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  • 1. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. - 2002 Conclusioni - BibliografiaI NETWORK NELLE ORGANIZZAZIONI KNOWLEDGE INTENSIVE. IL CASO MILK CONCLUSIONI
  • 2. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - BibliografiaCONCLUSIONILo studio condotto attraverso questa tesi ha permesso di comprendere cheil valore della conoscenza non è assoluto, esso dipende dal luogo, dalmomento e dagli individui o gruppi che stanno utilizzando quel particolaresapere. La Conoscenza, la tacit knowledge, si riferisce all’abilità e alleesperienze delle persone di usare le informazioni per prendere decisioni,realizzare attività e raggiungere risultati.Le considerazioni delle differenti fasi del progetto MILK e, in particolare,delle attività di analisi offrono uno spunto di riflessione sull’importanza digestire la conoscenza nelle organizzazioni knowledge intensive permigliorare i processi di apprendimento. Questi sono inequivocabilmentesituati nel contesto lavorativo, dal quale non possono prescindere.All’interno di questi contesti, soluzioni di knowledge management basatesu un’infrastruttura di ICT e incentrate sulla relazione tra contenutoconoscitivo e contesto lavorativo, consentono di supportare i processi digestione della conoscenza e di apprendimento, contribuendo a migliorarele performance dell’organizzazione nel suo complesso.L’applicazione della parte teorica elaborata nella tesi durante l’esperienzanel progetto MILK offre uno spunto di riflessione sulla comprensionedell’importanza e difficoltà della gestione della conoscenza nelleorganizzazioni.La rilevanza degli ambienti di consulenza, quali Butera e Partners, comeesempio significativo di luoghi nei quali sono complesse e delicate ledinamiche di knowledge management, è testimoniata dal fatto che lecaratteristiche di questi contesti organizzativi presentano numerosi punti di
  • 3. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografiaconvergenza con la descrizione fatta nei capitoli iniziali della tesirelativamente ai tratti distintivi delle organizzazioni knowledge intensive.Un aspetto che emerge dall’analisi di queste realtà è quello relativo allanatura sociale e collaborativa del lavoro, che comporta un ripensamento ditali processi, assumendo come unità di analisi non più i singoli individui,ma i knowledge network, cioè comunità di persone che condividono lestesse esperienze, le stesse pratiche di lavoro e partecipanocongiuntamente alla creazione della conoscenza e alla costruzione dellaloro identità (Lave e Wenger, 1991; Wenger, 1998). Quindi, emerge conevidenza la natura distribuita della conoscenza e dell’apprendimento, cheavviene principalmente attraverso la partecipazione diretta degli individuiai network di appartenenza. Le comunità che si creano spontaneamenteall’interno di un’organizzazione, attraverso la condivisione di pratiche dilavoro e di esperienze comuni, diventano il luogo privilegiatodell’apprendimento situato e dell’acquisizione di abilità e conoscenzerilevanti per svolgere l’attività lavorativa.I knowledge network rappresentano i luoghi privilegiati di circolazione econdivisione della conoscenza e la sua creazione è, quindi, fortementemediata dall’interazione sociale tra gli attori coinvolti nei processilavorativi e dal contesto in cui operano.Se la conoscenza è costantemente mediata dalle interazioni sociali e vienecreata attraverso continui processi di partecipazione e reificazione, cherendono possibile la negoziazione dei significati delle attività svolte e lacreazione di artefatti comuni, sia cognitivi che materiali, i processi diapprendimento non possono prescindere da tali variabili. L’apprendimentopuò avvenire solo attraverso il coinvolgimento diretto degli individui allepratiche di lavoro e attraverso l’interazione con gli altri membri della
  • 4. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografiacomunità. I knowledge network rappresentano un dispositivo socialecapace di attivare quella intelligenza distribuita nel tessuto di relazioniinformali che attraversa lorganizzazione e, in un certo senso, presidiano laconoscenza organizzativa, promovendo lapprendimento dei suoi membri.In queste comunità l’elemento chiave consiste nella capacità di ridefinirein modo collettivo i problemi, nell’esistenza di ambiguità nei concetti enelle rappresentazioni del mondo.Questo non significa semplicemente affermare che la conoscenza esistenelle persone che la posseggono e non nelle organizzazioni. Tutt’altro:significa affermare che la conoscenza esiste solo in quanto attivata daldialogo tra gli individui, dal confronto dialettico di più persone che,continuamente, producono e riproducono