Questoperchè solo in ognuno di questi momenti lo stato ondulatorio puòrivelare le sue caratteristiche e diventare utilizzabiledal nostro strumentocerebrale (che opera in modo discreto a causa dei tempi di connessionetra i suoi miliardi di neuroni) per costruire la descrivibilità della realtà.Quindi, è solo a compimento del tragitto energetico di ciascuna ondache si possono formare “quanti” di realtà esplorabile. E questo puòavvenire solo nel momento in cui viene raggiunto l’equilibrio tra le dueforme di energia che la compongono. È qui che per noi l’onda divieneparticella e ci sembra acquisire fisicità.Poi, la continua registrazione nella nostra memoria di questi quanti direaltà consente di metterli in relazione tra loro e quindi di interpretarlicome fatti che, rendendendo necessario un tempo e uno spazio dovecollocarli, formano quel terzetto indissolubile che determina il nostroconcetto di realtà: fatti che accadono in un tempo e in uno spazio coiquali diviene possibile interagire per produrre le nostre sensazioni. 9
    • I Punti inesplorabili sono tali per l’impossibilità di determinare illoro stato energetico-informativo, data la loro posizione casualesull’onda in formazione, che non consente la rilevazione di dati sullesue caratteristiche (lunghezza, ampiezza frequenza. . . ).Ogni Quanto di realtà esplorabile (1-2-3-4-5...) rappresenta il risultatodel tragitto di tutti i punti inesplorabili di ogni onda. Ognuno è ilpunto dove si conclude il ciclo ondulatorio precedente e si preparaquello successivo. Sono i punti dove le due forze contrapposte chehanno provocato l’onda sono in uno stato di equilibrio. Questi quanti,poiché possono descrivere lunghezza, ampiezza e frequenza di ognionda (cioè il suo stato energetico-informativo), sono utilizzabili peruna prima ricostruzione della realtà come rappresentazione nellamemoria a brevissimo termine. 10
    • I Nuclei di memoria sensoriale registrano continuamente i quantidella realtà esplorabile così come arrivano dai sensi e non ne consentonol’interpolazione per la velocità della loro continua acquisizione ecancellazione che permette solo reazioni primarie (istintive?). Essiformano una scia di dati continuamente attualizzati nella memoriache servono per la sopravvivenza con la sola risposta dei neuronimotori. Quindi la RDE e il libero arbitrio hanno solo il tempo digestire le necessità contingenti perché la formazione della coscienzaè ancora nella prima fase e si svilupperà solo con l’accumulo di questiprimi dati nei sempre più ampi nuclei di memoria successivi.A livello dei Nuclei di memoria sensoriale si puo tentare l’approcciocon l’Essere della realtà, perché i dati, pur nel loro continuo sfuggire,hanno pur sempre un tempo di permanenza che consente la lororeiterazione nel tempo più breve, e quindi più vicino all’immanenzadell’Essere.È qui che i Quanti di realtà esplorabile sono più vicini a quelliinesplorabili e si può tentare di mettersi in sintonia con il loro divenireche è così rapido da consentire l’astrazione dai Nuclei di memoriacosciente che ci rappresentano a noi stessi, e quindi di uscire dalnostro stato individuale interno prodotto dalla memoria (Ego) checi lega alla realtà conosciuta.In questa sede, le pratiche che si svolgono a livello collettivo, comei riti dionisiaci, le liturgie e le adunate..., e quelle svolte a livellopersonale come tutte le forme dell’arte, le tecniche medidative el’estasi mistica, creano stati mentali che ci danno l’idea di partecipareall’Essere perché è solo in questa sede che i Nuclei di memoriasensoriale possono riuscire a spezzare il legame con i Nuclei di memoriacosciente.I Nuclei di memoria cosciente, dato il progressivo ritardo con cui siformano, dispongono di un sempre maggiore numero di datiprovenienti dai quanti di realtà esplorabile, e il loro possesso, che inquesta fase può prescindere dagli stretti tempi che erano a disposizionedella fase di acqusizione sensoriale, consente l’interpolazione dei dati 11
