Imperialismo e guerra

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Aspetti e diffusione della conquista coloniale di fine secolo, con riferimenti al crescente nazionalismo ed alle caratteristiche del primo conflitto mondiale

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Imperialismo e guerra

  1. 1. 1878
  2. 2. 1871
  3. 3. 1891-1901 740 km/anno
  4. 4. 1889
  5. 5. da 500 a 16 mila
  6. 6. confronto Germania - Gran Bretagnaproduzione acciaio18 milioni di tonnellate 8 milioniallanno (F e R 5, A 3, I 1)espansione coloniale Commonwealthdal 1897, la Kaiserliche secolare dominio sui mariMarine(produzione grano Italia50 milioni di quintaliallanno + 15 milioniimportati, poi 38)
  7. 7. 28 giugno 1914, assassinio dellarciduca Ferdinando a Sarajevo 23 luglio, ultimatum di Vienna alla Serbia. Forte dell’appoggio russo, il governo serbo accetta solo in parte l’ultimatum, respingendo la clausola che prevedeva la partecipazione di funzionari austriaci alle indagini 28 luglio, Vienna dichiara guerra alla Serbia 29 luglio, mobilitazione delle forze armate russe 31 luglio, la Germania invia un ultimatum alla Russia 1 agosto, dichiarazione di guerra tedesca alla Russia e mobilitazione francese 3 agosto, la Germania dichiara guerra alla Francia
  8. 8. … fu soprattutto un errore di calcolo: gli uomini di stato usarono i bluff e le minacce che altre volte avevano dato ottimi risultati. Ma nel 1914 le cose andarono male: gli strumenti di intimidazione sui quali si faceva tanto conto non spaventarononessuno e gli uomini di stato divennero prigionieri delle loro stesse armi. I colossali eserciti, messi insieme per garantire la sicurezza e la pace,trascinarono alla guerra le nazioni con la forza del loro stesso peso. (A.J.P. Taylor)
  9. 9. 580
  10. 10. padre Agostino Gemelli, esperto di psicologiadelle masse del Comando Supremo di Cadorna: gli orrori della trincea sono qualcosa di positivo, perché riducono progressivamente i soldati a oggetti passivi, disorientati e frastornati,condizionati ad unobbedienza supina, che li porta a morire senza la possibilità di una presa di coscienza o di una reazione autonoma
  11. 11. lindustria della morteteoria dell "attacco ad oltranza": se il nemico osa prendere liniziativa anche per un solo istante,ogni pollice di terreno deve essere difeso fino alla morte e, se perduto, riconquistato con un contrattacco immediato anche se inopportunobattaglia di Verdun (II - XII 16): 315 mila F - 280 D battaglia della Somme (VII - XI 16): 1 milione
  12. 12. lindustria della morte prima della battaglia della Somme, 1500 pezzi di artiglieria spararono 1 milione di colpi in 7 giorni750 tonnellate di colpi in un solo giorno1 convoglio di munizioni ogni 8 minuti
  13. 13. 31 gennaio 1917 il Comando tedesco annuncia la “guerrasottomarina totale”: distruggere almeno 600 mila tonnellate di navi al mese per costringere lInghilterra alla resa; dopo sei mesi, furono affondate 3 milioni 780 mila tonnellate, ma lInghilterra non si arrese ...
  14. 14. lItalia e la Grande Guerra il 28 luglio 1914, non interviene (Triplica Alleanza solo difensiva)Giolitti (le due Italie) aveva avviato accordi segreti con lImpero Asburgico che, per evitare un terzofronte, avrebbe offerto Trento e Trieste in cambio della neutralità Sulla spinta dei nazionalisti, daccordo con il re econtro la maggioranza del Parlamento, Salandra eSonnino firmarono il Patto di Londra, allettati dalle generose offerte in caso di vittoria
  15. 15. 600 km
  16. 16. Le truppe oggi vanno a farsi massacrare, non a combattere (Luigi Albertini, 11 novembre 1915) Niente è arrivato alle date promesse. Nessun arrivo è puntuale, né quello dei cannoni di mediocalibro, né quello dei lanciabombe, né quello delle perforatrici. Mancano fucili. Bisognerebbe produrne duemila al giorno, se ne producono settecento. La guerra divora fucili. Si debbono racimolare fucili vecchi sui campi di battaglia,magari a pezzi. Le reclute sono disarmate, vi sonopoche decine di fucili per ogni reggimento a scopodi istruzione. Sincorporano nuove truppe al fronte, e sono senza fucili. (Luigi Barzini, marzo 16)
  17. 17. le cifrenel 1916 e nel 1917, le entrate statali coprono solo un quarto delle uscitenon così i profitti delle industrie a fine conflitto: siderurgica: dal 6,3% al 16,5 laniera: dal 5,1 al 18,7 automobilistica: dall 8,6 al 30,5
  18. 18. “Questa non è una pace, è un armistizio per ventanni...” disse Ferdinand Foch nel 1919

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