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  • 1. L’inquinamento Idrico
    • Introduzione
    • Le perdite dei benefici di natura ricreativa sono molto più importanti nel caso d’inquinamento idrico che quello atmosferico.
    • Grazie alla presenza di grandi economie di scala nella depurazione dei liquami e di altri tipi di rifiuto è possibile una strategia di controllo mediante l’utilizzo di impianti di trattamento centralizzati in grandi dimensioni.
  • 2. L’inquinamento Idrico
    • Tipologia di risorse idriche in cui vengono scaricati rifiuti.
    • Esistono due categorie di risorse idriche soggette a contaminazione.
    • Le acque superficiali, che sono rappresentati da fiumi, dai laghi e dai mari che coprono la maggior parte della superficie terrestre. Esse sono destinate ad usi ricreativi ma a un gran numero di altri usi.
    • Le acque sotterranee, un tempo considerate una risorsa inalterabile dall’uomo, è stato dimostrato che esse sono oggetto di forte contaminazione da sostanze chimiche tossiche. Esse forniscono il 23% dell’acqua dolce destinata a vari usi possibili, esse sono utilizzate per l’irrigazione e l’uso umano .
  • 3. L’inquinamento Idrico
    • Fonti di contaminazione
    • La contaminazione delle risorse idriche sotterranee si verifica quando alcune sostanze inquinanti percolano in una regione satura d’acqua.
    • Ai fini delle politiche in materia d’inquinamento di laghi o e di fiumi si possono distinguere due fonti di contaminazione.
    • Le fonti puntuali , che scaricano in acque superficiali e in punti specifici attraverso un buco, una bocca, uno scarico o un canale.
    • Le fonti diffuse , che contaminano l’acqua con una azione più indiretta ed estesa.
  • 4. L’inquinamento Idrico
    • Inquinamento dei fiumi e i laghi
    • Le principali fonti diffuse d’inquinamento di fiumi e laghi sono le attività agricole , la silvicoltura , il deflusso urbano di acque piovane e i sistemi di smaltimento individuali.
    • - la contaminazione derivante dell’agricoltura provoca l’erosione dello strato superficiale del suolo, dai pesticidi dai fertilizzanti;
    • - la contaminazione della silvicoltura contribuisce all’erosione del suolo e distruggendo la copertura degli alberi, provoca un forte impatto sulla temperatura dei corsi d’acqua che normalmente scorrono all’ombra;
  • 5. L’inquinamento Idrico
    • La contaminazione delle acque meteoriche contengono numerosi inquinanti, fra i quali grande quantità di piombo.
    • I centri urbani costituiscono anche, insieme alle attività di produzione industriale una parte significativa dell’inquinamento idrico proveniente da fonti puntuali.
    • Per le risorse sotterranee la contaminazione è dovuta alla migrazione delle sostanze dannose da luoghi in cui vi sono concentrazioni elevate di agenti chimici, come i sistemi di stoccaggio di rifiuti industriale, le discariche, le aziende agricole.
  • 6. L’inquinamento Idrico
    • Inquinamento dei mari
    • Le principali fonti d’inquinamento sono le fuoriuscite di petrolio e la contaminazione legata allo scarico di rifiuti nell’ambiente.
    • Infatti una grande quantità di petrolio viene trasporta tramite mare e proviene da piattaforme che sfruttano giacimenti situati nei fondali, negli ultimi decenni ci sono stati frequenti casi di fuoriuscite di greggio.
  • 7. L’inquinamento Idrico
    • Tipi di inquinanti
    • Inquinanti di flusso
    • Inquinamenti di stock
    • Gli inquinanti di flusso sono quelli per i quali l’ambiente ha una certa capacità d’assimilazione.
    • Un tipo d’inquinante idrici incluso in questa categoria è detto biodegradabile, perché una volta in acqua, si degrada, ovvero si scompone nelle parti che lo costituiscono.
    • I rifiuti biodegradabili sono rappresentati normalmente da residui organici che vengono attaccati e decomposti dai batteri presente nell’acqua.
  • 8. L’inquinamento Idrico
    • Il processo di decomposizione comporta un consumo di ossigeno, il cui ammontare dipende dal carico dei rifiuti.
