Volume Trentennale Formedil

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  • 1. 1
  • 2. La chiave di voltaLavoro, imprese e professionalità.Per una storia del sistema bilaterale della formazione edileA cura di Alfredo Martini e Federica Paoli
  • 3. Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. – Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano. Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa. Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco. Italo Calvino, Le città invisibili
  • 4. Indice Uno sguardo al passato per pensare il futuro di Massimo Calzoni e Franco Gullo 9 «La memoria c’è se qualcuno me la ricorda» 12 PARTE PRIMA PER UNA STORIA DEL SISTEMA BILATERALE DELLA FORMAZIONE EDILE Capitolo 1 Corporazioni, mutualismo e bilateralità. Le lontane origini della formazione in edilizia 17 Capitolo 2 La nascita del sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta 45 Capitolo 3 Pensare globale e agire locale. Il Formedil dal 1980 ad oggi: trent’anni di attività 109 PARTE SECONDA LE SCUOLE EDILI SI RACCONTANO 197Ente Nazionale per la Formazionee l’Addestramento Professionale nell’Edilizia APPENDICE Documenti 298 Cronologia sinottica 314 Bibliografia generale 320 Bibliografia Formedil 325 Profili biografici degli intervistati 331Progetto grafico e impaginazione Aurora Milazzo Credits fotografici 335 Ringraziamenti 337
  • 5. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Uno sguardo al passato per pensare il futuro Q uando arriva una ricorrenza come un trentennale è inevitabile che si voglia cogliere l’occasione per fermarsi a fare delle valutazioni e per ragionare sul proprio passato. Nasce spontaneamente il desiderio di fare un bilancio. L’importanza delle ricorrenze consiste proprio in questo, stimolano ad una riflessione sul passato dalla quale possono scaturire utili indicazioni per il futuro. Così abbiamo colto l’opportunità che ci presentava la ricorrenza dei trenta anni di attività del Formedil e abbiamo avviato la nostra riflessione, che ha preso contorni ambiziosi. Al di là dell’attività dell’Ente ci è sembrato importante cercare di capire come si è andata evolvendo più in generale la nostra storia, la storia di un sistema di formazione poggiato sulla bilateralità. L’invito della Presidenza agli autori del volume è stato quello di provare a scavare nel passato per trovare gli elementi di identità forte e condivisa che legano, in un disegno comune, l’esperienza articolata e complessa delle diverse Scuole Edili e dei diversi territori. Il risultato è questo volume che fin dal titolo richiama l’attenzione su due aspetti: innanzitutto intende porre l’accento sul contributo del nostro Sistema alla formazione di ampi strati della popolazione al servizio di un settore economico strategico come l’edilizia. Un contributo che si estrinseca nell’educare, informare e formare. Il secondo aspetto richiamato è quello propriamente storico: il percorso di ricostruzione è ancora lungo, ma questo volume ha l’ambizione di porsi come un primo importante strumento di studio per una storia della formazione del sistema bilaterale in edilizia, come recita il sottotitolo. Ai curatori va il nostro più vivo ringraziamento per aver riportato in superficie vicende “eccellenti”, per alcuni aspetti eroiche, per averci fatto conoscere protagonisti importanti della nostra storia e per aver posto in luce sia le differenze sia, soprattutto, gli elementi unitari, le condivisioni di metodo, le scelte e le prospettive sulle quali è stato costruito il nostro percorso. Ci sembra, oggi, che possiamo disporre di alcune pietre miliari sulle quali edificare con maggiore solidità la nostra storia presente e futura. A tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito all’evoluzione del nostro sistema vanno il nostro apprezzamento e il ringraziamento più sincero. A loro tutti dedichiamo questa storia e questo volume, perché resti un riferimento importante, uno strumento da consultare e in cui riconoscersi. Massimo Calzoni Franco Gullo Presidente Formedil Vicepresidente Formedil8 9
  • 6. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Introduzione10 11
  • 7. «La memoria c’è se qualcuno me la ricorda» riscontri, così come di episodi e di percorsi. Quando abbiamo incontrato Giuliano Licini a Belluno e gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza di direttore della locale Scuola Edile, egli ha dato avvio al suo racconto con la frase che abbiamo posto in calce a questa riflessione e che riassume in modo chiaro la relazione che si è generata tra noi ricercatori e le nostre fonti principali: una relazione di scambio. Aver posto al centro la memoria ha significato, altresì, cimentarci con una metodologia specifica, quella della cosiddetta storiaQ orale, con le sue difficoltà, ma anche con la sua ricchezza1. I racconti e i ricordi dei testimoni sono il risultato dello scambio e dell’interrelazione con il ricercatore ed è l’intervistatore il depositario dell’interpretazione finale del testo emerso uando la Presidenza del Formedil ci ha proposto di realizzare una ricerca che, dal racconto. Ugualmente la fase del montaggio, dell’inserimento delle testimonianze prendendo spunto dal pretesto della ricorrenza del trentennale della costituzione raccolte nel più ampio ambito della ricostruzione storica costituisce un fondamentale dell’Ente, ripercorresse in termini più ampi la storia del sistema bilaterale della momento di sintesi in cui tutto deve ritornare e tenersi, come in una costruzione ben fatta.formazione nel nostro Paese, avendo come riferimento l’articolato arcipelago delle Scuole La memoria ritrovata viene rifondata dalla messa in relazione dei diversi testi e viene filtrataEdili, abbiamo proposto di porre al centro del nostro lavoro la memoria. Non c’erano, attraverso la soggettività dell’autore finale del libro. Ogni singolo racconto diviene cosìinfatti, i tempi per uno studio storico scientifico esaustivo che rintracciasse le origini del parte della narrazione generale, all’interno della quale trova la sua finale collocazione. Inmovimento e delle esperienze del bilateralismo e allo stesso tempo ricostruisse le modalità questo delicatissimo lavoro di montaggio e di riscrittura un fattore importante è rivestitocon cui la formazione edile che fa capo alle Parti Sociali si è affermata sul territorio negli dall’autorappresentazione del narratore – dal suo posizionamento – che rappresenta unultimi sessanta anni. Era invece possibile e fruttuoso cercare di individuare dei percorsi e elemento fondamentale del lavoro critico, l’asse interpretativo principale dell’intero raccontofar emergere le tracce – anche di medio e lungo periodo – che hanno portato alla nascita e dei singoli eventi narrati. Un elemento di cui è assolutamente necessario tenere contodel Formedil. Vi era comunque la possibilità di iniziare a ricostruire una storia, incrociando nell’utilizzo dei ricordi e nella loro trasposizione nel montaggio finale.la riflessione direttamente prodotta dalle decine di Scuole Edili presenti sul territorio con la Le testimonianze dei molti protagonisti a livello locale, ma anche nazionale, costituisconomemoria di alcuni protagonisti della formazione professionale in edilizia. quindi l’ossatura di questa ricerca e di conseguenza anche del volume. La memoriaNe è nato un progetto alla cui base abbiamo posto una serie di “storie” nella convinzione che, ritrovata e fissata sul registratore, si è trasformata in racconti che abbiamo provveduto adlegandole fra loro, avremmo trovato un “bandolo” da cui partire per tessere un filo che da intrecciare con una accurata ricerca bibliografica sia tra i volumi prodotti all’interno dellontano arrivasse fino ad oggi: un bandolo fatto di ricordi, di interpretazioni, di riflessioni. sistema bilaterale dalle Scuole Edili e dal Formedil, sia nella letteratura storica e critica ePer questo abbiamo scelto il sottotitolo Per una storia del sistema bilaterale della formazione negli atti di convegni che in questi anni sono stati prodotti soprattutto da parte sindacale.edile in Italia: la preposizione per vuole indicare esattamente la dimensione aperta, dinamica Da questo complesso intreccio di racconti, testimonianze, letture e relazioni è nata questae in fieri del lavoro, che non si presenta come una storia univoca e conclusa della formazione originale storia ricca di voci.edile. Ciononostante il libro non rinuncia a fornire chiavi di lettura e ipotesi, sostenute dauna documentazione scientifica ed offre dei materiali, mette a disposizione dei percorsi ene propone delle possibili letture critiche. Interpreta e traduce fatti in storie e viceversa. La struttura del VolumeIl libro si snoda lungo un asse temporale che dalla fine del Settecento porta al SecondoDopoguerra, fino ad arrivare alla nascita del Formedil e da qui ai nostri giorni; la lettura La parte narrativa del volume è composta da tre capitoli. Nel primo abbiamo cercato didell’evoluzione del sistema bilaterale della formazione è affidata – in ciò risiedono la rintracciare le origini della formazione professionale in edilizia in età contemporanea,peculiarità e l’originalità del lavoro – a eventi e situazioni specifiche, che assumono la ricercandole nella liquidazione del sistema corporativo avvenuta all’inizio del XIX secolo efunzione di esemplificazioni e di paradigmi di lettura. nella nascita dell’imprenditoria di tipo moderno. Nella storia sono emersi con forza il peso del mutualismo operaio e sociale della fine dell’Ottocento e la sua evoluzione in forme di solidarietà di tipo sindacale nonché il ruolo giocato dal conflitto sociale nell’individuazione diUna storia fatta di storie forme di collaborazione all’interno dell’universo edilizio. Un universo che, proprio in quanto figlio del sistema corporativo, conserva al suo interno una cultura attenta alla professionalità,Storie, quindi, che si intrecciano e che raccontano contesti specifici e situazioni particolari, al mestiere e alle competenze, sia da parte imprenditoriale che da parte delle associazionima che allo stesso tempo assurgono, per il portato innovativo o per il loro elevato valoreesemplificativo, al ruolo di veri e propri riferimenti interpretativi.Una storia fatta di storie, di racconti, di ricordi che riemergono grazie allo stimolo generato 1 Per la metodologia e le problematiche connesse alla ricerca storica attraverso le fonti orali rimandiamo al volume Giovanni Continidalle sollecitazioni di noi ricercatori, dalle nostre domande, dalla ricerca di verifiche e e Alfredo Martini, Verba Manent. L’uso delle fonti orali per la storia contemporanea, Roma, Carocci, 1993.
  • 8. dei lavoratori. Abbiamo rintracciato un filo rosso che si dipana nel tempo e intorno al quale Professionale, e il documento Buona occupazione e settore delle costruzioni: idee forza,nascono importanti esperienze di formazione nelle quali l’aspetto educativo, informativo sostegni strumentali, ipotesi di percorso. A seguire abbiamo deciso di inserire una cronologiae formativo convivono e si alimentano. Alcune di queste esperienze da volontaristiche sinottica, che offre al lettore una sorta di “mappa del tempo”, sulla quale è possibile coglieredivengono, nel tempo, istituzionali, altre continuano a vivere all’interno del dialogo tra le Parti in modo immediato la relazione tra l’evoluzione socio politica del Paese, le dinamiche deiSociali. Una volta morta – o forse mai nata – l’illusione corporativa imposta dal fascismo, si è cicli delle costruzioni e i cambiamenti nel mercato del lavoro, l’evoluzione contrattuale eriproposta con forza, in una logica nuova, l’esperienza delle Scuole Edili, che caratterizzerà normativa e l’evoluzione del sistema bilaterale della formazione in edilizia.la ricostruzione post bellica prima e, negli anni successivi, imprimerà un segno all’evoluzione A seguire un’ampia bibliografia generale, che può offrire interessanti spunti di riflessionedel processo di costruzione e all’organizzazione aziendale e del cantiere. e di approfondimento e una bibliografia dedicata alle opere edite dal Formedil, ulterioreLa cronologia della nascita delle Scuole disegna la mappa di questo processo, che ha testimonianza della ricchezza dell’attività del Sistema.nella contrattazione tra le Parti Sociali il suo fondamento giuridico e uno dei motori. L’altro Un’ultima parola, prima di concludere queste riflessioni, va spesa per descrivere il lavoroelemento propulsivo è costituito da un’esigenza concreta che le maestranze da un lato e di raccolta e selezione delle immagini che sono parte integrante di questo volume. Alcunele imprese dall’altro fanno emergere con continuità: l’importanza di un aggiornamento e di sono state appositamente realizzate, ma la maggioranza provengono da un lavoro di ricercaun “addestramento” in grado di adeguare le conoscenze e le capacità della manodopera compiuto tra i materiali messi a disposizione dalle Scuole. Talvolta sono immagini sbiaditeall’evoluzione tecnologica e organizzativa del processo di costruzione. Nella nostra storia o sovraesposte, consumate dal tempo, ma hanno spesso, al pari dei nostri testimoni orali,vi sono delle cesure temporali importanti. Una di queste è sicuramente l’obbligatorietà la capacità di raccontare delle storie.di istituire Enti Scuola a livello territoriale sancita in sede contrattuale all’inizio degli anniSessanta. Agli stessi anni risale anche il primo cenno, in sede di contratto, alla volontàdi istituire una Commissione centrale paritetica che si concretizzerà nel Formedil soloalle soglie degli anni Ottanta. I percorsi territoriali si intrecciano con la storia economica,sociale e politica. Nel tempo si consolidano esperienze, metodologie, modalità formativeche diventano patrimonio comune e che sono alla base della nascita dell’Ente nazionale.Il dopoguerra e la ricostruzione, le crisi economiche della metà degli anni Sessanta,dell’inizio del decennio successivo e dei primi anni Novanta e di contro i cicli espansiviad esse alternati giocano un ruolo importante nell’orientare le politiche formative delSistema bilaterale. Ugualmente i contratti e l’evoluzione normativa hanno una ricaduta sulladomanda di lavoro e di qualificazione che viene dalle imprese: cambiano gli scenari sociali,il mondo produttivo si trasforma e con esso il lavoro. Tra i tanti fattori che determinano ilcambiamento, uno dei più evidenti è costituito dalla crescita dell’immigrazione stranierache ha contribuito in modo radicale a trasformare la struttura stessa del mercato del lavoronell’ultimo ventennio.Dei fenomeni e dei processi ora appena accennati si è tenuto conto nella ricostruzione diquesta nostra storia: spesso hanno rappresentato la lente attraverso cui mettere a fuoco lesuggestioni e le intuizioni che scaturivano dalle interviste.Dal momento che, come abbiamo ripetuto più volte, sono proprio le Scuole Edili checostituiscono l’ossatura del Sistema Formedil, abbiamo deciso di dedicare loro la secondasezione del volume, che si distingue dalla parte precedente anche sul piano grafico.Abbiamo chiesto ad ogni Scuola, sulla base di una griglia con delle domande orientative,di raccontarci brevemente la propria storia, le relazioni con il territorio, la specificità dellapropria offerta formativa, i progetti in corso. Dal materiale raccolto è nata la sezione LeScuole Edili si raccontano, che offre una panoramica interessante sull’articolazione attualedel Sistema. In fondo ad ogni scheda è stato riportato anche l’elenco delle pubblicazionicurate dalla Scuola.Il volume si chiude con un’ampia Appendice nella quale abbiamo raccolto alcuni documenti Alfredo Martini e Federica Paolidi particolare rilievo che ritenevamo utile inserire in versione integrale: il Documentoprogrammatico del 2007, il progetto SULF, compreso nell’ambito dei Progetti di Sviluppo
  • 9. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralitàCapitoloPrimo Le lontane origini della formazione in edilizia «Nei primordi lo scopo delle corporazioni dei Mastri muratori fu la comune difesa contro il predominio feudale, ma non tardarono esse a costituirsi in privilegiate comune, e questa costituzione fu il punto di partenza di una gran rivoluzione politica e industriale, per cui il lavoro può estendersi e la ricchezza della mano d’opera prendere incremento» (Società di Miglioramento e Resistenza,1906).16 17
  • 10. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in edilizia Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in edilizia «La consapevolezza è una prerogativa dell’arte edile. Prendiamo Milano, qui siamo in un contesto spaziale fra la Cattedrale di S. Ambrogio romanica e il Duomo gotico. La costruzione della cattedrale è stato il momento di massima fioritura dell’arte muraria, laddove gli operatori avevano la consapevolezza di quello che facevano, cioè non erano dei semplici esecutori ma erano maestri, perché sapevano come doveva essere tagliato un concio, perché conoscevano perfettamente come fare perché assemblato ad altri stesse in piedi senza bisogno di collante. L’arco ha questa caratteristica: certe pietre tagliate in un certo modo stanno in piedi senza bisogno di cemento. Questo è l’emblema della consapevolezza. Queste persone facevano queste cose senza saper niente di ingegneria delle costruzioni: non era frutto di calcoli, di scienza, era frutto di un’esperienza che era sublimata fino ad arte. Questo era, è e rimane nel “dna” dell’edile»1. Così Raffaele Borghi, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Carlo Bazzi di Milano, stigmatizza un percorso storico che trae le sue origini da una lunga vicenda che ha le sue radici nel tardo Medioevo e nel Rinascimento. Ciò che colpisce nei racconti dei testimoni più anziani è proprio questa consapevolezza che dietro al costruire c’è un filo rosso fatto di mestiere e di arte, 1 Intervista a Raffaele Borghi, 20 Aprile 2010.18 19
  • 11. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziauna lunga storia che ha come protagonisti dei “maestri”, che diventano mastri, La supplica è una delle tante che si inseriscono in quella «crescente messe di ricorsicapomastri e poi costruttori. e controricorsi nell’ambito dell’ormai agonizzante microcosmo corporativo veneziano,La nostra storia moderna vede la nascita di opere architettoniche, città le cui strutture organizzate cesseranno di esistere nel 1807 quali enti giuridicamentestraordinarie e costruzioni che tuttora costituiscono degli esempi del buon riconosciuti» (Caniato, Dal Borgo, 1990).costruire e che rappresentano un punto di incontro tra arte e mestiere. Tanto Il manovale Tonin vedrà respinta la sua richiesta nel timore che, indebolendo leche si può tranquillamente parlare di “arti edili”2, tanto che le prime scuole dopo corporazioni, venissero meno quelle garanzie di controllo e soprattutto di gestione della fine delle corporazioni sono scuole di “arti e mestieri”. gettito fiscale a loro demandato. Dovrà attendere ancora qualche anno prima di poterLa nostra storia comincia da qui, da questo intreccio tra arte e mestiere con esercitare liberamente il suo “mestiere” all’interno di un nuovo contesto giuridico. Unprotagonisti i maestri e gli organismi di rappresentanza che dal ‘400 all’800 hanno contesto che libererà il lavoro dallo stretto controllo delle corporazioni, riprendendonecostituito il riferimento produttivo del costruire, le corporazioni di mestiere, che tuttavia alcuni valori e soprattutto alcune regole volte a identificare e a riconoscere queisono all’origine dell’impresa edile moderna e del movimento di rappresentanza mestieri che via via si trasformeranno in professioni. Perché la nostra storia è anche unasia imprenditoriale che sindacale dei lavoratori. storia fatta di parole, di termini, di un lessico che da un lato resiste nel tempo e dall’altro si modifica, si trasforma.Apprendisti, garzoni, assistenti e capomastri Dentro le corporazioni ci sono tutte le figure che caratterizzano il lavoro edile e cheÈ il mese di Maggio del 1798, siamo a Venezia, da poco si è insediato il nuovo continueranno a caratterizzarlo fino ai nostri tempi, ma anche le capacità imprenditoriali, ingoverno austriaco. La Repubblica è in agonia, il suo futuro è segnato. una gerarchia che non lascia spazio all’improvvisazione. Si tratta di regole volte a garantireLa crisi economica e istituzionale sta disgregando e dissolvendo quella che era stata la un percorso di apprendimento e di crescita, di conoscenze e di pratiche che portano finopiù importante Repubblica marinara per secoli. In quel giorno di Maggio il regio Deputato a saper comandare e gestire un cantiere, che allora si chiamava “fabbrica”. Restiamoalle Arti meccaniche riceve una supplica. A scrivere è un manovale edile, Osvaldo ancora per qualche minuto a Venezia, dove per diventare “capomaestro” è necessarioCrovato, detto Tonin, che chiede per se stesso e per i suoi discendenti, la facoltà di percorrere una precisa trafila che parte dall’apprendistato. L’apprendista resta in questaesercitare liberamente i mestieri di «murero, marangon e terazzere». condizione per almeno cinque anni per poi diventare lavorante subalterno, condizione che andrà evolvendosi dopo la fine delle corporazioni in quella dell’assistente, che già2 È questo il titolo di un “prezioso” volume promosso dall’Associazione dei Costruttori Edili di Venezia, dove si ricostruisce la storiadelle corporazioni edili tra XVI e XVIII secolo (Caniato, Dal Borgo, 1990). alla fine dell’Ottocento assumerà una funzione ben precisa e importante all’interno della20 21
  • 12. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziariorganizzazione del lavoro e delle gerarchie della “fabbrica moderna”. Da un lato maestri, magister, ovvero insegnanti e trasmettitori di sapere, dall’altroNelle mariegole, gli statuti corporativi veneziani, il lavoratore subalterno restava tale capomastri ovvero organizzatori, comandanti, gestori di cose e di uomini; sottoper almeno tre anni alla fine dei quali aveva diritto a cimentarsi con la “prova d’arte” di loro i garzoni – termine che richiama la tradizionale bottega artigiana – cheper accedere al titolo di “capomaestro”, di capomastro. A Venezia, nel Veneto di però erano chiamati anche “compagni” alla francese, compagni e assistenti deiterraferma, così come in Lombardia, tre risultavano essere le condizioni essenziali che si capomastri.richiedevano per far parte della corporazione dei mastri muratori: maestria nell’arte, mezzi Successivamente all’abolizione delle corporazioni, dal 1807, l’attività dei capomastriadeguati per esercitare e sottomissione alle regole prestabilite. Con il superamento della viene progressivamente regolamentata.“prova d’arte” si acquisiva la “maestranza”, «il privilegio accordato ai capomastri dopo A Milano e in Lombardia – come ricorda Vittorio Bussi, attuale Preside dell’Istitutoche essi avevano compiuto il prescritto tirocinio di apprendisti e in qualità di garzoni Bazzi – «il capomastro, citato da Plinio come colui che è “solito a superare con(compagnonage)» (Società di miglioramento e resistenza, 1906). l’arte le difficoltà dei luoghi”, non solo ha sempre avuto le responsabilità civili e penali del costruire, ma anche, già dai Codici Napoleonici del primo Regno d’Italia, ha avuto uno status giuridico riconosciuto da una patente che veniva rilasciata da apposita Commissione comunale, per l’esercizio del mestiere di Capomastro. Nel 1822 la Congregazione Municipale della Regia Città di Milano eleva l’attività del Capomastro da mestiere a professione, stabilendo anche le competenze minime necessarie che si richiedevano all’aspirante cioè saper leggere, scrivere e disegnare».3 La fine delle corporazioni determina di fatto una sempre più netta separazione tra quei capomastri che si vanno trasformando in imprenditori, in quanto dispongono di strutture e capitali in grado di acquisire commesse e chi può L’Istituto Carlo Bazzi conserva tavole e disegni realizzati dai solo offrirsi quale semplice prestatore d’opera in conto terzi. propri studenti: a sinistra un disegno del 1899 realizzato dallo stesso Bazzi, decorato con 3 Intervista a Vittorio Bussi, Milano 20 Aprile 2010. Bussi fa qui riferimento a quanto descritto nel volume per il centenario dell’Istituto medaglia d’oro al Valore Militare Bazzi (Istituto Industriale Edile Carlo Bazzi, 1972), dove tra l’altro si precisa che le tre condizioni sono: 1. saper leggere scrivere e fare di conto; 2. un attestato della Regia Accademia di Brera in cui si riconosceva la capacità di capomastro tra cui essere «sufficiente- nel 1916. Nella pagina a fianco in mente istruito nell’arte del disegno»; 3. disporre di attestati da parte di ingegneri e architetti accreditati (le committenze di allora) che alto un disegno del 1898. debbono dimostrare «l’abilità e l’attitudine pratica dell’esercizio suddetto».22 23
  • 13. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziaNel nuovo contesto post corporativo il capomastro è pertanto «colui che dirige ilavori di una costruzione muraria, eseguendo i progetti redatti dall’ingegnere odall’architetto, tiene un arsenale di attrezzi che usa per le esecuzioni delle fabbriche[i cantieri NdC], provvede [sic!] i materiali costruttivi e le squadre di operai damuro, da legno e da ferro» (Istituto Industriale Edile Carlo Bazzi, 1972).Nel corso del XIX secolo questa separazione crea le condizioni della nascitadell’impresa moderna, in cui il capomastro trasferisce il modello organizzativocorporativo nel nuovo contesto, ovvero guida delle squadre che possonoessere composte da poche persone per la costruzione di case o di piccoli A destra e nella pagina precedente:lavori pubblici fino a «una squadra di dieci artieri della sua professione.. antichi strumenti di lavoro conservati presso(avendo) alle sue dipendenze una decina di muratori e dai 25 ai 30 aiutanti tra l’Istituto Bazzi di Milano.manovali, garzoni ed apprendisti» (Mereu, 1972).Allo stesso tempo si va affermando un proletariato privo di riferimenti, composto entrambe alla questione della qualificazione. Da un lato si trattava di individuare iin gran parte da quei garzoni e compagni che «pur conoscendo il mestiere, meccanismi che consentissero di attestare il livello di capacità e di affidabilità deiandarono ad ingrossare la classe dei salariati diventando i muratori»; con il capomastri (e successivamente delle imprese), dall’altro era necessario assicurarepassare del tempo questa «fascia di addetti del servizio, i manovali, i badilanti la trasmissione delle conoscenze e del sapere per consentire una continuità died i garzoni si andava ingrossando notevolmente senza possibilità di controllo mestiere. La trasmissione del sapere, infatti, avveniva da secoli all’interno delsul livello di qualificazione e di mestiere» (FILCA CISL Lombardia, 1979). sistema corporativo, sulla base dell’esperienza: dal praticare il mestiere e dalla forte interazione tra gerarchia e conoscenza, che ha al vertice il maestro, che dirige eDalla fabbrica alla scuola allo stesso tempo insegna. Come ricorda Cesare Sibilia «dal Medioevo a tutta l’etàCon la fine delle corporazioni vengono meno alcune specifiche funzioni di controllo moderna l’acquisizione delle nozioni indispensabili per l’esercizio di una professionee di garanzia, ma soprattutto emergono con forza due specifiche esigenze connesse artigiana non era affidata ad un insegnamento di tipo teorico praticato nelle scuole,24 25
  • 14. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziama coincideva, per il giovane, con l’ingresso stesso nel mondo del lavoro, con carattere assistenziale e benefico. Mancano ancora, nonostante i numerosi cantieril’abbandono della famiglia d’origine per entrare nella “bottega” a far parte della aperti nelle zone di ampliamento della città, specifiche scuole per le maestranzecompagine produttiva alla cui guida era posto il “maestro”» (Della Torre, 1992). dell’arte del costruire: muratori e capomastri sono istruiti in corsi rivolti anche ad altriÈ intorno alla metà del XIX secolo che la questione cambia e diventa importante e professionisti presenti in cantiere.urgente. A Torino, come a Milano, a Terni come a Bergamo, ma anche a Genova come aL’anno è il 1848, da Venezia ci siamo spostati a Torino. L’attenzione per assicurare una Napoli, sotto la spinta delle nuova legislazione italiana, si vanno mettendo a puntocontinuità formativa è particolarmente alta. Il governo sabaudo ha appena istituito un progetti per istituti statali e locali di tipo tecnico, con titoli pienamente riconosciuti.nuovo Istituto Professionale e Industriale, che negli anni successivi si va articolando Ugualmente sono gli stessi attori pubblici e privati coinvolti nei progetti di costruzionein una serie di sezioni, tra le quali “meccanica e costruzioni”. Soluzioni educative urbana e di opere pubbliche e private che si attivano per poter disporre di scuoleche vanno ad aggiungersi alle già esistenti Scuole municipali di disegno, inaugurate di mestiere. Così, nell’ultimo ventennio del secolo, con la diffusione delle nuovedurante il periodo napoleonico e che, fino alla metà del secolo, si rivelano il principale tecniche costruttive e il crescente sviluppo industriale, maturano la nascita di nuoveesempio di scuola professionale torinese. Ugualmente, negli stessi anni, si sviluppa Scuole di Arti e Mestieri. A Torino la Scuola viene istituita nel 1893 e per i primi trel’attività delle Scuole Tecniche Operaie di S. Carlo, rivolte dapprima a scultori, ebanisti anni di corso gli studenti sono tenuti a frequentare lezioni teoriche ed esercitazioni die lavoranti in legno e poi estese agli operai di qualunque industria.4 laboratorio per fabbri e falegnami. Nel 1903 confluirà, con le Scuole di Disegno e laUn ruolo importante hanno anche gli istituti religiosi; a Torino sono particolarmente Scuola di Chimica Cavour, nell’Istituto Professionale Operaio.attivi i Salesiani. In altre aree del Paese, come ad esempio a Terni5, sono invece i A Bergamo nasce la Scuola d’arte Andrea Fantoni, da cui prenderà vita negli anniGesuiti a svolgere una funzione di formazione per diverse categorie operaie. Settanta del Novecento l’attuale Scuola Edile (Cattaneo, 2008). A Terni, solo per fareMa torniamo a Torino. Sono passati undici anni, è il 13 novembre 1859, un giorno ancora un altro esempio, subito dopo l’unificazione, viene costituito l’Istituto Tecnicoimportante perché il Parlamento sabaudo approva la Legge Casati con la quale Provinciale, dove prima c’era un collegio dei Gesuiti, a cui fa seguito, qualchesi provvede ad un riordino dei corsi scolastici. La riforma interessa soprattutto decennio dopo per iniziativa imprenditoriale, una Scuola di Arti e mestieri.l’Istruzione Professionale, ancora appoggiata su iniziative pubbliche e private di Facciamo un passo indietro e spostiamoci a Milano. È il 1837 e il Comune di Milano delibera l’istituzione di una patente comunale per chi esercita la professione di4 Queste informazioni e le citazioni correlate sono tratte da una documentazione fornitaci dall’Ente Scuola C.I.P.E.-T. di Torino.5 Si veda 1962-2007 La Scuola Edile di Terni: 45 anni di cultura del fare (bibliografia Scuola Edile di Terni). capomastro: il rilascio è obbligatoriamente subordinato ad un esame formale.26 27
  • 15. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziaSuccessivamente nel 1862, dunque ad unificazione avvenuta, il Comune di Milano, anno ha sei iscritti e si appoggia, per un certo tempo, presso il Regio Istituto Tecnico,cui competeva il rilascio della patente, presenta una prima completa ed ufficiale la Regia Accademia di Belle Arti e la stessa Società di incoraggiamento. Nel 1886formulazione dei programmi delle discipline che il candidato doveva dimostrare di tutti gli insegnamenti e gli esami vengono svolti nella sede dell’Istituto. La Scuola haconoscere, formulando l’auspicio e la previsione che al più presto si sarebbero stabilite una durata di tre anni, si accede con licenza di scuola secondaria di primo grado o«scuole tecniche anche in questo ramo, ponendo le premesse per la nascita di una con speciale esame di ammissione; oltre alle lezioni tenute la mattina, gli allievi nelscuola specifica per l’edilizia» (Istituto Industriale Edile Carlo Bazzi, 1972). Il risultato è pomeriggio «frequentano i cantieri cittadini prendendone parte attivamente» (Istitutoche, nel 1872, nasce la Scuola di Capimastri in seguito ad una proposta lanciata nello Industriale Edile Carlo Bazzi, 1972).stesso anno dal Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano e in collaborazione Sul fronte operaio, intanto, si vanno sviluppando le Società di Mutuo Soccorso anchecon la Società di incoraggiamento d’arte e mestieri. La Scuola ottiene l’approvazione nel settore dell’edilizia; tra queste spicca la Società di Miglioramento e Resistenza fradel Ministero competente e si attiva con il sostegno del Comune di Milano. Il primo i Lavoranti Muratori, che viene costituita nel 1886, dopo alterne vicende e sulle ceneri di precedenti esperienze. Dopo un primo storico sciopero dei muratori a Milano, A sinistra e nella pagina a fianco in degenerato in gravi disordini, i lavoratori ottennero un aumento del 20 per cento alto: antichi strumenti conservati presso l’Istituto Bazzi di Milano. della paga, l’abolizione della lira austriaca, un’ora in più di riposo, ma soprattutto «si riconobbe pure il diritto nei muratori di provvedere ai soccorsi in caso d’infortunio, e a tal uopo i capomastri si costituirono in commissione per la formazione di una cassa che servisse a sussidiare gli operai colpiti da infortuni sul lavoro» (Società di Miglioramento e Resistenza, 1906). alla società mutualistica l’anno dopo nascerà la Cooperativa lavoranti Muratori, ancora attiva, e, nel 1888, la Scuola Professionale Muraria che svilupperà una propria rete anche in aree circostanti Milano (FILCA CISL Lombardia, 1979). Come si legge nel volume stampato per il ventennale della società6 concorsero a sostenere questa iniziativa, tra gli altri, il Municipio, la Camera 6 Società di Miglioramento e Resistenza con Cassa Mutua fra i Lavoranti Muratori di Milano e Filiali, Libro ricordo storico. Venti anni di vita della società, Milano, Tipografia degli operai, 1906. Nel 1987 è stata pubblicata una ristampa anastatica del volume, in occasione dei cento anni della Società Cooperativa.28 29
  • 16. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziadi Commercio, alcuni istituti di Credito e il Governo, ma anche il Collegio deiCapomastri, a dimostrazione dell’interrelazione e della collaborazione tra leparti. In qualche modo siamo di fronte ad una prima significativa esperienzadi bilateralismo. Negli anni successivi si affiancò, come sostenitrice, anche laSocietà umanitaria.Ritorniamo ora di nuovo a Torino, dove troviamo un ingegnere che è ancheconsigliere comunale: il suo nome è Giovanni Angelo Reycend. È docente allaRegia Scuola di Applicazione per gli Ingegneri ed è alla fine del suo mandato diassessore all’Istruzione, quando, nel 1897, in un intervento pubblico, sottolineala necessità di dar vita, anche a Torino, come avviene in altre città italiane qualiMilano e Biella, ad un corso regolare di costruzioni murarie, «la sola e vera scuola Ritratti fotografici degli alunninella quale possono formarsi buoni assistenti e capomastri». Passano dieci anni e del corso accelerato destinato ai reduci dellalo ritroviamo protagonista, insieme al Collegio dei Capomastri e alla Società degli Prima Guerra Mondiale, dicembre 1919 – gennaio 1921,Assistenti edili ed Arti affini, nel fondare la Scuola Professionale di Costruzioni Istituto Carlo Bazzi.Edilizie, sull’esempio dell’esperienza milanese.Sullo scorcio del secolo, infine, è necessario ricordare un cambiamento La necessità contingente che porta all’emanazione della legge è quella di unfondamentale nella legislazione che regolamentava, tra le altre cose, anche risanamento di alcune zone della città nelle quali, l’affollamento abitativo e lel’espropriazione per pubblica utilità: l’emanazione della cosiddetta “legge Napoli”. pessime condizioni igienico sanitarie avevano favorito l’espandersi della malattia.Dopo l’unificazione del Regno d’Italia le varie normative che caratterizzavano i Il piano di risanamento cittadino prevedeva ampie zone di demolizione ediversi Stati italiani erano state riassorbite in un codice unitario promulgato nel ricostruzione e per attuarlo si procedette ad una ridiscussione dell’espropriazione1865. Venti anni dopo, nel gennaio del 1885, lo Stato Italiano emana la legge 2892 per pubblica utilità e dei criteri di indennizzo.o Legge per il Risanamento della città di Napoli a seguito di una grave epidemia Fu così che un provvedimento, che nasceva per porre rimedio ad un’emergenzadi colera che aveva colpito la città campana nel corso dell’anno precedente. sanitaria, si concretizzò come un momento evolutivo fondamentale della30 31
  • 17. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in edilizialegislazione urbanistica in tema in tema di esproprio e calcolo dell’indennità. e preparano il campo ad esperienze sindacali più mature che possono essereTrascorsi altri dieci anni dall’emergenza dell’epidemia un Regio Decreto del 25 considerate eredi di questi primi tentativi di autotutela e garanzia delle condizionimaggio del 1895 (R.D. 350) detta le regole per «la direzione, la contabilità e la lavorative. Una legge ne inizia a regolamentare il funzionamento già dall’aprilecollaudazione [sic] dei lavori dello Stato che sono nelle attribuzioni del Ministero 1886 e le Società si Mutuo Soccorso continueranno a crescere fino ai primi anni deldei Lavori Pubblici». Si tratta di un regolamento rimasto in vigore sino al 1999 Novecento per essere poi sciolte con l’avvento del Fascismo, oppure incorporatequando viene abrogato dal d.P 554. Il Regio Decreto definiva le responsabilità .R. in organizzazioni fasciste.dell’ingegnere capo e del personale preposto ai lavori, regolamentava l’esecuzione Nel 1887 a Milano viene costituito il Collegio dei Capomastri, prima forma didei lavori (disposizioni preliminari, consegna, esecuzione dei lavori appaltati) associazionismo imprenditoriale. Nel 1893 viene costituita l’Unione Assistentinonché gli scopi e la forma della contabilità, i lavori in economia e i procedimenti Costruttori di Milano.di collaudazione. Il processo è simile, anche se avviene con qualche anno di ritardo, a Torino, dove ilQuesti interventi normativi – la “legge Napoli” e il Regio Decreto 350 – contribuiranno Collegio dei Capomastri manterrà questo nome fino al 1922.in modo determinante al progressivo cambiamento della struttura delle imprese. A Milano, invece, in seguito alla nascita, nel 1906, della Federazione dei Costruttori, si trasforma in capo ad alcuni anni in Associazione dei costruttori edili. Lo sviluppoDa capomastri a costruttori associativo della rappresentanza imprenditoriale – come si legge in un articoloTra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo assume una sempre maggior rilevanza la successivo del «Corriere dei costruttori», rivista della Federazione nazionale, creata“questione sociale” e si vanno costituendo forme organizzate di rappresentanza. nel 19217 – risponde alla necessità di «arginare ed opporsi alle pressioni esercitateDa un lato assistiamo, dunque, a forme di aggregazione da parte dei capomastri, sulla classe [imprenditoriale] dalle organizzazioni operaie in continuo sviluppo»dall’altro si va sviluppando sempre più il mutualismo tra le classi povere e tra (Bortolotti, 1978).i lavoratori: tra questi ci sono anche gli edili. Le Società di Mutuo Soccorso Sono anni in cui il mercato delle costruzioni si avvia a vivere trasformazioninascono e si sviluppano con l’intenzione di sopperire alla mancanza di un vero e rilevanti. Il principale cambiamento è costituito dall’abolizione del cottimo, nelproprio stato sociale e come forme di autodifesa del mondo del lavoro cercando, 1907, che comporta anche dei nuovi assetti nell’organizzazione del lavoro.in una condizione di quasi totale assenza di diritti, di elaborare e rendere effettivestrategie di tutela. Le Società di Mutuo Soccorso, pur con alcuni limiti, precorrono 7 Il «Corriere dei costruttori» ha continuato le pubblicazioni con modalità, formule editoriali e periodicità diverse, fino al Dicembre 2001.32 33
  • 18. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in edilizia Il meccanismo si trasforma e si concretizzano forme di subappalto dove il capomastro fissava un valore di un servizio collegato ad una certa prestazione in un determinato tempo con un altro capomastro o con un subalterno, che si preoccupava di acquisire la mano d’opera e lucrava sulla differenza tra il compenso pattuito e i salari dei manovali. Il cottimo del resto costituiva per molti muratori e manovali un modo per guadagnare di più rispetto alle tariffe orarie prestabilite. L’abolizione avviene in una fase congiunturale di forte espansione della domanda edilizia e di crescita dei salari. L’abolizione del cottimo determina un calo medio della produttività, ma anche un miglioramento qualitativo e una maggiore organizzazione sul cantiere. Se alcuni capomastri, soprattutto i più grandi, si lamentano, molti registrano invece un miglioramento nei rapporti tra i diversi livelli dei lavoratori. (FILCA CISL Lombardia, 1979) Mentre si evolvono la legislazione sociale e del lavoro e cresce l’attenzione sulla gestione produttiva, anche in edilizia prosegue l’evoluzione degli enti di formazione di mestiere e delle scuole professionali di settore. Torniamo allora di nuovo a Torino. È il 4 novembre 1911 quando si inaugura la nuova sede dell’Istituto Professionale Edile a Palazzo di Città. Reycend nel suo discorso di apertura sottolinea lo sviluppo dell’attività della Scuola, la costruzione di un piccolo museo e la creazione di laboratori ed evidenzia il ruolo degli assistenti, «anello di congiunzione dei dirigenti (ingegnere, Un cantiere degli anni Trenta del Novecento in provincia di architetto, imprenditore) colle maestranze operaie, attenti a estrarre dai disegni Terni. Il lavoro era destinato ad apportare risorse idriche nella [ ... ] di una fabbrica la parte che ad ogni arte si attiene e, al tempo stesso, a centrale di Galleto, al tempo la più grande d’Europa. presiedere l’impianto del cantiere». Nel 1913 la Scuola avvia la pubblicazione34 35
  • 19. Educare, informare e formare. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile in Italia Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziadi un proprio periodico «L’Arte edilizia» rivolto agli assistenti costruttori, agli costruzioni. Cresce in questi anni il ruolo del Collegio dei Costruttori Edili, cosìinsegnanti e agli allievi come strumento di aggiornamento professionale. come aumenta il contributo finanziario che, nel 1931, arriverà a 450.000 lire.Con lo scoppio, a breve, della Prima Guerra Mondiale si apre una parentesi L’attività didattica resta triennale fino al 1929 quando diventa quinquennale. Nelnel percorso evolutivo della formazione. 1933 la Scuola si trasforma in Istituto Tecnico Industriale per Edili Carlo Bazzi,La nostra storia dunque riprende nel dopoguerra. Siamo a Milano, è il 1918 e la in memoria di un ex allievo morto eroicamente durante la Grande Guerra.Scuola dei Capimastri cambia nome, trasformandosi in Scuola dei Costruttori Nella seconda metà degli anni Trenta la situazione economica si fa sempre piùEdili, e viene annessa al Regio Istituto Tecnico Carlo Cattaneo. La scuola viene difficile, le politiche del regime scontentano i costruttori edili che si scontranosostenuta prevalentemente con fondi comunali e da donazioni. Il Collegio con una burocrazia inefficiente e ostile; intanto calano anche gli investimenti edei Costruttori, infatti, sospende il contributo, in attesa di un riconoscimento la produzione, in un conteso internazionale sempre più incerto. Anche il Bazziformale dei titoli di studio da parte del Ministero. Tra il dicembre 1919 e il ne risente e registra progressivi cali delle iscrizioni.gennaio 1921 va segnalato lo svolgimento di un corso accelerato riservato aireduci di guerra. Nel 1934 viene costituita la Corporazione delle Costruzioni Edili, che assorbeLo scontro sociale e la battaglia politica, che caratterizzano il dopoguerra e tutte le associazioni di settore, generando malumori e contrasti. Il sistemache si concludono con la presa del potere da parte di Mussolini e l’avvento corporativo ha una funzione prevalentemente di congelamento del processodel fascismo, aprono la strada ad una nuova fase fatta di carte bollate, di evolutivo delle scuole, limitandosi a garantirne la sopravvivenza.riconoscimenti, di rilancio del settore attraverso grandi lavori pubblici e di Nel 1937 l’Istituto apre una nuova serie di corsi serali per assistenti edili enuove leggi edilizie. per disegnatori che riscuoteranno molto successo e proseguiranno fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.Nel 1923 la Scuola dei Costruttori di Milano ottiene il riconoscimento ministeriale,per emettere il titolo di Perito Costruttore Edile valido a livello nazionale. Si Nel 1937 però crescono le donazioni e, tra queste, ne va citata una di 60.000rafforza nella didattica l’integrazione tra l’insegnamento d’aula e la pratica lire da parte dell’impresa Castelli, che in futuro sarà sempre accanto all’Istituto,di cantiere, un elemento fondamentale e caratterizzante dell’esperienza ricoprendo un ruolo importante all’interno del Consiglio di Amministrazionedelle scuole professionali che fanno riferimento al sistema produttivo delle anche nel secondo dopoguerra.36 37
  • 20. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in edilizia Nella pagina precedente un cantiere di fine Ottocento in provincia di Pistoia. All’inizio del Novecento, a Terni, Virgilio Alterocca (foto in alto a sinistra), imprenditore, politico e filantropo crea una larga intesa fra pubblica amministrazione e capitale privato e fonda la Scuola di Arti e Mestieri, con l’obiettivo di una formazione al lavoro qualificata. Nella pagina a fianco: un cantiere della ricostruzione successiva alla Seconda Guerra Mondiale a Terni (Istituto Geometri).38 39
  • 21. Titolo Volume - La memoria c’è...La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in edilizia40 41
  • 22. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Corporazioni, mutualismo e bilateralità: le lontane origini della formazione in ediliziaL’evoluzione degli strumenti di lavoro (1925-1960) In senso orario: in alto a sinistra betoniera a tamburo (primi anni Sessanta), Gru (anni Quaranta), arganello, betoniera a tamburo (1958). In senso orario: in alto a sinistra betoniera a tamburo (1925), betoniera a tamburo (1939), elevatore modello “Falco” (anni Quaranta), elevatore a due tiri modello “Doppio Falco” (anni Quaranta). Nella foto compare anche il signor Luigi Repetto, fondatore della ditta “Macchine Edili Repetto”.42 43
  • 23. Educare, informare e formare. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile in Italia La nascita del sistema bilateraleCapitoloSecondo Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta «Queste testimonianze costituiscono momenti fondamentali della nostra vita di edili, perché ci consentono di memorizzare l’evoluzione compiuta dal mondo del lavoro edile negli ultimi sessant’anni. Cambiamenti che hanno coinvolto uomini, materiali e mezzi: dai modi con cui si arrivava al cantiere a come lo si vive oggi durante le ore di lavoro; dall’uso del filo a piombo, che spesso era solo un gomitolo di spago avvolto attorno a mezzo “quareo”, allo strumento laser che ora consente misure e allineamenti perfetti».*44 45
  • 24. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta Il dopoguerra: partire dalle macerie Con la fine del conflitto bellico il Paese si trova coperto di macerie, macerie innanzitutto fisiche, ma anche economiche e sociali. Profonde sono le ferite, i lutti e le tragedie che hanno colpito l’intera penisola. Ogni territorio si trova a dover fare i conti con una ricostruzione che è tutta da definire. Soprattutto fino all’inizio degli anni Cinquanta si cercano di individuare le priorità. Il settore edile esce dalla guerra fortemente provato, nelle sue maestranze, soprattutto, ma anche nell’organizzazione del lavoro: privo di mezzi tecnici si caratterizza per una decisa arretratezza, ma il problema più rilevante è quello della forte domanda di mano d’opera. Con la partenza dei primi programmi di ricostruzione, tra le principali esigenze vi è quella di poter contare su fasce di lavoratori con un’adeguata qualifica e professionalità. Racconta Diego Cuzzani, Presidente della Scuola Edile di Bologna dal 1993 al 2008: «Io il giorno della Liberazione l’ho vissuto vedendo un plotone di soldati che marciavano in piazza S. Stefano, a Bologna: intorno il disastro. Dal disastro, però, dovevamo ripartire, dovevamo ricostruire le nostre città. A questa ricostruzione hanno contribuito l’edilizia e centinaia di migliaia di uomini, con il loro sapere e la loro esperienza, ma anche con le tecniche che via via sono stati capaci di acquisire e contribuire a sviluppare»1. * Brano tratto dalla scheda storica fornita dalla Scuola Edile di Vicenza. 1 Intervista a Diego Cuzzani, realizzata a Bologna il 28 maggio 2010.46 47
  • 25. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaDai racconti degli imprenditori attivi nell’immediato dopoguerra raccolti dalle Scuole Queste piccole e piccolissime imprese diffuse sul territorio erano eredi in gran parteEdili in occasione delle numerose ricostruzioni dell’evoluzione della formazione della struttura produttiva prebellica; una parte però erano di nuova costituzione, sorteedile a livello territoriale emerge in maniera chiara che molte imprese tornate ad sulla scia della nuova domanda dei programmi di ricostruzione locale. La mediaoperare si trovarono di fronte alla difficoltà di reperire «uomini capaci di muoversi in impresa, fino a 50 addetti, rappresentava il 23% del totale delle aziende. Si trattavaun cantiere, di lavorare, magari anche a “cottimo”, come dire lavorare senza fermarsi di circa 7.200 imprese che assorbivano il 38% del totale degli addetti. Insieme allemai!»2. Del resto il modello organizzativo e gestionale del cantiere riproduceva quello poco più di 1.000 imprese della fascia dimensionale fino a 100 addetti, pari al 3,5%anteguerra, fortemente centrato sul muratore, in attesa – come avverrà gia negli anni del totale, queste aziende potevano considerarsi l’ossatura del comparto industriale.successivi – di una sempre maggiore diffusione delle costruzioni in cemento armato, Qui si concentrava oltre il 50% della mano d’opera. Sono queste imprese, insiemeche richiederanno non solo competenze diverse, ma anche differenti modalità a quelle con un numero di operai inferiore a 500, a costituire il principale riferimentoorganizzative e sistemi di gestione della mano d’opera sempre più articolati. del sistema bilaterale. Del resto in queste tre fasce si concentrava circa il 77% delle maestranze.L’industria delle costruzioni e la domanda di formazione nel dopoguerra Le grandi aziende risultavano essere 45 pari allo 0,1% con un’occupazione di circaLa parentesi della guerra e l’impostazione stessa della politica edilizia dei primi anni 45.000 addetti corrispondenti al 9% del totale.del dopoguerra, tutta centrata sulla necessità di dare una risposta soprattutto alla Gli operai comuni e i manovali rappresentavano oltre il 60% della mano d’operadiffusa disoccupazione, «operarono come fattori di stabilizzazione e di temporaneo occupata. Tra questi circa un 4% venivano indicati come apprendisti. Gli operairilancio delle tradizionali strutture produttive dell’industria delle costruzioni» (Cipollini, qualificati erano il 21,7%, circa 108.000, mentre gli specializzati ammontavano a1980). Il risultato fu una crescente e dimensionalmente rilevante ondata di personale poco più di 42.000 (meno del 10%). Gli addetti a categorie speciali, spesso legati alnon qualificato verso le costruzioni. processo di meccanizzazione in atto, erano 1.200 (lo 0,3%).Secondo il censimento industriale del 1951 in Italia operavano circa 31.000 imprese Alla vigilia di quella che sarà la maggiore espansione edilizia dal dopoguerra aiche davano occupazione a poco meno di 500.000 addetti. Il 71,4% delle aziende, giorni nostri le costruzioni si caratterizzavano sostanzialmente per una strutturaovvero circa 22.200, avevano meno di 10 addetti. imprenditoriale molto frammentata nonché per un sistema produttivo e una struttura tecnico-organizzativa della produzione ancora prevalentemente basati2 Scheda storica fornita dalla Scuola Edile di Vicenza, cit. «sull’utilizzazione delle strutture murarie e su uno scarso livello di meccanizzazione e48 49
  • 26. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottantasu una organizzazione del lavoro in prevalenza verticale e gerarchica» (Cipollini, 1980). Il bacino di manodopera di allora era composto da lavoratori provenienti perUna fotografia che conferma come, nei primi anni della ricostruzione, ancora si la maggior parte dalla campagna, attirati dalle opportunità di lavoro legate allalavorasse come prima della guerra quando, in una logica autarchica, si era limitato ricostruzione. Ovviamente si trattava di uomini che accedevano alle costruzionifortemente il ricorso al cemento armato, soluzione tecnologica e costruttiva destinata per la prima volta, “volenterosi”, ma privi di conoscenze specifiche. «Quello cheinvece ad affermarsi proprio nel corso di questo lungo espansivo ciclo edilizio. bisognava fare per rimettere in moto l’edilizia era chiaro: cercare modelli di istruzione professionale, attivare addestramenti di natura pratica, rapidi e mirati secondo leL’importanza della formazione richieste di coloro che dovevano “impiantare” sia i piccoli, sia i grandi lavori dellaLa necessità di ricostruire il Paese, dunque, rimette in moto risorse e capacità che ricostruzione»4.erano rimaste in gran parte silenti per diversi anni. Ugualmente, molte imprese In molte città diventa importante poter avviare un’attività sistematica di formazione,protagoniste o semplicemente attive prima della guerra non esistono più e ne vengono dando continuità ad un’esperienza che, come abbiamo visto, traeva le sue originicostituite di nuove. La ricostruzione del sistema di rappresentanza imprenditoriale nei secoli precedenti e che dalla fine del XIX secolo aveva assunto caratteristicheconsente di riallacciare i fili di capacità e competenze proponendo un sistema in nuove, avendo come protagoniste le associazioni dei lavoratori e le associazionigrado di coniugare il vecchio con il nuovo. Tra le esigenze principali resta l’urgenza di imprenditoriali. Questo ritorno alle origini e alle esperienze precedenti al ventennioricostruire un’organizzazione del lavoro che continui a poggiare su una manodopera fascista lo si ritrova pienamente nel primo Contratto Collettivo della categoria, nelesperta e capace, puntando a superare una diffusa carenza di competenze. 1946. Con la Liberazione, infatti, si era superata la logica corporativa e si era tornatiA detta degli imprenditori di allora quello che serviva era infatti «disporre nei cantieri al confronto tra le parti sociali, che trova proprio nel contratto il momento formale didi maestranze non solo di buona volontà ma anche capaci di riconoscere gli attrezzi un accordo. Nel contratto si fa esplicito riferimento all’importanza della formazione,ed il loro uso, i materiali ed il loro impiego più corretto. Qualità difficilmente possedute impegnando di fatto le Parti Sociali ad operare per individuare le modalità piùda uomini appena usciti dagli eventi bellici e tanto meno dalla leva di giovani che, adeguate – come si legge – a «dare impulso all’istruzione professionale comeappagata dall’acquisita licenza elementare, aveva un solo bisogno: “lavorare subito” mezzo essenziale per affinare e perfezionare le capacità tecniche delle maestranzee non pensava certo ad affinare le proprie conoscenze»3. e per migliorare ed aumentare il loro rendimento nella produzione».3 Ibidem. 4 Ibidem.50 51
  • 27. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaL’evoluzione contrattuale in movimento da Sud verso Nord. Questi flussi migratori passavano attraverso ilDa questo primo contratto con il quale i sindacati dei lavoratori e l’Associazione settore delle costruzioni, tanto che anche chi doveva o voleva diventare operaioNazionale degli imprenditori dell’edilizia avevano formalizzato il loro impegno a della Fiat transitava sempre prima dal nostro settore. Questa manodopera affluivafavorire un processo istituzionale di sviluppo professionale a favore dei lavoratori edili disordinatamente in edilizia e aveva bisogno non solo di imparare un mestiere, masaranno necessari più di dieci anni perché si giunga a contrattualizzare l’obbligatorietà anche di avere una cultura di tipo industriale e organizzativo. È in quel momento chedella costituzione delle Scuole Edili in ogni provincia. Sono anni in cui le associazioni la valenza strategica delle Scuole Edili si è andata rafforzando e si è indirizzata versoimprenditoriali in molte realtà procedono autonomamente facendo riferimento al una sistematicità. Possiamo affermare che questa formazione, che le Parti Socialipassato e all’evoluzione di enti e istituzioni proprie. Come vedremo, però, ci sono hanno avvertito come una priorità, non solo doveva essere tecnica, ma dovevaaltre realtà dove invece si giunge rapidamente ad una formalizzazione contrattuale andare anche verso una sorta di legalità, poggiando sulla contrattazione collettiva.tra le Parti Sociali a livello territoriale per la nascita di Enti di formazione bilaterali. In In questo modo attraverso la formazione si operava anche una qualche forma dialtri contesti la collaborazione avviene di fatto anche se non trova una vera e propria controllo limitando i rischi di lavoro nero e irregolare»5.formalizzazione. Quel che è certo è che, nell’evoluzione delle relazioni sindacali di Del resto in questi anni di espansione della domanda, a fronte di una crescita degliquesti anni, le questioni della previdenza, che trovano nell’istituzione delle Casse investimenti e dei profitti, si andava creando un mercato del lavoro fortementeEdili la loro soluzione, e della formazione costituiscono insieme alle questioni di tipo caratterizzato da elevata mobilità, bassi salari e da elevata dequalificazione. Il numerosalariale e di gestione della mano d’opera, due temi sempre presenti. di edili che non trovavano lavoro nel Paese ed erano costretti ad emigrare in Svizzera,Le ragioni di questa attenzione vanno rintracciate in una pluralità di fattori, tra i quali Francia e Germania rimaneva ciononostante ancora alto (Orzalesi, 2005).sicuramente giocano un ruolo importante le dinamiche demografiche e la crescente Si tratta di un percorso che a livello centrale è tutto all’interno della riflessione chedomanda di manodopera in conseguenza dell’avvio dei programmi e delle iniziative le Parti Sociali fanno sull’evoluzione che caratterizza l’organizzazione del cantierelegate alla ricostruzione. e di conseguenza la necessità di dare maggiore stabilità al lavoratore edile in una«Il settore edile – ricorda Stelio Ricciardi, già direttore “Rapporti sindacali” e logica di crescita professionale e di garanzie volte a legare i lavoratori ad un settorevicedirettore generale dell’ANCE – è stato attraversato, nel dopoguerra, da ondate tradizionalmente di “passaggio”.di flussi migratori incontrollati dei quali il primo, intorno agli anni Cinquanta, è statodall’agricoltura all’industria e alla pubblica amministrazione, il secondo dal flusso 5 Intervista a Stelio Ricciardi realizzata a Roma il 12 maggio 2010.52 53