significati, negoziano ambiguità.Tutte queste considerazioni sono indispensabili per la progettazione diinterventi finalizzati a migliorare i processi di gestione della conoscenza elapprendimento in contesti organizzativi concreti. Gli artefatti in cui taleconoscenza può essere incorporata - un documento, una presentazione, unoggetto - costituiscono solo un aspetto parziale dellimmenso patrimonioconoscitivo di unorganizzazione. Per essere compresi completamente,questi artefatti devono, in primo luogo, essere disponibili a tutti gliindividui in maniera contestualizzata; devono, cioè, essere posti in strettarelazione con tutti gli elementi cognitivi, sia taciti che espliciti, che hannocontribuito alla loro produzione rendendo visibile il complesso e articolatosistema di relazioni all’interno del quale essi vivono.Le considerazione fino ad ora realizzate sono indispensabili per laprogettazione di interventi finalizzati a migliorare i processi di knowlegdemanagement e lapprendimento in contesti organizzativi concreti. Lo
  • 5. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografiaspirito che anima il progetto MILK è che la tecnologia deve essereprogettata a partire innanzitutto dalle persone, attraverso lo studio delledinamiche concrete tramite le quali la conoscenza viene creata e condivisa,e dei processi di apprendimento reali. Sulla base di ciò, i knowledgenetwork rappresentano l’unità di analisi privilegiata e la tecnologia deveessere progettata in maniera tale che risulti uno strumento in grado disupportare tali dispositivi sociali e di facilitare le interazioni tra i membriche ne fanno parte.Il seductive design come approccio socio-tecnico si rivela, quindi,adeguato come schema teorico da seguire per la progettazione di unasoluzione di knowledge management basata su un’infrastrutturatecnologica, perché promuove una progettazione congiunta dellatecnologia, dellorganizzazione e degli aspetti sociali e culturali. In questomodo è possibile evitare che la componente tecnologica assumaun’importanza assoluta, attribuendo il giusto peso a tutte le variabili chedevono essere prese in considerazione, per garantire che il sistema si riveliadeguato al contesto in cui deve essere implementato.L’esperienza vissuta durante le prime fasi del progetto MILK dimostra che,affinché un sistema di ICT per il knowledge management venga introdottocon successo all’interno di un’organizzazione, è indispensabile che questosia perfettamente allineato con le pratiche di lavoro e le dinamicheattraverso cui la conoscenza circola e si diffonde all’interno dellambientelavorativo. Se manca questa condizione, le potenzialità di tale strumentonon si attualizzano a causa delle barriere culturali, cognitive e psicologichedegli utenti. Un sistema che non è in grado di integrarsi armoniosamenteall’interno del flusso di attività quotidiane viene percepito comeun’imposizione dall’esterno e un freno all’efficienza delle proprie
  • 6. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografiaperformance lavorative, creando avversione e rifiuto verso il suo possibileutilizzo. L’attenzione verso la componente umana del knowledgemanagement è un presupposto essenziale per garantire che un intervento inquesta direzione abbia delle probabilità di successo in un’organizzazione.È evidente come la tecnologia diventi una variabile determinante, ma nonassoluta all’interno di un intervento di knowledge management. In altreparole, il potenziale dei supporti tecnologici è altissimo, ma per fare inmodo che si attualizzi, è necessario che il punto di partenza per laprogettazione siano le persone e le dinamiche sociali in cui queste sonocoinvolte. L’attenzione deve essere posta non più sull’interazione tral’uomo e lo strumento tecnologico, bensì sull’interazione tra personemediata da artefatti di varia natura, tra cui un ruolo sempre più importanterivestono quelli tecnologici.Quindi, il presupposto per la progettazione di un sistema di knowledgemanagement basato sulle tecnologie dell’informazione e dellacomunicazione che prenda corpo a partire da una strategia di knowledge-based management, è lacquisizione della consapevolezza, all’interno delleorganizzazioni, dell’estrema importanza che ricoprono i knowledgenetwork, veri e propri motori dei processi di creazione e condivisione dellaconoscenza, fabbrica sociale dell’apprendimento e leva strategica per ilmiglioramento continuo delle performance aziendali.Certo la tecnologia è uno strumento potente. Tuttavia, la tecnologiaprincipale è rappresentata dall’interazione tra gli individui, dalla continuaproduzione e riproduzione del knowledge: un po’ come il pane, laconoscenza può derivare solo da un impasto ben lavorato (Fanelli, 1999).