    • con la conseguente creazione di nuove sinapsi e lo sviluppo di nuovearchitetture neuronali per la connessione con quelle già esistenti.Nasce così il libero arbitrio cosciente che sarà sempre più complessoe potente in rapporto al numero dei dati cui può accedere tramite lamemoria. Questo comporta il progressivo ampliamento del campodi azione su cui si attua la RDE individuale che, venendo a disporredi un numero sempre maggiore di elementi di conoscenza su cuioperare, può passare dal piano dei sensi a quello delle sensazionicoscienti. Con il risultato della costruzione di ulteriori assetti neuronali(neocorteccia ecc.) che prima consentono la comparsa della coscienzadi sé, e poi con le ulteriori stratificazioni che derivano dalla formazionedi nuclei di memoria sempre più ampi, della coscienza di avere unacoscienza. Cosa che ci da la possibilità di astrazione da tutti i fatticontingenti, compresa l’esistenza del proprio corpo.Bisogna aggiungere che nei Nuclei di memoria cosciente, conl’accumulo di dati provenienti dalle esperienze passate, e dovendorispondere ad esigenze della RDE individuale posta in prospettivafutura, è possibile la formazione di strutture neuronali che consentonola gestione volontaria dei dati sensoriali anche in contrasto con leloro necessità contingenti. Così si realizza quello che chiamiamoautocontrollo che, essendo dovuto al nostro libero arbitrio, imponela valutazione di un grande numero di variabili alla gestione dellaRDE mentale, che infatti sembra agire per la loro riduzione attivandoi meccanismi di assuefazione. 12
    • ESEMPIO DELLA FORMAZIONE DELLA COSCIENZA ATTRAVERSO LA CONOSCENZA PUNTURA DI SPILLO LA PRIMA VOLTA IN UN NEONATO Associazione degli impulsi neuronali con i dati in ingresso dai sensi: • Vista di una entità sconosciuta (una lineetta lucente) > Parte l’impulso neuronale dalla retina > Tatto dalla parte appuntita > Parte l’impulso neuronale dall’epidermide > Arrivo degli impulsi nelle aree del cervello dedicate > Sensazione di dolore per lo squilibrio che procura allo stato di quiete dell’area dedicata > Associazione dello squilibrio con i dati di tatto e vista acquisiti > Attribuzione di caratteristiche visive e tattili allo spillo associate alle sue potenzialità > Costituzione di un percorso neuronale dedicato > In memoria lo spillo diventa un entità-essere di una data dimensione, forma, durezza, colore, lucentezza..., ed è pungente > Aggiunta di questi dati per la costruzione di nuovi percorsi nelle strutture neuronali di deposito-conoscenza che confermano la causalità dei rapporti tra sé e ciò che esiste fuori da sé nel mondo. Con i meccanismi di azione e retroazione tra i circuiti neuronali coinvolti nell’acquisizione e nel deposito di questi nuovi dati, avviene la costruzione di sempre nuove associazioni che richiedono la costituzione di ulteriori percorsi neuronali da dove potranno poi essere utilizzate come esperienze in grado di interagire con quelle nuove in entrata. Determinando cosi la formazione della “coscienza di sé” come il risultato continuamente attuato dalla continua RDE tra gli effetti mentali che derivano dai dati in ingresso dai sensi e gli effetti, sempre attualizzati, del ricordo dei dati registrati nei circuiti neuronali della memoria. 13
    • 14
