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LE ORIGINI DEL
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•   Una definizione di “Filosofia”

•   Le origini della filosofia

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  1. 1. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO
  2. 2. Argomenti • Una definizione di “Filosofia” • Le origini della filosofia • La Scuola Jonica
  3. 3. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO UNA DEFINIZIONE FILOSOFIA: RICERCA RAZIONALE SUI FONDAMENTI DELL’ESSERE, DEL CONOSCERE, DELL’AGIRE
  4. 4. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO UNA DEFINIZIONE FILOSOFIA: RICERCA La filosofia pone domande. RAZIONALE La storia della filosofia è storia delle domande che i SUI FONDAMENTI filosofi si sono posti, prima che delle risposte che hanno trovato DELL’ESSERE, La filosofia nasce dalla “meraviglia” dell’uomo di fronte al mondo DEL CONOSCERE, La filosofia nasce dalla “frattura fra l’umano ed il divino” DELL’AGIRE
  5. 5. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO UNA DEFINIZIONE FILOSOFIA: RICERCA La filosofia nasce dall’insoddisfazione per le RAZIONALE spiegazioni intuitive o fideistiche, dell’arte, dei miti e delle religioni SUI FONDAMENTI La filosofia cerca spiegazioni razionali (autoevidenti). DELL’ESSERE, La filosofia cerca di rendere comprensibile il caos del mondo. DEL CONOSCERE, Filosofia = ricerca attraverso il LOGOS DELL’AGIRE
  6. 6. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO UNA DEFINIZIONE FILOSOFIA: RICERCA RAZIONALE La filosofia vuole arrivare ad una spiegazione “ultima” del mondo. SUI FONDAMENTI La filosofia non si accontenta di spiegazioni parziali, vuole spiegare la “totalità”. DELL’ESSERE, La prima domanda dei filosofi fu: “qual è il principio di tutte le cose?” DEL CONOSCERE, DELL’AGIRE
  7. 7. LE ORIGNI DEL PENSIERO FILOSOFICO UNA DEFINIZIONE FILOSOFIA: RICERCA RAZIONALE La filosofia vuole indagare la realtà in generale e non solo nelle sue manifestazioni particolari. SUI FONDAMENTI Filosofia come ONTOLOGIA: scienza dell’essere DELL’ESSERE, La filosofia non si accontenta dei fatti osservabili, vuole arrivare all’essenza dell’essere. DEL CONOSCERE, Filosofia come METAFISICA: dottrina delle cause ultime e dei principi primi DELL’AGIRE
  8. 8. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO UNA DEFINIZIONE FILOSOFIA: RICERCA La filosofia vuole scoprire l’origine di ciò che RAZIONALE sappiamo sul mondo SUI FONDAMENTI Filosofia come GNOSEOLOGIA: scienza del conoscere DELL’ESSERE, La filosofia indaga sulle condizioni di validità ultima del nostro sapere. DEL CONOSCERE, Filosofia come LOGICA: scienza dei ragionamenti corretti DELL’AGIRE
  9. 9. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO UNA DEFINIZIONE FILOSOFIA: RICERCA RAZIONALE La filosofia si occupa dei motivi e degli scopi ultimi dell’azione umana SUI FONDAMENTI La ricerca filosofica sull’agire umano ruota intorno ai concetti di GIUSTIZIA, FELICITÀ, VIRTÙ DELL’ESSERE, La filosofia si occupa sia del comportamento individuale: ETICA DEL CONOSCERE, che del comportamento sociale: POLITICA DELL’AGIRE
  10. 10. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO DAL MITO ALLA FILOSOFIA Visualizza filmato 1 Visualizza Filmato 2 Alle stesse domande l'uomo risponde prima con il mito, poi con la filosofia MITO = RACCONTO (non “favola”) Stretto LEGAME con il DIVINO: risposte fornite dal mito sono accettate Le perché fondata sull'AUTORITÀ della divinità. Leggi testo Quando le risposte mitiche non soddisfano più nasce la FILOSOFIA Ricerca di risposte RAZIONALI cioè AUTOEVIDENTI la cui verità non si fonda su un autorità esterna, ma solo sulla RAGIONE (comune a tutti gli uomini) La filosofia nasce “contro” l'autorità Leggi testo
  11. 11. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO LE ORIGINI Visualizza filmato dove : GRECIA (Mileto) quando: VI sec. a. C. perché: peculiarità della società greca