  • 28. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaDa parte sindacale soprattutto si metteva in luce come l’introduzione delle nuove abituati a “rubare il mestiere” con gli occhi»6. Tra i fautori della nascita della Scuolatecniche costruttive e il ricorso al cemento armato nella realizzazione delle strutture c’è Edoardo Picollo, segretario della FILLEA di Genova e padre di Enzo, che cosìstesse determinando una profonda modificazione nell’organizzazione del lavoro. In lo ricorda: «mio padre era nato il 5 marzo del 1912, nello stesso giorno in cui,particolare si sottolineava come i caratteri stessi della messa in opera del cemento nel 1947, iniziò l’attività della Scuola. Lui sentiva molto l’impegno formativo. Primaarmato finissero per determinare la scomposizione definitiva del mestiere unitario della guerra, lavorava nell’edilizia e quando guardava gli altri muratori all’operadel muratore e la formazione di nuove categorie specializzate quali i carpentieri, i gli sembravano dediti ad un’arte: erano maestri molto capaci, con una manualitàferraioli, i cementisti. Per alcuni aspetti il mestiere stesso del muratore finiva per veramente elevata e lui cercava di imitarli, di “rubare il mestiere”. Spesso si trovavadiventare anch’esso una specializzazione (Cipollini, 1980). Ciò comportava, come a dover carpire gli insegnamenti di nascosto, perché questi maestri erano anchevedremo, la necessità di individuare anche rispetto alle modalità di approccio un po’ gelosi del loro lavoro e quindi difficilmente acconsentivano ad insegnareformativo, l’individuazione di soluzioni che tenessero conto di così rilevanti qualcosa. Così doveva cercare di fare da solo e di crescere guardando. Questocambiamenti rispetto al processo costruttivo prevalente prima della guerra. desiderio di imparare e di diventare abili muratori e poi, a propria volta, maestri l’aveva condiviso con altri lavoratori. Nel dopoguerra, quando è entrato nel sindacato, dopoScuola produttiva, cantiere scuola e scuola diffusa la Liberazione, ha puntato molto sull’esigenza di colmare questa lacuna che c’eraIl modello genovese nel settore, prodigandosi per creare le condizioni per trasmettere le conoscenze, perÈ il 20 Settembre del 1946. Siamo a Genova nello studio del notaio Giuseppe Gaggero. trasferire il sapere dei maestri. La cosa importante è che ha trovato immediatamenteDavanti a lui ci sono i rappresentanti dell’Associazione degli Imprenditori Edili, i la collaborazione dell’altra parte, della parte imprenditoriale. Così si è chiesto: perchérappresentanti della CGIL e della Camera del Lavoro. Si apprestano a firmare l’atto non mettere insieme la parte imprenditoriale, cioè il sindacato degli imprenditori,di costituzione della “Cooperativa Scuola edile di Genova”, con il quale si istituisce la e il sindacato dei lavoratori per costituire una Scuola paritetica, dalla quale possaprima Scuola Edile del sistema bilaterale nel dopoguerra. Rispetto al passato, come nascere una forza di insegnamento che consenta a tutto il settore di crescere? E cosìsottolinea Enzo Picollo, «la caratteristica di questa Scuola, che la rende unica, è il l’ha fatto. Del resto si usciva da una guerra che aveva ucciso anche molti lavoratori,fatto che è stata la prima Scuola Edile nata da un accordo contrattuale con lo scopo i maestri non erano tantissimi ed avevano anche una certa età.di colmare una grossa lacuna che c’era all’interno del cantiere; anche per questo Primo Statuto della Scuola Edile diè stata molto apprezzata dai lavoratori edili che fino a quel momento erano stati Genova. 6 Intervista a Enzo Picollo, realizzata a Genova il 20 Maggio 2010.54 55
  • 29. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaCorrevamo il rischio che tutto un patrimonio di conoscenze andasse disperso. Una Così come giocherà un ruolo importante anche in esperienze come quella di BellunoScuola avrebbe potuto in qualche modo colmare questo gap, questa mancanza di o di Brescia che saranno in questi primi anni del dopoguerra le iniziative al cui internoprofessionalità che caratterizzava il dopoguerra»7. si confronteranno le modalità formative più vivaci e maggiormente alla ricerca diL’esperienza genovese si caratterizza per altri due aspetti importanti. Il primo è soluzioni che potessero coniugare le esigenze del mercato con le necessità educativela scelta di creare una Scuola basata su un contratto tra le Parti Sociali, perché e formative delle maestranze. La soluzione individuata da Picollo e accettata dalleavesse una tutela dal punto di vista normativo all’interno del contratto «da dove Parti Sociali rispondeva alla necessità di legare strettamente la formazione all’attivitàrisultasse che la formazione è un diritto di tutti i lavoratori, garantito anche dalla pratica di cantiere in una fase in cui stava cambiando in maniera consistente il modoparte imprenditoriale»8. Il secondo aspetto riguarda l’originalità del percorso: non stesso di costruire. Al centro del dibattito vi era la necessità di ribaltare il rapporto trauna scuola tradizionale, ma una cooperativa, così da poter legare strettamente formazione teorica e formazione pratica.l’attività di formazione teorica a quella pratica di cantiere. Attraverso la cooperativa Ancora una volta ci concentriamo su un giorno e su un luogo. È il 13 dicembre dell’apprendimento avviene all’interno di un processo produttivo. Nasce così un 1958 e siamo a Reggio Emilia. È in corso il convegno nazionale promosso dallamodello, che Edoardo Picollo chiama “la fabbrica produttiva”. Il figlio Enzo ricorda FILLEA CGIL su Scuole e addestramento professionale in edilizia. Prende la parolacome «d’accordo con gli imprenditori, si decise di far nascere una cooperativa con Edoardo Picollo, allora segretario generale di Genova, e inizia a svolgere la suale caratteristiche proprie delle cooperative di produzione che poteva partecipare agli relazione “tecnica”: Per più efficaci metodi di insegnamento e una larga formazioneappalti e quindi poteva lavorare e fare esercitare i giovani nei cantieri. Il progetto era di maestranze edili qualificate. Il suo obiettivo è valorizzare l’esperienza genovese.collegato anche alla formazione degli apprendisti che a quell’epoca era appena stata Picollo parte da lontano mettendo a fuoco l’attività svolta dalla maggioranza delleavviata. Questi ragazzi venivano nella Scuola dove frequentavano le lezioni teoriche, Scuole Edili che «consiste nell’addestrare in aula per alcune ore gli allievi facendoma la gran parte dell’attività si svolgeva nei cantieri»9. frequentare dei corsi serali della durata di 2 o 3 anni, durante i quali viene loroSiamo di fronte ad un modello originale che fino alla fine degli anni Cinquanta troverà impartito l’insegnamento teorico attraverso libri di testo, e per due ore la settimana,riscontri positivi sia tra le Parti Sociali che come riferimento per altre Scuole, prima l’addestramento pratico con la costruzione di opere posticce od in scala ridottafra tutte quella di Udine. rispetto al vero» (Scuole e addestramento professionale – 1958). Un sistema che porta ad un elevato turn over e ad un numero sempre più elevato7 Ibidem.8 Ibidem.9 Ibidem. di abbandoni. Per Picollo questa metodologia risulta inefficace per diversi motivi.56 57
  • 30. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaTra questi vi è l’insoddisfazione degli allievi e un metodo che si rifà ad un sistema fa di fatto impresa e si addestra la mano d’opera completamente all’interno delcostruttivo non più rispondente a quanto avviene nei cantieri. Picollo descrive, nella cantiere. Un aspetto importante è che la mano d’opera in addestramento riceve unasua relazione, il tradizionale metodo costruttivo in muratura al quale contrappone il retribuzione che costituisce un incentivo importante a perseguire nella formazione.sistema che ha come base il cemento armato, per evidenziare soprattutto come nel Il modello genovese della centralità delle formazione in un cantiere reale costituiràmodo tradizionale di costruire l’organizzazione del processo costruttivo facilitasse la un esempio che verrà seguito da alcune delle principali Scuole nate tra la fine deglitrasmissione del mestiere e consentisse di fatto un addestramento diretto all’interno anni Quaranta e i primi anni Cinquanta.del cantiere, in una logica dell’operaio edile polivalente. Viceversa – sottolineava ilsindacalista genovese – «le nuove costruzioni sono di esecuzione assai più rapida. Cantiere scuola e scuola diffusa: le forme della formazione nel Nord EstLa diversità delle lavorazioni non consente l’impiego delle stesse maestranze. Anche nelle province del Veneto la ricostruzione ha l’effetto di riattivare un tessutoInoltre la possibilità di iniziare il pavimento ed i rivestimenti interni quando imprenditoriale disgregato e fortemente colpito dalla guerra. Anche qui la questioneancora i muratori devono fare le opere di rifinitura ha favorito la specializzazione, della formazione è strettamente connessa ai cambiamenti dell’organizzazioneaumentando la produttività del lavoro» contribuendo «ad eliminare praticamente stessa del processo costruttivo.quelle possibilità che esistevano di imparare sul posto di lavoro» (Scuole e A Vicenza – ricordano all’associazione dei costruttori – di fronte al tanto lavoroaddestramento professionale – 1958). Le conclusioni sono chiare: all’operaio avviato negli anni del dopoguerra, chi operava nell’edilizia «doveva cercare dieclettico si va sostituendo lo specializzato e «nel cantiere non è più possibile cambiare certe tecniche rimaste ferme nel tempo; doveva recepire quello che laimparare un mestiere». La “scuola produttiva” risponde alla duplice esigenza che tecnologia più avanzata d’oltreoceano suggeriva all’edilizia, doveva dimostrare anasce da questa osservazione del cambiamento: impartire l’insegnamento pratico sé stesso e agli altri di saper passare dalla fossa per la calce spenta e dai carretti difuori dall’impresa e fornire all’impresa maestranze perfettamente addestrate in grado sabbia alle forniture di calcestruzzi premiscelati, dai muri a secco alle pannellaturedi inserirsi nel ciclo produttivo con un buon rendimento qualitativo e quantitativo. prefabbricate, dalle modeste impalcature e dalle staccionate improvvisate agliLa risposta è una formazione all’interno di un cantiere dedicato e adibito alla spazi di cantiere predefiniti ed attrezzati con gru, silos, impastatrice, deposito,costruzione di vere e proprie opere edilizie. Così si orienteranno molte Scuole Edili servizi e uffici»10.tra la seconda metà degli anni Cinquanta e Sessanta, ma l’esperienza genovese,come si è visto, va oltre. Attraverso la cooperativa si acquisiscono commesse, si 10 Scheda storica fornita dalla Scuola Edile di Vicenza, cit.58 59
  • 31. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta È in questo contesto che, in conformità all’art. 46 del contratto collettivo di lavoro firmato l’11 dicembre 1946 e dell’accordo del 1 ottobre 1947, già a partire dall’8 gennaio 1948, su iniziativa del Sindacato Edili dell’Associazione Industriali di Vicenza e «per volontà concorde e concordata tra associazioni di categoria, organi sindacali e funzionari scolastici, in città viene istituita la prima “Scuola Professionale Edile”»11. Al fine di consentire «agli apprendisti muratori, forse neanche in possesso di licenza elementare, di reggere il peso del triangolo vita-lavoro-apprendistato scolastico» la Scuola attiva corsi di insegnamento serali tenuti da docenti che, «frequentando quotidianamente i cantieri, erano in grado di impartire le giuste lezioni di teoria abbinate a poche ma essenziali ed efficaci applicazioni pratiche»12. A Vicenza come nelle altre scuole del Veneto che vengono create in questi anni – Belluno, Padova, Treviso e Venezia - viene fornito agli allievi anche un minimo di materiale didattico, come gli strumenti per disegnare, l’abbigliamento da lavoro, i dispositivi individuali di protezione e le attrezzature di cantiere da imparare ad usare. A Vicenza i primi corsi di formazione ebbero la durata di un solo anno; poi, per un certo periodo, si passò a due anni, infine si consolidarono solo corsi a carattere triennale. «Nel primo anno si impartivano lezioni di cultura (geometria, disegno, tecnologia, approfondimenti sui contratti di lavoro) per un totale di 150 ore. Nel secondo anno erano programmate sia lezioni teoriche (computi metrici, antinfortunistica) per 50 ore, sia attività pratiche, sviluppate in apposito cantiere predisposto presso la Scuola (muri in mattoni e bimattoni, malte, calcestruzzi, sagomatura ferri, casseri, La Scuola Edile di Mantova nasce nel 1949: nella foto alcuni suoi 11 Ibidem. allievi all’opera. 12 Ibidem.60 61
  • 32. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottantaecc.), per almeno 200 ore di lavoro. Nel terzo anno si predisponeva l’inserimento Le figure professionali oggetto di attività formativa erano: muratori, cementisti,dell’apprendista nel cantiere edile per un periodo di almeno 12 mesi, accompagnate carpentieri e ferraioli. Come si legge in una pubblicazione dell’epoca «i corsi sono statida lezioni teorico-pratiche complementari per almeno 150 ore. Alla fine del triennio frequentati sia da lavoratori che da tempo erano acquisiti all’edilizia, sia dalle giovanil’allievo doveva sostenere l’esame ed otteneva un diploma che gli riconosceva la leve del lavoro. Ai corsi di qualificazione infatti hanno preso parte esclusivamentequalifica di quinto livello nell’organico dell’impresa edile»13. operai disoccupati, che avevano già prestato la loro opera presso aziende edili edIn tutto il Triveneto le Scuole nascono e, anche attraverso alcuni scambi, si sviluppano erano quindi in possesso delle più elementari nozioni del mestiere, mentre ai corsiseguendo un percorso simile: si crea un accordo tra le Parti Sociali e assumono un di addestramento sono stati ammessi operai in giovane età, digiuni di qualsiasiruolo centrale le associazioni imprenditoriali attraverso le quali vengono individuati conoscenza nel particolare campo dell’edilizia»14.gli allievi perché quelle stesse imprese costituiscono il terminale lavorativo deigiovani formati. Si procede poi sempre con l’evoluzione verso corsi triennali, con La formazione fattore di ricchezza economica: l’esperienza della Scuola di Bellunouna sempre maggiore integrazione tra attività didattica teorica e individuazione di L’esperienza più significativa realizzata in questo dopoguerra nel Veneto è sicuramenteesperienze operative di cantiere. quella della Scuola Edile di Belluno grazie all’entusiasmo e all’impegno costante eAd Udine si afferma il modello genovese con la costituzione di una cooperativa che determinato soprattutto di Giuliano Licini. La Scuola di Formazione Edile di Bellunoacquisisce lavori che trasforma in veri e propri cantieri scuola. inizia ad operare nel 1953, Licini viene assunto il 5 Settembre del 1955. Ex partigiano,Un altro aspetto importante riguarda la necessità di uscire dal capoluogo di provincia ingegnere con esperienze di lavoro a Roma, presso l’Eni, figlio di insegnanti, Licinie di attivare iniziative diffuse sul territorio. La “Scuola diffusa” è un modello perseguito, decide di tornare nella sua terra e di impegnarsi nell’insegnamento. Ha una fortead esempio, dalla Scuola Edile di Padova, nata alla fine del 1947, che nel 1952 attenzione ai problemi sociali. Lavorare nella formazione per lui vuol dire trovare delledelibera l’istituzione della prima sezione staccata nel mandamento di Montagnana. soluzioni per aiutare i suoi concittadini fortemente colpiti dalla miseria e dalla mancanzaQui si realizza un primo corso di addestramento per muratori a cui fa seguito un di lavoro, offrire loro nuove opportunità. In quegli anni, «nel 1955-56 – inizia il suo lungocorso di qualificazione di sei mesi. Nel biennio successivo vengono aperte sezioni racconto – la miseria era estesa al massimo. Nella provincia di Belluno avevamo unanei comuni di Piove di Sacco, Cittadella, Camposampiero e Monselice. tipologia di vita molto modesta, la gente viveva di pecore e di agricoltura. 14 Collegio dei Costruttori Edili della Provincia di Padova, Il Centro Provinciale di istruzione Professionale Edile, Ed. Officine grafiche13 Ibidem. Stediv, Padova 1952. Redattore dott. Elios Mazzei.62 63
  • 33. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta li avrebbero pagati di più e trattati meglio. Io andavo in Svizzera dove mi dicevano: “mi occorrono 30 muratori, 20 carpentieri, 10 scalpellini”. L’anno successivo ebbi un primo contatto con la Francia: avevano bisogno di scalpellini, avevano finito l’autostrada e volevano ornare. Così gli organizzai due corsi di scalpellini… Quando c’erano delle richieste specifiche comunicavamo la possibilità per la specializzazione. Sono partite circa 40 persone che già facevano i muratori in Svizzera ed hanno poi lavorato lì»15. È in questo contesto che Licini sviluppa una precisa strategia di formazione. «Allora – continua – non si poteva fare un insegnamento formativo, ma un insegnamento informativo e prepararli a quel tipo di lavoro. Del resto quanto sarebbe durato ancora? Un anno, due anni, poi sarebbero tornati a casa e non avrebbero magari fatto più il muratore. Per poter alzare l’economia della provincia occorreva che questa gente emigrasse e riportasse a casa dei soldi. Questa era la nostra teoria. Una teoria che si è dimostrata giusta»16.Così non si sopravviveva e molti avevano preso la via dell’emigrazione. Hanno Una formazione finalizzata non tanto quindi a garantire una mano d’opera alle impresecominciato a partire i nostri ragazzi dai 19 anni in su, come meta avevano soprattutto locali, quanto a creare delle condizioni economiche più vantaggiose ai nostri immigratila Svizzera, partivano in centinaia. Paesi interi che si svuotavano in Primavera e si per riattivare l’economia locale. Un’attività che successivamente si è rivelata vincenterianimavano in Novembre. Partivano ad Aprile, andavano via tutti come manovali anche rispetto all’industria edile locale. Una volta tornati, infatti, questi lavoratori sie minatori. Noi siamo partiti da questa constatazione, abbiamo studiato, cercato di sono trasformati anche in imprenditori o sono diventati dei riferimenti per far crescerecapire per vedere come potevamo aiutarli. La gente andava via, veniva pagata molto la mano d’opera richiamata dai nuovi programmi di ricostruzione.poco, tanto che non potevano inviare a casa del denaro. Vivevano in condizioni Licini parte da quello che esiste, si attiva, sensibilizza le amministrazioni locali, visitaterribili, erano trattati male, venivano sfruttati. Così ho iniziato ad andare in Svizzera. ogni Paese della provincia e avvia un’attività didattica diffusa sul territorio.Sono andato alla Locker, una grande impresa che assorbiva la maggior parte di nostri 15 Intervista a Giuliano Licini, realizzata a Belluno il 4 maggio 2010.lavoratori. Loro avevano bisogno di manodopera qualificata, se fosse stata qualificata 16 Ibidem.64 65
  • 34. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta«C’erano già delle persone, i collocatori, che si interessavano sul posto per poter Cambia l’utenza. Non più lavoratori che necessitano di nuove specializzazioni, macercare di preparare questi ragazzi. La nostra idea era chiara: miglioriamo la giovani provenienti dalla campagna che vogliono imparare un mestiere. «Nel ’62preparazione di questa gente così che vadano via qualificati. Abbiamo chiesto ai – ricorda ancora Licini – avevamo 10 Scuole che funzionavano. I ragazzi venivanoComuni di fare dei corsi di formazione professionale che consentissero di trasformare a Scuola con lo slittino, sulla neve, era una cosa incredibile! Si facevano anche 12in operai i manovali e i minatori in muratori. La prima iniziativa è stata realizzata in chilometri per arrivare. D’Inverno c’era tanta di quella neve che scendevano a vallecollaborazione con il Comune di Ponte nelle Alpi. Io avevo insegnato nella scuola con lo slittino e tornavano con lo slittino sulle spalle. Avevano 14 anni ed eranotecnica di Belluno, avevo imparato che la scuola era importante, ma anche chi felici di farlo, c’era una motivazione diversa. Per i ragazzi di allora l’andare in questeinsegnava lo era. Io facevo 12 ore al giorno, prendevo 37 mila lire al mese. C’era scuole era veramente un’emancipazione sociale. Allora i ragazzi che riuscivanoun clima diverso da adesso. Siamo partiti così ed ho trovato in questi Comuni un a formarsi avevano la certezza di cambiare la loro vita. Così alla fine degli annigeometra che ci ha aiutato subito ed abbiamo fatto costruire una piccola struttura Sessanta, in provincia di Belluno, avevamo oltre un migliaio di allievi giovani,che ancora c’è ed abbiamo aperto il primo corso. Parlavo con i collocatori, con mentre gli “anziani” dei corsi serali avevano già finito»18. Soltanto nel 1965 vieneil sindaco, con il parroco e via via ci insediavamo nei Comuni. Cominciammo ad costruita una vera propria sede della Scuola e a costruirla sono direttamente gliorganizzare dei corsi serali presso le scuole comunali, dove ci offrivano degli spazi allievi. Anche a Belluno si segue in qualche modo il modello “genovese” illustrato daadeguati. Abbiamo iniziato con una serie di corsi serali. Avevamo degli insegnanti Picollo, frutto anche della collaborazione e del confronto avvenuto tra i due. «Sonoche erano dei capicantiere. Di giorno lavoravano e la sera facevano gli insegnanti. anni – ricorda Licini – nei quali la Scuola opera anche come impresa mettendosi aEra gente che ci metteva l’anima, davamo da mangiare a mezzogiorno, avevamo disposizione per realizzare nuove opere di interesse sociale, così come restauri euna mensa, ogni scuola locale aveva un suo responsabile. Non avevano mica un recuperi di edifici degradati»19. A Belluno, come in molte altre realtà, si intreccia lasoldo, una lira ai direttori locali non l’ho mai data. Era la passione che li guidava e Scuola diffusa con il cantiere scuola. La frequenza massima viene raggiunta nellali animava»17. seconda metà degli anni Sessanta quando nella provincia si sviluppano i progettiAnche a Belluno così come nelle altre realtà del Paese, con il passare degli anni, e si realizzano alcune importanti dighe tra cui anche quella del Vajont: la scuoladiminuiscono i corsi serali fino a sparire e intanto si sviluppano i corsi diurni. arriva a 13.000 iscritti. 18 Ibidem.17 Ibidem. 19 Ibidem.66 67
  • 35. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaCome ricorda ancora Licini «le imprese si rivolgevano direttamente a noi. Avevamoanche una funzione di ufficio di collocamento diretto»20.La formazione dei formatoriMan mano che si aprivano nuovi centri di formazione diventava sempre più urgentepoter disporre di insegnanti capaci. Così Licini decide che è diventato prioritariocostruire una squadra di formatori. Ancora una volta parte. Oltre che in Svizzera va inFrancia per capire come funzionasse là la formazione. «Poi – continua a raccontare –abbiamo cominciato ad avere dei finanziamenti dalla Provincia di Belluno e abbiamoiniziato a porci la questione della formazione dei formatori. È stata la prima Scuolacostituita in Italia per preparare gli insegnanti, a fare la formazione dei formatori.Il Ministero del Lavoro aveva istituito un istituto di formazione a Napoli. Così sonoandato a Napoli, sono stato lì 15 giorni, sono andato a trovare Pallavicini, il direttore, A destra: una foto ricordo di un gruppo di formatori che avevanoe ho visto il suo sistema. Poi sono stato in Francia a vedere quale era la loro formula, frequentato i sei mesi di corso all’INAPLI di Napoli.anche perché io avevo la mia. Ho scelto Napoli. Abbiamo mandato 36 allievi - Tra loro Giuseppe Patrone.insegnanti. Facevano 6 mesi di corso per 8 ore al giorno. Si insegnava anche a scriveree leggere, perché non tutti sapevano farlo, ma soprattutto si insegnava ad insegnare. anni Sessanta»21. Licini si riferisce all’INAPLI – Istituto Nazionale di AddestramentoCome insegnare questa particolare tecnica, ad esempio? Occorre il carpentiere, non Professionale Lavoratori Italiani – istituto scelto anche dalla Scuola genoveseinteressava che avesse esperienza del suo mestiere, ma che avesse facilità di parola per la formazione dei suoi insegnanti Ricorda Giuseppe Patrone, poi insignitoche fosse attivo e ne ho trovati tanti che ci hanno messo l’anima. dell’onorificenza di Maestro del Lavoro, di come, all’inizio del 1956, «alcuni amici miHanno sacrificato la loro vita per 6 mesi per imparare ad insegnare. Era l’inizio degli dissero che in località Fabbriche c’era una Scuola di addestramento professionale20 Ibidem. 21 Ibidem.68 69
  • 36. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottantacollegata alla costruzione di una scuola elementare e di altri edifici. Così decisi di creando lui stesso tutte le lezioni teoriche non solo verbali, ma anche attraverso iandare là anche perché allora gli allievi venivano retribuiti, cosa che adesso non disegni. Avevamo una sinossi didattica che veniva rilasciata a ogni allievo dove c’eraesiste più da nessuna parte»22. Patrone ha meno di vent’anni e ha già lavorato in tutto, quello che deve saper fare l’istruttore, tutte le fasi per l’insegnamento teorico ediversi cantieri tra i quali quello per la costruzione dell’autostrada Genova – Savona. pratico con tanto di disegni. Era uno strumento base da cui creare le diverse unità diAlla Scuola Edile di Genova inizia frequentando un corso per muratore, «un corso esercizio da un muro d’angolo, all’intonaco sulle pareti, all’intonaco sul soffitto. Daveloce di 5 mesi» ricorda. «Acquisita la qualifica trovai immediatamente lavoro presso qui nascevano le diverse dispense»24. L’esperienza e la metodologia sperimentatealtre imprese che operavano su tutto il territorio perché allora c’erano cantieri da tutte a Napoli, figlia dell’incontro tra Licini e Pallavicini, fa nascere un vero e propriole parti»23. Patrone poi parte militare e al suo rientro viene chiamato dal direttore della modello didattico che resiste nel tempo e viene trasmesso ad altre Scuole e ad altriScuola Edile che gli propone di entrare nella cooperativa con la mansione di aiutante. formatori. Ricorda Claudio Tombari, allora operatore presso la scuola edile di Milano«Sono entrato il 15 luglio del 1958 come operaio specializzato muratore mansioni del e successivamente direttore della scuola edile di Verona, «nel 1976 in una settimanacantiere aiutante istruttore e abbiamo costruito sia a Coronava che a Sestri Ponente di permanenza a Belluno con Licini, venni a conoscenza di questo metodo basatodue case di civile abitazione. Qui ho conosciuto Edoardo Picollo che sosteneva su una serie di schede che aveva imparato a costruire in seguito alla collaborazioneche un buon insegnante prima di tutto deve essere un buon muratore, cioè del con l’INAPLI, che, prima che venissero istituite le Regioni, era il punto di riferimentomestiere, nato nel mestiere. Poi gli si doveva far frequentare delle scuole didattiche per la formazione in Italia. Si trattava di un metodo molto strutturato, tipico degliper formarlo nella sua cultura per renderlo capace di insegnare concretamente. Così anglosassoni e degli americani, che noi istintivamente rifiutavamo, dove però c’eraun giorno mi chiama – allora era Vicepresidente della Scuola Edile genovese – e una procedura, un rigore che risultavano molto utili e che ho sempre tenuto presenteinsieme ad un altro aiutante istruttore mi propone di andare a Napoli, presso un nella mia esperienza professionale successiva»25.Centro nazionale formazione professionale nei mestieri dell’edilizia. Ho frequentatodal 15 febbraio al 15 luglio del 1960 e ho ottenuto il diploma da istruttore sia nella Brescia, Milano, Torino: la tradizione si rinnovaparte pratica sia nella parte teorica. Oltre alla conoscenza del mestiere, che si dava In altre regioni si effettuano percorsi un po’ diversi. In Lombardia se da un lato si registraquasi per scontata, l’istruttore doveva trovare una perfezione nell’insegnamento, una forte continuità con il passato, dall’altro la guerra opera una cesura, accelerando22 Intervista a Giuseppe Patrone, realizzata a Genova il 20 Maggio 2010. 24 Ibidem.23 Ibidem. 25 Intervista a Claudio Tombari realizzata a Roma il 24 Maggio 2010.70 71
  • 37. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta Istruendo bene il muratore gli si conferisce la padronanza del proprio mestiere, che è fonte di sicurezza economica, ma anche di soddisfazione personale. Saper fare bene un mestiere è un patrimonio inestimabile. Il muratore è un mestiere appagante, che dà la possibilità di veder realizzate cose “sorte dal nulla”, costruite con le proprie mani. Queste prime forme di insegnamento del mestiere edile, all’epoca, si effettuavano la domenica mattina, prendendo spunto dalle botteghe delle arti e mestieri del ‘500»26. Donati riallaccia così il filo delle origini e conferma quanto abbiamo visto avvenire in altre parti d’Italia. «All’epoca – continua il suo racconto – si constatò che il graduale apprendimento delle prestazioni manuali di un muratore era dato solo dall’osservazione delle maestranze esperte; il periodo di tirocinio era notevole e il riconoscimento della qualifica era affidato al capomastro. Diventava importante, in un contesto nuovo,un processo di vera a propria modernizzazione. Franco Donati ha oggi novant’anni dare nuovi indirizzi, insegnare e aggiornare. Dal 1946 al 1960 i frequentanti delleanni, imprenditore, è stato a lungo Presidente della Scuola Edile di Brescia. Inizia lezioni che si tenevano la domenica mattina non erano solo giovani al primo impiego,la sua attività proprio nel dopoguerra. «Dopo il diploma di geometra nel 1946 sono anzi, in prevalenza erano giovani già inseriti nelle imprese e quindi già in confidenzaentrato a far parte dell’impresa paterna, che risale al 1820, sesta generazione. Più con i “ferri del mestiere”. Se ne contavano già parecchi sposati e in possesso dellache un mestiere il nostro lavoro lo definirei un’arte, l’arte del costruire: per me è qualifica, ma le Scuole suscitavano un tale interesse per chi era orientato a lavorareil più bel mestiere che ci sia, perché offre soddisfazioni personali imparagonabili nel settore edile che in pochi anni raccolsero l’adesione di centinaia di giovani e dirispetto ad altre attività professionali. La mia passione per la formazione edilizia lavoratori»27. Se a Brescia, con la ricostruzione, si apre una fase nuova, a Milano eè nata per il fatto che mio padre faceva parte del Consiglio dell’Associazione a Torino riprendono ad operare le istituzioni formative nate prima del fascismo. ACapomastri, esistita fino al 1946 e poi trasformatasi in Associazione dei costruttori Milano c’è il Bazzi che resta in qualche modo per il sistema imprenditoriale edileche, subito dopo la guerra, ha avuto l’idea lungimirante di pensare alla creazione milanese l’istituto di formazione di riferimento.di una Scuola per gli addetti all’edilizia. Nel 1946 i nostri padri hanno avuto questa 26 Intervista a Franco Donati, realizzata a Milano il 20 Aprile 2010.intuizione, questa lungimiranza. 27 Ibidem.72 73
  • 38. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaA Torino – come si legge nella nota di presentazione del Centro di formazione – «dopo La ricerca di soluzioni sempre più stabili e la necessità di allargare all’intero territoriola conclusione del secondo conflitto mondiale l’attività di formazione delle maestranze nazionale le esperienze positive che si andavano verificando, conducono alla stipulaedili continua la sua tradizione ed intensifica la sua operatività con i corsi serali gestiti del contratto collettivo del 1959 quando, dopo anni in cui le parti “auspicavano” edalle due istituzioni didattiche del settore: l’Istituto Professionale Edile Torinese per “invitavano” a istituire gli Enti di formazione, ci si trova d’accordo nel prescrivereAssistenti Tecnici e la Scuola di Qualifica per Operaio Edile». l’istituzione di almeno una Scuola in ogni Provincia. A quella data le Scuole che siIn entrambe le città il percorso per la creazione di una Scuola Edile gestita bilateralmente riconoscevano nel sistema bilaterale erano 24, come ricordava nella sua relazionerisulta, proprio per l’esistenza di istituzioni che in qualche modo vedevano coinvolta introduttiva al convegno di Reggio Emilia sulle Scuole Edili, il segretario nazionalel’imprenditoria, più lungo e laborioso che in altre realtà dove invece mancavano o della FILLEA, Carlo Cerri alla fine del 1958 e sono «Scuole – sottolineava – chediventano strumento per dare risposte immediate a specifiche esigenze. Così a Torino, hanno una impostazione e mezzi non sempre uguali, ma che perseguono tuttesulla scia degli accordi contrattuali, a farsi carico della formazione professionale edile con serietà lo scopo di dare ai lavoratori della categoria un valido strumento pernon sarà più la sola categoria imprenditoriale, ma si avviano ad esserlo insieme le Parti migliorare le loro capacità professionali». Aggiungeva inoltre che queste esperienzeSociali dell’edilizia, cioè le rappresentanze sindacali dei costruttori e dei lavoratori. Il «ci consentono di affermare che le Scuole Edili hanno dimostrato di essere, alla provarisultato è la creazione, nel corso degli anni Cinquanta, dell’Ente Scuola per le Industrie dei fatti, lo strumento più idoneo ed efficace per l’addestramento e il perfezionamentoedilizia ed Affini, che provvede a finanziare i corsi delle due istituzioni sopra ricordate. professionale dei lavoratori dell’edilizia». Lo stesso Cerri, dopo aver evidenziato unaA Milano il punto di arrivo del confronto tra le Parti Sociali è la costituzione nel 1954 serie di criticità, tra cui alcune resistenze di parte imprenditoriale, conclude ricordandodella Fondazione Convitto Allievi delle Arti edilizie e affini e coincide con il progetto le «richieste che sono state avanzate proprio in questi ultimi tempi agli industrialidella costruzione del complesso edilizio di Via Paravia nella zona San Siro, che verrà affinché si dia finalmente corso alla istituzione delle Scuole» che avrebbero portatoinaugurato il 30 Novembre del 1958, alla presenza del cardinale Giovanni Battista rapidamente all’accordo contrattuale (Scuole e addestramento professionale – 1958).Montini, il futuro Papa Paolo VI. Del resto si è trattato di un percorso che, come abbiamo visto, in molte realtà locali aveva trovato piena attuazione fin dall’immediato dopoguerra. Lo sottolineaUna Scuola Edile in ogni Provincia con chiarezza Donati, affermando come «ancor prima che le Scuole fosseroIntorno alle esperienze di queste e di altre Scuole si sviluppa il confronto sindacale istituzionalizzate, che facessero parte del contratto, il rapporto fra Scuole e sindacatotra associazioni imprenditoriali e organizzazioni dei lavoratori. era comunque già in atto.74 75
  • 39. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaAttività di formazione della Scuola Edile di Bologna La Scuola Edile di Bologna viene fondata nel 1947. A sinistra e in basso due foto delle aule utilizzate per i corsi. «Non si hanno fabbriche bene edificate, se le opere non sono eseguite a seconda di certe regole dirette ad ottenere disposizioni opportune. Queste regole devono essere studiate da chi vuole apprendere e praticamente professare l’arte del ben costruire, ed è indispensabile che, per quanto è nei rispettivi attributi, siano ben note agli ingegneri, agli architetti, ai periti in costruzione, agli imprenditori e persino agli stessi operai». (Giovanni Curioni, Lavori generali di architettura civile, stradale ed idraulica, 1868).76 77
  • 40. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaScuola Edile di Belluno: i corsi degli anni Cinquanta «Passata una guerra, passata un’alluvione, passato un cataclisma, l’uomo ferito nell’orgoglio e spogliato del bene più caro: la casa, si ribella e si immerge nel lavoro di ricostruzione, inconsapevolmente attiva un concetto vecchio nella storia dell’arte secondo il quale la “costruzione è l’arte di disporre i materiali nelle fabbriche”, ovviamente quest’arte si estende e comprende il lavoro effettuato dal muratore, dal falegname, dall’ebanista, dal ferraiolo». Scuola Edile di Mantova78 79
  • 41. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaQuando le Scuole organizzavano qualche iniziativa, i sindacati venivano sempre corsi di perfezionamento, di specializzazione, spesso su richiesta di esigenzeinvitati e venivano comunque interpellati e coinvolti in molte questioni. Quindi la immediate. Si andava sempre più consolidando un processo che mirava a costruirefunzione paritetica ha sì trovato il suo momento di ufficializzazione ad iniziare dal dei percorsi formativi più lunghi rivolti alle nuove generazioni di lavoratori.1960, però ancor prima si era instaurata già una stretta e diffusa collaborazione, Ciò comporta una cambio di prospettiva alla cui base vi era la necessità di legareche ha avuto una continuazione senza dissidi e, anzi, con una proficua reciprocità la formazione all’obiettivo di riuscire a costruire una professionalità che restassedi interessi. all’interno delle costruzioni edili.Nelle Scuole, infatti, le organizzazioni sindacali vedevano realizzarsi gli interessi Se, infatti, da sempre l’edilizia costituiva un settore di passaggio dall’agricolturadel lavoratore, e gli imprenditori l’interesse dell’impresa a disporre di risorse all’industria o a lavori più sicuri, diventava essenziale contenerne i flussi diumane preparate e competenti. Così nel 1960 le Scuole Edili furono riconosciute dispersione.istituzionalmente dal Contratto Nazionale e la gestione è diventata poi paritetica, Ciò coincideva, del resto, con un aumento dei flussi stessi di accesso all’edilizia.una cogestione. Per anni le associazioni imprenditoriali si sono fatte carico dei Come si è visto, sono questi gli anni in cui numeri sempre più consistenti di allievicosti della formazione, poi dal 1960 il finanziamento delle Scuole è stato, almeno in accedono alle Scuole e ai corsi di base.parte, garantito attraverso il contributo contrattuale territoriale»28. Come ricorda ancora Patrone «fin dal 1960-61 cominciarono ad arrivare molti giovaniUn contributo che fino ad allora poteva variare dallo 0,30% fino allo 0,70% del dalla bassa Italia e anche dalla Sardegna e ci si trovava di fronte ad un problemasalario a seconda delle realtà territoriali. di linguaggio. Avevamo problemi a comunicare, a farci capire, un problema grosso che non avevamo all’inizio previsto e che abbiamo affrontato e risolto talvoltaGli anni Sessanta: un primo cambiamento di prospettiva anche incrociando l’italiano con il genovese, perché in molti cantieri era il dialetto aCome abbiamo visto raccontando le diverse esperienze formative a livello territoriale, identificare azioni e strumenti di lavoro. Mi ricordo che quando ero alla Scuola Edilecon i primi anni Sessanta in molte realtà si assiste ad un cambiamento nella gestione le uniche parole pronunciate da molti operai inizialmente erano solo “buongiorno”stessa dei corsi. Sembra finire quella che possiamo chiamare la fase di “emergenza”, quando arrivavano al mattino e “buonasera” quando andavano via, poi il discorsola fase in cui la formazione era fortemente finalizzata a garantire un aggiornamento, praticamente finiva lì perché non conoscevano nessuna parola di italiano»29.28 Ibidem. 29 Intervista a Giuseppe Patrone, cit.80 81
  • 42. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaDel resto la fotografia che emergeva dal censimento del 1961 evidenziava unsettore fortemente frammentato dove oltre il 66% delle imprese aveva meno di10 addetti, anche se rispetto a dieci anni prima risultavano rafforzate le fasceintermedie fino a 100 addetti, dove si concentrava circa il 52% del totale degliaddetti e crescono le grandi imprese con un’occupazione che sfiora il 10% .Il decennio non si caratterizza, pertanto, per sostanziali cambiamenti se non perun certo rafforzamento dell’impresa media più strutturata, a cui corrisponde unatendenza verso un aumento delle categorie operaie più qualificate e soprattuttodi quelle specializzate, come del resto era da attendersi proprio alla luce delmaggiore impiego del cemento armato.Contemporaneamente vi è da dire che i primi anni del nuovo decennio sonoanni di grande espansione e di una ripresa del confronto sindacale, conesplicite richieste di aumenti salariali e di modifiche nella stessa struttura dellaretribuzione operaia. Richieste che in parte verranno accolte. Ciò avvenne momento in cui, sotto la spinta dell’accordo sindacale del 1959, le organizzazionisubito prima che si completasse il lungo ciclo espansivo e si aprisse una nuova sindacali avevano aperto il confronto per la nascita di nuove Scuole soprattuttofase inizialmente di tipo recessivo e poi comunque di contenimento produttivo nelle regioni del Centro – Sud.e di razionalizzazione. I livelli produttivi più bassi che caratterizzeranno quasi Il vero fatto nuovo, però, è l’effetto della crisi del 1964 sull’occupazione delinteramente il resto del decennio produssero effetti anche sulla struttura della settore che determina, per la prima volta dal dopoguerra, un arretramento.mano d’opera e sui “disegni” delle Scuole Edili. In particolare ebbero l’effetto Nel biennio 1965-66 il calo occupazionale sfiora l’11%, dagli oltre 2 milioni deldi bloccare il processo espansivo e l’ampliamento delle strutture formative, 1964 si scende sotto il milione e 900 mila di due anni dopo. (Cipollini, 1980).mettendo in crisi il modello di crescita dell’investimento in formazione soprattutto Una nuova ripresa si registrerà a partire dal 1968 anche per in virtù di alcunenelle scuole di maggiore dimensione. leggi di incentivazione e di alcuni provvedimenti anticongiunturali. Gli effettiContemporaneamente questo cambiamento di prospettiva avveniva nel furono una ripresa delle progettazioni e una nuova crescita della domanda.82 83
  • 43. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaBisogno di mano d’opera: la scelta dei convitti lavorare. Erano molto motivati, ma anche spaesati quando arrivavano e, attraversoPer capire quali fossero gli effetti di questi cambiamenti congiunturali sul sistema della questo percorso, andavano acquisendo sicurezza ed ovviamente imparavano unformazione ricorriamo, ancora una volta, ad alcune “storie” territoriali. Torniamo allora a mestiere. C’era chi già dal primo anno si accorgeva che non era portato e potevaMilano dove cresceva il ruolo della Scuola Edile di fronte ad una domanda che, proprio tranquillamente lasciare la Scuola per seguire la propria strada. Non c’era, infatti,all’inizio degli anni Sessanta, si faceva sempre più ampia.«Prima del 1963 – ricorda l’obbligo triennale. Avevamo dieci, undici corsi diurni di circa 220/230 allievi e altrettantiSergio Baroni, assunto proprio in quell’anno alla Fondazione Convitto Allievi delle Arti corsi serali. C’era veramente un giro vorticoso di ragazzi che entravano ed uscivano,edilizie ed affini della Provincia di Milano – i corsi erano solamente serali. Dal 1963 il seguivano corsi e andavano a lavorare»31. L’attività formativa in questi primi anniConsiglio di Amministrazione decise di dare un impulso alla formazione professionale Sessanta si abbina a forme di vera e propria educazione e di insegnamento di base.e quindi di andare alla ricerca di ragazzi provenienti soprattutto dal Meridione e da zone Ricorda ancora Baroni come allora accedessero al convitto e alla Scuola «personedepresse della Lombardia. Così iniziammo questi primi corsi. In seguito iniziammo a che non sapevano neanche scrivere, tanto che alla fine,oltre ad un lavoro e ad unareperire ragazzi in altre regioni dell’Italia per cercare coloro che avevano voglia di venire qualifica, riuscivamo a dare loro anche un’istruzione»32.a Milano a fare formazione professionale in edilizia. Il convitto serviva per ospitare i In questi anni l’esperienza milanese del convitto, così come quella di pochi anni doporagazzi provenienti da zone lontane dando così loro un alloggio. Venivano seguiti sia a Torino, vogliono rispondere alla trasformazione del mercato del lavoro segnato dadal punto di vista scolastico che durante le ore extrascolastiche»30. un importante passaggio generazionale. Cresce l’obiettivo di una formazione cheBaroni così ricostruisce l’evoluzione della didattica a partire dai primi anni Sessanta: abbini istruzione, addestramento e formazione professionale.«inizialmente i corsi duravano tre anni ed erano suddivisi in questo modo: il primo anno Come si legge nella scheda illustrativa della storia della Scuola Edile di Torino «negliera diurno a tempo pieno, cioè 44 ore a settimana sabato compreso e si facevano anni Sessanta l’evoluzione delle tecniche di costruzione, l’incremento della produzioneteoria e pratica. Iniziavano i primi di Ottobre e terminavano a metà Giugno con un edilizia e le caratteristiche del mercato del lavoro hanno posto con vigore l’esigenza dipiccolo esame, chi lo superava veniva mandato a lavorare presso le imprese. Quindi una profonda innovazione strutturale ed organizzativa dell’attività di formazione. Maa Giugno venivano inseriti nei cantieri per poi rientrare ad Ottobre ai corsi serali. Il tale innovazione non poteva essere assolutamente realizzata nella vecchia sede, chesecondo e terzo anno i corsi erano serali perché i ragazzi avevano cominciato a presentava incolmabili carenze di spazio e insuperabili inadeguatezze ambientali»33. 31 Ibidem. 32 Ibidem.30 Intervista a Sergio Baroni realizzata a Milano il 18 Maggio 2010. 33 Brano tratto dalla scheda storica fornita dalla Scuola Edile di Torino.84 85
  • 44. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaA Torino la Scuola Edile ha una grane tradizione, padri e figli frequentano spesso realtà estere che abbiamo costruito il nostro centro, che è diventato poi un puntogli stessi corsi, la domanda è in forte aumento. Così come ricorda Marco Giolito – di riferimento»34. Mentre a Torino si avviava il progetto del Centro di formazionedelegato dal Collegio dei Costruttori edili fin dai primi anni Sessanta a seguire la con strutture ricettive, a Milano proprio il modello del convitto iniziava ad essereformazione professionale – la svolta c’è stata quando sia il Collegio Costruttori che oggetto di riflessione. La crisi del 1963-64 avviava un processo di rallentamentoi sindacati, che in questo terreno sono sempre andati d’accordo, hanno ritenuto della domanda, destinato ad acuirsi negli anni successivi fino all’altra crisi, quellache il numero dei corsi e degli allievi non erano più compatibili con la struttura di inizio degli anni Settanta.che li ospitava. Soprattutto diventava essenziale disporre di locali adatti, di spazi Ricorda Claudio Tombari come negli anni Sessanta ci fosse tantissimo da costruire.per le esercitazioni. Ugualmente si riteneva necessario dotarsi di una struttura Come abbiamo visto siamo all’apice del ciclo espansivo: crescono gli investimenti,edilizia che fosse in grado di ospitare e far crescere i tanti giovani che entravano la produzione registra i livelli massimi mai raggiunti. Di fronte a questa forte domandanel mondo edile passando per la Scuola. Ciò anche per essere competitivi con la «non c’erano assolutamente operai, ed ecco che allora la scelta è che diventaScuola della Fiat che ovviamente era particolarmente ambita per chi voleva entrarvi essenziale: portare mano d’opera aggiuntiva dalle regioni del Sud. A questo fine laa lavorare. L’idea era che la Scuola dovesse essere un richiamo anche per altri Fondazione milanese decide di costruire un convitto da 400 posti letto per facilitaregiovani che non si dovessero sentire studenti di serie B, ma orgogliosi di far parte il trasferimento di mano d’opera dall’agricoltura all’edilizia, dal sud al nord.della categoria. Torino ha quindi cominciato a pensare alla costruzione di un vero Viene svolta un’azione di sensibilizzazione: gli insegnanti partivano da Milano allae proprio centro di formazione, completo di convitto, di strutture imitative di un volta di piccoli paesi del Sud, offrendo vitto e alloggio ai ragazzi che non avevanocantiere moderno. In vista della realizzazione, prima di iniziare, abbiamo pensato lavoro. All’inizio l’operazione ebbe successo, ma poi progressivamente il modellodi andare a vedere altre realtà per farci un’idea. Abbiamo così visitato le scuole di non ha funzionato, perché molti di questi ragazzi che si erano trasferiti restavanoMilano, di Belluno, di Venezia e di Ravenna, dove vi era una Scuola molto bella; magari un anno, ma poi sceglievano altre strade, andavano a fare i pizzaioli oma le dimensioni del Centro che noi avevamo in mente dovevano essere molto più trovavano lavoro all’Alfa Romeo e finivano a fare i metalmeccanici. Del resto ilampie. Così abbiamo pensato di andare a vedere come si comportavano all’estero. lavoro che molti desideravano di venire a fare a Milano non era l’edile; si ambiva alTramite l’ANCE abbiamo individuato alcune importanti Scuole in Svizzera e in posto fisso, a fare il metalmeccanico»35.Francia e siamo andati a visitarle. Dalla Svizzera ci dissero che secondo loro la 34 Intervista a Marco Giolito realizzata a Torino il 19 Maggio 2010.Scuola migliore era in Olanda e quindi siamo andati lì. Ed è ispirandoci a queste 35 Intervista a Claudio Tombari, cit.86 87
  • 45. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaLa vicenda milanese, che, come vedremo, è destinata a concludersi con una ne registra circa 92.000, quasi tre volte tanto. Il risultato è una struttura dell’offertaprofonda ristrutturazione organizzativa che coinciderà con l’avvio di una nuova completamente rivoluzionata con l’84% delle imprese di dimensioni minime. Erano ilfase caratterizzata da cambiamenti profondi nelle stesse strategie formative, è 66,5% nel 1961. La piccola e piccolissima impresa non è più soltanto la componentetestimonianza di un disagio delle Scuole di fronte a modificazioni rilevanti nel imprenditoriale prevalente, ma assume un peso assolutamente anomalo rispetto allamercato delle costruzioni che si accompagnano ad un clima di maggiori incertezze, struttura di dieci anni prima.di variazioni rapide che investono il mercato del lavoro così come la composizione Siamo di fronte ad un fenomeno sconvolgente di frammentazione esponenziale.stessa della mano d’opera. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni del decennio Quali sono state le cause di questo processo così straordinario? Sicuramentesuccessivo si verifica un cambiamento del rapporto tra formazione e mercato che una pluralità di fattori. Innanzitutto va considerato il cambiamento rilevantecomporterà una profonda revisione delle modalità stesse di gestire e di organizzare nell’organizzazione del processo costruttivo. Come abbiamo già evidenziato,la formazione professionale. Del resto le costruzioni, come vedremo tra poco, escono nel corso degli anni Sessanta si afferma definitivamente la soluzione tecnologicadagli anni Sessanta profondamente cambiate, soprattutto nella struttura dell’offerta, delle costruzioni in cemento armato, con tutte le conseguenze che ciò comportacon una crescita esponenziale del numero delle imprese attive e una riorganizzazione in termini di frammentazione delle fasi lavorative a cui corrisponde una sempre piùdella composizione professionale a favore di una maggiore qualificazione, con ampia e diffusa specializzazione non tanto professionale, quanto proprio di impresa.effetti sul piano del costo del lavoro, ma anche con un allargamento sul piano delle L’organizzazione del processo costruttivo non è più gestita da una sola impresa, ma sicompetenze e quindi in termini di segmentazione delle imprese. accentua sempre di più la compresenza di imprese che fanno della specializzazione la loro caratteristica produttiva.La grande trasformazione Il secondo aspetto riguarda l’andamento del mercato delle costruzioni e l’accelerazionePer capire quale trasformazione sia avvenuta negli anni Sessanta basta confrontare in termini di investimenti e di produzione rilevabile tra la fine degli anni Cinquanta e iil numero complessivo delle imprese attive registrate dai censimenti del 1961 e del primi tre anni del nuovo decennio: una fase espansiva della domanda che ha attratto1971: erano poco più di 49.000 e diventano 109.400 dieci anni dopo, dunque sono più nuovi soggetti imprenditoriali.che raddoppiate. In dieci anni sono apparse sul mercato oltre 60.000 nuove imprese, Il terzo elemento è legato alla crisi del biennio 1964-65 e alla ripresa di fine decennio.quasi tutte piccolissime imprese con meno di 10 addetti. Questa fascia di impresa, Come abbiamo visto il calo produttivo e degli investimenti ha determinato unainfatti, nel 1961 era composta da 32.600 aziende, dieci anni dopo il censimento consistente espulsione di mano d’opera anche qualificata che, a fronte di una88 89
  • 46. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottantasituazione di generale difficoltà nel trovare lavoro, in parte è rientrata nel settorecome titolare di impresa, spesso come società individuale.Così come a metà degli anni Cinquanta nel manifatturiero e successivamente in altrefasi economiche recessive, anche negli anni Sessanta il sistema produttivo italiano sicaratterizza per trasferimenti dal lavoro dipendente, spesso operaio, ad esperienzeimprenditoriali, sostenendo un modello di sviluppo fondato sempre più sulla piccolae media impresa.Dall’analisi dei dati del censimento del 1971, messi a confronto con quelli di diecianni prima, emerge l’aumento in valori assoluti delle imprese da 10 a 49 addetti,circa 2.000, mentre calano le imprese medie da 50 a 99 addetti (da 2.000 a 1.385) eda 100 a 499 che nel 1961 erano più di 1.000 e nel 1971 sono 689. Calano anche legrandi imprese: da 73 a 64. Sul piano occupazionale si assiste ad una considerevole A destra:riorganizzazione con circa il 66% della forza lavoro concentrata nelle piccole imprese allievi della Scuola Edile di Bari.con meno di 50 addetti, contro un 51% del 1961.Tutto ciò soprattutto a scapito dellamedia impresa fino a 500 dipendenti, che nel 1961 assorbiva poco meno del 40% e comuni, unica categoria a registrare un calo in valore assoluto passando da 281.436ora arriva a mala pena al 26%. Il risultato è una decisa inversione di tendenza rispetto a 153.243, con una perdita di oltre 120.000 operai,che in percentuale significaal decennio 1951 - 1961 con una frammentazione esasperata, con un numero medio un deciso ridimensionamento riducendosi dal 40% del 1961 al 23,6%. Si trattadi addetti per impresa pari a meno di 8 contro i 17 del decennio precedente. A di un processo che da un lato è collegato a meccanismi del mercato del lavoroconfermare l’importanza della riorganizzazione produttiva in senso specialistico è la e dell’organizzazione produttiva, come la scomparsa di alcune mansioni previstefotografia della composizione dei lavoratori per qualifica. Cresce, infatti, la percentuale dalla qualifica del manovale comune, in parte alla tendenza sindacale a spostare alladegli operai specializzati e di quelli qualificati che nel 1971 rappresentano oltre il categoria superiore fasce di lavoratori comuni.50% del totale, contro il 39% del 1961. In crescita anche l’incidenza dei manovali In sintesi dunque gli anni Sessanta sono un decennio nel corso del quale si vaspecializzati e degli operai comuni, passati dal 15,7% al 22%, a scapito dei manovali definendo quella che sarà sostanzialmente la struttura produttiva dell’industria italiana90 91
  • 47. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottantadelle costruzioni negli anni a venire. Un periodo in cui sicuramente si determina una ricorda Matarrese «ci rendemmo conto che la costruzione di un grande centro a Baricrescita della qualificazione della mano d’opera in senso decisamente specialistico doveva essere subordinato alla presenza dei lavoratori, ovvero che era la Scuola acontemporaneamente ad una crescita dei livelli medi di inquadramento all’interno dover andare dalle maestranze e non viceversa. Cosi cominciammo ad attivare deidella griglia delle qualifiche definite dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. corsi nei centri urbani dove c’era maggiore presenza di operai edili. E partimmo con Andria. I primi corsi li facemmo partire appoggiandoci agli istituti industriali»36. Il tourGli anni Settanta: lo sviluppo delle Scuole Edili e l’affermarsi di un nuovo per l’Italia conduce anche Bari sulla strada della Scuola diffusa. Così le esperienzamodo di fare formazione accumulate negli anni Cinquanta e Sessanta diventano sapere comune e condivisoIn questo contesto di forte cambiamento il sistema delle Scuole Edili vive una fase e aiutano le nuove Scuole a scegliere percorsi consolidati.di crescita quantitativa con la nascita tra il 1961 e il 1970 di altre 24 Scuole. Tra «In seguito – continua Michele Matarrese, che da allora ha continuato ad esserequeste, sullo stimolo delle disposizioni contrattuali, nascono Scuole ad Alessandria Presidente dell’Ente Scuola – affittammo un appartamento vicino all’Associazionee a Cuneo, ad Imperia e a La Spezia, a Parma, a Carrara. Viene costituita la Scuola Industriali di Bari e pubblicammo un bando di concorso per la ricerca di undi Firenze; le Parti Sociali fondano Enti di formazione a Perugia e a Terni, così come direttore. Con la presenza di un direttore e con una piccola sede iniziammo i corsia Matera. Un’esperienza importante anche per la crescita che essa avrà negli anni oltre che ad Andria, anche a Gravina e ad Altamura utilizzando sempre strutturea venire e per le scelte in qualche modo simili a quelle che si andavano facendo al locali di appoggio e consolidando progressivamente la nostra presenza ad Andria.Nord è la creazione della Scuola Edile di Bari. Utilizzammo capannoni per fare lavorare sul campo carpentieri, muratori e ferraioli, cioè le qualifiche professionali allora più richieste. Tutto questo fu fatto in sinergiaBari: un lungo percorso con i sindacati. Piano piano arrivarono anche le risorse economiche. Con l’istituzioneIstituita nel 1963 la Scuola di Bari per molti anni vive solo sulla carta, fino al 1970 della Cassa Edile e del Comitato Paritetico Territoriale, abbiamo individuato deiquando diviene Presidente Michele Matarrese e imprenditori e sindacati decidono di meccanismi di finanziamento concordati tra sindacati e datori di lavoro»37. Ancheavviare una valutazione su come sviluppare un progetto di formazione. In un lungo Bari quindi segue un percorso simile a quello che venti anni prima avevano seguitogiro d’Italia le Parti Sociali visitano diverse Scuole e analizzano le varie esperienze. le prime Scuole, puntando alla Scuola diffusa sul territorio.Così se, prima della partenza, forte era l’intenzione di costruire una struttura dedicata, 36 Intervista a Michele Matarrese realizzata a Bari il 13 Maggio 2010.un vero centro di formazione sulla scia di quelli visitati al Nord, al ritorno, come 37 Ibidem.92 93
  • 48. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaL’esperienza di questi primi anni evidenzia una partecipazione di giovani e specializzata. Così, accanto ai corsi più tradizionali dedicati ai muratori, ai carpentierilavoratori con un bassissimo livello di istruzione tanto che buona parte dell’attività di o ai ferraioli se ne aprono di nuovi rivolti a ponteggiatori, posatori, macchinisti.formazione viene dedicata all’istruzione di base con corsi di italiano e di matematica. In molte realtà queste iniziative ebbero un certo successo. Complessivamente leCome ricorda sempre Matarrese «era questa una differenza importante con quanto Scuole iniziarono a diventare un riferimento professionale importante, anche perché,avveniva in molte Scuole del Nord come ad esempio a Milano dove era possibile fare come si legge in un documento della Scuola di Vicenza, «molti giovani intravedonosoltanto una formazione veramente professionale. Del resto il problema era che se in queste specializzazioni la possibilità di lavorare non solo all’interno di una impresanon sapevano scrivere o leggere non sarebbero stati neanche in grado di decifrare ma anche individualmente»40.un disegno, quindi come facevano ad arrivare ad una formazione professionale Sono anni in cui anche la formazione professionale si intreccia sempre di più conqualificante, se prima non disponevano di un’istruzione di base?»38. l’evoluzione dei programmi di istruzione e con l’innalzamento dell’obbligo scolastico.Per oltre vent’anni l’attività di formazione promossa dalla Scuola di Bari procedette «Negli anni Settanta – ricorda Baroni parlando della realtà milanese – avendo anchein questo modo arricchendosi di corsi sempre più professionalizzanti fino a quando, ragazzi che non avevano la licenza media, iniziammo il recupero dell’obbligointorno alla metà degli anni Novanta, il vecchio progetto di creare un vero e proprio scolastico proprio perché ci accorgemmo che erano ragazzi bravi manualmente,centro di formazione prese corpo con l’acquisto di un’area industriale dismessa. «Fu ovvero sapevano fare il muratore, il carpentiere, il verniciatore, il ferraiolo, ma eranoallora che capimmo che era possibile ed era venuto il momento di portare gli allievi privi del cosiddetto “pezzo di carta”, cioè della licenza media. Quindi avviammo ialla Scuola Edile e non viceversa»39. La costruzione del Centro richiese diversi anni corsi per il recupero dell’obbligo scolastico ed offrimmo ai ragazzi la possibilità ditanto che dal 2000 al 2003 la Scuola di Bari sospese la propria attività, riprendendola conseguire il diploma di licenza media. Organizzammo corsi per 50/60 ragazzi pernella nuova sede nell’ottobre del 2004. prepararli successivamente agli esami di licenza media. Cercammo anche insegnanti di lingua straniera, oltre che di matematica e di altre materie, perché creammo ancheDai Centri di formazione a nuovi modelli formativi una sezione di francese e una di inglese. Andammo avanti così per circa 12 anni (dalSuperata la crisi di inizio decennio, dalla metà degli anni Settanta cresce la domanda 1975 al 1987) con circa un centinaio di insegnanti»41. Intorno alla metà degli annida parte delle imprese di poter disporre di nuova mano d’opera sempre più Settanta l’offerta formativa a Milano inizia a cambiare e viene rivisto il progetto basato38 Ibidem. 40 Scheda storica fornita dalla Scuola Edile di Vicenza, cit.39 Ibidem. 41 Intervista a Sergio Baroni, cit.94 95
