Toni Stelline 2008

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Analisi quantitativa e analisi qualitativa uso risorse elettroniche

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Toni Stelline 2008

  1. 1. C onsorzio interuniversitario per le A pplicazioni del S upercalcolo P er U niversità e R icerca, Settore Automazione Biblioteche Stelline 2008 Sala Volta , venerdì 7 marzo 2008 Seminario: "La biblioteca digitale tra accesso e produzione di conoscenza: un percorso tra le statistiche d'uso e citazionali" A cura del Utilizzo di risorse elettroniche e produzione scientifica in un ente di ricerca: esiste una relazione? Paola De Castro – Franco Toni, Istituto Superiore di Sanità - Roma
  2. 2. Relazione tra quantità di risorse a disposizione e produzione scientifica <ul><li>La grande disponibilità di documentazione elettronica ha portato ad un incremento della produzione scientifica dell’ente? </li></ul><ul><li>E’ migliorata la qualità scientifica degli articoli prodotti? </li></ul><ul><li>La risposta al primo quesito comporta un’analisi quantitativa, al secondo una qualitativa </li></ul>
  3. 3. Analisi quantitativa <ul><li>Occorre mettere in relazione il numero di risorse a disposizione e l’uso che ne viene fatto e il numero di articoli o documenti prodotti. </li></ul><ul><li>Sostanzialmente quindi significa analizzare la relazione tra quantità di riviste, basi dati, repositories accessibili dai ricercatori, numero degli articoli scaricati e quantità della produzione scientifica </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>numero degli articoli scaricati </li></ul><ul><li>numero degli articoli pubblicati </li></ul><ul><li>Sembrerebbe un’operazione relativamente semplice ma in realtà comporta la soluzione di una serie di problemi di grande portata sia relativamente al versante esterno, dell’utilizzo delle risorse, che a quello interno, della produzione </li></ul>
  4. 4. Analisi quantitativa [2] <ul><ul><li>Problemi relativi all’utilizzo delle risorse: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Compatibilità dei dati utilizzo di COUNTER </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>COUNTER: non tutti i publisher adottano questo standard de facto </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Importanza dell’attivazione di SUSHI per la raccolta automatizzata e normalizzata dei dati forniti dagli editori </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Per la grande maggioranza delle pubblicazioni OA non esistono dati statistici sul numero di accessi e scarichi (solo BioMed Central fornisce statistiche). </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>La quantità di utilizzo di archivi OA (periodici, repositories) può essere determinata solo attraverso l’attivazione di una ricognizione TLA (Transaction Log Analysis), con tutte le difficoltà che questo comporta </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Problemi legati alla produzione scientifica </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Tipologia delle pubblicazioni che devono essere prese in considerazione (anche proceedings, posters, rapporti, ecc.?) </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Gap temporale (anche di anni) tra il momento del download della risorsa e la pubblicazione dell’articolo porta a una distorsione del dato statistico </li></ul></ul></ul>
  5. 5. Usage Factor <ul><li>Studio di Peter T. Shepherd commissionato dall’UKSG (United Kingdom Serials Group) – Maggio 2007 </li></ul><ul><li>Nasce come possibile alternativa/affiancamento dell’IF </li></ul><ul><li>UF = Total usage (COUNTER JR1 Data for a specified period) </li></ul><ul><li>Total number of articles published online (during a specified period) </li></ul><ul><li>Analisi condotta analizzando risposte a questionari fornite da editori, autori e bibliotecari </li></ul>
  6. 6. Usage Factor [2] <ul><li>Principali risultati: </li></ul><ul><ul><li>Vantaggi: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>UF può costituire un valido strumento di valutazione dei giornali per deciderne l’acquisto o la cancellazione </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>UF può coprire un campo molto più vasto rispetto agli 8.000 titoli coperti dall’IF e quindi riflettere il valore di un giornale in modo più ampio rispetto alle citazioni </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>UF può mettere in rilievo all’interno delle raccolte di un istituto l’importanza di giornali che sono “sottovalutati” dall’IF </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>UF può costituire un’alternativa credibile e valida all’IF per misurare il valore di un giornale: due parametri di valutazione sono meglio di uno! </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>UF può porsi come importante bilanciamento all’IF </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Possibili elementi negativi: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Le statistiche d’uso possono essere “gonfiate” dalle interfacce degli editori </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>COUNTER non ha ancora una diffusione sufficiente per assicurare una copertura globale </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>La difficoltà nel determinare il range temporale da considerare nell’analisi: è stato suggerito un periodo di 2 anni (ma anche fino a 5) per tener conto dei due picchi legati alla consultazione, il primo relativo al momento della pubblicazione dell’articolo, il secondo a quando inizia ad essere citato </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Il ranking dei giornali: mentre gli autori sono favorevoli, gli editori lo sono molto meno </li></ul></ul></ul>