  12. 12. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO GEOGRAFIA DELLA FILOSOFIA 650 - 500 a.C. Scuola Jonica 530 - 400 a.C. 570 - 490 a.C. Scuola eleatica 470 - 320 a.C. Pitagora SOCRATE PLATONE 460 - 360 a.C. ARISTOTELE Democrito
  13. 13. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO LE ORIGINI I PRESUPPOSTI PER LA NASCITA DELLA FILOSOFIA NELLA GRECIA DEL VI sec. a. C. ARTISTICI: poesia omerica (poco spazio al mostruoso, arte della motivazione) RELIGIOSI: divinità umanizzate; scarso peso dei sacerdoti; mancanza di un testo sacro di riferimento; miti orfici POLITICI: POLIS come comunità di uomini liberi (isonomia) ECONOMICI: ascesa di commercianti e artigiani a scapito della nobiltà terriera SOCIALI: società dinamica, individualismo, declino dei caratteri autoritari e tradizionalisti
  14. 14. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO LA SCUOLA JONICA Visualizza filmato Mileto VI sec. a. C. INDAGINE COSMOLOGICA RICERCA DEL PRINCIPIO (archè) TALETE: acqua Visualizza filmato ANASSIMANDRO: ápeiron ANASSIMENE: aria
  15. 15. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO LA SCUOLA JONICA INDAGINE COSMOLOGICA COSMO = ordine, mondo ordinato I primi filosofi rivolgono la loro ricerca verso i fenomeni naturali, essi sono convinti che sia possibile trovare delle leggi generali che organizzano il mondo Con il termine natura (physis) gli Ionici intendevano sia l’insieme di ciò che esiste o accade, sia l’elemento che sta alla base del tutto e che rappresenta la”natura” della natura stessa.
  16. 16. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO LA SCUOLA JONICA ALLA RICERCA DEL PRINCIPIO (archè) Il pensiero dei primi filosofi si concentra soprattutto sul problema della realtà primaria. Il loro problema è quello di determinare l’elemento capace di unificare la molteplicità dei diversi. Essi sono convinti che al di sotto dello spettacolo multiforme del reale esista una realtà unica ed eterna, di cui ciò che esiste è passeggera manifestazione. Tale realtà è l’archè, il principio.
  17. 17. LE ORIGINI DEL PENSIERO FILOSOFICO LA SCUOLA JONICA ARCHÈ Forza o legge che spiega la nascita materia da cui tutte delle cose, le loro trasformazioni e la le cose derivano loro morte PRINCIPIO che sta all’origine della realtà, sia in senso logico, che in senso materiale e temporale. Visualizza filmato
  18. 18. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE Concezione aristocratica della filosofia ERACLITO Intorno alla natura Visualizza filmato aforismi FILOSOFO DEL DIVENIRE Pánta réi “Tutto scorre” “fuoco” LÓGOS pantesimo lotta dei contrari CONCEZIONE & DIALETTICA unità degli opposti DELLA REALTÀ Visualizza filmato
  19. 19. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE ERACLITO: FRAMMENTI Di questo lógos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benché infatti tutte le cose accadono secondo questo lógos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole e in opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com'è. Ma agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo. L'opposto concorde e dai discordi bellissima armonia Una e la stessa è la via all'in su e la via all'in giù Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo. Nello stesso fiume non è possibile scendere due volte. Polemos è padre di tutte le cose, di tutte re; e gli uni disvela come dei e gli altri come uomini, gli uni fa schiavi e gli altri liberi
  20. 20. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE PARMENIDE Fondatore della scuola Eleatica Sulla natura (poema filosofico) Visualizza filmato ONTOLOGIA (scienza dell'ESSERE) Identità Impossibilità di PENSIERO ed ESSERE ONTOLOGICA e LOGICA “è la stessa cosa l'essere è e non può non essere del “Non essere”: pensare ed essere” il non essere non è e non può essere - non può esistere - non si può pensare - non si può esprimere Distinzione tra Sentiero Sentiero dell'opinione della verità (dóxa) (alétheia) conoscenza RAGIONE sensibile