  • 7. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - BibliografiaBIBLIOGRAFIA- AA.VV., 1996; Knowledge-based management, Sviluppo & Organizzazione, n.153- AA. VV. 1998; Harvard Busienss Review on Knowledge Management, Harvard Business School Publishing, London- AA. VV. 2000; Focus: Knowledge Management, Economia & Management, n.4- AA. VV., 1998; Come va configurandosi il rapporto fra tecnologie dellinformazione ed organizzazione nel mondo knowledge-based?, Sviluppo e Organizzazione, n.165- AA. VV., 2001; Knowledge Management, Sistemi e Impresa, n.6- Accame F., 1998; Consapevolezza del linguaggio e governo delle comunicazioni, Economia & Management, n.3- Alby F., 1999; Le rappresentazioni narrative come metodo di sviluppo delle comunità, Sistemi & Impresa, n.1- Alder P. S., 2001; Fiducia riflessiva ed economia della conscenza, Sviluppo & Organizzazione, n.188- Alder P.S., 2001; Market, Hierarchy, and Trust: The Knowledge Economy and the Future of Capitalism, Organization Science, vol.12 n.2- Allee V., 1997; The Knowledge Evolution: Expanding Organizational Intelligence, Butterworth-Heinemann, Boston- Allee, V., 1997; 12 principles of knowledge management, Training & Development, vol.51 n.11- Alvesson M., 1993; Organization as a rethoric: Knowledge-intensive firms and the struggle with ambiguity, Journal of Management Studies, vol.30 n.6
  • 8. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Amietta P. L., 2000; I luoghi dell’apprendimento, Angeli, Milano- Andreu R., Sieber S., 2000; La Gestión Integral del Conocimiento y del Aprendizaje, Economía Industrialn, n.307- Argote L., 1999; Organizational Learning: Creating, Retaining, and Transferring Knowledge , Kluwer, Bosto- Arjona, M., 1999; Dirección Estratégica. Un enfoque práctico, Díaz de Santos, Madrid.- Arthur Andersen, 1999; El Management en el Siglo XXI, Granica, Buenos Aires.- Baets W. R. J., 1998; Organization Learning and Knowledge Technologies in a Dynamic Environment, Kluwer Academic Publishers, Boston- Bassi L. J., 1997; Harnessing the power of intellectual capital, Training & Development, Vol.51 n.12- Basu A., 1998; Perspectives on operations research in data and knowledge management, European Journal Of Operational Research, Vol.111 n.1- Biffi A., Barile G., 1999; Il sistema informativo, vincolo moderno allazione manageriale?, Economia & Management, n.1- Bistolfi M., 1998; Il Knowledge Management e la ricerca industriale in Europa, Sistemi & Impresa, n.5- Blackler F., 1995; Knowledge, Knowledge Work and Organization: An Overview and Interpretation, Organization Studies, n.16- Blackler F., 1999; Dal concetto statico di conoscenza al concetto dinamico del conoscere: il knowing come processo e come prodotto delle comunità, Studi Organizzativi, n.3- Blackler F., 1999; Il processo di conoscenza come prodotto delle comunità, Studi Organizzativi, n.3
  • 9. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Blackler F., Crump N., McDonald S., 1999; Managing experts and competing through collaboration: an activity theoretical analysis, Organization: The interdisciplinary Journal of Organization, Theory and Society, n.6/1- Bogetti M., 1996; Un modello di gestione della conoscenza per le imprese, Sviluppo & Organizzazione, n.153- Boisot M. H., 1998; Knowledge Assets: Securing Competitive Advantage in the Information Economy, Oxford University Press, Oxford- Bregni A., 1997; Reingegnerizzazione come apprendimento. Un modo radicalmente diverso di perseguire opportunità, Economia & Management, n.2- Brooking A., 1997; El Capital Intelectual, Paidos Empresa, Barcelona.