  • 49. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottantasul convitto e su di una gestione a 360 gradi della formazione delle nuove generazioni. Scuola viene rifondata non solo in ragione dei costi di gestione (il convitto vieneRicorda ancora Baroni: «a metà degli anni Settanta le Parti Sociali, l’Associazione chiuso e i locali vengono affittati ad una società para-medica), ma, per volontà delleImprese edili di Milano (Assimpredil) e le componenti sindacali decisero di dividere parti, nell’immobile sono stati tenuti degli spazi per gli impiegati amministrativi, perla fondazione convitto dal centro formazione edile, che iniziò così l’attività completa l’attività formativa e per la commissione tecnica della prevenzione degli infortuni»45.con un suo direttore, un suo Consiglio di Amministrazione e il suo staff»42. Dalla seconda metà degli anni Settanta l’Ente scuola di Milano si rifonda e«In quegli anni – aggiunge Claudio Tombari – il sistema basato sul convitto e sul contemporaneamente si apre a nuove soluzioni formative, guarda a nuovi target. Ègrande centro di formazione va in crisi, finisce per non funzionare. ancora Baroni a raccontare questa nuova fase.A fronte di risultati insoddisfacenti registra costi clamorosi, che diventano insostenibili. «Fino al 1975 circa i nostri corsi erano rivolti esclusivamente a ragazzi di età compresaLa necessità di alimentare la domanda con nuova mano d’opera aveva spinto la tra i 14 e i 17 anni, quindi a ragazzi che non erano molto preparati anche dal punto distessa associazione dei costruttori a trovare un sistema che potesse attirare i giovani vista culturale. Dal 1975 in poi si iniziò invece a pensare di aprire la Scuola anche adlegandoli con un’offerta di servizi e di formazione. Ma il modello si era rivelato altre figure professionali, quindi anche a maggiorenni inoccupati e/o disoccupati. Iinadeguato, non consono a come si andava strutturando il mercato del lavoro, non primi corsi rivolti a questi giovani iniziarono nel 1976 con il corso di operatori macchinesoltanto quello edile, ma più in generale tutto il mercato del lavoro»43. Per Tombari movimento terra. Il problema però non era trovare i maggiorenni, ma i terreni dovefiniva così «la fase della concezione della Scuola Edile come ruolo di alimentatore fare i corsi, di trovare le macchine ecc… Quindi partimmo alla ricerca di impresequantitativo del settore, che era l’idea con la quale era nata l’esperienza del convitto disposte ad affidarci terreni, capannoni e macchine. Grazie all’aiuto di ASSIMPREDILe sulla quale si era basata l’attività della Scuola fino a quel momento»44. Il risultato è e di ditte disposte ad aiutarci anche per loro interesse, riuscimmo a far partire ilun processo di ripensamento che si risolve in una ristrutturazione lunga e complessa corso ottenendo ottimi risultati. Successivamente abbiamo fatto corsi per meccaniciche porta alla rifondazione del sistema di formazione bilaterale, con la liquidazione elettricisti di cantiere e gruisti rivolti a ragazzi dai 20 anni in su»46. Baroni ricorda comedella Fondazione e la cessione della struttura a terzi. Nasce così l’E.S.E.M. (l’Ente in quegli anni ci fosse poco lavoro e ai corsi della Scuola iniziarono a partecipareScuola Edile di Milano). anche dei laureati, diplomati che speravano, acquisendo una specializzazione, diCome ricorda Franco Gullo, già Vicepresidente della Scuola e della Fondazione «la riuscire ad entrare nel mondo del lavoro.42 Ibidem.43 Intervista a Claudio Tombari, cit. 45 Intervista a Franco Gullo realizzata a Roma il 13 Aprile 2010.44 Ibidem. 46 Intervista a Sergio Baroni, cit.96 97
  • 50. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaCosì descrive questo cambiamento Claudio Tombari, anche lui occupato nella Scuola nell’organizzazione stessa del lavoro e del cantiere avevamo iniziato a discutere diEdile di Milano. «All’inizio degli anni Settanta si aprì una riflessione in termini di costi e come dare una risposta alla crescente richiesta, da parte sia delle imprese che deibenefici: il sistema formativo di allora, prevedeva un anno a tempo pieno, poi due anni di lavoratori, di elevare la formazione professionale e fare qualcosa che servisse ai livellilavoro con i corsi serali. Il risultato era che in media da circa 400 allievi che cominciavano, più alti del settore; non più, dunque, solo una formazione diretta verso gli operai, mane arrivavano al terzo anno sì e no 60, con uno spreco di risorse spaventoso, facendo sì anche nei confronti dei tecnici e di altre categorie impiegatizie.che l’esperienza del convitto si restringesse alla sola ospitalità. Il modello era unico, la Del resto la cooperativa era uno strumento validissimo dal punto di vista addestrativoScuola aveva un unico compito: prima formazione di gente che non lavora, che io attiro, perché i ragazzi, che venivano ai corsi senza avere nessuna nozione del lavoro,formo e mando a lavorare. La soluzione che avevamo pensato era quella di costruire eseguivano delle lavorazioni pratiche corrispondenti a quelle che avrebbero trovatoun catalogo di attività che rispondesse alle esigenze delle imprese alle quali all’epoca poi in cantiere facendo un’esperienza estremamente realistica. La cooperativa peròla Scuola Edile costava l’1% del monte salari, una cifra enorme. Si doveva fare in modo assorbiva una grossa quantità di risorse perché partecipare agli appalti e avere unche ci fosse un ritorno, che la Scuola fosse produttiva sia per le aziende che per i numero elevato di apprendisti significava dedicare molto tempo e denaro, che venivanolavoratori. Le direzioni intraprese sono quindi state due: la formazione continua, cioè sottratti alla formazione tradizionale. Inoltre, dopo la grande fase della ricostruzione,la possibilità di imparare nuove cose per chi già lavorava, e l’attivazione di corsi diversi durante la quale c’era lavoro per tutti, la cooperativa inizia a diventare un elementoin sede di prima formazione, anche in base al fatto che l’edilizia si stava evolvendo. concorrenziale verso le altre imprese, soprattutto a fronte di alcuni momenti critici comeCosì appunto vennero avviati i corsi per conduttori di macchine movimento terra e per i primi anni Settanta. La conseguenza fu la crescita delle perplessità verso la formulaelettromeccanici di cantiere, nuove figure professionali che, tramite un’indagine nelle cooperativa. Così ci si orientò verso la costruzione di un centro in grado di simulareimprese edili, avevamo capito potessero essere utili»47. il cantiere, attraverso la costruzione di un edificio piuttosto grande, proprio per dareGli anni Settanta sono anni di trasformazione del mercato delle costruzioni, del sistema una risposta concreta alla forte domanda di addestramento, come ancora si chiamavadelle imprese e anche del sistema della formazione. Dopo Milano, anche Genova e allora, e poi alla domanda di formazione professionale. Questa soluzione iniziò adTorino, gli altri due vertici del triangolo industriale, vengono coinvolti in nuovi processi. entrare in crisi negli anni Ottanta, quando la domanda di mano d’opera si caratterizzòA Genova, ricorda Enzo Picollo «a fronte della trasformazione che stava avvenendo sempre più sul piano quantitativo (formazione rapida) che su quello qualitativo»48.47 Intervista a Claudio Tombari, cit. 48 Intervista a Enzo Picollo, cit.98 99
  • 51. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaA Torino proprio negli anni Settanta si apre una nuova fase, con la costruzione di resistenza e di fatto boicottarono l’iniziativa. Il convitto ha avuto occupati sino a 5un centro di formazione che è diretta eredità delle vecchie scuole operaie e del piani su 7, poi i piani occupati sono diventati 3 più 4 dati all’Università per i progettimeccanismo di finanziamento da parte delle imprese della scuola serale di Via Erasmus. Poi, visti i costi molto elevati, abbiamo deciso di chiuderlo. Il problema èGaudenzio Ferrarsi. Come ricorda Alessandro Brasso, direttore attuale del Centro che questi ragazzi che venivano dalla seconda cintura di Torino, cioè da 35 km da noidi formazione, «grazie al contributo delle imprese si iniziò a capitalizzare del denaro e con un orario che terminava alle 17,30, erano più agevolati nel fermarsi qui. Pococon il quale divenne possibile costruire un vero e proprio Centro di formazione per per volta però l’esigenza si è trasformata anche con l’ingresso di extracomunitaril’edilizia. Così tra il 1971e il 1973, quando la quota contributiva contrattuale minima a e con il calo dei giovani interessati e l’aumento delle iscrizioni alle scuole di tipoTorino era l’1,1% - 1,45% e la massima arrivava anche al 2% - 2,45%, è stato possibile tradizionale»50.avviare la costruzione del Centro, diviso in tre parti: una dedicato agli uffici, la seconda Da queste testimonianze emerge con chiarezza come tra la fine degli anni Settanta edestinata alle aule e la terza al convitto dove, alla fine degli anni Settanta, ospitavamo i primi anni Ottanta, sotto la spinta di sensibili cambiamenti del mercato del lavoro incirca 200-250 allievi ed avevamo circa 200 richieste di formazione per i ragazzi usciti generale e delle dinamiche proprie del mercato delle costruzioni, sempre più soggettodalla terza media. Si trattava di un investimento molto oneroso, perché davamo ai a cambiamenti nel processo costruttivo e di gestione del cantiere, si vada affermandoragazzi un assegno che era quasi l’equivalente dell’importo di un apprendista, quindi sul piano della formazione edile un’esigenza del tutto nuova: non più una formazionemolto alto per ragazzi di 14 anni, che non pagavano nulla per i corsi e l’ospitalità»49. pluriennale, fondata sull’acquisizione di un numero elevato di giovani da formareAnche a Torino il modello formativo prevedeva un corso triennale per 1.840 ore e inserire nel lavoro, ma una formazione più “leggera” funzionale al processo diall’anno. frammentazione produttiva e di specializzazione, con un allargamento degli orizzontiAggiunge Giolito: «il Centro era stato strutturato in modo tale da effettuare anche corsi verso segmenti di utenza diversi, non soltanto operai. Finiva il modello del grandediurni, facendo un’azione di promozione attraverso le scuole medie con l’aiuto degli centro residenziale e nasceva un modello nuovo più leggero e flessibile, anche sottoinsegnanti, anche se avevamo mantenuto il corso serale per assistenti edili. Il convitto la spinta di un calo della domanda di figure professionali tradizionali, a vantaggio didoveva servire per prendere ragazzi che venivano da fuori, ma le altre province, con nuove professioni o di una formazione che potremmo definire per segmenti e non piùla paura che Torino si tenesse le maestranze che all’epoca scarseggiavano, fecero a 360 gradi, come era stata fino all’inizio del decennio.49 Intervista a Claudio Tombari, cit. 50 Intervista a Marco Giolito, cit.100 101
  • 52. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni OttantaSi tratta di un cambiamento che è alla base di un percorso proseguito per tutti gli viveva questo cambiamento. Non c’era più bisogno di quel tipo di manodoperaanni Ottanta e che trova forse oggi dopo trent’anni, grazie anche al lungo lavoro tradizionale ormai inserita nel mercato del lavoro edilizio. Ora si trattava solo di gestiredel Formedil, un’attuazione sistematica, un’applicazione organica dove crescita la mobilità occupazionale da un’azienda ad un’altra e quindi il convitto perdeva diprofessionale e fidelizzazione al settore diventano due valori integrati e imprescindibili funzione, di senso e così via via sono stati tutti chiusi. Si avviava un processo cheal servizio di una visione moderna della formazione professionale. Un percorso che doveva portare al profilo odierno, ormai maturo, che cominciò a connotarsi a fineben descrive Gian Mario Santini, allievo della Scuola Edile di Milano, poi Segretario anni Ottanta, rappresentato dalla formazione continua, cioè da una formazioneNazionale della FILLEA CGIL e consigliere di amministrazione del Formedil. di accompagnamento per consentire di raggiungere nuove conoscenze, nuove«Io ho vissuto il mio anno di Scuola Edile a Milano in un periodo in cui le Scuole professionalità, nuove qualifiche, ma soprattutto per aggiornamenti professionalistavano vivendo una fase di transizione che soltanto nei più avanzati anni Ottanta si che accompagnano i percorsi di carriera, spostando l’asse dal lavoro operaio adandrà a connotare appropriatamente. Stavamo allora vivendo il graduale superamento una forte incidenza anche nel lavoro qualificato impiegatizio, spostando l’asse daidella tradizionale idea di Scuola Edile, che era quella che negli anni Cinquanta si era tradizionali corsi annuali ai corsi di breve durata»51.strutturata, soprattutto nel Nord Italia, per cercare di fornire manodopera alla grande Ma questa è un’altra storia.crescita delle imprese e dell’occupazione nel settore delle costruzioni, che aveva comeobiettivo prima quello di ricostruire paesi distrutti, poi quello di costruire le periferieurbane e i quartieri operai per gli emigranti che venivano al nord a lavorare nellefabbriche, nonché di proseguire l’opera di industrializzazione nelle aree metropolitane.Questo aveva significato costruire i convitti, quindi centinaia di posti letto e delle veree proprie classi scolastiche in cui si faceva istruzione, alfabetizzazione, integrandoun po’ di formazione professionale con un po’ di istruzione primaria. Con quei corsiaggiuntivi si creavano i presupposti della nuova idea di formazione professionale.Quando il ciclo scolastico era terminato c’era bisogno di specializzazioni all’internodell’azienda, in quella fase erano specializzazioni ad hoc, quindi molto connotate.Questa domanda diventava prioritaria. Ciò avveniva alla fine degli ani Settanta. Si 51 Intervista a Gian Mario Santini, realizzata a Roma il 30 Giugno 2010.102 103
  • 53. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta104 105
  • 54. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile La nascita del Sistema bilaterale. Dal dopoguerra alle soglie degli anni Ottanta106 107
  • 55. Educare, informare e formare. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile in Italia Pensare globale e agire localeCapitoloTerzo Il Formedil dal 1980 ad oggi: trent’anni di attività «…poi con il Formedil sono nate tante altre iniziative, siamo riusciti a fare alcune cose che una singola Scuola non avrebbe mai potuto realizzare, a livello progettuale, a livello di supporti didattici. Sono tanti mattoncini che si mettono assieme e poi si chiamano Formedil» (Mario Bertoli)108 109
  • 56. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale Pensare globale e agire locale Siamo nella seconda metà degli anni Settanta: le costruzioni stanno assistendo ad una leggera ripresa dopo la stagione della crisi petrolifera. Il Paese vive uno dei suoi momenti più bui: l’attacco del terrorismo, una recessione economica che chiede sacrifici un po’ a tutte le classi sociali, un malessere civile diffuso. Il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro sintetizzano la drammaticità del momento. L’unità politica salva il Paese da uno scontro, le cui conseguenze rimarranno comunque vive nel tempo. All’interno del mondo delle costruzioni sono anni di riflessione e di confronto tra le Parti Sociali, in qualche modo riavvicinate proprio dall’esigenza di rispondere anche in questo ambito ad un contesto sociale “a rischio”, che chiama all’unità e alla collaborazione. Del resto, a differenza di altri settori produttivi, l’edilizia si caratterizza da sempre per una maggiore propensione al dialogo, a cui non è estranea l’esperienza del bilateralismo, che vi riveste un ruolo rilevante. Come ricorda Stelio Ricciardi «negli anni Sessanta era fortissimo il conflitto sociale; esso trovava una composizione nella contrattazione collettiva che talvolta, tuttavia, non era sufficiente ad arginare le spinte dalla prosecuzione del conflitto, anche dopo la stipula dl contratto, perché c’era una ideologia sindacale che vedeva il contratto come una chiusura di una vertenza e non come un’apertura. Nel settore edile tutta questa difficoltà ha trovato un suo maggiore equilibrio proprio grazie alla rete110 111
  • 57. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localedegli organismi paritetici tra i quali le Scuole Edili. Alla gestione del conflitto e alla settoriali nel campo dell’istruzione professionale» (CCNL, 1962, art. 62). Negli annisoluzione dello stesso con il rinnovo del Contratto Nazionale e poi con i Contratti successivi la formulazione del contratto su questo punto varia leggermente: «le partiProvinciali dell’edilizia, faceva, infatti, seguito una fase di collaborazione partecipativa convengono di istituire un organismo paritetico, a livello nazionale, con la funzione diall’interno del sistema delle Scuole Edili, delle Casse Edili e dei Comitati Paritetici per promuovere e coordinare l’attività addestrativa svolta dagli Enti-Scuola territoriali, dila sicurezza sul lavoro, che costituiva una rete di migliaia di rappresentanti delle due armonizzare i programmi e gli indirizzi didattici e di assumere in genere ogni idoneaparti contrapposte chiamati a lavorare insieme per gestire concretamente sul territorio iniziativa atta a favorire l’istruzione professionale nei mestieri dell’edilizia» (CCNL,formazione, previdenza e sicurezza. Potremmo definirla una “rete di protezione 3/XXI/1969, art. 59), ma in sostanza l’effettiva creazione dell’organismo resta incivile”, che si concretizzava in una decisa propensione al dialogo»1. sospeso, almeno fino alla metà degli anni Settanta. La formula contrattuale, infatti, registra una decisa evoluzione in occasioneLa costituzione del Formedil tra prescrizioni contrattuali ed esigenze reali della stesura del nuovo CCNL del 1976. La differenza rispetto al passato appareIl percorso iniziato fin dagli anni Cinquanta e – come abbiamo visto – consolidatosi sostanziale. «È istituito – si legge – un organismo paritetico a livello nazionale, con loproprio negli anni duri del conflitto sindacale nel corso del decennio successivo, tende scopo di attuare, promuovere e coordinare le iniziative di formazione professionalecosì a rafforzarsi. Si apre una fase di profonda riflessione. Tra i temi in primo piano per i lavoratori dell’edilizia»; a verbale viene fatto mettere anche che «le parti sirientrano anche la formazione e la necessità di dotarsi di uno strumento strutturato riservano altresì di stabilire criteri per la realizzazione del coordinamento a livellodi coordinamento delle ormai numerose Suole presenti sul territorio. Un’esigenza da regionale dell’attività svolta dagli Enti-Scuola» (CCNL 15/4/1976, art. 43) quelli chetempo rilevata, ma che non aveva non ancora trovato attuazione. oggi conosciamo come Formedil regionali.Il primo riferimento alla necessità della creazione di un organismo di coordinamento È sulla scia di questa evoluzione che le Parti Sociali costituiscono un gruppo informalea livello contrattuale lo ritroviamo nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di lavoro al fine di trasformare l’indirizzo in atti concreti. Anche in questo caso vi sonoche entra in vigore il 1° gennaio 1962 dove si legge, in chiusura dell’articolo dedicato un tempo, un luogo e dei protagonisti.all’addestramento professionale: «le parti convengono di costituire una Commissione Siamo alla fine degli anni Settanta, in un edificio di Via Guattani 24 a Roma, dicentrale paritetica con funzioni consultive di studio e coordinamento delle iniziative proprietà dell’ANCE. All’ultimo piano c’è una grande stanza, sostanzialmente una mansarda. Qui, prima della costituzione del Formedil, «quasi come carbonari – come1 Intervista a Stelio Ricciardi realizzata a Roma il 12 Maggio 2010. ricorda Massimo Angeleri, allora responsabile “Rapporti sindacali” dell’Associazione112 113
  • 58. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localenazionale degli imprenditori edili – ci domandavamo cosa si potesse fare per rendere Sparse sul territorio italiano, nell’anno di costituzione del Formedil nazionale, ci sonopiù strutturale possibile un processo di formazione inteso principalmente come già più di sessanta Scuole Edili. Alcune hanno una tradizione che dura da più distrumento di fidelizzazione della mano d’opera al settore»2. In questa mansarda, trenta anni, essendo nate per rispondere alla domanda di maestranze qualificateper alcuni anni, rappresentanti dell’ANCE e dei sindacati di categoria si ritrovano sorta nell’immediato dopoguerra. Altre Scuole sono state fondate seguendo lea ragionare di evoluzione della formazione in una logica di sistema, elaborando la differenti esigenze che via via si andavano manifestando nei territori di appartenenza.soluzione più adeguata a rendere concreta e operativa l’indicazione contrattuale È proprio sul territorio, infatti, che si trova la radice della vitalità di molte esperienze.delle Parti Sociali di costituire quell’ “organismo paritetico a livello nazionale” È questo un punto imprescindibile, irrinunciabile che va salvaguardato e anzidi coordinamento. A partecipare agli incontri sicuramente oltre ad Angeleri e a valorizzato. È «dall’autonomia e dal contatto continuo con gli imprenditori e conStelio Ricciardi, allora vicedirettore dell’ANCE ci sono alcuni imprenditori come gli operai – ricorda ancora Massimo Angeleri – che per le Scuole si genera unaTullio Monticelli, che sarà poi il primo Presidente dell’Ente, e Diego Pelizza. Tra i situazione feconda e produttiva. Ciò non toglie che ad un certo punto del propriorappresentanti sindacali Angeleri ricorda «Raffaele Grappone, Renato Provenzano e percorso, non si sia visto emergere il bisogno di un indirizzo comune che contenesseRiccardo Varanini»3, in rappresentanza della FENEAL UIL, della FILCA CISL e della l’eccesso di spinte centrifughe e la conseguente dispersione di molte energie»4. AdFILLEA CGIL. accelerare la discussione contribuisce anche la sempre più diffusa consapevolezzaAl centro della riflessione ci sono soprattutto tre aspetti: la presenza delle Scuole sul che sia necessario individuare degli indirizzi comuni, “una strategia condivisa”, siterritorio e il conseguente livello di capillarità raggiunto fino ad allora; l’importanza potrebbe dire, per far fronte ad una vera e propria emorragia: di personale qualificatodi sostenere le Scuole stesse sul piano della raccolta dei finanziamenti, soprattutto nel caso delle imprese e di personale da qualificare nel caso delle Scuole. Un fattoreper quanto riguarda i contributi a livello di Comunità europea attraverso il Fondo che sembra caratterizzare sempre più il mercato del lavoro in edilizia in questo fineSociale Europeo; la necessità di favorire scelte e modelli di gestione della formazione decennio.rispondenti alle esigenze del sistema delle imprese, mettendo a valore e in comune L’obiettivo specifico, ovvero come attuare la formazione professionale cogestitale esperienze maturate soprattutto dalle Scuole di maggiori dimensioni o con una bilateralmente attraverso l’attività delle Scuole Edili, per coloro che si riunivano nellastoria più lunga. mansarda di via Guattani 24 è chiaro: «formare in modo proficuo delle persone che2 Intervista a Massimo Angeleri, realizzata il 1 Aprile 2010.3 Ibidem. 4 Ibidem.114 115
  • 59. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localepotessero inserirsi nel settore e che poi rimanessero a lavorarci. Si cercava di far dell’Ente pochi anni dopo e Vicepresidente dal 1995 al 2000: «lavoravamo tanto insvolgere un lavoro più edificante, poi la formazione in genere era sempre per muratori. una soffitta nel palazzo vicino all’ANCE in Via Guattani e non avevamo personale diUna formazione tradizionale, anche lunga che però poi non sempre pagava: era un nessun tipo. Facevamo tutto da soli, lavoravamo volontariamente e l’amministrazionearricchimento culturale e creava le premesse perché i lavori formati andassero anche la teneva l’ANCE, cosa che creava qualche difficoltà»6.in altri settori; era una formazione che tendeva a ritorcersi un po’ contro stessa, c’era Così ricorda i suoi primi giorni da neo presidente Tullio Monticelli, un uomo diquesto inconveniente. Poi ci si rendeva conto, anche sulla base di input nazionali, grande esperienza, coriaceo e determinato, con «undici Contratti Collettivi Nazionaliche in un settore come questo in cui c’era capacità di collaborare anche tra persone di Lavoro alle spalle» e in quel momento presidente della Scuola Edile di Milano.che rappresentavano interessi diversi, bisognava usare questa capacità di trovarepunti di incontro per realizzare qualcosa prima per la formazione nazionale poi nelcampo della sicurezza»5.È intorno a queste riflessioni che, ormai accettata la ovvia conclusione che fossedeterminate procedere alla nascita di un ente nazionale di coordinamento, si arrivaalla stipula del nuovo CCNL il 22 luglio del 1979 nel quale di fatto si certifica lanascita del Formedil. Il contratto recita: «è istituito un organismo paritetico a livellonazionale, con lo scopo di attuare, promuovere e coordinare le iniziative di formazioneprofessionale per i lavoratori dell’edilizia, nonché di realizzare il coordinamento alivello regionale dell’attività svolta dagli Enti-Scuola» (CCNL 22/7/1979, art. 43).Il risultato è la costituzione del Formedil in data 4 Giugno 1980 con la nomina di TullioMonticelli come Presidente e di Paolo Caccetta come Vicepresidente. Per tutti gli anniOttanta la sede del Formedil resterà la mansarda di Via Guattani 24. Lo ricorda beneRiccardo Varanini, segretario della Fillea Cgil, entrato nel Consiglio di Amministrazione5 Ibidem. 6 Intervista a Riccardo Varanini, realizzata a Roma il 13 Aprile 2010.116 117
  • 60. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale“Nel dare l’annuncio della nomina a Presidente del Formedil nazionale fui costretto questa disattenzione risultava spesso complicata, in alcune zone, da gelosie fra leovviamente a rassegnare le dimissioni e a rinunciare alla presidenza dell’E.F.M.E. e singole Scuole della stessa regione»8.lo feci con una battuta, una frase ad effetto detta al Consiglio di Amministrazione: Anche Pietro Castelli, imprenditore della storica ditta omonima che fin dagli anni“Signori fino ad oggi ho giocato per la squadra di casa ora mi hanno convocato Trenta era stata in prima fila nel sostenere iniziative e progetti di formazione nonchéper la nazionale per cui devo dare le dimissioni”! La creazione di un sistema di interna al Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Bazzi, ricorda la vivacità di quelcoordinamento – ricorda ancora Monticelli – non è stata certo impresa di poco conto: periodo a cavallo tra la metà degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. «Al di là degliè stato necessario superare gelosie, rivalità e pregiudizi, ma certamente la creazione scontri sociali furono anche anni di fortissima creatività e la creatività fu in questodell’Ente nazionale fu vissuta come un momento di crescita del sistema»7. caso bilaterale, nel senso che gli imprenditori percepivano determinate necessità e iAppena insediato Monticelli decide che per operare bisogna innanzitutto conoscere, sindacati, insieme agli imprenditori, comprendendo queste necessità, trasformavanocosì decide di organizzare una sorta di giro d’Italia presso le diverse Scuole locali. in progetti quel che veniva pensato»9.Ad accompagnarlo è Rossella Martino, da poco funzionaria della direzione sindacale Se l’esigenza di coordinamento è sicuramente uno dei primi aspetti che spingono alladell’ANCE impegnata sul tema della formazione e oggi condirettore Formedil. Le creazione di un Ente nazionale, la partita si gioca anche su altri tavoli come ricordariunioni vengono convocate presso il capoluogo di ogni Regione e mettono intorno Massimo Angeleri. «I primi tempi che stavo all’ANCE, negli anni Settanta, ricevevo iad un tavolo tutti gli Enti territoriali: sono riunioni spesso vivaci e accese, che in alcuni progetti sulla formazione che le Scuole proponevano; io andavo personalmente alcasi preluderanno alla creazione dei Formedil regionali. Ministero del Lavoro perché lì c’era un fondo per la formazione professionale cheDurante i primi anni di vita il Formedil di fatto non è ancora una realtà concreta e solo finanziava i progetti. L’attività, che non era decentrata a livello regionale, si svolgevanel tempo l’attività decollerà in pieno. Questa iniziale fase di ricognizione rappresenta soprattutto a livello provinciale. Noi cercavamo di supportare tale attività provandoun momento fondamentale di raccordo e di confronto necessario per gettare le basi ad ottenere finanziamenti a livello nazionale»10. Demandare completamente allodi un lavoro comune. «Nel nostro giro in realtà riscontrammo uno scarso interesse spontaneismo territoriale questo tipo di attività progettuale destinata al conferimentoper la nostra funzione, uno scetticismo che è durato a lungo» ricorda Monticelli «e di finanziamenti significava non solo favorire ancora di più le differenze tra le Scuolesono serviti un bel po’ di tempo e un impegno notevole per cambiare, anche perché più attive e vivaci e quelle più piccole, ma rinunciare anche alla possibilità di costruire 8 Ibidem. 9 Intervista a Pietro Castelli realizzata a Milano l’11 Giugno 2010.7 Intervista a Tullio Monticelli realizzata a Milano il 18 Maggio 2010. 10 Intervista a Massimo Angeleri, cit.118 119
  • 61. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeun pensiero più articolato e condiviso sui bisogni della formazione professionale Con lo sguardo verso l’Europain edilizia. Si era ormai giunti, infatti, ad una situazione in cui era necessario dare Se con Monticelli si pongono le basi per individuare i filoni e le linee da seguireavvio ad un processo di analisi sistematica del mercato del lavoro, ad uno studio è durante la presidenza di Diego Pelizza, a partire dalla metà degli anni Ottanta,dei fabbisogni delle imprese e dei lavoratori per comprendere quale tipo di offerta che avviene un giro di boa e che gli uomini che fanno parte del Consiglio diformativa proporre – di lunga durata o breve? per moduli? – e come giocare Amministrazione iniziano a credere pienamente nel progetto dell’Ente. Nel frattempola carta dell’apprendistato, quantificando le risorse da investire. Nonostante il l’attività prevalente se non esclusiva del neonato Formedil riguarda il supporto alledecentramento regionale e il passaggio di sempre più competenze alle Regioni la Scuole in materia di Fondo Sociale Europeo.formazione professionale necessitava di un indirizzo comune, di un coordinamento Ricorda Rossella Martino «era il 1982 e il Formedil doveva seguire in modo particolareche tenesse conto della capillarità del mercato e del suo frazionamento, elementi uno dei principali veicoli di finanziamento, le pratiche del Fondo Sociale Europeo, eche obbligavano e obbligano ancora le imprese di costruzione a girare il Paese, al doveva rapportarsi con il Ministero del Lavoro per proporre un piano nazionale didi fuori dei propri confini regionali. La necessità di rendere pienamente funzionante formazione da far finanziare dal Fondo Sociale Europeo. Questo piano era compostoun ente come il Formedil trovava conferma anche nel ruolo determinante rivestito dai da singoli progetti formativi che venivano dalle singole Scuole Edili e il compito delfinanziamenti europei per l’attività formativa delle Scuole; accedere ai finanziamenti ha Formedil era di mettere insieme e valutare le proposte creando un filo conduttorerappresentato un elemento determinante nel processo di costituzione del Formedil. per rendere queste proposte trasferibili su un piano nazionale formativo di settore. SiSe, infatti, i rapporti di gemellaggio e gli scambi con altri centri di formazione per trattava di seguire la parte relativa ai contenuti del progetto nonché quella burocratical’edilizia europei erano iniziati già prima della nascita del Formedil, con l’istituzione del e amministrativo/contabile. Questo era essenzialmente quello che il Formedil facevaFondo Sociale Europeo il Formedil diventava il canale indispensabile per supportare in quei primi anni»11.e gestire i rapporti in ambito comunitario. Una questione quella dei rapporti con Sono anni in cui è ancora ben presente la discussione tra le Parti Sociali su qualel’Unione europea e con i progetti e i programmi comunitari che, come vedremo fra direzione prendere, salvaguardando soprattutto l’autonomia delle Scuole di maggioripoco, assorbirà una parte importante del lavoro del Formedil e resterà uno degli dimensioni ma allo stesso tempo ricercare soluzioni che consentissero di far crescereasset strategici dell’Ente fino ad oggi. complessivamente la formazione espressa dal sistema bilaterale. 11 Intervista a Rossella Martino, realizzata a Roma il 25 Maggio 2010.120 121
  • 62. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeCon la nuova presidenza di Pelizza si rinnova anche il Consiglio di Amministrazione, gemellaggi con 4/5 Paesi stranieri, gemellaggi che non riguardavano solo gli alunnidove entra Giancarlo Gonnet proveniente dalla Scuola Edile di Torino, ingegnere e ma anche gli insegnanti. Come Scuola di Torino abbiamo stretto un gemellaggioimprenditore, destinato a succedere all’inizio degli anni Novanta proprio a Pelizza, con Lione, perché era la più vicina a noi, Firenze con Avignone, così che, pocoche così ricorda le difficoltà di allora: «tra far nascere l’Ente e farlo funzionare sono per volta, c’è stata un’attività di integrazione tra le varie Scuole. La prima grossapassati un po’ di anni. Non eravamo coerenti, non ci capivamo molto bene, tra le parti manifestazione di integrazione degli allievi è stata però a Bruxelles, dove c’era unaimprenditoriali e quelle sindacali ci sono stati alcuni problemi iniziali: poi, quando grande esposizione edilizia che chiamavano “BATI BAU” e dove gli allievi delle Scuoleabbiamo cominciato a capirci, siamo stati in grado di creare qualcosa di veramente Edili di Europa erano stati invitati a costruire una stella a 12 punte in muratura. Perutile e serio. Io sono subentrato all’ingegner Pelizza e conoscevo la situazione del l’Italia il Formedil aveva designato noi, Milano e una Scuola della Sicilia. Quando ciFormedil perché c’ero stato sempre dentro. Abbiamo iniziato a lavorare sia in campo fu la premiazione finale hanno tutti applaudito i nostri ragazzi che erano i più giovani,nazionale, sia a prendere contatti, grazie al dottor Giolito del Collegio dei Costruttori all’incirca 14 anni». È in questo ambito che nasce e si sviluppa una vera e propriaEdili di Torino, con altri centri europei di formazione e attraverso questi contatti rete a livello europeo, che – ricorda sempre Giolito – contribuimmo a creare con ilabbiamo fondato la Rete REFORME. In fondo io ho avuto la fortuna di arrivare alla Formedil la rete REFORME, Réseau pour la formation en Europe dans le secteurpresidenza quando ormai erano già stati soddisfatti tutti gli animi e quindi ho potuto du bâtiment, un organismo europeo dove c’erano Italia, Francia, Olanda e Spagna,fare un lavoro molto più semplice con persone che già credevano a tutta questa cioè tutte quelle nazioni che avevano gli Enti paritetici, mentre la Germania cheoperazione»12. A questo proposito proprio Giolito ricorda che «appena costituito non aveva un ente paritetico veniva solo a qualche riunione. È stato un progettoil Formedil ci è stato chiesto di partecipare, perché già conoscevamo molto bene che è cresciuto nel tempo. Poi quando Gonnet è diventato Presidente del Formedill’estero e potevamo mettere a disposizione delle altre Scuole la nostra esperienza e dopo Pelizza, Torino entrò a far parte di tutti i progetti internazionali del Formedil.conoscenza. Rapidamente abbiamo messo a valore quelli che erano i nostri contatti In particolare organizzammo due grandi convegni, uno a Torino nel 1990 e quellostranieri»13. L’esperienza della Scuola di Torino si dimostra una carta vincente nella dopo a Barcellona nel 1993 con una partecipazione notevole di Scuole, associazionicostruzione di scambi e di reti a livello internazionale, che contribuiscono anche datoriali e dei lavoratori, con la presenza anche di Paesi invitati che non avevano entia rafforzare il sistema interno.È ancora Giolito a raccontare: «la svolta sono stati i paritetici, ma interessati a questa esperienza»14.12 Intervista a Giancarlo Gonnet, realizzata a Torino il 19 maggio 2010.13 Intervista ad Antonio Giolito realizzata a Torino il 19 Maggio 2010. 14 Ibidem.122 123
  • 63. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale«La ricchezza di questa rete - sottolinea Riccardo Varanini - era il premio che derivava L’esperienza internazionale del Formedil non solo costituisce un elemento strutturaledall’esportare ed importare conoscenza, migliorando la formazione e l’insegnamento del lavoro di questi anni, ma garantisce all’Ente visibilità e riconoscimenti preziosi.dei ragazzi che hanno avuto modo di conoscere altre realtà tipo l’artigianato francese, Un primo importante successo il Formedil lo ottiene nel 1987 con l’inserimento dil’apprendistato francese, tedesco ed austriaco. Noi davamo agli altri Paesi la fantasia due progetti nella rete Eurotecnet. «I progetti presentati dal Formedil» scriveva allorada mettere all’interno della formazione e loro ci facevano conoscere il loro mondo e Rossella Martino su «Il nuovo corriere dei costruttori» «riguardano aree nelle quali èla loro struttura»15. evidente il divario tra le competenze professionali attese dalle aziende e le competenzeQuesta forte attenzione verso il confronto con altri Paesi è un aspetto costante fornite dall’attuale sistema di formazione. Si tratta della gestione tecnico-amministrativadell’attività del Formedil che trae forza proprio dall’attività dei primi anni. «Un altro dell’appalto (programma delle fasi produttive, controllo budgettario, procedure dicompito del Formedil – ricorda Rossella Martino – era di portare l’esperienza delle informazione per la pianificazione ed il controllo, regolamentazione dei rapportiScuole all’interno della riflessione che in quegli anni maturava nelle organizzazioni giuridici) e dei problemi relativi agli interventi sulle costruzioni esistenti (manutenzione,di rappresentanza delle Parti Sociali a livello internazionale. Ricordo bene i dibattiti riqualificazione, restauro)» (Martino, 1987).all’interno della Sottocommissione per la formazione professionale presso la FIEC, la L’allora Presidente Pelizza aggiungeva come il riconoscimento fosse «la prova cheFederazione europea dei costruttori edili, sulle potenzialità delle Scuole Edili. Perché stiamo lavorando bene, cogliendo le esigenze di innovazione che si manifestanova detto chiaramente che allora la formazione professionale, benché gestita dall’ANCE anche nel campo della formazione professionale […] una dimostrazione dei positivie dai tre sindacati delle costruzioni, concretamente veniva svolta dalle Scuole, non risultati cui può giungere la collaborazione delle Parti Sociali, l’ANCE e la Federazionec’erano altre strutture. Per cui dovendo l’ANCE rapportarsi a livello europeo con le lavoratori delle costruzioni» (Martino, 1987). L’iniziativa che il Formedil si propone dialtre associazioni nazionali di categoria, facenti parte della federazione europea dei realizzare in collaborazione con le Scuole Edili è senza precedenti in Italia e riguardacostruttori, le esperienze che venivano riportare erano quelle concrete delle singole la qualificazione rispondente alle nuove metodologie organizzative e tecnologiche delScuole Edili. Mi ricordo che uno degli argomenti che venne discusso a livello sia settore e la creazione di pacchetti didattici sperimentali da utilizzare poi su larga scala,europeo che italiano era l’alternanza scuola-lavoro, tema su cui svolgemmo uno permettendo di migliorare le opportunità formative dei tecnici e di acquisire per il settorestudio specifico di grande interesse»16. edile il know how di altri settori. Un altro tassello di un percorso destinato a proseguire e a svilupparsi in modo esponenziale negli anni successivi con la partecipazione a15 Intervista a Riccardo Varanini, cit.16 Intervista a Rossella Martino cit. numerosi altri programmi europei e internazionali.124 125
  • 64. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeL’evoluzione dell’attività formativa delle Scuole che in quegli anni non aveva praticamente personale»19. È dalle esperienze delleNel 1980 esistono ed operano sul territorio, come abbiamo già detto, almeno 60 singole Scuole che si sviluppano i principali filoni di attività successiva una voltaScuole Edili. La formazione edile è però ancora estremamente frammentaria. C’è che il Formedil, come vedremo, si doterà di una propria struttura operativa. «C’erabisogno di creare un raccordo tra i diversi Enti, ma anche di imparare ad uscire dal – ricorda ancora Brasso – chi era già specializzato nella formazione continua, chiproprio municipalismo. Con ironia tipicamente toscana Mario Bertoli, ex direttore della nell’apprendistato e mettevamo insieme le nostre esperienze»20.Scuola Edile di Livorno, fa notare come, con la nascita dell’Ente Nazionale «siamoin presenza di una situazione che è contro la natura: sono nati prima i figlioli – cioè «Negli anni 80/81 – ricorda Sergio Baroni, vera e propria memoria storica della Scuolale Scuole Edili – e poi la mamma»17. Al di là del divertissement il valore dell’iniziativa Edile di Milano – con l’Ente che oramai aveva dato piena attuazione a quanto previstoviene riconosciuto in pieno «perché il Formedil nasce come un’esigenza, come una dallo Statuto, ci fu un’esplosione dell’attività formativa. Sviluppammo i corsi piùcerniera in grado di abbattere quelle cinte daziarie, quei coni d’ombra del proprio disparati modificandoli di volta in volta. In particolare, in quegli anni la Scuola diedecampanile. Ci ha permesso spaziare e di confrontarci, di aprirci e di non aver paura… attuazione ai corsi per apprendisti. Si trattava di trovare le soluzioni più adeguate a[…] siamo maturati e abbiamo capito che le parti sociali, le imprese, i lavoratori e fronte di un’esperienza assolutamente nuova. Quindi facemmo riunioni su riunionianche chi ci guardava, chi ci dava i soldi, volevano qualche cosa di diverso»18. Gli Enti per decidere come fare. L’accordo provinciale prevedeva che questi ragazzi in treScuola comunque continuano a rappresentare l’architrave di un sistema formativo anni facessero 624 ore di corso. Già il numero 624 si accordava male con le oreche è nato “dal basso” e ha sentito l’esigenza di darsi un coordinamento nazionale e settimanali, ma questo era l’accordo e dovevamo seguirlo. Iniziammo facendoregionale solo in una fase già matura del proprio sviluppo. L’idea di fare sistema ha delle sperimentazioni con i distacchi settimanali, cioè ogni settimana questi ragazzigiovato a più livelli e ha permesso che la formazione potesse crescere in quantità e che lavoravano nelle imprese, per 4 ore, il venerdì, si distaccavano dalle imprese ein qualità attraverso progetti e momenti di scambio nazionali ed internazionali. venivano alla Scuola; però abbiamo capito che non era una formula che funzionava eCome hanno ricordato tutti i testimoni e come ha ribadito anche il direttore della quindi abbiamo concentrato le ore per settimana. Anche questa soluzione però nonScuola Edile di Torino Alessandro Brasso, nei primi anni Ottanta «le maggiori Scuole era ottimale e quindi abbiamo provato a mettere insieme 120 ore, ovvero circa treEdili hanno contribuito, facendo gruppi di lavoro, a dare una mano al Formedil settimane di lezione. Quindi i ragazzi lasciavano il cantiere e venivano alla Scuola e la17 Intervista a Mario Bertoli, realizzata a Roma il 23 giugno 2010. 19 Intervista ad Alessandro Brasso realizzata a Torino il 19 Maggio 2010.18 Ibidem. 20 Ibidem.126 127
  • 65. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeScuola rilasciava ai ragazzi una dichiarazione di presenza che giustificava il distacco Nel tempo infatti le costruzioni diventano un ambito occupazionale fortementedall’impresa, che poteva quindi retribuire il lavoratore-studente. Poi avviammo corsi condizionato dai mutamenti sociali, dalla crescita della società del benessere, daisolo per donne, finanziati dal Fondo Sociale Europeo per ragazze dai 25 ai 29 anni nuovi modelli proposti dai media. In particolare si affermano i nuovi valori del cosìcirca, disoccupate e/o inoccupate, attivando corsi che potevano andare bene ad detto “posto fisso”, della stabilità del lavoro. Cambiano i percorsi occupazionali,una figura femminile, tipo il corso di verniciatura o quello di decorazione. Negli anni come abbiamo visto cala la disponibilità di mano d’opera a cui si accompagnaNovanta avviammo quelli per extracomunitari, iniziando con corsi serali per stranieri una sempre più accentuata parcellizzazione imprenditoriale, restando elevati il turnche già lavoravano in campo edile, facendo disegno, tecnologia e antinfortunistica. over e il passaggio dalla condizione di operaio a quella di piccolo imprenditore.Poi fu la volta dei geometri e questa fu una bella cosa perché l’Ente capì che la Un altro aspetto che andrà facendosi particolarmente urgente dagli anni NovantaScuola Edile a livello operaio non poteva non avere collegamenti con i geometri riguarderà la centralità di nuove figure con competenze organizzative e gestionaliEra un corso di durata annuale di oltre 1.000 ore riservato esclusivamente a oltre che tecniche. È in questo contesto, guardando a questi mutamenti che legeometri chiamato “ATC, Assistente Tecnico di Cantiere”, in collaborazione con l’ITC Scuole si trasformano, cambiano i propri indirizzi, si evolvono sul piano delleper geometri. Questo fu per noi un modo per uscire dall’ambito ristretto e quindi strutture e dei programmi di formazione. A farlo notare, già nel 1991 in un’intervistaprendemmo contatti anche con istituti non solo di Milano ma anche della Provincia. per il «Notiziario della Fondazione Edilscuola», pubblicazione della Scuola Edile diOrganizzammo, così, delle settimane dove i ragazzi del quarto e quinto anno Verona, è anche l’allora Presidente della Scuola, l’ingegner Giuseppe Voi che cosìdell’Istituto Tecnico venivano qui a scuola per fare delle attività formative pratiche dichiarava: «Chi frequenta i corsi e impara, porta a casa una ricchezza che nessunoin cantiere»21. L’esperienza milanese può essere assunta come riferimento di un potrà mai togliergli: il mestiere, la capacità di fare sapendo come e perché si fa. Se èpercorso che caratterizza l’evoluzione formativa fino alla fine degli anni Novanta. Al bravo potrà imparare molto anche in cantiere: certe cose tecniche però le impareràcentro del processo troviamo il superamento progressivo del sistema tradizionale dei solo in Edilscuola. In più frequentando i corsi apprenderà più velocemente e verràcorsi di base verso una sempre maggiore articolazione in direzione di nuovi soggetti, a contatto con sistemi e tecniche innovative. Questo è importante perché chi hale donne, i tecnici, con una progressiva sempre maggiore attenzione alle modifiche venticinque anni oggi dovrà potersi adeguare in fretta a molti cambiamenti neglinell’organizzazione del lavoro e del cantiere. anni a venire: solo chi ha la testa allenata a ragionare tecnicamente riuscirà. Voglio chiarire che ciò che dico non vale solo per il giovane appena entrato in cantiere, vale21 Intervista a Sergio Baroni, realizzata a Milano il 18 maggio 2010. anche per l’operaio con anni di esperienza. Peraltro se si esamina con attenzione il128 129
  • 66. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localenostro programma dei corsi ci si accorge che vi sono corsi specifici per i vari livelli una domanda imprenditoriale sempre più forte che chiedeva di cambiare approccio,di esperienza e capacità, fino ai capicantiere. […] L’Edilscuola è fatta per quelli che guardando maggiormente alle esigenze concrete delle imprese.vogliono andare avanti, non per quelli che vogliono restare dove sono. […] Rispetto «Quando sono diventato Presidente della Scuola Edile di Venezia nei primial passato, frequentare i nostri corsi è senz’altro più agevole: alcuni corsi prevedono anni Ottanta – ricorda Alberto Franchin, imprenditore di seconda generazione,oltre a quella serale la frequenza diurna con distacco retribuito dal lavoro, i corsi particolarmente sensibile al tema della qualificazione del lavoro – i corsi che venivanodi Disegno – Tecnologia si svolgono ormai in altre tre sedi in provincia oltre che a fatti erano in gran parte per disegnatori; c’era qualche corso di carpenteria e alcuniVerona, l’orario viene concordato tenendo presenti anche le esigenze dei corsisti: corsi per ferraioli. Verificai che i corsi per muratori erano molto poco frequentati etutte cose impensabili anni fa»22. senza nessun aggancio con le imprese. Allora cambiammo indirizzo e decidemmoGli anni Ottanta segnano una svolta verso un forte arricchimento e una importante di puntare maggiormente su quelle che potevano essere considerate le arti edili. Indiversificazione dell’offerta formativa. Lo sottolinea Claudio Tombari, prima (dal 1975 particolare ci sembrava giusto che Venezia avesse una scuola di restauro. Rispettoal 1989) responsabile della programmazione didattica presso la Scuola Edile di agli anni Settanta avevamo ridotto già l’attività nella provincia, ma conservavamoMilano (EFMEC e in seguito ESEM) e successivamente (1989-2009) direttore della ancora oltre al centro qui a Mestre le sedi di San Donà e di San Saba, dove attivammoScuola Edile di Verona: «Con un paragone agricolo si può dire che si è gradualmente dei corsi di capo cantiere. Per il corso di restauro ottenemmo dei finanziamenti. Lapassati da una monocoltura (pochi corsi lunghi) ad una pluralità di colture (molti corsi Scuola si finanziava attraverso le Casse Edili. Fin dal 1952 gli imprenditori davanodi vario tipo, per differenti livelli e soggetti, certamente più brevi). Da una Scuola Edile un contributo. Nel momento in cui sono nati i Fondi europei abbiamo cercato diproduct oriented (offerta formativa fissa nel tempo) ad un centro di formazione market utilizzare anche questo canale»24.oriented, attento ai bisogni del territorio e teso ad ascoltare esigenze e richieste di «Sono stati anni – aggiunge Alessandro Niccoletti, a lungo direttore dell’Associazioneimprese e lavoratori e a rispondervi in modo tempestivo»23. dei Costruttori Edili di Venezia – in cui si faceva sempre più pressante la critica daAnche la Scuola Edile di Venezia, per portare un altro esempio, dai pochi corsi parte della categoria imprenditoriale che evidenziava come i corsi tradizionali nontradizionali di durata rilevante che caratterizzavano ancora fortemente l’attività degli portassero linfa nuova. Ci dicevano che preferivano avere corsi di specializzazioneanni Ottanta, si orienta, nel tempo, verso una nuova impostazione, sotto la spinta di di persone già operanti nel settore. Da questa esigenza nacquero i corsi per capo22 L’intervista, tratta dal «Notiziario della Fondazione Edilscuola» del Settembre 1991, viene citata nel volume Formare per costruire.1949-1999 cinquantesimo anniversario della Fondazione Edilscuola.23 Intervista a Caudio Tombari, realizzata a Roma il 24 Maggio 2010. 24 Intervista ad Alberto Franchin, realizzata a Mestre il 3 Maggio 2010.130 131
  • 67. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localecantiere. I datori di lavoro stessi identificavano dei loro operai affinché da operaio veniva così restituito alla cittadinanza. Erano giovani che avevano da poco terminato laspecializzato facessero poi il vero salto verso la qualifica di capocantiere»25. scuola dell’obbligo e che facevano degli stage di 24 mesi. Lavoravano con la strutturaAnche a Firenze gli anni Ottanta costituiscono un momento di cambiamento. «Allora della Scuola, che era composta sia da tecnici che da operai anziani, la loro formazione– ricorda Bruno Ferrari, che da poco era stato chiamato alla direzione della Scuola – era fatta da lavoro vero su opere vere che sarebbero restate nel tempo, non su manufattic’era un forte calo di partecipazione ai corsi serali e la Scuola Edile stava iniziando simulati. Questo è un aspetto importante perché l’allievo, dopo aver partecipato allaproprio in quel momento la formazione rivolta ai giovani, decidendo di cambiare strada. ristrutturazione dell’opera, si identifica con essa e continua a vedere il frutto del suoAvevamo anche iniziato ad accedere a contributi pubblici, quelli del Fondo Sociale operato. Per capire l’importanza di questo lavoro basti pensare che ci fu un periodoEuropeo. La Scuola Edile di Firenze in quegli anni non aveva una struttura e non aveva in cui il 10% delle assunzioni che facevano le imprese edili in provincia di Firenze,risorse sufficienti per applicare i modelli realizzati a Roma, Torino o Milano così si era uscivano dalla Scuola»27.seguito il modello del cantiere scuola. Un modello nel quale il ragazzo si sente motivato, «Tutti i programmi – continua Ferrari – erano studiati per integrare il programma delperché fa un lavoro vivo, un lavoro che non viene distrutto, è responsabile di quello lavoro (impresa) con il programma della Scuola (apprendimento). Con questo modelloche fa verso i suoi compagni, è più facile creare un ambiente di solidarietà di gruppo, la Scuola si è via via ingrandita, abbiamo sviluppato vari cantieri in provincia: due eranoè più facile far integrare i ragazzi che hanno delle difficoltà. Il cantiere scuola funziona di restauro e altri di costruzioni ex novo o ristrutturazioni. In particolare questo metodoprevalentemente con i giovani perché è come un’impresa, i giovani fanno il lavoro di ci ha consentito di formare una figura più completa professionalmente, anche piùcantiere ma anche quello di non cantiere, come se fosse un laboratorio»26. preparata per il mercato, perché qualsiasi cosa gli chiedessero, il giovane era in grado«Questa formazione centrata su cantieri veri – aggiunge Mauro Livi, per anni di impararla in fretta ed eseguirla. Il nostro obiettivo è stato quello di offrire non solo unaVicepresidente della Scuola e poi nel Consiglio di Amministrazione del Formedil - era professione, conoscenze tecniche e pratiche ma una cultura. Avevamo l’obiettivo cheuna prerogativa della Scuola Edile di Firenze. Si operava in prevalenza su cantieri la Scuola non dovesse essere quella che prende un immigrato e gli insegna a far giraredella Pubblica Amministrazione, ricevuti in convenzione e ristrutturati. Quindi una volta una betoniera, ma anche una proposta culturale per il territorio, perché una buonafinito il cantiere, si partiva da un edificio che era mal messo, veniva recuperato con professionalità tecnica non può essere disgiunta da una buona base culturale»28.le caratteristiche sia architettoniche che strutturali, seguendo le regole del restauro e Anche a Roma – conferma Fernando Santucci, l’attuale direttore della Scuola di25 Intervista ad Alessandro Niccoletti, realizzata a Mestre il 3 Maggio 2010. 27 Intervista a Mauro Livi, realizzata a Roma il 22 Aprile 2010.26 Intervista a Bruno Ferrari, realizzata il 13 Giugno 2010. 28 Intervista a Bruno Ferrari, cit.132 133
  • 68. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeRoma con sede a Pomezia – «dai primi anni Ottanta ad oggi si è vista una continua era strutturata in modo ancora approssimativo. C’era un eccesso di personale.modifica della formazione. Negli anni Ottanta si sentiva l’esigenza di preparare le D’accordo con le Parti Sociali abbiamo ricominciato da capo. Il problema principalemaestranze edili, soprattutto i muratori o i carpentieri. Per fare questo ci volevano era la necessità di dimezzare il personale e facemmo un accordo, che tra l’altro in24 mesi, quindi una permanenza nella Scuola di quasi due anni, con tantissima qualche modo liberò risorse che erano rimaste bloccate. Tra chi è andato via vi sonoformazione pratica. Per chi non aveva la possibilità di viaggiare c’era il convitto con persone che hanno trovato una collocazione più adeguata alle loro caratteristiche180 posti letto. Il convitto è rimasto aperto fino all’inizio degli anni Novanta, quando è e competenze. Basti solo l’esempio di una di queste persone che è diventato unovenuta a mancare la richiesta, soprattutto da parte dei ragazzi, di fare il muratore e di dei più bravi cuochi della provincia di Salerno, proprietario di strutture alberghiere.intraprendere una carriera in edilizia. La mentalità delle famiglie è cambiata: si andava Sul piano degli obiettivi impostammo tutta l’attività in una logica di servizio cheaffermando la ricerca del posto fisso, mentre l’edilizia è esclusivamente collegata alla sintetizzammo nel logo della Scuola, dove abbiamo fatto scrivere: servizi formatividurata del cantiere, con una flessibilità che non consente le stesse certezze, anche per il settore delle costruzioni. Tutta l’attività formativa è stata finalizzata a questo:se proprio attraverso il sistema bilaterale vi sono molte garanzie»29. Anche a Roma si chi frequenta la Scuola deve pensare di avere impegnato positivamente il suoè perseguita la strada del cantiere scuola, realizzando diverse opere nei cui cantieri tempo e di avere ottenuto un risultato»31. «Per molti anni – sottolinea a sua voltasi sperimentavano concretamente diverse professionalità. «Nel 1987 – continua Giancarlo Lo Curzio, direttore della Scuola Edile di Palermo – dopo la costituzioneSantucci – abbiamo costruito con gli allievi la casa dell’anziano di Pomezia attraverso della Scuola all’inizio degli anni Ottanta, la nostra attività si è rivolta verso launa convenzione tra comune ed Ente Scuola. Poi abbiamo continuato fino all’anno qualificazione di disoccupati o di emarginati. Alcune volte lanciammo bandi anchescorso quando siamo andati a Regina Coeli e, con le nostre maestranze attraverso per invogliare i già qualificati, ma con scarsissimo risultato, tanto che desistemmo.una convenzione con alcune cave di travertino di Tivoli, abbiamo ristrutturato due In generale c’era anche una mancanza di interessamento da parte delle imprese.stanze e fatto tutto il lastrico della zona da cui partono tutti i bracci carcerari»30. Dal 1986 per tutti gli anni Novanta realizzammo un’attività di formazione qualificante«A Salerno – ricorda Orlando Vitolo – nel 1984, quando sono diventato direttore che durava dalle 600 alle 900 ore. Contemporaneamente, dal 1988, iniziammodella Scuola, si faceva la formazione dei giovani disoccupati, senza preoccuparsi ad accedere al Fondo Sociale Europeo, sia attraverso la distribuzione dei fondidella fine che avrebbero fatto…. Si facevano 700-800 ore di formazione. La Scuola acquisiti dal Formedil con un piano nazionale a pioggia, sia accedendo al FSE29 Intervista a Fernando Santucci, realizzata a Pomezia (Roma) il 30 Giugno 2010.30 Ibidem. 31 Intervista ad Orlando Vitolo, realizzata a Roma il 13 Aprile 2010.134 135