  21. 21. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE PARMENIDE: FRAMMENTI Orbene io ti dirò e tu ascolta attentamente le mie parole, Quali vie di ricerca sono le sole pensabili: L'una [che dice] che è e che non è possibile che non sia, è il sentiero della Persuasione (giacché questa tien dietro alla verità; l'altra [che dice] che non è e che non è possibile che non sia; questa io ti dichiaro che è un sentiero del tutto inindagabile; perché il non essere né lo puoi pensare (non è infatti possibile); né lo puoi esprimere. [...] Ma tu da questa via di ricerca allontana il pensiero Né l'abitudine nata dalle molteplici esperienze ti costringa lungo questa via, a usar l'occhio che non vede e l'udito che rimbomba di suoni illusori e la lingua, ma giudica col raziocinio la pugnace disamina che io ti spongo. Non resta ormai che pronunciarsi sulla via
  22. 22. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE PARMENIDE: FRAMMENTI Essendo ingenerato è anche imperituro, tutt'intero, unico, immobile e senza fine. Non mai era né sarà, perché è ora tutt'insieme, uno, continuo. Difatti quale origine vuoi cercare? Come e donde il suo nascere? Dal non essere non ti permetterò né di dirlo né di pensarlo. Infatti non si può né dire né pensare ciò che non è. E quand'anche, quale necessità può aver spinto lui, che comincia dal nulla, a nascere dopo o prima? Di modo che è necessario o che sia del tutto o che non sia per nulla. [...] Neppure è divisibile, perché è tutto quanto eguale. Non vi è in alcuna parte un di più d'essere che possa impedirne la contiguità, Né un di meno, ma tutto è pieno di essere. Per cui è tutto contiguo: difatti l'essere è a contatto con l'essere. Ma immobile nel limite di possenti legami Sta senza conoscere né principio né fine, dal momento che nascere e perire Sono stati risospinti ben lungi e li ha scacciati la convinzione verace. E rimanendo identico nell'identico stato, sta in se stesso E così rimane lì immobile; infatti la dominatrice Necessità Lo tiene nelle strettoie del limite che tutto intorno lo cinge; Perché bisogna che l'essere non sia incompiuto: È infatti non manchevole: se lo fosse mancherebbe di tutto. Ma poiché vi è un limite estremo, è compiuto Da ogni lato, simile alla massa di ben rotonda sfera...
  23. 23. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE PARMENIDE Visualizza filmato I CARATTERI DELL'ESSERE INGENERATO Non nasce, non muore, quindi è eterno (se nascesse dovrebbe nascere dal “non essere”, se morisse IMPERITURO dovrebbe trasformarsi in “non essere”) ETERNO Non si può trasformare IMMUTABILE (trasformandosi diventerebbe “non essere”) UNICO È unico e sempre uguale a se stesso (se ci fossero due tipi di “essere” dovrebbero essere separati dal “non essere”, così pure se l'essere fosse disomogeneo) OMOGENEO Non può muoversi IMMOBILE (per muoversi dovrebbe attraversare il “non essere”) Finito nel senso di “compiuto” FINITO (se non fosse compiuto mancherebbe di qualcosa, ma potrebbe mancare solo del “non essere”)
  24. 24. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE ZENONE DI ELEA Difesa delle tesi di Parmenide Confutazione degli argomenti dei suoi avversari Dimostro che una mia “DIMOSTRAZIONI PER ASSURDO” affermazione è vera mostrando come sia falsa l'affermazione contraria USO DEI “PARADOSSI” "Conclusione inaccettabile, che deriva da premesse accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente corretto" Contro la pluralità delle cose Contro il movimento
