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La SCUOLA POETICA     SICILIANA
IL SUD d’ITALIAALL’INIZIO DEL XIII, IN SICILIA, LA CORTE DI FEDERICO II DI SVEVIA,NIPOTE DI FEDERICO BARBAROSSA,   È UN CE...
FEDERICO II Unisce in sé il titolo di Imperatore del Sacro Romano  Impero e la Corona di Re di Italia, ereditati dal padr...
FEDERICO II e LA CULTURA Dà impulso alla Scuola Retorica di Capua e a quella    Medica di Salerno   Fonda l’Università d...
La SCUOLA POETICA SICILIANASi sviluppa tra il 1230-1250: secondo Dante, “tutto quanto gli Italianicompongono in poesia è d...
RIMATORI (funzionari della magna curia) Il sovrano stesso e giovani  appartenenti a famiglie  nobili                     ...
I POETI Iacopo da Lentini Pier delle Vigne Guido delle Colonne Giacomino Pugliese Stefano Protonotaro Rinaldo D’Aquino
SCUOLA POETICA  Il termine Scuola rimanda ad una comunanza di temi e di stile Caposcuola: Iacopo da Lentini, il Notaio....
Caratteri della lirica siciliana Attività aristocratica, passatempo elegante Consapevole convenzionalismo (temi e modell...
LA LINGUA e LE STRUTTURE Si tratta di un volgare siciliano depurato,  estremamente raffinato ed influenzato dal periodare...
La lingua e le Strutture Il lessico è elevato, generalmente depurato da connotazioni  dialettali e ricco di latinismi e p...
I TEMIMentre la Lirica provenzalesviluppa il tema amoroso e quellopolitico-militare, la Scuola poeticasiciliana accoglie c...
Fenomenologia d’amore Amore come malattia Angoscia Sospiro Aspetto dell’amante trasformato Dolcezza
LA DONNA DEI PROVENZALI E’ un essere terreno nonostante la superiorità nei    confronti dell’amante   La sua posizione s...
LA DONNA DEI SICILIANI Ha perso buona parte della sua “fisicità” Subisce un processo di rarefazione e stilizzazione (cui...
FUNZIONE della POESIA Per i poeti siciliani la poesia è ricerca di bellezza, evasione dalla realtà e segno di appartenenz...
LA POESIA SICILIANA e LA POLITICA Nella produzione dell’Italia del Nord in lingua d’Oc, l’argomento politico è in primo p...
PROVENZALI E SICILIANI L’amore cantato da entrambi è quello cortese con il  servizio alla dama. Quello dei Siciliani è u...
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Scuola poetica siciliana

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  1. 1. La SCUOLA POETICA SICILIANA
  2. 2. IL SUD d’ITALIAALL’INIZIO DEL XIII, IN SICILIA, LA CORTE DI FEDERICO II DI SVEVIA,NIPOTE DI FEDERICO BARBAROSSA, È UN CENTRO CULTURALE DI ECCEZIONALE APERTURA
  3. 3. FEDERICO II Unisce in sé il titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero e la Corona di Re di Italia, ereditati dal padre Enrico, figlio di Federico I, e la corona del Regno Normanno di Sicilia, di cui era erede la madre, Costanza d’Altavilla. Fonda uno stato moderno fortemente accentrato amministrato da giuristi in cui il Parlamento non ha facoltà deliberativa Conduce una vera e propria battaglia per l’egemonia ghibellina e laica Promuove una cultura che abbia una funzione politica
  4. 4. FEDERICO II e LA CULTURA Dà impulso alla Scuola Retorica di Capua e a quella Medica di Salerno Fonda l’Università di Napoli Si interessa allo studio delle discipline filosofiche e promuove lo studio del Latino Scrive un trattato di falconeria in Latino e alcune rime Apre la Magna Curia agli influssi di civiltà diverse: franco normanna, germanica, ebraica, greco- bizantina, araba
  5. 5. La SCUOLA POETICA SICILIANASi sviluppa tra il 1230-1250: secondo Dante, “tutto quanto gli Italianicompongono in poesia è detto Siciliano” In Sicilia sorgono imitatori della poesia trobadorica, che, però, non utilizzano la lingua d’ Oc, bensì il loro volgare.
