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I was in Brussels and attended an interesting workshop about eSafe

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eSafety in the future classroom report asquini Document Transcript

  • 1. eSafety in the Future Classroom- practical focus for teachers and their students Report Carla Asquini, ambasciatore eTwinning fvg Il premio-formazione In qualità di vincitori del “Premio nazionale eTwinning 2012” quest’anno ci è stata data la stimolante opportunità di partecipare ad un corso di aggiornamento a Bruxelles. Tra tutta una serie di interessanti proposte riguardanti ad esempio l’utilizzo didattico di lavagne interattive, tablet o strumenti multimediali creativi ho scelto il tema della sicurezza in internet, perché ritengo che in questo campo ci sia davvero molto da fare, in primo luogo da parte dei docenti, non sempre informati su rischi e problemi connessi all’uso della rete ed in particolare dei social media. Il contesto Al 61 di Rue de Trèves, nel cuore pulsante della capitale europea, tra imponenti edifici e traffico congestionato, sempre, si trova European Schoolnet, una rete di 30 Ministeri dell’Istruzione uniti dall’obiettivo comune di portare innovazione tra gli attori principali di istruzione, formazione, scuola, università e ricerca. Eravamo 8 partecipanti, tra ambasciatori e referenti eTwinning, provenienti da diversi paesi dell’Unione: Spagna, Irlanda, Inghilterra, Polonia e Italia. Siamo stati accolti dalla formatrice irlandese Grainne Walsh presso il Future Classroom Lab, uno spazio didattico innovativo, sponsorizzato dai maggiori leader nella produzione di tecnologie per la didattica. Future Classroom Lab, l’aula laboratorio L’ambiente era dunque di per sè stimolante, in quanto, appunto, futuro, finalizzato ad immaginare e anticipare una possibile evoluzione dell’aula tradizionale, in cui per lo più ci troviamo purtroppo ancora ad operare nella realtà quotidiana del presente. Si tratta di un laboratorio tecnologicamente attrezzato secondo spazi modulari ricomponibili, funzionali alle diverse fasi che caratterizzano il processo di didattica attiva, partecipata e condivisa: dall’esplorazione alla ricerca, dalla progettazione alla sperimentazione, dalla condivisione alla discussione. Il punto della situazione Partendo dalla inquietante e tuttavia realistica constatazione secondo cui l’Europa manca di competenza digitale, confermata anche, se ce ne fosse bisogno, dalla drammatica crisi economica e sociale che ha messo in ginocchio il mondo del lavoro in tutto il continente, si è cercato di individuare una serie di interventi di immediata utilità, atti ad affrontare le criticità più diffuse rilevate nell’uso delle tecnologie in ambiente scolastico. Obiettivi del workshop Articolato su due giornate, il corso ha fornito occasione di confronto reciproco sull’utilizzo della rete sia per scopi personali che didattici, stimolando un’attenta riflessione, da un lato riguardo finalità e modalità, dall’altro rispetto specifiche conoscenze e competenze che sarà necessario quanto prima andare ad integrare nel profilo dello studente del XXI secolo. Il positivo equilibrio tra la parte teorico-normativa e quella di pratica-applicata ha favorito un buon grado di spendibilità dei risultati, da condividere all’interno dell’istituto di appartenenza, con
  • 2. ricaduta a livello di sistema su: formazione docenti, studenti e regolamentazione di comportamenti. Due gli obiettivi di fondo: 1. La necessità di predisporre un curricolo delle TIC, che individui una serie di competenze da acquisire in primo luogo da parte dei docenti e successivamente da parte degli studenti; 2. L’urgenza di mettere a punto e adottare un regolamento per la sicurezza in internet d’istituto, che disciplini l’utilizzo delle TIC in ambiente scolastico. Migliorare conoscenza e sicurezza Si è prospettata quindi la necessità di attuare un ampiamento dell’offerta formativa, da registrare all’interno del POF e di operare un’integrazione nel piano per la sicurezza dell’Istituto. Dal confronto è emerso che Irlanda, Regno Unito e Polonia hanno già maturato esperienze in tale direzione, dotandosi di un piano educativo nel contesto della sicurezza in rete, che coinvolge l’intero istituto, destinato non solo a studenti, ma anche a genitori e docenti, regolato da un codice etico di comportamenti, definiti accettabili. Riconoscere pericoli, minacce, ma anche le opportunità Appropriazione indebita di identità, cyber bullismo, calunnia, diffamazione, dipendenza, estremismi, frodi, truffe, violenza, contenuti inappropriati, pornografia, pedofilia, virus, spionaggio, attacchi al sistema, sono solo alcuni dei pericoli che si celano nella rete, l’elenco è lungo e, come noto, è destinato ad ampliarsi. La sicurezza digitale si configura