- Brown J. S., Duguid P., 1991; Organizational Learning and Communities of Practice: Toward a Unified View of Working, Learning and Innovation, Organization Science, n.2/1- Brown J. S., Duguid P., 2001; Knowledge and Organization: A Social- Practice Perspective, Organization Science, vol.12 n.2- Bueno E,. 1999; Gestión del Conocimiento, Aprendizaje y Capital Intelectual, Boletín del Club Intelectuál, n.1- Bueno E., 1998; El Capital Intangible como clave estratégica en la competencia actual, Boletín de Estudios Económicos, Asociación de Licenciados de la Universidad Comercial de Deusto, n.164- Bueno E., Morcillo P., 1997; Dirección Estratégica por Competencias Básicas Distintivas: Propuesta de un Modelo, Documento n.51, IADE- UAM, Madrid
  • 10. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Butera F., 1999; L’organizzazione a rete attivata da cooperazione, conoscenza, comunicazione, comunità: la R&S, Studi Organizzativi, n.2- Butera F., Donati E., Cesaria R., 1997; I lavoratori della consocenza, Angeli, Milano- Butler J.G., 1997; Information Technology: Converging Strategies and Trends for the 21st Century- Caballero Quintana A., .2001; Las 4Cs de la gestión del conocimiento. Comunicación, Cultura, Conocimiento y Capital intelectual, GEFGESTION, mayo- Caglio A., 1998; Intranet e la riprogettazione degli assetti organizzativi: il caso Ciba-Geigy Italia, Economia & Management, n.5- Camuffo A., 1996; Competenze. La gestione delle risorse umane tra conoscenza individuale e conoscenza organizzativa, Economia & Management, n.2- Camuffo A., 1997; Organizzare per produrre conoscenza, Sviluppo & Organizzazione, n.162- Camussone P., 1998; Il sistema informativo aziendale, Etas Libri, Milano- Camussone P., 2000; Informatica organizzazione e strategia, McGraw- Hill Libri, Italia- Carroll J. M., 1995; Scenario-Based Design. Envisioning Work and Technology in System Development, John Wiley & Sons, New York- Catino M., 1999; Apprendimento e conoscenza nelle comunità di pratica: il caso Cer-Montell, Studi Organizzativi, n.2- Celano S., Landolfi A., Schael T., 1998; Adapt Rise. Un progetto di Knowledge Management. CRESM Campania, De Angeli Editore, Avellino
  • 11. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Chan Kim W., Mauborgne R., 1999; Strategy, Value Innovation, and the Knowledge Economy, MIT Sloan Management Review, vol.40 n.3- Choo C. W., 1998; The knowing organization: how organizations use information to construct meaning, create knowledge, and make decisions, Oxford University Press,- Collins D., 1998; Knowledge work or working knowledge? Ambiguity and confusion in the analysis of the knowledge age, Journal of systemic knowledge management, marzo- Correale C., Penco C., 1999; Strategia e organizzazione che apprende, Sistemi & Impresa, n.5- Cortese C., 2001; Web e formazione manageriale, Sviluppo & Organizzazione, n.188- Cramton C. D., 2001; The Mutual Knowlegde Problem and Its Consequences for Dispersed Collaboration, Organization Science, vol.12 n.3- Cravera A., Maglione M., Ruggeri R., 2001; La valutazione del capitale intellettuale, Il Sole 24 ORE, Milano- Cushman A., Fleming M., Harris K., Hunter R., Rosser B., 1999; The Knowledge Management Scenario: Trends and Directions for 1998- 2003, Gartners Group Strategic Analysis Report- Davenport T., De Long D. W., Beers M. C., 1998; Successful Knowledge Management Projects, MIT Sloan Management Review, vol. 39 n.2- Davenport T., Prusak L., 1998; Working Knowledge. How Organizations Manage What they Know, Harvard Business School Press, London