    • COMPENSAZIONE DELLE SENSAZIONI MENTALI NELL’ARCO DELL’ESISTENZA INDIVIDUALEL’uomo che è il luogo dove, a partire da quello delle particelle elementariper arrivare fino a quello biologico e neuronale, tutti gli stati della realtàsi coagulano realizzando il massimo della complessità (conosciuta...),non può sfuggire alla regola che governa l’attuazione di tutte le altreforme di aggregazione energetica. Questa regola impone il continuoraggiungimento dell’equilibrio di ogni stato per consentire l’evoluzionedi quello successivo. Esso quindi, non può esistere che come risultatodella continua RDE di tutte gli stati che lo determinano, compresoquello cerebrale che da vita alla sua mente. Non si vede quindi, comela sua attività mentale, essendo l’ultimo prodotto della continua RDEuniversale, possa cessare di esistere in sede locale, cioè entro i suoi confiniindividuali, lasciando al suo esterno disparità energetiche, dovute allesensazioni che ha provato, che non potranno andare a costituire unostato successivo gestibile da sistema. Infatti, finchè il suo corpo è vivo,è solo quello stesso corpo che può fare da tramite tra le esigenze dell’RDEuniversale e quelle della sua mente, ma alla sua morte cerebrale, cessandogli apporti energetici sensoriali e memorizzati nei circuiti neuronali, chedavano vita alle sue sensazioni negative e positive, queste devono trovarsiin uno stato di equilibrio perché non possono più rientrare nella naturalegestione della RDE. Solo la struttura che le produceva, con il suodissolvimento e la diluizione dei suoi componenti, può rientrare nelgioco energetico della RDE che si svolge nell’ambiente dove si trovava.Da qui l’assoluta necessità della compensazione (che avviene perassuefazione o per il verificarsi di fatti esterni) di tutte le sensazioninegative e positive, che nell’uomo (e negli animali che le provano) deveattuarsi in continuazione in ottemperanza alle necessità di RDEdell’apparato biologico che le produce in ogni istante della sua vita efino al momento in cui quell’uomo non sarà più in grado di gestirle necosciamente ne inconsciamente, cioè alla sua morte cerebrale.Tutto questo non esclude la formazione di uno stato successivo allo statomentale individuale, infatti, noi assistiamo da sempre all’esistenza diproto-neurosfere e possiamo immaginare anche la formazione di unaNEUROSFERA planetaria. Questa però, essendo prodotta dall’insiemedegli stati mentali dell’umanità e non derivando direttamente da unsistema biologico come la mente individuale, non può essere gestitadalla RDE universale perché manca un tramite “naturale” di collegamentocollettivo. Così, la compensazione di tutti gli squilibri e la RDE “socialeplanetario” ricadono eclusivamente sotto la nostra responsabilità. 15
    • LA NEUROSFERA PER LA PARTECIPAZIONE DELL’UMANITÀ ALLA RDE UNIVERSALEDopo quanto detto fin qui, si può affermare che l’uomo è lunicaforma di aggregazione energetica tramite la quale la RDE universalepuò tentare di procedere oltre, data la sua possibilità di costruire laNeurosfera con gli altri uomini. E anche per noi, lunica possibilitàdi evoluzione individuale risiede nella sua costruzione, data la stasievolutiva biologica e cerebrale della nostra specie in cui ci troviamoda più di 100 mila anni. Se consideriamo la Neurosfera come se fosseuna sola struttura cerebrale dove le varie menti individuali sono ineuroni, è facile affermare che, come i neuroni formano reti localiche prese a sé non possono definirsi piccoli cervelli, così i gruppiumani con le loro culture, che vanno dalla famiglia alle nazioni e alleciviltà, non formano piccole Neurosfere ma embrioni di essa, cioèproto-neurosfere. Infatti, osservando gli avvenimenti umani, risultachiaro che la nostra Neurosfera è ancora in formazione e che siamoancora in presenza di tante piccole e grandi proto-neurosfere locali— volendo fare un parallelo con la Biosfera terrestre, siamo nellasituazione del primo Precambriano, quando i componenti chimicie minerali del pianeta ancora confliggevano e acqua e ossigeno eranoappena sufficienti per fare comparire la vita —. Ma, per