    • Per sottoporre a controllo il carico dei rifiuti e necessario:
    • Monitorare le condizioni ambientali del corso d’acqua
    • Monitorare l’entità delle emissioni.
    • Il parametro comunemente utilizzato per tenere sottocontrollo le condizioni ambientali in riferimento degli inquinamento di flusso di tipo convenzionale è l’ossigeno sciolto.
    • .
  • 9. L’inquinamento Idrico
    • La quantità di ossigeno disciolto in un corpo idrico dipende dalle condizioni dell’ambiente, quali la temperatura, il flusso dell’acqua e il carico dei rifiuti.
    • La misura della domanda di ossigeno che si determina in un corso d’acqua in corrispondenza di qualsiasi particolare volume d di emissione è detta domanda biochimica d’ossigeni.
    • Un secondo inquinante di flusso è l’inquinamento termico , legato all’emissione di calore in un corso d’acqua, innalzando la temperatura dell’acqua vicino alla bocca di scarico, riducendo il contenuto di ossigeno disciolto e può determinare sensibili mutamenti dell’equilibrio ecologico della zona interessata.
  • 10. L’inquinamento Idrico
    • Un’altra classe d’inquinante è l’ Azoto e il Fosforo , che stimolano la crescita della vegetazione acquatica, come le alghe e la mucillagine, ma se in presenti in quantità eccessiva, possono generare alterazione all’odore, al gusto all’aspetto.
    • Altro inquinante di flusso, chiamati inquinanti persistenti, così denominati per la loro complessa struttura molecolare, queste sostanze non si decompongono del tutto nel corso dell’acqua, in parte vengono degradate, ma il processo è cosi lento che possono percorrere lunghe distanze d’acque mantenendo pressoché una forma inalterata.
    • Gli inquinanti persistenti si accumulano non solo nei corsi d’acqua, ma anche nelle catene alimentari.
  • 11. L’inquinamento Idrico
    • Inquinanti di stock
    • Le sostanze chimiche inorganiche e i minerali sono i principali esempi di inquinanti di stock tra questi i metalli pesanti, come piombo, cadmio e mercurio.
    • Nessun processo naturale rimuove o trasforma gli inquinanti di stock. Per cui corsi d’acqua, i laghi o i mari non sono in grado di liberarsene.
    • Alcuni esempi
    • - Malattia Minatia
    • - Malattia Ita Itai
  • 12. L’inquinamento Idrico
    • Cenni sulle politiche di controllo
    • In Italia nel 1976, la Legge Merli del 10 Maggio 319 in tema di tutela delle acque dall’inquinamento.
    • La legge disciplinava gli scarichi di qualsiasi tipo, pubblici e privati diretti e indiretti, in tutte le acque superficiali e sotterranee, interne e marine, pubbliche e private, nonché le fognature, sul suolo e nel sottosuolo, formulava inoltre criteri generali per l’uso e lo scarico delle acque.
    • Secondo la legge Merli, la gestione delle politica di controllo era demandata:
  • 13. L’inquinamento Idrico
    • Allo Stato, che ha compiti di indirizzo, promozione e coordinamento e di elaborare un piano nazionale di risanamento delle acque.
    • Alle regioni, che redigono i piani di risanamento delle acque e rilevano le caratteristiche dei corpi idrici.
    • Alle province, che hanno compiti di controllo sugli scarichi ed elaborano il catasto degli scariche stessi.
    • Ai comuni, che curano i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione delle acque urbane e gli scarichi nelle fognature pubbliche.
  • 14. L’inquinamento Idrico
    • La legge inoltre impone il pagamento di un canone in base a formule predisposte dal Ministero dell’Ambiente a seconda della tipologia di inquinante e composto da due parti.
    • Si tratta di una innovazione di notevole portata che accomuna l’Italia ad altre realtà europee dello stesso periodo come la Germania occidentale e la Cecoslovacchia che mostrano come un approccio al controllo dell’inquinamento idrico basato sugli incentivi sia in realtà fattibile.
    • Il D.Lgs 152/199, ha sostituito parte della legge Merli, sono stati fissati obiettivi minimi di qualità del corpo ricettore per alcuni corpi idrici e obiettivi di qualità per altri cono specifica destinazione.
    • Da: http://www.slidefinder.net/5/598_2009_170_5601/598_2009_170_5601/15802998/p7

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