  • 69. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeregionale. Va detto che la qualificazione del personale è stata intesa dai nostri La rete delle Scuole e la nascita dell’Osservatorio di Sistemaamministratori in maniera corretta e forte, favorendo così l’accesso al mondo Quelli raccontati fino ad ora sono processi e percorsi che si assomigliano, ma chedel lavoro con un forte appoggio da parte delle imprese. Poi è arrivata la crisi mantengono caratteristiche proprie che debbono misurarsi con realtà territoriali diverse,dell’edilizia all’inizio degli anni Novanta e noi ci siamo trovati in difficoltà, perché con storie e mercati del lavoro, ma anche con strutture imprenditoriali non omogenee:non avevamo finanziamenti regionali con la sola eccezione di riuscire ad accedere ecco allora che diventa essenziale conoscere ogni realtà così da poter aiutare,al Fondo Sociale regionale che però poi si arenò perché la Regione cambiò il sostenere, proporre, fare rete. Proprio nell’ottica di portare avanti un ragionamento disuo orientamento sulla formazione. Sono stati anni veramente difficili, poi con la ampio respiro sulla formazione il Formedil, con il contributo del CNR, istituisce, a partireripresa del settore ritrovammo un nuovo equilibrio»32. dal 1987, un osservatorio sul sistema formativo e per il sistema formativo sviluppato«Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, nel periodo in cui dalle Scuole Edili. L’attività dell’Osservatorio è ambiziosa e non mira solo a definire unero Vicepresidente del Panormedil, Scuola Edile di Palermo» ricorda Giuseppe quadro conoscitivo relativo ai rapporti tra domanda e offerta di formazione per il settore,Moscuzza che ha ricoperto anche la carica di Vicepresidente Formedil (2008-2009) ma è finalizzata ad essere uno strumento operativo per il Formedil e per le Scuole.«abbiamo avuto la fortuna di trovare degli operai dall’altissima professionalità, Due sono le principali esigenze che emergono nella prima ricognizione del 1987: inormai vicini alla pensione, che si sono resi disponibili a trasmettere il mestiere. I primis le Scuole Edili «esprimevano con sempre maggiore determinazione l’esigenzacorsi organizzati hanno avuto esito molto positivo: ho avuto modo di incontrare, di un confronto e della costruzione di sinergie comuni con le altre strutture operantianni dopo, alcuni allievi dei nostri corsi che, nel frattempo, erano diventati piccoli nel Paese», in secondo luogo «il patrimonio di esperienze e di progettualità, costruitoimprenditori. Chi ha seguito con profitto i corsi della Scuola non ha avuto problemi negli anni, poteva ormai considerarsi una fonte di risorse e un punto di riferimento daad integrarsi nel mondo del lavoro. La Scuola di Palermo ha portato avanti anche mettere a disposizione all’interno di un sistema reticolare di comunicazione in gradoiniziative importanti sul piano sociale: insieme alla Prefettura, in due quartieri di coprire tutto il territorio nazionale» (Formedil, 1992). La risposta a queste esigenzedifficili della città, il Cep e lo Zen, abbiamo fatto dei lavori di restauro e di ripristino è rappresentata da un sistema informativo permanente di cui le Scuole sono al tempocon giovani disagiati. È stata un’esperienza bellissima di cui bisogna conservare stesso la fonte generatrice e le destinatarie. Questa strumentazione rappresenta unola memoria»33. dei tasselli pensati per “fare sistema”: ogni realtà territoriale infatti può avvalersi delle risorse e delle esperienze maturate in altre parti del Paese e con queste stabilire32 Intervista a Giancarlo Lo Curzio, realizzata a Roma l’8 Aprile 2010.33 Intervista a Giuseppe Moscuzza, realizzata a Roma l’1 Aprile 2010. opportuni gradi di confronto e scambio.136 137
  • 70. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeLa prima sintesi dei dati viene data alle stampe nel volume Formazione professionale fa notare anche Raffaele Rizzacasa, segretario nazionale della FENEAL UIL, che hanell’industria delle costruzioni. Rapporto 1992 e contiene l’elaborazione dei dati relativi fatto parte del Consiglio di Amministrazione del Formedil sin dai primi anni Ottantaall’attività formativa di 74 Scuole Edili (il 90% di quelle che in quell’anno facevano e che ha ricoperto, dalla fine degli anni Ottanta al 1995, la carica di Vicepresidente.parte del Sistema). «Con la nascita del Formedil» sottolinea Rizzacasa «c’è stato un ulteriore stimoloI dati presentati testimoniano una crescita costante e consistente dell’attività didattica alla nascita degli Enti di formazione, ma soprattutto si è cercato di lavorare pernel triennio 1988 – 1991 su tutto il territorio: i corsi sono passati da 322 a 473 (+ 46,8%) omogeneizzare i criteri con cui gli Enti dovessero operare. Prima non esisteva ungli allievi da 5.643 sono saliti a 7.923. L’offerta di percorsi formativi è abbastanza minimo di coordinamento. C’era l’Ente Scuola che aveva la residenza e spendevadiversificata: il 43% dei corsi è destinato alla formazione di figure professionali di soldi per mantenere il convitto dei giovani che stava formando e c’era la Scuola chebase, il 26% riguarda l’area tecnico-gestionale, l’11% è dedicato a recupero, restauro organizzava solo un paio di corsi l’anno sulla base delle esigenze che si manifestavanoe finiture. La sicurezza, infine, si attesta sul 9,5%, un dato ben diverso da quello al momento. Il Formedil si è fatto carico di raccogliere e di inviare a Bruxelles tutte lematurato negli anni successivi che, come risulta dagli ultimi Rapporti Formedil, è richieste per i finanziamenti che l’Unione Europea erogava a favore della formazionecresciuto al punto che oggi la sicurezza rappresenta l’ambito di intervento prioritario di professionale. Quindi in prima battuta filtrava i progetti, poi si faceva carico dellaquasi tutte le Scuole Edili. L’elaborazione di un rapporto annuale diventa sistematica richiesta di finanziamento e infine si preoccupava di ridistribuirlo agli Enti Scuola.a partire dal 1997 anno in cui il Formedil affida al Cresme il compito di raccogliere Questo ha significato di fatto verificare che il tipo di formazione erogato dalle Scuoleed analizzare le informazioni provenienti dalle Scuole, attività che prosegue ancora rispondesse a determinati criteri»34.oggi. Come si sottolinea anche nella premessa del Rapporto Formedil 2010, graziealla ricchezza dell’analisi e all’adesione ormai totale delle Scuole, il volume stampato Negli anni che intercorrono tra la fondazione del Formedil e il suo pieno e fattivo decollo leogni anno è diventato uno strumento prezioso e imprescindibile per valutare i risultati condizioni del mercato del lavoro continuano a cambiare. Il vero problema appare sempreraggiunti e condividere le strategie. più connesso alla regolarità, ovvero alla persistenza di un ampio mercato irregolare siaIl Rapporto Formedil è uno degli strumenti che hanno fatto sì che si sviluppasse nella gestione imprenditoriale che in quella dei rapporti di lavoro. Nell’Ottobre del 1988la circolazione di informazioni all’interno del Sistema, circolazione che ha portato la FILCA CISL di Milano organizza un seminario su Salario, organizzazione del lavoroall’attivazione di un meccanismo virtuoso di influenza reciproca e che ha contribuitoa favorire l’omogeneizzazione dei criteri con cui operano i diversi Enti territoriali. Lo 34 Intervista a Raffaele Rizzacasa, realizzata a Roma il 13 aprile 2010.138 139
  • 71. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeed Enti Bilaterali in edilizia. È una delle diverse occasioni in cui le Parti Sociali discutono settore “da precario”. […] La polverizzazione iperspecialistica, nonché la scarsa longevitàdello scenario delle regole in materia di mercato del lavoro, ma anche degli effetti di conseguente delle strutture produttive, incrementa i passaggi al lavoro (formalmente)un mercato delle costruzioni fortemente condizionato da una crescente presenza autonomo. Questi sono ulteriormente incentivati dagli appalti. Il sistema che ne derivadi micro imprese in gran parte non rispettose delle norme e da un elevato numero di non spinge allo sviluppo tecnologico, ma all’utilizzo intensivo di forza lavoro debole,aziende in condizione di evasione contributiva e di mancanza di rispetto delle regole in precaria, soggetta a forti turn-over e, conseguentemente, poco interessata a rivendicaremateria di rapporti di lavoro. È in questa occasione che Gabriele Romagnoli, professore garanzie normative e professionali» (FILCA CISL Milano, 1989). Lo scenario descrittodell’Università di Trento, riassume, con pochi tratti, le trasformazioni di un decennio, dal professore milanese evidenzia l’evoluzione avvenuta nel corso degli anni Ottanta: laindividuando nell’assenza di incentivi alla regolarità (sia fiscale che operativa) delle struttura imprenditoriale rafforza le sue caratteristiche di iperspecializzazione e la gestioneaziende il nodo da sciogliere. «Dal dualismo “controllato” degli anni Settanta si passa del processo produttivo diviene sempre più flessibile, mentre prevale e si afferma, in unaad una situazione di oligopolio tendenziale, con poche imprese “regolari”, molte solo logica di competizione esasperata e senza limiti, la logica generalizzata del “prezzoparzialmente regolarizzate, una maggioranza “di rapina”. E cioè (per quanto riguarda più basso”. Quello che Romagnoli non rilevava, ma che sarebbe emerso da lì a pochiqueste ultime): di durata incerta, scarsamente attrezzate sotto il profilo tecnologico, anni era il clima di forte corruzione che in questo contesto si era andato sviluppandoesasperatamente specializzate. Chi vi lavora sa fare una cosa sola: dunque non ha proprio nel corso del decennio, anche sotto la spinta di un maggior protagonismoalternative occupazionali e, per restare sul mercato, deve lavorare sempre più in fretta, dello Stato sul mercato, con una ripresa dei programmi infrastrutturali, maggiorisenza riguardi per la salute o per l’integrità fisica. E deve farlo all’interno di una catena di investimenti e finanziamenti pubblici. Il sistema si avviava verso un piccolo collassosubappalti sempre più lunga e sempre meno passibile di essere interrotta» (FILCA CISL che, con l’avvento di tangentopoli, avrebbe coinvolto innanzitutto il segmento delleMilano, 1989). A supporto di questa analisi Romagnoli cita un dato: nel 1987 le imprese grandi imprese, con effetti domino su tutto il comparto produttivo. Ugualmente siedili iscritte alla C.C.I.A.A. di Milano sono 30.181 (24.145 sono quelle di capitale), mentre sarebbe aperta una nuova stagione nei rapporti tra amministrazione pubblica ein Cassa Edile ne risultano iscritte 12.000. Fatte salve le imprecisioni e qualche possibile sistema delle imprese private, nella direzione di una più rigida legislazione che seduplicazione, le iscrizioni solo di nome o lo svolgimento di attività diverse, il divario da una parte ha portato con sé uno spirito più favorevole a una maggiore regolarità,resta comunque imponente. L’analisi di Romagnoli è chiara: «l’evoluzione del ciclo dall’altra ha contribuito a creare, al contempo, con il passare degli anni, un sistemaproduttivo ha incrementato l’area del lavoro (almeno parzialmente) irregolare, elevato troppo rigido e penalizzante per l’attività imprenditoriale. In assenza di un reale edle specializzazioni a scapito della qualificazione, aumentato il numero di chi opera nel efficiente sistema di controllo tale rigidità del sistema ha di fatto creato una situazione140 141
  • 72. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localenuovamente favorevole a comportamenti illegittimi sia sul fronte privato che su quello di potenziale. Il risultato era che l’azienda acquistava figure di questo tipo ma poi ilpubblico, finendo nuovamente per penalizzare quella fascia di imprese medio – mercato gli imponeva una selezione al contrario, la qualifica talvolta diventava unpiccole rispettose delle regole e attente alla qualità produttiva e del costruire. È in handicap, un problema. Con il passare degli anni il modello di qualificazione di fattoquesto contesto che riprenderà, a partire dalla fine degli anni Novanta, un nuovo veniva svuotato dalla realtà del mercato. A ciò va fatto risalire anche la bassa incidenzadibattito anche tra le Parti Sociali volto ad individuare nella formazione del sistema dell’attività di formazione del sistema Formedil rispetto ai numeri degli occupati e deibilaterale uno strumento importante per contrastare, almeno in parte, questa nuova nuovi assunti»36.pericolosa deriva. «La formazione – aggiunge Giancarlo Gonnet – ha un difetto di base, costa tantissimo eRicorda Varanini come si continuasse a riscontrare «un delta ampio tra quella che era rende pochissimo. Era così 30 anni fa e quasi sicuramente lo è ancora oggi. I risultati nonla realtà del mondo del lavoro edile, con una diffusa mancanza di professionalità e la sono quelli che si vorrebbero avere sia dal punto di vista imprenditoriale che da partevoglia di fare formazione per prevenire anche gli incidenti, propria delle Scuole Edili»35. dei ragazzi. Perché in realtà la formazione viaggia su schemi che riprendono un po’ gliPer il segretario della FILLEA CGIL le costruzioni sono state caratterizzate da «un schemi della scuola tradizionale pur mettendo la parte pratica all’interno: per formarepercorso che ha origine all’inizio degli anni Ottanta quando al centro del processo un lavoratore decente per l’edilizia ci vogliono circa due anni di formazione e ciò ha uncostruttivo vi era l’operaio polivalente, un lavoratore che sapesse fare più cose e che costo elevato. Dobbiamo aggiungere inoltre che c’è un elevato tasso di dispersione: suavesse più capacità e più responsabilità, che facilitasse non solo il miglioramento delle 100 allievi alla fine ne inseriamo formati come si deve solo una trentina»37.condizioni del lavoro ma anche il miglioramento della resa del lavoro indipendentementedalla sindacalizzazione o dalla maggiore vicinanza all’azienda o al ruolo. In sintesi un L’attività del Formedil negli anni Novantaoperaio che fosse in grado di governare un processo produttivo. Questa idea molto È stato solo con il tempo e con l’avvicendarsi di nuove persone all’interno del Consigliobella diventa in pratica ingestibile perché un operaio edile non manovale ma qualificato di Amministrazione che il Formedil è riuscito a dotarsi di una struttura. I primi anniè sì in grado di fare tantissime cose, quindi è un operaio polivalente, ma è altrettanto di vita, in cui ci si occupava quasi esclusivamente delle pratiche del Fondo Socialevero che questa polivalenza non gli sarà mai riconosciuta, non avrà mai uno sbocco Europeo, sono stati necessari a far sì che maturasse la piena consapevolezza di unanella qualificazione contrattuale e quindi anche nel salario e rimarrà qualcosa di latente, effettiva utilità e potenzialità operativa dell’Ente, che andavano attivate e sviluppate. 36 Ibidem.35 Intervista a Riccardo Varanini, cit. 37 Intervista a Giancarlo Gonnet, cit.142 143
  • 73. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localePassati i primi anni, come ci ha raccontato anche il secondo Presidente del Formedil, «Allora – ricorda Carapella – partivamo dall’idea di un ente non piramidale, cheDiego Pelizza, si è generata un’alchimia, una fiducia reciproca all’interno del Sistema governasse le Scuole, ma secondo una logica di sistema a rete al cui interno ilche ha permesso di far decollare, anche a livello internazionale, il Formedil: «il clima Formedi nazionale potesse svolgere la funzione di snodo specializzato, di centrodipende sempre da diversi fattori: prima c’erano componenti sia di parte sindacale di connettività, di costruzione di link permanenti tra i punti di eccellenza del sistemache di parte datoriale che non credevano molto nel Formedil o meglio non credevano a livello territoriale e i punti di debolezza. Ci ponevamo non solo l’obiettivo dinella possibilità di cooperazione tra parte sindacale e parte datoriale, anche se, ad mettere in rete le 30-40-50 Scuole che avevano una consuetudine a lavorare con ilesempio, le Casse Edili esistevano già da tempo ed erano gestite pariteticamente. Formedil direttamente nei programmi dei Fondi Strutturali o che comunque avevanoPoi è cambiata la presidenza, sono cambiati i sindacalisti e si è creata, non so per un rapporto di collaborazione, attraverso le Parti Sociali, a livello internazionale,quale ragione, un’atmosfera di voler fare qualcosa. Lasciando da parte le origini ma anche una serie di azioni a favore delle Scuole medio-piccole che comunquedatoriali e sindacali, abbiamo deciso che, avendo in mano un Ente con uno scopo ed esistevano e che erano latenti, non apparivano, di cui conoscevamo poco l’attività.un progetto da raggiungere e portare avanti, dovevamo farlo funzionare»38. Piano piano abbiamo iniziato a vedere, a partire dai programmi nazionali, se era possibile unificare alcune pratiche formative, e indirizzare le attività degli Enti su alcuniL’importanza di una struttura funzionale filoni specifici partendo dalle buone pratiche prodotte dal territorio come esempi daA livello pratico mettere in funzione l’Ente significava dotarsi di un personale diffondere a livello nazionale e da replicare nei contesti più deboli»39. Questo passostabile e soprattutto di un direttore, ovvero di un responsabile operativo in grado è stato di fondamentale importanza anche perché, come abbiamo visto esistevano,di dare continuità agli indirizzi della Presidenza e del Consiglio di Amministrazione. “stili formativi” assai diversi nelle varie parti d’Italia.Disponendo di una figura professionale terza sarebbe stato, inoltre, possibile creare Del resto, ricorda Rossella Martino «non tutte le Scuole sono “partite” nello stessoquel polo di riferimento per le strutture e i direttori delle Scuole locali di cui si sentiva momento. In qualche modo l’attivazione di più di una è stata sostenuta anche daluna urgente necessità. È così che a dieci anni dalla formale costituzione dell’Ente centro, tramite il Formedil, che ha fatto un po’ da traino. Progressivamente si sonoil presidente di allora, Diego Pelizza, firma il contratto di assunzione dell’architetto coinvolte non solo quelle strutture molto attive ma anche quelle che nel territorioGiovanni Carapella, in qualità di primo direttore del Formedil. avevano avuto meno stimoli a svolgere le proprie attività.38 Intervista a Diego Pelizza, realizzata ad Ancona il 7 maggio 2010. 39 Intervista Giovanni Carapella, realizzata a Roma il 25 Maggio 2010.144 145
  • 74. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeLa crescita in una logica di sistema è stata il frutto di una duplice azione: da una fanno la formazione in Francia o in Germania, ci ha consentito di migliorare,parte il centro ha sollecitato il territorio, dall’altra le realtà territoriali, in cui nel attraverso il confronto con gli altri»41.frattempo si andavano sviluppando sempre nuove esigenze, hanno messo in moto «La nascita del coordinamento nazionale – aggiunge Vito Panzarella, Coordinatoreautonomamente alcune spinte propulsive. È stato un processo successivo a quella Regionale della FENEAL Lombardia – fu veramente necessaria, altrimenti saremmoche possiamo definire la prima fase, nella quale il Formedil si è occupato, quando andati incontro ad un sistema bilaterale anarchico. Tramite l’organismo centraleancora non aveva una struttura, prevalentemente di Fondo Sociale Europeo»40. siamo riusciti a creare un sistema di rete dove anche le informazioni sui docentiSull’importanza del Formedil nel dare impulso al sistema delle Scuole e a favorirne possono essere portate a conoscenza di tutti. Anche se sono dell’idea che il pernoun equilibrato sviluppo negli anni Novanta vale la pena ascoltare l’opinione di della formazione debba rimanere territoriale è essenziale trovare comunque unalcuni direttori che proprio in quegli anni entrano nel sistema bilaterale. Per Mario equilibrio tra l’autonomia della singola Scuola e il sistema di rete»42. Come notaGaiani, direttore della Scuola di Bologna «il poter dire che c’era un Ente nazionale Antonio Ruda nel volume di Salvo Leonardi Bilateralità e servizi, raggiungeredi coordinamento era un punto forte: comunicavi immediatamente che non eri un’omogeneizzazione, sia dei criteri di accesso al sistema formativo da parte deiuna singola e piccola Scuola, ma che facevi parte di un sistema. Ricordo bene le lavoratori, sia dei settori di intervento dell’attività formativa, resta ancora oggi unomie sensazioni in una delle prime riunioni che feci all’inizio degli anni Novanta in degli scopi del Formedil (Leonardi, 2005). La forte autonomia delle Scuole e la lorooccasione degli incontri per progettare i corsi per extracomunitari, quelli che allora si eterogeneità – dovuta anche alle forti diversità territoriali che caratterizzano il Paesechiamavano corsi di “lingua italiana per stranieri”. C’erano i direttori del Sud che si – costituiscono la ricchezza ma anche il potenziale limite di un Ente che ha avutoalzavano in piedi quando parlavano e quelli del Nord che erano stringatissimi nei bisogno di un tempo abbastanza lungo di gestazione per decollare in pieno.loro interventi. C’era la diversità dell’Italia, che si incontrava e si confrontava. Seio giro le Scuole e prendo informazioni non faccio rete, magari acquisisco delle Progetti commerciali e formazione per la sicurezzaconoscenze e ci scambiamo delle esperienze; per fare rete veramente ci vuole un L’assunzione di un direttore costituisce l’inizio di una nuova fase dell’Ente, sempresoggetto che metta tutti in collegamento, che gestisca la rete, che la protegga nel più proiettato verso l’Europa, da cui trae non solo le risorse necessarie per svilupparemomento in cui c’è crisi. L’avere una rete unica ci ha permesso di vedere come progetti, ma anche idee e innovazione, contribuendo ad inserire la rete delle Scuole 41 Intervista a Mario Gaiani, realizzata a Bologna il 28 Maggio 2010.40 Intervista a Rossella Martino, cit. 42 Intervista a Vito Panzarella, realizzata a Milano l’11 Giugno 2010.146 147
  • 75. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeEdili in un contesto internazionale con il risultato di far crescere le esperienze fin lì La prima è stata la convenzione, nei primi anni Novanta, con Assopiastrelle per darematurate in una logica finalmente di sistema. Il Formedil, per Giovanni Carapella, è vita a Progetto Posa: un grosso lavoro di collaborazione cofinanziato da Assopiastrelle,stato in questo ambito un promotore e ha svolto una proficua azione di “attivatore”. finalizzato ad analizzare e a ricostruire il profilo professionale del posatore di«Ricordo i primi progetti di scambio con il programma PETRA, fino ai programmi piastrelle ceramiche, a cui abbiamo collegato un lavoro di produzione di curriculain materia di mobilità (Leonardo da Vinci, Eurotecnet). Programmi che grazie ai formativi, di ipotesi di corsi, di materiali didattici. Il risultato è stato la creazione di unafinanziamenti europei hanno consentito di conoscere realtà di altri Paesi, Centri, guida per il formatore, più una videocassetta nella quale venivano illustrate – era unIstituti e reti. Ci sono state iniziative, come i gemellaggi, che hanno consentito di lavoro pionieristico – le tecniche di posa e di manutenzione/lavorazione del prodottocreare le condizioni per raggiungere quell’obiettivo comunitario che era la mobilità ceramico, a cui erano collegati tutta una serie di videocorsi. Il progetto non eradelle persone sia in contesto lavorativo che di formazione, nonché la mobilità dei Copertina del libretto del posatore finalizzato solo alla prima formazione del posatore, ma prevedeva un aggiornamento di piastrelle di ceramica elaboratoformatori e del management dei Centri e dei dirigenti delle Parti Sociali. nel corso del Progetto Posa. delle competenze di quei posatori che erano entrati nel mercato del lavoro senzaUna serie di progetti che sono stati tra i più importanti della realtà nazionale»43. Il progressivo una formazione specifica. Fu in quell’occasione che venne introdotto il libretto delrafforzamento strutturale con nuove risorse umane e professionali e soprattutto l’avvio di posatore di piastrelle di ceramica. In questo modo, attraverso uno strumento cheuna sistematicità nelle relazioni con le Scuole, la messa a regime di strumenti informativi registrava le esperienze formative svolte presso le nostre Scuole, si rendeva noto allee conoscitivi, l’avvio di un programma editoriale e di diffusione sistematica di materiali industrie ceramiche e alle ditte che avevano bisogno di maestranze specializzate, chee prodotti che erano i risultati delle esperienze europee44 portano il Formedil ad c’erano in giro per l’Italia un migliaio di persone che avevano un attestato abilitanteassumere un ruolo centrale di riferimento sul piano delle formazione professionale. a svolgere quella determinata attività. In sintesi il libretto formativo ne testimoniava laSi avviano così tutta una serie di progetti non solo collegati ai programmi europei, professionalità: un aspetto per allora assolutamente innovativo e di grande attualitàma anche attivati da associazioni e settori produttivi delle costruzioni. È sempre ancora oggi»45.Carapella ad illustrare questo percorso di cui è stato sicuramente uno dei principali Il secondo aspetto su cui si interviene anche con l’apporto di risorse provenientiprotagonisti. «Sul fronte di quelli che potremmo chiamare progetti commerciali vale dal mercato riguarda la formazione sulla sicurezza. A partire dalla metà degli annila pena soprattutto ricordare due esperienze nazionali. Novanta sulla scia dell’approvazione della Legge 626 del 1994 e successivamente43 Intervista Giovanni Carapella, cit.44 Si veda, nelle pagine conclusive del volume, la bibliografia delle opere realizzate dal Formedil in questi anni. 45 Intervista Giovanni Carapella, cit.148 149
  • 76. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localedella Legge 494 del 1996 si apre il grande mercato della formazione per la sicurezza Alfabetizzazione degli immigrati, apprendistato ed edilizia storicasui luoghi di lavoro. Per quanto riguarda le costruzioni in quegli anni il CCNL introduce Nella prima metà degli anni Novanta, dietro la spinta molto forte delle Parti Sociali,l’obbligo delle 8 ore di formazione alla sicurezza che ha come principale effetto quello viene avviato un altro dei grandi progetti nazionali, quello dedicato all’inserimentodi avviare una collaborazione fra le Scuole Edili e i CPT (Comitati Paritetici Territoriali e all’alfabetizzazione dei lavoratori immigrati nel settore delle costruzioni. «Oggi –per la sicurezza) e parallelamente tra il Formedil e la Commissione Nazionale dei CPT. sottolinea Carapella – diamo per scontato che si dovesse fare, perché abbiamoUna collaborazione che, come ricorda sempre Carapella, «viene notificata tra le Parti Casse Edili dove la metà dei lavoratori iscritti sono stranieri. Io ricordo che allora,Sociali e che viene finalizzata ad una grande campagna sulla sicurezza per le 8 ore di erano gli anni Novanta, iniziammo con un progetto ad hoc che ci venne finanziatoformazione e, in seguito al varo della 494, anche a quella specifica per la formazione dal Dicastero del Lavoro. Era ministro Franco Marini. Si trattava di un progetto chedei preposti, ovvero dei coordinatori in fase di progettazione e di esecuzione»46. partendo dalla fotografia-monitoraggio della situazione reale – ovvero quanti sonoSi tratta in qualche modo di una piccola rivoluzione, sia sul piano dei numeri sia, i lavoratori stranieri, dove sono localizzati, quale formazione fanno e qual è quellasoprattutto, sul piano della conoscenza delle Scuole e del Formedil presso unaplatea di utenze fino a quel momento estranee, soprattutto tecnici e professionisti.L’inserimento nella programmazione di un sempre maggior numero di corsi finalizzatialla sicurezza, sotto la spinta di una domanda reale e sempre più ampia, stantel’obbligatorietà di legge, ma anche, come ricorda sempre Carapella, per effetto delfatto che «nella disposizione di legge era stato previsto che le Scuole del nostrosistema fossero uno degli enti investiti del ruolo di certificatori per la testatura e laqualità della formazione» ebbe l’effetto di contribuire a modificare la pianificazionee l’organizzazione stessa di molte Scuole già affermate e strutturate e allo stesso Una delle questionitempo di offrire l’opportunità di nuove attività anche a quelle di dimensioni minori. più urgenti che il Sistema delle Scuole Edili è chiamato ad necessaria, quali sono le esigenze di socializzazione, ecc. – arrivava a sviluppare una affrontare è l’alfabetizzazione dei lavoratori extracomunitari. serie di modelli di intervento. Il progetto ha trovato un’amplissima sperimentazione Nella foto a destra un allievo di un corso della a livello nazionale. Tra l’altro con quel progetto si è messo a fuoco un importante46 Ibidem. Scuola Edile di Perugia.150 151
  • 77. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeelemento: in edilizia, esistendo un sistema paritetico strutturato, si era in grado di episodio raccontato da Gaiani, nel rispetto di quella che sul tema “immigrati” abbiamooffrire sul piano formativo un percorso privilegiato di ingresso che assumeva anche considerato una qualche forma di primogenitura.la funzione di strumento di emersione del lavoro degli immigrati e di ristrutturazione «Io ricordo – racconta il direttore della Scuola di Bologna – che a quel primo corsodella manodopera di cantiere. Al centro del nostro prodotto formativo ponemmo c’erano due gruppi di lavoratori che prevalevano sugli altri, quello dei Pakistani e ill’alfabetizzazione linguistica e professionale. Grazie al programma europeo Leonardo gruppo dei Nordafricani che comprendeva operai marocchini e tunisini. I primi giornida Vinci realizzammo L’ABC dell’edilizia, un prodotto che è stato insignito di un il gruppo nordafricano iniziò a contrattare con noi sul valore del buono mensa: erapremio da parte della Comunità Europea per la formazione linguistica. Un prodotto una questione culturale. I Pakistani che non capivano assolutamente quello cheche, a detta di molti, ancora oggi è di eccellenza. succedeva, in quanto per loro ogni regola è indiscutibile e va comunque rispettata laUno strumento di grande utilità ancora oggi per colmare quello che è un problema consideravano come un’insubordinazione. Così che quando c’era questa discussionenon solo di comunicazione linguistica ma anche di organizzazione produttiva e di i Pakistani si posizionavano dietro ai corsisti africani assumendo la funzione di unasicurezza sul lavoro»47. specie di “guardia”,con l’obiettivo di vigilare che tutto andasse nel modo corretto»50.Un’esperienza rievocata anche da Mauro Miracapillo, che ricorda come, all’inizio La diffusione su tutto il territorio nazionale di corsi di formazione professionale dedicatidegli anni Novanta, «quando facevo ancora parte del Consiglio di Amministrazione agli extracomunitari viene preceduta da un attento lavoro di studio e ricerca condottodel Formedil, realizzammo un corso di alfabetizzazione per il lavoratori immigrati: una in collaborazione con le Scuole Edili di Ferrara, Firenze, Genova, L’Aquila, Livorno,cosa bellissima perché cercavamo di rendere chiarissime le parole chiave del settore Milano, Parma, Pavia, Pordenone, Potenza, Ravenna, Rimini, Roma, Torino e Veronasoprattutto in materia di sicurezza»48. Uno dei primi corsi venne realizzato dalla Scuola che porta alla stesura di un ricco rapporto (I lavoratori extracomunitari in edilizia. Il ruolodi Bologna e – come ricorda Mario Gaiani – «venne la RAI a filmare questo corso la cui della formazione professionale. Definizione di tipologie corsuali e modelli metodologiciimportanza e attualità è tale che quando si parla di edilizia ancora fanno passare quel innovativi per iniziative di formazione rivolte ad extracomunitari da inserire nel settore delleservizio»49. La presenza dei lavoratori stranieri comporta numerosi e complessi problemi costruzioni). La ricerca, finanziata dal Ministero del Lavoro, viene presentata a Romadi gestione e di relazioni che tutte le Scuole si trovano ad affrontare e che sarebbe nel gennaio del 1992 e contiene anche le prime rilevazioni statistiche sulla presenzatroppo lungo raccontare e descrivere. Per tutti abbiamo scelto di inserire soltanto un dei lavoratori extracomunitari nel comparto, realizzate con il contributo delle Casse47 Ibidem.48 Intervista a Mauro Miracapillo, realizzata a Roma il 29 Aprile 2010.49 Intervista a Mario Gaiani, cit. 50 Ibidem.152 153
  • 78. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeEdili e degli Enti Scuola territoriali. Nei 32 bacini territoriali presi in considerazione, la fino a Cagliari e alla Puglia, proprio per la natura del patrimonio interno, avevanomedia degli extracomunitari iscritti in Cassa Edile nel 1991 era del 3%, ma toccava già già sviluppato delle offerte formative in materia, che hanno rappresentato dellepunte del 10% nelle province di Modena e Parma, oltre l’8% nella provincia di Bologna sperimentazioni importantissime. Queste esperienze sono state messe in rete dale 6,4% in quella di Como. In alcuni territori quindi le Scuole Edili sono state chiamate Formedil e sono diventate delle opportunità di eccellenza per i nostri partners europei.a svolgere un ruolo al tempo stesso formativo e sociale e, come sottolineato nella Basti pensare che cosa significhi per gruppo di ragazzi che viene dall’Olanda in Italia,presentazione stessa della ricerca, le Istituzioni e gli Enti Locali hanno spesso puntato per fare un’esperienza di formazione di 3 settimane, avere l’opportunità di farlo in una coinvolgere le Scuole Edili nell’azione di accoglienza, formazione e inserimento dei cantiere in un luogo straordinario come Pestum. È in questo filone di attività che, conlavoratori immigrati. il Consiglio d’Europa, abbiamo sviluppato un progetto con un’ampia partnership diTra i direttori impegnati attivamente nella sperimentazione e nella ricerca va ricordato organismi internazionali dedicato al capocantiere, inteso come colui che è il managersicuramente Claudio Tombari, al tempo direttore della veronese Edilscuola e autore della gestione del contesto produttivo del cantiere dei beni culturali»51.della parte della ricerca dedicata ai corsi di preentrance, azioni finalizzate a produrre «Si trattava di un progetto promosso dalla Fondazione Europea dei Mestieri delun efficace inserimento al lavoro di giovani extracomunitari. Un inserimento efficace Patrimonio del Consiglio d’Europa che venne introdotto in Italia nel 1997 e finanziatonel mondo del lavoro comporta, come nota Tombari, un ritorno in termini di crescita dal Ministero del Lavoro come progetto sperimentale di formazione continua per idelle attività formative per le Scuole: tanti infatti erano i giovani extracomunitari capocantieri» aggiunge Rossella Martino. «È durato fino al 2000 e poi, un anno eche, dopo il primo inserimento in azienda, tornavano presso la Scuola per i corsi mezzo fa circa, siamo stati contattati di nuovo dal Ministero del Lavoro, in seguitodi perfezionamento serali. Notazione curiosa: in appendice al Rapporto il Formedil alla realizzazione di una sorta di sito sulle buone pratiche, perché voleva riprenderlopubblicò il primo Glossario di Cantiere per lavoratori stranieri (all’immagine si come uno dei progetti di formazione da promuovere on line»52.accompagnava il nome in italiano, in dialetto, in inglese e in francese). Il progetto rendeva disponibili alla rete nazionale delle Scuole Edili FormedilMolti dei progetti realizzati dal Formedil vengono inseriti in programmi promossi dalla risorse didattiche e metodologiche per lo sviluppo di una strategia di formazioneComunità Europea e ottengono il suo supporto finanziario. Carapella ricorda come continua rivolta ai capicantiere che lavorano nell’ambito del recupero del patrimonio«alla fine degli anni Novanta su iniziativa e spinta delle Scuole e sulla base di un architettonico. I materiali erano stati elaborati nell’ambito di precedenti progettirapporto Reforme, venne stabilito di redigere un rapporto sul tema dei mestieri e delle 51 Ibidem.professioni del restauro. Molte Scuole, da Venezia a Firenze, da Ferrara alla Sicilia 52 Intervista a Rossella Martino, cit.154 155
  • 79. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeLeonardo da Vinci, in collaborazione con organismi di formazione di settore di domanda ed offerta sul mercato edilizio produce rapidamente delle nuove domandeFrancia, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna, con il supporto di alcune Scuole da parte del sistema delle imprese sul piano dei percorsi e dell’offerta formativa.Edili della rete italiana specializzate nel campo del recupero. Come progetto di «La formazione edile degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta – analizza Carapella –“trasferimento di buone pratiche”, inoltre, ha consentito di introdurre una differente era indirizzata verso l’alimentazione di nuovi ingressi nel settore, quindi con metodologiemodalità di approccio alla formazione della figura del capocantiere: una formazione e pedagogie differenti a seconda delle diverse Scuole Edili, avendo come destinataricontinua e flessibile, nell’ottica della modularità e della progressione nel tempo, i giovanissimi o i disoccupati, con la finalità di alimentare il settore, fenomeno che sipur nel rispetto degli obiettivi di apprendimento impostate dai progetti precedenti. è riproposto in una seconda fase per la formazione d’ingresso per gli immigrati. NellaSi proponeva un modo differente di sviluppare la formazione con l’obiettivo di seconda metà degli anni Novanta si afferma, invece, una linea di formazione continua,rispondere alle esigenze tipiche degli occupati, centrato sulla gestione integrata da con sperimentazioni importanti come quella nel campo del restauro o del Progetto Posaparte del centro di formazione di didattica tradizionale e didattica a distanza, con la o di altri progetti in collaborazione con altri produttori di materiali. Così come il sistemapossibilità di valorizzare le competenze che ciascun allievo poteva aver capitalizzato di formazione per la sicurezza, in collaborazione con i CPT, apre la strada alle nuovenelle precedenti esperienze di lavoro: una formazione non legata necessariamente aree formative cogenti o per norma contrattuale o per norma di legge. Come abbiamoad un corso, ma ad una serie di interventi formativi sviluppati nel tempo, mirati visto la formazione per la sicurezza viene svolta non solo per maturare un quid formativoal raggiungimento degli obiettivi previsti per la figura di capocantiere. Il progetto previsto da contratto e da leggi dello Stato, ma è intesa anche come un’opportunitàconsentì, infine, di realizzare e mettere a disposizione degli utenti e del sistema per far conoscere il sistema ad una platea molto più vasta. A ciò si aggiungono gliformativo griglie metodologiche, materiale didattico strutturato per la formazione a effetti della legge 196 con la quale viene rilanciato l’apprendistato offrendo al Formedil,distanza, un sito web di riferimento per la formazione al recupero, un sistema tutoriale grazie alle Parti Sociali nazionali e al Ministero del Lavoro, la chance di essere titolarea distanza di formazione dei coordinatori e dei tutor sul territorio. di un progetto nazionale sperimentale di formazione per il settore, mirante a formareGli aspetti di gestione dell’Ente e la necessità di lavorare per l’omogeneizzazione circa 2.000 apprendisti in tutta Italia, che si concretizza in più di 50 sperimentazionidei criteri formativi si incrociano, nel corso degli anni Novanta, con la profonda in tutta Italia, migliaia di ragazzi, una banca dati, materiali didattici, un’esperienza ditrasformazione che sta caratterizzando il mercato delle costruzioni e di riflesso quello formazione per i tutor che consente di avere un’offerta unificata, omologata in tuttodel lavoro, coinvolgendo il ruolo stesso della formazione. Del resto, come abbiamo il territorio nazionale, garantendo che la Scuola di Catania come quella di Milanovisto, ogni scarto, ogni mutamento nei processi di produzione e nelle relazioni tra offrano lo stesso prodotto formativo. Questo, per un sistema che era nato molto156 157
  • 80. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localenel territorio in modo poco unificato, rappresenta un grande salto di qualità di cui quale da sempre c’è un positivo rapporto, e ai nostri partner francesi, austriaci e svizzeriancora oggi si traggono i frutti, consentendo di applicare un progetto complesso e del progetto Leonardo da Vinci – EQUIPE (Elevare la Qualità degli Inserimenti Professionaliinnovativo come le 16ore»53. in Edilizia) progetto di cui siamo coordinatori. In questo convegno abbiamo presentatoIl Progetto Sperimentale Formazione per l’Apprendistato a cui fa riferimento Giovanni un progetto di formazione per gli apprendisti che, fatto proprio da ANCE e sindacatoCarapella nella sua intervista viene promosso dal Formedil a seguito dell’accordo nazionale FLC, è stato presentato dal Formedil al Ministero del lavoro che l’ha approvatosindacale siglato il 20 gennaio 1998 da ANCE, FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA a luglio ’98. I corsi di formazione per apprendisti edili operai e impiegati sono partiti aCGIL e viene finanziato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Come gennaio 1999 e hanno sinora coinvolto in Italia circa mille giovani. Di questi circa cento traper il progetto di formazione continua per capocantieri, anche in questa occasione apprendisti operai e impiegati sono stati formati a Verona tra gennaio e ottobre 1999, e il Opuscolo a fumetti, realizzato dalil progetto offrì la possibilità di mettere a punto un vero e proprio sistema innovativo Formedil, che illustra le novità del nostro architetto Pedrazzoli ha preparato, per il Formedil, il materiale di programmazione nuovo contratto di Apprendistatodi offerta formativa, sfruttando le nuove modalità previste dall’articolo 16 della Legge destinato ai giovani dai 16 ai 24 anni. didattica per tutti i corsi a livello nazionale» (Fondazione Edilscuola, 2000). Durante ilTreu per rilanciare l’Istituto dell’Apprendistato. L’azione inoltre puntò a rilanciare anche convegno di Verona viene presentato un decalogo54 per la formazione dei giovani inpresso i giovani un’immagine diversa del lavoro edile come lavoro professionalizzante edilizia, dieci regole di buona prassi valide per le attività di prima formazione finalizzatee appetibile se scelto attraverso la formazione. Le prime fasi di sviluppo del progetto all’ingresso al lavoro. Ne riportiamo i titoli: 1. formare per la carriera; 2. stimolare la vogliasono rievocate anche da Claudio Tombari, allora direttore della Scuola Edile di Verona, di progredire; 3. gestire l’inserimento lavorativo; 4. seguire la storia lavorativa dei giovaniche ebbe un ruolo di primo piano nell’elaborazione iniziale del progetto. Nel volume formati; 5. costruire un’omogenea e affidabile formazione di base; 6. costruire le basiredatto nel 2000 dalla Scuola Edile di Verona per il cinquantesimo anniversario della per l’utilizzo della formazione continua; 7. assumere la centralità del “costruire a regolafondazione, Tombari sottolinea come: «la formazione per l’apprendistato, tra le cose d’arte”; 8. il modello formativo deve essere nazionale ed europeo; 9. il modello formativofatte negli ultimi anni, è forse quella per cui nutriamo più affetto. si articola localmente; 10. il modello formativo deve essere multiutenza.Il 12 dicembre 1997, sei mesi dopo la Legge 196/97 che all’art. 16 riformava l’Istituto In alto il Libretto Personale di Nel progetto, di durata biennale, vennero coinvolti 1.176 giovani, soprattutto Formazione che veniva rilasciatodell’Apprendistato, abbiamo organizzato a Verona un convegno “Giovani, Lavoro, ai giovani che seguivano i corsi del nell’area operaia del Centro Nord e, in coda al progetto, vennero realizzati prodotti Progetto Sperimentale FormazioneCarriera in edilizia” insieme al nostro Ente di coordinamento nazionale (Formedil) con il per l’Apprendistato. didattici e informativi per la diffusione delle buone pratiche sperimentate, vennero 54 Il decalogo è riportato nel volume edito dalla Fondazione Edilscuola, Formazione per costruire 1949-1999. Cinquantesimo anni-53 Intervista a Giovanni Carapella, cit. versario della Fondazione Edilscuola, pp. 66-68.158 159
  • 81. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale160 161
  • 82. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeorganizzati convegni e seminari e realizzato un sito. Nonostante alcune criticità la Non erano delle grossissime cifre – ricorda Claudio Gombia – ma sicuramentevalutazione finale dell’esperienza fu positiva soprattutto per il grande contributo bisognava fare attenzione affinché non si creassero situazioni di turbamento. Nondato dal progetto nei seguenti ambiti: creazione, nel sistema bilaterale di settore, si trattava certo di mettere a posto i conti della Banca d’Italia o il bilancio dello Stato,di un segmento di offerta formativa specialistico sull’apprendistato; elaborazione, ma bisognava cercare di rimettere in sesto una situazione che altrimenti rischiavaper le Scuole, di modelli e strumenti per programmare e gestire interventi formativi; di peggiorare. Per il resto – continua l’ex Presidente – l’attività dell’Istituto nei mieidefinizione delle linee guida per apprendisti operai, impiegati amministrativi e due anni di Presidenza è proseguita sulla scia del passato, con l’unica differenzatecnici; promozione del sistema bilaterale di formazione professionale di settore che comunque il settore, alla fine del 2000, cominciò ad attraversare una fase dipresso le Regioni e il sistema territoriale delle Parti Sociali. crisi non solo di tipo ciclico, ma anche strutturale per cui riemergeva, come in ogni fase di crisi, il malumore per i costi della formazione; anche in quella occasione,Gli anni Duemila però, abbiamo lavorato per contrare tale malumore, nella convinzione che il nostroA partire dall’anno 2000 con la riforma dei meccanismi di accesso ai finanziamenti sistema rappresenti un’eccellenza e sia assolutamente utile al settore»55.europei e in particolare al Fondo Sociale, che passano da una dimensione nazionalea regionale, il Formedil deve cambiare la propria strategia di finanziamento e, allo In qualche modo possiamo dire che, con il nuovo secolo, il Formedil si accinge adstesso tempo, ripensare anche il sistema di relazioni con le Scuole. Il Formedil deve una forma di rinascita, confermata dalla decisione del Presidente Grignolio di aprire laaumentare la propria funzione di raccordo, di messa in rete, di supporto, ma anche di sua Presidenza, nel 2002, con un tour sul territorio che ricorda per molti aspetti quellogestione e di orientamento delle politiche promosse dalle Parti Sociali. Venuto meno, realizzato da Monticelli all’inizio degli anni Ottanta in occasione della costituzione delinoltre, il compito di veicolare i progetti delle Scuole a livello nazionale e comunitario, Formedil. «Forse perché mi piace stare in mezzo alla gente – ricorda Luigi Grignolioil Formedil avvia un processo di ridefinizione del proprio ruolo, sostanzialmente – ho cercato di girare tutto il territorio per andare “dentro” la gente, come dicono inancora in corso. Un aspetto importante riguarda l’omogeneizzazione del Sistema, politichese, ed ho imparato, ho capito moltissimo. Ho ascoltato le necessità di tutte lema anche in qualche modo la sua regolarizzazione. Scuole facendo sentire anche la presenza del Formedil. Questo mi è servito per capireUna delle priorità della gestione del neo Presidente Gombia, subentrato a Gonnet nel dove si stava sbagliando e dove potevo migliorare e far conoscere il Formedil. Tra le1999, e perseguita anche dalla gestione della Presidenza Grignolio, riguarda «unacapillare azione di recupero di contributi dalle Scuole che risultavano inadempienti. 55 Intervista a Claudio Gombia, realizzata a Torino il 19 Maggio 2010.162 163
  • 83. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localepriorità del mio mandato vi è stato sicuramente il tema dell’omogeneità dei bilanci che definimmo di dialogo sociale nel settore delle costruzioni, venne sviluppato indelle Scuole anche se non abbiamo ottenuto i risultati che auspicavamo, perché collaborazione con il Ministero del Lavoro ed è consistito in 3 corsi, uno al Nord, unoc’era chi non aveva problemi a farti vedere i conti e chi invece pensava che volessimo al Centro e uno al Sud, con la partecipazione di oltre 250 persone. In questo modocontrollargli le tasche»56. abbiamo voluto creare una base comune di riferimento e una piattaforma di discussioneLe attività svolte dal Formedil fino alle soglie del nuovo secolo sono state molte e condivisa per i vertici degli Enti: Presidenti, Vicepresidenti e Consiglieri»57.hanno seguito e talvolta anticipato l’evoluzione dei progetti e programmi formativi delle Durante la presidenza di Luigi Grignolio, quindi, il Formedil dà vita ad un’importantesingole Scuole, dai corsi in materia di restauro, alle iniziative mirate all’inserimento iniziativa, la creazione dei gruppi di lavoro: «erano formati da direttori “eletti” e suddivisidi personale femminile a quelli dedicati a singole categorie professionali. Tra questi in tre segmenti – ricorda Grignolio – in questi gruppi c’erano le eccellenze, gente cheve n’è uno che assume una rilevanza particolare in quanto rivolto agli amministratori sapeva, era informata, voleva lavorare e produrre»58.delle Scuole, ai rappresentanti delle Parti Sociali impegnati nella gestione degli Enti di L’11 dicembre del 2003 il Consiglio di Amministrazione del Formedil organizza a Roma,formazione del sistema bilaterale. Tale attività si è innestata, come ricorda Carapella, su presso l’ANCE, l’incontro Più Sistema per la Formazione Edile. Riunione Nazionale delleun progetto finalizzato a «creare un dialogo tra i direttori, tra i coordinatori degli Enti Scuole Edili. La riunione, nella quale i tre gruppi di lavoro presentano un resoconto dellaScuola, facilitato un po’ dalla nascita dei Formedil regionali e un po’ dal fatto che con propria attività, viene promossa al termine di una serie di quattro incontri interregionalii finanziamenti regionali viene attivata una grande opportunità per le Scuole su base svoltisi nei mesi precedenti a Venezia, Napoli, Firenze e Torino. Gli incontri interregionaliregionale, ma anche con la messa in pratica dall’inizio anni Novanta di gruppi di lavoro avevano consentito di monitorare le attività nei singoli contesti territoriali e rilevare, in unnazionale a livello di Formedil, che consentivano su base volontaria di dare una mano confronto diretto con Scuole Edili e Formedil regionali, i problemi presenti localmente,su terreni quali la formazione continua, la formazione dei formatori, la formazione per alla luce delle politiche regionali in materia di istruzione, formazione e mercato della sicurezza e così via. Su questo terreno le Parti Sociali, con i contratti, hanno cercato lavoro. Obiettivo della riunione nazionale – rivolta a Presidenze, amministratori edi dare una mano molto forte alla costruzione del sistema, sulla base di una spinta che direttori delle Scuole e alle Presidenze dei Formedil regionali – era fare il punto sulleveniva sostanzialmente dalle presidenze degli Enti e che si è basata sull’unificazione regole condivise e sulle azioni comuni da sviluppare per rendere l’insieme degli enti didegli statuti, sul controllo dei bilanci, sulla redazione dei piani formativi. Il progetto formazione edile di derivazione contrattuale sempre più un sistema. 57 Intervista a Giovanni Carapella, cit.56 Intervista a Luigi Grignolio, realizzata a Torino il 19 Maggio 2010. 58 Ibidem.164 165
  • 84. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeIl primo dei tre gruppi di lavoro – Le Scuole Edili e le riforme dell’istruzione, della formazione si sperimenta la validità della formula del gruppo di lavoro che, mutate le tematiche,e del mercato del lavoro – aveva come obiettivi l’analisi delle modifiche introdotte dalle sopravvive ancora oggi, dall’altra si gettano le basi per l’inserimento nel Contrattorecenti riforme dell’istruzione e della formazione, la valutazione delle sperimentazioni in Collettivo Nazionale di Lavoro delle Giornate della Formazione, fondamentalecorso nei differenti ambiti regionali e la proposizione di idee progettuali. momento di incontro per tutto il Sistema. Grazie all’azione delle Parti Sociali, infatti, dalIl secondo gruppo di lavoro – La formazione professionale continua. Un progetto di 2008 il Contratto Collettivo prevede l’organizzazione di una Giornata Nazionale dellasettore – in considerazione del peso che la formazione continua ha nell’attività delle Formazione nelle Costruzioni (art. 91).Scuole e in conseguenza all’istituzione di Fondimpresa si era proposto di: individuareun’idea guida per un sistema di formazione continua a regime per l’intero settore; Le nuove frontiere del sistema formativostabilire le modalità operative e di gestione; valutare le potenzialità e la trasferibilità in Oggi le nuove frontiere per il sistema formativo che fa capo al Formedil sonoun tale progetto nazionale delle sperimentazioni più significative già in atto. rappresentate dall’apprendistato (istituto da ricostituire radicalmente) e dallaIl terzo gruppo – I lavoratori stranieri in edilizia – si proponeva, anche alla luce della volontà di personalizzare fortemente la formazione continua con percorsi individualiricca esperienza maturata su questo tema dal Formedil di: individuare percorsi certificati (il progetto PSP – Piani di Sviluppo Professionale). A ciò si aggiungeformativi standard sia per il primo inserimento che per la formazione continua dei l’evoluzione della cosiddetta formazione per la sicurezza (che Formedil intendelavoratori stranieri; individuare moduli di formazione per l’alfabetizzazione linguistica in realtà come formazione professionale capace di costruire una professionalitàe l’orientamento professionale di lavoratori selezionati nei Paesi d’origine; individuare che ovviamente comprenda la capacità di lavorare in sicurezza) a cui si colleganomodalità per sviluppare un’offerta formativa per i lavoratori stranieri da svolgere nel anche le 16ore citate da Carapella: un’innovazione contrattuale inserita nel CCNLloro Paese d’origine. A circa un anno di distanza dalla riunione nazionale del 2003, l’1 del 2008 e la cui fase di sperimentazione ha avuto avvio all’inizio del 2009 ed èe il 2 dicembre del 2004, il Formedil organizza a Roma una nuova riunione nazionale ancora in corso. Con le 16ore diventa obbligatorio per ciascun nuovo assunto primadelle Scuole Edili: La formazione per l’edilizia. Verso un sistema integrato. Oltre alla di accedere al cantiere svolgere una formazione di mestiere e per la sicurezza.presentazione dei nuovi resoconti dei gruppi di lavoro, il Formedil punta a sfruttare la Come sottolinea Rossella Martino, si tratta di punti di arrivo di un percorso cheriunione nazionale per riflettere, alla luce del rinnovo contrattuale del 2004, sulle strategie ha le sue origini proprio nel passaggio da una formazione lunga e destinata ada porre in essere per costruire un sistema integrato di formazione di settore. professionalità tradizionali volte ad alimentare con nuova mano d’opera il settore,L’esperienza dei gruppi e delle riunioni nazionali porta con sé diversi frutti: da un lato a forme articolate e sistematiche di formazione continua.166 167
  • 85. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeCorsi 16ore prima Nelle due pagine alcuni momenti dei corsi 16ore, che le Scuole hanno iniziato ad erogare in via sperimentale all’inizio del 2009. In alto e a sinistra alcuni scatti degli allievi della Scuola Edile di Chieti. Nella pagina a fianco i corsi 16ore della Scuola di Caltanissetta.168 169
  • 86. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale«Le Scuole Edili – ricorda Martino, integrando l’analisi di Carapella – sono nate da erogarsi attraverso il sistema paritetico di formazione di settore. Si vuole cosìessenzialmente per la formazione dei giovani che volevano entrare in edilizia. La rispondere a due degli assi strategici del protocollo di intesa sulla formazione: da unformazione aveva una durata più lunga per consentire anche una sorta di recupero lato l’occupabilità e l’adattabilità nell’ambito dell’area formativa dedicata, dall’altro lascolastico. cosiddetta “Formazione per la progressione professionale”. I risultati del progetto,La Scuola Edile dava non solo una professione, ma recuperava anche tutta una parte illustrati nel volume Il Rapporto Formedil sul progetto sicurezza e interculturalità.di cultura che veniva persa nel periodo scolastico, perché i ragazzi abbandonavano Un’esperienza di formazione continua, vengono presentati in un convegnopresto gli studi. Si trattava di corsi di 2.400 ore, che consentivano di tenere i ragazzi organizzato, con il supporto di Fondimpresa, il 16 e 17 novembre 2006 dal titolo Laa scuola fino a 15-16 anni, l’età giusta per entrare poi in cantiere. Nel corso degli formazione continua e le prospettive di sviluppo. L’esperienza della bilateralità nelanni Novanta abbiamo fatto un’indagine di mercato sui fabbisogni e abbiamo capito settore delle costruzioni. Nell’ambito dello stesso progetto, anche grazie al contributoche le aziende avevano necessità di una formazione più breve. del Gruppo Nazionale di Lavoro Formedil della Formazione Continua, prende forma,Siamo così passati a moduli di formazione di 300/800 ore, verificando che la con il coordinamento di Rossella Martino, il lavoro della Banca Dati. La tracciabilitàcosa funzionava abbastanza ed era in linea con le realtà di altri Paesi con cui ci della crescita professionale del lavoratore, è assegnata al Sistema Formedil checonfrontavamo e con l’evoluzione del mercato. tramite la Banca Dati, agganciata alle banche dati contrattuali (CNCE e CNCPT),Oltre che come risposta ad una domanda delle imprese siamo arrivati alla formazione punta a registrare la formazione dei lavoratori con elementi omogenei, comparabili econtinua anche sulla spinta dell’evoluzione delle normative nazionali e dalle leggi misurabili. Il Libretto Personale di Formazione Professionale Edile , previsto dal CCNLeuropee e per effetto del confronto con altri Paesi. È in questo ambito che dobbiamo del 1995, resta l’output di sistema, ma la sua forma viene completamente rivista.collocare ad esempio la nascita dei fondi interprofessionali»59. Gli anni Duemila sono stati fortemente caratterizzati per il Formedil dalla ridefinizioneNel 2005, in occasione di un bando promosso da Fondimpresa, nasce, per volontà dei propri progetti e del proprio ruolo e anche da una serie di vicende organizzativedelle Parti Sociali, il Progetto sicurezza e interculturalità, progetto multiregionale di e logistiche quali il cambio di sede e l’avvicendarsi di nuovi direttori. Nel luglio delsettore dedicato alla formazione continua dei dipendenti delle imprese di costruzione 2005, infatti, Giovanni Carapella lascia temporaneamente la direzione del Formedil perché viene chiamato a far parte del Consiglio della Regione Lazio. La direzione59 Intervista a Rossella Martino, cit. viene assunta da Rossella Martino come facente funzione. Nell’ottobre del 2005170 171
  • 87. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeviene assunta in qualità di direttore Francesca Gioffrè, ricercatrice presso l’Università L’esperienza come Presidente della Scuola Edile di Perugia ha forgiato Calzonidi Roma Tre, che ricoprirà l’incarico solo per alcuni mesi. Nel 2006 le Parti Sociali convincendolo che si debba fare di tutto per utilizzare il sistema bilaterale dellaintroducono nell’organico Formedil la figura del condirettore, ruolo che viene assegnato formazione per contribuire a cambiare un sistema delle costruzioni che è quello giàa Rossella Martino mentre, dal primo aprile 2006, viene chiamato a ricoprire la carica di descritto da altri protagonisti di questa storia come Varanini o Gonnet e sul qualedirettore Daniele Verdesca. Come ricorda lui stesso «il mio è stato un percorso un po’ le Scuole incidono troppo poco. Il punto di partenza della nuova presidenza è laanomalo rispetto a quelli tradizionali che caratterizzano il sistema. Prima di accettare consapevolezza che si debba fare i conti con un “materiale umano” totalmentequest’incarico ero ricercatore all’università di Siena nel dipartimento di economia diverso da quello che caratterizzava il cantiere precedentemente.politica, dove tuttavia ho avuto più volte occasione di lavorare sia con l’associazione «Abbiamo assistito – commenta Calzoni – ad una grossa rivoluzione, non solo neldei costruttori sia con le associazioni sindacali. Così quando mi è stato proposto di nostro settore, ma nella società civile: l’immissione improvvisa negli ultimi sette-ottodiventare direttore del Formedil ho messo a disposizione la mia conoscenza tecnica e anni di un grande quantitativo di persone provenienti da altri Paesi ha di fatto cambiatola mia esperienza soprattutto nel campo della sicurezza e della relativa formazione»60. il volto del nostro mondo produttivo. Ci sono stati inserimenti di centinaia di migliaiaNel 2007 avviene anche un cambiamento di Presidenza che porta al vertice del Formedil di lavoratori provenienti dall’estero, da Paesi extracomunitari e non. Ciò ha costituitoMassimo Calzoni, già Presidente della Scuola Edile di Perugia. Alla vicepresidenza l’opportunità di un rimpiazzo concreto e reale della mano d’opera tradizionale italiana,troviamo Mauro Macchiesi segretario nazionale della FILLEA CGIL, a cui succederà nel ma ha comportato anche una serie di problemi: di lingua, di ingresso nel mondo del2007 Pino Virgilio, segretario generale aggiunto della FILCA CISL, due sindacalisti di lavoro in maniera corretta, di ricongiungimento familiare, di stabilizzazione in una casa,grande esperienza e da tempo impegnati all’interno del sistema bilaterale. L’approccio di inserimento sociale. È con questo mondo che dobbiamo confrontarci. Perché ildella nuova Presidenza è decisamente più orientato verso l’individuazione dei bisogni ruolo della formazione non è solo quello di formare un bravo lavoratore, ma anche diconcreti da parte del mercato e per un’impostazione maggiormente legata alle creare un lavoratore consapevole dei pericoli e del suo ruolo all’interno di una squadraesigenze del settore, e mira soprattutto a rendere strutturale una serie di progetti che che lavora insieme»61. Tra le prime iniziative della presidenza Calzoni c’è la stesurasono sostanzialmente quelli richiamati da Giovanni Carapella e da Rossella Martino in di un documento programmatico, riportato integralmente nella sezione Documenti intermini di formazione continua. appendice al volume, che partendo da un’analisi critica dei risultati dell’attività svolta60 Intervista a Daniele Verdesca, realizzata a Roma il 16 Giugno 2010. 61 Intervista a Massimo Calzoni, realizzata a Roma il 16 Giugno 2010.172 173
