A CHE GIOCO GIOCHIAMO ERIC BERNE
Eric Berne medico e psicoterapeuta è noto come colui che ha dato origine all’analisi transazionale. Il suo testo “A che gi...
Dire gioco significa dire in un altro modo , semplice ed esemplare, in che posizione in che ruolo una persona intende mett...
Berne offre degli strumenti per riconoscere il gioco che stiamo giocando e per cominciare a guarire attraverso la comprens...
Senza carezze non si cammina a petto in fuori perciò l’individuo finito il periodo di stretta intimità con la madre cerche...
Dopo la fame di stimolo e la fame di riconoscimento, viene la fame di struttura. La fame di struttura esprime il bisogno d...
L’intimità è la sola risposta davvero soddisfacente alla fame di stimolo, alla fame di riconoscimento alla fame di struttu...
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L’esistenza quotidiana offre poche occasioni di intimità e certe forme di intimità sono psicologicamente impossibili per m...
Il gioco è una serie di transazioni ulteriori complementari rivolta a un risultato ben definito e prevedibile. Il gioco è ...
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Con l’educazione il bambino impara a scegliere e a giocare i suoi giochi. I genitori spesso trascurano l’importanza dei gi...
I giochi sono raggruppati in famiglie secondo le situazioni in cui si presentano con maggiore frequenza. Possiamo distingu...
I  giochi della vita  sono quelli che tendono ad accompagnare gli individui per tutta la vita:  l’alcolizzato, il   debito...
I  giochi di società  sono tipici delle situazioni sociali più comuni nelle quali si ritrovano le persone, si iniziano a g...
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I  giochi buoni  sono difficili da trovare ; contribuiscono sia al benessere degli altri giocatori sia alla completa reali...
I giochi si trasmettono da una generazione all’altra Educare i figli significa insegnare quali giochi devono giocare. Cult...
A molti giochi si dedicano con più accanimento le persone che soffrono di disturbi mentali,spesso più sono gravi più giocano
L’autonomia dai giochi si conquista quando si liberano o si recuperano 3 capacità:  consapevolezza  (capacità di vedere un...
 
 
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A che gioco giochiamo

  1. 1. A CHE GIOCO GIOCHIAMO ERIC BERNE
  2. 2. Eric Berne medico e psicoterapeuta è noto come colui che ha dato origine all’analisi transazionale. Il suo testo “A che gioco giochiamo” è considerato fondamentale per la psicologia contemporanea.
  3. 3. Dire gioco significa dire in un altro modo , semplice ed esemplare, in che posizione in che ruolo una persona intende mettersi ( e finisce sempre per mettersi) rispetto a un ambiente o a un’altra persona.
  4. 4. Berne offre degli strumenti per riconoscere il gioco che stiamo giocando e per cominciare a guarire attraverso la comprensione del ruolo che ci siamo assegnati, nel quale siamo caduti o al quale siamo stati costretti
  5. 5. Senza carezze non si cammina a petto in fuori perciò l’individuo finito il periodo di stretta intimità con la madre cercherà di compensare la fame di stimoli con dei compromessi trasformando la fame di stimoli in fame di riconoscimento che è decisiva per la sua sopravvivenza.
  6. 6. Dopo la fame di stimolo e la fame di riconoscimento, viene la fame di struttura. La fame di struttura esprime il bisogno di evitare la noia, che prolungata è simile all’inedia emotiva, quindi l’individuo cerca di strutturare il suo tempo con passatempi e giochi che sono un surrogato di una vita vera e di una vera intimità
  7. 7. L’intimità è la sola risposta davvero soddisfacente alla fame di stimolo, alla fame di riconoscimento alla fame di struttura. I giochi sono compresi fra passatempi ed intimità: i passatempi portano alla noia, l’intimità esige massima circospezione e subisce le discriminazione di Adulto, Genitore e Bambino con vari pericoli.