  • 12. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Davenport T., Prusak L., 1998; Learn how valuable knowledge is acquired, created, bought and bartered, Australian Library Journal, vol.47 n.3- De Leo F., 1996; Ripensare l’impresa come piattaforma di ocnoscenza, Sviluppo & Organizzazione, n.153- De Peri F., 1997; Organizzazione, Apprendimeto, Potere, Sistemi & Impresa, n.2- Donati V., 2000, Da collaboratori a clienti, Come migliorare la performane dei collaboratorri gestendoli come clienti da soddisfare, Angeli, Milano- Drucker P., 1988; The Coming of the New Organization, Harvard Business Review- Drucker P. (intervista di Musumeci A.), 1996; Il sapere è potere, Sistemi & Impresa, n.3- Drucker P., 1993, Post-capitalism society, Butterworth-Heinemann- Drucker P., 1999; Le sfide di management del XXI secolo, Franco Angeli, Milano- Drucker P., 1999; Knowledge-Worker Productivity: The Biggest Challenge, California Management Review, vol.41 n.2- Earl M.J., Scott I.A., 1999; What Is a Chief Knowlegde Officer?, MIT Sloan Management Review, vol.40 n.2- Edvinsson L., 1997; Developing Intellectual Capital at Skandia, Long Range Planning, vol.30 n.3- Edvinsson L., Malone M., 1997; Intellectual Capital. Realizing your companys true value by finding its hidden roots. Harper Business. New York- Engestrom Y., 1990; Learning by Expanding: An Activity Theoretical Appoach to Development Research, Orienta Konsultit, Helsinki
  • 13. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Fanelli A., 2001; Dinamiche conoscitive ed innovazione, Sviluppo & Organizzazione, n.184- Fanelli A., 2001; Sviluppo della Conoscenza, Sviluppo & Organizzazione, n.184- Fanelli A., Hargadon, 1999; I mediatori della conoscenza, Sviluppo & Organizzazione, n.175- Fernández E., Montes J.M., Vázquez C.J., 1998; Los Recursos Intangibles como Factores de Competitividad de la Empresa, Dirección y Organización, n.22- Formica O., Pareschi R., 1998; La gestione digitale della conoscenza: l’esperienza di Xerox, Sviluppo & Organizzazione, n.165- Garavan T., 1998; L’organizzazione che apprende, Sviluppo & Organizzazione, n.168- Gherardi S., 2000; La conoscenza, il sapere e l’apprendimento nelle comunità di pratica, Studi Organizzativi, n.1- Gherardi S., 2000; La pratica quale concetto fondamentale di un rinnovamento nello studio dell’apprendimento organizzativo, Studi Organizzativi, n.1- Giuli M., 2001; Comportamento mangeriale e sviluppo del capitale intellettuale, Sviluppo & Organizzazione, n.188- Goleman D., 1996; Inteligencia Emocional, Kairós, Barcelona.- Goleman D., 1999; La inteligencia emocional en la empresa, Ediciones Vergara, Argentina- Grant R. M., 1996; Dirección Estratégica. Conceptos, Técnicas y Aplicaciones, Civitas, Madrid- Gravilli G, Turati C., 2000; L’organizzazione “knowledge based”, Sviluppo & Organizzazione, n.179
  • 14. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Greif I., 1988; Computer Supported Cooperative Work: A book of readings, Morgan Kaufmann Publisher, San Mateo, California- Gupta A. K., Govindarajan V., 2000; Knowledge Management’s Social Dimensions: Lessons From Nucor Steel, MIT Sloan Management Review, vol.42 n.1- Halal W. E., 1998; The Infinite Resource: Creating and Leading the Knowledge Enterprise, Jossey-Bass Business and Management Series- Hall N.G., Stivers B., Covin T., Smalt S., 1997; Knowledge management and information technology, Proceedings of the 1997 Annual Meeting of the Decision Sciences Institute, vol.2 1997, Decision Science Institute, Atlanta, GA, USA- Hamel G., Prahalad C. K. 1990; The Core Competence of the Corporation, Harvard Business Review, may-june- Hansen M. T., Nohria N., Tierney T., 1999; What’s your strategy for managing knowledge, Harvard Business Review, vol.77 n.2- Hansen