  • 88. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localedal Formedil negli anni precedenti, mira ad «individuare un complesso di azioni dell’organizzazione (Formedil Regionali); armonizzazione di statuti, bilanci, ingressoche consentano di attuare una formazione edile utile ed efficace per il settore»62. organizzazioni, nomi, sistemi di verifica e lettura sia dei modi che dei tempi; eventualiAnalizzate le trasformazioni del mercato e prima di procedere nell’enunciazione degli resistenze o anomalie dovrebbero essere sanzionate. Una seconda fase dell’attività,intenti programmatici, il documento ribadisce l’importanza strategica del Formedil e inoltre, doveva essere costituita da: controllo e certificazione della correttezza didel suo ruolo: «si sente l’assoluta necessità di passare da un sistema policentrico accessi e spostamenti dei lavoratori in connessione con i Centri Per l’impiego e consu più strati con collegamenti molto blandi a un vero sistema unitario, compatto e le Casse Edili e CPT attraverso uno strumento di gestione del mercato del lavoro eben connesso, che muova in maniera coordinata (seppure autonoma sul territorio), della formazione che potrebbe denominarsi SULF (Sportello unico del Lavoro e dellaincisiva (e quindi tempestiva e su numeri significativi). Pertanto dobbiamo mettere Formazione); controllo delle competenze e del percorso formativo dei lavoratoriin campo un complesso di azioni finalizzate all’utilità e all’incisività, altrimenti si attraverso l’adozione del Libretto personale di formazione, con il rilancio strategico deitratterebbe di puro monitoraggio ritardato di ciò che è accaduto in precedenza e che progetti relativi (fidelizzazione giovani; formazione continua; formazione degli stranieri;non abbiamo potuto ben gestire. Detto complesso di azioni tra di loro interdipendenti formazione dei formatori).devono essere coordinate e governate dal Formedil non per semplice desiderio di Guardando ancora al futuro del Formedil è essenziale fare una riflessione su un altrocentralismo, ma per una sana aspirazione di canalizzare l’attività verso obiettivi di interessante cambiamento che lo ha riguardato nel corso degli anni: il progressivoomogeneità, di serietà, di regolarità, ma anche di utilità e incisività»63. Sinteticamente aumento della presenza femminile al suo interno. A precorrere i tempi, quandole attività sulle quali il Formedil intendeva impegnarsi erano così individuate: stabilire ancora la presenza delle donne nel settore era fatto sporadico ed eccezionale, èun sistema di rapporti stabili e continui con CNCE e CNCPT e i loro organismi stata senza dubbio Rossella Martino, presente e attiva nel Formedil sin dall’inizio.territoriali; stabilire un sistema di rapporti stabili e continui con le Scuole Edili, con la Oggi però non è più sola perché sono sempre di più le donne chiamate a ricopriremessa in rete dei progetti formativi, con il coinvolgimento dei gruppi di lavoro, con il ruoli chiave all’interno delle Scuole Edili e nel Consiglio di Amministrazione dell’Entereport annuale tempestivo e con almeno un’altra occasione convegnistica annuale nazionale. Tra queste ultime ricordiamo due imprenditrici, Valentina Bianchi, che haper coinvolgimento e condivisione; interconnessione in rete in tempo reale di tutti i fatto parte del CdA Formedil nella seconda metà degli anni Novanta, e Silvia Petagna,dati in possesso di ciascun attore del sistema (Portale del Sistema); ottimizzazione attualmente consigliera. Tra le tante donne, circa venti, che ricoprono ruoli di dirigenza sul territorio, abbiamo raccolto le testimonianze di Annarita Negroni – coordinatrice del62 Documento programmatico Formedil (2007). Il Documento è riportato integralmente in appendice al volume.63 Ibidem. Formedil Emilia Romagna – e Paola Cambiago – direttrice della Scuola Edile di Como.174 175
  • 89. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale con una certa tranquillità; ciò rende alcuni passaggi più semplici e diretti»64. Nonostante, come ribadito da Negroni, i Formedil regionali esistano per dettato contrattuale, la loro diffusione sul territorio nazionale è ancora disomogenea e in alcuni, alla costituzione nominale dell’Ente, non è seguita un’effettiva attivazione operativa. Anche Cambiago, nella sua riflessione, tocca il nodo dell’articolazione del sistema: «Io credo molto negli enti di coordinamento, nonostante il nostro sia un Paese in cui tante situazioni sono fisiologicamente diverse: vi sono diversità non solo fra le regioni ma anche all’interno delle singole regioni. Non è facile quindi darsi degli La presenza di allieve all’interno dei corsi di base è ancora obiettivi chiari. I Formedil regionali dovrebbero creare l’anello di congiunzione fra le abbastanza limitata, mentre decisamente più consistente è la Regioni e le Scuole e di conseguenza essere a metà fra il Formedil nazionale e le presenza femminile all’interno dei corsi dedicati al restauro. singole Scuole; il Formedil nazionale dovrebbe interagire con il Ministero e con i livelli istituzionali nazionali. Il ruolo del Formedil è fondamentale nel rapportarsi con EntiRaccontando la propria esperienza entrambe hanno messo in luce come ci siano dei come Fondimpresa e non vedrei un altro modo per procede. Deve dare sistematicitàsettori, specificatamente il restauro, che si stanno progressivamente femminilizzando a tutte le differenze, è un ruolo difficile da gestire, bisognerebbe trovare quelle chementre rimane abbastanza sporadica la presenza di donne nei corsi di base. È proprio sono le linee da seguire o i temi da trattare che rendono possibile questo. C’è statacon Annarita Negroni che abbiamo affrontato il tema del ruolo dei Formedil regionali: tanta buona volontà per aprire molti fronti, forse ora bisognerebbe valutare se sono«Il contratto nazionale dice con chiarezza cosa deve fare il Formedil Nazionale, quello tutti fronti da proseguire, bisognerebbe identificare su quali lavorare anche perchéregionale e cosa devono fare le Scuole Edili. Noi spesso cerchiamo di dare il nostro sono tutti dispendiosi dal punto di vista delle energie. Sono tutti importanti ma ècontributo fornendo una sintesi delle istanze territoriali, ad esempio ultimamente si sta essenziale ritrovare un minimo di coordinamento con i nodi regionali e capire cosarichiedendo, da parte della dimensione nazionale, un interlocutore regionale. È diverso fare e cosa ha senso che i diversi attori facciano. L’architettura del sistema deve esserefare un incontro con 105 persone piuttosto che farlo con 20. Quindi noi ci poniamonella direzione di fornire una sintesi delle istanze territoriali ed in questo riusciamo 64 Intervista ad Annarita Negroni, realizzata a Bologna il 9 Aprile 2010.176 177
  • 90. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localechiara: tutti i nodi ed i temi dove le decisioni sono a livello nazionale devono essere finire degli anni Novanta l’edilizia sembra aver esaurito la sua spinta e divienepresidiate dal Formedil nazionale, non avrebbe senso che fosse altrimenti»65. evidente che esiste una difficoltà nel reperimento delle risorse umane da formare.D’altro canto, come abbiamo già avuto modo di osservare, nel Documento Non solo le imprese non trovano ricambi adeguati, ma anche le Scuole spessoprogrammatico stilato dal Formedil nazionale all’inizio della Presidenza Calzoni tra i non hanno discenti. Facendo riferimento alla propria esperienza come Presidentepunti programmatici figura anche l’ottimizzazione dei Formedil regionali. della Scuola Edile di Perugia Massimo Calzoni ricorda come «la formazione si faceva, tranne che in rarissimi casi, su una risorsa umana residuale, di qualitàLe nuove domande del mercato: uno sguardo verso il futuro molto modesta: ci si rivolgeva prevalentemente a ragazzi un po’ sbandati che nonPer arrivare a guardare al futuro della formazione siamo partiti da molto lontano, trovavano una loro collocazione.dalle antiche corporazioni e dal senso delle parole, da quello che la loro etimologia Accanto a questo c’erano anche azioni di aggiornamento per il personale esistenteci racconta. Abbiamo raccolto le storie degli uomini (e delle donne) che hanno nel mondo dell’edilizia che erano di tipo spontaneo, elettivo: erano gli operaicontribuito a costruire la vita delle Scuole Edili e del Formedil, ci siamo fatti raccontare stessi che sentivano il bisogno di migliorare la propria capacità operativa e magaripezzi di biografia personale e di storia. Tra le ultime voci che abbiamo raccolto c’è cogliere anche l’opportunità di miglioramento di categoria, di inquadramento, equella dell’attuale Presidente Massimo Calzoni. Con lui il ciclo delle interviste si è quindi, con sacrificio, la sera dopo il lavoro, oppure il sabato mattina, venivano achiuso, ma gli scenari tratteggiati, prendendo l’abbrivio dall’analisi di quello che è fare il loro aggiornamento presso la Scuola Edile. Però erano numeri bassi, notaisuccesso negli ultimi quindici anni, sono tutti proiettati verso il futuro, un futuro fatto subito che il problema era che non c’era un incidenza reale sul mondo produttivodi idee e di progetti che corrispondono ad azioni concrete, a bisogni reali. Un futuro con un’aliquota significativa, quindi mi parve che l’elemento fosse di così grandeche vuole però essere consapevole del proprio passato e della propria storia e per importanza che non si poteva non porci mano in qualche maniera»66.questo vuole fare tesoro delle esperienze vissute.Le trasformazioni socio economiche che hanno investito il nostro Paese dal «All’epoca – aggiunge il direttore di Torino Alessandro Brasso - avevamo un mododopoguerra ad oggi hanno portato, già da diversi anni, al palesarsi di una serie diverso di muoverci perché sul territorio le Scuole avevano come riferimento unadi contraddizioni: dopo aver attinto a piene mani al serbatoio dell’agricoltura, sul struttura piramidale dell’offerta: ovvero almeno un’impresa che a Torino superava65 Intervista a Paola Cambiago, realizzata a Roma il 13 Aprile 2010. 66 Intervista a Massimo Calzoni, cit.178 179
  • 91. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localei 250 dipendenti, 4 o 5 che ne superavano 100 e talvolta arrivavano anche a 150 Oggi appare sempre più evidente che per uscire da una situazione in molti casidipendenti, una quindicina che stava tra i 50 e 100 e uno zoccolo duro di imprese di impasse, è necessario essere in grado di intercettare una domanda reale e leche andavano dai 15 ai 30 dipendenti e tutto il resto era frazionato, ma erano tutte Scuole devono rappresentare uno strumento utile per il sistema produttivo. Ancheimprese con una certa storia. Lo zoccolo duro era quello che affiancava gli studenti. l’immissione di una cospicua componente di lavoratori immigrati cambia il voltoOra l’affiancamento non c’è più perché non c’è più tempo non ci sono più le persone. produttivo del nostro Paese e obbliga chi si occupa di formazione a fare i contiEra quello zoccolo che sosteneva il sistema. Poco per volta le imprese si sono con problemi concreti, lavorando con il materiale umano che si ha davanti e condestrutturate, tanto che oggi a Torino abbiamo una sola impresa che non supera le problematiche che esso porta con sé. Una delle risposte possibili per risolvereneanche i 150 dipendenti, abbiamo l’85% di imprese che sono sotto i 5 – 7 dipendenti queste problematiche ed intercettare i nuovi lavoratori che entrano nel settore èed abbiamo un nucleo abbastanza vasto di imprese tra 15 e i 35 dipendenti che rappresentata, come sottolinea Giuseppe Moscuzza, dalle 16ore che «rappresentanocambiano nome quasi ogni anno, una pletora di imprese che non hanno neanche il modo per entrare nel settore dalla porta principale. Le Scuole possono svolgereun dipendente e che hanno uno o due cantieri aperti. È evidente che quindi il nostro un ruolo importante nella gestione dell’incontro della domanda e dell’offerta, nellaruolo è venuto a cambiare completamente, venendo a mancare questo riferimento gestione del mercato del lavoro del settore: possono dare un grande contributo nellacerto di 350 – 360 aziende, sulle quali fino alla fine degli anni Ottanta abbiamo basato lotta al lavoro nero, al lavoro irregolare, al caporalato e all’intermediazione passivala nostra attività attraverso un collegamento costante tra imprese e Scuola. della criminalità organizzata. Ciò porta vantaggi sia alle imprese che ai lavoratori. InOggi, invece, non è più possibile perché non ci sono imprese costanti e continue. questo momento ci stiamo lavorando a livello di elaborazione contrattuale»68.I titolari sono stranieri, il personale è straniero ma i capi cantiere italiani. Le dittestraniere crescono soprattutto nei lavori di specializzazione. Le ditte di montaggio «Una politica vera della valorizzazione della risorsa umana negli ultimi decenni non èsono quasi tutte egiziane o marocchine, i posatori sono albanesi o cinesi, mentre stata fatta», riflette ancora Calzoni, «le imprese hanno dovuto badare spesso alla propriauna volta quelli che facevano gli intonaci erano per lo più calabresi. sopravvivenza e ad orientarsi verso le indicazioni reali del mercato possibile; si sonoAdesso facciamo tanti corsi diversi. In qualche modo siamo più vicini alle imprese alleggerite (spesso appesantendosi da un punto di vista burocratico) di manodoperarispetto al passato»67. qualificata alle proprie dipendenze dirette, e per garantirsi un risultato economico67 Intervista ad Alessandro Brasso, cit. 68 Intervista a Giuseppe Moscuzza, cit.180 181
  • 92. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localecerto si sono rivolte in maniera sempre crescente al sub-appalto che garantiva prezzi mercato locale delle costruzioni costituisce un’azione propedeutica per esserecerti e i più bassi possibili, perché fatte da specialisti le opere riescono a costare efficaci e per rispondere in modo tempestivo alle esigenze formative che via viaun po’ di meno. La valorizzazione delle risorse interne, d’altro canto, è un processo emergono. Ciò non solo nell’interesse delle imprese, ma anche del lavoratore, inlungo, difficile, che deve essere realizzato per contagio e per contatto con persone quanto una delle “missioni” che oggi caratterizzano le Scuole Edili e il sistemapiù capaci, ed è sempre meno adoperata negli ultimi anni e va scomparendo»69. bilaterale che fa capo al Formedil è quello di assicurare un’assistenza continua eGli fa eco Mauro Macchiesi: «oggi il Formedil ha la necessità essenzialmente di permanente al lavoratore con l’obiettivo innanzitutto di intercettarne l’ingresso eessere e creare sistema fra le varie Scuole, di elaborare proposte sulla formazione poi di accompagnarlo in una logica di formazione continua per l’intero percorsocontinua e sugli strumenti che servono per realizzarla, lavorando più sull’individuo lavorativo e professionale.che sull’impresa. «La formazione professionale oggi – sottolinea Daniele Verdesca – richiede unoDel resto l’attuale struttura imprenditoriale del nostro Paese è caratterizzata da una sforzo, una capacità di mappare dove sia il lavoratore in un determinato momento,pletora di aziende. Siamo tornati ad avere 54.000 imprese qualificate dalle SOA così da seguirlo nella sua evoluzione. Questo approccio richiede un sistema nonquando in occasione della chiusura del vecchio Albo nel 2000 ve ne erano 50.000. massificante della formazione e tagliato invece a misura della persona. Un approccioSe pensiamo che negli altri Paesi europei il numero di imprese qualificate si aggira che richiede uno sforzo davvero eccezionale. Fino ad oggi ci si è concentrati moltodalle 3000 alle 6000 è evidente che c’è un’inflazione del numero delle imprese sulla trasmissione meccanica del sapere professionale, ad esempio su come siattestato anche dalle 740.000 imprese registrate presso le Camere di commercio realizza un muro. In questa fase di crisi, di fronte a un mercato del lavoro che cambia,a fronte delle 250 mila della Germania. È evidente che fare formazione in questo la sfera umana della persona è sottovalutata, in quanto il solo trasferimento dellecontesto è assai complicato. Del resto se andiamo a vedere i bilanci delle maggiori conoscenze potrebbe non essere sufficiente. Ecco che allora diventa fondamentalesocietà, le risorse destinate alla formazione sono una frazione di punto e l’unica seguire la persona per tutto il suo percorso, fare molta attenzione alla formazioneformazione che si fa è quella sulla sicurezza»70. In questo quadro portare avanti professionale, ma legarla anche alla crescita umana e sociale del lavoratore»71.un’attenta analisi del contesto socio economico e di mercato è un tema centrale, Per il Presidente Calzoni in questo momento la formazione deve fare un saltopotremmo dire strategico. Prestare la massima attenzione a quanto avviene nel qualitativo: «bisogna partire dalla consapevolezza che ci dobbiamo rivolgere al69 Massimo Calzoni, cit.70 Intervista a Mauro Macchiesi, cit. 71 Intervista a Daniele Verdesca, cit.182 183
  • 93. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localemercato che c’è, intercettando con le 16ore la domanda potenziale, riuscendo così a Si predisporranno per tutti i mestieri dei moduli formativi elementari di breve durata, inconoscere prima quelli che stanno per entrare nel settore e far loro una formazione grado di essere composti fra di loro; questi consentiranno di spezzare la formazioneminima d’ingresso. In sintesi si tratta di operare al servizio del settore che c’è, evitando in vari tempi e in vari modi, risolvendo un’altra criticità propria di questa fase deldi fare una formazione autoreferenziale. Ne consegue che il formatore si trasforma mercato delle costruzioni, ovvero la necessità di non tenere i lavoratori troppo tempoin un assistente allo sviluppo professionale, cioè una persona che è in grado di lontani dall’attività produttiva»73.recepire stimoli, metabolizzarli, un risolutore di criticità, in grado di orientare nel L’elaborazione su quali debbano essere i terreni da privilegiare da parte del Formedilmondo dell’edilizia lavoratori che spesso non sanno esattamente che cosa devono e dal sistema territoriale delle Scuole Edili appare ormai completata. Da un latofare, per poi accompagnarli nel loro sviluppo, con dei metodi e dei criteri che siano le indicazioni offerte dalle Parti Sociali che, soprattutto negli ultimi due Contrattiunici per tutto il Paese: i format della formazione»72. Collettivi Nazionali di Lavoro, hanno fissato le nuove frontiere, dando concretezzaPer il Presidente del Formedil essere capaci di proporre un modello condiviso e alla formazione continua, coerentemente con l’evoluzione normativa nazionale edriconosciuto a livello nazionale è un elemento esenziale in questa fase: «le proposte europea, creando con le 16ore uno strumento essenziale di intercettazione dei nuoviformative devono essere ben chiare e univoche, in modo tale da conferire alla ingressi, nella logica di un rafforzamento del controllo legale sul mercato del lavoro eformazione un valore di universalità e di riconoscibilità. Dobbiamo creare un sistema assicurando una politica di formazione alla sicurezza fortemente integrata con quelladi strumenti che siano in grado di attestare la formazione in maniera univoca. A di base e di mestiere, avviando con la sperimentazione della Borsa lavoro una nuovaquesta esigenza risponde ad esempio il Libretto Formativo la Banca Dati Formazione fase dove il sistema bilaterale accresce il suo ruolo da protagonista nella qualificazioneCostruzioni che stiamo realizzando. Universalità, riconoscibilità e certificazione del mercato del lavoro. Dall’altro lato si è dato avvio ad una vera e propria rifondazionepresuppongono un comune riferimento in termini di competenze da certificare: del sistema della formazione intorno a quattro progetti strategici che sono direttaFormedil ha prodotto a questo riguardo il Repertorio delle Competenze del settore conseguenza delle linee di orientamento indicate dalle Parti Sociali.delle costruzioni, con un lavoro lungo e molto impegnativo. Claudio Cigarini, direttore «L’impianto di questa riforma – sottolinea il Presidente Calzoni – è basato su quattrodella Scuola Edile di Reggio Emilia se ne è occupato in modo competente e serio nel progetti strutturali cardine. Il primo è rappresentato da quello che noi abbiamo chiamatocorso dell’ultimo lustro, a partire dai primi progetti Fondimpresa. 16ore MICS, dove MICS sta per integrazione tra la formazione di ingresso e la formazione72 Intervista a Massimo Calzoni, cit. 73 Ibidem.184 185
  • 94. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeper la sicurezza. Il secondo progetto riguarda l’apprendistato e offre a chi entra come su cui innestare tutta l’attività presente e futura»74. La riforma si colloca all’interno di unapprendista nel nostro settore una formazione omogenea e uniforme, concretamente disegno più ampio, quello che Pino Virgilio, prematuramente scomparso, chiamavaespletata all’interno delle Scuole Edili anche in una logica di accompagnamento e di “gestione ottimale del fattore umano”, ovvero «offrire un efficiente sistema di garanzie diassistenza tecnica e professionale, riconoscendo in parte anche la formazione che si base e di opportunità di sviluppo, anche al fine di rendere il settore più motivato e attrattivofa in cantiere presso l’impresa. In questo modo si va incontro alle esigenze produttive e contrastare i fenomeni degenerativi sul versante della trasparenza e delle regolarità»75.e si contengono i costi, ottenendo il risultato di ampliare notevolmente l’utenza. Il terzo Secondo Virgilio ogni lavoratore che accede al sistema dovrebbe poter contare «sulpilastro delle riforma è rappresentato dal PSP ovvero il Piano di Sviluppo Professionale , proprio territorio, su un’interlocuzione amichevole e costruttiva con gli Enti Paritetici: unaindividuale. Con questo progetto diamo concretezza ad un vero e proprio sistema di buona accoglienza iniziale, un costante accesso alle informazioni, un orientamento eformazione continua, attraverso la costruzione di percorsi individuali personalizzati per un aiuto per il miglioramento professionale, sostegni efficaci nelle congiunture critiche.ciascun utente. Un progetto che nasce dalla consapevolezza che nello svolgimento del In particolare, in un disegno e attraverso un’attività integrata di sistema, dell’interolavoro, nei rapporti con le imprese e con la propria attività professionale ognuno si rapporta sistema bilaterale, è essenziale essere in grado in ogni territorio di informare in meritoin modo diverso, ha difficoltà e ambizioni differenti e quindi diventa importante assistere alle positività e ai vantaggi del lavoro dipendente regolare e tutelato presso un’impresaciascuno in modo personalizzato, pur nell’ambito di quella modularità che schematizza iscritta alla Cassa Edile; mostrare e chiarire il sistema dei sostegni e delle provvidenzela formazione per tutti i diversi mestieri e specializzazioni. Il quarto progetto riguarda finalizzato a non “lasciare solo” il lavoratore nei momenti critici; far vedere le positività chela Borsa lavoro, da diversi anni prevista nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, ma sono proprie della progressione professionale in edilizia: dal raggiungimento di sogliemai applicata. Ora d’accordo con le Parti Sociali partiamo con una sperimentazione che di autonomia professionale, alle soddisfazioni personali connesse al lavoro qualificatoritengo ormai matura e che riguarderà inizialmente una sola Regione, attraverso un’attività e creativo, al piacere per il proprio lavoro “fatto bene e a regola d’arte”, alla capacità didi servizio a sportello, di assistenza iniziale nei confronti di chi rimane senza lavoro o organizzare le misure di prevenzione utili a lavorare in modo sereno e sicuro»76.che vuole entrare nell’edilizia. Maurizio Fanzini, direttore della Scuola Edile di Parma,ha elaborato un organico progetto a tale riguardo. L’obiettivo finale resta comunque lacreazione di un sistema che garantisca un matching automatico domanda-offerta tra 74 Ibidem. 75 Nella redazione del volume si è tenuto conto anche delle occasioni di incontro che gli autori hanno avuto con Pino Virgilio, se- gretario nazionale della Filca Cisl, a lungo nel CdA del Formedil, oltre che della CNCE e del CPT e Vicepresidente del Formedil nellaimprenditori e lavoratori. Come sistema abbiamo l’obbligo, il dovere, di garantire un seconda metà degli anni Duemila fino alla sua morte avvenuta nell’Autunno del 2008. Di lui sono stati utilizzati alcuni scritti. Qui si cita uno dei contributi offerti da Virgilio alla redazione del documento interno a cura del Formedil, Buona occupazione e settore delle costruzioni: idee forza, sostegni strumentali, ipotesi di percorso, Roma Settembre 2008.servizio utile alle imprese e ai lavoratori. Questi quattro progetti strutturali sono il telaio 76 Ibidem.186 187
  • 95. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeCorsi funi e ponteggi Abbiamo selezionato alcuni scatti particolarmente suggestivi dei corsi funi e dei corsi per ponteggiatori. In questa pagina foto della Scuola Edile di Cosenza; a fianco un allievo della Scuola Edile di Livorno.188 189
  • 96. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale190 191
  • 97. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire locale Nella pagina precedente un corso della Scuola Edile di Torino; in queste pagine esercitazioni sui ponteggi per gli allievi della Scuola Edile di Catania.192 193
  • 98. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Pensare globale e agire localeCorsi macchine Uno dei principali ambiti di intervento formativo delle Scuole Edili riguarda l’utilizzo delle macchine movimento terra e delle macchine complesse.194 195
  • 99. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontano Un viaggio nel tempo e nello spazio nel quale le Scuole raccontano la loro storia e il lavoro che svolgono ogni giorno sul territorio, una panoramica e una galleria di immagini del cuore del Sistema Formedil, una storia condivisa lunga più di sessant’anni...196
  • 100. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoEnte Scuola Edile / CPT della Provincia di Chieti Ente Scuola Edile della Provincia di L’AquilaVia Aterno, 187 – Località Brecciarola – 66100 Chieti S.S. 80 km 9 n. 61 – Località San Vittorino – 67100 L’AquilaLa Scuola è stata istituita nel 1981 e nel 2003 si è unita al CPT costituendo l’Ente Scuola Edile / CPT della Provincia di Chieti. La Scuola Edile di L’Aquila viene fondata nel 1972, inFin dalla sua istituzione, la Scuola è divenuta un importante punto di riferimento per il settore edile del territorio. L’offerta attuazione alle decisioni codificate nel CCNL. Nono-formativa si è aggiornata negli anni e presenta un ventaglio di proposte formative; l’Ente offre, tra gli altri, corsi per l’acqui- stante alcune iniziali difficoltà nell’avvio delle attivitàsizione della qualifica di muratore e di carpentiere / ferraiolo, corsi di formazione professionale per diplomati geometri e per formative, progressivamente la Scuola è riuscita adsoggetti svantaggiati. Organizza formazione specifica ed integrata per la sicurezza e, grazie ai protocolli d’intesa siglati con affermare il proprio ruolo strategico nel settore dellegli ordini professionali, attua tutti i corsi di aggiornamento richiesti dalla normativa vigente. L’Ente organizza attività di forma- costruzioni ed è stata riconosciuta anche istituzio-zione per addetti alla conduzione di macchine operatrici e addetti ai mezzi di sollevamento – gru. In ottemperanza alle dispo- nalmente la validità delle attività formative erogate.sizioni del CCNL, al protocollo di intesa tra l’AIF e il Formedil nazionale e su richiesta delle imprese, da settembre 2009 l’Ente Nel tempo infatti è stata attivata una rete di rapportiorganizza corsi per il rilascio del patentino per operatori macchine complesse di piccolo e grande diametro. Nell’anno 2009, con le Istituzioni Pubbliche e con gli organismi sco-l’Ente si è aggiudicato, con altri partners, il finanziamento S.E.L.F. (Sicurezza in edilizia: Lavoratori in Formazione) promosso lastici insieme ai quali sono stati realizzati vari pro-da Fondimpresa. Tale progetto ha previsto la possibilità di usufruire gratuitamente di corsi di formazione e sulla sicurezza getti.per le imprese iscritte a Fondimpresa. Nel corso dei suoi trenta Da una prevalente attività di qualificazione e riqua-anni di attività formativa, l’Ente ha raccolto consensi non soltanto La sede della Scuola Edile. lificazione professionale, l’offerta formativa dellanel settore specificamente edile, ma si è distinto anche per il suo Scuola si è via via arricchita estendendosi alle tema-impegno sociale: la collaborazione con il Centro Territoriale Perma- tiche della sicurezza anche per la grande richiesta delle imprese e delle associazioni imprenditoriali e sindacali e organizzan-nente per l’Educazione degli Adulti che ha permesso alla Scuola do corsi per la professionalizzazione di alcune specifiche figure strategiche nella organizzazione operativa dei cantieri.di partecipare, per ben quattro anni consecutivi, ad un progetto Negli anni sono state apportati migliorie ed ampliamenti alla sede della Scuola e al momento è in fase di perfezionamentorivolto ai ristretti della Casa circondariale di Chieti e che prevedeva l’iter burocratico per consentire la realizzazione della nuova struttura che, per tipologia di offerta formativa, rappresenteràla loro accoglienza nel Centro di Formazione Professionale della un’esperienza unica in Abruzzo perché assumerà il ruolo di Centro di Eccellenza per la Formazione professionale dell’in-Scuola per un periodo di stage sulla muratura; la collaborazione tera Regione. È previsto un investimento di circa quattro milioni di euro parte dei quali a carico della Regione Abruzzocon il Comune di Chieti per la realizzazione di una scala in cemento (circa il 50%). All’iniziativa partecipano, con risorse immateriali, il Comune di L’Aquila e l’Amministrazione Provinciale, earmato nei pressi della Villa Comunale cittadina; l’allestimento di con contribuzione diretta il CPT e la società Formed Srl uni personale partecipata al 100 % dalla Scuola Edile.una mostra di oggetti in ceramica realizzati dagli alunni di un corso Dal 2003 la Scuola Edile di L’Aquila è accreditata presso la Regione Abruzzo per la gran parte delle tipologie formative edattuato dalla Scuola e rivolto a soggetti svantaggiati. Un allievo all’opera con il frullino. è in possesso della certificazione di qualità.PRINCIPALI PARTENARIATI: 2004 capofila del progetto Leonardo Da Vinci European network of Technological Yards - Eu.Te.Ya – la Tecnologia del Patri-monio Artistico. Un approccio innovativo per la salvaguardia ed il recupero archeologico. Una rete di Cantieri Tecnologici.2005 capofila di un progetto Equal: Recuperare lo Sviluppo – RELOS; tale progetto è stato parte del programma di cooperazione transnazionale CostruireEnsemble – un nouveau parcours contre les discriminations e il cui risultato è stato l’elaborazione di tre guide: Guida di sensibilizzazione alle pari oppor-tunità; Analisi delle Pari Opportunità nelle imprese; Guida metodologica per la formazione e l’inserimento delle donne nei lavori del settore edilizio.2009 partner progetto Leonardo Da Vinci, POSSIBLE CONSTRUCTIVE DIALOGUE. PRINCIPALI PARTENARIATI: Progetto Equal per la formazione professionale degli ospiti del penitenziario di Sulmona; progetti con INAILBIBLIOGRAFIA: 1981 – 2001 Ventennale Fondazione Ente Scuola Edile di Chieti (2001). regionale e Amministrazione Provinciale.198 199
  • 101. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoFormedil Pescara E.F.S.E. – Ente Paritetico Unificato per la Formazione e la Sicurezza per l’industria edilizia ed affini dellaStrada Prati, 29 – 64124 Pescara Provincia di Teramo Via Gabriele D’Annunzio, 28 – 64100 TeramoIl Formedil Pescara ha avviato la sua attività nel 1982 come Ente L’Ente Scuola Edile della Provincia di Teramo è stato costituito il 27 luglio 1990; in data 12 giugno 2006, è stato costituitoScuola Edile Pescara, iniziando a promuovere i primi corsi di for- l’Ente Paritetico Territoriale Unificato per la Formazione e la Sicurezza per l’industria edilizia ed affini della provincia di Teramomazione e aggiornamento professionale nel settore dell’edilizia. Il E.F.S.E. e la Scuola è confluita in detto Ente. La Scuola Edile è stata costituita dalle Parti Sociali territoriali come risposta alleprimo passo è stato quello di stringere una proficua collaborazione esigenze formative ed occupazionali che negli anni Novanta caratterizzavano di nuovo fortemente il comparto. La Scuolacon la Regione Abruzzo per l’attivazione di corsi di formazione fi- si è subito connotata come strumento necessario per inserire i giovani nel settore offrendo dunque prevalentemente unananziati, cosa che ha permesso all’Ente di crescere e di porsi come formazione di ingresso. Date queste finalità, l’Ente è riuscito a coinvolgere nella propria attività le imprese e le istituzionipunto di riferimento sul territorio per la formazione professionale nel locali che hanno collaborato attivamente affinché l’attività formativa potesse svolgersi nel modo più incisivo. Nel corso deglisettore edile. Nel 2004 è avvenuta la fusione con il CPT Pescara. Dal anni la Scuola ha svolto una attività formativa via via più ampia per le figure professionali del settore, usufruendo anche digennaio 2009, la necessità di essere ancora più vicini alle esigenze contributi europei. Dopo un periodo di inattività in questo settore, l’Entedelle imprese e di fornire risposte ancora più concrete a chi fa vita Manifesti delle iniziative organizzate annualmente dalla Scuola nell’ambito della è ora in procinto di riavviarla. L’E.F.S.E. svolge inoltre correntemente la settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro.di cantiere, ha portato ad un rinnovamento strutturale dell’Ente e ad formazione sulla sicurezza, così come stabilito dalle norme legislative euna crescita della struttura interna, sintetizzata in un nuovo nome: contrattuali.Formedil Pescara. Nel corso degli anni è progressivamente diminuita la domanda per i corsi di formazione dedicati alle La sede della Scuola, al momento, si trova nel centro di Teramo, ma si stamaestranze, così l’offerta della Scuola, complice l’entrata in vigore della Legge 626 e il successivo Decreto Legislativo valutando la possibilità di reperire una nuova sede.81/2008, è stata ampliata con un ventaglio completo di corsi per la sicurezza sul lavoro nei cantieri edili. Oggi l’obiettivo All’interno del Protocollo d’intesa in tema di prevenzione infortuni e igieneprincipale del Formedil Pescara è di innalzare la qualità delle figure professionali operanti nel settore delle costruzioni. L’at- del lavoro stipulato con la Direzione Regionale INAIL per l’Abruzzo, latività formativa si divide in: corsi di qualificazione e riqualificazione professionale e corsi sulla sicurezza. L’attività formativa Scuola ha realizzato il Progetto L.E.S.I.R. (Lavoro Edile Sicuro e Impreseè in continuo fermento: si organizzano corsi di guida alla realizzazione di una muratura antisimica o seminari e workshop di Regolari) che punta a raccogliere e diffondere informazioni in materia diapprofondimento come quello sulla gestione dei rifiuti nei cantieri edili. Formedil Pescara aderisce a Fondi interprofessionale rischi e danni da lavoro, realizzando azioni di tipo formativo ed informati-Fondimpresa e ha realizzato, tramite Fondimpresa 2, progetti sul tema della sicurezza e della tutela dei lavoratori nei luoghi vo per la diffusione di buone pratiche di sicurezza.di lavoro, coinvolgendo circa 200 imprese del suo territorio.Il Formedil Pescara è accreditato dalla Regione Abruzzo e si avvale della certificazione RINA Iso 9001. La Scuola ha inoltrerealizzato uno spot per contribuire alla diffusione di una cultura della sicurezza (“Agganciati alla vita”), organizza una confe-renza stampa annuale per rendere pubblici i risultati ottenuti dall’Ente (nel 2009 ha raggiunto i 565 sopralluoghi nei cantieriedili della provincia di Pescara) e partecipa a Cementiamo la solidarietà, il programma di formazione professionale per il Corso perforatori piccolo diametro.reinserimento lavorativo dei detenuti. PRINCIPALI PARTENARIATI: INAIL Regione Abruzzo.PRINCIPALI PARTENARIATI: INAIL; Università D’Annunzio (Ditac); Casa circondariale di Pescara. BIBLIOGRAFIA: La sicurezza del lavoro nel settore edile teramano (2010).200 201
  • 102. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.E.Ma. – Ente Scuola Edile della Provincia di Matera E.F.M.E.A. – Ente per la formazione professionale delle maestranze edili ed affini della Provincia di PotenzaViale delle Nazioni Unite, 43 – 75100 Matera Via dell’edilizia, s.n. – 85100 PotenzaL’E.S.E.Ma., Ente di formazione accreditato presso la Regione Basilicata, è stato fondato nel 1962 per rispondere L’E.F.M.E.A. è stato costituito nel 1978 come struttura di tipo convittuale.all’esigenza di strutturare la formazione delle maestranze edili, che nella provincia erano già molto qualificate e il cui L’Ente, nel primo decennio di vita, si è concentrato prevalentemente sullaaggiornamento si rendeva necessario vista l’evoluzione dei materiali e delle attrezzature. Matera è sede di molte azien- formazione di figure professionali tradizionali quali carpentieri, muratori,de produttrici di laterizi che costituisco parte essenziale del tessuto produttivo locale: conseguentemente, il settore conduttori gru e macchine movimento terra. Successivamente ci si èedile è stato ed è ancora il comparto trainante dell’intera economia provinciale. In virtù di ciò la Scuola è al centro indirizzati anche verso la formazione di figure professionali altamentedi un sempre crescente livello di relazioni con il territorio: amministrazioni pubbliche locali, tecnici e professionisti, qualificate e specializzate. Tra le esperienze significative vanno ricordatiIstituti per Geometri e Professionali. L’Ente rappresenta un sistema formativo aperto e flessibile, in grado di recepire un corso per saldatori certificati (1999), realizzato in collaborazione conle diverse esigenze che provengono dal territorio, sia per l’av- l’Istituto Italiano della Saldatura di Genova e il corso per Addetti al rilievoviamento al lavoro, sia per la riqualificazione professionale di aerofotogrammetrico (2000) realizzato in collaborazioni con il CNR. Mol-chi già lavora. L’evoluzione e il cambiamento nell’ambito della te sono le risorse dedicate al settore del restauro. L’E.F.M.E.A. disponeformazione professionale hanno indirizzato le attività dell’Ente di un attrezzato laboratorio chimico dotato di microscopi e sofisticateverso domande formative nuove, imponendo rilevanti investi- strumentazioni oltre ad un ampio ambiente attrezzato per svolgere lementi nell’aggiornamento tecnico-didattico degli insegnanti, attività pratiche. È stata avviata una proficua collaborazione con l’Istitutonell’assunzione di nuovi collaboratori e nell’applicazione di tec- Centrale del Restauro di Roma, che ha fornito consulenza, docenti ednologie e metodologie nuove. L’offerta formativa della Scuola è assistenti tecnici per vari corsi di formazione. Tra gli altri si segnalano:molto cambiata nel tempo: partendo da corsi puramente pratici corsi per addetti al restauro della pietra con annessi stage per il restau-nel primo decennio (carpenteria, muratura, lavorazione del tufo), ro del portale della cappella del Castello di Lagopesole (1995) e per ilsi è passati a corsi più specifici sia per operai sia per operatori L’Ente è fornito di un laboratorio attrezzato con numerosi macchinari. restauro del tempietto di S. Gerardo a Potenza (1996); corso per addettidel settore (capocantiere, assistente tecnico, responsabile della al restauro archeologico (1997) e corso per addetti al restauro deglisicurezza). intonaci (1998) con stage di restauro degli altari della Chiesa di S. Rocco di Pignola e restauro del Portale della chiesaSi sono sviluppati corsi di informatica: dall’E.C.D.L. ai corsi di di S. Maria Nova di Melfi. La Scuola inoltre porta avanti progetti internazionali di restauro in collaborazione con gli Enti diautocad / archicad e modellazione tridimensionali. Di rilievo an- formazione edile de La Coruña (Spagna) e di Lisbona (Portogallo). I numerosi obblighi di legge in materia di sicurezza,che l’esperienza nell’organizzazione dei corsi sulla sicurezza nei inoltre, hanno spinto l’Ente ad ampliare la propria offerta formativa con corsi per coordinatori della sicurezza, RSPP RLS, ,cantieri in collaborazione con il CPT. Una particolare attenzione ponteggiatori, addetti al primo soccorso e addetti al servizio antincendio.viene rivolta ai corsi sull’apprendistato: l’E.S.E.Ma. ha parteci- La Scuola, infine, ha ricevuto una menzione speciale sulla «Rivista Italiana del restauro» per gli interventi effettuati sulpato alle sperimentazioni del Formedil e della Regione Basilicata portale della cappella gentilizia del Castello di Lagopesole e una menzione sulla «Rivista Italiana della Saldatura», per ie fornisce supporto alle imprese edili formando sia apprendisti, corsi di saldatori certificati secondo le norme UNI-EN.che tutor aziendali. Come ultima esperienza di rilievo si ricordala formazione per perforatori di piccolo e grande diametro peril conseguimento del patentino di abilitazione. Nel 1998 le PartiSociali territoriali hanno deciso di accentrare le sedi di CassaEdile, E.S.E.Ma. e CPT in un’unica struttura. Un momento del corso Perforatori grandi diametro.202 203
  • 103. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoEnte Scuola per le Industrie Edilizia ed Affini delle Province di Catanzaro Crotone e Vibo Valentia E.S.E.C. – Ente Scuola Edile CosenzaCaffara di Catanzaro – Località Profeta – 88050 Catanzaro Via Gugliemo Tocci, 4 – 87100 Cosenza La Scuola Edile per le Province di Catanza- L’Ente, istituito nel 1959 come Servizio addestramento professionale lavoratori, nel 1963 modifica la denominazione in Ente ro, Crotone e Vibo Valentia viene istituita nel Scuola Edile. Fino al 1987 l’attività è caratterizzata prevalentemente dall’organizzazione di una formazione rivolta a figure quali 1980 con l’obiettivo di contribuire alla qua- muratori, carpentieri, ferraioli, cementisti, idraulici-tubisti. Nel 1987 l’Ente – ospitato sino ad allora nella sede della associa- lificazione delle maestranze del settore edile zione degli industriali – si dota di una sede propria. Altra tappa importante è l’istituzione, nel 1997, del CPT che si avvale della e di migliorare la competitività delle imprese sede e della struttura professionale della Scuola. L’implementazione del disegno organizzativo ha portato ad una struttura operanti nel settore. Fin dall’inizio, nono- capace di porsi quale riferimento importante, in ambito non solo provinciale, per tutte le questioni inerenti lo sviluppo delle stante le difficoltà del territorio, le proposte risorse professionali e la tutela della sicurezza in edilizia. Nel 2005 la struttura formativa viene certificata secondo la norma formative della Scuola sono state guardate ISO 9001:2005, con successiva verifica e certificazione, nell’ottobre 2009, secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008. Con con interesse e curiosità, ma sono state so- l’acquisizione in affitto di una sede formativa (2009) nella zona industriale dell’area urbana, l’E.S.E.C. è divenuta struttura ac- prattutto le nuove normative vigenti in mate- creditata per la progettazione e l’erogazione di formazione continua, secondo quanto stabilito dalla legge regionale. Nell’offerta ria di sicurezza, di igiene, di qualificazione e formativa della Scuola spiccano le due edizioni residenziali del corso per professionalizzazione che hanno consentito addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi, organizzato un’intensificazione e specializzazione delle a Diamante. Le intese interistituzionali per promuovere la cultura della sicu- attività formative. L’analisi del mutevole fab- rezza rappresentano un altro ambito di valore; con la Provincia di Cosenza eL’interno della nuova sede della Scuola. bisogno formativo del settore e del territo- l’INAIL Calabria si è dato vita, tra gli altri, al progetto La sicurezza va a scuo- rio in cui la Scuola opera ha suggerito, nel la, il primo importante intervento in Calabria di formazione alla sicurezza sultempo, alcuni cambiamenti nell’offerta formativa. Inizialmente i principali destinatari della formazione attuata sono stati i lavoro, destinato a giovani in procinto di uscire dal ciclo di studi della scuoladisoccupati quindi la Scuola ha istituito tantissimi corsi specifici per profili professionali operanti nel settore edilizio quali mu- secondaria superiore. Un’altra iniziativa per la promozione della sicurezzaratori, restauratori, assistenti tecnici di cantieri, carpentieri e ferraioli. Oggi invece, in un’ottica di sviluppo e miglioramento nei cantieri promossa insieme all’INAIL Calabria è In camper: ingegneri edelle capacità professionali e culturali degli addetti al settore, la Scuola punta sulla formazione continua, la qualificazione, la medici hanno raggiunto in camper 30 cantieri e circa 600 edili. Nell’ultimospecializzazione e l’aggiornamento di operai, impiegati amministrativi e tecnici, con particolare attenzione a tutti gli aspetti semestre del 2010, in collaborazione con l’AIF, sono state organizzate 2relativi all’infortunistica, all’igiene e alla sicurezza sul lavoro. La Scuola programma periodicamente corsi destinati a lavora- edizioni del corso per perforatori piccolo diametro, dando una risposta ditori occupati che intendono ricoprire, all’interno dell’azienda per cui lavorano, dei ruoli di responsabilità soprattutto in materia qualità alle esigenze delle imprese locali. Sempre nell’ambito delle intesedi sicurezza (RLS, RSPP Coordinatori della sicurezza). Con l’obiettivo di adeguare le capacità tecniche delle maestranze , interistituzionali per il progetto 16ore, l’Ente ha sottoscritto, primo in Italia,alle nuove tecnologie costruttive, la Scuola è stata tra le prime ad attivare i corsi di abilitazione per operatori di macchine un accordo con l’ordine professionale dei Consulenti del lavoro per favorirecomplesse (in particolare perforatori di piccolo e grande diametro). la diffusione e l’applicazione della norma e la partecipazione ai corsi. DaDal 2000 la Scuola svolge la sua attività in una nuova sede, progettata per rispondere in modo ottimale alle esigenze di con- settembre 2009 l’ente è tra i soggetti attuatori del progetto Fondimpresa –testuale acquisizione di conoscenze teoriche e abilità operative, dotata pertanto di aule più grandi, di laboratori specialistici Formedil, soggetto proponente – Per un futuro oltre la crisi: la formazionee cantieri di simulazione e di un ampio spazio esterno utilizzabile per le esercitazioni pratiche. continua nel settore delle costruzioni, destinato ai lavoratori in mobilità del Un momento di uno dei corsi per addetti ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi giudicati da Stefano Cesari ex Consorzio Scilla. Un’esperienza che per le caratteristiche dell’utenza rap- «i migliori corso-funi, per qualità organizzativa, assistenza presenta una occasione di crescita della struttura, dovendosi misurare con didattica e dunque risultati conseguiti, della mia esperienza di docente in tutt’Italia». problematiche mai affrontate prima.204 205
  • 104. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.E.F.S. – Ente Scuola Edile per la Formazione e la Sicurezza della Provincia di Reggio Calabria C.F.S. – Centro per la Formazione e la Sicurezza in Edilizia della Provincia di AvellinoVia Vecchia San Sperato, 2/A – 89133 Reggio Calabria Via San Lorenzo, 1 - 83042 Atripalda (AV)L’E.S.E.F.S., istituito il 28 ottobre 2002, rappresenta la continuazione di due organismi: l’Ente Scuola Edile dell’Industria La Scuola Edile è stata fondata nel 1978 per supportareEdilizia ed Affini della provincia di Reggio Calabria, fondato nel 1960 con lo scopo di svolgere il compito di formazione, le aziende ed i lavoratori nei processi di crescita profes-qualificazione e riqualificazione professionale del settore, e il CPT di Reggio Calabria e provincia, fondato nel 1998. Du- sionale. Attraverso percorsi formativi specifici, già dal-rante i 50 anni di attività l’Ente ha formato e qualificato maestranze e tecnici di cantiere, responsabili del servizio di pre- la sua fondazione, la Scuola ha svolto una funzione divenzione e protezione e rappresentanti dei lavoratori, coordinatori per la sicurezza. Nel tempo l’E.S.E.F.S. ha subito diversi orientamento al settore delle costruzioni per i giovani incambiamenti: l’attività era iniziata con corsi rivolti agli operai svolti direttamente nei luoghi di residenza. Successivamente cerca di opportunità lavorative. Anche la riqualificazio-le parti sociali hanno valutato positivamente l’operato dell’Ente ed hanno deciso di costruire uno stabile per permettere ne professionale ha storicamente impegnato la struttura,a tutte le imprese e ai lavoratori di poter accedere all’aggiornamento e alla qualificazione. L’offerta formativa si è nel consentendo ai lavoratori di accrescere le proprie com-tempo trasformata passando dal tradizionale addestramento per lo più di operai edili a veri e propri percorsi formativi. petenze migliorando le prestazioni lavorative. Nel conte-L’E.S.E.F.S. dal 1990 ha sede in uno stabile di proprietà, dotato di un impianto fotovoltaico per il risparmio energetico, e di sto provinciale, sin dalla sua fondazione, la Scuola Edileun impianto per la raccolta dell’acqua piovana ad uso irriguo. L’Ente ha partecipato nel 2000 a due Programmi Leonardo ha stabilito importanti rapporti di collaborazione con leda Vinci: Transformity, per l’individuazione di un percorso di formazione degli addetti dell’industria edile e di sensibiliz- istituzioni, svolgendo un ruolo rilevante nel settore delle zazione delle imprese in materia di rifiuti provenienti dalle attività di costruzione e di costruzioni, con numerose azioni formative, utilmente in- demolizione e Safety per l’acquisizione di nuove competenze nella prevenzione e primo Foto ricordo dell’inaugurazione della Scuola Edile. serite nel comparto produttivo. intervento in caso di eventi calamitosi. Nel 2005 ha partecipato al Programma Leonardo L’offerta formativa segue le richieste e gli orientamenti da Vinci II 2000/06: Progetto pilota - Sviluppo e promozione di metodologie comuni per del settore, in piena aderenza con le indicazioni del Formedil nazionale che, recentemente, ha anche definito nel PSP le il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali nel settore dell’edilizia, all’in- modalità di realizzazione dei percorsi formativi per singole esigenze. Nella definizione dell’offerta formativa, resta prio- terno del processo di modularizzazione della formazione continua (SWAP). Dal 2002 ritaria la programmazione di corsi per le figure professionali tradizionali dell’edilizia: muratore, carpentiere e addetto alle l’Ente ha ottenuto la Certificazione di Qualità dalla SICIV per “Progettazione, gestione macchine per movimento terra, anche se per singole unità di competenze. Anche i corsi sulle tematiche del risparmio ed erogazione formazione, obbligo formativo, formazione obbligatoria per i contratti a energetico, del rumore, delle vibrazioni e dell’ingegneria naturalistica, sono stabilmente inseriti nell’offerta formativa causa mista (apprendistato e contratti d’inserimento), orientamento e attività ad esse riscuotendo un crescente interesse. Il corso 16ore, destinato ai neo assunti del settore, fa registrare un ottimo livello di propedeutiche, con particolare riferimento all’edilizia e alla sicurezza sul lavoro”; dal soddisfazione tra gli allievi e le imprese che ricevono il lavoratore formato.La sede della Scuola Edile. 2007, inoltre, l’Ente è accreditato dalla Regione Calabria. La Scuola Edile è regolarmente accreditata presso la Regione Campania e ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001:2008 EA 37.PRINCIPALI PARTENARIATI: 2004 Protocollo d’intesa con INAIL Direzione Regionale Calabria; Università Mediterranea di Reggio Calabria -Progetto ICARO PON ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e alta formazione 2000-2006 – L’Incubatore Universitario d’Impresa; progettoUnImpresa II in collaborazione con l’Università Mediterranea. 2007 Protocolli d’intesa con la Provincia di Reggio Calabria – Settore Ambienteed Energia; ISPSEL; INAIL – Progetto Camperando. 2009 Protocolli d’intesa con: Università per Stranieri “Dante Alighieri” – Reggio Calabria;CGIL di Reggio Calabria – Locri; INAIL direzione regionale Calabria; Direzione Regionale del Lavoro Calabria e CPT provincia di Cosenza. PRINCIPALI PARTENARIATI: Dal 2009 la Scuola aderisce alla rete REFORME.206 207
  • 105. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoCE.F.M.E. – Centro Formazione Maestranze Edili della Provincia di Benevento Formedil Scuola Edile di CasertaVia Maria Pacifico, s.n. – 82100 Benevento Via Provinciale – 81047 Macerata Campania (CE)La Scuola Edile di Benevento è stata costi- Il Centro, nato nel 1953, cura l’aggiornamento, la qualificazione e la riqualificazione degli addetti delle imprese di costruzionituita nel 1982, ma ha iniziato la sua attività nonché la formazione di quanti intendono rivolgere l’attività lavorativa verso questo settore, inserendo nell’attività didatticanel 1990. La conoscenza puntuale dei vinco- tecno-pratica l’utilizzo dei nuovi materiali da costruzione e le nuove tecnologie. L’Ente collabora attivamente con le scuoleli e delle risorse che attualmente connotano di istruzione e con l’Università per favorire il diffondere della cultura professionale edile proponendo ed attuando attività al’evoluzione delle imprese edili nel contesto sostegno ed integrazione dei curricula scolastici. Il Formedil Caserta pone particolare attenzione nella proposizione di attivitàmeridionale, ha consentito alla Scuola di pre- formative ed informative legate al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro realizzando attività a sostegno delle imprese e deidisporre percorsi professionalizzanti coerenti lavoratori con percorsi formativi rivolti ai datori di lavoro, ai lavoratori addetti alle emergenze, ai coordinatori per alla sicurezzacon i fabbisogni rilevati. Notevole impulso nei cantieri temporanei o mobili, RSPP RLS. Inoltre è operativo uno sportello informativo, in collaborazione con il CPT, per la ,è stato dato alle attività di aggiornamento e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e per le problematiche inerenti all’applicazione delle normative sulla sicurezza.riqualificazione professionale. La realizza- Le attività formative vengono svolte secondo le più aggiornate metodologie didattiche che prevedono il coinvolgimento attivozione degli interventi progettati dalla Scuola dei partecipanti mediante esercitazioni pratiche supportate dalle lezioni in aula e il percorso formativo si conclude con unnell’ambito della formazione continua ha ri- periodo di affiancamento in azienda, in cui gli allievi si confrontano con la realtà lavorativa. Il Centro svolge l’attività formativachiesto un forte impegno iniziale nell’analisi diretta utilizzando i fondi contrattuali o le occasioni finanziarie proposte dall’Unione Europea (FSE) Nazionali e Regionali,della domanda formativa che il settore espri- La sala conferenze della Scuola Edile. organizzando tra gli altri corsi per idraulicomeva, con una valutazione articolata secondo impiantista, operatore macchine movimentovariabili territoriali. La Scuola ha iniziato la propria attività con un corso rivolto a neo diplomati geometri per assistente terra e per restauratore pulitore. Numerosi an-tecnico di cantiere e uno di lettura del disegno per operai; sono seguiti i corsi per contabile edile, e nel 1995 un corso Auto- che i corsi autofinanziati. Attualmente l’EnteCad. Tra il 1997 e il 2004 sono stati realizzati corsi di coordinatore per la sicurezza rivolti a tecnici del settore; il successo è impegnato nella formazione periodica sulladi questa proposta formativa ha sancito il riconoscimento della fiducia nella qualità dei servizi formativi della Scuola. Negli sicurezza, apprendistato e 16ore.ultimi anni (2002-2006) si sono realizzati corsi di apprendistato, per assicuratore e valutatore interno alla qualità e corsi Il Centro ha svolto, inoltre, una ricerca fi-autofinanziati sulla sicurezza sul lavoro (riconosciuti dalla Regione Campania). nanziata dal FSE – Regione Campania dalNel tempo l’Ente ha raggiunto positivi risultati ed è in grado di garantire qualità nella gestione dei processi formativi e nei Titolo Censimento delle Professioni a ri-rapporti con i suoi interlocutori istituzionali. I risultati emersi dalle indagini e dagli interventi svolti a favore delle imprese, schio di estinzione in collaborazione con lahanno rappresentato un beneficio aggiuntivo e significativo in un contesto, quale quello meridionale, nel quale la carenza di B.A.A.A.S., l’ANCE, la Camera di Commer-informazioni limita la possibilità di cogliere opportunità di mercato, di innovazione e di cooperazione all’interno del processo cio e la Cassa Edile.economico. Tra il 1990 e il 2004 il FSE ha finanziato varie attività formative della Scuola; tra il 2006 e il 2009 si sono svolti La sede della Scuola dispone, oltre che divari corsi finanziati FSE Regione Campania PIT Città capoluogo. Per il 2010 il CE.F.M.E. ha in programma, tra gli altri, corsi aule e laboratori, di uno spazio esterno diautofinanziati riconosciuti dalla Regione Campania per addetto alla rimozione e smaltimento di materiali contenenti amianto. 33.000 mq per le esercitazioni pratiche e diLa qualità delle maestranze formate dalla Scuola ha avuto una conferma con gli ottimi risultati ottenuti nella finale nazionale L’esterno della Scuola Edile. spazi attrezzati per le attività ricreative.di Ediltrophy 2009 dove la squadra del CE.F.M.E. si è classificata seconda.Nell’anno 2007 la Scuola si è trasferita nella nuova sede dove sono raccolti tutti gli Enti Bilaterali della Provincia ed è ora in BIBLIOGRAFIA: Censimento delle professioni a rischio di estinzione.atto l’allestimento di un cantiere scuola per le attività relative ai nuovi ingressi in edilizia. Il Centro ha pubblicato inoltre un opuscolo sulla sicurezza in applicazione dell’art. 21 Titolo 1 – capo VI del D.Lgs. 626/94.208 209