  8. 8. L’individuo per strutturare il suo tempo ha varie possibilità: - procedure - rituali (es. modo di salutare che può cambiare secondo le località senza che cambi la sua forma fondamentale) - passatempi (il passatempo ha come obiettivo la strutturazione di un intervallo di tempo es .un cocktail affollato dove si può sceglire conoscenti e fare amicizie) - giochi
  9. 9. L’esistenza quotidiana offre poche occasioni di intimità e certe forme di intimità sono psicologicamente impossibili per molti. Per questo la maggior parte della vita sociale è occupata dai giochi
  10. 10. Il gioco è una serie di transazioni ulteriori complementari rivolta a un risultato ben definito e prevedibile. Il gioco è fondamentalmente sleale e la conclusione ha un elemento drammatico e non semplicemente emozionale.
  11. 11. Quello che a noi interessa è il gioco inconscio giocato in buona fede da individui impegnati in transazioni duplici di cui non sono pienamente consapevoli, che costituiscono l’aspetto più importante della vita sociale in tutto il mondo.
  12. 12. Con l’educazione il bambino impara a scegliere e a giocare i suoi giochi. I genitori spesso trascurano l’importanza dei giochi dando più spazio a rituali e passatempi ma sono proprio i giochi a determinare le dinamiche emotive della famiglia e a influenzare il destino del bambino come per esempio la riuscita del matrimonio, il successo professionale, le circostanze della sua morte. .
  13. 13. I giochi sono raggruppati in famiglie secondo le situazioni in cui si presentano con maggiore frequenza. Possiamo distinguere: - giochi della vita - giochi coniugali - giochi di società - giochi sessuali - giochi della malavita - giochi dello studio psichiatrico - giochi utili
  14. 14. I giochi della vita sono quelli che tendono ad accompagnare gli individui per tutta la vita: l’alcolizzato, il debitore , prendetemi a calci , ti ho beccato figlio di puttana , guarda che mi hai fatto fare. I giochi coniugali sono quelli che si svolgono all’interno di una coppia, tra di essi vi sono l a frigida , il frigido , spalle al muro , l’occupatissima, tutta colpa tua , non è la volontà che mi manca , non è così tesoro?
  15. 15. I giochi di società sono tipici delle situazioni sociali più comuni nelle quali si ritrovano le persone, si iniziano a giocare quando ci si conosce meglio. Tra i più comuni abbiamo non è terribile, il goffo pasticcione , il difetto , perché non…si ma. I giochi sessuali servono a sfruttare o combattere gli impulsi sessuali, sono perversioni di istinti sessuali, dove la soddisfazione viene spostata dall’atto sessuale alle transazioni fondamentali che costituiscono la posta in gioco. Spesso sono simili ai giochi coniugali. Fanno parte di essi , la perversione , violenza carnale , il gioco della calza , la burrasca .
  16. 16. I giochi della malavita sono appunto quelli che si possono osservare nel mondo dei criminali e nelle prigioni. Sono guardie e l adri , come si può uscire di qui , peliamo quel pollo . I giochi dello studio medico sono quelli giocati dai terapeuti, assistenti sociali, gruppi di terapia, clienti, pazienti.Tra di nessi abbiamo Psichiatria , sto solo cercando di aiutarti , la serra , gamba di legno , la contadina , l’indigente .
  17. 17. I giochi buoni sono difficili da trovare ; contribuiscono sia al benessere degli altri giocatori sia alla completa realizzazione di chi è parte in causa.: Vacanza di lavoro , cavaliere , ben lieto di essere utile , il sapiente del villaggio , saranno contenti di avermi conosciuto
  18. 18. I giochi si trasmettono da una generazione all’altra Educare i figli significa insegnare quali giochi devono giocare. Culture diverse e diverse classi sociali scelgono giochi diversi. Come amici, come compagni e come intimi si scelgono quelli che giocano al nostro stesso gioco
  19. 19. A molti giochi si dedicano con più accanimento le persone che soffrono di disturbi mentali,spesso più sono gravi più giocano
  20. 20. L’autonomia dai giochi si conquista quando si liberano o si recuperano 3 capacità: consapevolezza (capacità di vedere una caffettiera e di sentire cantare li uccelli a modo nostro e non come ci è stato insegnato vivendo nel presente e al momento) spontaneità ( liberazione dal condizionamento dei giochi e dal dominio dei sentimenti che ci sono stati inculcati) intimità (immediata espressione di sé, della persona consapevole, liberazione del bambino ingenuo e incorrotto, l’intimità sarebbe sempre possibile se non fosse disturbata dall’intervento dei giochi)
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