3° art. olismo sistemico

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3° art. olismo sistemico

  1. 1. OLISMO E COMPLESSITÀ SISTEMICALa visione olistica nasce dalla constatazione che le proprietà di un dato sistema nondipendono semplicemente dalla somma delle prestazioni delle parti che locompongono, ma principalmente dalle loro interrelazioni che, di fatto, determinanolemergere di nuove e più complesse funzionalità. In questa luce acquistanoparticolare rilevanza e attualità le intuizioni di Buddha sullinterdipendenza eimpermanenza di tutti i "fatti" della realtà, e quelle di Eraclito sul loro divenire e diParmenide sul loro essere. Infatti, poiché queste grandi intuizioni del passatotrovano la loro conferma nei più avanzati esperimenti scientifici, si pone il problemadel loro utilizzo in una dimensione culturale e di conoscenze che non poteva esserenemmeno lontanamente immaginata ai tempi della loro formulazione. Oggi, la moledei dati in nostro possesso è tale che, se vogliamo andare oltre la visione olisticacontemplativa ancora presente nella cultura asiatica, e vogliamo superare lasfitticavisione meccanicista della cultura occidentale — che grazie alla "globalizzazione"delle coscienze stanno dimostrando tutta la loro incompatibilità e inadeguatezza —,siamo costretti a utilizzare lapproccio sistemico per tentare di sbrogliare, e quindi dicomprendere, lenorme complessità delle infinite relazioni esistenti tra i vari statidella realtà che siamo in grado di indagare, sia in campo umanistico che scientifico.Partendo da queste premesse, si capisce come la multidisciplinarietà elaccostamento delle più svariate esperienze sia la sola strada da perseguire, e sicapisce anche, come solo dalla adesione a questo programma di demolizione deiconfini culturali da parte di un sempre più grande numero di uomini e istituzionipossano scaturire risposte utili per il progresso dellUmanità.Abbiamo già numerosi esempi dellefficacia dellapproccio sistemico alla complessità.In campo medico e psichiatrico, in campo ecologico e ambientale, comenellantropologia, sociologia, economia... ci sono contaminazioni disciplinariimpensabili solo un decennio fa che danno risultati stupefacenti.Ma ora, per procedere oltre anche in campo spirituale, si tratta di estendere questoapproccio alle indagini sulla mente accettando i dati delle neuroscienze che ciparlano sia dei meccanismi biochimici che sono alla base della "produzione" dellenostre emozioni e dei nostri pensieri, e sia dellinfluenza dei nostri pensieri sullo statobiochimico cerebrale. So che questa prospettiva non è condivisa da tutti, ma ritengoche anche in questo ambito la visone olistico-sistemica, che vede linterazione dimolteplici fattori fino ad ora ritenuti disparati — addirittura ci sono prove dellinfluenzadella flora batterica intestinale sui nostri stati danimo e viceversa —, possa portarealla definizione della natura dei nostri pensieri riconoscendo nei loro processiattuativi linterdipendenza con lenergia delluniverso. Dandoci così la possibilità difondare una nuova meta-fisica consapevole.A conclusione di questo quadro positivo però, ritengo utile evidenziare il rischio diconsiderare la visone olistico-sistemica come una nuova disciplina. Essa è solo unnuovo potente strumento di indagine della realtà. Il mondo là fuori, "è" olistico-sistemico, e noi dobbiamo solo sintonizzarci con il suo divenire per comprenderlo, enon tentare ancora una volta di imbrigliarlo in un nuovo schema.Francesco Pelillo

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