  • 106. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoC.F.M.E. Centro per la Formazione delle Maestranze Edili di Napoli e provincia Ente Scuola Edile SalernoVia Leonardo Bianchi, 36/40 – 80131 Napoli Via Cerzone – 84129 Brignano (SA)Si deve alla lungimiranza delle parti sociali se a Napoli, nel 1953, si è costituito il primo Centro di Formazione delle Maestranze La Scuola Edile di Salerno è nata nel 1981. Dalla costituzione l’impegno è statoEdili del Meridione concepito come mezzo essenziale per affinare e perfezionare le capacità tecniche delle maestranze e miglio- rivolto alla definizione di percorsi di sviluppo, differenziati in base alle esigenzerare e accentuare il loro rendimento nella produzione. L’attività del Centro ebbe inizio nel 1955 con la progettazione di due corsi, manifestate dalle imprese ed alle specificità settoriali o tipologiche. La Scuo-uno per assistenti edili, l’altro per muratori. Nello stesso anno, la sede di via Leonardo Bianchi fu riconosciuta dal Ministero del la si è caratterizzata come una struttura capace di rispondere, da una parte,Lavoro come Centro di Addestramento Professionale per Lavoratori; in seguito furono considerate idonee al conseguimento ai bisogni imposti dal mercato del lavoro, dal rinnovamento tecnologico, dalladelle finalità istituzionali anche le sezioni staccate di San Sebastiano al Vesuvio, di Giugliano in Campania, di Boscoreale. Negli nuova organizzazione produttiva delle imprese e, dall’altra, alla domanda di qua-anni Sessanta sono stati inseriti nel programma corsi di prevenzione infortuni in cooperazione con l’E.N.P e con l’Ispettorato .I. lificazione ed aggiornamento professionale proveniente dai giovani e dagli stessidel Lavoro. lavoratori del settore.Nel 1989 viene inaugurata la nuova sede e l’attività riprende valutando anche le possibilità offerte dalla Comunità Europea in Nel rispetto di quanto stabilito nelle norme che regolamentano i contratti e gliambito di finanziamenti pubblici. Le competenze ed il know how accumulati dall’Ente durante la sua lunga attività, gli hanno per- accordi collettivi della categoria, la missione dell’Ente è quella di dare impulsomesso di mantenere una posizione di primo piano nel settore, soprattutto per quanto concerne le tematiche inerenti la sicurezza alla istruzione professionale come mezzo essenziale per la formazione delle ma-nei cantieri edili, le tecniche di costruzione, il disegno tecnico, l’organizzazione dei cantieri edili per specializzazioni esecutive, il estranze edili della provincia di Salerno ed in generale in tutti i comparti produttivirecupero edilizio e la contabilizzazione delle opere edili. attraverso la promozione, organizzazione ed attuazione in ambito territoriale, diNel tempo l’Ente ha instaurato una serie di relazioni: proponendo attività integrative di concerto con le scuole secondarie, parte- iniziative formative rivolte a giovani che si affacciano per la prima volta al mondocipando alla progettazione di percorsi IFTS con l’Università e con la progettazione ed esecuzione di moduli formativi nell’ambito delle professioni edili; la qualificazione, la riqualificazione nonché la specializza-dei tirocini aziendali. L’Ente collabora attivamente con il mondo delle imprese che forniscono assistenza progettuale, ospitano zione e l’aggiornamento di operatori, tecnici ed imprenditori del settore per far gli allievi per periodi di stage e per visite di studio.Il C.F.M.E. fronte alle innovazioni ed alle emergenze che provengono dal mercato del lavoro; ha ottenuto l’accreditamento presso la Regione Campania Un’allieva della Scuola Edile. la realizzazione di corsi di formazione per giovani assunti con contratti a causa per la formazione iniziale, continua e superiore ed è in pos- mista (formazione-lavoro, apprendistato, contratti d’inserimento); la partecipa- sesso della Certificazione di Qualità ISO 2001. zione attiva all’organizzazione di convegni, incontri ed iniziative culturali volte all’innalzamento degli standard qualitativi dei L’attuale sede, inaugurata nel 1989, è stata concepita con servizi offerti dalle imprese e la promozione di metodologie innovative di intervento. Gli aspetti più importanti dell’offerta tutti i moderni criteri tipici del “polo funzionale”: si tratta formativa oggi sono rappresentati dalla formazione per l’apprendistato e dalle iniziative di formazione continua. di un’opera progettata dall’architetto Arrigo Marsiglia, che La sede della Scuola è in un edificio del Comune di Salerno, precedentemente adibito a scuola elementare. Restaurato a ha saputo combinare e fondere insieme funzionalità, arte cura della Scuola, edile da dieci anni viene utilizzato come sede per gli uffici e le attività in aula. I laboratori sono situati a e gusto del moderno. La sede storica è ancora in uso e circa un chilometro dalle sede.L’aula magna del C.F.M.E. Un momento dell’attività formativa. ospita il CPT di Napoli e provincia. La Scuola viene considerata dal sistema delle imprese e dall’ANCE di Salerno un valido strumento per il miglioramento delle competenze degli addetti e per la possibilità di assumere giovani con una buona formazione di base. PRINCIPALI PARTENARIATI: La scuola fa parte della rete REFORME dalla sua costituzione. Negli anni ha svolto azioni di scambio di allieviPRINCIPALI PARTENARIATI: Il C.F.M.E. ha in essere, per erogazione di attività formative, convenzioni con l’Università, Scuole ed Imprese. e docenti con scuole della Francia, della Spagna e della Germania.210 211
  • 107. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoI.I.P.L.E. – Ente Scuola Edile di Bologna E.U.S.P – Ente Unitario Scuola Professionale Edile di Ferrara .E.Via del Gomito, 7 – 40127 Bologna Via Giovanni XXIII, 56 – 44100 FerraraL’Ente viene fondato nel 1947 con lo scopo di affinare e per- La Scuola Professionale Edile viene fondata nel 1953, per volere contrattuale delle associazioni industriali edili e dei sin-fezionare le capacità tecniche e culturali delle maestranze dacati dei lavoratori edili e si concretizza nella forma attuale nel 1988, fondendo in un unico strumento di formazione leedili e di migliorare ed aumentare il loro rendimento nella volontà e capacità delle Associazioni Edili Industriali, Cooperative, Artigiane e dei Sindacati dei Lavoratori edili. L’E.U.S.P .E.produzione. Già nella delibera di fondazione venne autoriz- (Ente Unitario Scuola Professionale Edile) è un Ente che ha lo scopo di provvedere alla formazione, al miglioramento ed alzato il Direttore a noleggiare una motocicletta allo scopo di perfezionamento delle capacità tecniche ed operative degli addetti che già hanno indirizzato o intendono indirizzare la lororecarsi nelle località della Provincia ove si riteneva neces- attività nel campo edile e del restauro architettonico. Assolve inoltre a compiti di orientamento e qualificazione dei giovani,sario istituire dei corsi. Vennero attivati corsi per muratori, dei tecnici e degli imprenditori. Tra le principali attività formative realizzate figurano: corsi per tecnici del restauro, corsi dioccupati e disoccupati, e per imbianchini in tutti i comuni qualifica e specializzazione per capocantiere, edilizia storica, operatore edile e caposquadra, corsi di aggiornamento comedella Provincia e vennero organizzate visite a cantieri scuola lettura del disegno, muratore in laterizio faccia a vista, pavimentista, posatore, carpentiere ferraiolo, operatori del restauro,di altre città tra cui Genova. gruista, conduttore macchine movimento terra, apprendistato, collaborazioni per master post laurea, tirocini formativi conDa un’offerta che era dedicata prevalentemente a muratori la facoltà di architettura / ARDSU, corsi obbligatori per ponteggiatori, L. 235, convenzione con l’Università di Ferrara. L’Entee imbianchini, attualmente si è passati all’organizzazione di Nel 2008 la Scuola si è dotata di un sistema di pannelli fotovoltaici. ha ottenuto l’accreditamento regiona-corsi dedicati a tutte le figure operaie e impiegatizie delle le dal 1988 per: formazione sul lavoro,aziende nonché a imprenditori e professionisti. Numerose attività formative vengono realizzate in collaborazione con gli Istituti formazione superiore, apprendistato,Tecnici e l’Università. Varie attività corsuali sulle tematiche della sicurezza si realizzano presso i cantieri. Il corso più importante formazione a distanza, formazioneè da alcuni anni quello per tecnico superiore (IFTS) che si realizza anche con periodi formativi all’estero. L’Ente ha realizzato per ambiti speciali ed è in posses-diversi cantieri Scuola tra cui si ricordano quelli presso l’Antoniano di Bologna e presso il Collegio di Spagna a Bologna. so della certificazione di qualità ISOLa Scuola ha una sede centrale a Bologna e una distaccata a Imola. La nuova sede di Imola è stata inaugurata nel 1996, mentre la 9001 dall’anno 2000. L’E.U.S.P è .E.sede di Bologna è stata oggetto di ampliamenti nel 2006 e nel 2008 è stata dotata di un impianto fotovoltaico all’avanguardia. stata inserita nel repertorio europeoNumerosi i riconoscimenti ottenuti: Premio speciale della giuria 4ª Rassegna - Concorso dei materiali per l’educazione alla dei centri di formazione di eccellenzasalute e sicurezza sul lavoro (2004 Regione Emilia Romagna); per i mestieri del patrimonio culturalePremio Lavoratori stranieri 5ª Rassegna – Concorso (2006 Regione Emilia Romagna); Premio Alberto Manzi (2009 Regione dal Consiglio d’Europa. Dettaglio di alcuni interventi di restauro.Emilia Romagna). Nel 2008 e nel 2009 la squadra della Scuola si è classificata prima nella gara di arte muraria Ediltrophy.La Scuola realizza ogni settimana la trasmissione Edilizia Sicura dedicata al tema della sicurezza sul lavoro nel settore edile.PRINCIPALI PARTENARIATI: Formedil Regionale; Rete degli Istituti tecnici per Geometri provincia di Bologna; Università di Bologna; Entidi formazione della Provincia di Bologna e di altre province della Regione.BIBLIOGRAFIA: Indagine conoscitiva sui lavoratori immigrati del settore edile in provincia di Bologna (2007); la Scuola pubblica regolar- PRINCIPALI PARTENARIATI: Comitato Patrimonio Culturale del Consiglio d’Europa.mente il periodico «Notiziario dell’Istituto Professionale Edile di Bologna e provincia» e gli atti del Convegno annuale IIPLE-CPTO sui datidella sicurezza sul lavoro in edilizia a Bologna e Provincia. Numerosi anche i prodotti multimediali: Presentazione su VHS dell’Istituto - anno BIBLIOGRAFIA: Antichi mestieri della tradizione edilizia ferrarese (2006).1996/1997; Lavorare in sicurezza: il cantiere edile, DVD formativo per lavoratori in lingua italiana, araba, albanese, rumena; La sicurezza sul La Scuola ha partecipato alle seguenti pubblicazioni del Formedil: Abc dell’Edilizia; Atlante del lavoro in edilizia; Piattaforma fad-capo-lavoro e…personaggi dello spettacolo, DVD per la formazione alla sicurezza nelle scuole superiori. cantiere dell’edilizia storica.212 213
  • 108. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoNuova Scuola Edile della Provincia di Forlì-Cesena Scuola Edile della Provincia di ModenaVia Campolongo, 69 – 47032 Panighina di Bertinoro (FC) Via dei Tipografi, 24 – 41122 ModenaLa Nuova Scuola Edile della Provincia di Forlì Cesena viene costituita nel 1985. Con il declino del tradizionale apprendi- La Scuola Edile della Provincia di Modena è stata costituita nel 1956.stato di cantiere si è ritenuto di dare vita a una tipologia di formazione professionale in grado di proporre, sia ai giovani Le esigenze a cui l’Ente ha voluto rispondere sono state quelle previstesia alle maestranze già occupate, corsi legati alle tecniche tradizionali e alle modalità di intervento più avanzate. Fin dalla contrattazione nazionale e cioè operare per una qualificazionedall’inizio si è tenuto un rapporto diretto con le imprese presenti nella Provincia, rispondendo alle esigenze pervenute professionale delle maestranze edili e promuovere il lavoro edile sule, soprattutto, promuovendo iniziative formative volte a una migliore qualificazione del personale occupato. L’offerta territorio.formativa nel corso dei primi anni, si è incentrata soprattutto sulla preparazione delle maestranze già occupate in Inizialmente la Scuola si è concentrata sui giovani, promuovendo l’at-corsi brevi e modulari sulle tecniche tradizionali di muratura, carpenteria, pavimentazioni, intonaci, coperture in legno. tività formativa professionale sia tra i ragazzi che avessero assoltoSuccessivamente si è operato anche in collaborazione con il Formedil e nell’ambito del progetto europeo REFORME, all’obbligo scolastico (allora III media) sia tra gli studenti degli istitutisulle pratiche del restauro edilizio con l’utilizzo dei materiali per geometri della provincia.storici: legno, pietra, laterizio, calce. Oggi la scuola intervie- L’offerta formativa è oggi ampia e diversificata. Riassumendo si puòne a 360 gradi su tutte le tipologie formative con particolare affermare che il 40% dell’attività svolta è professionalizzante e il 60%,riferimento all’utilizzo in sicurezza delle moderne tecnologie Esterno della Scuola con attrezzature per corso gruisti. invece, è dedicato alla prevenzione e sicurezza sul lavoro. I corsi seralidi cantiere. Negli ultimi dieci anni l’impegno più oneroso ha professionalizzanti al mestiere (muratore, posatore, lettura del disegno,riguardato l’obbligo formativo, con corsi biennali per giovani macchine movimento terra, gruista) permangono storicamente come il fiore all’occhiello della Scuola. La sede della Scuola èdai 15 ai 18 anni da immettere nel mondo del lavoro. dotata di cinque aule, una biblioteca, un’aula magna, due laboratori, un cantiere scuola e una palestra per i lavori in quota. NegliLa sede si trova a Panighina di Bertinoro ed è in atto, inoltre, anni gli ambienti sono stati modificati ed ampliati sulla base delle esigenze della richiesta e dell’offerta formativa. Nel tempoun ampliamento che moltiplicherà di tre volte gli spazi attuali. la Scuola ha ottenuto diversi riconoscimenti: nel 2007 ha ricevuto il Premio Awards della Sicurezza Fiera Ambiente LavoroNegli anni la Scuola ha ottenuto numerosi riconoscimenti Bologna e il Premio speciale per la diffusione della cultura della sicurezza assegnato al periodico bimestrale «Progetto sicu-nell’ambito degli scambi internazionali. L’Ente, infine, è dotato rezza in edilizia» edito dalla Scuola.di tutti gli accreditamenti per accedere ai finanziamenti euro- Nel 2008 ha ottenuto di nuovo il Premio Awards della Sicurezza Salone della Sicurezza negli Ambienti di Lavoro Modena epei, regionali e provinciali. Allievi in un cantiere di opere stradali. il Premio per la progettazione dei Corsi per addetti e preposti al montaggio e smontaggio dei ponteggi; nel 2009 ha ricevuto di nuovo il Premio Awards della Sicurezza Fiera Ambiente Lavoro Bologna e il Premio per la progettazione per corso di alfa- betizzazione alla lingua italiana tecnica con didattica innovativa.PRINCIPALI PARTENARIATI: Negli anni Novanta è stata svolta un’attività di partenariato con la Scuola Edile di Kassel in Germania.Scambi internazionali sono stati inoltre effettuati con le Scuole Edili di Den Haag (Olanda), Barcellona e Valladolid (Spagna).La Scuola fa parte del Formedil Emilia Romagna. PRINCIPALI PARTENARIATI: La Scuola fa parte del Formedil Emilia Romagna.214 215
  • 109. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoC.S.E. – Centro Servizi Edili Formazione e Sicurezza Parma Ente Scuola Edile di PiacenzaVia Nobel, 13/A – 43100 Parma Via Caorsana, 127 - Località Le Mose – 29100 PiacenzaL’Ente viene fondato nel 1962 e nei primi anni si occupa di L’Ente Scuola viene fondato in forza delle disposizioni contenute nell’art. 8 del “Verbale di ricognizione e norme integrativeformare gli operai del settore con corsi serali sulla lettura del del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro 24 luglio 1959, per gli operai addetti alle Industrie dell’Edilizia ed affini delladisegno. I corsi erano sviluppati su calendari di tre mesi con 2 provincia di Piacenza”, stipulato in data 2 ottobre 1959 tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori.incontri settimanali di 3 ore cadauno che si svolgevano anche Statutariamente è compito della Scuola erogare formazione per i lavoratori del settore delle costruzioni. Inizialmentein sedi distaccate nella provincia. venivano svolti corsi per operai polivalenti.Dal 1978 l’attività cambia e viene incentrata prevalentemente Oggi la Scuola eroga numerosi corsi per tecnici del settore e per operatori con varie specializzazioni: corsi per l’appren-sulla formazione biennale dei giovani usciti dalla scuola media. distato, per operatore edile alle strutture e alle infrastrutture, per tecnico di cantiere, per aggiornamento progettazione inDal 1987 alla formazione dei giovani minorenni si sono aggiunti zona sismica, corsi per ponteggiatorii, numerosi corsii corsi post diploma per geometri, finalizzati alla loro qualifica- per la sicurezza e sull’utilizzo delle macchine di cantierezione come tecnici di cantiere. Dal 2000 la Scuola opera sulla e macchine complesse, corsi per addetti e tecnici alleformazione continua per personale occupato e sulla formazione Un momento di un corso sulla sicurezza. bonifiche dell’amianto, corsi per responsabile tecnicospecifica per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Alcune conven- gestione rifiuti contenenti amianto e corsi per certifica-zioni con gli ordini professionali consentono al C.S.E. di gestire tutta la formazione della sicurezza per i liberi professionisti tori energetici in edilizia.del settore. Sono attivi ogni anno i corsi post diploma per geometri e il percorso IFTS per diplomati e laureati. L’attuale sede della Scuola è a Piacenza ed è operativaAd oggi l’attività prevalente è la formazione continua per gli operai e la certificazione delle competenze all’uso delle dall’Ottobre del 1998; è composta da due palazzine, dimacchine. Accordi provinciali con i CPI, infine, permettono la collaborazione per l’avviamento al lavoro dei disoccupati. cui una uso ufficio e l’altra ad uso formativo con aulaLa Scuola si occupa anche della stesura dei bilanci di competenza, orientamento al settore e analisi della offerta di as- magna, aula informatica e laboratorio.sunzione per migliorare il rapporto tra domanda e offerta. La Scuola ha ottenuto numerosi riconoscimenti dal-La Scuola ha organizzato anche alcuni corsi per l’inserimento nel mondo del lavoro di persone immigrate con scarse le Amministrazioni locali per i propri cantieri scuola,opportunità: in 3 anni sono stati formati circa 220 lavoratori extracomunitari, dedicando ampio spazio alla formazione grazie ai quali ha donato opere alla città ed alle scuolelinguistica dei partecipanti. Tutti i corsi si sono svolti con il contributo del FSE e delle Imprese Edili della Provincia e tutti del territorio. Allievo di un corso della Scuola.gli allievi sono stati inseriti in imprese edili della provincia per completare, con stage, la qualifica maturata durante il corsodi formazione.Nel 2003, inoltre, è stato approvato dalla Provincia di Parma anche un corso integrato rivolto alle ragazze dell’IstitutoRondani con l’obiettivo di sensibilizzare l’utenza alle problematiche di genere del settore edile che spesso tende ad esclu-dere le donne da mansioni legate alle attività di cantiere.Il C.S.E. ha ottenuto l’accreditamento per la formazione di base, continua, superiore, orientamento e FAD dalla RegioneEmilia Romagna e ha instaurato nel tempo proficui rapporti di collaborazione con la Facoltà di Ingegneria di Parma. PRINCIPALI PARTENARIATI: 2005 Progetto Creare lavori, far crescere lavoro in collaborazione con la Confederazione Sindacati di Zenica/PRINCIPALI PARTENARIATI: La Scuola ha diversi partenariati europei: due Progetti Equal con Spagna, Francia, Portogallo, Norvegia; tre Pro- Doboj (Bosnia) e ISCOS-CISL Emilia-Romagna. 2009 Programma di azione comunitaria: Scambio Leonardo da Vinci Mobilità Europeagetti Leonardo con Francia, Belgio, Inghilterra e due Leonardo con Francia e Germania. La Scuola fa parte del Formedil Emilia Romagna. per i giovani Francia/Italia. 2010 Progetto Leonardo Da Vinci Promoting Sustainable Development in Construction Sector, Lituania.216 217
  • 110. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoI.S.P.E.R. – Istituto Scuola Provinciale Edili – CPT Ravenna Scuola Edile di Reggio EmiliaVia Sant’Alberto,123 – 48100 Ravenna Via del Chionso, 22/A – 42100 Reggio EmiliaL’I.S.P.E.R. fu costituito nel 1949 per ricostituire e mante- La Scuola è stata costituita nel 1984 e resa operativa dal 1985. La Scuola è intervenuta nei campi della formazione di basenere il patrimonio di conoscenze ed esperienze che le vi- e soprattutto nell’aggiornamento degli occupati di imprese edili, fissando la propria mission sulla formazione/informazionecende della guerra avevano disperso, ma anche per creare delle fasce operative del settore. Inizialmente, la preoccupazione fu soprattutto quella di coinvolgere le imprese; dal 1989uno strumento permanente e qualificato di formazione al sono state attivate inoltre iniziative di formazione per l’inserimento al lavoro di immigrati di provenienza extracomunitaria, inservizio dei lavoratori e delle imprese. collaborazione con la Provincia di Reggio Emilia. Successivamente a questa prima esperienza, la collaborazione con la Pro-La Scuola, grazie all’esperienza maturata e al diretto col- vincia si è sviluppata fino a sfociare nell’accreditamento Regionale. Allo stesso modo, la Scuola nel tempo si è confrontatalegamento con il mondo del lavoro, è in grado di offrire ai con le altre realtà formative presenti sul territorio in particolare con l’Ente di formazione professionale edile. Le attività prin-giovani in cerca di prima occupazione corsi che consen- cipali svolte riguardano: formazione per l’apprendistato; formazione operativa ai mestieri tradizionali dell’edilizia, rivolta alletono di apprendere i primi elementi dell’arte muraria e di maestranze del settore; formazione continua di aggiornamento alle tecniche e alle pratiche specialistiche del settore, rivoltoinserirsi proficuamente nelle imprese. Da alcuni anni, la a tecnici, imprenditori e maestranze edili (risparmio energetico, fotovoltaico, demolizione controllata...); tecniche di gestioneScuola propone corsi integrativi per allievi delle classi IV del cantiere; formazione alla sicurezza; formazione delle figure professionali introdotte dalle normative in tema di sicurezza ee V dell’Istituto Tecnico per Geometri, per facilitarne l’in- ambiente, sviluppata in collaborazione con i Collegi e gli Ordini professionali della provincia di Reggio Emilia.serimento nel mondo del lavoro. L’attività di formazione di Inoltre l’Ente si è interessato allo sviluppo di progetti di ri-personale delle imprese di costruzioni prevede anzitutto La sede della Scuola. cerca su didattica e tematiche tecnologiche. La Scuola tracorsi di base e di qualificazione per muratori e carpentieri le molte attività ha ritenuto strategico individuare due am-e corsi di specializzazione per capisquadra e capocantiere. Con il contributo della Provincia, ed in collaborazione con le biti prioritari di intervento: bioedilizia, risparmio energeticoAmministrazioni Comunali, sono stati svolti anche corsi di recupero edilizio con esercitazioni pratiche in edifici messi a di- e qualità del costruire da una parte, e sicurezza nei can-sposizione dalle Pubbliche Amministrazioni. Poiché leggi nazionali e direttive europee avevano posto alle Imprese del settore tieri, con particolare attenzione al primo ingresso, dall’al-il tema dell’introduzione del Sistema della Qualità come condizione per la penetrazione nel mercato europeo, la Scuola, fin tra. L’Ente si è anche trasferito a inizio 2007 nella nuovadal 1993, ha avviato una specifica attività formativa con un corso diretto al Top Management delle Imprese. La Scuola svolge sede Reggioedili, che ospita oltre alla Scuola Edile anchelaboratori di orientamento assieme alle scuole medie, corsi sulla sicurezza e post diploma con Istituti per geometri, collabora la Cassa Edile e L’Associazione per la Sicurezza in edilizia.al master della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara in recupero ambientale e svolge attività di laboratorio per Le caratteristiche della nuova struttura sono fortementestudenti universitari. orientate alla tecnologia, a partire dall’involucro esterno,Nel corso del 2001 è avvenuta la fusione della Scuola con il CPT: le politiche di sicurezza e prevenzione sono così state costituito da una facciata ventilata con rivestimento in al-valorizzate grazie alle attività di formazione della Scuola. Il comitato ha inoltre promosso la realizzazione di un progetto pilota luminio. L’edificio, teleriscaldato, rispetta la normativa si-per l’azione di prevenzione nei cantieri da parte dei rappresentanti sindacali dei lavoratori. Grazie alla metodologia applicata smica ed ha una dotazione impiantistica all’avanguardia.le parti sociali hanno costituito, presso la Scuola Edile, un presidio permanente di monitoraggio delle azioni di prevenzione L’Ente è accreditato per i seguenti ambiti: apprendistato,e cultura della sicurezza nei cantieri del territorio. Un momento del corso macchine. formazione continua e permanente.La Scuola è accreditata presso la Regione Emilia Romagna. PRINCIPALI PARTENARIATI: Rete REFORME; E.F.P - Ente di Formazione Professionale Edile. La Scuola collabora in modo continua- .E.BIBLIOGRAFIA: VII Rapporto annuale su Salute e Sicurezza in Emilia-Romagna (2008). Dal 2003 pubblica «La GRU» periodico curato tivo con Collegi e Ordini Professionali della provincia di Reggio Emilia, e ha il patrocinio dell’Ordine degli Architetti sulle attività rivolteinsieme alla Cassa Edile e al CPT. al Restauro e al recupero dei materiali della tradizione costruttiva.218 219
  • 111. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoScuola Professionale Edile di Rimini Ente Scuola Edile di GoriziaVia Islanda, 3 – 47900 Rimini Via Montesanto – 34170 GoriziaLa Scuola Professionale Edile di Rimini, istituita nel 1959, ha come fine istituzionale la formazione professionale, la qualifica- L’Ente Scuola è stato costituito il 9 ottobre 1962 e l’attivi-zione e la specializzazione delle maestranze e dei tecnici nel comparto delle costruzioni. La Scuola ha svolto nel corso degli tà è partita immediatamente con l’istituzione di un corsoanni una significativa attività formativa, soprattutto dal punto di vista qualitativo. Negli anni Sessanta e Settanta, il suo impe- di formazione per muratori. Fu subito evidente che le ri-gno è stato orientato sul fronte della professionalizzazione e della riqualificazione di maestranze già occupate nelle imprese dotte dimensioni della provincia e il conseguente esiguodel settore. Nel corso degli anni Ottanta l’attività è stata rivolta principalmente alla preparazione di giovani disoccupati dotati numero di allievi avrebbero costituito un limite per l’Ente. Idi licenza media, mediante la realizzazione di corsi biennali di base per la qualifica di muratore polivalente, riconosciuta ed primi corsi sono stati dedicati alla formazione dei giovaniattestata dalla Regione Emilia Romagna. La Scuola ha rappresentato lo strumento operativo per l’applicazione delle norme muratori. Con l’apporto dell’iscrizione delle imprese arti-contrattuali e legislative inerenti a specifiche figure professionali (apprendisti e nuovi assunti nel comparto) e ha assunto il giane, negli anni Settanta, l’attività della Scuola ricevetteruolo di Ente promotore della formazione e dell’addestramento dei lavoratori occupati nel settore e per quanti sono interes- un impulso che portò all’allestimento di un capannonesati a questo lavoro. In quest’ultimo caso, nell’ultimo decennio, questa attività prefabbricato e all’acquisto delle attrezzature indispensa-è stata destinata a cittadini stranieri in generale, con particolare attenzione ai bili. Purtroppo negli anni Ottanta l’attività della Scuola subìcittadini di provenienza extra U.E. L’attività formativa realizzata è costituita da: un forte rallentamento, a causa della assoluta mancanza diinterventi di formazione di base per disoccupati; interventi di prima formazione La sede della Scuola Edile. allievi. Grazie alla decisiva collaborazione con il Comune eper cittadini stranieri disoccupati; interventi di formazione per la specializza- al determinante contributo della Camera di Commercio, nelzione e la qualificazione delle maestranze e dei tecnici già occupati presso le settembre del 1990 fu inaugurata, in località Straccis, la nuova sede della Scuola che finalmente poté contare su ampi spaziaziende; interventi in materia di sicurezza sul lavoro nei cantieri edili; interventi operativi. Negli anni seguenti fu incrementata l’attività formativa rivolta a sviluppare le conoscenze tecniche di chi già operavain materia di sicurezza sul lavoro rivolti a personale dell’area tecnico-gestionale nel settore ed fu avviata una interessante forma di collaborazione con la Slovenia: vennero formati una cinquantina di giovanidelle imprese edili ed ai nuovi assunti in edilizia. Tra le esperienze della Scuola si sloveni, in gran parte assunti dalle imprese della provincia.ricordano il corso di restauro e recupero edilizio mediante tecniche tradizionali Nonostante il bacino d’utenza della Scuola sia abbastanza ristretto e la mancanza di allievi abbia impedito di programmareorganizzato nel 2000, e i corsi destinati alla formazione della figura di operatore un’attività formativa continua nel tempo, l’Ente è riuscito, specialmente nell’ultimo decennio, a proporre una gamma diedile polivalente (destinato a cittadini extra U.E. in stato di disoccupazione) e corsi piuttosto articolata e indirizzata a diverse figure professionali: si sono sviluppati corsi brevi per disoccupati e corsi didella figura di capo cantiere edile. Il successo ottenuto anche sotto il profilo aggiornamento per lavoratori occupati, per apprendisti e tecnici. Grande attenzione è stata dedicata ai corsi per la sicurezza.dell’inserimento lavorativo da questi corsi “lunghi”, della durata rispettivamente Da ultimo si segnala l’attività indirizzata ai lavoratori in fase di assunzione con l’avvio non solo dei corsi delle 16ore, ormaidi 320 e 300 ore, costituisce la conferma dell’interesse da parte delle imprese consolidati e apprezzati dalle imprese, ma anche di brevi corsi mirati alla diffusione del concetto di lavoro sicuro.a poter disporre di manodopera formata e qualificata, nonché la sollecitazione Nel secondo semestre del 2010 si inizierà ad operare nella nuova sede; con il trasferimento si potrà ampliare l’offerta for-a riproporre annualmente tali percorsi di formazione. Una lezione teorica in aula. mativa, con i corsi professionalizzanti e quelli rivolti ai tecnici di settore. Grazie ad una convenzione con Edilmaster di Trieste si potranno erogare anche corsi per apprendisti del settore legno e si inizieranno ad offrire corsi “a catalogo” soggetti a sovvenzione regionale.220 221
  • 112. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.M.E.P – Ente Scuola Maestranze Edili Prevenzione e Sicurezza di Pordenone .S. Edilmaster – Ente Scuola Edile di TriesteLargo San Giorgio 10 – 33170 Pordenone Via dei Cosulich, 10 – 34136 TriesteCon la fondazione della Scuola Edile di Pordenone, nel 1978, si è voluto ri- L’Edilmaster, prima denominata Scuola di qualificazione operai edili, è stata fondata nel 1960 con lo scopo primario di formarespondere ad una domanda di qualificazione e riqualificazione dei lavoratori i ragazzi attraverso i percorsi di prima formazione. In una prima fase questa attività, finanziata dalla Regione, ha rappresentatoche proveniva sia da uno sviluppo tecnologico del settore edile, che era l’unico ambito di azione dell’Ente. Successivamente la Scuola, per adeguare la formazione dei lavoratori alle normative inin atto in quel momento in Italia, sia soprattutto dalla richiesta pressante materia di ambiente e di sicurezza nei luoghi di lavoro, ha ampliato l’offerta, diventando un punto di riferimento per le impresedel mondo produttivo e sociale che doveva rispondere in tempi brevi alle edili del territorio avviando anche i percorsi per i liberi professionisti iscritti agli Ordini e ai Collegi collegati al settore. Peremergenze createsi a seguito del sisma del maggio 1976. La mancanza di soddisfare gli obblighi formativi normativi e contrattuali del settore, la struttura da due dipendenti (Direttore, addetta all’ufficiomanodopera qualificata ha portato allo sviluppo dell’organizzazione della di segreteria) è passata in pochi anni a 10 dipendenti.prima formazione dei giovani, in collaborazione con l’IRFOP (Istituto di La Scuola si è specializzata in diverse tipologie di formazione. Attualmente l’attivitàFormazione Professionale), di emanazione regionale. Tale collaborazione è consolidata è costituita da: corsi di prima formazione per gli under 18, inserimentocessata nel 2001 a causa della soppressione dell’IRFOP . lavorativo (16ore), formazione per gli apprendisti, formazione per professionisti suiBisogna ricordare che la Scuola Edile, accorpata al CPT in un unico Ente temi della sicurezza (ad esempio coordinatori per la sicurezza nei cantieri), formazio-nel 2003, l’E.S.M.E.P è diventata pienamente autonoma ed operativa .S., ne continua, con particolare riguardo alla formazione degli addetti e dei responsabilialla fine dello stesso anno. Da un’impostazione iniziale prettamente di col- delle imprese in relazione all’ambiente e bonifica amianto e rifiuti. Dall’anno formativolaborazione con altri Enti, si è passati alla gestione diretta ed autonoma in corso l’Edilmaster si occupa anche della formazione permanente. Infine, essendodegli interventi didattici, privilegiando gli aspetti informativi e formativi le- il territorio di pertinenza della Scuola, posto al confine con l’ex Yugoslavia, all’inter-gati alla sicurezza in cantiere, adeguandosi alle nuove normative in fatto no dei percorsi formativi vengono previste anche specifiche docenze con insegnantidi prevenzione e protezione nel settore edile. Nell’offerta formativa della mediatori culturali.Scuola si segnalano: corsi 16ore, RLS, RSPP datori di lavoro e non, corsi La Scuola ha ottenuto l’accreditamento regionale nelle macrotipologie A, C e Cs. L’En-di primo soccorso, corsi antincendio, corsi di aggiornamento, corsi per te risulta inoltre accreditato come laboratorio per i corsi per lo smaltimento dell’amian-ponteggiatori, corsi per operatori macchine movimento terra, corsi di di- Un mosaico che si trova all’interno della sede della Scuola. to, ha l’accreditamento per l’attestazione dell’ECDL e la Certificazione della Qualitàsegno, corsi di informatica di base ed avanzata, corsi per apprendisti. Il ISO 9001/2008.corso più importante, come impegno economico e di risorse umane, è quello relativo ai ponteggiatori; anche i corsi tecnico- L’Ente ha sede, insieme alla Cassa Edile e al CPT, nella “Cittadelledilizia”, nella zonaprofessionali per apprendisti, come ad esempio quelli per decoratori edili, sono di elevata qualità. Interno della sede storica Barcola. industriale di Trieste.La Scuola è strettamente legata al territorio da vincoli di collaborazione con le istituzioni ufficiali.Oltre alla storica sede di largo San Giorgio, rinnovata nel 2004, la Scuola ha anche una sede operativa in zona IndustrialeParadiso, via Roveredo 1/A, a Pordenone, acquistata all’inizio del 2007 per poter realizzare attività prettamente operative e pra-tiche. A breve verrà posizionata nella sede operativa una gru, da utilizzare per i corsi specifici per gruisti e per i corsi 16ore. PRINCIPALI PARTENARIATI: L’Ente è in Associazione Temporanea d’Impresa con IAL-FVG e IRES-FVG per la formazione apprendisti; fa parte dell’ATI EFFE.PI composta da altri 13 enti formativi per la prima formazione dei ragazzi under 18. Inoltre, è presente in diverse ATIPRINCIPALI PARTENARIATI: 2009 Convenzione con l’ASS n° 6 “Friuli Occidentale”, che ha permesso a operatori qualificati della stessa specifiche per percorsi di formazione su tematiche sulla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro.di effettuare docenze presso le strutture della Scuola. Partecipa al Progetto Serbia finanziato dal Ministero del Welfare, Politiche Sociali e Regione Friuli-Venezia Giulia e al progetto L’Aquis 2.222 223
  • 113. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoC.E.F.S. – Centro Edile Per la Formazione e la Sicurezza (Udine) E.S.E.F. – Ente Scuola Edile di FrosinoneVia Bison, 67 – 33100 Udine Via Romana Selva, km 4+400 – 03039 Sora (FR)Nel luglio 1949 viene costituita ad Udine la Cassa Edile di Mutualità ed Assistenza; tra gli scopi statutari dell’Ente rientrava L’Ente viene fondato nel 1987 e nei primi anni di attività grande impe-anche l’istruzione professionale delle maestranze edili che venne allora affidata ad un settore della Cassa, appunto la Scuola gno è speso nell’allacciare relazioni stabili con le istituzioni del terri-Maestranze Edili, che godeva di un’informale autonomia, ristretta alla sola gestione degli interventi formativi. Nel corso degli torio per affinare le convergenze progettuali socio-economiche e conanni, dapprima con il contributo del Ministero del Lavoro e quindi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la Scuola ha le scuole medie dove intercettare nuove risorse umane che in primosvolto, con successo, attività formativa a livello di qualificazione di base e di aggiornamento per dipendenti di imprese edili. luogo dovevano essere informate sulle potenzialità professionali delNel 1983, le Parti Sociali hanno riconosciuto la necessità di dare ai problemi della formazione professionale un ruolo centrale settore edile e in seguito adeguatamente formate. Dalla fine degli annie svincolato rispetto ai compiti istituzionali della Cassa: viene così costituita l’ESMEA – Ente Scuola Maestranze Edili ed Affini Ottanta la generazione degli edili del dopoguerra iniziò ad avviarsi aldella Provincia di Udine. Dopo 25 anni di riconoscibilità con questa sigla, l’ESMEA si è integrata con il Comitato Paritetico per pensionamento; occorreva quindi lavorare per il turn-over generazio- la Prevenzione degli Infortuni e ha cambia- nale realizzando corsi di prima formazione per giovani. In tali corsi fu to la propria sigla in C.E.F.S. – Centro Edile La sede della Scuola Edile. necessario affiancare alla formazione tecnica, elementi educativi più per la Formazione e la Sicurezza. generali per completare la formazione umana e culturale. Negli anni l’Ente ha ottenuto dalla Regio- Ai corsi di tipo pratico e teorico-amministrativo (muratore, carpentiere, intonacatore / stuccatore, conduttore di Mac- ne Friuli Venezia Giulia il riconoscimento chine movimento terra, operatori gru a torre, assistente tecnico di cantiere edile, contabilità di cantiere…) negli anni si come riferimento provinciale per l’istituzio- sono aggiunti corsi adeguati alla diffusione dell’informatica applicata al comparto edile, all’adeguamento normativo sulla ne di corsi abilitanti per addetti e responsa- prevenzione e sicurezza nei cantieri, al rispetto dell’ambiente e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili tra cui: addetti bili della bonifica dell’amianto e, quale ente all’attività di trattamento, rimozione e smaltimento dell’amianto, gestione dei rifiuti nel cantiere, ponteggiatori, specialista convenzionato, è stato autorizzato dalla nella redazione del DUVR e DUVRI. Rivestono particolare importanza i corsi per tecnico bioedile, tecnico specialista della Regione all’accesso ai contributi. certificazione ambientale, installatore e manutentore di impianti solari, IFTS – tecnico superiore per l’ambiente, l’energia Il Sistema di Gestione della Qualità adotta- e la sicurezza in azienda, IFTS – tecnico superiore per la conduzione del cantiere edile. to originariamente da ESMEA è conforme La Scuola ha ottenuto l’accreditamento definitivo della Regione per la formazione continua, la formazione superiore e alla norma UNI EN ISO 9001:1994 con la l’orientamento, è sede annualmente di una manifestazione promossa dal FSE nella Settimana della Sicurezza e del Co- visita ispettiva del 2 Ottobre 2003 è stato mitato Locale EDA impegnato nella educazione scolastica degli adulti. esteso alla norma UNI EN ISO 9001:2000; L’Ente organizza ogni anno un Concorso Provinciale di Arte Muraria, partecipa dal 2001 al Concorso Internazionale è in corso l’adeguamento alla nuova revi- Biennale di Arte Muraria di Barcellona (vinto per la sezione “Scuole Professionali Edili” nel 2003 e 2009) e ha vinto nelleUn camper adibito ad aula mobile. sione della norma UNI EN ISO 9001:2008. categorie Junior e Senior le selezioni regionali di Ediltrophy 2009.PRINCIPALI PARTENARIATI: ATI APPRENDISTI@formazione1; ATS EFFE.PI – Formazione Professionale Giovani; Università degli Studidi Udine; SPRINT – Centro Studi e Ricerche.Partner nel programma Leonardo da Vinci – Progetto EQUIPE; partecipa alle azioni di mobilità del Progetto Leonardo da Vinci A.F.A. PRINCIPALI PARTENARIATI: CENFIC di Lisbona – Portogallo; Institut Gaudì de la Construcciò di Barcellona – Spagna; Les Compagnonsfinalizzato a stimolare la cooperazione per lo scambio di esperienze tra formatori ed a sviluppare la qualificazione delle risorse umane nel du Tour de France di Limoges – Francia.settore dell’edilizia; Progetto SmartTeach Metodologie e risorse per la lavagna interattiva. Partner del Polo IFTS “Energia & Ambiente” del Lazio.224 225
  • 114. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.E.L. – Ente Scuola Edile di Latina EDILFORMAZIONE – Ente Scuola Edile di RietiCorso della Repubblica, 189 – 4100 Latina Via Salaria per L’Aquila, 44 – 2100 RietiL’E.S.E.L. nasce nel 1962. Dalla sua costituzione fino al Considerando il numero degli addetti iscritti alla Cassa Edile, il 12 febbraio 1993 è stato costituito un Ente unico Scuola e CTP ,1990 i corsi hanno avuto carattere sporadico. Nei primi anni che ha iniziato ad operare dal 9 Maggio 1995 con un solo dipendente (un impiegato tecnico), organizzando i primi corsi sullala Scuola si è dedicata prevalentemente alla formazione di sicurezza ed effettuando le visite mediche obbligatorie presso la sede della Scuola mentre ci si spostava sul territorio dellafigure tradizionali del cantiere quali muratori, carpentieri, fer- Provincia per effettuare corsi o visite mediche nelle sedi delle imprese edili che ne facevano richiesta.raioli e gruisti (questi ultimi qualificano ancora oggi l’offerta Negli anni le imprese edili hanno iniziato ad apprezzare e riconoscere l’importanza dell’Ente Unificato che offre un buon livelloformativa della Scuola). Nel 1981 è stato avviato un primo di servizi ed assistenza tecnica in materia di sicurezza.corso per assistenti di cantiere rivolto a capisquadra, a cui Nel tempo l’offerta formativa è stata perfezionata: sono stati organizzati corsi di formazione sulla sicurezza con la collabora-ne sono seguiti altri dal 1991. I corsi si svolgono fuori dal zione del CPT di Roma, altri con il contributo dei partecipanti organizzati direttamente dall’Edilformazione di Rieti.normale orario di lavoro del cantiere, in fascia oraria serale Attualmente l’Ente offre corsi di formazione come richiesto dalle nuove normative. Negli ultimi anni, in collaborazione con ilo il Sabato, proprio per la presenza di lavoratori occupati. La Formedil Regionale del Lazio, costituendo un ATS con altre Scuole dellasede dei corsi è a Latina ma una parte dell’attività formativa Regione, sono stati realizzati dei corsi di apprendistato professionalizzan-è svolta anche a Formia per agevolare la partecipazione ai Un momento di un corso. te per muratori, altri corsi professionali finanziati con Voucher della Pro-corsi anche dei lavoratori residenti nella zona sud della pro- vincia di Rieti sono in fase di avvio. Sicuramente il corso più interessantevincia. Dal 1997 una serie di progetti di formazione presentati dall’E.S.E.L. hanno avuto il sostegno del FSE. Negli anni ad avviato è stato quello per apprendisti muratori (anno 2007/08) di 120 oreuna formazione professionale che qualificava maggiormente i dipendenti in attività si è aggiunta una formazione a largo di formazione. Altri corsi di particolare interesse sono i corsi 16ore.raggio, sensibile ai cambiamenti, alle innovazioni tecnologiche del settore e alle esigenze del mercato del lavoro. Più di La Scuola ha ottenuto l’accreditamento dalla Regione Lazio per la for-recente l’E.S.E.L. ha raccolto la sfida di misurarsi con le nuove regole dettate dalla riforma della formazione professionale, mazione continua e superiore, presso la scuola dei Geometri di Rieti.acquisendo la certificazione di qualità Iso 9000 -2001 e, nel 2003, l’accreditamento presso la Regione Lazio, ristrutturando Manca ancora una sede di proprietà dove svolgere le lezioni pratichele sue sedi per renderle più accoglienti, funzionali e adeguate alle innovazioni didattiche. Pertanto ai corsi finalizzati alla con attrezzature e laboratori. Come CTP l’Ente effettua visite mediche equalificazione o all’aggiornamento degli operai, a quelli destinati ai comparti più specifici come il restauro e recupero ar- sorveglianza sanitaria gratuita presso la propria sede con un laboratoriochitettonico, macchine e mezzi di cantiere, bonifiche e ripristini, se ne stanno aggiungendo altri legati all’applicazione della attrezzato e nelle sedi aziendali delle imprese su loro richiesta. Ognitecnologia informatica e delle normative sulla sicurezza ambientale e la sostenibilità. A questo proposito l’Ente ha ottenuto L’esterno della sede della Scuola presso la Cassa Edile. anno si effettuano in media 800/1.000 visite mediche ai lavoratori.dal FSE Leonardo da Vinci un finanziamento per il progetto di trasferimento dell’innovazione Possible Constructive Dialo-gue. Tra le altre esperienze della Scuola si ricordano: due esperienze di piccoli cantieri scuola, a Priverno e a Roccagorga(1996-97), la sperimentazione, unica Scuola nel Lazio, della Formazione Individualizzata (dal 1999), la realizzazione di corsidi autplacement definiti Help per lavoratori in mobilità (2000-2001) e la realizzazione di un progetto per formazione perdiplomati e laureandi.PRINCIPALI PARTENARIATI: Istituto Gaudì di Barcellona; Boverket di Stoccolma; Deamaltea Bulgaria. PRINCIPALI PARTENARIATI: 2006 ATS con il Formedil Regionale Lazio e le altre Scuole della Regione. 2009 Protocollo con gli altri CPTProgetto Leonardo Da Vinci-TOI 2009: Possible Constructive Dialogue. del Lazio di coordinamento Regionale per organizzare iniziative comuni in tema di sicurezza.226 227
  • 115. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoC.E.F.M.E. – Ente Scuola Edile di Roma Ente Scuola Industria Edilizia e Affini di ViterboVia F. Fiorentini, 7 – 00159 Roma Via Alessandro Polidori, 40 – 01100 ViterboIl C.E.F.M.E. è stato costituito il 25 maggio 1953 con la finalità di acquisi- La Scuola Edile di Viterbo nasce nel 1978 quando, oltre ad un rafforzamento delle prestazioni e della capacità della Cassare giovani lavoratori e riqualificare quelli già inseriti nel settore, di provve- Edile – operativa da oltre un decennio – hanno voluto affrontare la questione della formazione di maestranze specializzate.dere alla formazione e all’aggiornamento delle maestranze, adeguando le Nei primi anni la Scuola si è concentrata nel promuovere corsi rivolti a giovani disoccupati, orientati a fornire competenzeloro capacità tecniche alle esigenze di professionalità relative all’uso delle nelle qualifiche tradizionali di settore. Poi l’offerta si è diversificata e la Scuola ha promosso corsi per operai specializzatinuove tecnologie costruttive. L ’offerta formativa si è modificata negli anni, in impiantistica civile e ha sperimentato corsi nel recupero ed aggiornamento di antichi mestieri, come lo scalpellino peradeguandosi alle novità ed ai cambiamenti nel mercato del lavoro. Dagli anni la lavorazione del peperino viterbese. Sullo stesso filone l’Ente ha promosso e realizzato corsi per geometri, proponendoCinquanta alla metà degli anni Ottanta è stata di tipo tradizionale e l’Ente ha progetti di interesse pubblico aderenti al contesto urbanistico ed al patrimonio edilizio dei centri storici. La Scuola è statarisposto alle richieste fondamentali della struttura produttiva industriale del poi interessata anche dalla presenza della Centrale Elettronucleare di Montalto, impegnata quindi in corsi di riconversionesettore edile. Negli anni è stato fatto decollare un progetto di formazione, che Foto di gruppo del 1980. professionale dei lavoratori edili verso professionalità del settore metalmeccanico (corsi coibentatori). Recentemente lapotesse soddisfare il sistema di investimento del capitale umano posseduto Scuola si è orientata verso corsi per tecnici /amministrativi dell’impresa edile alle prese con le nuove tecnologie informatichedai nostri giovani e offrisse una risposta alle esigenze del settore contrassegnato da una evoluzione lenta, ma tecnologicamente (corsi AutoCAD – ECDL – applicativi nell’ambito amministrativo, di gestione ed amministrazione del cantiere e della impresaavanzata. Il Centro negli anni ha realizzato significativi progetti di formazione. Alcuni sono stati finalizzati alla qualificazione e/o di costruzioni). Infine la Scuola ha avviato un intenso impegno per la formazione sulla sicurezza. La Scuola è impegnatariqualificazione di operai giovani, adulti ed extracomunitari, che avevano esperienze generiche in campo edile; altri corsi sono stati sistematicamente nei corsi di formazione esterna per l’apprendistato professionalizzante e ha in progetto di sperimentarsi indestinati ai comparti del restauro archeologico e monumentale. Le altre attività corsuali hanno riguardato i campi della manutenzione azioni formative nella filiera delle nuove tecnologie di processo e di prodotto che stanno interessando il settore (bioedilizia,ordinaria, delle modificazioni ambientali, della sicurezza sul lavoro e della vivibilità ecologica. La sede istituzionale del C.E.F.M.E. a certificazione energetica). La Scuola opera – nell’ambito di un progetto sostenuto da Finanziamento Regione – come Spor-Pomezia è stata aperta nel 1980 e si sviluppa su un’area di 50.000 mq. L ’Ente ha sede legale a Roma ed è proprietario di un’area in tello Territoriale Edilizia con attività di orientamento, consulenza, assistenza, informazione a lavoratori in genere, impreselocalità San Basilio. La struttura di Pomezia è sede del Polo Formativo Regionale dei Beni e Attività Culturali e del costituente Centro del settore ed operatori (professionisti tecnici ed amministrativi), enti pubblici in materia di sicurezza, creazione e gestionedi Ricerca per il Settore dell’Ambiente. Nel 1986 il C.E.F.M.E. ha ricevuto il premio David d’oro per la professionalità e la serietà con d’impresa, orientamento professionale e formativo, mediazione culturale, aggiornamento normativo.cui si opera nella formazione dei lavoratori nel settore edile. Dal 1987 l’Ente è iscritto all’Anagrafe Nazionale Enti di Ricerca. La Scuola La Scuola è accreditata in via definitiva per formazione continua, orientamento, alta formazione con la Regione Lazio.è accreditata presso la Regione Lazio nell’ambito dell’orientamento e della formazione per le macrotipologie formazione superioree continua; per i settori ISFOL/ORFEO: Edilizia; Beni Culturali; Ecologia e Ambiente e per tutte quelle attività specifiche in cui l’Entesvolge corsi di formazione legati al settore delle costruzioni. Dal 2004 si è dotato di un innovativo impianto fotovoltaico composto da36 pannelli solari che ruotano all’unisono mediante un sistema computerizzato. Il tetto fotovoltaico si costituisce anche come areadidattica per le lezioni teorico/pratiche relative ai corsi sulla bioedilizia e sugli impianti solari.PRINCIPALI PARTENARIATI: Fa parte della rete REFORME. Ha organizzato progetti internazionali e relativi partenariati con: RepubblicaPopolare Cinese, Polonia, Romania, Francia, Belgio, Germania, Danimarca, Portogallo. Partenariati su progetti transnazionali Force –Petra - Youthstart. Partenariato in progetti di ricerca per le tecniche di intervento nel trattamento delle acque inquinate con il MinisterulEducatiei Nationale Universitatea de Stiinte Agricole si de Medicina Veterinara “Ion Ionescu de la Brad” – Iasi (Romania). Progettotransazionale Cardul European al Constructorului. Progetti di ricerca sulle bonifiche dei suoli, trattamento e gestione dei rifiuti, marketingdelle materie prime - seconde con: Unit of Enviromental of studies.BIBLIOGRAFIA: Manuale Pratico per operatori edili, Sapere 2000 (1989). Quarant’Anni del C.E.F.M.E. PRINCIPALI PARTENARIATI: La scuola fa parte del Polo Formativo Beni ed Attività Culturali. Collabora con l’Associazione CEIS S.Crispino – EnteI giorni del sole. La settimana europea all’insegna delle energie rinnovabili e del risparmio energetico DVD (2009). ausiliario Regione Lazio per il recupero ed il reinserimento sociale di giovani tossicodipendenti.228 229
  • 116. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoEnte Scuola Edile di Genova Ente Scuola Edile di ImperiaVia Borzoli, 61/A – 16153 Genova Via Privata Gazzano, 24 – 18100 Imperia L’Ente Scuola Edile Genovese nasce nel 1946 a seguito di un accordo tra i La Scuola Edile, fondata nel 1961, è stata voluta dai lavoratori del settore edile per migliorare le condizioni sociali, culturali rappresentanti dell’Associazione Imprenditoriale e delle Organizzazioni Sinda- e professionali della categoria. Come Ente paritetico, la Scuola ha potuto rappresentare un punto di riferimento per il mondo cali di categoria, che stabilì la creazione e il finanziamento di una scuola pro- del lavoro attraverso la sua azione per la formazione, aggiornamento e riqualificazione delle maestranze, anche se ha risen- fessionale per l’aggiornamento e la formazione delle maestranze del settore. tito inizialmente della scarsa considerazione sociale che caratterizzava i lavoratori dell’edilizia. Negli anni l’offerta formativa Sono gli anni del dopoguerra e l’industria edile è impegnata nella ricostruzione della Scuola ha saputo adattarsi alle introduzioni nel settore di nuove tecnologie relative alla costruzione, ai materiale e alle di parti consistenti della città e necessita di numerosi lavoratori tecnicamen- attrezzature; grande importanza ha assunto negli anni l’azione per la prevenzione degli te e professionalmente preparati. Dall’anno di costituzione fino alla fine degli infortuni che ha visto interessati tutti gli operatori del settore (imprenditori, tecnici, anni Settanta le numerose iniziative formative sono realizzate direttamente nei maestranze e studenti). cantieri produttivi, dove gli allievi, sotto la guida di istruttori, acquisiscono le La sede della Scuola è la stessa dalla fondazione ed è stata adeguata e migliorataCartello di inizio lavori della costruzione della nuova sede della conoscenze e le competenze tecniche professionali attraverso la realizzazione con la predisposizione di aule tecnologiche, informatiche e multimediali in regola conScuola negli anni Settanta. di vere proprie opere edili. Con gli anni Ottanta avviene il passaggio ad Ente le più recenti normative e rispettose dell’abbattimento delle barriere architettoniche.Formativo, come punto di riferimento centrale e strategico di tutta la formazione professionale in edilizia della Provincia di La Scuola ha ottenuto il pieno accreditamento dalla Regione Liguria per le seguentiGenova. La Scuola Edile Genovese oggi lavora per: riqualificare il settore edile e le aziende ad esso assimilate, pianificare macrotipologie: attività riferita all’obbligo formativo, formazione superiore, formazionela crescita professionale dei lavoratori e delle imprese, superare la barriera scuola-lavoro, far maturare la coscienza del continua e permanente, formazione per disoccupati e occupati area dello svantaggiolavorare sicuri in ambienti sani e protetti, aumentare la stabilità lavorativa attraverso la crescita professionale. La mission e fasce deboli. Dal 2001 è certificata UNI EN ISO 9001:2000 dal RINA. Ha ancheistituzionale è la creazione di un punto di collegamento tra mondo scolastico e mondo lavorativo, fornendo una soluzione altri accreditamenti regionali per la realizzazione di corsi di formazione per l’iscrizionea un duplice ordine di problemi: per le persone disoccupate, il trasferimento di competenze tecniche professionali volte a all’elenco dei professionisti abilitati al rilascio della certificazione energetica; per lomigliorare le possibilità di inserimento lavorativo; per le aziende, la formazione di figure professionalmente preparate da in- svolgimento di attività formative destinate alle figure professionali di RSPP e ASPP ,serire efficacemente nel ciclo produttivo. La Scuola adotta specifiche metodologie didattiche che prevedono una formazione per le attività di istruzione e formazione professionale rivolte ai giovani di età inferioreteorica ispirata al sapere tecnico, una formazione pratica sviluppata in laboratori attrezzati e in cantieri esterni di Project ai 18 anni come operatori edili, installatori e manutentori di impianti termo-idraulici,Work, in lezioni in situazione presso cantieri produttivi delle imprese di costruzioni, in affiancamento a tecnici e maestranze La facciata della Chiesa di N.S. di Loreto (Ge) du- installatori e manutentori di impianti elettrici, operatori dell’autoriparazione, operatore rante i lavori del Modulo di Project work del corsoesperte durante periodi di stage aziendali. La nuova sede, costruita nel 1981, dispone di 10.000 mq di superficie coperta decoratore di facciate. amministrativo segretariale.ed è costruita su una area di 25.000 mq. La struttura è stata realizzata in modo da soddisfare tutte le esigenze professionalilegate alla formazione. Gli ampi spazi a disposizione costituiscono un requisito unico in zona per l’allestimento dei laboratoriformativi per gli studenti in cui è possibile simulare in tutto e per tutto il lavoro in cantiere. PRINCIPALI PARTENARIATI: Associazioni di categoria (Unione industriali, Confartigianato, C.N.A., A.N.A.C.I. etc.); Istituzioni scolastiche (Università degli studi di Genova – Facoltà di Ingegneria e Facoltà di Architettura, numerosi Istituti Tecnici e Scuole Medie della provin- cia, Centro Provinciale di Formazione Professionale “G. Pastore” di Imperia, Centro di Formazione Circolo Parasio, Adfor, Ecipa, Iscot, Isfoorcoop, CGF Scarl, Cescot, Cnos fap, Ial, Scuola Edile di Herzberg in Germania etc.); Ordini professionali; Enti (Sopraintendenza per i Beni ambientali e architettonici della Liguria, Soprintendenza per il patrimonio Storico, artistico e demoetnoantropologico della Liguria, Soprintendenza archeologica della Liguria, Museo Archeologico di Chiavari, numerose Amministrazioni comunali, Centro per l’impiego e Ufficio Orientamento Professionale della Provincia di Imperia, di Sanremo e di Ventimiglia, Casa Circondariale di Imperia, I.S.A.H. Imperia,BIBLIOGRAFIA: 1946 – 2006 60° (2006). Spes Auser Ventimiglia).230 231
  • 117. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoS.E. – Ente Scuola Edile Spezzina Ente Scuola Edile di SavonaVia Pianagrande, 18 – 19123 La Spezia Via Al Molinero – 17100 SavonaLa Scuola Edile Spezzina è stata fondata il 10 gennaio 1961 e fu costituita, sin dall’origine, nella forma di Ente non com- L’Ente Scuola Edile della Provincia di Savona, è stato costituito nel 1967, almerciale senza scopo di lucro avente per oggetto la formazione, l’affinamento e il perfezionamento delle conoscenze e fine di creare un punto di riferimento centrale e strategico di tutta la forma-delle capacità tecniche degli addetti del settore edile. Per circa un trentennio l’attività didattica della Scuola è stata quasi zione professionale in edilizia sul territorio provinciale.esclusivamente rivolta alla formazione di soggetti al primo impiego nel settore edile e, in misura meno frequente, ad addetti Nella sua attività di formazione l’Ente Scuola Edile si pone importanti obiet-del settore da perfezionare e riqualificare. Il graduale allargamento del bacino di utenza, le mutate condizioni del mercato del tivi: dare impulso alla formazione professionale dei lavoratori dell’edilizia;lavoro e la conseguente evoluzione delle attività formative, la nascita di nuove figure professionali, la continua crescita dei offrire una nuova immagine del settore, volta alla sua valorizzazione, of-soggetti diplomati o laureati da inserire nel mondo del lavoro, hanno portato all’organizzazione di attività formative rivolte ad frendo una visione realistica e stimolante delle opportunità professionaliun crescente e variegato numero di soggetti. Dal 1989 la Scuola ha iniziato a realizzare interventi formativi finanziati dalla attuali ed emergenti; contribuire a migliorare nel comparto edile la quali-Regione Liguria prima, e in seguito dall’Amministrazione Provinciale della Spezia (cofinanziati dal FSE), gestendo parte delle tà del lavoro e le capacità tecnico produttive delle imprese; offrire serviziproprie attività didattiche in convenzione con gli Enti stessi. Nell’ultimo decennio la Scuola Edile ha affiancato ai tradizionali adeguati alle imprese del settore al passo con i cambiamenti tecnologici ecorsi rivolti alle maestranze del settore, corsi specifici per L’esterno della Scuola Edile. organizzativi; promuovere iniziative culturali settoriali.la qualificazione dei giovani in ingresso nel mondo del lavo-ro, dei lavoratori in mobilità, dei disoccupati di lunga durata,degli immigrati extracomunitari, delle donne, dei diplomati elaureati, nonché corsi di aggiornamento per chi già opera nelsettore, dipendenti di imprese edili, imprenditori, liberi pro-fessionisti. È stato inoltre consolidato un rapporto continua-tivo con le aziende, i professionisti e i lavoratori operanti nelsettore verso i quali la struttura si è impegnata in uno sforzodi sensibilizzazione sulle problematiche dell’aggiornamento edella riqualificazione. L’Ente ha ottenuto con delibera della Re-gione Liguria nel 2004 il pieno accreditamento per le 4 tipologieformative (obbligo formativo, formazione superiore, formazio-ne continua, formazione per disoccupati e occupati dell’areadello svantaggio e fasce deboli). La sede della Scuola Edile. PRINCIPALI PARTENARIATI: Comune di Balestrino; Comune di Sassello; Collegi e Ordini professionali della Provincia; Facoltà di Archi- tettura dell’Università di Genova; Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova; Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Genova; Provincia di Savona; Regione Liguria; Opere Sociali Ns. Signora di Misericordia. BIBLIOGRAFIA: Cronaca di 40 anni di attività (2005).232 233