fortuna itempi di attuazione della Neurosfera non sono geologici e ci sonovolute poche migliaia di anni di storia dellumanità per arrivare allasituazione attuale che vede il pianeta avvolto in una rete di interessi(anche nefasti) che si concretizza in una rete di trasporti e dicomunicazioni fatta di tubi, cavi, onde radio, satelliti, internet... chefanno prevedere, con questa globalizzazione, la formazione dellaNeurosfera a breve termine (purtroppo mettendo in conto ancheconflitti tra le proto-neurosfere esistenti).Per descrivere quale è, secondo me, la situazione attuale dei rapportitra gli esseri umani, faccio un esempio visivo: immaginiamo unasuperficie dove sono distribuiti in modo disordinato, e aggregaticasualmente, 7 miliardi di punti. Ognuno di questi punti, se fossesolo, esisterebbe ma la sua posizione non sarebbe descrivibile. Lunicomodo per descriverlo consiste nel poter dire che esso si trova ad unadata distanza (anche comunicativa) dai punti che lo circondano. Sesono vicini fanno parte del suo gruppo, se sono lontani possono fare 16
    • parte di altri guppi. In pratica ogni punto è descrivibile ed esiste soloin relazione agli altri. Questo è un uomo con la sua mente e la suapersonalità che gli faranno inquadrare tutti gli avvenimenti della suavita e della vita altrui, e tutti gli avvenimenti della biosfera, nei suoiassetti neuronali individuali. Dopo la nascita, a seguito della continuarielaborazione (dettata dalla sua RDE) delle esperienze dei suoi sensie di quelle che gli provengono dal patrimonio genetico e culturaleche ha ereditato, con levoluzione della propria mente, il suo raggiodi azione e di conoscenza si amplia e, siccome ai punti vicini accadela stessa cosa, i cerchi di azione mentale di tutti finiscono perintersecarsi. Volendo dare loro misure metriche, si può dire che alcunidi questi cerchi si arresteranno alla misura di pochi centimetri diraggio, altri a quella di molti metri, e altri, con un raggio di chilometri,si intersecheranno con altri innumerevoli cerchi di azione mentale.Risultato: ogni individuo resta se stesso e mantiene le proprieconvinzioni, ma alcuni attuano la propria RDE in uno spazioristrettissimo di nozioni e di esperienze, altri la attuano in spazi semprepiù vasti. È chiaro che quelli che hanno voluto e potuto intersecareil proprio cerchio dazione con quelli dei punti più lontani possibile,contribuiscono in misura maggiore alla costruzione della Neurosfera.Quanto alla caducità di ogni persona, la cosa non mi sembraimportante. È vero che con la scomparsa di ognuno di noi scompaionoanche i nostri cerchi di azione mentale, ma, siccome non tutti gliindividui scompaiono nello stesso momento, le superfici di intersezionedei cerchi mentali di ognuno con quelli degli altri, rimangono anchedopo la morte individuale nei cerchi di chi sopravvive. E tutto questovarrà per il futuro anche per questi ultimi, almeno fino a quandoesisterà la nostra specie, che così, con laccumulo culturale, potràcontinuare la costruzione della Neurosfera.Unaltra considerazione importante da fare sulla Neurosfera è che,grazie alla formazione della rete di cervelli e alla conseguenteconnessione di ciascuno alla enorme mole di dati che si renderannodisponibili, ogni singolo individuo avrà la possibilità di evolvere.Grazie al salto di stato da individuo a rete di individui, accadrà propriocome accade con levoluzione di tutti gli stati che si sono attuati fino 17
