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    1. 1. Una idea non troppo nuova… * Un buon sistema educativo dovrebbe avere 3 obiettivi: + Fornire accesso a risorse a chiunque lo voglia ed in qualunque momento della vita;+ Fare in modo che chiunque voglia condividere suo sapere possa trovare con chi farlo; + Creare opportunità per quelli che vogliono esporre le proprie idee pubblicamente. Deschooling Society, Ivan Illich , 1973
    2. 2. I NOSTRI ALUNNI...
    3. 3. Chi sono? I nostri bambini già dall’infanzia sono presi da un lavorostraordinariamente duro e questo lavoro è solo in crescita e oggi crescere nell’ambiente elettronico moderno è un lavoro fantastico e complesso. Marshall Mc Luhan 1966 "Alcuni bambini qui - spiega Park Jung-hyun, ricercatore economico di LG, uno dei grandi player coreani dellICT mondiale - sembrano prendere in mano il mouse di un computer o un telefonino prima ancora del cucchiaio o dei bastoncini" (usati per mangiare, ndr.). "Sono davvero dei nativi digitali, una generazione totalmente diversa dai propri padri e nonni, o dai nativi analogici”
    4. 4. GUARDIAMOLI: hanno le branchie ! Luisanna Fiorini: Guardali hanno le branchie Paolo Ferri, La Scuola Digitale. Come la scuola digitale cambia la formazione, Mondadori
    5. 5. OSSERVIAMOLI: come apprendono? ovveroLE TEORIE SULL’APPRENDIMENTOCOSTRUTTIVISMO socialeINTELLIGENZE MULTIPLEINTELLIGENZA EMOTIVACONNETTIVISMO
    6. 6. APPRENDERE è FARE INSIEME per VYGOTSKij l’apprendimento è attodistribuito tra persone, strumenti, regolepresenti nel contesto, dalle interazionicon le comunità e dalle modalitàcollaborative.Apprendimento e contesto
    7. 7. “Intelligenze multiple” Luisanna Fiorini: Guardali hanno le branchie
    8. 8. Seminario da Socrate a Google, relazione di Smith, febbraio 2009
    9. 9. Non si apprende dalla tecnologia... “…non si impara dalla tecnologia come non si impara dall’insegnante. Si impara attraverso il pensiero: pensando a cosa si sta facendo o alle cose in cui si crede, a cosa altri hanno fatto o sulle cose in cui altri credono, pensando al processo che il pensiero svolge. Il pensiero media l’apprendimento. L’apprendimento è il risultato del pensiero”si apprende nella tecnologia... (Calvani)
    10. 10. COMPETENZE CHIAVEParlamento-Comunità Europea 2006comunicare in madrelinguacomunicare in linguamatematica e tecnologiacompetenza digitaleimparare a impararecompetenze sociali e civichespirito di iniziativa e imprenditorialitàconsapevolezza ed espressione culturale
    11. 11. COMPETENZA DIGITALE MIUR 2008“REPERIRE informazioni, saperle VALUTARE, CONSERVARE,PRODURRE artefatti digitali, saperle PRESENTARE con strumentiadeguati, essere in grado di SCAMBIARE informazioni in modoefficace, COMUNICARE, PARTECIPARE a reti, COLLABORAREattraverso Internet”indicazioni trasversali ai vari curricoli disciplinari
    12. 12. COMPETENZA DIGITALE: le quattro dimensionidimensione tecnologica (usare gli strumenti perreperire e presentare informazioni)dimensione meta-cognitiva (selezionare e valutarele fonti, aggregare flussi informativi)dimensione etica (rispetto delle regole e delle persone dellacomunità di cui si fa parte)dimensione partecipativarelazionale(gestire le relazioni in modo costruttivo,
    13. 13. Tecnologia MetacognizionePartecipazione Rispetto
    14. 14. I LUOGHI DELL’APPRENDIMENTO L’APPRENDIMENTO FORMALE ( a scuola) L’APPRENDIMENTO INFORMALE (spontaneo e tipico della vita di tutti i giorni) L’APPRENDIMENTO NON FORMALE (progettato da animatore o educatore con supporto continuo)
    15. 15. AMBIENTI VIRTUALI DI APPRENDIMENTO per... espandere il tempo scuola aprire lo spazio aula praticare gli strumenti tecnologici costruire un archivio di prodotti e di percorsi costruire insieme la conoscenza favorire la partecipazione di tutti (anche dei genitori) migliorare la comunicazione e le relazioni tra alunni-docenti-famiglie gestire in modo flessibile il percorso didattico strutturare percorsi individualizzati creare curiosità e motivazione....
    16. 16. E GLI INSEGNANTI? Il recente ICT Competency Standard for Teacher recita: “Gli insegnanti dovrebbero essere capaci di utilizzare le risorse della Rete per aiutare glistudenti a collaborare, accedere alle informazioni e comunicare con esperti esterni per analizzare e risolvere i loro problemi specifici.” (Unesco 2008)
    17. 17. PROVIAMO?insieme, naturalmente...
    18. 18. Riferimenti biblio-sitografici:Corrado Petrucco (acura di), Didattica dei Social Software e del web 2.0Paolo Ferri, La Scuola Digitale. Come la scuola digitale cambia la formazione, Mondadorihttp://www.slideshare.net/fiorluis/guardali-hanno-le-branchie-presentationhttp://portal.unesco.org/ci/en/ev.php-URL_ID=25740&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.htmlVarisco, B.M., (2002) Costruttivismo socio-culturale, Roma, CarocciSeminario da Socrate a Google, relazione di Smith, febbraio 200930.12.2006 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 394/13 francesca, 2011

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