  • 118. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoScuola Edile di Bergamo S.E.B. – Scuola Edile BrescianaVia Locatelli, 15 – 24068 Bergamo Via della Garzetta, 51 – 25133 BresciaLo Statuto che vede l’istituzione dell’Ente è stato fir- La fondazione della Scuola risale al 1946 e nello stesso anno nasce anche la Cassa Assistenziale Paritetica Edile. Anche semato nel 1979, ma l’operatività della Scuola risale al formalmente di appartenenza imprenditoriale, fin dalla sua costituzione l’Ente ebbe un’anima bilaterale, con una rappresen-1983. Sin dalla fine del 1800 nella provincia di Ber- tanza dei lavoratori nel Consiglio di Amministrazione. L’attività di formazione prende avvio sin dal 1946 con 280 allievi. Lagamo operava la Scuola d’Arte Andrea Fantoni che formazione erogata consisteva principalmente nell’addestramento al lavoro e veniva svolta esclusivamente nelle giornateformava anche capomastri. Tale Ente ha proseguito il di sabato e domenica. Negli anni Cinquanta, l’Ente ampliò la sua attività e la sua presenza sul territorio, con l’apertura disuo intervento fino alla fine degli anni Settanta con il numerose sedi dislocate nella provincia di Brescia. Alla metà degli anni Sessanta i miglioramenti delle pratiche costruttivesostegno delle Parti Sociali territoriali. La Scuola Edile e della qualità dei materiali richiedevano un innalzamento della capacità professionale delle maestranze impiegate: la S.E.B.è subentrata sia nei locali sia nelle attività dell’Ente pre- interpretò tale tendenza ed iniziò a proporre una formazione nuova. Nacquero in quegli anni i primi corsi di specializzazionecedente anche se nei primi anni (1983/87) la gestione Laboratorio tecnologico: efficienza energetica degli edifici. per carpentieri, ferraioli, conduttori di macchine operatrici e muratori specializzati. È negli anni Settanta che si assiste allaè rimasta in capo alla Scuola Fantoni. Nel 1983 erano svolta definitiva verso una formazione più ampia e diversificata: si sviluppa la formazione di base che si va ad aggiungerein atto solo 4 corsi (due serali e due di sabato mattina) rivolti alla fascia operaia. Nel 1984 è stato avviato il primo corso triennale alla formazione delle maestranze già impiegate nel settore. Alla fine degli anni Settanta iniziano i corsi cosiddetti “a tempoa tempo pieno e nel 1985 sono iniziate le proposte formative sulla sicurezza. Nel 1987 sono state avviate le attività ricorrenti di pieno” per ragazzi in uscita dalla terza media che hanno dato l’avvio alla stagione della formazione professionale di base ri-formazione continua, aggiornamento e convegnistica. L’offerta si è poi estesa anche a corsi seminariali per gli imprenditori. conosciuta dalla Regione Lombardia. Gli anni Novanta sono stati un periodo di autentica rivoluzione con un incremento dellaOggi l’offerta formativa va dai giovani in obbligo formativo (Diritto Dovere di Istruzione e Formazione), alla formazione obbli- necessità formativa in materia di sicurezza, sospinta dalle prescrizioni legislative. Le proposte di formazione si articolanogatoria per l’apprendistato, alla formazione continua per operai comuni, qualificati, specializzati e geometri, alla formazione oggi in diverse macroaree: formazione di base, formazione continua, formazione superiore e formazione per la sicurezza.per professionisti. Dal 2007 è stato costituito il Dipartimento Formazione alla Sicurezza Integrata, composto da CPT e Scuola Fondamentale a latere di ogni progetto formativo, il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Ecco perché la S.E.B., insieme aEdile, che si interessa di tutta la formazione obbligatoria e di quella inerente l’uso di attrezzature di sollevamento e macchine tutto il comparto edilizia di Brescia ed alle rappresentanze sindacali, ha siglatomovimento terra. Il “punto forte” dell’offerta formativa è rappresentato dai corsi sulle tecnologie orientate al risparmio energe- un protocollo di intesa con Provincia di Brescia, INAIL Regionale e Universitàtico e l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile. La Scuola, dal 2003, ha ottenuto un finanziamento per il progetto sperimentale degli Studi – Facoltà di Ingegneria, per la diffusione di una reale cultura dellaP.R.I.S.M.A. (Promozione Ricerca Innovazione di Sistema e Metodologie Avanzate) per l’edilizia sostenibile. prevenzione, attraverso lo sviluppo nel triennio 2008/2011 di una serie di in-La Scuola è certificata in Qualità sin dal 2000 ed è accreditata dalla Regione Lombardia in fascia A. Nella valutazione di rating terventi formativi sull’intero territorio.2009 della stessa Regione è stata classificata 2a assoluta tra gli oltre 300 Enti accreditati nell’ambito della formazione. Tra i tanti La Scuola ha sede su un’area di quindicimila metri quadrati nella città di Bre-riconoscimenti ottenuti si segnalano: la qualifica di socio onorario da parte di ANIT; la vittoria delle Olimpiadi del Basso Reno scia e conta dal 1996 una seconda sede nel comune di Breno.in Francia (1996) e della sfida Francia – Italia all’interno del Campionato Regionale della Borgogna (Digione). Infine la Scuola è Tra i riconoscimenti ottenuti si ricordano: il 1° Premio Ediltrophy nazionalesede costante dei corsi di Certificatori Energetici con l’Università di Bergamo; di sperimentazione di prototipi di diverse aziende 2009 Junior e il 1° Premio Eccellenze per competere: formare professionistied è interlocutrice privilegiata per la Provincia per iniziative di sperimentazione nell’ambito di corsi (apprendistato ed altro). La sede unica di Scuola Edile, CPT e R.L.S.T. per Expo 2015.PRINCIPALI PARTENARIATI: È partner di altri Enti di formazione che operano nell’ambito della formazione per tecnici Fonti Energie PRINCIPALI PARTENARIATI: Comune di Balestrino; Comune di Sassello; Collegi e Ordini professionali della Provincia; Facoltà di Archi-Rinnovabili. La Scuola è gemellata con CFA BTP di Digione. Ha partecipato al progetto Transform con il CENFIC di Lisbona e a progetti tettura dell’Università di Genova; Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova; Facoltà di Scienze della formazione dell’Università disulla sicurezza con la Scuola di Aix en Provence. La Scuola Edile ha sostenuto un progetto di avvio di una Scuola per l’Edilizia a Dakar Genova; Provincia di Savona; Regione Liguria; Opere Sociali Ns. Signora di Misericordia.in Senegal e di una in Malawi, ospitando formatori africani e mandando i propri istruttori per l’avvio delle attività. Ha in atto un protocollodi collaborazione con la Scuola Edile di Tuzla (Bosnia). BIBLIOGRAFIA: Scuola edile bresciana 1947 – 1982 (1982).234 235
  • 119. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.P – Ente Scuola Professionale Edile della Provincia di Como .E. Scuola Edile CremoneseVia del Lavoro, 21 – 22100 Como Via delle Vigne, 184 – 26100 CremonaL’E.S.P fondato nel 1981, ha raccolto e affinato una serie di .E., L’Ente è stato istituito nel 1951 come Scuola Domenicale per Muratori e ha gestito per circa trenta anni in tutto il territorioesperienze precedenti, impostate dalla Commissione pariteti- provinciale corsi prefestivi, festivi e serali di disegno edile e di tecnologia per le maestranze del settore. Nel 1980 l’Ente è statoca per la formazione già attiva a Como dal 1977. Le relazioni trasformato radicalmente, orientando i propri obiettivi soprattutto verso le giovani leve in uscita dalla scuola media, da inserirecon il territorio nella fase iniziale sono state improntate alla nel settore dopo un biennio di qualificazione riconosciuto dalla Regione Lombardia. Sempre nel 1980 l’Ente formativo cambiòpromozione della formazione professionale edile coinvolgen- nome assumendo quello di Scuola Professionale Edile Cremonese. L’ultima trasformazione è avvenuta nel 1997, quando lado i giovani tra i 15 e i 18 anni iscritti alla Cassa Edile di Como Scuola ha aperto i propri orizzonti verso tutte le figure del settore, compresi gli stessi istruttori. Nel maggio del 2002 è statae gli alunni del terzo anno delle scuole medie della provincia aperta, anche grazie agli sforzi di molte imprese edili del bacino cremasco, una sede decentrata nel centro di Crema.di Como. Fondamentale la scelta iniziale di convenzionarsi L’azione dell’Ente si sviluppa attualmente lungo i tre assi tradizionali: la formazione corsuale, l’informazione di settore a livellocon strutture già storicamente presenti sul territorio comasco divulgativo, il supporto di servizio e di sussidiarietà nell’approccio tra domanda e offerta di lavoro in edilizia. La Scuola è atti-in grado di erogare la formazione iniziale a giovani e lavoratori va nell’ambito di: formazione di base per l’inserimento lavorativo con l’istituzione del corso triennale di qualificazione profes-(dai corsi serali e festivi ai corsi diurni per minorenni) avendo sionale regionale di operatore edile; formazione per i lavoratori assunti con contratto di apprendistato (sia livelli operativi chesempre l’obiettivo di avvicinare la formazione al lavoratore e tecnici e amministrativi); formazione per la sicurezza; formazione all’uso di attrezzature e macchine di cantiere; formazionenon il contrario. I buoni risultati delle attività realizzate hanno Un momento del corso triennale per operatore edile. per lavoratori in difficoltà occupazionale (doti regionali per ammortizzatori sociali in deroga); formazioni in collaborazioneportato le parti sociali alla successiva decisione di istituire con gli Istituti Tecnici per Geometri di tutta la provincia sui temi del-una sede propria per la Scuola. Ai suoi esordi l’offerta formativa dell’Ente riguardava in massima parte percorsi in ambito la pratica di cantiere e sulla sicurezza nei cantieri (in collaborazionedi qualifica e specializzazione rivolti a muratori e carpentieri e l’erogazione di corsi specifici “su richiesta” anche attivati una con INAIL, CPT e ANCE Cremona); formazione per operatori dellasola volta in risposta ad esigenze precise. L’evoluzione della normativa riguardante la formazione professionale regionale ha sicurezza e per gli organi ispettivi (ispettori della Direzione Provin-portato l’Ente a erogare corsi di prima formazione anche per minorenni e per apprendisti, implementando considerevolmente ciale del Lavoro e del nucleo ispettivo dei Carabinieri, tecnici dellala platea degli utenti. sicurezza); formazione per il reinserimento sociale e professionaleRelativamente all’offerta formativa attuale il percorso di qualifica triennale in DDIF, che vede l’erogazione di circa 3.000 ore/anno (formazione di base per manovale nell’ambito della Casa Circon-per circa 60 allievi, risulta essere uno degli elementi qualificanti dell’offerta formativa. Negli ultimi anni la formazione continua dariale di Cremona). Da luglio 2010 la storica sede di Cremona sista diventando un ulteriore punto di forza dell’Ente che vede, oltre ai corsi 16ore attivi dal 2009, corsi per ponteggiatori, corsi trasferirà, insieme al CPT e alla Cassa Edile, in nuova costruzioneper addetti alla manovra di apparecchi di sollevamento normalmente in uso nei cantieri edili, corsi per operatore macchine che ospiterà il “Polo dell’Edilizia” della Provincia di Cremona. Lomovimento terra, corsi per operatori addetti alla rimozione e allo smaltimento dell’amianto, corsi per addetti al primo soc- stabile principale risponde ai moderni criteri del risparmio energeti-corso, corsi per addetti alla prevenzione incendi, RLS, RSPP corsi per apprendisti. , co: infatti è costruito in classe A e dotato di pannelli solari e termiciLa Scuola ha ottenuto dalla Regione Lombardia l’iscrizione alla sezione A dell’albo degli operatori accreditati e la Certifica- nonché dell’adeguato isolamento termo-acustico. Un momento del corso triennale di Cremazione Sistema Qualità ISO 9001 con certificazione CSQ.PRINCIPALI PARTENARIATI: Progetto Valid.O. Validare l’occupabilità – Programma operativo di cooperazione transfrontaliera PRINCIPALI PARTENARIATI: INAIL della Provincia di Cremona; Direzione Provinciale del Lavoro; PSALL dell’Asl Cremona; SERT dell’ASLItalia/Svizzera 2007/2013; Progetto Interreg. Cogito Competenze Gestione Integrata Transfrontaliera Organizzata; Progetto Tra- Cremona; Prefettura di Cremona; Comune di Cremona; Comune di Crema; Comune di Casalmaggiore; alcuni ITG; Ordine dei Geometri esfobuilding 2007/2013. Geometri laureati della Provincia di Cremona.236 237
  • 120. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.P – Lecco .E. S.P.A.E. – Scuola Provinciale Apprendisti Edili MantovaVia Achille Grandi, 15 – 23900 Lecco Strada Circonvallazione Sud, 68/A – 46100 Mantova L’atto costitutivo e lo statuto della Scuo- La Scuola Edile di Mantova viene fondata nel 1949. Agli inizi l’attività si svolgeva in maniera itinerante, grazie all’ospitalità la risalgono al 1983, anche se le attivi- delle parrocchie, nelle zone della provincia dove erano maggiori la presenza di cantieri e la domanda di maestranze. Succes- tà formative erano già state avviate nel sivamente è stata costruita una sede stabile che ha permesso di offrire ai lavoratori e alle imprese delle opportunità formative 1978. L’esigenza principale per cui si è sempre più differenziate e specializzate. Le attività didattiche inizialmente prevedevano una frequenza serale due volte a setti- data origine alla Scuola è stata la neces- mana ed una frequenza diurna il sabato; il diploma si conseguiva dopo tre anni. Nel 1951, all’avvio del nuovo anno scolastico, sità di fornire alle imprese del territorio la Scuola vantava già un’attività dislocata in 7 comuni. Visti i risultati e le richieste, il consiglio di amministrazione deliberò giovani muratori ben preparati. all’unanimità di istituire un biennio di specializzazione. Nel 1952 l’Istituto Prevenzione Infortuni e la Scuola Edili realizzarono Le relazioni più significative inizialmen- i primi corsi di antinfortunistica. Nell’anno scolastico 1955/56 gli allievi stabilmente iscritti ai corsi toccavano le 400 unità te sono state instaurate con il sistema e l’anno successivo la Scuola istituì un biennio di specializzazione delle imprese edili locali. In seguito si per assistenti edili – o capimastri. Nel 1962/63, per incentivare la è sviluppato un positivo rapporto anche partecipazione, venne deciso di corrispondere a tutti gli allievi dei con le Istituzioni locali. corsi serali un’indennità di presenza. Proprio in questi anni iniziò L’offerta formativa è sempre stata im- l’industrializzazione nella provincia e cominciano a sorgere grandi perniata sulla formazione base, alla fabbriche: molti lavoratori edili si trasferirono dunque in questi nuoviGiovani alunni della Scuola in laboratorio. quale nel tempo si sono aggiunte anche contesti produttivi. La conseguenza fu la riduzione del numero di la formazione continua e la formazione allievi, divenuta ancor più tangibile a seguito della congiuntura eco-specifica per la sicurezza, dal momento che si proceduto, nel 2002, all’unificazione tra Scuola Edile e CPT. Inizialmente le nomica negativa degli anni Ottanta. Tuttavia la Scuola ha proseguitoattività si svolgevano in una sede provvisoria, mentre dal 1982 si svolgono nell’attuale sede che, all’inizio, era costituita con impegno il suo mandato operando assieme all’amministrazioneda un capannone prefabbricato a cui si è affiancata in seguito (1983-84), anche con l’opera degli allievi allora frequen- provinciale e agli altri centri di formazione e specializzando l’offertatanti, una palazzina con nuove aule e uffici. formativa con corsi per il personale tecnico e per gli imprenditori.La Scuola è in possesso della certificazione ISO 9001 e s.m.i. e ha ottenuto l’accreditamento Regionale per i servizi L’offerta formativa oggi spazia dai corsi per l’informatizzazione informativi (sez A dell’albo). azienda, al miglioramento della gestione aziendale. A ciò si aggiun- gono anche seminari nell’ambito dei materiali innovativi e i corsi sulla sicurezza previsti dalla legge. I punti di forza della proposta formativa dell’Ente sono oggi le 16ore e un progetto di formazione sull’utilizzo delle macchine di cantiere. L’Ente ha ottenuto la certifica- zione di qualità e l’accreditamento presso la Regione Lombardia. Nel 2007 è iniziata la costruzione della “casa dell’edilizia mantovana” I corsi per l’utilizzo delle macchine di cantiere sono un punto di forza della Scuola. che sarà sede dei tre Enti paritetici del settore. PRINCIPALI PARTENARIATI:Partenariato con l’istituto Tecnico per Geometri Carlo D’Arco di Mantova per un progetto di continuità scuola lavoro che prosegue dal 2006. Collaborazione con il Politecnico di Milano - sede di Mantova - per l’accoglienza da parte dellaPRINCIPALI PARTENARIATI: Partner nei progetti Interreg. Cogito e Valido e nel progetto Leonardo da Vinci Transfobuilding. S.P.A.E. di stagisti.238 239
  • 121. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.E.M. – Ente Scuola Edile di Milano ESEDIL – Ente Scuola Edile della Provincia di PaviaVia Isacco Newton, 1/3 – 20148 Milano Via Damiano Chiesa, 25 – 27100 PaviaLa Fondazione Convitto Allievi delle Arti Edilizia ed Affini viene istituita Nei primi anni l’Ente, costituito nel 1972, ha finalizzato la quasi totalità dei suoi interventi alla costruzione della figura professio-nel dicembre del 1954 e viene avviata la costruzione di un complesso nale del muratore qualificato. A questo profilo professionale sono riferiti sia i corsi diurni per giovani in uscita dalla scuola mediacon una residenza di 400 posti letto, una struttura ricreativa di soggiorno, inferiore, sia i corsi serali per operai tra i 18 e i 35 anni, già occupati in imprese edili della provincia. Sul territorio si sviluppano finuna mensa, aule didattiche e cantieri per esercitazioni pratiche. L’inaugu- dal primo momento relazioni con le imprese, con gli istituti scolastici e i Comuni, che mettevano a disposizione aule nelle qualirazione avviene nel novembre 1958. Con il trascorrere degli anni, l’Ente si tenevano le lezioni teoriche, con l’Amministrazione provinciale, con il Collegio Geometri, con l’Università e con altri centri dicambia denominazione e nel maggio 1987 viene costituito l’E.S.E.M. - formazione professionale per le realizzazione di progetti formativi speciali (es. tecniche decorative murarie per donne detenute).Ente Scuola Edile Milanese. Con la costituzione della Scuola gli operai, Grazie ad alcune convenzioni con i Comuni, inoltre, gli allievi dei corsi venivano impegnati, con simulazione di cantiere reale, inimpegnati nei numerosissimi cantieri di Milano e hinterland, trovano non lavori di manutenzione di particolari edifici pubblici. L ’attività dell’Ente nei primi quindici anni è stata quasi totalmente autofinanziata;solo ospitalità in una sorta di “college” operaio, ma anche l’opportunità successivamente l’Ente ha avuto accesso a fondi pubblici erogati dall’Amministrazione Provinciale (Regione e FSE).di seguire corsi di formazione per i profili più tradizionali. Per i primi cin- In anni più recenti l’attività formativa si è concentrata sulla salute e sicurezza sul lavoro realizzando corsi in collaborazione con ilque anni la Fondazione Convitto attiva la scuola serale con corsi destinati CPT Pavia (che non dispone di una struttura formativa propria). Vengono svolti anche corsi per addetti al montaggi/smontaggioagli edili già inseriti nel settore. Nel 1963 si dà avvio alle attività diurne Un momento del corso per ponteggiatori. ponteggi, corsi per apprendisti e tutor aziendali, corsi per preposto, corsi per conduttori di macchine. Nell’ultimo anno sono state(tempo pieno per 9 mesi) rivolte ai giovani dai 14 ai 17 anni. A metà degli introdotte anche le 16ore. Attualmente l’ESEDIL dispone di due sedi operati-anni Settanta l’offerta formativa viene ampliata al settore meccanico/elettrico con un periodo di tirocinio gratuito in impresa ve accreditate. L ’Ente ha offerto nel tempo agli allievi anche una formazioneprima dell’inserimento lavorativo. A metà degli anni Ottanta vengono introdotti, tra gli altri, anche i corsi per apprendisti. Gli pratica in cantieri reali; si ricordano il recupero della cascina Samperone aanni Novanta vedono l’ampliamento dell’offerta formativa, articolata in moduli brevi sia per operai che per tecnici. In questi Certosa, dell’oratorio di Mirabello e al Broletto, di Villa Tartara e l’accordo conultimi anni l’attività di E.S.E.M. si è rivolta quasi esclusivamente ai lavoratori già occupati (sono stati sospesi i corsi di primo il Comune di Vigevano e la Soprintendenza per lavori in un fabbricato all’in-inserimento per figure operaie e vengono attuati due soli corsi post diploma), avendo rinunciato all’accreditamento regionale terno del Castello. La realizzazione di un progetto sulla preparazione di figureper la formazione dei giovani di età inferiore ai 18 anni. Nella formazione degli occupati, grande rilevanza assumono le attività professionali addette alla gestione e promozione dei Beni Culturali e un corsoformative obbligatorie per legge o per contratto, quelle per l’utilizzo delle macchine di cantiere e quelle rivolte ad operai edili sulla progettazione formativa costituiscono ulteriori esperienze qualificanti disvolte in orario extra lavorativo. Dalla metà degli anni Novanta, il Convitto è stato dato in affitto ad una società esterna e non fa questo periodo. Per ridurre i rischi di disaffezione e abbandono nei corsi perpiù parte dell’Ente. Tra i vari riconoscimenti ottenuti si ricordano: la certificazione di qualità (2003) in base alla norma UNI EN adolescenti in obbligo formativo l’ESEDIL ha messo in atto azioni di motiva-ISO 9001/2000; l’Accreditamento Regionale, e la formazione su commesse con attività formative attuate su richiesta di enti zione alla frequenza (assistenza di co-docenti e tutor esperti ed erogazione dipubblici, aziende pubbliche, imprese edili. Vanno infine segnalate le numerosissime visite di delegazioni delle Scuole Edili di Lezione pratica all’interno della Scuola. un assegno di studio per gli allievi con frequenza assidua).tutte le regioni italiane, così come significativi e gratificanti sono stati gli incontri con le delegazioni stranieri di Cina, Germania,Francia, Brasile, Croazia, Mozambico. PRINCIPALI PARTENARIATI: Sono attivi vari protocolli: con i servizi per l’impiego, con l’ASL Pavia; rete CAMPUS/Rete territoriale C2; Pat- to di Governance Provincia-Istituti Scolastici Superiori – Centri di Formazione Accreditati; Protocollo Enti Bilaterali /ASL/ DPL; DocumentoPRINCIPALI PARTENARIATI: Tra i tanti si ricordano: Progetto Dialogo Sociale; Seminario conclusivo del Progetto Equipe; d’Intenti Esedil/CPT – INAIL; ATS - Apprendistato professionalizzante provincia di Pavia; ATS – Polo Pavese dell’ICT per la Logistica (1);Progetto Leonardo, coordinato dalla scuola edile di Amburgo; Progetto Leonardo in partenariato con la Scuola di Siviglia. Numerosissime ATS - Polo (2) – Formazione Superiore; Convenzione Le Vele per doti edilizia; Convenzione Santachiara per doti Edilizia.sono state le collaborazioni con enti, istituzioni, università, imprese: Soprintendenza ai monumenti, Asl di Milano, Provincia di Milano, Politec-nico di Milano, Formaper, ente di formazione della Camera di Commercio di Milano, Consorzio CEPAV, impegnato nella costruzione ferroviaria BIBLIOGRAFIA: ESEDIL ha sviluppato un’intensa attività di produzione di materiali didattici, quali dispense su materiali e lavorazioniAlta Velocità Milano / Bologna. tipiche dell’edilizia, schede per esercitazioni formative, un audiovisivo che documenta le fasi di restauro di S.Maria Gualtieri, e uno che illustra l’esecuzione di opere in cemento armato. Sono stati elaborati anche una progettazione formativa per moduli e un documento diBIBLIOGRAFIA: 50° ESEM una storia lunga diecimilioni di ore (2005). proposte formative su restauro e ristrutturazione edile.240 241
  • 122. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.F.E. – Ente Paritetico per la Sicurezza e la Formazione dell’edilizia S.P.E.V. – Scuola Professionale Edile della Provincia di VareseVia Donatori di sangue, 15 – 23100 Sondrio Via Cairoli, 5 – 21100 Varese La Scuola Convitto per Muratori è stata realizzata nel 1955 La Scuola Professionale Edile di Varese è stata costituita nel 1973. L’obiettivo formativo della Scuola, dalla sua fondazione per iniziativa della Sezione Costruttori Edili dell’Unione In- e per tutti gli anni successivi, è stato quello di aggiornare e specializzare le maestranze edili operanti nella provincia ed dustriali di Sondrio e delle Organizzazioni Sindacali dei elevarne il profilo culturale. La S.P.E.V., sin dai primi anni della sua costituzione, si diffonde sull’intero territorio provinciale Lavoratori del Settore Edile, con la disponibilità del Co- attivando corsi di qualifica per muratori e di specializzazione per capi-muratori in 6 centri periferici oltre alla sede principale, mune di Ponte in Valtellina, che ha messo a disposizione e raggiungendo negli anni Novanta la partecipazione di oltre 200 allievi. le proprie strutture. In un primo tempo la Scuola è stata Questi corsi ottengono il riconoscimento della Regione Lombardia e dell’Amministrazione Provinciale che consente alla fine allestita nel fabbricato dell’ex convento di Madonna di di ogni percorso formativo il rilascio di un attestato Regionale. In questi anni sono state attivate anche una serie di collabora- Campagna per poi essere trasferita, negli anni Settanta, zioni con alcuni Comuni e diversi settori della Provincia, con i quali si sono studiati ed organizzati corsi e laboratori pratici. all’interno di una specifica struttura situata nel centro del La S.P .E.V. è attenta ai mutamenti del mercato del lavoro e, dopo una serie di monitoraggi, nel Duemila, è stato deciso che borgo storico di Ponte in Valtellina. Attualmente le lezioni i corsi fossero brevi e mirati, con un calendario che prevedesse lo svolgimento dell’attività formativa in orario serale, il di teoria sono effettuate a Sondrio presso le aule del Cen- sabato e anche un intero giorno lavorativo, mediante l’istituto del distacco retribuito. Le azioni formative sono distribuite in tro di Formazione Professionale della Provincia mentre le diverse aree professionali, con più livelli di competenza per i diversi profili. Al termine di ogni azione formativa viene esercitazioni pratiche si svolgono tutt’ora presso lo stori- rilasciata una certificazione con l’acquisizione di un credito formativo spendibile nel sistema edile. Tutte queste azioni co laboratorio di Ponte in Valtellina. formative sono principalmente rivolte a dipendenti di imprese iscritte in Cassa Edile e sono registrate in un appositoAllievi del corso funi. La Scuola è didatticamente gestita dal Centro di Forma- libretto personale che contiene la storia professionale del lavoratore e la sua formazione professionale. L’offerta for- zione Professionale della Provincia di Sondrio, che rila- mativa prevede corsi di carpenteria, muratura, intonacatura, imbiancatura / verniciatura, a più livelli di competenza,scia un diploma di qualifica professionale dopo le prove di esame sostenute dagli allievi al termine del triennio scolastico. a carattere modulare e con un’impostazione metodologica che privilegia l’attività pratica, integrata con la formazioneL’E.S.F.E., nato dall’accorpamento dei preesistenti Comitato Paritetico Territoriale e Istruzione Professionale, partecipa ancora teorica; l’Ente ha avviato anche attività formative nell’area macchine e precisamente (operatore macchine movimentooggi attivamente alla gestione del triennio attraverso un fattivo coinvolgimento nell’organizzazione dei percorsi didattici e degli terra e conduzione gru). La S.P .E.V. è dotata di un laboratorio informatica attrezzato con PC e software dedicati perstages. Inoltre sostiene i costi di vitto e alloggio degli allievi. il disegno tecnico architettonico e per la contabilitàCon la costituzione dell’E.S.F.E. l’offerta formativa si è orientata soprattutto verso la formazione per i giovani che entrano per di cantiere. Altre iniziative formative interesserannola prima volta nel settore edile e verso iniziative di promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare si possono l’area del disegno tecnico e dell’alfabetizzazione lin-individuare i seguenti ambiti formativi: formazione di base, formazione figure della sicurezza, formazione e addestramento rischi guistica - tecnica per lavoratori stranieri. Nel corsospecifici, formazione e addestramento attrezzature da cantiere, organizzazione e gestione della sicurezza. degli ultimi anni sono state progettate e realizzate at-Grandi risorse sono state spese sulla formazione in materia di cadute dall’alto e sugli apparecchi di sollevamento. tività formative finanziate dal FSE nell’ambito del postAttualmente l’E.S.F.E. svolge le attività di formazione sull’intero territorio attraverso partenariati con altre strutture pubbliche e diploma (corso per assistente tecnico di cantiere edi-private. Recentemente l’E.S.F.E. e Cassa Edile Sondrio hanno acquisito a Sondrio, in una area strategicamente rilevante, circa le) e attività formative integrate con Istituti Scolasticiundicimila metri quadri di superficie sulla quale sorgerà la nuova sede direzionale ed operativa degli Enti paritetici dell’edilizia. per Geometri. La Scuola Edile di Varese è accreditata presso la Regione Lombardia e certificata secondo gli standard qualitativi norma UNI EN ISO 9001:2000 per la progettazione ed erogazione di servizi formativi e di orientamento. Corso macchine movimento terra.242 243
  • 123. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoASSISTEDIL Ancona – Ente per la formazione degli edili della Provincia di Ancona Ente Scuola Edile Ascoli PicenoVia Filonzi, 9 (zona Baraccola est) – 60029 Ancona Zona Industriale Campolungo – 63100 Ascoli PicenoLa Scuola viene fondata sulla carta nel 1968 per rispondere alle esigenze formative di settore del territorio e per incentivare L’Ente Scuola Edile è stato fondato il 30 settembre 1959 per rispondere soprattutto alle esigenze formative delle imprese,i giovani al mestiere dell’operaio edile. Fu inizialmente denominata di “Jesi” perché è in quella città, a 30 Km da Ancona, che che cercavano giovani professionalmente preparati. Nel corso degli anni la Scuola ha instaurato rapporti con l’Ammini-è stata costruita la prima grande struttura della Scuola Edile. L’attività di formazione vera e propria però prende avvio nel strazione Provinciale, con i Centri per l’impiego e la formazione professionale del territorio, con l’INAIL, con la Facoltà di1976 con i corsi di primo ingresso nel settore rivolti ai giovani, corsi che da allora si sono ripetuti ogni anno e rappresentano Architettura, con il Comune di Ascoli Piceno e con l’Istituto per Geometri della città. Inoltre la Scuola è accreditata pressola tradizione dell’offerta formativa della Scuola Edile. L’attività di formazione esterna rivolta agli apprendisti, invece, è stata la Regione Marche.avviata nel 1999: ogni anno si svolgono 6-10 corsi con una media di 150 allievi all’anno. Grande spazio viene dato alla for- L’offerta formativa è rimasta sempre costante nel corso degli anni, in particolar modo quella biennale destinata ai giovanimazione obbligatoria per la sicurezza che si svolge con la compartecipazione del CPT. Saltuariamente vengono svolti anche da inserire nel settore, che ha dato sempre buoni risultati. Nel 2004 la Scuola ha svolto un importante percorso di forma-corsi differenti quali quelli di informatizzazione e gestione aziendale. zione finalizzato al restauro del Chiostro del Convento di San Tommaso, con la ricostruzione di alcune volte a crociera inLa sede storica di Jesi è ora di proprietà dell’amministrazione provinciale con la Scuola media superiore ITASS (istituto tecni- muratura di mattoni. Infine, da alcuni anni, avendoco femminile); il Comitato di gestione dell’ASSISTEDIL ha infatti deliberato che Cassa e Scuola Edile confluissero in un’unica assorbito il CTP la Scuola svolge anche formazio- ,nuova struttura, che dal 1995 ha sede presso la zona Baraccola, ad Ancona. A Jesi rimane un fabbricato di proprietà della ne per la sicurezza. Nel corso del tempo la sede èScuola Edile dove vengono svolti corsi periferici per aziende e soggetti dell’entroterra. Tra le offerte formative della Scuola si cambiata diverse volte, ma da circa vent’anni l’En-segnala l’esistenza di un corso per i giovani disoccupati che desiderano entrare nel settore delle costruzioni edili con un pre- te ha acquistato una struttura che ha provveduto a mio presenza di circa € 500 al mese, di cui ristrutturare, con circa 4.000 metri quadrati a di- una parte elargita in corso, come rimborso sposizione per le esercitazione pratiche. Nel 2010 spese mensile e con aggancio alle pre- la Scuola avvierà un bando per la costruzione di un senze e un’altra accantonata mensilmente nuovo centro di servizi per l’edilizia congiuntamen- come premio di permanenza nel settore ed Operai a lavoro durante il Restauro del Chiostro del Convento di San Tommaso. te alla Cassa Edile di Ascoli Piceno. elargita a fine anno solare, alla condizione di aver terminato il corso e essere iscritto come operaio in Cassa Edile ASSISTEDIL per almeno 6 mesi. La Scuola Edile è un Ente formativo ac- creditato presso la Regione Marche per l’esercizio delle attività di orientamento e formazione professionale inerenti l’obbligo formativo, la formazione continua e la for-Corso macchine movimento terra. mazione superiore.PRINCIPALI PARTENARIATI: L’ASSISTEDIL ha partecipato al progetto FONDIMPRESA.244 245
  • 124. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoComitato Paritetico Territoriale per la Sicurezza e la Formazione in Edilizia Ente Scuola Edile di Macerata Scuole Edili di Pesaro e ProvinciaContrada Chienti, 4/A – 62100 Sforzacosta (MC) Via Toscana, 113 – 61100 Pesaro Il CPT / Ente Scuola di Macerata nasce il 20 ot- Il Centro per la Formazione delle maestranze edili di Pesaro e provincia denominato “Scuole Edili di Pesaro e Provincia” viene tobre 1997 come ente unico al fine di promuo- fondato nel 1958 e, come suggerisce anche il nome, è nato per operare con diverse sedi su tutto il territorio provinciale. Spe- vere la prevenzione degli infortuni, la sicurezza cie nel primo ventennio di attività ciò è stato realizzato con l’istituzione di 8 centri periferici presso i comuni dell’entroterra pe- nel lavoro e la formazione professionale per i sarese che mettevano a diposizione aule per la teoria e locali coperti per la pratica nei quali spesso venivano realizzate opere giovani che entrano nel settore delle costru- di manutenzione e ripristini a beneficio della comunità. I corsi erano pomeridiani e serali. La sede di Pesaro, oltre alla normale zioni, per le maestranze, per i tecnici e per i attività, svolgeva anche un ruolo di coordinamento. Dall’iniziale attività prevalentemente serale indirizzata anche al recupero datori di lavoro. Nasce nel 1997 sulla carta, culturale delle maestranze, si è passati, dal 1978, con la legge quadro sulle qualifiche, ai corsi di qualifica, riservando l’in- ma diviene operativo dopo circa tre anni. tera attività ai minori. Attualmente, per problematiche connesse con l’erogazione dei L’offerta formativa è stata orientata quasi finanziamenti da parte delle regione Marche e per la mancanza d’iniziative nazionali esclusivamente e fin da subito sulla formazione in merito al ruolo delle Scuole Edili nel settore dell’obbligo formativo, quello che era il continua con corsi di formazione, qualificazio- fiore all’occhiello delle attività formative di base, con circa 50 allievi minori all’anno, si ne, specializzazione e aggiornamento in preva- è totalmente esaurito. Così è successo anche all’apprendistato, soverchiato, nell’ac- lenza per occupati. L’obiettivo primario è stato cesso ai finanziamenti, dalla concorrenza di enti formatori anche estranei al settore. I quello di supportare le imprese nell’adempi- corsi più importanti sono ora nel campo della formazione sulla sicurezza (RSPP RLS, , mento degli obblighi formativi imposti dalla 16ore…). Nella provincia di Pesaro la Scuola ha effettuato oltre 35 corsi per montag- normativa vigente per poi arrivare, attraverso gio / smontaggio ponteggi, formando circa 900 addetti in due anni. In crescita i corsiAllievi del corso 16ore. un rapporto di fiducia e di fidelizzazione, ad un per l’alfabetizzazione tecnica dei lavoratori stranieri. sistema di confronto, consulenza, sviluppo e La sede di Pesaro è in via Toscana dalla fine degli anni Ottanta quando si decise dicrescita professionale. La Scuola ha avuto fin dalla sua fondazione una sede legale – amministrativa in comune con la abbandonare la storica sede cittadina a favore di un centro nuovo e moderno conCassa Edile. La sede operativa veniva di volta in volta individuata attraverso un sistema di cantieri scuola didattici messi a laboratorio e otto aule di teoria. Da alcuni anni è stata portata a termine e attivatadisposizione dalle imprese iscritte. A partire dal 2007 l’Ente dispone di una propria sede legale e operativa pensata e voluta anche la moderna sede periferica di Fermignano, vicino Urbino, che si vuole dedicarein funzione dei nuovi obiettivi, dei nuovi e sempre crescenti fabbisogni formativi espressi dalle imprese e dalla realtà locale. ai corsi nel campo del restauro. È in questo campo, infatti, che la Scuola ha ottenutoNel tempo dunque l’Ente è cresciuto e si sono consolidati i rapporti con il territorio e con le istituzioni con una conseguente riconoscimenti pubblici per il lavoro fatto sullo Scalone del Vanvitelli a Pesaro e suicrescita dell’offerta formativa e del numero dei soggetti formati. L’Ente è accreditato come struttura formativa. Un manufatto realizzato dagli allievi di un corso. Giardini pensili di Saltara (PU). PRINCIPALI PARTENARIATI: Forme di collaborazione con Associazioni e Scuole Edili di Brasile e Norvegia.PRINCIPALI PARTENARIATI: L’Ente ha siglato partenariati con l’INAIL e con la Regione Marche costituendo tavoli tecnici. Ha colla- BIBLIOGRAFIA: Manuale per operai edili (1975); Appunti di Tecnologia I e II volume (1980 e 1990); Storia dell’arte e tecnica del restau-borato con il mondo della scuola avviando percorsi di integrazione scuola-mondo del lavoro attraverso concorsi con assegnazione ro nella Provincia di Pesaro Urbino (1985); Aritmetica – Geometria – Fisica Tecnica per edili (1989); Il primo mattone (1995).di borse di studio. Tutti i testi sono stati redatti dal coordinatore didattico Ing. Franco Rossi.246 247
  • 125. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoEnte Scuola Edile del Molise Scuola Edile AlessandriaContrada San Giovanni in Golfo, 205/e – 86100 Campobasso Viale dell’Industria, 56 - 15100 AlessandriaSolo nel 1994 è stato possibile nel Molise procedere alla co- La Scuola Edile, fondata nel 1969, è un’agenzia formativa accredita dalla Regione Piemonte dal 2003 che cura la primastituzione dell’Ente Scuola che, a differenza della generalità formazione dei giovani che vogliono inserirsi nel settore, riqualifica i lavoratori occupati, realizza corsi di aggiornamento perdegli organismi analoghi distribuiti sul territorio nazionale, titolari o soci d’impresa, promuove iniziative per diffondere la conoscenza delle nuove tecnologie e nuovi materiali, unita-ha valenza regionale e non provinciale. Ciò a causa dei li- mente al recupero delle antiche arti del costruire. Le attività della Scuola hanno avuto inizio nel 1979 con il primo corso postmiti demografici del territorio (il Molise conta in tutto poco diploma per geometri da Assistente Edile. Nel 1982 si è dato avvio ai primi corsi per muratori, carpentieri, ferraioli nel nuovopiù di 300.000 abitanti, evidentemente meno di un quartiere complesso scolastico e si è incrementata l’attività con corsi per occupati e titolari d’impresa e con corsi di aggiornamentodi Roma) e della scarsità delle risorse disponibili. Obiettivo su nuove tecnologie e materiali da costruzione. All’inizio degli anni Novanta (1992) la Scuola ha impiantato l’Osservatoriodell’ANCE e dei sindacati Feneal, Filca e Fillea con la costi- sul mercato del lavoro e ha dato vita ad un gemellaggio con la Scuola Edile di Bourg en Bresse. Nel 1994 ha attivato unatuzione della Scuola è stato quello di munire il settore di uno collaborazione con le Università di Genova, Milano e Torino sullo studio delle case in terra cruda del basso Piemonte e sistrumento valido e moderno per far crescere la manodopera è proceduto con la costruzione di una casa in pisè. Con il 1996 sono iniziati i primie l’imprenditoria locale, dotate entrambe di grandi tradizioni, corsi per addetti e tecnici rimozione bonifica, smaltimento rifiuti contenenti amianto e ima bisognose di uno sviluppo che le rendesse competitive La sala conferenze della Scuola. primi corsi sulla sicurezza e salute sul lavoro. L’anno successivo l’attività della Scuolanei confronti della concorrenza proveniente da fuori regione si è estesa dando il via a corsi per donne sul restauro architettonico e archeologico.e nelle sfide per la modernizzazione del comparto. La Scuola Edile del Molise, a cui le parti sociali hanno affidato anche Gli anni Novanta si chiudono con il via ai corsi per l’apprendistato. Negli anni 2000le funzioni di CPT Regionale, ha indirizzato la sua azione a sostegno del sistema delle imprese locali facendo emergere le la Scuola continua a crescere con corsi per migranti di area balcanica (2001), corsiesigenze formative delle stesse con la periodica somministrazione di questionari sui “bisogni formativi”. Una particolare di architettura bioecologica, con il primo Master per laureati in “Gestione d’impresaattenzione è stata sempre dedicata alla materia della sicurezza sui luoghi di lavoro con la effettuazione di corsi per datori di edile” (2004) e con la formazione formatori. Vanno segnalati anche il primo corsolavoro e lavoratori. da operatore edile destinato ai detenuti (2006), la predisposizione del catalogo 100Dal 2005 la Scuola Edile del Molise dispone di una nuova sede, prestigiosa e funzionale, con una superficie di quasi 1.500 mq, proposte formative (2008), il primo corso IFTS “Tecnico superiore per la conduzionecon uffici, aule, laboratori e auditorium, tutti dotati delle più aggiornate attrezzature tecnologiche, informatiche e multimediali. del cantiere – Riqualificazione energetica edilizia storica” e la partecipazione ad un gemellaggio Italia-Romania. A breve la Scuola si trasferirà nel nuovo “Palazzo dell’edilizia” in costruzione alle porte della città. L’edificio, realizzato secondo le moderne tecniche eco-sosteni- bili, in grado di dare elevato comfort abitativo a zero consumo, è stato progettato Un momento del corso per tecnico decorazione dall’architetto Daniel Libeskind. e stucchi. PRINCIPALI PARTENARIATI: 2001 Iniziativa Comunitaria OCCUPAZIONE – Volet Integra – Progetto quadro di orientamento, formazione professionale e consulenza a favore di migranti e profughi della regione balcanica. 2002 Progetto Equal Al V.I.A. Villaggio per l’integra- zione e l’adattabilità. 2005 Progetto DO.R.A.T.E. – Donne che rivalutano e arricchiscono la tradizione edile. 2006 Programma Leonardo da Vinci - Progetto di scambio internazionale Restaurare in Europa. 2009 Programma LLP – Leonardo da Vinci – Mobilità – Progetto Restaurare II. 2010 Programma Leonardo da Vinci TOI (Transfer of Innovation).248 249
  • 126. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoEnte Scuola Edilizia della Provincia di Asti Ente Scuola per l’Industria Edilizia ed affini della Provincia di BiellaVia Marchese Luigi Borsarelli di Rifreddo, 19 – 14100 Asti Via Giovanni Battista Botalla, 3 – 13900 Biella L’Ente Scuola per le Industrie I corsi dell’Ente Scuola hanno rappresentato un utile supporto all’industria edile locale e sono stati frequentati sia da chi Edilizia e Affini della Provincia di intendeva inserirsi nel settore, che da chi voleva aggiornare la propria formazione. Nel territorio l’esigenza primaria da Asti è stato costituito il 23 marzo soddisfare era la necessità di inserire nuove forze qualificate vista l’età media degli addetti piuttosto elevata. Le principali 1978. Avuta l’operatività ufficiale, relazioni istituite nel territorio hanno portato alla partecipazione attiva dei rappresentanti dei datori di lavoro, tramite le l’Ente si è attivato nei primi tempi associazioni di appartenenza Industriali ed Artigiane dell’Edilizia, dei rappresentanti delle parti sindacali per i lavoratori e sia al reperimento di nuove leve degli istituti Tecnici scolastici della zona. professionali per il settore, in col- L’offerta formativa ha subito l’influenza delle molteplici normative che col tempo hanno regolamentato nel settore edile laborazione con le Scuole Edili di la gestione della sicurezza: partita come formazione di qualifica professionale si è poi sviluppata nella formazione sulla Alessandria e Torino, sia ad ap- sicurezza nei cantieri. L’offerta formativa della scuola oggi è formata da: corsi 16ore; primo soccorso; antincendio; pon- prontare i primi corsi sulla sicu- teggiatori; RSPP; RLS. Di grande rilievo anche i corsi per la formazione degli apprendisti che sono sviluppati sull’offerta rezza con la partecipazione di Asl formativa del bando Provinciale. Tali corsi presentano come criticità l’abbandono del progetto formativo da parte di alcuni e Spresal. L’evoluzione nel tempo degli allievi, il che comporta per l’Ente la perdita di risorse finanziare. Il corso ponteggiatori è il più strutturato dell’Ente e dell’offerta formativa è andata di ha contribuito a far diventare la Scuola un punto di riferimento. pari passo con il quadro legislati- L’iniziale sede della Scuola era all’interno dell’Unione Industriale di Biella; successivamente per l’aggregazione al Sistema vo che ha sempre più blindato gli Edile è stata trasferita nei locali della Cassa Edile. Per ottimizzare l’organizzazione la Scuola ha anche una sede, con adempimenti formativi delle im- annessa segreteria, dove si svolgono le attività formative. prese edili trovando le dovute ri-La sede della Scuola presso gli edifici della Cassa Edile. sposte. Il corso istituzionalmente più rilevante ed ormai storicizzatoè quello per apprendisti, che, dal 2002 ad oggi, si è realizzato in 31 edizioni con più di 410 allievi formati. Nei due ultimidecenni l’attività formativa si è intensificata di anno in anno passando dalla media annua sotto la decina di corsi con uncentinaio di partecipanti, alle cifre importanti dell’ultimo anno. Le tipologie di corso, oltre al già citato apprendistato, sonole 8 e 16 ore di primo ingresso, corso ponteggiatori, RLS, RSPP antincendio, primo soccorso, macchine movimento ,terra. Rilevante, in riferimento ai corsi sulla sicurezza, la stretta e fattiva collaborazione con il CPT di Asti, che dura daoltre 15 anni. La Scuola Edile di Asti si fregia dell’accreditamento previsto dalla Regione Piemonte e partecipa al progettodel Comune di Asti (al centro fra Alessandria e Cuneo) a capitale del Piemonte meridionale grazie anche al proprio riccopatrimonio storico in edilizia. Si sono già attivate visite alle più significative Scuole del settore in paesi europei comePolonia, Germania, Francia e Spagna nell’intento di concretizzare al più presto tale significativo progetto.La sede della Scuola è sempre coincisa, come ancora oggi, con quella della locale Cassa Edile.250 251
  • 127. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoEnte Scuola Edile di Cuneo S.E.N. - Scuola Edile NovareseCorso Francia, 14/c – 12100 Cuneo Viale Manzoni, 18 – 28100 NovaraIl fondo per l’Addestramento Professionale Edile viene istituito il 4 gennaio 1962. I primi corsi di formazione di disegno tecni- Dall’anno della fondazione, nel 1973, al 1990 laco sono serali e vengono organizzati in collaborazione e nei locali della scuola comunale Renato Lattes. Dopo la prima fase Scuola Edile Novarese non ha avviato alcuna azio-di avvio, gestita dall’Unione Industriale, nel 1973, viene costituito l’Ente Scuola Edile, con la nomina del Consiglio di Ammini- ne significativa. Nel 1990, in collaborazione con lastrazione. La storia della Scuola può essere divisa in tre fasi. In un primo periodo, dal 1969 al 1988, l’attività è caratterizzata Scuola Edile di Pavia, ha attivato, presso le impreseda corsi rivolti a manodopera operaia occupata, con l’obiettivo di fornire agli allievi nozioni di disegno e matematica e la della Provincia di Novara, un’indagine sui fabbisogniconoscenza dei materiali da costruzione. Con il contratto Integrativo Provinciale del luglio 1986 vengono avviati i primi corsi formativi che ha supportato tutta la prima fase di av-rivolti a giovani disoccupati nella fascia di età tra i 15 ed i 29 anni, della durata di 9 mesi di cui 3 di stage presso imprese. vio. Nel 1994, sulla scorta delle esigenze generateNella seconda fase, dal 1988 al 1998, si sperimentano forme di incontro domanda / offerta di lavoro e si comincia a prefi- dalle innovazioni legislative introdotte, le parti socialigurare il passaggio da Ente Scuola per l’Addestramento ad “agenzia formativa”. Si cominciano a proporre corsi specialistici hanno deciso di dare impulso alle attività formativee settoriali: recupero edilizio in ambiente montano, conduttori macchine movimento terra, introduzione all’edilizia per ex- sulla sicurezza.tracomunitari, contabilità cantieri. Nello stesso periodo vengono avviati anche i primi corsi sulla sicurezza. Nel 1997 viene Negli anni immediatamente successivi sono statecostituito il primo gruppo di lavoro sulla sicurezza formato dall’Ente Scuola Edile e il CPT con la Direzione Provinciale del formalizzate delle collaborazioni con i soggetti istitu-Lavoro, le ASL, gli ordini professionali, le associazioni provinciali ed i R.L.S.T. Dal 1998 l’attività della Scuola è caratterizzata zionali edili (scuole per geometri, ordini professiona-dalla ricerca di maggiori legami con il territorio, in particolare con le li) che hanno portato all’avvio di un nutrito catalogoscuole geometri. L’Ente, che non aveva locali dove sviluppare la propria di iniziative formative volte a soddisfare le esigenze Un allievo della Scuola durante le esercitazioni con macchine movimento terra.iniziativa formativa, con la convenzione con gli Istituti per geometri della di tutto il settore edile tanto che la Scuola Edile Nova-provincia, comincia ad articolarsi sul territorio e comincia a trasformar- rese costituisce ormai un punto di riferimento a livello territoriale per la formazione del settore edile. Dall’anno 2003 lasi concretamente in agenzia formativa. Si avviano i primi corsi per la Scuola è accreditata dalla Regione Piemonte. Il sistema di gestione della qualità è certificato da DNV-SINCERT secon-formazione della figura del tecnico di impresa edile, l’apprendistato, la do la normativa UNI EN ISO 9001:2000. L’accreditamento ha consentito da un lato di migliorare la qualità dell’offertaformazione sulla sicurezza nelle quarte e quinte geometri, i percorsi inte- formativa, dall’altro di implementare le risorse economiche destinate alla formazione edile.grati, i corsi per operatore edile polivalente e i laboratori orientativi con le L’offerta formativa della Scuola Edile Novarese è orientata su tre obiettivi: formazione per l’impiegabilità, formazioneclassi prima seconda e terza geometri. Negli ultimi anni, un’esperienza per la progettazione professionale, formazione per la sicurezza.di particolare interesse è l’attività formativa per i corsi ponteggi, gestita I tre obiettivi si realizzano attraverso iniziative di prima formazione per i giovani che entrano nel settore edile, iniziativein rete con un gruppo tecnico composto da Ente Scuola Edile – CPT, di formazione continua per i lavoratori dell’edilizia, qualificazione, specializzazione ed aggiornamento per operai, im-ASL, D.P Vigili del fuoco e guide alpine, associazioni imprenditoriali. .L., Premiazione venticinquennale con ex direttori, presidenti e vicepresidenti. piegati amministrativi, tecnici, quadri, imprenditori e liberi professionisti, operando di concerto con il CTP nell’ambito dei corsi sulla sicurezza.BIBLIOGRAFIA: Nel 1987 viene pubblicato il primo numero del giornale periodico degli Enti Scuola e CPT «Formazione & Sicurezza»che viene spedito in oltre 10.000 copie a imprese, lavoratori e consulenti.252 253
  • 128. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoCIPE-T Ente Scuola Edile di Torino Ente Scuola Edili del V.C.O.Via Quarello, 19 – 10135 Torino Via dell’Informatica, 26 – 28294 Fondotoce di Verbania (VB)La costruzione del C.I.P .E.-T., Centro Istruzione Professionale Edile – To- L’Ente Scuola viene fondato nel 1988. Inizialmente venivano organizzati solo corsi obbligatori legati all’approvazione dellerino, iniziò nel 1974 raccogliendo la significativa eredità di esperienze di leggi e che raramente venivano riproposti negli anni successivi.formazione professionale in edilizia iniziate a Torino già nel XIX secolo. Tra il 1999 e il 2001 sono stati erogati dei corsi per apprendisti, poi non riproposti. Dall’aprile 2007, con l’assunzione di unLe aule didattiche, i laboratori e i servizi generali entrarono in funzione Direttore, l’architetto Marco Porini (prima di allora ci si avvaleva solo di un consulente tecnico esterno) si è dato inizio adnel gennaio 1978. L’inizio di attività del C.I.P .E.-T. ha segnato una svolta una programmazione continua dell’attività basata su un catalogo formativo e su una calendarizzazione periodica dei corsi.fondamentale nel campo della formazione territoriale. I tradizionali corsi Ai corsi obbligatori sulla sicurezza oggi si sono aggiunti anche corsi riguardanti l’area tecnica delle costruzioni. Per quantoserali sono stati anticipati ad un orario preserale e le esercitazioni prati- riguarda l’apprendistato invece è stata fatta richiesta alla Provincia di essere inseriti nel Catalogo provinciale alla fine delche degli allievi hanno potuto svolgersi in ambienti spaziosi e attrezzati 2008, ma ad oggi non è stata ancora data risposta positiva. Dal settembre 2007 al settembre 2010 l’Ente Scuola ha attivatoper una vasta gamma di specializzazioni produttive. una protocollo d’intesa con la Scuola Edile Novarese per poter avviare l’attività basandosi sul know how e sull’esperienzaLe innovazioni più significative sul piano della politica di formazione della Scuola di Novara. Nell’ottobre 2008 la Scuola ha ottenutosono state: i Corsi a Distacco per lavoratori occupati (Accordi Pro- Vista dall’alto di uno dei laboratori della Scuola. dalla Regione Piemonte l’accreditamento regionale per la macro-vinciali 1988/1996), che hanno anticipato i concetti della Formazione tipologia di Formazione C, tipologia AP e AD e nel gennaio 2010Permanente e del Fondo Interprofessionale; l’avvio di corsi diurni per giovani usciti dalla scuola dell’obbligo (1978), per l’accreditamento regionale per le macroaree di Orientamento MIO,i quali è stato messo a punto un apposito addestramento professionale teorico e pratico con un anno di scuola a tempo MFO, MCO e MIL.pieno presso il C.I.P .E.-T. e un periodo di tirocinio pratico in cantiere presso un’impresa di costruzioni con esame finale per Dal 2005 a dicembre 2009 i corsi della Scuola si sono svolti pres-il conseguimento dell’attestato di qualifica. so i locali del Tecnoparco del VCO che erano stati presi in affittoSi ricordano inoltre i Corsi Post Diploma per Tecnici di Impresa (dal 1980), i Bienni Integrati ed i Percorsi IFTS e la grande per avere spazi adeguati ed un laboratorio. Da luglio 2010 l’Ente simole di attività informativa e formativa in area Sicurezza sul Lavoro dal 1988. Infatti, l’attività di corsi diurni non ha riguardato è trasferito nella nuova sede di sua proprietà, che si trova in zonasolo la prima formazione, ma si è estesa ad altre tipologie di formazione. Si è trattato e si tratta di corsi diversificati per durata adiacente al Tecnoparco. Qui uffici amministrativi, aula e labora-e per orari di svolgimento che spaziano da quelli per tecnici di impresa edile, riservati a geometri neo-diplomati, a quelli per torio troveranno i loro spazi in un unico edificio organico e c’è lala sicurezza, da quelli per il restauro a quelli di informatica, ai corsi per apprendisti, ai corsi IFTS, ai corsi MDL, FCI e Piani volontà di implementare l’accreditamento per le macrotipologie diFormativi d’Area, ai percorsi Master in collaborazione con le Facoltà universitarie. La Scuola è in possesso dell’accredita- La sede della Scuola. Formazione A e B, e con la Certificazione di Qualità DNV.mento regionale e della certificazione di qualità.L’impronta europea del Centro ha trovato riscontro sia nelle caratteristiche strutturali del complesso, che nei programmididattici adottati, in linea con i più avanzati centri di formazione europei. Con tali centri il C.I.P .E.-T. ha svolto un’intensa esistematica politica di relazioni, basate su frequenti scambi di visite, volte tra l’altro anche alla ricerca di una possibile armo-nizzazione dei programmi formativi. PRINCIPALI PARTENARIATI: 2010 Capofila in ATS con VCO Formazione l’Ente si è aggiudicato il Bando di gara con procedura aperta, per affidamento per il periodo aprile 2010-dicembre 2010 di servizi di consulenza al centro per l’impiego per sostenere l’incrocio domanda / offerta nel settore edile e garantire alle imprese edili del territorio un’offerta di lavoro maggiormente qualificata attraverso il potenziamento diPRINCIPALI PARTENARIATI: Rete REFORME – Il 3° European Forum on Vocational Training in the Construction Industry (1990) si è azioni di rilevazione di bilancio delle competenze e dei fabbisogni formativi rilevati sul territorio provinciale rivolti ad utenti disoccupati, cassasvolto presso il C.I.P.E.-T. Gemellaggio tra il C.I.P.E.-T. e il centro addestramento edile (C.F.A. B.T.P di Lione. .) integrati e migranti nel settore edile ed attraverso azioni di informazione e sensibilizzazione in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.254 255