    • a quello mentale, in cui lo stato precedente attua quello successivoper poter continuare la propria RDE e continuare ad esistere in unsistema più evoluto e complesso — anche un atomo fa esperienzemolto più interessanti se partecipa alla formazione di una molecola—. In più, siccome penso che non ci potranno essere uomini nuovigrazie allevoluzione biologica della loro struttura cerebrale individuale,ritengo che solo attuando la Neurosfera si potrà procederecollettivamente verso la conoscenza di tutta limmanenza dellEsseree, magari, scoprire di esserne una parte costitutiva, con la conseguenzadellelevazione di ogni individuo della specie da spettatore inconsapevolead attore cosciente della RDE universale. Cosa che, addirittura, cipotrà mettere nella condizione di poter contribuire alla sua RDE e,magari, di poter ricostruire e rimettere a posto quella particellaenergetica iniziale, la cui mancanza ha creato tutto questo casino. 18
    • CONCLUSIONI E PROPOSTENelle pagine precedenti ho esposto una serie di ragionamenti chedovrebbero aver dimostrato la validità della mia teoria della RDE infunzione della formulazione di una Teoria del Tutto non più riferitaal mondo fisico o a quello spirituale, ma alla Spiriteria che è lunicasostanza che io vedo nelluniverso.Se accettiamo il concetto di Spiriteria come base costitutiva di tuttala realtà che finora abbiamo chiamato fisica e spirituale, è possibileestendere a tutti i fatti del mondo la valenza delle tre grandi intuizioniche insieme hanno quasi definito come funziona la nostra dimensione,e cioè: il DIVENIRE ERACLITEO, lEVOLUZIONEDARWINIANA e la RELATIVITÀ EINSTEINIANA. A questopunto, dichiarata lequivalenza degli elementi di base che costituisconotutto, dal pensiero umano alle galassie, agli esseri biologici e a tuttele cose del mondo fisico, e assodato che tutto ciò diviene - evolvendosi- relativamente a ciò che lo circonda, rimaneva da capire perché tuttoquesto accade nei modi in cui ci appare che accada.La mia risposta è: perché ogni cosa è alla RICERCADELLEQUILIBRIO e si attua in continuazione nei modi che glisono consentiti dalla RDE tra gli stati che la compongono e tra questie quelli che la circondano.So che perché una nuova teoria sia ritenuta valida deve risponderealla necessità di indicare, se non le soluzioni, almeno un nuovo metododi approccio ai problemi interpretativi di una data realtà che fino adora non sono stati risolti. E so anche, che la mia pretesa di aver trovatoquesta risposta, e non per una data realtà, ma addirittura per la Realtàin toto, è segno di una presunzione immensa. Ma, potrei obiettareche tutti vivono in base ad una loro teoria della realtà ritenendola lapiù valida — anche la nonnina che va a messa tutte le mattine e hanostalgia dei Savoia —. Semmai la differenza sta nel fatto che molti,avendo una teoria condivisa con altri, non hanno bisogno di divulgarla.In effetti, è necessaria una grande presunzione, ma anche unaltrettantogrande modestia per tentare di formulare una nuova teoria del tutto,con lintenzione di renderla plausibile per tutti. La modestia si imponedi fronte alla mole smisurata di dati, scientifici e filosofici, accumulata 19
    • in migliaia di anni da migliaia di uomini con sacrifici immensi, studio,intelligenza, costanza, entusiasmo e frustrazioni, difficoltà sperimentalie addirittura persecuzioni. Più ne conosciamo di questi dati e più cisembra impossibile trovare una sintesi che ci indichi a cosa tendono.È a questo punto che la presunzione ci è necessaria. Solo presumendodi aver capito almeno gli obiettivi e i risultati di tutte le ricerche,ribadisco scientifiche e filosofiche, pur ignorando il funzionamentodegli strumenti di indagine sia tecnici che intellettuali che li hannodeterminati, insomma anche con un po di ignoranza, si può tentaredi arrivare ad una sintesi che renda possibile la formulazione di unateoria che spieghi il funzionamento di tutta la nostra dimensione.Io in buona fede ho ragionato così, ed è proprio perché la miaesperienza è stata per me positiva che vorrei condividerla con il restodellumanità. Per questo, qui di seguito elenco una