  25. 25. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE I PARADOSSI DI ZENONE Paradossi contro il pluralismo Primo paradosso Il primo paradosso, contro la pluralità delle cose, sostiene che se le cose sono molte esse sono allo stesso tempo un numero finito e un numero infinito: sono finite in quanto esse sono né più né meno di quante sono, e infinite poiché tra la prima e la seconda ce n'è una terza e così via. Secondo paradosso Il secondo paradosso invece sostiene che se queste unità non hanno grandezza, le cose da esse composte non avranno grandezza, mentre se le unità hanno una certa grandezza, le cose composte da infinite unità avranno una grandezza infinita. Paradossi contro il movimento Primo paradosso (lo stadio) Esso afferma che non si può giungere all'estremità di uno stadio senza prima aver raggiunto la metà di esso, ma prima di raggiungerla si dovrà raggiungere la metà della metà e così via senza quindi mai riuscire a raggiungere l'estremità dello stadio. Secondo paradosso (Achille e la tartaruga) Il Paradosso di Achille e la tartaruga afferma invece che se Achille (detto "pie' veloce") venisse sfidato da una tartaruga nella corsa e concedesse alla tartaruga un piede di vantaggio, egli non riuscirebbe mai a raggiungerla, dato che Achille dovrebbe prima raggiungere la posizione occupata precedentemente dalla tartaruga che, nel frattempo, sarà avanzata raggiungendo una nuova posizione che la farà essere ancora in vantaggio; quando poi Achille raggiungerà quella posizione nuovamente la tartaruga sarà avanzata precedendolo ancora. Questo stesso discorso si può ripetere per tutte le posizioni successivamente occupate dalla tartaruga e così la distanza tra Achille e la lenta tartaruga pur riducendosi verso l'infinitamente piccolo non arriverà mai ad essere pari a zero Terzo paradosso (la freccia) Il terzo argomento è quello della freccia, che appare in movimento ma, in realtà, è immobile. In ogni istante difatti essa occuperà solo uno spazio che è pari a quello della sua lunghezza; e poiché il tempo in cui la freccia si muove è fatto di singoli istanti, essa sarà immobile in ognuno di essi. Quarto paradosso (due masse nello stadio) Zenone afferma che se due masse in uno stadio si vengono incontro, risulterà l'assurdo logico che la metà del tempo equivale al doppio. Consideriamo infatti tre segmenti (A, B, C) uguali e paralleli, che si trovino allineati. Supponiamo poi che il segmento in alto (A) si muova verso destra, rispetto a quello situato nel centro (B) che resta fermo, e che per ogni istante elementare avanzi di un intervallo (elementare). Il segmento in basso (C) faccia invece la stessa cosa verso sinistra. Dopo il primo istante avremo che i punti iniziali di A e C si saranno allontanati di due intervalli. Ma ciò è assurdo.
  26. 26. file:///Volumes/SCUOLA/Parmenide.jpeg file:///Volumes/SCUOLA/images.jpeg ESSERE E DIVENIRE ZENONE DI ELEA ACHILLE E LA TARTARUGA Posto che la velocità di Achille (Va) sia N volte quella della tartaruga (Vt) le cose avvengono così: * dopo un certo tempo t1 Achille arriva dove era la tartaruga alla partenza (L1). * nel frattempo la tartaruga ha compiuto un pezzo di strada e si trova nel punto L2. * occorre un ulteriore tempo t2 per giungere in L2. * ma nel frattempo la tartaruga è giunta nel punto L3 ... e così via. Quindi per raggiungere la tartaruga Achille impiega un tempo T = t_1 + t_2 + t_3 + ... + t_n+... e quindi non la raggiungerà mai. Da un punto di vista matematico la spiegazione sta nel fatto che gli infiniti intervalli impiegati ogni volta da Achille per raggiungere la tartaruga diventano sempre più piccoli, ed il limite della loro somma converge. Una somma di infiniti elementi o, più precisamente, il limite di una somma di infiniti elementi non è necessariamente infinito. Prendiamo ad esempio la somma di tutte le frazioni che si possono ottenere dimezzando ogni volta un intero: 1/2+1/4+1/8+1/16+1/32 .... La somma di tutti questi elementi è sempre inferiore ad uno.
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