  • 129. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoEnte Scuola Edile del Vercellese e della Valsesia Formedil Bari – Ente Scuola Provinciale per la Formazione Professionale in EdiliziaVia Marsala, 23 – 13100 Vercelli Traversa al numero 364 di via Napoli n. 2 – 70123 BariL’Ente Scuola del Vercellese e della Valsesia nasce il 26 gennaio 1972 per dare impulso all’istruzione professionale delle mae- Sorta nel 1963 con la denominazione di Ce.F.M.E.A (Centro per la Formazio-stranze edili, per inserirle nel settore delle costruzioni e per migliorare e affinare le loro qualità. L’Ente, altresì, è nato per seguire ne delle Maestranze Edili ed affini della Provincia di Bari) la Scuola Edile dellala formazione degli assistenti tecnici edili al fine di supportare e aumentare le loro capacità professionali tecniche ed organiz- Provincia di Bari ha svolto per oltre trent’anni la sua attività di formazione inzative. Nell’ultimo lustro, l’Ente ha mostrato un sempre maggior interesse nei confronti della formazione professionale per la appositi centri di addestramento professionale dislocati in alcuni comuni del-sicurezza in ambienti lavorativi permettendo ad imprese e lavoratori di adempiere agli obblighi di legge imposti, senza però la provincia (Andria, Gravina, Altamura, Noci, Santeramo in Colle, Modugno,dimenticare il vero scopo per cui la Scuola è nata: formare le giovani maestranze all’inserimento nel settore. Negli anni sono Trani). Nei primi decenni di vita la scelta fu di dislocare la formazione nel ter-stati molteplici i corsi svolti a favore di operai e tecnici edili assunti con contratto di apprendistato. Il corso più importante per ritorio, proprio per essere vicini, anche fisicamente, al fabbisogno formativola Scuola Edile negli ultimi anni è stato sicuramente quello rivolto ad addetti e preposti al montaggio smontaggio e trasforma- delle maestranze edili, storicamente concentrate nei comuni. Nel corso deglizione ponteggi che è stato erogato per 32 volte negli ultimi 4 anni con quasi 800 allievi formati. I corsi sulla Sicurezza spaziano anni alla formazione di base per operaio edile (che rappresenta comunque,invece dal RSPP al RSL, dall’addetto alla prevenzione incendi all’addetto al primo soccorso in cantiere; dai corsi per dirigenti La sede della Scuola. ancora oggi, il fiore all’occhiello dell’Ente, per la qualità della docenza e deglie preposti ai corsi per neoassunti delle 16ore. Infine, così come per gli apprendisti, l’Ente si rivolge anche ai tecnici erogando istruttori pratici e perché la sede si presta in maniera ottimale) il catalogoproposte formative legate alla redazione dei piani opera- dell’offerta si è andato arricchendo di nuovi percorsi formativi con particolare attenzione alle tematiche della sostenibilitàtivi di sicurezza o al piano uso montaggio e smontaggio e del risparmio energetico. Negli anni Novanta la Scuola ha assunto la denominazione di Formedil Bari ed è stata avviataponteggi (PiMUS). I corsi svolti presso la sede di Vercelli, la costruzione di un campus, dove attualmente è ubicata la sede dell’Ente. Dopo un periodo di assestamento, nel 2004 lacon l’eccezione di quelli delle 16ore, vengono svolti an- Scuola ha ripreso le attività nella nuova sede, progettata come un moderno ed efficiente centro erogatore di formazione eche a Borgosesia per favorire logisticamente le imprese e servizi; oltre agli uffici comprende: sei aule, un laboratorio al coperto, un cantiere scuola all’aperto e uno ospitato sotto unai lavoratori valsesiani. I corsi vengono tenuti anche nelle tettoia dotata di un impianto fotovoltaico, un campo prove per le macchine movimento terra, un centro congressi attrezzatosedute di Trino e di Varallo Sesia. Oltre ai progetti forma- per video-conferenze e trasmissioni in streaming, wi-fi area). Dal 2004 la sede è accreditata presso la Regione Puglia ed ètivi in senso stretto l’Ente Scuola del Vercellese e della certificata in qualità da DNV secondo le norme UNI EN ISO 9001/2000.Valsesia ha sempre offerto altre proposte di informazione La Scuola collabora stabilmente con il Politecnico di Bari: ha realizzato un corso di alta formazione per la B.B.S. (Behaviour-/ formazione rivolte non solo ad imprese e lavoratori. Nel Based Safety), stage presso Construction Skill in Gran Bretagna un’esperienza di formazione pratica rivolta agli allievi della2006 ha effettuato una serie di incontri dedicati a: gestio- facoltà di Architettura, in cui gli studenti hanno preso dimestichezza con la realtà del cantiere edile e hanno imparato a co-ne separata dei subordinati, cassa integrazione guadagni, struire muri, casseformi e archi a volta.risoluzione del contratto di lavoro, decreto Visco – Ber-sani. L’Ente ha il bilancio certificato dal 2005 dalla BakerTilly Consulaudit. Laboratorio della Scuola. PRINCIPALI PARTENARIATI: Collaborazione con l’Università di Bari per una ricerca storica sulle relazioni sindacali e industriali nel settore edile in provincia di Bari; con il Ministero della Difesa – Ufficio Esecuzione Penale Esterna per il recupero sociale e il reinserimento lavo- rativo di persone in misure alternative alla detenzione; con Onlus del territorio per la formazione di minorenni richiedenti asilo politico. BIBLIOGRAFIA: La nuova edilizia a Bari. Gli esordi nel 900, vol. 1 (2006); La nuova edilizia a Bari. Architettura tra le guerre, vol. 2 (2007);PRINCIPALI PARTENARIATI: 2007 Protocollo d’intesa con e la Provincia di Vercelli per la gestione telematica di una Rete per il Lavoro con La nuova edilizia a Bari. Il dopoguerra e la città trasformata, vol. 3 (2008); La nuova edilizia a Bari. Oltre il cerchio di ferro (2009).lo scopo di monitorare l’elenco dei lavoratori sparso sul territorio provinciale aggiornandolo e ampliandolo al fine di ridurre la distanza I quattro volumi sono a cura di illustri esponenti del mondo accademico pugliese.tra domanda e offerta di lavoro. La Scuola è capofila dell’esperimento. Dal novembre 2009 pubblica la rivista bimestrale «INF-Infòrmedil» e realizza altre iniziative editoriali, anche a carattere multimediale.256 257
  • 130. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.E.B. - Ente Scuola Edili della Provincia di Brindisi Formedil Foggia Ente ScuolaVia Pace Brindisina, 65 – 72100 Brindisi Via Napoli km 3,800 – 71100 FoggiaL’alfabetizzazione del lavoratore edile è stata la spinta L’Ente Scuola viene fondato nel 1960. Inizialmente si occupava prevalentemente della formazione di manovalanza da im-iniziale che, nel 1973, ha suggerito alle parti sociali di piegare nel settore, mentre dal 1994 ha assunto un ruolo dominante nell’attività della Scuola la formazione per la sicurezzacostituire e gestire l’Ente Scuola Edili della Provincia rivolta alle imprese, che dovevano adeguarsi alla nuova normativa. Oggi è in corso un cambio di tendenza ed un ritorno alladi Brindisi. Il settore delle costruzioni, sotto la spinta formazione pratica degli addetti del settore; il mercato del lavoro, infatti, si è trasformato e, oltre ad una richiesta di maggioredell’industrializzazione dell’area e a contatto con la gran- specializzazione, c’è la necessità di formare nuove classi operaie, composte in numero sempre maggiore di extracomunitari.de impresa impegnata a realizzare le imponenti strutture Anche lo sviluppo dei temi legati all’ambiente e alle nuove tecniche costruttive ha fatto sì che l’offerta formativa compren-del Petrolchimico e di altre industrie, sentì forte l’obbligo desse anche corsi di bioarchitettura, bioedilizia, risparmio energetico, impiego dimorale di emancipazione delle maestranze provenien- tecnologie legate al solare e al fotovoltaico e certificazione energetica degli edificiti, per lo più, dall’agricoltura. L’attività dell’Ente, quindi, e certificazione edilizia sostenibile.svolse inizialmente la funzione di una scuola d’obbligo Attualmente nel catalogo formativo della Scuola figurano corsi finanziati dalla Re-di settore, rivolta sia agli adulti che avevano già un’espe- gione Puglia (FSE, POR 2007/2013) e da fondi interprofessionali (FONDIMPRESA)rienza lavorativa pratica, sia ai giovani che intendevano nonché un’ampia gamma di corsi tra cui: 16ore, RSPP / ASPP RLS, addetti al ,indirizzarsi verso il settore edile. Le imprese, ristruttu- Primo soccorso, ponteggiatori, coordinatori in fase di progettazione ed esecuzione Il Vescovo in visita alla Scuola Edile.ratesi in funzione delle specifiche tecniche costruttive lavori. E ancora: corsi per la formazione di immigrati, corsi di AutoCAD e ArchiCAD,necessarie per la realizzazione delle grandi opere della centrale termoelettrica di Brindisi, richiedevano figure profes- progettazione e analisi economica degli impianti fotovoltaici, corsi professionalisionali specializzate ed addetti alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel tempo l’offerta formativa della Scuola si è ampliata e per operatori macchine movimento terra, elettricisti, gruisti, posatori di pavimenti ediversificata. Oggi, tra i numerosi obiettivi dell’Ente, c’è la volontà di offrire una formazione altamente qualificata e certificata rivestimenti, restauratori, ed infine l’apprendistato professionalizzante per operaioa diversi livelli di carriera, degli operatori di base fino ai manager. C’è inoltre la volontà di comprendere ed anticipare i bisogni edile polivalente, tecnico di cantiere, assistente amministrativo contabile e addettoformativi delle imprese e concretizzarli in proposte che soddisfino tali richieste per riuscire a coniugare formazione e reddi- di segreteria. I corsi attualmente più frequentati sono quelli per ponteggiatori, pertività per questo la Scuola promuove l’istituzione di un Osservatorio Permanente per la rilevazione dei fabbisogni formativi gruisti e la formazione preingresso (16ore).e l’analisi della domanda di formazione delle imprese del territorio, d’accordo con gli organismi operanti nel settore, anche La Scuola è in possesso della certificazione di Qualità ISO 9001:2008 – Ente certi-attraverso l’utilizzo di strumenti già predisposti allo scopo (ad esempio Fondimpresa). La Scuola ha inoltre individuato come ficatore TUV e dell’accreditamento della Regione Puglia alle macrotipologie forma-linee di sviluppo per il futuro il restauro e lo studio delle tecniche costruttive ad impatto ambientale zero. L’interno della Scuola Edile. tive formazione superiore e formazione continua.Nella erogazione e gestione di attività formative ed istituzionali l’Ente utilizza prevalentemente fondi pubblici (FSE – UE, Mi-nistero del Lavoro, Regione Puglia, Autonomie locali) e privati (garantiti dal CCNL).L’Ente, per poter soddisfare alla normativa regionale sulla formazione professionale e ottenere l’accreditamento, ha realizzatonel 2004 una propria sede operativa, accreditata per la realizzazione di attività formative finanziate con fondi pubblici negliambiti dell’obbligo formativo, formazione continua area dello svantaggio.PRINCIPALI PARTENARIATI: La Scuola Edile di Brindisi ha stabilito partnerships con Enti pubblici e privati, organismi di formazione,imprese, centri studi, università e scuola, ordini professionali. In ambito europeo ha partecipato al Programma Leonardo da Vinci PRINCIPALI PARTENARIATI: Ordine degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Foggia, Ordine degli Inge-Mobilità – Europass Reforme svolto presso il Centro Formativo BZB di KREFELD (Germania), al Programma Leonardo da Vinci AFA gneri della Provincia di Foggia, CE.SA.N Confcommercio, C.A.T. Confesercenti, AFORIS Impresa Sociale, SMILE Puglia, ENFAP Puglia,– Agent pour la facilitation à l’apprentissage svolto ad ANTIBES (Francia nell’anno 2003) e al progetto Cooperare con i Balcani. IAL Puglia, ASL e Ispesl della Provincia di Foggia.258 259
  • 131. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoScuola Edile della Provincia di Lecce Ente Scuola Edile di TarantoViale Belgio (Area arancione) – Zona industriale – 73100 Lecce Via Sorcinelli, 21 – 74100 TarantoLa Scuola Edile fin dalla sua costituzione, nel 1986, ha perseguito l’obiet- L’Ente viene fondato nel 1995. Le attività di formazione sono rivolte in particolare a giovani inoccupati o disoccupati dativo di contribuire a rilanciare l’attività di formazione nel settore edile del- avviare al lavoro nel settore, ivi compresi i lavoratori extracomunitari, giovani neo-diplomati e neo-laureati, giovani titolarila provincia di Lecce ed in generale in tutti i comparti produttivi anche di contratti di apprendistato (istruzioni complementare) o formazione-lavoro (formazione teorica), personale (operai im-attraverso apposite pubblicazioni, incontri, convegni, attività seminariali piegati tecnici e quadri) dipendente da imprese, manodopera femminile di cui facilitare l’inserimento nel settore, lavoratoried azioni formative. Nei primi anni sono stati formati soprattutto i lavora- in mobilità.tori e i disoccupati nei mestieri tradizionali locali (scalpellino della pietra La Scuola ha un’ampia offerta formativa con numerosi corsi gratuiti di aggiornamento: lettura del disegno edile, capo-leccese, operatore per la costruzione di volte a stella) e nell’ambito della squadra, posatore, operaio polivalente. Per i lavoratori stranieri l’Ente organizza corsi di italiano, di cultura e organizzazionesicurezza in generale. Poco alla volta, l’offerta formativa è stata ampliata del lavoro, di sicurezza sul lavoro e nei cantieri edili raggruppando gli allievi secondo la lingua madre. Si segnalano anchepuntando anche al restauro di materiali lapidei, del mosaico e alle temati- Una classe durante un corso. i laboratori di mosaico, pietra e tufo, i numerosi corsi per la sicurezzache dell’ambiente, come la bonifica dei siti contenenti amianto. Dai primi sui luoghi di lavoro, la formazione per ingegneria strutturale (cementoanni 2000 vi è stata una vera e propria esplosione sia in termini di quantità sia di qualità dell’offerta formativa. Si è passati da armato, sismica, muratura, acciaio) e quella relativa al campo dell’ener-una media di 5 corsi annuali, agli attuali 60/70. Negli ultimi anni l’Ente ha svolto numerosi corsi per la formazione continua gia, dell’edilizia sostenibile e dell’acustica (tecnico per la progettazione(Progetti Fondimpresa) e dal 2005 sono iniziati i corsi finanziati dal POR PUGLIA. ed installazione impianti fotovoltaici, tecnico competente in acustica,Nel 2010 sono stati finanziati tre corsi dalla Regione Puglia: per esperto del restauro di manufatti in mosaico e pietra leccese, tecnico fonti energetiche rinnovabili, certificazione edilizia sostenibile,per impiegata amministrativa e per segretaria d’azienda riservati a donne disoccupate e con l’impegno all’assunzione da certificazione energetica, energy management).parte delle imprese che ospiteranno in stage le allieve. I corsi che costituiscono il “biglietto da visita” dell’Ente sono quelli Nel corso del 2009 è stato costruito un distaccamento della Scuola inriservati al restauro della pietra leccese e del mosaico, alla costruzione delle volte a stella in pietra leccese e dei muretti a Via Amendola al Quartiere Paolo VI.secco, tutte attività patrimonio del Salento. Oltre alla sede di Lecce, dal 2009 è stata aperta una nuova sede a Casarano per Nel 2009 l’Ente si è aggiudicato il secondo posto assoluto del premiorispondere alle esigenze di formazione del basso Salento. L’Ente è accreditato presso la Regione Puglia per obbligo forma- nazionale “Fibonacci” per la formazione di informatica ECDL tra gli Entitivo, formazione superiore, formazione continua, area svantaggio. Ha la certificazione qualità dal 2003 per progettazione ed La nuova sede della Scuola Edile. accreditati AICA.erogazione di servizi formativi ed informativi. Ogni due anni la Scuola adotta un monumento da restaurare, per completarele attività formative dei corsi per il restauro della pietra leccese e mosaico con stage pratici.PRINCIPALI PARTENARIATI: Partner nei progetti: Formare costruendo – Azioni di sistema per il miglioramento delle perfomance azien-dali e professionali nel Settore Edile in Argentina; Progetto Cooperare con i Balcani; Formare Costruendo – Azioni di sistema per ilmiglioramento delle perfomances aziendali e professionali nel Settore Edile in Uruguay; For.i.S.ed. – Formazione degli Italiani in Svizzeranel settore Edile; Lifelong Learning Programme – Leonardo da Vinci rete REFORME - Multilateral projects for Development of innovation;FOCUS Formation in construction by use of new technologies.BIBLIOGRAFIA: Ha contribuito alla realizzazione del portale CRISED per il Servizio Reale alle Imprese e ha curato la pubblicazione di unacollana editoriale composta da 5 volumi nell’ambito del progetto, ognuno dei quali affronta un argomento specifico che riguarda l’ambitodella sicurezza e dell’edilizia in generale. In particolar modo, collaboratori della Scuola si sono occupati del volume che riguarda il re- BIBLIOGRAFIA: Materiali innovativi strutturali per l’edilizia (2008), Bioedilizia e certificazione energetica (2008), Qualità nelle impresestauro dei beni architettonici. Docenti della Scuola hanno pubblicato un volume riportando le esperienze di stage di un corso di restauro di costruzioni (2008), Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (2008), Restauro conservativo e architettonico (2008), Organizzazione eurbano. Riqualificazione urbanistica ed arredo urbano di Piazza San Pietro a Zollino. Un’esperienza di formazione (2009). gestione dell’impresa delle costruzioni (2008), L’ambiente e la sua salvaguardia (2008).260 261
  • 132. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.I.E.A. – Ente Scuola per le Industrie Edilizie ed Affini per la provincia di Cagliari E.S.E.N. – Ente Scuola Edile NuoreseCirconvallazione Quadrifoglio Innesto, S.S. 554 c.p. 116 – 09047 Selargius (CA) Via Donatore del Sangue, 6/8 – 8100 Nuoro L’Ente, fondato nel 1979, nasce con l’obiettivo di favorire la promozione, l’organizzazione, l’attuazione nel L’Ente viene fondato nel 1990 e sin dalla sua costituzione si è proprio ambito territoriale di iniziative di prima formazione per i giovani che entrano nel settore, iniziative di adoperato per individuare i fabbisogni formativi del territorio co- formazione continua, qualificazione, riqualificazione, specializzazione ed aggiornamento per operai, impiegati struendo relazioni con le scuole, i Centri Territoriali Permanenti amministrativi, tecnici e quadri con particolare attenzione a tutti gli aspetti relativi all’infortunistica e all’igiene per l’educazione degli adulti e gli Enti Locali. Sono state attivatedel lavoro. L’offerta formativa negli anni ha risposto alle trasformazioni in atto con una serie di cambiamenti sia a livello di forme di collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni culturalistrumenti didattici sia a livello di programmazione, promuovendo la collaborazione con il sistema delle imprese, attivando per i Beni Architettonici Artistici e Storici, con l’Ispettorato delprotocolli con la Regione Autonoma della Sardegna, con le Amministrazioni Locali e con l’Università. Nel 2002 ha Scuola Lavoro e con la Provincia. Negli anni la rete di relazioni con Enti,ha avuto il riconoscimento come centro ATC (Autodesk Training Center) che consente il rilascio di qualifiche professionali Università e Comuni si è ampliata con l’attivazione di tirociniAutodesk riconosciute a livello Europeo. pratici e corsi I.F.T.S. che prevedono una gestione congiunta traLe attività principali svolte attualmente dall’Ente riguardano: iniziative di prima formazione per i giovani che entrano nel Ente di formazione, azienda, Università e scuola superiore.settore; formazione continua; qualificazione, riqualificazione, specializzazione ed aggiornamento per operai, impiegati ammi- L’attività formativa della Scuola ha avuto inizio nel 1992 e fino alnistrativi, tecnici e quadri; formazione per l’apprendistato; formazione operativa ai mestieri tradizionali dell’edilizia; tecniche 2000 l’attività ha riguardato la formazione di tecnici sulle proble-di gestione del cantiere rivolto a imprenditori, tecnici, capocantiere e operatori edili. Punto di forza dell’offerta formativa è Lavori di costruzione della nuova sede (primo modulo) a Prato Sardo. matiche relative alla sicurezza, sulla gestione del cantiere e sull’attenzione rivolta agli aspetti inerenti la sicurezza e la qualità che si concretizzano nella realizzazione di corsi di alta forma- recupero dell’edilizia storica, di titolari di impresa sulla normati-zione volti a sviluppare profili specialistici e nella diffusione della cultura del risparmio energetico e della bioedilizia attraverso va sugli appalti pubblici e dei lavoratori sui temi della sicurezza nei cantieri, la formazione di operatori per macchine di cantierela promozione di corsi e seminari focalizzati su prodotti e tecnologie innovative. e corsi di progettazione su CAD e CAD avanzato. A questo tipo di corsi si sono poi aggiunti quelli dell’obbligo formativo (di durata triennale). Negli ultimi anni si sono tenuti diversi corsi sul recupero dell’edilizia storica con l’utilizzo delle tecnologie G:I:S: e, nel 2009, corsi per la formazione della figura del tecnico di cantiere, del tecnico in bioedilizia e certificazione ener- getica, muratore e marmista. Sono stati svolti anche alcuni corsi sull’apprendistato professionalizzante (di prima e seconda annualità) per muratori, carpentieri, piastrellisti e posatori di infissi. L’Ente ha avuto negli anni altre tre sedi formative, oggi chiuse, regolarmente accreditate dalla Regione, una nel capoluogo della nuova provincia dell’Ogliastra (Tortolì) e due (Maco- mer e Siniscola) in aree particolarmente importanti del territorio (Marghine e Baronia). La Scuola è accreditata come Agenzia Formativa abilitata ad erogare interventi formativi per percorso formativo sperimentale della formazione professionale triennale, formazione post-obbligo e formazione superiore, formazione continua e permanente. Fa parte del sistema di accreditamento regionale delle Agenzie e delle sedi formative. Ha inoltre il riconoscimento a operare nell’area della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ha partecipato a diversi convegni nazionali ed internazionali, fra questi quello di Tilburg in Olanda e quello di Lisbona in Portogallo organizzato dal CENFIC.PRINCIPALI PARTENARIATI: La Scuola è in partenariato con diverse Amministrazioni Locali, con la Facoltà di Architettura dell’Universitàdegli studi di Cagliari e fa parte della Rete REFORME.BIBLIOGRAFIA: Per le antiche sale. Il restauro e la manutenzione dei manti ceramici (1994). La pubblicazione fa parte dei Quaderni diProgetto POSA (Assopiastrelle e FORMEDIL). PRINCIPALI PARTENARIATI: Per diversi anni la scuola ha fatto parte della rete REFORME.262 263
  • 133. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.E.P – Ente Scuola Edile Province Nord Sardegna . E.S.I.E.A. – Ente Formazione e Sicurezza per l’Industria, Edilizia ed AffiniZona industriale Predda Niedda Strade, 1/34 – 7100 Sassari Via Parco del Mediterraneo – 92100 Villaseta (AG)L’E.S.E.P è l’Agenzia Formativa per l’edilizia delle province di Sassari e . All’atto della fondazione, nel 1983, le parti sociali hanno convenuto di dotare la provincia di Agrigento di una struttura cheOlbia Tempio, associazione senza finalità di lucro, nata nel maggio del nasceva sì a servizio delle imprese edili e dei lavoratori, ma che avrebbe potuto contribuire anche alla crescita culturale e for-1984. mativa delle nuove generazioni. Sin dalla fondazione la Scuola ha avuto grande evidenza nel panorama degli enti di formazioneGli interventi formativi sono finanziati oltre che con i fondi propri derivanti tradizionali territoriali. A suo favore hanno giocato l’imponenza della struttura (attrezzata con numerose aule, laboratori, auledal sistema di autofinanziamento previsto dagli accordi territoriali fra le da disegno, cantieri esterni, biblioteca e con uno splendido e funzionale auditorium da 450 posti) e il sistema relazionale diParti Sociali anche con fondi pubblici regionali, nazionali e comunitari. interscambi che la Scuola ha intessuto con l’ANCE, con i Sindacati dei lavoratori, con gli Ordini Professionali e con gli organiL’attività della Scuola, iniziata nell’anno 1987, è rivolta ai disoccupati in territoriali della Regione.cerca di formazione e ai lavoratori che intendono migliorare la propria L’offerta formativa della Scuola Edile si è plasmata negli anni in funzione delle esigenze del mondo del lavoro, delle imprese edili,professionalità ed aggiornare le proprie conoscenze. Si fa interprete delle Sede della Scuola e della Cassa Edile. artigiane ed affini, rispondendo inoltre ai bisogni dei disoccupati di breve e lunga durata, bassamente scolarizzati, ma anche allemutazioni del settore edile, attraverso la realizzazione di percorsi forma- necessità formative di diplomati e laureati. Un passaggio epocale è stato rappresentato dalla volontà di ANCE Sezione Edili e deitivi progettati e realizzati in collaborazione con le imprese, le scuole secondarie superiori e le Pubbliche Amministrazioni. La tre sindacati dei lavoratori del settore di dare vita alla fusione tra la Scuola Edile e il CPT, dando vita in data 13 luglio 2005 ad unScuola attiva corsi di formazione in convenzione con il Ministero del Lavoro, si occupa della formazione a carattere europeo Ente unico. La sede della Scuola Edile, di proprietà della Cassa Edile, la quale ha ceduto in comodato d’uso l’immobile, si trovaattraverso progetti finanziati dal Programma Leonardo da Vinci e attiva processi di mobilità degli operatori del settore edile nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento. Ècon finanziamenti della Comunità Europea. stata notevolmente migliorata nel tempo; sonoL’Ente Scuola Edile Province Nord Sardegna ha in catalogo 64 tipologie di corsi di formazione pertinenti a sei aree programmati- state realizzate tutte quelle migliorie necessarieche: sicurezza sul lavoro, qualifiche in edilizia, apprendistato professionalizzante, formazione continua, alta formazione, 16ore. per accreditare la Scuola Edile presso la RegioneL’ambito più importante dell’offerta formativa attuale della Scuola riguarda la salute, l’igiene e la sicurezza nell’ambiente di Sicilia – Assessorato Regionale alla Formazionelavoro. La Scuola si è trasferita nella sede attuale, dotata di un Campo Scuola di circa 6.000 mq, nel 2007. Professionale (codice: AH 1221_1), e per otte- nere anche la certificazione di Qualità. La Regione Sicilia - Assessorato al Lavoro ha riconosciuto la Scuola Edile di Agrigento, con le altre del contesto siciliano, in quanto aderenti al Formedil Sicilia, quale Ente unico abilitato ad erogare la formazione 16ore a tutte le maestran- ze che saranno avviate nei cantieri di lavoro atti- La sede della Scuola. vati dai comuni della provincia di Agrigento.PRINCIPALI PARTENARIATI: 1999 Youthstart Started Multiskills, corso per selciatore lastricatore, in accordo con il Comune di Sassariper il recupero della piazza di Largo Sisini, riservato ai giovani sprovvisti di qualifica professionale. 2009 Agenda 21 Comune di Sas-sari 2009/2010 – Sassari Energeticamente Sostenibile. Nuove Tecnologie per il Risparmio Energetico in Edilizia. 2009 Leonardo daVinci: Scambio Tecnici presso Istituto Gaudi – Barcellona. 2010 Programma di cooperazione transfrontaliera Italia – Francia Marittimo2007/2013 – Case Mediterranee – Promozione del recupero sostenibile dei borghi storici mediterranei, utilizzando materiali e tecnologie BIBLIOGRAFIA: INAIL – Progetto INAIL 20092010; Curia Vescovile: Protocollo Adottiamo un bene ecclesiastico; Accademia Di Bellecostruttive ad alto rendimento energetico e moderne tecnologie energetiche derivanti da fonti rinnovabili. Arti Michelangelo (AG); Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento; Prefettura di Agrigento.264 265
  • 134. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.N.S.E. – Ente Nisseno Scuola Edile Caltanissetta Ente Scuola Edile CataniaVia Xiboli, 367 – 93100 Villaggio Santa Barbara (CL) Strada Boschetto Plaja, 2 – 95121 CataniaLe attività formative hanno iniziato ad essere espletate nel Alla fine degli anni Settanta Catania ha vissuto una fase di inurbamento di grandi proporzioni che ha originato una for-1962 dall’Ente Nisseno Cassa e Scuola Edile che, unifi- tissima richiesta di nuovi alloggi economici e di servizi connessi che ha comportato forte richiesta di manodopera nelcando le funzioni assistenziali e formative, svolgeva tali settore edile. L’Ente Scuola Edile Catania è nato nel 1978 con il chiaro intento di dare risposta a questa richiesta e dicompiti sotto una unica denominazione. Il 1 Giugno 1985, contribuire allo sviluppo del settore edile e della vita economica e sociale della città. I primi corsi attivati sono stati quelliin considerazione della esigenza di diversificare le attività di riqualificazione del personale edile (carpentiere, ferraiolo, muratore, montatore di strutture tubolari e carpenteria me-istituzionali dei due Enti, le parti sociali hanno proceduto tallica, gruista, conduttore di macchine movimento terra, caposquadra e capocantiere). Verso la metà degli anni Ottanta,allo scorporo delle attività, con la contestuale costituzione anche a causa del progressivo invecchiamento della manodopera qualificata, la Scuola inizia a realizzare corsi di primaformale e statuaria dell’Ente Nisseno Scuola Edile. formazione e per giovani tecnici diplomati e/o laureati. L’Ente realizza inoltre, sotto la spinta del mercato del restauro e delLa Scuola, attraverso le molteplici attività svolte negli anni, riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, corsi per recupero edilizio e per la sicurezza sul lavoro. Negli ultimi anni, ancheha inteso sempre migliorare la professionalizzazione del a causa delle continue e ripetute crisi del settore, è diminuita la domanda di manodopera qualificata e si è consolidatalavoratore edile nel mercato del lavoro, proponendo corsi la richiesta di una maggiore specializzazione nelle tecnologie avanzate, nell’uso di nuovi materiali e di procedimenti didi prima formazione e di qualificazione rivolgendo la pro- posa. La Scuola, adeguandosi alle richieste del mercato del lavoro, propone numerosi corsi di formazione continua tra ipria attenzione ai giovani disoccupati, inoccupati e ai lavo- Un allievo del corso 16ore. quali: gruista, conduttore macchine movimento terra, ponteggiatore, montaggio smontaggio ed uso di scale e trabattelli,ratori edili privi di adeguata qualificazione nonché a tecnici apprendista operaio edile, operatore di macchine complesse,e titolari di piccole imprese. Inizialmente le attività corsuali erano rivolte a muratori, carpentieri e ferraioli, con l’obiettivo di perforatore di piccolo e di grande diametro, telescopico edmigliorare e valorizzare le tecniche e le esperienze maturate negli anni. La Scuola ha con il tempo ampliato l’offerta attivando autogru, conduttore escavatore pala minipala terna, condut-corsi di formazione per tecnici ed assistenti di cantiere. Supportato da ausili informatici e strumentazioni topografiche di tore gru autocarrate e piattaforme aeree.altissima innovazione, l’Ente ha iniziato a formare quadri tecnici/amministrativi di impresa per la gestione informatizzata della L’ente realizza anche stage formativi di 30 ore in collaborazio-contabilizzazione, la progettazione grafica e il rilievo. L’Ente ha inoltre rivolto la sua attenzione a settori che, seppure collate- ne con degli istituti scolastici statali per geometri e periti edili.rali al mondo delle costruzioni, risultano fortemente collegati, come quello termo/idraulico. Forte di questa esperienza, nel Il corso di maggior peso, sia in termini di partecipanti che di1993, l’Ente ha promosso il primo Convegno Regionale sulla Formazione Professionale Edile nel settore Termo/Tecnico. La numero di corsi realizzati, è quello delle 16ore.Scuola, in attuazione alle disposizioni in materia di sicurezza, promuove una politica attiva nel settore delle costruzioni per La sede storica dell’Ente è un Centro di formazione professio-diffondere la cultura della prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro. Nel 1997, infatti, l’Ente è stato promotore, con altre nale, di proprietà comunale, di circa 1.800. mq con 8.000 mqScuole Edili, di alcune iniziative formative sulla sicurezza, destinate sia ai titolari di piccole e medie imprese che ai lavoratori esterni completi di cantieri simulati e attrezzature. La Scuola,edili dipendenti, e ha attivato anche un corso sperimentale, con l’utilizzo di sistemi multimediali, rivolto alla formazione di un infine, ha ottenuto un riconoscimento dall’INARCH, Istitutotecnico della sicurezza nei cantieri edili. L’Ente è accreditato con riconoscimento della Regione Siciliana ed è in possesso Nazionale di Architettura per l’attività formativa svolta. Un momento del corso per ponteggiatori.della certificazione di qualità ISO 9001 2000.PRINCIPALI PARTENARIATI: 2002 Gemellaggio con Bildungszentren Des Baugerbes e.V. 2004 Protocollo d’intesa e di collaborazione PRINCIPALI PARTENARIATI: Ha partecipato ai programmi comunitari: Leonardo da Vinci con l’effettuazione di scambi di allievi in Franciacon la ASL n° 2 di Caltanissetta SER.T. (Servizio Tossicodipendenza). Protocollo d’intesa e di collaborazione con Anfe, Enaip e Cipa di presso il CFBTP di Bordeaux e Youthstart con stage formativo di 2 settimane in Spagna presso la Fundacion Laboral de la construccionCaltanissetta (progetto formativo e socio riabilitativo riservato a soggetti svantaggiati). 2005 Protocollo d’intesa e di collaborazione con del Principado de Asturias ad Oviedo. Ha realizzato uno stage su lavorazione, manutenzione e restauro della pietra in collaborazione conEnte Scuola Edile di Siena, di Livorno e di Lucca. le Scuole Edili CFBTP di Bordeaux-Blanquefort (Francia) e CSDM Ecole De Metiers de la Construction di Montreal (Canada).266 267
  • 135. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoM.A.F.EN. – Ente Cassa Scuola Edile C.P di Enna .T. E.S.E.Me.P – Ente Scuola Edile di Messina .Contrada Misericordia, Km 104-400 S.S. 121 – 94100 Enna Via Giuseppe La Farina, 261 – 98124 MessinaLa Scuola Edile viene fondata nel 1989 perché i cambiamenti tecnologici e produttivi, le innovazioni normative e gli obbli- La Scuola Edile di Messina, fondata nel 1986, da oltre vent’anni è un riferimento,ghi di qualificazione delle imprese avevano reso indispensabile la costituzione di un Ente specializzato nell’erogazione di nel suo territorio, per la formazione professionale nel settore delle costruzioni.servizi formativi mirati al settore edile. A questa prioritaria domanda di formazione, nello specifico del nostro territorio, se L’Ente, senza scopo di lucro, è dotato di personale altamente qualificato, di certi-ne è aggiunta un’altra proveniente dagli altri soggetti pubblici e privati (stazioni appaltanti, ordini professionali etc.) che si ficazione di qualità, di accreditamento regionale presso l’Assessorato al Lavoro,rivolgevano all’Ente come riferimento privilegiato e specialistico per le esigenze e gli obblighi formativi e di aggiornamento di locali adeguati e di attrezzature sempre all’avanguardia. Nel tempo la Scuola silegati allo svolgimento dei propri compiti istituzionali e/o discendenti da obblighi di legge. Dopo la costituzione, nel corso è dimostrata sempre pronta a rispondere con rapidità alle innovazioni continue deldei primi anni di attività, la Scuola ha organizzato prevalentemente corsi rivolti a maestranze e tecnici del settore edile. Sono settore.stati eseguiti, sia con fondi propri e che con finanziamento pubblico (Ministero e FSE) corsi per: muratore polivalente, as- Gli obiettivi principali sono quelli di assicurare i mezzi ed i valori necessari per l’in-sistente di cantiere, contabilità dei lavori, carpentiere, datori di lavoro/RSPP tecnico per la gestione della commessa edile , serimento nel mondo del lavoro e l’aggiornamento professionale per il personalee corsi sulla qualità in edilizia. Nel 2003 sono stati avviati, con il contributo del FSE, i corsi per addetto alla manutenzione già occupato.del servizio idrico, assistente di cantiere e scalpellino. In partenariato con l’Università di Catania e diversi Istituti tecnici per Gli aspetti fondamentali dell’attività dell’Ente sono: promozione, organizzazione edgeometri, tra il 2004 e il 2006 sono stati realizzati corsi per Building manager in edilizia. Con l’introduzione delle direttive attuazione in ambito territoriale di iniziative formative rivolte a tutti coloro che si af- europee, la Scuola ha articolato la propria offerta formativa facciano per la prima volta nel mondo delle professioni edili; qualificazione, riqua- proponendo, a partire dal 1996, corsi per: addetti e responsa- lificazione, specializzazione ed aggiornamento di operatori, tecnici ed imprenditori bili del servizio prevenzione e protezione, primo soccorso in del settore; partecipazione attiva e organizzazione di convegni, seminari, incontri azienda, addetti antincendio e gestione delle emergenze, RLS, ed iniziative culturali volte all’innalzamento degli standard qualitativi e alla promo- corsi per ponteggiatori, coordinatore per la sicurezza in fase Scorcio di un cantiere. zione di metodologie innovative. di progettazione e in fase di esecuzione dei lavori. Dal gennaio del 2009 è iniziata la formazione 16ore. Da aprile del 2000 la Scuola si è dotata di una sede di proprietà con ampi laboratori per le attività pratiche, dotati di attrezzature e macchine per le esercitazioni e con ampi spazi all’aperto per le simulazioni di attività di cantiere. La Scuola ha un sistema certificato secon- do gli standard della Iso 2000 già dal 2003. È sede accreditata presso la Regione Sicilia per lo svolgimento di attività formati-Un’allieva di un corso. ve in ambito FOP Formazione continua e per l’orientamento. ,PRINCIPALI PARTENARIATI: Scuole, EE.LL., imprese, ANCE, Facoltà di Ingegneria di Catania. Di recente sono stati siglati degli ac-cordi di partenariato con l’Ordine degli Architetti della Provincia di Enna e con l’Università Kore di Enna.BIBLIOGRAFIA: La Sicurezza in edilizia; La qualità in edilizia; La sorveglianza sanitaria.268 269
  • 136. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoPANORMEDIL Ente Scuola Edile di Palermo E.C.S.E. – Ente Cassa e Scuola Edile di RagusaVia G. Borremans, 17 – 90145 Palermo Contrada Mugno – 97100 RagusaLa Scuola Edile di Palermo, PANORMEDIL, è stata costituita nel luglio1983. L’apertura effettiva però ha avuto luogo il 1° La Scuola Edile di Ragusa nasce nel 1981, come attività del-settembre 1986. Per rispondere in modo appropriato alle esigenze del territorio la Scuola effettuò un’analisi preliminare dei la Cassa Edile, per rispondere alla domanda di formazionedati anagrafici degli operai iscritti presso la Cassa Edile. Emerse, in modo manifesto, una sottoqualificazione numericamente degli operai edili, ma anche per la crescente richiesta, daconsistente dei giovani fino a 25 anni di età, per la professionalizzazione dei quali furono banditi corsi specifici. parte delle imprese, di manodopera specializzata a fronte diL’attività formativa ha preso avvio nel febbraio 1987, concentrandosi su tre obbiettivi: qualificazione nei mestieri del recupero una forte innovazione di carattere tecnologico e organizzati-e del restauro; qualificazione in mansioni operative complesse; qualificazione in mansioni usuali (carpentieri, ferraioli, ecc.). vo che, in quegli anni, vedeva la piccola impresa artigiana eTra il 1993 e il 2001 l’impegno della Scuola si è espanso sia territorialmente che socialmente comprendendo la formazione familiare trasformarsi in impresa industriale. La Scuola, dun-dei giovani a rischio e quella del quadro di livello alto dell’azienda. Nel 1993 è stato que, segnava un nuovo livello di confronto tra le parti sinda-siglato un accordo interistituzionale con Prefettura di Palermo, Comune di Paler- cali, in una provincia, come quella iblea, non estranea allemo, Provveditorato agli Studi (coinvolto nel “progetto APE - Area Penale Esterna”), sperimentazioni sociali e alla ricerca di spazi di confronto.Centro per la Giustizia Minorile della Sicilia ed associazioni culturali e sportive per Coniugare tradizione e modernità è stato un impegno costan-aprire e rendere operativo il Centro Giovani Borgo Nuovo, sede di attività integrate te di tutti gli amministratori che si sono susseguiti negli anniper sostenere minori a rischio, in una logica di prevenzione primaria. Sono seguite le nella gestione della Cassa Edile che, proprio nel momento ininiziative di recupero nel quartiere Zen 2 e il progetto VESPA - Valorizzazione Espe- Restauro e manutenzione della pietra sono gli aspetti formativi di punta della Scuola. cui si accingeva a svolgere l’attività di formazione, ha cam-rienziale Soggetti Potenzialmente Autonomizzabili, formando sia giovani a rischio di biato la propria denominazione in Ente Cassa e Scuola Edile.interruzione del percorso scolastico, che adulti a bassa qualificazione professionale I primi corsi sono stati orientati alla formazione di gruisti, muratori, carpentieri e sono stati istituiti a Ragusa, Modica e Comi-con l’intento di realizzare landmark urbani nel quartiere Albergheria del centro storico so. Agli inizi degli anni Novanta, nuovi processi di ristrutturazione e riorganizzazione hanno interessato il settore edile ibleo edi Palermo. In collaborazione con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo la Scuola si è posta l’obiettivo di promuovere iniziative formative coerenti con tali processi. La Scuola si è fatta carico di pro-l’Ente partecipa all’organizzazione del master di 2° livello per Tecnico del Recupe- muovere nuovi corsi orientati alla formazione di capocantieri, tecnici e operatori amministrativi innovando la didattica e fa-ro Edilizio. Nel 2007, con la formazione obbligatoria dei pontisti, l’Ente ha vissuto cendo largo uso di strumenti elettronici e programmi informatici. La valorizzazione del centro storico, il recupero e il restauroun’impennata esponenziale della quantità di formazione alla sicurezza, ulteriormente dei monumenti entrano nella cultura della Scuola Edile con la realizzazione di corsi orientati alla formazione di scalpellini fino Allievi del corso scalpellini presso il chiostro Sant’An-corroborata dall’introduzione delle 16ore. na a Lattarini. al corso restauro e manutenzione della pietra, che ha costituito l’impegno qualitativamente più significativo dell’attività della Scuola. Successivamente si è svolta solo attività autofinanziata e oggi la scuola si occupa solo dei corsi 16ore.PRINCIPALI PARTENARIATI: 1997 Due progetti Youthstart - Occupazione: Started Multiskills, e “Davide contro Golia” (volto alla for-mazione ed al successivo accompagnamento professionale di giovani provenienti da quartieri urbani degradati o in condizioni di bassascolarità). 1998 Entra nella rete formativa europea EBSA - European Building Sites Association. 1999 Il Comune di Palermo delegal’Ente per l’attuazione della parte formativa del progetto Europeo URBAN. 2002 - 2006 Progetto Pilota Leonardo da Vinci BASICON;Progetto Pilota Leonardo da Vinci ECOES-A; progetto LIFE / Ambiente Sun & wind; progetto INFORMCATALOG per il rilievo, la cataloga-zione e la valorizzazione dei beni culturali, in partenariato con il Consiglio nazionale delle Ricerche – Istituto per le Tecnologie Applicateai Beni Culturali. 2008 Progetto di cooperazione internazionale in partenariato con SPEF, il Centro per la Progettazione ed il Restauro BIBLIOGRAFIA: Scultura come terapia. Metamorfosi (2009), volume edito da un ex allievo del corso di Scalpellino, organizzato in colla-della Regione Siciliana, l’Università degli Studi di Palermo, l’Università Europea dei Mestieri e delle Arti, di Livorno e di Lucca. borazione con il Sert di Ragusa e rivolto a giovani tossicodipendenti.270 271
  • 137. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoE.S.E.S. – Ente Scuola Edile Siracusana E.S.P.E.T. – Ente Scuola Professionale Edile TrapaneseViale Emocrate, 6 – 96100 Siracusa Via Federico De Roberto – 91100 Trapani L’esigenza primaria che l’Ente Scuola Edile Siracusana, fondata nel 1960, L’E.S.P .E.T., Ente Scuola Professionale Edile Trapanese, dopo la stesura e la approvazione dello statuto e dell’atto costi- si è posta all’atto della sua fondazione è stata quella di offrire risposte tutivo, sottoscritto il 24/11/74, mosse i primi passi mettendo in cantiere il suo primo corso di formazione per carpentieri formative ad una manovalanza abbastanza diffusa e poco scolarizzata. in legno e ferraioli, nel comune di Santa Ninfa. Tutto ciò avvenne negli anni immediatamente successivi al terremoto della Si trattava di lavoratori che, a seconda delle esigenze contingenti, lavo- Valle del Belice, in piena fase di ricostruzione dei paesi terremotati. Nel tempo la Scuola ha monitorato la situazione occu- ravano come braccianti in agricoltura o come manovali in edilizia. La pazionale del settore attraverso contatti con la Cassa Edile, gli Uffici di Collocamento e l’Associazione delle Imprese Edili prima offerta formativa messa a punto per questa categoria è stata un della Provincia e ha avviato corsi per muratori polivalenti, piastrellisti e gruisti. Con l’evolversi delle tecnologie, l’Ente ha insieme di percorsi, generalmente serali, finalizzati all’approfondimento diversificato i propri interventi formativi dando rilievo a nuove specializzazioni quali tecnici di contabilità nel settore delle della lettura del disegno architettonico e del calcolo matematico. Tale costruzioni stradali, con adeguate applicazioni di programmi software. In considerazione della continua evoluzione delle attività veniva realizzata, in genere, in aule messe a disposizione dalle macchine movimento terra, vengono espletati corsi per operatori di dette macchine in diversi Comuni della provincia. scuole pubbliche del territorio. Con il tempo ha preso il via la realiz- Anche il settore archeologico riceve attenzione con corsi per addetto allo scavo, restauro e manutenzione archeologica.Un allievo di un corso di manutenzione e restauro della pietra. zazione di corsi di qualificazione, generalmente diurni, per muratore, Oltre all’attività formativa rivolta alle qualifiche professionali, a partire dal 1997, l’Ente ha destinato molte energie alla carpentiere, ferraiolo, gessista-muratore, offerta formativa che l’Ente formazione sulla sicurezza.ha continuato a proporre fino al 1980 circa. Fino a questa data i principali fruitori della formazione sono stati inoccupati o Fra le iniziative che hanno rappresentato un momento qualificante e didisoccupati che intendevano inserirsi in edilizia, e la formazione realizzata è stata sostanzialmente autofinanziata. I primi comunicazione con le forze produttive del territorio, si ricordano duefinanziamenti pubblici sono pervenuti all’Ente nel corso degli anni Ottanta, tramite la Regione e il Ministero del Lavoro, a se- convegni organizzati dall’E.S.P .E.T.: il primo, nel 1996, sul tema dellaguito di progetti cofinanziati dal FSE. L’offerta formativa ha iniziato ad arricchirsi di nuovi percorsi formativi: per intonacatori, sicurezza; il secondo sulla Formazione professionale nel settore delleconduttori di macchine movimento terra e scalpellini restauratori. L’Ente ha poi iniziato a rivolgersi ai giovani diplomati propo- costruzioni - sviluppo e occupazione, svoltosi nel 1997 e rivolto a sen-nendo percorsi specifici di qualificazione e specializzazione post diploma. Così, facendo delle nuove tecnologie informatiche sibilizzare le parti sociali e gli operatori del settore.un punto di forza della proposta complessiva, sono stati realizzati corsi per assistente di cantiere, addetto alla contabilità Successivamente, nel 2003, sono stati avviati i corsi con finanziamentoindustriale edile con sistemi informatizzati, tecnico per la manutenzione di reti idriche, tecnico per il recupero dell’edilizia del FSE per assistente di cantiere, scalpellino e per addetto alla manu-storica in zona sismica. A partire dalla seconda metà degli anni Novanta ha preso il via anche la formazione continua rivolta tenzione delle reti idriche e nello stesso hanno la Scuola ha partecipatoad operai, impiegati e tecnici. L’offerta si è poi ampliata ai temi della sicurezza con la realizzazione dei corsi base. A partire al progetto EX.TRA., rivolto ad extracomunitari e finalizzato all’acquisi-dal 2008 l’Ente ha iniziato a svolgere anche attività formativa per apprendisti e, dal 2009, la formazione per le 16ore. Punti zione delle qualifiche di pavimentatore e di intonacatore. L’interno della nuova sede.di forza dell’offerta formativa dell’Ente sono stati i percorsi sui temi della lavorazione, manutenzione e restauro della pietrae quelli sul recupero dell’edilizia storica in zona sismica.PRINCIPALI PARTENARIATI: 1998 Con il Programma Leonardo da Vinci PI.RA.MI.DE. un gruppo di allievi di un corso per la manu-tenzione e il restauro della pietra, realizzato dall’Ente e cofinanziato dal FSE, ha svolto un tirocinio formativo presso la Scuola Edilefrancese C.F.B. di Pont à Mousson.272 273
  • 138. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoC.F.S.E. – Centro per la Formazione e la Sicurezza in Edilizia Arezzo CORSI 16 ORE—Primo Ingresso 2009 S.P.E.F. – Scuola Professionale Edile di FirenzeVia P Da Palestrina, 8 – 52100 Arezzo . Via Lorenzo il Magnifico, 8 – 50121 FirenzeLa Scuola viene fondata nel 1957 con lo La Scuola, nata nel 1962, ha integrato e sviluppato le attività didattiche con il restauro dei beni artistici e del paesaggio. Lescopo statutario di formare lavoratori e fu- relazioni con il territorio sono state rafforzate tramite convenzioni con Enti Pubblici, Comuni, Provincia e Soprintendenza fi-turi lavoratori del settore delle costruzioni. nalizzate alla creazione di cantieri scuola, punto cardine di una metodologia innovativa in cui la didattica si fonde con il lavoroLa Scuola Edile e la Cassa Edile di Arezzo pratico. L’offerta formativa si è trasformata col passare del tempo: nel 1963 sono stati istituiti i primi corsi serali per operai,sono nate più o meno in contemporanea e dal 1980 i corsi biennali per i giovani da inserire nel settore e dal 1990 i corsi annuali per muratori, carpentieri, macchinequindi da subito le parti sociali hanno in- movimento terra etc. Dal 1995 sono partiti anche corsi per assistenti e direttori di cantiere, project manager e manutenzionedividuato tutto il territorio della provincia dei giardini storici. Negli ultimi anni la Scuola ha dato vita al Centro Europeo del Restauro (CER) occupandosi della conser-come ambito di azione della Scuola e han- vazione e del restauro del patrimonio architettonico, artistico e del paesaggio, proponendo un’ampia scelta formativa che vano preso come riferimento tutte le imprese dai corsi brevi, fino ai corsi biennali e triennali nei settori del restauro di arredi lignei e sculture policrome, restauro di dipinti,del settore. tecniche dell’intarsio, della decorazione, della doratura e dell’intaglio. Un notevole incremento c’è stato anche nella forma-Fino agli anni Novanta la scuola edile ha zione gratuita per i lavoratori dipendenti delle imprese iscritte alla Cassa Edile, vista la maggiore attenzione che la normativasvolto corsi professionalizzanti per murato- vigente pone nei confronti della sicurezza sul lavoro. Oltre alla sede della Scuola, l’Ente ha gestito nel tempo una serie diri e carpentieri. Tra il 1990 e i primi anni del cantieri scuola il primo dei quali venne allestito presso il Casone di Sorgane. Dal 1987 ad oggi vari cantieri scuola sono stati2000 c’è stata una virata brusca sui corsi allestiti, in convenzione con la Provincia, nel cinquecentescosulla sicurezza (RSPP Pronto soccorso, , Parco di Villa Demidoff a Pratolino. Con il lavoro di centinaiaAntincendio, RLS). In particolare dal 2007 Corso 16ore - Primo ingresso 2009. di allievi, il CER ha restaurato importanti opere ed edifici sto-ad oggi sono stati formati circa 2.000 lavo- rici presenti al suo interno tra cui: la Vasca dell’Appennino, laratori sul montaggio / smontaggio e trasformazione dei ponteggi. Negli ultimi anni, in particolare dal 2009, la Scuola è torna- Locanda o “Vecchia Posta”, le Scuderie e la Grotta di Cupido,ta a svolgere corsi professionalizzanti sia per occupati che per disoccupati, in particolare sul recupero edilizio. Attualmente la Cappella, le Vasche delle Gamberaie e la Grande Voliera,sono in corso di svolgimento corsi per soli impresari, corsi di specializzazione per dipendenti e due corsi per disoccupati, il giardino tra la Villetta e la Fagianeria, il Viale degli Zampilli,tutti sul tema del recupero edilizio. Oggi le imprese fanno alla Scuola richieste molto specifiche in particolare puntando sulla il salone della Ex Piaggeria, la Fattoria Nuova e i Padiglionirichiesta di formazione sulle nuove tecnologie: a breve, dunque, partirà un corso per 56 aziende e con 92 dipendenti iscritti, della Fagianeria e della Limonaia. Tra gli ultimi lavori eseguitiper la realizzazione di un edificio a risparmio energetico. si ricordano il restauro degli affreschi delle stanze di BiancaLa Scuola Edile, grazie ad accordi con i Comuni di Arezzo e Cortona, attiverà nella seconda parte del 2010 anche due im- Cappello nella Villa Medicea di Poggio a Caiano (XVI sec.) eportanti cantieri scuola. gli affreschi della Chiesa di Santa Maria in Campo a FirenzeLa sede attuale della Scuola è stata realizzata a partire dal maggio 1959, data della concessione edilizia, e ha subito nel Sede storica “Cantiere Scuola di Villa Demidoff”. (prima metà del XVII secolo).tempo ampliamenti e miglioramenti.PRINCIPALI PARTENARIATI: 2008 Socio fondatore della SEUM (Scuola Europea dei Mestieri) con FSF, i Comuni di Arezzo, Anghiarie Rapolano Terme, la Sovrintendenza di Arezzo, l’Istituto d’Arte e l’Ordine degli Architetti.2010 Fa parte di un progetto presentato per un bando Leonardo per la figura del formatore per la formazione nella sicurezza dei PRINCIPALI PARTENARIATI: Rete REFORME; UNI.EMA Université Européenne des métiers et des arts; Progetti Leonardo: la Scuola parteci-cantieri edili con partner la Provincia di Arezzo (capogruppo), Regione Toscana, DPL, INPS, INAIL, Asl, Belgio, Spagna, Germania, pa da anni a svariati progetti sia come capofila sia come partner nell’ambito dei programmi europei Leonardo da Vinci e Leonardo Mobilità.Francia, Polonia e Svizzera.274 275
  • 139. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoScuola Edile Grossetana E.L.S.E. – Ente Livornese Scuola EdileVia Monte Rosa, 196 – 58100 Grosseto Via Piemonte, 62/B – 57124 LivornoLa Scuola Edile Grossetana, fondata nel 1982, è nata per promuovere, con fondi propri e contributi pubblici, corsi di qualifi- Nell’aprile del 1978, la comune volontà degli imprenditori edili e delle organizzazioni sindacali dicazione per inoccupati / disoccupati e di aggiornamento professionale per occupati del settore, adempiendo in sostanza al categoria di contribuire in modo determinante a superare i condizionamenti che colpivano dura-duplice compito di formare maestranze qualificate ed affrontare il problema della disoccupazione giovanile, così accentuato mente il settore edile del territorio, il progressivo invecchiamento dei lavoratori e la difficoltà nelnell’ambito locale. reperire nuove forze lavoro, si concretizzò nella piena autonomia amministrativa ed operativa dellaParticolare rilevanza è stata posta anche sui rapporti con gli Ordini e Collegi Professionali, con gli istituti scolastici (soprat- Scuola. L’esperienza dei corsi di qualificazione professionale, avviata nel 1975, e protrattasi nei tretutto l’I.T.G. Manetti) e con l’Università, tanto più che la Scuola è uno dei soci fondatori del Polo Universitario Grossetano. anni successivi, giustamente rivisitata, consentì al primo CdA dell’Ente di predisporre un concretoL’offerta formativa dei primi anni di attività della Scuola, era incentrata soprattutto su corsi di qualificazione biennali per piano di formazione professionale, che venne portato a conoscenza sia delle istituzioni sia dellemuratori e carpentieri, rivolti a giovani inoccupati / disoccupati. Questi corsi hanno permesso di ovviare, seppur in minima forze politiche e sindacali. A partire dalla metà degli anniparte, alla mancanza di manodopera qualificata del Ottanta la Scuola ha sviluppato una particolare attenzionesettore. Negli anni, per stare al passo con le tra- alle problematiche della prevenzione, realizzando corsi insformazioni strutturali, organizzative e tecnologiche La sede della Scuola Edile. materia di sicurezza e producendo materiale informativodel settore, anche l’offerta formativa della Scuola e formativo. Con l’entrata in vigore del Dec. Lgs. 626/94è mutata e si è soprattutto differenziata. Ad oggi il l’Ente ha potenziato il servizio formativo per tutte quelle figure che sono chiamate acatalogo formativo è così composto: corsi 16ore, costruire la “cultura della sicurezza” e recentemente è stato realizzato, presso il Cen-formazione apprendistato; formazione sicurezza: tro di Livorno, un laboratorio per le attività formative per gli addetti allo smaltimento,R.S.P ., R.L.S., ponteggi, addetti pronto soccorso, .P rimozione e bonifica dell’amianto, che si aggiunge ai due cantieri scuola permanentiaddetti antincendio; formazione tecnico-professio- per gli operatori addetti al montaggio-smontaggio e trasformazione di ponteggi.nale; formazione amministrativa / gestionale. Oggi le attività della Scuola si rivolgono ai lavoratori che desiderano migliorare leDal 1982 a tutt’oggi, la sede della Scuola Edile proprie conoscenze, ai cassaintegrati di altri settori che cercano nell’edilizia una nuo-Grossetana è ubicata nello stesso stabile che ospita va collocazione, ai lavoratori che necessitano di una riqualificazione, ai tecnici dianche i locali della Cassa Edile. La Scuola ha ot- cantiere, a coloro che entrano nel settore per la prima volta, agli studenti delle ultimetenuto l’accreditamento della Regione Toscana e la due classi degli Istituti Tecnici per Geometri, ai neo diplomati e laureati in disciplinecertificazione ISO 9001:2008 rilasciata da IMQ. Un’aula della Scuola. inerenti il comparto, ai cittadini stranieri, ai reclusi delle Case Circondariali. La Scuola nel corso del tempo ha ottenuto per le tematiche sulla sicurezza il Premio delle buone pratiche dall’Amministrazione Provinciale, il Premio per l’ambiente Ulisse dal Comune di Livorno e la certificazione di qualità. Un giovane allievo durante il corso pontisti. PRINCIPALI PARTENARIATI: Progetto Interreg 2; Progetto Interreg 3; Youthstar; Lingua; Comenius; Petra. BIBLIOGRAFIA: Il materiale lapideo in edilizia. Album di disegno tecnico. (2000)276 277
  • 140. La chiave di volta. Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile Le Scuole Edili si raccontanoS.E.L – Scuola Edile Lucchese S.F.S. – Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della Provincia di Massa CarraraVia delle Fornacette, 458 – 55100 Lucca Via Pelliccia, 5/B – 54033 Carrara (MS)La Scuola Edile Lucchese è stata fondata il 6 dicembre del L’Ente Cassa e Scuola Edile della Provincia di Massa Carrara viene fondato nel 1962, nel 1975 diviene Ente Scuola Edile della1985 e ha iniziato l’attività nel 1986 con l’attivazione di cor- Provincia di Massa Carrara e dal primo giugno 2004 Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della Provincia di Mas-si di formazione professionale rivolti a giovani disoccupati / sa Carrara (S.F.S.). Con la fondazione della Scuola si sono volute unificare in un unico organismo le funzioni di formazione,inoccupati in uscita dalla scuola dell’obbligo e dalle scuole prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, per rendere più funzionale l’attività dell’Ente rispetto alle esigenze delle impresesuperiori. Prima della nascita della S.E.L., dal 1978 al 1985, e realizzare una riduzione dei costi. Le relazioni con il territorio sono molto modeste per due ordini di motivi: in primis la con-l’attività formativa era svolta dall’Ente Lucchese Scuola e correnza di Organizzazioni Datoriali fortemente politicizzate limita la autonomia decisionale delle Amministrazioni Pubbliche; inCassa Edile con l’attivazione di corsi di qualifica, attingen- secondo luogo c’è un sostanziale disinteresse delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori rispetto alla concorrenza che orga-do a finanziamenti dal FSE. Le relazioni sul territorio si sono nismi riconducibili alle organizzazioni predette, esercitanosviluppate in tre direzioni: con le imprese, per rispondere nei confronti delle attività istituzionali della S.F.S.alle loro esigenze professionali e con la collaborazione per Ad un’iniziale attività di corsi prettamente finanziati dal FSE,l’effettuazione degli stage; con le comunità locali, alle quali si sono aggiunti, nel tempo, i numerosi corsi a pagamentosono state fornite occasioni di riqualificazione di strutture Un’aula della Scuola. dell’area sicurezza e, da ultimo, i corsi 16ore. I corsi di pun-pubbliche grazie ai cantieri scuola; con le Scuole Medie, ta dell’offerta formativa della S.F.S. sono quelli rivolti agliattraverso interventi per pubblicizzare e indirizzare verso il settore delle costruzioni i giovani in uscita dalla scuola dell’obbligo. apprendisti e ai ponteggiatori.La S.E.L. ha inoltre svolto attività di interazione scuola-lavoro con gli istituti tecnici per geometri. Rispetto ai primi anni l’attività è La sede della S.F.S. Massa Carrara è ubicata in un palazzostata incrementata con: corsi di formazione a distanza FAD sulla sicurezza, corsi di progettazione, nei quali sono stati realizzati storico del centro cittadino, condiviso, fin dalla sua ristrut-progetti di recupero di una chiesa sconsacrata a Lucca adibita ad auditorium dell’Istituto Musicale Boccherini, corsi di bioedili- turazione, con l’Ente Cassa Edile della Provincia di Massazia rivolti a geometri per la progettazione e il recupero di una chiesa del comune di Barga. Oggi la Scuola punta molto sulle varie Carrara. La Scuola ha anche una sede didattica distaccatatecniche di restauro e recupero edilizio. Un’altra attività qualificante per l’Ente è stata la realizzazione di un corso di formazione in Lunigiana, a Filetto di Villafranca Lunigiana, nello storicoper manager d’impresa rivolto a laureati e diplomati. Alla fine degli anni Novanta, la Scuola ha cominciato a lavorare anche Foto ricordo del gruppo apprendisti del cantiere Limonaie. Convento Fatebenefratelli nell’omonima Piazza.su progetti transazionali. La prima sede della S.E.L. si trovava nel centro storico di Lucca; nel 1996 per necessità di spazio eper facilitare l’accesso agli utenti l’Ente si era trasferito prima nell’immediata periferia e poi, dal 1998 al 2005, a CastelnuovoGarfagnana perché il bacino di utenza più interessato era ubicato nella media Valle del Serchio e nell’alta Garfagnana. Nel 2005,visto il maggi