  7. 7. Usage Factor [3] <ul><li>L’UF può essere utilizzato per fornire valori ai fini della valutazione dell’attività di ricerca e della produzione scientifica di un istituto? </li></ul><ul><li>Certamente risulta molto utile per la valutazione dell’utilizzo delle risorse ma non per l’analisi quantitativa della produzione scientifica </li></ul><ul><li>Essendo un fattore complementare all’IF si dimostra invece un elemento importante per il bibliotecario nel momento in cui deve decidere l’acquisto o la dismissione di un giornale, per l’autore nel momento in cui deve scegliere dove pubblicare e per gli editori che acquisiscono un ulteriore elemento per valutare validità e posizionamento dei loro prodotti nel panorama generale del mercato </li></ul>
  8. 8. Analisi qualitativa <ul><li>1° aspetto: </li></ul><ul><ul><li>Il beneficio che può derivare alla ricerca dalla qualità e tipologia della documentazione messa a disposizione del ricercatore ai fini della produzione dei suoi lavori. </li></ul></ul><ul><ul><li>Un’analisi di questo tipo può essere condotta ad esempio attraverso la verifica di quanto di quello che viene citato nelle pubblicazioni dei ricercatori è stato recuperato attraverso le collezioni messe a disposizione dalla biblioteca </li></ul></ul><ul><ul><li>La difficoltà risiede nel fatto che non è un’indagine che può essere fatta utilizzando un trattamento automatico dei dati e che spesso il ricercatore non segnala nel riferimento bibliografico se la fonte è di natura digitale </li></ul></ul><ul><ul><li>Può essere utile tuttavia tentare una ricognizione non sistematica ma a campione su un numero limitato di unità selezionate per natura disciplinare, in modo da verificare se c’è una disparità di risultati nei diversi settori scientifici </li></ul></ul>
  9. 9. Analisi qualitativa [2] <ul><li>2° aspetto: </li></ul><ul><ul><li>Impatto citazionale, ovvero verificare se col migliorare dell’offerta aumenta la quantità di articoli pubblicati su riviste impattate, se aumenta il numero di citazioni per gli autori, se aumenta l’H-Index dei singoli autori </li></ul></ul><ul><ul><li>In questo caso le problematiche che possono insorgere sono quelle tipiche legate all’uso dell’IF: necessità di separare con precisione gli ambiti disciplinari per avere valori attendibili e non astratti, presenza delle autocitazioni, distinzione tra citazioni positive e negative, ecc. </li></ul></ul><ul><ul><li>Anche per questa ricognizione conviene partire, per ottenere risultati attendibili e di maggiore precisione soprattutto nell’analisi specifica delle citazioni, da una ricerca condotta su campioni selezionati e per ambito disciplinare </li></ul></ul>
  10. 10. Bibliografia <ul><li>Roswitha Poll, Impact/Outcome Measures for Libraries , Liber Quarterly, 2003, 13, p.329-342 </li></ul><ul><li>Roswitha Poll, Measuring the impact of new library services , 71th IFLA General Conference and Council, Oslo, 2005, http://www.ifla.org/IV/ifla71/papers/081e-Poll.pdf </li></ul><ul><li>Tim Brody, Stevan Harnad, Leslie Carr, Earlier Web Usage Statistics as Predictors of Later Citation Impact. Journal of the American Association for Information Science and Technology (JASIST), 2006, 57, 8, p. 1060-1072, http://www3.interscience.wiley . </li></ul><ul><li>com/cgi-bin/fulltext/112593522/HTMLSTART?CRETRY=1&SRETRY=0 </li></ul><ul><li>Deborah D. Blecic, Joan B. Fiscella, Stephen E. Wiberley Jr., Measurement of use of electronic resources: advances in use statistics and innovations in resource functionality , College & Research Libraries, 2007, 68, 1, p. 26-44, http://www.ala.org/ala/acrl/acrlpubs/crljournal/backissues2007a/crljanuary07/blecic07.pdf </li></ul><ul><li>Domenico Dellisanti, ICOLC 2006: SUSHI un nuovo strumento per la misurazione delle risorse elettroniche , Bollettino del CILEA, 2007, 105, p. 17-20 </li></ul><ul><li>Antonella De Robbio, Analisi citazionale e indicatori bibliometrici nel modello Open Access , Bollettino AIB, 2007, 47, 3, p. 257-289 </li></ul><ul><li>Diane Harley, Jonathan Henke, Toward an effective understanding of website users , D-Lib Magazine, 2007, 13, 3/4, http://www.dlib.org/dlib/march07/harley/03harley.html </li></ul><ul><li>Peter T. Shepherd, Final Report on the investigation into the feasibility of developing and implementing journal usage factor , May 2007, http://www.uksg.org/usagefactors </li></ul>

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