  6. 6. RIMATORI (funzionari della magna curia) Il sovrano stesso e giovani appartenenti a famiglie nobili APPARTENGONO all’ARISTOCRAZIA Giuristi notai funzionari e giullari che erano a corte NON GODONO di attratti dalla fama e dalla AUTONOMIA PROFESSIONALE liberalità di Federico II Quasi tutti hanno compiuto È LORO INTERESSE MOSTRARSI DEGNI studi di diritto e ars di PARTECIPARE alla dictandi presso le VITA di CORTE Università
  7. 7. I POETI Iacopo da Lentini Pier delle Vigne Guido delle Colonne Giacomino Pugliese Stefano Protonotaro Rinaldo D’Aquino
  8. 8. SCUOLA POETICA Il termine Scuola rimanda ad una comunanza di temi e di stile Caposcuola: Iacopo da Lentini, il Notaio. I siciliani operano una originale rielaborazione del modello provenzale Tale originalità si riconosce nella tendenza a recidere qualsiasi legame con le occasioni contingenti, soprattutto nella trattazione del tema amoroso.
  9. 9. Caratteri della lirica siciliana Attività aristocratica, passatempo elegante Consapevole convenzionalismo (temi e modelli ricalcano quelli francesi, ma in una realtà non feudale) Poesia è ragionare d’amore, espressione di raffinato sentire Il discorso lirico è aulico, sottilmente intellettuale Pur avendo un carattere fortemente convenzionale, è capace di mostrare uno spessore psicologico nuovo nell’indagine della fenomenologia amorosa
  10. 10. LA LINGUA e LE STRUTTURE Si tratta di un volgare siciliano depurato, estremamente raffinato ed influenzato dal periodare latino (anche se i testi dei Siciliani sono giunti a noi copiati dai Toscani e con una veste linguistica toscanizzata). Dante lo definisce un “volgare illustre”, adoperato con intenzione non dialettale, ma letterariamente nobilitato.
  11. 11. La lingua e le Strutture Il lessico è elevato, generalmente depurato da connotazioni dialettali e ricco di latinismi e provenzalismi La rima, che nell’originale era presente, viene persa nella trascrizione toscana (rima imperfetta) Le strutture compositive sono:La CANZONE – genere alto per eccellenza, alternanza di endecasillabi e settenari, uso della coblas capfinidasLa CANZONETTA realtà più quotidiana – spesso contiene parti dialogicheIl SONETTO – creato dai siciliani – discussione dottrinale (natura dell’amore) descrizione della fenomenologia d’amore
  12. 12. I TEMIMentre la Lirica provenzalesviluppa il tema amoroso e quellopolitico-militare, la Scuola poeticasiciliana accoglie come unicoargomento l’ AMORE
  13. 13. Fenomenologia d’amore Amore come malattia Angoscia Sospiro Aspetto dell’amante trasformato Dolcezza
  14. 14. LA DONNA DEI PROVENZALI E’ un essere terreno nonostante la superiorità nei confronti dell’amante La sua posizione sociale la rende irraggiungibile E’ designata attraverso il senhal L’amore nei suoi confronti assume la valenza di un “servizio dovuto”, un amore che ingentilisce, anche se non scevro da aspetti materiali Spesso infligge prove dure e crudeli al proprio amanteTali caratteristiche rivelano una concezione aristocratica dell’amore, fondata sui valori di dedizione, fedeltà, abnegazione, disinteresse, gli stessi principi su cui si fonda il legame di vassallaggio
  15. 15. LA DONNA DEI SICILIANI Ha perso buona parte della sua “fisicità” Subisce un processo di rarefazione e stilizzazione (cui contribuisce anche l’ estraneità di questo modello rispetto al contesto in cui viene inserito) Attenuazione della simbologia vassallatica È un essere superiore a tutti gli altri Lontana e crudele, spesso è indifferente alla sofferenza del poeta innamorato Le sue qualità sono spesso definite in modo generico:  Bella (bionda testa, claro viso, bionda più ch ’auro fino)  Dotata di saviezza e intendimento cioè di finezza di educazione e di costume  Cortese – capace di nobile amore, paragonata alla rosa profumata o a una stella luminosa
  16. 16. FUNZIONE della POESIA Per i poeti siciliani la poesia è ricerca di bellezza, evasione dalla realtà e segno di appartenenza ad una ristretta cerchia l’amore è un puro gioco aristocratico e raffinato
  17. 17. LA POESIA SICILIANA e LA POLITICA Nella produzione dell’Italia del Nord in lingua d’Oc, l’argomento politico è in primo piano. Nelle città del Nord improntate alle libertà comunali, gli scontri fra i partiti sono una realtà quotidiana. Diversa è la realtà delle corti: il potere del sovrano impone una diversa dinamica.
  18. 18. PROVENZALI E SICILIANI L’amore cantato da entrambi è quello cortese con il servizio alla dama. Quello dei Siciliani è un amore ulteriormente stilizzato, lontano dall’esperienza reale del poeta. La figura femminile appare nei Siciliani meno concreta, quasi sublimata, anche se si tratta sempre di un amore carnale e sensuale. Più frequente nei Siciliani è il ricorso a similitudini tratte dall’ambito naturalistico e scientifico.
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