come un diritto fondamentale dello studente-cittadino e comporta conoscenze e competenze, che dovranno necessariamente venir acquisite durante il percorso di istruzione e formazione ed entrare così a far parte del suo bagaglio di esperienze. Saper usare internet e gli strumenti della rete è divenuta una necessità, come preziosa fonte di informazione, ma in modo critico, per l’apprendimento, il lavoro, il tempo libero, la comunicazione. Il docente, oltre a mettere in guardia dovrebbe insegnare alla classe ad avvalersi del grande potenziale della rete, ad esempio a reperire risorse adeguate, ad effettuare una ricerca sicura ed efficace, a consultare archivi, biblioteche, siti di interesse per il percorso didattico, ma anche a verificare l’autenticità dei contenuti e a valutare l’informazione in modo critico. EU Kids Online, un’indagine effettuata a partire dal 2009 su incarico della Commissione Europea in 25 paesi dell’Unione, con l’obiettivo di conoscere cosa fanno i ragazzi in rete e il livello di competenza nell’utilizzo delle TIC ha coinvolto 25.000 giovani dai 9 ai 16 anni e i genitori. Giò nel 2010 identificava 8 competenze digitali di base: • Usare social bookmarking; • Bloccare messaggi indesiderati; • Reperire informazioni sulla sicurezza in internet; • Modificare le impostazioni sulla privacy in un profilo; • Comparare differenti siti per verificare la veridicità delle informazioni; • Bloccare pubblicità indesiderata; • Bloccare posta indesiderata; • Modificare le preferenze in un filtro La Finlandia, paese all’avanguardia nel settore, si era attestata su un punteggio di 5,8 su 8, l’Italia si era fermata ad uno scarso 3,3. Competenza digitale, obiettivo LLP Si sono quindi indagati i concetti di digital literacy, alfabetizzazione digitale, apprendimento di base su funzionamento e utilizzo dei nuovi strumenti a disposizione di ciascuno e di digital citizenship, cittadinanza digitale, che, date le implicazioni si configura anch’essa come un nuovo diritto dei cittadini del XXI secolo. The EU Digital Competences in Practice individua le seguenti 5 aree di conoscenza:
  • 3. • Informazione; • Comunicazione; • Creazione di contenuti; • Sicurezza; • Problem solving Il tema dovrebbe interessare docenti e ragazzi in quanto competenza per la vita fuori e dentro la scuola.L’obiettivo, trasversale a tutte le discipline, è finalizzato all’acquisizione di una progressiva conoscenza e consapevolezza circa la necessità di utilizzare la rete rispettando regole e diritti. Verso un curricolo digitale Il docente avrà quindi il compito di trattare, in tema di sicurezza, ad esempio: come creare una password sicura, di far riflettere gli studenti in fatto di privacy, su come proteggere i propri e non diffondere dati sensibili di terzi. Quanto al copyright sarà inoltre necessario mettere gli studenti in guardia da possibili violazioni del diritto d’autore e illustrare tecniche per aggirare il problema, evitando il plagio, per non incorrere in sanzioni riguardo la proprietà intellettuale, ad esempio, citando fonti ed utilizzando licenze di attribuzione creative commons. Cose da saper fare Segue un dettagliato elenco di digital skills, finalizzate ad una corretta gestione di contenuti e del sè digitale, che dovrebbe stimolare un’attenta riflessione, in primo luogo sulla competenza digitale dei docenti, che avranno il compito di affrontare il problema in maniera pragmatica, anche all’interno dei nostri istituti: • distinguere tra fonti primarie e secondarie; • filtrare e valutare l’informazione che si ottengono; • usare motori di ricerca e database per acquisire informazioni; • cercare argomenti utilizzando diverse fonti; • riconoscere siti sicuri; • aggiornare il browser ed il sistema operativo; • salvare file e contenuti (testi, immagini, pagine web); • usare parole chiave e frasi appropriate per reperire informazioni rilevanti; • utilizzare indici da condividere e attribuire etichette; • riconoscere i dettagli del copyright; • attribuire una licenza di copyright; • riconoscere proprietà intellettuale, citare autori, siti, creatori; • evitare pop up e pishing • reperire strumenti e applicazioni digitali; • verificare la presenza di virus; • creare una password sicura e mantenerla tale; • condividere materiali; • non accedere a file e archivi di terzi; • riconoscere e rispettare diritti e sentimenti di terzi che si esprimono in rete; • essere cauti utilizzando attrezzature e dispositivi digitali; • mantenere informazioni private e renderle pubbliche; • aggiungere commenti rispettando i sentimenti altrui A guide for parents Education and new media http://www.saferinternetday.org/c/document_library/get_file?uuid=15f5f3ac-e6bb-4760-b6b0- eb4ca46a9829&groupId=10136 The Web We Want http://webwewant.eu/handbookdownload/download-the-handbook/ Grazie eTwinning!