serie di motiviper approfondire la mia teoria della RDE ed eventualmente utilizzarlacome metodo di indagine, sia in campo scientifico che umanistico.1) La teoria della RDE con laffermazione dellinterdipendenza edellimpermanenza di tutti i piani della realtà, può essere usata comemetodo di interpretazione e di integrazione di molte delle teorie giàaffermate, umanistiche e scientifiche, che oggi appaiono ancoracontraddittorie. Con essa si potrà riuscire a cercare le connessioni traloro e la loro eventuale utilità per una conoscenza globale di tutti ilivelli della realtà, e non solo per quello a cui si riferiscono (peresempio tra mente e cervello o tra meccanica quantistica e relatività).2) La RDE è una teoria che dimostra come le teorie attuali, che nelleloro varie tesi esplicative sul funzionamento del livello della realtà acui si riferiscono immettono il fattore "caso" che così sembra necessarioalla formazione di quel livello, siano in errore. Perché dimostra chequello che viene attribuito al caso è solo il portato delle necessità diRDE dei livelli che precedono la formazione del livello in esame. Eche quindi, per esempio, nucleosintesi, mutazione, intuizioni, nonlocalità, emozioni..., se vengono inquadrati nella RDE universale,sono semplicemente dovuti a innumerevoli e conseguenti Necessità. 20
    • 3) Data la maggiore plausibilità di un Universo che, grazie al BigStart, si è formato a partire dalla perturbazione di un tutto energeticoche si trovava nello stato di massima entropia, con questa teoria sielimina il doppio problema irrisolto dellipotesi del Big Bang che èquello di dover spiegare la natura fisica, sia del punto di partenzainiziale che del vuoto in cui si trovava.In più, con la teoria della RDE si può continuare a tentare di spiegaresia lesistenza della materia oscura che la creazione della materia,utilizzando i risultati e le prospettive degli esperimenti e delle tesiattualmente più accreditate.4) Partendo dal dato che la realtà che conosciamo è dovutaallevoluzione del ± 5% del totale dellenergia presente nelluniverso,con il Big Start si può ipotizzare che quel ± 70% sconosciuto, chechiamiamo energia oscura, sia ancora nella fase precedente allanucleosintesi e il rimanente ± 25%, che chiamiamo materia oscura,si trovi nella fase appena successiva. Tutte cose che ci sono "oscure"solo perché, con le attuali conoscenze, non siamo in grado di spiegarela loro esatta natura e gli effetti che hanno sul quel 5% di realtà chesiamo in grado di esplorare.Con questa visione si può anche ipotizzare che anche lassenzadellantimateria necessaria per lequilibrio con la materia conosciuta,possa essere dovuta solo al fatto che siamo solo allinizio del processodi RDE dellintero sistema e che quindi, la “nostra” realtà non loabbia ancora “colonizzato” in gran parte.5) Se si accetta il fatto che la RDE parte dalla rottura di uno statodi massima entropia e che tutti gli eventi successivi sono stati e sononecessari, diventano inutili tutte le ipotesi che si fanno su diversiuniversi resi possibili da altre modalità di attuazione. E quindi possiamoindagare la realtà per quello che "é", e non per come "potrebbe essere",indirizzando tutti i nostri sforzi per comprenderla, in una sola direzione.6) Data la totale "amoralità" della RDE universale, questa teoriaconsente di conoscere e valutare le asserzioni di tutti gli uomini e di 21