M. T., Nohria N., Tierney T., 1999; Whats Your Strategy for Managing Knowledge?, Harvard Business Review, march-april- Huang K. T., 1998; Capitalizing on intellectual assets, IBM Systems Journal, vol.37, n.4- Husema R. C, Goodman, J.P., 1998; Leading With Knowledge: The Nature of Competition in the 21st Century- Kensing F., Blomberg J., 1998; Participatory Design: Issues and challenges. In Blomberg, Kensing- Khun S., Muller M.J.; 1993; Participatory Design: Special Issue. Communication of the ACM, 36- Inkpen A. C, 1996; Creating knowledge through collaboration, California Management Review, vol.39 n.1
  • 15. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Jimenez A., 1999; Las Competencias y el Capital Intelectual: La manera de gestionar personas en la Era del Conocimiento, Boletín Club Intelec, abril, nº 2, Euroforum, Madrid.- Jordan J., 1997; Competing through Knowledge, Technology Analysis & Strategic Management, vol9 n.4- Klein D. A. E., 1998; The Strategic Management of Intellectual Capital (Resources for the Knowledge-Based Economy), Butterworth Heinemann, Boston- Lanza A., 1998; Le relazioni tra imprese allorigine dei vantaggi competitivi knowledge-based, Economia & Management, n.5- Lave J., Wenger E., 1991; Situated Learning. Legitimate Peripheral Participation, Cambridge University Press- Levina N., 1999; Knowledge and organizzations literature review, Prepared for the Society for Organizational Learning- Levitin A., Redman T. C., 1999; Data Management, Sviluppo & Organizzazione, n.174- Levy P., 1992; Le tecnologie dell’intelligenza, Synergon, Bologna- López J. A., 1996; Cómo hacer de la Empresa una Organización Aprendiente, Economía Industrial, n.311- López Sintas J. 1996; Los Recursos Intangibles en la Competitividad de las Empresas. Un Análisis desde la Teoría de los Recursos, Economía Industrial, n.307- Mandelli A., 1998; Rete e costruzione collaborativa di conoscenza, Sistemi & Impresa, n.2- Marion A., Weissenberger-Eibl, 2001; Cicli di vita e gestione della conoscenza nelle reti d’impresa, Sitemi & Impresa, n.5
  • 16. Florindo Russo I network nelle organizzazioni knowledge intensive. Il caso M.I.L.K. – 2002 Conclusioni - Bibliografia- Marshall L., 1997; Facilitating knowledge management and knowledge sharing: New opportunities for information professionals, Online, vol.21 n. 5- Massa S., Merlino M., Pualiafito P.P., 1999; Knowledge Management e vantaggio competitivo, Sviluppo & Organizzazione, n.173- McDermott R., 1999; Why Information Technology Inspired But Cannot Deliver Knowledge Management, California Management Review, vol.41 n.4- McDermott R., 1998; Learning across teams: the role of communities of practice in team-based organizations, Knowledge Management Review, vol. 40 n.3- McDermott R., Synder W., Wenger E., 2000; Cultivating Communities, Harvard University Press, London- Merlino M., Dal Santo, 1996; Apprendimento individuale e apprendiemento organizzativo, n.156- Mesenzani M., 1998; L’integrazione tra sistemi e persone, Sviluppo & Organizzazione, n.165- Mesenzani M., Ottaiano C., 2000; Il Knowledge Management in Andersen Consulting, Rivista di Informatica Vol. XXX, n.3 set-dic- Micelli S., Barazza T., 1996; Il valore della conoscenza: del kaizen e della ricerca scientifica, Economia & Management, n.2- Montironi M., 2001; People Relationship Management, Sviluppo & Organizzazione, n.186- Montironi M., Parmeggiani B., 1999; Società della conoscenza e comunità di sapere, Sviluppo & Organizzazione, n.171- Morici R., 2000; Il knowledge maangement: approcci, soluzioni, casi, Sistemi & Impresa, n.2
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