Il 68 in Italia

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Anni Settanta: il mondo
giovanile come universo a
sé, tra fallimento del
riformismo e riflusso nel
privato

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Il 68 in Italia

  1. 1. Il ’68 e gli anniSettanta: 1/4 la cronaca
  2. 2. Il ’68 e gli anni Settanta:2/4 una politica che è solo far carriera
  3. 3. Mi han dettoche questa mia generazione ormai non credein ciò che spesso han mascherato con la fede,nei miti eterni della patria o dell’eroeperché è venuto ormai il momento di negaretutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,una politica che è solo far carriera,il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,l ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai coltortoe un dio che è morto,nei campi di sterminio dio è morto,coi miti della razza dio è mortocon gli odi di partito dio è morto...
  4. 4. Una confortevole, levigata, ragionevole, democraticanon-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata,segno di progresso tecnico. (...) I diritti e le libertàche furono fattori di importanza vitale alle origini enelle prime fasi della società industriale cedono ilpasso a una fase più avanzata di questa: essi vannoperdendo il contenuto e il fondamento logicotradizionali. Le libertà di pensiero, di parola e dicoscienza erano essenzialmente idee critiche, al paridella libera iniziativa, che servivano a promuovere ea proteggere, intese com’erano a sostituire unacultura materiale e intellettuale obsolescente conuna più produttiva e razionale. Una voltaistituzionalizzati, questi diritti e libertà condivisero ilfato delle società di cui erano divenuti parteintegrante. La realizzazione elimina le premesse.
  5. 5. Voi dite di avere bocciato i cretini e gli svogliati. Allora sostenete che Dio fa nascere i cretini e gli svogliati nellecase dei poveri. Ma Dio non fa questi dispetti ai poveri. E più facile che i dispettosi siate voi... Se in unindustria un operaio sbaglia il 25% dei pezzi, la colpa non è dei pezzi non riusciti, ma delloperaio chequantomeno viene sanzionato. Nella scuola no, la colpa è dei bambini e non delle maestre. Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia.
  6. 6. Il ’68 e gli anni Settanta: 3/4 la contestazione
  7. 7. “L’operaio non ha maggiori rischi dell’impiegato? Quando si ammalal’operaio, perché deve perdere il 40% delsalario in più rispetto all’impiegato?”“Moriva il genitore di un impiegato: tregiorni di permesso; di un operaio: mezza giornata”
  8. 8. De Mita, ministro dell’Industria, nel 1974: “il finanziamento dei partiti è un fatto stabile.Improvvisamente si scopre che l’Enel finanziò ipartiti, come non si sapesse che è, diciamo, fra isuoi obblighi sub-istituzionali” Corriere 14-2-74
  9. 9. La corruzione non distorsione eccezionale,ma funzionamento quotidiano del sistema “la “ragion di partito” ha finito con il prevalere su ogni altra considerazione”
  10. 10. In questo contesto, quasi all’unanimità, ilParlamento non approva drastiche misure di repressione degli illeciti, ma la legge sul finanziamento pubblico dei partiti, con controlli evanescenti ...
  11. 11. 1978referendum abrogativo proposto dai Radicali, i partiti del 97% deglielettori invitano al “no”, ottiene il44%, insufficiente
  12. 12. degrado dell’impresa pubblica +degenerazione del sistema dei partiti = 20% di inflazione
  13. 13. Il ’68 e gli anni Settanta: 4/4 i giovani come nuova categoria sociale

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