    • tutte le civiltà, riconoscendo la loro oggettività rispetto alla RDEinterno di ogni sistema di pensiero, così da permettere lacquisizionedi una enorme mole di dati sulla realtà, provenienti da innumerevolipunti vista. Cosa che ci consentirà di trovarne i punti unificanti invista della costituzione della Neurosfera.7) Con lidea che la "filogenesi" di tutti fatti della realtà abbia avutoinizio con la RDE perduto dallenergia primeva, ne discende che lostato energetico ci attraversa e che, alla base, tutti siamo collegati contutto. Così diventa possibile indagare scientificamente fenomeni"inspiegabili" che, con i parametri scientifici attuali, vengono definitiparanormali, esoterici, sciamanici, ecc., perché ora possiamo collocarlinel quadro delle necessità evolutive della Spiriteria alla RDE.8) Se in tutti i rapporti umani si accetta la teoria della RDE, non saràpiù razionalmente possibile avere atteggiamenti di pregiudizio versogli altri, perché essa ci dice che tutti siamo e ci comportiamo inrisposta alle esigenze di RDE di tutti gli stati che ci determinano (daquello quantistico a quello sociale). Rimarrà solo lutilità dellanalisidelle situazioni reciproche al fine di indirizzare la propria RDE afavore della costruzione della Neurosfera e della RDE universale.9) Il concetto dellautonoma e necessaria RDE del Tutto, consentedi collocare il suo (eventuale) Creatore nella condizione di sempliceosservatore, cosa che, anche volendo salvare molte intuizioni di tuttele religioni, fino a quelle totemiche e animistiche, implica linutilitàdi intermediari che debbano intercedere presso di lui o interpretarnela volontà e che, per la difesa dei loro apparati di potere, hannoportato a distruzioni e massacri immensi e al disordine che ha ritardatoe ritarda ancora la costruzione della Neurosfera.10) Con laccettazione del concetto della continua RDE, sia internotra le nostre sensazioni che tra gli effetti dei nostri atti, e dellaconseguente compensazione obbligatoria dei risultati positivi e negativiche si attua coinvolgendo tutti i livelli della realtà, il nostro libero 22
    • arbitrio può essere esercitato con la consapevolezza dei suoi effetticollaterali sulluomo e sullambiente.11) Con la teoria della RDE si afferma la certezza della compensazionenellarco della vita, delle sensazioni negative e positive provate daogni essere senziente. Da ciò ne consegue linutilità (e la perniciositàdimostrata dalla storia) della ricerca della propria felicità individualee dei sentimenti di invidia e di pietà che proviamo per gli altri. Questoci consentirà di poter agire più efficacemente per contribuire allaRDE della nostra specie e dellambiente, da cui di fatto, dipende lareale evoluzione della nostra condizione individuale.12) Se accettiamo che la RDE di tutti i piani della realtà porti allarealizzazione della Neurosfera come "mente collettiva", con tuttoquello che ne potrà seguire ci è finalmente consentita lindividuazionedi un nuovo paradigma universale per la definizione di una solamorale comune per tutta lumanità.Si potrebbe continuare, ma io non sono in grado di esplorare tuttolo scibile umano per verificare tutte le possibilità di impiego dellateoria della RDE come metodo. Per questo, tenendo conto che lemaggiori possibilità della scienza di pervenire alla spiegazione dellarealtà sono dovute al fatto che dietro ad uno scienziato si nascondesempre un uomo, ma dietro un umanista, purtroppo, non cè sempreuno scienziato, mi auguro che gli specialisti di ogni settore dellacultura umanistica e scientifica, ne verifichino lutilità nel loro campodi indagine tutte le volte che non trovano le ragioni di fondo per cuisi verifica un fenomeno. Se da tutto questo venissero le conferme divalidità della teoria RDE che auspico, si potrebbe poi poter operareuna sintesi che consenta finalmente di avere quella visione unitariadella realtà, fondata su base scientifica, che sognamo da secoli. Perquesto obiettivo propongo la formazione di un gruppo fondativo diun nuovo UMANESIMO SCIENTIFICO che, dal confronto tra irisultati delle ricerche più disparate, sia in grado di ridefinire laposizione dell’uomo rispetto all’universo che lo ha determinato. 23